Presidenza del Consiglio

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Inviato da maria 03/04/2009 @ 01:15

Tags : presidenza del consiglio, consiglio dei ministri, governo berlusconi iv, politica

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Presidenza del Consiglio dei Ministri

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Voce principale: Governo italiano.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri (abbreviato: PCM) è la struttura organizzativa di supporto del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Essa è organizzata quale dipartimento cui sono affidate le funzioni proprie del Presidente del Consiglio, distinte da quelle proprie del Governo, inteso come competenze dei singoli ministri.

L'istituzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri è piuttosto recente ed è fortemente connessa con l'acquizione di maggiore autonomia da parte del Presidente del Consiglio. Per lungo tempo il Presidente non ha avuto una propria visibilità, che non fosse quella del Governo o del singolo Ministero che eventualmente ricopriva. Si pensi che sino al 1960 la stessa sede della Presidenza del Consiglio era presso il Palazzo del Viminale, sede del Ministero dell'Interno. Per tutto il periodo del Regno d'Italia il Presidente del Consiglio utilizzava la struttura del Viminale quale braccio operativo e struttura di supporto, e spesso rivestiva anche tale incarico. La stessa carta intestata era quella del predetto ministero. Durante il fascismo Mussolini utilizzava quale sede di rappresentanza Palazzo Venezia, sede comunque non strutturata per l'esercizio della funzione di governo. Tuttavia, fu durante il Governo Mussolini che si ebbe la prima regolamentazione dell'attività di governo con il regio decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100, relativo al Gabinetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con l'avvento della Repubblica tale sede non venne utilizzata, ma si preferì nuovamente la sede del Viminale. Nel 1961 Palazzo Chigi venne adibito a sede del Governo, e il Ministero degli Affari Esteri, che sino ad allora era ospitato lì, venne trasferito nella sua attuale sede della Farnesina. Da allora la Presidenza del Consiglio inizia ad assumere una configurazione propria, anche se non in maniera organica, attesa la mancanza di una legge che riordinasse l'intera materia. Nel 1988 con il Governo De Mita venne approvata la legge n. 400, che disciplinò la PCM. Nel 1999, sotto il Governo D'Alema I venne prevista la riorganizzazione della Presidenza attraverso il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 303, nell'ambito della Riforma Bassanini.

In attuazione dell'art. 95, comma 3 Cost., l'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri è previsto dalla legge 23 agosto 1988 n. 400 variamente modificata, recante "Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri", nonché il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 303, recante "Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri", relativo al razionalizzazione della PCM a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, per via della Riforma Bassanini, speculare al D. Lgs. n. 300/1999, sulla riforma del Ministeri. La PCM è stata poi modificata dai vari decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che hanno dettato la relativa organizzazione, in primis il DPCM 23 luglio 2002, recante l'"Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri", modificato da ultimo dal DPCM 1 ottobre 2008, nonché da varie disposizioni di legge che hanno negli anni spostato o modificato alcune competenze.

La struttura della Presidenza del Consiglio è organizzata, similmente a quella ministeriale, in uffici di diretta collaborazione del Presidente, Uffici propri della PCM, sotto il Segretariato Generale, Dipartimenti propri della PCM, Dipartimenti retti da un ministro senza portafoglio e altre strutture.

Si occupa altresì delle assunzioni di personale dell'Avvocatura dello Stato. Restano ferme le competenze degli organi di autogoverno delle rispettive magistrature.

Inoltre opera, alle dirette dipendenze del capo del Dipartimento, il Servizio di Segreteria dipartimentale.

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Consiglio dell'Unione europea

Il logo del Consiglio dell'Unione europea

Il Consiglio dell'Unione europea, noto anche come Consiglio dei Ministri Europei, è - insieme al Parlamento europeo - il ramo legislativo dell'Unione europea. Ha sede a Bruxelles.

Non deve essere confuso col Consiglio d'Europa, che è un'organizzazione internazionale completamente indipendente dall'Unione europea. Va tenuto distinto, inoltre, dal Consiglio europeo, che è un diverso organo (benché strettamente collegato) dell'Unione europea, ma non delle Comunità.

Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento Europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio; coordina le politiche economiche generali degli stati membri; definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune della UE; conclude, a nome dell'Unione, accordi internazionali tra la UE e uno o più Stati o organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.

La Presidenza del Consiglio spetta a ciascuno Stato membro per la durata di un semestre, secondo un turno stabilito da una deliberazione unanime dello stesso Consiglio (v. art. 213 TCE).

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Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali

Il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è un organo del Governo Italiano preposto al coordinamento dell'azione governativa per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali.

Attualmente il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali è l'On. Raffaele Fitto (PDL).

Un ministro senza portafoglio con la denominazione di Ministro per i Problemi relativi all'Attuazione delle Regioni era stato già previsto nel 1970 da parte del Governo Rumor III, e retto dall'On. Eugenio Gatto, in contemporanea con l'attuazione dell'ordinamento regionale ordinario, effettuato proprio a far dta da quell'anno. Il Ministro viene riconfermato anche nei governi successivi, sino al Governo Moro V, nel 1976 ove assunse la denominazione di Ministro per l'Organizzazione della Pubblica Amministrazione e le Regioni, ma non è presente nei successivi. Ritorna col Governo Cossiga II nel 1980, con nome di Ministro per gli Affari Regionali, e da allora è sempre presente nelle compagini governative, pur variando denominazione: Ministro per gli Affari regionali e la Funzione pubblica nel 1987 col Governo Fanfani VI, Ministro per gli Affari Regionali e i Problemi Istituzionali col Governo Goria sempre nel 1987, per ritornare al precedente Ministro per gli Affari Regionali col Governo Andreotti VII.

Con la legge 23 agosto 1988, n. 400, il Dipartimento viene istituzionalizzato, per via dell'approvazione della prima legge che struttura l'ordinamento del Governo, dopo la legge n. 100 del 1926 del Governo Mussolini, oramai del tutto inadeguata. Nel 1991, col Governo Amato I la struttura cura anche le politiche della Comunità europea col nome Ministro per il Coordinamento delle Politiche Comunitarie e per gli Affari Regionali, mentre non è presente col Governo Ciampi. Viene sempre riconfermato in quelli successivi.

Il Dipartimento di cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri si avvale, per il coordinamento dell'azione governativa per i rapporti con il sistema delle autonomie, per la promozione dello sviluppo e della collaborazione tra Stato, regioni ed autonomie locali, nonche' per la promozione, anche nell'ambito degli appositi organi a composizione mista, delle attività necessarie per l'ordinato svolgimento dei rapporti tra Stato, regioni e autonomie locali, assicurando l'edaguato esercizio e coordinamento dei poteri e dei provvedimenti previsti per i casi di inerzia e di inadempienza, ferme restando le autonomie funzionali e strutturali attribuite all'ufficio di segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Il Dipartimento, cura i rapporti inerenti all'attività delle Regioni e delle Province autonome all'estero; l'attuazione degli statuti delle regioni e province a statuto speciale; i rapporti con le minoranze linguistiche, i problemi delle zone di confine e la promozione per la tutela delle zone montane.

Al vertice del Dipartimento è preposto un ministro senza portafoglio. Il Ministro esercita le funzioni di indirizzo politico amministrativo e definisce gli obiettivi da conseguire nei campi di propria competenza.

Infine, vi è un Ufficio per il Federalismo Amministrativo, sotto diretta gestione del ministro.

L'elenco comprende il nominativo di tutti i ministri che hanno ricoperto la carica a far data dal 1970, col Governo Rumor III.

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Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive

il Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive

Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, è l'ufficio nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delegato ad esercitare le funzioni di indirizzo e coordinamento di tutte le iniziative, anche normative, in materia di politiche giovanili e attività sportive.

Nel 2008 il nuovo Governo Berlusconi IV ne ha modificato il nome in Dipartimento della Gioventù, affidandolo al ministro Giorgia Meloni.

Il Dipartimento è nato con la formazione del Governo Prodi II, il 18 maggio 2006, con una scelta che lo colloca al fianco degli altri ministeri per i giovani e lo sport presenti in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea. L'ufficio faceva capo al ministro senza portafoglio Giovanna Melandri. Già in precedenza, tuttavia, nel Governo Andreotti II, era stato istituito un Dipartimento per i problemi della Gioventù.

Il Dipartimento opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. È formato uffici di diretta collaborazione del Ministro e uffici propri del dipartimento, con una struttura volutamente snella e versatile affidata a tre dirigenti, di cui due donne.

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Avioportolano

Il termine Avioportolano è composto dalla parola “Avio” (dal latino Avis, uccello) e da “portolano” (da Portus, porto) e indica il volume contenente informazioni utili per la navigazione aerea da diporto relative ad aeroporti, aviosuperfici e piste di volo da diporto. Tale termine è stato coniato e registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi nel 1995 con la pubblicazione della prima edizione del volume (Guido Medici - Avioportolano ‘95/’96 – Guida al volo turistico e sportivo – Pegaso Edizioni – Venezia 1995) ed è entrato presto a far parte del linguaggio corrente dei piloti. L’edizione di “Avioportolano Italia” ha cadenza biennale e pubblica i dati raccolti con specifici censimenti estesi all’intera rete degli approdi aerei, utilizzando fonti proprie di rilevamento, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo, del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e dell’Aero Club d’Italia.

Nell’Avioportolano si trovano i dati aggiornati di oltre 550 strutture per l’approdo aereo italiane con informazioni tecniche relative a dimensione e caratteristiche delle piste, posizione geografica, orientamento, circuiti, contatti nonché informazioni relative alle modalità di avvicinamento, attenzioni e regole da seguire con mappe di riferimento in scala 1:250.000, planimetrie delle piste e delle strutture annesse e informazioni di carattere turistico ricettivo.

La pubblicazione di Avioportolano, curata dall’autore Guido Medici, è stata stimolata dal proliferare delle piste di volo da diporto e dal crescente sviluppo dei velivoli ultraleggeri a seguito dell’emanazione in Italia della legge 106 del 1985 “Disciplina del volo da diporto o sportivo”. A tali velivoli la legge vieta l’uso degli aeroporti (esclusivamente utilizzabili dagli aerei dell’aviazione generale) e, nella necessità di dover disporre di diverse e specifiche aree di approdo, si è avuto in Italia un eccezionale incremento di piste di volo private classificate come “aviosuperfici” e “campi di volo” non monitorate dall’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) e non pubblicate (se non in parte) nell’AIP Italia (Aeronautical Information Publication). Avioportolano ha colmato il vuoto informativo in questo particolare comparto del aviazione dando avvio, tra il 1987 e il 1989, al primo “Censimento Nazionale delle Strutture per l’Aviazione Leggera” al quale sono seguiti i successivi con cadenza biennale l’ultimo dei quali è stato completato a fine dicembre 2007.

L’incremento delle piste private in Italia, dal 1987 al 2007 è stato del 1700% per le aviosuperfici (dati “Avioportolano Italia” – Confronto censimenti 1987/1997/2007) e Avioportolano svolge oggi una attività di monitoraggio costante su oltre 550 piste avvalendosi della collaborazione di gestori e rilevatori. Il panorama informativo della geografia delle strutture per l’aviazione leggera presente in Italia è completato da Avioportolano Italia con la pubblicazione biennale di una apposita cartografia aeronautica per il volo da diporto in scala 1:500.000 estesa a tutto il territorio italiano che utilizza la base cartografica dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara. In tale cartografia sono riportate tutte le informazioni aeronautiche per il diporto aereo. Dal 1987 al 2007 Avioportolano Italia è stato pubblicato in otto edizioni passando da poco più di 100 pagine a oltre 600.

1985: viene emanata la legge 106 “Disciplina del volo da diporto o sportivo” che regola il volo con apparecchi ultraleggeri non rientranti nel codice della navigazione aerea.

1987: nasce la rivista “IL VOLO”, diretta da Guido Medici, all’interno della quale, per la prima volta, vengono pubblicate mensilmente delle schede informative relative alle aviosuperfici e ai campi di volo privati presso i quali possono atterrare e decollare i velivoli da diporto di cui alla legge 106.

1992: la rivista “IL VOLO” organizza il primo convegno nazionale sul settore del volo da diporto durante il quale vengono gettate le basi per la realizzazione di strumenti informativi propri per il volo a diporto. Per la prima volta viene affrontato il tema del volo all’interno degli spazi aerei controllati e presentata una proposta per la realizzazione di una specifica cartografia aeronautica VFR per il diporto aereo. Da questo momento prende concretamente avvio la nuova politica della rivista “IL VOLO” che estende il proprio campo di interesse su tutte le principali tematiche del volo da diporto.

1993: Guido Medici cura la realizzazione della prima cartografia delle piste di volo per il diporto aereo tematizzando la base cartografica ufficiale del Centro Servizi Informazioni Geotopografiche dell’Aeronautica Militare Italiana (CIGA) che autorizza la sovrastampa e la divulgazione del materiale informativo raccolto.

1994: viene siglato tra la rivista “IL VOLO” e il Touring Club Italiano un importante accordo che permetterà la pubblicazione di una nuova cartografia aeronautica per il diporto aereo costituita da otto titoli regionali in scala 1:200.000 e due titoli nazionali in scala 1:400.000 che coprono tutta Italia. Contestualmente viene avviato da Guido Medici il primo “Censimento Nazionale delle Strutture per l’Aviazione Leggera”.

1995: i risultati del censimento vengono pubblicati nella prima edizione nazionale di “Avioportolano Italia - Guida al volo turistico e sportivo ‘95/’96” (Guido Medici – Pegaso Edizioni – Venezia 10 aprile 1995 – 239 pp). Nello stesso anno, Guido Medici in qualità di direttore della rivista IL VOLO, sigla un accordo con l’Istituto Geografico De Agostini di Novara per la pubblicazione di nuova cartografia aeronautica per il volo da diporto in scala 1:500.000. Avioportolano Italia si fa inoltre promotore della costituzione della FISAL (Federazione Italiana delle Strutture per l’Aviazione Leggera) che viene fondata con atto notarile il 20 ottobre 1995.

1997: i risultati del censimento vengono pubblicati il 25 marzo 1997 nella seconda edizione “Avioportolano ‘97/’98– Guida al Volo a motore turistico e sportivo” (Guido Medici – Pegaso Edizioni – Venezia 1997) e nella nuova cartografia per il volo da diporto su base cartografica De Agostini in scala 1:500.000 per tutto il territorio nazionale e quattro titoli regionali in scala 1:250.000.

1998: tra settembre e dicembre 1998 viene condotto il “III Censimento Nazionale delle Strutture per l’Aviazione Leggera” e il primo “Censimento dei punti di decollo di Volo Libero”. Viene inoltre concluso un importante accordo con la società ASA srl per estendere il campo di interesse informativo di Avioportolano alle strutture aeroportuali.

1999: per Avioportolano è un anno importante e, da singolo volume, si trasforma in collana editoriale con la contemporanea pubblicazione di: “Avioportolano Italia ‘99/2000 Volume 1 – Guida al volo turistico e sportivo” (Guido Medici – Pegaso Edizioni – Venezia 1999 – 247 pp). Edizione che riporta, per la prima volta in Italia, i risultati statistici comparati dei censimenti condotti; “Avioportolano Italia ‘99/2000 Volume 2 – Guida al volo VFR” (ASA srl e G. Medici– Pegaso Edizioni – Venezia 1999 – 240 pp). “Avioportolano Italia ‘99/2000 Volume 3 – Guida alla navigazione GPS per i voli VFR in Italia settentrionale” (ASA srl e G. Medici– Pegaso Edizioni – Venezia 1999 – 247 pp). “Avioportolano Italia ‘99/2000 Volume 4 – Guida nazionale al volo libero” (G. Medici– Pegaso Edizioni – Venezia 1999 – 252 pp). Tale volume riporta i risultati del censimento dei punti di decollo di volo libero. Nello stesso anno l’attività di Avioportolano Italia ottiene il patrocinio della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per il Turismo, del Ministero dei Trasporti e della Navigazione Aerea, dell’Aero Club d’Italia, della Federazione Italiana Volo Libero e della Federazione Italiana delle Strutture per l’Aviazione Leggera.

2001: tra settembre e dicembre 2001 viene condotto il “IV Censimento Nazionale delle Strutture per l’Aviazione Leggera” con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per il Turismo, del Ministero dei Trasporti e della Navigazione Aerea, dell’Aero Club d’Italia, della Federazione Italiana Volo Libero e della Federazione Italiana delle strutture per l’Aviazione Leggera.

2002: nel febbraio 2002 viene pubblicata la quinta edizione “Avioportolano Italia 2002 – Guida al volo turistico e sportivo” (Guido Medici, edizioni EIL System, Venezia 2002, 350 pp) e la nuova edizione della cartografia aeronautica per il diporto aereo utilizzando per la prima volta il data base proveniente dalla National Imagery and Mapping Agenc (NIMA) of the United Department of Defence (DOD) completato da dati AIP in collaborazione con ASA srl. Le piste censite da Avioportolano Italia sono oltre 480.

2003: da settembre a dicembre 2003 viene avviato il “V Censimento Nazionale delle Strutture per l’Aviazione Leggera”.

2004: a febbraio 2004 esce “Avioportolano Italia 2004/2005 – Guida al volo turistico e sportivo (Guido Medici – Ed. EIL Systems – Venezia 2004 – 428 pp) Nello stesso anno viene avviato da Guido Medici il “Progetto Italia In Volo” con l’obiettivo di fotografare tutte le piste di volo da diporto italiane e costituire uno specifico Data Base fotografico per l’individuazione e la divulgazione di itinerari avioturistici.

2006: Avioportolano si impegna nel progetto “Italia In Volo” e nella realizzazione di proprie mappe geografiche in sala 1:250.000 con il posizionamento delle piste rispetto al reticolo stradale. Per la prima volta l’edizione “Avioportolano Italia 2006/2007 – Guida al volo turistico e sportivo” (Guido Medici- Ed EIL Systems – Venezia 2006 450 pp) esce completamente a colori e con il 50% delle piste fotografate.

2007: Il programma Italia in Volo e il monitoraggio fotografico viene completato e il data base raccolto ammonta a oltre 45.000 fotografie del territorio italiano georeferenziate e classificate. Tra settembre e dicembre 2007 viene completato il “VII Censimento delle Strutture per l’Aviazione Leggera”.

Le informazioni aeronautiche e la relativa cartografia vettoriale sono derivati dal database AvioData© sulla base dei dati distribuiti da Eurocontrol (EAD – European AIS Database) ed opportunamente integrati in base alle informazioni pubblicate nell’AIP nazionale (Aeronautical Information Publication).

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Source : Wikipedia