Paraguay

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Inviato da murphy 13/03/2009 @ 14:13

Tags : paraguay, sud america, esteri

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Paraguay

Paraguay - Bandiera

Il Paraguay o Paraguai è uno Stato (406.750 km², 5.734.139 abitanti, capitale Asunción) dell'America meridionale.

Confina a nord con la Bolivia, ad est con il Brasile e a sud e ovest con l'Argentina ed è uno stato senza sbocco al mare.

Il Paraguay è una repubblica presidenziale. L'attuale capo di stato e di governo è Fernando Lugo.

Le lingue ufficiali sono lo spagnolo e il guarani, ma vengono parlate anche altre lingue amerinde. Il nome Paraguay significa acqua che va verso l'acqua, dalle parole guaraní pará ("oceano"), gua ("a, verso/da") e y ("acqua"). In guaraní spesso l'espressione fa riferimento alla sola Asunción, ma in spagnolo fa riferimento all'intero paese. Il vessillo del Paraguay ha una particolarità unica al mondo. Infatti le due facce della bandiera non sono esattamente uguali. Cambia il disegno centrale: logo e titolo del Paese da una parte, e disegno con un leone dall'altra.

Prima dell’arrivo degli europei la regione era abitata da indios guaraní. Il primo europeo a raggiungere il Paraguay fu l’esploratore portoghese Aleixo García, che vi arrivò intorno al 1524, mentre era intento a cercare un valico nelle Ande. Qualche anno dopo la morte di García, che fu ucciso dagli indigeni, la zona fu raggiunta dal navigatore italiano Sebastiano Caboto che, al servizio di Carlo V d'Asburgo, risalì il corso dei fiumi Paraná e Paraguay, addentrandosi nel territorio.

Nel 1537 gli spagnoli crearono un insediamento sul fiume Paraguay e lo chiamarono Nuestra Señora de Asunción, diventato, nel 1551, la capitale della colonia con il nome di Asunción. Gli spagnoli sottomisero i guaraní creando la provincia del Paraguay, che in un primo tempo fu il fulcro dei possedimenti spagnoli meridionali. Il territorio fu governato congiuntamente a quello dell’odierna Argentina fino al 1617, quando entrambi diventarono dipendenze distinte del vicereame del Perú.

Alla fine del XVI secolo i gesuiti iniziarono a fondare le prime missioni, le cosiddette reducciones, comunità di indios convertiti gestite dai religiosi, all’interno delle quali tuttavia venivano rispettati lo stile di vita e le tradizioni autoctone. Grazie alla libertà che veniva loro garantita dalle autorità civili ed ecclesiastiche, i gesuiti presto divennero la potenza più influente della colonia e le reducciones godettero di autonomia politica e amministrativa.

Nel 1750 Ferdinando VI di Spagna, con il trattato di Madrid, cedette al Portogallo una parte del territorio del Paraguay in cui erano incluse sette reducciones; i gesuiti sostennero la rivolta degli indigeni contro il trasferimento, ma nel 1767, per ordine di Carlo III, vennero espulsi dal Paraguay e da tutta l’America spagnola. Con la loro cacciata, le missioni vennero presto distrutte e gli indigeni, privi ormai di ogni protezione, furono annientati.

Nel 1776 la Spagna creò il vicereame del Rio de la Plata, comprendente Argentina, Paraguay, Uruguay e Bolivia. Il Paraguay divenne così un’ininfluente colonia dipendente da Buenos Aires, capitale del vicereame, e cadde in un relativo isolamento fino agli inizi del XIX secolo.

Quando nel 1810 l’Argentina proclamò la sua indipendenza dalla Spagna, il Paraguay non aderì al nuovo stato e il 14 maggio 1811, guidato dai rivoluzionari Fulgencio Yegros, Pedro Juan Caballero, Vicente Ignacio Iturbe e José Gaspar Rodríguez de Francia, si proclamò a sua volta indipendente. Nel 1813 il paese si diede un ordinamento repubblicano, ma l’anno successivo Rodríguez de Francia s’impadronì del potere e, nominato dittatore a vita, impose una politica autoritaria e autarchica. Nel 1844, gli succedette il nipote Carlos Antonio López. Anche López governò il paese con metodi dittatoriali, ma lo riaprì ai rapporti commerciali con l’estero, promosse diverse riforme e intraprese la costruzione della prima ferrovia del continente. Sotto il suo governo, la popolazione del Paraguay crebbe fino a superare il milione di abitanti.

A López succedette, nel 1862, il figlio Francisco Solano. Costui, perseguendo mire espansionistiche, nel 1865 entrò in conflitto contro Argentina, Brasile e Uruguay (uniti nella cosiddetta “Triplice alleanza”). La guerra, che ebbe termine nel 1870 con la morte di López figlio, costò la vita a metà della popolazione paraguayana e distrusse l’economia nazionale. Per di più la sconfitta comportò il pagamento di pesanti indennità di guerra e la cessione di territori al Brasile e all’Argentina; a questo proposito fu determinante l’intervento del presidente degli Stati Uniti Rutherford B. Hayes, quale arbitro nella delimitazione del nuovo confine con l’Argentina. Il Paraguay restò sotto l’occupazione dell’esercito straniero fino al 1876.

Il periodo postbellico fu segnato da prolungati sforzi per ricostruire il paese; venne così incoraggiata l’immigrazione e agevolata con sovvenzioni governative la creazione di colonie agricole. Sul piano costituzionale, fu introdotto il mandato presidenziale di quattro anni, che tuttavia, dal 1870 al 1912, nessun presidente riuscì a portare a termine a causa dell’instabilità dovuta alla continua interferenza dei militari.

I fatti più salienti della fine del XIX secolo furono la presidenza del generale Bernardino Caballero (1880-1886) e la nascita, intorno al 1880, dell’Asociación National Republicana (detta anche Partido Colorado), di stampo conservatore, e del Partito democratico (1887), partiti che avrebbero influito sulla vita politica del paese fino a tutto il XX secolo.

Negli anni Dieci e Venti del XX secolo, sotto le amministrazioni di Schaerer, Gondra, Eusebio Ayala ed Eligio Ayala, il paese godette di un periodo di prosperità e di crescita economica, rimanendo neutrale durante la prima guerra mondiale.

I continui incidenti tra Paraguay e Bolivia lungo il confine del Gran Chaco, che non era mai stato ufficialmente delimitato, degenerarono alla fine degli anni Venti nella guerra del Chaco.

La questione dei confini nella zona del Chaco era rimasta ai margini di tutti gli accordi frontalieri firmati nel corso del XIX secolo, considerata la scarsa importanza economica e strategica della regione. Tuttavia, nei primi anni del Novecento la Bolivia, sconfitta nella guerra del Pacifico e privata di uno sbocco al mare, iniziò a costruire piccoli avamposti nell’area del Chaco con l’obiettivo di ottenere un accesso al fiume Paraguay e da lì una via di comunicazione fino all’oceano Atlantico, introducendosi poco a poco in un territorio che il Paraguay considerava sotto la sua sovranità. Le prime schermaglie furono subito acquietate grazie alla mediazione argentina e alla firma di un accordo nel 1907, ma nei primi anni Venti il Paraguay iniziò a sua volta a costruire fortificazioni e a promuovere l’immigrazione nella zona al fine di rafforzare i suoi diritti sul territorio.

Il conflitto vero e proprio ebbe inizio nel luglio del 1932, quando, durante la presidenza di Daniel Salamanca, l’esercito boliviano attaccò il forte di Boquerón; il governo paraguayano, presieduto da Eusebio Ayala, rispose con l’invio di un contingente per impedire l’avanzata del nemico. In un primo momento sembrò che la guerra favorisse la Bolivia, che poteva contare su un esercito meglio preparato e più numeroso. Tuttavia la migliore conoscenza del territorio, unita a un forte spirito combattivo, finirono per avvantaggiare le forze paraguayane.

Dopo tre anni di combattimenti sanguinosissimi (50.000 boliviani e 35.000 paraguayani morirono), il 12 luglio 1935 si giunse a una tregua che pose fine ai combattimenti, mentre il trattato definitivo fu firmato il 21 luglio 1938 a Buenos Aires alla presenza di Stati Uniti, Cile, Brasile, Argentina, Perù e Uruguay. L’accordo assegnò al Paraguay il 75% della regione, mentre alla Bolivia fu garantito un accesso al corso del fiume aguay e la località paraguayana di Puerto Casado.

Nel 1936, Rafael Franco, leader del Partito della Riforma, depose Ayala e avviò una serie di importanti riforme economiche e sociali, ma venne rovesciato dai militari nel 1937.

Nel 1940 ebbe inizio la dittatura del generale Higinio Morínigo, proclamatosi presidente con l’appoggio del partito dei colorados. Nel 1945 il Paraguay dichiarò guerra alla Germania e al Giappone, schierandosi con gli Alleati, e da lì a poco diventò membro delle Nazioni Unite. Sventato un tentativo di insurrezione dei liberali nel 1947, Morínigo fu rovesciato da un colpo di stato militare l’anno seguente.

Nel settembre del 1949 si insediò al potere il quarto presidente in un anno, Federico Chávez, veterano dell’esercito e leader del partito di governo: i colorados. Anche lui impose un regime autoritario e avviò una politica populistica ispirata al modello argentino di Juan Domingo Perón: nel 1951 svalutò la moneta per cercare di contenere l’inflazione e la perdita delle riserve auree. Ma la crisi economica peggiorò ulteriormente l’anno seguente quando l’Argentina revocò un accordo commerciale con il Paraguay. Nonostante la difficile situazione, alle elezioni del 1953, Chávez venne rieletto presidente senza alcuna opposizione.

Nel maggio 1954 Chávez fu rovesciato da un colpo di stato capeggiato dal giovane generale Alfredo Stroessner, capo dell’esercito e massimo dirigente del Partito dei colorados. Le elezioni del 1954, a candidato unico, suggellarono il golpe del dittatore, che avrebbe detenuto il potere per ben trentacinque anni, reprimendo duramente ogni forma di opposizione. Furono queste le prime di una lunga serie di elezioni che confermarono Stroessner al potere fino al 1983. Nel 1967 il dittatore fece promulgare una nuova costituzione, con la quale prorogava il proprio mandato e concedeva all’opposizione moderata un terzo dei seggi della Camera, ottenendo così una copertura formale al suo governo.

Nel 1960 il Paraguay ruppe le relazioni con Cuba e fu uno dei paesi che si batté in favore di un’azione collettiva contro il regime cubano attraverso l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Sconfitto nella lotta diplomatica contro Fidel Castro, sul finire degli anni Sessanta si avvicinò ai paesi confinanti e strinse nuove relazioni economiche. Nel 1968 i ministri degli esteri di Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay firmarono il patto del bacino de la Plata, che prevedeva un piano di sviluppo congiunto dei paesi associati, in modo da stimolare l’economia dell’intera regione.

Rieletto per l’ottava volta nel 1988, Stroessner venne rovesciato nel febbraio 1989 da un golpe militare, guidato dal generale Andrés Rodríguez. Dopo aver legalizzati i partiti, Rodríguez fu eletto presidente nel maggio dello stesso anno come candidato del partito dei colorados. Il nuovo governo, ancora fortemente condizionato dall’oligarchia militare ed economica, non attuò alcuna riforma sociale e varò un programma di privatizzazioni che non conseguì gli effetti sperati, per cui perse in breve tempo il consenso della popolazione.

Alle elezioni del 1993 i colorados vinsero, sebbene di stretta misura, portando alla presidenza della repubblica Juan Carlos Wasmosy, che cercò di limitare l’ingerenza dei militari nella politica paraguayana e di migliorare l’immagine internazionale del paese.

Nel gennaio 1995 entrò in vigore il Mercosur (Mercato comune del Sud), a cui aderirono Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Nel 1996 si inasprì la lotta per il potere all’interno dei colorados e si verificò un drammatico scontro politico, sfociato in un tentativo di colpo di stato del generale Lino Oviedo, capo delle forze armate, contro il presidente Wasmosy.

Il conflitto tra i colorados esplose in seguito, condizionando la vita politica del paese, già di per sé molto convulsa. Per ostacolare l’ascesa di Oviedo alla presidenza, nel 1997 Wasmosy lo fece arrestare, aprendo la strada alla candidatura di Raúl Cubas Grau, che nel 1998 vinse le elezioni. Nel 1999 lo scontro di potere si fece più serrato, quando Oviedo, processato per il tentativo di colpo di stato del 1996, fu condannato a dieci anni di prigione ma immediatamente graziato da Cubas Grau, mentre il vicepresidente Luis María Argana veniva assassinato in circostanze misteriose. I due avvenimenti provocarono violentissimi scontri tra i sostenitori delle varie fazioni dei colorados: Cubas Grau si dimise e riparò in Brasile (denunciando un complotto della corrente stroessneriana); Oviedo, indicato come il mandante dell’assassinio di Argana, fuggì a sua volta dal paese, ottenendo asilo in Argentina. In un clima di forte tensione, la guida del paese venne assunta dal presidente del Congresso, Luís González Macchi. Per affrontare la gravissima crisi politica, Macchi coinvolse nel governo due partiti dell’opposizione, escludendone invece la fazione “oviedista” dei colorados.

Il paese è tuttora percorso da forti tensioni, che continuano ad agitarne la vita politica; nel maggio del 2000 alcuni ufficiali e deputati vicini a Oviedo hanno effettuato un tentativo di colpo di stato, che non ha però incontrato il favore di gran parte della gerarchia dell’esercito. A far fallire il tentativo di golpe è stato anche il monito rivolto ai ribelli dagli altri paesi del Mercosur, preoccupati per un aumento dell’instabilità e della violenza in America latina.

Nell’agosto 2000 il Paraguay è andato alle urne per eleggere il vicepresidente; le elezioni hanno visto la vittoria di Julio César Franco, il candidato del Partito liberale radicale autentico. Il paese è tuttavia ancora afflitto da una grave instabilità: agli inizi del 2001 diversi ministri si sono dimessi per protesta contro gli scandali finanziari che hanno coinvolto il governo, mentre nel 2002 si sono susseguite numerose manifestazioni di piazza contro le privatizzazioni che hanno indotto il governo a instaurare lo stato d’emergenza.

Nell’aprile del 2003 Nicanor Duarte Frutos, candidato del Partido colorado, vince le elezioni presidenziali con il 37,1% dei voti e nello stesso giorno il partito di governo s’impone anche alle elezioni legislative, senza ottenere però la maggioranza in Parlamento.

Nell'aprile 2008 la vittoria del candidato di sinistra ed ex-vescovo Fernando Lugo ha posto fine alla lunga serie di presidenti del Partido Colorado.

Forza trainante del paese, nel 2003 il settore primario occupava il 39% della popolazione attiva e forniva il 27,2% del PIL annuo. Il comparto maggiormente sviluppato è l’allevamento del bestiame, in prevalenza di bovini, suini, ovini e cavalli. I principali raccolti sono offerti da cotone, tabacco, canna da zucchero (utilizzata in particolar modo per la produzione di bevande alcoliche), manioca, mais, frumento, soia, fagioli, batata, banane, agrumi e caffè. Lo sfruttamento delle risorse forestali riveste un ruolo di primo piano nell’economia del paese; alla consistente produzione annua di legname si vanno ad aggiungere altri prodotti come il tannino, ricavato dal quebracho, e la yerba maté, utilizzata per la preparazione di una bevanda.

La pesca è invece un’attività pressoché irrilevante.

Le risorse del sottosuolo sono molto scarse (anche se è stato avviato un progetto per sondare i terreni del Chaco, dove si pensa possa trovarsi il petrolio) e consentono quindi una limitata attività estrattiva di minerali, quali manganese, rame, ferro e sale. Discreta è invece la produzione di calcare, utilizzato nell’industria del cemento.

Il settore manifatturiero provvede essenzialmente alla produzione di beni di consumo primari, derivanti dall’agricoltura e dalla silvicoltura: di un certo rilievo sono quindi esclusivamente le industrie alimentari, chimiche, tessili, del legno, del cemento e della carta. Nel 2004 il settore secondario forniva il 24,2% del PIL annuo, occupando il 16% della forza lavoro.

Il Paraguay importa soprattutto petrolio, macchinari, materiali per il trasporto, articoli in metallo e generi alimentari, mentre esporta principalmente cotone, fagioli di soia, legname, semi oleosi, tabacco e carne. Nel 2002 il valore totale delle importazioni fu di 1.672 milioni di $ USA, a fronte di esportazioni per 1.242 milioni di $ USA. Il principale partner commerciale è il Brasile, seguito da Argentina, Stati Uniti, Giappone, Paesi Bassi e Cile.

L’unità monetaria è il guaraní, suddiviso in 100 céntimos. La Banca centrale del Paraguay (fondata nel 1952 ad Asunción) emette la valuta e ne regola il cambio.

Per lungo tempo gli oltre 2.900 km di corsi d’acqua interni – in particolare l’Alto Paraná e il Paraguay – sono stati la principale via di comunicazione del paese. Il Paraguay dispone di 29.500 km di strade, di cui il 51% è asfaltato (1999), e può inoltre usufruire di un tratto dell’autostrada Panamericana e dell’autostrada del Transchaco, che collega Asunción con la Bolivia.

La modesta rete ferroviaria, nel 1993, si estendeva per soli 441 km.

Asunción è servita da un aeroporto internazionale, inaugurato nel 1980.

Il paese è tagliato dal fiume Paraguay in due regioni fisiche distinte: il Gran Chaco (o Paraguay occidentale), a ovest, e il Paraguay orientale, a est. Il Gran Chaco è parte di una vastissima pianura alluvionale – coperta da grandi distese erbose, paludi e rade foreste – che dal Paraguay si estende fino all’interno della Bolivia, dell’Argentina e del Brasile. Il Paraguay orientale è invece formato in gran parte dalla propaggine meridionale dell’altopiano brasiliano del Paraná; queste alteterre, situate a una quota compresa tra i 305 m e i 610 m, costituiscono lo spartiacque da cui scaturiscono numerosi affluenti del Paraguay e del Paraná, che insieme al Pilcomayo rappresentano i principali corsi d’acqua del paese.

Sul limite occidentale, l’altopiano digrada verso il fiume Paraguay, in una zona di fertili colline erbose, mentre a est discende verso l’alto Paraná. Nell’entroterra si trovano alcuni laghi di modeste dimensioni, tra cui l’Ypoá. Si segnalano inoltre diverse spettacolari cascate, in particolare quella di Sete Quedas sull’alto Paraná, al confine con il Brasile.

Il paese ha un clima di tipo subtropicale. Ad Asunción la temperatura varia dai 17,6 °C di luglio ai 27,5 °C di gennaio, mentre nella regione del Gran Chaco e in altre aree del nord può raggiungere i 37,8 °C. Le precipitazioni medie annue sono di 1.039 mm nell’area di Asunción, di 1.479 mm nelle regioni della foresta orientale, e di 899 mm nel Chaco, caratterizzato da estati piovose e inverni secchi.

La regione orientale, dove si riversano abbondanti piogge, è ricoperta da folte foreste, composte di una grande varietà di specie tropicali. Nel Gran Chaco, tra la vegetazione relativamente rada, si può trovare il quebracho rosso, ovvero l’albero da cui si estrae il tannino. Le pianure sono coperte da canneti tropicali, graminacee e alberi di piccole dimensioni.

Gli animali caratteristici sono l’armadillo, il capibara (un grosso roditore detto anche carpincho), il tapiro, il giaguaro, il formichiere, il cinghiale, il cervo, l’alligatore e diverse specie di serpenti. Tra gli uccelli, molti dei quali sono dotati di uno straordinario piumaggio, si distinguono il tucano, l’ibis, l’airone, l’anatra nera, i pappagalli, il colombo, la pernice, lo struzzo americano e il parrocchetto.

La società paraguayana è una delle più omogenee dal punto di vista etnico, culturale e sociale di tutta l’America latina. Circa il 65% della popolazione è composto da meticci di origine spagnola e amerindia (soprattutto guaranì). Seguono bianchi (31%), amerindi (1%), e asiatici (2%, soprattutto cinesi, taiwanesi e giapponesi di Okinawa).

Altra particolarità del Paraguay è rappresentata dalla resistenza della cultura indigena, che, diversamente da molte altre aree dell’America latina, è riuscita a convivere con quella iberica. Ciò è dimostrato dal fatto che ben il 94% della popolazione parla il guaranì. Tale lingua risulta dunque essere molta diffusa non solo tra gli amerindi ma anche tra i meticci e i bianchi (caso forse unico in tutta l’area latinoamericana, dove i meticci solitamente utilizzano le lingue europee). Segue lo spagnolo, idioma conosciuto e utilizzato dal 75% della popolazione. Va inoltre segnalato che nel paese, specie tra i più giovani, c’è una certa tendenza a mescolare i due idiomi. Oltre al guaranì e allo spagnolo (entrambe lingue ufficiali), si parlano ancora le lingue dei piccoli gruppi di immigrati giunti nel paese nel corso del tempo (italiani, tedeschi, giapponesi, coreani, cinesi, arabi, brasiliani e argentini).

La popolazione risulta distribuita disomogeneamente. Circa il 56% degli abitanti vive nelle aree urbane. La maggior parte dei paraguayani si concentra nell’area orientale, attorno alla capitale (nonché centro principale) Asunción, la quale, da sola, ospita il 10% della popolazione. Al contrario nel Chaco, che pur rappresenta il 60% della superficie totale del paese, vive solo il 2% degli abitanti.

La religione più diffusa è il cattolicesimo romano. Vi sono poi alcune minoranze protestanti di mennoniti (soprattutto tra i discendenti degli immigrati tedeschi) e di mormoni (questi ultimi sarebbero circa 66.000, riuniti in 145 congregazioni).

Il Paraguay è suddiviso in due regioni, a loro volta suddivise in un totale di 17 dipartimenti, più un dipartimento speciale per la capitale.

Dipartimenti della Región Oriental: Alto Paraná, Amambay, Asunción, Caaguazú, Caazapá, Canindeyú, Central, Concepción, Cordillera, Guairá, Itapúa, Misiones, Neembucú, Paraguarí, San Pedro.

Dipartimenti della Región Occidental: Alto Paraguay, Boquerón, Nueva Asunción, Presidente Hayes.

Bilancia dei pagamenti: -749 milioni di $.

Inflazione: 7%.

Disoccupazione: 8%.

Punti di forza. Forti esportazioni di elettricità. Autosufficienza di grano e altri generi alimentari. Esportazione di cotone, olio di semi e di soia.

Punti di debolezza. Dipendenza dall'agricoltura e dai mercati brasiliano e argentino. Nessuna produzione di idrocarburi. Alta disoccupazione e sistemi finanziario e bancario deboli. La forte instabilità politica scoraggia gli investimenti stranieri.

Produzione di energia elettrica: 6.500.000 Mw.

Pesca: 22.000 tonnellate.

Petrolio: non produttore, raffinazione 7.500 b/g.

Allevamento: pecore 387 mila, bovini 9,8 milioni, suini 2,5 milioni.

Minerali: gesso, marmo, argilla, caolino, ferro, manganese, uranio.

Il 4,0% del territorio è protetto.

Uno dei più famosi musicisti nati e vissuti in Paraguay è il chitarrista classico Agustin Barrios Mangorè, una delle figure di maggior spicco nella storia chitarristica del novecento.

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Dipartimenti del Paraguay

Da un punto di vista amministrativo il Paraguay è diviso in 17 dipartimenti (departamentos) più un distretto (distrito capital) nel quale si trova la capitale Asunción.

Da un punto di vista geografico tre dei dipartimenti si trovano nella Región Occidental o Chaco: Alto Paraguay, Boquerón e Presidente Hayes. I rimanenti formano la cosiddetta Región Oriental.

I dipartimenti sono ulteriormente divisi in partidos, che a loro volta sono suddivisi in compañías e municipios.

Venne inoltre fondato il dipartimento di Canendiyú (successivamente rinominato in Canindeyú) fondendo parte dell'Alto Paraná e il Caaguazú. Vi furono inoltre alcune modifiche ai confini. Il capoluogo dell'Alto Paraná fu spostato da Hernandarias (nota anche con il nome di Tacurupucú) a Puerto Presidente Stroessner.

Nel 1988 il capoluogo del dipartimento di Presidente Hayes fu spostato da Villa Hayes a Pozo Colorado.

Nel 1989 la città capoluogo del dipartimento dell'Alto Paraná cambiò nome da Puerto Presidente Stroessner a Ciudad del Este.

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Presidenti del Paraguay

Questa è una lista di tutti i consoli e presidenti del Paraguay dal 1813 a oggi.

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Alto Paraguay

Paraguay Alto Paraguay.png

L'Alto Paraguay è uno dei dipartimenti del Paraguay situato nella parte nord-occidentale del paese.

Confina a nord con la Bolivia, il fiume Paraguay lo separa inoltre dal Brasile a nord e a est, a sud confina con il dipartimenti di Boquerón e Presidente Hayes e a ovest con il dipartimento di Boquerón.

Il capoluogo è la città di Fuerte Olimpo. Nel 1992 il dipartimento del Chaco fu unito all'Alto Paraguay, ricreando effettivamente il dipartimento originale Olimpo che è esistito fino al 1945.

Il territorio consiste in un esteso altopiano situato a circa 300 m s.l.m. e dominato dal fiume Paraguay e dai suoi numerosi affluenti alcuni dei quali navigabili. Questi formano numerose lagune salmastre.

L'attività economica prevalente è l'allevamento. Nel dipartimento non si trovano industrie mentre negli ultimi anni vi è stato un incremento dell'attività turistica da parte di brasiliani che vi si recano a praticare la pesca sportiva.

La popolazione è composta al 20% da indigeni.

Il clima è tropicale.

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Federazione calcistica del Paraguay

La Federazione calcistica del Paraguay (spa. Asociación Paraguaya de Fútbol, acronimo APF) è l'ente che governa il calcio in Paraguay.

Fondata nel 1906, come Liga Paraguaya de Fútbol, su iniziativia dei cinque club calcistici esistenti al tempo (Olimpia, Guaraní, Libertad, General Díaz, e Nacional); si affiliò alla FIFA nel 1925 e al CONMEBOL nel 1921.

Nel 1991 la federazione cambiò nome in quello attuale. Ha sede nella capitale Asunción e controlla il campionato nazionale e la Nazionale del paese.

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Source : Wikipedia