Pizzo

3.3936758893295 (1265)
Inviato da nono 25/03/2009 @ 12:23

Tags : pizzo, mafia, criminalità, società, racket

ultime notizie
ESTORSIONI: PIZZO ANTICA FOCACCERIA, CHIESTA CONFERMA CONDANNE - AGI - Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) - Palermo, 26 mag. - Il sostituto procuratore generale Daniela Giglio ha chiesto alla prima sezione della Corte d'appello di Palermo la conferma delle condanne nel processo per le estorsioni, una tentata e una consumata, ai danni dell'Antica...
Chiedono pizzo a trans, arrestate 3 persone - CronacaQui Milano
MILANO 26/05/2009 - Tre stranieri, due romeni (un transessuale di 30 anni e un suo connazionale di 21) e un peruviano di 37, sono stati arrestati dai carabinieri, a Milano, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della...
MAFIE, DOMENICA "PIZZO FREE" A CAMPO DE' FIORI - La Repubblica
Ritorna a Roma in Campo de' Fiori domenica 24 maggio la manifestazione "Pizzo Free - La Piazza del Mercato": cibi, sapori, prodotti e cultura pizzo-free, promossa e sostenuta dalla presidenza della Regione Lazio. L'iniziativa, promossa inoltre dalla...
Beghe elettorali dietro al pizzo - Senzacolonne.it
Beghe dal sapore elettorale consumate nei comitati aperti nel rione Sant'Elia, altro che estorsione. Più esattamente una questione di manifesti oscurati da un “attacchino” assoldato da un altro aspirante a cui è stato presentato il conto del danno:...
Palermo, Addio Pizzo e le cene della legalità - Live Sicilia
La Provincia di Palermo e l'associazione Addio Pizzo lanciano le “Cene della Legalita”. L'iniziativa, che partira' a giugno e si protrarra' per tutta l'estate, coinvolgera' una decina fra ristoranti e agriturismo aderenti al circuito “Pizzo Free” e che...
ERCOLANO, SPARI CONTRO LA SEDE DELLA UIL - ilmediano.it
Proprio venerdì scorso il consiglio ha approvato la delibera che prevede l'esenzione dalle tasse per tre anni per chi denuncia il pizzo. Se nelle scorse settimane in città si parlava di scritte choc, inneggianti alla camorra, oggi si è passato ai fatti...
Mafia/Marcegaglia:No a pizzo,su legalità non ci sono vie di mezzo - Wall Street Italia
(Apcom) - Nella lotta alla mafia e nel rifiutare di pagare il pizzo "non ci possono essere zone grigie o vie di mezzo: o si è con la legalità o si è contro". Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ribadisce l'impegno degli industriali nella...
Mafia, anniversario di Capaci. Napolitano ricorda Falcone - Il Sole 24 Ore
La Marcegaglia ha parlato dei danni creati dalla «economia parallela» cui dà vita la criminalità organizzata e ha ricordato l'impegno della Confidustria siciliana a espellere chi non denuncia il pizzo: «Noi l'abbiamo fatto sul serio....
Al catanese Paolo Pizzo la Barbacain Cup di scherma - Live Sicilia
Paolo Pizzo si e' imposto nella 29^ edizione della “Barbacain Cup”, torneo internazionale di spada maschile disputato a Cracovia, in Polonia. Lo schermidore catanese del CS Aeronautica ha superato in finale con il punteggio di 15 a 6 l'altro azzurro...
Niente tasse contro il pizzo - Giornale Radio Rai
... di Ercolano ha deciso di concedere l'esenzione per tre anni di tutti i tributi comunali per quei commercianti che denunceranno gli estorsori e collaboreranno con le forze dell'ordine e la magistratura per contrastare il malaffare del pizzo....

Pizzo (mafia)

Il pizzo, dall'arabo "jizia", è una forma di estorsione praticata dalla mafia che consiste nel pretendere il versamento di una percentuale sull'incasso o di una quota fissa da parte di negozianti e imprenditori in cambio di una supposta "protezione" dell'attività.

Essi vengono costretti al pagamento attraverso intimidazione e minaccia di danni morali, fisici ed economici che vengono effettivamente attuati in caso di mancato o ritardato pagamento, e che possono, in alcuni casi, arrivare fino all'uccisione dell'imprenditore o di uno dei suoi familiari. Il fenomeno è ampiamente diffuso, e si calcola che colpisca circa 160.000 imprese con un movimento di più di 10 miliardi di euro. Secono dati della Fondazione Rocco Chinnici, in Sicilia il pizzo ha un giro d'affari che supera il miliardo di euro, pari cioè a 1,3 punti percentuali del PIL regionale.

Negli ultimi anni, a partire dal 2004 si è rafforzato un movimento di lotta al racket, culminato in iniziative di consumo critico.

Per la parte superiore



Pizzo del Diavolo di Tenda

Il Pizzo in primavera visto dal Pizzo Redorta

Il Pizzo del Diavolo di Tenda è situato sulle Alpi Orobie lungo lo spartiacque she divide la Provincia di Bergamo dalla Provincia di Sondrio, e segna il punto di demarcazione tra val Brembana a sud-est, valle Seriana a sud-ovest e Valtellina a nord. Coi suoi (2.914 m), il pizzo è la quinta vetta in ordine di altezza delle Alpi Orobiche dopo il Pizzo Coca (3.050 m), il Pizzo Redorta (3.038 m), la Punta Scais (3.038 m) e il Pizzo del Diavolo della Malgina (2.924 m).

La via più rapida per raggiungere la vetta da sud parte da Carona, in Val Brembana, dove si prende il sentiero per il Rifugio Fratelli Calvi (strada carrabile parzialmente cementata in alcuni tratti). Giunti al rifugio si scende al Lago Rotondo e si prende il sentiero che dà verso nord in direzione del Passo di Valsecca - Rifugio Baroni al Brunone. Raggiunta la vallata che si apre verso il Passo di Valsecca, anziché seguire in direzione del passo (direzione est) bisogna salire verso nord. Si segue quindi il sentiero tracciato in mezzo ai detriti sui quali giacieva la vedretta del Diavolo di tenda, ormai completamente sciolta, e si prosegue su per la pietraia fino a giungere alla cresta che segna il confine tra le provincie di Bergamo e Sondrio.

Una volta arrivati alle rocce ci si arrampica seguendo la costa nord/ovest della montagna fino a raggiungere la vetta.

Il percorso, che prevede un dislivello di circa 1.800 metri, è fattibile in circa 4 ore per l'andata e in 3 ore per il ritorno camminando di buon passo.

Il 1 ottobre 2006 Miky Oprandi e Davide Milesi hanno percorso i 16 km dalla chiesa di Carona (1000 m) alla vetta del Pizzo del Diavolo in 1 ora, 49 minuti e 48 secondi.

Per la parte superiore



Pizzo Bellavista

Il Pizzo Bellavista ripreso dalla Capanna Boval

Il Pizzo Bellavista è una montagna innevata al confine tra l'Italia e la Svizzera in localita Pontresina. Si trova ad occidente del Piz Palü, separato da quest'ultimo dalla Fuorcla Bellavista. È formato da quattro cime (da oriente a occidente: 3799 m s.l.m., 3888 m s.l.m., 3890 m s.l.m. e 3922 m s.l.m.. A occidente della montagna si trova la Fuorcla dal Zupò (3846 m s.l.m.), che a sua volta è a nord del Pizzo Zupò.

Per la parte superiore



Pizzo Tambò

Coordinate: 46°29′49″N 9°16′59″E / 46.496962, 9.283082 Il Pizzo Tambò è una montagna delle Alpi alta 3.279 m. È la più alta della catena Mesolcina che, staccandosi dalle Prealpi Lariane e Luganesi verso Nord, ha termine in corrispondenza del Passo dello Spluga, determinando il confine tra l'Italia e la Svizzera (Canton Grigioni).

La sua mole rocciosa è formata prevalentemente da rocce metamorfiche con stratificazione verticale (gneiss, micascisti, filladi) di solidità digradante dalla base verso la vetta, poco sotto la quale si trova anche una piccola porzione di dolomia.

È formata essenzialmente da tre versanti: il versante Nord, svizzero, che scende sulla Tamboalp in territorio di Splügen, presentando una piccola vedretta ormai in quasi completo disfacimento (Tambogletscher) ed un lago che ne raccoglie la fusione; il versante occidentale, ancora svizzero, tanto scosceso quanto sovente sfasciumato e del tutto deglacializzato, del quale fa parte anche la incassata parete Sud-Ovest che cela alla sua base la minuscola Vedretta del Tambò; il versante orientale, italiano, che digrada piuttosto interrotto ma senza vere e proprie pareti sul Passo dello Spluga e sul bacino di Montespluga, presentando la più cospicua Vedretta della Spianata. Verso sud la vetta digrada trasformandosi in una cresta ricca di vette secondarie (Pizzo Zoccone la più rilevante) e andando a congiungersi alla struttura rocciosa del Gruppo del Ferrè.

È sostanzialmente impossibile stabilire quando avvenne la prima "vera" ascensione alla vetta del Tambò: la relativa facilità di salita del versante orientale può far senza dubbio supporre l'arrivo sulla sommità di altri prima del conquistatore "ufficiale", Johann Jacob Weilenmann con guida, nel luglio 1859, proprio da quel versante.

Essendo la più alta vetta della regione e dunque offrendo un panorama eccezionale, essa è assai frequentata alpinisticamente, d'estate e d'inverno; la via "normale" di salita, che impone qualche cautela solo sulla breve cresta finale di roccioni e sfasciumi che adduce alla vetta, viene fatta iniziare generalmente dalla dogana italiana del Passo dello Spluga, e percorre interamente il crestone orientale, transitando a lato della tozza sommità del Tamborello (o Lattenhorn); è possibile salire anche dal versante svizzero (nord), in questo caso la via si congiunge a quella italiana appena sotto la citata cima del Tamborello.

Per la parte superiore



Pizzo Camino

Il Pizzo Camino in abito primaverile.

Il Pizzo Camino (Pis Camì in bergamasco e camuno) è una montagna delle Prealpi Bergamasche alta 2492 m.

Il Pizzo Camino appartiene alla dorsale montuosa che separa l'alta Val di Scalve dalla media Valle Camonica, assieme alla Concarena e al Cimone della Bagozza. Il versante settentrionale e il versante occidentale appartengono, dal punto di vista amministrativo, alla provincia di Bergamo, mentre il versante meridionale e il versante orientale alla provincia di Brescia. Il confine tra le due province coincide, salvo una piccola eccezione, con il crinale della montagna.

Dalla vetta principale si staccano alcune dorsali secondarie che culminano in cime minori. A nord-est, dal Passo di Varicla (2097 m), la linea di cresta sale sino alla vetta del Monte Sossino (2398 m), per poi abbassarsi sotto i 2000 metri al Passo di Ezendola (1974 m). A sud invece il crinale rimane al di sopra dei 2200 metri. La Cima Mòren (2418 m), seconda vetta del gruppo per altezza, domina il centro abitato di Borno. La linea di cresta si abbassa al Goletto del Moren (2200 m), piegando decisamente verso ovest e innalzandosi per l'ultima volta nella Corna di San Fermo (2329 m), sopra il Passo di Croce di Salven. Ad ovest della Corna di San Fermo, la quota diminuisce progressivamente, sino al Passo del Giovetto di Paline (1275 m).

Il Pizzo Camino fa parte della serie di rilievi posti a sud della catena principale delle Alpi Orobie, in una situazione simile a quella di altre vette più conosciute, le Grigne e la Presolana, che si trovano tutte più o meno alla medesima latitudine. Si tratta di montagne dalle forme ardite e spettacolari, con pareti ripidissime, talvolta verticali, simili ai rilievi dolomitici.

In particolare, la sommità del Pizzo Camino è costituita da rocce di natura calcarea, appartenenti alla cosiddetta formazione del Calcare di Esino, frutto della trasformazione chimica dei sedimenti depositatisi sul fondo di un antico mare (la Tetide) nel Triassico medio.

I più dolci pendii basali sono invece di natura argillo-marnosa e calcareo-marnosa, risalenti comunque al periodo Triassico. Ben più tenere del calcare e facilmente erodibili, queste rocce hanno in prevalenza una struttura stratiforme.

I pendii alle quote più basse, sino ai fondivalle, si presentano ricoperti da depositi di origine glaciale. Durante le numerose fasi glaciali, il Pizzo Camino fu interessato da un'intensa azione di modellazione da parte degli antichi ghiacciai, alla quale si deve la formazione dei due grandi catini dei Fopponi (versante ovest) e della Val di Moren (versante sud). Oggi, il Pizzo Camino è completamente privo sia di ghiacciai (gli ultimi sono scomparsi circa 8000 anni fa), sia di nevai permanenti. Tuttavia non è raro che, nel caso di stagioni estive non particolarmente calde, alcuni depositi di neve residua possano resistere in zone non esposte al sole sino all'inizio dell'autunno.

Per salire sulla vetta del Pizzo Camino esistono due vie normali differenti, la prima da Schilpario, ai piedi del versante settentrionale, l'altra da Borno, a sud della montagna. In realtà, i due itinerari affrontano la montagna rispettivamente dal lato ovest e dal lato sud-est, ed entrambi hanno difficoltà escursionistica (classificazione CAI EE - itinerario per escursionisti esperti), in assenza di neve o ghiaccio (i quali rendono la salita più pericolosa e quindi idonea solo per alpinisti provvisti di attrezzatura).

La via di salita da Schilpario è lunga (richiede 4 ore) e ripida. Dal paese (1135 m) si segue il segnavia 423 che, passando per la Malga Alta di Voia (1777 m), raggiunge il Passo di Corna Büsa (1940 m), che prende il nome da una curiosa formazione rocciosa traforata da una galleria di origine naturale, situata nelle vicinanze. Sino al valico si tratta di un percorso semplice, anche se lungo e faticoso. Le difficoltà tecniche vere e proprie iniziano da questo punto: si costeggiano alcuni ghiaioni e si risale un canale, sino alla cresta (la neve ghiacciata che talvolta permane sino a stagione inoltrata rende questo tratto piuttosto insidioso). Seguendo la cresta, tra tratti erbosi e brevi passaggi su roccette si raggiunge la vetta.

La normale dal versante camuno è altresì lunga (richiede 4 ore e 30 minuti) e il dislivello da superare è complessivamente maggiore, ma ha il vantaggio di possedere un punto di appoggio, il Rifugio Gualtiero Laeng (1750 m), che manca lungo la via di salita bergamasca. Per raggiungere il rifugio si parte da Borno (912 m) e si passa per il Lago di Lova (1299 m), seguendo i segnavia 82 e 82/a. Dal rifugio si raggiunge la vetta in circa 2 ore e 30 minuti, risalendo numerosi ghiaioni e effettuando alcuni passaggi su roccette.

Tra le vette satelliti, l'unica raggiungibile tramite un percorso escursionistico segnato è la Cima Moren (2418 m), alla quale sale un sentiero per escursionisti esperti che sale da Borno (segnavia 82/b).

Infine, un sentiero segnato (segnavia 83) permette agli escursionisti di compiere il periplo della montagna, senza però affrontare la salita alle vette. L'itinerario inizia al Rifugio Laeng, sale al Passo Varicla (2097 m), scende per un ripido canale ghiaioso e attraversa le distese detritiche alla base della parete nord, per poi incrociare la via normale scalvina al Passo di Corna Büsa (1940 m). Da qui aggira i contrafforti occidentali della montagna, per poi valicare il Passo del Costone (1927 m) e terminare al Rifugio San Fermo (1868 m) sopra Borno.

Per la parte superiore



Pizzo Strinato

Il Pizzo Strinato visto dal Pizzo Coca

Il Pizzo Strinato è una montagna delle Alpi alta 2.836 m. Si innalza sopra il Rifugio Barbellino, in alta valle Seriana, in provincia di Bergamo.

La vetta si raggiunge nel modo più breve partendo da Valbondione (BG). Si segue il sentiero che conduce al rifugio Curò e si prosegue per il sentiero che costeggia a sud il Lago del Barbellino in direzione del Rifugio Barbellino e del lago del Barbellino naturale. Arrivati al rifugio si segue lungo la vallata scoscesa che sale a sud, la via è ben segnata. Si prosegue quindi costeggiando la pancia dello strinato e si raggiunge la cresta. A questo punto si prende a sinistra (verso nord) lungo il sentiero che, seguendo la cresta dello strinato, diventa di volta in volta più visibile.

Una volta raggiunta la vetta, se si vuole arrivare alla croce bisogna scendere altri 20 metri sul lato nord. La croce è stata posizionata più in basso per poter essere visibile dal sottostante rifugio Barbellino. Scendendo è possibile seguire la cresta che collega lo strinato al Monte Costone, ma è molto pericoloso, sia perché è necessario rocciare che per il fatto che in alcuni punti della cresta la roccia si sfalda. Dall'alto si vedono molto bene il Monte Torena, le Cime di Caronella, il Pizzo del Diavolo della Malgina il Pizzo Coca e il gruppo che comprende il Monte Costone, il Monte Trobio, il Monte Gleno, il Pizzo dei Tre Confini e il Pizzo Recastello.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia