Philadelphia 76ers

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Inviato da nono 01/03/2009 @ 09:43

Tags : philadelphia 76ers, nba, basket, sport

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Philadelphia 76ers

Philadelphia 76ers logo.png

I Philadelphia 76ers sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

Nati come Syracuse Nationals iniziarono a giocare nella NBL nella stagione 1946-47. Nel 1949, i Nationals lasciarono la NBL, ormai condannata al fallimento, per entrare nell'NBA. Vinsero il loro primo titolo nella stagione 1955-56.

I Nationals si spostarono a Filadelfia (Pennsylvania) nel 1963, l'anno seguente alla partenza dei Golden State Warriors. Il loro nome cambiò in "76ers", come omaggio al 1776, anno dell'indipendenza statunitense e alla loro nuova sede. I Sixers vinsero altri due titoli NBA a Filadelfia, quello della stagione 1966-67 e soprattutto nella stagione 1982-83, quando sconfissero i Los Angeles Lakers, che li avevano battuti nelle finali dell'anno precedente. I 76ers persero contro i Lakers anche nelle finali della stagione 2000/2001.

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NBA Playoffs 1967

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Gli NBA Playoffs 1967 si conclusero con la vittoria dei Philadelphia 76ers (campioni della Eastern Division) che sconfissero i campioni della Western Division, i San Francisco Warriors.

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Charles Barkley

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Charles Wade Barkley (Leeds, 19 febbraio 1963) è un ex cestista statunitense, soprannominato Sir Charles.

Barkley ha giocato al college per l'università di Auburn, dove venne subito notato per le sue doti cestistiche. Ad Auburn giocò principalmente come centro, nonostante fosse più basso della media della posizione: 195 centimetri (6'5"). All'inizio della sua carriera, Barkley aveva problemi di peso, raggiungendo spesso oltre 136 chili (300 pounds) durante la sua permanenza al college. Il soprannome The Round Mound of Rebound ("la tonda collina del rimbalzo", letteralmente, ma la traduzione non rende) riporta i giorni della sua permanenza ad Auburn, dove divenne famoso per essersi addirittura permesso il lusso di farsi recapitare una pizza mentre sedeva in panchina durante una gara di regular season.

Addirittura nel 1984 viene escluso dalla squadra per le Olimpiadi di Los Angeles dal coach Bobby Knight, dopo che durante un allenamento aveva fatto un sarcastico apprezzamento sulle scarpe non proprio elegantissime del vulcanico coach dell'università dell'Indiana; risponderà a suo modo, come miglior marcatore e rimbalzista del Dream Team nelle olimpiadi nel 1992 a Barcellona, e diventando il primo rimbalzista della Lega nonostante non raggiunga i 2 metri.

Continuò a combattere il suo problema con tenacia, riuscì a riempire il "buco" lasciato da Julius Erving nei Philadelphia 76ers, con i quali esordì nella National Basketball Association (NBA) nel 1984.

Barkley si affermò quasi subito nella lega professionistica, diventando in breve tempo il leader della propria squadra, che guidò ai playoff ogni anno fino alla sua cessione ai Phoenix Suns, nel 1992. Con i 76ers ebbe una media di 24,3 punti a partita.

Anche questa volta, Barkley divenne in breve tempo un simbolo della squadra, ed è stato uno dei pochi giocatori NBA ad aver figurato tra i pupazzi della Starting Lineup della Kenner. Ma Barkley venne anche coinvolto in alcuni piccoli scandali, tra i quali la nota rissa con il centro dei Detroit Pistons Bill Laimbeer, nel 1990.

Nel 1992, Barkley viene scelto per partecipare alle Olimpiadi di Barcellona 1992, dove si tiene la prima apparizione di giocatori professionisti della NBA ai Giochi olimpici, come membro del "Dream Team" originale, probabilmente la formazione di basket più forte di tutti i tempi, assieme ad altri grandi campioni quali Michael Jordan, Magic Johnson, Larry Bird, con i quali il giocatore è anche molto amico, vincendo la medaglia d'oro. Barkley si fa notare per le cifre che mette assieme (primo marcatore e primo rimbalzista del torneo), ma anche per il caratteraccio che mette in campo: già nella prima partita rifila una inutile gomitata a un giocatore angolano, e sarà fischiato dal pubblico per tutta l'Olimpiade.

Barkley divenne una parte vitale dei Suns, risultando uno dei protagonisti della stagione 1992-93, che vedono la formazione arrivare alle finali, dove Barkley mette a segno una media di 25 punti a partita e riceve il premio di MVP della regular season, diventando uno dei giocatori più popolari di sempre per la tifoseria del suo team. Alle NBA Finals, Barkley ed i Suns devono arrendersi a Michael Jordan ed i suoi Chicago Bulls, tra i quali vi è un altro compagno di Dream Team, Scottie Pippen, in sei partite (4-2), nonostante Barkley avesse raccontato all'amico Jordan che era destino che i Suns vincessero il titolo. Fu la sua prima ed ultima apparizione alle finali.

Nel 1994, Barkley fu ancora una volta protagonista della stagione di Phoenix, che perse nelle semifinali della Western Conference in 7 partite dai futuri campioni degli Houston Rockets. Nel 1995 la storia si ripeté come l'anno precedente nei playoff, e nel 1996 Barkley ed i Suns ottennero un mediocre record di 41 vittorie e 41 sconfitte nella regular season.

Nel 1996 bissa l'oro olimpico alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Come nel 1992, Barkley si conferma primo marcatore e rimbalzista della squadra americana con 12,4 punti e 6,6 rimbalzi a partita; inoltre con un incredibile 81,6% al tiro stabilisce un nuovo record olimpico.

Gli Houston Rockets, reduci da una bruciante eliminazione nei playoff '96 per mano di Seattle, ritennero necessario rafforzare la squadra soprattutto dentro l'area, e individuarono in Barkley l'uomo giusto. I Rockets cedettero ai Suns ben quattro giocatori (Robert Horry, Sam Cassell, Chucky Brown e Mark Bryant) per averlo. Quando l'affare andò in porto, Houston venne subito indicata dagli addetti ai lavori come una delle più credibili pretendenti al titolo NBA: poteva infatti schierare contemporaneamente tre fra i più grandi giocatori degli anni ottanta e novanta Hakeem "The Dream" Olajuwon, Clyde "The Glide" Drexler e appunto "Sir" Charles Barkley. Ma come membro della squadra texana, Barkley ha sofferto spesso di infortuni, soprattutto alla schiena, che lo hanno portato al ritiro nel 2000. Nonostante i problemi fisici, però, Sir Charles ha comunque ricoperto un ruolo importante nei Rockets: nel suo primo anno a Houston ha infatti messo a segno 19,2 punti e catturato 13,5 rimbalzi a partita, arrivando con la squadra del Texas ad un passo dalla finalissima (Houston venne sconfitta in finale di conference dagli Utah Jazz). La sua ultima stagione nella NBA lo ha visto mettere a segno 14 punti a partita per 19 gare, prima di infortunarsi gravemente al tendine del quadricipite destro l'8 dicembre 1999 durante un match di stagione regolare contro i Philadelphia 76ers, proprio la squadra con cui aveva vissuto i primi otto anni della sua lunga carriera. Carriera che sembrava essere finita sullo stesso campo sul quale era iniziata: i medici infatti gli dissero che non sarebbe mai più stato in grado di giocare. Quattro mesi dopo però Barkley si ripresentò sul parquet, davanti ai suoi tifosi, segnando un canestro, il 19 aprile 2000 contro i Vancouver Grizzlies.

Subito dopo questa partita, Barkley annunciò il suo ritiro.

Durante la sua carriera nella NBA, Barkley ha totalizzato 23.757 punti, per una media di 23 punti a partita, e 12.546 rimbalzi, per la media di 11,7 per partita.

È stato selezionato ben 11 volte per l'NBA All-Star Game, ma ha partecipato a sole 9 edizioni: nel 1994 e nel 1997 ha dovuto infatti rinunciare per infortunio.

Il 3 marzo 2001, la maglia numero 34 di Barkley è stata ritirata dagli Auburn Tigers, squadra della sua università.

Poche settimane dopo, il 30 marzo 2001, anche i Philadelphia 76ers hanno ritirato il numero 34, indossato da Barkley negli otto anni con i Sixers (anche se, nella sua ultima stagione a Philadelphia, Sir Charles indossò il numero 32 in segno di solidarietà verso Magic Johnson, dopo che questi annunciò la propria positività all'HIV. Il numero 32 era già stato ritirato dai Sixers in onore di Billy Cunningham, ma per Barkley fu fatta un'eccezione, consentendogli di indossarlo ugualmente).

Il 19 marzo 2004, il suo numero 34 è stato ritirato anche dai Phoenix Suns, raggiungendo Connie Hawkins, Tom Chambers e Kevin Johnson, tra gli altri, nel Suns Ring of Honor ("Anello d'Onore dei Suns").

È stato inserito dalla NBA nella lista dei 50 giocatori più forti di tutti i tempi nel 1997 in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della lega. L'8 settembre 2006 è stato introdotto con Joe Dumars e Dominique Wilkins nella Basketball Hall of Fame.

È apparso, insieme a Michael Jordan, di cui è molto amico, ed altri colleghi della NBA nel film "Space Jam", interpretando sé stesso.

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Billy Cunningham

William John "Billy" Cunningham (Brooklyn, 3 giugno 1943) è un ex cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, professionista nella NBA e nella ABA.

Cunningham frequenta il college di North Carolina, approdando al basket professionistico nella stagione 1965-66 con la maglia dei Philadelphia 76ers, franchigia con cui trscorrerà la sua intera carriera NBA, terminata alla fine della stagione 1975-76 e con cui vincerà il titolo NBA 1967.

Nel 1966 Cunningham viene inserito nel quintetto delle migliori matricole della NBA, dal 1969 al 1971 viene inserito nel primo quintetto NBA, e nel 1972 viene inserito nel secondo quintetto.

Partecipa a 4 NBA All-Star Game nel 1969-1970-1971-1972.

La sua maglia numero 32 è stata ritirata dai Philadelphia 76ers.

Terminata la carriera di giocatore, Cunningham intraprese quella di allenatore, vincendo come capo-allenatore dei Philadelphia 76ers il titolo NBA 1982-83.

Nel 1985 viene inserito nella Basketball Hall of Fame.

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Hal Greer

Harold Everett "Hal" Greer (Huntington, 26 giugno 1936) è un ex cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, che ha giocato sia da playmaker che da shooting guard.

Dopo aver frequentato il college di Marshall approda al basket professionistico nella stagione 1958-1959 con i Syracuse Nationals con i quali disputa 5 stagioni, fino al 1962-63.

Nell'autunno 1963 la franchigia di Syracuse si trasferisce a Filadelfia. Con i Philadelphia 76ers , Hal Greer passerà tutto il resto della sua carriera, che terminerà nel 1973, vincendo il titolo NBA nella stagione 1966-67. Dal 1963 al 1969, Greer viene inserito nel secondo quintetto NBA.

Partecipa a dieci NBA All-Star Game, dal 1961 al 1970, risultandone l'MVP nel 1968. La sua maglia numero 15 verrà ritirata dai Philadelphia 76ers. Nel 1981 è stato inserito nella Basketball Hall of Fame.

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Source : Wikipedia