Olanda

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Inviato da maria 23/03/2009 @ 06:12

Tags : olanda, europa, esteri, squadre nazionali europee, calcio, sport

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Olanda

Olanda Settentrionale.

L'Olanda è una regione dei Paesi Bassi di circa 6 milioni di abitanti ed è divisa, dal punto di vista amministrativo, in due province: Olanda Settentrionale ed Olanda Meridionale.

L'Olanda si trova al lato centro-occidentale dei Paesi Bassi e conta una superficie di 7.494 km². Fra le città maggiori situate nel suo territorio conta le 3 più popolose della nazione, quali Amsterdam (la capitale), Rotterdam e L'Aia. A livello altimetrico, un quarto dell'Olanda si trova ad 1 metro sul livello del mare, mentre tutto il resto si trova al di sotto del livello del mare.

In molte lingue europee, il termine Olanda e quelli corrispondenti vengono comunemente scambiati od usati per indicare, in maniera errata, i Paesi Bassi nella loro totalità. Tale genere di errore avviene anche, in maniera però meno comune, nel caso dell'Inghilterra; spesso usata per indicare la Gran Bretagna o tutto il Regno Unito.

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Nazionale di calcio dell'Olanda

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La Nazionale di calcio dell'Olanda (olan. Nederlands voetbalelftal, traduzione corretta in italiano Nazionale di calcio dei Paesi Bassi), è la rappresentativa calcistica dei Paesi Bassi ed è gestita dalla Koninklijke Nederlandse Voetbal Bond. I suoi componenti sono noti come Arancioni (Orange in inglese o Oranje in olandese) per il colore arancione delle maglie, e in passato anche come Arancia meccanica.

Ha vinto il Campionato europeo nel 1988, e ha raggiunto due finali consecutive del Campionato mondiale, perdendole entrambe (1974 e 1978).

L'Olanda fece la sua prima apparizione ai Mondiali di calcio nell'edizione del 1934 in Italia, qualificandosi per la fase finale anche nel 1938 in Francia. Da quel momento la formazione Oranje dovette attendere oltre 30 anni per riaffacciarsi sul palcoscenico dell'elite mondiale, un'attesa durata fino al Mondiale 1974, disputatosi in Germania Ovest.

Da qualche anno emblema del calcio totale, con Ajax e Feyenoord vincitori di molti trofei nelle coppe europee, condotta dal creativo genio di Johan Cruijff, la Nazionale olandese fu la rivelazione dei Mondiali tedeschi del 1974, vincendo agevolmente il girone eliminatorio battendo all'esordio l'Uruguay per 2-0, pareggiando 0-0 contro la Svezia la seconda gara e battendo 4-1 la Bulgaria nell'ultima. Al secondo turno, anch'esso a gironi, gli arancioni sconfissero per 4-0 l'Argentina, per 2-0 la Germania Est e per 2-0 il Brasile campione del mondo uscente.

In finale l'Olanda si trovò di fronte i padroni di casa della Germania Ovest. Passati in vantaggio dopo un minuto grazie a un rigore trasformato da Neeskens (senza che i tedeschi toccassero palla), gli olandesi subirono la veemente reazione della Germania (altrettanto ricca di talenti) che con un micidiale uno-due ribaltò la situazione, prima con Breitner su rigore, e poi con il bomber Gerd Müller. Nella ripresa, dopo aver in due occasioni rischiato il terzo gol, gli olandesi imposero il loro forcing offensivo, sfiorando in varie occasioni il pareggio. Ciononostante fu tutto inutile e gli Oranje persero il "loro" mondiale, proprio come lo perse vent'anni prima l'Ungheria contro la stessa Germania Ovest.

Quattro anni dopo, al mondiale argentino, l'Olanda raggiunse nuovamente la finale, ma con molta fatica ed esprimendo un gioco meno divertente, essendo anche priva di Cruijff. Nel girone iniziale la squadra si trovò ad affrontare Perù, Scozia e Iran. Vinta la gara contro l'Iran, il pareggio per 0-0 con il Perù costrinse i Tulipani a giocarsela con la Scozia nella terza partita (anche se, contando su una vittoria del Perù contro l'Iran, era sufficiente anche una sconfitta per 3-0). Malgrado la vittoria della Scozia per 3-2, a qualificarsi al secondo turno fu l'Olanda, grazie alla miglior differenza reti.

Nel girone di semifinale gli arancioni trovarono Germania Ovest, Austria e Italia. Sconfitta per 5-1 l'Austria e ottenuto un bel pareggio (2-2) con la Germania Ovest, gli uomini di Ernst Happel eliminarono l'Italia, in corsa per la finale, in una partita a lungo dominata dagli azzurri, beffandoli proprio nel finale con un siluro di Haan.

Nell'atto conclusivo, ancora una volta la formazione olandese si trovò di fronte i padroni di casa, e a Buenos Aires, contro l'Argentina, in un clima infuocato, fu costretta nuovamente alla resa. L'Argentina si impose per 3 a 1 dopo i tempi supplementari, grazie alle reti di Kempes (doppietta) e Bertoni, a fronte del momentaneo pareggio siglato dall'attaccante di riserva Dick Nanninga. Furono grandi comunque i rimpianti per l'Olanda, a causa di un palo colpito al 90' da Rensenbrink.

Dopo il Mondiale 1978, a causa del declino della generazione dei grandi campioni degli anni Settanta, l'Olanda imboccò la strada di una crisi che la portò ad una pesante eliminazione al primo turno al campionato d’Europa 1980 e a mancare le qualificazioni ai Mondiali 1982 e 1986, nonché agli Europei 1984.

A partire dalla metà degli anni Ottanta una nuova generazione di campioni si affacciò sulla scena internazionale. Quell'Olanda, allenata dallo stesso Rinus Michels, già timoniere al tempo delle finale 1974, conquistò il suo primo alloro europeo vincendo il campionato d’Europa 1988, disputatosi in Germania Ovest.

Inseriti nel Gruppo B insieme a Inghilterra, Irlanda e URSS, gli olandesi partirono subito male, perdendo 1-0 con i sovietici di Lobanovskij. Le due vittorie successive con Inghilterra ed Irlanda permisero comunque al gruppo di Michels di passare in semifinale come seconda classificata nel girone. In semifinale si trovò di fronte alla Germania Ovest padrona di casa. Dopo un combattuto match, risoltosi solo all'88' con una rete di Marco van Basten, gli Oranje poterono accedere alla finale contro l'Unione Sovietica, Nazionale da cui erano stati battuti nella gara d'esordio.

Il 25 giugno, a Monaco di Baviera, la vittoria arrivò grazie ad un 2-0 firmato da Ruud Gullit e da Marco van Basten (memorabile il suo gol con tiro al volo). Di quella squadra vincente facevano parte campioni del calibro di van Basten, Gullit, Frank Rijkaard (il trio olandese del Milan di Sacchi), Ronald Koeman, Gerald Vanenburg e il portiere Hans van Breukelen.

Negli anni Novanta il miglior risultato dell'Olanda fu il raggiungimento della semifinale a Euro 92, mentre l'avventura agli Europei 1996 si concluse ai quarti di finale.

Le partecipazioni della squadra arancione ai Mondiali 1990 e 1994 furono meno brillanti. A Italia '90 la Nazionale si presentò da campione d'Europa in carica, ma fu eliminata agli ottavi dalla Germania (vera bestia nera degli olandesi), che poi avrebbe vinto il titolo. Ai Mondiali statunitensi del '94 l'Olanda, trascinata da Dennis Bergkamp, come quattro anni prima fu sconfitta dai futuri campioni del mondo: raggiunti i quarti di finale, fu estromessa dalla competizione dal Brasile, vittorioso per 3-2, in quella che fu definita la più bella partita di questa edizione dei Mondiali.

Nella rassegna mondiale del 1998, con Guus Hiddink come CT, la squadra arrivò tra le prime quattro a distanza di vent'anni dall'ultima volta. Facevano parte di quella Nazionale fuoriclasse come Dennis Bergkamp, Marc Overmars, Phillip Cocu, Edgar Davids, Frank de Boer, Ronald de Boer e Patrick Kluivert. Gli olandesi avanzarono sino alla semifinale e furono sconfitti ai rigori dal Brasile. Nella finale per il terzo posto furono poi battuti per 2-1 dalla sorprendente Croazia.

Nel 2000 l'Olanda organizzò il Campionato europeo insieme al Belgio, così la squadra si qualificò automaticamente per la competizione in quanto selezione del paese ospitante. Il cammino dell'Olanda di Frank Rijkaard, diventato commissario tecnico, verso il titolo europeo terminò in semifinale contro l'Italia, vittoriosa ai calci di rigore dopo che i padroni di casa avevano fallito due tiri dal dischetto nel corso dei novanta minuti regolamentari (con Frank de Boer e Patrick Kluivert) e dopo che avevano giocato quasi tutto l'incontro in superiorità numerica, dovuta all'espulsione di Gianluca Zambrotta avvenuta al 34' per doppia ammonizione.

Nel 2001 l'Olanda di Louis van Gaal mancò clamorosamente la qualificazione al campionato del mondo 2002 in Giappone e Corea del Sud. In seguito al fallimento, sulla panchina degli oranje fu richiamato Dick Advocaat, che centrò la qualificazione al campionato d’Europa 2004 superando agli spareggi la Scozia (sconfitta per 1-0 in trasferta e vittoria per 6-0 all'Amsterdam Arena).

Nonostante le numerose critiche dei media, il nuovo allenatore riuscì a condurre la formazione olandese fino alle semifinali, dove venne sconfitta per 2-1 dai padroni di casa del Portogallo. Tuttavia, malgrado la squadra avesse ben figurato all'Europeo, le pressioni e le polemiche sull'operato di Advocaat si fecero sempre più intense. Il CT fu minacciato di morte e si dimise il 6 luglio 2004.

Un mese dopo le dimissioni di Advocaat, la Federcalcio olandese si accordò con Marco van Basten, già campione d'Europa 1988 con l'Olanda e alla prima esperienza come allenatore della sua carriera.

Guidata da Marco van Basten, la selezione arancione si qualificò con grande facilità al campionato del mondo 2006, dominando il girone con 10 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta. Va ricordata però, in quel clima di ottimismo, la parentesi negativa dell'amichevole giocata il 12 novembre 2005 ad Amsterdam, nella quale l'Olanda fu sconfitta per 3-1 dall'Italia.

Tra giugno e luglio 2006 si svolse il Mondiale in Germania. La squadra di van Basten, inserita nel cosiddetto "girone della morte" con Argentina, Serbia e Montenegro e Costa d'Avorio, superò brillantemente la prima fase, classificandosi seconda nel girone, dietro all'Argentina soltanto per la peggior differenza reti.

Agli ottavi di finale l'Olanda dovette affrontare ancora il Portogallo, che disputava il torneo da vice-campione d'Europa in carica. Quella partita, la più dura e fallosa dell'intero Mondiale, con ben 14 cartellini gialli e 4 cartellini rossi (espulsi per gli oranje Khalid Boulahrouz e Giovanni van Bronckhorst), si chiuse 1-0 per i portoghesi.

Nelle qualificazioni al campionato d’Europa 2008, la cui fase finale si è svolta in Austria e Svizzera, la selezione olandese, con 26 punti totalizzati, ha raggiunto il secondo posto nel gruppo G dietro alla Romania. Gli 8 successi, i 2 pareggi e le 2 sconfitte sono risultati sufficienti per accedere alla fase finale della manifestazione continentale.

Nella fase finale la squadra ha avuto un brillante avvio, esprimendo un calcio piacevole. Inserita nel girone C con Italia, Francia e Romania, ha battuto nettamente i Campioni del mondo in carica dell'Italia per 3-0 e i vice-Campioni della Francia per 4-1, qualificandosi, così, per i quarti di finale come prima classificata del girone C con una partita di anticipo. Nella terza partita del girone, pur essendo già qualificata, ha battuto la Romania per 2-0, impedendo ai romeni di vincere e ottenere la qualificazione ai quarti, qualificazione conseguita, invece, dall'Italia. Il cammino dell'Olanda, tuttavia, si è concluso ai quarti di finale, con la sconfitta per 3-1 dopo i tempi supplementari ad opera della Russia guidata dall'ex CT dell'Olanda Guus Hiddink. Alla fine del torneo, come peraltro era noto da tempo, van Basten ha lasciato l'incarico di CT.

L'Olanda è conosciuta in tutto il mondo per indossare una maglia color arancione da cui è derivato anche il soprannome Oranje. La scelta cromatica non deve stupire in quanto l'arancio è il colore nazionale nel paese nonostante non compaia ormai più nei simboli patrii come la bandiera o lo stemma. L'arancione deriva dalle discendenze dell'attuale dinastia reale olandese dalla Casa d'Orange-Nassau.

Paradossalmente la prima maglia di sempre della nazionale olandese non era arancione, bensì bianca con una barra diagonale rappresentante la bandiera olandese: questa composizione cromatica è stata riutilizzata come divisa da trasferta durante il periodo 2006-2008. La divisa classica per eccellenza è stata di solito maglia arancione con bordini bianchi, calzoncini bianchi e calzettoni arancio, a volte con risvolti bianchi. A volte, invece, i bordini della maglia erano neri.

Con l'avvento degli anni 1980 è stata introdotta la combinazione monocromatica, che ha trovato fortuna anche negli anni 1990. Con la sponsorizzazione Nike, in sostituzione della Lotto già subentrata all'Adidas, sono stati introdotti vari colori nuovi: nel 2000, ad esempio, i pantaloncini divennero neri, mentre nel 2006 sono tornati bianchi ma con calzettoni blu, richiamando la bandiera del principe d'Olanda (vecchia bandiera della nazione). Attualmente la combinazione cromatica è simile, ma coi calzettoni celesti.

Le divise da trasferta hanno avuto una storia un po' più travagliata: solitamente sono state bianche per gran parte della storia con bordini arancioni, ma dal '96 hanno subito vari stravolgimenti, passando dal blu, al nero fino a tornare al bianco. L'attuale divisa da trasferta olandese è celeste con piccolo tricolore olandese sul petto, calzoncini blu e calzettoni bianchi: il celeste utilizzato per questa divisa è quello di Nassau.

I giocatori portano sul petto da sempre un leone stilizzato di alto, per intero fino agli anni '80, solo la testa attualmente: il leone è uno dei simboli dello stemma nazionale olandese e della federazione calcistica olandese. Altro simbolo, ma più informale, è il tulipano, utilizzato come appellativo per i giocatori.

Questa è la lista dei giocatori olandesi che hanno raggiunto le 50 presenze in Nazionale. Dati aggiornati al 21 giugno 2008.

Dati aggiornati al 21 giugno 2008.

Elenco di tutti i commissari tecnici avuti dalla Nazionale olandese a partire dal 1949. Dati aggiornati al 21 giugno 2008.

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Nazionale di calcio dell'Olanda Under-21

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Voce principale: Nazionale di calcio dell'Olanda.

La Nazionale di calcio olandese Under-21 è la rappresentativa calcistica Under-21 dell'Olanda ed è sotto il coordinamento della Federazione calcistica dei Paesi Bassi. Partecipa al Campionato europeo di categoria, che si tiene ogni due anni.

Creata nel 1976, all'inizio non ottenne risultati di rilievo, fallendo la qualificazione in nove delle quindici edizioni del Campionato europeo. Non qualificatasi per l'edizione del 1978, in seguito raggiunse per due volte la semifinale e si qualificò ai quarti di finale in tre altre occasioni.

In un secondo momento l'UEFA decise di allargare la partecipazione a qualche calciatore di età superiore ai 21 anni, la Nazionale è diventata una selezione Under-23. Il primo match giocato dopo il cambiamento fu una partita di "Under-23 Challenge", che l'Olanda perse. Si qualificò poi agli ottavi di finale di ognuna delle tre edizioni seguenti del Campionato europeo Under-23.

Nel campionato europeo Under-21 2006, allenata da Foppe de Haan, vinse il torneo battendo in finale l'Ucraina per 3-0. L'attaccante Klaas-Jan Huntelaar fu il capocannoniere della manifestazione con 4 gol. Il giovane calciatore batté il record di marcature con la Nazionale olandese Under-21 stabilito in precedenza da Roy Makaay e Arnold Jan Bruggink, e consolidò il primato, portandolo a 18 gol complessivi.

L'Olanda riuscì a difendere il titolo continentale nel campionato europeo Under-21 2007, torneo che vinse dopo aver superato in finale la Serbia per 4-1. Il capocannoniere fu ancora una volta olandese: Maceo Rigters, con 4 gol. Royston Drenthe fu eletto Giocatore del Torneo.

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Regno d'Olanda

Regno d'Olanda - Bandiera

Il Regno d'Olanda 1806 - 1810 (Koninkrijk Holland in olandese, Royaume de Hollande in francese) fu istituito da Napoleone Bonaparte come stato fantoccio per il suo terzo fratello, Luigi Bonaparte, per controllare meglio il territorio dei Paesi Bassi.

Il nome della provincia più importante, Olanda, fu dato in quel momento a tutto il Paese. Luigi non agì nelle aspettative di Napoleone - cercò infatti di mantenere e difendere gli interessi degli olandesi invece di quelli del fratello - e il regno fu sciolto nel 1810, quando i Paesi Bassi furono annessi alla Francia (1813).

Il Regno d'Olanda copriva l'area degli attuali Paesi Bassi, ad eccezione del Limburgo, e parti della Zelanda, che erano territori francesi. La Frisia orientale (oggi parte della Germania) faceva anche parte del regno.

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Source : Wikipedia