Piazza Navona

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Inviato da amalia 27/02/2009 @ 09:39

Tags : piazza navona, roma, lazio, italia

ultime notizie
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Piazza Navona

Piazza Navona

Piazza Navona è una delle più celebri piazze di Roma. La sua forma è quella di un antico stadio, e venne costruita in stile monumentale per volere di Papa Innocenzo X, della famiglia Pamphili.

Piazza Navona, ai tempi dell'antica Roma, era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall'imperatore Domiziano nell'85 d.C. e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Era lungo 275 metri, largo 106 e poteva ospitare 30.000 spettatori.

Lo stadio era riccamente decorato con statue, una delle quali è quella di Pasquino (forse una copia di un gruppo ellenistico pergameno che si presume rappresentante Menelao che sorregge il corpo di Patroclo), ora nell'omonima piazza a fianco di piazza Navona.

Poiché era uno stadio e non un circo, non c'erano i carceres (i cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa) né la spina (il muro divisorio intorno a cui correvano i cavalli) come ad esempio il Circo Massimo, ma era tutto libero ed utilizzato per le gare degli atleti. L'obelisco che ora sta al centro della piazza non si trovava lì, ma viene dal circo Massenzio, che stava sulla via Appia.

Il nome della piazza era originariamente "in agone",lo stadio era usato solo ed esclusivamente per le gare di atletica. Non è assolutamente vero che piazza navona veniva usata per le battaglie navali. La piazza veniva allagata solitamente nel mese di agosto per far in modo che non si sentisse tanto il caldo. Anticamente la piazza era concava,si bloccavano le chiusure delle tre fontane e l'acqua usciva.in questo modo si allagava la piazza Tra il 1810 ed il 1839 nella piazza si tennero le corse al fantino, ossia corse di cavalli montati (che però non avevano parentela con le più famose corse dei barberi di via del Corso).

Piazza Navona è in un certo senso l'orgoglio della Roma barocca, con elementi architettonici e scultorici di maestri come Gian Lorenzo Bernini (la Fontana dei Quattro Fiumi al centro della piazza, che rappresenta il Danubio, il Gange, il Nilo ed il Rio della Plata, i quattro angoli della Terra), Francesco Borromini e Girolamo Rainaldi (Sant'Agnese in Agone, davanti alla fontana del Bernini) e Pietro da Cortona (autore degli affreschi della galleria di Palazzo Pamphili.

La piazza doveva celebrare la grandezza del casato dei Pamphili (in una sorta di competizione con i Barberini ed i Farnese) ed Innocenzo X volle che vi si erigesse il palazzo omonimo e che la piazza fosse ornata con opere di ingente valore. Per il riassetto dell'area si ricorse perciò alla demolizione di alcuni isolati, mentre la gara per l'aggiudicazione delle commesse fu combattuta senza esclusione di espedienti fra i principali architetti del tempo; un ruolo di rilievo nella scelta degli artisti fu giocato anche dalla potente Donna Olimpia Maidalchini (influente e disinvolta cognata del papa), alla quale si disse ad esempio che Bernini avesse donato un modellino in argento del suo progetto della fontana, ma secondo altri fu sempre lei a scegliere Borromini per sostituire il Rainaldi nel completamento della chiesa.

La chiesa ricorda il martirio che la Santa avrebbe subito proprio in qualla parte della piazza e, vuole la leggenda, sarebbe stata eretta esattamente al di sopra di quel postribolo ove avvennero i fatti e che si sarebbe perpetuato in tale funzione, sino appunto al momento della costruzione, negli attuali sotterranei dell'edificio. È anzi proprio dai fornici di questi locali interrati che la parola latina fornices assunse anche il significato di lupanare (determinando inoltre la derivazione della radice del verbo fornicare). La chiesa attuale sorge dove sin dal Medioevo era già stata eretta una piccola chiesetta parrocchiale.

La notissima leggenda circa la presunta rivalità fra il Bernini ed il Borromini suggerisce che a due delle quattro statue dei fiumi il maligno Bernini abbia voluto concedere speciali tutele contro l'opera dell'avversario: al Nilo una benda sulla testa per sottrarsi all'infelice visione ed al Rio della Plata una mano protesa per ripararsi dal forse imminente crollo della chiesa; ma la credenza è infondata, poiché la fontana fu realizzata prima della chiesa (com'è noto, poi, il Nilo ha la testa bendata perché al tempo non erano state ancora scoperte le sue sorgenti). È vero invece che sulla facciata della chiesa, la statua di Sant'Agnese ha una postura che apre a molte possibili interpretazioni, fra le quali quella che la famosa mano sul petto, insieme all'espressione del volto, sia segno di sconcerto.

La "competizione" fra i due autori, almeno in questa piazza, si risolse in toni scherzosi: alle critiche dello staff borrominiano sulla possibile tenuta statica di una struttura cava, lo staff concorrente rispose ironicamente, fissando il gruppo con "rassicuranti" tiranti di... semplice spago.

Piazza Navona ha anche altre due fontane: la Fontana del Moro, scolpita da Giacomo della Porta e ritoccata dal Bernini, situata nell'area sud della piazza, e la Fontana del Nettuno (originariamente fontana dei Calderari), situata nell'area nord, opera di Gregorio Zappalà e Antonio Della Bitta.

La piazza ospita un mercato che nel tempo è divenuto tradizionale per la città. Nato come mercato rionale (in realtà si trattava del trasferimento del mercato del Campidoglio), simile a quello tuttora attivo di Campo de' Fiori, risultava caratteristico per l'ubicazione dei banchi che, più o meno come attualmente, seguivano l'ovale. Durante i mesi caldi, il mercato era sospeso per l'uso di allagare la piazza a fini di refrigerio della cittadinanza, abitudine ancora in uso (come del resto testimonia uno dei sonetti sotto riportati) sino all'Ottocento.

Nel tempo, anche in ragione della sempre più marcata destinazione turistica dei luoghi, il mercato fu pian piano riversato sul già esistente vicino mercato di Campo de' Fiori e limitato in questa piazza al solo periodo natalizio; forse anche per la limitazione temporale, il valore tradizionale di questo mercato ha assunto più denso spessore, raggiungendo l'apice con la ricorrenza dell'Epifania e rendendo la "Befana di piazza Navona" uno dei momenti più diffusamente sentiti della cittadinanza.

Per la parte superiore



Onda (movimento studentesco)

Assemblea al rettorato della Sapienza Università di Roma.

Ha scelto di chiamarsi "Onda" (o "Onda Anomala") il movimento di studenti universitari e medi nato negli atenei e nelle scuole superiori italiane nell'autunno del 2008. La nascita di tale movimento studentesco è legata all'approvazione dei Decreti Legge n° 112/2008 e n° 137/2008, adottati durante l'estate e successivamente convertiti in Legge (rispettivamente Legge n° 133 del 6 agosto 2008 e Legge n° 169 del 29 ottobre 2008).

Le critiche che l'Onda ha mosso ai suddetti provvedimenti legislativi sono state principalmente di due ordini, giuridico e socio-economico.

Inoltre, i tagli sono stati presentati dal governo come un mezzo per combattere gli sprechi, ma è stato obiettato da un lato che il carattere indiscriminato dei tagli non colpisce gli sprechi in alcun modo, dall'altro che, nello stesso tempo, vengono varate dal Governo decisioni che comportano spese giudicate inopportune e inutili, come per esempio l'acquisto di lavagne multimediali per le scuole per un ammontare di 20 milioni di euro. Questa critica è stata esposta in maniera sempre più viva in particolare in relazione al panorama di degrado dell'edilizia pubblica scolastica che, nel periodo delle contestazioni, ha portato alla morte di uno studente di 17 anni durante un crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli. Le reazioni del movimento hanno portato a cortei spontanei e al blocco del Torino Film Festival che si svolgeva proprio in quei giorni nel capoluogo piemontese.

Inoltre, è stato rilevato che nei momenti di crisi economica è sconsigliabile tagliare sui settori della formazione, che sono considerati assolutamente necessari per il funzionamento di una società, delle sue istituzioni e della sua economia.

Da queste accuse il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, il Ministro dell'Economia e Finanze Giulio Tremonti e il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini si sono sempre difesi, anche se gli esponenti del movimento si sono dichiarati sempre insoddisfatti da queste risposte.

In un'occasione, Silvio Berlusconi si è spinto oltre, dichiarando l'intento di inviare le forze dell'ordine nelle scuole e negli atenei a sedare la proteste.

D'altro canto, il 23 ottobre 2008 il Presidente Emerito Francesco Cossiga, in un'intervista al Quotidiano Nazionale, propose al Ministro dell'Interno Roberto Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della Legge n° 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, "le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale". Nell'affermare ciò Francesco Cossiga sostiene che il terrorismo degli anni '70 era partito proprio dalle università, e conferma di avere già attuato una strategia simile quando egli stesso era stato Ministro dell'Interno.

Le proteste all'interno delle scuole (elementari e medie inferiori e superiori) sono state estese sostanzialmente a tutto il territorio italiano. Proteste universitarie sono sorte in numerose città italiane, oltre che in varie capitali e città europee.

Nei due giorni successivi (15 e 16 novembre) si è tenuta un'assemblea nazionale dell'Onda nelle aule dell'Università La Sapienza occupate dagli studenti.

Il Movimento Studentesco dell'Onda Anomala è stato esplicitamente appoggiato da intellettuali come Ezio Mauro, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Stefano Rodotà, Adriano Prosperi e Salvatore Settis.

Le pratiche politiche del movimento dell’Onda rispecchiano generalmente quelle tradizionali dei movimenti studenteschi del ’900: cortei, manifestazioni stanziali (sit-in) e occupazioni di università e scuole. In particolare quest’ultima pratica ha fatto registrare la più grande ondata di occupazioni di facoltà universitarie dal 1977. Il movimento ha poi presentato una tendenza ad estendere le agitazioni studentesche quanto più possibile nel tessuto sociale metropolitano, utilizzando frequentemente la pratica della “manif-sauvage”: cortei spontanei, estemporanei e non autorizzati, che tendono a coinvolgere nel loro tragitto la circolazione stradale e la mobilità in generale fino ad arrivare al completo blocco stradale. Questi cortei spesso sono prima “interni”, ossia nascono negli spazi universitari nel cui itinerario sovente interrompono le lezioni che si svolgono nelle aule delle varie facoltà nell’ottica del blocco della didattica come forma di protesta. Spesso la pratica della "manif-sauvage" viene utilizzata anche in occasione di cortei autorizzati deviando dal percorso prestabilito e forzando i blocchi di polizia per proseguire oltre la destinazione concordata.

Non sono mancati durante il periodo delle proteste degli episodi relativi a problemi di ordine pubblico. Si sono infatti verificati tafferugli e confronti fisici con le forze dell'ordine che sono più volte intervenute per arginare le contestazioni, in particolare durante gli episodi di protesta non autorizzati.

Gli incidenti più gravi avvenuti nell'ambito delle proteste studentesche riguardano però gli scontri avvenuti a Roma il 29 ottobre, giorno dell'approvazione della legge Gelmini, a Piazza Navona, questa volta tra studenti di opposta fazione e non tra studenti e ffoo. Durante il sit-in organizzato dagli studenti medi fin dalla mattina si verificano degli scontri verbali tra studenti di sinistra e la componente minoritaria di estrema destra organizzata nel gruppo Blocco Studentesco, che aveva sposato la causa della prostesta e si era inserita nel movimento (alcune sigle studentesche dicono nel tentativo di egemonizzarlo). Già nei giorni immediatamente precedenti si erano verificate frizioni nei cortei degli studenti medi a causa della volontà degli studenti neofascisti di conquistare a tutti i costi la testa dei cortei e per il lancio di slogan inneggianti al Duce. La mattina del 29 il confronto verbale diventa fisico quando un gruppo di militanti di Blocco Studentesco aggredisce a colpi di cinghie un folto gruppo di studenti medi inermi e si rende autore di veri e propri pestaggi. Le aggressioni verranno poi documentate dalle immagini trasmesse dal programma "Chi l'ha visto?" in onda su Raitre il successivo 3 novembre.

A seguito di questi fatti gli studenti antifascisti grazie ad un tam-tam di telefonate fa arrivare la notizia al corteo degli universitari de La Sapienza tramite Radio Onda Rossa e il sito Indymedia Il corteo degli universitari, che aveva in programma di raggiungere il sit-in nelle ore successive, anticipa la partenza e circa 500 studenti, di cui molti equipaggiati di caschi, raggiungono Piazza Navona gridando slogan antifascisti e intonando la canzone partigiana "Bella Ciao". Ne nasce un fronteggiamento a distanza che degenera velocemente in scontri fisici. Si assiste al lancio di sedie dei caffè all'aperto della piazza da parte degli studenti antifascisti contro gli studenti neofascisti che nel frattempo si erano armati di caschi e mazze (manici di piccone) avvolte in bandiere tricolori. Gli scontri si estinguono con l'intervento degli agenti di polizia che disperdono la folla ed effettuano numerosi fermi. A seguito degli scontri viene arrestato e poi denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni un giovane di 33 anni impiegato del settore organizzazione del Partito della Rifondazione Comunista e un ragazzo di 19 anni di Blocco Studentesco che viene successivamente rilasciato. In seguito vengono iscritti nell'albo degli indagati 36 persone, 21 appartenenti al Blocco Studentesco e 15 appartenenti all'estrema sinistra. Quest'evento segna la fine della presenza, seppur marginale, dell'estrema destra nel movimento dell'Onda, che si posizionerà su un'impostazione esplicitamente antifascista, facendo proprio lo slogan "Siamo tutti antifascisti!", che verrà più volte ripetuto nei cortei dei giorni successivi.

Il 14 novembre 2008 da una iniziativa del movimento studentesco dell'Onda Anomala fa la sua prima apparizione su internet "Anna Adamolo", una figura virtuale ("Anna Adamolo" è un'anagramma di "Onda Anomala",) ed usata come rappresentazione di tutte le voci dell'Onda. Viene presentata come nuovo Ministro Onda (riferimento sarcastico ai Ministri Ombra del Partito Democratico) dell'Istruzione, Università e Ricerca, ed indicata come sostituta del Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini.

Da quella data, la figura di "Anna Adamolo" è comparsa in diverse manifestazioni del movimento, a personificare le rivendicazioni portate avanti dai vari componenti.

Negli ultimi decenni in Italia si sono succeduti movimenti studenteschi di grande portata. In alcuni casi essi erano contemporanei ad altri movimenti di protesta sollevatisi nel resto d'Europa e del mondo come il Sessantotto, in altri casi invece erano solo sintomo di un disagio tutto italiano come il movimento del '77 e la "Pantera" del 1989/1990. A volte, i movimenti studenteschi si sono accompagnati a movimenti sociali -ciò è avvenuto soprattutto negli anni Sessanta-, o sono stati il fattore scatenante di questi movimenti.

In Italia come nel resto del mondo, sono diversi i precedente storici dell'Onda. Fin dai primi anni Sessanta, anni di crescita economica e di accumulo di tensioni sociali e politiche, maturarono le basi di quel movimento che ebbe il suo culmine nel Sessantotto. Tutto il mondo subì una forte scossa nel 1968: dal movimento per i diritti civili negli Stati Uniti d'America alla fucilazione di Ernesto Che Guevara in Bolivia, dalla mobilitazione contro la guerra del Vietnam in tutto il mondo occidentale alla grande rivoluzione culturale nella Repubblica Popolare Cinese, dalla Primavera di Praga in Cecoslovacchia al maggio francese in Francia, dalle mobilitazioni popolari e studentesche in Polonia, Giappone, Messico, Jugoslavia, Repubblica Federale Tedesca al sodalizio "studenti-braccianti-operai" che animò le proteste in Italia. In Italia il '68 produsse un'onda lunga che si sviluppò grazie all'attività di associazioni come il Movimento Studentesco e le organizzazioni della sinistra extraparlamentare che proseguirono le lotte politiche all'interno delle università e delle scuole per tutti gli anni '70. Una nuova protesta studentesca, questa volta prettamente italiana e caratterizzata da un rifiuto rivoluzionario del sistema dei partiti e dei sindacati, scoppiò tra il 1976 ed il 1978 ed è nota come movimento del '77 e coincise con l'anno di fuoco del periodo dei cosiddetti "anni di piombo". Alla fine degli anni Ottanta, alla vigilia del crollo del muro di Berlino e dell'inizio della cosiddetta era post-moderna, esplose in Italia il movimento studentesco della Pantera, che deve il nome ad una pantera fuggita dal Bioparco di Roma e vistasi aggirare per la città nei giorni dell'inizio della protesta. Nuove proteste organizzate scoppiarono diffusamente, a livello solo italiano, in occasione della pubblicazione della riforma Berlinguer (1997) e maggiormente per la contestata riforma Moratti nel periodo 2003/2005.

Il movimento dell'Onda si inserisce, a partire dal suo slogan più diffuso e caratterizzante: "Noi la crisi non la paghiamo", nel contesto internazionale della crisi economica del 2008 e di una scarsa credibilità del mondo politico, oltre che di un disagio sociale sempre maggiore, quantomeno in tutta Europa. L'Unione Europea degli Studenti è la cassa di risonanza delle proteste studentesche che si verificano nel continente, e condivide la lotta degli studenti italiani che si oppongo al piano di riforma del governo Berlusconi IV. Si parla già di una sorta di una European Anomolous Wave ("onda anomala europea"), dopo le manifestazioni studentesche davanti alle sedi diplomatiche italiane in Francia, nel Regno Unito, in Spagna, in Belgio, in Olanda ed in Germania ma soprattutto dopo le altre rivolte studentesche e giovanili che si sono sviluppate in Europa: in Grecia, le manifestazioni universitarie sono esplose in un vortice di violenza provocato dall'assassinio di Alexandros Grigoropoulos, un giovane anarchico di 15 anni da parte delle forze dell'ordine; in Francia a seguito delle proposte di riforma della scuola secondaria -infine ritirata dal governo di Nicolas Sarkozy-.

L'Onda si auto-definisce come movimento apartitico. Da più parti all'interno del movimento, è stata espressa la volontà di prendere le distanze dalle forze politiche istituzionali, siano esse di sinistra, di centro o di destra (rappresentativo è stato l'allontanamento del comico genovese "prestato" alla politica Beppe Grillo dal corteo studentesco del 30 ottobre 2008 a Bologna al grido di "Non vogliamo le primedonne!")-. Tuttavia, non sono mancate manifestazioni di chiara appartenenza politica durante le manifestazioni, soprattutto dovuta all'intervento nelle manifestazioni di formazioni di estrema destra, che pur sforzandosi di celare la loro identità, hanno finito per generare contrapposizioni tra studenti: proprio questi sono stati i fattori scatenanti dei famigerati scontri tra studenti di destra e sinistra a piazza Navona a Roma il 29 ottobre.. Nel corso della protesta infatti la maggioranza degli studenti si è dimostrata decisamente convinta dei valori antifascisti, frequenti sono stati i riferimenti alla resistenza italiana contro il nazi-fascismo ed alla tradizione democratica della società italiana: è stato frequentemente citato nei cortei il celebre discorso a difesa della scuola nazionale del famoso antifascista Piero Calamandrei, pronunciato a Roma l'11 febbraio 1950.

Sul movimento studentesco sono nate numerose polemiche riguardo le accuse di strumentalizzazione degli studenti mosse dal centrodestra in particolare alle forze politiche di sinistra. Non sono mancate anche posizioni apertamente critiche rispetto al movimento dell'Onda. E' il caso ad esempio di Ernesto Galli della Loggia, noto editorialista del Corriere della Sera, che dopo aver considerato la necessità di una riforma della scuola in senso maggiormente autoritario e semplificativo, si è schierato assieme al ministro Mariastella Gelmini in un dibattito pubblico tenutosi il 1 agosto 2008 a Capalbio ha apertamente criticato la protesta studentesca fin dal suo esordio.

Anche l'economista ed editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi ha reso pubblico il suo appoggio alle scelte governative in merito all'università pubblica e ha espresso la sua critica alla protesta studentesca, venendo sottoposto a dure critiche da parte del movimento.

Mario Giordano, direttore de Il Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi schierato in prima fila nella critica alla protesta studentesca, ha scritto una lettera aperta agli studenti in protesta, dopo aver criticato lo stato attuale dell'università pubblica ed aver espresso il proprio parerenegativo sugli scioperi. Anche il capo-redattore de Il Giornale.

La correzione ha suscitato altre polemiche circa la coerenza delle affermazioni del capo del governo.

Per la parte superiore



Parione

Parione

Parione è il VI rione di Roma. Il nome Parione deriva dalla presenza nel rione di un muro antico di dimensioni enormi, forse appartenente allo stadio di Domiziano. Tale muro fu chiamato dal popolo Parietone, da cui il nome Parione. Il suo stemma è un Grifo, creatura mitologica greca con la testa d'aquila ed il corpo di leone. Fu scelto come simbolo di fierezza e nobiltà.

Nel periodo dell'antica Roma tale rione apparteneva alla IX regione augustea detta Circo Flaminio. Nella zona c'era lo stadio di Domiziano, l'Odeon, il teatro e la curia di Pompeo.

Sempre Domiziano fece costruire l'Odeon (in latino Odeum), per ospitare gare poetiche e musicali.

Intorno al 1200 fu chiamato Parione e S. Lorenzo in Damaso e la popolazione continuò a crescere fino al 1400, quando ottenne grande importanza grazie alla pavimentazione di Campo de' Fiori, che ben presto divenne un centro economico e di passaggio per molti signori.

Sotto papa Sisto IV (1471-1484) il rione perse il suo volto caotico tipicamente medievale per un taglio più rinascimentale dovuto ad una ristrutturazione dei palazzi, all'allargamento delle strade, ecc. Nello stesso periodo viene costruito ponte Sisto, collegamento tra Trastevere e Parione.

Risistemazioni e la pavimentazione di nuove strade favorirono l'urbanizzazione a cavallo tra 1400 e 1500. Nello stesso tempo numerosi artisti furono chiamati ad abbellire le facciate degli edifici, pratica che ebbe origine nel nord Italia e si diffuse in Roma in quel periodo. Nel 1500 l'intensa attività commerciale in Campo de' Fiori si spostò progressivamente in piazza Navona, che era preferita perché più ampia.

Nel 1600 piazza Navona assunse un nuovo volto grazie alla risistemazione del Bernini, altre case furono costruite per colmare lo spazio tra le costruzioni. Fino al periodo di Roma capitale non ci furono grandi stravolgimenti nel rione, in cui le nuove opere barocche si affiancavano ad altre rinascimentali, tranne l'apertura di corso Vittorio Emanuele II, grande strada dall'andamento flessuoso per evitare gli edifici monumentali già presenti. Se un palazzo era troppo sporgente, si demoliva solo la parte più esterna per ricostruire la facciata identica alla precedente.

Per la parte superiore



Blocco Studentesco

Blocco Studentesco è un'associazione studentesca italiana di estrema destra. Il gruppo nasce nel 2006 all'interno di Casapound come suo organo studentesco. Per un breve periodo è stato organo studentesco giovanile della Fiamma Tricolore per poi uscirne il 26 maggio 2008 a seguito dell'espulsione da parte della Fiamma di Gianluca Iannone, leader di Casapound. Dopo un primo anno di attività sul solo territorio della provincia di Roma attualmente è presente in parte delle principali città italiane.

Nel novembre del 2006 il movimento affronta la prima tornata "elettorale" all'interno delle scuole romane, ottenendo discreti risultati ma causando da subito aspre polemiche. Nel dicembre il Blocco decide di estendere la sua azione politica nelle scuole con la pratica dell'occupazione, in particolare a Roma nel liceo scientifico Farnesina. L'occupazione dura 6 giorni.

Nel 2007 in settembre, vedrà la sua prima uscita Blocco Studentesco, rivista ufficiale del movimento, un fatto che meriterà l'attenzione del quotidiano L'Unità che in un articolo ne denuncerà i contenuti di stampo fascista. Nello stesso anno il 19 Ottobre i militanti di Blocco Studentesco si rendono protagonisti di una rissa a sfondo politico davanti al liceo Tasso di Roma. I militanti di estrema destra dichiareranno in seguito di essere stati aggrediti durante un volantinaggio da un gruppo di giovani di sinistra, mentre il segretario romano del PdCI Fabio Nobile denuncerà l'accaduto con un comunicato che accusa gli studenti di estrema destra di essere responsabili di una violenta provocazione fascista ai danni di altri studenti. A seguito di questo episodio numerosi esponenti politici, personaggi del mondo dello spettacolo e sportivi antifascisti, invieranno una lettera all'allora ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni, chiedendo lo stop alle liste neofasciste all'interno dei licei. .

Le liste di Blocco Studentesco verranno comunque ammesse alle elezioni studentesche che si svolgeranno nell' ottobre e nel novembre 2007, che vedranno un aumento di consensi rispetto all'anno precedente. Il risultato più significativo sarà ottenuto alle elezioni della Consulta Provinciale degli Studenti di Roma con l'elezione di Andrea Moi, appoggiato da Azione Studentesca e Blocco Studentesco. La lista di Blocco Studentesco prende il 24% dei voti totale, ottenendo tre consiglieri e il vice-presidete del consiglio. Gli studenti di sinistra e l'Unione degli Studenti chiederanno l'annullamento delle elezioni ritenendo "illeggittime le liste neofasciste". Non ottenendo risultati gli studenti di sinistra decidono di boicottare la consulta creando una "contro-consulta".

Il 2008 rappresenta per il Blocco Studentesco un anno movimentato e di grande esposizione mediatica, dovuta soprattutto ad episodi di violenza politica che coinvolgono i suoi militanti e gli studenti di opposta fazione. La Consulta Provinciale organizza per l'8 febbraio una giornata al teatro Brancaccio con la presenza degli storici Augusto Sinagra e Paolo Simoncelli, di Sandro Curzi (ex direttore di Liberazione) e di Vittorio Feltri (direttore di Libero). La manifestazione viene contestata da attivisti di sinistra e il 4 febbraio un gruppo di militanti antifascisti irrompe nel teatro con dei lacrimogeni accesi. La direzione del teatro successivamente annulla l'incontro previsto. Il 7 febbraio Blocco Studentesco manifesta presso il Brancaccio e l'8 febbraio un corteo attraversa la città in ricordo delle vittime delle foibe dove i partecipanti si esibiranno in cori fascisti e saluti romani. Un corteo di colore opposto cercarà di opporsi ma la giornata si concluderà senza scontri.

Il 1 Ottobre il Blocco Studentesco annuncia il suo ingresso nelle università con il "Blocco Studentesco Università" e partecipa alla prima parte della contestazione al decreto Gelmini. La presenza del Blocco Studentesco è discreta, nel rispetto dell'antipartitismo che caratterizza il movimento studentesco dell'Onda fino agli ultimi giorni di ottobre quando nascono dei primi contrasti tra studenti e il gruppo viene accusato dall'UdS di egemonizzare la protesta guadagnandosi a forza le prime file dei cortei e dando seguito a cori inneggianti al Duce. Sempre l'UdS dichiara che nella serata del 27 ottobre due studenti sarebbero stati aggrediti nei pressi del liceo Tasso.

La situazione esplode il 29 ottobre in occasione del sit-in presso il Senato con gli scontri di Piazza Navona tra studenti di opposta fazione, che regaleranno al movimento di estrema destra l'attenzione dei media. Durante la mattina del 29 si assiste ad un susseguirsi di fronteggiamenti verbali tra gli studenti di destra e gli studenti antifascisti, la situazione degenera quando un gruppo di militanti di Blocco Studentesco aggredisce a colpi di cinghie un folto gruppo di studenti medi inermi e si rende autore di veri e propri pestaggi. Le aggressioni verranno poi documentate dalle immagini trasmesse dal programma "Chi l'ha visto?" in onda su Raitre il successivo 3 novembre. A seguito di questi fatti gli studenti antifascisti grazie ad un tam-tam di telefonate fa arrivare la notizia al corteo degli universitari tramite Radio Onda Rossa e il sito Indymedia Il corteo degli universitari anticipa la sua partenza da La Sapienza e circa 500 studenti raggiungono Piazza Navona. Ne nasce un fronteggiamento a distanza che degenera velocemente in scontri fisici. Si assiste al lancio di sedie dei caffè all'aperto della piazza da parte degli studenti antifascisti contro gli studenti neofascisti armati di caschi e mazze (manici di piccone) avvolte in bandiere tricolori. Gli scontri si estinguono con l'intervento degli agenti di polizia che disperdono la folla ed effettuano numerosi fermi. Non mancarono le polemiche relative ai presunti rapporti della Polizia con i fermati di Blocco Studentesco, in particolare relative ad un filmato mandato in onda nella trasmissione Annozero di Michele Santoro del giorno successivo che mostrava un agente che chiamava per nome uno dei responsabili dell'organizzazione studentesca. Successivamente lo stesso responsabile dell'organizzazione studentesca ha dichiarato di non conoscere l'agente ritratto nel filmato di Annozero. Blocco Studentesco e l'organizzazione politica di riferimento che fa capo all'occupazione di Casapound hanno contestato le ricostruzioni giornalistiche sui fatti accaduti. In particolare a seguito delle immagini degli scontri trasmesse dalla trasmissione di Federica Sciarelli (Chi l'ha visto?) la notte del 4 novembre militanti di Blocco Studentesco e Casapound hanno fatto irruzione nella sede Rai di via Teulada a Roma suscitando le condanne del mondo politico e le indagini delle polizia di Stato a seguito della denuncia sporta dalla Rai. Successivamente Casapound e Blocco Studentesco hanno prodotto un dossier con la loro ricostruzione dei fatti.

A seguito degli scontri viene arrestato e poi denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni un giovane di 33 anni impiegato del settore organizzazione del Partito della Rifondazione Comunista e un ragazzo di 19 anni di Blocco Studentesco che viene successivamente rilasciato. In seguito vengono iscritti nel libro degli indagati 36 persone, 21 appartenenti al Blocco Studentesco e 15 appartenenti all'estrema sinistra, tra cui anche un consigliere provinciale di Rifondazione Comunista. Due denunciati di Blocco Studentesco per gli scontri di Piazza Navona saranno successivamente identificati dalla Digos e indagati per aver aggredito il 2 febbraio 2009 uno studente e una collaboratrice scolastica nel cortile del liceo scientifico Nomentano a Roma.

Successivemante molti opinionisti hanno commentato questi fatti condannando gli scontri, alcuni anche invitando al dialogo tra gli studenti di opposta fazione, in particolare l'ex brigatista Valerio Morucci, il cantautore Andrea Rivera e il comico Dario Vergassola.

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Fontana dei Quattro Fiumi

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La scultura detta Fontana dei Quattro Fiumi si trova a Roma in piazza Navona (davanti alla chiesa di Santa Agnese fatta da Borromini) ed è stata ideata e plasmata dallo scultore e pittore Gian Lorenzo Bernini nel 1651 su commissione di Papa Innocenzo X, in piena epoca barocca, durante il periodo più fecondo di questo artista.

Si dice che il Bernini, per ottenere la commissione della realizzazione della Fontana da Innocenzo X, regalò un modello in argento dell'opera alto un metro e mezzo, alla cognata del Papa Donna Olimpia Maidalchini la quale avida come era, convinse il cognato Papa a concedere il lavoro appunto al Bernini che così facendo, spiazzò la concorrenza del Borromini.

La fontana si compone di una base formata da una grande vasca ellittica, sormontata da un grande gruppo marmoreo, sulla cui sommità si eleva un obelisco egizio ("Obelisco Agonale") di epoca romana, rinvenuto nel 1647 nel circo di Massenzio sulla via Appia.

Le statue che compongono la fontana hanno una dimensione maggiore di quella reale. I nudi rappresentano le allegorie dei quattro principali fiumi della Terra (Nilo, Gange, Danubio e Rio della Plata), uno per ciascuno dei continenti allora conosciuti, e nell'opera sono dei giganti in marmo appoggiati sullo scoglio in travertino.

Gli alberi e le piante che emergono dall'acqua e che si trovano tra le rocce appaiono anch'essi tutti in scala più elevata. Le creature animali e vegetali, generate da una natura buona e utile, appartengono a razze e a stirpi grandi e potenti. Lo spettatore, girando intorno all'imponente fontana, può scoprire nuove forme o particolari che prima erano nascosti o quasi del tutto coperti dalla massa rocciosa. Con questa fontana il Bernini vuole suscitare meraviglia in chi la guarda, componendo un piccolo universo in movimento ad imitazione dello spazio della realtà naturale.

Si tratta di un paesaggio in cui l'elemento pittorico tende a prevalere, con lo scoglio, con l'anfratto da cui esce un animale selvatico o su cui c'è una pianta rampicante. In questa opera il Bernini ottiene vive sensazioni atmosferiche: infatti un vento impetuoso colpisce la pianta di palma, la cui chioma urta contro la roccia, muove la criniera del cavallo e sibila tra gli anfratti della rupe.

A lavoro concluso, il Bernini volle dare colore alle rocce, alla palma, alle peonie, per farle sembrare d'oro. Così, all'illusionismo dell'insieme, si aggiungeva una componente coloristica ancora più accentuata.

I letterati e i poeti contemporanei espressero il loro stupore per una fontana così straordinaria, sottolineando l'impressione del capriccioso e in alcune parti perfino dell'esotico che la scultura trasmette in colui che la osserva. Il Bernini, più che nelle altre fontane, tende a valorizzare l'acqua come l'elemento essenziale della scultura.

Il disegno dei quattro colossi nudi che fungono da allegorie dei fiumi risalgono all'antico. I giganti del Bernini si muovono in gesti pieni di vita e con un'incontenibile esuberanza espressiva. Sull'antico, però, prevale l'invenzione del capriccioso. Così il Danubio indica lo stemma del Pamphili e il Nilo si copre il volto con un panneggio, facendo riferimento all'oscurità delle sue sorgenti, rimaste ignote fino alla fine del XIX secolo. Lo scultore ricerca uno studio più attento dei movimenti e delle espressioni, che l'artista varia al massimo.

Una leggenda, molto popolare ancora ai giorni nostri, è legata alla rivalità tra il Bernini e l'altro grande maestro del barocco, il Borromini. Si crede infatti che la statua del Rio della Plata tenga alzato il braccio nel timore di un crollo della prospiciente Sant'Agnese in Agone e che ugualmente la statua del Nilo si copra il volto per non doverla vedere (in realtà, la statua è coperta da un velo perché quando fu realizzata non si conoscevano ancora le fonti del Nilo). Si tratta di una semplice leggenda, poiché la fontana fu realizzata prima della chiesa, tra il 1648 e il 1651, mentre Sant'Agnese fu iniziata da Borromini non prima del 1652.

Sono inoltre tramandate dai cronisti dell'epoca alcuni esempi del carattere giocoso del Bernini: il giorno dell'inaugurazione della fontana, alla presenza di papa Innocenzo X, dopo aver scoperto il suo lavoro tutti rimasero folgorati dalla bellezza delle statue, ma la fontana era priva di acqua. Facendo finta di niente il Bernini raccolse le congratulazioni di tutti compreso il papa, il quale non fece cenno della mancanza per non umiliarlo e, solo quando egli stava facendo girare il corteo pontificio per andarsene un po' a malincuore, il grande scultore fece un cenno e finalmente il suo complice aprì la leva che fece sgorgare le acque, con grande ammirazione e soddisfazione di tutti. Ci sono tramandate anche le parole del papa che disse Cavalier Bernini, con questa vostra piacevolezza ci avete accresciuto di 10 anni di vita!.

In un'altra occasione Bernini dimostrò senso dell'umorismo: molti erano preoccupati della stabilità dell'obelisco sulla fontana e più di uno gli fece notare il suo innalzamento era una sfida all'equilibrio naturale, tanto che un giorno alcuni suoi rivali sparsero la voce che l'obelisco stesse per crollare. Bernini non mancò di arrivare presto, e, davanti alla numerosa folla che si era adunata, fissò alla base dell'obelisco quattro cordicelle sottili che solennemente attaccò con dei chiodini ai muri delle case circostanti della piazza.

Sulla fontana sono stati raffigurati sette animali, oltre alla piccola colomba ed ai delfinetti nello stemma dei Pamphili. Per trovarli bisogna fare il giro attorno a tutta la fontana e sono: un cavallo, un serpente di terra (nella parte più alta vicino all'obelisco), un serpente di mare, un delfino (che fa anche da inghiottitoio delle acque), un coccodrillo, un leone e un dragone. Notevole è anche la resa delle piante scolpite che sembrano reali.

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Source : Wikipedia