Omar Pedrini

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Inviato da maria 07/04/2009 @ 02:12

Tags : omar pedrini, pop rock, musica, cultura

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Omar Pedrini

Omar Pedrini (Brescia, 28 maggio 1967) è un cantante e chitarrista italiano.

Inizia la carriera nel 1987 con il gruppo dei Timoria con cui raggiunge ottimi riscontri di vendita a metà degli anni '90 grazie agli album Viaggio senza vento e 2020 Speedball.

Nel 1996 pubblica il suo primo CD da solista intitolato Beatnik – Il ragazzo tatuato di Birkenhead, stampato in sole 7000 copie.

Nel 2002 decide di intraprende la carriera solista. Debutta così nel 2004 al Festival di Sanremo con "Lavoro inutile" ricevendo il premio dei giornalisti. Dopo il festival esce il suo secondo CD da solista intitolato Vidomar.

Nel giugno dello stesso anno è costretto ad interrompere ogni attività a causa di una delicata operazione a cuore aperto subita dopo un aneurisma aortico.

Dopo diversi mesi di inattività riprende a fare delle esibizioni in acustico tornando a collaborare con altri componenti dei "Timoria" come Enrico Ghedi (tastiere) e Filippo Ummarino (percussioni) e altri artisti del mondo della musica, cinema, scultura (ad esempio Marco Lodola).

Nel maggio del 2006 è uscito il suo terzo album da solista Pane Burro e Medicine, anticipato dal singolo "Shock".

È docente di "Laboratorio di composizione e realizzazione di una canzone pop" (30 ore) presso il master in comunicazione musicale per la discografia e i media dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

È stato sentimentalmente legato alla show-girl, conduttrice televisiva e modella Elenoire Casalegno.

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Il Bepi

IL BEPI

Il Bepi - pseudonimo di Tiziano Incani - (Lovere, 2 giugno 1974) è un cantante italiano.

Fondatore, manager nonché leader e cantante del gruppo The Prismas, con il quale si esibisce in un repertorio quasi interamente in dialetto bergamasco cimentandosi in differenti generi musicali: folk, rock, country, blues, reggae, ska, jodler , funky, disco 70-80, heavy-metal, melodico, pop, techno , avvalendosi talvolta di collaborazioni internazionali. Alla base della sua produzione e attività c’è la volontà e l’intenzione di dimostrare come il dialetto bergamasco possa essere una lingua viva e moderna. Lo “sposare” generi desueti, come il country o l’hard rock, con situazioni quotidiane, sonorità moderne e dialetto marcato, nasce dal desiderio di osare, di dissacrare, d’ironizzare, facendo sorridere. Le caratteristiche principali dei testi sono proprio l’ironia e la ricerca di una comicità spesso semplice, mai volgare e l’affrontare temi seri o meno seri quasi sempre legati alla quotidianiatà. L’intento è quello di suscitare il sorriso, anche se a volte amaro, rievocando un certo senso di appartenza in chi le ascolta e offrendo uno spunto di riflessione. In sostanza il Bepi traduce, con le sue canzoni, la realtà di tutti i giorni e le piccole cose della vita che lui stesso afferma:”…poi così piccole non sono, visto che tutte insieme ci cambiano l’esistenza”. Il Prof. Franco Brevini, studioso delle realtà culturali e linguistiche della provincia di Bergamo e docente universitario dice, parlando di lui in un articolo apparso sul quotidiano “L’Eco di Bergamo”: “il Bepi usa una maschera (bergamasca) per far satira (sul bergamasco). Diventa censore impietoso di una realtà che gli appartiene, in cui è immerso: la sua satira, però, non è quella moralista di chi bacchetta dall’alto. La sua satira è quella di chi è parte del coro, che parte dal basso, che fa del dialetto l’arma peculiare per colpire nel segno, perchè le prediche che si fanno divertendo sono più incisive”. La scelta stessa del nome “il Bepi” diminutivo di Giuseppe diffusissimo nella bergamasca, nasce proprio dall’intento di rappresentare il bergamasco comune o quantomeno un certo tipo abbastanza comune di bergamasco. Col tempo le caratteristiche interpretative sono in parte cambiate e un processo graduale ha portato il Bepi dai primi componimenti gutturali a qualcosa di molto più sfumato, ma ovviamente il nome, così riconoscibile, è rimasto. La band Bepi & The Prismas ha conosciuto, nel tempo, una popolarità sempre crescente a partire dagli albori nel 2004 sino ad oggi, esibendosi in circa 260 concerti prevalentemente in territorio orobico, ma anche varcando i confini limitrofi, ottenendo apprezzamenti anche nelle provincie attigue, esibendosi nell’agosto 2005 persino in Belgio. Già dalla prima data tenutasi al Teatro Mons.Tomasini di Clusone il 30 aprile 2005, con una platea traboccante e gente fuori dal teatro che non aveva trovato posto, c’era il sentore di una carriera brillante che sarebbe seguita negli anni di lì a venire.

Tiziano Incani nasce a Lovere (BG) il 2 Giugno 1974. Muove i primi passi nella musica partecipando a rassegne corali ed operette. Nel 1990 entra nel team di Antenna 2 Radio Televisione di Clusone (BG) dove conduce trasmissioni di vario genere radiofoniche e televisive. E' proprio durante le trasmissioni radiofoniche che si diverte ad inventare personaggi comici, tra questi il più famoso è il Bepi. Collabora alla rivista nazionale di musica italiana "L'isola che non c'era" e opera in diverse manifestazioni locali in qualità di presentatore e come DJ e animatore di serate nei locali. Nel 1993 comincia ad esibirsi come solista accompagnandosi con la chitarra nei vari locali tra le provincie di Bergamo, Brescia e Lecco. Si esibisce con alcuni brani propri ma soprattutto pescando nel repertorio dei cantautori italiani come Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini.De Gregori, Battisti, Luigi Tenco, Conte, Ligabue ,Vasco Rossi.

Nel 1995 registra : "L'almanacco delle bolle di sapone", una cassetta autoprodotta, ormai introvabile, contenente 23 brani voce-chitarra e voce-pianoforte scritti interamente da lui.

Nel 1997 partecipa con il brano “Eurocity 12.05” al Festival di S.Marino.

Nel 1998 incide il suo primo CD intitolato "La sfera" che contiene 5 canzoni scritte da lui. Collaborano Guido Bombardieri jazzista e Simone Gamba chitarrista. Nello stesso periodo viene invitato ad esibirsi nella trasmissione "Dentro Milano" su Odeon TV.

Nel 1999 prende parte alla soap di Rai 3 "Un posto al sole" nei panni di Ambrogio Olmi, il capo di una squadra di tifosi di calcio bergamaschi.

Nel 2000 esce il terzo CD sempre autoprodotto: “Scorci di mappamondo”, contenente 12 brani, dove si avvale della collaborazione del pianista Enzo Lanfranchi.

Nell’autunno dello stesso anno partecipa alle selezioni dell’Accademia di Sanremo arrivando nei 120 finalisti con brano “Il gregge”.

Nel giugno del 2002 partecipa al programma televisivo di Canale 5 “La sai l’ultima?”, presentato da Claudio Lippi e Natalia Estrada, approdando alle semifinali.

A novembre 2002 incide “Orobiglia” , sempre a nome Incani, più elettrico e immediato dei precedenti, che vagamente ricorda Billy Joel. A questo lavoro collaborano con lui Simone Giannaccari, Stefano Cocchetti,Guido Bombardieri, Stefano e Mauro Guidi, Simone Gamba, Enzo Lanfranchi, con Doctor Faust all’armonica. Da allora la storia di Tiziano Incani, salvo poche apparizioni, è sempre coincisa con quella del Bepi.

Il Bepi come accennato sopra è uno dei personaggi creato da Incani durante le trasmissioni radiofoniche a Radio Antenna 2 di Clusone. Il ruolo originario di questo personaggio “bergamasco doc” era quello di dispensare opinioni via telefono sull’Atalanta. Ottiene da subito notevole consenso e durante il Radio Tour di Radio Antenna 2 diventa il personaggio rivelazione dell’estate 2002 della Valle Seriana. Nascono così i brani: "Bepijouer" trasposizione in bergamasco del “Gioca Jouer” di Claudio Cecchetto, con piccola coreografia annessa, e “Capiit?!” la versione sempre in bergamasco di “Capito?!” dei Gatti di Vicolo Miracoli, “Massimo Carrera” (reinterpretazione di “Maledetta Primavera” di Loretta Goggi) e “Coston Beach”, il primo brano interamente scritto da Incani. Queste ultime canzoni vengono raccolte in un primo CD dal titolo “Bepi & Friends” .

Nel 2005 Incani compone altre 12 canzoni dialettali e per concretizzarle (CD “Nömer Dù”) si avvale della collaborazione degli amici musicisti: Stefano il Guidone Orobico alla batteria, Mauro Set Carico al basso, Stephan Cochet Coscrét alla chitarra, Ray Riturnèl alle tastiere, Luisa Contadinella Ucraina ai cori e Matteo Burtulòt Barbèta al mixer, a loro si uniranno Simù da Erfa (cori) e Fabrezze ol Postumo (percussioni): nasce così la Band “The Prismas” e partono il primo e vero proprio tour di 75 date e la grande avventura di BEPI & THE PRISMAS.

Il successo ottenuto porta Il Bepi su Rai 2 ospite di Omar Pedrini nella trasmissione “Nu roads”.

Durante la stessa tournée viene registrato il DVD “Live in Berghem”, dove appaiono il brano inedito “Brenner Autobahn” e una serie di sketch divertenti. A dicembre l’esibizione presso il Palacreberg di Bergamo, fa il tutto esaurito e da lì a poco esce il CD “Fò de cover” registrato dal vivo che riporta tra gli altri i 4 brani delle origini contenuti nell’ormai introvabile “Bepi & Friends”.

Il successo ottenuto era forse inaspettato ma il personaggio “il Bepi”, nato quasi per gioco e senza troppe aspettative, dimostra di saperne cavalcare l’onda e senza sedersi sugli allori lavora alacremente dando alla luce un nuovo album “S3nù (strinù)”, musicalmente più raffinato di quelli precedenti e composto da 12 brani tutti originali. Uno di questi e precisamente “Falco Saoldèl”, vede la partecipazione dello stesso ciclista rovettese (Paolo Savoldelli).

Nel frattempo avvengono alcune modifiche all’interno dei Prismas: arriva Simù de Milà , chitarrista, mentre ne escono Simù da Erfa e Fabrezze ol Postumo. Alla realizzazione di questo CD prendono parte, tra gli altri: Guido Bombardieri, l’Anglobruno e Paolo Manzolini. La stagione che segue vede Bepi & the Prismas impegnati in altri 75 concerti concentrati in 4 mesi, in largo e lungo nella provincia bergamasca.

Terminato il tour esce una raccolta allegata al quotidiano “L’Eco di Bergamo”, intitolato “Mé sto bé po’ a ché”che tocca il picco delle 10.000 copie stampate e vendute in una sola settimana. L’anno si chiude con un concerto di Capodanno all’Original Bier Fest di Alzano Lombardo (BG).

Ma il Bepi e la sua Band non conoscono sosta e infatti nella primavera 2007 sfornano addirittura due lavori: “100 100 100” che nasce per festeggiare il centenario dell’Atalanta e che contiene un brano intitolato “Cristiano Doni” nato da una proposta lanciata al Bepi in TV dallo stesso calciatore e brano al quale lui stesso darà voce. Oltre a Doni prendono parte alla registrazione altri giocatori ed ex giocatori atalantini: Massimo Carrera, Marino Magrin, Walter Bonacina, Giorgio Magnocavallo, Marino Defendi, Gianpaolo Bellini, Simone Loria, Claudio Rivalta, Giulio Migliaccio, Marcello Ginami e l’allenatore Stefano Colantuono. Oltre ad avere una connotazione celebrativa nei confronti della squadra bergamasca il CD “100 100 100” ha anche uno sfondo benefico perchè parte del ricavato verrà donato al Canile di Colzate (BG).

Un mese dopo esce “4el? (Quat érel?)” che contiene 11 pezzi inediti che segnano una ulteriore crescita di Bepi & the Prismas e che, inutile dirlo, sono subito un successo. Il CD si chiude, come tutti gli altri, con una serie di divertenti gags telefoniche tra il Bepi e Tony Tranquillo dj di Radio Antenna 2 di Clusone. Il tour 2007 vede ancora parecchie date, per l’esattezza 52 , e ancora pubblico numeroso e entusiasta. La tournée si chiude con un concerto riservato agli iscritti al Fan Club, che viene immortalato in un nuovo doppio DVD dal titolo “BBFC concért de Clüsù…e pò a di otre ròbe”. Questo DVD è il giusto riconoscimento di Bepi & the Prismas ai propri fans e documenta il valore e la portata del rapporto che lega la Band ai propri ammiratori e sostenitori.

Il lavoro successivo viene registrato a febbraio 2008 e si intitola “5ar! (Si’ càr!)”, titolo di carattere “monetario” che si collega al precedente e che presenta ulteriori novità di carattere stilistico. Tra gli altri collaborano Denis Novato, artista italo-sloveno campione del mondo di fisarmomica diatonica. Tra i brani del nuovo CD “Remigio” , dove il Bepi mette in evidenza e attacca i pregiudizi riscontrati nei media legati alla parlata bergamasca e “Pase zo”, che tratta la piaga delle morti bianche. La stagione 2008 si articola in 59 date, circa, da aprile sino al 31 dicembre, caratterizzate sempre da un grande seguito di pubblico.

Il 6 marzo 2009 è uscito un nuovo CD allegato al principale quotidiano bergamasco: la seconda raccolta di Bepi & The Prismas, intitolata "Mé rèste ü bergamàsch", con un brano inedito (“Suoneria piacevole e a ufo”), preceduto da una suoneria realizzata appositamente per il sito de “L’Eco di Bergamo” e altre sorprese e che vede la partecipazione di Stefano Galli alla chitarra.

Per la sua passione per il calcio e in special modo per la squadra della propria città l’Atalanta, è spesso invitato a trasmissioni di carattere sportivo in qualità di opinionista, come commentatore delle partite (Bergamo TV “Tuttoatalanta”) o come articolista sulla stampa locale.

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Timoria

I Timoria sono un gruppo musicale rock bresciano nato artisticamente nel 1986 con il nome Precious Time, poi cambiato in quello attuale.

Il gruppo capitanato da Omar Pedrini ha avuto come cantante Francesco Renga, che ha iniziato una fortunata carriera da solista dopo la dolorosa frattura col gruppo nel 1998, quando è stato sostituito da Sasha Torrisi.

Nel 1987 pubblicano il loro primo singolo Signor nò. Un anno dopo il primo disco "Macchine e Dollari" che li lancia nel panorama rock italiano.

Il successo si concretizza nel 1990 col disco "Colori che esplodono".

Nel 1991 sono al Festival di Sanremo con L'uomo che ride, vincitore del Premio della Critica. La canzone sarà presente nel disco "Ritmo e Dolore" dello stesso anno.

Il 1992 per i Timoria è stato un anno importante: Ligabue li ha scelti come guest star per tutto il suo tour e ha composto la canzone "Male Non Farà" che, interpretata dai Timoria, sarà presente nel disco dello stesso anno "Storie Per Vivere". Il brano di apertura dell'album, "Non Siamo Solo Noi", è un omaggio al grande Freddie Mercury.

Nel 1993 esce Senza vento, che ottiene un buon successo, come anche l'album Viaggio senza vento in cui, tra gli altri, c'è come ospite Eugenio Finardi che interpreta la ballata "Verso Oriente". Mediaticamente questo è l'album che dona vera visibilità al gruppo, grazie anche a tutta la base di fan più "rock" che apprezzarono questo cambio di stile.

Nel 1995 esce 2020 SpeedBall e nel 1997 Etabeta che mantennero uno stile ancora "hard rock" anche se con un inizio di crossover, specie nell'ultimo.

Nel 1998 Francesco Renga si separa dal gruppo per intraprendere la carriera solista, a lui subentrano Pippo Ummarino alle percussioni e Sasha Torrisi come chitarrista e vocalist del gruppo. Omar e gli altri omaggiano il pubblico con una raccolta dal titolo "Senzatempo" che comprende due inediti, "Cuore Mio" e "Terra Senza Eroi", una nuova versione di "Verso Oriente" senza Eugenio Finardi e diversi live tratti dal tour del 1995 registrati al Rolling Stone di Milano.

Nel 1999 esce Timoriaopenart 1999 a testimonianza del filo che lega questi artisti al mondo dell'arte, intesa in tutti i sensi possibili, non solo quello musicale. Pensato e arrangiato a "Lodolandia", questo album segna l'inizio della collaborazione con il noto artista contemporaneo Marco Lodola, che ha anche realizzato una scultura ad hoc per la copertina dell'album.

Nel 2001 esce il singolo Sole spento che traina l'album di successo El Topo Grand Hotel, nel disco sono ospitati gli Articolo 31, nella canzone Mexico; nel 2002 la band si presenta nuovamente a Sanremo con il brano Casa mia.

Poco dopo il gruppo decide di prendersi una pausa e viene congelato, si dice, per un periodo di cinque anni. Vogliono regalare ai fan un doppio cd live nel 2003 dal titolo "Timoria Live - Generazione Senza Vento", registrato all'Alcatraz e al Leoncavallo di Milano.

Alcuni componenti dello storico gruppo, precisamente Diego Galeri e Carlo Alberto 'Illorca' Pellegrini, formano insieme ad altri musicisti, Killa ex chitarrista degli Alligator e degli Zona , e Jack, cantante alla prima esperienza in una band sotto contratto, il gruppo Miura realizzando immediatamente un album dal titolo In Testa.

Omar Pedrini, leader carismatico del gruppo, intraprende invece la carriera solista, già sperimentata nel 1996 con l'album Beatnik - Il ragazzo tatuato di Birkenhead, proseguita nel 2004 alla realizzazione di Vidomàr che include anche il singolo Lavoro inutile con il quale ha partecipato all'edizione 2004 del Festival di Sanremo, vincendo il premio assegnato dai giornalisti per il miglior testo, e giunta nel 2006 col disco "Pane Burro e Medicine" con la canzone Schock, brano che Omar ha scritto dopo la sua degenza in ospedale. Appassionato di musica e arte, è direttore del BresciaMusicArt dal 1997, mentre nel 2001 ha pubblicato per Stampa Alternativa il libro di poesie dal titolo Acqua d'amore ai fiori gialli. Ricordiamo la sua apparizione al cinema nelle vesti di "Don Luigi", nel film Un Aldo qualunque, per il quale ha curato assieme ai Timoria anche la colonna sonora.

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Francesco Renga

Francesco Renga (a sinistra) sul palco di Total Request Live

Francesco Renga (Udine, 12 giugno 1968) è un cantautore italiano.

Il primo concorso che lo vede protagonista è quello fra band bresciane denominato "Deskomusic". Renga ha solo sedici anni ma già un'ottima presenza scenica; il suo gruppo si chiama "Modus Vivendi", fondato appena un anno prima con alcuni amici.

Ma a quel concorso è iscritto anche un altro gruppo destinato a segnare la biografia di Renga, gli allora sconosciuti "Precious Time", poi diventati "Timoria". Fra la giovane band bresciana e il cantante in erba scocca il feeling, e Francesco si trasferisce armi e bagagli, per così dire, da loro. Ottima scelta, a quanto pare, visto che l'anno dopo non solo il gruppo vince la seconda edizione del medesimo concorso ma, cambiato il nome appunto in Timoria, saranno il brodo di coltura in cui Renga ha modo di sviluppare il suo talento artistico per i successivi tredici anni.

Molto amati dai giovani, i Timoria fanno subito tendenza e in un breve lasso di tempo eccoli calcare i palcoscenici di tutta Europa in decine di concerti, lanciati anche dalla partecipazione fra i giovani del Festival di Sanremo nel 1991, dove vinceranno il Premio della critica.

Alla fine del 1998, però, litiga con Omar Pedrini per Ambra e lascia i Timoria.

Il suo ritorno sulle scene avviene da solista, nel 2000, con l'uscita dell'album eponimo "Francesco Renga". Un album che, a sentire le parole dello stesso Renga, non rivela ancora del tutto le potenzialità del cantautore bresciano. L'album omonimo è prodotto da Fabrizio Barbacci (già produttore dei Negrita e dell'album Centomila di Gianna Nannini), mentre diverse musiche vengono composte ed eseguite dal chitarrista Max Cottafavi (già chitarra di Ligabue nei primi 3 album e protagonista del tour Ellesette, nonché chitarra dei Clandestino). Esplode invece l'anno dopo, durante la fondamentale partecipazione a Sanremo Giovani con "Raccontami", che gli vale il Premio della Critica. "Tracce", il disco della definitiva affermazione come solista presso il pubblico, esce nel 2002 contemporaneamente alla sua nuova partecipazione a Sanremo (questa volta tra i Big) con "Tracce di te".

L'ennesimo successo di Francesco Renga è rappresentato da "Angelo", canzone con la quale nel 2005 ha vinto la 55ma edizione del Festival di Sanremo. Un anno prima aveva pubblicato il disco "Camere con vista", ristampato poi con l'aggiunta della canzone vincitrice del festival.

Il 2007 per il cantautore italiano sarà un anno importante, poiché pubblicherà il suo quarto album: "Ferro e cartone", il cui primo singolo estratto è "Cambio direzione".

Sempre nello stesso anno, esce anche il primo libro di Francesco Renga, intitolato "Come mi viene".

Ha partecipato in gara al Festival di Sanremo 2009 con il pezzo Uomo senza età.

Renga ha due figli nati dalla compagna, l'attrice Ambra Angiolini: Jolanda (2004) e Leonardo (2006). Molto saldo il rapporto tra i due, malgrado la contrarietà di Ambra al matrimonio con Renga.

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Davide Carlo Caparini

Davide Caparini e Omar Pedrini

Davide Carlo Caparini (Brescia, 3 marzo 1967) è un imprenditore e politico italiano originario della Val Camonica.

Nato Brescia il 3 marzo 1967, figlio di Teresina Gasparotti da Vezza d'Oglio e Bruno Caparini da Edolo, è residente a Vezza d'Oglio dove ha studiato sino alle medie superiori. Si è diplomato Perito meccanico all’Istituto tecnico di Sondrio, dove nel 1985 entra per la prima volta in contatto col movimento Lega Lombarda. Ha prestato servizio civile nell’ufficio tecnico del comune di Darfo Boario Terme. Laureato in Ingegneria meccanica all'Università degli Studi di Brescia, nel periodo degli studi universitari ha conosciuto Carla Veronesi, assistente di storia della filosofia all’Università Statale di Milano, che ha sposato nel 2000. Hanno una figlia, Francesca.

Dopo la laurea ha conseguito un Master in disegno industriale a Milano e un altro alla Pyrotenax of Canada (Toronto, Canada) per la gestione cantieri e la posa di cavi scaldanti.

Dal 1995 al 1996 è stato presidente del consiglio di amministrazione della Nuova Editoriale S.p.A., editore de l'Indipendente diretto da Daniele Vimercati.

Dal 1997 al 1998 Amministratore delegato dell'Editoriale Nord s.c.a.r.l. di Milano.

Dal 1995 al 1998 ha fatto parte del Parlamento della Padania a Chignolo Po.

Discreto maratoneta, dal 2006 è vicepresidente di Padania Sport, società sportiva affiliata a SportPadania (Ente di promozione sportiva riconosciuto da CONI) ed alla FIDAL.

Come segno di protesta conto i ritardi per il completamento dei lavori di ammodernamento della Strada statale 42 del Tonale e della Mendola, il 23 giugno 2007, in quella che lui ha definito una ultramaratona durata 6 ore e mezza, ha percorso correndo gli oltre 62 chilometri che separano Iseo da Capo di Ponte attraversando Sulzano,Sale Marasino, Marone, Pisogne, Pian Camuno, Artogne, Gianico, Darfo Boario Terme, Piancogno, Cividate Camuno, Malegno, Breno, Niardo, Ono San Pietro e Ceto accompagnato dall'atleta De Luca.

Ottimo chitarrista, ritmico e solista, autodidatta, dal 1994 suona con un gruppo rock-blues "Senso Unico", si è esibito al fianco di Omar Pedrini dei Timoria.

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Crazy Live Music

Il Crazy Live Music è una serie di dieci concerti gratuiti che tra il 18 e il 27 gennaio 2007 hanno animato Piazza Vittorio Veneto a Torino durante i Giochi Universitari.

Durante i dieci giorni di concerti si sono alternati sul palco gli Africa Unite, Le Vibrazioni, Mi Casa es Sonica (evento organizzato da Casasonica con Max Casacci, Sikitikis e Postal_m@rket), Caparezza, Giuliano Palma & the Bluebeaters, Gotan Project, Goran Bregović e la Wedding and Funeral Band, Motel Connection, Omar Pedrini e Gianluca Grignani e infine Frankie Hi-NRG MC.

Al termine dei concerti la possibilità di continuare a divertirsi è stata offerta a Casa Universiade, nei locali dei Murazzi e di Piazza Vittorio Veneto.

Le serate del Crazy Live Music sono state organizzate con la collaborazione di Intesa Sanpaolo e FIAT.

La direzione artistica dell’evento è stata curata da Hiroshima Mon Amour e Multiplay.

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El Topo Grand Hotel

El topo grand hotel è un album dei Timoria, uscito nel 2001. Il titolo, derivato da una delle canzoni contenute nel disco, è ispirato ad un film (El Topo, in italiano La Talpa) del regista/poeta cileno Alejandro Jodorowsky. L'aggiunta di Grand Hotel simboleggia il viaggio. Nel disco, che è un concept album, riprendono infatti le perpezie di Joe (personaggio ideato da Omar Pedrini), iniziate nel precedente, fortunato, Viaggio senza vento. Ma questa volta il viaggio è solo un sogno, e proprio da un sogno fatto dallo stesso Omar Pedrini, sembra, sia nata l'idea del disco.

La ripresa del viaggio di Joe non si traduce in un (inutile) sequel di Viaggio senza vento. Alla voce, dal 1998, non c'è più Francesco Renga e Pedrini, autore di quasi tutti i brani dell'album, non è più vincolato, nella stesura dei pezzi, alla necessità di creare sovrastrutture ritmiche e strumentali in grado di farle da degno contrappunto. In altre parole non era più necessario scrivere pezzi che valorizzassero la voce di Renga, anche perché nessun' altro dei cantanti del gruppo (Sasha Torrisi, Illorca e lo stesso Pedrini) ne aveva le doti canore. El Topo Grand Hotel è un disco autonomo, originale, psichedelico, allucinato, dal sound molto anni settanta, in cui la poetica di Pedrini raggiunge livelli elevatissimi (forese i più alti in assoluto). È un disco assolutamente fuori da ogni schema, che rivela, più d'ogni altro, la vena multiartistica del gruppo (soprattutto di Omar Pedrini). In alcune canzoni vi sono, ad esempio, delle parti con poesie recitate (dal poeta beat Lawrence Ferlinghetti ed dal già citato Jodorowsky). Quello che manca nelle liriche è la voglia di lottare: la società è corrotta, cinica, negativa e la soluzione è la fuga, il viaggio, non necessariamente fisico. Anche solo mentale. Ma purtroppo è solo un sogno che, al risveglio, non lascia che la coscienza che ci sia qualcosa di migliore, via di qua.

Musicalmente El Topo Grand Hotel è un disco assai vario, ma radicato nei settanta e nel rock. Dai pezzi tirati (Come Supermarket, El Topo Grand Hotel e Valentine), si passa con disinvoltura a brani psichedelici (Magico, Febbre, Cielo Immenso), a blues song classiche (Joe -Part 2, 1971) e a ballate struggenti (Sole Spento, Vincent Gallo Blues). Non mancano gli esperimenti, con Jodorowsky che recita L'A'guila cubierta de escamas in mezzo a El Topo e Ferlighetti che declama It's the Voice in Ferlinghetti Blues.

Il disco si apre con l'angosciata (e angosciante) Sole spento, ispirata ad una lettera di un carcerato a Omar Pedrini. "Quando sei condannato al pentimento/Stanco di sentir dire: non ho tempo/Come in un sole in cui sentire freddo/Sono qui, aspetterò/io...aspetterò/Finché arriverà il mio momento...". Sembra un brano avulso dal concept, ma in realtà la sua coesione col resto dell'album sta proprio nel contrasto tra prigionia e viaggio, tra aspettare e fuggire. Il sole in cui sentire freddo, del resto, accompagna (talvolta in modo opprimente) l'ascoltatore lungo tutto il disco. La contrapposizione emerge violenta col secondo pezzo, Cielo Immenso ("Va senza tempo, senza età/C'è un cielo immenso via di qua..."), in cui Joe riparte per il suo viaggio (fisico e mentale). Mandami un messaggio, il terzo brano, è invece l'atto d'accusa al vuoto e alla superficialità odierne (Datemi un passaggio per fuggire dai locali intelligenti/E dagli sguardi dei clienti/Con le loro auto nuove/Stretti a donne semi nuove/Senza libri e pessimi DJ). È ciò da cui Joe scappa (non potendovi porre rimedio).

Roma è la prima tappa del viaggio, ci dice la struggente Vincent Gallo Blues: "Roma non dorme mai/.../Da qui sembra sorridere/Dei nostri pensieri l'antica città". Non è, però, solo fuga fisica, è anche (soprattutto) fuga mentale: "Oggi ho spento la TV e non vi vedrò mai più/Un guerriero soffre ma cerca il fuoco nel profondo" ci dice Joe (Part 2), prima di ripensare ai propri sbagli ("Perso nel Supermarket/Vendo gli errori miei/Non vi farò del male/Se mi ridate lei") nella tiratissima Supermarket. Dopo essere stato "svegliato dal silenzio" (citazione di Italo Calvino) di una nevicata in un vagone ferroviario (Neve), Joe va da Amsterdam (1971) dove si sente Magico ("E intorno a me tutto è possibile/E canto un nuovo mondo magico/.../Finché la mia mano l'alzerà/una carta buona arriverà") ed incontra Valentine. L'ultima tentazione di Joe. Ma anche questa non è l'ultima tappa del viaggio, perché il disagio di Joe non è più solo con la società, ma anche interiore ("Strade/Salgono le voci dalle scale/La vita è lì e ride di me/Sognerò per esserci/Meglio così" - Febbre). E allora via in Mexico dove "Volerò più in alto verso il sole/Perché illumini anche me/Portami guerriero verso il cielo/Se mi sento inutile",cantata insieme agli Articolo 31, e si ritroverà nel Topo Grand Hotel in cui l'alchimista, con l'arte magica, lo trasformerà da serpente ad aquila e lo farà volare così in alto da fargli incontrare Mork, che lo invita a seguirlo in un posto lontano, su un altro pianeta (tanto "L'umanità s'è uccisa da sè"). L'album si conclude con l'amara constatazione che il viaggio è stato solo un sogno, che nell'Alba fragile ha lasciato solo la certezza che ci sia un Cielo immenso via di qua.

In conclusione El Topo Grand Hotel è un disco difficile, colto e complesso, con l'unico limite filosofico di non proporre soluzioni, al di là della fuga, ai disagi di Joe. Tra tanti versi di spessore, balzano all'occhio anche alcune banalità evitabili, come la scelta di Amsterdam o del Messico(luoghi mito della beat generation),come tappe del viaggio. Nonostante qualche difettuccio, resta comunque un album sinceramente ispirato.

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Source : Wikipedia