Peter Berg

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Inviato da maria 19/04/2009 @ 01:07

Tags : peter berg, registi, cinema, cultura

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Peter Berg

Peter Berg (New York, 11 marzo 1964) è un attore, regista e sceneggiatore statunitense.

Studia presso il "The Taft School", e in seguito al "Macalester College". Terminati gli studi si trasferisce a Los Angeles dove lavora come assistente di produzione, imparando a destreggiarsi nel mondo della televisione e del cinema.

Nel 1989 prende parte al film di Wes Craven Sotto Shock, poi recita in Bagliori nel buio del 1993. Nel 1995 entra nel cast della serie tv Chicago Hope dove interpreta il Dr. Billy Kronk, rimane nella serie fino al 1999, dove ha i primi approci con la sceneggiatura e la regia, dirigendo alcuni episodi.

Tra le altre esperienze come attore: Girl 6 - Sesso in linea di Spike Lee, Cop Land di James Mangold, Collateral di Michael Mann e Smokin' Aces di Joe Carnahan. Come attore ha preso parte anche ad alcuni episodi della serie tv Alias.

Debutta come regista cinematografico nel 1998 con il film Cose molto cattive con Cameron Diaz e Christian Slater, venendo accreditato anche come compositore, avendo realizzato il brano Walls Come Down. Nel 2003 dirige Il Tesoro dell'Amazzonia. Nel 2004 dirige Friday Night Lights, da cui verrà tratta una serie tv intitolata High School Team, di cui è produttore e di cui dirige l'episodio pilota.

Nel 2007 dirige The Kingdom con Jamie Foxx e Jennifer Garner, mentre nel 2008 dirige Will Smith nel blockbuster Hancock.

È stato sposato dal 1993 al 1997 con Elizabeth Rogers. Ha un figlio di nome Emmett, nato nel 1999.

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Girl 6 - Sesso in linea

Spike Lee

Girl 6 - Sesso in linea è un film del 1996, diretto da Spike Lee. È stato presentato fuori concorso al 49° Festival di Cannes.

Il film si avvale di molti camei d'autore, quali Naomi Campbell, Madonna, Halle Berry e Quentin Tarantino.

La pellicola riportò Spike Lee ai temi del suo secondo film, Lola Darling, ma con una prospettiva diversa. «Contrariamente a Nola, che è una donna libera e pienamente realizzata, mossa da uno spirito pressocché inestinguibile, la girl 6 è ancora alla ricerca di un'identità», asserì Lee.

Judy (Theresa Randle) è una giovane attrice afroamericana che lotta per affermarsi a New York. Ha frequentato la New York University, sa cantare, ballare, recitare e ha anche fatto qualche esperienza in teatro. Il suo manager, Murray (John Turturro) le consiglia di fare un provino per il celebre regista Quentin Tarantino, che vuole girare un film con attori afroamericani e vuole dare la parte principale a una giovane donna nera.

Recatasi al provino, Judy propone il suo repertorio. Ad un tratto Tarantino le propone di sbottonarsi il vestito e di fargli vedere il seno. Judy è imbarazzata ma dopo un tentennamento compie l'azione, però poi si allontana.

Parla dell'accaduto a Murray, che la liquida irritato e si rifiuta di rappresentarla in altre occasioni. Successivamente Judy parla anche con la sua insegnante di recitazione (Susan Batson), che le urla di crescere, di rispettare di più la propria arte e soprattutto di pagare la rata della scuola. Dato che Judy non dispone dei soldi viene cacciata.

Per mantenersi, Judy compie lavori saltuari come distribuire volantini. Un giorno nota sul giornale un annuncio di una società che promette denaro facile a ragazze dalla bella voce e dal carattere spigliato. Judy risponde all'annuncio e quindi incontra Lil (Jennifer Lewis), per un colloquio. Lil le spiega che il lavoro consiste nel fare sesso via telefono, in ufficio, insieme ad altre ragazze. Judy risponde che ci deve pensare e fa un secondo provino, in cui un uomo le propone di farsi guardare nuda, mentre si muove, attraverso un vetro. Judy rifiuta nuovamente, quindi risponde a un terzo annuncio. Si reca in un locale di spogliarelli, gestito da una donna bianca (Madonna). Questa le propone di fare sesso telefonico da casa. Judy vorrebbe accettare, ma dice alla donna che non ha una propria linea telefonica.

Judy abita da sola. Il suo vicino di casa è Jimmy (Spike Lee), un ragazzo perennemente senza soldi appassionato di baseball, che colleziona figurine autografate e altro materiale, soprattutto dei Brooklyn Dodgers. I due sono molto amici e si scambiano consigli.

Quando Judy viene assunta da Lil diventa la girl 6. Comunica la notizia a Jimmy, che la invita a riflettere e a pensare alla sua carriera artistica. Judy gli risponde che per lei il sesso telefonico è una forma di recitazione, che le permette di mettere da parte dei soldi per approdare a Hollywood.

Un giorno Judy incontra il suo ex marito (Isaiah Washington), un cleptomane dalla vivida fantasia. Alla televisione Judy ascolta la notizia di una bambina di otto anni, Angela King (Jacqueline McAllister), caduta nella tromba dell'ascensore mentre giocava. Colpita dal fatto, Judy inizia a identificarsi nella bambina e cerca avidamente ogni nuova notizia sul caso, fino a immaginare di cadere nel vuoto lei stessa.

Quando lavora, Judy interpreta molti personaggi. Il suo preferito è Lovely, la ragazza della porta accanto. Lovely è la ragazza preferita di Bob Regular (Peter Berg), che la chiama spesso e si confida con lei. A poco a poco Judy dimentica che tutto questo fa parte del lavoro e si fa coinvolgere, fino a sognare una storia d'amore con Bob e a dargli il proprio numero di telefono. Quando lui la chiama e le dà un appuntamento lei accetta e si reca sul luogo, ma quando Bob arriva e vede che è una ragazza nera, mentre lui è un bianco, tira dritto e se ne va.

Judy inizia a lavorare a ritmi folli. Le telefonate iniziano a farsi più spinte e lei non ha più inibizioni.

Una sera accetta un invito a cena da parte dell'ex marito. Judy gli spiega in cosa consiste il suo lavoro e gli dà una dimostrazione pratica. Eccitato, lui vorrebbe tornare insieme a lei che pero' rifiuta.

Un giorno, al lavoro, durante una pausa una sua collega (Naomi Campbell), le passa uno spinello e Judy si sente male, mettendosi a piangere. Lil la vede in quello stato e le consiglia di prendersi un periodo di riposo. Ma Judy vuole continuare quello che per lei si è trasformato in un pericoloso gioco. Chiama la donna del terzo annuncio e si mette a lavorare da casa. Al limite della follia, Judy interpreta vari personaggi: Telma de I Jefferson, Dorothy Dandridge e Foxy Brown. Inoltre alcuni clienti psicopatici iniziano a minacciarla di morte. Uno dice di sapere dove abita e inizia a tormentarla. Judy capisce che è ora di finirla. Annuncia così a Jimmy che andrà a Los Angeles, per tentare di sfondare nel mondo del cinema. Una parte dei soldi che ha guadagnato al telefono li porta personalmente ad Angela King, che è uscita dall'ospedale e si ritrova su una sedia a rotelle.

Con un lungo bacio, sotto una pioggia di telefoni, Judy dice addio all'ex marito. Recatasi a Los Angeles, fa un provino per un regista che le chiede di mostrargli il seno. Judy recita il suo monologo, quindi rifiuta di spogliarsi. Si allontana orgogliosa e attraversa la strada, quindi entra in un cinema dove si proietta un film: Girl 6.

La genesi di Girl 6 risale alla fine delle riprese di Clockers, girato da Spike Lee nel 1995. L'idea era di fare un film sull'industria del sesso telefonico. Lisa Jones, figlia del poeta Amiri Baraka, presentò al regista la giovane sceneggiatrice afroamericana Suzan-Lori Parks. Lee la incontrò e dopo aver letto un suo testo teatrale la incaricò di scrivere la sceneggiatura del suo film.

Inizialmente Spike Lee si rivolse al produttore Harvey Weinstein, che si disse d'accordo a collaborare con il regista afroamericano e quindi a co-produrre il film con la sua Miramax. Ma in seguito Weinstein disse a Lee che se Halle Berry non avrebbe avuto un ruolo maggiore la Miramax si sarebbe ritirata. Quello fu il primo di una serie di disaccordi che portarono all'annullamento della collaborazione tra i due.

Per il ruolo della protagonista, in un primo momento Spike Lee aveva pensato a Jada Pinkett Smith, ma alla fine scelse Theresa Randle che aveva interpretato dei ruoli minori in Jungle Fever e in Malcolm X.

Per il ruolo dell'insegnante di recitazione di Judy, Lee volle una vera insegnante, Susan Batson. Sul set la Batson ebbe anche il ruolo di consulente tecnico, dando consigli agli altri attori.

Girl 6 fu l'ultimo film in cui Spike Lee interpretò un ruolo importante, interpretando Jimmy, il miglior amico di Judy. Inoltre appare nella sequenza in cui Judy immagina di essere la figlia dei Jefferson, nei panni del signor Jefferson. Dopo questo film, Lee apparve sempre meno nei suoi film, decidendo di dedicarsi solamente alla regia.

Per il ruolo di "regista più promettente di Hollywood", Spike Lee chiamò Quentin Tarantino, allora sulla cresta dell'onda grazie al successo del suo Pulp Fiction. «Gli telefonai per chiedergli se la parte lo interessava e lui accettò. Per il ruolo non gli offrivo uno stipendio, in sostanza mi stava facendo un favore», asserì il regista. Prima dell'inizio delle riprese i due registi avevano avuto un diverbio. Lee aveva pubblicamente criticato Tarantino per l'uso ritenuto eccessivo della parola "negro" nei suoi film. Scrivendo la parte offerta a Tarantino, Lee scrisse dei dialoghi che ironizzavano sulla "pretesa" di Tarantino di essere il regista più in sintonia con gli afroamericani. In una battuta, ad esempio, dice: «Questo sarà il più importante film romantico afroamericano della storia del cinema. Diretto da me, ovviamente».

Il film fu girato nell'aprile del 1995, con un budget di 12 milioni di dollari. Le locations furono New York e Los Angeles.

Spike Lee decise di visualizzare la progressiva perdita della realtà di Judy inserendo delle sequenze in cui la ragazza immagina di rivivere alcune situazioni di film e serie televisive entrate nell'immaginario afroamericano. L'idea venne a Suzan-Lori Parks.

Le scene riguardanti i clienti telefonici di Judy furono girate su un video ad alta definizione, mentre quelle di Judy in 35 mm. Ciò per creare una disparità che favorisse il personaggio di Judy.

Spike Lee inserì nel film molti riferimenti a Jackie Robinson, il primo afroamericano a diventare giocatore professionista di baseball. Il regista aveva cercato molte volte di fare un film su Robinson, ma non ci riuscì mai.

Il film uscì nelle sale cinematografiche statunitensi il 22 marzo 1996 e incassò solamente 4.939.939 $, rivelandosi l'ennesimo flop commerciale di Spike Lee, dopo quelli di Crooklyn e Clockers.

Il film non fu gradito per niente dalla critica cinematografica statunitense. Alcuni critici rimproverarono al regista una scarsa identificazione tra lo spettatore e la protagonista e il segmento centrale del film, imperniato sui clienti, ritenendolo strascicato. Jak Kroll, su Newsweek, fu uno dei pochi che apprezzò il film: «Girl 6 è uno dei film più impudentemente coinvolgenti di Spike Lee», scrisse.

In Italia, Giulia D'Agnolo Vallan scrisse su il manifesto: «Laddove Lola Darling era una specie di blocco di granito con pelle di velluto e curve, la girl 6 è fatta di plastilina. Infatti, e questo sorprende da parte di un regista spesso manicheo, questa è una vignetta sulla crisi d'identità», mentre per Fernanda Moneta «è evidente che attraverso il percorso di Judy, Lee ha modo di parlare di se stesso, del proprio rapporto con il mercato cinematografico, volgare e antiartistico».

Spike Lee reagì alle critiche così: «Girl 6 è un film molto sperimentale, e il meno apprezzato, ingiustamente, di tutti i miei film». Il co-produttore Jon Kilik attribuì il flop ad un problema di marketing: «È un film molto complesso. In senso stretto non è né un film comico né un film drammatico. Noi l'abbiamo pubblicizzato come commedia, il che è fuorviante. Gli spettatori hanno visto un film che non rispondeva alle loro aspettative».

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Hancock (film)

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Hancock è un film del 2008, diretto da Peter Berg ed interpretato da Will Smith.

Il film ha debuttato nella sale cinematografiche statunitensi il 2 luglio 2008, mentre in Italia è uscito nelle sale il 12 settembre 2008.

John Hancock (Will Smith) è un supereroe alcolizzato affetto da amnesia. Nonostante sia perennemente sotto l'effetto dell'alcol salva vite e arresta criminali, tuttavia i suoi interventi costano alla città di Los Angeles milioni di dollari in quanto durante i suoi interventi provoca generalmente enormi danni. Gli abitanti della città alla fine si dichiarano stanchi della presenza di Hancock e lo esortano a lasciare la città. Hancock però non dimostra nessun interesse per l'opinione altrui, anzi manifesta uno sprezzante disinteresse anche per le numerose convocazioni in tribunale, a cui non si presenta mai. Un giorno Hancock salva Ray Embrey (Jason Bateman) che era rimasto bloccato con la sua auto sulle rotaie di un treno; Hancock per salvarlo ferma il treno che stava sopraggiungendo provocando il deragliamento disastroso dei vagoni che si accavallavano l'uno sull'altro.

Ray Embrey è un PR che sentendosi in debito verso Hancock decide di aiutarlo a rilanciarne l'immagine. Intanto un procuratore distrettuale vuole mandare Hancock in prigione e Ray gli consiglia come prima cosa di costituirsi. Con riluttanza Hancock decide di andare in galera e intanto promette alla città di essere migliore. Il piano di Ray è di fare in modo che la cittadinanza si renda conto che senza gli interventi di Hancock la situazione peggiorerà, e intanto cerca di convincere Hancock a non bere più e a comportarsi in modo gentile con gli altri.

Come previsto da Ray dopo un po' di tempo il capo della polizia è costretto a convocarlo per risolvere una situazione molto difficile: dei rapinatori, armati fino ai denti, si sono asserragliati in una banca prendendo degli ostaggi e una donna poliziotto ferita è rimasta bloccata sotto il fuoco dei rapinatori. Hancock si fa convincere ad intervenire adottando il nuovo modo di fare suggeritogli da Ray e indossando un costume da supereroe.

Salva la donna, tutti gli ostaggi e neutralizza la banda. Come conseguenza della sua eroica impresa, questa volta portata a termine senza procurare inutili danni e senza indispettire le forze dell'ordine, Hancock, come aveva previsto Ray, diventa improvvisamente molto popolare. Per festeggiare il suo ritorno, Ray e sua moglie Mary (Charlize Theron) decidono di portarlo a cena, durante la quale Hancock racconta di essersi risvegliato 80 anni fa in un ospedale e di non sapere niente della sua vita precedente.

Più tardi quella notte dopo aver riportato a casa Ray, che ubriaco si addormenta subito, Hancock si sente irresistibilmente attratto da Mary e cerca di baciarla, ma Mary nel sottrarsi a lui rivela sorprendentemente di avere i suoi stessi poteri, infatti lo scaraventa violentemente fuori di casa attraverso la parete della cucina e gli intima di non rivelare niente a Ray, temendo altrimenti di rovinare il suo matrimonio.

La mattina dopo Hancock le chiede delle spiegazioni e Mary si dichiara disponibile a parlare con lui nel pomeriggio presso la roulotte dove vive Hancock. I due hanno un duro confronto e dopo che Mary gli rivela che loro due sono gli ultimi sopravvissuti della loro specie, lo minaccia intimandogli di non rivelare niente a Ray. Hancock però ne vuole sapere di più, e vuole innanzi tutto capire che genere di rapporti c'erano tra loro due prima che fosse colpito dall'amnesia, Mary gli risponde che sono fratello e sorella, ma Hancock non le crede (data la tensione passionale tra loro) e iniziano a litigare e durante lo scontro producono vari danni città, scatenando anche diversi potenti fenomeni meteorologici. Alla fine Mary gli rivela che loro due erano una coppia.

Durante il loro scontro sfortunatamente Ray li vede e successivamente Mary è costretta a confessare alla presenza di Hancock che erano marito e moglie e che sono gli ultimi perche gli altri hanno formato coppie e sono morti. Hancock, amareggiato per aver scoperto di essere stato abbandonato e lasciato credere di essere da solo al mondo se ne va confuso. Successivamente mentre si trova suo malgrado coinvolto in una rapina in un negozio, Hancock viene ferito da colpi d'arma da fuoco e finisce in ospedale. I media diffondono la notizia, rivelando dove si trova. Mary lo va a trovare in ospedale e gli dice che li hanno creati a coppie e quando sono vicini per abbastanza tempo perdono i poteri. È infatti per effetto della frequentazione di Mary che è diventato vulnerabile alle pallottole.

Dei criminali evasi che ce l'hanno a morte con Hancock, tra cui l'ideatore della spettacolare rapina sventata da Hancock in occasione del suo ritorno in azione e a cui a staccato la mano per toglierli il detonatore, cercano di ucciderlo in ospedale approfittando della nuova e inattesa condizione di vulnerabilità. Mary viene gravemente ferita nel tentativo di proteggerlo. Hancock, solo e completamente vulnerabile, viene ferito ripetutamente dai criminali. Anche se riesce ad eliminarne due scaraventandoli fuori dall'edificio, il capo della banda sembra ad un certo punto in grado di sopraffarlo, ma prima che il criminale gli spari il colpo di grazia Ray arriva e lo uccide con un'ascia antincendio, dopo averli staccato anche l'altra mano.

Hancock con un ultimo sforzo si allontana, così Mary riesce a salvarsi ed egli riprende i superpoteri. Hancock accetta finalmente la sua vita da supereroe e si trasferisce a New York per allontanarsi da Mary e permettere a lei e a Ray di vivere una tranquilla esistenza. Una sera, mentre Ray e Mary passeggiano sulla banchina di Santa Monica, Hancock gli telefona e gli dice di guardare in alto nel cielo: ha dipinto sulla luna il marchio di Ray per ringraziarlo ed aiutarlo nel tuo tentativo di cambiare il mondo.

Il film, che inizialmente doveva intitolarsi Tonight He Comes, fu scritto da Vincent Ngo nel lontano 1996; in seguito fu proposto a vari registi tra cui Tony Scott, Michael Mann e Gabriele Muccino (quest'ultimo fu preso in considerazione dopo che Will Smith fu diretto da lui ne La ricerca della felicità).

La pellicola fu infine affidata a Peter Berg, che iniziò a girare il film nel luglio del 2007 con il titolo John Hancock, poi abbreviato in Hancock.

Il film ha avuto un ottimo incasso mondiale ed italiano. In Italia, nelle quattro settimane in cui il film è stato presente ai cinema, ha avuto un incasso pari a quasi 12 milioni di euro. Mondialmente ha totalizzato un incasso che ragginge quasi i 625 milioni di dollari.

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Bioregionalismo

Il bioregionalismo è una teoria ecologista, basata sull'individuazione e lo studio di aree naturalmente definite chiamate bioregioni o ecoregioni, formulata per la prima volta da Peter Berg e Raymond Dasmann all'inizio degli anni '70. E' un fenomeno culturale con risvolti politici, economici ed ambientali.

Il bioregionalismo è un approccio etico, politico, ideologico, legato al territorio in cui si vive, considerato come un insieme omogeneo dal punto di vista morfologico e da quello degli esseri viventi. Rappresenta in un certo senso "l'intersezione" tra diverse anime culturali del movimento ambientalista: quelle tradizionaliste, (in senso eminentemente folclorico-ambientalista) e quelle localiste. Lo studio delle bioregioni utilizza largamente la Teoria degli insiemi elaborata Cantor. Si tratta di una Weltanschauung (trad: visione del mondo) elaborata sul finire degli anni '60 del Secolo XX. Il termine bioregione viene dalla parola greca bios(trad: vita) e da quella latina regere (trad: reggere o governare). Si tratta quindi di considerare un territorio geografico omogeneo in cui dovrebbero essere predominanti le regole dettate dalla natura e non le leggi che l'uomo avrebbe definito artificialmente. "Il governo della natura", così Kirckpatrick Sale ha definito il più profondo significato di bioregionalismo.

La bioregione è un'unità territoriale, dalle caratteristiche fisiche ed ecologiche, omogenee. Può essere una grande vallata fluviale o una catena montuosa, può abbracciare diversi ecosistemi e contenere al suo interno più province biogeografiche ma anche paesi e città. Ognuno di noi vive all'interno di una bioregione e lo sforzo da fare è quello di riconoscerla, ritrovarsi in essa come nella propria casa, e di questa conoscere tutte le potenzialità e le risorse naturali, sociali e culturali, alla ricerca di un modo di vivere sostenibile e locale in armonia con le leggi della natura e con tutti gli esseri viventi. Peter Berg, uno dei padri fondatori del bioregionalismo, ha definito la bioregione come "tanto il terreno geografico quanto il terreno della coscienza".

Il bioregionalismo è quindi quella "forma di organizzazione umana decentrata che, proponendosi di mantenere l'integrità dei processi biologici, delle formazioni di vita e delle formazioni geografiche specifiche della bioregione, aiuta lo sviluppo materiale e spirituale delle comunità umane che la abitano" (Thomas Rebb). Infatti una volta che si è riconosciuta la propria bioregione, il proprio "luogo" che sia urbano, rurale o selvaggio, bisogna viverci interamente, pensare in modo bioregionale, che non è l'adesione ad una nuova statica ideologia ma la scoperta, e la pratica quotidiana, di un nuovo vivere personale ed ecologista in armonia con la natura (il "real work" di Gary Snyder). La paternità di tale concetto spetta all'intelletuale canadese Alan Van Newkirk. Quest'ultimo, studiando geografia umana, giunse alla conclusione che le comunità degli esseri viventi, interagiscono tra loro e con il loro ambiente fisico, secondo l'organizzarsi in insiemi che mostrano continuità tra le caratteristeche fisiche ed ecologiche.

L'anno di nascita del Bioregionalismo, prima come elaborazione culturale precisa (e poi anche come movimento socio-politico organizzato) è il 1971. In quell'anno dalla collaborazione fra Van Newkirk ed il militante ambientalista Peter Berg sorge la definizione precisa di "BIOREGIONE", come territorio che possiede caratteristiche di omogeneità culturale e biofisica.

Battersi affinché le bioregioni così definite acquisiscano sempre maggiori autonomie, fino alla sovranità vera e propria, poteva far si che sarebbero divenute i punti focali del ripristino ecologico ed il territorio il contenitore ideale in cui la società umana avrebbe potuto vivere in equilibrio sostenibile con i sistemi naturali circostanti. Tali concetti avevano, nella cultura americana, dei precisi precedenti. In primo luogo la spontanea tendenza - peraltro oggi non più dominante - al decentramento ed alle autonomie locali (aspetto che colpì Alexis de Tocqueville nel suo "La democrazia in America") e il riferimento alle culture indigene dei Nativi americani, degli Amish, dei franco-spagnoli Cajun di Florida e Louisiana nonché l'epopea confederata. Nella formulazione americana originaria, l'uomo è visto solamente una parte della complessa rete di ecosistemi, in una prospettiva non più antropocentrica bensì biocentrica come insegnano anche i principi dell'ecologia profonda.

In Europa, la presa d'atto che la società cristiana che si è avuto nel periodo della cosiddetta anarchia feudale del Medio evo era istituzionalmente simile, tanto più che, comunque, le bioregioni qui identificate coincidono più o meno con gli antichi feudi, è all'origine di un tentativo di lettura cattolica (quindi antropocentrica, o, teocentrica) del bioregionalismo. Il massimo rappresentate di tale tentativo è il fiorentino Giannozzo Pucci. Mentre, in una versione più legata allo schema originario americano, è rappresentata dalla Newsletter "Il Lato selvatico" pubblicata della Rete Bioregionale Italiana .

In concreto, la prospettiva bioregionalista, in tutte le sue accezioni, vede nello Stato-nazione un'istituzione storicamente recente e, contemporaneamente, già obsoleta, che si è imposta dopo una lotta contro le autonomie locali, trasformando l'abitante da agente attivo e partecipante alle decisioni - qual era nel contesto comunitario, come si vede dalle vestigia rimaste, per esempio, in alcuni Cantoni svizzeri - a recettore passivo di beni e servizi in cambio della sua anonima "cittadinanza". In controtendenza, il bioregionalismo propone una ristrutturazione complessiva dell'organizzazione territoriale, per il bene non solo degli esseri umani (che, comunque, nelle letture europee restano centrali), ma di tutta la biosfera, ridiscutendo gli arbitrari confini statuali della tarda modernità, a partire dal principio d'autodeterminazione, esprimendo autonomie ed interconnessioni naturali sulla base delle identità culturali. Dalla più semplice - la comunità locale - alla più complessa - il pianeta terra: la mitica Gaia. Inoltre spinge a recuperare lo spirito che caratterizzò il "senso del limite" degli antichi, o anche di moderni, come Giovannino Guareschi e Aleksandr Isaevič Solženicyn. Il problema di fondo è di ripensare pluralisticamente il mondo fuori da come si è strutturato l'Occidente, post-rivoluzione francese, col suo pseudo-universalismo monistico e dalla sua visione etnocentrica rispetto alla quale tutto diventa periferia.

In Italia il bioregionalismo non ha ancora avuto grande diffusione, a partire dalle principali associazioni ambientaliste, i verdi e la sinistra politica in genere. Ha tuttavia suscitato un certo interesse in settori del movimento anarchico e pensatori anticonformisti, come Massimo Fini, Eduardo Zarelli, Alain de Benoist, Giacinto Auriti ed alcuni settori della Lega Nord e dei movimenti Neoborbonici. Da oltre 10 anni il riferimento italiano è la Rete Bioregionale Italiana.

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Friday Night Lights

Friday Night Lights è un film diretto dal regista Peter Berg.

Odessa, Texas, 1988. Il football è la ragione di vita della cittadina e tutti i residenti ripongono le loro speranze nel loro Team. Il film è il racconto delle vite di vari componenti della squadra e del loro allenatore. Colonna sonora degli Explosions in the Sky.

Sempre ispirata al libro e al film, successivamente è stata realizzata una serie tv intitolata High School Team, creata da Peter Berg e Brian Grazer.

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La grande promessa (film 1996)

La grande promessa è un film del 1996 diretto da Reginald Hudlin, commedia satirica sul mondo del pugilato.

Lo spietato organizzatore di eventi Fred Sultan (Samuel L. Jackson), più interessato all'aspetto economico che alla lealtà dello sport e stanco dei soliti incontri tra uomini di colore, decide di organizzare un evento, anche con mezzi poco leciti, per far sfidare il suo campione James 'The Grim Reaper' Roper (Damon Wayans) con il bianco e un po' stupido Terry Conklin (Peter Berg).

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Source : Wikipedia