Pesaro

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Tags : pesaro, marche, italia

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Pesaro

Panorama di Pesaro

Pesaro è una città di 93.918 abitanti , dell'Italia centrale, capoluogo insieme alla città di Urbino della Provincia di Pesaro e Urbino. La città ha un comprensorio urbano che si estende al di la dei confini comunali e ingloba diversi altri comuni quali Sant'Angelo in Lizzola, Montelabbate e Colbordolo. L'area industriale della città è caratterizzata da un forte sviluppo, e attualmente occupa quasi tutta la valle del fiume Foglia. In tutto con il comprensorio urbano la popolazione ammonta a circa 150.000 abitanti, con previsioni di forte crescita urbanistica. Pesaro è la seconda città per popolazione della regione Marche, dopo il capoluogo Ancona.

Pesaro è affacciata sul Mare Adriatico e possiede una spiaggia sabbiosa. Prossime all'abitato vi sono alcune colline, fra cui il colle Ardizio, che separa il comune di Pesaro dal comune di Fano, e il San Bartolo, a settentrione, che da il proprio nome al Parco naturale regionale del Monte San Bartolo. Le ultime propaggini dei vicini Appennini la proteggono, in parte, dai venti provenienti da ovest e nord-ovest. A partire dal 2005 la città è stata premiata con la Bandiera Blu. Nell' entroterra, sulla valle del fiume Foglia, è presente una distesa pianeggiante ridotta, che a sua volta si restringe in prossimità dell'appennino, formando la Valle del Foglia.

Pesaro è compresa nella zona climatica D. Le stazioni meteorologiche principali sono due: quella della Marina militare situata sul porto e l'antica stazione meteorologica degli Orti Giuli, ancora oggi in attività e il cui osservatorio è fra i più importanti delle Marche. Il clima è di tipo subcontinentale. La presenza di alcuni rilievi collinari in zona, la riparano tuttavia, in parte, dalle correnti di aria fredda provenienti da occidente. D'inverno il clima è freddo ed umido (la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è generalmente compresa fra i 3 e i 4 °C) d'estate è caldo e molto afoso, con temperature che sfiorano i 35 gradi centigradi; memorabile l'estate del 2003, quando si registrò la massima storica di 43,8 gradi centigradi. I temporali sono molto rari, concentrati principalmente nel periodo autunnale e frequente è la comparsa di temporali violenti che creano trombe d'aria. Le nevicate sono rare e non creano problemi alla circolazione.

Pesaro (o meglio Pisaurum dal nome latino del fiume Foglia Pisaurus), fu fondata dai Romani nel 184 a.C. come colonia sulla terra dei Piceni, il popolo che viveva sul territorio marchigiano durante l'età del ferro.

Il più antico insediamento dell'area di Pesaro è infatti il villaggio piceno di Novilara, posto sul Colle Ardizio. Questo abitato piceno è interessante perché è uno dei più antichi e perché insieme a Numana ed Ancona era tra i pochi posti nei pressi del mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce di un torrente.

Nel IV secolo a.C. i Galli Senoni invasero i territori settentrionali dei Piceni, e dunque anche la zona di Pesaro. Quando i Romani fondarono la colonia di Pisaurum, la parte settentrionale delle Marche, denominata dai romani ager Gallicus, era infatti abitata da una popolazione frammista di Piceni e Galli. Fu successivamente colonizzata nuovamente durante il secondo triumvirato da Ottaviano e Marco Antonio, diventando durante l'Impero città-fortezza e centro economico posto sulla via Flaminia.

Distrutta da Vitige nel 539 d.C., venne ricostruita da Belisario e occupata dal 545 al 553 dai Goti. Dopo la caduta di Roma, Pesaro, con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle città della Pentapoli, sotto le strette dipendenze dell'Esarcato bizantino di Ravenna.

Ma poco dopo nel 752 fu presa dai Longobardi che la tennero finché Pipino il Breve, re dei Franchi, non la donò nel 774 allo Stato della Chiesa dando inizio al plurisecolare dominio papale sulla città. Tal dominio però fu solamente nominale, poiché la città era governata sin dall'età carolingia dal rappresentante dell'Impero.

Nella prima metà del XII secolo, il fiorente Comune seguì le sorti delle parti imperiali durante le imprese italiane di Federico I del Sacro Romano Impero. Venne poi introdotto il governo podestarile nel 1182, ma già alla fine del secolo era soggetta come tutta la Marca anconitana al potere feudale di Marquardo, vicario imperiale che venne però sconfitto dall'esercito papale. Nel XIII secolo, ristabilito il Comune, passò per volere del papa Innocenzo III sotto il dominio degli Estensi, dal 1210 al 1216.

Per lungo tempo ghibellina, durante il regno di Federico II del Sacro Romano Impero, si ribellò all'Impero e aderì alla lega delle città guelfe della Marca che si trovavano in guerra nel 1259 con re Enzo. Nello stesso anno, Pesaro fu costretta all'obbedienza da Manfredi di Sicilia, ma alla sua morte nel 1266, tornò alla Chiesa.

Nel Rinascimento la città adriatica, vide una successione di signorie: i Malatesta (1285-1445), gli Sforza (1445-1512) il cui dominio fu interrotto da Cesare Borgia dal 1500 al 1503 ed in seguito consegnata da papa Giulio II ai Della Rovere (1513-1631) con i quali era imparentato. Il periodo di maggior fervore culturale fu durante il dominio dei Della Rovere, che avevano scelto Pesaro come sede centrale del loro Ducato. Nei primi anni del loro governo in città sorgevano ovunque cantieri di nuovi palazzi pubblici e privati, e venne iniziata la costruzione di una nuova e più sicura cinta muraria, utile a difendersi anche da repentini attacchi provenienti dal mare. Alla morte di Francesco Maria II Della Rovere nel 1631, il Ducato tornò sotto dominio papale che fece Pesaro sede cardinalizia. A quei tempi, la città era molto piu piccola, la costa arrivava all'attuale "piazzale Primo Maggio".

Nel 1799, durante l'occupazione napoleonica, contadini e sanfedisti presero d'assalto la città e la rocca strappandola per qualche mese alla guarnigione.

L'11 settembre 1860, fu occupata dal generale Enrico Cialdini e annessa allo Stato italiano.

Guido Ubaldo II Della Rovere, Signore del Ducato di Urbino, alcuni giorni prima della sua morte, avvenuta a Pesaro il 28 settembre 1574, comunicava al Gonfaloniere della città:“Vi dono la mia rovere e voglio che sia posta nello stemma della Comunità sopra il quartiere bianco e rosso con quattro mani che si stringono tra esse e sorreggono la rovere, e sotto il motto Perpetua et firma fidelitas e voglio essere nominato Signore e Padre vostro”. Il Municipio di Pesaro esaudì la volontà del Duca e così si determinò lo stemma della città con l'aggiunta della scritta Munus Guidi Ub. de Ruvere Pisauren Dni et Patris.

La crescita della popolazione stimata rispetto al 1° gennaio 2007 è stata di circa l'1,39%; le proiezioni dicono che entro la fine del 2008 la città avra raggiunto la soglia di 94.000 abitanti. I maschi sono 44.833, le femmine sono 48.655. Nel 2007 si sono registrati 328 matrimoni e 108 divorzi.

La provincia collinare e il mare che mitiga la temperatura fanno di Pesaro un luogo ideale per la coltivazione e la crescita di prodotti di grande qualità.

L'olio di oliva di Cartoceto, il formaggio di fossa, il tartufo di Acqualagna e il Sangiovese dei colli pesaresi sono alcune delle bontà che questa terra offre.

Palla di Arnaldo Pomodoro al Piazzale della Libertà.

Pesaro è la città natale del compositore Gioachino Rossini, di cui è visitabile la casa-museo ed al quale sono intitolati un frequentatissimo conservatorio e l'omonimo teatro; inoltre, dal 1980, vi si svolge tutte le estati il Rossini Opera Festival che richiama appassionati della lirica da tutto il mondo.

Dal 1965 si svolge annualmente a Pesaro la Mostra del Nuovo Cinema, uno dei più importanti festival cinematografici italiani e tra le principali manifestazioni internazionali dedicate al cinema sperimentale e di ricerca. Nel 2008 una comunità Rom proveniente dalla Romania si è rifugiata nella città di Pesaro. La comunità, seguita da organizzazioni per i diritti umani, ha testimoniato davanti alla Commissione europea la condizione di segregazione e persecuzione in cui vivono i Rom in Italia. La TV di stato ungherese e alcuni noti autori di documentari etnici hanno filmato in alcune occasioni i Rom di Pesaro, quali rappresentanti di un'etnia perseguitata a causa delle sue antiche tradizioni anche in Romania e in altri Stati membri dell'Ue. Portavoce della comunità era Nico Grancea, incaricato dalle Istituzioni europee di monitorare la condizione del popolo Rom in Italia. Nico Grancea è tuttora membro del Gruppo EveryOne. In alcune famiglie Rom rifugiatesi a Pesaro vivono i figli e i nipoti dei pochi 'zingari' sopravvissuti allo Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau. Fra di esse, la famiglia mista ebrea-'zingara' Ciuraru, alcuni dei cui martiri sono ricordati dal Museo Yad Vashem di Gerusalemme. Il Comune di Pesaro si impegnò, nell'estate 2008, ad attuare un piano di inclusione sociale, con concessione di alloggi da riattare (dietro regolare pagamento di canone di affitto) e inserimento al lavoro. Purtroppo tale piano è stato disatteso e, nonostante la comunità rappresenti davanti all'Unione europea, la testimonianza dell'emarginazione e della persecuzione del popolo Rom in Italia, il 25 febbraio 2009 polizia locale e polizia di Stato, dietro denuncia di occupazione abusiva di stabile, hanno allontanato i suoi membri, effettuando un tentativo di togliere ai genitori la potestà dei loro bambini. Le madri Rom, con un'azione di grande coraggio, sono fuggite verso la Romania, da dove hanno presentato denuncia alla Corte Internazionale dell'Aja, alla Commissione europea e al Comitato anti-discriminazione delle Nazioni Unite per l'incredibile sequenza di abusi subiti. Un film dedicato alla drammatica vicenda della comunità Rom di Pesaro è in lavorazione per una produzione ungherese-italiana.

Pesaro è un importante centro turistico grazie alle spiagge ed ai monumenti. Possiede inoltre il più grande polo industriale di mobili in Italia. Nell'ultimo decennio l'economia ha avuto un grande boom, portandola nel 2007 ad essere la 21a citta per sviluppo economico d'Italia. È la sede di aziende di importanza nazionale ed internazionale come Scavolini, Berloni, Biesse, Benelli, Renco, Rivacold.

Pesaro vanta inoltre un'antica tradizione della maiolica, testimoniata anche dalla ricca collezione dei musei civici pesaresi.

Al termine di questi inteventi Pesaro sarà la città delle Marche con più edifici superiori ai 10 piani. Inoltre nel 2008 dovrebbero partire i lavori per l'ampliamento del porto commerciale e in un futuro anche la realizzazione del nuovo porto turistico.

Lo sport predominante a Pesaro è sicuramente la pallacanestro. La città vanta infatti la presenza della Victoria Libertas Pesaro, rinomata e vincente società cestistica.

Accanto al basket, l'altro sport principale di Pesaro è la pallavolo femminile con la Robursport Volley Pesaro, squadra campione d'Italia e di coppa CEV nella stagione 2007/08.

La prima squadra cittadina di calcio è la Vis Pesaro.

Pesaro è anche la città natale di Filippo Magnini, campione mondiale di nuoto, e di Massimo Ambrosini, giocatore consolidato ed esperto dell'AC Milan, nonché grande appassionato di pallacanestro.

Va via via sviluppandosi a Pesaro anche il rugby, disciplina nella quale la squadra locale raccoglie notevoli risultati sia a livello giovanile (vantando uno dei movimenti più solidi di tutte le Marche) che a livello seniores.

Oltre al rugby, predominante è la figura del football americano, con gli "Angel's", che partecipano attualmente al massimo campionato "senza americani". La squadra pesarese ha inoltre vinto tutte le partite del campionato 2007.

Pesaro si onora anche di ospitare Hip Hop Connection la più importante manifestazione di breakdance in Italia ed una delle più rinomate in Europa.

Pesaro è attraversata dalla ferrovia Bologna-Ancona ed è dotata di una stazione ferroviaria, situata nelle vicinanze del centro storico. Dal punto di vista del trasporto di passeggeri la stazione di Pesaro è servita da sessanta a centoventi treni al giorno.

Essa fa parte del progetto Centostazioni che prevede l'ingrandimento e il potenziamento della struttura entro il 2015.

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Provincia di Pesaro e Urbino

Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png

La Provincia di Pesaro e Urbino è una provincia delle Marche di circa 380 mila abitanti.

Affacciata ad est sul Mar Adriatico, confina a nord con l'Emilia-Romagna (Province di Rimini e Forlì-Cesena) e con la Repubblica di San Marino, a sud-est con la Provincia di Ancona, a sud-ovest con l'Umbria (Provincia di Perugia), e a ovest con la Toscana (Provincia di Arezzo).

È una delle province storiche italiane. Prima della nascita dello Stato Italiano, ha avuto diverse denominazioni, partendo dal Ducato dei Montefeltro, passando per il Dipartimento del Metauro ad opera di Napoleone e la Legazione Apostolica di Urbino e Pesaro dello Stato Pontificio. Si estende per 2.892 km quadrati e rappresenta un crocevia tra le Marche, l'Umbria, la Toscana e la vicina Emilia.

In base all'art.1 dello Statuto Provinciale, la Provincia di Pesaro e Urbino - già istituita con decreto 22 dicembre 1860 n. 4495 - ha per sedi di capoluogo le Città di Pesaro e di Urbino con le funzioni loro assegnate dal Decreto medesimo. Ai sensi dell'art. 3 del Regolamento del Consiglio (Sede del Consiglio Provinciale), il Consiglio Provinciale ha sede sia a Pesaro che nella sede dell'Amministrazione Provinciale di Urbino. Anche lo stemma della provincia è costituito da uno scudo diviso in due, in ogni parte è ricopiato lo stemma dei due capoluoghi.

Il 17 e il 18 dicembre 2006 si è svolto nei 7 comuni dell'alta val Marecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello) il referendum previsto dalla Costituzione, col quale questi comuni chiedono di passare alla provincia di Rimini; la consultazione ha visto un successo schiacciante dei sì (l'83,91% dei votanti). Adesso l'iter prevede i pareri delle due regioni interessate, Marche ed Emilia-Romagna e un'eventuale votazione parlamentare.

La provincia confina ad est con il Mar Adriatico. I comuni che si affacciano su di esso sono cinque, da nord verso sud nell'ordine: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, San Costanzo e Mondolfo.

Andando dal mare verso l'entroterra si assiste ad un successivo innalzamento dei rilievi montuosi, fino ad arrivare all'appennino umbro-marchigiano.

La Stazione di Pesaro è di transito per la linea ferroviaria Adriatica Milano - Bologna - Ancona - Pescara - Bari - Lecce.

Un tempo era presente la ferrovia Fano-Urbino, che collegava la costa all'interno, chiusa nel 1987.

Parallela alla costa corre l'autostrada A14 Adriatica, che permette il collegamento diretto di Taranto con Bologna. Attualmente la sede stradale è a due corsie, ma sono già pronti i progetti per l'ampliamento a tre.

Parallela all'autostrada si trova la SS 16, mentre la SS 3 Flaminia va da Fano verso Roma attraversando l'entroterra. Altra statale importante è la SS 73 bis e parte di essa è superstrada.

In provincia è presente l'aeroporto di Fano.

Come si può vedere la maggior parte degli abitanti sono concentrati tra Pesaro e Fano che da sole fanno oltre i 41% della popolazione dell'intera provincia.

I comuni più piccoli e meno abitati sono rispettivamente Gabicce Mare e Frontino. Da citare anche il comune di Cagli per la sua notevole estensione, seconda solo a quella di Urbino.

In generale la provincia ha una media di 5 673 abitanti e 43,17 km² per comune.

Pesaro è famosa per le industrie; mentre Urbino per il suo palazzo ducale.

Dialetto del gruppo gallo-italico che comprende tutto il nord Italia padano esclusa l'area veneta. Tale area, che corrisponde a quella d'influenza celtica, arriva fino all'odierna Senigallia, entroterra compreso. Nel pesarese, le valli del Marecchia e del Conca, e del Foglia in minor misura, parlano un dialetto che ha notevole assonanza col romagnolo meridionale. Questa caratteristica diminuisce a Fano e nella Valle del Metauro e ancor di più nella Valle del Cesano dove affiorano suoni anconetani. Le aree pesaresi al confine con l'Umbria e la Toscana virano verso quei gruppi dialettali.

Io vado = me a'vagh (pesarese), i vagh (fanese). Te lo dico = a te'l degh (pesarese), te'l digh (fanese). Con = sa (pesarese, fanese). Andiamo = gem (pesarese), gin (fanese). Così = d'acsé (pesarese), d'acsì (fanese). Cosa vuoi? = co' t'vò? (pesarese), cu voi? co' vu? (fanese). Dove vai? = do' t'và? (pesarese), du vai? (fanese).

Il centro storico di Urbino è considerato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

La chiesa di San Gervasio a Mondolfo, la casa natale di Gioachino Rossini a Pesaro ed il palazzo Ducale di Urbino sono considerati monumento nazionale italiano.

Numerosi sono gli appuntamenti che ogni anno riuniscono le comunità locali e molti turisti.

L'antica e famosa università di Urbino richiama nella città molti studenti che popolano la vita notturna nel rigido inverno urbinate. Inoltre vi è sempre in Urbino la rinomata "Scuola del Libro",fin dal 1861, da cui sono usciti diversi artisti di grande fama.

La costa è meta di molti turisti, considerato soprattutto che la spiaggia di Gabicce Mare e Pesaro è contigua a quella riminese, offre gli stessi servizi e le stesse bellezze naturalistiche, spesso ad un prezzo minore.

Per chi non cerca il mare, le rocche di Gradara e San Leo sopra uno strapiombo offrono uno stupendo paesaggio.

Anche la città di Urbino considerata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e monumento nazionale italiano è una meta privilegiata.

I due parchi naturali presenti in provincia attirano chi vuol passare il tempo immerso nella natura.

I comuni della provincia si possono facilmente dividere in varie zone, in base all'appartenenza, o meno, alle numerose comunità montane presenti.

Sant'Agata Feltria è un comune onorario della provincia di Genova.

Il territorio provinciale contiene anche due enclave di altre regioni italiane.

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Associazione Sportiva Dilettantistica Futbol Pesaro 1898

Venne fondata nel 1898. È stata rifondata nel 2006 in seguito ad una fusione con l'Usi Urbinelli.

Nel 2008 si unisce al Villa Pesaro dando vita all'ASD Futbol Pesaro 1898.

Colori Sociali: bianco e rosso.

Precedentemente denominata Vis Pesaro 1898, ha cambiato ragione sociale dopo il fallimento che ha catapultato la squadra nel campionato di Promozione.

La Vis Pesaro 1898 fu una delle società calcistiche più antiche d'Italia. Fu preceduta solo da altre nove società del panorama italiano (Genoa, Fanfulla, Pro Vercelli, Gallaratese, Atalanta, Vicenza, Udinese, Pro Patria e Juventus).

Il primo nome adottato fu Vis Sauro Pesaro ma in seguito cambiò denominazione in Vis Pesaro, grazie ai successi avuti con il calcio. Essa fu inizialmente una polisportiva che si occupava di sport più vari come il pallone al bracciale, il nuoto, l'atletica e in seguito il calcio.

Il primo campionato calcistico fu disputato nel 1912 a livello regionale. La prima partita fu disputata contro l'Alma Juventus Fano sul terreno del "Campo di Marte" di Soria, che delineò una rivalità mai sopita tra le due squadre e cittadine che sfocerà nei classici derby della marca pesarese.

Negli anni seguenti la Vis Pesaro approdò in serie D e C, giocando le partite casalinghe sul terreno di Baia Flaminia fino al 1927, anno della costruzione dello stadio comunale "Tonino Benelli", in onore al motociclista pesarese, morto durante una gara. Esso fu edificato dall'imprenditore edile e presidente vissino Romolo Rifelli. Da sottolineare che lo stadio fu inizialmente concepito anche come velodromo, grazie all'anello che circonda ancora il rettangolo di gioco.

La società partecipò a vari campionati interregionali e di serie C, alternando grandi gioie per le promozioni a grandi delusioni per le retrocessioni. Non ci furono grandi presidenti appassionati di calcio come nelle vicine città marchigiane, ma uno di essi fu senz'altro il bolognese Adelelmo Bolelli tra gli anni cinquanta e sessanta. La sua passione non fu assecondata da nessun imprenditore pesarese e finì per lasciare l'incarico a causa di problemi finanziari. Un altro vulcanico presidente fu il magistrato Maurizio Marini (del quale si ricorda la celeberrima ombrellata all'arbitro in un lontano incontro Vis Pesaro-Rimini del marzo 1947).

Nel 1958-59 la Vis di Bolelli allenata da Mario Mosconi e Adriano Zecca vinse il campionato di Interregionale girone D (con conseguente promozione in serie C). Nel 1960-61 (serie C, girone B) la squadra allenata successivamente da Umberto Zanella, Giuseppe Farina, Giulio Lelovich e Armando Gasperotto subì però l'onta della retrocessione in serie D.

Gli anni sessanta furono caratterizzati dalla solita alternaza di campionati in serie C e D.

Il campionato 1968/69 fu particolarmente felice per la Vis che sfiorò la promozione in serie B, quando, la squadra biancorossa allenata da Becchetti, fu sconfitta per 1-0 nel derby dalla capolista Sambenedettese, che la precedeva di un punto in classifica.

Di lì a poco arrivò un periodo di declino, la squadra fu affidata a Volturno Diotallevi e poi a Luigi Soffrido nei primi anni settanta con la retrocessione in serie D.

Il culmine dell'oblio si toccò nell'83-84 dove la Vis perse lo spareggio con la Monturanese valido per l'Interregionale: la partita si giocò al Dorico di Ancona e venne vinta dai biancoazzurri per 6-5 ai rigori.

Dopo anni bui il pubblico e l'interesse intorno alla Vis cominciò a crescere sfiorando picchi di 4000 presenze a domenica al "Benelli", soprattutto negli anni tra il 1986 ed il 1989, quando a Pesaro arrivò l'allenatore Walter Nicoletti che dalla serie D portò i biancorossi in C1, vincendo due campionati di fila (da ricordare la vittoria contro la Ternana al Benelli che valse la promozione in C1), e sfiorando nella terza stagione i playoff e la possibile promozione in B. Nelle file biancorosse giocavano giocatori del calibro di Nappi, Tentoni, Olive e Pazzaglia e Chiaiese che aveva fatto parte del Napoli di Maradona , che fecero sognare i tifosi pesaresi. Il presidente di quegli anni fu Ermanno Ferri, che lasciato però solo dalle forze imprenditoriali pesaresi non poté dare continuità ad un progetto vincente.

In seguito l'interesse scema, il gioco latita e la società si accontenta spesso di campionati anonimi oscillando tra C1 e C2.

Nuovo entusiasmo lo porta l'indimenticato allenatore Guido Attardi che nel '91-92 centra la promozione in C1 ma viene poi esonerato l'anno successivo a campionato in corso.

Nel 1993 arriva il primo fallimento: nonostante la salvezza raggiunta in C1, la dirigenza pesarese capeggiata da imprenditori di spessore come Berloni e Scavolini, decise di cedere la società a Fulvio Diamantini, imprenditore forestiero, e la società venne esclusa dal campionato per inadempienze economiche e dovette ripartire dalla serie D.

Da quelle macerie rinacque la Vis Pesaro 1898 S.r.l. che nella stagione '93-'94 tornò in C in maniera rocambolesca. Al Benelli di Pesaro arrivò la Fermana capolista per uno spareggio-promozione segnato da un giallo finale. Al 95' sullo 0-0 avvenne il fatto, quando Montingelli attaccante della Vis, con un colpo di mano alla Maradona non visto dall'arbitro Zaltron di Bassano del Grappa, consegnò il primato alla squadra pesarese.

Dopo alcune stagioni in C2 si presenta come presidente Rosettano Navarra, imprenditore ciociaro del settore ecologico, che non riuscì a conquistare la C1 nonostante un buon organico sotto la guida di Giovanni Pagliari. Nel 98-99 la Vis arrivò ai playoff ma venne eliminata dalla Triestina. Lo stesso Navarra, stanco del giocattolo, decise di vendere tutto.

Prese le redini della società Giuseppe Bruscoli, imprenditore locale del mobile. Si susseguirono anni che segnarono una rinascita: Bruscoli ingaggiò come allenatore Daniele Arrigoni che nel '99-2000 traghettò la Vis in C1 vincendo sul neutro di Arezzo la finale contro il Rimini dopo aver superato la Triestina in semifinale.

La Vis in C1 si salvò sempre per il rotto della cuffia, anche nella stagione '03-04 dove però dovette affrontare i playout contro il Paternò, vinti con non poca fatica per 2-1 al Benelli, dopo lo 0-0 in terra siciliana. La stagione seguente fu disastrosa, con scioperi per mancati pagamenti e scarsi risultati sportivi, portarono alla retrocessione diretta in C2 dei biancorossi. In questi anni in C1 si susseguirono diversi allenatori: Sala, Dal Fiume, Fabbri, la coppia Nemo-Mazzoli e per ultimi Lorenzini e Piccioni.

La Vis Pesaro 1898 passò dalla presidenza Bruscoli a quella del binomio Viviani-Piccioni (allenatore) ma nell'estate del 2005 venne esclusa dal campionato per non aver presentato nessuna documentazione relativa ai pagamenti, catapultando nuovamente la società nel dilettantismo. Nonostante ciò Viviani e Piccioni rimasero al loro posto continuando ad accumulare debiti. Nel 2005/06 i biancorossi debbono quindi disputare la stagione nel purgatorio della Promozione marchigiana (girone A), palcoscenico inusuale per una compagine che ha militato per decenni fra i professionisti. Nell'annata più buia che il calcio pesarese abbia mai conosciuto, dove l'amministrazione comunale negò persino il campo di gioco alla società per i mancati pagamenti, la Vis Pesaro 1898 andò ai play-out contro l'Ostra e retrocedette dopo aver perso per ben 4-1 in casa e poi vinto inutilmente 1-0 in terra anconetana. Il fallimento non arrivava ad il sindaco ventilava l'ipotesi di costruire una seconda squadra cittadina. A salvare i pesaresi dalla Prima Categoria è proprio il fallimento della Vis Pesaro 1898 decretato il 24 luglio 2006 dopo una serie di perquisizioni e di sequestri di documentazione che portarono alla bancarotta fraudolenta (1,5 milioni con l'Erario, 3,7 milioni il totale).

Ci furono estenuanti trattative per una fusione tra le macerie della Vis Pesaro (il sindaco riuscì a trattenere il settore giovanile vissino iscrivendolo ad un campionato juniores sotto il nome di F.C. Pesaro) e il Villa 95 oppure con il Real Montecchio, ma queste ipotesi non andarono a buon fine. e Venne fondata una nuova società, attraverso l'acquisizione dei diritti di partecipazione al Campionato di Promozione dalla società dell'Usi Urbinelli (Borgo Santa Maria), che si estingue per lasciare spazio alla nuova società, l' "Associazione Sportiva Dilettantistica Nuova Vis Pesaro 2006" che ha come presidente Lorenzo Rossi.

Nel campionato di Promozione 2006/07, la Nuova Vis Pesaro, dopo un avvio stentato, culminato con l'esonero dell'allenatore Fontana, viene affidata a Severini e si classifica terza alle spalle di Osimana ed Urbania Calcio. Dopo aver vinto anche la prima edizione della Coppa Marche di categoria contro la Cuprense (altra finalista del girone B), la squadra pesarese vinse i play-off nella finale sul neutro di Urbino contro l'Urbania Calcio (3-2), accedendo così al Campionato marchigiano di Eccellenza.

Nella stagione '07-'08 la squadra partiva per fare un campionato di vertice ed invece si è trovata clamorosamente invischiata nei bassi fondi fino a retrocedere in Promozione dopo la sconfitta nei play-out giocato contro la Monturanese. Durante gli 8 mesi della stagione 2007/2008 le acque in casa Vis non sono tranquille, tant'è che si susseguono 3 presidenti: Lorenzo Rossi, Marco Zanotti e Fulvio Urbinelli; sostituiti 4 allenatori: Fulgini, Gianluca De Angelis, Carlo Casadei e, nelle ultime partite, la squadra viene affidata a Maurizio Renzi in carica come allenatore della Juniores vissina; tesserati 49 giocatori; oltre ad alternare cariche e incarichi di passaggio con figure come direttore generale, team manager, amministratore delegato, psicologo...

Nell'estate del 2008, la Vis Pesaro si unisce al Villa Pesaro, squadra del quartiere di Villa Ceccolini che milita in Promozione, dando vita ad una nuova società: l'Asd Futbol Pesaro 1898. Essa ha come obiettivo il rilancio del calcio pesarese, unendo le forze imprenditoriali in un consorzio. Ma la scomparsa del marchio storico, sebbene temporaneo, ha creato molti malumori nei tifosi pesaresi.

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Source : Wikipedia