Polenta

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Inviato da gort 19/04/2009 @ 21:07

Tags : polenta, ricette, gastronomia, tempo libero

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Polenta

"La Polenta" di Pietro Longhi

La polenta (o polenda, o pulenda) è un antichissimo modo di cucinare le farine di cereali, conosciuto sull'intero suolo nazionale sin dai tempi più remoti, tuttora molto diffuso nelle regioni del nord e del centro Italia.

La polenta, con numerose varianti, è diffusa anche in Savoia, Svizzera, Austria, Croazia (palenta, žganci o pura), Slovenia (polenta o žganci) , Serbia (palenta), Romania e Caucaso (mămăligă), Bulgaria, Corsica (pulenta), Brasile (polenta), Argentina, Ucraina (culesha), Uruguay, Venezuela, e Messico. In Burundi si prepara una polenta con acqua e farina di manioca, senza sale, chiamata in kirundi con il nome di umutsima.

La polenta è formata da un impasto di acqua, farina di cereali (oggi la più comune in Europa è quella di granoturco, la polenta gialla) e sale, cotti in un paiolo (la tradizione vuole che sia di rame) per almeno un'ora. La farina da polenta è solitamente macinata a pietra ("bramata") più o meno finemente a seconda della tradizione della regione di produzione. In genere la polenta viene presentata in tavola su di un'asse circolare coperta da uno straccio e viene servita, a seconda della sua consistenza, con un cucchiaio o a fette, queste ultime un tempo tagliate con un filo di cotone, dal basso verso l'alto.

Il termine deriva dal latino puls, specie di polenta di farro (in latino far da cui deriva farina) che costituiva la base della dieta delle antiche popolazioni italiche. I greci usavano invece solitamente l'orzo. Ovviamente, prima dell'introduzione del mais (dopo la scoperta dell'America) la polenta veniva prodotta esclusivamente con vari altri cereali come, oltre ai già citati orzo e farro, la segale, il miglio, il grano saraceno e anche il frumento. Oggi le polente prodotte con tali cereali sono più rare, specie in Europa.

Attualmente esistono in commercio farine di granoturco precotte, che permettono di cucinare la polenta riducendo il tempo di cottura a pochi minuti, naturalmente con sostanziali differenze di consistenza e sapore, rispetto alla polenta tradizionale.

G.V. Brandolini 2008. Storia e gastronomia del mais e della patata nella Bergamasca. Orizzonte terra, Bergamo 32 p.

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Diego Polenta

Diego Fabian Polenta (6 febbraio 1992) è un calciatore uruguaiano, difensore del Genoa e della Nazionale Under-18 Uruguayana.

Viene paragonato a Paolo Montero.

È arrivato in Italia dopo una buona stagione giocata in Uruguay nel Danubio Montevideo. Attualmente milita nella primavera del Genoa.

Ex capitano della Nazionale Under-15 Uruguayana, con cui ha disputato il Campionato sudamericano Under-15 del 2007. Attualmente è nel giro della Nazionale Under-18 Uruguayana.

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Polenta saracena

La polenta saracena, piatto tipico dell'Alta Val Tanaro, prende il nome dal grano saraceno. La coltivazione del grano saraceno fu introdotta nella valle successivamente alla presenza dei Saraceni, verso la fine del primo millennio, della quale sono rimaste, oltre ad alcune torri di guardia, danze caratteristiche, come il Bal dò Sabre di Bagnasco, toponimi e parole dialettali, soprattutto nella zona di Ormea. Il grano sarceno si diffuse sulle montagne a quote piuttosto alte, sopra i mille metri, per il suo ciclo di vita breve, dalla primavera all'autunno, che ne consentiva la coltivazione dove il frumento ed altri prodotti non riuscivano a giungere a maturazione. La farina di grano saraceno fu inizialmente usata per cucinare zuppe e paste con cereali diversi ma, per trovare il suo miglior utilizzo, dovette attendere l'arrivo dal nuovo continente dalla patata, la cui coltivazione si diffuse sulle montagne della valle soltanto nel diciottesimo secolo. Dal milleottocento il piatto tipico delle montagne dell'Alta Val Tanaro è la polenta saracena, dove la farina di grano saraceno e le patate, con l'aggiunta più recente di un po' di farina di frumento per renderla meno scura, formano un morbido impasto che viene condito con un delicato sugo di latte, porri e funghi secchi, prodotti disponibili in tutte le stagioni. Dall'autunno alla primavera la polenta saracena costituiva, in alternanza con le castagne, il piatto unico quotidiano per le famiglie locali ed oggi viene proposto, nella ricetta tradizionale o con alcune piccole varianti, in sagre e feste e da alcune trattorie locali come piatto tipico della tradizione culinaria dell'Alta Val Tanaro.

Un grano venuto da lontano, che si semina all'inizio della primavera e si raccoglie alla fine dell'estate. Rustico e resistente, si coltiva su terreni impervi ad altitudini elevate, al di sopra dei mille metri. Dalla macinazione dei chicchi di grano saraceno si ottiene una farina scura che, insieme alla farina di frumento, oltre che per la polenta saracena, si usa per l'impasto di lasagne e tagliatelle proposte da molti ristoranti della Valle.

L'impasto morbido della polenta saracena è dovuto ad un perfetto amalgama tra le farine di grano saraceno e di frumento e le patate, che devono bollire per almeno un'ora, appena coperte d'acqua. La giusta consistenza e la contemporanea morbidezza della polenta si ottengono soltanto con l'uso delle patate coltivate sui versanti delle montagne della Valle che, oltre ad essere assolutamente naturali, non vengono irrigate né innaffiate ed hanno perciò gusto e consistenza particolari.

I funghi porcini che si raccolgono nei boschi della Valle, fra i castagni, le betulle o i faggi, da quelli estivi a quelli autunnali, hanno un sapore ed un profumo particolare, che si mantiene facendoli seccare e si esalta nel sugo della polenta saracena.

I porri che vengono coltivati negli orti di fondovalle e sugli appezzamenti dei versanti sono di modeste dimensioni, con le foglie quasi interamente bianche e si conservano per tutta la stagione invernale. Hanno un gusto caratteristico e delicato, che si abbina in modo armonico con i funghi secchi ed il latte nel sugo della polenta saracena.

Si fanno bollire le patate, appena coperte dell'acqua salata e dalle farine di frumento e di grano saraceno, per circa un'ora e poi si pestano insieme fino ad ottenere la giusta consistenza. A parte si prepara il sugo facendo rosolare con un po' di burro i porri e poi i funghi secchi ammorbiditi e tagliuzzati in piccoli pezzi, infine si aggiunge il latte con la panna e si fa cuocere a lungo a fuoco lento.

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Ostasio da Polenta

Ostasio da Polenta (... – ...) è stato capitano di ventura e signore di Ravenna.

Combatté nel 1387 agli ordini del cognato Antonio della Scala, signore di Verona, contro il signore di Padova, Francesco da Carrara. Nel 1389 divenne vicario pontificio di Ravenna, fino alla morte avvenuta nel 1396.

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Francesca da Polenta

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Francesca da Polenta, o da Rimini (Ravenna, 1255 – Gradara, 1285), era figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna.

Il padre, Guido da Polenta o Guido III, nel 1275, quand'ella aveva 15-16 anni, la diede in sposa a Gianciotto Malatesta di Rimini; questo matrimonio probabilmente fu concordato non per amore, ma per sancire un'alleanza tra le due signorie romagnole. Di Francesca si sa solo che diede al marito una figlia (Concordia) e forse anche un figlio (Francesco).

Secondo il celebre racconto di Dante Alighieri (Inferno, Canto V) e dei vari chiosatori che ne hanno arricchita la storia, essa s'innamorò di Paolo Malatesta, suo cognato, durante il suo matrimonio per procura. Tra i due nacque un amore segreto, che quando fu scoperto, venne punito con l' uccisione dei due amanti.

La morte di Paolo e Francesca, secondo gli studî più recenti, avvenne tra il 1283 e il 1285, quando Gianciotto aveva poco più di quarant'anni, Paolo tra i trentasette e i trentanove, Francesca tra i ventitré e i venticinque, e Dante vent'anni o poco meno.

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Source : Wikipedia