Polmonite

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Inviato da maria 24/04/2009 @ 06:13

Tags : polmonite, malattie, salute

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Polmonite

La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio in cui gli alveoli polmonari si infiammano e si riempiono di liquido, che ostacola la funzione respiratoria. È una malattia molto comune, ed era la principale causa di morte prima della scoperta degli antibiotici, che costituiscono l'unica terapia efficace. Tuttora è spesso causa finale di morte per malati debilitati, molto anziani o già colpiti da altre malattie croniche (polmoniti opportuniste). Viene diagnosticata esaminando una radiografia del torace e l'espettorato del paziente.

La polmonite può avere molte cause diverse: normalmente è conseguenza di una infezione batterica (e quindi difficilmente contagiosa), ma più raramente può essere provocata anche da virus, funghi o parassiti; può essere provocata anche da alcune sostanze tossiche, o da danni meccanici al polmone.

Nel primo stadio, di congestione, il polmone si presenta edematoso e di colore rosso con presenza di liquido all'interno degli alveoli ed ingorgo dei vasi sanguigni. Spesso si possono anche rintracciare dei batteri.

Nella fase d'epatizzazione rossa si riscontra un essudato massivo e confluente con presenza di neutrofili, fibrina e globuli rossi negli spazi alveolari. L'area macroscopica interessata si presenta tesa, priva d'aria e di color rosso scuro. In questa fase la parte interessata dal processo infiammatorio presenta una consistenza che ricorda quella del fegato, da cui il nome d'epatizzazione. Successivamente (fase d'epatizzazione grigia) i globuli rossi vanno incontro a rottura mentre persiste l'essudato fibro-purulento. Macroscopicamente si reperta un'area asciutta di colore grigio-bruno. Nello stadio della risoluzione, a seguito delle attività enzimatiche, l'essudato va incontro a digestione con formazione d'un materiale granuloso che viene eliminato con la tosse o fagocitato dai macrofagi.

Vi è la possibilità che, negli stadi precoci, il processo infiammatorio possa raggiungere le aree superficiali del polmone con coinvolgimento della pleura, con conseguente reazione fibrosa. Tale evento può andare incontro a risoluzione ma, nella maggior parte dei casi, si possono produrre degli ispessimenti fibrosi e formazione d'aderenze.

Il processo infiammatorio può presentarsi a focolai ma può anche coinvolgere un intero lobo. Raro è l'interessamento della pleura. Macroscopicamente le aree infiammate si presentano rosso-bluastre e congeste.

Trattandosi di polmoniti interstiziali, microscopicamente si può vedere come la reazione infiammatoria sia limitata alle pareti alveolari. I setti alveolari, infatti, si presentano edematosi ed ispessiti con un infiltrato composto prevalentemente da linfociti, istiociti e, meno frequentemente, plasmacellule. All'interno degli alveoli si può ritrovare del materiale ialino rosaceo. In presenza d'alcune infezioni virali, si possono presentare dei reperti particolari: necrosi dell'epitelio bronchiale ed alveolare con infiammazione acuta (infezioni da varicella-zoster e da adenovirus), cellule epiteliali giganti con inclusioni citoplasmatiche o nucleari (in caso d'infezione da citomegalovirus) ed effetti citopatici.

I sintomi tipici sono tosse, febbre, dolore al petto e difficoltà a respirare.

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Polmonite eosinofila acuta

Per polmonite eosinofila acuta in campo medico, si intende una forma di pneumopatia (malattia polmonare) interstiziale idiopatica, studi hanno portato a diversificarla dall'altra forma definita cronica.

La malattia colpisce prevalentemente il sesso maschile e l'incidenza risulta maggiore alla terza decade.

Fra i sintomi e i segni clinici si riscontrano tosse, dispnea, dolore toracico, tachicardia, tachipnea, l'assenza di eosinofilia nel sangue periferico. Il quadro clinico più grave prevede l'insufficienza respiratoria (con segni di ipossiemia e ipocapnia), quando occorre si interviene utilizzando un sistema d'aiuto alla persona.

Le cause rimangono sconosciute, ma probabilmente alcuni farmaci possono provocarla (come ad esempio ampicillina, minociclina e trazodone). Altri fattori che sono interessati ad uno sviluppo di tale polmonite sono esposizione ad ambienti polverosi o ad assunzione di tabacco.

Sospensione dalla causa scatenante, assunzione di farmaci quali prednisolone 2 mg/kg. Studi clinici hanno dimostrato che il trattamento produce i suoi effetti entro due settimane dall'inizio della somministrazione.

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Polmonite interstiziale desquamativa

Per polmonite interstiziale desquamativa in campo medico, si intende una forma di pneumopatia (malattia polmonare) interstiziale idiopatica, dovuta ad un accumulo di collagene a livello intesrtiziale.

La malattia è essenzialmente rara, l'incidenza è maggiore nelle persone che fumano abitualmente e hanno un'età compresa fra la quarta e la quinta decade.

Alla radiografia si presentano aspetti particolari che ne facilitano la diagnosi come il cosidetto "polmone sporco".

Fra i sintomi e i segni clinici si presentano tosse e dispnea da sforzo, come nelle altre forme simili vi è fibrosi.

La mortalità rimane alta, più del 25% dei casi, ma questa è dvouta a complicanze che possono insorgere a livello respiratorio.

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Polmonite eosinofila cronica

Per polmonite eosinofila cronica in campo medico, si intende una forma di polmonite che si è distinta dalla altre grazie agli studi condotti da Carrington nel 1969. Si differenzia dalla forma acuta soprattutto per le manifestazioni della malatia.

L'incidenza è maggiore nel sesso femminile rispetto a quello maschile con una prevalenza doppia, e hanno un'età che rientra a partire dalla quinta decade in poi.

La causa è sconosciuta, al contrario di molte forme simili il fumo non costituisce fattore aggravante ma fornisce una sorta di tenue protezione.

Fra i sintomi e i segni clinici si riscontrano anoressia, febbre, dolore toracico, dispnea e tosse. In genere è presente eosinofilia periferica.

Per una corretta diagnosi è indicata l'esecuzione di una TAC ad alta risoluzione (HRTC). Una semplice radiografia del torace non è sufficiente e non fornisce abbastanza informazioni. Quadro tipico all'HRTC è la presenza di addensamenti alveolari migranti.

Come trattamento di scelta si somministrano corticosteroidi a dosi basse.

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Source : Wikipedia