Paul McCartney

3.4124748491443 (1491)
Inviato da murphy 11/03/2009 @ 20:16

Tags : paul mccartney, pop rock, musica, cultura

ultime notizie
MO, Paul McCartney chiede a Obama di sostenere progetto di pace - APCom
(Apcom) - Paul McCartney ha scritto al Presidente Usa Barack Obama per chiedergli di sostenere l'organizzazione OneVoice nel suo impegno a favore della pace in Medio Oriente. L'organizzazione conta oltre 650.000 sostenitori. L'ex Beatle ha aderito al...
Da Paul McCartney ad Abramovich, - Corriere della Sera
Salasso in banca anche per artisti come Elton John e Paul McCartney che valgono 60 milioni in meno a testa: i musicisti oltre che per il crollo degli investimenti soffrono per la svalutazione dei loro cataloghi di canzoni, colpiti dal fenomeno della...
Bob Dylan chiama, Paul McCartney risponde? - Excite Italia
Bob Dylan chiama, Paul McCartney risponderà? Nel corso di una delle tante interviste concesse in questo periodo per la promozione del suo nuovo disco (numero 1 in Usa e Uk), Together through life, il menestrello del rock ha sostanzialmente invitato...
Paul McCartney sfora con i tempi e il Coachella Festival rischia ... - Extra Music Magazine
L'esibizione di Paul McCartney al Coachella Festival potrebbe avere ripercussioni sugli organizzatori per il mancato rispetto dei limiti d'orario imposti alla sua esibizione. Macca era uno degli headliner e ha sforato di ben 54 minuti....
Matteo Becucci, vincitore di X-factor: 'sogno un duetto con Paul ... - C6.tv
Milano.Matteo Becucci ha 38 anni ed è il vincitore di X-factor. Lo scorso 24 aprile è uscito il suo album 'Impossibile' che sta andando molto bene ma davanti a sé ha ancora parecchio lavoro da fare. Noi gli abbiamo chiesto se la sua vita d'ora in poi...
Elton John e Paul McCartney perdono 60 milioni di sterline - Panorama
Sir Paul McCartney e Sir Elton John hanno detto addio a 60 milioni di sterline nell'ultimo anno. Parte del patrimonio delle due popstar si è volatilizzato a causa di investimenti azzardati e una complicata vita privata. Il valore di alcune proprietà...
Paul McCartney scrive a Pamela… - Rockol.it
Paul McCartney, vegetariano dal 1975, ha scritto una lettera a Pamela Anderson. Anche l'ex bagnina di Baywatch è dedita al vegetarianesimo, e Sir Paul, che ha conosciuto l'attrice ad una campagna contro la caccia alle foche, ha voluto spronare l'ex...
Bocelli canta per il conservatorio - L'Espresso
Un onore finora riservato a pochissimi (negli ultimi anni a Paul McCartney e al Romeo e Giulietta di Cocciante), che sarà trasmesso in diretta su Raiuno e RadioUno e ripreso in mondovisione da RaItalia, per raccogliere i fondi necessari alla...
Paul McCartney scrive a Pamela Anderson - Musiclink (Abbonamento)
In passato la Anderson aveva scritto personalmente al presidente russo Vladimir Putin per chiedergli di fermare la strage di cuccioli di foca in Canada, paese natale dell'attrice, mentre McCartney aveva chiesto all'Unione Europea di imporre un veto...
Beatles: spunta una canzone inedita di George Harrison - Gazzetta di Parma
La calligrafia di Harrison è stata riconosciuta sia dalla Boyd che da Olivia Harrison - l'ultima moglie - e Sir Paul McCartney. «Paul - ha concluso Davies - ha riconosciuto la scrittura di George, ma mi ha detto che di quella canzone non ne sapeva...

Paul McCartney

I Beatles nel 1965. McCartney è quello più vicino all'obiettivo

Sir James Paul McCartney (MBE) (Liverpool, 18 giugno 1942) è un compositore, musicista e polistrumentista britannico.

Fra le altre attività che ha praticato o che tuttora pratica si possono considerare quella del pittore, produttore discografico, produttore cinematografico e un attivista per la difesa dei diritti degli animali. Si è guadagnato la fama internazionale come membro del celeberrimo gruppo The Beatles. McCartney e John Lennon si rivelarono una coppia di compositori estremamente vincente e insieme scrissero alcune delle canzoni più amate della storia della musica moderna.

Dopo i Beatles, McCartney avviò una brillante carriera solista, formando il gruppo degli Wings con la sua prima moglie, Linda McCartney, e con il compositore Denny Laine. Ha lavorato a colonne sonore, musica classica e musica ambient, rilasciato una grande quantità di singoli come artista solista e preso parte attivamente ad associazioni di carità.

McCartney è registrato nel Guinness dei primati come il musicista e compositore più riuscito della storia della musica pop, con 60 dischi d'oro e 100 milioni di singoli venduti. La canzone Yesterday, è anch'essa nel Guinness come la canzone più eseguita della storia: più di 7 milioni di volte solo nelle tv e nelle radio degli Stati Uniti. Il singolo degli Wings del 1977, Mull of Kintyre, è stato il primo singolo a superare le due milioni di copie vendute nel Regno Unito, e rimane tutt'oggi il singolo più venduto in Inghilterra tra quelli non di beneficenza (da allora tre singoli di beneficenza superarono Mull of Kintyre, il primo dei quali fu, nel 1984, Do They Know It's Christmas?, eseguito dalla Band Aid al quale partecipava anche McCartney).

La sua compagnia, chiamata MPL Communications, possiede i diritti d'autore di più di tremila canzoni, tra le quali tutte quelle di Buddy Holly, insieme ai diritti cinematografici di musical come Guys and Dolls, Grease e A Chorus Line. McCartney è anche ricordato per essere un sostenitore del vegetarismo, dei diritti degli animali e dell'educazione musicale nelle scuole; è anche un sostenitore delle campagne contro le mine antiuomo, la caccia alla foca e il debito del Terzo Mondo. I diritti delle canzoni che McCartney aveva scritto con i Beatles furono comprati da Michael Jackson nel 1985, e di recente sono stati acquisiti dalla Sony Music.

James Paul McCartney nacque al Walton Hospital di Liverpool, dove la madre Mary Mohan lavorava come infermiera. Due anni dopo nacque anche il fratello Michael. McCartney ricevette il battesimo cattolico, ma fu educato piuttosto laicamente: la madre era cattolica ma il padre, Jim, era protestante.

Grazie alla bravura nella scuola, McCartney ottenne l'ammissione al prestigioso Liverpool Institute, dove nel 1954 conobbe George Harrison. Il 31 ottobre 1956 perse la madre per un'embolia.

Il padre di McCartney era un trombettista e un pianista in una big band locale, e aveva sempre incoraggiato i due figli a diventare musicisti. Dopo la morte della madre, Jim regalò a McCartney una tromba, che il figlio però barattò con una chitarra acustica quando lo skiffle divenne il genere musicale più apprezzato. McCartney, che era mancino, dovette imparare da solo come suonare una chitarra per destri; comunque, scrisse la sua prima canzone, I Lost My Little Girl, proprio su quella chitarra. Presto imparò anche a suonare il pianoforte del padre e prese lezioni di musica molto blandamente, sostenendo che preferiva suonare ad orecchio.

Nel 1957 il quindicenne McCartney conobbe John Lennon e si unì ai Quarrymen, il gruppo che Lennon e un paio di amici di scuola avevano formato. La zia di Lennon, Mimi Stanley, disapprovò McCartney per via delle sue origini irlandesi, mentre il padre di Paul riteneva che Lennon lo avrebbe portato su una brutta strada. Le ostilità si placarono presto e i due divennero amici. Fu McCartney a convincere Lennon di ammettere anche George Harrison al gruppo, e fu lui ad insistere per l'espulsione di Stuart Sutcliffe, l'allora bassista dei Quarrymen, a causa della sua presunta incompetenza musicale. I Quarrymen cambiarono nome in Beatles mentre si trovavano in tournée ad Amburgo, in Germania. Sia McCartney che Lennon sostengono di essere gli inventori del nome.

Paul McCartney ricoprì un ruolo fondamentale nell'ascesa e nella fortuna dei Beatles. Grazie alla sua vena melodica, è stato l'autore di molte tra le canzoni più note e fortunate di tutto il repertorio dei Beatles. Oltre alla già citata Yesterday, sono sue le famosissime Love Me Do (1962), Michelle (1965), Eleanor Rigby (1966), Yellow Submarine (1966), Penny Lane (1967) e Lady Madonna (1968).

Come conseguenza dell'inevitabile evoluzione delle singole personalità di ciascun componente del gruppo, alla fine degli anni sessanta il fragile equilibrio all'interno della formazione si compromise; ne seguirono alcune iniziative individuali da parte dei membri della band. Già nel 1966 McCartney aveva scritto la colonna sonora del film The Family Way, suo primo lavoro al di fuori delle attività dei Beatles.

Nel marzo del 1969 l'artista sposò la fotografa americana Linda Eastman (1942 - 1998), già divorziata e con una figlia. Infine, nell'aprile del 1970 dichiarò ufficialmente alla stampa la sua separazione dai Favolosi Quattro, decisione che provocò strascichi legali destinati a durare a lungo.

L'annuncio della separazione dai Beatles coincise con l'esordio come solista di McCartney, poche settimane prima dell'uscita di Let it be, ultimo album ufficiale dei Beatles. L'album d'esordio, intitolato semplicemente McCartney, è una sorta di LP "fatto in casa" ( l'unico all'epoca assieme soltanto all'omonimo esordio di Emitt Rhodes), che offre diversi brani scritti all'epoca dei Beatles ma mai messi sugli album del gruppo, tra questi spiccano "Maybe I'm Amazed" e "Junk". Il disco, suonato interamente dal solo McCartney coadiuvato per i cori dalla moglie Linda, fu accolto molto bene dal pubblico e tiepidamente dalla critica, che apprezzò invece di più i singoli pubblicati l'anno successivo, "Another Day" ed "Uncle Albert" e l'album Ram, accreditato alla coppia Paul & Linda McCartney.

Desideroso di tornare a far parte di un gruppo, nell'estate del 1971 McCartney allestì una prima touring band con la moglie Linda, il batterista Denny Seiwell (già sessionman in Ram) e il chitarrista Denny Laine (vero nome Brian Hines), già membro dei Moody Blues. Il gruppo si ribattezzò Wings in occasione della pubblicazione di Wild Life (1971), generalmente considerato uno dei punti più bassi dell'intera produzione di McCartney.

Agli inizi del 1972, entrò in formazione il chitarrista Henry McCullough, già membro della Grease Band di Joe Cocker, il quale partecipò alle registrazioni del singolo Give Ireland Back to the Irish, evidente tentativo di recuperare i favori della critica con un maggior impegno, questa volta politico. Il brano trae spunto dall'eccidio di civili irlandesi del 30 gennaio 1972: quella domenica, passata alla storia come Bloody Sunday, sarà poi ricordata da numerosi altri artisti, tra cui John Lennon e più tardi gli U2. Verrà anche bandito dalla BBC, facendo così pubblicità gratuita a Macca.

Il difficile esordio dei Wings subì una svolta decisiva del corso del 1973, prima con la pubblicazione del fortunato album Red Rose Speedway che conteneva la ballata My Love, poi con il prepotente ingresso in classifica del tema del film di James Bond Live and Let Die - 007 Vivi e lascia morire. La canzone fu un successo mondiale e riportò McCartney ai vecchi fasti.

Nel corso dell'anno, inoltre, i Wings apparvero in shows televisivi e si esibirono in una tournée nel Regno Unito. Durante l'estate Seiwell e McCullough lasciarono il gruppo. I due musicisti annunciarono la notizia a McCartney appena la sera prima di partire per la Nigeria, dove McCartney aveva intenzione di registrare un nuovo album. I Wings, ridotti ai soli Paul, Linda e Denny Laine decisero comunque di recarsi a Lagos, e cominciarono le registrazioni di Band on the Run. Le sessions furono piuttosto travagliate, non solo per la rapina a mano armata subìta dai McCartney, ma anche per le dichiarazioni del musicista nigeriano Fela Ransom Kuti, che accusò i McCartney di essere venuti in Nigeria per "rubare la loro musica". Comunque, nonostante queste difficoltà, l'album, uscito nel dicembre del 1973, segnò la definitiva consacrazione di Paul McCartney a top star del rock, rimase in classifica per oltre due anni e lo riconciliò con la critica.

Nel 1974 nacque una "nuova edizione" dei Wings, con l'ingresso di Jimmy McCulloch e di Geoff Britton, poi sostituito da Joe English durante le registrazioni dell'album Venus and Mars (1975). Subito dopo, per consolidare il successo, il gruppo intraprese un colossale tour mondiale di spettacoli dal vivo, uno dei più lunghi della storia del rock, durato oltre un anno ed interrotto solo per le registrazioni di un altro top seller, Wings at the Speed of Sound (1976). Dopo la sezione americana, "Wings Over America", la tournée si concluse verso la fine del 1976 con tre serate londinesi allo stadio di Wembley. I momenti migliori degli show furono poi raccolti sul triplo album dal vivo Wings Over America (1976).

Per parte del 1977 i Wings vissero un periodo di relativa inattività discografica, dovuta in parte alle uscite dalla formazione di Jimmy McCulloch e di Joe English. Nonostante questo, comunque, il trio di Paul, Linda e Denny Laine riuscì a portare a segno un altro grosso successo con l'uscita del singolo Mull of Kintyre (1977), canzone ispirata alla tradizione folk scozzese che in brevissimo tempo divenne, con oltre due milioni di copie vendute, il singolo di maggior successo del Regno Unito, arrivando a superare il record precedentemente detenuto da She Loves You dei Beatles.

Nella primavera del 1978 seguì poi l'album London Town, registrato in parte l'anno precedente. Il disco, lanciato dall'orecchiabile hit With a Little Luck, include comunque partecipazioni da parte di entrambi gli ormai ex-colleghi McCulloch ed English.

Agli inizi del 1979 McCartney firmò un contratto per il mercato americano con la casa discografica Columbia, giudicato tra i più lucrosi della storia del rock. Poi, dopo nuovi innesti nell'organico dei Wings (Steve Holly e Laurence Juber) il gruppo lavorò alle registrazioni di Back to the Egg (1979), che sarebbe stato l'ultimo album sotto la sigla dei Wings. In due brani del disco, in particolare, McCartney schierò una grande formazione di all-star denominata Rockestra, con molti nomi della scena inglese, a cui presero parte David Gilmour, Pete Townshend, John Bonham, Ronnie Lane e Gary Brooker. Una seconda versione di quel gruppo si esibì nel dicembre del 1979 ad un concerto di beneficenza svoltosi a Londra per i profughi cambogiani.

Nel gennaio del 1980, mentre si apprestava ad iniziare una nuova tournée con i Wings, Paul McCartney fu arrestato all'aeroporto di Tokyo per possesso di marijuana. Benché avesse già subito anni prima un altro arresto per lo stesso motivo, il fatto suscitò scalpore in tutto il mondo. Quattro mesi dopo, decise di ripresentarsi al pubblico in versione "solo" con l'album McCartney II (1980), che concluse il ciclo ideale iniziato dieci anni prima con McCartney. Infine, nell'aprile 1981 Denny Laine abbandonò McCartney e i Wings, ufficializzando una fine già da molti intuita.

Tra prove discografiche alterne ed astute collaborazioni (in particolare quelle con Stevie Wonder e Michael Jackson), Paul McCartney ha continuato al vertice come solista per tutti gli anni ottanta, indifferente alle critiche che gli son piovute addosso. Anche nel nuovo decennio, infatti, a molti anni ormai dai fasti dei Beatles, il baronetto ha avuto modo di estendere la propria fama (incrementando il già cospicuo patrimonio) con una serie di brani che magari hanno aggiunto poco alla sua gloria ma che il pubblico ha mostrato di gradire.

Mentre i primi tempi del dopo-Beatles si erano svolti sotto l'egida dei Wings, gli anni ottanta hanno visto Paul McCartney agire come solista, a cominciare da McCartney II (1980), che ha ripreso il discorso del celebre "solo" del 1970. Coming Up e Waterfalls sono stati i brani di maggior successo, secondo il registro pop/rock sentimentale tipico dell'artista.

I due album seguenti, Tug of War (1982) e Pipes of Peace (1983), che vedono la collaborazione di Stanley Clarke, son costati a McCartney qualche rimprovero critico ampiamente ricompensato, tuttavia, dal formidabile successo mondiale di un tris di 45 giri tra il 1982 ed il 1983: Ebony and Ivory (registrata in duetto con Stevie Wonder), The Girl Is Mine'" e Say Say Say (registrate in duetto con Michael Jackson).

Rilanciato al top delle classifiche mondiali, McCartney ha poi avuto uno sbandamento che lo ha portato ad una non riuscita prova cinematografica. Give My Regards to Broadstreet (1984) è il titolo del film che lo ha visto debuttare come regista, con implacabile pollice verso di pubblico e di critica. La colonna sonora è un'antologia di classici rivisitati trainati dal successo della ballata No More Lonely Nights.

Nel luglio 1985 McCartney è stato una delle molte stelle presenti al famoso Live Aid: il suo contributo è stato la classica Let It Be eseguita con un cast di all-star del calibro di Bob Geldof, David Bowie, Pete Townshend e Alison Moyet. Sempre sul fronte dei benefits, è da segnalare un'apparizione al concerto per la fondazione benefica Prince's Trust nel 1986, anche documentata su album.

Ancora nel 1985 è anche autore della canzone Spies like Us per il film Spie come Noi con Dan Aykroyd e Chevy Chase, che viene utilizzata come sottofondo dei titoli di coda del film.

Nella seconda metà del decennio la stella dell'ex-Beatle è sembrata offuscarsi. Press to Play (1986) è considerato un album mediocre, nonostante pregevoli collaborazioni da parte di Pete Townshend, Phil Collins e Carlos Alomar e la presenza di una apprezzabile ballata romantica intitolata Only Love Remains. in seguito per un certo periodo di McCartney si sono perse le tracce. Nel frattempo, l'artista aveva iniziato una serie di nostalgiche sessions che lo hanno visto impegnato con Mick Green, Nick Garvey, Henry Spinetti, Chris Whitten e Mickey Gallagher: il materiale, costituito da vecchi standards del jazz e del rock, viene inizialmente pubblicato in parte su due EP. Alla fine del 1987 è poi avvenuta una clamorosa rentrée con l'antologia All the Best! che include il brano Once Upon a Long Ago.

I vecchi standards Jazz/rock registrati ad inizio '87 vengono poi recuperati per intero e pubblicati su Choba B CCCP (1988), primo album di musica rock occiddentale dedicato esclusivamente al mercato sovietico. Al clamore suscitato dalla improvvisa "svolta ad est", si è accompagnata poi la curiosità per il sodalizio artistico con Elvis Costello, primo partner dell'ex-Beatle dopo John Lennon. I due hanno scritto insieme sette canzoni, distribuite fra il singolo Once Upon a Long Ago (Paul McCartney, 1987), l'album Spike (Elvis Costello, 1989) e Flowers in the Dirt (1989).

Nel maggio 1989, qualche settimana prima dell'uscita del disco, McCartney ha partecipato con Gerry Marsden, Holly Johnson ed altri musicisti di Liverpool ad un 45 giri benefico per le vittime della tragedia calcistica di Hillsborough. La canzone scelta per il lato A è il vecchio inno beat Ferry 'Cross The Mersey, di Gerry & The Pacemakers, che è tornato al primo posto della classifica inglese ventiquattro anni dopo la versione originale.

Nell'autunno del 1989 McCartney si è imbarcato in un lungo tour, il primo dal 1976, con una formazione comprendente la moglie Linda, Robbie McIntosh, Hamish Stuart, Paul "Wix" Wickens e Chris Whitten.

Ripresa l'attività live dopo più di dieci anni, McCartney ha iniziato il nuovo decennio portando avanti la tournée di supporto a Flowers in the Dirt (1989). La trionfale conclusione è stata preceduta da due significative esibizioni: una a Liverpool, dove l'artista ha eseguito un medley dedicato a John Lennon (composto da Help!, Strawberry Fields Forever e Give Peace a Chance), l'altra a Londra, come è testimoniato da AA.VV./Knebworth: The Album (1990), manifestazione di cui è stato promotore, quindi ha ufficializzato il tutto pubblicando il mastodontico ed affascinante Tripping the Live Fantastic (1990), doppio album dal vivo composto in gran parte dal repertorio dei Beatles.

Unplugged (The Official Bootleg) (1991) ha invece involontariamente ha dato il via ad una serie di pubblicazioni simili che hanno coinvolto artisti fra i più diversi. In versione rigorosamente acustica, l'artista ha riproposto vecchi classici (Be Bop a Lula, San Francisco Bay Blues) e brani originali, compresa la sua prima composizione in assoluto, I Lost My Little Girl, scritta all'età di quattordici anni.

Lasciati i panni di forbito performer, McCartney si è poi avventurato in una operazione autocelebrativa: Liverpool Oratorio (1991) è infatti un'intera opera a carattere classico, scritta dall'ex-Beatle e dal direttore d'orchestra americano Carl Davis, sorta di autobiografia in musica, che non a caso copre un arco di tempo che va dal 1942 al 1990. La Prima di Liverpool Oratorio ha visto impegnata la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra nella Cattedrale di Liverpool (dal cui coro McCartney fu respinto all'età di undici anni) ed ha riscosso un notevole successo di pubblico e stima dalla critica.

Ritornato in ambiente pop, McCartney ha poi pubblicato Off the Ground (1993), dove è stato accompagnato dalla sua solita band. Nell'album, comunque, vi sono alcune collaborazioni prestigiose: Elvis Costello, con cui l'artista ha proseguito il sodalizio artistico (Mistress and Maid e The Lovers That Never Were sono i due frutti della ritrovata intesa), Carl Davis e George Martin. A supporto del lavoro McCartney è poi ripartito con il suo gruppo per un nuovo tour mondiale che ancora una volta ha riscosso grande successo ed ha fruttato Paul Is Live (1993), in perfetto equilibrio fra il repertorio dei Favolosi e quello solista.

Successivamente, dopo aver consolidato ulteriormente lo sconfinato successo con la pausa per la realizzazione del progetto Anthology dei Beatles tra il 1995 ed il 1996, McCartney ha vissuto un momento difficile a livello personale, causato dalla malattia della moglie Linda, affetta da un tumore.

All'inizio del 1997 McCartney è stato insignito del titolo di Cavaliere (Sir) da Sua Maestà la regina Elisabetta II, quindi ha pubblicato il nuovo album Flaming Pie, procrastinato nel tempo per l'intercorsa reunion dei Beatles. L'album ha seguito il canovaccio di McCartney (1970) e McCartney II (1980) in quanto è stato inciso pressoché in solitudine anche se non sono mancate partecipazioni di amici come Ringo Starr, George Martin, Steve Miller, Jeff Lynne e naturalmente della moglie Linda. Il lavoro è una sorta di "piccola enciclopedia" dell'intera produzione di McCartney che riesce a passare indifferentemente da ballate rock (Young Boy, Used To Be Bad) a brani con orchestra (Beautiful Night) fino ad escursioni folk (Calico Skies).

Subito dopo, il 14 ottobre 1997, l'ex-Beatle ha bissato l'esperimento di Liverpool Oratorio presentando alla Royal Albert Hall di Londra con grande successo l'opera Standing Stone, piéce classica commissionatagli dalla EMI per celebrare i 100 anni dell'etichetta.

McCartney ha poi realizzato Rushes I e II (1997-98), due progetti sperimentali sotto lo pseudonimo The Fireman che avrebbe dovuto tenerne nascosta l'identità ma il segreto è stato presto smascherato. Questi lavori hanno rivelato il suo lato più sperimentale, alle prese con musica strumentale in chiave elettronica.

Alla fine del 1997 esce il libro Many years from now, nel quale McCartney confida al giornalista Barry Miles, in cinque anni di interviste, tutti i ricordi della sua vita (come enfatizza il sottotitolo dell'edizione italiana).

Il 17 aprile 1998, in seguito ad un aggravarsi delle sue condizioni, Linda McCartney è morta mentre si trovava nella residenza americana della famiglia. In seguito al grave lutto, McCartney ha abbandonato momentaneamente ogni attività musicale. Nel 1999 l'artista ha esordito sorprendentemente in campo pittorico, inaugurando nel corso dell'anno un'esibizione di suoi quadri a Monaco di Baviera e poi in altri paesi.

Nell'autunno del 1999, McCartney è poi tornato alla musica con l'album Run Devil Run, una raccolta di sue interpretazioni di alcuni classici del rock 'n' roll anni cinquanta a cui il musicista ha aggiunto tre nuove canzoni sullo stesso stile da lui stesso composte per l'occasione. Di grande rilievo i musicisti che lo hanno accompagnato in questa avventura: tra gli altri, ancora una volta David Gilmour e Ian Paice. Con la stessa band di Run Devil Run, McCartney è tornato per una sera a suonare nel glorioso Cavern Club di Liverpool (si tratta del primo concerto trasmesso via internet), che lo aveva visto protagonista già ai tempi dei Beatles: dall'esibizione è stato ricavato un Dvd, Live at the Cavern Club.

Il decennio si è concluso con un'altra escursione nella musica classica, Working Classical (1999), divisa tra brevi composizioni eseguite da un quartetto d'archi e brani di più ampio respiro registrati con la London Symphony Orchestra.

Nel 2001, McCartney è stato tra i promotori del concerto-evento "The Concert for New York City", in memoria delle vittime dell'attacco terroristico dell'11 settembre. Per l'occasione, ha composto una nuova canzone, Freedom, pubblicata qualche mese dopo sul nuovo album pop di inediti (il primo dopo Flaming Pie) intitolato Driving Rain. Registrato in America e condotto su buoni livelli compositivi, l'album sembra richiamare, per alcuni aspetti, l'album Ram e il primo periodo con i Wings.

Nell'aprile del 2002, McCartney ha intrapreso, a quasi dieci anni di distanza dall'ultima tournée, un tour mondiale di grande successo: partito in America (Driving USA e Back in the US), il tour ha quindi toccato il Messico, il Giappone, l'Europa (2003, Back in the World, 2004, 04 Summer tour), per poi concludersi nuovamente negli Stati Uniti nell'inverno del 2005 (US Tour). McCartney ha riproposto buona parte del repertorio dei Beatles e degli Wings, nonché della sua carriera da solista. La lunga tournee ha portato alla pubblicazione di un album live (pubblicato come Back in the US negli Stati Uniti, e come Back in the World nel resto del mondo) e di un DVD live (Back in the US). La nuova band che lo accompagna negli spettacoli dal vivo è composta da Abe Laboriel Jr. (batteria, già con Sting), Paul "Wix" Wickens (tastiere, già con McCartney nei tour del 1989 e 1993), Rusty Anderson (chitarra solista) e Brian Ray (chitarra ritmica/basso).

Sempre nel 2002, Paul McCartney si è sposato con l'ex modella Heather Mills, dalla quale ha avuto una figlia (Beatrice), e da cui ha annunciato la sua separazione nel maggio del 2006. Al termine di una feroce battaglia legale tra McCartney e Mills per la divisione dell'enorme patrimonio del cantante, stimato in oltre 850 milioni di sterline, e per l'affidamento della figlia, il 17 febbraio 2008 il suo legale ha annunciato che McCartney ha deciso di accordare alla ex moglie il pagamento di 65 milioni di sterline.

Nel 2003, nel corso del Tour "Back in the World", McCartney si esibisce il 10 e l'11 maggio a Roma sotto il Colosseo per il Telecomcerto. Il primo dei concerti è realizzato all'interno della storica arena romana, con la partecipazione di soli 300 fortunati spettatori. Il secondo dei concerti, gratuito, è realizzato di fronte al Colosseo e vede la partecipazione di circa 600.000 persone.

Sempre nel maggio del 2003, McCartney sbarca in Russia, a Mosca, ponendo fine ad un embargo musicale instaurato nei confronti dei Beatles negli anni '60 dal regime comunista, timoroso dei possibili effetti dello sbarco in terra russa dei fab four. Un anno dopo, nel maggio del 2004, McCartney torna in Russia, in occasione di un concerto a San Pietroburgo.

Nel settembre del 2005, McCartney ha pubblicato un nuovo album di inediti (acclamato dalla stampa come il miglior album dell'autore dai tempi dei Beatles), Chaos and Creation in the Backyard, le cui sonorità richiamo fortemente lo stile dei Beatles. Come già avvenuto in Flaming Pie, anche in Chaos and Creation McCartney suona praticamente tutti gli strumenti presenti nella registrazione. Il produttore dell'album è Nigel Godrich (già con i Radiohead).

Nell'ottobre del 2006, l'artista ha pubblicato un nuovo lavoro classico, intitolato Ecce Cor Meum, la cui composizione ha richiesto quasi dieci anni. McCartney ha dedicato quest'ultima fatica alla memoria della compianta moglie Linda.

Il 22 marzo 2007, McCartney ha annunciato il passaggio alla neonata casa discografica Hear Music - Starbucks Entertainment, abbandonando così la casa discografica EMI dopo circa trent'anni di sodalizio e collaborazione. Il 4 giugno esce il suo nuovo album, dal titolo Memory Almost Full che viene anticipato dal singolo Dance Tonight, nel cui videoclip, diretto da Michel Gondry, appare l'attrice Natalie Portman, e che viene inoltre utilizzato dalla Apple nello spot della nuova Famiglia iPod, che vede lo stesso McCartney protagonista.

Il 6 novembre 2008 Paul McCartney ha partecipato alla consegna dei premi musicali Mtv Europe, ed è stato premiato nella sua città natale, Liverpool, tra le acclamazioni dei migliaia di fans presenti. L'ex Beatle, che oggi ha 66 anni, è stato nominato e premiato come Ultimate Legend ("ultima leggenda") alla 15esima edizione del premio Mtv, uno degli eventi più importanti per la musica pop. "Questo è l'uomo che ha inventato il mio lavoro", ha detto Bono, leader degli U2, presentando McCartney e dando risalto al suo fondamentale apporto alla musica contemporanea.

Nel novembre del 2008, tornando a rivestire dopo circa 10 anni i panni di The Fireman, McCartney pubblica l'album Electric Arguments. Il lavoro riprende alcune delle atmosfere già sperimentate nei precedenti lavori di The Fireman, elaborate però con una vena maggiormente melodica e con l'aggiunta di parole alla musica: quest'ultima costituisce una vera e propria novità per la musica di The Fireman. L'album è stato composto e realizzato in 13 giorni (uno per canzone) ed è stato registrato nello studio di registrazione personale di McCartney, presso la tenuta di famiglia nel Sussex.

Per la parte superiore



Leggenda della morte di Paul McCartney

Voce principale: Paul McCartney.

La leggenda della morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, Paul Is Dead), è una delle prime e più note teorie del complotto sul mondo del rock. La leggenda metropolitana iniziò a circolare dal 1969; la tesi era che il bassista dei Beatles fosse deceduto nel 1966 per un incidente stradale, e fosse stato sostituito da un sosia.

La leggenda, che ovviamente non è stata mai confermata e presenta oggettivamente non poche difficoltà, troverebbe le sue conferme proprio in "messaggi in codice" nascosti nel corso degli anni dagli stessi Beatles nelle loro opere.

La notte del 9 novembre 1966 Paul McCartney uscì dalla sala prove dopo un violento litigio con gli altri tre Beatles. Salì sulla sua auto per tornare a casa e lungo la strada raccolse una ragazza che faceva l'autostop. La ragazza si chiamava Rita e gli raccontò che stava scappando da casa perché era incinta e, contro il parere del suo ragazzo, aveva deciso di abortire. Solo in un secondo momento Rita realizzò che la persona al volante era Paul dei Beatles; la sua reazione esagitata spaventò e distrasse McCartney, che non vide il semaforo diventare rosso. Pur riuscendo a evitare l'urto con un altro veicolo, l'auto del beatle uscì di strada e si schiantò contro un albero, prendendo fuoco. Paul, sbalzato fuori dall'abitacolo, sbatté la testa contro l'albero. Sia Paul che Rita persero la vita.

Ricevuta la notizia, i tre Beatles dovettero decidere cosa fare. Il loro manager Brian Epstein insistette per adottare la linea del silenzio: avrebbero seppellito Paul senza far sapere niente a nessuno, per non sconvolgere il mondo o il futuro del gruppo che, nel 1966, era all'apice del suo successo. Si misero quindi alla ricerca di un sosia. Dopo settimane di ricerche, scelsero William Campbell, un ex poliziotto che assomigliava a Paul e che acconsentì a sottoporsi ad alcuni interventi di chirurgia plastica per rendere ancora più netta la somiglianza.

Da quel momento, i Beatles non si esibirono più dal vivo, sia perché Campbell era più alto di Paul, sia perché occorreva del tempo per insegnargli a imitare i movimenti e la voce di Paul.

Stando a questa storia, la persona che suona e canta sugli album dei Beatles dopo il 1966, che ha composto Back in the USSR, Hey Jude e Helter Skelter, che appare nei film Magical Mystery Tour e Let It Be, nonché l'autore dell'imponente discografia solista di McCartney sarebbe un impostore scelto sulla base di una spiccata somiglianza fisica con l'originale.

I sostenitori della teoria "PID" adducono come prove numerosi indizi che i tre Beatles superstiti avrebbero disseminato nelle loro opere successive alla tragedia. Anche il motivo per cui questi indizi sarebbero stati forniti è controverso: secondo alcuni lo scopo sarebbe stato quello di far conoscere la verità indirettamente, poco alla volta; secondo altri, si tratta di indizi quasi involontari e forniti in modo inconscio.

Butcher cover ("copertina del macellaio") è il nome che fu dato alla prima versione della copertina dell'album Yesterday and Today, uscito nel mercato USA nel 1966: in questa copertina si vedono i Beatles con coltelli da macellaio, parecchie bambole fatte a pezzi e abbondanti macchie di sangue.

Sul braccio di Paul nella butcher cover c'è una dentiera (ad indicare i denti che Paul avrebbe perso nell'incidente). George tiene una testa di bambola vicino a Paul, simbolo delle ferite al capo riportate nello scontro. Ma tutta la copertina simboleggerebbe la natura del terribile incidente. Quando la copertina fu rifatta perché ritenuta "troppo splatter", Paul venne ritratto all'interno di un baule molto simile a una cassa da morto. Sempre in questa foto, per la prima volta nelle foto ufficiali dei Beatles, si vede una cicatrice sul suo labbro inferiore.

Nella copertina di Rubber Soul, la scritta del titolo sembrerebbe un cuore rovesciato e decisamente spezzato. La prospettiva della foto è dal basso: secondo i sostenitori del PID, il gruppo sarebbe infatti ripreso dalla prospettiva della tomba di Paul. Nel brano Nowhere Man Lennon canta: nowhere man, can you see me at all? ("uomo che non sei da nessuna parte, puoi vedermi?") letto dai sostenitori del PID come: "Paul è morto e sepolto, e non può vedere più nulla".

Circa questo indizio è facile osservare una certa incongruenza: l'album fu pubblicato nel 1965, l'anno precedente la presunta morte.

Sulla copertina di Revolver, realizzata da Klaus Voorman, Paul è l'unico defilato, addirittura di profilo (come a dire: "non sono più con voi"?). In alto a sinistra compare il viso di Paul con un'espressione che potrebbe essere di sofferenza. Ma la maggior parte dei cosiddetti indizi di Revolver si troverebbero nei testi delle canzoni. La morte è in effetti un tema ricorrente di Revolver, e questo fatto di per sé (essendo l'album proprio del 1966) potrebbe essere stato uno degli elementi scatenanti della leggenda del PID.

Nel brano di apertura dell'album, Taxman, Harrison canta (in realtà in due diverse strofe della canzone): If you drive a car e if you get too cold; il primo verso significa certamente "se guidi un'auto", il secondo "se hai troppo freddo", ma potrebbe anche essere letto, da chi fosse in cerca di indizi di tragedie, come "se diventi troppo freddo". In Tomorrow Never Knows (titolo tratto dal libro tibetano dei morti) Lennon canta play the game of existence to the end ("gioca il gioco della vita fino alla fine").

Alcuni versi dei brani cantati da Paul (o Campbell secondo i sostenitori della leggenda) vengono interpretati come indizi ancora più espliciti e addirittura rivelatori di nuovi elementi. In Got to Get You Into My Life Paul canta: I took a ride, I didn't know what would I find there ("andai a farmi un giro, non sapevo cosa avrei trovato") e poco dopo: and then I suddenly see you ("e all'improvviso ti vedo"), entrambi versi che si riferirebbero al suo fatale giro in macchina e al suo incontro con Rita (o con la morte). Ma il verso più esplicito compare nel celebre brano Eleanor Rigby: Father McKenzie, writing the words of a sermon that no one will hear wiping his hands as he walks from the grave ("Padre McKenzie che scrive le parole di un sermone che nessuno ascolterà pulendosi le mani mentre si allontana dalla tomba"). Entrambi i versi (che anche in questo caso non sono consecutivi nel testo della canzone) si riferirebbero al funerale segreto di Paul (anziché a quello della povera Eleanor Rigby al quale "non venne nessuno", nobody came). Per alcuni sostenitori del PID, la canzone ha proprio lo scopo di rivelare che la cerimonia sarebbe stata veramente ufficiata da un certo "padre McKenzie"; per di più, nella versione originale del brano, il nome del prete era "Father McCartney", il che renderebbe la cosa ancora più macabra (con Paul che celebra il proprio funerale).

Analogamente a quanto commentato nel caso di Rubber Soul, anche questi indizi sono molto poco attendibili, dal momento che la data del presunto incidente è 9 novembre 1966 e Revolver fu pubblicato il 5 agosto 1966, con tutti i pezzi citati già depositati.

La copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, con la sua ricchezza di dettagli, è stata oggetto di analisi approfondite da parte dei sostenitori del PID, che vi hanno trovato, com'era lecito aspettarsi, letteralmente decine di indizi.

Sulla destra compare una bambola che ha sul grembo un'auto bianca con l'interno rosso sangue. La bambola indossa un maglione con la scritta: “WELCOME THE ROLLING STONES” (Benvenuti, Rolling Stones).

Una composizione floreale gialla in basso a destra ha la forma di un basso Hofner mancino (lo strumento di Paul) con tre corde, la quarta corda (Paul, uno dei quattro Beatles) non c'è più, ed è stata interpretata come decorazione tombale. Gli stessi fiori, secondo alcuni, formerebbero la parola "Paul" con un punto interrogativo finale. Paul è anche l'unico a imbracciare uno strumento nero (un oboe), e di nuovo si ritrova qui una mano sulla sua testa. Al centro dell'immagine, nella parte inferiore, compare una statuetta di Śiva ("il distruttore"), con due mani alzate che indicano entrambe Paul. Ancora, John, George e Ringo sono ripresi lateralmente e Paul frontalmente, cosa che contribuisce a far apparire la sua immagine come una sorta di sagomato rispetto alle immagini più tridimensionali dei suoi compagni, inoltre Paul, che sulla copertina si trova in piedi tra Starr e Harrison, sembra che venga sorretto da questi ultimi, come a simboleggiare che lui, ormai, non è più in grado di tenersi in piedi.

Se si prende uno specchio, (rivolto verso la parte alta dell'immagine) e lo si appoggia in modo tale che tagli a metà, orizzontalmente, le parole "LONELY HEARTS" si formano le due frasi "1 One 1" e "He die" ("1 1 1" sarebbero i tre superstiti e "he die", seppure non del tutto corretto da un punto di vista grammaticale, significa qualcosa come "lui muore"). Un'altra possibile interpretazione potrebbe essere "1ONE IX HE DIE", in cui "11 IX" starebbe per 9 novembre, data della presunta morte. La freccia che compare fra "he" e "die", ovviamente, punta proprio verso Paul.

Nuovi presunti indizi vengono dal retro di copertina, in cui Paul è l'unico ripreso di spalle e appare "troppo alto" rispetto agli altri (in effetti non è Paul bensì Mal Evans): qui compaiono i testi delle canzoni sovrapposti a una nuova immagine del quartetto. George punta il dito verso la frase At five o'clock ("alle cinque"), che sarebbe l'ora dell'incidente. Ancora un altro indizio: le 4 sagome sul retro starebbero a simboleggiare anche la scritta "LOVE" con le mani, infatti Lennon, Harrison e Starr sono ripresi di fronte, l'unico ad essere di spalle è proprio Paul. Torniamo alla parola, il primo (George) rappresenterebbe un L, Paul una O (questo va interpretato come elemento mancante infatti non mima nessuna lettera come se fosse stato cancellato, Lennon e Starr comporrebbero la Lettera V e la lettera E...LOVE! Amore o affetto che avrebbero perso dalla scomparsa di una persona cara. Nell'immagine interna, sul braccio della divisa di Paul appare la scritta O.P.D., sulla quale si è speculato parecchio. Due interpretazioni possibili secondo i sostenitori del PID sono "Officially Pronounced Dead" ("ufficialmente dichiarato morto") e "Ontario Police Department" (il dipartimento di polizia in cui avrebbe servito Campbell).

Anche i testi delle canzoni sono ricchi di spunti; non va dimenticato che con Sgt. Pepper i Beatles completano la transizione iniziata con Rubber Soul e Revolver, con la quale i loro testi diventano sempre più psichedelici, ricchi di nonsense, allusivi, immaginifici e via dicendo. Nel brano di apertura Paul presenta un certo "Billy Shears"; Billy è diminutivo di William (il nome attribuito al suo sosia) e "Billy Shears" può essere interpretato come una sorta di gioco di parole: "Billy's here" ("Billy è qui"). Il brano Lovely Rita (da cui i sostenitori del PID hanno presumibilmente ricavato il nome dell'autostoppista) parla certamente di automobili e di uno sguardo scambiato con Rita. Il brano A Day in the Life, poi, di indizi ne conterrebbe parecchi, tra cui i versi: he didn't notice that the lights had changed ("non si è accorto che la luce del semaforo era cambiata"), he blew his mind out in a car ("si è fatto saltare le cervella in macchina"), they'd seen his face before ("la gente aveva già visto il suo volto"). In realtà il riferimento del brano, scritto a quattro mani da Lennon e McCartney, è all'incidente automobilistico che nel 1966 costò la vita a Tara Browne, rampollo dei birrai irlandesi Guinness, un evento che sconvolse l'opinione pubblica britannica. The Inner Groove, famosa traccia fantasma, situata alla fine di quest'ultima, ripete in continuazione Never Could Be Any Other Way ("Non c'era altra soluzione", forse riferendosi al nascondere al mondo la verità), e se sentita al rovescio sembrerebbe dire "Will Paul Be Back a Superman?" ("Tornerà Paul ad essere un Superuomo?")e nella canzone "Being For The Benefit Of Mr Kite!" il testo dice:"The band begins at ten to six" che corrisposte alle canzoni presenti sul disco, corrispondono a 10, Lovely Rita , 6 She's Leaving Home. Nell'album si trovano anche due riferimenti all'orario presunto dell'incidente, le 5 (in She's Leaving Home e Good Morning, Good Morning).

Nella copertina di Magical Mystery Tour, la parola stellata "Beatles", guardata allo specchio, sembra un numero di telefono (2317438). Pare che negli anni sessanta a Londra a quel numero rispondesse una voce registrata che diceva "ti stai avvicinando" (alla verità?).

Sempre su quest'album appare il tricheco di I Am the Walrus, anch'esso oggetto di numerose speculazioni. Sarebbe, secondo la mitologia eschimese, un simbolo di morte. È Lennon a cantare "io sono il tricheco", ma nel booklet dell'album un certo "Little Nicola" dice: "no, you're not" (no, non sei tu). Sempre nello stesso brano si sente una voce in sottofondo che, riprodotta al contrario, sembrerebbe dire "ha ha, Paul is dead". Fra i numerosi effetti sonori, inoltre, vi è il brano del Re Lear di Shakespeare ("rubato" alla maniera di John Cage da una trasmissione radio) che recita "oh, morte inopportuna". Nell'album bianco Lennon avrebbe gettato altra benzina sul fuoco cantando, nel brano Glass Onion (termine con cui si indicano le bare di vetro): here's another clue for you all: the walrus was Paul ("ecco un altro indizio per voi tutti: il tricheco era Paul"), frase che, secondo interpretazioni più convenzionali, avrebbe proprio il senso di schernire i fan troppo accaniti nella ricerca di indizi nascosti e messaggi in codice nell'opera del quartetto di Liverpool. Inoltre in "I Am the Walrus" si sente una voce che dice "oh is really dead" (a circa 4 minuti e 12 secondi). Per sentirlo meglio si può mettere la riproduzione ad una velocità minore, ma anche senza questo si può sentire benissimo.

I sostenitori del PID dunque affermano anche che Paul, in qualche modo, sia il tricheco (tra l'altro l'unico personaggio che appare in nero sulla copertina dell'album). Ma anche sulla testa dell'ippopotamo (che dovrebbe essere Paul se non si tenesse conto delle teorie menzionate finora) appare una mano.

Nel libretto fotografico e nel film di Magical Mystery Tour, Paul vaga per una collina come uno spettro (un presunto riferimento a Edgar Lee Masters) per l'esecuzione del suo brano "The Fool on the Hill". Il risvolto di copertina presenta un disegno di 4 maghi; Paul ha il viso nascosto e il suo è l'unico cappello decorato con fiori neri. La storia del libretto si apre con "away in the sky, beyond the clouds, live 4 or 5 Magicians" ("lontano nel cielo, dietro le nuvole, vivono 4 o 5 maghi"); il quinto mago sarebbe Campbell. A pagina 3 del libretto Paul appare seduto a una scrivania con in bella mostra il cartello "I was" ("io ero"); dietro di lui, bandiere britanniche piegate a lutto. A pag. 4 appare vestito da mago insieme a Ringo, col cappello schiacciato; e a pag. 9 il disegno di Paul ha addirittura la testa fracassata. A pag 5, 10, 13 Paul non indossa le scarpe (presunta simbologia che ricorre anche nel successivo Abbey Road). Nella batteria di Ringo a pag. 13 si legge "LOVE the 3 Beatles" ("amate i 3 Beatles"). A pag. 23 Paul è l'unico a indossare un fiore nero all'occhiello; altre mani sulla testa di Paul a pag. 18 e 24.

Osservando il retro di copertina, girato di lato, e lasciando che gli occhi vadano fuori fuoco, sembra apparire l'acronimo RIP.

I testi sono in questo caso meno ricchi di spunti; si è voluto leggere una sorta si sberleffo di Campbell a Paul nelle parole di Hello Goodbye you say goodbye, I say hello ("tu dici addio, io dico ciao", come a dire: "esci tu, entro io") e c'è chi sostiene che Lennon, alla fine di Strawberry Fields Forever, dica I buried Paul ("ho sepolto Paul") anziché, come parrebbe, "cranberry sauce" ("salsa al mirtillo rosso").

Nel poster all'interno del White album (a pag. 18 nel libretto del disco) compare un individuo che sarebbe Campbell prima della chirurgia plastica. In una foto di Paul che balla, due mani scheletriche sembrano volerlo afferrare dalla schiena. Nell’angolo in alto a sinistra del poster c’è una foto di Paul in una vasca da bagno (a pag. 3 del CD): la posizione della testa di Paul e la schiuma di sapone attorno suggeriscono la macabra scena del suo fatale incidente.

Per quanto concerne l'analisi dei testi dalla prospettiva del PID, si è già detto di Glass Onion (vedi Magical Mystery Tour). In Don't Pass Me By Ringo canta: you were in a car crash and you lost your hair ("hai avuto un incidente d'auto e hai perso i capelli"), ma la frase sarebbe riferita a una fidanzata arrivata in ritardo a un appuntamento. Revolution 9 inizia con una voce che scandisce tre volte number nine che ascoltata al contrario suonerebbe turn me on, dead man ("accendimi, uomo morto"); il numero 9 si riferirebbe sia alla somma delle lettere che compongono il nome McCartney (nove, appunto), sia al giorno della presunta morte (il 9 novembre). Fra i rumori che compongono questo brano (non propriamente musicale) c'è anche una frenata d'automobile e uno schianto, e un coro che sembra ripetere "Paul is dead, Paul is dead" ed una voce che grida velocemente "I'm die!" e dopodiché si sentono delle urla. Alla fine di I'm So Tired, un'altra voce ascoltata al contrario sembrerebbe dire "Paul is dead man: miss him, miss him, miss him!" ("Paul è l'uomo morto: mi manca, mi manca, mi manca!").

Anche sulla copertina di Yellow Submarine una mano compare sopra la testa di Paul. Il sottomarino giallo sembra sepolto dentro una collina (una bara gialla?). In All You Need Is Love pare di sentire in sottofondo: Yeah, he's dead, we loved you yeah, yeah, yeah ("si, è morto, ti abbiamo amato"; effettivamente, il brano ripropone il ritornello di She loves you nella forma We loved you).

In Only A Northern Song George canta if you think the harmony is a little dark and out of key, you're correct, there's nobody there ("se pensi che l'armonia sia un po' tetra e stonata, hai ragione, non c'è nessuno là"; al posto di McCartney?). Si pensa che negli ultimi anni il falso Paul McCartney abbia fatto un cd sulla morte e verità del vero Paul McCartney.

La copertina di Abbey Road è forse quella le cui interpretazioni a sostegno della morte di Paul sono più note. Il gruppo attraversa la strada in fila, e gli abiti suggeriscono davvero una processione funebre: apre John completamente vestito di bianco (sacerdote o forse angelo), Ringo con un sobrio completo nero che potrebbe far pensare al portatore della bara, Paul scalzo, fuori passo rispetto agli altri, con gli occhi chiusi, tiene la sigaretta con la destra (pur essendo mancino); e infine George in jeans e clark potrebbe far pensare al becchino in abiti da lavoro per scavare la fossa. Paul, inoltre, è l'unico dei beatles fuori passo, forse a simboleggiare un'estraneità al vero gruppo. Sulla targa del "maggiolino" ("beetle") Volkswagen bianco parcheggiato a sinistra, simile a un carro funebre, si legge "28IF" ("28 SE", interpretato come "28 anni SE fosse ancora vivo"). Questo indizio non è esatto: la foto venne scattata l'8 agosto del 1969 e Paul, nato il 18 giugno 1942, a quell'epoca aveva quindi 27 anni. Tuttavia, se si considera che alcune dottrine calcolano l'età non a partire dalla nascita bensì dal concepimento, allora tutto quadra. Anche alla luce di questo il resto della targa, "LMV", è stato letto come "Lie 'Mongst the Wadding", poemetto dello scrittore americano Stephen Crane, anch'egli morto a 28 anni (il suo viso appare seminascosto da una mano sopra la testa di Paul nel famoso collage di Sergeant Pepper's). Altri hanno letto "LMW" come "Linda McCartney Widowed" (vedova) o come "Linda McCartney Weeps" (piange). Dall'altra parte della strada c'è un camioncino della polizia del quale i fautori della teoria del PID sostengono di aver ricostruito che fu mandato in soccorso, nella data fatale, proprio di due persone vittime di un incidente stradale. Mossa sullo sfondo, si vede un'automobile che si allontana, esattamente in linea con Paul. L'unico numero civico che appare, 3, corrisponde a quello dei Beatles superstiti; Sul retro copertina, la S di Beatles è spezzata e, subito accanto, un riflesso sul muro sembra comporre un teschio.

Nel testo di She Came In Through The Bathroom Window alcuni versi sono stati interpretati come indizi sulla vita di William: so I quit the police department and got myself a steady job ("così lasciai il dipartimento di polizia e mi trovai un lavoro fisso"). E in Come Together John canta: one and one and one is three ("uno più uno più uno fa tre", evidente verità matematica, ma anche, per la leggenda, un'osservazione sul numero dei Beatles).

Sulla copertina di Let It Be, Paul guarda in direzione diversa dagli altri ed è l'unico ad apparire su sfondo rosso. In più, se si ascolta al contrario il ritornello dell'omonimo brano, è possibile percepire la frase "He is dead". Ascoltando attentamente Let It Be, subito dopo il primo minuto, è possibile sentire sussurrata la frase "Paul is Dead". Inoltre se si ascolta Get Back al contrario durante il ritornello si potrà sentire "Help me , help me, I need some wheels" (aiuto, aiuto, ho bisogno di copertoni), riferito all'incidente stradale.

Anche sulla copertina di Oldies si teorizzano messaggi subliminali. Il PID, infatti, afferma che la parola OLDIES, nella sua parte finale, contiene anche la parola DIES (muore). Inoltre, la O e la L sono le lettere che, nell'alfabeto inglese, precedono rispettivamente la P e la M, da cui: PM= Paul McCartney DIES= muore. Nel centro dell'immagine c'è un'auto che si dirige verso la testa del personaggio al centro: un altro riferimento all'incidente di Paul e alle sue ferite al capo.

Nel video della canzone "Free As a Bird" (inedito originariamente di Lennon, riarrangiato dai Beatles superstiti nel 1994 e reso pubblico nel novembre 1995) che mostra alcune scene di vita inglese e dei Beatles riprese dal punto di vista di un volatile, dal minuto 2.20 al minuto 2.38 è rappresentata la scena di un violento incidente di una vettura sportiva targata YFE. In un fotogramma al minuto 2.22 nel vetro della camionetta della polizia appare un riflesso simile ad un volto sanguinante. Inoltre nel video trasmesso in televisione al minuto 3.12 si vedono solo tre Beatles e non 4. Uno dei Beatles appare seduto di fianco alla TV dove sono trasmessi gli altri 3. Al termine del video, dopo una sequenza in un cimitero, la scena si sposta (passando per la sagoma di un Beatles saltellante) sul celebre attraversamento pedonale di "Abbey Road", una delle copertine che nasconderebbe alcuni indizi della morte di McCartney. Al minuto 1.24 inizia una scena di una manciata di secondi in cui tre Beatles attraversano una strada di corsa affiancando una macchina nera identificabile come un carro funebre con le porte posteriori aperte. Al minuto 1.57 si vedono tre Beatles vestiti di nero e Paul vestito di rosso (sangue?).

La leggenda della morte di Paul, come ci si potrebbe aspettare, presenta numerose incongruenze, a partire dal già menzionato problema di come un sosia avrebbe potuto sostituire e imitare così efficacemente un musicista e cantante del livello di McCartney, ed oltretutto essere mancino come il vero Beatle. Ipotizzare che Yesterday e Penny Lane siano state scritte da due autori diversi non è certamente semplice.

Molte date non coincidono; Rubber Soul e Yesterday and Today, per esempio, sono entrambi antecedenti alla presunta morte.

Per fare un altro esempio, anche la targa "28IF" di Abbey Road (che peraltro è accertato fosse in realtà "281 F") è poco convincente perché Paul, nato il 18 giugno 1942, avrebbe avuto (o aveva) 27 anni e non 28, nella data in cui l'album fu pubblicato. Quanto al riferimento alla "Vedova McCartney" riportato sulla targa stessa, la data della presunta morte implicherebbe che l'uomo che Linda incontrò per la prima volta ad un party nel 1967 (e che avrebbe poi sposato il 13 marzo 1969) fosse fin da allora l'"impostore" anziché il vero Paul.

Più in generale, nel valutare le "sorprendenti" coincidenze citate nelle sezioni precedenti occorre ricordare che i dettagli della leggenda PID furono definiti gradualmente, in molti casi a posteriori rispetto alla comparsa degli "indizi" nella discografia dei Beatles (si veda per esempio il caso di "Padre McKenzie").

Non si può escludere, peraltro, che i Beatles abbiano volutamente "giocato" con la leggenda che stava nascendo, o che l'abbiano alimentata inconsapevolmente attraverso qualche scelta fatta con altri intenti (per esempio è vero che Paul è spesso "fuori schema" rispetto agli altri Beatles nelle copertine e nelle foto ufficiali: di spalle, di profilo ecc.). Lennon, in particolare, amava l'humour nero: una foto, tra quelle degli esordi al Cavern, mostra il chitarrista che si finge morto, mentre gli altri componenti della band lo vegliano. Con la leggenda PID sarebbe soltanto "cambiato" il beatle morto.

A questo va inoltre aggiunto un dubbio fondamentale, ovvero come sia potuta pervenire fino a noi la conversazione tra Rita e Paul circa la gravidanza, la fuga da casa, eccetera dato che le uniche due persone presenti al dialogo (Rita e Paul appunto) erano chiuse in un'automobile in movimento (cosa che esclude la presenza di terzi o la possibilità che qualcuno abbia casualmente udito) . Tra l'altro, secondo la dinamica dell'incidente, tra la summenzionata conversazione e la loro morte Rita e Paul non hanno avuto modo di parlare con terzi, quindi, i dettagli risultano pervenuti a noi in maniera inesplicabile.

Il brano How Do You Sleep? del celebre album Imagine di John Lennon (1971) è un feroce attacco a McCartney; con riferimento alla vicenda del PID, Lennon canta: Those freaks was right when they said you was dead ("quei matti avevano ragione quando dicevano che eri morto"). Il senso della frase ovviamente non va letto come una rivelazione della "veridicità" della teoria del PID, ma solo un'aperta critica alla carriera artistica di McCartney (come dire: "non hai fatto niente di importante"); altri versi dello stesso brano recitano per esempio the only thing you done was Yesterday ("l'unica cosa che hai fatto è Yesterday") e the sound you make is muzak to my ears / you must have learned something in all those years ("i suoni che fai sembrano musica da ascensore alle mie orecchie / dovresti aver imparato qualcosa in tutti quegli anni").

Paul McCartney ha mantenuto un atteggiamento divertito rispetto a questa vicenda ("Le voci sulla mia morte sono oltremodo esagerate. Comunque, se fossi morto, sarei stato sicuramente l’ultimo a saperlo"). Nel 1993 ci ha scherzato persino sopra con il titolo del suo album dal vivo Paul Is Live, in cui ricompare il passaggio pedonale di Abbey Road con una targa di automobile che recita, questa volta, "51 IS" ("51 è"). Ha anche prestato la propria voce al personaggio di se stesso in una puntata dei Simpson, alla fine della quale ricorda: Oh, by the way... I'm alive ("a proposito: sono vivo").

Se questa teoria è così strampalata e campata per aria ci si potrebbe chiedere allora come mai abbia avuto una così vasta diffusione. Inconscia invidia? Malcelata sopportazione del personaggio? Rabbia per aver con il suo comportamento causato la scissione dei Beatles? Rimpianto per i tempi felici e irripetibili della Beatlemania? Gelosia del successo del gruppo? Sta di fatto che la teoria Paul is dead è una delle più diffuse, radicate e resistenti leggende metropolitane che si conosca.

Nel 2000 in Germania è stato realizzato addirittura un film sulla leggenda, intitolato Paul Is Dead e presentato allo Slamdance Film Festival. In Italia è stato realizzato nel 2005 da Annamaria Russo e Ciro Sabatino uno spettacolo teatrale dal titolo Paul Is Dead... Il giallo della presunta morte di Paul McCartney.

Per la parte superiore



George Martin

George Martin.jpg

George Martin (Londra, 3 gennaio 1926) è un produttore discografico e compositore britannico. Viene a volte definito come il "quinto Beatle", un titolo dovuto al suo lavoro come produttore di praticamente tutte le registrazioni dei The Beatles. In riconoscimento dei suoi servizi per l'industria musicale è stato nominato cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico.

Martin aveva una grande cultura a carattere classico, avendo studiato oboe e pianoforte alla "London School of Music". Negli anni '50 esplose il Rock'n'Roll e la EMI divenne una delle più importanti etichette dell'epoca, la Parlophone era una società minore sotto la guida del colosso multinazionale, riservata prevalentemente all'incisione di dischi umoristici quindi era noto alla EMI come produttore di artisti minori, che non incidevano seriamente i loro dischi. Martin lavorò prima per la EMI nel 1950 diventando manager dell'etichetta Parlophone nel 1955. Originariamente lavorò con comici come Peter Sellers e Rolf Harris. Fece la sua prima audizione dei Beatles nel 1962 dopo che erano stati rifiutati dalla casa discografica Decca.

Fece loro firmare un contratto, sebbene la sua prima reazione sia stata "sono piuttosto orribili". Questo segnò l'inizio di una lunga relazione nella quale l'esperienza musicale di Martin aiutò a colmare il varco tra il talento grezzo ed il suono che volevano ottenere, trasformando semplici motivetti in brani di successo. I Beatles non sapevano leggere la musica, e la loro abilità nel suonare era tuttavia lodevole ma egli dovette affinare i loro talenti nascosti. Uno dei suoi provvedimenti fu quello di sostituire Ringo Starr alla batteria con il turnista Alan White, ritenuto da lui più adatto: il singolo Love me do infatti vede il beatle relegato al tamburello. Avrà modo di rivalutare le capacità musicali di Starr. La sua formazione classica si riflette molto in canzoni come Yesterday e Eleanor Rigby. La maggior parte degli arrangiamenti per strumenti orchestrali venne fatta da Martin in collaborazione con membri dei Beatles, un buon esempio di questo fu su Penny Lane, dove Martin lavorò con Paul McCartney su un assolo di tromba: McCartney faceva la melodia con le labbra e Martin la trascriveva su uno spartito.

A parte il suo lavoro con i Beatles (sia con il gruppo che con progetti in singolo), Martin produsse anche album per molti altri artisti inclusi la banda America e gli Ultravox, per i quali lavorò sul loro sesto album Quartet (1982). È anche un famoso compositore, compose la musica del film dei Beatles Yellow Submarine e quella del film di James Bond Vivi e lascia morire (Live and let die), per il quale Paul McCartney cantò la canzone del titolo.

Non volendo lasciare la sua ultima produzione al caso, Martin produsse il CD In My Life nel 1998. In questo assemblò una varietà di inaspettati strumentalisti, cantanti e vocalisti. Il CD contiene cover di canzoni dei Beatles.

Per la parte superiore



The Beatles

I Beatles al loro arrivo a New York nel 1964. Da sinistra in alto in senso orario:John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison

I Beatles erano un gruppo musicale britannico, originario di Liverpool e in attività dal 1962 al 1970. Hanno segnato un'epoca nella musica, nel costume e nella moda e di conseguenza nella pop art.

Considerati uno dei maggiori fenomeni della musica contemporanea, a distanza di vari decenni dal loro scioglimento ufficiale - e dopo la morte di due dei quattro componenti - i Beatles contano ancora un vasto seguito. Secondo la EMI, la casa discografica che tra il 1986 e il 1987 ne ha recuperato i diritti, le riedizioni dei loro dischi hanno venduto oltre un miliardo di copie.

Per la rivista Rolling Stone, i Beatles rappresentano il gruppo musicale più importante ed influente del XX secolo .

Numerosi sono i loro fan club, esistenti in ogni parte del mondo. Inoltre, l'aura - per molti versi non sempre codificabile secondo canoni comuni - che circonda lo sviluppo del loro successo a livello mediatico, e lo straordinario esito artistico raggiunto come musicisti-rock, sono tutt'ora oggetto di studio.

Sabato 5 luglio 1958, nella chiesa di St.Peter a Liverpool, in occasione della festa annuale della parrocchia, era in corso un'esibizione dei The Quarrymen, il gruppo skiffle di cui era leader il sedicenne John Lennon. Ivan Vaughan, già compagno delle elementari di John, e componente della band, gli presentò il quindicenne Paul McCartney, all'epoca suo compagno di scuola al Liverpool Institute. Paul si presentò suonando Long Tall Sally di Little Richard e Twenty Flight Rock di Eddie Cochran.

Durante le sue esibizioni John usava cambiare parole e accordi a suo piacimento; rimase quindi colpito dalla memoria di Paul che ricordava alla perfezione testi e melodie. Sebbene John ben sapesse che invitare Paul a far parte del gruppo avrebbe significato condividerne la leadership, si risolse ben presto a chiedergli di entrare nei Quarrymen.

Un anno dopo l'ingresso di Paul nel gruppo, questi contattò per un provino un altro ragazzo del Liverpool Institute, l'amico e compagno di scuolabus George Harrison. John ammise George nel gruppo dopo un provino che ebbe luogo proprio su un autobus, dopo averlo ascoltato cimentarsi in un pezzo strumentale: Raunchy. Nel 1960 fu un compagno di John all'Art college, lo scozzese Stuart "Stu" Sutcliffe a divenire il bassista dei Quarrymen. Pittore di grande talento, acquistò un basso-Hofner dopo aver venduto il suo primo quadro. Più tardi, quell'anno, prendendo spunto dai Crickets di Buddy Holly (grilli, in inglese), il complesso prese il nome di Beatles (dopo essere passati per Beetles - coleotteri -, Long John & The Silver Beetles, Silver Beetles e altri). L'associazione in italiano fra il nome dei Beatles e quello degli scarafaggi è in realtà un errore grossolano anche se radicato in una leggenda: il nome comune inglese dello scarafaggio è in realtà cockroach, mentre con beetle si indicano genericamente i Coleotteri. L'errore, presumibilmente solo italiano, è probabilmente nato da una traduzione infelice del termine beetle e da una scarsa conoscenza degli Insetti. La scelta del nome, in realtà, identificherebbe i Beatles con i maggiolini o gli scarabei e non con gli scarafaggi.

I Beatles non si caratterizzavano all'inizio della loro carriera per bravura. Mancavano di un batterista fisso; a loro si unì per un breve tempo il batterista trentasei-enne Thomes Moore, che li lasciò dopo una sfortunata tourneé in Scozia come gruppo di accompagnamento del cantante Johnny Gentle. E soprattutto Sutcliffe aveva difficoltà a suonare il basso in modo soddisfacente. Per una serie di fortunate coincidenze, poiché altri gruppi di Liverpool non erano disponibili, il loro primo manager, Allan Williams, procurò loro una scrittura ad Amburgo, dove un'altra band di Liverpool, Derry and Senior, stava esibendosi con successo. Mancavano però ancora di un batterista: esibendosi nel "The Casbah" di Mona Best, notarono il figlio della proprietaria, tale Pete Best, che possedeva e suonava una batteria ma non aveva un proprio gruppo. Fu reclutato pochi giorni prima di partire per Amburgo. Ad Amburgo iniziò una vera trasformazione. Costretti dall'esigente titolare del locale in cui si esibivano (il nr. 36 di Große Freiheit, una laterale della Reeperbahn, la via a luci rosse del quartiere di St. Pauli) a lunghe performance in cui dovevano produrre il massimo volume, la loro musica acquistò potenza e consapevolezza. Iniziò ad emergere la volontà di Paul di prendere il posto di Stuart al basso, e si formò lo stile e il repertorio che caratterizzerà i primi anni della loro attività.

Presto furono costretti a tornare a Liverpool a causa di alcuni problemi con la polizia tedesca, imbeccata dal primo impresario che li aveva sotto contratto ma che essi lasciarono per una più vantaggiosa scrittura. George era minorenne e non poteva lavorare legalmente; Pete e Paul, lasciato il loro vecchio e precario alloggio perché trasferitisi nella sistemazione procurata dal loro nuovo datore di lavoro, rientrando nottetempo per prendere le loro cose illuminarono la stanza con un profilattico appeso alle parete cui diedero fuoco, incendiando così la carta da parati, evento che provocò il loro arresto e quindi l'espulsione. Tuttavia, pochi mesi dopo essi ritornavano nella città tedesca con un contratto firmato senza l'intermediazione del loro manager, grazie agli estimatori che si erano conquistati. Nella seconda spedizione ad Amburgo si iniziò a delineare la definitiva line-up della band. Stuart Sutcliffe, ammesso all'Accademia d'arte di Amburgo, lasciò la musica per dedicarsi alla pittura, suo vero interesse. Al basso subentrò così Paul McCartney. Al ritorno da Amburgo essi iniziarono ad attrarre l'attenzione con la loro musica martellante e il loro aspetto: i capelli pettinati in avanti con la frangetta, le giacche di pelle o senza risvolti, il tutto completato da stivaletti, furono il contributo all'immagine dei Beatles dato della fidanzata tedesca di Stuart, Astrid Kirchner, e anche il look che sostanzialmente caratterizzò la band negli anni dell'esplosione. Iniziarono a suonare in un locale in Matthew street, il Cavern club, in cui si erano precedentemente esibiti con scarsi risultati, ma in cui ora richiamavano un vasto pubblico, soprattutto femminile. Presto trovarono un manager in Brian Epstein che, all'epoca, gestiva un negozio di elettrodomestici e dischi a Liverpool. Incuriosito dalla richiesta da parte di un loro fan di un disco da loro registrato in Germania "My Bonnie", in cui in realtà essi accompagnavano il cantante solista Tony Sheridan incontrato ad Amburgo, e incoraggiato dal fatto che essi si esibissero nel Cavern club a poca distanza dal suo negozio, ci andò per conoscerli. Colpito dal loro carisma e dal richiamo di pubblico, si offrì di fare loro da manager. Anche per il fatto di aver rotto con il loro primo manager, Allan Williams, e limitandosi la loro attività quasi esclusivamente agli spettacoli quotidiani al Cavern club, dopo un'iniziale esitazione, accettarono. Da parte sua Epstein riuscì ad allargare il giro delle loro scritture, si impegnò a "ripulirli" , a "civilizzarli" adeguatamente per poi ottenere un provino ai Beatles con la Decca records per il giorno di capodanno del 1962.

Fu così che Mike Smith, osservatore della Decca Records, partì alla volta di Liverpool per ascoltare i Beatles e un altro gruppo locale, rimanendo favorevolmente impressionato dalle loro esibizioni al Cavern club. Giunti a Londra per l'audizione, i Beatles sciorinarono il meglio del loro repertorio, conservato per la storia nelle registrazioni rimaste nell'archivio della casa discografica. Nonostante il gradimento di Smith, la Decca preferì mettere sotto contratto un altro gruppo, per il fatto che quest'ultimo era di Londra e non della relativamente lontana Liverpool. Il fatto divenne aneddotico ed entrò a far parte della classica galleria di errori di valutazione della serie La parola agli esperti. Un paio d'anni dopo, la Decca, per ironia della sorte su raccomandazione di George Harrison, mise sotto contratto i Rolling Stones.

Dopo questo insuccesso, per puro caso, mentre Brian Epstein faceva realizzare un acetato dei pezzi dei Beatles nel celebre negozio HMV in Oxford street a Londra, un tecnico, colpito dalla musica che aveva sentito, lo indirizzò presso la EMI.

Fu solo l'insistenza di Brian Epstein e il fatto che egli fosse, con il negozio di famiglia, la NEMS, un importante distributore nel nord dell'Inghilterra, a convincere i dirigenti della EMI, che demandarono a George Martin il compito di ascoltare qualche traccia incisa dai Beatles.

Martin, all'epoca, era responsabile per la EMI dell'etichetta sussidiaria Parlophone, che si occupava di jazz e musica classica. Non era quindi molto sintonizzato con lo stile dei Beatles, ma avendo ascoltato su insistenza di Epstein parte del materiale da essi prodotto, decise di concedere loro un'audizione che si tenne il 6 giugno 1962 a Londra.

Furono registrati quattro pezzi, tra cui una versione del classico Besame Mucho cantata da Paul, e tre composizioni originali: Love Me Do, P.S. I Love You e Ask Me Why, sulle quali l'assistente di studio di George Martin, Ron Richards (che si fece carico della seduta di registrazione in attesa dell'arrivo di Martin), riteneva si potesse lavorare.

Fu solo a quel punto che i Beatles poterono avere un vero contratto discografico, anche se non molto vantaggioso per loro. Martin era convinto che si potesse trarre qualcosa di buono dal gruppo, ma certo non più di qualche migliaio di copie prima che la band cadesse nel dimenticatoio e si sciogliesse, come succedeva nella musica pop del tempo. Quando il 4 settembre 1962 i Beatles si ripresentarono in sala d'incisione, Ringo Starr sostituiva Pete Best alla batteria. Subito dopo la prima audizione, infatti, George Martin, insoddisfatto della batteria di Best, disse a Brian Epstein che avrebbe preferito un sessionman per le registrazioni in studio, mentre Best poteva andare bene per le esibizioni dal vivo. Questo fatto, oltre alla mancanza di un vero rapporto tra Best, dal carattere molto introverso, e gli altri componenti, nonché la convinzione che Starr, che conoscevano bene per averlo incrociato ad Amburgo con il suo gruppo Rory Storm & the Hurricanes e averci suonato in qualche occasione, fosse il sostituto adatto convinsero il gruppo alla sostituzione il 16 agosto. Love Me Do fu il primo brano a essere inciso.

Martin, che nulla sapeva del cambio di formazione, aveva chiamato un batterista per sostituire Best, il sessionman Andy White, che registrò Love Me Do e P.S. I Love You. Ringo si adattò a suonare il tamburello come rinforzo al rullante in Love Me Do, mentre in P.S. I Love You era alle maracas. Venne pubblicato come singolo la versione con Andy White, mentre la versione dell'album vide Starr alla batteria. Il disco raggiunse il diciassettesimo posto nelle classifiche di vendita del Regno Unito, ma a Liverpool vendette moltissimo.

Una leggenda mai confermata vuole che il successo di vendite a Liverpool fosse dovuto all'acquisto da parte di Brian Epstein di diecimila copie, la maggior parte delle quali giacquero invendute nel magazzino della Nems. Le accanite fans di Liverpool non comprarono il disco, convinte che il successo avrebbe portato i Beatles lontano dalla loro città.

Dopo la buona affermazione di Love Me Do, i Beatles tornarono in studio per dare un seguito al loro esordio. George Martin, da buon professionista del ramo, aveva loro trovato una canzone con cui pensava essi potessero scalare la classifica delle vendite. Il titolo del pezzo era "How do you do it?" e l'autore era Mitch Murray. I Beatles fecero chiaramente capire che era la loro nuova composizione, Please please me, che intendevano registrare.

Martin era di tutt'altro avviso, ma bastò che essi gliela facessero ascoltare perché il produttore cambiasse idea. Please please me fu il loro secondo 45 giri e raggiunse il primo posto della Hit parade inglese. Sarebbe stato il primo degli innumerevoli hits firmati Lennon-McCartney. Il successo del brano iniziò a far conoscere il gruppo su scala nazionale: uscito l'11 gennaio 1963 ebbe subito recensioni positive.

Due mesi dopo, il 23 marzo, uscì l'album omonimo, che vendette subito 500.000 copie e raggiunse la vetta della classifica di vendita degli LP. Questo 33 giri, che vedeva una originale copertina con la loro foto in costume di scena affacciati, baldanzosi e sorridenti, dalla ringhiera della casa editrice della EMI in Manchester Street, fu di fatto il primo passo del loro ingresso nella storia della musica pop. Notevole era il fatto che per la prima volta non si trattava di brani di altri autori, cioè cover, raffazzonate alla buona per mettere insieme il formato a 33 giri, come era comune per sfruttare rapidamente singoli di successo; ben otto brani su quattordici erano infatti di loro composizione.

Con le apparizioni televisive negli show musicali, la loro immagine innovativa, la pettinatura, i vestiti, essi conquistarono un istantaneo seguito tra gli adolescenti inglesi. Iniziò così la beatlemania: ogni loro concerto fu presto caratterizzato dalle urla assordanti delle fan che rendevano impossibile ascoltare il suono che producevano. Erano inoltre costretti a rocambolesche fughe per evitare l'assalto delle orde di ammiratrici. Ben presto altri gruppi imitarono il loro look e il loro repertorio. Inizia così una fase nuova nella musica pop.

L'album seguente With the Beatles fu pubblicato il 22 novembre 1963 ed ebbe un consenso talmente grande, sia di pubblico sia di critica, che non fu nemmeno necessario promuoverlo con l'uscita di un singolo. La copertina era decisamente artistica e originale, così come gli otto brani firmati da Lennon-McCartney ed il primo firmato da Harrison intitolato Don't Bother Me. Divennero celeberrime All My Loving, ripresa da molti altri artisti e I Wanna Be Your Man con la quale i Rolling Stones centrarono il loro primo successo commerciale.

Accanto all'intensa attività in studio, si susseguivano senza sosta i concerti e i tour in vari Paesi del mondo.

Le scene di delirio collettivo che si erano verificate oltre Atlantico nel febbraio del 1964, in occasione della loro apparizione all' "Ed Sullivan show" e dei concerti al Washington Coliseum e a Miami e poi durante il primo vero tour dell'estate successiva che li lanciava sul mercato americano sembravano intramontabili. Durante l' apparizione all'"Ed Sullivan show" il numero di crimini riportati a New York fu molto vicino allo zero, e quelli minorili praticamente si azzerarono. George Harrison affermò nel film "The Beatles Anthology": "Anche i criminali si fermarono a guardarci!" prendendo spunto dalle notizie, forse un po' sensazionalistiche, apparse sui quotidiani anglo-americani dell'epoca.

Il 10 luglio 1964 venne dato alle stampe A Hard Day's Night: il film omonimo fu un vero e proprio tributo alla Beatlemania; l'idea portante era di riprendere 36 ore della vita dei Fab Four nello stile di un documentario.

Il disco si rivelò il migliore realizzato fino a quel momento e tutti i brani erano composti da loro. Il disco viene ricordato anche per l'introduzione della Rickenbacker 12 corde elettrica e del rivoluzionario stile, contemporaneo a quello dei Byrds di Roger McGuinn. John Lennon con A Hard Day's Night incominciò a comporre una lunga serie di brani a sfondo filosofico-esistenziale-politico-sociale e non a caso i suoi libri, in quel periodo, ottennero premi letterari e riconoscimenti un po' ovunque. Paul McCartney si specializzò sempre di più nella produzione di canzoni melodiche, sentimentali ed accattivanti come And I Love Her e If I Feel, mostrando però una accuratezza tecnica sempre maggiore.

Instancabilmente proseguirono i loro tour dopo la pausa di 14 giorni dovuta alla registrazione dell'album e le scene di folle deliranti, composte soprattutto da ragazze urlanti, culminarono con lo storico concerto dell'agosto 1965 allo Shea Stadium di New York, davanti ad un pubblico di 55.000 persone, e si sarebbero ripetute sempre uguali dall'Europa all'Australia ad esclusione del loro ultimo tour americano contestato da alcuni gruppi di fanatici religiosi a causa di alcune avventate dichiarazioni di John Lennon sulla presunta maggiore popolarità ed incidenza dei Beatles rispetto a quella di Gesù Cristo.

I giornalisti americani li assillarono continuamente su questo tema finché John Lennon riuscì a chiarire le sue tesi un volta per tutte ed a calmare un po' le acque; i Fab Four però vissero ugualmente l'ultima fase della tournée con il terrore di essere bersaglio di qualche attentato.

L'ultimo concerto dal vivo fu realizzato al Candlestick park di San Francisco, nell'agosto del 1966.

Attesi spasmodicamente anche in Italia, nel giugno del 1965, i Beatles effettuarono un mini-tour italiano e in ciascuno dei concerti - uno al pomeriggio ed uno alla sera - suonarono per poco più di mezz'ora (preceduti da artisti rock italiani come Angela, Peppino Di Capri, Fausto Leali e i New Dada); ma i fan che accorsero ad ascoltarli al Velodromo Vigorelli di Milano, al Palasport di Genova e al Teatro Adriano di Roma rimasero tutt'altro che delusi. Fu quella l'unica volta che suonarono in Italia.

Nel pieno della carriera, i componenti del complesso furono nominati - a furor di popolo, ma soprattutto grazie ad una illuminante mossa politica del Primo Ministro Harold Wilson in cerca di consensi - Membri dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta II (e pare che i quattro nell'occasione non abbiano risparmiato apprezzamenti poco regalmente corretti nei confronti dell'augusta sovrana, mentre ancor più certa, nonostante le smentite successive, pare la leggenda che i Fab Four abbiano consumato uno spinello nelle regali toilettes di Palazzo, anche se in realtà, come confermato successivamente dagli stessi Beatles nella loro Anthology, consumarono solo un'"innocente" sigaretta). La motivazione ufficiale del riconoscimento evidenziò più che i loro meriti artistici quelli economici; infatti i "Fab Four" fecero da traino alla zoppicante economia inglese che trovò un immediato giovamento dal made in England artistico diffusosi ormai in quasi tutto il pianeta. Conviene rammentare che raramente nel passato la Gran Bretagna aveva esportato cantanti, canzoni e composizioni e ormai veniva considerata una colonia americana per la musica leggera e una colonia italiana per il bel canto.

Anni più tardi, nel 1969, Lennon rinuncerà alle onorificenze restituendo la medaglia alla regina: fu un gesto clamoroso con cui intese protestare per il ruolo del Regno Unito nel Biafra e contro l'appoggio agli Stati Uniti in Vietnam e per il fatto che il suo disco "Cold Turkey" non arrivò in cima alla Hit Parade.

Molti anni dopo Paul McCartney fu promosso al grado di Cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico, il che comporta il diritto al titolo di Sir davanti al nome.

Il poco tempo lasciato libero dalle tournée che si susseguivano a ritmo battente causò il passo indietro di Beatles for Sale, uscito il 27 novembre 1964. Il titolo sardonico ma emblematico, ideato da John Lennon, rifletteva le stesse impressioni del brano più gettonato che fu Eight Days A Week; la stanchezza aleggiava tra le note dell'album nonostante il più alto numero di cover presenti, ben sei, e per di più prese in prestito da autori della fama di Buddy Holly, Chuck Berry, Little Richard. Viene considerato l'album meno incisivo del gruppo.

Tale lavoro fu però un passo necessario per consentire il percorso evolutivo musicale esplicato dapprima con Help!, altro album di supporto a un film omonimo piuttosto auto-indulgente nel quale i Beatles istrioneggiarono, evidenziando più che altro il buon talento recitativo di Ringo Starr e un certo disinteresse di John Lennon per le riprese (proprio lui in seguito otterrà premi cinematografici con la pellicola Come vinsi la guerra). Il disco evidenziò da una parte la passione di John Lennon per Dylan manifestata nella ballata You Have Got To Hide Your Love Away e la sua ricerca di testi sempre più elaborati e impegnati, dall'altra la continua ricerca di brani melodici, romantici, ma indimenticabili fatta da Paul McCartney e culminata nella evergreen Yesterday.

Help fu pubblicato nell'agosto 1965 e solo 4 mesi più tardi la loro evoluzione li portò al risultato straordinario di Rubber Soul, raffinato e ricercato album, in cui compare per la prima volta nella musica leggera occidentale il suono del sitar indiano, e le cui le sonorità presero il sopravvento sui temi trattati nei primi anni di carriera, volutamente non impegnati e frivoli, atti a conquistare più pubblico possibile. I Beatles erano adesso pronti anche a mettere pubblicamente su disco le riflessioni sul proprio ruolo di star e sull'importanza che essi, all'inizio incoscientemente e, mano mano, sempre più volontariamente, stavano assumendo nel panorama della musica occidentale e degli usi e dei costumi. Avevano ancora conservato una buona carica di idealismo giovanile e di ambizione personale; a quel punto della carriera si sentivano certamente investiti del carisma di leader di un movimento giovanile incandescente, magmatico, ribelle, propositivo ma anche molto fragile, aleatorio e condizionabile. Inoltre percepivano di trovarsi al centro del mondo occidentale avendo conquistato, per primi nella storia della musica moderna, fans trans-generazionali (dai teen-ager fino agli adulti e persino agli anziani); seguirono quindi la via della sperimentazione per innumerevoli motivi, cercando anche di stupire, di ammaliare e di guidare con ogni opera e ad ogni atto pubblico i loro fans. Assursero al ruolo di "profeti", più che ascetici, però, "mondani", necessari ad una massa in divenire alla ricerca di nuovi punti di riferimento.

Cominciò anche l'uso di stupefacenti come l'LSD, che ispirarono direttamente il testo e le suggestioni psichedeliche di molti loro brani.

Il titolo ("anima di gomma") fu proposto da McCartney come una risposta alla crescente passione dei giovani inglesi verso la musica soul proveniente dall'America. L'album è pervaso da una atmosfera misticheggiante, le musiche appaiono fresche, imprevedibili, trascinanti; Paul McCartney confermò i suoi talenti in Drive My Car orchestrata da un piano straripante e virtuoso, da una chitarra scintillante, e dalle voci allusive e sbeffeggianti, mentre con Michelle cantò un inno all'amore dolciastro e sentimentale meritevole di innumerevoli cover; John Lennon raggiunse picchi di umorismo sardonico memorabili nelle sue indimenticabili ballate: in Norvegian Wood, compose un quadretto di un'avventura extraconiugale tanto grottesca quanto esistenzialista; in Nowhere Man, delineò un ritratto dell'uomo medio contemporaneo proteso verso falsi e inutili traguardi a causa della perdita del senso della vita; in Girl e In My Life la vena ironica si accostò perfettamente a quella nostalgica e a quella romantica.

Secondo il periodico "Paralleli", colui che indusse, per la prima volta, i Beatles ad utilizzare stupefacenti, fu Bob Dylan. Si narra che il grande folk-singer, tra l'altro uno degli idoli del gruppo, durante la tournèe statunitense del 1964, si ritrovò con gli stessi nel bagno di un albergo. Toccando l'argomento, Lennon offrì a Dylan delle pillole di "Dexies", un eccitante che i Beatles assumevano durante la gavetta di Amburgo per sostenere al meglio gli stressanti ritmi di quelle notti. Dylan rifiutò proponendo di fumare un po' di erba. Il primo a provare fu Starr che dopo alcune boccate iniziò a ridere come un matto.

È il preludio alla fase della maturità artistica. Revolver iniziò la fase in cui la musica dei Beatles prendeva forma in lunghe e articolate sessioni in studio, con l'assistenza di Geoff Emerick, giovane tecnico assunto in EMI cinque anni prima all'età di 15 anni, piuttosto insofferente alle normative consolidate da anni in EMI riguardanti le metologie da usare nella presa del suono, sfruttando con abilità tutte le risorse fornite dalla primitiva tecnologia dell'epoca, iniziano a sfornare capolavori sul piano del suono, che sarebbe stato impossibile riprodurre in concerti dal vivo. Revolver parlò di amore, di droga, ma anche di tasse con il pezzo di apertura Taxman musicalmente brillante e con un testo acido verso i politici inglesi dell'epoca, composto e cantato da George Harrison. Parlò anche di morte con Tomorrow never knows di John Lennon che si era ispirato al Libro tibetano dei morti con la voce immersa tra suoni di nastri riprodotti al contrario in una perfetta anticipazione di Sgt. Pepper's; le canzoni di Paul McCartney Eleanor Rigby, For no one, Good day sunshine e Here, there and everywhere raggiungeranno una nitidezza non più eguagliata. I suoni si arricchiscono di strumenti indiani, e di molte altre innovazioni elaborate in studio in modo artigianale ma dalla grande resa finale.

Cominciarono gli anni delle lunghe sedute di registrazione in studio: non potendo riprodurre dal vivo le complesse sonorità dei brani presenti sui loro dischi a partire da Revolver, ma anche estenuati dalle tournée mondiali con tumultuose esibizioni in cui il suono del gruppo era letteralmente sommerso dalle urla delle fan, preocupati per le prime minacce piovute dai fanatici religiosi e infine allettati dall'ambizione di entrare nei libri di storia, non solo musicale, i Beatles interruppero l'attività dal vivo e si dedicarono esclusivamente all'attività in studio di registrazione (questa scelta rattristò Brian Epstein che si sentì a quel punto persino inutile e ingombrante, anche se fu proprio lui a spingere i Fab Four verso il progetto di una etichetta indipendente).

Nella mitica estate del 1967 uscì il disco considerato da molti il più importante della storia del rock: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, inizialmente fu pensato come un concept album che avrebbe dovuto rievocare gli anni della loro infanzia e adolescenza a Liverpool. Il titolo nacque su idea di Paul McCartney che voleva creare una nuova identità al gruppo. Tuttavia, esigenze contrattuali imposero che venissero commercializzati come 45 giri i due brani del progetto già registrati: Penny Lane e Strawberry Fields Forever. Per la prima volta veniva pubblicato un 45 giri dal doppio lato A, cioè con due pezzi di pari livello. Ciononostante Sgt. Pepper conservò un'apparente compattezza, dovuta alle innovazioni sonore introdotte e al momento particolarmente ricettivo del pubblico, a dispetto della disomogeneità qualitativa dei brani presenti nel disco. Anni dopo, John Lennon rivendicherà l'individualità dei suoi pezzi (Lucy in the Sky with Diamonds, A day in the life i più notevoli) affermando che sarebbero potuti stare in qualunque 33 giri dei Beatles, negando implicitamente che Sgt. Pepper fosse un "concept album".

L'uscita del disco provocò uno strappo nel panorama musicale mainstream: tutto, dalla copertina, ai suoni, alla chiusura con la "epica" e "apocalittica" A Day in the Life, erano la riproposizione in chiave "moderata" e popolare delle pietre miliari del 1966 americano, ovvero gli album dei Byrds, Beach Boys (Pet Sounds) e Bob Dylan (Blonde on Blondes). Finalmente l'Europa per prima e il grande pubblico internazionale poi, legittimavano testi e suoni che fino ad allora avevano rappresentato la cultura alternativa, il prodotto dell'underground giovanile. Eravamo ad un punto di non ritorno; da questo momento la musica pop poteva a ben diritto essere considerata arte. Nella copertina c'è un messaggio ironico all'indirizzo del loro gruppo rivale, costituito dalla frase "Welcome The Rolling Stones" stampata sulla maglietta di un pupazzo dalle fattezze di una bimba col viso di Shirley Temple. Jimi Hendrix rese onore all'uscita dell'album producendo rapidamente una cover del brano di apertura spesso eseguita durante i suoi concerti.

Il 25 giugno registrarono dal vivo negli studi EMI la Lennoniana All You Need Is Love che assurgerà al ruolo di inno dei figli dei fiori e dei movimenti di protesta sessantottini; fu lanciata in mondovisione durante la prima trasmissione internazionale televisiva via satellite e rappresentò simbolicamente tutto il movimento artistico musicale britannico e la nascente generazione dell'amore.

Famosi ma non infallibili: così i Beatles si scoprirono in quella estate: tra le altre cose, il loro terzo film (destinato alla televisione) Magical Mystery Tour, di cui firmano - e sarà l'unica volta - la regia, si rivelerà un fiasco. Quella stessa estate, infine, il loro "scopritore" e manager storico Brian Epstein verrà trovato morto nella sua stanza, per un letale mix di alcool e psicofarmaci. La complessa macchina organizzativa e soprattutto amministrativa del gruppo si trovò così all'improvviso senza una guida.

Il 1968 si aprì con un viaggio in India presso il Maharishi Mahesh Yogi, della cui scuola di pensiero della "Rigenerazione spirituale" i Beatles erano nel frattempo diventati adepti. Al ritorno dall'India, John e Paul volarono a New York per il lancio della loro società di produzione ribattezzata "Apple" e che aveva per simbolo una mela verde. Con la loro società, essi spiegarono, volevano dare la possibilità a tutti gli artisti che avevano qualcosa da dire, siano essi musicisti, scrittori, cineasti, di potersi esprimere senza passare dalla dura gavetta e dalla spasmodica ricerca di qualcuno che gli desse fiducia come era capitato a loro. Paul disse in una conferenza stampa che l'idea era quella di un "comunismo occidentale". Di fatto, l'attività principale della Apple fu la produzione dei loro dischi, che dal White album in poi iniziarono ad apparire con l'etichetta della mela verde tagliata a metà. Si trattò di un'impresa velleitaria che risucchiò molto denaro e dette risultati molto modesti rispetto alle aspettative artistiche, anche se alla fine uscirono per la Apple dischi di autori di talento, come il giovane James Taylor.

Con il contributo anche di molti brani composti durante il loro soggiorno presso l'ashram himalaiano del Maharishi, conclusosi con una certa delusione da parte loro, nacque il doppio The Beatles (soprannominato White Album per la copertina completamente bianca), uscito nel novembre del '68. Nel disco è evidente come il gruppo stesse perdendo la sua coesione, in quanto ogni brano riporta l'identificabile cifra stilistica del suo autore, ma anche in positivo il prepotente emergere come compositore di George Harrison (sua infatti la notevole "While my guitar gently weeps", che si segnalò anche per l'inedita presenza alla chitarra solista di Eric Clapton) al pari di alcuni dei più bei pezzi mai scritti dai Beatles (Happiness is a warm gun, Martha my Dear, Glass Onion, Blackbird).

Ma il disco non riscosse lo stesso consenso dei precedenti, e loro stessi osservando il panorama musicale contemporaneo si accorsero che molti artisti contemporanei, anche emergenti, avevano pubblicato album contenenti sonorità più innovative e sofisticate, grazie ad una virtuosità musicale degna almeno dei collaboratori di Miles Davis. In quel periodo i percorsi della musica cosidetta "alta" e della musica "bassa", per così dire, si incrociarono e da questi accostamenti nacquero progetti, suite, opere sempre più avveniristici. I Beatles, forse, intuirono che non erano più loro a condurre la locomotiva dei mutamenti musicali.

Per questi motivi e per rimediare ai sempre più frequenti contrasti interni (dovuti anche alla presenza ingombrante della nuova compagna di Lennon, Yoko Ono), nacque l'idea di "tornare alle origini" con un disco più spontaneo e meno ricercato, registrato in diretta senza le ricercatezze e le elaborazioni in studio dei loro ultimi lavori. Il progetto, dal nome Get Back, prevedeva anche un film sulla sua realizzazione e il ritorno ad una performance dal vivo.

Le riprese delle sedute di registrazione furono affidate al regista Michael Lindsay Hogg. Venne così immortalato un litigio tra Paul e George a proposito del modo in cui il chitarrista "interpretava" la musica di McCartney: un episodio che ben rifletteva le tensioni latenti nel gruppo. Le riprese, iniziate negli inospitali studi cinematografici di Twickenham a Londra, poi abbandonati per uno studio casalingo alla Apple in Savile Row, sarebbero diventate un film uscito con lo stesso titolo dell'album, destinato a restare - e a farli restare - nella storia della musica pop. Dopo molte ipotesi, tra cui quello di tenere un concerto di chiusura su una nave o suonando in un locale "a sorpresa" e all'insaputa del pubblico, il palcoscenico, l'ultimo stage, divenne la terrazza del loro quartier generale londinese, la Apple, al numero 3 di Savile Row, dove, il 30 gennaio del 1969, ebbe luogo il loro ultimo concerto dal vivo .

Il pubblico era costituito, oltre che dagli operatori addetti alle riprese cinematografiche del concerto, da una manciata di curiosi, per lo più impiegati dello stesso stabile accorsi fra i comignoli senza forse immaginare che sarebbero stati testimoni di un evento. Per strada, per contro, decine di bobbies faticavano a tenere a bada ancora una volta (l'ultima) nugoli di fans che avevano appreso in qualche modo la notizia della performance.

Ma subito dopo l'interesse dei quattro per Get Back calò e si dedicarono a diversi progetti solisti che avevano già pronti nel cassetto.

Pochi mesi dopo i quattro tornarono in studio per un nuovo album: richiamarono George Martin, che li aveva abbandonati dopo il White Album, stanco dei continui litigi, e produssero con un ultimo sforzo Abbey Road, il testamento artistico che con capolavori quali Come Together, Here Comes The Sun e She Came in Through the Bathroom Window diede l'ultimo fulgido esempio della loro arte.

Dopo l'uscita di Abbey Road, Harrison e Lennon (all'insaputa di McCartney) chiamarono l'affermato produttore Phil Spector per affidargli i nastri di Get Back: Spector rielaborò radicalmente molte canzoni, ma ebbe il merito di rendere vendibile del materiale spesso troppo grezzo.

Il prodotto è l'album Let It Be, che uscirà un mese dopo l'intervista con cui McCartney annunciò l'abbandono del gruppo. Fu l'atto finale.

Seguiranno diverse cause legali, ma anche quattro carriere soliste certo non paragonabili tra loro (e difficilmente accostabili a quella del complesso unito), ed una eredità pesantissima.

Le molte (e controverse) informazioni sul gruppo nel suo insieme o sui singoli componenti - rilanciate dalla stampa specializzata e non in una sorta di caleidoscopico tam-tam mediatico - hanno spesso generato leggende e falsi miti tra coloro che nel corso degli anni ne hanno seguito vita e carriera.

La leggenda più nota, forse la prima leggenda metropolitana del rock, fu quella della morte di Paul McCartney (Paul Is Dead, PID): nel 1969 fu fatta circolare una voce secondo la quale il bassista sarebbe deceduto nel 1966 in un incidente stradale, e sarebbe stato sostituito da un sosia. La leggenda fu poi smentita, ma in qualche modo continuò a suscitare dubbi e interrogativi; alcuni accusarono gli stessi Beatles di averla alimentata di proposito; se ad esempio si ascoltano al contrario i secondi finali della canzone I'm So Tired si può sentire John Lennon pronunciare le parole "Paul is dead, miss him... miss him" ("Paul è morto, mi manca... mi manca"). Altri divertenti "indizi" inseriti nei pezzi per alimentare la fantasia dei fan si possono trovare in Glass Onion (White Album), dove Lennon dice: " Well here's another clue for you all, The walrus was Paul." ("C'è un altro indizio per tutti voi, il tricheco era Paul.") o nel pezzo di Ringo Starr Don't Pass me by, dove canta: "you were in a car crash and you lost your hair " ("hai avuto un incidente in macchina e hai perso i capelli"). Inoltre la copertina dell'album 'Abbey Road' mostra i quattro che attraversano la strada, tutti al passo con lo stesso piede, tranne Paul, che fra di loro è il solo scalzo, mentre l'automobile sulla sinistra è targata con la sigla "LMW 28 IF", interpretabile come "Linda McCartney Widowed (Linda McCartney diventata vedova) e "28 SE", cioè se Paul fosse ancora vivo, avrebbe 28 anni (in effetti, nel 1969 il Beatle compiva 27 anni). Inoltre John, vestito di bianco, rappresenterebbe il prete che celebra i funerali di Paul, Ringo, con l'abito scuro, l'impresario delle pompe funebri e George, in jeans e camicia, il becchino. Anche la copertina del disco Sgt. Pepper celerebbe due "indizi": sul fronte la composizione di fiori a forma di basso rappresenterebbe la tomba di Paul; sul retro il fatto che Paul sia ritratto di spalle al contrario degli altri Beatles ha per molti costituito un altro "segnale" della sua morte.

Per molti, la ditta Beatles avrebbe potuto chiamarsi tranquillamente Lennon-McCartney: i due firmavano ufficialmente insieme musica e parole della maggior parte dei brani, anche di quelli composti singolarmente, ma soprattutto di tutti i brani più noti.

Ma il contributo degli altri due fu comunque determinante: Harrison compose una serie di canzoni di ottima qualità e introdusse, grazie al perfezionamento degli assoli, le sonorità indiane poi divenute celebri. Ringo Starr, autore in proprio soltanto di due brani, mise da parte sua una voce particolare, una predisposizione alla comicità ed una simpatia che funse da collante in diversi momenti di crisi del gruppo, oltre ad uno stile batteristico semplice ma efficace e di grande precisione, che il big beat in un certo senso farà suo.

Non paghe di setacciare ed inventare le biografie dei quattro, la stampa e la mitologia hanno creato la figura del "quinto Beatle" come personaggio a cui accreditare una parte di rilievo nel percorso artistico e personale del gruppo: un appellativo di volta in volta attribuito a diverse figure che ruotano intorno alla storia del gruppo, ciascuno con la propria importanza.

Sono stati definiti a turno "quinto Beatle" Stuart Sutcliffe, per la sua forte personalità e perché da lui dipese l'idea del look poi caratteristico; Pete Best, licenziato ad un passo dalla fama; il manager Brian Epstein; il produttore George Martin, forse con maggior ragione che negli altri casi, dato il suo fondamentale apporto musicale; Yoko Ono, che negli ultimi anni divenne presenza fissa nella vita di John Lennon e, loro malgrado, degli altri tre; Billy Preston, tastierista che si aggiunse al complesso per le registrazioni di Let It Be (uno dei pochissimi musicisti esterni, orchestrali esclusi, a suonare nei dischi dei Beatles); il dj americano Murray the K, che seguì il complesso nel tour USA del 1964 (il primo) e soprattutto venne nominato il quinto beatle uno dei più grandi calciatori, il nord-irlandese George Best, il primo giocatore di calcio ad indossare i panni della pop star.

Il nome stesso del gruppo evoca l'humus musicale in cui erano cresciuti: la Musica Beat (o Merseybeat, dal nome del fiume Mersey che attraversa la loro città natale), un nome collettivo che richiamava impropriamente la corrente letteraria statunitense, ma in realtà si riferiva al battito come unità del ritmo.

Ma, a differenza di quelle dei gruppi coevi, fin dall'inizio le canzoni dei Beatles non si limitavano ad attingere dal blues e dal rock 'n' roll, ma includevano diverse influenze musicali: dallo skiffle (una forma di Folk importata dagli USA), allo stile Motown.

A questa varietà di stimoli si aggiunsero via via il rapporto con Bob Dylan, il confronto a distanza con i Beach Boys, con i Monkees e con i Byrds, ma soprattutto con i Rolling Stones, i loro veri rivali musicali, la fascinazione per l'India e per le avanguardie musicali e per tutti i movimenti nascenti ma ancora sotterranei o poco noti (basti pensare alla comunità hippy di San Francisco visitata dai Beatles per trarne una fonte di ispirazione). Tutti fattori che contribuirono, direttamente o indirettamente, alla nascita di uno stile Beatles che trascendeva i limiti dei generi. I "Fab Four" Le innovazioni nel campo della melodia hanno di fatto creato la moderna musica pop, permettendo al rock di fiorire come ambito musicale a sé stante e di diventare anche forma d'arte.

Le canzoni dei Beatles - spesso accostate a quelle di altri grandi autori di motivi di forte impatto popolare come Cole Porter, Irving Berlin e George Gershwin - sono considerate fra le più importanti composizioni del XX secolo e tali da costituire un patrimonio unico in grado di elevare il rock allo stesso piano di generi musicali ritenuti, prima del loro avvento, più nobili.

Fondamentale fu anche l'apporto nel campo delle innovazioni tecnologiche per la registrazione e la manipolazione del suono, nonché la cura nell'ottenerne la migliore qualità.

Durante gli anni trascorsi dal gruppo negli studi di Abbey Road, proprio per rendere possibili le loro idee musicali, furono elaborate soluzioni sonore, dispositivi e tecniche ancora in uso dopo decenni, nonostante il progresso abbia nel frattempo portato, dai preistorici registratori a nastro a quattro piste, dai semplici oscillatori audio e dai microfoni Neumann a valvole, all'uso dei computer e delle tecnologie digitali.

A parere di molti critici la qualità del suono registrato nelle tracce di Sgt. Pepper non ha nulla da invidiare alle registrazioni che si ottengono attualmente grazie ai supporti digitali, una qualità apprezzabile sia con il semplice ascolto sia con una analisi spettrale della dinamica sonora.

Fondamentale per il sound psichedelico di alcuni brani dei Fab Four (Tomorrow Never Knows, Lucy in the Sky with Diamonds, Strawberry Fields Forever, ecc.) era il contributo di Paul McCartney, che riusciva a creare suoni mai incisi prima, grazie ai "tape-loops". McCartney, trascorreva parte del suo tempo, durante le incisioni, a registrare, con un semplice riproduttore, suoni naturali, percorrendo sentieri di boschi, strade trafficate di città, luoghi pubblici. Il tutto, trasportato su nastro, sarebbe poi stato esaminato scrupolosamente al fine di comporre, come in una sorta di collage, suoni inediti.

Vi era, quindi, un meticoloso e interessante lavoro che consisteva nell'ascoltare migliaia di frammenti di nastro che venivano poi scelti, uniti e mixati. Validi esempi sono le sonorità diffuse da brani come Tomorrow never knows, Yellow submarine e dagli album a partire da Sgt. Pepper's. Esistono su quest'ultimo suoni che le sofisticate tecnologie odierne non sono ancora riuscite a riprodurre. I Beatles possono essere definiti i "traghettatori" della musica leggera, avendo condotto per mano sia il pubblico sia il carrozzone musicale nel passaggio dal Rock and Roll al Pop-Rock moderno. Inoltre sono riusciti a coniugare un prodotto commerciale, fruito da una ampia massa di consumatori e perciò tendenzialmente di facile ascolto, con alcune opere sorprendentemente complicate dall'anelito di innovazione e di ricerca esplorativa che li sospingeva.

Le immagini che più rappresentano l'impatto dei Beatles nella società del loro tempo sono le scene di isteria collettiva che accompagnavano i loro concerti e i loro trasferimenti nei (magici e misteriosi) tour da un continente all'altro.

Furono immediatamente un fenomeno commerciale di vastissima eco, con dirette influenze sul costume: gli stivaletti in pelle neri e gli abiti scuri abbottonati in alto, le zazzere a caschetto, inventate quasi per caso al tempo dei loro concerti di esordio, nelle balere dell'angiporto di Amburgo all'inizio degli anni '60. Ai Beatles ed alla Beatlemania è associato lo splendore della ritrovata Swingin' London uscita dal buio del dopoguerra, con le minigonne a quadretti in bianco e nero inventate da Mary Quant, indossate da Twiggy ed esposte nei mercatini di Carnaby Street.

Ma successivamente l'immagine dei Beatles fu contigua a manifestazioni culturali internazionali come la psichedelia, il Flower Power e la cultura Hippy; le loro copertine diventarono esse stesse oggetti d'arte, proprio mentre fiorì la Pop Art di Andy Warhol. I Beatles incarnarono la gioventù occidentale nella propria presa di coscienza, intesa in ogni senso: estetica (i capelli lunghi, gli abiti), artistica (le influenze musicali, che ormai si aprirono anche verso la musica indiana e l'avanguardia), politica (il pacifismo e l'opposizione alla guerra del Vietnam). Se Paul fece fatica a scrollarsi di dosso l'etichetta del Beatle "bello" e del compositore di canzoni sdolcinate e frivole, John non fece proprio nessuna fatica ad auto appiopparsi quella dell'intellettuale rivoluzionario un po' stravagante e contradditorio, sia per l'elevata qualità delle sue musiche e dei suoi testi e sia per il suo ruolo pubblico di leader del movimento hippy, del movimento pacifista, di quello comunista-radicale (ma in "Revolution" sembrava non condividere i metodi massimalisti-maoisti), per l'appoggio alle pantere nere e ai movimenti protestanti a favore dei diritti dei neri e di emancipazione delle donne.

Se si tiene conto delle circa duemilacinquecento versioni che sono state incise della loro canzone Yesterday, avanzare paragoni o suggerire accostamenti - come quello già citato fra i Beatles e Gershwin - può sembrare in fin dei conti paradossale; ma quanto testimoniato dallo scrittore e pittore Carlo Levi può aiutare a capire meglio e a decifrare in maniera più approfondita il fenomeno Beatles.

Quelli che seguono sono personaggi che hanno caratterizzato il gruppo sia prima della sua esplosione che durante la sua attività. Hanno preso parte a vario titolo alle vicende dei Beatles e sono, comunque, meritevoli di citazione.

La discografia si basa sulle edizioni inglesi degli album (spesso venivano modificati e rititolati per l'uscita in USA), che sono alla base delle riedizioni in compact disc.

Data la rarità di apparecchi stereofonici, i Beatles e il loro produttore George Martin si applicarono tardi a produrre master stereofonici dei brani. Così i primi quattro album furono pubblicati in mono, ed anche i CD da essi ricavati sono monofonici.

Molti singoli contengono brani di grande importanza e fama non usciti su album. La EMI ha provveduto a rendere reperibili tutti i singoli su CD con due raccolte.

Al catalogo ufficiale si aggiungono alcune raccolte che si distinguono dalle altre (mere ricompilazioni di brani già editi) per alcune caratteristiche particolari. Vanno ricordati i due doppi album di raccolte: 1962-1966 (noto come The Red Album) e 1967-1970 (noto come The Blue Album) a cui vanno aggiunti i due album Past Master Volume 1 e Past Master Volume 2. In questo modo, con gli album "inglesi" si hanno a disposizione tutte le canzoni dei "fab four" non pubblicate su questi.

Nella lista degli album inglesi si comprende per tradizione il doppio EP Magical Mystery Tour, che in USA uscì come album con l'aggiunta di brani già pubblicati su singolo: tale versione è alla base dell'edizione su compact disc.

Tutti i dischi fino a Magical Mystery Tour uscirono su etichetta EMI/Parlophone. Dal White Album in poi uscirono su etichetta Apple, di proprietà degli stessi Beatles, ma in realtà si trattava comunque di edizioni EMI.

I singoli originariamente pubblicati furono monofonici fino a Get Back. The ballad of John & Yoko fu il primo singolo uscito in versione stereo.

Tutti i singoli fino a Lady Madonna uscirono su etichetta EMI/Parlophone. Da Hey Jude in poi uscirono su etichetta Apple, di proprietà degli stessi Beatles, ma in realtà si trattava comunque di edizioni EMI. Le canzoni totali effettive dei Beatles sono 203.

Fin dagli esordi la personalità dei quattro, e l'immagine mediatica che li aveva resi famosi, ispirarono la possibilità di sfruttare anche cinematograficamente la notorietà del complesso.

Nacquero così due pellicole, A Hard Day's Night (1964) e Help! (1965), entrambe firmate da Richard Lester. Il noto regista fu capace di ricavare da un fenomeno all'epoca ancora potenzialmente effimero come la Beatlemania due opere molto apprezzate dalla critica, ancora oggi considerate fondamentali per la storia del cinema musicale.

La successiva incursione del gruppo nella celluloide fu con un anarchico e scombussolato film per la televisione, Magical Mystery Tour, diretto dai quattro Beatles e andato in onda il giorno di Santo Stefano del 1967. Gli ascolti e le critiche furono molto deludenti, anche se il film è stato in parte rivalutato per l'interesse storico e documentario. Il progetto, nato dopo il suicidio di Brian Epstein, soffre di una mancanza di direzione: alcune voci critiche ritengono che sia stato un progetto essenzialmente di Paul, che non aveva idea della complessità di un simile lavoro.

Forse per questo fiasco, ma più probabilmente perché il progetto non interessava loro ma erano costretti a fare un altro lungometraggio, i quattro si dedicarono poco a Yellow Submarine diretto da George Dunning per la parte d'animazione, e da Dennis Abey: i Beatles si limitarono a fornire solo 4 nuovi brani (alcuni dei quali erano scarti delle sessioni per i dischi precedenti). Ciononostante il film, uscito nel 1968, ebbe un grande successo e segnò una tappa importante per il cinema d'animazione.

L'ultimo film dei Beatles corrisponde a quello che fu il loro ultimo concerto, e cioè fu il documentario che porta il titolo di Let it Be diretto da Michael Lindsay-Hogg nel 1969, che ebbe una irregolare distribuzione nell'aprile 1970, dopo cioè lo scioglimento informale del gruppo, pur essendo stato girato un anno e mezzo prima, durante la lavorazione del progetto Get Back.

Un altro capolavoro è il musical Across the Universe, un musical con solamente canzoni e riferimenti alla celebre band di Liverpool e agli anni '60.

Le canzoni dei Beatles sono state spesso tradotte in italiano (i Meteors hanno dedicato al gruppo un intero album, intitolato Beatlesmania, nel 1965); di seguito riportiamo un elenco non esaustivo delle principali cover (con l'indicazione del titolo in italiano, dell'interprete e dell'anno di pubblicazione).

Per la parte superiore



Wings (gruppo musicale)

Wings (1971-1981), in italiano gli Wings (trad. le Ali), è un gruppo rock fondato da Paul McCartney, ex leader dei Beatles. L'esordio discografico della band è con l'album Wild Life, uscito il 7 dicembre 1971. Il complesso ebbe un ottimo successo commerciale nei dieci anni di attività ma si procurò molte critiche, sia per la qualità della musica prodotta, sia per lo scarso affiatamento dei componenti, al punto che molti critici musicali arrivarono a non considerarla una vera rock band, ma solo la backing band di McCartney. Lo stesso musicista in alcuni album antepose il suo nome, in modo che risultasse Paul McCartney and Wings.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia