Puglia

3.4055944055817 (1287)
Inviato da amalia 01/03/2009 @ 12:12

Tags : puglia, italia

ultime notizie
Nucleare, scontro in Consiglio regionale Approvato il «no», il ... - Corriere della Sera
Vendola: «La Puglia è la regione d'Italia dell'energia dolce». Il Pdl: «Una copertura della vostre inefficenze» BARI - Sul nucleare si scatena lo scontro in aula regionale. Uno scontro che sfiora la bagarre e termina con l'abbandone dell'assise da...
SICUREZZA LAVORO ED ALIMENTARE: 46 DENUNCE DEI CC IN PUGLIA - AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Quarantasei persone sono state denunciate dai carabinieri del NAS, NIL e NOE della Regione Puglia , che hanno eseguito il sequestro di beni per circa 5 mln di euro, nell'ambito di un programma di prevenzione e repressione delle violazioni di norme...
PUGLIA: CONSIGLIO APPROVA DDL SU BORSE STUDIO POST LAUREAM - Asca
E' questo il senso del disegno di legge approvato all'unanimita' ''Misure in tema di borse di studio a sostegno della qualificazione delle laureate e dei laureati pugliesi'' dal Consiglio regionale della Puglia. Il provvedimento intende fissare i...
L´Enel: nucleare in Puglia, si può fare - La Repubblica
BRINDISI - Sale di livello il braccio di ferro sul nucleare in Puglia. Dalla parte del futuro atomico l´Enel, che nel corso del festival dell´energia di scena a Lecce ha dichiarato "la strada dell´atomo, percorso ineludibile" per bocca del responsabile...
Bomba davanti ufficio collocamento Canosa di Puglia - ANSA
(ANSA)- CANOSA - 18 MAG - Un ordigno e' stato trovato stamani all'ingresso dell'ufficio di collocamento di Canosa di Puglia dai dipendenti al loro arrivo. Gli artificieri hanno verificato che non c'era ne' polvere da sparo ne' esplosivo collegato al...
TRASPORTI. Puglia, Regione e Trenitalia firmano contratto di servizio - Help Consumatori
Trenitalia e Regione Puglia hanno firmato nei giorni scorsi il nuovo Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario regionale. L'accordo, che durerà fino al 2014 , si basa per la prima volta sul Catalogo dei servizi offerti da Trenitalia e prevede...
IMMIGRATI: VENDOLA, SALA GOVERNO PUGLIA INTITOLATA A ESCETH EKOS - Libero-News.it
(Adnkronos) - "La sala del governo della regione Puglia sara' intitolata a Esceth Ekos, la ragazza nigeriana incinta morta sulla Pinar". Lo ha annunciato Nichi Vendola, parlando della questione immigrati a Montecitorio. "Noi dobbiamo dare la nostra...
Mola-Mendoza uniti dal made in Puglia - Lo Spiraglio
MOLA - Sono stati tre giorni di esperienze condivise e culture a confronto quelli trascorsi dai membri dell'associazione Molesi nel Mondo con l'associazione Famiglia Pugliese di Mendoza nella città argentina. Dal 28 al 30 aprile si è infatti sviluppato...
La psichiatra: la Regione Puglia ha fatto molto, ma ci vorrebbero ... - La Gazzetta del Mezzogiorno
“Il discorso è che, nonostante la buona volontà di questo governo della Regione Puglia (che è stato il più generoso per la Psichiatria) e, in particolare, della Direzione regionale della Asl/Ba, in questi anni, la presenza in Puglia di uno dei più...
Al via il 18 settembre l'anno scolastico in Puglia - Teleradioerre
Cominceranno il prossimo 18 settembre le lezioni nelle scuole pugliesi. Lo ha deciso la Giunta regionale, riunita al termine dei lavori consiliari. L'anno scolastico 2009-2010, si concluderà il 9 di giugno, mentre le attività educative nella scuola...

Gravina in Puglia

Gravina in Puglia - Stemma

Gravina in Puglia (in latino Gravina in Apulia, in dialetto pugliese Gravèin) è una città di 44.161 abitanti della provincia di Bari. La città riveste un ruolo di grande importanza nel territorio murgiano e per questo motivo è stata scelta come sede del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.

Il nome "Gravina" proviene dal motto riportato sul gonfalone cittadino “Grana dat et vina", attribuito alla città da Federico II del Sacro Romano Impero, il quale amava questa città tanto da definirla "giardino di delizie". Egli, infatti, fece realizzare in loco un castello che aveva la funzione di ospitare lui ed i suoi uomini, prima e dopo le battute di caccia svolte nel territorio murgiano.

Gravina è situata sulla Murgia Occidentale, con territorio esteso ha 381 Kq, con altitudine media di metri 338 e massima di 672. Si estende sulle sponde di un crepaccio profondo anche più di 100 metri, molto simile ai Canyon, scavato nella roccia calcarea da un fiumiciattolo (Torrente Gravina, affluente del Bradano, da cui prendono il nome le famose Gravine della Murgia), in un territorio caratterizzato dalla presenza di cavità carsiche (Pulicchio di Gravina). Il clima è mediterraneo, con inverni relativamente miti ed estati calde e secche; condizioni che determinano l'alternarsi di due stagioni favorevoli alla vegetazione, quali primavera ed autunno. La vegetazione comprende numerosissime specie (pseudo steppe mediterranea) a cui si contrappongono interminabili uliveti e vigneti, ma anche la coltivazione del grano duro è tra le peculiarità del territorio. Comune dell'entroterra pugliese, che delimita il confine tra Puglia e Lucania. Gravina può vantare una storia non del tutto indifferente. Abitato già, con certezza, dal Paleolitico antico, ma i resti più antichi e più consistenti risalgono al Neolitico, intorno al 5950 a.C. I preistorici gravinesi furono agricoltori, allevatori, artigiani. Abitavano grotte e anfratti naturali ma anche capanne costruite con cinta di pietre perimetrali, palo di legno centrale e copertura di rami e canne.

Gli insediamenti più antichi sono stati individuati nelle contrade: Pietramagna; Botromagno; Murgetta; S.Paolo; S.Mauro; S.Giacomo; S.Francesco; S.Pinuccio nel bacino torrentizio "La Gravina". I toponimi: Sidion, Silvium, Petramagna, Botromagno e i nomi degli antichi indigeni: Peuceti, Sidini, Silvini attestano che la città subì la colonizzazione greco-orientale e romana. Lo confermano oltretutto le tombe e i loro corredi.

Fu polis con diritto di coniare monete (Sidinon) all'epoca di Alessandro il Molosso. Dopo la terza guerra sannitica (305 a.C.) fu municipium romano e centro economico-politico di grande importanza, tant'è vero che i Romani fecero passare anche la via Appia da Silvium (antico nome di Gravina). Aveva un ruolo di primaria importanza sotto il profilo commerciale, infatti era una terra ambita da molti conquistatori Bizantini, Longobardi, Berberi Musulmani. Con la caduta dell'impero romano d'occidente il Sud d'Italia e Gravina in Puglia furono sotto la giurisdizione Bizantina sino all'avvento dei Normanni Altavilla. Intorno al 1006 Fu contea con Accardo, padre di Umfrido. Questi nel 1091 ricostituì la diocesi e consentì la costruzione della cattedrale presso il castello, sul ciglio della "Gravina" tra i rioni, Piaggio e Fondovito. Gli Aleramici e i De Say la elevarono a Marchesato; Federico II del Sacro Romano Impero con Gilberto d'Aigle la mise a capo del Giustizierato di Terra di Bari, ponendola in primo piano tra le città di Puglia per le sue ricchezze e bellezze naturali. Dal 1267 al 1380 fu feudo degli Angioini ora d'Angiò, ora d'Ungheria. In questo stesso periodo Gravina in Puglia divenne città demaniale e feudale. Conobbe il Cristianesimo nel I secolo dopo Cristo e fu evangelizzata da Basiliani, Benedettini, Francescani, Domenicani. Nel XIII secolo giunsero i monaci degli ordini cavallereschi: Templari e Cavalieri Gerosolomitani, che furono possessori di case e territori di grandi estensione. Nel XIV secolo divennero feudatari gli Orsini di Roma, successivamente si avvicendarono i discendenti delle case Del Balzo e Anguillara, di Taranto e Solofra. Francesco Orsini, prefetto di Roma, elevò il feudo di Gravina in Puglia a ducato.

Gli Orsini furono signori dal 1380 al 1816. In questo lungo arco di tempo la città subì le prepotenze feudali, dell'alto clero, della oligarchia locale, tra l'altro la città diede i natali a Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini) nel 1649. La situazione si aggravò durante il periodo borbonico, quando aumentarono angherie e violazioni di elementari diritti umani, tanto che Gravina in Puglia contò molti rivoluzionari e patrioti dal 1789 sino all'Unità d'Italia, con una "vendita" carbonara. Protagonista delle vicende storiche di fine '800 ed inizio '900, contribuì all'Unità d'Italia con patrioti e martiri delle guerre d'indipendenza e della I Guerra Mondiale. La città fu in parte danneggiata dai bombardamenti degli aerei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale. Ancora oggi nella città di Gravina prende luogo la Fiera San Giorgio, che si ripete ogni anno dal 1294 (in aprile). Essa è una delle più antiche fiere d'Italia e del mondo: infatti nel 2008 è giunta alla 714ª edizione.

Il fischietto Cola-Cola è certamente uno dei simboli che caratterizzano la città. Fatto sul territorio gravinese da maestri artigiani, è facilmente reperibile nelle botteghe del centro storico.

In città, al momento ci sono due monumenti che omaggiano il simpatico e pittoresco fischietto autoctono murgiano. Uno è posto all'interno dell'area fiera 'San Giorgio', l'altro, di ben più grandi dimensioni è posto sulla collinetta che costeggia la bretella di entrata in città (Via Bari, in prossimità dell'incrocio tra la strada provinciale n° 27 'Tarantina' e V.le dei giudici Falcone e Borsellino).

A Gravina sono stati realizzati molti convegni sul Cola Cola. Il più recente risale a dicembre 2005 quando si sono aperti i lavori del convegno "Cola Cola: uno dei simboli della creatività popolare gravinese" che ha riscosso molto successo.

La Fiera Regionale di San Giorgio è un'importante kermesse che si svolge di solito nella quarta settimana di aprile nel nuovo quartiere fieristico in Via Spinazzola. Questa fiera da la possibilità ad operatori nel settore dell'agricoltura, artigianato, enograstronomia e,da pochi anni, anche tecnologia di esporre i propri prodotti ad un pubblico che ogni anno va sempre aumentando. Gli operatori, negli ultimi anni, arrivano, oltre che dalla Puglia e dalla Basilicata, anche dalle altre regioni del Centro Sud e alcune addiritura dal Nord Italia.In questi giorni, l'intera città rivive i fasti di questa fiera che quest'anno arriverà alla settecentoquattordicesima edizione.

Per la parte superiore



San Ferdinando di Puglia

San Ferdinando di Puglia - Stemma

San Ferdinando di Puglia (Sanfrdnend in vernacolo) è un comune di 14.665 (7.287 m; 7.378f) abitanti in provincia di Barletta-Andria-Trani. Fondato da Ferdinando II di Borbone, si trova alla sinistra del fiume Ofanto, su una piccola collina che domina sui territori limitrofi,a quota 68 mt s.l.m. ed è circondato da vigneti, uliveti, carciofeti e pescheti. Derivato dall'antico borgo di San Cassano, nel 1848 prese la denominazione di San Ferdinando, in onore del re santo Ferdinando III di Castiglia e Leon, patrono del re Ferdinando II di Borbone che volle fortemente l'insediamento nel territorio di famiglie provenienti dalle Regie Saline di Barletta (l'attuale Margherita di Savoia). Successivamente prese la denominazione di Puglia. Il progetto originario della colonia prevedeva la costruzione di un mulino, un forno, una chiesa, alcune case in muratura e un centinaio di pagliai con attorno alcuni ettari di terra cadauno.

Il comune fino al giugno 2009 rientra nella provincia di Foggia e da tale data confluirà nella provincia di Barletta-Andria-Trani.

Simbolo illustre della civiltà sanferdinandese è la maestosa Torre dell'Orologio, dalla forma ottagonale, che fronteggia la "chiesa madre" e risale agli inizi del XX secolo. Questa è famosa, soprattutto, per una sirena, installata alla sua sommità. Questa suona ogni giorno, alle otto del mattino e a mezzogiorno. L'orologio è azionato da un pozzo collocato sotto la torre. Interessante può essere la visita al Museo Civico (ex municipio), che ospita una mostra permanente di usanze e cultura sanferdinandese. Nell'ampia piazza al centro di San Ferdinando di Puglia si trova la chiesa madre, risalente agli anni '50 e recentemente restaurata. Altro monumento di spicco della cultura sanferdinandese è l'antica posta di San Cassano, che è il palazzo più antico di San Ferdinando assieme alla chiesetta dei Santi Medici. Altrettando degna di nota è la Parrocchia Maria SS del Rosario, risalente ai primi decenni del XX secolo, voluta e realizzata dal parroco della Chiesa Matrice Mons. Raffaele Lopez con l'obolo versato settimanalmente da tutti i sanferdinandesi, guadagnandosi così la definizione di "Chiesa del Soldo". Ben più moderna è la chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù, terminata negli anni 90'.

Nelle vicinanze del paese scorre il fiume Ofanto, il più grande fiume del Sud Italia, che offre un paesaggio di flora e fauna selvaggia.

Ogni anno, a cavallo tra ottobre e novembre, si svolge la Fiera Nazionale del carciofo dove vengono presentate sia le nuove tecnologie di coltivazione, sia i prodotti tipici del luogo, in particolare pesche e carciofi, rinomati in tutta Italia per la loro qualità, tanto da conferire alla città l'appellativo di città delle pesche e dei carciofi. La festa patronale si svolge nei primi giorni di settembre.

Nel maggio 2007 è stato eletto sindaco Salvatore Puttilli (ex-Margherita), alla guida di una coalizione di centro-destra. Nei 15 anni precedenti la città era stata governata da una coalizione di centro-sinistra.

Il comune confluirà nella nuova Provincia di Barletta-Andria-Trani non appena essa diventerà operativa, ovverosia nel 2009.

Nel 2008 ha votato per la provincia di Foggia, storico collegio numero 28 eleggendo Aniello Masciulli(Pdl). Non eletto Vincenzo Brucoli(prc), consigliere provinciale uscente che ha ricoperto la carica per 10 anni(ex ds).

Per la parte superiore



Puglia

Puglia - Bandiera

La Puglia è una regione dell'Italia meridionale di 4.076.546 abitanti. Il capoluogo è Bari. Confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata ed è bagnata dal mare Adriatico a est e nord e dal mar Ionio a sud.

Comprende le province di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e Barletta-Andria-Trani, quest'ultima di recente istituzione e non ancora operativa.

Economicamente è la regione più dinamica del Mezzogiorno. Secondo gli ultimi dati del mese di ottobre 2008 il PIL regionale è cresciuto dell'1,8% contro la media nazionale che è ferma all'1,5%.

Il toponimo storico Apulia (esito latino del greco Ἰαπυγία, Japigia) deriva dall'antica popolazione degli Apuli (gr. Japigi) che in epoca preromana abitavano la parte centro-settentrionale della regione (i Dauni a nord, i Peuceti al centro, mentre a sud era stanziato l'affine popolo dei Messapi). Il termine Japudes (Japigi) si compone del prefisso arcaico "jap-", che indicherebbe i popoli provenienti dall'altra costa dell'Adriatico. Secondo una diffusa pseudo-etimologia, invece, Apulia deriverebbe da Apluvia, ossia terra senza piogge.

Con l'occupazione romana fu istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva un territorio appena più esteso dell'attuale regione: solo in seguito il toponimo Apulia sarebbe stato adottato per designare anche la penisola salentina.

Solo negli ultimi decenni l'uso del singolare Puglia si è stabilizzato; fino a prima dell'istituzione delle regioni, infatti, si usava indifferentemente anche la dizione le Puglie.

Lo stemma regionale raffigura un albero d'olivo che non soltanto ricorda che l'olio extra-vergine prodotto dalla spremitura delle drupe di questo albero rappresenta una delle risorse più preziose e importanti per l'agricoltura pugliese, ma anche un elemento costante nel paesaggio che diventa anche segno di unità di tutta la regione, da nord a sud.

La Puglia è la regione più orientale d'Italia: Punta Palascìa, presso Otranto, nel Salento, dista circa 80 km dalle coste dell'Albania e costituisce il punto più ad est del Paese.

È bagnata dal mar Adriatico e dal mar Ionio ed è la regione dell'Italia continentale con la più lunga estensione costiera. Oltre che dal mare, i confini della regione sono segnati dal corso del fiume Fortore, dal Subappennino Dauno e dalla depressione bradanica. Salvo il tratto finale dell'Ofanto, nessun fiume pugliese è navigabile. Le acque interne sono scarse e includono per lo più alcuni laghi costieri, tra i quali quelli di Lesina e Varano e i laghi Alimini.

Il suo territorio è pianeggiante per il 53,3%, collinare per il 45,3% e montuoso solo per l'1,5% il che la rende la regione meno montuosa d'Italia. I monti più elevati si trovano nel subappennino Dauno, dove si toccano i 1152 m del Monte Cornacchia, e sul Gargano, con i 1055 m del monte Calvo.

Le pianure sono costituite dal Tavoliere delle Puglie, che occupa quasi la metà della Capitanata, dalla fascia costiera della Terra di Bari e dalla Pianura Salentina. Il territorio collinare pugliese è suddiviso tra le Murge e le serre salentine.

Anche se la Puglia può essere suddivisa in regioni morfologiche diverse con caratteristiche ben definite, riesce a conservare una sua precisa identità regionale. Da nord a sud si susseguono gradualmente, senza netti contrasti, sei regioni geografiche, cioè, il Gargano, il Subappennino Dauno, il Tavoliere delle Puglie, le Murge, l'Arco Ionico tarantino e il Salento.

La natura carsica di gran parte del territorio pugliese e la scarsità di precipitazioni rendono la regione particolarmente povera di corsi d'acqua superficiali. Con l'eccezione dell'Ofanto e del Fortore, che hanno in Puglia solo parte del loro percorso, i fiumi pugliesi hanno per lo più corsi brevi ed a carattere torrentizio, come accade al Candelaro, al Cervaro e al Carapelle.

I laghi maggiori sono quelli di Lesina e di Varano sulla costa settentrionale del Gargano. Lungo la costa presso Otranto si trovano invece i laghi Alimini. Il lago di Occhito, costituitosi a monte della omonima diga costruita sul fiume Fortore nei pressi del confine col Molise, è un bacino artificiale realizzato dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia per fronteggiare le frequenti crisi idriche della regione.

Alla Puglia appartiene l'arcipelago delle isole Tremiti, a nord-est al largo della costa garganica, e alcuni gruppi insulari e isole di modestissime dimensioni come le isole Cheradi, presso Taranto, e l'isola di Sant'Andrea dinanzi alla costa di Gallipoli. Dal punto di vista geografico fa parte della regione pugliese anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, a nord-est delle Tremiti, che oggi è parte dello Stato Croato.

La Puglia ha uno sviluppo costiero pari a 784 km, ai quali si devono aggiungere i circa 50 km delle isole Tremiti. La costa del Gargano è in genere rocciosa, ma presenta numerose insenature con lidi sabbiosi. A sud di Manfredonia il litorale si fa basso e sabbioso fino a Barletta, mentre in Terra di Bari si alternano sabbia e scogli bassi, con l'eccezione di Polignano a Mare, posta su uno sperone a strapiombo. A sud di Monopoli fino a Otranto la costa sabbiosa è prevalente, mentre lungo il litorale adriatico del basso Salento non sono rari i tratti rocciosi. L'intero litorale ionico dal Salento meridionale ai confini con la Basilicata è invece caratterizzato da spiagge di sabbia bianca, che nella parte settentrionale del golfo di Taranto sono circondate da pinete.

Nel 2007 sono stati dichiarati balneabili 693 km di coste pugliesi, pari al 92,6% delle coste controllate.

Dal punto di vista geologico la Puglia è costituita per quasi l'80% da rocce calcaree e dolomitiche in tutte le loro varietà. Le rocce si presentano relativamente poco deformate, con ampie pieghe blande, interrotte da faglie distensive.

Nel Giurassico medio ed inferiore, nella parte geologica che poi diventerà la Puglia vi erano isole e scogliere sommerse dall'oceano Tetide e dai mari epi-continentali che la frammentazione della Pangea andava formando: con il progressivo deposito sui fondali dei gusci dei microorganismi marini, che li formavano sottraendo all'acqua il carbonato di calcio (CaCO3), si formò uno strato di rocce sedimentarie calcaree e dolomitiche, spesso in media 2000 metri. Strati così spessi poterono formarsi non solo per la durata del processo di sedimentazione, circa 125 milioni di anni, ma anche per effetto della loro progressiva subsidenza.

Nel Cretacico buona parte della Puglia era al di sopra del livello del mare, per quanto la regione si presentasse come un arcipelago. In questo periodo iniziano i primi fenomeni carsici. Nel Paleocene una serie di intrusioni subvulcaniche crearono la Punta delle Pietre nere, in prossimità di Marina di Lesina, le uniche rocce magmatiche affioranti in Puglia.

In tutta la Puglia il clima è tipicamente mediterraneo: le zone costiere e pianeggianti hanno estati calde, ventilate e secche e inverni miti e piovosi. Le precipitazioni, concentrate durante l'autunno inoltrato e l'inverno, sono scarse e per lo più di carattere piovoso. Tuttavia, sul Subappennino Dauno, il Gargano e l'Alta Murgia le estati sono fresche e durante l'inverno non sono rare le precipitazioni nevose e le nebbie notturne, anche persistenti. I valori medi di piovosità sono ovunque compresi tra i 450 e i 650 mm annui, pertanto una certa piovosità si registra sul Gargano e sul Subappennino Dauno e lungo il versante jonico del Salento dove localmente cadono più di 1.000 mm annui.

Considerando le dieci stazioni meteorologiche presenti in Puglia, in media le temperature minime di gennaio sono comprese tra 1,3°C di Monte Sant'Angelo e 7,5 °C di Santa Maria di Leuca, mentre le massime di luglio vanno dai 24 °C di Monte Sant'Angelo ai 30,6° di Foggia Amendola.

Tra i fenomeni meteorologici estremi della Puglia, si registra l'insolita ondata di alta pressione africana che a giugno 2007 in tutta la regione portò le temperature ben al di sopra dei 40 °C, con picchi di 48 °C nel barese e a Foggia. A dicembre dello stesso anno, si registrarono temperature particolarmente rigide, con precipitazioni nevose di circa 10 cm anche sulla costa. Tra gli altri fenomeni meteorologici insoliti, si annovera un tornado F3 (quindi con venti intorno ai 260 km/h) che, nel 1976 colpì Sava, determinando precipitazioni molto intense e venti di inusitata intensità che causarono ingentissimi danni.

Le aree protette nella regione si estendono in totale per 245.154,33 ettari di cui il 75,8% rappresentato da parchi nazionali (parco nazionale del Gargano e parco nazionale dell'Alta Murgia) e il 8,3% è rappresentato da aree naturali e riserve naturali marine.

Le province che presentano la più alta percentuale di territorio soggetta a protezione sono quella di Foggia (51,5%) e di Bari (27,7%).

Alle aree già riconosciute vanno aggiunti 77 siti di interesse comunitario proposti ai sensi della direttiva comunitaria n. 43 del 21 maggio 1992.

Oltre all'assoluto protagonismo dell'olivo, che si diffonde a perdita d'occhio in tutta la regione, la vegetazione caratteristica della Puglia è la macchia mediterranea. Essa è protagonista lungo la costa, si sviluppa attraverso arbusti che hanno una notevole resistenza alla siccità della stagione estiva. Nell'entroterra e in collina si sviluppano i boschi, insieme a pascoli rocciosi.

Nelle aree costiere, inoltre, è facile trovare estese pinete, soprattutto sul litorale del promontorio del Gargano e lungo il golfo di Taranto, sulle coste del Salento è possibile trovare vaste leccete.

Altri elementi floreali protagonisti in Puglia sono le querce, faggi, aceri, alberi di roverella e di carpinella nelle zone più alte. Per quanto concerne i fiori, per lo più spontanei, è possibile trovare il lentisco, la ginestra, la quercia spinosa, il ginepro ed il fenicio.

Durante la primavera nei pascoli si rende protagonista la presenza di asfodeli, mentre durante l'estate si diffonde il mirto e la salvia. Alcuni secoli fa la fauna pugliese registrava la presenza di grandi mammiferi come il lupo, il cinghiale e il capriolo. Oggi invece è possibile osservare specie come il tasso, la volpe, l'istrice, la talpa, la donnola e lo scoiattolo.

Tra gli ovipari si segnala soprattutto nelle zone più pianeggianti, l'allodola e la calandra e specificatamente, nel tavoliere delle Puglie, è molto diffusa la gallina prataiola. Nelle zona collinare delle Murge sono molto comuni i tordi, mentre sulla costa si sono diffusi i marangoni. Tra i rettili si annovera la testuggine terrestre, la lucertola, il geco e la vipera, mentre tra gli anfibi troviamo il tritone italiano e l'ululone.

Secondo i dati forniti dal Coordinamento Regionale del Servizio Antincendio Boschivo del Corpo Forestale dello Stato nel 2004 nella regione sono divampati 214 incendi che hanno interessato in totale 1.765,45 ettari di territorio. Si calcola che oltre il 50% di questi incendi fosse di natura dolosa, il 35,3% di natura colposa e il 13,1% rappresenta i casi dubbi.

Dei 214 incendi totali per l'anno 2004 (erano stati 388 nel 2003 e 189 nel 2002) 80 hanno riguardato la provincia di Foggia (486,71 ettari), 45 la provincia di Lecce (166,57 ettari), 40 la provincia di Bari (743,50 ettari), 38 la provincia di Taranto (338,00 ettari) e 11 la provincia di Brindisi (30,67 ettari).

Un altro anno molto critico per gli incendi è stato il 2007 dove sono divampati incendi non trascurabili che hanno provocato danni come la distruzione del canneto della riserva naturale di Torre Guaceto, nel Salento; e l'incendio dei boschi nei pressi di Peschici, nel Gargano. Se nel primo caso il recupero è stato facile, grazie alla capacità rigenerativa delle canne, il secondo ha provocato anche una crisi economica per le strutture alberghiere del luogo.

Secondo i dati pubblicati mensilmente dall'assessorato all'Ecologia della Regione Puglia la media dei rifiuti riciclati è del 15,84% ad aprile 2008 con una crescita del 4,91% rispetto al 2007. Le province sono tornate in possesso della delega per la gestione del ciclo dei rifiuti dal 31 gennaio 2007, con la conclusione del mandato di commissario per l'emergenza ambientale, sino ad allora detenuto dal Presidente della Regione.

La Puglia, nel 2006, è stata la prima regione italiana ad emanare una legge sugli acquisti pubblici ecologici (Green public procurement). Inoltre, nel 2005 ha varato una specifica legge regionale sull'inquinamento luminoso ed il risparmio energetico.

Nel 2006 i nati sono stati 38.224, i morti 34.588 , con un incremento naturale di 3.636 unità rispetto al 2005. Le famiglie contano in media 2,7 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 4.069.869 abitanti si contavano 51.242 stranieri (1,25%).

In grassetto i comuni che non sono capoluogo di provincia.

La Puglia è stata una delle regioni con i più alti tassi di emigrazione nel corso del XX secolo. In effetti essa si colloca storicamente al terzo posto (dietro Sicilia e Campania). La ripartizione degli iscritti alle anagrafi consolari oggi stima in 370.000 il numero dei pugliesi emigrati all'estero. In realtà sono milioni, nel corso del Novecento, i pugliesi che hanno scelto la strada dell'emigrazione in due grandi ondate. La prima, che ha il suo picco negli anni immediatamente precedenti e seguenti la I guerra mondiale, ha per meta esclusiva le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile), per poi dirigersi verso l'Europa centro-settentrionale che diviene così la destinazione principale dell'emigrazione pugliese. Secondo i dati delle anagrafi consolari sono 80.000 i pugliesi in Germania, altri 100.000 si dividono fra Svizzera, Francia e Belgio; notevoli sono ancora le presenze negli Stati Uniti (18.000), in Canada (18.000) e in America Latina, dove nel solo Venezuela la presenza di pugliesi è stimata in 8.000 cittadini. Con la seconda ondata, che ha il suo picco nel secondo dopoguerra, si scopre un nuovo continente: l'Australia.

L'emigrazione diviene anche interna, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese. Dal 1951 al 1967, 1.200.000 emigranti lasciarono la Puglia per trasferirsi prevalentemente in Piemonte e in Lombardia. In particolare Milano fu la destinazione che attrasse un gran numero di giovani pugliesi. Secondo alcune stime, ad oggi i pugliesi e i loro discendenti a Milano non sarebbero meno di 500.000, portando quindi il capoluogo lombardo a essere, di fatto, la città pugliese più popolosa d’Italia.

Secondo il Bilancio demografico regionale elaborato dall'ISTAT, oggi a fronte di un saldo naturale che è risultato pari a +6.677 unità, l'incremento demografico della regione Puglia è dovuto, in misura consistente, dalle immigrazioni che sono largamente superiori alle emigrazioni. Nel corso del 2007 sono state iscritte in anagrafe come provenienti dall'estero 17.870 persone, mentre ammontano a 3.073 le cancellazioni per l’estero.

L'insediamento umano in Puglia risale quanto meno a 250.000 anni fa, come testimoniano i resti fossili dell'Uomo di Altamura, una forma arcaica di Homo neanderthalensis. Numerosi sono i reperti di epoca preistorica, tra i quali diversi menhir e dolmen. Intorno al I millennio a.C., si insediarono sul territorio i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi di probabile origine illirica, e più tardi, in epoca ellenica, numerose furono le colonie magnogreche soprattutto nella parte meridionale della regione, tra le quali la città spartana di Tarentum.

Ben presto Roma comprese l'importanza strategica dell'Apulia, ma l'occupazione della regione, nel III secolo a.C., non fu agevole soprattutto per la resistenza di Tarentum e Brundisium. Nel 216 a.C. a Canne l'esercito romano patì contro i Cartaginesi di Annibale la sua peggiore sconfitta. Venne quindi istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva anche il Sannio, una parte dell'attuale Molise e la Basilicata orientale. Con la costruzione della via Appia e, in epoca imperiale, della via Traiana (lungo cui prosperarono città come Aecae, Herdonia, Canusium e Bitonto), la regione occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior esportatrice di olio d'oliva in Oriente.

Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, anche la Puglia attraversò un lungo periodo di sofferenza. Molti popoli si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio dell'Impero Bizantino. Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto all'autorità di un catapano, nome del governatore bizantino da dove deriva il termine Capitanata. Con l'arrivo dei Normanni, Taranto diventò la capitale dell'omonimo principato, esteso su tutta la Terra d'Otranto.

Sia con i Normanni che con gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen, la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve la realizzazione di una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte in provincia di Barletta-Andria-Trani. Tra il 1200 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli Spagnoli: a partire da questo momento cominciò a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio.

Dopo varie prese di potere, solo con i Borboni la Puglia poté rivivere la stasi e la pace che vigeva nella regione con Federico II. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvedette alla modernizzazione della Puglia con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie.

Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il diffondersi della Massoneria e della Carboneria. Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto. Con il progressivo decadere del latifondo, decaddero anche le antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Durante il Fascismo la Puglia fu interessata da numerose bonifiche in vaste aree e, successivamente alla riforma agraria del secondo dopoguerra, la regione ha goduto di un forte sviluppo agricolo.

Negli anni Settanta e negli anni Ottanta l'economia della regione passò dal settore primario a quello terziario, con il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.

Nel 2004 viene istituita la sesta provincia pugliese, la provincia di Barletta-Andria-Trani comprendente come capoluogo tre grosse città e complessivamente dieci comuni scorporati dalle province di Bari e Foggia. Essa diventerà pienamente operativa con le elezioni provinciali del 2009.

La posizione della Puglia è stata un'arma a doppio taglio da un punto di vista economico e culturale. Ubicazione fortunata in epoca classica perché era il ponte naturale per l'Oriente, la Puglia risente tutt'oggi della sia peculiarità di confine culturale tra un Occidente romano-germanico e un Oriente greco-bizantino.

Il fenomeno sociale del "Brigantaggio" è oggi considerato sotto una nuova lente dalla storiografia ufficiale, con una valenza politico-sociale che prima era stata oscurata dalla storia retorica del Risorgimento, in cui i Savoia erano i "buoni" mentre i briganti erano solo dei criminali. Ora si pone l'attenzione più verso le cause che hanno determinato l'evento e soprattutto nel fatto di considerarlo una reazione partita dal basso, senza bandiere o padroni, che si prefiggeva come scopo la liberazione dai soprusi che il nuovo ordine politico stava effettuando nell'Italia unificata. La reazione dei contadini che vivevano in una società funzionale, in una burocrazia giusta, un'economia basata su piccole industrie, un'agricoltura arretrata ma che garantiva una vita adeguata, andò contro uno stato Savoiardo amministrativamente arretrato che non fece altro che smontare letteralmente tutte le aziende meridionali, confiscare la flotta navale napoletana, istituire tasse come quella sul macinato, istituire la leva militare obbligatoria.

In epoca latina la vicinanza geografica e culturale della Puglia alla Grecia, fecero si che diventasse un territorio di importanti uomini di cultura e terra di passaggio di tutti gli studiosi romani che si recavano nell'antico Paese ellenico per approfondire i propri studi.

Quinto Ennio, pugliese di Rudiae, è stato un poeta, drammaturgo latino, considerato fra i padri della letteratura latina. Scrisse opere teatrali, un poema epico centrale nella cultura latina (gli Annales) ed altre opere di vario genere.

Il brindisino Marco Pacuvio è stato un importante drammaturgo e poeta. Nato in area culturale greco-osca e nipote di Quinto Ennio, si trasferì giovane a Roma, dove intraprese a lungo l'attività di pittore (nel I secolo a.C. era ancora integro un suo dipinto nel tempio di Ercole) e di poeta, frequentando il Circolo degli Scipioni.

La posizione della regione è stata, invece, un punto di debolezza durante il Medioevo, a causa di un feudalesimo non sviluppato e dipendente da sovrani e capitali lontani. Nel caso specifico la cultura pugliese è stata spesso riflesso della più fortunata cultura napoletana. Capitale del Meridione, la città partenopea, ospitava l'unica Università del sud Italia e rappresentava tappa obbligatoria per gli intellettuali pugliesi. Numerosissimi sono stati i casi di intellettuali che sono partiti per luoghi culturalmente più dinamici e che non hanno fatto più ritorno nella terra d'origine, contribuendo alle attività di città come Roma, Venezia, Torino.

La mancanza di una corte, come avvenne in altre zone d'Italia, ha ridotto la vita culturale pugliese. Lodevoli eccezioni sono state la corte normanna di Federico II, il "puer Apuliae", nel XIII secolo; la corti dei Orsini Del Balzo nell'alto Salento, quella di Isabella d'Aragona e di Bona Sforza a Bari; quella degli Acquaviva a Conversano e Nardò tra il XV secolo e XVI secolo. Questi centri, insieme a centri ecclesiastici e mercantili hanno sviluppato importanti forme culturali e di innovazione capaci di dare impulso alla letteratura.

Nel corso dell'XVIII secolo gli intellettuali pugliesi, a differenza di quanto avvenuto a Napoli e a Milano non si sono fatti conquistare dai principi dell'Illuminismo. Quando la Borghesia prende coscienza di sé, nel XIX secolo si sviluppa un'attiva cultura scientifica, giuridica, economica e amministrativa. Nel frattempo si diffonde, in conseguenza dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia, come nel resto del Mezzogiorno il fenomeno del brigantaggio, grazie al quale avrà origine la cosiddetta letteratura meridionalista. Questa filone culturale, si caratterizzerà in riviste come la "Rassegna Pugliese" di Valdemaro Vecchi, e sarà il punto di partenza per lo sviluppo di un'importante editoria, la Laterza.

Il XX secolo è segnato da una profonda riflessione meridionalista e da un sentito antifascismo, esempio lampante è stato Tommaso Fiore, |meridionalista convinto di parte socialista, lottò sempre per le autonomie e per il federalismo meridionalista, fu guida di un gruppo di giovani intellettuali e si occupò delle condizioni del Mezzogiorno e, in particolare, di quelle dei contadini.

Sicuramente tra i massimi esponenti della cultura ritroviamo Carmelo Bene, per il contributo che ha dato all'arte drammatica italiana come attore, drammaturgo e regista. È stato stimato anche come filosofo, intellettuale, poeta e uomo di spettacolo.

Dei nostri giorni i successi editoriali di Gianrico Carofiglio, magistrato e senatore barese, che usa Bari come scenario di avvincenti romanzi.

I dialetti della Puglia sono numerosi e molto diversi tra loro, ma possono comunque essere classificati entro due gruppi fondamentali: quello dei dialetti meridionali italiani e quello dei dialetti meridionali italiani estremi. Al primo gruppo, esteso anche all'area campana, abruzzese-molisana, lucana e nelle aree limitrofe, appartengono i dialetti parlati nella parte centro-settentrionale della regione (dialetti pugliesi propriamente detti), mentre quelli salentini sono classificati come appartenenti al secondo gruppo, che include anche la lingua siciliana e il dialetto calabro meridionale. In alcuni centri lungo la direttrice Taranto-Ostuni si parlano varietà cosiddette di transizione apulo-salentine.

La distinzione tra i due gruppi si ritrova soprattutto nella fonetica: nella parte settentrionale della regione i dialetti tendono a rendere sonori i gruppi latini nt, nc, mp in nd, ng, mb e le s in z, mentre quelli della parte meridionale li conservano intatti. Notevoli sono anche le differenze nell'esito delle vocali.

Nei comuni subappenninici di Celle di San Vito e Faeto, inoltre, dal 1566 è attestata una piccola minoranza francoprovenzale, risalente al XIII o al XV secolo, l'unica dell'Italia peninsulare.

Da un punto di vista urbanistico, la Puglia si caratterizza, rispetto al resto d'Italia, per la presenza di relativamente pochi comuni, di medio-grandi dimensioni.

I comuni pugliesi hanno mantenuto la loro struttura medievale inalterata fino al XIX secolo quando i borghi, ancora chiusi nelle loro mura e torri, cominciano a espandersi. Questa situazione si verificò per due ordini di ragioni: le necessità di difesa delle città vennero meno e nello stesso tempo si registrò un aumento di popolazione che non poteva essere contenuta negli antichi borghi. In epoca moderna, la regione ha visto trasformare le sue città con alcuni esempi del periodo liberty, e la costruzioni di numerose strutture pubbliche nel periodo fascista.

La cucina pugliese si caratterizza soprattutto per il rilievo dato alla materia prima, sia di terra che di mare, e per il fatto che tutti gli ingredienti sono appunto finalizzati ad esaltare e a non alterare i sapori base dei prodotti usati.

Pertanto si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie, alle fave, alla Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti e tutti i prodotti del mare, in particolare dell'Adriatico; questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare pastura che si rinviene lungo le sue coste, e dalle polle di acqua dolce che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo. Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province di Bari, Brindisi e Taranto, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.

Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.

Il piatto più tipico è quello delle "Orecchiette al ragù di carne", la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le "Orecchiette con le cime di rapa", la "cicoria con la purea di fave", e quelle che ricollegano il territorio al Mediterraneo, come i "Cavatelli con le cozze", il "Risotto ai frutti di mare", il "Polpo alla griglia" o il riso al forno alla barese chiamato pure riso, patate e cozze. Tra i piatti tipici del Salento vi sono i "municeddhi", gli involtini con interiora di agnello (variamente denominati), i "ciceri e tria" e i "pezzetti di cavallo" al sugo.

Numerosi sono i vini pugliesi DOC, DOCG ed IGT, con cui accompagnare i piatti regionali, così come gli olii di oliva extravergine DOP.

La Puglia presenta i valori economici più dinamici del Mezzogiorno da vari punti di vista.

La crescita del Pil, secondo i dati ISTAT, segna un +1,8% (+1,5% dell'Italia nel complesso e +0,7% del Mezzogiorno) dovuto soprattutto alla crescita del settore terziario (+2,9%) e dell'Industria (+0,7%) a fronte di un calo notevole del settore agricolo (-8,8%). Il PIL ai prezzi di mercato per abitante evidenzia un ritmo di crescita del +3,9% (a fronte del +3,0% nazionale e +2,6% del Mezzogiorno).

La Puglia è riuscita a coniugare le proprie tradizioni, la propria storia e le vocazioni produttive con l'innovazione e la tecnologia. Ha raggiunto, infatti, buoni livelli di specializzazione in numerosi comparti industriali. Diverse politiche con l'obiettivo di sviluppare processi di innovazione insieme ad una vasta disponibilità di incentivi agli investimenti, hanno fatto si che il sistema produttivo locale crescesse e che si attirassero oltre 40 gruppi industriali internazionali appartenenti ai settori aerospaziale, automobilistiche, chimico e ICT.

Il sistema regionale della ricerca conta oltre 5.000 ricercatori e vanta competenze scientifiche specializzate in ambiti interdisciplinari: settori Biologia, ICT e nanotecnologie, che hanno contribuito alla nascita e consolidamento di tre distretti tecnologici: biotecnologie, high tech e meccatronica. La regione dispone inoltre di un capitale umano altamente qualificato e specializzato che conta oltre 103.000 studenti universitari e quasi 15.000 nuovi laureati l’anno.

La regione Puglia fu creata dopo l'Unificazione d'Italia ricalcando i confini di tre circoscrizioni del Regno delle due Sicilie: La Capitanata è il territorio che corrisponde all'attuale provincia di Foggia, ebbe come capoluogo San Severo dal XIV secolo fino al 1579, poi Lucera fino al 1806 e infine Foggia.

La Terra di Bari è il territorio che corrisponde all'attuale provincia di Bari e di Barletta-Andria-Trani più Fasano e Cisternino (attualmente in provincia di Brindisi), ebbe come capoluogo Bari. La Terra d'Otranto è il territorio che corrisponde all'attuale provincia di Lecce, provincia di Taranto e la provincia di Brindisi (con l'eccezione di Fasano e Cisternino), il suo capoluogo fu in un primo momento Otranto, ma in epoca normanna (XII secolo) fu sostituita da Lecce.

Durante i lavori dell'Assemblea Costituente fu avanzata la proposta di fare della Puglia settentrionale e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratificazione in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista. Stando all'intervento in assemblea del socialista Vito Mario Stampacchia, la Regione Salento sarebbe stata sacrificata in seguito ad un accordo fra DC e PCI in difesa dei forti interessi economici baresi. Principale artefice di questo accordo fu il magliese Aldo Moro.

L'attuale Presidente della Regione è Nichi Vendola (PRC). Il governatore, candidato come leader de L'Unione a seguito delle prime elezioni primarie in Italia, è stato eletto con un margine inferiore all'1% nel 2005. Il consenso a Vendola segna una svolta per la regione, considerata una "roccaforte" del centrodestra italiano, essendo stata governata precedentemente dal forzista Raffaele Fitto e dall'indipendente, ma vicino ad AN, Salvatore Distaso.

Negli ultimi anni la Puglia ha stretto numerosi ed importanti relazioni con i paesi dell'area balcanica: Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia. L'Albania è un partner commerciale della Puglia ormai da molti anni (si menzionano a proposito le numerose iniziative congiunte in occasione della annuale Fiera del Levante di Bari). Inoltre, la fine della guerra dei Balcani ha consentito, negli anni, la nascita di numerose iniziative legate alla cooperazione. Si ricordano, tra esse, soprattutto alcuni programmi (ad esempio Interreg, nato per la cooperazione tra regioni dell'Unione Europea e con i Paesi vicini) e varie iniziative legate a gemellaggi culturali e scambi commerciali.

Si segnala inoltre la notevole importanza legata all'attività programmatica del Corridoio 8, asse europeo dei trasporti che collegherà la Puglia (dai porti di Bari e Brindisi) all'Albania ed al Mar Nero.

La Puglia presenta una notevole dotazione infrastrutturale.

L'aeroporto Lepore di Lecce-San Cataldo è un aeroporto civile di "terzo livello" di proprietà dell'Aero Club Lecce.

La Puglia conosce negli utlimi anni uno sviluppo accelerato del turismo, che però presenta dei limiti: esso è soprattutto nazionale e soprattutto stagionale.

Chiave del successo di questa regione sono le lunghe coste pugliesi con le sue spiagge e scogliere, l'arte delle città e dei numerosi borghi, i reperti archeologici eredità dei popoli che l'hanno abitata anticamente, l'attrattività dei suoi prodotti enogastronomici e il turismo d'affari, dovuto alla Fiera del Levante di Bari e alle numerose fiere specialistiche che si susseguono nel corso dell'anno nei vari centri pugliesi.

Il Gargano, o sperone d'Italia, è un imponente promontorio della provincia di Foggia proteso per 70 km nel mare Adriatico, che lo circonda a nord, est e sud; solo a ovest il Gargano si salda con il Tavoliere delle Puglie. Il suo territorio, di circa 2.000 km², include il Parco Nazionale del Gargano. L'area più interna, ricoperta da una fitta vegetazione come nella Foresta Umbra, è poco popolata; gli abitanti tendono a raccogliersi nei centri costieri o ai piedi dei monti, anche per via dello sviluppo acquisito in epoca recente dal turismo balneare, che si è aggiunto alla tradizionale attività peschereccia e agricola. Una strada panoramica si sviluppa lungo quasi tutto il perimetro del Gargano, toccando molti dei centri principali, come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata e Manfredonia.

Sono un arcipelago dell'Adriatico, sito a 12 miglia a nord del promontorio del Gargano (lago di Lesina) e a 24 ad est della costa molisana (Termoli). Anche essendo il più piccolo e il secondo meno popoloso (con meno abitanti vi è solo Celle di San Vito) comune della Puglia è uno dei centri turistici più importanti dell'intera regione. Per la qualità delle sue acque di balneazione è stato più volte insignito della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

Il Subappennino Dauno (noto anche con i toponimi Monti Dauni o Monti della Daunia) è una catena montuosa che costituisce il prolungamento orientale dell'Appennino campano. Essa occupa la parte occidentale della Capitanata e corre lungo il confine della regione con il Molise e la Campania. Nel Subappennino Dauno vi sono gli unici esempi montuosi della regione e piccoli comuni arrocati sulle colline che offrono splendide vedute dell'intera Capitanata. Per questi motivi è meta, non solo nel periodo estivo, di turisti in cerca di refrigerio e tranquillità.

L'agro salentino è quasi ovunque coltivato, e la vegetazione arborea è per lo più costituita da distese di ulivi secolari, dai tronchi contorti e di grandi dimensioni. La proprietà terriera è generalmente suddivisa in piccoli appezzamenti, separati dai tipici muretti a secco. La pietra è da sempre utilizzata anche per realizzare diverse costruzioni a secco, utilizzate dai contadini per riposare o per riporvi gli attrezzi da lavoro. Tali costruzioni (definite a seconda delle zone furnieḍḍi, pajare, ecc.) sono più simili ai nuraghi sardi che ai trulli pugliesi. Le coste sono ampie e sabbiose soprattutto sul Mar Ionio, le cui acque sono caratterizzate a questa latitudine da una trasparenza e da cromatismi rari; spettacolari sono le scogliere a picco sul mare, soprattutto sul Mare Adriatico. Tra le spiagge più note ci sono quelle sabbiose di Pulsano, di Lizzano, di Campomarino, di Porto Cesareo di Gallipoli, di Santa Maria di Leuca, di Otranto e di Ostuni, e per quanto riguarda le spiagge rocciose, tra le più notevoli meritano citazione Castro, Santa Cesarea Terme e Porto Badisco. Numerose sono le masserie fortificate risalenti per lo più al XVI, XVII e XVIII secolo. I paesi, in genere poco popolosi, hanno un aspetto orientaleggiante e sono caratterizzati dal bianco intenso delle costruzioni che li rende abbacinanti nelle giornate di sole.

Il complesso di cavità sotterranee di origine carsica a Castellana Grotte, nel sud-barese, è di grande importanza speleologica e turistica. A partire dalla Grave, un'enorme voragine profonda 60 metri, si raggiungono in successione grotte lungo un percorso orizzontale di circa 3 km. Di particolare interesse sono la grotta bianca e la caverna del duomo di Milano, così denominata per la particolare forma delle stalagmiti, che ricordano dei pinnacoli.

Tra i reperti preistorici sono degni di nota le specchie (antichi monumenti megalitici realizzati mediante utilizzo a secco di grossi blocchi in pietra), i dolmen (tombe megalitiche preistoriche a camera singola), i menhir (megaliti monolitici eretti solitamente in età della pietra). Degna di nota l'area della necropoli messapica presso Manduria che presenta interessanti resti messapici riguardanti tombe di varie epoche, un fossato, una duplice cinta muraria e resti di alcune vie dell'antica città. Un'altra area archeologica messapica è quella di Roca, dove è stata riportata alla luce l'antica città fortificata di Roca Vecchia sorta su un precedente sito preistorico. Sulle pareti della grotta marina della Poesia sono state ritrovate iscrizioni in lingua messapica e latina, oltre a graffiti preistorici.

Egnazia, tra Monopoli e Fasano, è uno dei più interessanti siti archeologici della Puglia. L'antica città, di cui oggi sono visibili le rovine, fu fondata in piena età del bronzo lungo la soglia messapica che separava la Messapia dalla Peucezia; nel IV secolo a.C. era sede di importanti manifatture di ceramiche. La sua importanza crebbe nei secoli per l'invidiabile posizione geografica: grazie alla presenza del porto e successivamente della via Traiana, essa fu infatti attivo centro di traffici e commerci tra la penisola italica e l'oriente. Citata da Plinio, Strabone e successivamente da Orazio, entrò nell'orbita di Roma dopo il 267, prima come civitas foederata e poi come municipium. Nonostante fosse divenuta sede episcopale, decadde in epoca tardo-imperiale e venne definitivamente abbandonata nel medioevo.

La città di Canosa rappresenta uno dei casi più significativi di città a lunghissima continuità di vita, e i suoi siti archeologici, spesso sovrapposti, ne sono la testimonianza. Dell'età Dauno-ellenistica sono testimonianza gli innumerevoli ipogei, i cui corredi funerari sono visibili presso i musei cittadini e i principali musei nazionali e internazionali. Templi, terme, mausolei, ma anche il ponte sull'Ofanto e l'arco Traiano sono i resti del processo di romanizzazione del territorio avvenuto fra il III secolo a.C. e il II secolo d.C.. La necropoli e la basilica di Santa Sofia, i resti della basilica di San Pietro, il Battistero di San Giovanni e Basilica di San Leucio (sovrapposto al Tempio Italico dedicato a Minerva) sono le testimonianze del periodo che va del III secolo d.C. al X secolo d.C.. Dell'età normanno-sveva restano ben consevate la Cattedrale di San Sabino e il Mausoleo di Boemondo d'Altavilla, mentre restano le rovine del castello eretto sulla collina che anticamente ospitava l'acropoli dauna.

In località Apigliano, nei pressi di Zollino, sono visibili i resti di un casale che per ragioni ignote fu abbandonato tra il XIV e il XVI secolo. Benché le prime notizie documentate di Apigliano risalgano al Basso medioevo, gli scavi archeologici dimostrano l'esistenza di un insediamento abbastanza esteso già reperti in epoca bizantina e angioina.

I trulli sono antiche costruzioni coniche in pietra "a secco", di origini protostoriche, presenti in tutta la Valle d'Itria; tuttavia, nonostante nelle zone di sviluppo dei trulli si rinvengano reperti archeologici di epoca preistorica, o fondazioni di capanne in pietra risalenti all'età del bronzo, non esistono trulli particolarmente antichi: questo sarebbe giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto, si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, riutilizzandone il materiale.

Il trullo era una tipica costruzione contadina, dove il cozzaro, ovvero colui che coltivava la terra del padrone, poteva avere un giaciglio dove dormire e tenere gli attrezzi del campo. I bambini usavano dormire in alcove scavate come nicchie direttamente nel muro e divise dall'ambiente principale tramite tende. Alcune travi di legno, tuttora visibili nei trulli attuali, non avevano funzione strutturale ma servivano piuttosto per appendere le vivande e le provviste, tenendole sollevate da terra (non di rado il pavimento, in terra battuta, era condiviso da persone e animali domestici).

Si pensa che anticamente i Trulli venissero utilizzati per evadere il pagamento delle tasse sulle case. Ci sono varie teorie in proposito. Una di queste afferma che i Trulli venivano usati per comunicare mediante segnali di fumo l'arrivo di eventuali controlli; in quel caso venivano letteralmente scoperchiati, in attesa di essere ricostruiti una volta passato il pericolo. Una diceria popolare vuole che nell'approssimarsi della venuta del padrone che chiedeva il pagamento del dazio per la residenza nel terreno, ai cozzari bastasse tirare via una sola pietra per far crollare tutta la costruzione, facendo apparire il tutto come un semplice cumulo di pietre.

La nascita di Castel del Monte (territorio di Andria) si colloca ufficialmente il 29 gennaio 1240, quando Federico II di Svevia ordina affichè vengano predisposti i materiali e tutto il necessario per la costruzione di un castello presso la chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi scomparsa). Questa data, tuttavia, non è accettata da tutti gli studiosi: secondo alcuni, infatti, la costruzione del castello in quella data era già giunta alle coperture. Incerta è anche l'attribuzione ad un preciso architetto: alcuni riconducono l'opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che ad ideare la costruzione fu lo stesso Federico II. Pare fu costruito sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna. Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l'edificio non era ancora terminato. L'edificio ha pianta ottagonale (16,30 m per lato all'esterno) e ad ogni angolo si innesta una torretta a sua volta ottagonale (lato 3,10 m), mentre l'ottagono che corrisponde alla corte interna ha lati di 8,65 m ciascuno. Il diametro dell'intero castello è di 56 m, mentre il diametro di ogni torre è di 7,80 m. Le torri sono alte 24 m e superano di poco l'altezza dell'intera struttura. Lo spazio interno è suddiviso in due piani, rialzati rispetto al piazzale antistante di 3 e 9,5 metri rispettivamente. Questa suddivisione viene ripresa all'esteno da una cornice marcapiano. Ogni piano è costituito da otto stanze trapezoidali, suddivise congiungendo gli spigoli dell'ottagono interno e gli spigoli di quello esterno, dove si impostano le omologhe torri.

Numerose sono le grotte carsiche dipinte con motivi religiosi in epoca medievale, luoghi di antico culto ricavati in antri naturali dai monaci basiliani provenienti dall'Oriente, le cui volte e pareti sono ricoperte da pitture in stile bizantino. Rilevante è l'esempio della cripta di Santa Cristina a Carpignano Salentino datata 959 e dipinta da Teofilatto. Note sono anche quelle di Vaste (fraz. di Poggiardo), la grotta di San Biagio a San Vito dei Normanni, quella del Crocefisso nei pressi di Casarano e la cripta dell'Annunziata nel territorio di Lizzano. Nella parte occidentale della Provincia di Taranto c'è una notevole concentrazione di chiese rupestri, principalmente nel territorio di Massafra. Al confine tra la Provincia di Bari e la Provincia di Brindisi, esistono numerose tracce di insediamenti rupestri, specie nelle campagne di Fasano, dove le popolazioni che migravano dalla costa verso l'entroterra, per sentirsi più sicure, si fermarono dove la natura ha creato le "lame", cioè avvallamenti del terreno incisi nella roccia calcarea. Qui scavarono dei veri e propri villaggi, nel tenero tufo: abitazioni, ricoveri di animali, luoghi dedicati alle attività agricole, frantoi e cripte decorate con affreschi bizantini. Nella stessa zona è presente il singolare Tempietto di Seppannibale, piccola costruzione medioevale oggetto di studi, ricerche e scavi a cura dell'Università degli Studi di Bari.

La felice posizione geografica della Puglia, naturale terra d'imbarco verso la Terrasanta prima dei pellegrini e dal 1090 anche dei crociati, determinò la ricezione di una grande varietà di influssi culturali che si manifestò soprattutto in architettura, scultura e nel mosaico. Il romanico pugliese, che raggiunse il suo massimo splendore tra l'XI e la prima metà del XIII secolo, fu l'antecedente più immediato dell'arte che si sviluppò alla corte di Federico II nel XIII secolo e che, tramite il movimento di artisti come Nicola Pisano de Apulia, portò al rinnovamento artistico innestato in Toscana e da qui in tutta Italia. In architettura religiosa, le chiese pugliesi recepirono caratteri lombardi, pisani, borgognoni ed orientali, rielaborandoli secondo uno schema peculiare.

Uno degli edifici più rappresentativi è la basilica di San Nicola a Bari, iniziata nel 1087 e terminata verso la fine del XII secolo. Esternamente si presenta con un aspetto massiccio, con una facciata a salienti decorata da archetti pensili e un protiro poco pronunciato di derivazione lombardo-emiliana. Ai lati, la facciata è chiusa da due torri incompiute che alludono ad esempi transalpini di ascendenza normanna. La pianta è a tre navate, con quelle laterali provviste di ulteriori pareti voltate che rinforzano la struttura; alla navata principale, in origine coperta a capriate, corrispondono i matronei delle navate laterali. Questi terminano in corrispondenza dell'altare maggiore, dove lo spazio si allarga per formare un transetto che non sporge dalla pianta rettangolare dell'edificio.

Simili stilemi identificano le numerose altre chiese romaniche di Puglia. La cattedrale di Bitonto, della fine del XII secolo, è da taluni considerata tra le espressioni più complete del romanico pugliese presenta la facciata tripartita da lesene e caratterizzata da un rosone a sedici bracci, affiancato da sfingi, e un portale centrale riccamente scolpito con scene del Nuovo Testamento; di rilievo il prezioso ambone e il grifone a mosaico conservato nella cripta.

La cattedrale di Trani non ha la facciata tripartita da lesene ed è priva delle torri e del protiro; particolarmente pregevole il coevo portale bronzeo, presente anche nella cattedrale di Troia. Quest'ultima, terminata nel 1125, rivela forti influssi pisani nel registro inferiore, mentre le decorazioni scultoree richiamano le matrici più disparate, inclusa l'arte islamica e armena.

Il romanico pugliese non omise le decorazioni: gli esempi scultorei preminenti sono le cattedre episcopali, i cibori e i pulpiti. Spesso il pavimento delle cattedrali romaniche era a mosaico: tra gli esempi giunti a noi, quello della cattedrale di Otranto fu realizzato tra il 1163 e il 1165: esteso lungo tutta la navata centrale, il presbiterio, l'abside e i bracci del transetto, vi è raffigurato l'intero immaginario medievale, con l'Albero della Vita, un bestiario, le allegorie dei mesi, scene dell'Antico Testamento ed eroi cavallereschi e della cultura pagana.

Accanto ai monumenti romanici spiccano anche importanti emergenze gotiche, prime tra tutte il grandioso Duomo angioino di Lucera, la basilica di San Francesco della Scarpa a Bitonto, la Basilica del Santo Sepolcro a Barletta e la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina.

Il Barocco leccese è una singolare declinazione del barocco che, nata alla fine del XVI secolo in clima di Controriforma, si protrae fino alla prima metà del Settecento, in un tutt'uno col Rococò. L'architettura barocca è rigogliosa a Lecce e in tutti i comuni della provincia, nella Grecìa Salentina e nei grossi centri del basso Salento, Gallipoli, Maglie, Nardò, Galatina, Galatone e Lequile.

Le articolate decorazioni delle facciate di chiese e palazzi creano scenografici apparati di una visionaria esuberanza unica nel suo genere, resa possibile dalle grandi capacità di architetti e maestri scultori e dalla estrema malleabilità della calda e tenera pietra tufacea presente nel territorio.

Lecce, tanto ricca di monumenti barocchi, conserva insigni capolavori, tra i quali la basilica di Santa Croce, annessa al complesso monumentale dei Celestini, e la piazza del Duomo, considerata tra le più belle d'Italia.

Nel Salento, inoltre, si distingue il barocco di Martina Franca, che piega una pietra più dura e bianca di quella leccese in forme generalmente più sobrie.

Estremamente diversa dal barocco leccese e maggiormente legata alla cultura del Settecento, tanto da sfociare nel rococò, l'architettura tardobarocca di Capitanata, pur mostrando forme precipue (come il fasto grottesco e popolare del complesso delle Croci a Foggia), risente fortemente degli influssi napoletani (esemplare lo sfarzoso interno della chiesa sanseverese della Pietà).

Il più significativo centro barocco della zona è San Severo, dove il linguaggio partenopeo (espresso, tra l'altro, in importanti macchine d'altare in marmi policromi) si fonde con quello lombardo (importato dall'architetto intelvese Ambrosio Piazza), dando vita a esiti di una vaporosa e festosa leggerezza di linee e di ornati, evidentissima in particolar modo nella prestigiosa fabbrica benedettina di San Lorenzo, che conserva, per di più, le ultime opere marmoree di Giuseppe Sanmartino.

A San Giovanni Rotondo si trova la seconda chiesa d'Italia per dimensioni, dopo la Basilica di San Pietro in Vaticano: si tratta della chiesa di Padre Pio, che l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini della provincia di Foggia ha commissionato all'architetto italiano Renzo Piano per contenere le migliaia di pellegrini che ogni anno giungono ad onorare la memoria di San Pio da Pietrelcina e che con le offerte hanno finanziato l'opera. La chiesa, inaugurata nel 2004, è adiacente al preesistente convento in cui il santo frate visse ed in cui ne sono conservate le spoglie; ha una pianta a spirale archimedea, il cui fulcro corrisponde con l'altare, al centro dell'aula liturgica. Oltre che per il rapporto con il grande sagrato che all'occorrenza può essere impiegato per le celebrazioni, l'opera risulta particolarmente innovativa per l'uso della pietra di Apricena con funzioni strutturali.

La peculiarità del centro storico di Ostuni è l'imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. L’uso, attestato sin dal medioevo, deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa. Inoltre, viste le non rare epidemie di peste che interessarono l'area fino al XVII secolo, si riteneva che la calce fosse un rimedio efficace al dilagare del morbo.

Nell'anno 2003/04, secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in Puglia la popolazione scolastica era di 728.739 alunni, di cui 132.813 (pari al 18,2%) nella scuola materna, 222.903 (il 30,6%) nella scuola elementare, 150.457 (20,6% del totale) nella scuola secondaria di primo grado e 222.566 (30,5%) nella scuola secondaria di secondo grado.

Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nell'anno 2003/04 i nuovi iscritti alle università pugliesi sono stati 20.094 su una popolazione complessiva di circa 120.000 studenti, suddivisi in sei università.

La Puglia è una regione molto attiva dal punto di vista sportivo. Alla numerosa e capillare presenza di impianti sportivi sul suo territorio, si accompagna anche la rilevanza a livello nazionale ed internazionale delle sue società sportive.

Trullo nei dintorni di Lizzano. Esempio di civiltà contadina.

La cattedra dell'abate Elia. Bari, Basilica di San Nicola.

Il porto di Giovinazzo.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia