Real Madrid

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Inviato da nono 17/04/2009 @ 06:08

Tags : real madrid, spagna, squadre nazionali europee, calcio, sport

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Real Madrid Baloncesto

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Il Real Madrid di pallacanestro è la sezione cestistica dell'omonima polisportiva. Fondata nel 1932 è la squadra più titolata in Spagna, potendo vantare 30 successi, e in Europa, dove ha vinto per 8 volte l'Eurolega.

In Castiglia la prima squadra di basket è stata creata nel 1932 da Ángel Cabrera, che il 19 novembre del 1930 mette un annuncio su un giornale per trovare dei giocatori. Tra i primi a prendere parte a questo progetto ci sono Hermes, Hoyos, Gutiérrez, Castelví, Jenaro Lolives e Arnaiz. Nel 1932 è fondato ufficialmente il club. Con la sezione calcio già consolidata, il presidente Sánchez Guerra ha la possibilità di potenziare altre sezioni del club. Nasce così la pallacanestro nel Real Madrid, sport che con il tempo ha visto crescere gli appassionati e che è diventato parte importante della polisportiva.

Il 13 aprile del 1932 si gioca la prima partita la prima partita, a Barcellona contro l'Español. Vinse il Madrid per 24-19. Nella squadra di Barcellona c'era Anselmo López, che anni dopo diventerà allenatore del Real.

Un anno importante per il sodalizio è il 1952 che vede l' arrivo di Raimundo Saporta. Saporta fu uno dei dirigenti più capaci nella gestione e nell' organizzazione di questo sport e grazie al suo lavoro il Real diventerà il club più forte d' Europa.

In ambito tecnico due uomini vanno ricordati in modo particolare: Pedro Ferrándiz e Lolo Sainz. Ferrándiz è considerato come l'indiscutibile numero uno della storia della pallacanestro europea, con 15 Ligas, 14 coppe di Spagna e 4 Coppe dei campioni, ha un palmares difficilmente eguagliabile. Fu il primo ad introdurre le innovazioni del basket americano e pioniere nello scambio di idee con gli allenatori statunitensi.

Elesse come successore Lolo Sainz; nei suoi trenta anni al servizio del team Sainz ha conquistato una serie impressionante di titoli nazionali ed europei. Dai tempi lontani di giocatori come Braña, Arnaiz, Negrín, Olives e Borrás, fino ai nostri giorni, il club ha sempre potuto contare su cestisti di primo livello. Tra i più grandi Emiliano Rodríguez, idolo degli anni '60, conquistatore di 24 titoli in carriera. Emiliano eccelleva in una squadra fortissima, di cui facevano parte i fratelli Ramos, Clifford Luyk e Sáinz.

Con gli anni, un altro giocatore prenderà il suo posto sui palcoscenici europei: il "dottor" Corbalán, il miglior centro spagnolo di tutti i tempi. Capitanò il Madrid nella sua seconda epoca dorata insieme a Brabender, Rullán, Cabrera, Cristóbal, Prada, Iturriaga, Romay, giocatori che cederanno il testimone ad una nuova generazione di forti cestisti come Biriukov, Llorente, Fernando Martín (quest' ultimo è stato il primo spagnolo a giocare nell'NBA con i Portland Trail Blazers).

Per quanto riguarda gli stranieri sono stati numerosi e molto validi quelli che hanno militato nel Madrid. I migliori sono stati: Higtower, Burgess, Fox, Aiken, Coughran, Mc Intrye, Walter, Meister, Rogers, Jackson, Spriggs, Anderson, Delibasic, Dalipagic, Petrovic, Simpson, Jackson, Brown, Roberts, e più recentemente Savic, Arlauckas, Sabonis e Bodiroga.

Per la parte superiore



Real Madrid Club de Fútbol

Il Real Madrid in festa per la vittoria della Supercoppa di Spagna 2008

Il Real Madrid Club de Fútbol, abbreviato in Real Madrid, è una società polisportiva spagnola di Madrid fondata il 6 marzo 1902 e composta principalmente dalla nota sezione calcistica e da una cestistica.

Nel corso degli anni il Real Madrid è riuscito a imporsi a livello nazionale e internazionale, cogliendo una serie notevole di vittorie, tra cui i 9 successi nella UEFA Champions League (primato). La squadra fu eletta Club del Secolo dalla FIFA il 23 dicembre 2000. Attualmente è il club più ricco del mondo con 365,8 milioni di euro e grazie alle sue enormi capacità economiche la società riuscì a mettere a segno il colpo di mercato più dispendioso della storia: Zinédine Zidane fu acquistato nel 2001 per la cifra di 76 milioni di euro.

Il Real Madrid disputa le partite interne nello stadio Santiago Bernabéu, che può ospitare più di 80.000 spettatori e detiene il record mondiale di imbattibilità, essendo rimasto inespugnato per 121 turni di campionato tra il 1957 e il 1965.

Secondo la Deloitte Football Money League, i ricavi del Real Madrid sono tutt'ora di 275,7 milioni risultando il club più ricco del mondo, superando il Manchester United che era rimasto in vetta per otto anni..

Il Real Madrid deve la sua fama soprattutto alla sua squadra di calcio, la più vincente nella storia sia del calcio spagnolo che delle competizioni UEFA per club , ed è uno dei club con più tifosi. Militante nella Primera División spagnola fin da quando è stata creata la Liga (1929, al pari di Barcellona e Athletic Bilbao), detiene il record di titoli nazionali vinti (31) nonché il primato di vittorie in Coppa dei Campioni (9). Il club può vantare uno dei palmarès più prestigiosi, che annovera altresì 17 Coppe di Spagna, 8 Supercoppe di Lega, 2 Coppe UEFA, una Supercoppa europea e 3 Coppe Intercontinentali. Questa bacheca fa del Real Madrid la terza squadra per numero di trofei vinti a livello internazionale ex aequo con l'Independiente: con 15 trofei è alle spalle del Club Atlético Boca Juniors e del Milan, primi con 18.

La squadra venne chiamata originariamente Madrid Club de Fútbol e successivamente venne aggiunto Real a seguito della benedizione ricevuta nel 1920 da Alfonso XIII Re di Spagna. I giocatori del Real Madrid vengono chiamati merengues per via del colore della maglia che ricorda quello della meringa. Per un certo periodo (in concomitanza con le due presidenze consecutive di Florentino Pérez) i giocatori sono stati soprannominati anche Los Galacticos (I Galattici), per via della presenza di tante stelle nell'organico.

Lo stadio di casa è il celebre "Santiago Bernabéu" di Madrid, intitolato all'omonimo presidente e che ha una capacità di 80.354 spettatori (il 16° al mondo per capienza) e un campo da gioco di 106 per 72 metri.

In Spagna il club è noto come el Madrid (il Madrid), in contrapposizione con l'Atlético (el Atlético), mentre in Italia è conosciuto come il Real, abbreviazione che nel contesto calcistico spagnolo non sarebbe caratteristica del Real Madrid, essendo il nome "Real" comune a molti club spagnoli.

A Madrid il calcio fu introdotto dai professori e dagli studenti del Institución Libre de Enseñanza, tra cui c'erano molti laureati a Oxford e Cambridge. Nel 1895 costoro fondarono il club Football Sky, che giocava la domenica mattina a Moncloa. Nel 1900 questo club si divise in due società diverse: il New Foot-Ball de Madrid e il Club Español de Madrid. Il presidente di quest'ultimo club era Julián Palacios, anch'esso divisosi il 6 marzo 1902 con la costituzione del Sociedad Madrid FC. Il primo presidente era Juan Padrós Rubió, il primo segretario Manuel Mendía e il primo tesoriere José de Gorostizaga. Juan Padrós Rubió sarebbe poi stato rimpiazzato dal fratello Carlos Padrós.

Prima di diventare presidente nel 1945, Santiago Bernabéu Yeste aveva già svolto le mansioni di giocatore, capitano della prima squadra, finanziatore e direttore del club, in un sodalizio con la società madrilena che durò per oltre 70 anni. Assunse l'incarico di ricostruire il club dopo la Guerra civile spagnola e, sotto la sua presidenza, edificò lo Stadio Santiago Bernabéu e la Ciudad Deportiva. Riorganizzò anche il club a tutti i livelli in quella che sarebbe diventata la normale gerarchia operativa dei club professionistici in Europa, dotando ogni sezione e ogni livello di squadre tecniche indipendenti e arruolando assistenti validi come Raimundo Saporta.

A partire dal 1953 adottò una strategia nuova, decidendo di mettere sotto contratto giocatori di classe mondiale provenienti dall'estero, il migliore dei quali fu Alfredo Di Stéfano, e costruì la prima vera squadra multinazionale. Durante la presidenza di Bernabéu con il Real Madrid giocarono molti dei nomi leggendari della squadra: dal già citato Alfredo Di Stéfano a Ferenc Puskás, Francisco Gento, Héctor Rial, Raymond Kopa, José Santamaría, Miguel Muñoz, Amancio, Santillana, Juanito e José Antonio Camacho.

Nel 1955, sviluppando l'idea proposta dal giornalista de L'Equipe Gabriel Hanot e nell'intento di ripensare la formula della Coppa Latina (torneo riservato a squadre di Francia, Spagna, Portogallo e Italia), Bernabéu incontrò all'Hotel Ambassador di Parigi Bedrignan e Gustav Sebes e creò la Coppa dei Campioni, oggi nota come UEFA Champions League. Posta sotto l'amministrazione dell'UEFA, è ora la competizione più importante del mondo.

Fu sotto la presidenza Bernabéu che Real Madrid si stabilizzò come una potenza calcistica sia in ambito spagnolo sia in ambito europeo. Prima di morire nel 1978, Bernabéu era stato al timone del club per 35 anni, durante i quali aveva vinto una Coppa Intercontinentale, 6 Coppe dei Campioni, 16 campionati spagnoli e 6 Coppe del Re.

La metà degli anni Cinquanta vide la dirigenza del Real Madrid creare una rosa di prim'ordine che comprendeva, tra gli altri, Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás, Francisco Gento, Héctor Rial, Raymond Kopa e José Santamaria. Questi giocatori formarono il nucleo della squadra che avrebbe dominato la seconda parte del decennio. Nel 1954 la formazione della capitale vinse la Liga per la prima volta in 20 anni con il nome Real Madrid e si riconfermò campione di Spagna nel 1955. Conquistò due altri titoli spagnoli nel 1957 and 1958, dato che nel 1956 l'Athletic Bilbao fu l'unica squadra capace di interrompere la sequenza. Nel 1959 e nel 1960 la vittoria della Liga andò al Barcellona, ma tra il 1961 e il 1980 il Real Madrid tornò a dominare il campionato spagnolo, vincendone 14 edizioni, tra cui una striscia di cinque titoli consecutivi (1961-1965) e due strisce di tre titoli di fila (1967-1969 e 1978-1980). Fu in quest'epoca che vestirono la maglia del club giocatori leggendari come José Antonio Camacho, Uli Stielike e Juan Gómez Gonzalez.

Nei primi anni Ottanta il Real Madrid perse lo scettro della Liga, ma dal 1986 inaugurò una nuova serie di vittorie, inanellando cinque successi consecutivi nel torneo (1986-1990). Di questa squadra facevano parte Hugo Sánchez e la celebre Quinta del Buitre, formata da Emilio Butragueño, Manolo Sanchís, Martín Vazquéz, Míchel e Miguel Pardeza.

Oltre ai successi nazionali, la fama di grande squadra il Real Madrid la guadagnò con le straordinarie prestazioni in Coppa dei Campioni. Ad oggi il Real Madrid è la squadra incoronata più volte campione d'Europa, potendo vantare 9 trionfi continentali. Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás e altri giocatori celebri aiutarono il club a vincere la Coppa dei Campioni per cinque volte consecutive tra il 1956 e il 1960. Tra le partite memorabili ci sono il 7-3 contro l'Eintracht Francoforte nella finale dell'Hampden Park del 1960, davanti alle telecamere della BBC e dell'Eurovisione e a un pubblico di oltre 135.000 spettatori, la più grande affluenza per una finale di Champions League.

La società madrilena vinse la competizione per la sesta volta nel 1966, sconfiggendo prima l'Inter in semifinale e poi il Partizan Belgrado per 2-1 in finale con una squadra interamente composta da giocatori spagnoli, la prima nella storia della manifestazione. Si noti come solo Paco Gento giocò in tutte e sei le edizioni vinte dal Real Madrid. Il club fu finalista perdente nel 1962, nel 1964 e nel 1981. In virtù delle cinque vittorie consecutive nel torneo al Real Madrid fu conferito il trofeo originale e fu dato il diritto di vestire la coccarda d'onore dell'UEFA.

La formazione di Madrid ha vinto anche 2 Coppe UEFA ed è stata per due volte finalista perdente in Coppa delle Coppe. A livello di partecipazioni in Europa ha saltato due stagioni: 1977-1978 e 1996-1997, entrambe per mancata qualificazione.

Nell'estate del 1996 il presidente Lorenzo Sanz ingaggiò come allenatore Fabio Capello, reduce da un quinquennio di successi con il Milan. Benché la sua esperienza sulla panchina della squadra spagnola durò solo una stagione, conclusasi con la vittoria della Liga, la squadra costruita dall'allenatore italiano, che comprendeva campioni come Raúl, Predrag Mijatović, Fernando Redondo, Fernando Hierro, Davor Šuker, Clarence Seedorf e Roberto Carlos, aveva aperto un ciclo vincente, tanto che due anni dopo pose fine all'astinenza del Real Madrid nel massimo torneo continentale. Sotto la guida tecnica di Jupp Heynckes batté infatti la Juventus per 1-0 nella finale della Champions League 1997-1998. La società si fregiò del titolo di campione d'Europa anche nel 2000 e nel 2002 sotto la guida tecnica di Vicente Del Bosque, con formazioni piene di stelle di prima grandezza: Fernando Morientes, Steve McManaman, Luís Figo, Iker Casillas e Zinedine Zidane.

Il Real Madrid ha conquistato anche 3 Coppe Intercontinentali, ottenute superando Peñarol, Vasco da Gama e Olimpia Asunción rispettivamente nel 1960, nel 1998 e nel 2002.

Alla generazione dei giocatori cresciuti nelle giovanili del Real Madrid che resero vincente il club a livello nazionale negli anni Ottanta fu assegnato il nomignolo Quinta del Buitre. L'epiteto (Coorte dell'Avvoltoio) derivava dal soprannome dato al membro più carismatico della squadra, Emilio Butragueño. Gli altri quattro componenti erano Manolo Sanchís, Martín Vázquez, Míchel e Miguel Pardeza.

Sanchís e Martín Vázquez furono i primi a giocare con la prima squadra del Real Madrid: il loro debutto risale ad una partita contro il Murcia giocata il 4 dicembre 1983. L'allenatore Alfredo Di Stéfano schierò i due giovani tra i titolari dall'inizio. Entrambi giocarono sorprendentemente bene e Sanchís riuscì anche a segnare il gol della vittoria. Pochi mesi dopo, il 5 febbraio 1984, Emilio Butragueño debuttò in squadra in una partita sul campo del Cadice. El Buitre ("L'Avvoltoio") fu una rivelazione e segnò una doppietta già nella sua prima apparizione. Pardeza fu aggregato alla prima squadra in quella stagione e Míchel all'inizio di quella seguente.

Con La Quinta del Buitre (ridotta a quattro componenti quando Pardeza lasciò il club per il Saragozza nel 1986) il Real Madrid poteva vantare una delle migliori squadre spagnole ed europee durante la seconda metà degli anni '80 e vinse anche 2 Coppe UEFA e 5 campionati spagnoli di seguito. L'unica macchia fu la mancata conquista della Coppa dei Campioni.

Martín Vázquez andò a giocare con il Torino nel 1990, prima di tornare al Real Madrid nel 1992 e di lasciarlo nuovamente nel 1995, quando passò al Deportivo La Coruña. Butragueño lasciò la squadra nel 1995 e Michél nel 1996. Ambedue si trasferirono all'Atlético Celaya, in Messico.

Sanchís fu l'unico componente de La Quinta a trascorrere l'intera carriera nel Real Madrid. Vincendo la Champions League per due volte, nel 1998 e nel 2000, riuscì a raggiungere quel traguardo che La Quinta non era stata in grado di tagliare nei suoi giorni di gloria. Si ritirò nel 2001, ultimo calciatore in attività tra coloro che avevano fatto parte della famosa "coorte".

Nel luglio 2000 al posto di Lorenzo Sanz fu eletto presidente Florentino Pérez, il quale promise di acquistare i migliori giocatori del mondo (tra cui Luís Figo, allora stella del Barcellona), porre fine ai debiti del club e modernizzare le strutture societarie. Dopo aver raggiunto un accordo per la vendita del centro di allenamento, la Ciudad Deportiva, Pérez acquistò lo stesso Figo (2000), Zinédine Zidane (2001), Ronaldo (2002) e David Beckham (2003). I media coniarono l'espressione Los Galácticos ("I Galattici") per porre l'accento sulla risonanza mediatica del parco-giocatori del Real Madrid. Inizialmente la strategia fu vincente: il Real Madrid vinse la Liga nel 2001 e nel 2003 e la Champions League nel 2002, anno del centenario. La squadra conquistò anche la Coppa Intercontinentale (2002), la Supercoppa europea (2002) e la Supercoppa di Spagna (2001 e 2003). I giornalisti parlarono di Zidanes y Pavones per descrivere la strategia di unire giocatori affermati come Zidane a giovani calciatori formatisi nel settore giovanile del club, tra cui Francisco Pavón. Fuori dal campo la strategia dei Zidanes y Pavones ebbe uno straordinario successo dal punto di vista finanziario. Il club si adoperò, infatti, per sfruttare il suo enorme potenziale sul mercato mondiale, specialmente in Asia.

Dal 2003, tuttavia, il rendimento della squadra sul campo fu deludente e la gestione societaria assai discutibile, sia per quanto riguarda le cessioni sia per quanto riguarda gli acquisti. Il tecnico Vicente Del Bosque, artefice di grandi successi, fu esonerato nei giorni seguenti alla vittoria del campionato e dell'eliminazione in Champions League per mano della Juventus e nel medesimo anno lasciò il club polemicamente anche Claude Makélélé, mentre Fernando Hierro, storica bandiera, si vide costretto ad abbandonare la squadra a seguito di una disputa interna. Il tentativo di rimpiazzare adeguatamente Del Bosque si sarebbe rivelato per tre anni fallimentare.

Nel 2003-2004 la panchina del Real Madrid fu affidata a sorpresa a Carlos Queiroz, con cui la squadra disputò una stagione deludente, malgrado il primo posto nella Liga ottenuto a febbraio. L'annata si concluse, infatti, con cinque sconfitte consecutive in campionato, che fecero classificare il Real Madrid al quarto posto, cui si aggiunse l'eliminazione ai quarti di finale della UEFA Champions League 2003-2004 per mano del Monaco. La compagine madrilena mancò la conquista della Coppa del Re, nella cui finale fu battuta dal Real Saragozza.

Per l'annata successiva fu nominato allenatore José Antonio Camacho, che di lì a poco si sarebbe dimesso. Gli subentrò Mariano García Remón, esonerato dopo la pausa invernale quando la squadra stazionava al quinto posto. Vanderlei Luxemburgo, il suo sostituto, non riuscì a guidare i suoi uomini oltre gli ottavi di finale della Champions League (prevalse la Juventus) e della Coppa del Re, ma in campionato il Madrid si batté con ardore, fino a ottenere il secondo posto, a 4 punti di distacco dal Barcellona campione.

Anche il 2005-2006 fu avaro di soddisfazioni. Trascorsi alcuni mesi segnati da prestazioni negative, Luxemburgo fu sollevato dall'incarico e il suo sostituto fu Juan Ramón López Caro, allenatore del Real Madrid Castilla, che rimase sorprendentemente in carica per il resto della stagione. Nella Liga dominata dal Barcellona il Real Madrid, pur giungendo alla fine secondo, non rappresentò mai una minaccia per la conquista del titolo da parte dei rivali catalani, che al Bernabéu si imposero sui madrileni con il risultato di 3-0 a novembre. Estromessi dalla Coppa del Re, dove furono superati per 6-1 dal Real Saragozza nella gara di andata dei quarti di finale, i bianchi della capitale uscirono di scena dalla Champions League ancora una volta agli ottavi di finale, sconfitti dall'Arsenal poi finalista perdente del torneo.

Malgrado l'arrivo di giocatori di alto livello come Walter Samuel, Sergio Ramos, Michael Owen, e Robinho, il Real Madrid non riuscì, dunque, a vincere un trofeo importante dal 2004 al 2007, soffrendo il dominio nazionale e internazionale del Barcellona di Frankie Rijkaard.

Il 27 febbraio 2006 Florentino Pérez si dimise e fu rimpiazzato provvisoriamente da Fernando Martín.

Il 2 luglio 2006 fu eletto presidente Ramón Calderón, che ingaggiò Fabio Capello come allenatore, l'ex campione del Real Madrid Predrag Mijatović come direttore sportivo e Franco Baldini come direttore generale.

Capello caldeggiò l'acquisto di Fabio Cannavaro ed Emerson, entrambi, come l'allenatore, arrivati al Real dalla Juventus in seguito allo scandalo nel calcio italiano che ha visto coinvolta la società bianconera. In totale il club spagnolo spese 21 milioni di euro, anche per ingaggiare Ruud van Nistelrooy, Mahamadou Diarra e José Antonio Reyes. Nel corso della sessione invernale del calciomercato internazionale, tra dicembre e gennaio, la dirigenza del club madrileno si assicurò alcuni giovani sudamericani di talento come Marcelo, Gonzalo Higuain e Fernando Gago, arrivi cui fecero da contraltare le partenze di due dei Galacticos, David Beckham, accasatosi ai Los Angeles Galaxy da luglio 2007, e Ronaldo, ceduto al Milan nel gennaio 2007.

In Champions League i blancos di Madrid furono eliminati agli ottavi di finale dal Bayern Monaco. Dopo aver trascorso gran parte della stagione al secondo o al terzo posto del campionato spagnolo 2006-2007, negli ultimi mesi recuperarono molti punti sul Barcellona e vinsero, infine, il campionato all'ultima giornata. Pur avendo gli stessi punti del Barcellona in classifica, infatti, i madridisti poterono festeggiare il loro trentesimo titolo nazionale in virtù dei migliori risultati negli scontri diretti (vittoria per 2-0 al Santiago Bernabéu e pareggio per 3-3 al Camp Nou).

L'inaspettato trionfo, però, non impedì l'esonero di Fabio Capello, allontanato dalla dirigenza pochi giorni dopo i festeggiamenti per la conquista del campionato. La sua cacciata fu motivata dal cattivo gioco espresso dalla squadra durante buona parte della stagione, non degno del più grande club del mondo, a detta del presidente e dell'area tecnica. Il direttore sportivo Mijatović diede atto a Capello di aver "lavorato sotto una pressione enorme" e "ottenuto un risultato importante come la vittoria della Liga", ma aggiunse: "Abbiamo bisogno di giocare un calcio diverso rispetto a quello dell'ultima stagione, abbiamo bisogno di qualcosa di più perché i nostri tifosi possano tornare a divertirsi".

Al posto dell'allenatore friulano fu assunto Bernd Schuster, autore di una grande stagione col piccolo Getafe, portato alla finale di Coppa del Re e di conseguenza in Coppa UEFA. Sul fronte del calciomercato la campagna-acquisti del club fu ancora una volta faraonica (120 milioni di euro). Allo stadio Bernabéu giunsero il portoghese Pepe e gli olandesi Arjen Robben, Royston Drenthe e Wesley Sneijder. In Champions League la squadra madrilena fu eliminata per il quarto anno consecutivo agli ottavi di finale, questa volta dalla Roma. In campionato, invece, occupò costantemente la testa della classifica per tutta la stagione, confermandosi Campione di Spagna con tre giornate di anticipo grazie anche ad un attacco molto produttivo, capace di segnare in 35 partite su 36. L'8 maggio, alla terzultima giornata, i blancos già campioni batterono per 4-1 il Barcellona al Bernabéu. Per la prima volta in diciotto anni il Real Madrid fu in grado di confermarsi Campione.

La stagione 2008-2009 si è aperta con la conquista della Supercoppa di Spagna nella doppia sfida contro il Valencia, ma il Real Madrid ha avuto un deludente avvio di stagione, segnato da alcune sconfitte in campionato che non hanno permesso al club di tenere il passo del Barcellona. Il 9 dicembre 2008 Bernd Schuster è stato esonerato e sostituito dallo spagnolo Juande Ramos. Il 16 gennaio 2009 Calderón si è dimesso dalla carica di Presidente della società madridista per via delle presunte illegalità avvenute nella sua rielezione nel dicembre precedente. Al suo posto succede temporaneamente Vicente Boluda, in attesa che si svolgano nuove elezioni nell'estate 2009. Intanto la squadra, stabilmente al secondo posto della Liga alle spalle Barcellona, nella fase di calciomercato di gennaio è stata rinforzata con l'acquisto del centravanti Klaas-Jan Huntelaar, chiamato a sostituire il connazionale van Nistelrooy, seriamente infortunatosi, e del centrocampista Lassana Diarra. In Champions League la corsa dei madrileni si è fermata nuovamente agli ottavi di finale, contro il Liverpool.

Durante molte delle partite casalinghe la maggior parte dei posti dello stadio Bernabeu sono occupati dagli abbonati, che sono approssimativamente 65mila. Per diventare abbonato occorre essere un socio o un membro del club. Non tutti i membri possono ottenere un abbonamento. In aggiunta ai membri, il club ha oltre 1.800 peñas - i fansclub affiliati ufficiali - in Spagna e nel mondo.

La rivalità tra Real Madrid e Futbol Club Barcelona è leggendaria. Fin dall'inizio i due club erano visti come le rappresentanti delle due regioni rivali in Spagna, Castiglia e Catalogna, così come delle due città. La rivalità raggiunse nuovi livelli negli anni in cui Franco era al potere, quando Franco cercò di sfruttare i successi internazionali del Real Madrid; ad ogni modo, durante la stessa guerra civile spagnola, membri del Real Madrid vennero giustiziati per mano delle milizie di Franco. Il presidente del Real Rafael Sánchez Guerra, un insigne repubblicano, fu imprigionato e torturato. Le milizie arrestarono e uccisero anche un vicepresidente e un tesoriere del Real e fecero scomparire un sostituto presidente.

La rivalità subì un significativo inasprimento a partire dalla semifinale di Coppa del Re del 1943 disputata tra i due club. L'andata al Les Corts finì con una sconfitta per 3-0 ai danni del Real, ma il ritorno a Madrid lo vide vincere 11-1. Si è insinuato che sui giocatori blaugrana furono fatte pressioni da alcuni loro tifosi affinché perdessero la partita. Negli anni Cinquanta controversie come la disputa sull'ingaggio di Alfredo Di Stéfano intensificarono ulteriormente la rivalità.

In qualità dei due più grandi, ricchi e vincenti club di Spagna, la rivalità si è rinnovata annualmente con entrambe le squadre a gareggiare spesso tra di loro per il titolo nazionale. Il culmine di questa rivalità è costituito dai due superclásicos, le sfide di campionato che richiamano attenzione in tutto il mondo. Il bilancio recente del Real Madrid con il FC Barcelona è abbastanza magro in campionato, avendo vinto una sola volta al Camp Nou negli ultimi 20 anni (1-2, 2003); tuttavia il Real Madrid ha eliminato il Barça dalla semifinale della Champions League del 2001-2002. Più recentemente il Madrid è tornato a colpire nel derby il 22 ottobre 2006 con una vittoria per 2-0 nella Liga.

In aggiunta alla rivalità con il FC Barcelona, il Real mantiene anche una storica rivalità locale con l'Atlético Madrid. Sebbene l'Atlético fosse stato originalmente fondato da tre studenti baschi, a questi si unirono nel 1904 alcuni dissidenti del Madrid FC. Ulteriori tensioni furono create dal fatto che inizialmente i tifosi dell'Atlético provenivano dalla classe lavoratrice, mentre i sostenitori del Real appartenevano alla classe media. Oggi queste distinzioni sono largamente superate.

La rivalità tra i due club madrileni conquistò per la prima volta l'attenzione internazionale durante la Coppa dei Campioni del 1959, quando le due formazioni si incontrarono in semifinale. Il real vinse 2-1 la gara d'andata al Bernabéu, mentre l'Atlético vinse 1-0 il ritorno al Metropolitano. Il pareggio portò ad un rematch che il Real vinse 2-1. L'Atletico conquistò comunque alcune rivincite quando, dopo le dimissioni dell'allenatore del Real José Villalonga, lo sconfisse nelle due successive finali di Coppa del Re del 1960 e del 1961.

Tra il 1961 e il 1980, quando il Real dominò la Liga solo l'Atlético offrì ai blancos una seria sfida vincendo il titolo nel 1966, 1970, 1973 e 1977. Nel 1965, quando finì vicecampione della Liga dopo un'intensa battaglia con i rivali cittadini, l'Atlético divenne la prima formazione dopo otto anni a battere il Real al Bernabéu.

Il bilancio delle ultime sfide con l'Atletico è molto favorevole al Real. L'apice del dominio delle merengues si è avuto nella stagione 2002/03, quando il Real ha conquistato il titolo della Liga dopo aver battuto l'Atlético 4-0 allo stadio Vicente Calderón.

¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!

Noble y bélico adalid, caballero del honor.

¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!

¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!

¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!

Noble y bélico adalid, caballero del honor.

¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!

¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!, ¡Hala Madrid!

Il Real Madrid dalla sua fondazione ad oggi ha avuto 17 presidenti tutti spagnoli, Ramon Calderon, ultimo della stirpe, è stato eletto nel 2006.

Dal 1910 ad oggi il Real Madrid è stato allenato da 52 allenatori, di cui 26 spagnoli. L'allenatore più vincente fù Miguel Muñoz che conquistò ben 14 trofei.

La sezione pallacanestro del Real Madrid fu fondata nel 1932. Il club madrileno di pallacanestro è il più titolato in Spagna e in Europa.

La sezione di rugby era la seconda più antica della polisportiva, essendo stata fondata nel 1925. Nel 1948, dopo aver vinto un titolo nazionale e diversi regionali, la sezione venne chiusa e si dovette aspettare il 2008 per vederne la rinascita, avvenuta grazie all'annessione del CRC Bwin Pozuelo Boadilla, che già nel 2007 giocava con la divisa bianche dei madridisti. Attualmente ha in bacheca una Coppa del Re, vinta al termine della stagione 2007-08.

Il 2008 ha visto anche la nascita della sezione di calcio a 5. Infatti il Real Madrid, unitamente alle altre 8 squadre vincitrici della Liga, ha fondato la Liga di calcio indoor, nella quale giocano le vecchie glorie del club, come Amavisca e Buyo.

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Real Madrid Castilla

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Voce principale: Real Madrid Club de Fútbol.

Il Real Madrid Castilla (già Real Madrid B) è una squadra di calcio spagnola che milita attualmente nella Segunda División B, terza divisione del campionato di calcio spagnolo. Prima squadra filiale del Real Madrid, ha sede nella capitale spagnola e gioca le partite casalinghe nello Stadio Alfredo Di Stefano.

Il club fu fondato nel 1930 con il nome di Plus Ultra, per poi diventare Castilla nel 1972. Nel 2005, per festeggiare il ritorno in Segunda División, recuperò il nome che utilizzò dal 1972 al 1991, quando la Federazione Spagnola obbligò a cambiare i nomi delle squadre filiali. Il Castilla possedeva uno scudo proprio ma non venne recuperato e per questo viene utilizzato quello della prima squadra. Nella stagione 2004-05 si verifica la promozione in Segunda dopo 14 anni di assenza, ottenendo anche la salvezza nella stagione successiva.

Nella stagione 1979-80 il Castilla fu vicecampione della Copa del Rey dopo aver perso una storica finale contro la prima squadra del Real Madrid nello stadio Santiago Bernabéu. Il risultato fu uno schiacciante 6-1, ma il Castilla nel corso della competizione aveva eliminato squadre come Extremadura, Alcorcón, Racing Santander e a squadre all'epoca in Primera División come Hércules, Athletic Club e addirittura Real Sociedad, che in quell'anno sarebbe giunta seconda in campionato e avrebbe vinto i due successivi. In semifinale sconfisse poi lo storico Sporting Gijón regolandolo con un sonoro 4-0 nella partita casalinga di ritorno dopo aver perso 2-0 all'andata. L'anno successivo la squadra, in seguito alla finale conquistata nella coppa nazionale, partecipò alla Coppa delle Coppe venendo però subito eliminata al primo turno dagli inglesi del West Ham United i quali cedettero 3-1 al Bernabéu salvo poi dilagare 5-1 nel ritorno in casa quando però al 90' minuto il risultato era di 3-1.

Negli anni successivi il Castilla arrivò a conquistare un campionato di Segunda (1983-84).

Lo stadio Alfredo Di Stefano, situato nella Ciudad Real Madrid a Valdebebas, fu inaugurato il 9 maggio 2006, ha 6000 posti tutti a sedere, e una dimensione di 105x68 metri.

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Real Madrid Baloncesto 2007-2008

Voce principale: Real Madrid Baloncesto.

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David Beckham

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David Robert Joseph Beckham OBE (Londra, 2 maggio 1975) è un calciatore britannico, centrocampista del Milan e della Nazionale inglese.

Soprannominato Spice Boy o Becks, è giunto secondo nella classifica del Pallone d'oro 1999 e nella graduatoria del FIFA World Player 1999 e 2001, è uno dei calciatori più noti e affermati e una vera e propria icona del marketing. Inserito da Pelé nella FIFA 100, la classifica dei calciatori più forti di sempre, nel 2008 è stato quinto nella lista delle 100 celebrità più influenti stilata dalla rivista statunitense Forbes, mentre il TIME lo ha inserito nel "TIME 100 Heroes & Icons" dell'anno 2004.

Beckham è inoltre uno dei pochi calciatori inglesi ad aver giocato più di 100 partite con la maglia della propria Nazionale di cui è stato capitano in 59 occasioni: 58 partite dal 15 novembre 2000 al 2 luglio 2006 e l'amichevole contro Trinidad e Tobago del 1º giugno 2008.

Secondo quanto sostiene la rivista France Football David Beckham è il calciatore più ricco del mondo con 31 milioni di euro annui, di cui ben 25 derivano dagli sponsor. David Beckham è sposato con l'ex Spice Girls Victoria Adams, la coppia ha tre figli ed attualmente risiede a Beverly Hills, in California. Secondo stime ufficiali i Beckham posseggono un patrimonio di circa 125 milioni di sterline.

Nato nel sobborgo londinese di Leytonstone da David Edward Alan "Ted" Beckham (1948) e Sandra Georgina West (1949), David Beckham sin dai tempi della scuola ha fatto parte della selezione che difendeva i colori della contea dell'Essex. Suo padre era un tifoso appassionato del Manchester United e molto spesso andavano all'Old Trafford per seguire le partite casalinghe della loro squadra. Questa passione è stata trasmessa anche a David, nonostante il nonno fosse un grande tifoso del Tottenham. A metà degli anni ottanta è entrato nella scuola per giovani talenti di Bobby Charlton a Manchester e a nemmeno undici anni ha vinto un permesso per allenarsi un giorno intero con la cantera del Barcellona. Dopo aver fatto dei provini, con scarsi risultati, per il Leyton Orient, il Norwich City e il Tottenham, ha giocato nei Brimsdown Rovers, squadra allenata dal padre. Durante i due anni trascorsi coi Brimsdown Rovers è stato nominato giocatore Under-15 dell'anno 1990, incominciando ad attirare l'attenzione di molti club.

L'8 luglio 1991, a solo 16 anni, ha firmato un contratto come Youth Training Scheme col Manchester United. Sempre a 16 anni ha lasciato gli studi per dedicarsi completamente al calcio, visti i suoi scarsi risultati scolastici.

Ha fatto parte della squadra giovanile che ha vinto la FA Youth Cup nel 1992, segnando un gol nella finale di ritorno contro il Crystal Palace. Nello stesso anno ha esordito in prima squadra in League Cup il 23 settembre 1992 contro il Brighton & Hove, firmando il primo contratto professionale della sua carriera poco più tardi.

Il 7 dicembre 1994 ha fatto il suo esordio nelle coppe europee nell'ultima partita della fase a gironi di Champions League, vinta 4-0 contro il Galatasaray, nella quale ha segnato anche la seconda rete dei Red Devils al 27° minuto. La vittoria tuttavia non è stata sufficiente per qualificare la squadra ai quarti di finale a vantaggio di Göteborg e Barcellona.

Nel mese di marzo del 1995 è stato ceduto in prestito al Preston North End, squadra di terza divisione, dove ha giocato molto positivamente, segnando 2 gol in 5 partite, uno su punizione e l'altro direttamente da calcio d'angolo.

Tornato al Manchester United, ha esordito in Premier League il 2 aprile 1995, a 19 anni, contro il Leeds (0-0).

L'allenatore dello United Alex Ferguson aveva grande fiducia nei giocatori delle giovanili e quando Paul Ince, Mark Hughes e Andrej Kančelskis hanno lasciato il club alla fine della stagione 1994-1995, per sostituirli ha deciso, non senza polemiche, di portare in prima squadra i giovani invece di comprare altri giocatori. Le critiche sono aumentate dopo la sconfitta nella prima partita ufficiale della stagione contro l'Aston Villa, persa per 3-1, nella quale Beckham ha segnato l'unico gol del Manchester United. Invece in quella stagione i giovani si sono comportati bene, realizzando il double Premier League-FA Cup, con Beckham autore di 40 partite e 8 gol, tra cui quello che ha dato la vittoria al Manchester United in semifinale di FA Cup contro il Chelsea, oltre che l'assist su calcio d'angolo per il gol di Cantona in finale.

All'inizio della stagione 1996-1997, conclusa con la vittoria di un'altra Premier League, a Beckham è stata assegnata la maglia numero 10, mentre in quella seguente, dopo il ritiro di Cantona, ha indossato la numero 7, cedendo il 10 a Sheringham.

Nel 1999 con il Manchester United ha realizzato un treble, vincendo il campionato, la FA Cup e la Champions League, nella cui finale Beckham è stato autore dei due assist su calcio d'angolo per i gol con cui Sheringham e Solskjær hanno ribaltato il risultato contro il Bayern Monaco nei minuti di recupero (dai 0-1 a 2-1). Nel corso della stagione ha ricoperto più volte il ruolo di centrocampista centrale invece che di ala. Dopo aver perso la Supercoppa UEFA contro la Lazio, ha vinto la Coppa Intercontinentale contro il Palmeiras ed è arrivato secondo nella graduatoria 1999 del Pallone d'oro e del FIFA World Player, preceduto in entrambi i casi da Rivaldo.

Nel 2000 il rapporto fra l'allenatore della squadra Ferguson e Beckham ha iniziato a deteriorarsi a causa della crescente notorietà del giocatore che appariva sempre più spesso sulle copertine delle riviste. Beckham ha saltato un allenamento per badare al figlio Brooklyn che aveva una gastroenterite. Ma la sera stessa la moglie ha presenziato alla settimana della moda di Londra, facendo infuriare Ferguson, visto che se Victoria fosse rimasta accanto al figlio il marito si sarebbe potuto allenare. Come punizione Beckham è stato multato ed escluso dalla successiva partita contro il Leeds. Il conflitto è arrivato al culmine quando, nella stagione successiva quando, il 13 febbraio 2003, dopo aver perso una partita di FA Cup contro l'Arsenal, Ferguson negi spogliatoi ha calciato uno scarpino colpendo Beckham sopra l'occhio, causando una ferita che ha richiesto l'applicazione di due punti di sutura. L'incidente ha provocato un gran numero di voci su un imminente e quasi certo trasferimento del calciatore, con i bookmaker che accettavano scommesse su chi dei due avrebbe lasciato il club per primo.

Il 10 aprile 2002 Beckham si è fratturato il secondo metatarso del piede sinistro nella partita di Champions League contro il Deportivo La Coruña. La stampa inglese insinuò che Duscher aveva rotto il piede a Beckham deliberatamente, poiché Inghilterra e Argentina si sarebbero affrontate nel Mondiale di quell'anno, ma poi l'argentino si scusò per l'intervento. L'infortunio ha impedito a Beckham di giocare con il Manchester United per il resto della stagione, ma non di firmare un nuovo contratto triennale con il club a maggio dopo mesi di trattative, in particolare sui diritti d'immagine. Con questo contratto da 90.000 sterline alla settimana è diventato il calciatore più pagato al mondo in quel periodo.

In totale con i Red Devils in 12 anni Beckham ha vinto 6 campionati, 2 Coppe d'Inghilterra, 2 Community Shield, una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Per Beckham 265 match in Premier League con 62 gol e in totale 394 partite in cui ha realizzato 85 gol e un numero incalcolabile di assist.

Il 17 giugno 2003 Beckham ha accettato un contratto quadriennale da 6 milioni di euro col club spagnolo del Real Madrid, che ha versato 35 milioni di euro al Manchester United. La trattativa, molto laboriosa, si è conclusa all'inizio del mese di luglio nonostante l'iniziale tentativo dei rivali del Barcellona di accaparrarsi il giocatore dei Red Devils, rendendo Beckham il terzo inglese a vestire la maglia dei Galacticos dopo Laurie Cunningham e Steve McManaman. A Madrid ha scelto di indossare la maglia numero 23, poiché era lo stesso numero indossato dal cestista statunitense Michael Jordan, suo idolo nella pallacanestro.

Ha esordito in partite ufficiali con il Real Madrid il 24 agosto 2003 al Son Moix contro il Maiorca in Supercoppa di Spagna (sconfitta per 2-1), segnando il primo gol con le merengues al 73° minuto della partita di ritorno il 27 agosto, rete che ha fissato il risultato sul 3-0. Nella Liga ha invece esordito il 30 agosto 2003 al Bernabéu contro il Betis, segnando dopo solo 8 minuti la sua prima rete nel campionato spagnolo (2-1 il finale).

Nella prima stagione a livello di squadra è stata sotto le attese, dato il quarto posto in campionato, l'elimiazione ai quarti di Champios League con il Monaco e la sconfitta in Coppa del Re contro il Real Saragozza, unica vittoria la Supercoppa spagnola a inizio stagione. Beckham ha disputato più di 40 partite e segnato 7 gol, maggior numero di reti personali per l'inglese in una sola stagione con il Real Madrid, diventando immediatamente un beniamino dei tifosi. Ha realizzato anche il 600° gol del Real Madrid nella Coppa dei Campioni/Champions League il 27 novembre 2003 contro l'Olympique Marsiglia. Durante la stagione ha giocato più spesso come interno che come ala, avendo come compagni a centrocampo Zidane e Figo. In più, vista la mancanza di una prima punta forte di testa, gioco si sviluppava soprattutto attraverso tanti passaggi di prima e possesso palla, quindi ha dovuto fare a meno dei suoi celebri cross e adattarsi a giocare con triangolazioni e passaggi rasoterra.

Nel 2004-2005 e nel 2005-2006 il Real Madrid ha concluso il campionato al secondo posto dietro il Barcellona, con Beckham che è risultato il miglior assist-man della Liga nel 2006.

Nella stagione 2006-2007 il Real Madrid ha assunto come allenatore Fabio Capello, che ha optato per un gioco diverso. Beckham è stato impiegato come titolare all'inizio della stagione, ma poi gli è stato preferito Reyes come ala destra. Il 17 ottobre 2006, in occasione della partita di Champions League contro la Steaua Bucarest vinta dal Real Madrid per 4-1, ha raggiunto quota 100 presenze nella massima competizione europea per club, terzo di sempre in quel periodo e primo tra gli inglesi.

L'11 gennaio 2007 Beckham ha annunciato di aver firmato un contratto quinquennale per il Los Angeles Galaxy, valido a partire dal 1º luglio 2007. Il 13 gennaio Capello ha detto che, stante l'importante contratto firmato con un'altra squadra, Beckham si sarebbe allenato con il Real Madrid, ma non avrebbe più giocato partite ufficiali. Tuttavia l'allentore ha cambiato idea a febbraio, reintegrando il calciatore che ha segnato subito un gol nella prima partita disputata contro la Real Sociedad. Dopo essere tornato in squadra Beckham ha contribuito alla vittoria della Liga.

A fine stagione il Real Madrid ha annunciato di volere provare a convincere Beckham a rimanere a Madrid, senza però riuscirvi. Un mese dopo la fine dell'esperienza dell'inglese con il Real Madrid, la rivista Forbes ha scritto che Beckham è stato in parte responsabile dell'incremeno del 137% dei profitti dei Blancos, per un totale di 600 milioni di dollari durante i 4 anni di militanza di Beckham.

In complessivo nelle 4 stagioni al Real Madrid Beckham ha disputato 159 partite e realizzato 20 gol (principalmente su punizione) oltre che molti assist, vincendo una Liga (2006-2007) e una Supercoppa spagnola (2003).

Il contratto da 5,5 milioni di dollari annui di David Beckham con i Galaxy è entrato in vigore l'11 luglio 2007 ed è stato presentato ufficialmente, all'Home Depot Center, due giorni dopo. Ha scelto il numero 23 e ha spiegato che la scelta è stata anche, come già in precedenza al Real Madrid, un omaggio a Michael Jordan. La società ha anche annunciato che la vendita della sua maglia aveva toccato già quota 250.000 pezzi prima della presentazione.

Il 21 luglio 2007 ha debuttato con la sua nuova squadra, entrando in campo al 78° minuto dell'amichevole disputata dai Galaxy contro il Chelsea. Due settimane dopo, il 9 agosto 2007, è arrivato l'esordio in una gara ufficiale, nella partita contro il D.C. United.

Beckham è tornato in campo la settimana successiva, ancora una volta contro il D.C. United, nella semifinale della North American SuperLiga, disputata il 15 agosto 2007. In quella gara, è partito per la prima volta dall'inizio, ha ricevuto il primo cartellino giallo ed è stato per la prima volta il capitano della squadra. Ha poi segnato il suo primo gol con la nuova maglia e il primo assist, per la rete di Landon Donovan, che hanno garantito ai Galaxy la vittoria per 2 a 0 e quindi un posto in finale contro il Pachuca.

Proprio durante la finale contro il Pachuca, Beckham si è infortunato al ginocchio destro e una risonanza magnetica ha rilevato uno stiramento al legamento collaterale, che gli ha causato uno stop di sei settimane. È tornato in tempo per l'ultima gara stagionale, coi Galaxy non qualificati ai play-off. È entrato in campo come sostituto il 21 ottobre, nella sconfitta per 1-0 contro il Chicago Fire. Al termine della stagione, il bilancio è stato di 7 partite ufficiali giocate, un gol segnato e tre assist, di cui 5 partite e 2 assist in campionato.

Beckham si è allenato con l'Arsenal per tre settimane a partire dal 4 gennaio 2008, finché non è tornato ai Galaxy per la preparazione atletica con la squadra.

Ha segnato il primo gol in campionato nella stagione 2008 contro i San Jose Earthquakes, giocata il 3 aprile 2008, al 9° minuto di gioco.

Il 24 maggio 2008, il Los Angeles Galaxy hanno battuto per 3-1 i Kansas City Wizards, portandosi così al primo posto della Western Division. Durante la partita Beckham ha segnato un gol spettacolare da una distanza di circa 70 iarde (circa 65 metri), rete che ha ricordato quelle che aveva realizzato dodici anni prima contro il Wimbledon, a Selhurst Park.

Beckham ha iniziato ad allenarsi con i nuovi compagni il 30 dicembre 2008, data di inizio del ritiro invernale del Milan a Dubai, e il 6 gennaio 2009 ha debuttato con i rossoneri, disputando il primo tempo dell'amichevole contro l'Amburgo. Ha esordito in partite ufficiali l'11 gennaio 2009 in Roma-Milan 2-2, gara valida per la 18ª giornata di della Serie A 2008-2009, disputando una partita positiva. Il 25 gennaio 2009 ha realizzato il primo gol con il Milan al Dall'Ara contro il Bologna, segnando il gol del definitivo 1-4 per i rossoneri con uno destro sul primo palo su assist di Seedorf, ripetendosi tre giorni dopo a San Siro contro il Genoa con un gol su punizione. Il 1º febbraio 2009, nonostante il ritorno al Los Angeles Galaxy fosse ancora previsto per il successivo 9 marzo, è stato inserito dalla società rossonera nella lista dei 25 giocatori per la Coppa UEFA 2008-2009. Ha esordito nelle competizioni UEFA con la maglia rossonera il 18 febbraio 2009 al Weserstadion contro il Werder Brema.

L'8 marzo 2009 è stato ufficializzato l'accordo tra il Milan e il Los Angeles Galaxy per il prolungamento del prestito del calciatore inglese fino alla fine della stagione 2008-2009.

Beckham ha debuttato nella Nazionale inglese il 1º settembre 1996 nella partita di qualificazione ai Mondiali del 1998 a Chişinău contro la Moldavia.

Dopo aver disputato gran parte delle partite di qualificazione per ai Mondiali 1998, è stato inserito dal CT Glenn Hoddle tra i convocati per la fase finale in Francia. Tuttavia Hoddle lo ha accusato di non concentrarsi sul torneo e lo ha quindi escluso dalle prime due partite giocate dagli inglesi. È stato schierato in campo per la prima volta durante i mondiali nella partita contro la Colombia, vinta 2-0 dall'Inghilterra, nella quale Beckham he segnato al 29° minuto il gol del definitivo 2-0, primo con la maglia della Nazionale. Nei sedicesimi di finale il 30 giugno 1998 l'Inghilterra ha affrontato l'Argentina che, dopo il 2-2 maturato nei 120', ha eliminato gli inglesi ai rigori. Una concausa è stata l'espulsione rimediata al 47° minuto dallo stesso Beckham, colpevole di aver tirato un calcio all'argentino Diego Simeone quando quest'ultimo era a terra. Le critiche allo "Spice Boy" non hanno tardato ad arrivare, e le più pesanti chiedevano addirittura una sua uscita dalla Nazionale.

Beckham però non ha lasciato la Nazionale, venendo anche convocato da Kevin Keegan per gli Europei del 2000 in Belgio e Olanda, e i tifosi spesso lo hanno contestato. La contestazione più eclatante è avvenuta proprio durante Euro 2000, quando l'Inghilterra è stata sconfitta dal Portogallo per 3-2. Nonostante Beckham avesse propiziato con due assist i gol di Scholes e McManaman, durante tutta la partita alcuni supporter lo avevano continuamente provocato e insultato. Beckham ha reagito mostrando a quei tifosi il dito medio, suscitando diverse reazioni dai giornali inglesi che, oltre ad alcune critiche, hanno chiesto ai lettori di smettere di prendere di mira il calciatore.

Grazie a una sua punizione contro la Grecia che al 94° minuto di gioco ha fissato il risultato sul 2-2, l'Inghilterra è riuscita a qualificarsi al Mondiale 2002 in Corea del Sud e Giappone. Da giocatore da dileggiare Beckham è diventato quasi un eroe nazionale, tanto che è stato nominato dalla BBC "Sportivo dell'anno" 2001. Beckham è stato convocato per i Mondiali 2002 da Eriksson anche se non era in perfetta forma fisica, essendosi rotto qualche mese prima il piede per una scontro con Duscher del Deportivo La Coruña. Ha comunque disputato da titolare e capitano tutte le 5 partite dell'Inghilterra, segnando anche il rigore che ha determinato l'1-0 finale contro l'Argentina nel girone eliminatorio. Quell'anno però l'Inghilterra fu eliminata nei quarti di finale dopo la sconfitta per 2-1 contro il Brasile, futuro vincitore del torneo.

Beckham ha giocato tutte le partite del campionato europeo di calcio 2004 in Portogallo. Nella partita inaugurale contro la Francia, persa 2-1, ha sbagliato un calcio di rigore al 73° minuto sul punteggio di 1-0 per gli inglesi. Ai quarti di finale, l'Inghilterra è stata eliminata dalla formazione di casa. L'incontro è stato deciso ai tiri di rigore, con Beckham che ha calciato il proprio rigore, primo della serie, cercando l'incrocio dei pali ma mandando il pallone alto oltre la traversa.

Ai Mondiali del 2006 in Germania Beckham si è presentato ancora da capitano. Ha Giocato da titolare in tutte le partite: nella prima con il Paraguay ha propiziato con la sua punizione l'autorete di Gamarra. Nella seconda ha fornito l'assist per il gol dell'1-0 realizzato da Crouch contro Trinidad e Tobago. Dopo aver pareggiato contro la Svezia, è proprio un suo gol su punizione a piegare l'Ecuador negli ottavi (1-0), diventando il primo inglese a segnare in tre diverse edizioni dei Mondiali. Nei quarti, contro il Portogallo, è stato costretto ad uscire per infortunio nel secondo tempo e non ha potuto quindi prendere parte alla lotteria dei rigori, che ha premiato i lusitani col punteggio finale di 3-1, dopo che la partita si era conclusa sullo 0-0 ai supplementari.

Il nuovo CT McLaren ha scelto come capitano Terry, ma inizialmente non ha più convocato Beckham, che è tornato in Nazionale per l'amichevole del 26 maggio 2007 contro il Brasile, prima parita della Nazionale inglese nel nuovo Wembley, dove Beckham ha servito un assist su punizione proprio per Terry. Il 22 agosto 2007, scendendo in campo in amichevole contro la Germania, è diventato il primo calciatore di un club non europeo a giocare per la Nazionale inglese.

Successivamente è stato convocato per le altre amichevoli e le qualificazioni agli Europei 2008. Nell'ultima decisiva partita contro la Croazia, McClaren lo ha schierato solo dal secondo tempo, con l'Inghilterra che aveva già subito due gol: grazie al suo apporto l'Inghilterra è riuscita a pareggiare prima su rigore e poi con un gol di Crouch servito proprio da Beckham, ma la Croazia ha segnato un altro gol, condannando l'Inghilterra alla sconfitta e all'esclusione dalla fase finale.

Dopo la nomina di Fabio Capello come CT dell'Inghilterra Beckham è stato convocato per l'amichevole del 20 marzo 2008 contro la Francia, dove ha disputato la 100a partita con la Nazionale inglese, diventando il quinto giocatore inglese di sempre a raggiungere tale traguardo dopo Billy Wright, Bobby Charlton, Bobby Moore e Peter Shilton. Dopo la partita i compagni di squadra gli hanno regalto un iPod d'oro e prima della partita gli Stati Uniti del 28 maggio 2008 Bobby Charlton, idolo dell'inglese e soprattutto del padre, ha consegnato a Beckham una cappello d'oro in ricordo della 100a presenza in Nazionale, Il 1º giugno 2008, a sorpresa, ha nuovamente indossato la fascia di capitano nell'amichevole contro Trinidad e Tobago.

L'11 febbraio 2009, scendendo in campo nel secondo tempo dell'amichevole di Siviglia con la Spagna ha giocato la partita numero 108 in Nazionale, raggiungendo Bobby Moore al secondo posto nella classifica di presenze con la Nazionale inglese, primo tra i giocatori di movimento. L'ha poi superato il 28 marzo 2009 disputando il secondo tempo dell'amichevole contro la Slovacchia.

Nel 1997 Beckham ha iniziato a frequentare Victoria Adams, cantante inglese membro delle Spice Girls. La coppia ha suscitato grande interesse nei media, che li hanno ribattezzati "Posh and Becks". Beckham ha sposato la cantante nel castello di Luttrellstown, vicino a Dublino, il 4 luglio 1999, concedendo l'escusiva dell'evento alla rivista OK! per 1,5 milioni di euro, anche se altri giornali riuscirono comunque a realizzare delle foto. Il costo del matrimonio è stato stimato intorno agli 500.0000 sterline, 16° matrimonio più costoso secondo la classifica stilata da Forbes nel 2007.

I coniugi Beckham hanno tre figli: Brooklyn Joseph Beckham (Londra, 4 marzo 1999), Romeo James Beckham (Londra, 1º settembre 2002) e Cruz David Beckham (Madrid, 20 febbraio 2005). Sia Brooklyn che Romeo hanno avuto come padrino Elton John e come madrina Elizabeth Hurley.

Nel 1999 i Beckham hanno comprato la loro più celebre casa, il cosiddetto Beckingham Palace (gioco di parole tra Beckham e Buckingham Palace), vicino Londra, del valore stimato di 7 milioni di sterline. Nell'aprile del 2007, invece, a seguito dell'imminente trasferimento al Los Angeles Galaxy, hanno acquistato una villa a Beverly Hills, vicino a quella di Tom Cruise e Katie Holmes, valutata 22 milioni di dollari.

La rete statunitense NBC ha trasmesso uno spettacolo televisivo sull'arrivo dei Beckham negli States, andato in onda 16 luglio 2007.

Beckham ha sostenuto l'UNICEF fin dai tempi del Manchester United e nel gennaio 2005 è diventato Goodwill Ambassador con particolare attenzione al programma Sports for Development ("Sport per lo sviluppo") e testimonial della campagna "Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS", per la quale si è recato in Sierra Leone dal 18 al 20 gennaio 2008.

Beckham è anche portavoce di Malaria No More, un'oganizzazione non profit di New York nata nel 2006 con lo scopo di debellare la malaria in Africa, e sostenitore di Help for Heroes, associazione nata per aiutare i feriti di ritorno dall'Iran e dall'Afghanistan.

È apparso anche in Sognando Beckham (Bend It Like Beckham, 2002), ma solo con immagini di archivio. Per interpretare Beckham e la moglie nel film il regista ha usato dei sosia, Andy Harmer e Gill Penny.

Nonostante il trasferimento a Los Angeles, Beckham non ha espresso interesse nel ruolo di attore, dicendo di essere troppo "rigido".

Beckham è titolare della Footwork Productions Ltd., holding con sede a Londra che gestisce tutte le entrate generate dai vari sponsor e ingaggi del calciatore e insieme alla moglie della Beckham Brand Ltd., che si occupa di sfuttare il marchio di David e Victoria Beckham tramite TV e siti web. La Footwork Productions Ltd. ha creato una joint venture con la 19 Entertainment Ltd., società fondata dal Simon Fuller che gestisce l'immagine di attori, cantanti e sportivi famosi, e inoltre possiede, con il suo procuratore Terry Byrne e lo stesso Fuller, la 1966 Entertainment Ltd., che gestisce gli interessi commerciali della Nazionale inglese di calcio.

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Source : Wikipedia