Pisa

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Inviato da amalia 28/02/2009 @ 12:46

Tags : pisa, toscana, italia, serie b, calcio, sport

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Pisa Calcio

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Il Pisa Calcio, già Pisa Sporting Club, è la principale società calcistica di Pisa. Milita attualmente nel campionato di Serie B.

Fu fondata nel 1909. Conta 7 partecipazioni in Serie A, 30 in Serie B e una alla finale-scudetto, mentre ha vinto due Mitropa Cup e una Coppa Italia di Serie C.

I colori sociali sono il nero e il blu. Il club ha fatto registrare oltre 7.000 abbonamenti nella stagione 2007-2008 e più di 7.200 tessere annuali nella stagione 2008-2009.

Nella primavera del 1909 un gruppo di giovani pisani tra cui il primo presidente Enrico Canti fondarono il Pisa Sporting Club. I colori sociali, inizialmente biancorossi, divennero definitivamente nerazzurri l’anno successivo (in onore dell'Inter vincitrice dello scudetto 1909/1910).

I primi giocatori erano soprattutto studenti. La squadra partecipò inizialmente a tornei con altre rappresentative cittadine fino a che, nel novembre del 1914, sotto la guida del nuovo Presidente, Giacomo Picchiotti, cominciò l'attività ufficiale del Pisa S.C. con l'iscrizione alla Coppa Federale Toscana.

In quegli anni il Pisa S.C. dominò sulle altre squadre toscane (Firenze FC, US Livorno, AS Lucchese(, AC Viareggio, Prato FC, S.S. Gerbi Pisa, P.G.F. Libertas Firenze), conquistando cinque titoli di Toscana consecutivi dal 1914 al 1921 (dal 1917 al 1919 le attività furono sospese a causa della I Guerra Mondiale) ma non riuscì ad andare oltre la poule per il titolo Centro-Meridionale.

Il 26 ottobre 1919 fu inaugurato il nuovo stadio, l'Arena Garibaldi, e nella stagione successiva il Pisa S.C. si presentò con una squadra forte, una società competente, uno stadio nuovo e capiente, ma soprattutto l'ingaggio del grande allenatore Ging, ex-capitano della nazionale ungherese. Nonostante la squadra favorita per la vittoria del titolo regionale fosse l'U.S. Livorno, che rimase in prima posizione per gran parte del campionato, nella partita decisiva disputata all'Arena Garibaldi, il Pisa superò il Livorno per 3-0 aggiudicandosi così la Coppa Toscana per la quinta volta consecutiva.

Entrambe le squadre passarono alla fase interregionale con il Naples e la Bagnolese e si dimostrarono nettamente più forti delle squadre campane, ritrovandosi in finale per il titolo centro-meridionale il 3 luglio 1921 a Bologna.

Moltissimi tifosi partirono per Bologna e spinsero la squadra allo storico successo sugli amaranto: Pisa S.C. - U.S. Livorno 1-0.

Il Pisa S.C., neocampione Centro-Meridionale disputò la finalissima per il titolo italiano contro la fortissima e pluriscudettata Pro Vercelli ma il 24 luglio 1921 a Torino non bastò una strepitosa prestazione del portiere neroazzurro Gianni (11 presenze in Nazionale) a contrastare i piemontesi: la Pro Vercelli batté il Pisa per 2-1. Alcune fonti evidenziano numerose irregolarità arbitrali della partita, fra cui il secondo gol dei piemontesi in netto fuorigioco, dovute alla faziosità del direttore di gara condizionato dalla potenza "politica" che all'epoca aveva la Pro Vercelli. Appare non casuale il fatto che il campo neutro scelto per disputare la partita fu quello di Torino. Inoltre la partita non fu preparata al meglio dagli uomini di Ging ancora storditi dai festeggiamenti avuti all'Arena il giorno precedente, che influirono sulla prestazione globale della squadra. Ad esempio Poggetti, un terzino, si sentì male durante il viaggio in treno. Anche a fronte di un bruttissimo fallo di Rampini, mastino della Pro Vercelli, su Gnerucci, costretto ad uscire dal campo con una tibia fratturata, il Pisa sporse reclamo a fine gara, che tuttavia fu respinto. Questa la mitica formazione pisana: Gianni, Bartoletti, Giuntoli, Gnerucci, Tornabuoni, Viale, Merciai, Colombari, Corsetti, Sbrana, Pera.

A partire dalla stagione 1921-22, a seguito della riforma dei campionati, vi fu l'istituzione della serie A a due gironi ed il Pisa fu inserito nel girone B. Per quattro anni la squadra guidata da Ging ottenne ottimi risultati, piazzandosi rispettivamente al terzo, quarto, sesto e quinto posto. Sebbene il Pisa di quegli anni fosse una delle squadre più forti d'Italia, non ci fu mai il giusto spunto per vincere il girone. Nel campionato 1925-26, in seguito all'abbandono dell'allenatore Ging e alla cessione avventata di alcuni giocatori, la squadra non si dimostrò all'altezza e retrocesse per la prima volta in I Divisione (l'attuale serie B).

Nei primi due anni di I Divisione il Pisa si piazzò al 13° posto, riuscendo a salvarsi nelle ultime giornate. Nella stagione 1928-29, in seguito ad un'ulteriore riforma dei campionati, la conquista del 5° posto finale non bastò ad evitare la retrocessione nella neonata serie C, in cui la squadra militò per quattro stagioni disputando campionati di centro-classifica.

Nel frattempo l'Arena Garibaldi era stata trasformata in un moderno e razionale campo sportivo in grado di accogliere fino a 7.000 spettatori. Anche a Pisa, come altrove, era infatti la locale federazione fascista a finanziare e sostenere il fenomeno sportivo, quello calcistico in particolare, grazie soprattutto all’attivo impegno dell’allora presidente neroazzurro, il vicefederale Biscioni. Il nuovo stadio venne ribattezzato Campo del Littorio e fu inaugurato dal vescovo Ercoleni Attuori l'8 ottobre 1931 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III (assiduo frequentatore della tenuta di San Rossore); fu realizzato su progetto di due ingegneri pisani, Federigo Severini e Giulio Buoncristiani, che intesero conferire alla nuova struttura una linea architettonica tipicamente toscana, sobria e misurata per evitare inopportuni contrasti con le meraviglie della vicina Piazza dei Miracoli. Oltre alla tribuna coperta e alla gradinata gemella, l’impianto comprendeva la pista di atletica e i campi per il tennis e la pallacanestro.

Nel campionato 1933-34 la dirigenza costituì una rosa solida ed il nuovo allenatore, l’ungherese Orth, ripagò la fiducia portando il Pisa al 2° posto e conquistando la possibilità di giocarsi la promozione in un quadrangolare di spareggio con Parma, Piacenza e Udinese. Nella finale disputata a Roma i neroazzurri batterono i friulani per 3 a 1 e tornarono in serie B. Seguirono stagioni con esiti alterni fino alla sospensione, dal 1943 al 1946, dovuta alla II Guerra Mondiale.

Nella stagione 1947-48 la squadra concluse al 2° posto, ad un punto dal Palermo, il girone C di serie B ma il torneo non fu omologato perché due giocatori della Nocerina affermarono di essere stati pagati dal Palermo per perdere la partita contro i rosanero. L'inchiesta fu comunque archiviata ed il Palermo fu promosso in serie A, proprio ai danni del Pisa. La stagione 1951-52 segnò il ritorno in serie C dopo 15 anni e, nel giro di due anni, i neroazzurri si ritrovarono nel campionato di IV serie (l'attuale C2).

La situazione finanziaria si fece drammatica, tuttavia nella stagione 1954-55 la squadra si comportò dignitosamente classificandosi al quinto posto. Il campionato seguente riportò invece un evento sfortunato: a metà stagione, di ritorno dalla trasferta di Fabriano, il pullman che trasportava il Pisa ebbe un pauroso incidente nel quale molti giocatori rimasero feriti, quindi impossibilitati a scendere in campo per diverso tempo.

La società si vide allora costretta a disputare partite schierando giocatori del settore giovanile, il campionato fu compromesso e si concluse con un'altra inesorabile retrocessione. I neroazzurri si ritrovarono a giocare in Promozione (l'attuale serie D).

La società si rinnovò ampiamente, il Presidente Enrico Ciaranfi ed il Segretario Antonio Bellani crearono uno staff competente, affidando al tecnico Umberto Mannocci una squadra "fatta in casa" ma molto solida che, inanellando una vittoria dopo l'altra, risvegliò l'entusiasmo della tifoseria. Il 2 giugno 1957, nell'ultima giornata di campionato, il Pisa secondo in classifica affrontò il Grosseto capolista.

Il match fu intenso e nervoso ma una rete di Ricoveri permise ai neroazzurri di imporsi per 1 a 0 e di conquistare quindi il meritato ritorno in IV serie. Il Pisa S.C. vinse con largo margine anche il successivo campionato di IV serie, riconquistando la serie C.

Nella stagione 1963-64 fu eletto presidente Giuseppe Donati che rifondò completamente la struttura della squadra pisana, reduce da qualche buon anno in C, affidandola a Umberto Pinardi. Così, nella stagione successiva (1964-65) il Pisa vinse il campionato con Cervetto e Cosma capocannonieri del raggruppamento. Ironia della sorte, esattamente come tra quarantatre anni, dopo 13 anni la squadra tornò in Serie B. Furono disputati 2 campionati di Serie B, dei quali il secondo(1966-67) fu il piu travagliato con una salvezza all'ultima giornata in quel di Reggio Calabria, colta grazie a una doppietta di Mascetti che consentì al Pisa di ottenere un pareggio indispensabile. Nella stagione successiva, Donati si propose insieme al confermato allenatore Lucchi di portare a termine un campionato senza grosse sofferenze come quello appena trascorso. Con la vendita di pezzi pregiati come Mascetti e De Min, vennero acquistati Joan, Annibale, Manservisi, Mascalaito, Piaceri. Contrariamente a tutte le previsioni, quello del Pisa fu un campionato esaltante che confluì con la trasferta prima di Venezia, e con una dolorosa sconfitta non aiutata dai risultati degli altri campi, e poi dalla attesa spasmodica dei risultati finali all'ultima giornata. Il campionato, infatti, essendo composto da 21 squadre, prevedeva un turno di sosta per ogni compagine, e al Pisa tale turno era toccato proprio all'ultima giornata. Migliaia di persone si raccolsero in città per ascoltare il finale di un tiratissimo Perugia-Bari, il cui pareggio sancì l'automatica promozione dei neroazzurri in serie A fra grida immense di giubilo. Purtroppo la Serie A, tanto sudata e faticosamente acquisita, rimase nella città della torre soltanto un anno. La squadra, non particolarmente rinnovata, non ottenne i risultati sperati e a fine della stagione 1968-69 il Pisa tornò nella serie cadetta. La formazione che nel 67-68 conquistò la serie A era composta da Annibale, Ripari, Gasparroni, Barontini, Federici, Gonfiantini, Manservisi, Guglielmoni, Mascalaito, Joan, Piaceri.

Il Pisa si presentò ai nastri di partenza del campionato di serie B del 1969-70 con la dichiarata volontà di tornare subito in serie A. La squadra, affidata a Lauro Toneatto, esordì vincendo a Taranto per 2-0. Ma in seguito i neroazzurri alternarono belle vittorie a clamorose sconfitte. Toneatto fu costretto a dimettersi ed il successore Giuseppe Corradi portò la squadra al 7° posto in classifica. La delusione per la città fu cocente, la società si trovò nuovamente in difficoltà economiche e fu costretta ad una serie di cessioni. Così, nel successivo campionato di serie B la squadra apparve nettamente indebolita e tornò in serie C. La società era debole e senza grosse disponibiltà economiche e i primi due anni di serie C (1971-72 e 1972-73) furono molto difficili. Una parziale riscossa ci fu nel campionato 1973-74, con la squadra che conquistò un buon 6° posto. Da segnalare, in quel campionato, l'esplosione di Marco Tardelli, poi venduto al Como per un centinaio di milioni. Altri giocatori ebbero la stessa sorte, così la squadra risultò nettamente indebolita e nelle stagioni seguenti lottò per non retrocedere. La città era però ormai stanca, dopo sette campionati di serie C, così il Presidente Rota mise la società sul mercato.

Nel 1978 si aprì una nuova era per il calcio pisano: la società fu acquistata da Romeo Anconetani, o più semplicemente “Romeo” (o detto anche "LO SCIAMANNO") per tutti i pisani, che divenne subito famoso come "ammazza-allenatori" ma anche come grande talent scout. Nel campionato 1978-79, nella neonata serie C1, Romeo alternò alla guida del Pisa ben tre tecnici: Giampietro Vitali, Gianni Seghedoni e infine Pier Luigi Meciani che portò i neroazzurri, trascinati da Claudio Di Prete e Giorgio Barbana, a conquistare la serie B dopo sette anni. Da ricordare la trasferta di Pagani, nell'ultima giornata, dove il Pisa fu seguìto da oltre 2.000 tifosi e si impose per 1 a 0. Anche nella stagione successiva, 1979-80 in serie B, i tecnici furono tre: iniziò il confermato Meciani, sostituito poi da Sergio Carpanesi e da Beppe Chiappella che portò la squadra al 14° posto, con salvezza raggiunta solamente all'ultima giornata grazie all' 1-0 sulla Sambenedettese con goal di Aldo Cantarutti.

Dopo il settimo posto della stagione 1980-81, in quella successiva fu ingaggiato il giovane allenatore Aldo Agroppi: nonostante lo scetticismo degli addetti ai lavori l'obiettivo dichiarato era la promozione nella massima serie. Le vittorie nelle trasferte di Perugia, Reggio Emilia e Pescara dimostrarono che Anconetani ancora una volta aveva visto giusto e la squadra riconquistò la serie A il 13 giugno 1982 dopo 13 anni di attesa.

La focosa personalità di Romeo Anconetani divenne in questi anni famosa in tutta Italia, e con essa anche la favola del Pisa, che dal 1982 al 1991 disputò 6 campionati di serie A alternati a 3 promozioni dalla serie B. Il miglior piazzamento in serie A rimane l’11° posto della stagione 1982-83 con Luis Vinicio sulla panchina dei neroazzurri. Purtroppo il Pisa non si ripeté la stagione successiva. Nella storica e decisiva trasferta contro il Milan, nella quale raggiunsero lo stadio di San Siro ben 10.000 tifosi pisani con 5 treni speciali e 30 pullman, i rossoneri si imposero per 2-1 con reti di Antonino Criscimanni, Oscar Damiani e Luther Blissett(quest'ultimo autore giusto al pisa dei suoi unici due gol stagionali e per questo ribattezzato "IL QUINTO MORO") e per il Pisa fu di nuovo serie B.

Anconetani non si perse d'animo e creò immediatamente un buon gruppo che, sotto la regia di Gigi Simoni, vinse il campionato cadetto del 1984-85 insieme al Lecce. Seguì un solo anno di serie A (1985-86): il Pisa, allenato da Vincenzo Guerini, sembrava essere ormai salvo ma nel finale di stagione i neroazzurri ebbero un inspiegabile calo che portò la squadra al 14° posto (decisive le ultime 3 sconfitte consecutive con Roma, Verona e Fiorentina), quindi nuovamente in serie B. Ma nella stessa stagione il Pisa conquistò la sua prima Mitropa Cup: nel Novembre del 1985, all'Arena Garibaldi i neroazzurri sconfissero gli ungheresi del Debrecen per 2-0 con reti di Wim Kieft e Stefano Colantuono dopo aver superato nella partita di qualificazione i cechi dell'Olomouc per 1-0 (rete di Klaus Berggreen).Questo inaspettato successo da parte della formazione pisana ingenerò polemiche presso le alte sfere della UEFA,che portarono (dopo il secondo trionfo nel 1988) all'abolizione della manifestazione pochi anni dopo.

Nella stagione 1986-87 la squadra fu di nuovo affidata a Gigi Simoni, un idolo della tifoseria, che dopo un campionato avvincente compì il miracolo in una giornata che entrò nella storia della società: la trasferta di Cremona. Ai neroazzurri serviva la vittoria, necessaria per scavalcare i grigiorossi in classifica e conquistare così la promozione. La squadra fu seguita da 6.000 tifosi, che la spinsero ad un clamoroso successo per 2 a 1 grazie anche ad una grande prova di Lamberto Piovanelli che siglò il raddoppio dopo il goal iniziale di Claudio Sclosa su rigore.

Il successivo campionato di serie A (1987-88) si concluse con una bella salvezza conquistata dal gruppo che era stato affidato al tecnico Giuseppe Materazzi. La squadra si classificò al 13° posto grazie anche alla vittoria per 2-0 sul Torino nell'ultima giornata, con una doppietta del difensore Mario Faccenda. Quella stagione sarà anche ricordata per il goal che Carlos Dunga (capitano del Brasile ai Mondiali di Francia'98,e attuale CT dei Verdeoro) segnò da centrocampo nella porta di Walter Zenga nella partita Pisa-Inter vinta per 2 a 1. Fu inoltre conquistata di nuovo la Mitropa Cup: il 30 maggio 1988 all'Arena Garibaldi, ancora una volta una squadra ungherese, il Vàci Izzó usci' sconfitta nella finale finita 3 a 0, regalando cosi' il secondo trofeo internazionale alla bacheca nerazzurra.

Nella stagione 1988-89 la squadra non riuscì a ripetersi, raggiundo la semifinale di Coppa Italia ma disputando una stagione deludente. Il Pisa riconquistò subito la serie A, anche se il campionato successivo (1990-91) fu l'ultimo torneo disputato nella massima serie dalla formazione pisana. Alla guida della squadra fu chiamato il tecnico rumeno Mircea Lucescu, poi esonerato, ed il Pisa salutò la serie A. I neroazzurri disputarono due campionati in serie B dai risultati deludenti, nonostante la presenza di giocatori come Christian Vieri e Roberto Muzzi,Fabrizio Baldini e il terzo campionato, stagione 1993-94, retrocesse perdendo lo spareggio contro L'Acireale Calcio (ai calci di rigore) e ciò determinò l'amara fine del Pisa Sporting Club.

La squadra retrocesse e si trovò di colpo in grosse difficoltà economiche a causa dell'inaspettata retrocessione. Fu costruita una nuova squadra ma Romeo Anconetani non riuscì a far fronte al deficit finanziario, così nell'agosto del 1994 il Pisa Sporting Club non fu ammesso al campionato e la città sprofondò nel più profondo sconforto.

Quella del 1994 fu un'estate drammatica. Il calcio a Pisa sarebbe sparito se non si fosse costituita subito una nuova società. Dopo interminabili giorni di attesa, alcuni volenterosi personaggi locali iscrissero una nuova società, l'A.C. Pisa, al campionato regionale di Eccellenza. La nuova squadra fu approntata in breve tempo e non fu in grado di lottare per la promozione, concludendo all' 8° posto, fra mille difficoltà di carattere burocratico e finanziario. Una nuova pagina dello sport cittadino si aprì quando il gruppo composto da Roberto Posarelli, Enrico Gerbi e Bruno Meliani fondò il Pisa Calcio 1995 che, per le garanzie offerte dalla società, fu ripescato nell'Agosto 1995 nel Campionato Nazionale Dilettanti. All'allenatore Luciano Filippi fu affidato un gruppo che annoverava anche due giocatori molto esperti quali Gianluca Signorini e Davide Lucarelli. Il Pisa approdò alla Serie C2 con la memorabile vittoria finale contro il Viareggio per 2 a 0.

Dopo tre stagioni i nerazzurri tornarono in Serie C1: sotto la guida di Francesco D'Arrigo, la squadra concluse il campionato in testa con 9 punti di vantaggio sulla seconda classificata (anche se durante la stagione il vantaggio era arrivato ad un massimo-record di ben 18 punti). La stagione successiva (1999-2000) poteva essere quella del "grande slam", ma la gioia per la conquista della Coppa Italia di serie C passò in secondo piano dopo la sconfitta ai play-off in semifinale per opera del Brescello. Gli emiliani si dimostrarono più cinici e il goal-vittoria di Massimiliano Vieri all'ultimo minuto della gara di ritorno eliminò i nerazzurri (1-1 all'andata in Emilia) che abbandonarono il sogno della serie B. Il nuovo Millennio segna la fine dell'era Posarelli-Gerbi. Dopo due campionati abbastanza anonimi conclusi entrambi all'11° posto, il 14 maggio del 2002, il Pisa Calcio passa di mano e viene acquistato da Maurizio Mian, il quale si è alternato alla presidenza con la madre Maria Gabriella Gentili fino al 2005. Nonostante un grande dispendio economico, i nerazzurri non sono riusciti a salire di categoria, neanche nella stagione 2002-03: la squadra, allenata da Giovanni Simonelli, ha perso la serie B ai supplementari nella trasferta di Bergamo per la finale di ritorno dei play-off contro l'AlbinoLeffe.

Le due stagioni successive (2003-04 e 2004-05) non hanno regalato ai pisani le emozioni sperate e anche la famiglia Gentili-Mian ha deciso di cedere la mano. Il 1º luglio 2005 è ufficialmente avvenuto il passaggio al nuovo proprietario Leonardo Covarelli, imprenditore immobiliare perugino, il quale, affidandosi a uomini di calcio come Giuseppe Accardi e Roberto Onorati, ricostruisce sostanzialmente da zero la squadra, puntando su giovani emergenti di categoria inferiore e su Manuele Domenicali, allenatore che aveva vinto il precedente campionato di serie C2 con il Gela. I risultati sono disastrosi sin da subito: Accardi e Onorati vengono allontanati dopo poche giornate, così come verranno allontanati ben 3 allenatori e alcuni medici sportivi della squadra. Il Pisa concluderà il campionato al 15° posto e riuscirà a mantenere la categoria solo dopo i play-out e grazie ad un gol di Eddy Baggio al 98' della finale di ritorno a Pisa contro la Massese.

All'inizio della successiva stagione, 2006-07, la società si affida ad un allenatore esperto come Piero Braglia e a giocatori esperti di categoria. Il portiere Christian Puggioni (venduto alla Reggina a gennaio) rimane imbattuto per 594 minuti in campionato, e durante l'intero girone d'andata subisce soltanto 5 gol, stabilendo un record stagionale a livello europeo. Dopo un campionato combattuto, il Pisa conclude la stagione regolare al terzo posto, dietro a Grosseto e Sassuolo. In semifinale play-off i pisani affrontano il Venezia, pareggiando 1-1 nella gara di andata in casa dei lagunari. Nella gara di ritorno, il Pisa supera la squadra veneta per 3-1 e guadagna la finale contro il Monza, vittorioso sul Sassuolo. La domenica successiva il Pisa è impegnato nella difficile trasferta di Monza, che si conclude con una sconfitta per 1-0. La partita di ritorno finisce 1-0 ai tempi regolamentari, costringendo le squadre ai supplementari, che terminano con il punteggio di 2-0. Domenica 17 giugno 2007 (giorno di San Ranieri, patrono della città), il Pisa torna così in B dopo 13 anni di assenza.

Per la stagione 2007/2008 in cadetteria la squadra ingaggia l'allenatore Giampiero Ventura. Il 2007 si chiude con il Pisa a 38 punti, secondo nella classifica di Serie B insieme al Lecce, alla spalle del Bologna capolista con 39 punti, e con l'ingresso in società dell'imprenditore Andrea Bulgarella, che rilevava il 50,2% del pacchetto azionario del Pisa Calcio per ricederla pochi mesi dopo allo stesso Covarelli da cui l'aveva acquistata. Domenica 25 maggio 2008 (con una giornata d'anticipo) il Pisa raggiunge la certezza aritmetica di disputare i play-off per la promozione in Serie A. I nerazzurri, piazzatisi al sesto posto, affrontano in semifinale il Lecce, terzo classificato. Nella gara di andata il Pisa, allo Stadio Anconetani, esce sconfitto per 1-0 perdendo anche nel ritorno (per 2-1). Il Pisa resta, dunque, in Serie B. Il 18 giugno 2008, esattamente un anno dopo la storica promozione in serie B ed esattamente dopo tre anni dal suo insediamento alla presidenza della società toscana il presidente Leonardo Covarelli acquista il Perugia Calcio (squadra della sua città di origine), e nemmeno un mese dopo, esattamente il 10 luglio, cede il pacchetto azionario della società nerazzurra all'imprenditore romano Luca Pomponi. La stagione calcistica 2008/2009 sarà il 32° campionato di Serie B nella storia del Pisa, nonché quella del centenario. Grazie al buon lavoro e all'entusiasmo del neo-presidente vengono sottoscritti 7304 abbonamenti battendo il record dell'anno precedente.

In 85 stagioni sportive disputate dall'esordio a livello nazionale nella finalissima del 24 luglio 1921, compresi 6 tornei di Prima Categoria e Prima Divisione (A), 3 tornei di Seconda Divisione (B) e 3 tornei di Serie C2. Sono escluse le annate 1956-57 e 1994-95, nelle quali il Pisa partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Toscano, cui afferiva anche antecedentemente il 1920.

La tifoseria pisana è attualmente (Serie B 2008/2009) la seconda in serie B come numero di abbonamenti con 7304 tessere circa e la quarta squadra di serie B come media spettatori allo stadio di 9698 spettatori circa. La Curva Nord Maurizio Alberti (dedicata ad un tifoso pisano morto in una trasferta alla Spezia a causa del ritardo nei soccorsi) ospita i gruppi ultras più importanti: gli Svitati, i Wanderers, gli Sconvolts e i Rangers. La curva è interamente connotata politicamente a sinistra anche se poi di fatto resta apolitica. Gran parte della tifoseria organizzata ha rapporti di gemellaggio con le tifoserie del Viareggio e della Carrarese. Vecchia amicizia e simpatia si aveva o si ha con la tifoseria del Genoa e della Reggiana. La rivalità più sentita in assoluto è quella con i "cugini" del Livorno, tant'è vero che il loro è ormai un derby a tutti gli effetti. Nonostante questo alcune frange della tifoseria pisana ricordano che in realtà il loro vero derby è quello con l'odiatissima Fiorentina, snobbando Livorno che un tempo non era altro che il porto di Pisa. Accese rivalità si hanno con tifoserie organizzate dello Spezia, Lucchese,Siena, Lazio, Napoli Hellas Verona e con la tifoseria poco organizzata della Massese.

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Pisa Calcio Femminile

Il Pisa Calcio Femminile è la principale società femminile di calcio della città di Pisa. La squadra, dai colori sociali nero e azzurro, milita attualmente nel girone A del campionato nazionale di serie A2.

Il Pisa Calcio Femminile nasce nel 1998 come Vecchiano Calcio Femminile, frutto della fusione tra due squadre di calcio a 5, la Polisportiva Filettole di Maurizio Armani e Franco Lattanzi e la Mama Mia di Umberto Pardi e Damiano Lattanzi. Alla guida della nuova società si pongono quindi la famiglia Lattanzi - con Franco Lattanzi che si alterna annualmente alla presidenza con Maurizio Armani - e Umberto Pardi. L’esordio nel campionato regionale toscano di Serie D nella stagione 1999/2000 viene subito bagnato con la promozione in Serie C, e al secondo anno di militanza in questa categoria, la squadra conquista la serie B, anche se per una sola stagione. La serie cadetta non tarda però a ritornare sotto la Torre: alle nerazzurre guidate da Marinella Vitulli basta infatti solo un anno per riconquistare l’ambita categoria. Il ritorno in serie B segna l’arrivo sulla panchina pisana di Elvira Pitanti, tuttora mister della prima squadra, e con lei le ragazze sfiorano la promozione. Una promozione che non si farà attendere, perché il campionato successivo vedrà infatti il Pisa, trascinato dalle reti dell’incontenibile Alessandra Pallotti, conquistare il primo posto, e quindi la serie A2, con 9 punti di vantaggio sulla seconda classificata, la rivale calcistica e non più nota: il Livorno, contro la quale si sono sempre svolti derby molto caldi. Una promozione ottenuta grazie anche al fondamentale appoggio dello sponsor Cosmpolitan e del comune di Pisa. Nella stagione 2003/2004 cambia la denominazione della squadra in Atletico Pisa Calcio Femminile, per poi prendere un anno dopo, con la scomparsa del Pisa Fotoamatore, l’attuale nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Pisa Calcio Femminile. Con il cambio di denominazione esce definitivamente di scena la famiglia Lattanzi e le redini della società vengono quindi conferite all’attuale presidente Maurizio Armani.

Nel campionato 2006/2007 il Pisa Cosmpolitan raggiunge una sofferta salvezza a tre giornate dal termine dei giochi, un obbiettivo conquistato nonostante le numerose defezioni che hanno minato l’organico durante la stagione. In primavera buono l'esordio di Gino Troysi in panchina, che nonostante i risultati spesso non brillanti porta la formazione neroazzurra ad un netto miglioramento. Le giovanissime del confermato Juri Bandelli chiudono invece al terzo posto, in un campionato stradominato dal Valdarno. Lo stesso tecnico a fine stagione abbandonerà il ruolo.

L'organigramma societario, oltre al presidente Maurizio Armani, vede ricoprire la carica di vicepresidente dalla new entry Sonia Pacini. Gli altri componenti dello staff neroazzurro sono Giacomo Vaiani, addetto stampa e fotografo ufficiale; Giovanni Rebecchi, magazziniere; Marco Nocera, responsabile settore giovanile; Cristian Adami, Silvia Silvestri e Gino Troysi, consiglieri. Il lavoro dei tecnici Elvira Pitanti, prima squadra, e Gino Troysi, primavera, viene invece coaudiuvato da Daniele Polino, massaggiatore; Alessio Santicchia, preparatore dei portieri; ed Andrea Sbrana, nutrizionista. La formazione maggiore, a dispetto dei favorevoli pronostici, delude le attese non riuscendo a ritagliarsi un ruolo da protagonista, ritrovandosi invece immischiata nella lotta alla salvezza. Risultato raggiunto solo alla terz'ultima gara di campionato a Vajont, dove le neroazzurre si impongono sulla Graphistudio in un rocambolesco 3-5. Per quanto riguarda il settore giovanile, con l'assenza della formazione delle Giovanissime, le forze sono puntate sulla primavera di mister Troysi, autrice di un campionato aldisopra delle più rosee attese. Le giovani pisane concludono infatti i giochi al secondo posto, staccando le rivali storiche del Livorno e del Rovezzano, ora Fiorentina 90. Un pò di amaro in bocca per i punti persi malamente ad inizio stagione, sul campo della Sarzanese e del Montecatini, e per l'importante derby casalingo con il Firenze viziato da dubbie decisioni arbitrali. Le giovani neroazzurre riescono però a concedersi diverse soddisfazioni: oltre alla doppia vittoria contro la Fiorentina (1-0 in casa e 5-1 a Firenze), da ricordare sicuramente la storica vittoria contro il Livorno nella partita giocata a Campo(PI) il 20 aprile. Il Pisa si impone per 3-1 con le reti di Ardeti, Costanzi e Calvanese. Una vittoria, la prima in assoluto tra le due contendenti nella storia del calcio giovanile femminile, che permetterà alla primavera di ipotecare il secondo posto in classifica ad una giornata dal termine.

Il settore giovanile ha visto la luce nella stagione 2003/2004, quando la squadra Primavera, sotto la guida di Luca Pisani, partecipa al campionato di serie D come squadra iscritta fuori classifica. L’anno seguente è invece il turno delle giovanissime che, grazie a Lucia Pucciarelli, parteciperanno alla coppa toscana di categoria. Entrambe le squadre prendono parte ai rispettivi campionati regionali nel 2005: le giovanissime sotto la guida di Juri Bandelli, e la primavera allenata da Flavio Carola, sostituito la stagione successiva da Gino Troysi, attuale tecnico della formazione. Lo stesso campionato 2006/2007 vede l'ultima panchina per il tecnico delle giovanissime Bandelli, nonché l'ultima apparizione della formazione Giovanissime nei relativi tornei.

Novità regina della nuova stagione è l'abbandono di mister Pitanti, che dopo 4 stagioni passa il testimone a Renzo Bergamo. Insieme a lei lasciano la torre anche alcune protagoniste della passata stagione: Nanneli e Bruno tornano a Firenze, e Spina approda in serie A agli ordini della Reggiana. Diversi anche i volti nuovi che approdano nella formazione allenata dal nuovo mister. Dal Livorno arrivano in prestito Elena Donati e l'ex Lyuba Rubbioli, dal settore giovanile le già neroazzurra Girardi, Pecchia, Salvatori e Salvini. Da registrare infine il ritorno al calcio giocato di Elisa Valente, fuori dai giochi da molti mesi per la nascita della figlia. Anche la formazione primavera cambia tecnico. Dopo molte soddisfazioni se ne va Gino Troysi, sostituito da Luca Paganini. Alla corte del nuovo allenatore giungono Laura Salotti e Roberta Giorgiolo, oltre ai ritorni di Cei, Fiorentini, Giardino e Barsotti.

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Pisa

Panorama di Pisa

Pisa (pronuncia:/ˈpisa/) è un comune di 87.353 abitanti della Toscana e il capoluogo dell'omonima provincia.

Secondo una leggenda sarebbe stata fondata da dei mitici profughi troiani provenienti dall'omonima città greca di Pisa, posta un tempo nella valle del fiume Alfeo, nel Peloponneso.

Tra i monumenti più importanti della città vi è - nella celebre piazza dei Miracoli, dichiarata patrimonio dell'umanità - la Cattedrale costruita in marmo tra il 1063 ed il 1118, in stile romanico pisano, con il portale in bronzo di san Ranieri di Bonanno Pisano ed il pulpito di Giovanni Pisano. Nella piazza svetta la caratteristica Torre pendente, campanile del XII secolo, alta 56 metri, che acquisì la sua caratteristica inclinazione dieci anni dopo l'inizio della sua costruzione., oggi uno dei monumenti italiani più conosciuti al mondo.

Da notare la presenza di almeno tre torri inclinate: una, la più nota, appunto in piazza dei Miracoli; la seconda costituita dal campanile della chiesa di San Nicola, all'estremità opposta di via Santa Maria, vicino al Lungarno; la terza, a metà strada del viale delle Piagge (lungofiume situato nella parte est della città), è il campanile della chiesa di San Michele degli Scalzi (in questo caso anche la chiesa è pendente).

Pisa ospita il più rilevante aeroporto della Regione, il "Galileo Galilei, ed è sede di ben tre tra le più importanti istituzioni universitarie d'Italia: l'Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant'Anna, e numerosi istituti di ricerca.

Lo stemma della città è rappresentato dalla bandiera rossocrociata. La bandiera rossa, inizialmente priva di croce fu concessa alla repubblica di Pisa da Federico Barbarossa. La città fu costantemente fedele all'impero e almeno dal 1242 fu portata in mare. La croce bianca, che simboleggia il popolo pisano fu aggiunta successivamente. Nel 1406, la città perse l'indipendenza e da allora la bandiera simboleggia il comune. Oggi lo stemma della città è inglobato sugli stemmi e le insegne marittime italiane insieme alle altre tre repubbliche marinare.

La città sorge a pochi chilometri dalla foce del fiume Arno, in un'area pianeggiante denominata Valdarno inferiore, chiusa a nord dai Monti Pisani.

Il clima della città di Pisa è influenzato da due fattori: la vicinanza del mare, che tende a mitigare sia i rigori invernali sia la calura estiva, e la continentalità del Valdarno.

Le origini del nome Pisa sono del tutto incerte. Spesso lo si fa risalire all'omonima città greca dell'Èlide, i cui abitanti forse fondarono la Pisa italiana dopo la Guerra di Troia. Altri storici pensano che invece derivi dalla parola che gli etruschi usavano per "foce". Ma l'etimologia di Pisa può derivare anche dal ligure per indicare un luogo paludoso. Spesso però ci si riferisce a Pisa indicando Pisae; di solito quando si vuole sottolineare il carattere plurale e multiforme di questa città. Pisa è anche spesso soprannominata come "la città alfea" per le sue probabili origini greche.

La città dispone di un centro di arte moderna. Le opere più famose di Pisa sono il murales "tuttomondo" di Keith Haring, la porta della Sapienza di Pietro Cascella, la fontana di piazza della stazione di Arnaldo Pomodoro e la statua della Kinzica in piazza Guerrazzi di Angelo Ciucci.

I cataloghi online delle biblioteche pisane sono accessibili tramite il Metaopac pisano, ospitato sul sito del CNR di Pisa.

Il vernacolo pisano è una delle parlate che ha contribuito alla nascita del toscano, la lingua parlata da Dante Alighieri divenuta poi l'idioma nazionale. Il pisano viene raggruppato con quello livornese e aree limitrofe e si distingue dal toscano dell'entroterra, tra l'altro, per la totale elisione della pronuncia della 'c' intervocalica che viene invece aspirata negli altri vernacoli regionali. Il Pisano ha inoltre dato vita alla lingua corsa, che viene appunto raggruppata tra i dialetti toscani.

Tra tutti i vernacolisti pisani ricordiamo il grande poeta e commediografo Domenico Sartori, autore tra l'altro degli storici testi teatrali "Macerie" e "La 'asa rifatta", andati in scena in più riprese fin dal dopoguerra (A tale proposito si segnala, come testo di riferimento, l'Opera Omnia di Domenico Sartori edita da Nistri Lischi, del 1960).

Il vernacolo pisano è stato recentemente riproposto dalla band I gatti mézzi e da altre compagnie di giovani. La più nota e importante compagnia attoriale di vernacolo pisano è la celebre Brigata de' Dottori, nella quale hanno recitato e tutt'ora si esibiscono i migliori interpreti del vernacolo.

Per Pisa l'istruzione e la ricerca sono una forma di economia vitale, la città è fra le maggiori città italiane universitarie. Ad oggi, a Pisa sono presenti più di 50 000 studenti e le sue università vantano riconoscimenti da tutto il mondo.

Pisa, rinomata città universitaria, è sede di ben tre istituzioni.

Pisa è dotata di numerosi impianti sportivi, alcuni fra i migliori d'Italia. Il principale impianto sportivo, nonché il più grande è lo Stadio Arena Garibaldi - Romeo Anconetani, attualmente il secondo stadio della regione. La capacità reale massima dello stadio di 25 000 posti è stata però diminuita per rispondere alle recenti leggi sulla sicurezza. Il secondo impianto della città è lo stadio comunale di atletica leggera Cino Cini, situato nel piazzale dello sport, quartiere di barbaricina, dove si concentrano la maggior parte degli impianti sportivi della città. Da ricordare poi il palazzetto dello sport, la palestra del Pisascherma e l'impianto natatorio comunale munito di 4 piscine (una in disuso da anni). A Pisa sono presenti poi il villaggio dello sport del CUS Pisa (quartiere Porta a Lucca), munito di impianti per ogni disciplina sportiva del CUS, riammodernato dopo i recenti campionati italiani ed il centro CONI di Tirrenia, utilizzato come luogo di allenamento per molti atleti italiani e stranieri, famoso per ospitare una scuola di addestramento rugby per ragazzi under 21. A Pisa sono presenti anche un importante ippodromo (San Rossore), un centro del tiro a segno nazionale e 2 grandi campi da golf a Tirrenia e Calambrone. Ci sono poi moltissimi altri impianti dislocati in vari punti della città e del comune: si ricordano le 2 palestre di canottaggio, il Palasport Bowling Pisa e la pugilistica pisana "Galilei".

Pisa ha una vasta tradizione sportiva che riguarda numerose discipline più o meno seguite in tutta Italia. Oltre al calcio e alla pallavolo si ricordano pugilato, canottaggio, scherma e karate. La città ha ospitato per la seconda volta i campionati nazionali universitari del 2008 dopo 47 anni ed è stata 3 volte città italiana candidata ad ospitare i giochi del Mediterraneo. Ogni anno nel mese di dicembre si tengono i campionati italiani di kickboxing presso il palasport di Barbaricina.

Il Pisa Calcio (già Pisa Sporting Club) è la principale società calcistica di Pisa. Tra le più antiche squadre di calcio italiane, vanta 13 partecipazioni nella massima serie, una finale scudetto (1921) e due Mitropa Cup vinte nel 1986 e nel 1988. Nella stagione 2006/2007 ha militato nel campionato di serie C1 e dopo aver concluso il girone A al 3° posto, ed aver battuto nei play-off nell'ordine, Venezia e Monza, è stata promossa in serie B. Nel campionato 2007/2008 si è classificata sesta ed ha partecipato ai play-off per la promozione in serie A, ma è stata eliminata dal Lecce. La seconda squadra calcistica cittadina è il Pisa SC, fondata nel 1909 è stata per molti anni la prima squadra della città prima che fallisse nel 1994. Squadre giovanili molto importanti della città sono il Porta a Piagge, il NavacchioZambra (vincitore nel 2006 della coppa toscana) e il Valdera calcio sponsorizzato dall'associazione calcistica Pisa.

Il basket a Pisa ha una lunga storia e ha prodotto ottimi giocatori, ottimi allenatori e ottimi arbitri. La storia cestistica pisana comincia negli anni '40 con la Società Pisana Edera (che avrà vita breve) e il Centro Universitario Sportivo (il CUS). Nei decenni successivi altre società, che si riveleranno più o meno longeve, si affacciarono sul panorama cittadino: l'Alhambra, i Passi, lo IES Sport, il Cenro Basket Pisano, lo Sporting e il GMV Ghezzano. Le maggiori ambizioni cestistiche pisane però si concentrarono negli anni '80 quando il CUS sfiorò ripetutamente la promozione in Serie B, forte anche della collaborazione del presidente della società calcistica cittadina Romeo Anconetani. Attualmente le società esistenti sono: il GMV Ghezzano (Serie D), lo IES Sport (Serie D), lo Sporting (Promozione), il CUS (Promozione).

La Turris Pisa e il Cus Pisa sono le principali società pallavolistiche di Pisa. Tra le più antiche squadre di volley italiane, vantano l'ennesima partecipazione alla serie C maschile, molte finali di play off per la promozione in serie B. La Turris Pisa milita attualmente (stagione 2007/2008) nel campionato di serie C girone A, il Cus Pisa partecipa invece alla Serie B2. Squadre giovanili molto importanti sono appunto la Turris Pisa, il Cus Pisa, la Cierre Pisa, la Pallavolo Ospedalieri, il Volley Pisa.

La FIJLKAM è l'unica federazione riconosciuta dal CONI ed è del resto la più attiva a livello provinciale con numerose società sportive affiliate. Sarà una delle discipline dei Campionati Nazionali Universitari 2008 grazie alla preziosa collaborazione tra il CUS e la Delegazione Provinciale Karate entrambi con sede in città.

Giunta comunale: L'amministrazione comunale pisana è composta da un sindaco, un vicesindaco e 11 assessori.

La città di Pisa è divisa in 33 tra quartieri e frazioni.

L'area pisana è uno dei 4 distretti di cui la provincia di Pisa è suddivisa (Valdera, Valdarno inferiore e Val di Cecina). Di questi l'area pisana ha un'estensione relativamente piccola (solo l'area del val d'Arno ha dimenzioni minori) ma la sua popolazione, che supera i 200 000 abitanti è pari a quasi i 2/3 di quella dell'intera provincia. L'area pisana è composta dai comuni di Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Vicopisano, Vecchiano, Calci e Ponsacco (solo geograficamente). Il piano strategico dell'area pisana è nato ufficialmente nel 2007 dai sindaci e dai rappresentanti dei comuni e punta alla sinergia tra essi sia sul piano amministrativo che infrastrutturale. La presenza nell'area pisana di frazioni e comuni contigui a Pisa fa si che tale area sia considerata a tutti gli effetti periferia della città. Ne è l' esempio il nuovo campus universitario "Praticelli", a tutti gli effetti situato nel quartiere di cisanello ma appartenente al comune di san giuliano terme. Il piano strategico dell'area pisana è in linea con il piano strategico dell'area vasta costiera di cui fanno parte le provincie di Pisa, Livorno e Lucca.

Dopo anni di abbassamento demografico, la popolazione di Pisa ha iniziato a crescere grazie principalmente alla presenza considerevole degli immigrati residenti che hanno un tasso di natalità più alto della comunità italiana. Secondo gli ultimi dati, Pisa è una città superiore alla media nazionale per quanto riguarda il rapporto fra italiani e stranieri residenti (su 10 residenti 2 sono stranieri). I cittadini migranti appartenenti alla comunità europea sono quasi il 3% della popolazione complessiva, metà dei quali provengono dalla Romania (paese che è entrato nell’Unione dal Gennaio 2007 insieme alla Bulgaria). La seconda comunità più numerosa è quella dei polacchi, seguiti da bulgari, francesi e tedeschi. Gli extracomunitari (in continua crescità sia per la natalità che per arrivi) arrivano a superare anche 7,11% della popolazione cittadina dove i gruppi più numerosi sono costituiti principalmente dai paesi dell'est (in primis Ucraina, Bielorussia e Moldavia) e dagli emigrati dai paesi africani del bacino mediterraneo. La popolazione pisana invece, continua ad assottigliarsi, sia la per la bassa concentrazione delle nascite, che per la «fuga» verso i comuni limitrofi dove la vita sembra migliore. Dato sconcertante della comunità pisana è l'età media: è la più vecchia e continua ad invecchiare (più di un quarto della popolazione ha più di 70 anni). Altre numerose comunità sono quelle appartenenti all'america latina, Cina, albania, Stati Uniti, Turchia, Grecia e quelle di etnia rom. Sembra in aumento la crescità degli immigrati clandestini anche se non esiste una precisa stima. Le università e le istituzioni militari portano a Pisa molti cittadini provenienti dal meridione, ad oggi sono molti gli italiani provenienti dalla Sardegna, Calabria, Sicilia, Puglia e Campania. Fra la popolazione universitaria invece si registrano presenze dall'Iran, dalla Spagna, Irlanda, Francia, Cina, Russia e Stati Uniti.

I principali eventi culturali della città si svolgono tra il centro storico e il polo fieristico.

La gastronomia pisana non gode di molta popolarità poiché molti piatti che la costituiscono sono più o meno presenti o diffusi in tutta la toscana. Tuttavia ancora oggi esistono pietanze tipicamente pisane come la “Minestra di fagioli bianchi di San Michele”, le “Bavettine sul pesce” (un primo piatto in cui le bavette vengono servite accompagnate dal pesce), la “Zuppa di ranocchi” e la "zuppa pisana". I pesci più utilizzati nelle ricette sono: il muggine della foce dell'Arno cucinato alla griglia, le cèe alla pisana (le cèe sono gli avannotti dell'anguilla), il pesce ragno bollito, il baccalà alla griglia con ceci all'olio o lo stoccafisso in agrodolce. Viene utilizzata anche, frequentemente, la selvaggina e, in modo particolare, la carne di fagiano, di anitra, di folaga, di cinghiale o di coniglio selvatico. Diffusa è anche la cecina, un tempo dai genovesi chiamata "l'oro dei pisani", la sua invenzione risale alle repubbliche marinare anche se l'origine è ancora oggi sconosciuta. Da ricordare è anche il "pesto pisano" che si differenzia da quello genovese per l'aggiunta dei pinoli. Tipico dolce pisano è invece la Torta Co' Bischeri prodotta artigianalmente in tutto il territorio cittadino e provinciale. La gastronomia pisana si differenzia spesso da quella toscana dalle portate (di solito più abbondanti delle ordinarie) e dai sapori, solitamente più forti e speziati.

Ai nostri giorni l'economia pisana, seguendo l'evoluzione comune a quella nazionale, si è orientata principalmente verso l'attività industriale. La maggior parte della forza lavorativa però si è dovuta occupare nel settore terziario (credito, commercio, trasporti, turismo ecc...). L'industria, specialmente quella manifatturiera, si fonda su alcune importanti attività: la meccanica (con la Piaggio dal 1917 e la cantieristica navale), il vetro (Saint-Gobain dal 1889) mentre è definitivamente morta la produzione della ceramica (Sintergres, subentrata alla Richard Ginori); ma prosperano varie medie e piccole imprese fra cui, tradizionali, quelle di calzature, mobili, tessuti e abbigliamento, pelletterie, fiammiferi, farmaceutica, imbottigliamento di acqua minerale "uliveto" (indicata per disturbi gastroenterici). Complessivamente, l'industria svolge, per il solo comune di Pisa un ruolo molto importante. Anche l'università ed i centri di ricerca influiscono molto con l'occupazione cittadina. Per dare maggiore impulso a tutte le attività produttive e commerciali, si sta studiando il modo di utilizzare meglio la stretta connessione geoeconomica di tutto il territorio pisano. Infatti, come si sa, Pisa si trova al centro di una zona ricca di servizi di trasporto: aeroporto internazionale, porto di Livorno, canale dei navicelli, ferrovie e strade. Altra attività economica importante per la città è sicuramente il turismo, seppur in sensibile calo, negli esercizi adibiti alla ricezione (alberghi, pensioni e locande) si registrano annualmente cifre significative. Da segnalare il calo demografico che ha fatto perdere a Pisa negli ultimi 10 anni quasi 10 000 abitanti a vantaggio dei comuni limitrofi che invece hanno registrato aumenti. Nel 2007 è stato creato il piano strategico della città che punta alla sinergia tra Pisa e i suoi comuni contigui (Vecchiano, San Giuliano Terme, Cascina e Calci) che formano un'area urbana di circa 200 000 abitanti.

A Pisa sono presenti le redazioni provinciali e cittadine de Il Tirreno e La Nazione. In città esistono almeno 3 giornali gratuiti con uscita settimanale che vengono distribuiti in vari punti della città. Er Tramme è una rivista mensile in vernacolo pisano che tratta unicamente problematiche cittadine, talvolta politiche.

La principale emittente cittadina è Canale 50, esistono poi delle redazioni locali di tele Granducato ed RTV 38. La città dispone anche di altri canali televisivi coperti dal segnale digitale che vengono trasmessi da Navacchio come LAIKA TV. In periferia della città, a Coltano si trova una sede RAI dotata di un'antenna di 137 metri che viene usata per la trasmissione in diretta dell'informazione regionale TGR che ha il suo studio a Firenze.

Pisa è toccata da numerose strade di grande importanza. Le principali strade statali che la interessano sono la Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero che parte da Pisa e prosegue fino al confine con l'Austria passando per Lucca, Modena, Verona, Trento e Bolzano e la Strada Statale 1 Via Aurelia che da Roma prosegue lungo la costa tirrenica e ligure fino al confine con la Francia. La città è anche uno degli estremi della S.G.C. Firenze-Pisa-Livorno che la collega con il capoluogo toscano attraversando tutto il Valdarno Inferiore e della Autostrada A11 Firenze-Mare che la collega con il capoluogo toscano passando per le città di Prato, Pistoia e Lucca. Pisa inoltre è servita dal tratto Genova-Rosignano Marittimo dell'Autostrada A12. Entro il 2012 la città sarà servita dalla tangenziale nord-est che collegherà la frazione di Madonna dell'Acqua ai quartieri di Cisanello e Riglione.

Fino al 1960 era in esercizio anche la ferrovia elettrica in concessione Pisa - Tirrenia - Livorno, che collegava la città di Pisa a quella di Livorno attraversando tutti i paesi del litorale Pisano (Marina di Pisa, Lido, Tirrenia e Calambrone) e il borgo di San Piero a Grado. A oltre 40 anni dalla chiusura è ancora possibile ritrovare intatte tutte le stazioni e le fermate, ad esclusione della stazione di "Bocca d'Arno" distrutta durante la seconda guerra mondiale, e buona parte dei binari (soprattutto nella tratta Pisana della linea). Negli anni si sono susseguiti un gran numero di progetti mirati al ripristino, ma nessuno di questi è riuscito ad andare in porto. Da qualche mese esiste un comitato che mira a recuperare il valore storico dell'infrastruttura ferroviaria e a percorrere tutte quelle strade che potrebbero un giorno ripristinare l'esercizio ferroviario su questa linea tanto amata da generazioni di Pisani.

La stazione di Tombolo ha cessato da qualche anno il servizio viaggiatori, viene utilizzata solamente da qualche treno militare diretto alla base Americana di Camp Darby il cui raccordo ferroviario ha inizio proprio nella stazione di Tombolo.

Il porto di Pisa, detto Porto di Bocca d'Arno è attualmente in costruzione e sarà terminato presumibilmente entro il 2014. Si tratta di un porto turistico distante circa 13 km dal centro cittadino, presso Marina di Pisa.

Quello di Pisa è l'ultimo comune ad essere percorso dal fiume Arno che termina il suo corso nella foce di Marina di Pisa. La mancanza di dighe o barriere nel tratto pisano permette la navigabilità del fiume, dal mare alla città, per barche di piccola e media categoria. Pisa è servita anche da vie d'acqua come il Canale dei Navicelli (che la collega al porto di Livorno tramite la darsena pisana) e il fiume morto, che sfocia in San Rossore e che ha un piccolo affluente che si butta in Arno passando per il centro cittadino. Importante è la presenza dell'acquedotto mediceo di Asciano che ancora oggi serve acqua potabile alla città. Da segnalare è la presenza di un acquedotto risalente all'epoca romana in ottimo stato di conservazione. Dal 2006 sono partiti i lavori di bonifica del canale dei navicelli con lo scopo di incrementare a Pisa la cantieristica navale. I corsi d'acqua pisani sono gestiti dall' Ufficio dei Fiumi e Fossi.

Attualmente a Pisa esistono 3 parcheggi scambiatori gratuiti situati nella zona nord della città, mentre sono in costruzione altri 2 parcheggi nella zona sud. I parcheggi hanno una capienza media di circa 700 posti (il più grande ne ha 750) e oltre ad essere serviti dalle linee LAM, che permettono un rapido ingresso nel centro cittadino, sono muniti sia di servizi igenici che di spazi per la sosta dei bus turistici. I parcheggi scambiatori sono stati concepiti con lo scopo di eliminare il traffico cittadino dando la possibilità agli automobilisti di lasciare l'auto nei parcheggi ed incentivare i mezzi pubblici.

L'aeroporto di Pisa è il maggiore aeroporto toscano e tra i primi in Italia per i voli low cost. Ultimamente ha allargato la sua offerta con un volo diretto per New York operato dalla Delta Airlines. È stato il primo in Italia ad essere collegato alla ferrovia. Per il collegamento con gli altir capoluoghi toscani è servito da treni regionali, ma anche da numerose compagnie di autobus che ad esempio lo collegano velocemente allo scalo fiorentino di Peretola.

I trasporti cittadini sono serviti dalla CPT (Compagnia Pisana Trasporti) che gestisce anche alcune linee serventi l'hinterland Pisano e la provincia. È in fase di studio la riapertura della ferrovia che univa le città di Livorno e Pisa servendo le località marittime, eventualmente trasformata in tranvia. Da tempo a Pisa si discute sulla reintroduzione dei filobus che sono stati dismessi 40 anni fa, mentre è ipotizzata nei piani comunali una tranvia urbana fra la stazione centrale e l'ospedale di Cisanello. Pisa dispone anche di tre linee di autobus ad alta Mobilità (LAM) che attraversano la città lungo i principali assi di transito creando una rete di collegamenti con le zone di primario interesse.

A Pisa sono presenti numerose strutture militari. Oltre alle caserme dei carabinieri, vigili del fuoco, polizia e guardia di finanza, la città ospita la 46ª Brigata Aerea presso lo scalo militare dell'aeroporto e il Centro Addestramento di Paracadutismo della Brigata paracadutisti "Folgore". Della brigata folgore sono presenti anche la caserma "Bechi Luserna", la caserma "Curtatone e Montanara" ed il centro di addestramento del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin". Nei progetti comunali c'è la costruzione di una nuova caserma della Brigata Folgore nel quartiere di Ospedaletto mentre la nuova sede della Guardia di Finanza sta per essere terminata nel quartiere di Cisanello. In periferia della città, si trova il CISAM (centro interforze sviluppo applicazioni militari), un tempo utilizzato per esperimenti sul nucleare, oggi è la base di addestramento del Gruppo di intervento speciale GIS, mentre sul litorale, a marina di Pisa, è presente anche un ufficio locale marittimo della Guardia Costiera. Pisa ospita inoltre la base militare americana di camp Darby, una delle più grandi d'Europa, presso la località di Tirrenia. Sia in città che nel territorio comunale, presso la tenuta di San Rossore è presente anche il Corpo Forestale dello Stato.

Il comune di Pisa ha una notevole dimensione, tuttavia il centro storico della città è facilmente visibile perché è ancora oggi delimitato dalle antiche mura. Dalle immagini satellitari, Pisa ha la classica forma a macchia d'olio, dove la parte storica è circondata dalle periferie. I primi grandi cambiamenti al tessuto urbano (già mutato nel corso dei secoli dalle guerre e dalle dinastie che si sono susseguite) sono giunti nell'epoca fascista, con le costruzioni delle colonie giovanili del litorale pisano e di imponenti edifici nel cuore della città come la sede della facoltà di ingegneria, Palazzo INAIL, Palazzo di Giustizia o il Palazzo delle Poste. I continui bombardamenti degli alleati, durante la seconda guerra mondiale causarono numerosi danni ai monumenti di Pisa, in particolare i bombardamenti che avvennero il 31 agosto 1943 quando la città fu tagliata in due dal fronte bellico e persero la vita più di 5000 persone. Ancora oggi, la città presenta delle ferite visibili. I ponti abbattuti sono stati ricostruiti in cemento armato, senza seguire gli storici stili della città e molti palazzi del suo centro storico sono stati ricostruiti per fronteggiare all'emergenza case in modo discutibile, sottovalutando completamente il danno storico e architettonico che Pisa avrebbe subito. Lo straripamento dell'Arno, che a Firenze provocò l'alluvione, non risparmiò neanche Pisa danneggiando ulteriormente i lungarni e i ponti sopravvissuti. La più grande rivoluzione urbanistica moderna del dopoguerra è avvenuta negli anni 70 con la costruzione del quartiere popolare CEP, periferia ovest. Nei primi anni 80 la periferia inizia a svilupparsi ad est, verso Cascina creando i quartieri di cisanello e pisanova, prendendo come modello le moderne periferie delle città straniere. Dopo anni di immobilismo la città ha intrapreso la via della modernità pianificando un ambizioso progetto di trasloco delle principali istituzioni o degli edifici cittadini (provincia, caserme, università, ospedale, polo fieristico, stadio, biblioteca e polo congressuale) dalla città vecchia ai nuovi quartieri di Pisanova, cisanello e ospedaletto. Nel 2007 sono iniziati i lavori per la costruzione del nuovo centro polifunzionale progettato dall'architetto milanese Oscar benini, denominato "piazza del terzo millennio", sarà composto da 3 grattacieli e una piazza ricoperta di vetro. A Pisanova si sta costruendo il nuovo centro residenziale di jean pierre buffi, composto da 2 torri che domineranno il quartiere, mentre continuano da anni i lavori per il policlinico di cisanello, destinato a diventare l'unico ospedale pubblico della città entro il 2014. Anche il centro storico muterà: nel 2007 l'architetto inglese David Chipperfield si è aggiudicato il progetto di restauro e riqualificazione della piazza dei miracoli che sarà "ampliata". In piazza Vittorio Emanuele, i reperti archeologici hanno fatto si che i lavori di un parcheggio sotterraneo siano giunti al settimo anno (la conclusione è prevista a giugno 2009) e in varie zone della città si sta proseguendo verso la ricostruzione o il recupero degli antichi palazzi distrutti durante la guerra. Esistono poi ambiziosi progetti che prevedono il recupero delle aree dismesse come quello dell'ex convento di san Michele degli scalzi, destinato a diventare un centro di arte moderna e la costruzione di una nuova area residenziale nel quartiere di porta a mare negli appena abbattuti ex stabilimenti saint gobain. Altri importanti progetti sono il porto turistico di marina di Pisa, che diventerà realtà nel 2014, la nuova cittadella della nautica che si sta costruendo lungo il canale dei navicelli e il masterplan dell'aeroporto che raddoppierà le sue dimensioni per il 2012.

Nel 1997 il registo afghano Jem Cohen girò "Amber City", film interamente dedicato a Pisa. Da ricordare inoltre La relazione girato nel 2002 ma ambientato nell'Ottocento e la celebre scena del film Superman 2 dove un giovane Christopher Reeve raddrizza la torre pendente salvandola dal crollo, scena che fece molto discutere in città. A Pisa sono state girate anche fiction (nella seconda stagione dei liceali, 2 puntate si svolgono a Pisa) e Soap opera come 100 vetrine e un posto al sole.

Il nome italiano della città, facile da pronunciare viene spesso usato a livello internazionale. Sono poche le lingue che hanno tradotto il nome della città anche se la fonetica può leggermente variare in tutti i paesi.

Da segnalare che in vernacolo pisano si pronuncia "Pìsa" con una forzatura sulla p.

Da sempre, Pisa è stata meta di scrittori sia italiani che stranieri, che nei secoli hanno lasciato le loro impressioni e le loro testimonianze sulla città e sull’Ateneo. Si elencano le citazioni più celebri.

Pisa con la sua torre pendente, il suo Duomo che somiglia a quello di Santa Sofia, mi dà l’idea d’una città orientale.

Abito un palazzo feudale sull’Arno, famoso e antico, vasto abbastanza per ricettare una guarnigione, con carceri al di sotto e celle nei muri. Questo palazzo è così pieno di fantasmi che l’istruito Fletcher (il mio maggiordomo) ha chiesto il permesso di cambiare la sua stanza, ma si è anche rifiutato di occupare quella nuova perché c’erano più fantasmi in quest’ultima che in quella precedente (come in tutti i vecchi edifici), che hanno terrorizzato la servitù tanto da procurarmi non poco fastidio. La casa appartenne alla famiglia Lanfranchi (la stessa famiglia rievocata da Ugolino nel suo sogno, come suo persecutore con Sismondi). La scala, dicesi, è stata rifabbricata da Michelangelo. La temperatura è qui dolcissima; non ha bisogno di fuoco. Quale clima!

Vi si passeggia poi nell'inverno con gran piacere, perché v'è quasi sempre un'aria di primavera: sicché in certe ore del giorno quella contrada è piena di mondo, piena di carrozze e di pedoni: vi si sentono parlare dieci o venti lingue, vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè, delle botteghe piene di galanterie e nelle invetriate dei palazzi e delle case, tutte di bella architettura. Nel resto poi, Pisa è un misto di città grande e di città piccola, di cittadino e di villereccio, un misto così romantico, che non ho veduto mai altrettanto. A tutte le alte bellezze, si aggiunge la bella lingua.

Pisa e gli uomini sdraiati davanti al Duomo. Il Camposanto, le sue linee rette, i cipressi a ogni angolo. Si capiscono le discordie del Quattrocento e del Cinquecento. Qui ogni città conta, col suo volto e la sua verità profonda.

Oggi uno dei più importanti viali della città porta il suo nome. Nel primo dopoguerra, Ezra Pound scrisse i Pisan Cantos "Canti Pisani" durante la prigionia a Pisa in un campo di rieducazione per militari americani. I suoi canti pisani, che successivamente nel 1948 ottennero il Premio Bollingen per la poesia della Library of Congress, descrivevano la detenzione e le torture nel campo di prigionia. Molti scrittori, durante il loro soggiorno hanno deciso di ambientare a Pisa alcuni dei loro libri come Wilkie Collins, Godwin, la Radcliffe, Virginia Woolf, la Dinesen e Agatha Christie. Da ricordare è il libro "Pisa: solitudine di un impero" del tedesco Rudolf Borchardt. Negli anni 70, Gianni Rodari ha dedicato a Pisa la favola "I Karpiani e la torre di Pisa", divenuta poi un libro per bambini nel 1990.

Come città universitaria, Pisa offre diverse possibilità sia per quanto riguarda il divertimento notturno che per gli eventi culturali. Nonostante non possa essere paragonato a quello delle metropoli, il calendario degli eventi cittadini notturni può definirsi ricco. In città sono moltissimi i locali dove si può ascoltare musica dal vivo, spesso suonata da band locali. A Pisa i cinema sono aperti fino alle 1 del mattino e il panorama teatrale è vasto: si va dalla lirica agli spettacoli in vernacolo pisano. I pub (alcuni tradizionali, altri di tendenza) sono diffusi in tutta la città anche se quelli ad essere più frequentati si trovano nel centro storico, affollato dagli studenti dalle 9 di sera, spesso fino al mattino. Sul piano dei ristoranti la città è ben servita: si va dalla cucina tradizionale a quella multietnica, dai fast food alla nouvelle cuisine passando dalle tipiche paninoteche. Non mancano anche gli storici bar come "Salsa" o "il caffè dell'ussero".

A Pisa le discoteche non mancano anche se spesso si trovano distanti dal centro cittadino. Il litorale pisano e l'entroterra (appartenente al comune di Pisa o ai comuni limitrofi) rimangono le zone più "ricche" di locali.

Ci sono inoltre molti locali Disco pub in città, che sono ormai celebri come il Bazeel, The Wall o il Caino. Le serate più movimentate sono quelle che vanno dal giovedì sera alla domenica, mentre le notti con più caos, e quindi più vive, sono quelle delle notti bianche (di solito una volta l'anno), e quella della festa di San Ranieri, patrono della città, festa ove si riversano nelle strade più di centomila persone. Di recente è stata approvata una ordinanza comunale, con il quale si vieta agli esercizi del centro storico, la vendita di alcolici dopo le ore ventitrè, per fronteggiare alle lamentele dei residenti, che denunciavano schiamazzi e degrado. Una seconda ordinanza obbliga gli stessi a vendere alcolici in bicchieri di plastica.

Inoltre, qualora ci si approntasse a costruire una vera e propria collezione su questo tema, si possono citare alcuni francobolli relativi a personaggi che hanno sicuramente avuto a che fare con Pisa per vari motivi artistici o politici, tra cui: Re Vittorio Emanuele III (Italia Regno in più riprese), Carducci (n°309 e n°819 Italia), Pascoli (n°792 Italia), Dante (n°1007 Italia), Montale, Mascagni, Byron, Gentile, Borodin, S. Caterina da Siena (n°940 e 941 Italia) e Garibaldi. Infine sono da citare anche gli speciali chiudilettera realizzati nel 1965 per il XVII Congresso Eucaristico Nazionale (6-13 giugno), predisposti in vari colori (rosso, azzurro, nero, verde nero) senza valore facciale e con il valore facciale di 20 Lire. Questi ultimi, sebbene non avessero una autorizzazione, furono utilizzati impropriamente per affrancare delle cartoline o delle lettere, anche e non solo per un uso puramente filatelico. I valori colpiti da timbro o addirittura visibilmente usati su documento postale integro sono interessanti. Comunque sono stati frequentemente utilizzati sui documenti filatelici ufficiali del Congresso (buste speciali e cartoline del Congresso di Pisa). Si può dire quindi i chiudilettera con l'eventuale annullo di "Pisa Filatelico" non hanno un gran interesse, solo quelli con annullo guller o meccanico di Pisa o altre località. Questi chiudilettera figurano catalogati sul Catalogo CEI Enciclopedico come caso particolare degno di nota.

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Source : Wikipedia