Olbia

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Tags : olbia, sardegna, italia

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Olbia

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Olbia (in sardo Terranòa /terraˈnoa̩/, in gallurese Tarranóa /tarraˈnɔːa̩/), è una città italiana di 54.095 abitanti, capoluogo, con Tempio Pausania, della provincia di Olbia-Tempio in Sardegna. È stata l'antica capitale del Giudicato di Gallura e la prima sede vescovile della Gallura (Diocesi di Civita - Ampurias sino al 1839).

La città, una delle principali della Sardegna, è una realtà industriale e commerciale in piena espansione. Ha conosciuto negli ultimi decenni un rilevante aumento demografico ed uno sviluppo assai rapido della sua economia. Il numero degli abitanti infatti è raddoppiato tra gli anni 1951 ed il 1981, attualmente ne conta oltre 53.000, (nel 1964 erano 18.800). Il territorio comunale, con una superficie di 376,10 km², si pone al 24° posto tra i Comuni italiani per estensione. Ricca di insediamenti turistici molto conosciuti, tra i quali Porto Rotondo e Portisco, è dotata di infrastrutture che ne fanno, attualmente, un polo turistico molto importante per l'intera Isola. Olbia è il motore economico della provincia e uno dei più importanti della regione. Nell' aeroporto Olbia-Costa Smeralda, infatti, sono transitati nel 2006 1.765.507 passeggeri, secondo aeroporto isolano, (fonte ENAC) mentre il porto dell'Isola Bianca, assicura i collegamenti quotidiani con la penisola ed è il primo porto italiano per traffico passeggeri. L'autorità portuale comprende anche lo scalo di Golfo Aranci, distante 15 chilometri.

La città si è notevolmente espansa durante il suo sviluppo, dal nucleo storico del corso Umberto I, a causa di un notevole incremento demografico. I problemi di viabilità sono stati contrastatati con la creazione di una circonvallazione e delle sue relative sopraelevate, di un tunnel sottostante l'area del porto vecchio e di numerose rotatorie all'interno e fuori del centro urbano.

Frammenti di ceramica ed una caratteristica statuetta femminile rappresentante la Dea Madre, ritrovato a Porto Rotondo, fanno risalire al Neolitico Medio (4.000 – 3.500 a.C.) le prime testimonianze dell’uomo in territorio olbiense. Successivamente, durante il periodo Eneolitico, con ocra rossa furono raffigurate nelle pareti della grotta del Papa - sull’isola di Tavolara – delle figure umane schematizzate, risalenti al 2.700/2.500 a.C, mentre risale all’Età del Bronzo antico (1.800 - 1.600 a.C) la tomba dei giganti che si trova a Su Monte de s’Ape.

Ma a partire dalla media Età del Bronzo, in concomitanza della diffusione in tutto l’Isola della originale civiltà nuragica, anche nel territorio di Olbia si riscontrano insediamenti nuragici, man mano sempre più numerosi: sono più di 50 quelli attualmente conosciuti e vanno dai villaggi ai pozzi sacri alle sepolture megalitiche e tra questi il Pozzo Sacro di Sa Testa, la sepoltura collettiva di Su Monte 'e s'Abe e il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas.

Dal VII secolo a.C. venne probabilmente frequentato per un breve periodo dai greci (secondo la tradizione greca citata da Diodoro, Strabone e Pausania) e precedentemente anche dai Fenici. Ma, contrariamente a quanto possa lasciar supporre l'origine del suo nome (Olbia deriverebbe dal greco Ολβιος/Olbiòs (felice)), le prime tracce di un vero insediamento urbano, databile tra il V e il IV secolo a.C., sarebbero, secondo gli ultimi ritrovamenti, da attribuire ai punici. I cartaginesi la cinsero di mura e di torri, edificando nella parte più alta un'acropoli con un tempio dedicato a Melqart.

La città punica occupava un'area compresa, ai giorni nostri, tra Via Asproni e Piazza Matteotti e parte delle antiche mura sono ancora visibili in Via Torino. Negli scavi archeologici, effettuati nell'aprile del 2007, è emerso parte dell'abitato punico nella centralissima via Regina Elena. Nel mese di luglio 2001, in via Nanni, era stato riportato alla luce parte del vecchio insediamento di epoca punica e romana, utilizzato dal IV al I secolo a.C.

In quel periodo poi, nel 535 a.C., nelle acque comprese tra il Golfo e la Corsica, una flotta di sessanta navi focesi della colonia di Alalia si scontrarono con una flotta di navi etrusche e puniche, coalizzatesi per sbarrare la strada alla penetrazione greca nel mar Tirreno. Il violento scontro, conosciuto come la battaglia del Mare Sardo (o battaglia di Alalia), è ritenuto da molti la prima grande battaglia navale nei mari dell'occidente.

Quando i Romani occuparono la Sardegna nel 238 a.C., la città non divenne solamente un centro commerciale, ma anche una importante base navale militare. Fu collegata con il resto dell'Isola da tre importanti arterie stradali utilizzate dalle legioni ma anche per il trasporto di ogni mercanzia. Riorganizzata sull'impianto punico, la città divenne il più importante centro della costa orientale sarda e dal suo porto (il più vicino alla penisola), partivano le navi cariche di materie prime verso la capitale.

La città, il più importante avamposto romano della Gallura, fu minacciata nei primi anni della conquista romana, dalle incursioni dei, cosiddetti, Corsi della gallura e dai Balari del Montacuto, l'Olbia romana (talvolta trascritta sui miliari nella forma "Olvia" o "Olbi") stimava una popolazione di oltre 5000 abitanti ed era dotata di un foro, di strade lastricate, di terme pubbliche ed acquedotto (proveniente dal monte Cabu Abbas, dal latino caput aquarum).

Vi risiedeva, inoltre, e possedeva vasti latifondi e una fabbrica di laterizi (riportanti il bollo Actes Aug l), la liberta di Nerone, Atte, esiliatavi dopo il matrimonio dell'imperatore con Poppea.

Al 304 d.C., sotto il regno dell'imperatore Diocleziano vi è attestato il martirio di San Simplicio, trafitto da una lancia e morto dopo tre giorni di agonia insieme ai suoi tre compagni Rosola, Diocleziano e Fiorenzo, e poi sepolto nella necropoli romana fuori dalle mura. In tale necropoli, durante gli scavi effettuati nel 1904, fu scoperto un tesoro contenente 871 monete d'oro di diverso taglio e portanti il marchio di 117 diverse famiglie romane.

Da segnalare i ritrovamenti avvenuti nel 1999 nell'area del porto vecchio durante i lavori per la costruzione di un tunnel. In quell'occasione ritornarono alla luce 24 relitti di navi romane e medievali; furono i Vandali ad affondare alcuni dei relitti portando alla distruzione dell'abitato ed al crollo della città antica che comunque continuò a sopravvivere.

La caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel V secolo, marca l'inizio di un lungo periodo di decadenza. La città romana cadde per un attacco compiuto dai Vandali dal mare; fu incendiata e distrutta insieme alle navi ormeggiate in porto. Il colpo subito fu terribile e alla fine del VI secolo la città appare con un nuovo nome: Phausiana; secondo alcuni storici questo nome è dovuto all'allontanamento dal nucleo originario verso la campagna, ma recenti studi ipotizzano che la Phausiana potesse essere ubicata nel colle di San Simplicio. Gli scavi e gli studi degli ultimi anni, fanno propendere, al contrario, per una continuità abitativa nel sito della attuale. La città non scomparve, subì, sicuramente una contrazione in termini demografici e come dimensioni.come testimoniano i relitti dei recenti scavi del tunnel.

Di notevole importanza per conoscere meglio la storia di quel periodo sono gli scavi, iniziati nel 2006 per il rifacimento delle reti idriche nella zona prospiciènte il molo Benedetto Brin, da cui è emerso quello che, presumibilmente, doveva essere il foro, resti di templi monumentali e botteghe artigiane, che contribuiranno a conoscere meglio un periodo della storia della città.

Un tratto di selciato di epoca tardo imperiale verrà preservato e integrato nell'arredo urbano.

In questo periodo il porto della città non cessa di vivere e continua a commerciare anche se in modo ridotto rispetto all'età romana e punica.

Dall'VIII al XII secolo gli Arabi tentano la conquista della Sardegna attratti dalle miniere d'argento, ed e proprio in questo periodo di perdurante allerta che la Sardegna si separa dall'impero bizantino e si divide in quattro parti chiamati Giudicati (Cagliari, Torres, Arborea e Gallura).

Olbia, che ora si chiama Civita, ricopre il ruolo di capitale del Giudicato di Gallura, ed è menzionata per la prima volta con questo nome nel 1113. Tra la fine del XI e gli inizi del XII secolo, sotto il giudice Costantino, viene edificata la chiesa di San Simplicio, in stile romanico, l'edificio religioso di maggiore bellezza della Gallura.

Nel 1296, morto il giudice Nino Visconti, citato da Dante nella Divina Commedia come Giudice Nin gentil, il Giudicato gallurese cade in mano pisana; per iniziativa dei pisani stessi venne quindi ribattezzata in Terranova (mentre il termine Civita rimarrà esclusivamente ad individuare amministrativamente la diocesi).

Città murata (sulla porta principale verso terra vi campeggiava lo stemma giudicale), centro del potere religioso (la cattedrale extra-muros di San Simplicio realizzata sull'antica necropoli punico-romana in cui erano sepolti i resti di San Simplicio) e civile (il palazzo giudicale era probabilmente nel luogo della ex caserma della Guardia di Finanza in Corso Umberto, con cappella palatina presso la chiesa di San Paolo). Sul periodo giudicale, purtroppo le fonti sono poche e frammentarie. Citando Francesco Ignazio Mannu (nato a Ozieri il 18 maggio 1758 e morto a Cagliari nel 1839) "...S'isula hat arruinadu, custa razza de bastardos; Sos privilegios sardos Issos nos hana leadu, dae sos archivios furadu, nos hana sas mezzus pezzas et che iscritturas bezzas las hana fattas bruiare... Hanno rovinato l'isola questa razza di bastardi, i privilegi sardi li hanno portati via; hanno rubato dagli archivi i documenti più importanti, e come scritti inutili li hanno fatti bruciare..." a parte gli scritti di Dionigi Panedda poco è stato pubblicato sul giudicato di Gallura. Nel repartimiento de Cerdeña del 1358, Terranova, capitale giudicale, dopo un lungo periodo di guerre, rivolte e pestilenze, contava 132 capifamiglia soggetti al testatico , tale dato riferito ai contribuenti fa desumere su una popolazione di circa 800 abitanti, nello stesso periodo a Sassari erano attestati non più di 700 uomini in armi, circa 4000 abitanti. Alcune fonti riportano come parte della città fosse in rovina e che ne venissero prelevati i resti anche per l'erezione del complesso della Piazza dei Miracoli a Pisa, tra i quali l'architrave di un tempio dedicato a Cerere e il portale della stessa cattedrale di San Simplicio. I diritti storici della capitale giudicale restano comunque a Terranova. Il pesante vincolo pisano nella conduzione del Giudicato ne limitava fortemente l'autonomia. A questo periodo risale comunque il fortilizio del Castello di Pedres, di cui si hanno notizie tra il 1296 ed il 1388.

Nel 1323 la Sardegna viene conquistata dagli Aragonesi e sotto questa dominazione vi venne istituito il regime feudale che comportò la disgregazione del Giudicato di Gallura, con il solo mantenimento dell'organizzazione territoriale in Curatorie (ribattezzate Incontrade): Terranova fu prima nell'omonima Signoria, poi della baronia di Terranova, e quindi Marchesato dal 1579. Di fatto XIII al XVI secolo la città decade lentamente per problemi legati alla mutazione dell'asse dei traffici marittimi, che spostandosi verso la Spagna, favoriva le città della costa occidentale sarda. L'insalubrità ambientale e la presenza della malaria, uniti all'esposizione a scorrerie piratesche ottomane ( nel 1553 il corsaro Dragut ne devasta il centro), causano la decadenza della città. Nella seconda metà del '500 la città è scarsamente abitata: nel 1559 a Olbia vengono attribuiti non più di 90 fuochi ( circa 360-400 abitanti ), alla fine del '600 appena 240 abitanti.

Il processo di spopolamento delle coste avviene in concomitanza con il ripopolamento delle zone interne della Gallura, che beneficiano, anche, delle migrazioni di popolazioni in fuga dalla Corsica. Il declino di Terranova comportò nel 1568 l'accorpamento della sede vescovile prima a Castellaragonese (oggi Castelsardo) con la denominazione di "Civita e Ampurias" sino alla soppressione che avvenne nel 1839, con la nascita della diocesi di "Tempio-Ampurias". Nel 1614 il vescovo Giacomo (Diego) Passamar ordina una ricognizione dei resti dei martiri Olbiesi (Rosola, Diocleziano, Fiorenzo e Simplicio) i cui resti vennero traslati dalla cripta presso la cattedrale (fuori le mura) al centro nella chiesa di San Paolo dentro le mura di Terranova.

Ancora tra il 1826 e il 1828 Antoine-Claude Pasquin Valery nel suo "Voyage en Sardaigne" scriveva "Il villaggio marittimo di Terranova, insalubre, spopolato, non ha duemila abitanti, occupa il sito dell'antica e celebre Olbia. L'aspetto delle case è quello delle grandi fattorie, (...); Nella campagna, la chiesa di San Simplicio, che risale ai Pisani, è press'a poco abbandonata (...)", ma anche "Questa bella pianura di Terranova, un tempo tanto fiorente da contare dodici città e settanta comuni, così felicemente situata in riva al mare, riparata dalle montagne e con un così buon clima, potrebbe nutrire più di 50.000 abitanti; infatti possiede ancora tutti gli elementi dell’antica prosperità". Mentre il Generale Alberto La Marmora, nel suo celeberrimo "Itinerario dell'isola di Sardegna" scriveva: L’attuale paese di Olbia è costruito a filo, con una certa regolarità. Le strade sono parallele e tagliate ad angolo retto. Le case sono costruite come la chiesa di San Simplicio con cantoni di granito estratti sul posto o nei dintorni; questa roccia assume una colorazione rosata simile al più bel granito dei monumenti egizi. Ai viaggiatori europei dell'800, tra i quali John Warre Tyndale, il paese di Terranova appariva così: Le case, nessuna delle quali si presenta decente o pulita, sono per lo più fatte di granito ed imbiancate, quasi ad offrire un contrasto maggiore con la sporcizia generale ed il sudiciume che sta all’interno e attorno ad esse.

Il processo demografico sì invertì solo nella seconda metà dell'800: la città che nel 1799 contava appena 2000 abitanti, viene rinominata, con regio decreto nel 1862, in "Terranova Pausania".

Furono determinanti la riqualificazione del porto di Terranova (nel 1870, a cui contribuirono anche i comuni della Gallura) e l'arrivo della ferrovia (la linea Cagliari-Chilivani-Terranova venne inaugurata nel 1881, cui si aggiunse il prolungamento a Golfo Aranci), che portarono alla rinascita urbana del centro, che allora contava circa 3000 abitanti, in prevalenza pescatori (con una nutrita comunità di origine ponzese) e contadini. Tuttavia, le difficoltà dovute all'interramento della canaletta di accesso al golfo di Olbia, spinsero il generale La Marmora a proporre l'idea di costruire un nuovo porto presso Capo Figari, con la fondazione di un nuovo nucleo abitato chiamato "Olbia Nova". Nel 1880 il servizio regolare di linea (passeggeri e postale) per Civitavecchia mediante piroscafi venne spostato da Terranova alla vicina Figari (oggi Golfo Aranci), prolungandovi la ferrovia, lasciando alla prima il solo traffico merci e militare. Solo nel 1920, a seguito di una insurrezione popolare e delle incessanti battaglie parlamentari dell'on. Giacomo Pala, in seguito conosciuto come onorevole Terranova venne riattivato il servizio a Terranova, il che diede un impulso maggiore alla rinascita economica, commerciale e demografica del centro che era iniziata dagli ultimi anni del secolo precedente, mentre, a seguito dei lavori di ampliamento e banchinamento del porto, nel 1930 venne inaugurata la Stazione Marittima.

Nel corso del periodo fascista nel 1939 viene ripristinato l'antico nome romano (Olbia), le viene inoltre aggregata la frazione di San Pantaleo staccata dal disciolto comune di Nuchis e vengono realizzati regolari collegamenti aerei con la penisola a mezzo di idrovolanti. Il 14 maggio 1943 Olbia viene duramente bombardata dagli alleati, almeno 22 persone muoiono sotto le macerie del municipo e del centro. Insieme a Cagliari la città paga un alto tributo di sangue alla seconda guerra mondiale.

Bonificato il territorio e debellata la presenza della malaria, nel corso della seconda metà del XX secolo e in particolare dagli anni sessanta la città cresce economicamente e demograficamente sotto la spinta della scoperta turistica della costa nord orientale della Sardegna (Costa Smeralda, Arcipelago della Maddalena, Santa Teresa), della quale diviene il principale riferimento e centro di servizi. La città passa dai 14700 abitanti del 1951 ai 45400 del 2001, con un incremento senza eguali tra le realtà urbane dell'isola. Primo porto passeggeri in Italia, nel 1974 viene realizzato il nuovo aeroporto "Costa Smeralda" che sostituisce il precedente scalo di "Venafiorita". L'aeroporto internazionale Olbia-Costa Smeralda , forte di un consolidato flusso turistico, è, con i suoi 1.765.507 passeggeri, il secondo aeroporto della Sardegna per traffico complessivo ed il primo per traffico internazionale, grazie anche alle compagnie low-cost che collegano la città con il nord europa (Londra, Berlino, Colonia, Hannover, Stoccarda, Monaco e Zurigo). È il 16° scalo italiano per numero di passeggeri (dati 2006). Olbia è sede di un corso di laurea (gemmato dall'Università di Sassari con corso di laurea della Facoltà di Economia in "Economia e imprese del turismo" presso l'Aeroporto Olbia - Costa Smeralda), scuole superiori, Ospedali Civili ( Nosocomio "San Giovanni di Dio" in zona Ospedale e nosocomio "Giovanni Paolo II" in località Maltana ), sede locale dell'Agenzia delle Entrate, sede staccata del Tribunale di Tempio Pausania, Azienda Sanitaria Locale (ASL) n. 2 di Olbia (che accorpa dal 1996 le precedenti ASL n. 3 di Tempio e n. 4 di Olbia e con competenza estesa all'intera provincia), Capitaneria di Porto, Autorità del Porto di Olbia-Golfo Aranci, Area Marina Protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo (comprendente territori situati nei comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro), nonché sede degli uffici previdenziali (INPS - che dal 15\11\2007 ha attivato la Direzione Provinciale) e del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Dal 2005 vi è insediata la sede provvisoria della Provincia di Olbia-Tempio ( dapprima nella sede della Comunità Montana "Riviera di Gallura" in via Nanni, ora nella nuova sede, sempre in via Nanni ), in cui attualmente ha sede la presidenza e dove si riuniscono la Giunta e il Consiglio dell'Ente. Il 31 agosto 2006 con Delibera Statutaria del Consiglio Provinciale a Olbia, è stata deliberata la scelta del capoluogo. Olbia e Tempio Pausania saranno i capoluoghi della Provincia di Olbia-Tempio, la cui sede legale e degli organi della Giunta Provinciale avranno sede nella città di Olbia mentre la Presidenza e il Consiglio Provinciale si, dovrebbero, alternare con la sede di Tempio Pausania. Gli organi della Provincia opereranno comunque con i propri organismi consiliari ed articolazioni presso la sede di Olbia. A proposito di organi amministrativi importante il riconoscimento dell'EURISPES per Olbia. Infatti il comune di Olbia è stato votato nel 2006 come "comune d'eccellenza del sistema amministrativo italiano" per capacità amministrativa e gestionale.

La lingua più parlata in città è l'Italiano. Accanto ad esso, la città rappresenta una vera e propria isola dialettale logudorese, seppure con caratteristiche del tutto locali, in Gallura: infatti il logudorese locale, l'olbiese, vanta ad Olbia numerosi parlanti. In particolare, si presenta un continuo contatto tra il dialetto logudorese locale (terranoesu) e il dialetto gallurese, tanto che, negli anni, vi è stata una forte influenza del lessico gallurese su quello terranovese ("sa copulada" in olbiese, "la cuppulata" in gallurese, "su tostoine" in logudorese; italiano "la tartaruga". "Su colzu" in olbiese, "lu colciu" in gallurese, "siscuru" in logudorese; italiano "poverino" etc). Oltretutto le varie comunità di cittadini provenienti da altre parti della Sardegna, in particolar modo quelle buddusuine e bittesi, mantengono, sopratutto al livello familiare, l'uso del loro dialetto. Secondo recenti stime, il 62% degli abitanti di Olbia parla una variante locale, e tra questi il 44,6% afferma di avere una competenza attiva del sardo, mentre la competenza attiva del gallurese si riduce al 39%. Molte famiglie olbiesi, tuttavia, hanno una competenza attiva sia del dialetto logudorese-olbiese sia del dialetto gallurese: parlano logudorese-terranovese in città, gallurese con gli altri abitati della Gallura. Nonostante questa notevole ricchezza linguistica, a differenza di altre aree della Sardegna più isolate,le quali hanno mantenuto l'uso del sardo utilizzato in ogni ambito della vita quotidiana, Olbia vanta un'apertura con il continente e con tutto il resto del mondo decisamente superiore, cosicché, nel bene e nel male, i suoi abitanti, specialmente le nuove generazioni, utilizzano sempre meno le lingue locali, concentrandosi nell'uso della lingua italiana e nel perfezionamento delle principali lingue straniere, soprattutto dell'inglese. ciò nonostante l'apertura culturale della città ha fatto si che provvidesse all'apertura di uno sportello "linguistico " ("uffitziu de sa limba sarda"), che permette di rafforzare la conoscenza e la diffusione delle parlate locali anche tra le giovani generazioni esplicitamente interessate al recupero della lingua locale, la cui scomparsa sarebbe una sconfitta culturale irrimediabile. Questo tipo di uffici, finanziati dalla legge 482/99 sulla tutela della minoranze linguistiche,rappresentano attualmente una importante realtà sulla valorizzazione della lingua sarda sia nelle sue variante locali, sia nella variante ufficiale LSC(Limba sarda Comuna). Essi mirano ad un uso sempre maggiore della lingua sarda nella vita pubblica, nei mass-media,nella vita familiare, ma sopratutto nella scuola,dove oltretutto in altre zone della Sardegna è già stata avviata anche la sperimentazione dell'insegnamento come lingua veicolare.Riguardo a quale sia la causa dell'uso del logudorese in città, è molto probabile che, poiché durante il XVI e XVII secolo essa si trovava in stato di semi-abbandono a causa delle pestilenze che infestavano le zone costiere, l'isolamento dal resto della Gallura, dove andavano stanziandosi numerosissime famiglie provenienti dalla vicina Corsica, favorì il mantenimento del logudorese, che si è protratto fino ai nostri giorni.

Alle elezioni del 27 e 28 maggio 2007 Gianni Giovannelli è stato eletto Sindaco della città. Le elezioni hanno visto la netta affermazione del centrodestra con oltre il 67% dei voti. Succede a Settimo Nizzi, che ha guidato un'amministrazione di centrodestra per circa dieci anni.

I principali porti turistici nel comune di Olbia sono: Olbia, Porto Rotondo, Portisco.

Grazie alla sua posizione geografica che ne fa uno dei punti più vicini alla penisola, Olbia costituisce il principale punto di collegamento con il continente italiano dal quale dista meno di 300 km. Tale distanza viene coperta dai moderni traghetti veloci in circa cinque ore ed il suo porto passeggeri, chiamato ("Olbia-Isola Bianca"), negli ultimi 30 anni è cresciuto tanto da far diventare lo scalo gallurese il primo (Fonte) porto passeggeri in Italia. Il porto è collegato alla rete viaria extraurbana con un tunnel e strade sopraelevate.

Anche il suo aeroporto, chiamato ("Olbia-Costa Smeralda"), recentemente ampliato e riammodernato, è considerato (Fonte Enac) uno dei più importanti e all'avanguardia del Paese. La sua torre di controllo è la terza in Italia per modernità, grandezza e tecnologia. L'aeroporto di Olbia è collegato con le città di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino, Venezia e Verona dalle compagnie Meridiana (con sede Olbia), Alpi Eagles, Easyjet e Airvallee. Oltre ai collegamenti nazionali vi sono quelli internazionali: la compagnia TUIfly collega Olbia tutto l'anno con Amburgo, Berlino, Colonia, Düsseldorf, Francoforte, Hannover, Stoccarda, la compagnia Easyjet collega Londra, Milano Berlino, Basilea e Ginevra. La compagnia Meridiana effettua voli verso Parigi e, in estate, verso Londra. A questi si aggiungono altri voli per le principali capitali e località europee.

Olbia è collegata con Golfo Aranci e Cagliari dalla Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, è inoltre possibile raggiungere Sassari e Porto Torres attraverso la diramazione che parte da Chilivani.

La strada Statale 131 dcn (4 corsie) la collega a Nuoro e a Cagliari via Abbasanta, mentre le strade statali per Sassari (SS199/SS597 E840), Tempio Pausania (SS127) e Palau passando per Arzachena (SS125 Orientale Sarda), tutte a una sola corsia per senso di marcia, collegano la città con il resto della Gallura e del Nord Sardegna.

Il trasporto pubblico cittadino e i collegamenti con le frazioni sono assicurati dall'ASPO (azienda dei servizi pubblici di Olbia), mentre i collegamenti automobilistici, con gli altri centri del territorio sono effettuati dall'ARST (azienda regionale sarda trasporti). Altri operatori privati operano con linee in concessione.

Oggi Olbia è il principale centro economico della Gallura e del nord-est della Sardegna (la mitilicultura, centri commerciali (Auchan e Terranova), industrie alimentari (A's Do Mar, anche se precedentemente si produceva tonno in scatola a marchio Palmera, rilevato dal Bolton Group e ora prodotto a Cermenate), del granito, settore nautico e sede delle aziende più importanti, come la compagnia aerea Meridiana, è situata a meno di 30 km dalla Costa Smeralda, zona turistica conosciuta in tutto il mondo, della quale è il principale centro di servizi.

La festa del santo patrono di Olbia e della gallura, San Simplicio, si celebra il 15 maggio, seguendo il tipico programma delle feste paesane. Alle celebrazioni religiose che iniziano nove giorni prima, si affiancano varie iniziative culturali, sportive, e intrattenimenti profani(quali concerti, fuochi d'artificio e giostre). In questa occasione viene anche offerto un assaggio gratuito del principale prodotto ittico: i mitili.

A cavallo della festa del santo patrono San Simplicio, va in scena anche l'evento automobilistico più importante d'Italia dopo la Formula 1, il WRC Rally d'Italia Sardegna, sesta prova del Campionato del mondo rally che si disputerà sugli sterrati del centro-nord della Sardegna dal 15 al 18 maggio.

Nel mese di luglio viene organizzato sull'isola di Tavolara il festival cinematografico "Una notte in Italia" che vede la presenza di attori e registi di primo piano del cinema italiano.

CHIESE MODERNE.

Dal 2004 ospita il Rally d'Italia - Sardinia, prova valida per il campionato mondiale Rally WRC. Il rally, molto spettacolare, percorre gli sterrati galluresi e del Monte Acuto. L'edizione del 2008 ha preso il via il 15 e si è conclusa il 18 maggio con la vittoria di Sebastien Loeb.

Dal 1978 negli sterrati Galluresi e quelli intorno alla città si corre il Rally Costa Smeralda, giunto ormai alla 26° edizione.

Intorno alla città si corre anche il Rally Città di Olbia, giunto nel 2008 alla sua quarta edizione, avente validità per il trofeo delle isole (Sardegna-Corsica).

Il prossimo 13 luglio ospiterà il Gran Premio di Sardegna di Supermotard, quarta prova del Campionato del Mondo Supermoto S1. Dovrebbe disputarsi su un circuito cittadino.

Il 2 maggio 2007 ha ospitato la partenza della prima tappa del Mondiale di cross-country, con partenza dalla piazza Crispi.

Il 9 febbraio del 2005, lo stadio "Bruno Nespoli" di Olbia ha ospitato l'incontro di calcio tra le nazionali Under 21 di Italia e Russia, gli "azzurrini" hanno sconfitto i pari età Russi per 2 a 1.

Il 26 maggio 1991 la 1^ tappa del Giro d'Italia 1991 si è conclusa ad Olbia con la vittoria del francese Philippe Casado. Il ciclista, nato in Marocco, ma di nazionalità francese, morì prematuramente all'età di 30 anni nel corso di una partita di rugby a Saint-Estève, nella regione di Perpignan, nel 1995.

Nel 2005 la palestra del Maestro Mario Rama ha riportato il primo posto, categoria principianti, ed il secondo ed il terzo categoria esperti nel campionato italiano di difesa personale svoltosi nella città di Alessandria.

La squadra di Baseball è l'Olbia Rockets (www.olbiabaseball.it) che milita nel campionato di serie C2 regionale.

Per il basket la Forus Basket Olbia conosciuta come Santa Croce milita in B2, mentre la seconda squadra è Olimpia Basketha militato con buoni risultati in C1, ma a che ha seguito della perdita dello sponsor, è dovuta ripartire col settore giovanile dalla serie D regionale. A seguito dei risultati raggiunti nella stagione 2007/2008, L'Olimpia riacciuffa la C2 dopo solo un anno di permanenza tra i dilettanti. Olbia è anche la città di adozione del cestista Luigi Datome che ha militato nella Forus, e che ora milita tra le fila della Virtus Roma e nella Nazionale italiana.

La squadra di calcio è l'Olbia Calcio che gioca nel campionato di serie C2. L'altra squadra maschile è il Tavolara Calcio è stata promossa nel campionato di serie D.

Altre squadre sono il Porto Rotondo militante in Promozione Regionale mentre Audax Olbia e Olbia '05 militano in II° categoria.

Nel calcio femminile l'Olbia milita in A2, mentre la Gruppo A disputa il campionato di Serie B.

La squadra di pallavolo Meridiana Pallavolo Olbia disputa il campionato nazionale di serie B1, mentre la squadra femminile, partecipa al campionato regionale di serie C.

Importantissimi per la città i risultati raggiunti nel pugilato dal pugile olbiese "Simone Maludrottu", attuale campione europeo di "pesi gallo".

Il 21 luglio 2007 allo stadio Angelo Caocci si è svolto, per la prima volta in città, il 21° meeting di Atletica Leggera Terra Sarda.

Negli anni 2003 e nel 2004 si sono disputate, nelle acque prospicienti il molo Benedetto Brin, nel golfo interno, le prove del campionato mondiale di acquabike.

Nel 2005 il Geovillage Tennis Team a vinto lo scudetto di Serie A. Prima volta per una societa' sarda.

Nei campionati di scacchi sono presenti due squadre, la prima che milita in A2, la seconda in serie B. Tra i giocatori di punta, ricordiamo uno su tutti Giampaolo Buchicchio , due volte campione italiano under 20 (2002; 2003) e Maestro FIDE, titolo raggiunto solo da un altro sardo, Gianlazzaro Sanna di Cagliari. Il circolo Scacchi Olbia, ha visto la squadra arrivare a giocare, prima tra le sarde, nella serie A1 del Campionato Nazionale a Squadre nel 2005.

Nel mese di agosto del 1989, in un violento rogo, sviluppatosi nella frazione di San Pantaleo, morirono 13 persone.

In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Olbia sono stati rilevati 45.366 abitanti residenti, dei quali 37.694 abitanti (pari all'83%) nella città di Olbia. Le rimanenti località abitate del territorio comunale sono San Pantaleo con 680 abitanti, Berchiddeddu con 500, Pittulongu con 446, Murta Maria con 419, Rudalza con 364, Porto Rotondo con 337, Porto Istana con 150, e Li Cuncheddi con 49 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a 4.727 unità (di cui 2.627 nell'intorno di Olbia).

Rudalza è un piccolo centro abitato di 700 abitanti situato nella costa Nord-orientale della Sardegna. Frazione del comune di Olbia sotto il nome di Rudalza-Porto Rotondo.

Si estende tra la parte occidentale del golfo di Cugnana e il golfo di Marinella.

Punto di passaggio lungo la via per il centro turistico di Porto Rotondo, il luogo è caratterizzato dalla mancanza di un vero e proprio centro, ma è dotato di scuole elementari, una chiesa, un supermercato, un'edicola, un distributore di benzina e diversi bar e ristoranti.

Rudalza è raggiungibile anche con ala ferrovia, sulla linea Olbia - Golfo Aranci. Il piccolo centro gode di una posizione vicino al mare, in campagna, a 3 Km dalla località turistica di Porto Rotondo, a 9 dalla città di Olbia e altrettanti dal paese di Golfo Aranci.

Altre frazioni di Olbia sono San Pantaleo, paesino incastonato tra le rocce di granito e vicinissimo alla Costa Smeralda, Berchiddeddu, Murta Maria, Pittulongu, tutte di notevole interesse e sviluppo turistico. Appartengono altresì al comune di Olbia: l'isola di Tavolara e l'isola di Molara.

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Aeroporto di Olbia

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L'aeroporto di Olbia-Costa Smeralda è il principale scalo aeronautico internazionale del nord sardegna situato ad Olbia insieme a quello di Alghero, situato più ad ovest. Attualmente viene gestito dalla GEASAR S.p.A., società gestionale nata nel 1985 diventata operativa nel marzo 1989. In questo aeroporto ha sede la compagnia aerea Meridiana, nonché azionista dell'aeroporto.

Dispone di una sola pista 06/24 e di due rampe di parcheggio; una terza è in costruzione.

La testata 06 possiede le apparecchiature per l'atterraggio strumentale ILS.

La nuova Aerostazione è stata inaugurata nel luglio del 2002. La conclusione dei lavori di ampliamento e la realizzazione totale delle opere è del giugno 2004. L’Aeroporto è aperto 24 ore su 24. La pista è lunga 2.446 metri e larga 45 metri (standard ICAO classe A-LIEO: Long International Flights), si prevede di allungarla a 2.700 metri entro il 2009. L’aeroporto di Olbia - Costa Smeralda ha una capacità di 4,5 milioni di passeggeri l’anno. La sua area è libera da ogni tipo di vincolo e non presenta particolari barriere ambientali. Partenze e atterraggi sono estremamente semplici e confortevoli anche nei periodi di maggiore affluenza.

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Olbia Calcio

Angelo Domenghini, all'Olbia nella stagione 1977-1978.

L'Olbia Calcio (matricola FIGC n. 34420) è una delle due maggiori società calcistiche di Olbia, capoluogo della provincia di Olbia-Tempio.

Fondata nel 1905, attualmente milita nel girone A di Lega Pro Seconda Divisione, quarta serie del campionato italiano. Ha vinto lo Scudetto Dilettanti nella stagione 2001-2002 battendo nella finale di Cesenatico l'Aglianese per 6-4 ai rigori. Il suo colore sociale è il bianco.

Il 19 giugno 2007 l'ex patron Mauro Putzu ha ceduto le quote societarie all'immobiliarista bresciano Franco Rusconi, che è diventato il nuovo presidente.

La società nacque nel 1905, ma il processo fondativo si chiuse solo nel gennaio del 1906, come riporterebbe un articolo della Nuova Sardegna di venerdì 12 gennaio 1906: nacque come società di ginnastica fondata da un sassarese, tale Egidio Serra. L'articolo dell'epoca, scritto da Franco Sardo, elenca il primo consiglio direttivo che ebbe come presidente Agostino Amucano.

Intorno al 1912, secondo le cronache, si svolse una partita tra i ragazzi della società, arbitrata da Paolino Macera dell'Andrea Doria. La prima gara ufficiale fu L.C. (liberi Calciatori) Terranovese contro Calangianus, terminata 2-0 per gli olbiesi (24 agosto 1924).

L'Olbia Calcio gioca le proprie partite casalinghe nello Stadio Comunale Bruno Nespoli. L'impianto sorge in Via Ungheria a Olbia e può ospitare 4 500 spettatori. Nella stagione 2008-2009 il prezzo dei biglietti varia dai 25 euro per un posto nella tribuna autorità ai 10 euro per uno in curva.

Aggiornato alla stagione 2008-2009.

Aggiornato alla stagione 2008-2009.

L'inno societario si intitola Olè Olbia Olè: il testo del brano è di Salvatore Zappadu, mentre la musica è di Marino Derosas.

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Source : Wikipedia