Parmalat

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Inviato da david 01/04/2009 @ 23:14

Tags : parmalat, agroalimentare, economia

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Parmalat

Parmalat nel mondo: in blu i paesi con presenza diretta, in verde i paesi con presenza tramite licenza

La Parmalat è un'azienda italiana specializzata nei latticini e nel settore alimentare. È la più grande azienda europea nel settore del latte.

Le sue attività, sparse in tutto il mondo, includono almeno 140 centri di produzione. Ha alle sue dipendenze circa 36.000 lavoratori e dipendono da essa almeno 5.000 fattorie italiane.

L'azienda è stata fondata da Calisto Tanzi, che nel 1961 aprì un piccolo caseificio a Collecchio nelle immediate vicinanze di Parma. Negli anni '70 la forte richiesta di latte a lunga conservazione permise alla Parmalat di far crescere la propria fetta di mercato. Nel corso degli anni '90, dopo la quotazione in Borsa, l'azienda iniziò ad acquisire numerose altre società in Europa, America Latina e Africa, molte delle quali non strettamente legate al settore alimentare (tra le altre, in Italia, la società calcistica del Parma Football Club, il gruppo di villaggi turistici ParmaTour e il network televisivo Odeon Tv).

La Parmalat è stata travolta da un colossale crack finanziario scoppiato alla fine del 2003, che l'ha costretta a dichiarare bancarotta. Con decreto del Ministero delle Attività Produttive gran parte delle Società del Gruppo sono state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (DL. 347 del 23.12.2003) ed è stato nominato Commissario Straordinario il Dott. Enrico Bondi.

Con sentenza del Tribunale di Parma le società sono state dichiarate insolventi nominando Giudice Delegato il Dott. Vittorio Zanichelli; con dette sentenze, sono state fissate le date per il deposito delle domande di insinuazione e per la verifica dei crediti.

Successivamente gli obbligazionisti hanno visto le loro obbligazioni convertite in azioni Parmalat di nuovo tipo, quotate alla Borsa di Milano.

Il noto comico Beppe Grillo, in una serie di spettacoli risalenti a diversi mesi prima del crack aveva preannunciato una bancarotta in pochi anni dell'azienda; ciò si verificò, ed egli venne sentito come persona informata dei fatti dagli organismi competenti, e dimostrò a questi che i debiti e i falsi in bilancio erano nettamente visibili già anni prima dello scoppio del caso, e che lui l'aveva detto ma che nessuno gli aveva creduto.

La Parmalat nel 2007 ha avuto miliardi di litri di latte sequestrati dalla polizia federale Brasiliana perché erano alterati con soda caustica e perossido di idrogeno, H2O2. La compagnia è rimasta colpita negativamente dall'opinione pubblica brasiliana.

Dati Consob aggiornati al 19 novembre 2008.

Per la parte superiore



Crack Parmalat

Parmalat Logo.PNG

Il crack Parmalat è stato il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata in Europa. Fu scoperto solo verso la fine del 2003, nonostante successivamente sia stato dimostrato che le difficoltà finanziarie dell'azienda fossero rilevabili già agli inizi degli anni novanta.

Il buco lasciato dalla società di Collecchio si aggirava sui quattordici miliardi di euro, al momento della scoperta se ne stimavano la metà. Con l'accusa di bancarotta fraudolenta, è stato rinviato a giudizio e in seguito condannato a dieci anni di reclusione, il patron della Parmalat, Calisto Tanzi, nonché numerosi suoi collaboratori tra dirigenti, revisori dei conti e sindaci. Il fallimento della Parmalat è costato l'azzeramento del patrimonio azionario ai piccoli azionisti, mentre i risparmiatori che avevano investito in bond hanno ricevuto solo un parziale risarcimento.

Grazie al cosiddetto decreto "salva-imprese", Parmalat fu salvata dal fallimento e la sua direzione fu affidata all'amministrazione straordinaria di Enrico Bondi, che ha risanato parzialmente i conti (pur dovendo ancora rispondere completamente alle richieste di risarcimento dei vecchi risparmiatori).

Negli anni ottanta, grazie all'iniziativa di Gregorio Maggiali, esponente della Democrazia Cristiana del tempo e amico di Tanzi, Calisto entrò in contatto per la prima volta con Ciriaco De Mita, in seguito Presidente del Consiglio dei Ministri, con cui strinse una stretta amicizia. Per esprimere la sua gratitudine a Maggiali, stando agli atti, Tanzi gli avrebbe concesso il libero uso dei mezzi di trasporto della Parmalat. Non solo, in seguito agli accertamenti sui movimenti finanziari della Parmalat nel 1993, la procura individuò diversi assegni circolari destinati alla Rayton Fissore, azienda automobilistica di Maggiali che versava in cattive acque, per un totale di 1,5 miliardi di lire. Questi finanziamenti illeciti furono rendicontati in bilancio a beneficio di una società fantasma. A seguito di questi rilevamenti, il procuratore ipotizzò che Tanzi dirottasse grosse somme di denaro alla DC tramite la Rayton Fissore: De Mita fu indagato per concussione, ma l'indagine fu in seguito archiviata. Diverse circostanze sembrano sottolineare l'influenza dell'amicizia tra De Mita e Tanzi nelle scelte della Parmalat. Nel 1984 la società apre un secondo stabilimento nel sud Italia, a Nusco, paese natale di De Mita: la scelta non fu felice, sia per ragioni logistiche (la fabbrica distava oltre quaranta chilometri dall'autostrada) che per ragioni di salute pubblica: un giorno furono trovati rifiuti tossici provenienti dalla Spezia. Inoltre gli impianti furono commissionati e costruiti a Michele De Mita, segretario locale della DC e fratello di Ciriaco. Altra coincidenza evidenziata dagli inquirenti è rappresentata dai finanziamenti previsti dalla legge 216 per la ricostruzione post terremoto dell'Irpinia: Tanzi chiese aiuti per otto miliardi di lire con dieci giorni di ritardo dalla scadenza, e gliene furono erogati undici. Infine per commercializzare il latte a lunga conservazione, che la Parmalat aveva iniziato a produrre, servivano delle normative a livello nazionale, attraverso una legge che arrivò nel 1989, sotto il governo De Mita: in una ricostruzione della trasmissione televisiva Report, pare che per restituire il favore, Tanzi abbia acquisito sotto l'egida della Parmalat un'ottantina di agenzie viaggio riconducibili a De Mita, che rischiavano l'insolvenza. Successivamente, la Parmalat acquistò la Margherita Yoghurt, fortemente indebitata, su indicazione di Cossiga che, secondo quanto dichiarato dall'ex-direttore finanziario della Parmalat Fausto Tonna, aveva nell'azienda alcuni parenti soci; e la Cipro Sicilia, oberata da debiti per 150 miliardi di lire, acquisizione riconducibile all'influenza di Calogero Antonio Mannino. Sempre Tonna ha fatto il nome di Donatella Zingone, moglie del politico Lamberto Dini, e di Franco Bonferroni. La prima aveva posseduto una linea di supermercati in Costarica: uno stabilimento di questi sarebbe stato comprato da un consulente di Tanzi, Ottone, "a un prezzo a dir poco osceno" con i soldi di Parmalat Nicaragua. Il secondo avrebbe consigliato l'acquisto di certi stabilimenti in Vietnam e Cambogia, operazioni per cui avrebbe percepito delle commissioni.

Durante il processo che lo vede imputato per il crack, Tanzi ha dichiarato alla Magistratura di aver finanziato fin dagli anni sessanta diverse banche, per ottenere crediti e condizionarne le nomine. Dai verbali di queste dichiarazioni inoltre risultano tra i finanziati molti nomi di politici, sia di centrodestra che di centrosinistra, ma comunque gran parte di essi sono riconducibili alla Democrazia Cristiana di allora: Forlani, Colombo, Pomicino, Fabbri, Signorile, Mannino, Fracanzani, Speroni, Stefani, D'Alema, Dini, Fini, De Mita, Tabacci, Sansa, Scalfaro, Pier Luigi Bersani, Lusetti, Gargani, i quali hanno peraltro tutti negato. Hanno invece ammesso di aver ricevuto somme inferiori ai cinquemila euro, e quindi esenti da dichiarazione, Casini, Prodi, Buttiglione, Castagnetti e Segni. Mentre la procura di Parma ha accertato e rintracciato questi flussi di denaro, molti si sono difesi in virtù del fatto che pensavano che i soldi provenissero direttamente da Tanzi, e non dalle casse della sua società.

Con il passaggio alla "Seconda Repubblica", dai verbali è emerso che Tanzi aveva dapprima versato ingenti somme a favore della campagna elettorale di Prodi per le elezioni politiche del 1996, e poi, in occasione delle elezioni del 2001, aveva sostenuto la campagna di Berlusconi. La procura di Milano sta tuttavia indagando, a partire da alcune dichiarazioni di Tanzi, su finanziamenti risalenti già all'anno della nascita di Forza Italia, finanziamenti che sarebbero stati erogati mediante un meccanismo di mancato sconto agli spot pubblicitari in onda sulle reti Mediaset. In questo modo il potenziale sconto di cui poteva godere una grande azienda come la Parmalat con le sue campagne pubblicitarie massive sarebbe confluito indirettamente a Forza Italia: a questo proposito Tanzi ha dichiarato di aver trasferite quote di pubblicità destinate a essere trasmesse dalla Rai a Publitalia. L'autore di questo accordo sarebbe stato Genesio Fornari, che è però deceduto. Poi, nel 1996, quando era salito al potere Prodi, Tanzi aveva partecipato al potenziamento del capitale di Nomisma, società di cui Prodi ne è stato fondatore, diventandone socio. In questi anni, tra il 1995 e il 1996, si collocherebbe inoltre la promozione di alcune joint-venture tra diverse agenzie viaggi controllate dalla Parmalat e la Cit viaggi, società turistiche delle Ferrovie dello Stato: questo progetto secondo la ricostruzione del pubblico ministero Pierfilippo Laviani a partire dagli interrogatori di Tanzi, sarebbe stato avallato da Ciriaco De Mita e Claudio Burlando, allora Ministro dei Trasporti e della Navigazione per il governo Prodi I e attuale Presidente della Giunta regionale della Liguria, e avrebbe permesso a Tanzi di scaricare i debiti della Parmalat sul patner pubblico. A questo proposito la procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati anche l'ex-amministratore delegato delle Ferrovie, Lorenzo Necci. Su questa faccenda Burlando ha dichiarato che non fosse di sua competenza, e che peraltro Cimoli, poi nominato amministratore delle FS, ha ritenuto di non procedere alla trattativa.

Tanzi si preoccupò anche di stipulare accordi finanziari con i mass-media cartacei: attraverso una sua società, Europa Service, aveva acquistato azioni per 250 milioni di lire del quotidiano di sinistra il manifesto, regolarmente registrati. Meno chiaro è invece il presunto finanziamento a Il Foglio, di Giuliano Ferrara: Tanzi ha dichiarato di aver versato dai 500 milioni al miliardo di lire, ma interpellato dal procuratore di Bologna, Vito Zincani, Ferrara non ha ritenuto di dover deporre. La Magistratura ha rilevato che sono uscite dalle casse della Parmalat, coperti in bilancio dalla voce sponsorizzazione, circa 12 milioni di euro. Si presume però che circa un miliardo e cento milioni di euro siano passate, mezzo la finanziaria uruguaiana Wishaw Trading, a persone ignote: il tramite sarebbe stato Sergio Piccini, il quale è tuttavia deceduto. Al suo posto Tanzi aveva indicato Romano Bernardoni, già venditore d'auto.

Nel 2001 Parmalat commercializzò un nuovo tipo di latte chiamato "Fresco Blu", ampiamente pubblicizzato perché portava la data di scadenza a otto giorni dal momento che era microfiltrato e pastorizzato secondo un procedimento esclusivo. Tuttavia dal momento che le aziende concorrenti insorsero contro la scritta "fresco" che, per legge, doveva essere applicato solo a quel latte la cui data di scadenza era di quattro giorni, la Parmalat fu multata per frode. Così Tanzi decise di mandare Bernardoni da Gianni Alemanno, allora Ministro per le Politiche Agricole e Forestali sotto il governo Berlusconi II: il Ministro fu prosciolto per l'accusa di corruzione, per cui era stato indagato avendo rinunciato all'immunità parlamentare. Ciò nonostante il via libera della Commissione Interministeriale sulla vicenda, come ha evidenziato la Guardia di Finanza, è avvenuta il 28 dicembre 2002, contestualmente ai viaggi del ministro, e della sua segretaria, in un villaggio Parmatour, saldati solo a seguito del crack. Anche Bernardoni è stato prosciolto dall'accusa di corruzione, ma è stato rinviato a giudizio a Parma per finanziamento illecito a partiti. Si è ipotizzato che la fallimentare gestione dei villaggi Parmatour sia da ricondurre al loro utilizzo, ovvero incamerare i favori di politici, banchieri o aziende. Una delle operazioni più contestate è stato l'acquisto di Eurolat dal gruppo Cirio che comportò un aumento vertiginoso dell'esposizione debitoria con una operazione contestata anche dall'Autorità per la Concorrenza.

I debiti della Parmalat ammontavano a un centinaio di miliardi di lire già verso la fine degli anni ottanta: per evitare il peggio, Tanzi decise di quotare alla Borsa Italiana il gruppo. Diventare una società per azioni richiede all'azienda un risanamento dei conti, ma le forti perdite di Odeon Tv, controllata dal gruppo di Collecchio, obbligarono Tanzi a rivolgersi alle banche per un prestito: nonostante l'opposizione del presidente e di alcuni sindaci revisori, l'Icle, un istituto di credito, erogò 120 miliardi di lire. Per completare l'operazione Parmalat dovette liberarsi anche dell'emittente oberata da debiti per 160 miliardi e a questo proposito si affidò alla Sasea, società estera di Florio Fiorini, già dirigente ENI: questi acquistò Odeon Tv, che in seguito fallì. Così la Parmalat potè entrare in Borsa, senza subire particolari controlli dalla Consob. Evidentemente i conti della società dopo la quotazione non migliorarono e i debiti avrebbero potuto decretarne il fallimento già negli anni novanta: per occultare questi dati, Tanzi affidò per anni all'avvocato Gian Paolo Zini il compito di creare una rete di società distribuite tra i Caraibi, il Delaware e le isole Cayman. L'avvocato Zini operava direttamente da New York e aveva creato il fondo Epicurum, ideato da Tonna, con cui la Parmalat riversava un'ingente quantità di denaro, circa 400 milioni di euro, sulla Parmatour: questi soldi venivano registrati come crediti per la società e conferiti nel fondo. L'operazione era, ovviamente, falsa, ma utile per ingannare il mercato. Allo stesso modo per simulare l'ottima salute economica della società, si emettevano false fatture. Dal momento che le fatture figurano come crediti, e questi crediti vanno incassati, Tonna e Bocchi si inventarono un fittizio conto corrente presso la Bank of America, intestato alla società Bonlat con sede alle Cayman, in cui figuravano 3,9 miliardi di euro. Ne derivò che le banche continuarono a erogare prestiti al gruppo, "malgrado i bilanci non fossero il massimo della trasparenza e pur affermando di possedere liquidità consistente", come ha dichiarato Tanzi.

Quando il buco fu scoperto nel 2003, le banche si professarono vittime della frode della Parmalat, e lo stesso Governatore della Banca d'Italia del tempo, Antonio Fazio, in un'audizione al Senato del 2004, affermò che era evidente che non solo le banche italiane, ma anche quelle straniere, non erano consapevoli della situazione in cui versava la società di Tanzi. Tuttavia già nel 1995, a seguito di un'interrogazione parlamentare sui prestiti concessi alla Parmalat dalla Cassa di Risparmio di Parma (per 650 miliardi di lire) e dal Monte dei Paschi di Siena (per 90 miliardi di lire), la procura incaricò il ragionere Mario Valla di Parma di rivederne i bilanci degli ultimi tre anni. Dallo studio emerse un indebitamento elevatissimo: la società viveva dei prestiti bancari, perché come rivelò poi Tanzi, egli stesso aveva fatto pressione su Goria e De Mita affinché Luciano Silingardi venisse messo a capo della Cassa di Risparmio di Parma; e ugualmente era intervenuto sulla nomina di Franco Gorreri al Monte dei Paschi, premendo su Craxi. Presumibilmente Tanzi intendeva crearsi delle vie privilegiate per ottenere facili prestiti dai due gruppi bancari: d'altro canto Silingardi era stato sindaco per la Parmalat e Gorreri ne era un dipendente. La perizia del rag. Valla fu depositata in procura, ma il giudice per le indagini preliminari Antonio Padula archiviò l'inchiesta. Lo stesso Padula nel 1998 assolse Tanzi e Tonna dall'accusa di false comunicazioni sociali. Quando nel 2005 però, il Ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli avviò un'ispezione sul gip di Parma, emerse che Padula aveva insistito con Tanzi per avere sconti per i viaggi nei villaggi Parmatour, che pagò peraltro solo dopo che fu scoperto il crack, oltre due anni dopo. Per questo Padula fu sanzionato dal Consiglio Superiore della Magistratura.

L'attuale amministratore delegato di Parmalat, Bondi, ha deciso di intraprendere un'azione legale contro le banche creditrici prima del crack, accusandole di aver emesso bond fino all'ultimo momento pur essendo consapevoli della situazione disastrosa in cui versavano i bilanci dell'azienda. Bondi stima che Deutsche Bank abbia, a fronte di un prestito di 140 milioni di euro, guadagnato di interessi 217 milioni (+140%), Unicredit Banca da 171 milioni di euro ne ha ricavati 212 (+124%), Capitalia ha incassato il 123% in più di quanto aveva prestato alla Parmalat. Paradigmatico a questo proposito fu il bond emesso dalla banca svizzera UBS a Parmalat di 420 milioni di euro, dei quali effettivamente solo 110 milioni furono incassati, mentre i restanti 290 milioni tornarono indietro alla banca, come assicurazione in caso di insolvenza: cosa che, a posteriori, si verificò. Le strabilianti cifre che le banche concedevano a Tanzi, servirono anche per acquisizioni, in modo da dare l'idea che la Parmalat fosse una società solida e in crescita: ad esempio, la Citigroup, banca statunitense, ha caldeggiato l'acquisto di bond ai risparmiatori fino a pochi giorni prima del crack, facendo leva sulla maschera dorata che la Parmalat si era creata. I finanziamenti, erogati per questo fine, venivano occultati dalle banche internazionali grazie a società site in paradisi fiscali: tra queste la Buconero Spa, dietro al cui nome emblematico si presume operasse la Citibank, che, secondo quanto riportato dallo scrittore Vittorio Malagutti, riuscì a far fluire 100 miliardi di lire attraverso un contratto di associazione di partecipazione, senza dunque che comparisse tra i debiti del gruppo Parmalat. Analogamente la Bank of America istituì una holding che, in compartecipazione alla Parmalat, si servì di un ente caritatevole delle Cayman per raccogliere quasi 300 milioni di dollari tra gli obbligazionisti e finanziare così la Parmalat Brasile, tecnicamente già fallita: l'accordo fu siglato tra Gregory Johnson, responsabile security della banca statunitense, e Fausto Tonna.

Quando nel 2002 Tanzi necessitava di 50 milioni di euro per risollevare le perdite generate da Parmatour, si rivolse a Cesare Geronzi e alla sua Banca di Roma, per la quale era consigliere d'amministrazione. Matteo Arpe, amministratore delegato dell'istituto di Medio Credito Centrale attraverso il quale sarebbe stato concesso il prestito, si oppose all'operazione, ma Geronzi riuscì in ogni caso a far arrivare alle casse di Parmalat la cifra richiesta, che fu poi deviata al settore turismo. Contestualmente Tanzi acquisì la società sicula di acque minerali Ciappazzi, oberata di debiti sospesi per la maggior parte con la Banca di Roma. I magistrati ipotizzano che l'operazione sia frutto di una costrizione imposta da Geronzi a Tanzi. La fallimentare acquisizione ha avuto dei risvolti paradossali: in una regione spesso vittima di crisi idriche come la Sicilia, la Ciappazzi perdeva circa quindicimila litri di acqua al minuto, riversata in mare, poiché mancava della licenza di imbottigliare. Anche quando il crack venne a galla, la Ciappazzi non beneficiò dell'amministrazione straordinaria dato che Tanzi l'aveva comprata attraverso la Cosal, una società non direttamente riconducibile alla Parmalat. Geronzi, accusato di usura, dichiarò di ignorare che il gruppo di Collecchio fosse prossimo alla bancarotta e che a quanto sapeva Tanzi meditava da tempo di entrare nel mercato delle acque minerali.

Nel 2003 la Consob avviò dei controlli ai bilanci della Parmalat. Per ovviare a una situazione che avrebbe inevitabilmente portato alla scoperta del catastrofico stato della società, Tanzi, come si evince dai verbali degli interrogatori, chiese aiuto a Silvio Berlusconi per un suo intervento presso le banche e presso la Consob: "Devo aggiungere che in occasione di un incontro che ho avuto in Consob, ho potuto constatare che la Consob mi ha trattato con gentilezza e mi ha dato tempo per chiarire gli aspetti della vicenda Parmalat", ha dichiarato Tanzi. Le banche tuttavia non rimasero impassibili al mancato rientro dei prestiti e cominciarono a fare pressione su Tanzi: quando iniziarono a trapelare i primi sintomi di insolvenza, il patron della Parmalat fu messo da parte, le banche imposero alla guida del gruppo in qualità di amministratore straordinario Enrico Bondi e il titolo Parmalat fu sospeso dalle trattative in Borsa.

Il 4 dicembre si scoprì che i 600 milioni di euro del fondo Epicurum non esistevano. L'8 dicembre era il termine entro cui la Parmalat era costretta a onorare il bond da 150 milioni di euro che aveva emesso: Bondi promise di restituire i soldi entro il 15 dicembre, ma quando quattro giorni dopo riuscì a saldare il debito, si accorse anche che ne mancavano 80. Intanto dopo tre giorni di sospensione, il titolo Parmalat fu riammesso alle contrattazioni: da un valore precedente di 2,2375 euro, l'11 dicembre il titolo chiuse a 1,1900 euro, in calo del 46,8%. Il 15 dicembre il consiglio di amministrazione, tra cui figuravano Tanzi, Tonna e Gorreri, si dimise. La notizia che accese i riflettori sullo scandalo arrivò però il 19 dicembre 2003: in quella data la Bank of America dichiarò che i 3,95 miliardi di euro che rappresentevano l'attivo della Parmalat non esistevano: qualche giorno dopo fu appurato il documento che ne attestava l'esistenza era stato contraffatto. Il 22 dicembre Tanzi fu iscritto al registro degli indagati per falso in bilancio presso la procura di Milano e nel frattempo il valore di un'azione della Parmalat era sceso a 0,1100 euro, ma anche gli indici delle banche connesse al crack persero punti (Capitalia -6%, Monte dei Paschi -5%); lo stesso giorno gli obbligazionisti statunitensi, onde scongiurare il rischio di cross default, decisero di non intraprendere richieste di risarcimento fintantoché Bondi non avesse redatto un piano di salvataggio.

Il 1º gennaio Bondi stabilì che il primo asset che la Parmalat avrebbe ceduto sarebbe stata la Parma Calcio e qualche giorno più tardi la Consob depositò una richiesta di annullamento del bilancio dell'anno precedente della Parmalat. Il 20 gennaio seguirono le dimissioni di Silingardi, mentre il 23 gennaio un ex-collaboratore dei direttori finanziari Tonna e Del Soldato, Alessandro Bassi, il quale era stato già sentito come testimone dai pm, fu trovato morto, precipitato da un ponte: l'ipotesi più accreditata dagli inquirenti fu il suicidio. Nel contempo sia lo Stato, attraverso un finanziamento di 150 milioni, sia alcune banche, si occuparono del risanamento del gruppo di Collecchio perché potesse continuare l'attività.

Dopo alcuni arresti e indagini, viene stabilito dalla Cassazione, il 1 marzo 2004, la celebrazione di due indagini (e processi) paralleli. Alla procura di Milano viene attribuita la competenza delle indagini per aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza, falso in comunicazioni (sociali e ai revisori) e ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob. A Parma l'associazione a delinquere e bancarotta.

Il 29 maggio 2004 la procura di Milano ottiene il rinvio a giudizio per 29 persone fisiche e tre persone giuridiche, tra cui Calisto Tanzi, componenti del consiglio di amministrazione Parmalat, sindaci, direttori, contabili, revisori dei conti, funzionari di Bank of America. Tra le persone giuridiche imputate la Bank of America e le società di revisione Grant Thornton (ora Italaudit) e Deloitte & Touche.

Il 18 dicembre 2008 il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza, definita "a sorpresa", sul caso Parmalat. Dei 29 imputati, dopo patteggiamenti e applicazioni di leggi "controverse" (come la ex-Cirielli), tra le persone fisiche giudicate con rito ordinario, risulta condannato il solo Callisto Tanzi, a 10 anni di reclusione. Tra le persone giuridiche ,anche la Grant Thornton/Italaudit, sanzionata con 240000 euro e ad una confisca di 455000 euro.

Tra quelli che avevano scelto il patteggiamento : condannate, con una serie di pene che vanno dai cinque mesi e 10 giorni ai due mesi, otto persone fisiche, tra le quali Paola Visconti (nipote di Calisto Tanzi) e la Deloitte & Touche e Dianthus (i quali avevano, nel frattempo, già risarcito migliaia di parti civili).

Tra i prosciolti figurano : Enrico Barachin, Giovanni Bonici (di Parmalat Venezuela), Paolo Sciumè (ex membro del cda di Parlamat di Collecchio) e il banchiere Luciano Silingardi. Per quanto riguarda la posizione di Bank of America, prosciolta, il pm Francesco Greco, dichiara che «è stata riconosciuta la prescrizione per altro modificata dalla legge Cirielli».

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Parma

Panorama di Parma

Parma (Pärma ) in parmigiano) è una città di 180.939 abitanti (182.389 al 31/12/2008) , capoluogo della provincia di Parma e sede della omonima Università. Antica capitale del Ducato di Parma e Piacenza (1545 - 1859), dal 2003 è sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dal 1956 del Magistrato per il Po, oggi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO).

Capoluogo dell'omonima provincia.

Situata nel nord Italia, nella parte occidentale dell'Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell'affluente Baganza. Il torrente Parma è un corso d'acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale alle desolate secche estive. All'inizio dell'Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il lungoparma appunto, che consegnano alla città un profilo continuo.

Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente, nel 2005 è stato creato un bacino di raccolta, pochi chilometri a sud del centro urbano. L'invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d'acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione. E' costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24. Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d'acqua ne delimitano parte dei confini, ad ovest il fiume Taro e ad est il fiume Enza che marca anche la separazione dalla vicina provincia di Reggio Emilia.

Tipicamente continentale: estati calde e afose con temperature diurne di circa 30-35 °C (record di 40,2 °C il 29 luglio 1983), puntellate da temporali anche forti sulla bassa pianura. Inverni rigidi con temperature minime spesso al di sotto dello zero (record di -23,4 °C il 10 gennaio 1985 presso il Campus universitario), frequenti nevicate sull'Appennino. Sul settore pianeggiante cadono mediamente ogni inverno circa 30 cm di neve. In autunno è frequente il fenomeno della nebbia, specie a nord della via Emilia e verso il fiume Po. Il mese più piovoso è ottobre con una media di 110,2 mm, il più secco è il mese di luglio con una media di 37,6 mm (valori di riferimento 1971-2000).

Lo stemma del Comune è costituito da uno scudo con croce azzurra in campo oro, sormontata da corona ducale e contornata dal motto: hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur che tradotto significa "tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma". La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248 sulle truppe assedianti guidate dall'imperatore Federico II.

Il Gonfalone del Comune consiste in un drappo con croce azzurra in campo oro recante l'iscrizione: "aurea Parma" che richiama l'antica denominazione che i Bizantini avevano coniato per la città: Crisopoli.

Secondo altri, invece, il nome deriva dalla voce latina parma/parmae, scudo rotondo che richiama la forma della città. Alcuni d'altra parte osservano che questo termine militare latino a sua volta era probabilmente di origine etrusca, in quanto etrusco era appunto lo scudo metallico rotondo.

L'età del Bronzo corrisponde all'occupazione da parte dell'uomo della pianura parmense nella quale sono state localizzate numerose terramare. Per gli storici e secondo una menzione di Tito Livio, Parma sarebbe stata una città etrusca malgrado la scarsa influenza che questo popolo esercitava in Emilia occidentale Successivamente, verso il IV secolo A.C), la regione viene occupata da popolazioni Celtiche ed in particolare il popolo dei Boi si stabilisce nella zona di Parma. Con la progressiva conquista del Nord Italia da parte dei Romani, nel 183 a. C. Parma diventa una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vengono affidati lotti di terra in prossimità della via Emilia. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis. La crisi successiva dell'Impero Romano causerà anche per Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica che nel 377 obbligo' l'Imperatore Graziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di Attila, del 452, si contrappose dopo il 502 la rinascita ad opera di Teodorico; alle successive conseguenze drammatiche causate dalle guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568) che valse a Parma l'appellativo di Crisopoli (Città d'oro). Fu in seguito, con l'arrivo dei Longobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo capitale di un ducato in cui risiedeva une delle figlie del Re Agilulfo. I Franchi succedettero ai duchi lombardi e nel 879 Carlomagno accorda al vescovo Guidobo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei Magiari, segue un periodo di pace e crescita demografica e Parma continua ad essere governata da una lunga serie di Conti-Vescovi fino al XII secolo, quando la città diventa un libero comune amministrato da un Podestà e da un Capitano del Popolo. Nel 1160, Federico Barbarossa sottomette i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all'Impero, ma l'autorità imperiale verrà sconfitta dalle città, tra cui Parma, riunite nella Lega Lombarda, nella battaglia di Legnano del 1174. Nel 1183, la Pace di Costanza ristabilisce l'autonomia cittadina. Nella lunga contesa tra guelfi e ghibellini, che domina la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schiera dapprima coi ghibellini, favorevoli all'Imperatore e successivamente con i guelfi, dopo la battaglia di Borghetto del Taro (nei pressi dell'attuale Castelguelfo). Segue un periodo di dominazione straniera: Parma è sottoposta al dominio milanese dei Visconti dal 1346 al 1447 salvo un breve intermezzo, tra il 1404 ed il 1409, in cui il potere passa nelle mani di Ottobono Terzi. Ai Visconti succederanno gli Sforza ma anche le dominazioni francesi. Nel 1521 gli eserciti pontificio e spagnolo dopo un assedio di tre giorni sconfissero i francesi e la città fu conquistata.

Nel 1545 il Papa Paolo III (nato Alessandro Farnese), creò il ducato di Parma affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana manterrà il governo ducale fino al 1731 facendo di Parma una piccola capitale italiana, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino. Ai Farnese succedono i Borbone, discendenti della famiglia del Re Sole, e l'Infante di Spagna Carlo I, figlio del Re Filippo V di Spagna, diventa il nuovo duca di Parma e Piacenza. La dinastia dei Borbone, che ha contribuito a rendere Parma un faro culturale in Europa, subisce un'interruzione quando Napoleone Bonaparte annette il ducato alla Francia trasformandolo in semplice dipartimento (dipartimento del Taro). Solo con l'abdicazione di Napoleone, avvenuta nel 1814, ed il successivo Congresso di Vienna, viene ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidandolo agli Asburgo. Maria Luigia d'Austria, sposa di Napoleone e figlia dell'Imperatore Francesco I, diviene in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831 e 1847, conserverà il potere fino alla sua morte avvenuta nel 1847. Nello stesso anno i Borbone tornano a governare il ducato, dapprima con Carlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, Carlo III (1849-1854) pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto ed infine con Roberto I di Parma, ma troppo giovane per governare la reggenza fu assicurata dalla madre, Maria Luisa di Borbone-Francia. Roberto venne deposto nel 1859, ad undici anni, quando, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, la madre preferì fuggire nel Lombardo-Veneto, in attesa dell'esito della guerra. Venne l'Armistizio di Villafranca e il Regno di Sardegna annesse il Ducato dopo un plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono Granduchi del Lussemburgo. Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da Italo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Parma è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Recenti indagini archeologiche hanno confermato l'esistenza di un impianto urbano anteriore all'insediamento dei Celti (VI secolo a. C.) e riconducibile ad ambiente di cultura etrusca, ma forse Parma era un centro abitato già nell'Età del bronzo. È ormai accertato che nella posizione attuale della città sorgeva una "terramare" sorta di villaggio su palafitte di forma quadrangolare, costruito sulla terraferma, generalmente in vicinanza di un corso d'acqua con insediamenti posti probabilmente sia sul lato destro che su quello sinistro del torrente, formando nuclei indipendenti tra di loro. La fondazione ufficiale della città è avvenuta nel 183 a. C. ad opera dei Romani, dapprima sull'antico abitato terramaricolo ed in seguito, dopo la distruzione avvenuta nel 44 a. C. poco più ad ovest, spostando il foro cittadino in corrispondenza dell'attuale piazza principale cittadina, Piazza Garibaldi. Nei secoli successivi l'urbanistica cittadina ha subito innumerevoli cambiamenti dovuti ai normali progressi culturali e tecnologici dell'umanità ma anche dettati da obblighi militari, saccheggi o più semplicemente esigenze estetiche o di prestigio delle differenti famiglie regnanti. Per un lungo periodo storico, l'evoluzione della città si è svolta principalmente entro le mura erette nel XIV secolo.

Solo dopo la fine della II guerra mondiale ed in particolare a partire dagli anni 60 lo sviluppo urbanistico ha subito una notevole accelerazione che ha portato al raddoppio della superficie cittadina nei primi anni ’90 anni e ad aumentare di un ulteriore 28% dal 1994 al 2003, facendo così registrare in questi nove anni un tasso di espansione mai visto prima . I grandi progetti in fase attuale di edificazione tenderanno a modificare alcune importanti aree cittadine, in particolare nella zona a nord della stazione con un progetto di riqualificazione di ex aree industriali di 40 mila metri quadrati firmato dell'architetto catalano Oriol Bohigas ed in corrispondenza della futura nuova sede dell'Autorità Europea nei pressi della quale, un moderno ponte di acciaio e vetro, collegherà le due sponde del torrente ed ospiterà al suo interno vari spazi per manifestazioni ed eventi legati all'agroalimentare. Il Piano strutturale (PSC) adottato nel 2007 si concentra soprattutto su tre grandi filoni: potenziamento di aeroporto e fiera, nascita di un polo della ricerca nell'area sud con un ampliamento del campus universitario di 150 mila metri quadrati e nelle cui adiacenze sorgerà anche un grande centro polisportivo riservato agli sport minori, sviluppo di nuove aree produttive a nord della città oltre la fascia dell'autostrada, nell'area industriale SPIP che raggiungerà 1 milione di metri quadrati totali.

Dalle prime 2.000 famiglie della colonia romana del 183 A.C., la valenza strategica territoriale della città permise anche dopo il 774 di essere prescelta quale zona d’insediamento da molti immigrati al seguito di Carlo Magno. Nel 1.400 si giunse ai circa 12 mila cittadini e nel 1545 Parma era considerata una città di medie dimensioni con 19.592 abitanti censiti. Una grave carestia sopraggiunta nel 1551 ne ridusse il numero a 17mila ma poco più di vent'anni più tardi, nel 1573, grazie al ruolo affermato di capitale di un ducato il numero degli abitanti raggiunse i 26mila e nel 1630, grazie alle "grandi opere" edilizie che attiravano manovalanza tocco' i 46mila per poi ridursi a 30mila dopo la terribile epidemia di peste dello stesso anno. Durante il governo di Maria Luigia durato dal 1814 al 1847, il numero degli abitanti passo' a 45mila e nel 1861, anno della proclamazione del Regno d’Italia, a Parma vivevano 47.428 abitanti, costituenti il 18,5% dei cittadini della provincia e posizionando la città alla ventesima posizione nel Paese . Dieci anni dopo il capoluogo perse quasi 2.000 abitanti attestandosi a quota 45.511, un'evoluzione in controtendenza rispetto alle altre città italiane. Il declino demografico prosegue anche negli anni successivi attestando la popolazione nel 1881 a 45.217 abitanti e posizionando la città ventiseiesimo capoluogo italiano . Il declino demografico fu l'effetto della chiusura dello stato e della corte ducale, il cambiamento di sistema provoco' la perdita di molte attività economiche causando un conseguente decadimento sociale ed economico.

Nel 1901 il comune di Parma era costituito quasi interamente da territorio urbano con una popolazione di 47.000 abitanti mentre il successivo censimento avvenuto attorno al 1911, evidenziava una prima ripresa demografica dalla fine del periodo ducale, contando circa 57.000 abitanti.

La percentuale di stranieri residenti a Parma rappresenta circa il 10% sul totale della popolazione. Il 37,6% di quanti decidono di stabilirsi a Parma proviene dall’estero, per il 28% dall’Emilia - Romagna. Sul fronte dell’emigrazione circa il 63% di coloro che lasciano Parma si dirige in località emiliano - romagnole, 3.037 individui in totale: tra questi, l’80% sceglie Comuni della provincia, in particolare i centri confinanti il capoluogo.

L'offerta museale parmigiana propone un percorso che ne svela la storia, le tradizioni ma anche i sapori con un circuito extra cittadino che comprende anche la conoscenza approfondita dell’enogastronomia del territorio. Spesso le strutture ospitanti sono situate all'interno di castelli o dei più prestigiosi palazzi del capoluogo.

In città sono repertoriati 330 beni culturali tra i quali 34 archeologici e 296 architettonici .

Sorto tra l’ XI ed il XII secolo a ridosso della cinta muraria romana e al posto dell’antica basilica, il Duomo è fra le maggiori opere dell'architettura romanica in Italia e la cupola è stata dipinta dal Correggio. A fianco del campanile, sulla stessa piazza, si erge il Battistero, di Benedetto Antelami, un'imponente monumento in marmo rosa che segna il passaggio dal romanico al gotico. Queste due strutture rappresentano i monumenti più importanti e simbolici della città. Nei pressi, rivolgendo la prospettiva verso est, attraverso il campanile del Duomo ed il Battistero , si scorgono la facciata ed il campanile dell’Abbazia di San Giovanni Evangelista un complesso monastico con la relativa chiesa la cui cupola fu affrescata dal Correggio. Nella vicinanze, tra la Piazza Duomo e il palazzo della Pilotta, fu fondato nel XI secolo il Complesso di San Paolo. In questo monastero benedettino sorto come conseguenza dello spirito di riforma monastica che attraversò la città nei primi anni del nuovo millennio, è conservata La camera di San Paolo, un affresco realizzato tra il 1519 e il 1520 dal Correggio.

Questa opera fu portata a termine su commissione della badessa del monastero Giovanna Piacenza. Sempre a poca distanza, quasi adiacente alla Piazza Garibaldi (il centro cittadino), si impone la pianta a croce greca della chiesa di Santa Maria della Steccata un bellissimo edificio con absidi su ogni braccio fondato nel 1521 per conservare al suo interno un'immagine sacra della Vergine. L'architetto a capo dei lavori fu Giovanfrancesco Zaccagni insieme a suo padre Bernardino. Il Vasari nelle Vite ne attribuisce il progetto al Bramante, oggi si pensa pure a Leonardo Da Vinci. È uno degli esempi più significativi di chiese a piano centrale della prima metà del XVI secolo. Il grande arco del presbiterio rappresenta un capolavoro di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Al suo interno sono presenti inoltre numerose decorazioni e opere di artisti di grande rilievo, tra cui Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Jan Soens, Giovan Battista Trotti detto Malosso. La cupola fu dipinta da Bernardino Gatti detto Sojaro. L’esterno bianco della cupola della Steccata è perfettamente visibile dalla piazza centrale (Piazza Garibaldi) sulla quale si prospetta la splendida facciata di stile neoclassico della chiesa medioevale di San Pietro Apostolo, realizzata da Ottavio e Giovanni Bettoli seguendo un progetto del Petitot. A fianco del palazzo del Comune, sull’attuale Via della Repubblica, è visibile una delle più antiche chiese erette nel centro della città medievale, la Chiesa di San Vitale. Completamente riedificata a metà del XVII secolo e restaurata recentemente, conserva all'interno la cappella della Beata Vergine di Costantinopoli, con lo scenografico Monumento Beccaria. Più a nord, quasi a ridosso della cerchia urbana del centro storico, sorge la costruzione del XIII secolo di San Francesco del Prato, chiesa a carattere gotico, antica sede dei Francescani la cui lunghezza supera perfino quella del Duomo. Nei secoli successivi divenne una delle chiese più importanti della città ma dall'800 e fino agli inizi degli anni 90 fu trasformata nel carcere cittadino. Al centro dell'abside è stato ritrovato un affresco raffigurante Cristo Pantocrator attribuito a Bernardino Grossi e al suo allievo e genero Jacopo Loschi. L'espansione di una cappella della chiesa stessa vide la nascita dell’ Oratorio della Concezione. Costruito nel XVI secolo, a forma di croce greca, il manufatto comporta pregevoli affreschi di Michelangelo Anselmi e Francesco Rondani, entrambi collaboratori del Correggio. L’Oratorio si è salvato dalla trasformazione a carcere della chiesa di San Francesco del Prato in quanto adibito a cappella del carcere stesso. In stile gotico è anche la chiesa di Santa Maria del Carmelo, conosciuta con nome di Il Carmine, attualmente utilizzata come Auditorium a servizio dell'attiguo Conservatorio di musica, situato all'interno del suo ex convento.

Dal quartiere Parma Centro attraversando il Ponte di Mezzo si arriva direttamente nel quartiere popolare dell'Oltretorrente dove, a pochi metri di distanza dal torrente, sorge la chiesa S.S. Annunziata un edificio religioso di forma ellittica a cappelle radiali, annessa al monastero francescano maschile. Rappresenta uno dei monumenti più significativi del Manierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo. È un'opera di Giambattista Fornovo che la disegnò nel 1566 su commissione del Duca Ottavio Farnese. Sempre nella zona, detta anche Capo di Ponte ossia la parte dell’(Oltretorrente) più antica e a ridosso del Ponte di Mezzo, venne edificata nel 1617 la chiesa Santa Maria delle Grazie quale sede della confraternita delle Stimmate di San Francesco e per accogliervi una venerata immagine della Vergine del soccorso. Conserva la cupola affrescata da Sebastiano Galeotti con un'Assunzione ispirata a quella realizzata dal Correggio per il duomo e, nelle cappelle laterali, due dipinti di Sisto Badalocchio e Antonio Savazzini. Sulla principale arteria dell’Oltretorrente, l’attuale Via D’Azeglio, corrispondente al tracciato della via Emilia, si trova l’ Oratorio di Sant'Ilario di Parma, dedicato al patrono della città è collocato all'interno del complesso storico dell'Ospedale Vecchio. L'oratorio è di piccole dimensioni, si compone di tre navate scandite da pilastri a sezione quadrata e dalle superfici scanalate ed ha assunto l'attuale compagine dopo i lavori di ristrutturazione del 1663. A fianco dell’Ospedale Vecchio è anche visibile uno dei monumenti più importanti e caratteristici del quartiere Oltretorrente rappresentato da una splendida facciata barocca composta da due torri, dette dei Paolotti, uniche strutture conservate del convento e della chiesa di San Francesco di Paola ed edificati tra il 1625 ed il 1632. Proseguendo verso est in corrispondenza di una delle Porte principali del centro storico è posizionata l'antica chiesa Santa Croce, un manufatto religioso del 1210 e prima tappa tra le chiese arcipresbiteriane della Strada Romea. Un altro antico edificio, costruito nel 1619, completa la principale offerta monumentale religiosa del popolare quartiere, la chiesa Santa Maria del Quartiere. A forma di prisma esagonale, con uno spazio interiore centrale dominato da una grande cupola con magnifici affreschi di Pier Antonio Bernabei che raffigurano il Paradiso. La costruzione del manufatto viene comunemente attribuita a Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta, realizzatore del Teatro Farnese. Infine non bisogna dimenticare che i famosi cavalieri templari avevano la loro chiesa in questo quartiere della città, e che essa era di una tale importanza da essere utilizzata fino al 1812 per la sepoltura dei Principi di Parma. Si tratta della chiesa di Santa Maria del Tempio, in via Bixio, attualmente sconsacrata.

Situata a pochi chilometri dal centro storico, nel punto in cui la città lascia il posto alle campagne della Bassa parmense, sorge il monumento più emblematico della città, l' Abbazia Cistercense di Valserena. Comunemente definita La Certosa di Parma che ispirò Stendhal, è oggi sede universitaria del Centro Studi e Archivio della Comunicazione. La sua costruzione iniziò per volere del Cardinale parmigiano Gherando Bianchi nel maggio del 1298. Luogo romantico e misterioso dell'architettura cistercense, comprende una chiesa a croce latina in stile gotico lombardo e un presbiterio arricchito da affreschi del Baglione. Conosciuta anche sotto il nome di Certosa di Paradigna e Abbazia di San Martino dei Bocci. A ridosso della città e situato in prossimità della tangenziale Nord si erge un altro monastero, forse meno rinomato ma di eguale valore storico, la Certosa, fondato nel 1285 da Rolando Taverna è un edificio ricco di opere d'arte e di pregevole fattura architettonica nel quale i monaci vi abitarono per 483 anni fino al 1805 quando la "Fabbrica Ducale dei Tabacchi di Parma" vi si stabilì mentre oggi ospita la Scuola di Polizia Penitenziaria. Nella popolosa frazione di Vicofertile sorge su un percorso molto frequentato dai pellegrini, ovvero la Via Francigena, la Chiesa di San Geminiano risalente al XI secolo il cui fonte battesimale presenta bassorilievi raffiguranti scene religiose legate al pellegrinaggio. Nella frazione di Gaione si trovano invece le Pieve di Gaione, un importante edificio romano contenente reperti archeologici di rilievo e degli affreschi del XVII e XVIII secolo.

Palazzo della Pilotta: costruito da Ottavio Farnese, è il centro storico e culturale della città.

Palazzo del Giardino. È situato all'interno del Parco Ducale; i lavori di costruzione iniziarono nel 1561 su ordine del duca di Parma Ottavio Farnese e su un probabile progetto del Vignola. Quest'opera si rese necessaria dal momento in cui il duca decise di risiedere in maniera stabile a Parma e dal fatto di dotare la piccola capitale di una sede prestigiosa per la corte. Costruito sulle terre dell'antico castello degli Sforza, subì importanti modificazioni ed abbellimenti strutturali durante il XVII e XVIII secolo. Nonostante questo molti sovrani, preferirono risiedere al di fuori delle mura cittadine nel Casino dei Boschi di Sala e soprattutto nel Palazzo Ducale di Colorno. Il classico color "giallo Parma" delle sue facciate è un richiamo all'epoca Borbonica e ai colori largamente utilizzati dal Petitot. Durante la seconda guerra mondiale subi gravi bombardamenti che causarono la perdita di diverse sale di rappresentanza, delle quali alcune decorate dagli stucchi di Benigno Bossi. Al suo interno sono visibili numerosi affreschi e stucchi. Oggi è sede di rappresentanza dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Palazzetto Eucherio Sanvitale. Situato all'interno del Parco Ducale è un esempio significativo dell'architettura Rinascimentale a Parma. All'interno sono presenti interessanti decorazioni del XVI secolo attribuite a Gianfrancesco d'Agrate. In una delle sue sale recentemente restaurate è possibile ammirare frammenti di un affresco del Parmigianino.

Palazzo del Comune. Situato nel cuore della città (Piazza Garibaldi), fu costruito nel 1627 da Gian Battista Magnani in occasione delle nozze tra Odoardo Farnese e Margherita de' Medici, a seguito del crollo del 1606 dell'altissima torre civica sulla precedente sede comunale.

Palazzo del Governatore. Struttura originaria del XIII secolo, fu antica sede di mercanti e del Governatore. Nel 1760 il Petitot apriva una nicchia nella torre dove venne collocata la statua della Vergine incoronata di stelle da Cristo, opera di Jean-Baptiste Boudard. Un originale quadrante solare verticale del 1829 è visibile sulla facciata principale. Oggi al suo interno trovano posto alcuni uffici amministrativi dell'EFSA.

Palazzo Episcopale. La costruzione iniziò nel 1055 su ordine del vescovo conte Cadalo. A quell'epoca il palazzo era situato all'esterno delle mura cittadine. Nei secoli subì numerose modificazioni, ma ancora oggi sono perfettamente visibili gli elementi medievali e rinascimentali della struttura.

Palazzo delle Poste. Pregevole manufatto del centro storico, situato a due passi dalla Cattedrale, venne realizzato nel 1905 in puro stile Liberty da Moderanno Chiavelli.

Palazzo Carmi. In stile neoclassico.

Palazzo Imperiale dell'Arena. Fu costruito per volere di Federico II di Svevia ed in seguito, tra il 1836 ed il 1847, venne ristrutturato da Nicola Bettoli su incarico della Duchessa Maria Luigia. Oggi è la sede del Convitto Nazionale.

Palazzo Pallavicino. Edificio in stile barocco a pianta quadrata costruito per volere di Alfonso Pallavicino nel 1646. Pregevole la monumentale balconata ed il porticato. Oggi è la sede del Tribunale Amministrativo Regionale.

Palazzo Marchi. Fu eretto nel 1770 e oggi ospita la sede della Fondazione Arturo Toscanini. Possiede una collezione privata di oggetti provenienti dalla corte ducale.

Palazzo Meli Lupi. In stile neoclassico, fu la residenza settecentesca della nobile famiglia Meli Lupi; oggi è la sede dell'Unione Industriali Parmense.

Casino Petitot. E' uno tra i primi Cafè costruiti in Italia. L'opera fu realizzata da Ennemond Petitot nel 1766 su volere del primo ministro ducale Du Tillot nell'ottica di rifacimento dello Stradone Farnesiano, effettuato con l'intento di renderlo simile ai boulevard parigini ed esaltare il mito che puntava a riaffermare Parma quale nuova Atene d'Italia .

Teatro Regio. Simbolo della passione melodrammatica della città, fu inaugurato dalla duchessa Maria Luigia con la Zaira di Vincenzo Bellini il 16 maggio 1829.

Teatro Farnese Opera lignea dell'architetto Giovan Battista Aleotti coadiuvato nei lavori da Giovan Battista Magnani, realizzata all'interno del maestoso Palazzo della Pilotta. Nacque nel 1617 per volontà dal duca di Parma Ranuccio I Farnese per festeggiare degnamente la sosta a Parma di Cosimo II de' Medici. Fu il primo teatro europeo a scena mobile.

La Cittadella. Grande fortezza costruita alla fine del XVI secolo su ordine del duca Alessandro Farnese, a margine delle mura storiche di Parma, per scopi difensivi e quale emblema del potere ducale. La sua costruzione fu anche l'occasione di fornire lavoro a gran parte della popolazione. Di forma pentagonale, l'architettura si ispira fortemente alla cittadella di Anversa. Oggi il suo interno è un vasto e frequentatissimo spazio dedicato a verde pubblico, attrezzato con numerosi pietra di età augustea. Oggi sono visibili solamente due delle dieci arcate nel sottopassaggio di Via Mazzini assieme ai resti del decumano massimo. Un progetto di riqualificazione della zona consentirà a breve di rendere visibile la maggior parte di questo antichissimo manufatto.

Ospedale Vecchio. Creato nel 1250 sul lato nord dell'attuale via d'Azeglio fu inseguito ricostruito. Prima manifestazione del Rinascimento dell'architettura parmigiana l'attuale edificio data tra il XV ed il XVI secolo su progetto e realizzazione di Gian Antonio da Erba. All'interno del complesso è collocato l'Oratorio di Sant'Ilario. Dal 1948 è sede degli Archivi di Stato e della Biblioteca Comunale.

Monumento a Verdi. In granito e bronzo, l'opera dello Ximenes, costruita nel 1913 dall'architetto Lamberto Cusani, è dedicata al grande maestro Giuseppe Verdi. Il monumento visibile attualmente è solo una parte di un complesso più vasto, sacrificato, non senza polemiche, in nome dell'espansionismo urbanistico del dopoguerra.

Monumento a Bottego. Monumento bronzeo realizzato nel 1907 dallo Ximenes, in occasione del decimo anniversario della scomparsa dell'esploratore parmigiano Vittorio Bottego. La zona in cui sorge il monumento è attualmente sottoposta ad una vasta operazione di ristrutturazione e riqualificazione urbana, seguendo un progetto dell'architetto catalano Oriol Bohigas.

Monumento alla Vittoria. Obelisco inaugurato nel 1931 dal re Vittorio Emanuele III. La parte bronzea è stata realizzata dallo Ximenes.

Monumento a Filippo Corridoni. Il monumento dedicato al sindacalista caduto nel 1915 sul Carso, fu eretto nel quartiere Oltretorrente fra il 1925 e il 1927, su disegno dell’architetto parmigiano Mario Monguidi e modellato nel marmo e nel bronzo dallo scultore Alessandro Marzaroli. La statua in bronzo misura 4 metri e mezzo di altezza, l'intero manufatto poggia su una base di gradini di porfido ed è alto 13 metri. Dal basamento quadrato, con quattro teste scolpite nel marmo, quattro aquile e quattro scritte di Corridoni, si innalza la stele bianca con altorilievi.

Monumento a Ercole e Anteo. E' un'opera in rame dell'artista fiammingo Teodoro Vanderstruck risalente agli anni tra il 1684 e 1687 nota anche con il nome de I du Brasè (dal dialetto parmigiano; i due abbracciati). In origine doveva ornare la vasca collocata davanti a Palazzo Ducale ma venne trasferita più volte trasferita. Fino al suo ultimo restauro la statua era situata a fianco del palazzo del Comune dove è ancora visibile una copia, mentre oggi è collocata all'interno del cortile di Palazzo Cusani (sede della Casa della Musica).

Monumento al Correggio. Statua del 1870 realizzata dallo scultore Agostino Ferrarini e posta in Piazza Garibaldi. Rappresenta l'artista Antonio Allegri da Correggio nell'atto di guardare una propria opera tenendola, a distanza, con una mano sopra al proprio ginocchio.

Monumento a matt Sicuri. Enzo Sicuri, il filosofo da marciapiede, era un personaggio contemporaneo molto noto in città per aver sempre vissuto in strada, dormendo in scatole di cartone e veniva chiamato familiarmente dai parmigiani Matt Sicuri. Il Monumento in bronzo, realizzato da Maurizio Zaccardi ne celebra la figura mentre siede su una scatola di cartone appoggiato a una bicicletta.

Monumento al Parmigianino. E' una statua in marmo bianco del 1879 finanziata dall'Ordine Costantiniano e dal Comune. Con base a sezione quadrata divisa in tre piani fu realizzata da Giovanni Chierici e raffigura Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. L'ubicazione in Piazzale della Steccata non è casuale, l'artista infatti aveva lavorato all'interno della vicina Chiesa della Steccata, realizzandone alcuni affreschi, tra il 1531 e il 1539.

Arco di San Lazzaro E' un arco trionfale recentemente ristrutturato, con una struttura a tre fornici e decorato secondo un gusto barocco. Venne costruito in occasione delle nozze tra il duca di Parma Odoardo Farnese e Margherita de' Medici e più volte restaurato nel corso dei secoli, dapprima per festeggiare il matrimonio tra Elisabetta Farnese e Filippo V di Spagna, in seguito, nel 1805, in occasione dell'arrivo di Napoleone I e nel 1825 per la visita di Francesco I e la figlia Maria Luigia.

Le antiche mura della città erano aperte da numerose porte delle quali, alcune ancora in parte visibili. Nel 1261 a causa della forte espansione cittadina venne edificata Porta San Francesco, oggi detta anche barriera Bixio, che rappresentava l'uscita per i grandi feudi della montagna. La porta, in buono stato di conservazione, è situata a sud della città ed è formata da una barriera composta da quattro pilastri decorati con statue all'estremità superiore, da leoni alla base, tre cancellate e una scultura raffigurante un'immagine simbolica femminile, opera di Marzaroli. Da questa porta i pellegrini di passaggio lasciavano la città per rendersi a Roma attraverso la via Francigena, salutati in corteo dal Vescovo e le autorità locali. Ad ovest della città, in direzione Piacenza, nel XIII secolo venne edificata Porta Santa Croce. Oggi sono ancora visibili la chiesa omonima costruita nello stesso periodo e l'edificio del cinquecento voluto da papa Paolo III e che pochi anni dopo, i Farnese, ampliarono con l'aggiunta di un sopralzo e sei camere decorate. Della Porta San Michele, anticamente situata ad est della città, dove oggi è visibile una grande e moderna fontana, è rimasta solamente la facciata di epoca farnesiana, ricomposta nel cortile della Rocchetta in Pilotta.

Tutte le città sono in continua evoluzione. In particolare Parma ha perso nel corso dei secoli tanti dei suoi monumenti per varie ragioni.

Sul territorio comunale sono presenti numerosi parchi, giardini e aree verdi, alcuni di notevole pregio storico e architettonico. Le stime indicano globalmente in circa 334,80 Mq per ogni ettaro di superficie comunale le aree occupate dal verde . A Parma sono censiti 100.000 alberi, 28 milioni di Mq di manto erboso., oltre 80 aree gioco per i bimbi allestite e situate in contesti verdi, una quarantina di aree dedicate ai cani. Sono in corso interventi di riforestazione e riqualificazione ambientale nell'area a nord del comune che andranno a costituire la Kyoto Forest, estesi su una superficie compresa tra gli 80 e i 90 ettari nella quale ci si prefigge ricostruire i principali ambienti della pianura e cioè il bosco planiziale, una zona umida con stagno e sistemi di macchia-radura e aree di bosco percorribili tramite una rete di percorsi pedonali e ciclabili . Attualmente, il verde fruibile pro capite nell'area urbana è di 14,57 Mq per abitante e la città si è posizionata al 5° posto in Italia ed al 1° in Emilia-Romagna nel rapporto Ecosistema Urbano 2009 (nella scorsa edizione era all'8° posto). Purtroppo in città crescono le medie sia di No2 che di polveri sottili (PM10) ma aumenta la raccolta differenziata a compensazione di una produzione pro capite di rifiuti urbani ancora molto alta, aumentano anche i metri di suolo urbano destinato alle bici e sono in corso numerosi progetti per estendere l'attuale rete di piste ciclabili. La rete ciclabile si è infatti notevolmente sviluppata negli ultimi anni, passando dai 51 Km del 2003 agli attuali 71,5 Km e con le nuove realizzazioni l'estensione supererà quota 90 Km. In media il 22% dei parmigiani effettua spostamenti in bicicletta nei giorni feriali contro una media regionale del 6% e nazionale del 2,9% . Anche le politiche energetiche ottengono buoni risultati e Parma si posiziona ai primi posti (11°) per i metri quadrati di superficie stradale pedonalizzata per abitante (0,64 Mq/ab). Insieme alle città di Ferrara, Mantova, Modena e Ravenna, il capoluogo ottiene il massimo punteggio dell’indice di partecipazione ambientale quale buon auspicio per il proseguimento di politiche sensibili al rispetto della qualità ambientale dell'area urbana. . I gravi problemi di inquinamento, riscontrabili anche in numerose città della Pianura Padana, obbligano un crescente investimento nei confronti dell'ambiente. Prima città in Europa a dotarsi di una rete di distribuzione delle merci "ecosostenibile", le consegne a esercizi commerciali, bar e alberghi oggi sono possibili solo con mezzi alimentati a metano oppure con mezzi accreditati con una speciale certificazione ambientale.

In città si svolgono regolarmente numerose manifestazioni culturali e tra esse figurano appuntamenti di rinomanza mondiale quali il Festival Verdiano, interamente dedicato alle opere del grande compositore parmense Giuseppe Verdi. Numerosi appuntamenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro, dai repertori classici al contemporaneo, si annoverano tra le rassegne annuali principali e di maggiore distinzione ma ampio spazio viene consacrato alle arti letterarie come l'annuale svolgimento del ParmaPoesiaFestival che si pone come punto di riferimento per la poesia nazionale ed internazionale e la città richiamando decine di poeti da tutto il mondo, autori di grande popolarità e nuove voci della poesia nazionale ed internazionale. Un appuntamento folkloristico cittadino che trae la sua origine nel 1300 ripropone ogni anno in settembre il Palio di Parma, una celebre competizione incentrata sulla staffetta fra le 5 squadre rappresentanti le 5 antiche porte cittadine.

Le aristocratiche tradizioni ed una certa raffinatezza della vita sociale caratterizzano ancor oggi l'anima cittadina che si evidenzia in particolare con la passione dei parmigiani nei confronti della musica e dell'Opera da secoli molto seguite ed apprezzate da vari strati della popolazione. Il primo letterato nativo di Parma di cui si abbia notizia fu Gaio Cassio Parmense (1°secolo A.C.), appartenente ad una delle famiglie romane fondatrici della città e autore di tragedie ed elegie, ma la storia parmense si è col tempo arricchita del contributo intellettuale di numerosi artisti, poeti e pittori che ne hanno determinato l'intenso fervore nei confronti di multiformi interessi culturali, confermato dalla presenza in città di numerosi teatri, musei, manifestazioni e rassegne internazionali nel campo dell'arte e degli scambi commerciali. Benedetto Antelami, il Parmigianino, il Correggio, Ireneo Affò, Giovanni Battista Bodoni, Ferdinando Paër, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Ennemond Alexandre Petitot, Étienne Bonnot, abate di Condillac, Attilio Bertolucci, sono solo alcune delle personalità legate a Parma che hanno lasciato un'impronta importante nelle tradizioni artistiche e culturali cittadine. Parma fu magnificata da Stendhal (al secolo Henri Beyle) che la visito' per la prima volta nel 1814 e la sogno' nelle pagine della sua "Chartreuse" (La Certosa di Parma) e successivamente desiderata da Marcel Proust nel suo Du côté de chez Swann" (La strada di Swann). Nel XVIII secolo lo sviluppo dell'arte e delle istituzioni cittadine contribuirono a definire Parma "l'Atene d'Italia" mentre oggi, grazie al nuovo ruolo attribuitole all'interno dell'Unione Europea con l'assegnazione di un importante agenzia comunitaria, la città sta preparando e progettando il proprio futuro in funzione di questa investitura destinata a produrre un processo di internazionalizzazione e crescita sociale e culturale, riaffermando l'antica tradizione di piccola capitale.

Parma è coinvolta in prima persona nella valorizzazione e promozione della creatività giovanile. L'Archivio Giovani Artisti è un servizio offerto dal Comune di Parma che si rivolge a tutti i giovani che operano nel campo delle Arti Visive, delle Arti Applicate, delle Immagini in movimento e della Letteratura al fine di documentare, offrire servizi ed organizzare attività promozionali. Realizza iniziative direttamente o con la partecipazione a manifestazioni artistiche in Italia e all’estero, volte a favorire una costante circolazione di informazioni ed eventi, attraverso scambi nazionali ed internazionali e l’adesione a reti, quali il GAI – Associazione per il Circuito Giovani Artisti Italiani e la BJCEM – Associazione Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

L'Archivio crea occasioni di visibilità, trasmette bandi di concorso nazionali ed internazionali, offre consulenza agli iscritti.

Parma è sede dell'Orchestra Sinfonica dell'Emilia-Romagna "Arturo Toscanini" e di un Conservatorio musicale (diretto da Emilio Ghezzi) istituito nel 1819 dalla duchessa Maria Luigia. Fondata nel 1990 in città è inoltre presente l'unica orchestra italiana da camera stabile composta interamente da strumenti a fiato. Già nel XVI secolo, sensibile all'importanza sociale di quest'arte la corte farnesiana si occupo' di favorire l'insegnamento della musica e del liuto ai principi e ai paggi. Nel 1570 agli ospiti della Paggeria, vennero impartite lezioni di canto da Giulio Buonagiunta e di liuto da Galeazzo Cacciardino. Nel 1601 fu fondato il Collegio dei Nobili tra le cui materie di insegnamento furono sempre presenti la musica e la danza. Nel 1603 fu fondata la Compagnia dei violini in un periodo in cui questo strumento non aveva ancora assunto un ruolo specialistico nello svolgimento dello opere teatrali mentre nel 1757 venne istituita la Reale Scuola di Ballo e fu nominato direttore Pierre Delisle accompagnato da una compagnia di attori francesi che soggiornerà alla corte fino al 1758, recitando opere di classici (Corneille, Racine e Molière) e di moderni sia nel teatro Ducale di Parma che in quello bibienesco di Colorno.

Qualche anno più tardi, nel 1768, nei locali attualmente occupati dal Conservatorio musicale, la "Reale Direzione Generale degli Spettacoli" istituì la La Reale Scuola de' Cantanti o Scuola di Canto ad uso del Ducale Teatro, il cui insegnamento si prefiggeva di formare dei cantanti per le occorrenze dei cori negli spettacoli teatrali e con lo scopo dichiarato di rendere utilità al ducato. La musica ha quindi sempre avuto un ruolo importante per la città ma la vera cultura musicale si afferma tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna (tra le mura della città vivevano nel XVIII secolo circa 4.000 francesi), Parma divenne infatti un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell’orchestra in particolare. In particolare, l'attività in seno all'Orchestra ducale del celebre musicista Paganini, voluto dalla stessa reggente dell'epoca, la duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, influenzerà le prime disposizioni di quello che in seguito diventerà il concetto moderno di orchestra. In onore al Maestro Niccolò Paganini oggi sorge, a due passi dal centro e su progetto dell'architetto Renzo Piano, un auditorium da 780 posti dotato di sofisticati impianti tecnologici ed acustici che ne assicurano la massima funzionalità.

Il rock parmigiano ha i suoi primi esponenti già negli anni sessanta e settanta con i gruppi storici dei Corvi, che rimane una delle band più rappresentative del beat italiano. A loro si aggiungono i Baronetti, i Gref 84, i Moschettieri e i Gentlemen. Più tardi si affermano i Gemini 4, gli Acqua Fragile (Gino Campanini , Piero Canavera , Maurizio Mori, Franz Dondi e Bernardo Lanzetti che passerà poi alla PFM). Negli anni 80 si afferma sulla scena nazionale il cantante Scialpi, che rimane il fenomeno principale in ambito di musica leggera che Parma ha saputo produrre. Altro cantautore importante della scena parmense è Raffaele Fiume. Al periodo punk sono ascrivibili gli Slash, i Boito Kids e i Suicide Commando. All’underground i Pale TV, al jazz-rock i Vidya e i Posto di blocco 19. Sulla scena degli anni ottanta si affermano The Planets, Garage Band, Gene Glamour, Phono, Zero in condotta, Undercut, Metro. Più raffinato il sound dei Gino Glaz, Kind of Cthulhu e Razza Ventura. Da evidenziare, per importanza produttiva e risonanza internazionale la new wave dei Kirlian Camera, molto apprezzata in Germania. Negli anni novanta il panorama è estremamente variegato e attraversa diversi generi del rock, dal new wave all’heavy metal, dalla musica d’autore al nuovo folk. Si ricorda che proprio a Parma mosse i primi passi il famoso cantautore Vinicio Capossela. Si affermano i solisti Simone Valeo, cantante, e Lelio Padovani, chitarrista, oltre a numerose band: i Dogana di Matteo Barbacini, vincitori di Rock Targato Italia, i Après-midi, E. B. Band, i T.A.C., i Sourgrapes, Wild Bunch e i gruppi heavy the Wyvern e i Distruzione, oltre a due esperienze musicali del comico Gene Gnocchi: i Getton Boys e i demenziali Desmodromici. Un capitolo a parte merita il rock dialettale (autodefinito agrirock) dei Ciòis, vincitori di Rock Targato Italia. Sulla loro scia, nel decennio successivo, si muovono i Mè Pek e Barba. Anche il rap e l’hip hop si affermano con diverse esperienze: gli Oltretorrente, Razzo & The Cocktail Party, gli RHpositivo. Nel primo decennio del 2000 nuovi gruppi e solisti si presentano alla ribalta, supportati anche dall’iniziativa Rockaparma, un sito specifico sulla musica rock locale: in ambito cantautorale i Terramare, gruppo folk-rock costituitosi nel 1998, sono quelli che riscuotono maggiori consensi di critica e pubblico. Tra i solisti si afferma Dente, al secolo Giuseppe Peveri, fidentino, cantautore innovativo e ironico, con diversi album prodotti a livello nazionale. Anche il cantautore Francesco Camattini e la pianista Roberta Di Mario pubblicano album con musicisti di ottimo livello. Tra gli altri cantautori si segnalano Daniele Nova, Manuel Badu, La Spina, Bianca Benzedrina, Kabarè Voltaire, Ethel, Maria Teresa Lonetti, ManìnBlù. In ambito di band, si affermano i Pecksniff, considerato tra i più originali in ambito indie, Isabel at Sunset, In my room, Pumpkinhead, Luneda. Tra tutte le band degli ultimi anni i Reflue, gli Hidea e, più recentemente, i Lena’s Baedream, sono quelle che hanno maggiore riscontro per qualità e quantità delle produzioni. Infine, si segnala un’esperienza originale: gli Ottobre Scirocco, che mescolano il blues delle radici il cantautorato ricercato, e la riproposta di brani di Giuseppe Verdi rivisitati in chiave blues.

Con lo scopo di affermare l'importanza e la centralità della musica nella vita culturale di Parma, nel 2004 il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Comune di Parma, costituirono la Fondazione Parma Capitale della Musica ma la struttura è stata recentemente sciolta per i mancati trasferimenti economici da parte dei fondi Arcus. Altre importanti fondazioni oggi continuano ad assicurare il ruolo della città nel contesto musicale nazionale, come la Fondazione Arturo Toscanini, costituita nel 1994, dispone di diversi complessi artistici quali la Filarmonica Arturo Toscanini, destinata all’esecuzione del grande repertorio sinfonico; l’Orchestra stabile, per le attività concertistiche e le produzioni operistiche; il Coro della Fondazione Toscanini; l’Accademia Musicale VerdiToscanini. La Fondazione Teatro Regio si propone di valorizzare l'antica tradizione del teatro lirico italiano organizzando inoltre, importanti stagioni concertistiche e di danza che si svolgono nel principale teatro cittadino e all'Auditorium Paganini. Altre due importanti istituzioni cittadine aperte di recente al pubblico valorizzano il ruolo della musica a Parma: La Casa della Musica, anch'essa ospitata nel Palazzo Cusani, che conserva oggetti, fotografie, manifesti e video della tradizione musicale e teatrale di Parma, dal Seicento ai giorni nostri e la Casa del Suono situata negli spazi dell'ex chiesa di Santa Elisabetta che si prefigge di creare la sintesi di un percorso storico e culturale legata all'ascolto della musica, dal fonografo a cilindri ai moderni mezzi di riproduzione e diffusione sonora.

Vita Nuova è un antico settimanale diocesano fondato nel 1919 e ad oggi tra i più autorevoli settimanali cittadini. Grande diffusione per l'ultimo nato (2006): il settimanale "Zero7", oltre 10.000 copie distribuite nella modalità a pagamento e gratuito. Il quotidiano online "Lungoparma" pubblica anche un'edizione cartacea di 16 pagine con oltre 10.000 copie distribuite a settimana . "La Voce di Parma" è un settimanale d’attualità, cronaca e sport.

Da undici anni si pubblica un mensile di cultura e spettacoli, "Il Caffè del Teatro", diffuso anche nelle province limitrofe di Piacenza e Reggio Emilia. Dal 1999 la casa editrice parmigiana Edicta pubblica il mensile di attualità e cultura locali "Il Mese di Parma e Provincia". Grazie al sostegno di Comune, Provincia, Università degli Studi di Parma, Fondazione Cariparma e numerosi altri enti cittadini, le 8.000 copie della rivista vengono distribuite gratuitamente sull’intero territorio provinciale. Un'altra Fondazione bancaria (la Fondazione Monte di Parma) e l'Università degli Studi di Parma hanno dato vita ad un progetto di produzione editoriale comune con la creazione della Monte Università Parma Editore S.r.l. realizzando il quadrimestrale di letteratura Palazzo Sanvitale, in continuità con una tradizione di mecenatismo letterario che è parte integrante della vita culturale della città di Parma. La rivista coinvolge scrittori, poeti, critici e intellettuali di tutta Italia. Con lo scopo di far scoprire il territorio parmense, nasce nel 2002 la rivista "Insieme Dove" che si occupa di ambiente, cultura, turismo e dal 2005 ha ampliato il suo raggio d'azione anche nel piacentino, nel cremonese, nel mantovano, nel reggiano, in Lunigiana, nello spezzino e nel genovese. Questo mensile si pone anche l'obiettivo di creare un legame costante con gli emigrati di Parma e della Regione Emilia-Romagna in generale.

Emittenti televisive "TV Parma" è l'emittente storica della città appartenente alla casa editrice della Gazzetta di Parma e fortemente legata al quotidiano locale. Le origini risalgono al 1974, con il nome di TeleParma, quando la stazione televisiva trasmetteva via cavo grazie alla prima cablatura delle strade centrali. A seguito della liberalizzazione delle trasmissioni in ambito locale decise dalla Corte Costituzionale e dopo una successiva fase sperimentale durata alcuni mesi, nel 1978 iniziano le prime trasmissioni ufficiali via etere con una programmazione pomeridiano-serale. Le altre televisioni locali sono "Teleducato", un'emittente indipendente con una copertura provinciale e "E'Tv", presente a Parma con una sede operativa.

Parma è la sede della prestigiosa Università degli studi di Parma, dotata di infrastrutture scientifiche d'avanguardia. Annoverata fra i 500 migliori istituti al mondo in alcune classifiche, è in grado di formare dei professionisti nei settori giuridici, scientifici e umanistici. Si distingue in particolare per le sue competenze nella formazione e la ricerca relative al settore agro-alimentare. Fondata nel XIII secolo, l'Università di Parma conta 1.079 professori, 968 unità di personale tecnico e amministrativo e 29.000 studenti (di cui più di 18 mila provenienti da altre province) che frequentano le dieci facoltà, cui afferiscono 48 corsi di laurea triennali, 5 corsi di laurea specialistica a ciclo unico, scuole di specializzazione, corsi di perfezionamento e master. L'Ateneo partecipa ad una cinquantina di corsi di dottorato, molti dei quali con sede amministrativa a Parma. Nella classifica stilata, dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore in merito alle Università pubbliche italiane più efficienti, l'Università degli studi di Parma si è posizionata al quattordicesimo posto (classifica del luglio 2008).

Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Psicologia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche. Due Corsi interfacoltà: Laurea Specialistica in Biotecnologie per la salute e Studi Internazionali ed Europei.

In città sono presenti 20 sedi universitarie tra cui il Campus universitario, un insediamento di settantasette ettari che rappresenta il polo scientifico dell'Università degli Studi di Parma. Appare come una struttura simile a quella dei Campus americani: spazi erbosi, numerose strutture sportive (unica in Italia con il campo da golf) che insieme ai dipartimenti formano un complesso curato e inusuale nel panorama universitario italiano. A differenza dei Campus americani la struttura architettonica è però molto disomogenea, mentre la disordinata allocazione degli spazi mostra chiaramente la mancanza di una adeguata pianificazione. Nonostante l'elevato numero di studenti e docenti che orbitano su questa nuova struttura sono assenti alcune strutture irrinunciabili, quali residenze per studenti provenienti da fuori città, una libreria universitaria e strutture di aggregazione per gli studenti.

Il Collegio Europeo di Parma è presente in città dal 2003: si tratta di un istituto di formazione superiore, analogo a quello di Bruges in Belgio, in grado di formare i giovani diplomati europei nei settori del Diritto, dell'Economia e delle Politiche dell'Unione Europea . La formazione proposta dal Collegio Europeo di Parma offre un curriculum accademico d'eccellenza e a carattere interdisciplinare sul processo d'integrazione europea.

Parma ospita la Scuola per l’Europa che dispensa un insegnamento multilingue, multiculturale e multiconfessionale. La scuola è organizzata in tre cicli: ciclo materno (3-5 anni), ciclo primario (6-11 anni), ciclo secondario (11-18 anni). Il "Baccalauréat Europeo" conseguito in questa scuola è riconosciuto in tutti i Paesi dell'UE e altri Paesi extracomunitari e permette l'iscrizione in numerose Università del mondo. Attualmente la scuola è ospitata provvisoriamente in Via A.Saffi, 8 in attesa della realizzazione di un nuovo complesso più funzionale che sarà realizzato vicino al Campus universitario.

Il monumentale Palazzo Lalatta, sorto sul luogo in cui si trovavano l'arena romana e il palatium longobardo, ospita la sede del Convitto Maria Luigia, in cui insegnarono Cesare Zavattini ed il poeta Attilio Bertolucci. Furono ospiti del Convitto allievi diventati poi celebri quali lo scrittore Giovanni Guareschi.

L'edificio è sede (oltre che delle scuole elementari e medie) del Liceo Scientifico, Classico e Classico europeo: tutte le scuole annesse sono statali.

Il Liceo nacque nel 1860-61 con il nome di Regio Liceo. Nel 1865 assunse il nome di Regio Liceo G.D. Romagnosi, in omaggio all'illuminista Gian Domenico Romagnosi. Nel 1869 venne chiamato Regio Liceo-Ginnasio. Assunse la sua sede attuale durante il ventennio fascista.

La scuola vanta tradizioni ed allievi illustri in campo umanistico, ma anche in quello scientifico e tecnico.

Negli ultimi anni il numero degli iscritti è andato crescendo, superando i 1000 iscritti nell'anno scolastico 2006/2007. Quest'aumento ha comportato anche l'esigenza di ampliare le strutture della storica sede di viale Maria Luigia, imponendo nel frattempo l'uso temporaneo di altri locali, quali l'ITIS.

Il Quarto Liceo Scientifico di Parma nasce il 1 settembre 2008 ma, già nell’anno scolastico 2007/08, era partito con tre classi prime, subordinate al Liceo Scientifico Marconi. La sede della scuola si trova in un nuovo edificio di Via Toscana. Il liceo è attualmente frequentato da 195 studenti divisi in 4 classi prime e 3 seconde, sotto la guida di un corpo docente formato da 13 insegnanti e del dirigente scolastico Aluisi Tosolini. La caratteristica principale del Quarto Liceo Scientifico è quella di far combaciare alle discipline tradizionali l’utilizzo di strumenti tecnologici come il computer e le lavagne multimediali che sono presenti in ogni classe. L’utilizzo di queste strumentazioni all’avanguardia permette ai docenti di eseguire lezioni interattive avendo sempre disponibile l’accesso a internet e tutte le risorse di un computer, come la possibilità di salvare i contenuti delle lezioni. La scuola è munita di un registro elettronico in cui gli insegnanti inseriscono i voti dei ragazzi e dove vengono visualizzate assenze e ritardi grazie ad un sistema innovativo che funziona per mezzo di un lettore ottico davanti al quale gli alunni che entrano fanno scorrere una tessera magnetica personale.

Parma è famosa nel mondo per i suoi prodotti alimentari e per la sua cucina, in particolare per il formaggio Parmigiano-Reggiano e per il Prosciutto di Parma. Questi prodotti sono tutelati dai rispettivi consorzi di produzione che ne certificano l'origine e la qualità.

La pasta prodotta a Parma, confezionata con semola di grano duro, fu conosciuta e apprezzata già nel Cinquecento sulla mensa dei duchi Farnese.

Il vino di maggior produzione nella provincia di Parma è il lambrusco un vino rosso scuro dal moderato tenore alcolico che non supera i 10-11 gradi. Sui colli del parmense si produce anche la "Malvasia dei Colli di Parma" (DOC) un vino da pasto o da dessert, fermo o frizzante di bassa gradazione alcolica (10,5°). La "Fortanina" è vino tipico della Bassa Parmense, un tempo assai diffuso, oggi prodotto in quantitativi limitati nella zona di San Secondo.

Alla tradizione culinaria, già fortemente radicata nella cultura del buon vivere emiliano si è affiancata in queste terre una moderna industria agroalimentare. Sul terreno dell'economia Parma si distingue tra tutte le città italiane per la singolarissima compenetrazione tra agricoltura e industria. Gli agricoltori parmensi producono derrate per la trasformazione industriale, pomodoro, pisello e mais dolce per le industrie conserviere, latte per le industrie casearie, prima tra le altre la produzione del Parmigiano Reggiano. L'industria meccanica parmense vanta il primato nazionale nella produzione di impianti per la trasformazione industriale delle derrate agricole: apparecchiature per l'industria delle conserve, impianti di trasformazione del latte, impianti per la macellazione. È per questi primati che Parma vanta il titolo di primo polo agroalimentare padano, un titolo che ha rilevanti conseguenze per la cultura e le istituzioni . In una recente classifica, Parma è risultata 2a in Italia e 1a in Emilia-Romagna per grado di libertà economica. Gli indici hanno preso in considerazione oltre al prodotto interno lordo, anche altri indicatori come lo sviluppo culturale, sociale, strutturale, la distribuzione della ricchezza, del lavoro, dell'assistenza. Fatto 100 l'indice sintetico di libertà economica il grado misurato a Parma è risultato del 98,3% . Uno studio del maggio 2006, divulgato dall’osservatorio della Fondazione Accenture e l'Università Bocconi, ha posto la provincia parmense al nono posto in Italia, subito dietro le province delle grandi metropoli del Paese, in merito alla capacità attrattiva in termini di investimenti, competenze, innovazione.

Parma è situata al centro di un'importante rete agro-alimentare mondiale di scambi, meritando l'appellativo di «food valley heart». La regione è conosciuta per le produzioni di latte e prodotti derivati di qualità (formaggio parmigiano-reggiano), di salumi (prosciutto di Parma, culatello, salame, spalla), di conserve vegetali, di pasta e di prodotti cotti al forno.

Il distretto agroalimentare parmigiano comprende Parma e 29 comuni limitrofi alla città, che risulta baricentrica rispetto ad un’area di circa 2.411 km². Vi trovano impiego il 15% degli addetti del settore agro-alimentare. Il panorama aziendale si compone di: 326 prosciuttifici, 5.500 allevamenti, 163 macelli, 189 aziende produttrici (con 3.000 addetti) e 1.380 aziende del lattiero-caseario (con 7.500 addetti). Il distretto, per il quale la produzione e lavorazione della carne di suino costituisce un connotato tra i più tipici del panorama storico-economico alimentare, produce l’80% del prosciutto crudo della regione, mentre l’export ammonta complessivamente a 2.500 miliardi annui di prodotti. Il territorio ospita numerose aziende del settore agro-alimentare ed industriale tra loro collegate che consentono di definire l’area parmense come un distretto di filiera, in cui convergono i prodotti agricoli e zootecnici da trasformare e da cui si proiettano, anche al di fuori dell’ambito nazionale, i prodotti trasformati, gli impianti per la trasformazione e la tecnologia in generale. Tali aziende rappresentano la metà del fatturato industriale e artigianale della città, ossia 7,6 miliardi di euro su 15,6 miliardi di euro (dati 2002).

In merito al numero delle denominazioni tutelate ed i prodotti certificati (dop, denominazione di origine protetta, igp, indicazione geografica protetta; stg, specialità tradizionale garantita) Parma si colloca prima provincia nel settore agroalimentare di qualità. Parma eccelle nella classifica delle province per Primato qualitativo sulla base di due tipi di indicatori: fatturato di ogni singolo prodotto rispetto alla superficie della zona di produzione ricadente nella provincia rispetto al numero di aziende produttrici ubicate nella provincia stessa; il secondo è calcolato considerando il numero delle certificazioni ricadenti nell’area provinciale rispetto al totale nazionale .

Globalmente, le imprese attive nel 2004 erano 41.435 in progressione del 1,2% rispetto all'anno precedente con una forza lavorativa di 188.000 unità. Se nel 2004 le esportazioni verso l'estero dalla provincia di Parma ammontavano a 3 miliardi e 326 milioni di euro, nel 2007 sono salite a 4 miliardi 348 milioni di euro. Particolarmente significativo, nell'export 2007, l'incremento verso gli Usa dove, nonostante l'euro forte, la percentuale è aumentata dal 2% del 2006 al 22% del 2007, in particolare nei settori della meccanica e dell'alimentare. Il mercato principale per i prodotti del territorio resta tuttavia l'Europa, che assorbe il 73% del valore totale. Globalmente, la crescita nel 2007 rispetto al 2006 è stata pari all’11,8% del fatturato, all’8,8% della produzione, al 10,6% dell’export, al 6,1% degli investimenti (rispetto al fatturato) e al 3,4% dell’occupazione, l’industria parmense consente all’economia di questo territorio di viaggiare a ritmi europei, con una sostanziale piena occupazione e un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Italia.

Nel 2006, sono stati creati 3mila posti in più nei servizi, è cresciuta l’occupazione femminile e dei lavoratori nella fascia 55-64. Nel dettaglio, l’occupazione femminile è aumentata nella fascia di età 15-64 anni, passando dal 57,5% del 2005 al 61,4% nel 2006 mentre la disoccupazione femminile, che era recentemente risalita in modo preoccupante, scende dal 6,0% nel 2005 al 3,2% nel 2006 percentuale che supera di 4 punti gli obiettivi di Lisbona, contemporaneamente il tasso di occupazione per i lavoratori anziani (di 55-64 anni)è passato dal 36,6% al 40,3%, mentre il territorio continua a vantare uno dei valori di disoccupazione più bassi del Paese con tasso complessivo che si riduce dal 4,1% del 2005 al 2,7% del 2007 (nel 2004 era al 3,6%).

Secondo i dati Istat relativi al 2007 la provincia di Parma si attesta per la seconda volta al primo posto in Italia per tasso di occupazione confermando la capacità di reazione del “Sistema Parma” alle sollecitazioni dei mercati, alla competizione internazionale ed al crack finanziario Parmalat del 2003. Ha un lavoro il 72,4% della popolazione in età compresa tra i 15 e 64 anni, pari a 200mila persone. Sempre nel 2007, il territorio ha saputo mantenere l'ottavo posto nella graduatoria delle province con il maggior Pil pro capite attestandosi a 32.388 euro per abitante .

A Parma e nelle sue vicinanze hanno sede due grosse multinazionali del settore alimentare: Barilla S.p.A. e Parmalat S.p.A. Secondo la speciale classifica stilata nel 2006 da "Il Reputation Institute" di New York la Barilla è risultata, tra le multinazionali mondiali, la migliore azienda in base alla reputazione essendo la più riconosciuta e la più rispettata nel mondo. Parmalat si è piazzata al 22° posto.

Parma è anche sede di grosse multinazionali del settore chimico/farmaceutico tra le quali l'inglese Glaxo Smith Kline Spa (l'altra sede italiana si trova a Verona) e la Chiesi Farmaceutici Spa, un'azienda nata in città nel 1935 e che oggi conta nel mondo 21 filiali dirette, 3 impianti produttivi e 3 centri di ricerca . Rimane importante per il tessuto economico locale la presenza dell'industria vetraria rappresentata dalle sedi delle multinazionali Bormioli Luigi Spa (sede a Parma), specializzata in vetro per uso chimico e farmaceutico e Bormioli Rocco & Figli Spa (attuale sede a Fidenza) la cui storia in città ebbe inizio fin dalla metà dell’Ottocento. Il Gruppo Bormioli Rocco, possiede 11 stabilimenti (uno per il vetro ed uno per gli stampi situati in provincia), 3 atelier di decorazione e 10 Outlet, opera in oltre 100 paesi, con circa 3.000 dipendenti .

Parma fa parte del circuito "Città dell'arte della pianura padana", un'associazione che riunisce 12 capoluoghi del nord Italia. In città sono presenti 30 alberghi e 3 residenze turistico-alberghiere. Dagli inizi dell'anno 2000 ai primi del 2007, le presenze in queste strutture sono aumentate dell'11% passando da 365 mila a 408 mila, il numero di camere è lievitato del 70% passando da 870 a 1478, alle quali si aggiungeranno le possibili 700 previste dai progetti di apertura di nuovi alberghi e . Considerando anche le altre 57 strutture ricettive cittadine, nel 2006 si sono censite globalmente 465 mila presenze delle quali 315 mila provenienti dall'Italia e 150 mila dall'estero, in particolare da Francia, USA, Regno Unito e Germania, nazioni che da sole, hanno totalizzato 65 mila presenze..

In Provincia di Parma è ubicato uno dei più noti ed importanti poli termali italiani: Salsomaggiore e Tabiano terme. Di rilievo è anche il centro termale con acque sulfuree/solfate e salsobromoiodiche di Monticelli Terme, frazione del Comune di Montechiarugolo. Queste terme sono in funzione dal 15 maggio 1927 con la costruzione dell'attuale stabilimento termale che si trova in un grande parco secolare di conifere esteso 35 ettari.

Il quartiere fieristico è situato a ridosso dell'autostrada A1 ed occupa una superficie di trecentomila metri quadrati di cui 100mila di superficie espositiva coperta e attrezzata. Le principali manifestazioni sono Cibus (salone internazionale dell'alimentare), Cibus Tec (meccanica e impiantistica alimentare), Dolce Italia (dolciario), Mercanteinfiera e Emporium (modernariato, antichità e collezionismo), Gotha (antiquariato), Bagarre (collezionismo e antichità).

Nel corso degli anni a Parma si sono insediati numerosi organismi di ricerca e controllo in particolare legati al settore agroalimentare e scientifico. Già sede dell'AIPO, l'Agenzia Interregionale per il Fiume Po (ex Magistrato per il Po), nel dicembre del 2003 Parma è divenuta sede dell'EFSA, una delle più importanti Agenzie di controllo dell'Unione Europea.La posizione geografica e la presenza di una prestigiosa università hanno inoltre consentito lo sviluppo di altre importanti strutture pubbliche, oggi punti di riferimento per aree geografiche che oltrepassano i confini provinciali, come l'Ospedale di Parma che nel corso degli anni è divenuto uno dei principali poli ospedalieri della regione Emilia-Romagna, il Consorzio italiano per la sicurezza e la ricerca sulla qualità degli alimenti, il Consorzio Interuniversitario di Tecnologie Farmaceutiche Innovative (TEFARCO), la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) o i laboratori di ricerca, innovazione e consulenza legati all'industria alimentare SIQUAL e TECAL. Grazie all'indotto economico dovuto alla stretta collaborazione tra questi organismi e l'industria locale, a Parma si sta sviluppando parallelamente un importante settore legato alla congressistica e al turismo d'affari con conseguenti ripercussioni sull'economia locale, sul tenore di vita rappresentato dalla presenza in città di numerosi scientifici e funzionari e sullo sviluppo di alcune infrastrutture quali l'aeroporto, la rete viaria, l'industria alberghiera.

Questa rete internazionale di relazioni porta a Parma mediamente 400 persone all’anno che visitano strutture turistiche e produttive del parmense.

Nel territorio si investe molto nello sport e risulta essere terzo in Italia tra le province in cui si spende maggiormente per le attività sportive sia di vertice che di base, comprese quelle rivolte ai bambini e amatoriali. Ogni anno si svolge in città il Festival dello Sport, nato nel 2006, comprende una serie di eventi, incontri, gare, mostre e rappresentazioni con protagonisti e squadre appartenenti alle più disparate discipline sportive.

La città vanta un club calcistico rinomato e detentore di numerosi trofei nazionali ed internazionali, che ha militato ininterrottamente dal 1990 al 2008 nel massimo campionato nazionale (Serie A), il Parma FC. Le partite casalinghe del Parma FC si svolgono allo Stadio Ennio Tardini (capienza 29.050 spettatori).

Parma è prima assoluta in Italia per diffusione e pratica nel baseball, dove vanta una squadra in Italian Baseball League (il Parma Baseball, squadra tra le più blasonate in Italia e in Europa), una in Serie A2 (Junior Parma Baseball Club), e tre in serie B. Le varie società di beseball giocano in appositi impianti, tra cui lo Stadio Europeo Nino Cavalli, stadio che ospita gli incontri casalinghi del Parma Baseball (circa 5.000 posti a sedere) e il quadrifoglio, un complesso sportivo che ospita due campi da baseball per adulti, un campo da softball e un campo da baseball per ragazzini.

Nel rugby (3 scudetti e due squadre nella massima divisione, il Super 10, ovvero l'Overmach Rugby Parma e il GRAN Rugby) e due squadre in serie A. Due squadre di football americano militano nel massimo campionato, i Panthers Parma e i Bobcats. I Panthers hanno raggiunto una notorietà internazionale nel 2007 quando John Grisham l'ha messa al centro del suo romanzo Il professionista (titolo originale: Playing for Pizza).

Sono molto seguiti e praticati anche altri sport, come il basket (Basket Parma, squadra femminile di alto livello), la pallavolo, il Jūdō, il taekwondo e la pallanuoto con 2 squadre in serie C (Rari Nantes Parma).

Parma è stata la prima città in Emilia-Romagna ad importare lo sport tipicamente nordico della Pallamano, proprio in questo sport la società Parma Pallamano ha raggiunto e sta raggiungendo importanti obiettivi; e grazie anche all'unione con la società Handball Club Felino il reparto giovanile è cresciuto in modo esponenziale così da far conoscere e praticare questo splendido sport alle giovani generazioni.

Il 4 giugno 2001 la 16^ tappa del Giro d'Italia 2001 si è conclusa a Parma con la vittoria di Ivan Quaranta.

La città vanta una delle più vecchie associazioni di volontariato per sport disabili, attive sul territorio nazionale, la Polisportiva Gioco Parma, voluta e gestita da disabili nata nel 1983, divenuta oggi la più grande realtà di avviamento allo sport e sport terapia per disabili a Parma (con diversi riconoscimenti da parte del C.O.N.I. e del C.I.P.); attiva nei settori del nuoto per disabili, nel Basket in carrozzina, nell’atletica leggera, tiro a segno, vela, Weelchair Hockey e Handy-bike.

Si estende ad est del torrente Parma, all'interno delle vecchie cinte murarie, proseguendo fino a via Mantova, a nord della via Emilia e a sud della linea ferroviaria Milano-Bologna. È il cuore della città, il quartiere in cui si possono ammirare i più importanti monumenti storici cittadini. Elegante e raffinato, rappresenta al meglio la storia ducale cittadina.

Si estende a sud-ovest su una superficie globale di 1,1 km², tra il torrente Baganza e la linea ferroviaria Parma-La Spezia, e comprende il centro storico ad ovest del torrente Parma. È un quartiere antico, che rappresenta al meglio il carattere dei parmigiani, autentico, schietto e generoso. Circa il 16% dei residenti è di origini etniche differenti (6.659 italiani e 1.255 stranieri) contro una media cittadina del 9,1%, ma l'integrazione sembra per ora realizzarsi senza eccessive tensioni. I progetti del Comune tendono a rivalorizzare molte aree del quartiere abbellendo le strade, dislocando alcune strutture, ristrutturando alcuni palazzi e monumenti e programmando iniziative commerciali (mercatini), spazi di divertimento e socialità. Queste iniziative unite al carattere aperto della popolazione hanno finora contribuito a rendere pacifica e promettente questa convivenza multirazziale.

Quartiere 9 Lubiana Il quartiere Lubiana è un quartiere residenziale dove vivono più di 23000 abitanti e vanta di essere il quartiere più abitato della città di Parma. Si estende nella zona sud-est della città, è delimitato a nord dalla via Emilia e ad ovest da via Zarotto e via Traversetolo. Confina a nord con il quartiere San Lazzaro, a ovest con il quartiere Cittadella, a sud con il comune di Montechiarugolo e ad est con la provincia di Reggio Emilia.

Poco meno del 10% dei parmigiani vive nelle 41 frazioni che compongono il territorio comunale. Dal 1951 ad oggi gli abitanti delle frazioni sono passati da 7.712 a 16.721 mentre a seguito delle previsioni del Poc e del Psc 2008, si prevede un incremento di 8.900 abitanti, con una popolazione ipotizzata intorno a 25.000 persone. Il 41 per cento degli abitanti delle frazioni risiede a Vigatto mentre la popolazione straniera è intorno al 6 per cento .

Fraore di Eia è una frazione di pochi abitanti. Nel 1890, vi nacque la pedagoga e benefattrice Ida Mari. Vi si trovano una chiesa, un cimitero e la struttura delle vecchie scuole elementari.

Il trasporto pubblico cittadino è esercitato dalla TEP (Tranvie Elettriche Parmensi).

Un anello di tangenziali racchiude l'intera città.

Nel territorio comunale sono censite 613 auto e 226 motoveicoli ogni 1.000 abitanti con una densità, rispettivamente, di 226 e 151 al km².

Parma è posta sulla linea ferroviaria Milano-Bologna ed è anche un importante nodo per le linee dalla Spezia (Pontremolese), da Brescia e da Suzzara. Attualmente, per queste ultime due linee il collegamento con la città è assicurato mediante autoservizi sostitutivi in quanto le rispettive linee ferroviarie sono interrotte per permettere lavori i lavori della Milano-Bologna ad alta velocità.

La stazione di Parma è servita da oltre 25 Intercity ed Eurostar al giorno che la collegano alla maggior parte delle altre città italiane ed europee e può contare sulla fermata di una coppia di Cisalpino che collegano Firenze a Zurigo.

Un'interconnessione in fase di costruzione collegherà la stazione cittadina alla futura linea TAV.

L' Aeroporto di Parma "Giuseppe Verdi", situato a solo 5 km dal centro storico, offre collegamenti con Roma (aeroporto internazionale Leonardo da Vinci), Londra Stansted, Tirana, Copenaghen, Karup, Odense. In ottobre 2007 verrà attivato il collegamento con Bucarest mentre nel novembre 2007 sono stati attivati collegamenti giornalieri con gli aeroporti di Palermo e Catania. In estate sono attivi voli diretti a Lampedusa, Sardegna (Olbia) e Ibiza.

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Euro TV

Euro Tv è stato uno dei primi circuiti televisivi italiani che riuniva in un unico marchio diverse realtà dell'etere locale. Fu fondata agli inizi degli anni Ottanta da Calisto Tanzi, imprenditore del settore alimentare (gruppo Parmalat) ed ex presidente del Parma calcio. Secondo alcuni, Calisto Tanzi, cercò di creare per le sue aziende uno strumento pubblicitario e promozionale.

Nata emulando le syndication dei network statunitensi, comprendeva 18 emittenti locali che simultaneamente trasmettevano per 5 ore al giorno programmi identici nella fascia oraria pomeridiana e serale, con rubriche di approfondimento, eventi sportivi e film, e per il resto del palinsesto rimanevano indipendenti nella loro linea editoriale a seconda delle proprie esigenze territoriali.

Un ampio spazio fu dato ai programmi storici, anche utilizzando il materiale dei cinegiornali del ventennio.

Largo spazio venne dato anche alla programmazione cinematografica (solo nel 1983 vennero trasmessi ben 136 film) con appuntamenti di "genere" a scadenze ben precise : al martedi la commedia, al mercoledi il film "di cassetta" , il giovedi la produzione italiana e il venerdi il film d'azione.

A completare il quadro del palinsesto telefilm (Misfits e Half Nelson con Dean Martin), lo sport con gli incontri di catch commentati da Tony Fusaro e telenovelas come Anche i ricchi piangono e Illusione d'amore, entrambe interpretate da Veronica Castro.

Anche Beppe Grillo lavorò su Euro Tv conducendo il"Il Grillo parlante" con la regia di Cino Tortorella, mentre nel 1985 Diego Abatantuono fu protagonista di "Diego al 100%", una delle primissime situation comedy italiane.

L'esperienza di Euro Tv finì il 5 Settembre 1987 (un giorno prima che partisse il nuovo circuito Odeon Tv anche se contrattualmente tale esperienza finì il 15 Luglio dello stesso anno), quando, in seguito a diverse vicende societarie, parte delle emittenti del circuito Euro Tv si consorziarono nei networks Odeon Tv suddetto e Italia 7.

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Supersix

Supersix è una syndication televisiva italiana a diffusione nazionale nata nel 1988 che trasmetteva in collegamento con varie emittenti locali.

Il palinsesto prevedeva rubriche (alcune a sfondo musicale), cartoni e telefilm.

Inizialmente le trasmissioni musicali erano in collaborazione con la tv musicale inglese Music Box, con trasmissioni come Power Hour e tante altre riprese interamente dal emittente britannica e ritrasmesse con l'aggiunta dei sottotitoli.

Negli anni a seguire furono create proprie produzioni a sfondo musicale con conduttori come Guido Cavaleri e Federica Panicucci, nello stesso periodo fu acquisito il marchio del allora smembrato network EuroTv di proprietà del ex patron della Parmalat Calisto Tanzi, questo portò al emittente un ricco catalogo di programmi, basti ricordare i cartoni animati giapponesi (Ken Il Guerriero 1 e 2 serie, Arbegas, X-Bomber, Megaloman) e il programma sportivo Catch The Catch (l'allora nome del attuale Wrestling) condotto da Tony Fusaro.

A marzo 2008 la società è stata incorporata dal gruppo Sitcom.

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Source : Wikipedia