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Tags : posta, lazio, italia

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Posta

La posta è il servizio di trasporto e recapito di lettere e pacchi.

Ogni nazione utilizza un proprio sistema postale e i diversi sistemi postali sono coordinati in modo che sia possibile effettuare invii postali in tutto il mondo. La tariffa per la spedizione viene generalmente pagata dal mittente in anticipo, tramite l'applicazione di francobolli.

Sebbene nulla in principio vieti l'organizzazione del sistema postale da parte di privati, tradizionalmente i sistemi postali, costituiti nel XIX secolo, sono stati di dominio pubblico. Il motivo è la necessità di offrire un servizio universale, ovvero di raggiungere qualsiasi punto del territorio, non importa quanto antieconomico sia. Per esempio trasportare la posta in un'isola sperduta con pochi abitanti costa estremamente di più che non in un quartiere di una grande città: ciononostante il servizio postale è stato sempre concepito in modo da offrire allo stesso prezzo il servizio indipendentemente dall'ubicazione del destinatario e del mittente (all'interno della nazione). Inoltre il sistema dev'essere accessibile da tutti, quindi avere un costo molto contenuto: per questo motivo lo stato generalmente interviene a sovvenzionare il sistema postale.

Un modo di sovvenzionare il servizio postale universale è quello di garantire all'azienda fornitrice il monopolio di una certa serie di servizi. Questo gruppo di servizi prendono il nome di riserva postale. In Italia, come negli altri stati europei, il sistema postale era fino a fino a pochi anni fa di assoluto dominio pubblico. A partire dal 1999 tuttavia, alcune direttive della comunità europea hanno aumentato gli ambiti di concorrenza, armonizzando i vari sistemi postali europei. Uno dei punti più importanti di queste direttive è la riduzione dell'ambito di riserva postale del fornitore di servizio universale.

Anche l'Italia ha recepito le direttive della comunità europea ed è sulla strada della privatizzazione infatti, ormai, è privata, e questo ha portato sensibili miglioramenti nel servizio, ma anche disagi agli impiegati postali. I costi aggiuntivi del servizio universale vengono pagati dallo stato con un contratto a rinnovo biennale. A partire dal 1 gennaio 2006 il monopolio di Poste Italiane è ridotto agli invii con peso inferiore a 50 grammi, che rappresentano tuttavia ancora la maggioranza della corrispondenza epistolare. In realtà anche altre aziende possono trasportare posta di peso inferiore a 50 grammi, ma devono applicare un prezzo almeno 2 volte e mezzo superiore a quello di Poste Italiane. Ciononostante sono nate una serie di aziende che si definiscono poste private, anche se nessuna di queste possiede per ora una rete infrastrutturale in grado di competere con Poste Italiane.

Un mercato molto affine a quello delle poste è quello delle spedizioni per corriere espresso. Questo mercato, a differenza di quello postale è completamente liberalizzato, ovvero non esiste un monopolio di Poste Italiane, dal momento che i prezzi del servizio sono appunto maggiori di 2 volte e mezzo il prezzo di una lettera, quindi anche il limite dei 50 grammi non si applica. Il servizio espresso si basa sull'offerta di servizi aggiuntivi, quali la maggiore velocità, la possibilità di seguire la spedizione (tracking) e la conferma di consegna e la consegna ad un orario predefinito. A questi servizi si affiancano i servizi di corriere vero e proprio, in cui una singola persona (il corriere) segue l'intera spedizione personalmente. Nelle città maggiori sono presenti anche i pony express, corrieri cittadini in grado di effettuare consegne entro poche ore all'interno della città.

Inoltre le aziende postali sfruttano spesso la propria rete infrastrutturale per funzioni ulteriori oltre a quella di invio della corrispondenza e dei pacchi. In alcuni paesi i servizi offerti spaziano anche nella telefonia e telegrafia. In molti altri, come l'Italia, i servizi postali sono affiancati da servizi bancari (BancoPosta e di pagamento delle bollette).

Il primo uso documentato di un servizio organizzato di spedizione si ha in Egitto, dove i Faraoni usavano corrieri per la diffusione dei loro decreti nel territorio dello Stato (2400 AC). Questa pratica ha quasi certamente radici nella più vecchia pratica di comunicazioni orali e potrebbe essere stata costruita su una infrastruttura già esistente.

Il sistema attuale è organizzato da servizi nazionali e privati che sono connessi reciprocamente da regole, organizzazioni e accordi internazionali. Lettere e fatture possono essere inviate in quasi tutti i paesi nel mondo in modo relativamente semplice ed economico. La rete Internet ha permesso l'invio istantaneo di corrispondenza, e in molti casi e situazioni l'uso della posta elettronica ha sostituito l'invio tradizionale (anche se il volume della carta utilizzata continui a crescere).

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Riserva naturale lago di Posta Fibreno

Lago di Posta Fibreno e Colle Monacesco.JPG

La riserva naturale regionale Lago di Posta Fibreno è una delle riserve naturali regionali istituite dalla Regione Lazio e gestita in collaborazione con l'amministrazione comunale di Posta Fibreno. È celebre per il fatto di nascondere nella vegetazione del canneto una vera e propria isola galleggiante, già citata da Plinio il vecchio nella sua Naturalis Historia .

Fu istituita nel 1983. Gestita in collaborazione con il WWF fino al 1999, attualmente è amministrata dalla Regione Lazio e dal Comune di Posta Fibreno che ne regola l'assunzione del personale e la gestione del bilancio.

Si estende per 400 ettari circa completamente entro i limiti del territorio comunale di Posta Fibreno, in Provincia di Frosinone e comprende la superficie del lago omonimo (circa 300 m. s.l.m.), le sponde meridionali e orientali, le rive del Rio Carpello e parte della zona collinare (max 500 m. s.l.m. circa) tra le località Carpello e Vallone della Pica al confine coi comuni di Campoli Appennino e Broccostella.

La naturalizzazione del territorio occupa un'area sempre più estesa ma la sponda occidentale del lago è molto urbanizzata per lo sviluppo di antichi insediamenti rurali e di una debole attività di ricezione turistica (prevalentemente ristorazione).

A sud cresce la frazione di Casalvittoria che congiunge il centro storico di Posta Fibreno con la ex strada statale della Vandra e con la superstrada Avezzano-Sora-Cassino.

Il lago (0,287 km²) è alimentato da una serie di sorgenti, molte sommerse, all'apice meridionale di un lungo affioramento di calcari (biolititi e bioclastiti) a briozoi e litotamni dell'Elveziano (fra Pescosolido, Campoli Appennino e Posta Fibreno). Dotate di elevata permeabilità e bassa erodibilità, queste rocce carbonatiche sono a contatto diretto con il substrato argilloso, condizioni che permettono l'affioramento delle acque sotterranee drenate a monte dai massicci calcarei (Cretacico Inferiore) della Serra Lunga e del Parco Nazionale d'Abruzzo.

La maggior parte delle sorgenti si concentra a Posta Fibreno, e solo in quantità minore a Campoli Appennino e Pescosolido. A Carpello e San Venditto sono le prese degli acquedotti Carpello che alimenta Sora e Posta Fibreno che alimenta Frosinone.

Lo stesso comprensorio geologico ha favorito la formazione di una serie di campi di doline e valli carsiche, molte delle quali di grande effetto paesaggistico come la Fossa la prece a ridosso del centro storico di Posta Fibreno o Il tòmolo (tùmmele) attorno a cui si è sviluppata Campoli Appennino. Una dolina sommersa nel lago costituisce il punto più profondo del bacino (15 m), detta Le condigliane.

Più recenti sono i pendii di nel Vallone della Pica, costituiti da detriti di falda risalenti all'Olocene.

Una grossa pianura alluvionale attorno al lago, oggi in alcuni tratti stabilmente impantanata per l'incuria delle opere di bonifica, era occupata da una formazione lacustre più antica di dimensioni notevoli (500 ha circa), di cui nel bacino prosciugato restano oggi uno strato superficiale di fertili limi e, a pochi metri in profondità, ciottolame sciolto, visibile negli affioramenti lungo il letto del Rio Carpello.

La più importante presenza nelle acque del Rio Carpello e nei fondi meno profondi del lago è Hippuris vulgaris (Coda di cavallo acquatica), una pianta che si comporta come un'alga radicando nei fondali e che nelle stagioni più calde emerge dalle acque con fusti eretti. Molto rara in tutta l'Italia centrale , sopravvive relitta nel lago ed è un prezioso indicatore biologico di ambienti non inquinati. Si rinvengono pure diverse specie di Potamogeton fra cui Potamogeton polygonifolius, localmente noto come peciàra, e frequente Groenlandia densa. Segni della qualità delle acque sono diverse specie altrove fortemente in rarefazione a causa dell'eutrofizzazione diffusa e della manomissione degli ecosistemi: nella riserva non sembrano essere minacciate piante come Lemna minor (nei fossi e nei ristagni) o Callitriche stagnalis lungo il rio Carpello e le sponde del lago.

La maggior parte dei campi attorno al lago un tempo furono ampiamente sfruttati per l'agricoltura e bonificati mediante un capillare sistema di canali e regimazione delle sorgenti sparse in tutta la pianura. Dal dopoguerra però buona parte del piano venne abbandonata, spesso per via dell'inaccessibilità delle proprietà più vicine alle sponde del lago con mezzi meccanici.

Gli incolti furono presto ricoperti da un denso canneto a Phragmites australis e sommmersi per l'incuria delle opere di bonifica, creando così uno stato di discreta naturalizzazione che ha favorito insieme all'espansione delle frequenti Typha latifolia, Sparganium erectum, equiseti (E. palustre, E. arvense) e Iris pseudacorus, la stabilizzazione di specie rare come Carex pseudocyperus, Epipactis palustris (segnalata fino al 1980, oggi non più rivenuta). L'intervento della riserva sta incentivando l'espansione delle superfici arborate a Salix caprea, Salix alba e Populus alba. Lungo le sponde in cui si è sviluppata una discreta urbanizzazione sono state effettuate delle piantagioni ornamentali di Salix babylonica, presente con esemplari quasi secolari.

La presenza umana nel territorio della riserva è stata sempre molto intensa e la superficie agricola, per la fertilità del terreno, un tempo occupava l'intera area protetta. In molti casi i campi coltivati e gli orti raggiungono ancora oggi le rive del lago, e un intero centro urbano, la frazione Carpello si sviluppa sulla sponda orientale. Scontata è quindi la presenza di specie orticole, infestanti ed esotiche coltivate nei giardini.

Il bosco collinare è prevalentemente costituito da roverelle (Quercus pubescens), presentando spesso uno stato di debole degrado dell'Orneto-Ostryon, frequentemente in transizione verso, o misto, col Quercion pubescentis-petreae; così con Corylus avellana, Acer opalus, Acer campestre, Fraxinus ornus, Sorbus aria è possibile trovarvi con altrettanta caratterizzazione ecologica, elementi più o meno termofili e mediterranei (Quercus petraea, Spartium junceum, Cistus salvifolius, Juniperus oxycedrus, Osyris alba, Clematis flammula). In molti casi ci sono stati problemi fra la popolazione locale e il personale del parco che cercava di contenere la raccolta indiscriminata degli asparagi (Asparagus acutifolius) entro i confini della riserva.

Nell'area del bosco di roverella sopravvivono lembi di terrazzamenti ancora coltivati, prevalentemente a ulivo (Olea europaea) e vite (Vitis vinifera). A ridosso del paese nel dopoguerra la forestale ha riboschito la collina con conifere e cipressi di specie varie ed esotiche.

Le presenze umane stabili nella riserva scoraggiano la frequentazione dell'area dei grandi mammiferi segnalati nel vicino Parco Nazionale d'Abruzzo. Le specie più significative fra i mammiferi consistono perciò in animali rurali frequenti anche dove non sono protetti: la volpe (Vulpes vulpes), la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis), la puzzola (Mustela putorius) e le altre frequenti specie rustiche. La fauna minore è costituita da rettili come Elaphe longissima, Podarcis sicula, Lacerta viridis, e anfibi (Rana esculenta, Bufo bufo, Triturus cristatus).

Le presenze ittiche sono la vera e propria ricchezza faunistica del parco; hanno fatto leva sui provvedimenti istitutivi della riserva, vista la rarità e l'eccezionalità delle specie presenti nel lago. L'elemento più importante è l'endemica Trota del Fibreno, o Carpione del Fibreno (Salmo fibreni), presente solo nelle gelide acque del lago, e un tempo lungo tutto il fiume Fibreno; le peculiarità di questa specie non sono state mai studiate approfonditamente. Eccezionale relitto è la trota macrostigma (Salmo cettii), ormai presente solo in Sardegna e Sicilia e in alcune isolate stazioni nei fiumi del basso spartiacque tirrenico fra cui il Fibreno. Degna di nota è anche la stazione isolata di Petromyzon planeri nel rio Carpello.

Di minore interesse perché frequenti in tutta la provincia di Frosinone gli esemplari più comuni come la tinca (Tinca tinca), l'anguilla (Anguilla anguilla) o la carpa (Cyprinus carpio), che prima dell'interdizione della pesca sportiva (restano solo gli usi civici) erano pesci ricercati sul mercato locale di qualità garantita per l'ambiente di provenienza.

Le più interessanti e appariscenti specie aviarie non sono nidificanti ma presenti nel lago solo durante le migrazioni: la marzaiola (Anas querquedula), l'alzavola (Anas crecca), l'airone cenerino (Ardea cinerea), la garzetta (Egretta garzetta). Più comuni sono le specie che nidificano nei canneti attorno al lago o lungo le sponde: la folaga (Fulica atra) presente con un grandissimo numero di esemplari, insieme al tuffetto (Tachybaptus ruficollis) e alla gallinella d'acqua (Gallinula chloropus). Recentemente sono stati attuati provvedimenti volti ad allontanare i popolamenti di cormorano (Phalacrocorax carbo); specie di grande voracità, è penetrata dalla costa pontina fino alla riserva, mettendo a rischio il prezioso ecosistema lacustre.

Fra le altre attività, stagionalmente, è possibile accedere in gruppi sulle acque del lago con un natante della riserva a fondo trasparente e, con la guida di un guardiaparco, scoprire la vita nei fondali e i vari habitat subacquei.

Il coordinamento della ricezione turistica e delle attività scientifiche oggi è concentrato prevalentemente attorno al lago. Nella sede della riserva, un mulino idraulico restaurato in località San Venditto, è possibile procurarsi materiale divulgativo sul parco o sostare nell'area verde circostante.

Presso la sede della riserva inizia il sentiero natura Puzzìllo; qui le acque di una copiosa sorgente sono raccolte in una grossa vasca e irregimentate per il funzionamento di un antico mulino. Insieme ai recenti restauri e al recupero ambientale della zona è stato realizzato un parco e un'area pic-nic con percorsi e ponti attorno alle sorgenti.

Superata l'area pic-nic il sentiero si sviluppa su una sterrata agricola attorno a campi coltivati; le soste prevedono la contemplazione degli antichi spazi coltivati, rievocando tecniche e tradizioni perdute con l'ausilio di pannelli illustrativi. Dopo circa 200 metri il sentiero prosegue nel canneto a Phragmites australis, dove capanni didattici e punti d'osservazione permettono un incontro discreto con l'avifauna locale e un approccio al birdwatching. Un tempo era possibile percorrere l'intero canneto: il sentiero natura si snodava su passerelle di legno fra i canali e terreni sommersi. Un periodo d'incuria ha portato al logoramento delle strutture e all'inagibilità del percorso finché, nel 2006, è stato effettuato un primo restauro che ha riattivato il percorso fino all'isola galleggiante.

Localmente detta La Ròta, l'isola è costituita da uno strato di vegetazione erbacea (Carex pseudocyperus, Juncus articulatus, Scutellaria galericulata, Poa palustris) ed arborea (Populus tremula e Salix caprea) radicante direttamente nelle acque, entro il bacino di una dolina sommersa collegata al lago da un canale superficiale. È sorta sui detriti accumulatisi sulla superficie delle lente acque che occupano la dolina. Le particolari condizioni morfologiche in cui si è sviluppata le hanno dato una forma perfettamente circolare e la possibilità di muoversi a mo' di spirografo entro il piccolo bacino a seconda delle correnti d'aria.

Presso la località Catannòvo ha inizio un percorso panoramico che sale a mezzacosta su una collina prospiciente il lago, per poi riscendere in località Carpello. Inizia poco più a nord di San Venditto; lungo la strada asfaltata un cartello indica il bivio per seguire il percorso lungo una sterrata. Il primo tratto attraversa una serie di orti e abitazioni rurali antiche e nuove, fra pollai e stalle, risalendo a tornanti un pendio fino ad arrivare ad una grotta, un tempo usata come rudimentale riparo per animali domestici. Senza grossi sbalzi d'altitudine si prosegue fino ad una grossa dolina sopra la frazione di Carpello, dove pannelli illustrativi e capanni spiegano i fenomeni carsici principali della zona. Le specie botaniche sono quelle più comuni delle aree ruderali e dei querceti (per le specie arboree vedi la flora): Crataegus monogyna, Lonicera caprifolium, Hedera helix, Scilla autumnalis, Iris germanica, Sempervivum tectorum.

La fauna non è molto consistente, fra i mammiferi Talpa romana, Eliomys quercinus, Mus M. domesticus, Meles meles, Arvicola terrestris. Uccelli comuni come Picus viridis e passeriformi.

Il tratto del Rio Carpello compreso nella riserva è costeggiato da una antica strada agricola che conduce fin dove il lago da vita al suo unico emissario, il Fibreno. In questo stesso posto sulla sponda opposta del termine del sentiero è possibile vedere una storica pescheria, di interessante edificazione perché completamente costruita sulle acque, legata al complesso architettonico della vicina Villa Gallio, palazzo settecentesco ricco di pregevoli opere d'arte. Lungo il piccolo fiume è possibile incontrare le specie ittiche più rare, un tempo oggetto di pesca di frodo con nasse ed altri sistemi oggi vietati. I campi circostanti, dove non riconquistati dal canneto a Phragmites australis, sono coltivati a mais (Zea mays). Fra le presenze vegetali più interessanti vi sono la dulcamara (Solanum dulcamara) e di interesse tassonomico il Thalictrum flavum, che presenta vistose anomalie legate alla variabilità della specie.

Il borgo di Posta Fibreno è sorto attorno al tardo medioevo col nome di Castel Petrona, storicamente legato ad Alvito di cui era frazione dal 1810 al 1869, e Vicalvi (frazione fino al 1957, anno della costituzione del comune) . Fino al terremoto del 1915 il paese conservava ancora una forma circolare entro un marcescente perimetro murario dotato di torri e porte d'accesso. La situazione di degrado accentuò i danni del sisma, tanto che oggi dell'urbanistica originaria non restano che pochi vicoli e archi di pietra attorno a via Maggiore. La chiesa principale è dedicata a Santa Maria Assunta. Un piccolo quartiere di case popolari antisismiche risalenti al primo '900 è situato fra il cimitero e il belvedere. È in allestimento un sentiero natura che dalla sede del parco raggiunge il centro storico passando per la dolina La Prece; alcuni monumenti religiosi e artistici sono stati posizionati all'inizio e al termine del percorso.

Posta Fibreno è situata a metà strada fra la Valle del Liri e la Valle di Comino per cui le due aree sono passaggio obbligato per chi viene da nord o da sud.

Un territorio così radicalmente agreste presenta tutte le tradizioni tipiche della Ciociaria e della Terra di Lavoro, sia nella gastronomia, sia nelle ricorrenze e festività. Il costume tradizionale è assimilabile a quello dei comuni vicini principali quali Sora e Alvito; anche qui ciocia e zampogna sono le icone del folklore locale.

La presenza del lago però ha plasmato fortemente le identità aggiungendo elementi caratteristici al bagaglio storico che condivide col circondario. Come simbolo di questa specificità la riserva adotta la nàuə, una imbarcazione unica nell'italia centro-meridionale . Dal fondo piatto, simmetrica, lunga circa 3 metri e larga 0,5, con prua e poppa identiche , veniva ottenuta con tavole di legno di roverella e più recentemente con apposite lamiere. Per evitarne il deterioramento si conservava sommersa nelle acque gelide del lago.

Alla nàuə si legano le consuetudini sviluppate dalla popolazione locale a seguito della frequenza delle acque del lago. Sull'imbarcazione, agile per entrare anche nei canali più stretti (oggi per lo più insabbiati) si drenavano gli scoli e si raccoglievano le alghe per fertilizzare i terreni circostanti (studi recenti hanno valutato il raddoppio della produzione di quei campi concimati con tale sistema).

La grande disponiblità di erbe aromatiche e di fauna ittica di qualità ha favorito una serie di piatti a base di pesce di grande prelibatezza con trote, anguille e spinarelle. È possibile degustare anche miele e prodotti del bosco come tartufi e funghi.

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Posta aerea

Il francobollo per la trasvolata aerea da 7,70 Lire

La posta aerea è la corrispondenza che per poter essere recapitata in tempi più brevi rispetto alla posta ordinaria viene trasportata attraverso vettori aerei che la consegnano con notevole anticipo rispetto ai normali tempi di consegna.

Per usufruire di questo servizio aggiuntivo le poste dei vari Stati emettono dei francobolli appositi che hanno un valore superiore a quelli della posta ordinaria ed hanno una etichetta aggiuntiva, solitamente azzurra, con la scritta "posta aerea, air mail, par avion" che permettono alla corrispondenza di viaggiare in maniera più rapida rispetto alla posta ordinaria.

Tale servizio, dato l'evolversi dei trasporti mondiali che prediligono normalmente il trasporto aereo anche per la posta ordinaria nazionale, è andato sempre più perdendo importanza, tanto che numerosi paesi tra cui anche l'Italia non emettono ormai più francobolli per la posta aerea.

Nel maggio del 1917 le regie poste italiane emisero il primo francobollo ufficiale di posta aerea della storia, in occasione del "primo esperimento di posta aerea Torino-Roma Roma-Torino". Il "N°1" di posta aerea fu un francobollo ordinario per l'espresso da 25 centesimi, soprastampato in nero, con lo scopo di sottolineare l'evento, valido esclusivamente per il volo. Furono approntati per l'emissione speciali timbri, a Roma e a Torino.

Già in precedenza però sono noti alcuni timbri speciali ed etichette erinoffile riguardanti esperimenti di volo in tutta la penisola (il più noto è l'esperimento dell'aeroporto di Campo di Marte di Firenze, per il quale furono approntati anche speciali erinnofili ed un timbro).

Un altro esperimento fu effettuato sempre nel 1917, il giorno 27 giugno, con l'idrovolante Napoli-Palermo-Napoli, con un apposito francobollo "Espresso urgente" soprastampato con nuovo valore (25 centesimi su 40 centesimi). Anche questo speciale francobollo fu valido solo per il volo. Nel quadro dell'emissione fuorono realizzate anche due cartoline a beneficio della Croce Rossa Italiana.

Nel 1926 le poste emisero la prima serie ordinaria di posta aerea, che fu utilizzata ampiamente per i primi voli (tra cui Trieste-Torino-Trieste) e sovente si trovano documenti antichi di posta aerea con questi francobolli. Riemessa con maggiorazione e altri valori nel 1928, nel 1930 vide la luce per la posta aerea la serie ordinaria gemella della "Imperiale" di posta ordinaria, detta "Pegaso" (25 centesimi, 50 centesimi, 75 centesimi, 80 centesimi, 1 lira, 1,25 lire, 2 lire, 5 lire e 10 lire).

Nel 1930 fu emesso il primo francobollo commemorativo della posta aerea italiana, il 7,70 lire dedicato alla crociera aerea transatlantica Roma - Rio de Janeiro, piuttosto raro (sono noti circa 20.000 esemplari), di cui esistono buste viaggiate regolarmente su velivoli comandati dal generale Italo Balbo.

Di questo francobollo è nota una celebre varietà che si trova nel foglio nella posizione n°22 della I°Tavola, in cui sono rappresentate nel centro del disegno, sopra agli aeromobili, sette stelle anzichè sei come nel francobollo normale.

Gli anni successivi hanno visto l'emissione di molti francobolli commemorativi, facenti parte delle grandi serie celebrative. Nel 1933 la nuova crociera del dirigibile LZ 127 Graf Zeppelin, fu occasione per l'emissione di una serie pittorica: questi francobolli speciali vennero utilizzati eclusivamente per i voli Zeppelin, con apposito timbro speciale in gomma figurato o timbro in acciaio tipo Guller speciale (Roma Posta Aerea - Zeppelin).

Sempre nel 1933 fu emessa anche una serie dedicata alla crociera aerea del decennale, con francobolli a tre elementi, detti quindi "trittici (vedi trittico della crociera nord-atlantica), noti in ambito filatelico come "i trittici di Balbo". La serie ufficiale è composta da due trittici, di 5,25 lire + 19,75 lire e di 5,25 lire + 44,75 lire. L'emissione è nota ai collezionisti per l'uso speciale che fu effettuato di questi francobolli (ogni pilota infatti aveva la posta personalizzata con le proprie sigle apposte in soprastampa sui francobolli) e per il cosiddetto "volo di ritorno", francobollo soprastampato. Si tratta di una rarità filatelica italiana, in quanto il francobollo non venne mai utilizzato: non fu infatti autorizzato dalle poste statunitensi, in quanto la direzione generale delle regie poste italiane aveva inviato la richiesta troppo tardi.

Alcuni esemplari del francobollo da 5,25 lire + 44,75 lire (tiratura 5.000 esemplari) furono soprastampati per il "servizio speciale" aereo, una specie di emissione esclusiva, valida solo per il volo, per la corrispondenza inviata alle autorità. Furono in tutto affrancate solo 210 lettere ufficiali. Due di queste furono recuperate dal relitto dell'aereo Savoia-Marchetti S.55 matricola I-DINI, precipitato il 1 luglio del 1933 per un incidente. L'uso di questi francobolli era specifico per un determinato volo dedicati al trasporto postale, compreso quello del generale Balbo. Sono note inoltre alcune interessanti varietà.

Nel 1934 fu emessa la serie del "primo volo diretto Roma-Buenos Aires", con 4 valori soprastampati esclusivi per il volo. Gli aviatori Lombardi e Mazzotti, a causa di un errore di rotta e del conseguente scarso carburante, furono costetti ad atterrare a Fortaleza in Brasile. La posta poi venne trasportata dalla Pan American Airways a Buenos Aires, contrassegnando la corrispondenza con un suo timbro rettangolare color violetto ("trasportado por cortesia Pan American").

Il 5 novembre dello stesso anno fu emessa la serie per il volo Roma-Mogadiscio, serie riproposta anche nel giro di tutte le colonie italiane, con sei valori (1, 2, 3, 4, 5, 8 e 10 lire), usati solo per il volo speciale. Anche di questa speciale emissione fu realizzato un francobollo "servizio speciale", detto dai collezionisti "Coroncina" (il 10 lire color ardesia, con soprastampa oro). Il timbro su questo francobollo reca la scritta "Roma - Posta Aerea Speciale".

Dopo varie emissioni commemorative di posta aerea e di posta aeroespressa (servizio veloce), quest'ultimo con francobolli da 2,25 lire e da 2 lire anche ordinari aerei della serie "Pegaso"), alcuni francobolli di posta aerea "Propaganda di guerra" rimasero per molti anni negli archivi del Poligrafico perché non emessi: si trattò di una serie di tre valori (50 centesimi, 1 lira e 2 lire).

Per l'uso specifico, vennero soprastampati nel 1943 alcuni esemplari della posta ordinaria aerea con la soprastampa "P.M." ("posta militare"), in servizio per usi militari ma anche utlizzata dalla popolazione. Gli stessi francobolli furono soprastampati nella Repubblica Sociale Italiana con soprastampa "G.N.R." quasi esclusivamente, almeno per gli alti valori, per scopi filatelici. Le soprastampe vennero realizzate a Brescia e a Verona, presso delle tipografie private autorizzate.

Con l'avvento della Repubblica Italiana, la posta aerea ritornò ad avere il suo corso regolare. I trasporti videro grandi innovazioni, grazie ai velivoli sperimentati nella guerra. Il 100 lire della serie ordinaria di posta aerea detta "Democratica" ad esempio venne realizzato per coprire il porto di una lettera raccomandata per l'Argentina, paese che ospitava numerosi emigranti italiani. Per questo uso speciale vennero realizzati anche dei falsi da alcuni privati per frodare la posta e i propri connazionali. Il falso venne presto scoperto (sono note alcuni singoli sciolti e buste).

In seguito furono emessi numerosi francobolli ordinari e commemorativi: le due serie ordinarie aeree "Democratica" e "Aereo sul Campidoglio", la serie commemorativa dedicata a santa Caterina da Siena (valori da 100 lire e 200 lire) e la serie commemorativa dedicata alla radio. Altri francobolli furono riemessi in vari tipi di filigrana sia ordinari, sia commemorativi per varie ricorrenze. L'ultimo francobollo espressamente con la dicitura posta aerea è del 1973, il 150 lire con "veduta stilizzata dell'Accademia di Pozzuoli", della serie dedicata al cinquantennale dell'Aeronautica Militare Italiana.

Agli inizi del XXI secolo la posta aerea è caduta in disuso, sostituita in tutto il mondo dalla Posta Prioritaria, che comunque oltre i confini italiani si avvale sempre di mezzi aerei.

I francobolli rispettivamente della Repubblica Italiana e della Repubblica Jugoslava per il Territorio libero di Trieste furono soprastampati dall'Amministrazione militare anglo-americana che comandava la Zona A e dall'Amministrazione jugoslava che invece comandava la zona B, con le soprastampe "AMG-FTT" (Zona A) e "STT-VUJA" (Zona B). Le serie italiane di posta aerea che vennero soprastampate furono qeulla "Democratica", quella del "Cinquantenario dell'invenzione della radio" e "Aereo sul Campidoglio", in due diverse soprastampe (più larga e più stretta a caratteri fini).

Per la Zona B furono soprastampati molti francobolli jugoslavi, anche commemorativi, e furono realizzati ex novo dei francobolli speciali per Trieste. Il francobollo più importante di posta aerea è il 300 dinari dedicato al Congresso d'esperanto del 1953, stampato in due tirature (violetto e verde, 12.000 esemplari, e lilla e verde, 375 minifogli di 8 esemplari).

Nelle diverse colonie italiane furono approntati in molti casi specifici francobolli la singola colonia. Per le colonie africane, in particolare Libia ed Eritrea, furono realizzati numerosi francobolli ordinari e commemorativi.

In Libia la prima serie di posta aerea è del 1928, ottenuta soprastampando “Libia” ai francobolli del Regno d’Italia da 50 e 80 centesimi. Si tratta della prima emisione dedicata, ma l'uso della posta aerea si era già diffuso e molti uffici a metà degli anni ’20 si erano dotati di timbri per vari servizi, compresa la posta aerea.

Oltre alle serie ordinarie emesse con paesaggi africani, furono realizzati valori di posta aerea per l’inaugurazione della strada litoranea libica, poi soprastampati per la Fiera di Tripoli il 24 aprile 1937. Tra le altre serie dedicate alla Fiera di Tripoli, alla quale furono dedicati complessivamente 31 francobolli, sono particolarmente rari i valori alti della serie commemorativa dell’VII^ Fiera, del 1934 (5 lire, 1, 10 lire, 2, 25 lire e 3 lire), che ebbero una tiratura di circa 8.000 esemplari ciascuno.

Per la Somalia italiana la prima serie di posta aerea fu emessa nel 1934 per la II^ mostra d’arte coloniale di Napoli (6 valori), in serie con altrettanti valori per la serie di posta ordinaria. Questa serie si conosce usata anche in forma completa su aerogramma.

Giri filatelici (insieme di francobolli con il medesimo soggetto) per la posta aerea furono emessi nel 1933 e comprendono le serie dedicate ai voli Zeppelin e quelle dei ""trittici" (come il trittico della crociera nord-atlantica): oltre alla serie principale del Regno d'Italia, furono emesse due serie gemelle in Cirenaica e Tripolitania, con una tiratura di 20.000 esemplari ognuna, e la serie della II^ mostra d'arte coloniale (6+6 valori per ogni colonia, con soggetti diversi).

Nel 1934 fu emesso un giro per il "Volo Roma-Mogadiscio", che comprendeva serie per l'Italia, ma anche per Somalia, Eritrea, Tripolitania e Cirenaica, piuttosto rare, specie se usate con annullo originale. Della stessa emissione speciale vennero realizzati per ogni colonia anche i “servizio speciale”, rarissimi francobolli utilizzati per un trasporto limitatissimo di buste dagli uffici statali, gemelli della cosiddetta “Coroncina” del Regno d’Italia, ma assai più rari (750 esemplari soltanto).

Anche in Eritrea, Tripolitania e Cirenaica vennero realizzati francobolli commemorativi di posta aerea, ma utilizzati solo per scopi filatelici. In Tripoitania furono emesse nel 1931 la serie per l'Istituto agricolo coloniale italiano e il 1 maggio del 1934 la serie speciale per il "Circuito delle Oasi", con la tiratura di 5.000 esemplari.

Per l’Eritrea venne emessa una serie dedicata di posta aerea nel 1936 quando il servizio aereo fu del tutto assicurato nel territorio, con 10 valori (dal 25 centesimi al 10 lire). Le emissioni generali e dell’Africa orientale italiana (AOI) furono utilizzate largamente in Africa, in tutti gli uffici principali, specialmente a Bengasi, Asmara, Addis Abeba, Mogadiscio, Chisimaio. Anche sotto questa dicitura vennero emesse alcune serie di posta aerea, che risultano essere largamente usate.

Nella principale isola di Rodi e in moltissime altre isole dell'Egeo erano presenti uffici postali italiani, che dagli anni '10 usarono francobolli propri. Nel 1923 l'Italia prese pieno possesso del Dodecanneso, e qui stabilì alcuni uffici. Il primo annullo dedicato per la posta aerea venne realizzato a Rodi ("Posta Aerea - Rodi (Egeo)"). Dal 1930 vennero realizzati francobolli di posta aerea, con la soprastampa "Isole italiane dell'Egeo", utlizzando gli stessi soggetti delle serie del Regno d'Italia, con nuovi colori. Tra queste serie si segnalano la serie per la crociera Zeppelin, i trittici di Balbo e la serie per i campionati mondiali di calcio 1934.

Nel 1941 venne realizzato il 50 centesimi della serie "Pegaso" soprastampato "Isole Jonie". Lo stesso francobollo venne soprastampato dall'occupazione tedesca in nero e in rosso con caratteri greci (insieme a tre valori di posta ordinaria). Il loro uso su busta è raro. Dalle Isole dell'Egeo provengono inoltre la serie dell'occupazione tedesca soprastampata "Pro sinistrati" e francobolli di posta aerea di Rodi con soprastampa in argento e con sovraprezzo di 2 lire ciascuno, che hanno avuto un uso solo filatelico.

Durante la seconda fase della seconda guerra mondiale l'occupazione tedesca dei territori italiani determinò l'emissione di francobolli soprastampati, piuttosto rari: si tratta di un'emissione della serie "Pegaso" d'Italia soprastampata per Zara "Detusche Besetzung Zara" del 1943 (valori da 5 lire, con tiratura di 130 esemplari, e da 10 lire, con tiratura 50 esemplari).

Nelle isole di Cefalonia e Itaca l'occupazione italo-tedesca realizzò una serie importante di francobolli soprastampando francobolli greci in corso negli anni '40, compresa la posta aerea, spesso soprastampati in coppia, specie nei formati più piccoli. Anche nell'isola di Zante vennero soprastampati a mano con un punzone di legno alcuni francobolli greci.

La zona di Lubjana e di Fiume subirono prima l'occupazione italiana e poi quella tedesca. Questo è documentato in molti francobolli di posta ordinaria e di posta aerea, costituiti da francobolli jogoslavi soprastampati come "R. Commissariato Civile - Territori Sloveni - occupati - Lubiana" e come "Alto Commissariato per la Provincia di Lubiana", questi ultimi non emessi. Dal 1944, in seguito all'annessione alla Germania vennero sostituiti da francobolli delle serie "Imperiale" e "Pegaso", proprie dell'area, con soprastampe recanti l'aquila tedesca.

In Montenegro furono prima soprastampati, in caratteri latini e cirillici, molti valori jugoslavi di posta aerea, compresi quelli più alti di 40 e 50 dinari, e il 50 centesimi della serie "Pegaso" e alcuni valori della serie "Imperiale", con soprastampa in rosso in caratteri cirillici. Nel 1943 furono soprastampate anche le serie ordinaria e aerea (quest'ultima con 6 valori) "Serto della montagna" e molti di questi ultimi furono successivamente soprastampati dagli occupanti tedeschi.

I primi esperimenti di posta aerea si ebbero in Francia con i "ballon montè" palloni aerostatici che in maniera prima sperimentale e poi con maggiore frequenza trasportavano la corrispondanza per alcune città francesi.

Anche in Germania vennero effettuati alcuni voli sperimentali, anche con razzi o velivoli poco funzionali. Una serie di francobolli privati furono emessi da società di volo.

In Svizzera furono emessi speciali francobolli intorno agli anni '20, marche affrancate per i primi voli sulle Alpi, ad esempio tra Svizzera, Germania e Austria, con piccolo aeromobili bimotori o quadrimotori: a testimonianza di questi primi voli, oltre ad alcuni francobolli, furono emesse buste o aerogrammi con annulli speciali figurati.

I voli sul Mare del Nord furono più frequenti solo dagli anni '30 e sono testimoniati da francobolli di Danimarca, Norvegia, Svezia e più tardi Finlandia.

Molti paesi prima di dotarsi di francobolli specifici di posta aerea utilizzarono per il medesimo scopo i francobolli della posta ordinaria: l'uso aereo è identificabile dal timbro e talvolta dal tipo di busta. Alcuni paesi come la Gran Bretagna, sue isole e territori europei, e la Groenlandia, hanno da sempre utlizzato per la posta aerea solo francobolli ordinari, quindi non esistono francobolli espressamente con dicitura "Posta aerea" di questi territori.

L'uso di posta aerea è stato spesso effettuato prima dell'emissione di francobolli dedicati al servizio, ma le emissioni speciali sono spesso legate all'avvio di un servizio periodico del trasporto di posta per mezzo aereo.

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Posta Prioritaria

Posta Prioritaria è un servizio di Poste Italiane per la spedizione di lettere e piccoli pacchi in Italia ed all'estero. La spedizione avviene mediante l'applicazione di francobolli o il pagamento diretto e la consegna dell'oggetto allo sportello postale abilitato. Il prezzo varia a seconda della fascia di peso dell'oggetto da spedire. La tariffa-base di 0,60 € è il risultato dell'arrotondamento di quella precedente di 0,62 € (corrispondenti a 1200 lire), imposto a partire dal 1º gennaio 2004 (nella stessa occasione, invece, il francobollo di posta ordinaria veniva arrotondato in aumento, passando da 41 a 45 centesimi).

La posta prioritaria è nata nel 1999 come prodotto postale che garantiva, ad un prezzo superiore, una rapidità di consegne maggiore rispetto alla posta ordinaria (l'obiettivo dichiarato era quello della consegna in giornata per la posta urbana e in un giorno per le altre destinazioni). Dal maggio 2006, però, non esiste più la "posta ordinaria", e gli invii avvengono tutti per posta prioritaria.

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Source : Wikipedia