Quotazioni

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Inviato da gort 01/03/2009 @ 20:38

Tags : quotazioni, finanza

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Immobiliare: all'estero la casa al mare diventa low cost - Il Sole 24 Ore
«Eppure – sottolinea Breglia – le quotazioni sono ancora basse e le prospettive di rivalutazione a medio termine sono ottime, grazie al rapido processo di sviluppo del paese e al previsto ingresso nel l'Unione europea nel 2011»....
TITOLI DEL GIORNO - Wall Street Italia
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ANTEPRIMA SUI MERCATI - Wall Street Italia
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Fotografia d'arte

Una macchina istantanea Polaroid 900

Possiamo parlare di fotografia d’arte come parliamo di pittura e di scultura. L’immagine fotografica è considerata da gran parte dei critici al pari delle discipline pittoriche. Negli ultimi anni le quotazioni dei maestri internazionali, come quelle degli artisti emergenti sono andate alle stelle. Il panorama si è allargato ed è stato rivoluzionato dall’avvento del digitale che ha moltiplicato in maniera esponenziale le possibilità di ogni artista.

La prima mostra fotografica della storia si tenne a Parigi, dove Louis Hippolite Bayard espose 30 dagherrotipi riscuotendo parecchio successo.

L’oggetto trova una sua dignità, specialmente quando si tratta di un’opera prodotta in tiratura limitata numerata, firmata e certificata. Le Polaroid sono molto ambite, perché garantiscono l’unicità del prodotto, mantenendo prezzi contenuti.

Il vero collezionista dovrebbe verosimilmente affiancare alle tele degli artisti favoriti, anche stampe di autori più o meno famosi.

Il costo dell’opera d’arte tiene anche in considerazione della tecnica di stampa: pari dignità viene data a una stampa su alluminio come ad una stampa ink-jet. In edicola si moltiplicano le riviste dedicate all’arte fotografica, e molte case editrici e produttori di macchine fotografiche organizzano: corsi, concorsi e mostre fotografiche. Sul web, sono ormai migliaia i fotografi che espongono le loro gallerie virtuali. L’autorevole rivista Arte ha dedicato un numero speciale (quello di agosto 2005) alla fotografia per celebrarne il secolo. Ne è uscito un ritratto molto promettente che apre buone prospettive per la dignità di questa forma d’arte che, in passato, difficilmente è stata considerata tale.

Nel periodo compreso tra le due grandi guerre, grazie ai processi tecnici nel campo della fotografia, fu possibile scattare delle prime istantanee e realizzare i primi reportages: fotografi professionisti documentavano la realtà attraverso le immagini che venivano diffuse ai giornali. I fotografi di allora si possono quindi paragonare ai veristi, che narravano i fatti senza inserirvi impressioni personali.

Parallelamente, soprattutto a partire dall'inizio degli anni '70, alla comparsa delle prime carte politenate multigradazione e al contemporaneo abbandono di molte carte pregiate per stampa da parte dell’industria fotografica, alcuni fotografi hanno adottato le tecniche storiche già care ai pittorialisti per guadagnare quella libertà espressiva che era giudicata compromessa dal mercato.

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Anselmo Ballester

Anselmo Ballester (Roma, 15 luglio 1897 – Roma, 22 settembre 1974) è stato un pittore italiano.

Anselmo Ballester, nasce a Roma alla fine dell'800, figlio di Federico Ballester (Roma 1868-1926), pittore di origini spagnole, segue sin da bambino l'attività artistica del padre, tanto da realizzare i primi lavori all'età di 15 anni.

Dopo aver frequentato l'accademia di Belle Arti di Roma, si specializza, come attività prevalente, nella pubblicità cinematografica, lavorando per le più importanti Case di Produzione del cinema muto.

Ben presto affinerà il suo inconfondibile stile, per il quale sarà sempre più spesso richiesto, dai committenti.

Nel suo studio di Roma, in Via della Croce 50a, nel periodo di 40 anni, preparerà migliaia di schizzi e bozzetti per locandine e manifesti di tutti i formati.

Lavorerà, in misura minore, anche nel campo della pubblicità commerciale generica e politica.

Saranno le più importanti case di produzione e distribuzione di film a commissionargli lavori, che Ballester restituirà con bozzetti dipinti in colori e composizioni molto spesso spettacolari.

Le maggiori case americane MGM, Warner Bros., Columbia, RKO si avvarranno del suo talento, per far conoscere al pubblico le loro produzioni Hollywoodiane, ma lavora con frequenza anche per committenti italiani come Cines, ICI, Tirrenia, CEIAD, Variety Film.

Dopo essere stato un assiduo illustratore per il cinema muto italiano, prosegue la produzione per quello degli anni successivi.

Nel 1930 prepara i bozzetti per i manifesti del primo film sonoro italiano La canzone dell'amore.

Lavorerà ininterrottamente sino all'inizio degli anni 60, poi abbandonerà l'attività di cartellonista cinematografico, per quella di pittore puro e ritrattista.

Muore a Roma il 22 settembre 1974.

I suoi manifesti sono particolarmente ricercati da collezionisti italiani ed esteri, le quotazioni d'asta sono tra le più alte del mercato del manifesto cinematografico.

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Roland TR-808

La TR-808 è una drum machine progettata dalla Roland nel 1982. I suoni prodotti, pur giudicati "poco realistici", furono utilizzati in breve tempo in un gran numero di produzioni, soprattutto nell'electro, rivoluzionando l'intero panorama musicale.

Due anni dopo vide la luce la TR-909, i cui suoni hanno forse stravolto ancora di più il mondo musicale addirittura dando il via a generi musicali nuovi.

Le quotazioni sul mercato dell'usato di un gioiellino come una TR-808 sono oggi veramente alte, si tratta di una macchina ancora ricercata tanto dai collezionisti di materiale vintage quanto da produttori, anche se i suoni dell'808 sono facilmente reperibili in moltissime librerie di suoni o su internet.

La drum-machine è ormai fuori produzione dal 1991, quindi gli esemplari funzionanti sono molto rari. Tuttavia i suoi sample sono ancora oggi ampiamente utilizzati in produzioni hip-hop e di musica elettronica.

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Partita del centro

La Partita del Centro, già menzionata da Philipp Stamma (1745), ha fatto la sua apparizione in competizioni di impegno verso il 1880. Adottata con una certa predilezione da Jacques Mieses, perse rapidamente quotazioni con il progredire delle analisi teoriche, al punto che alla fine degli anni 1980 non s'incontrava quasi più in partite di impegno, ma recenti studi portati da grandi scacchisti come Judit Polgar l'hanno parzialmente rivalutata.

L'idea del bianco è di portare la donna in e3 e velocizzare l'arrocco lungo, per poi spingere a fondo i pedoni sull'ala di Re. Il nero può contrastare il bianco con mosse tranquille di sviluppo quale 2...Cc6 (praticamente obbligata, anche se molte altre linee sono state proposte), Cf6 e Ab4. La posizione che ne scaturisce viene considerata, dalla teoria, pressoché pari.

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Jean Varga

Jean Varga (Parigi, 1940) è un filatelista francese.

Ha studiato economia politica e dopo il servizio militare ha iniziato a lavorare con il padre Ladislas Varga nella storica società Theodor Champion. Per 10 anni ha lavorato nell'ufficio studi economici, dopodiché ha sostituito il padre nel dedicarsi alle quotazioni del catalogo della Yvert & Tellier e dei cataloghi specializzati sulla Francia. Svolge tuttora questo incarico.

Dal 1987 al 2004 è stato presidente dell'ASCAT.

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Borsa di Oslo

Borsa di Oslo

La Borsa di Oslo (in norvegese: Oslo Børs), creata nel 1819, è la borsa norvegese con sede ad Oslo che ha come principale mercato le contrattazioni commerciali delle compagnie norvegesi. Oltre a un'ampia gamma di società del paese, l'OSE attrae anche molte società internazionali del settore petrolifero, e di spedizioni. Le quotazioni vengono effettuate tra le 9.00 e le 17.30.

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Ticker-tape parade

Ticker-tape parade a New York in onore degli astronauti dell'Apollo 11, agosto 1969

Una ticker-tape parade è una parata tenuta in un centro urbano, che permette il lancio di grandi quantità di pezzettini di carta dalle finestre dei vicini palazzi di uffici, sul percorso della parata, creando un trionfale effetto simile a una tempesta di neve.

Il termine ha origine a New York in seguito a una spontanea celebrazione tenutasi il 29 ottobre 1886, durante l'inaugurazione della Statua della Libertà, ed è tuttora strettamente associato con New York. Il termine ticker-tape si riferisce in origine all'uso dei nastri di carta usati da macchinari controllati a distanza che venivano impiegati per fornire gli aggiornamenti delle quotazioni del mercato azionario. Oggigiorno si utilizza principalmente carta di scarto sminuzzata usando un normale tritadocumenti.

A New York, le ticker-tape parade non sono eventi annuali, ma sono riservate ad occasioni speciali. Subito dopo la prima di queste parate i funzionari cittadini si resero conto dell'utilità di tali eventi e iniziarono a tenerli in occasioni trionfali, inizialmente per eventi straordinari, come il ritorno di Theodore Roosevelt dal suo safari in Africa.

Fino agli anni '50, venivano comunemente concesse ad ogni capo di stato in visita, ma negli anni '60, dopo l'assassinio di John F. Kennedy, divennero sempre più rare. Sono generalmente riservate per trionfi dell'esplorazione spaziale, onori militari e vittorie in campionati sportivi. L'ultima ticker-tape parade si è svolta il 5 febbraio 2008 in onore dei New York Giants, vincitori del Super Bowl. La sezione di Lower Broadway che attraversa il distretto finanziario di Manhattan, che serve come percorso della parata per questi eventi, viene colloquialmente chiamata il "Canyon degli Eroi". Lower Broadway a New York ha placche sui marciapiedi, ad intervalli regolari, che celebrano ognuna delle ticker-tape parade della città.

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Märklin

Plastico Märklin in scala H0: visione notturna

Märklin (MÄRKLIN o MAERKLIN in maiuscole) è un'azienda produttrice di giocattoli tedesca, fondata nel 1859. La Märklin, che ha sede a Göppingen (Germania) è il leader mondiale tra i costruttori di treni modello. Ha prodotto anche altri tipi di giocattoli, ma la produzione caratterizzante è sempre stata quella ferroviaria. Si è sempre distinta per l’originalità dei suoi modelli a prevalente o totale esecuzione in metallo e per il particolare funzionamento a corrente alternata anziché continua.

Tra le prime ditte a produrre in scala HO (1:87), ha avuto ed ha in catalogo anche modelli in grandi scale: O (1:43) in passato, 1 (1:32) attualmente. Tra i prodotti una delle più piccole ferrovie modello, in scala Z (1:220) con scartamento 6mm. Tra le produzioni storiche, le costruzioni meccaniche (Il “meccano” in collaborazione con la Hornby) e l’autopista Märklin Sprint, negli anni settanta, che, probabilmente non ha avuto la fortuna commerciale che meritava. Fino agli anni sessanta sono stati prodotti automodelli in scala 1:43. Attualmente il gruppo produce anche modelli in CC in H0 con marchio TRIX ed in scala N (Mintrix). Nell'estate del 2007, inoltre, la Märklin ha acquistato la ditta LGB, produttrice di modelli ferroviari per uso da giardino. Circa 25 anni fa la Märklin ha introdotto il funzionamento digitale degli impianti e delle loco. Si è trattato di una rivoluzione che ha mutato radicalmente il mondo del modellismo ferroviario e che ha fatto sì che il vecchio mondo analogico risultasse in poco tempo obsoleto. L’analogico ha ancora oggi degli estimatori, ma l’orientamento di questi modellisti è sempre più collezionistico, mentre l’operatività dei plastici è oramai orientata in modo quasi totale al digitale. Plastici analogici rientrano in quello che oggi viene definito “vintage”.

Come altre ditte, la Märklin ha adottato strategie di contenimento dei costi, che stanno consentendo di continuare la produzione con spostamento di parte di questa in Cina, con grande scandalo dei puristi del marchio. Al momento la produzione di prestigio e l’assemblaggio finale rimangono negli stabilimenti europei, anche se non si sa fino a quando. L’impressione è che la strategie commerciale dell'azienda passi attraverso il contenimento dei costi e la ripresa della produzione in metallo, che, parzialmente abbandonata negli ultimi decenni del secolo scorso, era stata motivo di disaffezione dei vecchi modellisti. Attualmente la quota di penetrazione della Märklin nel mercato italiano non è alta per varie cause: l’unicità del sistema, che pur offrendo innegabili vantaggi, non è compatibile con la maggioranza della produzione di altre marche; i costi, mediamente più elevati di almeno il 30% per quanto attiene i rotabili da trazione, rispetto alle altra ditte; la scarsità di materiale “italiano” in catalogo, diretta conseguenza del basso interesse dimostrato dai modellisti nostrani per la produzione dell’azienda. In realtà, negli anni sessanta e settanta del secolo scorso Märklin era piuttosto diffusa tra i ragazzi, ma poi i costi e quanto sopra detto, oltre al dilagare dei giochi elettronici, hanno contribuito al restringimento del numero degli appassionati del marchio, che tuttavia, ad oggi, rappresentano uno “zoccolo duro” praticamente inattaccabile. Infatti, tali sono le caratteristiche peculiari del prodotto, che, una volta apprezzato per le sue doti indiscutibili, conquista la fedeltà del cliente. La diffidenza del modellista “medio” viene così compensata da una clientela esigente ma costante nel tempo e nel numero, anche se nei forum si iniziano ad incontrare entusiasti neofiti anche molto giovani, attratti in modo particolare dalle possibilità quasi infinite del sistema, perfettamente interfacciabile con PC e relativi programmi.

I modelli prodotti in scala H0 da Märklin si caratterizzano dall'utilizzo di un sistema di alimentazione in corrente alternata anziché in corrente continua: nei tradizionali sistemi in CC l'alimentazione viene prelevata da una delle rotaie, mentre la seconda rotaia fa da massa; invece, nel sistema Marklin entrambe le rotaie sono la massa (più correttamente il "neutro", trattandosi di corrente alternata), mentre la "fase" è data da una serie di punti di contatto in rilievo, posti tra le due rotaie (c.d. "terza rotaia"); i rotabili prendono la corrente dai punti di contatto tramite un pattino posto sotto la locomotiva.

La produzione attuale comprende locomotive e locomotori tedeschi (naturalmente) francesi, olandesi, svizzeri, austriaci, spagnoli, americani, svedesi, norvegesi, danesi e financo ungheresi, lussemburghesi e italiani. L’evoluzione ha comportato un crescente impiego di elettronica, che ha visto anche la collaborazione di Motorola. I motori, un tempo prodotti da Marklin in proprio, sono ora anche acquistati da ditte esterne, come la svizzera Maxon, leader mondiale nel mercato della apparecchiature di precisione elettromedicali. Sofisticati decoder e moduli sonori fanno si che le loco Marklin ora riproducano tutti i suoni con notevole realismo, e che siamo dotate di funzioni come lo sganciamento a distanza ed il controllo totale delle luci anteriori e posteriori. Il tutto in involucro di metallo, come ai tempi dei “giocattoli” degli anni ’50 del secolo scorso, ma con infiniti particolari, spesso anch’essi in metallo, rigorosamente applicati.

Anche la produzione dei vagoni Märklin ha avuto, sino a pochi anni fa, come caratteristica principale, l’utilizzo del metallo. Opportunità commerciali hanno poi suggerito negli ultimi anni, per favorire la ricchezza di particolari, un sempre maggiore utilizzo della plastica. Tuttavia, sono solo da poco tempo uscite di produzione le vetture passeggeri di metallo, anacronisticamente lunghe 24 cm (ovvero sono in scala 1:87 in altezza e in larghezza ma in scala 1:100 per quanto concerne la lunghezza della carrozza stessa), che esercitano ancora oggi un notevole fascino sugli appassionati. Anche vetture passeggeri “corte” a due e tre assi sono state prodotte per decenni interamente in metallo. La richiesta di maggiori particolari, e probabilmente il maggior costo di realizzazione, ha indotto come detto ad abbandonarne la produzione, con notevole dispiacere di tanti amici di Märklin, che ne continuano le collezione, cercandole e pagandole a caro prezzo nel mercato dell’usato. La produzione complessiva delle carrozze passeggeri e dei carri merci è notevole. Alcuni esemplari raggiungono quotazioni superiori a quelle del materiale trainante, come ad esempio le carrozze del treno francese “Le capitole” o le carrozze italiane in genere. Anche alcuni carri merci degli anni 50 e 60 del secolo scorso hanno quotazioni ragguardevoli, superiori ai cento euro. Questo per non parlare dei modelli anteguerra, che superano anche 200 o 300 euro di quotazione.

Come detto, alcuni rotabili Märklin hanno alto valore. Ma, naturalmente non sono moltissimi, anche se il valore generale non è poi così basso. Per farsi un’idea della produzione Märklin si può acquistare il catalogo storico (Koll’s preiskatalog ) edito ogni anno, che elenca ed illustra la produzione Marklin dalle origini ad oggi. Il catalogo attribuisce anche delle quotazioni ai singoli modelli, ma tali dati sono da considerare meramente indicativi, in quanto il mercato italiano spunta dei prezzi significativamente più alti, in particolare per il raro materiale FFSS.

La Marklin ha sempre prodotto in proprio tutti gli accessori, e solo recentemente si è affidata a ditte esterne per i suoi prodotti a marchio. La nuova catenaria, prodotta da Viessmann ne è il principale esempio. I segnali sono stati recentemente arricchiti da una nuova gamma realistica a funzionamento digitale o tradizionale, che è attualmente in catalogo a fianco della vecchia gamma, in produzione da più di 40 anni. I vecchi segnali sono robustissimi, e, per quanto attiene a quelli ad ala, fedeli al prototipo. Funzionamento impeccabile, come per gli scambi, influenza sui treni, possibilità di comando manuale/automatico o entrambi. Nella gamma Marklin di accessori un posto particolare spetta a due oggetti che non possono mancare in un plastico che si rispetti: piattaforma girevole e gru. Due articoli leggendari, prodotti per decenni, che hanno caratterizzato e qualificato la produzione. La gru 7051 e la piattaforma 7189, corredata dal deposito locomotive, tutti e tre realizzati in metallo, sono ancora oggi contesissimi sul mercato, e sono ampiamente preferiti agli attuali modelli, realizzati anche in plastica.

Consiste in un trasformatore dotato di una manopola; ruotando la manopola viene variata la tensione inviata sulle rotaie (tra 4 e 16 volt circa), con conseguente variazione della velocità di marcia dei treni.

Il trasformatore analogico può essere usato per comandare sia locomotive analogiche, sia locomotive digitali (mentre non è possibile il contrario: una locomotiva analogica NON può marciare su un plastico a comando digitale).

Sul trasformatore è poi presente un interruttore che consente l'inversione di marcia dei treni; a differenza dei sistemi analogici in corrente continua, dove l'inversione di marcia è ottenuta tramite inversione della polarità della corrente, nel sistema Märklin l'inversione di marcia è ottenuta all'interno di ciascuna locomotiva: premendo un apposito pulsante (o ruotando la manopola a sinistra oltre il fine-corsa), viene inviata sulle rotaie una sovratensione, che nelle locomotive analogiche fa scattare un relais interno alla locomotiva stessa, con conseguente inversione del senso di marcia; nelle locomotive digitali (che, si ripete, possono essere comandate anche da un sistema analogico), il decoder presente nella locomotiva rileva la sovratensione e inverte la marcia.

Il sistema analogico è il più semplice per comandare i treni, ma non è esente da complicazioni in caso di tracciati di una certa complessità; il principale svantaggio del sistema analogico è che un'azione sul trasformatore influenza tutti i treni presenti sul tracciato: in parole povere, girando il regolatore di velocità verso destra, tutti i treni accelerano; girandola verso sinistra, tutti i treni rallentano, e così via.

Per ovviare a questo problema, è possibile ricorrere ai cosidetti sezionamenti del tracciato: i sezionamenti consistono nell'isolare elettricamente il tracciato in più sezioni, demandando il controllo di ciascuna sezione ad un diverso trasformatore; in questo modo, è possibile comandare indipendentemente più treni, sempre che si trovino in sezioni diverse.

Si tratta di un sistema digitale entry-level di controllo dei treni, nato come semplificazione del sistema Märklin Digital di cui oltre; con esso è possibile comandare, sullo stesso tracciato e senza ricorrere a sezionamenti, fino a 4 locomotive indipendentemente l'una dall'altra (il che significa, in pratica, che mentre una locomotiva avanza a una certa velocità, un'altra può indietreggiare, un'altra ancora avanzare a velocità diversa, una quarta stare ferma, ecc.), ciò è reso possibile dalla presenza, nelle locomotive, di decoder digitali che ricevono ed interpretano i comandi inviati sul binario dalla stazione di controllo Delta.

Una locomotiva Delta può essere comandata da un trasformatore analogico, da una centrale Delta, o anche dalle più moderne centrali della serie Marklin Digital (6021 ecc.) o Marklin Systems (Mobile Station o Central Station).

Sistema di controllo digitale dei treni, che consente la gestione di un più elevato numero di locomotive rispetto al Delta; consente, inoltre, di comandare in digitale anche deviatoi (c.d. scambi), semafori ed apparati elettromagnetici in genere, semplificando in tal modo il cablaggio del plastico. Per il controllo del materiale si avvale delle centrali 6021, 6036, 6040 e 6043. Questo sistema non è più in produzione.

E' l'ultima evoluzione dei sistemi di controllo digitale dei treni Märklin. È il sistema attualmente in produzione, ed è perfettamente compatibile con i precedenti sistemi digitali.

Non è più in produzione.

Gli utenti del "3rotaie forum" hanno dato vita ad un plastico modulare. Poche e semplici regole permettono di assemblare plastici di notevoli dimensioni, assemblando i moduli dei partecipanti, provenienti da ogni parte d'Italia.

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Source : Wikipedia