Nola

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Inviato da maria 06/03/2009 @ 03:11

Tags : nola, campania, italia

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Felice da Nola

Felice di Nola (Nola, III secolo – Nola, 14 gennaio 313) anche detto "in Pincis", fu un sacerdote cristiano ed è venerato dalla Chiesa cattolica come santo.

Le poche notizie circa la sua esistenza ci vengono fornite da San Paolino di Nola nei suoi "carmi natalizi”, scritti dal 395 al 409 raccogliendo per iscritto la tradizione orale appresa nel territorio nolano.

Secondo la fonte, Felice nacque a Nola nella seconda metà del III secolo, figlio di un ricco siro trasferitosi in Italia per lavoro. Divenne sacerdote e stretto collaboratore di Massimo, vescovo di Nola. Fu imprigionato e torturato nel corso delle persecuzioni cristiane. Secondo la tradizione fu liberato da un Angelo e poi prestò le cure al malato vescovo che intanto si era rifugiato in un luogo segreto. Quando ricominciarono le persecuzioni, anche Felice sfuggì alla cattura rifugiandosi all'interno di una cisterna. Nel 313 fece ritorno a Nola, dove rifiutò l'episcopato e trascorse il resto dei suoi giorni in assoluta povertà.

Il Martirologio romano fissa la memoria liturgica il 14 gennaio.

Nonostante San Felice non sia stato ucciso, è stato riconosciuto come Martire per le numerose sofferenze subite durante la sua vita. Il suo corpo è seppellito presso le Basiliche Paleocristiane di Cimitile. La sua tomba fu detta “Ara Veritatis”, perché gli si attribuiva particolare efficacia contro la falsa testimonianza. Al santo patrono "Felice" vengono dedicati solenni festeggiamenti che richiamano una gran folla di persone.

Il 5 gennaio inizio del novenario predicato: è caratterizzato una breve processione per il centro storico del paese “a’ sagliuta e san Felice” che rievoca la salita della statua (situata nella basilica maggiore di San Felice in Pincis) in parrocchia. La sera del 13 gennaio i bambini di III^, IV^ e V^ elementare cantano durante la celebrazione eucaristica in chiesa. Dopo la Messa serale, anche agli adulti hanno la possibilità di cantare l'inno di San Felice nelle basiliche paleocristiane dove ha inizio una fiaccolata che si conclude in parrocchia per la veglia.

Ma i festeggiamenti da tutti più attesi avvengono il 14 gennaio di ogni anno. Fin dal primo mattino i rintocchi delle campane annunciano il giorno di festa con grande emozione nel cuore del popolo cimitilese, già desto dalle ore 4.00 per le note gioiose della banda musicale che percorre le vie del paese, accompagnata dagli spari di petardi nella tradizionale "DIANA" in gergo detta "a’ rian’" che rievoca l’arrivo dei pellegrini da ogni parte della campania e non solo. Alle 6.00 la prima messa annunciata dal suono dell’antica campana usata solo in questa occasione, alla messa delle 6.00 segue quella delle 7.00, delle 8.00 e quella delle 9.00 celebrata generalmente da un vescovo.

Verso le 10.00 tutto è pronto per processione che si avvia e si snoda per le strade del paese, tra la folla ,mentre si innalzano le note di un inno cantato da bambini.

E la festa continua la prima domenica, dopo otto giorni dal 14, la cosiddetta "ottava". È un intero giorno che viene dedicato a San Felice portandolo in tutte le strade e vicoli dove hanno luogo spettacoli di fuochi pirotecnici che vengono sparati per salutare il Santo.

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Felice di Nola (prete)

Felice di Nola (Nola, III secolo – Nola, 14 gennaio 313) anche detto "in Pincis", fu un sacerdote cristiano ed è venerato dalla Chiesa cattolica come santo.

Le poche notizie circa la sua esistenza ci vengono fornite da San Paolino di Nola nei suoi "carmi natalizi”, scritti dal 395 al 409 raccogliendo per iscritto la tradizione orale appresa nel territorio nolano.

Secondo la fonte, Felice nacque a Nola nella seconda metà del III secolo, figlio di un ricco siro trasferitosi in Italia per lavoro. Divenne sacerdote e stretto collaboratore di Massimo, vescovo di Nola. Fu imprigionato e torturato nel corso delle persecuzioni cristiane. Secondo la tradizione fu liberato da un Angelo e poi prestò le cure al malato vescovo che intanto si era rifugiato in un luogo segreto. Quando ricominciarono le persecuzioni, anche Felice sfuggì alla cattura rifugiandosi all'interno di una cisterna. Nel 313 fece ritorno a Nola, dove rifiutò l'episcopato e trascorse il resto dei suoi giorni in assoluta povertà.

Il Martirologio romano fissa la memoria liturgica il 14 gennaio.

Nonostante San Felice non sia stato ucciso, è stato riconosciuto come Martire per le numerose sofferenze subite durante la sua vita. Il suo corpo è seppellito presso le Basiliche Paleocristiane di Cimitile. La sua tomba fu detta “Ara Veritatis”, perché gli si attribuiva particolare efficacia contro la falsa testimonianza. Al santo patrono "Felice" vengono dedicati solenni festeggiamenti che richiamano una gran folla di persone.

Il 5 gennaio inizio del novenario predicato: è caratterizzato una breve processione per il centro storico del paese “a’ sagliuta e san Felice” che rievoca la salita della statua (situata nella basilica maggiore di San Felice in Pincis) in parrocchia. La sera del 13 gennaio i bambini di III^, IV^ e V^ elementare cantano durante la celebrazione eucaristica in chiesa. Dopo la Messa serale, anche agli adulti hanno la possibilità di cantare l'inno di San Felice nelle basiliche paleocristiane dove ha inizio una fiaccolata che si conclude in parrocchia per la veglia.

Ma i festeggiamenti da tutti più attesi avvengono il 14 gennaio di ogni anno. Fin dal primo mattino i rintocchi delle campane annunciano il giorno di festa con grande emozione nel cuore del popolo cimitilese, già desto dalle ore 4.00 per le note gioiose della banda musicale che percorre le vie del paese, accompagnata dagli spari di petardi nella tradizionale "DIANA" in gergo detta "a’ rian’" che rievoca l’arrivo dei pellegrini da ogni parte della campania e non solo. Alle 6.00 la prima messa annunciata dal suono dell’antica campana usata solo in questa occasione, alla messa delle 6.00 segue quella delle 7.00, delle 8.00 e quella delle 9.00 celebrata generalmente da un vescovo.

Verso le 10.00 tutto è pronto per processione che si avvia e si snoda per le strade del paese, tra la folla ,mentre si innalzano le note di un inno cantato da bambini.

E la festa continua la prima domenica, dopo otto giorni dal 14, la cosiddetta "ottava". È un intero giorno che viene dedicato a San Felice portandolo in tutte le strade e vicoli dove hanno luogo spettacoli di fuochi pirotecnici che vengono sparati per salutare il Santo.

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Nola

Nola - Stemma

Nola è un comune di 35.147 abitanti in provincia di Napoli. È il centro che dà il nome al cosiddetto agro nolano.

Secondo la tradizione, la città fu fondata dagli Ausoni nell'VIII sec. a.C., qualche decennio prima della nascita di Roma, anche se la presenza umana nel territorio nolano è certa fin dall'età paleolitica. Importantissima prima e durante l'impero romano, tanto da ottenere la dignità senatoriale (S.P.Q.N.), Nola è stata sede della prima banca istituita in Europa. Il primo imperatore romano Ottaviano Augusto morì nei pressi della città il 19 agosto del 14 d.C.. Nel 1820, i capitani dell'esercito borbonico Morelli e Silvati diedero inizio a Nola ai moti risorgimentali, con l'aiuto dell'abate Luigi Minichini. Il giorno 11 settembre del 1943 avvenne a Nola una delle peggiori stragi compiute dai nazisti nel sud d'Italia, nota come l'eccidio di Nola.

A Nola ha sede la diocesi omonima, una delle maggiori della Campania. Città dalla tradizione forense, sede di tribunale, a Nola è attivo il corso di laurea in Scienze giuridiche dell'Università degli studi di Napoli "Parthenope" (ex istituto universitario Navale), afferente alla facoltà di Giurisprudenza. Inoltre dal 1996 è istituita una sede distaccata della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università "Federico II" di Napoli per il corso di laurea in Scienze Infermieristiche.

Nola ha dato i natali al filosofo Giordano Bruno, la cui abitazione, oggi scomparsa, si trovava sui colli nolani e precisamente sul colle Cicala. Nolani illustri furono anche il deputato del Regno d'Italia nonché sindaco della città Tommaso Vitale e Ottaviano Augusto, la cui famiglia si dice essere di origini nolane. Altri nolani illustri sono stati Pomponio de Algerio (filosofo eretico protestante bruciato dall'inquisizione), Giandomenico Belgiovane (musicista e compositore), Ambrogio Leone (medico e dotto autore del "De Nola" nel 1500), Luigi Tansillo (poeta nolano d'adozione anche se nato a Venosa). Sono passati alla storia anche Mons. Agnello Renzullo e Mons. Umberto Tramma, morto il 1 novembre 2000 mentre si preparava alla Santa Messa celebrata da sua santità Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro in occasione del 50° anniversario della proclamazione del dogma dell'Assunzione.

A Nola è presente all'incirca dal 1300 l'Ordine dei frati minori, che regge la splendida chiesa di San Biagio, in stile tardo rinascimentale, abbellita da marmi policrimi e dipinti dei più grandi pittori del '600 napoletano. Meritorio di nota anche il Duomo, ricostruito nel 1900 dopo un rovinoso incendio, con la cripta di San Felice e i tondi con le date di governo dei vari vescovi, da San Pietro e San Felice fino a Umberto Tramma. Ultimamente è stato riportato alla luce il "Villaggio Preistorico di Nola", denominato la "Pompei della Preistoria", i cui ritrovamenti sono ora conservati nel Museo Archeologico di Nola; il sito, di eccezionale valore archeologico, conserva il calco in alzato di due capanne, che si sono conservate grazie al fango causato dall'eruzione detta "delle Pomici di Avellino". Centinaia di reperti e utensili risalenti all'età del Bronzo Antico (1800 a.c.) sono conservati presso il Museo Archeologico di Nola. Presso il Museo Diocesano di Nola sono conservati inoltre diverse opere di grande valore artistico e religioso che raccontano la storia della Diocesi di Nola, una delle più grandi ed antiche della Campania. Altri luoghi interessanti di Nola sono: il Palazzo del Fascio, risalente all'epoca fascista, il "corso" T. Vitale, la Reggia Orsini, l'Anfiteatro Laterizio, piazza Giordano Bruno e piazza Duomo. Inoltre per la città si possono trovare statue, (come quelle di Ottaviano Augusto nella piazza principale, di S. Paolino, e di Giordano Bruno nell'omonima piazza), affreschi e tracce di civiltà antiche. Interessantissima è la trecentesca Chiesa di S. Maria Jacobi, un piccolo gioiello artistico ed architettonico del XIV-XV sec., il Convento di S. Angelo in Palco (XIV sec.), con lo splendido refettorio affrescato, ed il Seminario Vescovile di Nola (XVIII sec.) che conserva nel suo museo lapidario il Cippus Abellanus, la più grande ed importante iscrizione in lingua osca mai rinvenuta.

Da secoli, ogni mese di giugno, in città si celebra la famosa Festa dei Gigli di Nola in onore di San Paolino. La manifestazione religiosa nolana, cui si ispirano altre manifestazioni campane, è conosciuta in tutto il mondo.

Intellettuali, amministratori e cittadini hanno più volte proposto l'istituzione di una provincia con capoluogo Nola. Il consiglio regionale ha espresso parere favorevole nel 2005. Delle due proposte di legge presentate presentate nella scorsa legislatura una è stata bocciata e una non è stata discussa (in quanto fu anche tenuto conto che alcuni grandi Comuni vesuviani come Ottaviano e Somma vesuviana non intendevano far parte di questa ipotizzata provincia). Giace in Parlamento dal 2005 una risoluzione della Commissione Affari Costituzionali del Senato che ha rimandato al giudizio delle Camere l'istituzione di 8 aspiranti province tra cui Nola.

Il 24 maggio 1990 la prima semitappa della 4^ tappa del Giro d'Italia 1990 si è conclusa al CIS di Nola, a Polvica, con la vittoria di Stefano Allocchio.

La squadra locale, l'Associazione Sportiva Calcio Boys Nola milita in Eccellenza Campana.

Ottime tradizioni vanta anche la Pallavolo le cui squadre maschili e femminili militano in serie minori; negli anni tra il 1990 e il 2004, la squadra maschile è arrivata sino alla B-1, terza categoria per importanza. Negli stessi anni e in quelli successivi le squadre under 18, sia maschili che femminili, hanno vinto a più riprese il campionato regionale campano, raggiungendo in alcuni casi le finali nazionali.

Minori, invece, le tradizioni cestistiche.

A Polvica, in località Boscofangone, hanno sede il CIS di Nola (Centro Integrato Servizi), la più grande città dell'ingrosso d'Italia, e l'interporto campano, con la dogana merci.Va ricordato che a Nola ,in località Boscofangone-zona ASI, ha sede un sito di Alenia Aeronautica dove si assemblano parti dell'A380. Vi è inoltre il centro commerciale "Vulcano Buono", progettato da Renzo Piano, di forma conica.

Piazzolla di Nola è invece una cittadina di campagna, La frazione è piena di località di case sparse insistenti sulle cosiddette masserie vesuviane, in parte divise con il comune di Saviano. Il nome, secondo Aldolfo Musco, deriva dai "seggi" o "tocchi", luoghi sgombri davanti alle case signorili, che a Napoli furono chiamati "Chiazze"; più probabilmente il nome va collegato al sostantivo "piazza". In origine residenza di un Feudatario o Vassallo, il territorio fu anche scenario della rivolta di Spartaco, che raggiunse le caverne del Vesuvio proprio passando per Piazzolla. Nei pressi della cittadina ebbe luogo anche la battaglia dei Goti di Alarico. Una parte di Piazzolla rientra nel territorio di Saviano.

Il comune di Nola ha altresì un'isola amministrativa all'interno del territorio di Saviano denominata Masseria Cardone.

Come in molte aree della Campania, la presenza della camorra è molto radicata e condiziona fortemente l'attività economica e la vita sociale.

Mafia, Ndrangheta e Camorra regnano indisturbati su circa un terzo del territorio italiano infiltrandosi in diversi settori dell'economia (trasporti, sanità, edilizia, moda, industria, agricoltura e servizi) come un cancro al quale nessuna parte del Paese è immune. La camorra ha un controllo forte sulla politica locale nolana.

La camorra nolana partecipa attivamente alle campagne elettorali per le elezioni comunali e regionali sostenendo vari candidati dei quali intende servirsi per lo svolgimento delle sue attività imprenditoriali spesso minacciando di ritorsione i dipendenti che rifiutano di offrire i propri voti ai candidati indicati. Le organizzazioni nate dalle ceneri del clan Alfieri, scompaginato dopo la decisione del boss Carmine Alfieri di collaborare con la giustizia, uccisero Antonio Alfieri, figlio dell'ex boss, vittima di una vendetta trasversale. Il clan capeggiato dai fratelli Russo, che nella latitanza gestiscono gli affari dell'organizzazione, giovandosi anche della collaborazione della gente della zona, ottenuta grazie al regime di terrore instaurato nel territorio. Il clan, alleato alla cosca di Mario Fabbrocino, è stato egemone nel territorio di Nola, dove si sono registrati contrasti con altri clan, come i Di Domenico e i Nino-Pianese, uno scontro al quale sono attribuiti alcuni sanguinosi agguati avvenuti nel 2003. I Russo sono ritenuti responsabili di estorsioni ai danni di titolari di importanti insediamenti produttivi con numerosi casi di appropriazione di finanziamenti pubblici erogati per attività economiche. Il clan Ruocco (il cui capo, Giuseppe, fu ucciso in un agguato) al quale sarebbe legato l'imprenditore Mautone ha attività estese in varie località d'Italia, dall'Umbria (dove aziende della cosca si sono aggiudicate appalti), alla Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, dove sarebbero state realizzate diverse truffe.

Diverse inchieste giudiziarie hanno messo in evidenza il ruolo dei clan camorristici nelle attività legate allo smaltimento illegale dei rifiuti ed alle discariche abusive.

Nell'agosto 2004, la rivista scientifica internazionale The Lancet Oncology ha pubblicato un'indagine del dott. Alfredo Mazza sulla zona agricola fra i comuni di Nola, Marigliano e Acerra, definendola "triangolo della morte", caratterizzata da un aumento significativo della mortalità rispetto al resto della regione per patologie quali tumori, malattie del sistema cardio-circolatorio e quelle degenerative.

Aperto nel 1986, il CIS rappresenta il polo distributivo di merci più importante d'Italia e uno dei più importanti a livello europeo e mondiale. Oltre 300 aziende per un totale di oltre 4000 addetti e un giro d'affari stimato in 4 miliardi e mezzo di euro sono presenti in un'area di un milione di metri quadrati di cui 550mila coperti. Esso è strutturato come una vera e propria città degli affari e all'interno vi si trovano una banca e servizi di ristorazione. Nella stessa area è ubicato l'interporto campano che può vantare, unico caso in Italia, una stazione ferroviaria interna collegata allea rete nazionale e gestita da RFI-FS. È inoltre presente il centro commerciale "Vulcano Buono", progettato da Renzo Piano. In totale nel distretto (che occupa un'area di 4,5 milioni di metri quadrati) operano oltre mille aziende e 9000 addetti per un giro d'affari che supera i 7 miliardi di euro. Il gruppo CIS-Interporto-Vulcano ha inoltre dato vita, nel 2001, ad una banca: la Banca Popolare di Sviluppo.

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Source : Wikipedia