Pomigliano d'Arco

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Inviato da david 17/04/2009 @ 17:08

Tags : pomigliano d'arco, campania, italia

ultime notizie
Fiat: Pomigliano, altre 4 settimane di cassa integrazione - ANSA
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Hanno messo in strada due grandi striscioni: "La crisi non può essere pagata dal sud" e "no al ridimensionamento di Pomigliano". Dura protesta dei lavoratori di Pomigliano d'Arco della Slai cobas che hanno interrotto il comizio dei sindacati...
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"La Fiat assegni al più presto una missione produttiva a Pomigliano d'Arco, altrimenti siamo pronti alla guerriglia". Lo sostiene Gerardo Giannone, del Cantiere Comunista al "Gianbattista Vico" di Pomigliano d'Arco (Napoli). "Il governo deve istituire...
"Rischio di reazioni disperate La rabbia può provocare violenza" - Il Resto del Carlino
Se chiudono Pomigliano d'Arco..." Roma, 18 maggio 2009 - In Italia “non vedo rischi di natura terroristica, intravedo però la possibilità che si creino scenari di tensione del tutto simili a ciò che accadde nelle banlieue francesi....
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8 milioni e tre interventi per Pomigliano D'Arco - Il Denaro
Asi Napoli: ammonta a otto milioni l'impegno di spesa per riqualificare l'agglomerato industriale di Pomigliano d'Arco. Tre gli interventi, ancora in fase affidamento, che dovrebbero interessare l'area produttiva. Si tratta di lavori diretti al...
La violenza di Napoli e Torino: una sola matrice? - Julie News
A Pomigliano d'Arco è attivo da molti anni lo SLAI Cobas, nato nel corso dell'applicazione del primo accordo per la Cassa integrazione alla Alfasud nel 1982. Da allora, attraverso il continuo ricorso alla Magistratura del lavoro, sono cresciuti e...
Il Grottaglie sconfitto a Pomigliano - La Gazzetta del Mezzogiorno
Angoli 5-3 per il Pomigliano. POMIGLIANO D'ARCO - La vittoria del Pomigliano sancisce due verdetti: la squadra campana quarta ai playoff, in gara unica contro il Pianura, e la formazione pugliese quart'ultima ai playout, già sicuri da una settimana,...
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Pomigliano d'Arco

Pomigliano d'Arco è un comune di circa 40mila abitanti della provincia di Napoli, tra l'hinterland afragolese e l'agro nolano.

A differenza di Pomigliano d'Atella, il cui nome deriva con quasi assoluta probabilità da pumus e anus, e vuol dire dunque terra delle mele, Pomigliano d'Arco in epoca romana era detta Pompilianus, che deriva dal nome gentilizio Pompilius, e quindi significa "territorio dei Pompilii". Il nome Pompilianus è poi diventato in napoletano Pompigliano, dizione che mantiene ancora nel dialetto locale, e in italiano ha perso la p.

Un'altra ipotesi è legata alla presenza della gens romana Pomelia; pertanto l'utilizzo nello stemma comunale di una mela è da ritenersi sbagliato, così come l'utilizzo delle fragole nello stemma della città di Afragola o del cardellino nello stemma del comune di Cardito (il cui toponimo deriva invece da cardus, cardo).

La specificazione "d'Arco" è da ricondurre a un acquedotto ad archi di origine appio-claudia o augustea, che conduceva l'acqua dal monte Serino a Napoli; "Arco" è un toponimo ricorrente nel circondario di Afragola: da ovest a est Arcopinto, Arc(h)ora o Arc(h)ore, Pomigliano d'Arco, Madonna dell'Arco.

Lo sviluppo del sistema locale di produzione di Pomigliano è concentrato fondamentalmente su due settori industriali: il settore aeronautico e il settore automobilistico.

Tutto ebbe inizio nel 1938 quando l'Istituto per la Ricostruzione Industriale incaricò l'Alfa Romeo di fondare nel Sud un Centro Industriale Aeronautico. La scelta ricadde su Pomigliano d'Arco. Lì avrebbero dovuto sorgere tre centri di produzione: motori, strutture complete, leghe leggere e, in più, un aeroporto.

In un primo tempo, per vari motivi fu completato solo il primo centro, quando l'Italia si preparava ad entrare in guerra. Si trattava del complesso industriale tra i più grandi e moderni in Europa. Questo centro industriale a Pomigliano d'Arco consentì di dare una risposta ai notevoli problemi sociali. Fu attuata una politica di garanzia per i lavoratori: per i dipendenti locali dell’Alfa Romeo, furono costruite circa cinquecento abitazioni in un rione chiamato, non a caso, Palazzine.

Per i dipendenti non locali invece, fu costruito invece un albergo di circa settecento posti; vennero costruiti anche altri edifici ubicati intorno al Centro e ci fu così una grossa urbanizzazione. Grazie all'opera dell'ingegnere Ugo Gobbato si diede vita ad un Centro Aeronautico tecnologicamente all'avanguardia, in grado di produrre motori per l'epoca tecnologicamente molto evoluti.

Nel 1942 ebbe inizio la produzione della serie di motori Daimler, tra i più usati dalle società tedesche. Nel 1943 il complesso aeronautico venne ultimato con gli altri due centri. Poco dopo, due bombardamenti distrussero la città insieme allo stabilimento Alfa Romeo. La produzione dei motori di aeroplani ricominciò soltanto nel 1952, quando venne completata la ricostruzione della città e dello stabilimento. È a partire da quegli anni che l’ Alfa Romeo iniziò le sue accreditate associazioni con i più qualificati gruppi della motoristica aeronautica.

Nel frattempo Finmeccanica aveva fondato, in una parte del Centro Aeronautico, le "Officine di Costruzioni Aeronautiche e Ferroviarie Aerfer". Inizialmente si realizzarono veicoli ferroviari e autofilotranviari. Tuttavia l’Aerfer operò per la produzione su commessa di parti di aviogetti da combattimento per l’aeronautica statunitense e della NATO. Proprio dall’esperienza di costruzione di queste parti, a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta, lo stabilimento di Pomigliano cominciò ad essere sede dello sviluppo e della realizzazione di nuovi prototipi da caccia leggeri, i cui progetti erano stati sostenuti finanziariamente dagli USA.

Dieci anni dopo, Aerfer inizia la sua collaborazione con la società americana di Long Beach. La collaborazione con queste società imponeva ad Aerfer un miglioramento delle competenze progettuali tecnologicamente produttive, che tuttora costituiscono un patrimonio cognitivo radicato di grande valore per l’impresa. Proprio in questi anni l’aeroporto di Pomigliano lasciò il posto alla tipica fabbrica fordista che si fonda su processi scientifici di divisione del lavoro, meccanizzati grazie alla divisione spinta del lavoro e alla meccanizzazione, sull'uso di manodopera non specializzata.

Anche questo stabilimento nacque per esigenze sociali; infatti serviva a soddisfare la forte domanda di lavoro delle persone meridionali che continuamente emigravano al Nord. Lo stabilimento per la fabbricazione di automobili fu realizzato in tempi molto rapidi e già agli inizi degli anni settanta il modello dell'Alfasud fu presentato al Salone dell'automobile di Torino. La commercializzazione delle prime serie diede enormi frutti; infatti le vendite in quegli anni ammontarono a circa settantamila veicoli. Intanto, in questo stesso decennio, mentre l’Alfa Romeo si preoccupava di far susseguire processi di riorganizzazione e di riparazione per consentirle di affrontare la sfida competitiva degli anni ottanta, Aeritalia firmò un accordo con l'azienda Boeing per lo studio congiunto di un velivolo di linea ad atterraggio e decollo corti.

Successivamente Aeritalia modificò la propria struttura organizzativa. Nel 1978 si sviluppò la collaborazione tra Aeritalia e Boeing per il programma 767 che verrà poi prodotto agli inizi del successivo decennio. Proprio questo periodo evidenziò l’interesse della società a proseguire nello sviluppo diversificato, oltre che negli originari campi di attività. In campo automobilistico, Alfa Romeo assume il ruolo di società capogruppo rispetto alle unità operative. Alla fine di questo periodo Finmeccanica fu costretta a vendere le quote Alfa Romeo a Fiat per motivi finanziari. Il resto è storia dei nostri giorni.

L’Alenia si formò con l’unione di Aeritalia e Selenia e Alfa Romeo Avio cambiò in Fiat Avio. Entrambi sono importanti per la produzione di veicoli aeronautici. Lo stabilimento Fiat-Alfa Romeo è ricordato per la produzione dei modelli Alfa 33, 155, 145, 146, 147 e 159 e tuttora continua ad avere successo in campo nazionale ed internazionale.

L'Associazione Sportiva Pomigliano è la maggiore società calcistica di Pomigliano d'Arco e attualmente milita nel girone H della Serie D. Lo Stadio che ospita gli avvenimenti calcistici della squadra è l'Ugo Gobbato, che ha una capienza di poco più di duemila spettatori. Sono presenti nel territorio anche diversi altri sport: relativamente diffusi si dimostrano nella cittadina anche il basket, la pallavolo e il rugby. Si affaccia alla ribalta anche il movimento del Pomigliano Nuoto Master, con la società ASD POMIGLIANO SC che ha conseguito ottimi risultati nel corso della stagione agonistica 2007/2008.

Il parco pubblico di Pomigliano d'Arco è tra i più estesi del sud-Italia, con i suoi circa 67.000 mq. Nel passato, per lungo tempo, il suo territorio è stato luogo di deposito di rifiuti, ma dopo 4 anni circa di lavori è stato adibito a parco pubblico per ospitare manifestazioni ed eventi, anche di provata importanza come il "Pomigliano Jazz Festival".

Facilmente raggiungibile, grazie alla vicinanza degli svincoli di autostrade e statali, nonché grazie all'ottima posizione nel centro della città, il parco pubblico è diventato ben presto punto di riferimento non solo per la stessa città di Pomigliano d'Arco ma anche per le cittadine limitrofe che hanno trovato in questa struttra un punto di ritrovo.

La città ospita, nella prestigiosa sede di Palazzo dell'Orologio, la sede didattica del corso di laurea in Turismo per i beni culturali dell'Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, appartenente alla classe 39 (Scienze del turismo) e afferente alla facoltà di Lettere.

Di fronte alla sede del Comune, sita in un palazzo d'epoca, si trova la cosiddetta "Università del vino", all'interno della quale si tiene un corso per sommeliers.

La città è inoltre sede del prestigioso premio internazionale "Città di Pomigliano d'Arco", biennale di poesia, narrativa, arti visive e giornalismo fondato da Tina Piccolo nel 1992.

Ogni anno in luglio vi si svolge un festival jazz di respiro internazionale, il Pomigliano Jazz Festival.

Il museo della Memoria è' stato inaugurato nell'Aprile 2004 ed è situtato nell'antico rifugio antiaereo di Piazza Mercato.

Intitolato a "Vincenzo Pirozzi", martire delle Fosse Ardeatine, è diviso in 2 aree complessivamente di 600 metri. Proprio una di queste aree è destinata alle gallerie per mostre e testimonianze sulla resistenza rese tramite video, foto, documenti in vere e proprie manifestazioni; l'altra area del museo è destinata a conferenze e manifestazioni di carattere multimediale e generale ed è sede di una biblioteca.

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Stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco

Lo stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco, colloqualmente noto come Alfasud di Pomigliano e ridenominato nel 2008 in stabilimento "Giambattista Vico" in ricordo del filosofo Giambattista Vico, è una fabbrica oggi di Fiat Auto, situata sul territorio campano tra Pomigliano d'Arco ed Acerra, in provincia di Napoli. Si tratta della più grande fabbrica dell'Italia meridionale.

Aperta verso la fine degli anni sessanta dalla Alfa Romeo, oggi lo stabilimento conta circa 5.000 dipendenti, e vengono prodotte i modelli Alfa Romeo 147, le 159 e GT.

All'inizio gli stabilimenti Alfa Romeo erano due: il primo costruito nel 1910 al Portello, quartiere periferico di Milano (stabilimento oggi non più esistente); il secondo, lo stabilimento Alfa Romeo di Arese, venne invece costruito agli inizi degli anni sessanta, ad Arese, in provincia di Milano.

Verso la fine degli anni sessanta la casa automobilistica Alfa Romeo, era di proprietà dell'IRI, quindi dello stato; nel 1968 il governo italiano, per favorire lo sviluppo del mezzogiorno e arginare l'emigrazione di tanti giovani che si spostavano in massa verso il più ricco e industrializzato nord Italia, decise che la nuova fabbrica sarebbe stata costruita non più a Milano o nelle aree circostanti, ma bensì vicino allo stabilimento già esistente "Alfa Romeo Avio" di Pomigliano d'Arco, vicino a Napoli. Su questa vecchia area di proprietà dell'Alfa, iniziò la costruzione di un insediamento industriale. Nasceva cosi il grande progetto denominato "Alfasud".

Al termine dei lavori di costruzione l'Alfa Romeo si trovò a dover selezionare 15.000 operai per la nuova fabbrica a fronte di 130.000 richieste di assunzioni. In quest'occasione i sindacati ottennero che, almeno in parte, venissero assunti come operai gli stessi muratori che avevano lavorato alla realizzazione dello stabilimento. Questo tipo di lavoratori non avevano alcuna specializzazione nel ramo della costruzioni di automobili e vi furono diverse critiche, sia per tale decisione politica, sia per il risultato successivo in termini di qualità del prodotto.

Dal 1910 fino a quel momento sul marchio della casa automobilistica c'era sempre stato scritto Alfa Romeo Milano. La parola Milano scomparve dal marchio nel 1972 con l'apertura dello stabilimento di Pomigliano.

La prima vettura prodotta nello stabilimento, fu l'Alfasud. Questa e stata la prima auto dell'Alfa Romeo a trazione anteriore, infatti fino ad allora le vetture prodotte dalla casa erano tutte a trazione posteriore.

Nella metà degli anni '80 venne creata una linea ferroviaria appartenente alle SFSM (Circumvesuviana) che si diramava da Pomigliano, sulla linea Napoli-Nola-Baiano, e conduceva allo stabilimento. Tale linea contava 2 stazioni, Alfa Sud 2 ed Alfa Sud 4; quest'ultima capolinea fino al 2006, anno in cui il tracciato venne prolungato fino ad Acerra. Le 2 stazioni furono rinominate successivamente in Alfa Lancia 2 ed Alfa Lancia 4.

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Ergom automotive

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La Ergom Automotive S.p.a è stata un'azienda di materie plastiche attiva nel settore della componentistica auto, il gruppo trae le sue origini dalla società Ergom Materie plastiche S.p.a fondata nel 1972 dall'imprenditore calabrese Francesco Cimminelli a Borgaro Torinese.

Negli anni '80 cominciano per l'azienda le prime produzioni di particolari stampati per il mercato della componentistica Auto, fornendo alle aziende clienti prodotti finiti e semilavorati, articoli tecnici in particolare sistemi di introduzione di carburante, plance, paraurti, finizioni interne, pedaliere, stampi e attrezzature.

Fiat è il suo principale cliente, il solidissimo asse con la Casa torinese permette alla Ergom di acquistare di rilevare infatti alcune attività della Fiat Comind Sud. L’accordo riguarda la produzione di plance, paraurti e serbatoi, avvia inoltre, una strategia di penetrazione ne comparto della compenentistica, dove acquista la Sirio Sud e il pacchetto di maggioranza di Compla Sud e Compla Sint. Con l'acquisto di queste nuove società accresce il suo fatturato annuo e conquista ampie fette di mercato dando vita ad un nuovo gruppo denominato Automotive System S.p.a.

Il gruppo Ergom possiede anche altre società satellite tra le più importanti: Ergom Soffiaggio di Leno, Sistema Compositi, e la compagnia aerea Air Vallee.

All'indomani di una grandissima crescita esponenziale ha però inizio la fase più difficile della storia del gruppo, un forte calo di vendite che investe la Fiat e il fallimento della gloriosa squadra Torino calcio società che era stata acquistata da Cimminelli nel 2000 porta ad un inevitabile crisi che persiste per diversi anni. Nel corso del 2007 le rappresentanze sindacali degli stabilimenti della Campania dove è concetrato il maggior numero dipendenti, danno inizio ad una vertenza con diversi giorni di sciopero che inevitabilmente bloccano le attività produttive della Fiat di Pomigliano d'Arco e Termini imerese, interviene lo Stato nella persona di Pier Luigi Bersani Ministro delle Attività Produttive creando un tavolo di trattative tra Ergom e Sindacati. La Fiat se pur sollecitata non partecipa all'incontro, ma nonostante tutto si riesce a trovare un 'ipotesi di accordo, un piano industriale che riesca a rilanciare il gruppo Ergom in Campania e inserirlo nella piattaforma Fiat di Pomigliano d'Arco il più grande stabilimento del sud Italia, con l'intento di abbattere una serie di costi gravosi.

Nell'agosto il presidente Cimminelli rassegna le sue dimissioni, immediata la risposta del general manager di Fiat Sergio Marchionne, che decide insieme ai vertici aziendali di rilevare l'intero gruppo con una cifra simbolica in virtù dei circa 100 milioni di euro che Ergom deve al suo principale cliente. Fiat ha il compito risanare il gruppo con nuovi investimenti che possano rilanciare la sua competitività. La decisione di Fiat nel rilevare la Ergom dimostra l'importanza strategica che l'azienda raggiunge per la produzione dei propri veicoli. Il cambio di proprietà dopo essere stato al vaglio degli organi antitrust, vede la sua ufficialità dopo l'assenso dell'Unione Europea che consente il passaggio di azioni di Ergom Holding al gruppo Fiat.

Il 6 dicembre 2007 Fiat annuncia l'assorbimento dell'azienda, aggiunta nella Business Lines di un'altra grande realtà della componentistica auto del Lingotto come la Magneti Marelli, il vecchio gruppo Ergom fa posto alla Plastic Compnents and Modules Automotive, il nuovo piano di rilancio prevede la chiusura degli stabilimenti campani di Napoli e Marcianise che verranno trasferiti nell' area idustriale di Pomigliano d'Arco dove si è svolto il piano di restyling e formazione del personale, demominato "NUOVAPOMIGLIANO" durato circa 2 mesi e terminato il 2 marzo 2008.

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Partenope Rugby

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La Partenope Rugby è la sezione rugbistica dell'Associazione Polisportiva Partenope, club sportivo con sede a Napoli.

Tra i club di rugby XV più famosi d'Italia, la squadra vinse due volte il campionato nazionale, nel 1965 e 1966. La sua sezione giovanile ha vinto 9 volte il titolo italiano.

Dopo lo scioglimento del club nel 1969, esso fu rifondato nel 1978 come sezione della Polisportiva, e attualmente milita in serie B.

Ma la scintilla dell'amore verso il rugby era ancora presente nel cuore di qualche "ragazzo" di quella squadra da favola, ed essa si celava nella mente e nel cuore di Sandro Gelormini che, scommettendo con sé stesso, decideva di riportare in vita il rugby napoletano. Così nel 1978 nasce l' Amici Pro Partenope (A.P.Partenope) che poi sarebbe diventata di nuovo la sezione rugby della Polisportiva dei Cavalli di Bronzo. Rimboccatosi le maniche, e rifondando la squadra, con impegno costante e assolutamente disinteressato, tra mille difficoltà, Sandro ha riportato il rugby nella polisportiva dei cavalli di bronzo.

Il proverbiale nomadismo della Partenope Rugby, tuttora orfana di una casa per il rugby nella città di Napoli, dovuto alla mancanza di strutture sportive disponibili ricomincia a far soffrire soprattutto il settore giovanile dove non riesce a mettere su una leva dalla classe 1977 alla classe 1981, nonostante gli allori delle classi 1975 e 1976 più volte campioni d'Italia dei quali pochi hanno continuato a vestire la maglia. Fatalmente questo "buco" di sette anni si rivelerà decisivo negli anni successivi. La prima squadra continua la sua avventura in serie A/2 non riuscendo però più ad eguagliare i risultati dei primi due anni. Cambia più volte allenatore da Elio Fusco si passa a Franco Grieco, fino a quando, sotto la guida del tecnico beneventano Luigi De Joanni la Partenope Rugby, nell'anno 1998 scende di nuovo in Serie B. Nella stagione sportiva '99/'00 si compie qualcosa di "unico" la squadra si autogestisce durante tutto il campionato e alla fine riesce nella promozione in Serie A/2. Non esiste l'allenatore, la formazione domenicale viene dettata dal capitano, Antonio Sorrentino, sulla scorta di quanto accaduto negli allenamenti settimanali. Un grande contributo alla realizazzione di questo "sogno" viene dall'allora "straniero" Paul Griffen, che più tardi diventera mediano di mischia della nazionale italiana. La Partenope Rugby ritorna così in A/2, ma l'esperienza dura giusto per due stagioni, così che nel 2002 la Partenope ritorna in serie B.

La Partenope riesce finalmente a trovare una casa e grazie ad un accordo tra il Comitato Campano di rugby, il Comune di Pomigliano d'Arco e l'Associazione Polisportiva Partenope, accordo che prevede la concessione del campo di rugby intitolato a Giuseppe Leone. Per la stagione '02/'03 la Partenope è iscritta al campionato di serie B ma le cose non vanno bene. Alla guida della squadra c'è un grande maestro, Elio Fusco, a lui però un compito difficilissimo, quasi impossibile quello di inventarsi una squadra. Gran parte dei giocatori che avevano partecipato all'ultima promozione e ai due anni in Serie A/2 smettono di giocare, il cambio generazionale è troppo netto: ci sono i giovani, ma inesperti e senza i veterani che gli passino l'esperienza di gioco. Tanto che i ragazzi di Fusco perdono quasi tutte le partite fino al ricorrere ad un massiccio ingaggio di oriundi italo-argentini che riescono nel solo girone di ritorno a salvare la squadra. L'anno dopo il XV partenopeo passa dalle mani di Elio Fusco a quelle del figlio Annibale. Annibale ha una squadra molto giovane e con l'aiuto di solo tre stranieri nella rosa riesce a riportare la Partenope in serie A. Una serie A nel frattempo unificata senza più distinzione tra A/1 e A/2, ma con l'introduzione del Top Ten come girone d'eccellenza. L'esperienza di Annibale Fusco alla guida della prima squadra terminerà quando, nel 2007, la Partenope finirà ultima nel suo girone e retrocederà in Serie B. Dopo però tre anni di serie A con rispettivamente un 7° posto il primo anno, una salvezza il secondo anno e la retrocessione l'anno dopo. La stagione '07/'08 vede a Napoli l'arrivo del tecnico Guy Pardies, glorioso mediano di mischia francese, più volte campione d'Italia sia come giocatore che come allenatore negli anni '70 con il Petrarca Padova. La stagione è una di quelle tipiche di transizione che la Partenope chiude con un 8° posto.

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Alfa Romeo 147

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L' Alfa Romeo 147 è un modello di automobile costruito dalla casa automobilistica Alfa Romeo negli stabilimenti di Pomigliano d'Arco (NA). La 147 appartenente al segmento delle compatte a due volumi tre o cinque porte, sostituisce nella gamma la 145 e la 146.

Lanciata sul mercato italiano nell'ottobre 2000 nella versione a tre porte seguita pochi mesi più tardi dalla tanto attesa versione a cinque porte, ottenne subito un buon successo di critica e di pubblico che la portò ad aggiudicarsi nel 2001 il titolo di Auto dell'anno.

Nell'ottobre 2004 la vettura è stata sottoposta ad un restyling che ha interessato soprattutto la parte anteriore e posteriore della vettura.

Il 6 novembre 2004 viene presentata e commercializzata anche in Italia il Face Lifting di una delle vetture di classe media più venduta negli ultimi anni, l'Alfa Romeo 147.

La linea, quasi intatta nelle fiancate presenta non poche innovazioni stilistiche sia internamente che esternamente imprimendo un carattere certamente diverso dalla prima famosissima serie che tante soddisfazioni ha regalato alla sua casa costruttrice e ai tanti possessori che sino ad oggi hanno avuto il piacere di possederla e guidarla.

Proposta a 3 o 5 porte, la Nuova Alfa 147 esprime con forza tutta la vitalità creativa del Marchio, un particolare modo d'intendere l'automobile distante dal semplice concetto di "utile mezzo di trasporto". Da sempre, infatti, le Alfa Romeo sono destinate a tutti coloro che da una vettura si aspettano anche una risposta ad attese destinate a superare il campo della necessità per sconfinare in quello delle emozioni: dal gusto estetico alla passione per la tecnica raffinata, dal piacere di stare dietro ad un volante all'espressione della propria personalità. È da queste premesse che sono partiti stilisti e ingegneri dell'Alfa Romeo per dar vita a una vettura diversa rispetto all'attuale.

Basta un rapido sguardo all'esterno per rendersene conto. Infatti, pur mantenendo i volumi consolidati e ben noti della 147, gli interventi maggiori hanno riguardato la parte anteriore mentre più lievi sono stati quelli apportati al posteriore. Ecco allora una nuova calandra, oggi di maggiori dimensioni e arricchita da fari dal nuovo disegno. Il risultato finale è un frontale che esprime contemporaneamente sportività e classe, oltre ad una maggiore aggressività data anche dal ribassamento della calandra contestualmente al cofano. Impressione rafforzata anche dall'aspetto allungato dei proiettori - una palpebra di vetro comprensiva di tre elementi circolari cromati su fondo nero - e dalla presa d'aria, divisa da tre elementi verticali uno centrale e due laterali. Infine, lo sbalzo è maggiorato mentre i paraurti e il parafango sono nuovi. Nella parte posteriore, invece, i designer hanno ridisegnato il portellone e hanno apportato interventi leggeri sui fanali posteriori all'insegna dell'eleganza stilistica: infatti, i gruppi ottici si allungano in una configurazione più triangolare, sottolineati da una modanatura cromata. Tra l'altro, la "triangolarità" - elemento distintivo dell'architettura Alfa Romeo - diventa esplicita chiave di lettura nell'interpretazione della Nuova 147. Per esempio, la sporgenza dello scudo che enfatizza una pronunciata spigolosità triangolare in pianta, evidenziata in vista frontale dal disegno del paraurti. Sono interventi stilistici che, sfruttando forme triangolari e linee inclinate, aumentano le percezioni di dinamicità e slancio complessivo. All'interno la Nuova Alfa 147 conferma la già apprezzata posizione di guida e l'ottimo equilibrio tra volumi compatti e avvolgenti, superfici pulite e linee morbide ed essenziali. Cambiano, invece, alcuni tratti estetici tesi a sottolineare ulteriormente l'espressione di "elegante sportività" che contraddistingue sempre una vettura Alfa Romeo.

Innanzitutto sono stati introdotti nuovi colori per la plancia bicolore: grigio su grigio e blu su grigio. Questi due abbinamenti vanno ad aggiungersi ai classici nero su nero, nero su grigio, nero su beige, anch'essi però rinnovati grazie all'introduzione di un goffrato più raffinato di grana "bufalo d'acqua". Infine, la Nuova Alfa 147 propone una diversa veste grafica della strumentazione, una nuova sellatura a "cannelloni" dei sedili e del pannello della porta e un inedito design dei poggiatesta posteriori che vengono ribassati per consentire maggiore visibilità.

Nel mese di novembre 2005 nasce la 147 serie 2, con ridotte differenze di contenuto rispetto alle precedenti. Le Progression 3 porte non hanno più lo spoiler di serie, mentre tutte le Distinctive vengono dotate dei comandi radio al volante. Anche la versione Exclusive viene aggiornata nell'allestimento, mantenendo le ruote da 17" e sostituendo tutti i contenuti precedentemente elencati con il Connect Nav+ e i comandi radio-telefono al volante.

Nel settembre 2006 viene invece presentata la 147 serie 3. Nulla varia sul fronte degli allestimenti e dei motori, questa volta. La novità della serie 3 consiste nel ritorno dei baffi cromati sul frontale, scomparsi sul restyling; inoltre la griglia frontale è cromata ed è presente una cornice cromata sulla calandra. Vengono rivisitate alcune serie speciali.

A Novembre 2008 viene invece messa a listino la 147 5 porte Serie 4.

Per questa vettura è stata adottata una soluzione che deriva da quella della sorella maggiore, l'Alfa Romeo 156 con sospensioni a "doppio quadrilatero alto" anteriore e McPherson posteriore. Per una vettura appartenente a questo segmento si tratta di una vera e propria novità. La vettura è stata recentemente equipaggiata con sistema differenziale di tipo Q2 arricchita da nuovi particolari esterni. Il pianale utilizzato è il "Tipo II terza serie" e differisce dal "Tipo II seconda serie" per esempio dalla posizione del serbatoio e dalla vasca della ruota di scorta. Le uniche auto del gruppo Fiat che hanno usato il pianale 147 sono state: 147 156 GT e, con sospensioni completamente diverse, la Lancia Lybra.

Al momento del lancio erano disponibili tre motori a benzina: 1.6 16V da 105 cavalli, sempre 1.6 16V ma con variatore di fase che incrementa la potenza a 120 cavalli migliorandone la fluidità e 2.0 16V da 150 cavalli. Quest'ultimo propulsore aveva la particolarità di poter essere equipaggiato con il cambio robotizzato Selespeed derivato direttamente dall'esperienza nelle corse. Tutti questi tre motori erano dotati di tecnologia "Twin Spark", con due candele per cilindro. Nel novembre 2002 fa il suo debutto la versione GTA, equipaggiata con il 3.2 V6 Busso portato a ben 250 CV già montato sulla 156 GTA. Per quanto riguarda le motorizzazioni a gasolio in un primo tempo l'unica unità disponibile era un 1.9 JTD Unijet da 115 cavalli, nel novembre 2002 entrò a listino un nuovo motore il 1.9 JTD Multijet da 140 cavalli seguito da un 1.9 JTD Unijet da 100 cavalli che rappresenta la versione d'ingresso alla gamma a gasolio. In occasione del restyling, i JTD della gamma 147 subirono ritocchi di incremento di potenza, e migliorie varie; il 1.9 JTD Multijet da 140 cavalli beneficiò di un incremento di potenza di 10 cavalli, passando così a 150 cavalli a 16 valvole, il 100 cavalli usci dal listino, e il 115 cavalli, che fino ad allora era stato Unijet, passò a 120 cavalli, e reso Multijet ad 8 valvole. I tre motori a benzina rimasero invece invariati. La versione 1.9 JTDm 150cv è disponibile anche con differenziale Torsen Q2 che migliora la trazione in ogni condizione di guida. A fine 2007 ha debuttato una nuova versione del 1.9 JTDm da 170 CV con differenziale Q2 sulla serie speciale denominata Alfa 147 Ducati Corse. In seguito questo motore è stato reso disponibile anche sulla 147 Q2 normale mediante l'allestimento "Sport Pack".

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Source : Wikipedia