Organizzazioni internazionali

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Tags : organizzazioni internazionali, esteri

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Tribunale amministrativo dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro

Il Tribunale amministrativo dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (TAOIL, in francese Tribunal administratif de l'Organisation Internationale du Travail, TAOIT) è un organo giurisdizionale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) con il compito di dirimere le controversie tra l'organizzazione e i suoi funzionari. Nel tempo, diverse organizzazioni internazionali hanno affidato a questo tribunale la risoluzione delle controversie tra esse e i loro funzionari.

Il tribunale è nato dalla trasformazione, decretata dall'Assemblea della Società delle Nazioni nella sua ultima riunione (risoluzione n.815 del 18 aprile 1946), del Tribunale della Società delle Nazioni. La Conferenza internazionale del Lavoro approvò poi lo Statuto.

I giudici che lo compongono sono sette, tutti di diversa nazionalità, eletti per tre anni dalla Conferenza dell'OIL.

Le seguenti organizzazioni internazionali hanno affidato al Tribunale le controversie che potrebbero sorgere tra esse e i loro rispettivi funzionari.

Per la parte superiore



Aurelio Boza Masvidal

Aurelio Boza Masvidal (Camagüey, 1900 – La Habana, 1959) è stato un insegnante e critico letterario cubano.

Laureato in Lettere e Filosofia a La Habana nel 1922, si dedicò allo studio e all'insegnamento della cultura e della letteratura italiana, soggiornando a lungo in Italia.

Fu presidente della Società Italo-Cubana di Cultura e membro di prestigiose organizzazioni internazionali relazionate con la diffusione della cultura italiana,come la Società Internazionale di Studi Francescani o la Unione Intellettuale Franco-Italiana della Sorbona.

Il governo italiano gli conferì nel 1952, come riconoscimento per la sua attività di italianista, l'Ordine al Merito della Repubblica con il grado di Commendatore.

Per la parte superiore



Discorso dei quattro punti

Il Discorso dei quattro punti fu il discorso inaugurale del presidente statunitense Harry S. Truman, tenuto giovedì 20 gennaio 1949.

In un mondo da poco emerso dalle ombre della II guerra mondiale, nel quale la libertà e i diritti umani sembravano minacciati da molte parti, il discorso fu la risposta di Truman.

Egli incitò sia i Democratici che i Repubblicani ad assistere le popolazioni del mondo che lottavano per la libertà e i diritti civili, a proseguire i programmi per la ripresa economica mondiale, a rafforzare le organizzazioni internazionali e a prendere spunto dall'esperienza degli Stati Uniti per aiutare le popolazioni del mondo a trovare i mezzi per lottare contro ignoranza, malattie e disperazione.

Talvolta i politici statunitensi—in particolare i democratici—si allineano alle posizioni di Truman facendo esplicito riferimento a questo discorso.

Estratti dal discorso, si veda il testo completo per il contesto e i dettagli.

Per la parte superiore



Stime delle vittime delle persecuzioni per stato

Questa voce riporta le stime delle vittime delle principali dittature del mondo che si sono avute dal XX secolo in poi, secondo quanto riportato da fonti storiografiche, organizzazioni internazionali e organi ufficiali dei vari Paesi. In generale, per vittime s'intendono persone uccise direttamente per volere (o su mandato) del regime, ma anche persone fatte morire per le condizioni estreme nei campi di lavoro forzato (es. Lager, Gulag, Laogai), per carestie indotte, non soccorse o provocate (es. Holodomor) o per agitazioni e guerre civili provocate come la Rivoluzione Culturale Cinese. È impossibile, dalle stime disponibili, distinguere le morti volute da quelle provocate, facendo capo ai concetti di dolo e di colpa.

Giudizi morali e concetti come la colpa o la volontà, non possono essere ridotti a classificazioni schematiche e ad elencazioni di cifre, inoltre, spesso sono presenti contemporaneamente diversi tipi di crimini o responsabilità, a fronte degli stessi conteggi. Nell'Olocausto, ad esempio, è ampiamente riconosciuta la volontà dello sterminio, tuttavia molte vittime dei Lager, forse la maggior parte, non furono giustiziate o uccise nelle camere a gas o in altro modo, ma furono fatte morire per sfinimento, malnutrizione e malattia, e per nessun motivo vanno differenziate dalle altre. Fra queste vittime è Anna Frank, che morì di tifo in un campo di lavoro. Durante la Rivoluzione Culturale Cinese, vi furono esecuzioni ufficiali, pestaggi mortali di carattere teppistico, uccisioni da parte dell'esercito (fase della guerra civile), ma anche moltissimi suicidi dovuti alle persecuzioni fisiche e psicologiche. Si ponga quindi attenzione all'influenza del fatto tecnico sul giudizio morale, ricavando quest'ultimo da informazioni più ampie.

Sono esclusi i morti militari o civili per guerre fra stati (tale parametro non è valido tuttavia per le stime addotte da Rummel, il quale fa uso di un diverso metodo di enumerazione, basato sul concetto di "democidio", da lui introdotto).

I dati in questa voce, nella maggior parte dei casi, non possono essere considerati "oggettivi" e "affidabili" in termini assoluti; sia perché in molti casi non esistono dati certi, sia perché i dati vanno interpretati in relazione alla fonte e all'interpretazione del termine "dittatura" che le varie fonti utilizzano.

In molti dei paesi menzionati in questa voce non sono presenti istituzioni che tengano registri numerici sull'entità della popolazione come l'anagrafe, oppure non vengono effettuati accurati censimenti, come per esempio si facevano in Europa prima della seconda guerra mondiale, che sono serviti per stimare ad esempio le vittime dell'Olocausto e del Comunismo, e che vengono ancora contestate da storici revisionisti.

A causa delle difficoltà insite nella definizione stessa di genocidio e, di conseguenza, delle difficoltà di ascrivere le vittime delle persecuzioni a tale categoria, si è fatto a volte uso del termine democidio. Come già spiegato, si rimanda la comprensione dei fenomeni storici a trattazioni più ampie.

Durante la guerra anglo-boera, non meno di 26000 donne e bambini boeri morti nei campi di concentramento britannici. Ad essi vanno aggiunte le vittime della popolazione nera che viveva nelle fattorie boere, che seguirono la sorte dei loro padroni nei campi di concentramento.

Alcuni libri che trattano esplicitamente il tema delle vittime delle dittature sono elencati di seguito.

Per la parte superiore



Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali

Il palazzo della Corte Europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo

La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) è un trattato internazionale elaborato dal Consiglio d'Europa.

È stata firmata a Roma il 4 novembre 1950 ed è entrata in vigore il 3 settembre 1953.

Ha istituito la Corte Europea dei diritti dell'uomo.

In seguito è stata integrata e modificata da 14 protocolli addizionali, l'ultimo del 2004. I protocolli 2, 3, 5, 7, 8, 9 e 10 riguardano aspetti procedurali e sono stati superati dal protocollo 11. I protocolli 1, 4, 6, 12 e 13 hanno aggiunto altri diritti. L'1 in particolare tutela la proprietà privata. Il 14 consente ad organizzazioni internazionali come la Comunità Europea, che però non ha la competenza, di diventare parte della Convenzione.

È stato ratificato o vi hanno aderito i 47 stati membri del Consiglio d'Europa (al 22 giugno 2007).

Il Regno Unito nel 1998 ha preso la Convenzione come bill of rights, che veniva richiesto da decenni, con il nome di Human Rights Act.

Per la parte superiore



Francia

Francia - Bandiera

La Francia (in francese France), ufficialmente Repubblica Francese (in francese République française), è uno Stato dell'Europa occidentale confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra e Spagna.

La Francia possiede dipendenze extraeuropee, come alcune isole nell'oceano Pacifico, Indiano e Atlantico, e la regione sudamericana della Guyana Francese. È in grado di esercitare anche un certo potere sul Principato d'Andorra, in quanto il Presidente della Repubblica Francese è anche Coprincipe di Andorra insieme al vescovo spagnolo di Urgell. Nella regione della Linguadoca-Rossiglione si trova il comune di Llívia, una exclave spagnola, appartenente della Comunità Autonoma di Catalogna.

Di tutti i principali Stati europei, è quello di più antica formazione. È membro dell'Unione europea, che presiede dal 1º luglio al 31 dicembre 2008. La sua capitale è Parigi.

Il paese, compresi i territori d'oltre mare, ha una superficie di 675.417 chilometri quadrati e una popolazione di circa 64,5 milioni di persone. Il francese è la lingua ufficiale della Repubblica, ma si contano 77 lingue regionali. La religione principale della Francia è il cattolicesimo (dal 51% al 64% della popolazione), ma una proporzione significativa dei cattolici sono agnostici, e il 32% della popolazione è atea.

La sua economia è di tipo capitalista con un significativo intervento dello Stato a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Tuttavia, dalla metà degli anni ‘80, riforme successive hanno portato a un progressivo disimpegno dello Stato di diverse imprese pubbliche.

Membro del Consiglio d'Europa è uno dei paesi fondatori dell'Unione europea, della zona euro e dell'area Schengen. E’ uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e fa parte degli otto Paesi più industrializzati del Mondo (G8), dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), della Francofonia e dell'Unione latina.

Militarmente, la Francia è membro della NATO. Si era ritirata nel 1966 dall'organizzazione militare integrata, per ritornare parzialmente nel 2002. La Francia fa parte delle nazioni che dispongono di armi nucleari.

Durante il XVII secolo (Grand Siècle), la Francia è stata plasmata dalle arti e dalla filosofia. Culla dell’illuminismo, ha influenzato le rivoluzioni americane, e attraverso la Rivoluzione francese ha dato slancio e esempio di democrazia nel mondo, portando valori di libertà, uguaglianza, e fraternità, e dal 1905, di laicità. Come risultato dell'esplorazioni del periodo rinascimentale, del diciottesimo e XIX secolo, la Francia ha diffuso la sua cultura e la sua lingua in varie parti del mondo, in particolar modo in Canada ed Africa, ma anche in alcune parti del Medio Oriente, dell'Asia e del Pacifico.

Con 79 milioni di visitatori nel 2006, è il paese con più visite turistiche annuali al mondo nella classifica dell'Organizzazione Mondiale del Turismo.

La presenza umana sul territorio dell’attuale Francia risale al Paleolitico inferiore. Uno dei siti più antichi (1.800.000 anni fa), contestato da alcuni autori, è il sito di Chilhac (Alta Loira). Il territorio francese presenta un numero significativo di grotte decorate del Paleolitico superiore, di cui la più famosa è probabilmente Lascaux (Dordogna, 15.000 anni fa). A partire da circa 7.000 anni fa, tutta la regione entra nel Neolitico, il più antico villaggio noto fu il sito di Courthézon (Vaucluse), datato 4560 a.C.

Arrivati in Francia intorno al 900 a.C. i Celti (Galli) ne occuparono gran parte del territorio verso il III secolo a.C. Nel 680 a.C. circa la costa mediterranea vide l'arrivo dei primi coloni greci, con la fondazione di una colonia presso Antibes.

La regione più meridionale della Gallia passò sotto la dominazione romana nel 125 a.C. (Gallia Narbonense), e successivamente il resto del territorio nel 51 a.C., dopo la guerra di Gallia. Sotto l'Impero romano, si sviluppò una civiltà gallo-romana prospera, portando alla Francia una base di cultura latina e, indirettamente, alla successiva cristianizzazione, che si verifica lentamente tra il II e il VI secolo.

Dopo la caduta dell'impero romano la Gallia fu occupata da varie popolazioni germaniche: gli Alemanni a nord, i Burgundi nel sud-est (da cui deriva il nome della regione della Borgogna) e soprattutto i Franchi che presero il sopravvento sulle altre popolazioni del Paese e espansero ulteriormente i loro domini.

Gran parte delle regioni che costituiscono l'attuale Francia vennero unite sotto Clodoveo (dinastia merovingia), nel 507. A partire dalla metà del VIII secolo Pipino il Breve, divenne il primo re dei Franchi non merovingio. Il regno si estende considerevolmente, e venne eretto a Impero durante il regno di suo figlio Carlo Magno. Dopo la morte del figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio, l'autorità centrale crollò rapidamente. Con il giuramento di Strasburgo dell'842 e la spatizione di Verdun dell'843 l’impero verrà diviso in tre parti: la Francia orientalis (a est), la Francia occidentalis (a ovest), e fra le due l’effimero regno di Lotario I. La parte orientale corrispondeva a ciò che più tardi sarebbe divenuto il Sacro Romano Impero e la parte occidentale alla Francia. Il giuramento di Strasburgo è stato spesso presentato come l'atto fondatore della Francia (e Germania).

I discendenti di Carlo Magno - i Carolingi - mantennero una simbolica influenza sui territori che grosso modo corrispondono alla Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, iniziatore della dinastia dei Capetingi, duca di Francia e conte di Parigi, venne incoronato re. I suoi discendenti governarono fino al 1792, quando, con la rivoluzione Francese, il Paese si diede una forma di governo repubblicana, deponendo Luigi XVI.

I primi re della dinastia estesero progressivamente il dominio reale, rafforzare il regno franco malgrado l'opposizione dei Plantageneti, che si materializzò con la guerra dei cent'anni. Ma fu solo verso la fine del XII secolo, con Filippo Augusto, che l’autorità dei re franchi riuscì ad estendersi, per la terza volta in un millennio, dai Pirenei al canale della Manica. E fu in questo momento che si iniziò ad utilizzare il termine regno di Francia, che acquisisce un peso paragonabile a quella d'Inghilterra o del Sacro Romano Impero. Gli ultimi secoli del Medioevo, segnato dalla crisi della guerra dei cent'anni e dalla peste nera, in ultima analisi, rafforzarono l’autorità reale, che diventò innegabile nel XV secolo, con Luigi XI.

Nel tardo medioevo i re cattolici di Spagna e possedimenti degli Asburgo si unirono dando vita all'impero di Carlo V. Francesco I e suo figlio Enrico II lottarono contro questo nuovo potere alternando successi a battute d'arresto. Ma sarà solo con Enrico IV e Luigi XIII e il suo ministro Richelieu, che la preponderanza spagnola verrà messa in discussione a vantaggio della Francia.

Sul fronte del dominio coloniale, nonostante le iniziali espansioni portate in America con la spedizione di Jacques Cartier sotto Francesco I, e gli insediamenti nel mar dei Caraibi, Louisiana, e Senegal sotto Luigi XIV, la mancanza di determinazione di Luigi XV farà pendere l’ago della bilancia in favore dell'Inghilterra in India e in Canada.

Le difficoltà finanziarie, il rifiuto alle riforme e l'impazienza del popolo portarono alla rivoluzione francese, dal 1789 al 1799. Questo episodio, pietra miliare nella costruzione della storia nazionale francese, vide sorgere la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 e la promozione degli ideali di libertà, di uguaglianza e fraternità.

La Rivoluzione si svolse in più fasi, iniziando con una prova di Monarchia costituzionale, con la riunione dell'Assemblea generale, la presa della Bastiglia il 14 luglio 1789, sconvolgimenti politici e sociali, e la caduta della monarchia il 10 agosto 1792.

Nel 1799, Napoleone Bonaparte prese il potere, prima come Primo Console, poi come imperatore (1804). Le sue armate combatterono e vinsero nei grandi teatri di guerra europei, assoggettando ampi territori e interi stati e fondando nuovi regni, alcuni dei quali governati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese.

Il 2 dicembre 1851 il Presidente della Repubblica, Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone, organizzò un colpo di stato. Il 4 gennaio 1852 venne proclamato imperatore con il nome di Napoleone III. Moriva la Seconda Repubblica francese, e nasceva il Secondo Impero.

Inizialmente il paese visse un’importante fase di industrializzazione, guidato dalla politica liberale in base economico, basata su una forte struttura capitalistica (banche, imprese ferroviarie e marittime, tessili e industrie pesanti, grandi magazzini, ecc,). Napoleone III si assicurò la fiducia nel Regno Unito (Guerra di Crimea), aumentò l'influenza della Francia in Medio Oriente, e le sue azioni in Italia contro l'Austria permisero l'annessione,in seguito a referendum pilotati,delle regioni piemontesi della Savoia e di Nizza. Ma gravi battute d'arresto offuscarono notevolmente l'immagine del regime e lotta contro la Prussia di fatto ne precipitò la caduta. Nel 1870 dopo la sconfitta di Sedan, e la perdita di Alsazia e Lorena aumentarono il risentimento nazionale. Altro fatto significativo era sul fronte demografico, la Francia non era più il paese più popoloso d’Europa, come prima della Rivoluzione francese, ma si vedeva oramai sopravanzato della popolazione tedesca e italiana di gran lunga superiore.

La guerra franco-prussiana del 1870 portò alla caduta del Secondo Impero e al ritorno della Repubblica. Sotto la Terza Repubblica la Francia estende il proprio impero coloniale, la cui conquista era iniziato sotto la monarchie del XIX secolo (Africa occidentale equatoriale, Marocco, Tunisia, Madagascar, Indocina).

Uscita vittoriosa, ma a un notevole prezzo in termini demografici ed economici, dalla prima guerra mondiale, la Francia visse un periodo di crisi economica e politica negli anni '30.

L'invasione tedesca della Francia settentrionale nel maggio 1940 e quella italiana di Mentone e di altri territori a Sud dopo la dichiarazione di guerra del 10 /06 portarono alla firma dell'armistizio con la Germania ( 22 giugno) e con L'Italia (25 giugno) e a votare i pieni poteri al maresciallo Philippe Pétain durante la seconda guerra mondiale. Egli sostituì la repubblica con uno Stato francese che si battè in più occasioni contro l'ex-alleato britannico (ad esempio in Siria)e contro gli Americani opponendosi al loro sbarco in Africa Settentrionale nel Novembre 1942. Il Generale Charles de Gaulle, considerato traditore dallo Stato francese legittimo, creò a londra il movimento "France libre" che combatté al fianco degli inglesi. La Francia dovette spostare il confine coll'Italia ad ovest di Mentone, riconoscendone l'annessione al vicino Regno. Nel novembre 1942, reagendo all'occupazione americana del nordafrica, l'Italia occupò anche Nizza e l'intero territorio dell'antica contea sabauda, amministrandolo fino all'8 settembre 1943. Fu l'unico periodo storico in cui il confine politico occidentale italiano coincise con quello geografico; Nizza fu allora rifugio di Ebrei, perseguitati e sfollati che poterono godere di quasi un anno di tranquillità sotto la protezione del regio esercito.

Alla fine della seconda guerra mondiale De Gaulle riuscì a far includere la Francia tra i vincitori,nonostante lo stato francese legittimo (Vichy)avesse combattuto in più occasioni a fianco dell'Asse.A Parigi fu concessa una zona d'occupazione in Germania e un settore di Berlino (ambedue ritagliati dalla zona britannica).Alla contea di Nizza furono riunite,nel maggio 1947, Briga e Tenda strappate all'Italia contro il volere delle popolazioni;la Quarta Repubblica fu promulgata il 27 ottobre 1946, ma dovette affrontare gravi difficoltà nell’impero coloniale, prima in Indocina e poi in Algeria, oltre alla decolonizzazione attraverso negoziati. Nonostante l'instabilità politica il Paese partecipò attivamente alla creazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio nel 1950, e alla firma del Trattato di Roma del 1957 come membro fondatore del mercato comune. Inoltre, la politica di sviluppo del nucleare, sia civile che militare, contribuì ad una politica indipendente negli anni '60.

La Costituzione della Quinta Repubblica, venne adottata il 4 ottobre 1958 rendendo la Repubblica più resistente alle instabilità. Dal 1973 l'economia francese ha conosciuto un susseguirsi di crisi economiche e dei periodi di crescita lenta, con frequente alternanza al potere. Dagli anni '50, la riconciliazione e la cooperazione con la Germania hanno consentito alla Francia di svolgere un ruolo di forza trainante nel processo di integrazione europea, in particolare con la Comunità economica europea. È diventata uno dei principali paesi dell'Unione europea, a favore di un'Europa politica forte, anche se ha respinto la Costituzione europea con il 55% dei voti il 29 maggio 2005.

La Francia è il 47° Stato per superficie terrestre e il 2° per superficie della zona economica esclusiva.

Il suo territorio europeo è bagnato dall'oceano Atlantico a ovest, dal Canale della Manica (che la separa dal Regno Unito) e dal Mare del Nord a nord, confina con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e Italia a est e con Mar Mediterraneo, Andorra, Principato di Monaco e Spagna a sud.

Il territorio europeo della Francia si trova nella parte occidentale del continente. La Francia possiede territori sotto diversi statuti amministrative al di fuori dell'Europa: in America settentrionale, Caraibi, America meridionale, oceano Indiano, oceano Pacifico e Antartide. Condivide in Europa 2.970 km di frontiere terrestri con otto paesi: Spagna (650 km), Belgio (620 km), Svizzera (572 km), Italia (515 km), Germania (450 km), Lussemburgo (73 km), Andorra (57 km), Monaco (4,5 km). In Guyana, i confini corrono per 700 km con il Brasile e 520 km con il Suriname. Esiste un confine lungo 10,2 km sull'isola di Saint-Martin nelle Antille tra la parte sovranità francese e quella di sovranità dei Paesi Bassi. Infine, la Terre Adélie (TAAF – Terre Australi e Antartiche Francesi) rivendicata dalla Francia, è racchiusa in una parte dell’Antartide rivendicato dall'Australia. Nella parte europea la Francia ha quattro sbocchi su quattro diversi mari: mare del Nord, Canale della Manica, oceano Atlantico e mar Mediterraneo. La lunghezza totale della sua costa raggiunge i 3.427 km (escluse le coste della Corsica, che misurano da sole circa 1.000 km).

Con una superficie europea di 543.965 km² (655.688 km² con i territori d’oltre mare), la Francia si estende per oltre 1.000 km da nord a sud e altrettanti da est a ovest (maggiore distanza nord-sud : Bray-Dunes – Cerbère). La maggior parte del territorio è costituito dalla Regione Gallica;la Francia si estende peraltro anche su regioni geografiche limitrofe;in particolare lo Stato Francese occupa quella porzione della Regione Italica che si estende da Antibo a Mentone e che storicamente coincide pressapoco con l'antica Contea di Nizza,politicamente annessa nel 1860 e,per quanto riguarda Briga e Tenda, nel 1947.È il terzo paese più grande d'Europa, dopo Russia e Ucraina (2° se si contano i territori al di fuori dell'Europa) e il più grande nell'Unione europea. Inoltre, la Francia possiede la seconda più grande Zona Economica Esclusiva (ZEE), che ricopre 11.035.000 di chilometri quadrati, circa l'8% della superficie totale di tutte le zone economiche esclusive del mondo, dietro agli Stati Uniti d'America (11.351.000 km²) e prima dell'Australia (8.232.000 km²).

Ad eccezione della sua frontiera nord-est, in Europa il paese è prevalentemente delimitato da confini naturali, quali il mare, il Reno, Alpi e Pirenei.

La Francia metropolitana possiede una grande varietà di paesaggi, che spaziano dalle grandi pianure costiere del nord e dell’ovest, alle catene montuose che caratterizzano il sud-est (Alpi) e il sud-ovest (Pirenei). Le Alpi francesi si elevano fino a toccare il punto più elevato dell'Europa occidentale in comproprietà con l’Italia, il Monte Bianco, che culmina a 4.810 metri sul livello del mare. Ci sono anche altre regioni montane di più antica formazione, come le montagne della Corsica, il Massiccio Centrale, il Giura, i Vosgi, il Massiccio armoricano e le Ardenne che sono una regione molto rocciosa e boscosa. La Francia possiede anche un ampio sistema fluviale che è composto principalmente da fiumi quali la Loira, il Rodano (le cui fonti sono in Svizzera), la Garonna (le cui fonti sono in Spagna), la Senna, parte del Reno, della Mosa, della Mosella, della Somme, della Vilaine, che costituiscono propri bacini fluviali.

I dati al 1º gennaio 2008 rivelano che la Repubblica francese possedeva 64.473.140 di abitanti, di cui 61.875.822 milioni residenti nella Francia metropolitana (circa l'1% della popolazione mondiale). Un censimento generale nazionale è stato organizzato a intervalli regolari dal 1801, ma dal gennaio 2004, il censimento è permanente.

La crescita della popolazione francese si presentava come una delle più forti dell'Europa, combinando una tasso di natalità superiore alla media europea (830.900 nascite a fronte di 531.200 morti), e un saldo migratorio positivo (circa 100.000 individui l’anno): la popolazione francese era quindi cresciuta dello 0,61% su base annua. Per quanto riguarda il tasso di fecondità, era pari a 2,14 bambini per donna fertile, mentre il tasso medio in Europa era nello stesso periodo di 1,52 figli per donna. La Francia si presenta come il paese più prolifico nel continente assieme all'Irlanda.

La piramide delle età all'inizio del XXI secolo presenta una struttura caratterizzata da una quota di popolazione anziana in espansione, dovuto sia l'aumento della speranza di vita (Francia gode di una delle speranza di vita più elevate del mondo) e all'arrivo alla terza età della generazione del baby boom.

Nel 2006 l'Istituto nazionale di statistica e degli studi economici (INSEE) stima che 4,9 milioni di immigrati (stranieri nati al di fuori del territorio), che rappresentano l'8% della popolazione. Va inoltre osservato che i bambini nati da genitori immigrati sono considerati francesi. Di conseguenza, il numero di cittadini francesi di origine straniera è nell’ordine di circa 6,7 milioni secondo il censimento dell’INSEE del 1999, che rappresenta circa un decimo della popolazione francese.

La maggior parte degli immigrati provengono dall’Europa (Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, ma anche Polonia, Romania e dagli stati nati dallo scioglimento dell’ex-Jugoslavia), dai paesi del Maghreb e dell'Africa nera, sue ex colonie. Il 1º gennaio 2005, il numero degli stranieri (persone di nazionalità straniera) nella Francia metropolitana era di 3.501.000 di persone, vale a dire il 5,8% della popolazione. La percentuale di questi è paragonabile alla media dei paesi dell'Europa occidentale, come Regno Unito (4,8%), Germania (8,9%), Spagna (10%), Paesi Bassi (4,3%), Svezia (5,3%), Belgio (8,6%) e Svizzera (20,7%).

Secondo uno studio condotto nel 2004, quasi 14 milioni di persone avevano almeno un genitore o un nonno residente all'estero.

La lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.

Con legge costituzionale del 1992 adottata per consentire il Trattato di Maastricht, è stata aggiunta infatti la previsione secondo cui «La lingua della Repubblica è il francese», nel timore che il processo di integrazione europea potesse favorire l'espansione di altre lingue a danno del francese. La tutela delle minoranze linguistiche è quindi sempre stata malvolentieri accettata, se non proprio rifiutata, in quanto lesiva del principio di eguaglianza e di indivisibilità del popolo francese. In applicazione della legge costituzionale, venne approvata nell'agosto del 1994 la legge Toubon, dichiarata poi incostituzionale dalla Corte Costituzionale, in quanto in contrasto con il principio della libera comunicazione del pensiero e delle idee proclamato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Una tendenza al superamento di questa visione accentratrice, la si ha a partire dal 1998, quanto si concede alla Nuova Caledonia di avere maggiori competenze e assemblee provinciali decentralizzate. Minor fortuna ha avuto il tentativo di introdurre all'articolo 2 il comma "La Repubblica riconosce e valorizza le lingue e le culture regionali". Tale modifica, resa necessaria dalla ratifica da parte della Francia della Carta Europea delle lingue regionali, venne osteggiata dallo stesso Presidente Jacques Chirac, il quale nel 1999 disse che non l'avrebbe sostenuta in quanto lesiva dei principi fondamentali della Repubblica. La Carta è stata così ratificata solo in via amministrativa.

A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione tra Chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella).

Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione. Un sondaggio CSA del 2006-2007 individua le appartenenze religiose in Francia come: Cattolici Romani 51%, Protestanti 3%, Ebrei 1%, Musulmani 4%, atei 31%.

Ancora in un sondaggio telefonico del 2003 sulla base di 1000 persone è emerso che il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine ateo li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara cristiano. Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto cattolico romano, il 6% musulmano, il 2% protestante, l'1% ebraico, il 2% appartenente ad altre religioni (eccetto per ortodossi o buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% di nessuna religione e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di atei (41%) e il numero di «nessuna religione» (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile.

La comunità ebraica è la prima per consistenza dell'Europa occidentale.

La Francia è una Repubblica costituzionale, "indivisibile, laica, democratica e sociale" (articolo I della Costituzione del 1958) a regime parlamentare semi-presidenziale (con forti poteri in mano al Presidente della Repubblica). La riforma costituzionale del 28 marzo 2003 (Atto II del decentramento), ai sensi dello stesso articolo, ha aggiunto che l'organizzazione della Repubblica fosse decentrata.

Prima del 1962 il presidente della Repubblica francese era eletto a suffragio universale indiretto da un collegio elettorale ampliato, al fine di evitare il predominio del potere legislativo sul potere esecutivo che si era prodotto nell'ambito della quarta Repubblica e che aveva causato il blocco istituzionale. Nel novembre 1962, il presidente indisse un referendum per poter essere eletto a suffragio universale diretto, in base all'articolo 11 della Costituzione (e non all'articolo 89). L'articolo 11 consente di sottoporre a referendum leggi in materia di governo, organizzazione delle istituzione e trattati internazionali, mentre l'articolo 89 consente di presentare una revisione costituzionale da parte del popolo, ma dopo l'approvazione del Parlamento riunione in Congresso.

Nella Costituzione della Quinta Repubblica, il potere esecutivo è rafforzato a scapito del potere legislativo. Il Presidente ha acquisito competenze proprie come ad esempio il diritto di sciogliere l'Assemblée nationale (articolo 12 della Costituzione), il diritto di indire un referendum (articolo 11 della Costituzione), il potere di nominare il Primo ministro (articolo 8 della Costituzione), in quanto, a differenza del sistema presidenziale (si pensi agli Stati Uniti d'America), egli non è anche capo dell'esecutivo. Per quanto riguarda il governo, ne determina e ne dirige la politica. Stabilisce anche i 3/4 degli ordini del giorno dell’Assemblée nationale. Il presidente è eletto per cinque anni a suffragio universale diretto (prima era 7 anni).

L'ordinamento politico della quinta Repubblica prevede una Camera dei deputati (Assemblée nationale) di 577 membri, eletti per 5 anni a suffragio universale diretto, e un Senato (Sénat) composto da 331 senatori (che saranno 346 nel 2010 e rinnovati da questa data per la metà ogni tre anni), eletti per 6 anni a suffragio universale indiretto. Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblée nationale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.

I cittadini francesi all'estero vedono i loro interessi difesi in Parlamento da parte dell'Assemblea dei Francesi dell’Estero (Assemblée des Français de l’Étranger).

Le principali divisioni amministrative francesi sono le regioni, che sono 26 (di cui 22 nella Francia metropolitana, i dipartimenti (100 di cui 4 d'oltremare) e gli arrondissements (circondari, cioè suddivisioni amministrative dei dipartimenti).

Questi circondari (arrondissements) sono divisi in cantoni (per i collegi elettorali) e in comune (per un totale di 36.783) per l'amministrazione locale territoriale. I cantoni corrispondono per la maggior parte a comuni completi, tuttavia, alcuni importanti comuni sono suddivisi in più cantoni, che possono anche comprendere altri comuni limitrofi meno popolati.

Infine, alcune importanti comuni (Parigi, Lione, Marsiglia) sono a loro volta suddivisi in circoscrizioni di comune per l'amministrazione locale con sindaci locali con a disposizione una certa autonomia finanziaria e amministrativa all'interno dello stesso Consiglio comunale.

Il dipartimento di Parigi comprende un solo comune. Le 4 regioni d'oltremare (Guadalupa, Martinica, Guyana, Réunion) dispongono ciascuno ad un singolo dipartimento. La regione della Corsica (che comprende due dipartimenti) ha uno speciale status di collettività territoriali leggermente diverso rispetto alle altre regioni metropolitane. Queste regioni sono tuttavia parte integrante dell'Unione europea.

In seguito alle leggi Defferre del 1982-1983 e Raffin del 2003-2004, la Francia è uno Stato decentralizzato. La riforma costituzionale del febbraio 2003 ha affermato che l'organizzazione della Repubblica è decentralizzata. Il decentramento, che è stato in prima accompagnato dalla devoluzione, sostiene ora pienamente l'emergere di un vero potere locale il cui equilibrio è ancora dibattito.

A parte le amministrazioni locali con piena realizzazioni, quali sono i comuni, i dipartimenti e le regioni, esiste anche un’organizzazione intercomunale che è portata a esercitare sempre maggiori competenze (quali lo sviluppo economico, l'uso del territorio, la politica degli alloggi, il trasporto pubblico, l’igiene). Infatti i comuni sono invitati a unirsi sotto il regime dell’intermunicipalità che dispone oramai di un’autonomia finanziaria e fiscale propria, oltre che ad un riconoscimento giuridico (établissement public de coopération intercommunale o EPCI ). Nel 2006, 2.573 comunità (comunità di comuni, le comunità di agglomerazioni e comunità urbane) hanno ricomposto il territorio nazionale, rappresentano il 90% di comuni e l’85% della popolazione francese. Certe intermunicipalità includono comuni di differenti dipartimenti o regioni, allo scopo anche di agevolare la gestione delle attrezzature comuni, o per politiche in materia di trasporti.

La Francia è "una e indivisibile", ma questo formula crea qualche tensione in alcuni "paesi" o "regioni", la cui specificità, tra cui la lingua, non è sufficientemente riconosciuta da alcuni movimenti regionalisti (Alsazia, Bretagna, Catalogna Nord, Corsica, Fiandre, Paesi Baschi, Occitano, ecc).

Nel corso del XIX secolo la Francia dispose di un vasto impero coloniale. Il processo di decolonizzazione iniziato verso la metà del XX secolo ha portato all’autodeterminazione della maggior parte delle sue ex colonie. Una parte pose comunque la scelta, tramite referendum, di rimanere all'interno della nazione francese, con statuti molto diversi. Generalmente nota sotto il nome di Francia d'oltremare, è composta da quattro dipartimenti d'oltremare, da collettività d'oltremare con status che offrono un'ampia autonomia, dalla Nuova Caledonia a statuto speciale, e diversi terreni solitamente disabitata, come le Terre australi e antartiche francesi.

I dipartimenti e le regioni d'oltremare hanno pari status a quello dei dipartimenti della Francia metropolitana. Guadalupa, Martinica, Guyana francese e Riunione sono parte di esse, e sono anche regioni ultraperiferiche dell'Unione europea.

Le collettività d'oltremare sono dei territori con uno status molto diversi di autonomia. Polinesia francese, Saint-Pierre-et-Miquelon, Wallis e Futuna, Saint-Martin, St Barthelemy, e Mayotte (che ha il nome particolare di collettività dipartimentale d'oltremare), ne fanno parte.

Le comunità di Mayotte e di Saint Pierre e Miquelon hanno un’amministrazione locale unica che unisce le funzioni conferite di solito alle regioni e ai dipartimenti metropolitani. Tuttavia, Mayotte evolse dal 2001 allo status di dipartimento d'oltremare, per una maggiore integrazione. Queste due comunità, anche se poste al fuori dell'Unione europea utilizzano l'euro come moneta.

Wallis e Futuna sono tre monarchie tradizionali, il cui re governa con consigli eletti e il rappresentante dello Stato francese. Il sistema giudiziario in materia penale e civile è detenuto dall’unico tribunale di primo grado che è competente per l'intero territorio. Questo territorio non è amministrativamente diviso in comuni, ma circoscrizioni, il soggetto a capo della circoscrizione ha poteri equivalenti a quelle di un sindaco.

La Polinesia francese ha un alto grado di autonomia, tra cui un governo territoriale e un’assemblea in grado di gestire il bilancio del territorio, l'imposizione fiscale, e uno specifico potere legislativo. L'amministrazione di alcune funzioni (quali difesa, polizia, giustizia, e tesoro pubblico) è rappresentato per lo Stato francese nel territorio da un Alto Commissario della Repubblica.

Nell’ambito dell'oltremare francese, la Nuova Caledonia ha uno status particolare. Anche se ancora in possesso di una divisione in amministrazioni comunali, la Nuova Caledonia non è diviso in dipartimenti, ma in province e villaggi (su basi di uso comune) con funzioni normalmente assegnate ai dipartimenti e ai comuni sul continente e nelle regioni d’oltremare, in particolare nei settori della giustizia, dell'istruzione e della cittadinanza. Inoltre, la funzione della regione è trasferita ad un governo locale. In futuro è previsto un referendum per determinare se il territorio rimarrà entro la Repubblica francese con ampia autonomia, o diverrà indipendente, con una possibile associazione. Utilizza il Franco francese del Pacifico, una moneta comune nella Polinesia francese, Wallis e Futuna e Nuova Caledonia.

Altre regioni dell'oltremare francese poco o per nulla abitate sono gestite a distanza da un altro territorio abitato da un amministratore nominato dallo Stato per conto della Repubblica: le isole Éparses (nell'Oceano Indiano, sparse tra il Madagascar, Mayotte, e Mauritius) e le Terre australi e antartiche francesi (TAAF, Oceano Indiano meridionale) sono gestiti da Reunion, e Clipperton (nell'Oceano Pacifico orientale, al largo del Messico) è gestito dalla Polinesia francese. Queste terre non posseggono un’amministrazione locale propria.

La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'oceano Indiano e dell'oceano Pacifico, comprese Bassas da India, isola Clipperton, isola Europa, isole Glorioso, isola Juan de Nova, isola Tromelin.

La Francia è un membro delle Nazioni Unite e siede come uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU con diritto di veto. È anche membro dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), del Segretariato della Comunità del Pacifico (SPC) e della Commissione dell'Oceano Indiano (COI). E’ un membro associato della Associazione degli Stati Caraibici (ACS) e membro di spicco della Organizzazione internazionale francofona (OIF) che raggruppa cinquantuno paesi francofoni in tutto il mondo. La Francia ospita la sede di importanti organizzazioni internazionali quali OCSE, UNESCO, Interpol, Alliance Base e l'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure.

La politica estera francese è stata in gran parte influenzata dall'adesione all'Unione europea, di cui è membro fondatore. A partire dagli anni ‘90, la Francia ha sviluppato stretti legami con la Germania riunificata al fine di creare un influente blocco trainante dell'Unione europea. Nei primi anni ‘90, il paese ha attirato forti critiche dalle altre nazioni per i suoi test nucleare sotterraneo nella Polinesia francese. La Francia si oppose vigorosamente all'invasione dell'Iraq nel 2003, stringendo relazioni bilaterali con Stati Uniti e Regno Unito. La Francia mantiene una forte influenza politica ed economica verso le ex colonie africane. In particolare ha fornito aiuti economici e sostegno militare alle missioni di pace in Costa d'Avorio e Ciad.

La Francia fa parte dei cinque paesi che sono legalmente riconosciuti come "Stati dotati dell’arma nucleare" per il trattato di non proliferazione nucleare. L'esercito francese, insieme a quello del Regno Unito, è uno dei più attrezzati finanziariamente in Europa. In effetti assieme rappresentano oltre il 40% delle spese militari dell'Unione europea. La Francia dedica il 2,5% del suo PIL alle spese militari (con un bilancio di 38 miliardi di euro nel 2006), dove i suoi omologhi in Europa (escluse Regno Unito e Grecia) spendono mediamente l’1,5% del PIL.

Dal 1996 l'esercito e diventato professionale. Con una capacità di oltre 350.000 uomini, è distribuito in tutto il mondo, compreso Kosovo, Costa d'Avorio, nei territori d'oltremare, ma anche in Medio Oriente.

La Francia è la sesta più grande economia del mondo, dietro Stati Uniti d'America, Giappone, Cina, Germania e Regno Unito. Con i suoi 551.602 km² e i 64 milioni di abitanti (compresi i territori d'oltremare), la Francia non può essere considerato come un "grande" paese rispetto al resto del mondo. Tuttavia, il suo peso economico è stato in grado di dare un ruolo di primo piano sulla scena internazionale. La Francia ha beneficiato innegabilmente dalla sua posizione geografica al centro d'Europa e lungo i principali flussi commerciali che attraversano il continente, con importanti porti sul mar Mediterraneo, Canale della Manica e oceano Atlantico.

Il mercato comune europeo istituito nel 1957 ha rappresentato un forte motore per lo sviluppo delle imprese francesi, e nel frattempo le ex-colonie e i territori d'oltremare hanno mantenuto un importante legame commerciale.

La Francia è il primo produttore agricolo dell'Unione europea: con il 23% della produzione agricola europea nel 1999 è seguita a debita distanza da Italia (15,4%) e Germania (15,2%). Le colture principali sono i cereali (grano e mais), zucchero, vino, prodotti lattiero-caseari, frutta, verdura, l’allevamento animale e la produzione di carne.

Il settore ha subito un ammodernamento che ha aumentato la sua produttività. La popolazione attiva in agricoltura continua a diminuire dai massimi dell’immediato dopo guerra, tuttavia si segnala un relativo ringiovanimento della forza lavoro, legata principalmente al massiccio pensionamento: nel 2000 il 53% dei proprietari di azienda agricola avevano meno di 50 anni, contro il 42,6% del 1988. Le attività agricole si sviluppano sul 60% della Francia metropolitana corrispondenti a circa 28 milioni di ettari, ma solo la metà di questa superficie è posta a coltura.

In termini di produzione, l’allevamento, con 11,9 miliardi di euro in valore nel 2000, si pone al primo posto nel panorama agricolo francese, davanti ai cereali (10 miliardi a 66 milioni di tonnellate) e alle produzioni vinicole (8,9 miliardi di euro). Con 22,6 miliardi di litri di latte prodotti nel 2000, sebbene in calo rispetto al 1990, la Francia rappresenta un quinto del totale europeo. Se la pesca ha oggi un peso ridicolo sia a livello europeo che mondiale (341.000 tonnellate nel 1999, principalmente tonno tropicale) la flotta è costituita da circa 6.000 navi e circa 20.500 marinai. Infine, il legname raccolto, pari a 36,2 milioni di metri cubi nel 1999, alimentando un settore (segherie, lavorazione del legno, produzione di carta e cartone), che impiega circa 100.000 persone. La produzione agricola alimenta inoltre il settore delle industrie di trasformazione alimentare, che alla fine del 1999 assommava a circa 3.000 aziende che davano lavoro a 370.000 dipendenti, dove l’industria legata alla lavorazione della carne impiegava da sola 122.000 persone.

Il settore secondario rappresentava il 20,6% del PIL francese nel 2006 e occupava il 24,4% della forza lavoro.

La Francia è una delle più grandi potenze industriali del mondo. Nelle loro attività, diversi gruppi francesi occupano un posto di primo piano rispetto ai loro concorrenti stranieri, come nel caso L'Oréal, Michelin e Alcatel.

I rami che occupano il più grande numero di lavoratori dipendenti sono le industrie della meccanica, elettrica ed elettronica (25% nel 1998), dei prodotti in metallo (11,7%) e il settore legno, carta e stampa (10,2%). Inoltre il settore automobilistico riveste una notevole importanza, con una produzione annuale di circa 5 milioni di veicoli, forte di circa 300.000 dipendenti, con grandi gruppi quali Peugeot-Citroen e Renault).

Con il 88% delle imprese con meno di 200 dipendenti nel 1998, l'industria francese scarsamente concentrato. A fianco dei gruppi di grandi dimensioni coesistono e prosperare molte piccole e medie imprese (PMI) che spesso lavorano in subappalto.

L’industria nucleare francese è ora un settore leader dell'economia e uno dei pilastri della sua politica energetica. La Francia è il secondo maggior produttore di energia nucleare del mondo dietro solo agli USA. Con 58 reattori nucleari, tutte gestite dall’EDF, la Francia possiede il secondo parco al mondo (preceduta sempre dagli USA), mentre la quota di energia nucleare sulla produzione totale di energia elettrica corrisponde a quasi il 79%, ponendo la Francia come leader a livello mondiale.

La scelta strategica di puntare sulle centrali nucleari di potenza ha costantemente ridotto la bolletta energetica della Francia. Tuttavia, il tasso di indipendenza energetica del paese è in netta crescita: il 26% nel 1973, circa il 50% dalla fine degli anni ‘80. L'energia nucleare ha anche permesso al paese di ridurre le emissioni che contribuiscono all'effetto serra. La Francia ha così uno dei più bassi tassi di emissioni di CO2 fra i paesi dell’OCSE. Le sue emissioni di anidride carbonica causate dalla produzione energetica sono pari a 1,68 t. pro capite nel 2002, contro le 2,30 tonnellate. della media dei paesi dell’Unione europea a 15 (di cui 2,80 tonnellate per la Germania e 2,44 tonnellate per il Regno Unito) e le 5,36 t. per gli Stati Uniti d'America. La Francia, in tal modo, ha emissioni di gas serra pro capite del 21% al di sotto della media europea, e dal 30% al 40% inferiori a quelli dei suoi principali paesi confinanti.

Il settore terziario ha un posto di rilievo nell'economia francese a immagine degli sviluppi compiuti negli altri principali paesi industrializzati. Il settore terziario impiega il 71,5% della popolazione attiva, più di 16 milioni di francesi. Questo è il settore che contribuisce maggiormente alla crescita economica..

Il settore commerciale è stato caratterizzato negli ultimi anni da perturbazioni da cui ha tratto vantaggio la grande distribuzione, spesso attraverso fusioni e acquisizioni di grandi dimensioni. Alcuni nomi dei principali gruppi hanno risonanza in tutto il mondo (Carrefour, Auchan, Group Casino, E.Leclerc, Intermarché solo per citarne alcuni).

Molto importante per la bilancia commerciale è il settore agroalimentare, che ha prodotto 9,4 miliardi di euro di eccedenza nel 2000. In questo settore figurano produzioni quali quello delle bevande alcoliche (champagne, vino, cognac), seguita dalle produzioni cerealicole (grano) e dell’allevamento animale e delle carni. In termini di saldo esportazioni-importazioni, l’agroalimentare è seguito dall’industria automobilistica (9,3 miliardi di euro).

I principali partner commerciali della Francia sono ovviamente i paesi dell'Unione europea, con i quali presentava un surplus commerciale, concentrando il 62% delle esportazioni e il 60% delle importazioni nel 2000. A distanza i paesi europei sono seguiti dall’America e dall’Asia. La Germania è il partner tradizionale e principale in territorio europeo; seguono Regno Unito, Italia e Spagna.

Per quanto riguarda le importazioni francesi ruolo principale veste il settore dell’energia. I principali fornitori di petrolio sono Norvegia, Arabia Saudita, Russia e la vicina Gran Bretagna. Altre merci d'importazione sono gli elettrodomestici e i prodotti dell’abbigliamento-cuoio.

A partire dal 2004, la Francia ha conosciuto un disavanzo della sua bilancia commerciale sempre più importante.

Il tasso di disoccupazione, al 7,5% nel marzo 2008, è fra i più elevati d’Europa, e da circa 30 anni questo problema è ufficialmente una priorità del governo, indipendentemente dal partito al potere. La disoccupazione colpisce in particolare le donne, le persone oltre i 50 anni e la gioventù (anche se le stime sono leggermente alterate dal fatto che solamente una minoranza cerca un lavoro prima dei 22 anni).

Nel 2008 3,68 milioni di persone (6,4% della popolazione) vivevano al di sotto della soglia di povertà del 50%, e 7,13 milioni di persone (12,1% della popolazione) vivono al di sotto della soglia di povertà del 60%. La povertà assoluta è in costante declino in Francia, ma la povertà relativa diminuisce in maniera inferiore (la povertà relativa è definita in relazione alla media del tenore di vita, e difficilmente può scomparire).

Il 15% delle famiglie più ricche possiedono il 55,8% del totale del patrimonio nazionale (e nella maggior parte dei casi sono delle persone anziane).

Il deficit pubblico, come il deficit di bilancio, sono molto elevati: per il 2007 lo stato delle spese nette ammontava a 271 miliardi di euro, mentre il totale delle entrate nette ammontano a 228 miliardi di euro. Secondo il ministero delle Finanze francese, il disavanzo era pari a circa 42 miliardi di euro..

Il debito pubblico del governo (Stato, enti locali, Sicurezza sociale, ODAC) era pari a 1.150 miliardi di euro alla fine del 2006, che costituisce il 64,2% in rapporto al PIL (i criteri del Patto di stabilità e di crescita del trattato sull'Unione europea limita il disavanzo al 3,0% del PIL e il debito al 60% del PIL)..

Per quanto riguarda il sistema di produzione, la Francia è il quarto esportatore del mondo (come somma di tutti i prodotti), nonostante l'intrinseca debolezza, dal momento che non controlla il sistema di produzione, dominata a monte da parte di coloro che producono macchine utensili. L'economia francese è prevalentemente un’economia dei servizi, per i quali è il secondo più grande esportatore del mondo (è al primo posto nel mondo come destinazione turistica con più di 60 milioni di visitatori stranieri l'anno).

Il settore terziario impiega il 72% della forza lavoro. Ma è soprattutto nel sistema della distribuzione che la Francia si distingue: la grande distribuzione in Francia ha un peso molto forte per l'economia.

È il secondo più grande esportatore mondiale di prodotti alimentari, dietro gli Stati Uniti, anche se il settore primario (agricoltura, pesca) rappresenta solo il 4% della forza lavoro.

La Francia possiede un importante apparato industriale. Fra i settori di punta vi sono la produzione di treni commerciali per l’alta velocità e una potente industria automobilistica (Peugeot-Citroën, Renault, Michelin). Possiede il primo gruppo globale per la costruzione di centrali nucleari, collabora nel settore aeronautico e aerospaziale con gruppi quali Airbus, Eurocopter, Ariane, Safran, ha importanti aziende farmaceutiche (Sanofi Aventis, Istituto Pasteur). Presenta eccellenze nel settore gastronomico e nel settore di lusso. Il settore secondario occupa il 24% della forza lavoro.

La Francia è il paese più visitato nel mondo (per numero di visitatori stranieri), e lo stesso vale per Parigi, che è la prima città turistica in termini di arrivi e, infine, la Torre Eiffel che è il monumento più visitato del mondo. Il paese si presenta come leader indiscusso in questo settore e presenta una grande varietà di monumenti e siti di notevole interesse. Tuttavia le entrate del turismo internazionale sono più elevate negli Stati Uniti (81,7 miliardi di dollari) rispetto alla Francia (42,3 miliardi di dollari). Da un lato soggiorni in Francia sono generalmente di breve durata e, in secondo luogo il tipo di turismo è differente rispetto agli Stati Uniti (un turismo familiare invece che un turismo d'affari). Nel 2000 è stato segnato il record assoluto con 75,5 milioni di arrivi. La bilancia turistica francese è in positivo: nel 2000 si sono generate entrate per 32,78 miliardi di euro, mentre i turisti francesi nei viaggi all'estero hanno contribuito ad una spesa di soli 17,53 miliardi di euro. La grande varietà di paesaggi, la lunghezza di costa, il numero e la diversità dei monumenti presenti, oltre al prestigio della cultura francese (cucina, stile di vita, ecc.) e il ricco patrimonio (letteratura, pittura) spiega senza dubbio l’attrattività del paese, anche se si prevede che lo sviluppo del turismo in Cina potrebbe strappare nei prossimi anni il trono alla Francia come paese più visitato del mondo.

Secondo i dati del 2003 i siti turistici più visitati sono stati: Torre Eiffel (6,2 milioni), Museo del Louvre (5,7 milioni), reggia di Versailles (2,8 milioni), Museo d'Orsay (2,1 milioni), Arco di Trionfo (1,2 million), Centre Pompidou (1,2 milioni), Mont Saint-Michel (1 milione), Castello di Chambord (711.000), Sainte-Chapelle (683.000), Castello di Haut-Kœnigsbourg (549.000), Puy de Dôme (500.000), Musée Picasso (441.000), Carcassonne (362.000).

La rete ferroviaria della Francia, che si estende per 31.840 chilometri è la più ampia dell’Europa occidentale. È gestita dalla SNCF, e i treni ad alta velocità comprendono il Thalys, l’Eurostar e il TGV, che viaggia a 320 km/h. L'Eurostar, insieme con l'Eurotunnel Shuttle, unisce la Francia al Regno Unito attraverso il tunnel sotto la Manica. Esistono collegamenti ferroviari con tutti gli altri paesi limitrofi, ad eccezione di Andorra.

Approssimativamente ci sono 893.300 chilometri di rete stradale in Francia. La regione di Parigi è avvolta dalla più fitta rete di strade e autostrade che la collegano con tutte le altre parti del paese. Le strade francesi supportano un certo traffico internazionale, con collegamenti verso le città dei paesi vicini come Andorra, Belgio, Germania, Italia, Lussemburgo, Monaco, Spagna e Svizzera. Non vi è in uso nessuna tassa annuale di circolazione, tuttavia, l'utilizzo delle autostrade è regolamentato attraverso il pagamento di un pedaggio. Il mercato dell’auto è dominato dai marchi nazionali, come la Renault (27% delle autovetture vendute in Francia nel 2003), Peugeot (20,1%) e Citroën (13.5%). Oltre il 70% delle nuove autovetture vendute nel 2004 montava motori diesel, di gran lunga più contenuti i motori a benzina o a GPL. La Francia possiede il più alto ponte stradale del mondo: il viadotto di Millau, e ha costruito molti ponti importanti fra i quali il Ponte di Normandia.

Nel paese sono presenti 478 tra aeroporti e campi di atterraggio. L’Aeroporto internazionale Paris-Charles de Gaulle situato nelle vicinanze di Parigi è il più grande aeroporto di Francia, e movimenta la stragrande maggioranza del traffico commerciale del paese e che collega Parigi praticamente con tutte le principali città del mondo. Air France è la compagnia aerea di bandiera, anche se numerose compagnie aeree private fornire voli nazionali e internazionali. Ci sono dieci grandi porti in Francia, il più grande dei quali è a Marsiglia. Si contano 14.932 km di corsi d'acqua e canali navigabili, compreso il Canal du Midi, che collega il mar Mediterraneo con l'oceano Atlantico tramite il fiume Garonna.

La cultura francese è ricca, varia e antica, e riflette le sue culture regionali e l'influenza delle ondate migratorie avvenute nel corso delle varie epoche. La sua capitale, Parigi - la Ville lumière - è stata a lungo un crocevia culturale importantissimo (la Sorbona), accogliendo artisti provenienti da ogni settore, ed oggi ospita il maggior numero di siti culturali nel mondo (musei, edifici e altro). Alcuni di questi siti sono dedicati alle tematiche più diverse (il museo del Louvre) e questa ricca cultura ha fatto della Francia, e di Parigi, la prima località turistiche del mondo.

Patria di molti filosofi (il XVII secolo o Grand Siecle, e il XVIII secolo, o Età dei Lumi, sono stati i secoli d'oro per la Francia), la cultura francese ha lasciato al mondo la lingua della diplomazia, alcuni delle concezioni universali dell'uomo, oltre a numerose scoperte e realizzazioni tecniche e mediche.

Dopo aver inventato il cinema a Lione, la Francia ha sviluppato una delle poche industrie cinematografica in Europa a resistere alla macchina di hollywoodiana.

La prima letteratura francese risale al Medioevo, quando l'area dell’odienra Francia non possedeva ancora un'unica e uniforme lingua e di conseguenza gli scrittori si cimentarono con le diverse lingue e dialetti. Gli autori di molti testi medievali francesi non sono noti, come nel caso di Tristano e Isotta e Lancillotto e il Santo Graal. Gran parte della letteratura e della poesia medievale francese venne ispirata da leggende del ciclo carolingio, come la Chanson de Roland. Il "Roman de Renart", scritto nel 1175 da Perrout de Saint-Cloude è un altro esempio dell’epoca. Alcuni nomi di autori di questo periodo sono Chrétien de Troyes e Guglielmo IX d'Aquitania, che scrisse in occitano.

Un importante scrittore del XVI secolo fu François Rabelais che influenzò il moderno vocabolario francese.

Nel corso del XVII secolo un patrimonio importante venne lasciato da Pierre Corneille, Jean Racine, Molière, Blaise Pascal e René Descartes, che influenzò la morale e la filosofia e gli autori dei decenni successivi. Jean de La Fontaine fu un importante poeta di questo secolo.

Letteratura francese e la poesia fiorirono nel XVIII-XIX secolo. Il XVIII secolo vide le opere di scrittori, e moralisti come Voltaire, Denis Diderot e Jean-Jacques Rousseau. Charles Perrault fu un prolifico scrittore di racconti per bambini ("Il gatto con gli stivali", "Cenerentola", "La bella addormentata nel bosco" e "Barbablù").

Nel XIX secolo videro la luce molti romanzi francesi di fama mondiale con Victor Hugo (I Miserabili), Alexandre Dumas (I tre moschettieri e Il Conte di Montecristo), e Jules Verne (Ventimila leghe sotto i mari) tra i più noti, ma anche Emile Zola, Guy de Maupassant, Théophile Gautier e Stendhal. La poesia simbolista fu un movimento importante nella letteratura francese, con poeti come Charles Baudelaire, Paul Verlaine e Stéphane Mallarmé.

Importanti scrittori del XX secolo inclusero Louis-Ferdinand Céline, Albert Camus, e Jean-Paul Sartre. Antoine de Saint-Exupéry scrisse Il piccolo principe, che rimase popolare per decenni tanto per la letteratura per ragazzi, quanto fra gli adulti di tutto il mondo.

Gli sport più popolari comprendono il calcio, il rugby e, in alcune regioni, la pallacanestro e la pallamano. La Francia ha ospitato eventi di rilievo internazionale, come la Coppa del Mondo di calcio nel 1938 e nel 1998, e la Coppa del Mondo di Rugby nel 2007. Lo stadio più grande della Francia è lo Stade de France di Parigi sede della finale della Coppa del Mondo di Calcio del 1998, e della Coppa del Mondo di Rugby dell’ottobre 2007. Inoltre, la Francia ospita l'annuale il Tour de France, la più famosa corsa di ciclismo su strada di tutto il mondo. Altro evento sportivo di rilievo è la 24 Ore di Le Mans, corsa sportiva di resistenza che si tiene nel dipartimento di Sarthe. Si svolgono diversi grandi tornei di tennis, compresi di Paris Masters e il Open di Francia, uno dei quattro tornei del Grande Slam.

La Francia ha una stretta associazione con le Olimpiadi, in quanto patria del barone Pierre de Coubertin, che suggerì la rinascita dei Giochi alla fine del XIX secolo. Parigi ospitò la seconda Olimpiade nel 1900. Parigi fu anche la prima sede del Comitato Olimpico Internazionale, prima che questa fosse trasferita a Losanna. Dopo l’edizione del 1900, la Francia ospitò le Olimpiadi in altre quattro occasioni: le olimpiadi estive del 1924 (sempre a Parigi) e tre Giochi Olimpici invernali (1924 a Chamonix, 1968 a Grenoble e Albertville nel 1992).

Il campionato francese di baseball è denominato Championnat de France de baseball il quale è costituito dai migliori otto club francesi. La nazionale rappresenta la Fédération française de baseball et softball e partecipa regolarmente ai campionati mondiali organizzati dalla IBAF e ai campionati europei organizzati dalla CEB. Il miglior risultato di sempre nell'europeo è il 3° posto nel 1999.

Sia la Nazionale di calcio e la Nazionale di rugby sono soprannominate Les Bleus in riferimento al colore della divisa. La squadra di calcio è considerata come una delle più forti del mondo, ed ha vinto l’edizione della Coppa del Mondo del 1998, e ottenendo un secondo posto nel 2006, oltre ad aver vinto due Campionati europei nel 1984 e il 2000. La principale competizione calcistica nazionale è la Ligue 1. Il rugby è molto popolare soprattutto a Parigi e nel sud-ovest della Francia. La squadra nazionale di rugby ha gareggiato in tutte le Coppe del Mondo di questo sport, e prende parte annualmente al campionato delle Sei Nazioni. La nazionale ha vinto sedici Campionati del Sei Nazioni, di cui otto grandi slam, e hanno raggiunto le semifinali e la finale della Coppa del Mondo di rugby.

La Francia è membro di: Consiglio d'Europa, EBRD, NATO, OCDE, OSCE, UE.

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Unione delle associazioni internazionali

L'Unione delle Associazioni Internazionali è un'organizzazione non governativa, no-profit, che indaga, sotto mandato ONU, la società civile globale e pubblica informazioni sulle organizzazioni internazionali, sugli incontri internazionali, sui problemi mondiali, ecc. La sede è a Bruxelles, Belgio. Fondata nel 1907 dal Premio Nobel per la Pace del 1913, Henri La Fontaine, e da Paul Otlet, uno dei padri della documentazione.

Fu fondata il 1º luglio del 1907, a Bruxelles, come Ufficio Centrale delle Associazioni Internazionali, in seguito al Congresso Mondiale sullo Sviluppo (Mons, 1905), da Henri La Fontane e Paul Otlet, Segretario Generale dell'allora Istituto Internazionale di Bibliografia. Divenne una federazione, con l'attuale denominazione, al primo Congresso Mondiale delle Organizzazioni Internazionali (Bruxelles, 1910), dove 132 corpi internazionali e 13 governi erano rappresentati.

In quel periodo, lavorò fianco a fianco con l'Istituto Internazionale della Pace (Monaco), che fu fondato nel 1903 e produsse le edizioni del 1905, 1906 e 1907 dell'Annuario della Vita Internazionale. La UAI collaborò con questo istituto nell'edizione 1908-1909, che successivamente si evolse nell'attuale Yearbook of International Organizations.

Il II Congresso Mondiale delle Organizzazioni Internazionali fu organizzato in Gand e Bruxelles nel 1913 con 169 associazioni internazionali e 22 governi rappresentati. Questo congresso fu percepito come "una nuova pietra miliare lungo la strada verso un'organizzazione internazionale attraverso un'illimitata cooperazione delle associazioni, sostenuta dagli Stati".

I Preparativi per il III Congresso Mondiale programmato per San Francisco nel 1915 fu interrotto dallo scoppio della guerra.

Una considerevole quantità di documentazione fu preparata e pubblicata in questo periodo, incluso il precursore dell'edizione del presente Yearbook of International Organizations. Le attività in questo periodo furono strette con un'organizzazione sorella, l'Istituto Internazionale della Bibliografia, che divenne in seguito la Federazione Internazionale per l'Informazione e la Documentazione (International Federation for Information and Documentation, FID), e fu responsabile dello sviluppo e della diffusione della Classificazione Decimale Universale (Universal Decimal Classification, UDC).

Le pressioni della UAI portarono il Belgio all'adozione, il 25 ottobre 1919, di una legge speciale che offriva delle speciali facilitazioni legali per le associazioni internazionali; sotto cui l'associazione fu registrata con il Decreto Reale del Belgio, il 2 luglio 1920. (Il Belgio continua ad essere il solo paese con una legge del genere per le ONG internazionali).

LA UAI fondò una Libreria e un Museo Internazionale (Mundaneum), che ha raggiunto il livello massimo con 12 milioni di schede e 100 000 volumi. La UAI aumentò la pressione per la creazione di una Lega delle Nazioni, per la fondazione di una Città Internazionale (incluso un Centro Internazionale per le Associazioni), per una Carta Mondiale degli Intellettuali e Interessi Morali, per un Istituto Internazionale per il Progresso Sociale, e per un Comitato Internazionale sulla Cooperazione Intellettuale. Fu indetto un Congresso Internazionale sulle Attività Intellettuali (1921) che condusse alla fondazione del presente Ufficio Internazionale dell'Educazione.

Il lavoro di promozione della UAI contribuì alla creazione il 10 gennaio 1920 della Lega delle Nazioni (LdN). Il Segretario Generale, Henri La Fontane, fu il relatore della commissione della Lega il cui lavoro diede luogo alla fondazione, nel 1924, dell'Istituto Internazionale della Cooperazione Intellettuale, successivamente trasformata nell'UNESCO. La Lega sostenne la creazione da parte della UAI di un'Università Internazionale la quale tenne quattro sessione nel periodo 1920-1927, con figure chiave accademiche delle organizzazioni internazionali come membri del corpo insegnate.

Il VII Congresso Mondiale, l'ultimo, si tenne nel 1927. Nel 1930 molte delle attività documentarie dell'associazione furono assunte dalla Lega delle Nazioni. La Lega rese un tributo al lavoro della UAI di documentazione e informazione, di coordinazione dello sforzo e di educazione generale; come una "vasta impresa di organizzazione internazionale intellettuale, caratterizzata dall'ampiezza della sua concezione e disegno". Durante la fine di questo periodo un totale di 145 pubblicazioni furono prodotte.

Il lavoro di Paul Otlet nel 1935 è stata recentemente riconosciuta dagli storici come un primo sforzo nell'immaginare il web.

Dopo la guerra e la dispersione dei loro archivi, la UAI fu ricostruita come un istituto con un nuovo statuto e separata dal Mundaneum (che continuò a condurre un'esistenza separata). Una maggior enfasi fu posta nel suo ruolo come una casa per l'informazione sulle organizzazioni internazionali e le loro preoccupazioni, specialmente in ordine alla facilitazione delle loro attività. Sebbene la UAI mantenga contatti postale attivi con più di 26 000 corpi internazionali, i suoi membri ora sono individui, o ufficiali esecutivi di alcuni corpi, o professori di relazioni internazionali, o funzionari internazionali o altri attivi nella comunità delle organizzazioni internazionali.

Con una risoluzione del Consiglio economico sociale delle Nazioni Unite nel 1953 fu approvata la prosecuzione della pubblicazione dello Yearbook of International Organizations da parte della UAI, in seguito alla acquisizione dello stato consultativo di questo istituto.

I membri, il cui numero totale non può eccedere i 250, sono eletti dall'Assemblea Generale dell'UAI. Sono eletti sulla base dei loro interessi e attività in organizzazioni internazionali, solitamente dimostrate da un ruolo attivo in alcuni corpi nel corso di un lungo periodo di tempo. Includono diplomatici, funzionari internazionali, dirigenti di associazioni, professori di relazioni internazionali e direttori di fondazioni. I membri non devono pagare una quota annuale, ma come amministratori ci si aspetta che favoriranno gli interessi della UAI nella loro particolare campo di attività.

L'Assemblea Generale elegge, ogni due anni, un Consiglio esecutivo formato da un numero variabile di membri (dai 15 ai 21) eletti da almeno quattro anni.

Tra gli obiettivi ci sono anche il mantenimento dei contatti con una grande varietà di associazioni in ogni parte del mondo, come una fondazione per il migliore della rete organizzativa e l'armonizzazione dei programmi, in risposta ai problemi del mondo sempre più complessi.

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Source : Wikipedia