Nicola Latorre

3.38888888892 (144)
Inviato da amalia 28/02/2009 @ 11:04

Tags : nicola latorre, politici, politica

ultime notizie
Latorre: «Dobbiamo sfidare Silvio sulla crisi, non sulle vicende ... - Il Messaggero
Parola di Nicola Latorre, il senatore di osservanza dalemiana che è stato per molto tempo responsabile per i problemi istituzionali. Senatore Latorre, sarebbe il Cavaliere addirittura a scegliere lo scontro sulla giustizia? «Io noto che tutta questa...
Mills/Latorre:premier alza toni perchè gli piace fare opposizione - Wall Street Italia
Lo ha detto il vice capogruppo dei senatori Pd, Nicola Latorre, al quotidiano "Il Foglio". "Se la crisi incalza e il governo arranca - ha continuato Latorre - Berlusconi decide di cambiare parte in commedia, anzi decide di cambiare l'intero copione"....
BERLUSCONI: PD SENATO CONVOCA ASSEMBLEA GRUPPO DOPO PAROLE PREMIER - Asca
(ASCA) - Roma, 22 mag - Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Nicola Latorre hanno scritto una lettera ai senatori del gruppo del Pd per convocare un'assemblea mercoledi' 27 maggio dopo le esternazioni del Predidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul ruolo...
PARLAMENTO: CONVOCATA ASSEMBLEA PD SENATO DOPO PAROLE BERLUSCONI - Adnkronos/IGN
(Adnkronos) - Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Nicola Latorre hanno scritto una lettera ai colleghi del gruppo del Pd per convocare un'assemblea mercoledi' 27 maggio dopo le esternazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul ruolo e la...
Berlusconi/ Latorre: Attacco a 'Repubblica' intossica democrazia - Wall Street Italia
Lo ha detto il vice capogruppo dei senatori Pd, Nicola Latorre. "Non è più tollerabile un simile atteggiamento - ha continuato - teso solo a condizionare la libera informazione. In qualsiasi paese democratico, una cosa del genere non sarebbe mai...
TERREMOTO: RANUCCI(PD), MAGGIORANZA BOCCIA TRASPARENZA PER ... - Asca
Lo annuncia il senatore del Pd Raffaele Ranucci, primo firmatario degli emendamenti in questione (2.32, 2.33 e 2.47) sottoscritti anche dalla Capogruppo Anna Finocchiaro e dai Vicecapogruppo Luigi Zanda e Nicola Latorre. ''Le proposte del Pd,...
TORINO: LATORRE, SCRITTE CONTRO CALABRESI VERGOGNOSE E INTOLLERABILI - Libero-News.it
Lo ha detto Nicola Latorre, vicecapogruppo dei senatori del Partito democratico. "Dopo quella delicata stretta di mano tra la vedova Calabresi e la vedova Pinelli -ha continuato Latorre- puo' esserci spazio solo per il ricordo e la memoria di quello...
Mills, premier: giudici di estrema sinistra - Il Messaggero
Latorre: magistrati hanno fatto loro dovere. «I magistrati che hanno lavorato al caso Mills hanno solo fatto il loro dovere». Lo dice il vice capogruppo dei senatori Pd, Nicola Latorre, in diretta su sky Tg24. «L'obiettivo di Berlusconi, invece,...

Nicola Latorre

Nicola Latorre (Fasano, 14 settembre 1955) è un politico italiano. Attualmente è senatore della Repubblica.

Avvocato, sposato con Stella Carparelli, due figli, già assessore e sindaco del comune di Fasano.

Comincia la sua militanza politica nel 1972 quando si iscrive alla FGCI.

Durante il Governo Prodi I dal 1996 al 1997 è sottosegretario al Ministero dei Lavori Pubblici, mentre durante i Governi D'Alema I e II è a capo della segreteria del Presidente del Consiglio.

Responsabile per le politiche istituzionali nella segreteria nazionale dei Democratici di sinistra (Ds) dal 2005.

Eletto nel collegio senatoriale di Bari–Bitonto alle elezioni suppletive del 2005, diviene componente della VI commissione - finanze e tesoro del Senato.

Nell'estate del 2005 Latorre venne intercettato in una conversazione con Stefano Ricucci mentre questi, assieme alla Unipol di Giovanni Consorte, stava scalando la BNL bypassando le normali procedure di mercato (OPA). In un'altra occasione D'Alema chiede a Consorte di mettersi d'accordo con Latorre. Latorre viene intercettato mentre organizza l'incontro a cena a casa sua. In una telefonata con Consorte, Latorre si lascia andare in un sfogo personale riguardo l'allora segretario del partito Piero Fassino dicendo che "non capisce un tubo". Per Latorre è stato ipotizzato dal GIP Clementina Forleo il concorso in aggiotaggio nell'ambito della scalata alla BNL organizzata dalla Unipol.

Latorre, intervistato da Repubblica Tv sulla divulgazione delle intercettazioni, commentó "Sono curioso di vedere quali motivazioni saranno date allo spargimento di veleni. Del resto in questi giorni abbiamo già letto molta spazzatura".

Nel 2008 è rieletto in Puglia nella lista del PD, nominato componente della Commissione di Vigilanza della RAI e vice presidente del gruppo dei Senatori del Partito Democratico.

Il 14 Novembre 2008, durante la trasmissione Omnibus sulla rete La7, la regia del programma scorge un comportamento quantomeno controverso: il senatore brindisino suggerisce, su un foglio che cerca poi di far sparire, all'esponente del partito avverso PDL Italo Bocchino, un'argomentazione per attaccare Donadi dell'IDV sulla già controversa questione della Commissione di Vigilanza per le Telecomunicazioni,.

Per la parte superiore



Marcello Dell'Utri

Marcello Dell'Utri 1.jpg

Marcello Dell'Utri (Palermo, 11 settembre 1941) è un politico italiano. Ricopre la carica istituzionale di Senatore della Repubblica, eletto nelle file del Popolo della Libertà nonostante la condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e la condanna in Cassazione per frode fiscale, violando dunque la promessa, in campagna elettorale, di non candidatura per chi avesse subito condanne, con una rettifica che invece implicava tutti i gradi di giudizio (secondo la quale Dell'Utri sarebbe in ogni caso dovuto rimanere fuori dalle liste). Collabora attivamente con la formazione politica Il Popolo della Libertà.

Conseguita la maturità classica a Palermo, compie dal 1961 a Milano gli studi universitari laureandosi in giurisprudenza presso l'Università Statale. Qui conosce Silvio Berlusconi. Nel 1964, a 23 anni, lavora come segretario per Berlusconi, che sponsorizza il Torrescalla, piccola squadra di calcio di cui Dell'Utri è allenatore.

Successivamente (1965) si trasferisce a Roma, dove dirige per un paio di anni il Gruppo Sportivo ELIS nel quartiere Tiburtino - Casal Bruciato, presso il Centro internazionale per la gioventù lavoratrice, nato nel 1964 per volontà di Papa Giovanni XXIII e gestito dall'Opus Dei.

Torna poi (1967) a Palermo, dove opera di nuovo come direttore sportivo, presso l'Athletic Club Bacigalupo; durante questa esperienza, per sua esplicita ammissione, conosce Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, malavitosi appartenenti a cosa nostra.

Dopo tre anni (1970) inizia a lavorare per la Cassa di Risparmio delle province siciliane a Catania e l'anno seguente (1971) viene trasferito alla filiale di Belmonte Mezzagno. Dopo due anni (1973) viene promosso alla direzione generale della Sicilcassa a Palermo, servizio di credito agrario.

L'anno seguente (1974) torna a Milano per lavorare presso l'Edilnord, su richiesta di Silvio Berlusconi, per il quale svolge anche la mansione di segretario; segue in particolare i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, dopo che Berlusconi l'ha acquistata ad un prezzo di favore dalla marchesina Annamaria Casati Stampa (di cui Cesare Previti era il tutore legale).

Il 7 luglio porta nella villa di Arcore Vittorio Mangano che, secondo il Tribunale di Palermo, viene assunto da Berlusconi come "responsabile" per evitare che i familiari dell'imprenditore fossero vittima di sequestro di persona (e non come "stalliere", come affermato). Mangano è un giovane mafioso, divenuto successivamente esponente di spicco del clan di Porta Nuova a Palermo, e in quel periodo ha già a suo carico 3 arresti e varie denunce e condanne, nonché una diffida risalente al 1967 come "persona pericolosa". Dopo l'arresto di Mangano sia Berlusconi che Dell'Utri hanno dichiarato ai carabinieri di non essere stati a conoscenza delle sue attività criminali, ma il Tribunale di Palermo ha affermato che Dell'Utri conosceva lo "spessore delinquenziale" di Mangano, e anzi, lo avrebbe scelto proprio per tale "qualità".

Il 24 ottobre 1976 Dell'Utri si trova insieme a Vittorio Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Antonino Calderone, al ristorante "Le Colline Pistoiesi" di Milano.

Nel 1977 si dimette da Edilnord e viene assunto alla Inim di Rapisarda, che ha relazioni con personalità di spicco della mafia quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana. Diventa poi amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, che dopo pochi anni va in bancarotta fraudolenta.

Il 19 aprile dello stesso anno è a Londra, dove partecipa al matrimonio di Girolamo Maria Fauci, più comunemente chiamato Jimmy Fauci, boss mafioso che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada. Nel 1982 inizia come dirigente la sua attività in Publitalia '80, la società per la raccolta pubblicitaria della Fininvest, una società fondata nel 1979 da Silvio Berlusconi, di cui diventa Presidente e Amministratore Delegato. Un anno dopo (1983), nell'ambito di un blitz di arresti compiuti a Milano contro la mafia dei casinò, viene trovato nella residenza del boss mafioso catanese Gaetano Corallo. Nel 1984 viene promosso ad amministratore delegato del gruppo Fininvest.

Nel 1992 (gennaio-febbraio) Vincenzo Garraffa, ex senatore del Partito Repubblicano Italiano e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss trapanese Vincenzo Virga (poi latitante e condannato per omicidio oggi in carcere): «Mi manda Dell'Utri», dice il boss venuto a riscuotere un presunto credito in nero preteso da Dell'Utri. L'episodio, denunciato da Garraffa, è stato accertato dal tribunale di Milano, che nel maggio 2004 ha condannato Dell'Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione in primo grado, e confermando la condanna in appello nel 2007.

Nel 1993 fonda Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi, lasciando la carica di presidente di Publitalia '80. Nel 1996 è deputato al Parlamento nazionale, dal 1999 è parlamentare europeo e nelle elezioni politiche del 2001 viene eletto (nel collegio 1 di Milano) Senatore della Repubblica.

Nel 1995 viene arrestato a Torino con l'accusa di aver inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia '80.

Nell'aprile 1996, mentre è imputato a Torino per false fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, Dell'Utri diventa deputato di Forza Italia in Parlamento.

Nel 1999 viene condannato definitivamente - sentenza passata in giudicato - per frode fiscale e false fatture con una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione. Nello stesso anno viene eletto parlamentare europeo e nel 2001 Senatore della Repubblica. Come senatore ha ricoperto, tra le altre, la carica di Presidente della Commissione per la Biblioteca del Senato, di cui attualmente è membro.

È presidente della Fondazione Biblioteca di via Senato e della Fondazione Il Circolo del Buon Governo. Nel 1999 fonda la rete nazionale di associazioni culturali Il Circolo, nati con l'intento di essere un'area di libero scambio del pensiero liberale e giunti ad avere più di 3000 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale e nel 2001 è membro del comitato scientifico che organizza la settima edizione della "Città del libro", rassegna nazionale degli editori, a Campi Salentina (Lecce).

Nel 2002 fonda il settimanale di cultura "Il Domenicale", direttore Angelo Crespi, di cui è tuttora l'editore.

L'8 febbraio 2007 Letizia Moratti, sindaco di Milano, lo nomina direttore artistico del prestigioso Teatro Lirico, provocando le proteste inferocite di Vittorio Sgarbi.

L'11 febbraio 2007 Dell'Utri annuncia di aver ricevuto dai figli di un partigiano deceduto (di cui si rifiuta di rivelare il nome) cinque presunti diari manoscritti da Benito Mussolini, contenenti appunti dal 1935 al 1939. Alcuni storici come Francesco Perfetti si esprimono in favore dell'autenticità, altri come Giovanni Sabatucci, Valerio Castronovo e Denis Mack Smith si esprimono al riguardo con scetticismo. Pochi giorni più tardi L'Espresso annuncia che uno studio smentisce l'autenticità dei diari.

Nel 10 settembre 2007 entra nel consiglio d'amministrazione del gruppo editoriale E Polis, che pubblica 15 quotidiani free-press in tutta Italia e diventa presidente della concessionaria di pubblicità, denominata Publiepolis spa. Nel febbraio 2008 dopo appena cinque mesi, si dimette in maniera irrevocabile da entrambi gli incarichi.

Nel 2007 è stato il senatore più assente: 673 assenze su 1637 (41,1%).

É il fondatore del Circolo dell'Utri di Milano presso il quale ospita numerosi convegni culturali. Nel 2007 invitò Nicola Latorre (braccio destro di D'Alema e noto sui media come dalemiano di ferro" ad un convegno. La cosa destó un certo interesse dei media che chiesero ad entrambe un commento.

D'altronde ci sono sempre stati apprezzamenti di stima tra Dell'Utri e i dalemiani. Infatti, in piu' di una intervista, Dell'Utri ha dichiarato la propria simpatia per D'Alema dicendo di lui che e' un "interlocutore assolutamente credibile". con il quale Berlusconi potrebbe andare a braccetto .

A pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi, afferma che Vittorio Mangano è stato «un eroe, a modo suo» perché, mentre era in carcere (dal 1995 al 2000 - anno di morte - per molteplici reati), avrebbe rifiutato - nonostante ripetute pressioni - di fare dichiarazioni contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione. Nel corso della stessa intervista dichiara anche che «se eletto farà di tutto per avviare la revisione dei libri di storia», a cominciare dal periodo della Resistenza.

Ha patteggiato la pena di due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale (nell'ambito della gestione di Publitalia '80) a Torino .

È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). Il 15 maggio 2007 la terza corte d'appello di Milano conferma la condanna a due anni..

Il 10 aprile 2008 il PG della Cassazione ha chiesto l'annullamento, con rinvio, della condanna a 2 anni inflitta al parlamentare Marcello Dell'Utri, ritenendo "inutilizzabili" alcune dichiarazioni accusatorie. La Corte di Cassazione, II sezione penale, accoglie la richiesta, annullando la sentenza di appello con rinvio ad altra sezione.

Imputato a Palermo per calunnia aggravata ai danni di alcuni pentiti, è stato successivamente assolto dopo che in primo grado era stato condannato a 9 anni. Secondo l'accusa avrebbe organizzato un complotto con dei falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati. Per questa accusa, il gip di Palermo dispose l'arresto (per un'azione, come giudicò poi il tribunale d'appello in via definitiva, mai avvenuta) di Dell'Utri nel 1999, ma il Parlamento lo bloccò.

Il giudici della quinta sezione di Palermo hanno assolto Marcello Dell'Utri, «per non avere commesso il fatto» in base all'art. 530, secondo comma del codice di procedura penale, dall'accusa di calunnia aggravata, era stato accusato di aver organizzato una combine con alcuni pentiti, per screditare tre collaboratori di giustizia che lo accusavano nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa.

La Procura aveva chiesto una condanna di 7 anni.

Per la parte superiore



Provenienza dei politici appartenenti al Partito Democratico

Il Partito Democratico è nato il 14 ottobre 2007 dalla confluenza dei Democratici di Sinistra, Democrazia è Libertà - La Margherita e altre formazioni minori in un unico partito.

Questo è un elenco di politici membri del Partito Democratico appartenuti o vicini (anche solo come elettori), in precedenza (cioè prima della fine della Prima Repubblica, nel triennio 1992-94), ad altri schieramenti politici (ordinati in funzione della loro precedente appartenenza). È una lista di deputati, senatori, euro-parlamentari, ministri, sottosegretari, presidenti di Regione e di provincia, consiglieri e assessori regionali di primo piano, sindaci di grandi città, nonché importanti membri degli organi dirigenti del partito.

Per la parte superiore



Provenienza dei politici appartenenti ai Democratici di Sinistra

Questo è un elenco di politici membri dei Democratici di Sinistra aderenti prima della fine della cosiddetta "Prima Repubblica" (nel triennio 1992-94) o vicini (anche solo come elettori) ad altri schieramenti politici (ordinati in funzione della loro precedente appartenenza). È una lista di deputati, senatori, euro-parlamentari, ministri, sottosegretari, presidenti di Regione e di provincia, consiglieri e assessori regionali di primo piano, sindaci di grandi città, nonché importanti membri degli organi dirigenti del partito, Segreteria, Consiglio e Direzione nazionali in primis.

La stragrande maggioranza dei membri del partito vengono dall'esperienza del Partito Comunista Italiano; alcuni sono transitati nel Manifesto-PdUP o in Democrazia Proletaria. Molti altri provengono da altre esperienze politiche. Infatti i Democratici di Sinistra sono nati nel 1998 dalla fusione del Partito Democratico della Sinistra con la Federazione Laburista (che poi hanno cambiato nome in Socialisti Liberali), i Riformatori per l'Europa (poi Europa Riformista) la Sinistra Repubblicana, i Cristiano Sociali e i Movimento dei Comunisti Unitari; sono strutturati in un sistema di correnti e associazioni di tendenza, tra le quali nel 2003 è nata Sinistra Ecologista, fondata da quei membri della Federazione dei Verdi che non condividevano la "deriva a sinistra" del partito, assieme a molti diessini ambientalisti.

Tale lista si riferisce alla composizione dei DS prima delle scissioni conseguenti alla decisione di sciogliere il partito nel Partito Democratico nell'aprile 2007.

Per la parte superiore



Nuccio Iovene

Nuccio Iovene.jpg

Antonio Iovene, detto Nuccio (Roma, 30 ottobre 1955), è un politico italiano.

Alle elezioni politiche del 2006 viene riconfermato al Senato fra le file dei Democratici di Sinistra nella XVIII circoscrizione (Calabria), eletto in sostituzione di Nicola Latorre che optò per la XVI circoscrizione (Puglia). Nella XV Legislatura (28 aprile 2006 - 28 aprile 2008) è membro del gruppo L'Ulivo fino al 15 maggio 2007, passando poi dal 16 maggio 2007 nel gruppo Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo. È nella 4ª Commissione permanente (Difesa) dal 6 marzo 2007 al 16 maggio 2007, nella 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) dal 6 giugno 2006 al 6 marzo 2007 e dal 17 maggio 2007 al 28 aprile 2008, nella Commissione speciale per la tutela e la promozione dei diritti umani dall'8 ottobre 2007 al 28 aprile 2008 e nella Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare dal 13 novembre 2006 al 28 aprile 2008.

Per la parte superiore



Partito Democratico (Italia)

PartitoDemocratico.svg

Il Partito Democratico (acronimo: PD) è un partito politico italiano di centro-sinistra.

È nato il 14 ottobre 2007, attraverso le elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e dell'Assemblea Costituente. Il partito si presenta agli elettori come l'erede de L'Ulivo, nato nel 1995 con l'obiettivo di trovare una sintesi fra le tradizioni della socialdemocrazia, del cristianesimo democratico, del liberalismo e delle sensibilità ambientalista ed europeista.

Walter Veltroni ne è stato il primo segretario nazionale, dal giorno della fondazione sino al 17 febbraio 2009, quando ha dato le dimissioni dalla carica in seguito alla sconfitta nelle elezioni regionali sarde. Dario Franceschini è l'attuale segretario. Romano Prodi, ideatore dell'Ulivo e già Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato presidente del partito dalla sua fondazione sino al 16 aprile 2008.

Il PD nasce innanzitutto dalla volontà dei due principali partiti di centrosinistra – Democratici di Sinistra (DS) e la Margherita (DL) – di impegnarsi per l'unificazione del centro-sinistra italiano. Al processo costituente hanno partecipato anche altre formazioni politiche: Movimento Repubblicani Europei (MRE), Italia di Mezzo, Alleanza Riformista, Repubblicani Democratici e gruppi regionali come il calabrese Partito Democratico Meridionale e Progetto Sardegna. Diverso è il caso dei Radicali Italiani, che hanno presentato i propri candidati nelle liste del PD, collocandosi all'interno del gruppo parlamentare dopo le elezioni, ma non confluiti nel partito.

Seppur inizialmente interessati ad aderire al percorso costituente, non hanno partecipato alla costruzione del PD: i Socialisti Democratici Italiani (SDI), l'Italia dei Valori (che dichiarò la propria adesione durante la campagna elettorale del 2008, ma frenò poi dopo le elezioni), due minoranze socialiste dei DS di cui una confluita nel nuovo Partito Socialista e una fondatrice del movimento Sinistra Democratica, parte dei diniani e degli ulivisti della Margherita (che hanno dato vita rispettivamente ai Liberal Democratici e ad Unione Democratica), il movimento Italia Popolare (già federato alla Margherita), il Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI).

Nel settembre 2008 si è svolta la 1° festa nazionale del partito democratico a Firenze.

Nel 2003 Michele Salvati, deputato eletto nelle liste dei Democratici di Sinistra in alcuni articoli pubblicati sui quotidiani Il Foglio e la Repubblica nell'aprile 2003, delineò un nuovo partito, nato dall'incontro tra le culture socialdemocratica, cristiano-sociale e socio-liberale. L'idea di Salvati fu ripresa da Romano Prodi, all'epoca presidente della Commissione Europea.

Nel 2003, su proposta di Romano Prodi, per le elezioni europee del 2004, nacque la lista "Uniti nell'Ulivo", composta da Democratici di Sinistra, la Margherita, SDI e i Repubblicani Europei. La lista unitaria raccolse il 31,1% dei voti, eleggendo 25 euro-parlamentari. Prodi sollecitò, quindi, la lista unitaria anche alle elezioni politiche del 2006, ma La Margherita preferì competere con il proprio simbolo.

La lista unitaria, così, si ripresentò alle elezioni regionali del 2005, tenute in aprile, ma soltanto in 9 delle 14 regioni chiamate al voto. Il 16 ottobre 2005 si tennero le elezioni primarie per scegliere il leader della nuova coalizione di centrosinistra, che prese il nome di L'Unione. I membri della federazione dell'Ulivo (comunemente chiamata anche "Fed") sostennero la candidatura di Romano Prodi, che con il 74% dei voti, divenne il candidato proposto dal centrosinistra alla Presidenza del Consiglio per il 2006.

Il buon esito delle primarie convinse snche la Margherita approvò la decisione di presentare la lista unitaria dell'Ulivo sulla scheda per l'elezione della Camera dei deputati, seppur ciascun partito sarebbe andato con il proprio simbolo al Senato.

Subito dopo le primarie, però, lo SDI dichiarò di non essere interessato alla costituzione di un partito unico.

Nei DS si mostrò da subito contraria al Partito Democratico la sinistra interna, guidata da Fabio Mussi e Cesare Salvi, che presentò una mozione esplicitamente dissenziente al congresso dell'aprile 2007, denominata A sinistra - Per il socialismo europeo. Una terza mozione congressuale Per un partito nuovo, democratico e socialista, fu presentata da altri esponenti del partito come Gavino Angius e Mauro Zani, favorevole ad una federazione che non si limitasse a DS e Margherita.

Nella Margherita si aprì il confronto tra la corrente ulivista e quella popolare, anche se la mozione unica presentata dal presidente Francesco Rutelli venne approvata in maniera compatta da tutte le aree del partito.

Nel frattempo nacquero numerose associazioni, che rivendicarono la partecipazione attiva dei cittadini, anche di quelli non iscritti ad alcun partito, alla formazione del Partito Democratico.

Romano Prodi in prima persona, nel corso del 2006, incaricò tredici personalità di spicco del mondo della cultura e della politica di redigere un Manifesto per il Partito Democratico. Il documento che venne reso pubblico nel dicembre del 2006.

Il IV congresso dei DS fu caratterizzato da una pluralità di mozioni: "Per il Partito Democratico" favorevole al processo unitario (75,5% dei consensi degli iscritti); quella dell'ex cosiddetto Correntone (leader Fabio Mussi) contraria alla formazione di un partito unico con i settori moderati della coalizione (raccolse il 15,1%); quella (primi firmatari Gavino Angius e Mauro Zani), fortemente critici verso il percorso di costituzione intrapreso, richiedendo un legame esplicito al socialismo europeo.

L'elezione alla segreteria di Piero Fassino fu sostanzialmente l'approvazione da parte della base dei DS della creazione del nuovo soggetto politico. Mussi ed il vecchio Correntone annunciarono la propria uscita dai DS e la volontà di costituire un nuovo soggetto a sinistra del partito Democratico. La corrente di Gavino Angius, la settimana successiva all'assise congressuale, deciderà di abbandonare i DS, vista la non certezza dell'adesione al PSE.

Anche il II congresso de La Margherita si svolse con l'obiettivo di dar vita al Partito Democratico, e orientata in tal senso fu l'unica mozione presentata dal presidente del partito Francesco Rutelli.

L'assise della Margherita non presentò le medesime divisioni interne verificatesi nei DS, coerentemente con l'ispirazione unificatrice delle forze di centrosinistra che il partito di Rutelli ebbe sin dalla sua nascita come lista elettorale nel 2001, e come partito nel 2002. Le uniche critiche vennero da Arturo Parisi, ministro della Difesa in carica, e da Willer Bordon, che chiesero lo scioglimento delle correnti interne in vista della nascita del PD, e dall'ex segretario del PPI Gerardo Bianco, che decise di non aderire al PD. Più tardi, nella fase di preparazione del PD, lo stesso Bordon e Lamberto Dini decideranno di non aderire al nuovo partito.

Il primo atto formale verso la costituzione del nuovo Partito venne effettuato il 23 maggio 2007 con la nomina di un Comitato promotore, il "Comitato 14 ottobre", così chiamato con riferimento alla data in cui sarebbe stata eletta l'assemblea costituente del Partito Democratico.

Tale comitato, nato con 45 membri, annoverava, oltre ad esponenti di DS e Margherita, anche politici provenienti da esperienze diverse (come l'ex UDC Marco Follini e l'ex-SDI Ottaviano Del Turco, governatore della Regione Abruzzo) e personalità della società civile, come il giornalista Gad Lerner, il presidente di "Slow Food" Carlo Petrini e l'esponente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Tullia Zevi. Il Comitato definì le modalità di svolgimento delle primarie per l'elezione dell'Assemblea Costituente Nazionale e delle Assemblee Costituenti Regionali, con i rispettivi Segretari.

Il 31 luglio 2007 il Coordinamento Nazionale delle primarie ufficializzava le candidature alla carica di Segretario Nazionale del PD di: Mario Adinolfi, Rosy Bindi, Pier Giorgio Gawronski, Jacopo Gavazzoli Schettini, Enrico Letta, Walter Veltroni. La candidatura di Gavazzoli Schettini fu successivamente invalidata a causa dell'insufficiente numero di liste presentate a suo sostegno. Queste liste scelsero conseguentemente di appoggiare la candidatura di Gawronski.

Alle elezioni costituenti di domenica 14 ottobre 2007 si registrava una partecipazione superiore alle aspettative con 3.554.169 voti validi, compresa la circoscrizione degli italiani all'estero.

Le liste collegate a Walter Veltroni (Democratici con Veltroni, Ambiente, Innovazione, Lavoro., A Sinistra per Veltroni ed altre liste locali) ottenevano complessivamente 2.694.721 voti (75,82%) ed eleggevano 2322 delegati all'Assemblea Costituente Nazionale (compreso lo stesso candidato alla segreteria) su un totale di 2858 eletti, decretando automaticamente l'elezione di Veltroni a Segretario Nazionale del PD. Erano invece 313 i delegati eletti per le liste Con Rosy Bindi democratici, davvero, 221 i Democratici per Enrico Letta. Le liste in appoggio di Adinolfi (Generazione U) e quelle in appoggio di Gawronski (Il coraggio di cambiare e Noi per il Partito Democratico) riuscivano invece ad eleggere solo i due candidati alla segreteria.

L'Assemblea Costituente Nazionale si insedia sabato 27 ottobre 2007 a Milano (presso il polo fieristico di Rho-Pero). I membri sono 2.858 eletti attraverso liste bloccate formate col criterio dell'alternanza uomo-donna. Il primo Presidente dell'Assemblea Costituente Nazionale è Romano Prodi, fondatore dell'Ulivo e Presidente del Consiglio dei Ministri in carica.

Nella riunione di insediamento viene formalizzata l'elezione di Veltroni a primo Segretario Nazionale. Al termine l'assemblea approva, senza alcuna discussione, un dispositivo proposto da Veltroni, che fra le altre cose stabilisce la nomina di Dario Franceschini a Vice Segretario Nazionale del partito e di Mauro Agostini a Tesoriere Nazionale. Vengono poi costituite, all'interno dell'assemblea, tre commissioni di 100 componenti ciascuna (con rappresentanza di delegati di tutte le liste proporzionale alla composizione totale dell'assemblea) che dovranno redigere rispettivamente lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico nazionali del partito. Stante la struttura federale del PD, saranno previsti analoghi documenti a livello regionale, da redarsi da parte delle Assemblee Costituenti Regionali.

Nei giorni immediatamente successivi all'assemblea costituente di Milano, si delineano gli organi esecutivi e consultivi del partito. Il 4 novembre 2007 il segretario Veltroni nomina l'esecutivo del PD, con 17 membri di cui 9 donne (la maggioranza). Il 7 novembre 2007 è eletto capogruppo del PD alla Camera dei Deputati Antonello Soro. Al Senato della Repubblica viene confermata la capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro.

Nel mese di novembre si insediano le Assemblee Costituenti Regionali, che eleggono i rispettivi Presidenti e formalizzano l'elezione dei Segretari Regionali. Sempre a novembre, si insediano delle Assemblee Provinciali provvisorie (formate dai delegati alle Assemblee Costituenti Regionali e Nazionale territorialmente competenti), ciascuna delle quali sceglie il proprio Presidente ed un coordinatore provinciale, pure essi pro tempore.

Tra dicembre 2007 e febbraio 2008 avviene il radicamento territoriale del partito. In ciascun comune vengono richiamate le assemblee degli elettori del 14 ottobre, allo scopo di costituire i Circoli territoriali del PD. Ciascun Circolo elegge il proprio Coordinamento ed i propri delegati per le Assemblee Cittadina (ove nello stesso comune siano presenti più Circoli territoriali) e Provinciale. Ciascuna Assemblea Provinciale elegge poi il proprio Presidente ed il Segretario Provinciale. Allo stesso modo ciascuna Assemblea Cittadina (ove costituita) elegge il proprio Presidente ed il Segretario Cittadino, mentre all'interno di ciascun Circolo territoriale il Coordinamento elegge il Segretario del Circolo (che coincide col Segretario Cittadino nei comuni ove è costituito un solo Circolo territoriale).

Nella seconda riunione dell'Assemblea Costituente Nazionale, sabato 16 febbraio 2008 a Roma, vengono approvati lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico.

L'Assemblea Costituente Nazionale si riunisce nuovamente, tra le altre occasioni, sabato 21 febbraio 2009 a Roma, a seguito delle dimissioni da Segretario di Walter Veltroni. Alla presenza di meno della metà dei delegati, viene eletto come nuovo Segretario Nazionale Dario Franceschini, che ottiene 1.047 voti contro i 92 di Arturo Parisi.

Il 9 novembre viene inaugurata la sede nazionale del PD, a Roma in Piazza Sant'Anastasia, nei pressi del Circo Massimo.

Il 21 novembre il PD presenta il suo nuovo simbolo tricolore, elaborato dal grafico venticinquenne molisano Nicola Storto. Per Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del partito, «il simbolo assume su di sè l'identità nazionale con molta forza. Infatti, i tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo. Il risultato è una sintesi molto forte». La definizione e l'idea di partito "verde-bianco-rosso" nel segno delle anime del PD e della bandiera nazionale viene coniata per la prima volta dal candidato alla segretaria nazionale Jacopo Gavazzoli Schettini in una lettera aperta pubblicata dal sito del PD il 5 settembre, ed è il titolo della sua candidatura presentata dal primo numero del periodico ufficiale del PD.

Appena sorto, il Partito Democratico assunse immediatamente il ruolo di maggiore forza politica all'interno del governo Prodi II. Il segretario Walter Veltroni intuì rapidamente la necessità di avviare un dialogo con le varie forze politiche per la creazione di importanti riforme, le quali vengono ritenute necessarie per la modernizzazione dello Stato. L'11 novembre Veltroni lanciò una nuova proposta di legge elettorale elaborata dal costituzionalista Salvatore Vassallo, nell'ambito di una riforma che coinvolgesse anche i regolamenti parlamentari e la Costituzione, dando l'appoggio del PD alla proposta di revisione costituzionale al vaglio della Camera dei Deputati.

Nei giorni successivi, si assistette alla fine della Casa delle Libertà, coalizione di opposizione: il governo Prodi II, la cui caduta era stata data per certa al Senato da Silvio Berlusconi agli alleati tra il 14 e il 15 novembre, passò indenne il delicato passaggio della Finanziaria a Palazzo Madama. A seguito di questo fatto, la Lega Nord, l'UDC e soprattutto Alleanza Nazionale rivolsero pesantissime critiche a Forza Italia e raccolsero l'invito di Veltroni ad approvare insieme alcune riforme istituzionali. A stretto giro, lo stesso Berlusconi abbandonò il rifiuto di ogni dialogo con la maggioranza e si dichiarò disposto a discutere con Veltroni di legge elettorale, annunciando la fine della sua difesa al bipolarismo ed il gradimento per il sistema proporzionale.

A fine novembre, dopo il fallimento della "spallata" della Casa delle Libertà (termine giornalistico per indicare i tentativi di Berlusconi di far cadere il governo Prodi II), la coalizione di centro-destra sembrò frantumarsi in uno scontro tra Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini da una parte, e Silvio Berlusconi dall'altra. Ormai rassegnati all'idea che la caduta del governo non fosse imminente, tutti i partiti dell'opposizione accettarono dunque (pur con motivazioni diverse) la proposta di dialogo sulle "riforme" lanciata con forza da Veltroni e Franceschini.

Il segretario del PD incontrò quindi, in rapida successione, i leader della maggioranza e dell'ex-CdL per discutere e cercare di trovare un accordo su una nuova legge elettorale, e sulla riforma dei regolamenti parlamentari e della parte II della Costituzione: il 26 novembre Veltroni vide Gianfranco Fini, Italo Bocchino e Vincenzo Nespoli di Alleanza Nazionale; il 28 Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione dell'UDC; il 29 Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Andrea Gibelli della Lega Nord, Lamberto Dini dei Liberaldemocratici e Oliviero Diliberto dei Comunisti Italiani; il 30 Fabio Mussi di Sinistra Democratica e infine Silvio Berlusconi e Gianni Letta di Forza Italia.

Nel mese di gennaio 2008, tuttavia, il governo Prodi II cadde a seguito della crisi politica innescata da Clemente Mastella. Il PD di Veltroni appoggiò il tentativo di formare un governo attorno ad una convergenza fra le forze politiche sulla riforma elettorale, affidato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano al presidente del Senato Franco Marini (egli stesso del PD). Tuttavia il tentativo non riuscì per la ferma opposizione di Berlusconi e del centro-destra, ora ricompattato dalla prospettiva di una vittoria elettorale imminente.

Nei giorni successivi allo scioglimento delle Camere, il PD scelse di formare le sue alleanze "esclusivamente su base programmatica", il che si risolse con l'esclusione di ogni apparentamento con la Sinistra Arcobaleno e con - invece - la formazione di una coalizione con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Si giunse anche ad un accordo con i Radicali italiani, che implicò l'inserimento di alcuni loro esponenti nelle liste del PD. Nonostante gli sforzi, non si giunse a un accordo con il Partito Socialista, il quale non accettò di rinunciare al suo simbolo per inserire suoi esponenti nelle liste del PD, e presentò una lista separata indipendente.

Dopo la presentazione delle liste ufficiali dei candidati scoppiò una polemica interna al Partito a causa di alcune esclusioni eccellenti. L'esclusione di Ciriaco De Mita e quella di Giuseppe Lumia, ex-Presidente della Commissione Antimafia, furono motivate dall'esigenza di partito di non candidare persone con più di tre legislature. A questa regola generale si sono fatte 32 deroghe per i cosiddetti "big" del partito, tra cui lo stesso Walter Veltroni.

Alle elezioni politiche del 2008 PD e Italia dei Valori raccolgono complessivamente il 37,546% dei consensi alla Camera, contro il 46,811% della coalizione Il Popolo della Libertà - Lega Nord - Movimento per l'Autonomia guidata da Silvio Berlusconi, e il 38,010% al Senato, contro il 47,320% della coalizione avversaria. Singolarmente il Partito Democratico ha ottenuto rispettivamente il 33,17% e il 33,69% dei suffragi. Il 16 aprile 2008 viene resa nota una lettera risalente al precedente 23 marzo, giorno di Pasqua, in cui Romano Prodi informava il segretario Veltroni di voler abbandonare l'incarico di presidenza del Partito, per fare spazio a una nuova generazione dirigente.

Dopo le elezioni in Sardegna del 14-15 febbraio, dove Renato Soru, governatore uscente e uomo di punta del PD viene nettamente sconfitto dal candidato del PDL Ugo Cappellacci, in considerazione di questo e di altri risultati negativi del Partito in consultazioni elettorali precedenti e le forti critiche alla sua gestione, Veltroni si dimette da segretario, aprendo così la crisi. Viene riunita sabato 21 febbraio l'Assemblea Costituente, chiamata a decidere come uscire dal momento di difficoltà e quale strada intraprendere. Si fronteggiano due linee: da una parte chi vuole andare subito a primarie, a cui far seguire un congresso per lanciare una nuova fase del partito, cambiando profondamente le leadership della classe dirigente del Partito e proponendo alla segreteria temporaneamente Arturo Parisi; dall'altra parte coloro i quali ritengono sia dannoso aprire la fase congressuale in quel momento, data la vicinanza delle Elezioni Europee, preferendo confermare alla guida del Partito il vicesegretario di Veltroni, Dario Franceschini.

Convocata dopo le dimissioni di Veltroni, l'Assemblea Costituente (presieduta da Anna Finocchiaro, essendo vacante la carica di Presidente del PD) ha eletto, con 1047 preferenze, Dario Franceschini nuovo segretario nazionale del Partito, contro i 92 voti raccolti da Arturo Parisi.

Il nuovo segretario, eletto con il compito di portare il partito alle Elezioni Europee e al Congresso di autunno, annuncia di volere cominciare una nuova fase nel Partito, basata su inedite e giovani personalità, caratterizzata da una opposizione più ferma al Governo, mettendo da parte i "capibastone" e coinvolgendo maggiormente amministratori locali e dirigenti territoriali. Con l'elezione di Franceschini, sono decaduti gli organi direttamente nominati da Veltroni, in primis il Governo ombra. Sono stati poi nominati una nuova segreteria e nuovi responsabili per tematiche politiche.

La collocazione europea è uno dei principali nodi da sciogliere per il Partito Democratico, diviso tra un'anima di matrice socialdemocratica e un'altra cattolico-riformista: gli ex-DS, infatti, fanno parte del Partito Socialista Europeo, mentre la Margherita nel 2004 ha fondato un Partito Democratico Europeo che siede nell'area liberaldemocratica.

Tra le maggiori preoccupazioni, specularmente delle minoranze diessine e dell'ala popolare della Margherita, c'è l'idea di rinuncia delle proprie identità storiche in un progetto che potrebbe condurre ad avere un partito senza identità ideologiche oppure l'appiattimento delle varie aree sulle posizioni di una sola. Quello della collocazione europea è il motivo che ha indotto la minoranza DS guidata da Gavino Angius (in seguito rientrato) a non aderire al partito, sostenendo appunto che mancasse un richiamo forte del partito all'appartenenza al PSE.

A tal proposito, il PSE, nel 7° congresso tenuto a Oporto, ha modificato il proprio statuto definendosi come forza politica aperta a tutti i partiti europei "di ispirazione socialista, progressista e democratica", prospettando la possibilità di un allargamento a partiti e movimenti progressisti che non provengono necessariamente dallo storico campo del socialismo europeo. Tale modifica è stata considerata un'apertura nei confronti delle istanze avanzate dalla Margherita in Italia, anche se il partito ha rimarcato di non volere che il PD aderisca tout-court al PSE, semmai che intraprenda con esso un rapporto di collaborazione nell'alveo di un nuovo centrosinistra europeo.

In questa direzione va anche la posizione di Romano Prodi che, in sede di Assemblea Costituente, ha sostenuto che sarà l'Italia ad anticipare l'Europa nella creazione di un contenitore delle forze progressiste e democratiche. In sede europea, infatti, i parlamentari europei del PD mantengono la loro collocazione originaria (divisi tra PSE e ALDE) fino alle elezioni europee del 2009, dopodiché sarà stabilita una collocazione unitaria. Il segretario Dario Franceschini ha ribadito tuttavia che il PD non entrerà nel PSE, ma "non potrà mai stare in un luogo in cui non sia insieme ai socialisti europei".

A livello centrale il massimo organismo che dirige il partito fra un congresso e l'altro è l'Assemblea Nazionale. Organo esecutivo sono la Segreteria Nazionale, collegio che aiuta il lavoro del segretario nazionale. An e Sn restano in carica quattro anni. L'organo esecutivo di indirizzo politico dell'An è il Coordinamento Nazionale. Il Cn è detta Direzione Nazionale quando comprende il Segretario Nazionale, il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Il Vicesegretario, il Tesoriere, il massimo dirigente dell’Organizzazione giovanile, i Presidenti dei Gruppi parlamentari italiani ed europei, i Segretari Regionali, 20 personalità del mondo della cultura, dell’associazionismo, del lavoro e dell’impresa indicate dal Segretario, i Presidenti di Regione, i Sindaci delle Aree Metropolitane e i Presidenti delle Province con più di 3 milioni di abitanti e i presidenti di Anci, Upi e Uncem, gli ex Presidenti delle Camere e del Consiglio dei Ministri, i vicepresidenti di Camera e Senato e Parlamento Europeo, i vicepresidenti dei gruppi parlamentari italiani ed europei del PD, i presidenti di Commissioni parlamentari di Camera e Senato, i candidati alle Primarie, i Presidenti e i relatori delle Commissioni costituenti Statuto, Manifesto dei valori, Codice Etico, 5 giovani espressione della organizzazione giovanile del PD, i Giovani Democratici.

L'attuale Dn è stata eletta il 20 giugno 2008 ed è composta circa al 50% da ex-DS, al 23% da popolari, 10% da bindiani, 10% rutelliani, 7% lettiani.

A livello periferico il PD mutua l'organizzazione federale che era di DL.

Per i risultati regione per regione, vedi la pagina: Risultati elettorali del Partito Democratico per regione italiana.

L'organo di proprietà del PD è Europa, vecchio quotidiano della Margherita. Possono, tuttavia, essere considerati filo-democratici i quotidiani l'Unità, già vicino ai DS e Il Riformista, diretto dall'ex-senatore Antonio Polito. Anche La Repubblica, quotidiano non sportivo più venduto in Italia, ha una linea editoriale considerata vicina al PD. E' stato inoltre pubblicato anche un numero 0 di un periodico, PD.

Recentemente è stato varato il canale televisivo YouDem, che trasmette in streaming sul proprio sito Internet e via satellite sul canale 813 di SKY. Vicina al PD è anche Red TV che fa capo alla corrente di Massimo D'Alema.

A proposito di propaganda, ha creato scalpore un manifesto a favore della manifestazione di piazza del 25 ottobre in cui nella foto, che ritrae una folla, vi sono suore e frati. La foto risale alla massa oceanica che rese omaggio alla salma di Giovanni Paolo II nel 2005.

L'articolo 30 dello Statuto del partito recita che il PD «ai sensi dell’articolo 18 della Costituzione, favorisce la libertà e il pluralismo associativo e stabilisce rapporti di collaborazione con fondazioni, associazioni ed altri istituti, nazionali ed internazionali, a carattere politico-culturale e senza fini di lucro, garantendone e rispettandone l’autonomia». «Tali fondazioni, associazioni ed istituti» vengono considerati «strumenti per la divulgazione del sapere, il libero dibattito scientifico, la elaborazione politico-programmatica» e le loro iniziative «non sono soggette a pareri degli organi del Partito Democratico».

Per tale motivo diversi esponenti nel PD hanno promosso da subito fondazioni e associazioni o hanno rilanciato quelle che già preesistevano al PD. L'attività febbrile intorno alle fondazioni democratiche ha fatto sì che da più parti si parlasse di vera e propria attività correntizia più o meno occulta. Non essendo però stato convocato alcun congresso nazionale, non è ancora dato di parlare di correnti in senso classico, e del resto uno stesso esponente democratico può essere iscritto a più fondazioni e associazioni, così come quest'ultime spesso iscrivono anche soggetti esterni al PD quando non iscritte ad altri partiti.

È la corrente d'ispirazione socialdemocratica che raggruppa la parte della vecchia maggioranza dei DS fedele all' ex segretario Walter Veltroni. I suoi aderenti sono stati tra i più fedeli sostenitori della nascita del PD all'ultimo congresso DS. I suoi maggiori esponenti sono Goffredo Bettini, Piero Fassino, Anna Finocchiaro e Giovanna Melandri.

I Veltroniani hanno presentato liste comuni per l'elezione dell'Assemblea Costituente, denominate Democratici con Veltroni, con i Dalemiani, i Popolari, i Rutelliani, i Cristiano Sociali, esponenti della società civile. La lista Democratici con Veltroni ha ottenuto il 43,7% dei voti a livello nazionale, con un forte radicamento nel centro del Paese. Va detto che in alcune circoscrizioni la lista si è aggregata ad altri gruppi, mente in altre (segnatamente in Campania) alcune correnti, come i Popolari e i Rutelliani, hanno presentato liste separate dal gruppo dei Veltroniani. Alcuni Veltroniani, tra i quali Giovanna Melandri, hanno animato la lista Ambiente, Innovazione, Lavoro.

I membri della corrente sono in genere favorevoli al sistema elettorale uninominale, magari con doppio turno, e vedono di buon occhio il semipresidenzialismo. In tema di alleanze sono contrari a ricomporre una vasta coalizione di centro-sinistra "solo per vincere" ma vogliono invece un nuovo centro-sinistra basato sul programma di governo.

Oltre ai veltroniani in senso stretto, possono essere considerati veltroniani in senso lato molti esponenti di altre correnti che sono molto vicini a Veltroni: dai popolari Dario Franceschini ora nuovo segretario, e Antonello Soro ai cristiano-sociali Giorgio Tonini e Stefano Ceccanti, dall'ecologista Ermete Realacci al prodiano Salvatore Vassallo, dal liberal Enrico Morando a Vincenzo Vita della sinistra interna.

È la componente di origine democristiana e di ispirazione cristiano-sociale che s'incardina nell'associazione I Popolari, erede del disciolto Partito Popolare Italiano. I Popolari, dopo avere a lungo mantenuto la maggioranza ne La Margherita, hanno deciso insieme alle altre principali correnti di questa, di superarne l'esperienza politica e di partecipare al progetto costituente del Partito Democratico. Riguardo alla collocazione europea del PD, i Popolari sono contrari al suo eventuale ingresso nel Partito del Socialismo Europeo, come caldeggiato dalle correnti ex-DS.

Ampi settori della CISL e delle ACLI afferiscono a questa tendenza interna. I maggiori esponenti sono Franco Marini, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini, Antonello Soro e Pierluigi Castagnetti. Ciriaco De Mita ha lasciato il partito il 20 febbraio 2008, dopo il rifiuto opposto dalla dirigenza, e in particolare da Veltroni, di candidarlo al Parlamento per la dodicesima legislatura. Alle primarie i Popolari, candidati nelle liste Democratici con Veltroni, hanno eletto almeno 600 membri nell'Assemblea Costituente. Il gruppo - che sostiene Veltroni - si è recentemente organizato nell'associazione "Quarta Fase" guidata da Fioroni e Franceschini e ha promosso la fondazione "Persone, Comunità, Democrazia", presieduta da Castagnetti. Pochi esponenti dei Popolari, soprattutto calabresi, hanno invece aderito a ReD, l'organizzazione che fa capo a D'Alema.

È una corrente d'ispirazione prevalentemente socialdemocratica che raggruppa gli uomini vicini a Massimo D'Alema, come Pierluigi Bersani, Nicola Latorre, Marco Minniti, Barbara Pollastrini e Michele Ventura. I dalemiani propongono una linea diversa da quella di Veltroni in riferimento alle alleanze e alla struttura del partito. A questo gruppo storico si sono recentemente uniti Enrico Letta, alcuni ex-Ulivisti che avevano sostenuto la sua candidatura alle primarie del PD, tra i quali Paolo De Castro e Francesco Boccia, e alcuni Popolari, come Nicodemo Oliverio. Il gruppo è molto vicino alla Fondazione Italianieuropei, attorno alla quale ha formato un'associazione di parlamentari, denominata Riformisti e Democratici (ReD), che comprende oltre cento eletti nelle file del PD. Paolo De Castro, anello di congiunzione tra D'Alema e Prodi, è stato designato presidente, Lino Duilio, popolare ed ex-animatore di Italia Popolare - Movimento per l'Europa, vice presidente e Michele Ventura coordinatore.

I Rutelliani, detti in precedenza anche Democratici Rinnovatori o Coraggiosi, sono una corrente di orientamento centrista guidata da Francesco Rutelli, Paolo Gentiloni e Linda Lanzillotta, Renzo Lusetti e Rino Piscitello. Alle primarie i centristi rutelliani hanno eletto più di 230 membri nell'Assemblea Costituente, candidati nelle liste Democratici con Veltroni.

Al Manifesto dei Coraggiosi hanno aderito, tra gli altri, il gruppo dei Teodem, Tiziano Treu, Luigi Zanda, Antonio Polito, Ermete Realacci, Antonio Maccanico, Sergio Chiamparino, Massimo Cacciari, Filippo Penati, Enrico Gasbarra e Andrea Olivero (presidente delle ACLI). Al gruppo di Rutelli fanno riferimento anche i Socialisti Democratici per il Partito Democratico e alcuni politici vicini a Lamberto Dini che però hanno deciso di non seguirlo nei Liberaldemocratici.

Il gruppo ha manifestato insofferenza verso la cosiddetta "sinistra radicale", area politica corrispondente a La Sinistra - l'Arcobaleno alleata al PD fino al 2008. Alla corrente fanno riferimento molti laici, liberali e socialdemocratici (molti dei quali provenienti dalla componente rutelliana de La Margherita), così come molti cattolici d'ispirazione moderata che non si riconoscono né nel gruppo dei Popolari né degli Ulivisti né dei Cristiano Sociali, tutti percepiti come troppo a sinistra.

Diversi firmatari del Manifesto dei Coraggiosi hanno comunque firmato, nel gennaio 2008, anche il manifesto per la costituzione della corrente detta Liberal PD (vedi oltre), altri sono tra gli animatori degli Ecologisti Democratici. Sebbene molti membri del gruppo sostengano Veltroni, una delle principali battaglie della corrente è quella riguardo alla collocazione europea del PD, fatta in alleanza con I Popolari: i Rutelliani sono nettamente contrari al suo eventuale ingresso nel Partito del Socialismo Europeo, come caldeggiato dalla sinistra interna e dai Dalemiani. Infine alcuni esponenti cattolici rutelliani, tra i quali Renzo Lusetti, si sono uniti ai Teodem per dare vita a una nuova associazione denominata Persone e Reti (PeR).

I Liberal PD la corrente di orientamento socio-liberale. Orfana di Lamberto Dini e dei suoi Liberal Democratici, che hanno deciso di non entrare nel PD sostenendo che l'identita "liberaldemocratica" sarebbe stata schiacciata nel nascente partito, è stata costituita il 26 gennaio 2008 da Enzo Bianco, Valerio Zanone, Enrico Morando (ex-leader dei Liberal DS) e Franco Bassanini. Fra le oltre 40 personalità di spicco che hanno firmato il manifesto dell'area ricordiamo gli ex-ministri Giuliano Amato, Linda Lanzillotta e Paolo Gentiloni.

Hanno aderito all'area molti ex-Socialisti, fra cui Giuliano Amato, Enrico Manca e Salvo Andò, la maggior parte degli ex-Repubblicani del partito, fra cui Antonio Maccanico, Stefano Passigli, Andrea Manzella, Massimo Livi Bacci, Giorgio Bogi (già leader di Sinistra Repubblicana), Giuseppe Ossorio (già leader dei Repubblicani Democratici), degli ex-Liberali, inclusi gli appartenenti a Sinistra Liberale, tra cui Beatrice Rangoni Machiavelli, patron dell'Internazionale Liberale. Alla corrente fa riferimento il Gruppo italiano dell'Internazionale Liberale.

Al gruppo fa riferimento anche Luciana Sbarbati e il suo Movimento Repubblicani Europei.

Gli Ecologisti Democratici (EcoDem) sono la corrente ambientalista del PD, costituita principalmente da ex-Verdi transitati per DL (Ermete Realacci, Roberto Della Seta, Francesco Ferrante) o per i DS (Edo Ronchi, Luigi Manconi, Sergio Gentili). Alle primarie sono stati eletti oltre 100 EcoDem all'Assemblea Costituente.

La maggioranza degli Ecodem si è presentata alle primarie all'interno della lista Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro, capeggiata da Ermete Realacci, Giovanna Melandri, Cesare Damiano e Luigi Nicolais. La lista ha ottenuto l'8,1% dei consensi, pur essendo presente in modo autonomo solo in 20 circoscrizioni su 29. Da segnalare il dato di Milano: Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro, Sinistra ha ottenuto il 32,21% dei consensi, risultando la prima lista della città.

È l'area più vicina a Romano Prodi e alla sua idea di Partito Democratico. Gli Ulivisti enfatizzano molto l'apertura del PD alla società civile e la democrazia interna al partito. In occasione delle primarie per la scelta del segretario, gli Ulivisti si sono divisi in due correnti che si muovono in modo autonomo all'interno del partito: uno più di sinistra guidato da Rosy Bindi e uno più centrista guidato da Enrico Letta, il quale è ora alla guida di un gruppo autonomo.

I sostenitori di Bindi includevano Arturo Parisi, Mario Barbi, Giulio Santagata, Sandra Zampa, Sandro Gozi, Franco Monaco, Marina Magistrelli, Gad Lerner, Gianfranco Morgando, Nando Dalla Chiesa, Vittorio Prodi, Roberto Zaccaria, Giovanni Bachelet, Franca Chiaromonte e Albertina Soliani. Bindi fu sostenuta anche dal Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e da alcuni membri dell'associazione I Popolari, di cui sono membri sia la Bindi sia Letta.

Gli Ulivisti hanno le loro roccaforti nell'Italia settentrionale, specie in Veneto, Lombardia e Piemonte, ma la Bindi, che ottenne il 13,9% del voto a livello nazionale, ebbe il suo miglior risultato in Calabria (31,3%) grazie al supporto di Loiero..

Nel luglio 2008 il gruppo della Bindi (Bachelet, Morgando, Zaccaria, Magistrelli, Dalla Chiesa) ha costituito Democratici Davvero, un'associazione separata. Motivo della separazione fu che Bindi era molto meno critica nei confronti del segretario Walter Veltroni e preferiva collaborare con lui invece di opporvisi. Gli Ulivisti (Parisi, Barbi, Lerner, Zampa, Monaco, Gozi, Santagata) decisero di continuare la loro opposizione frontale a Veltroni, in specie denunciando la sua linea politica e la mancanza di democrazia interna.

Il 21 febbraio 2009 Arturo Parisi presentò in Assemblea Nazionale la propria candidatura alla segreteria del partito: aiutato dallo sfidante Dario Franceschini nella raccolta delle firme necessarie, ricevette 92 voti (7,3%).

Il gruppo, guidato da Rosy Bindi, comprende principalmente esponenti cristiano sociali e socialdemocratici. Come gli Ulivisti, sono stati forti sostenitori di Romano Prodi e vogliono che il partito si radichi nella tradizione dell'Ulivo. Alle elezioni primarie del 2007 Rosy Bindi fu sostenuta dalla maggioranza degli Ulivisti, dal Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e ad alcuni membri dell'associazione I Popolari, cui è iscritta anche la Bindi. Gli Ulivisti hanno le loro roccaforti nell'Italia settentrionale, specie in Veneto, Lombardia e Piemonte, ma la Bindi, che ottenne il 13,9% del voto a livello nazionale, ebbe il suo miglior risultato in Calabria (31,3%) grazie al supporto di Loiero. Nel luglio 2008 la Bindi e il suo gruppo (Giovanni Bachelet, Gianfranco Morgando, Roberto Zaccaria, Marina Magistrelli, Nando Dalla Chiesa) hanno rotto con gli Ulivisti, molto più critici della linea politica impressa al PD da Walter Veltroni e dello standard di democrazia del partito.

Enrico Letta, che ha presentato liste autonome (denominate Democratici per Letta) rappresenta la componente ulivista di formazione cattolico-liberale, sulla scia della scuola di Beniamino Andreatta e dello stesso Romano Prodi). Va sottolineato che Letta, oltre ad essere stato un convinto sostenitore di Prodi, è anche membro dell'associazione I Popolari. Tra i sostenitori di Letta figuravano, tra gli altri, il ministro Paolo De Castro, Renato Soru (e il suo Progetto Sardegna), Umberto Ranieri (DS), Gianni Pittella (capodelegazione italiano del PSE al Parlamento Europeo), Vito De Filippo, Gian Mario Spacca, Lorenzo Dellai e Marco Stradiotto.

La lista a sostegno di Letta si è fermata all'11,0% dei voti, forte dei buoni risultati al Nord (16,6% in Lombardia 1, 15,3% in Veneto 1, 21,6% in provincia di Bolzano e 25,9% in provincia di Trento, grazie al sostegno di Lorenzo Dellai), in alcune regioni del Sud (26,5% in Puglia e 27,4% in Basilicata) e nella Circoscrizione Estero (15,7%).

Letta sta organizzando la sua Associazione 360, che propone con forza un'alleanza con l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, a scapito dell'Italia dei Valori.

A Sinistra è la corrente di sinistra interna, che individua come temi principali del suo impegno quelli dell'appartenenza al socialismo europeo, dei diritti della persona, dello sviluppo sostenibile e della tutela dell'ambiente, della sicurezza, della laicità e dei saperi. Vuole un PD chiaramente di sinistra e socialista, figlio delle culture politiche del Partito Comunista Italiano e del Partito Socialista Italiano. Le ideologie di riferimento di A Sinistra sono il socialismo democratico e la socialdemocrazia classica. Principali esponenti sono Livia Turco (iscritta anche a Riformisti e Democratici), Sergio Gentili, Massimo Brutti, Vincenzo Vita.

Si presenta come l'evoluzione della lista A Sinistra per Veltroni, che alle primarie del 2007, chiedendo un forte ancoraggio al Partito del Socialismo Europeo e all'Internazionale Socialista, un impegno per salvaguardare la Costituzione Italiana e soprattutto difendendo i principi lavoristi, ha ottenuto il 7,7% (con picchi del 30% nelle regioni rosse dove era più radicata la presenza dei DS), eleggendo oltre 300 delegati all'Assemblea Costituente. Va detto che in alcune circoscrizioni non è stata presentata una lista autonoma A Sinistra per Veltroni, ma, dove era presente (15 circoscrizioni su 29), essa ha ottenuto ottimi risultati, tra i quali il 32,7% in Piemonte 1 e il 27,1% in Lazio 1. La lista era sostenuta, tra gli altri, da Giorgio Ruffolo, uno dei redattori della Carta dei Valori del partito.

Il 18 gennaio 2008 un gruppo di dirigenti di Sinistra Democratica (perlopiù ex-esponenti della mozione Mussi e rappresentanti del mondo sindacale come Famiano Crucianelli, Olga D'Antona, Paolo Nerozzi e Massimo Cialente) solleva delle forte critiche al proprio partito invocando una «sinistra per il paese». L'8 febbraio Crucianelli annuncia sul quotidiano Europa la sua uscita da SD per il PD. Altri faranno lo stesso il 24 febbraio con una manifestazione alla quale partecipa anche Veltroni e che vede aderirivi anche ex-esponenti di alcuni partiti della c.d. "sinistra radicale", come l'ex-ministro Alessandro Bianchi (indipendente del Partito dei Comunisti Italiani) e l'ex-senatore Gianfranco Pagliarulo, passato in SD attraverso l'Associazione Sinistra Rossoverde. Da qui lì'idea di costituire il 7 marzo l'associazione Una Sinistra per il Paese. Il 23 aprile l'associazione organizza un primo incontro con la sinistra del PD (Vita, Turco). Il 14 giugno l'associazione avvia di fatto la fuzione con la sinistra del PD e muta nome in Sinistra per il Paese.

L'unione fra Sinistra per il Paese e le correnti PD che avevano sostenuto la lista A Sinistra per Veltroni (Democratici, Laici e Socialisti, fondata da quei sostenitori delle mozione Angius che decisero di non seguirlo in Sinistra Democratica e di rimanere invece nei DS, Dì Sinistra, formata dai sostenitori della mozione Mussi che presero la stessa decisione, Laburisti - Socialisti Liberali, i cui principali esponenti hanno aderito al Partito Socialista), viene ufficializzata il 5 luglio 2008. Il 20 settembre 2008 l'unificazione è completata con la costituzione di A Sinistra mediante un'assemblea fondativa che ne approva lo statuto e il manifesto.

I Cristiano Sociali (CS) sono un'associazione, nata come partito nel 1993 e confluita nei DS nel 1998, che, dopo aver rappresentato i valori cristiano-sociali all'interno dei DS, continua la sua attività nel nuovo partito. Oltre ai membri storici (Mimmo Lucà, Giorgio Tonini, Luigi Viviani, Aldo Preda, Franco Chiusoli, Stefano Ceccanti, Marcella Lucidi, Franco Passuello e Domenico Maselli), anche altre importanti personalità del mondo cattolico vicine al centro-sinistra e politici aderenti al PD hanno firmato il loro appello intitolato Cristiani per il Partito Democratico: Giovanni Bianchi, Valentino Castellani, Giovanni Colombo, Paolo Corsini, Luigina Di Liegro, Francesco Saverio Garofani, Franca Gorrieri, Giuseppe Lumia, Sergio Marelli, Ignazio Marino e Bruno Marziano. Alle primarie i CS hanno presentato loro candidati nelle liste Democratici con Veltroni e sono considerati molto vicini al segretario PD.

Il gruppo, con il nome di Socialisti Europei, fu costituito nel 2006 da Gavino Angius e Giuseppe Caldarola come corrente nei Democratici di Sinistra in disaccordo sulle modalità di costruzione del Partito Democratico, che ritenevano esclusive dei principi di laicità e dell'appartenenza al Partito del Socialismo Europeo.

Dopo la decisione dei DS di sciogliersi nel PD nell'aprile 2007, alcuni membri (Mauro Zani, Massimo Brutti, Sergio Gentili, Giuseppe Caldarola ed altri) vi aderirono, mentre Gavino Angius, Alberto Nigra, i deputati Franco Grillini e Fabio Baratella e i senatori Roberto Barbieri e Accursio Montalbano costituirono insieme ai sostenitori della mozione Mussi il movimento Sinistra Democratica.

Presto Angius e i suoi compagni capirono che il nuovo partito si stava spostando troppo a sinistra verso una stretta alleanza con il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani e la Federazione dei Verdi invece di formare un'alleanza con i Socialisti Democratici Italiani, aderenti come SD al PSE.

Nel settembre 2007 il gruppo di Angius ruppe con SD e partecipò alla costituzione del Partito Socialista. Da allora prese il nome attuale ed ottenne l'adesione di Valdo Spini.

Dopo la pesante sconfitta del PS nelle elezioni politiche del 2008 il gruppo di Angius sostenne la candidatura di Riccardo Nencini, poi vincente, alla segreteria del Partito. Nel settembre 2008, Angius dichiarò che "la Costituente Socialista ha fallito" e che il partito avrebbe dovuto cooperare con, e possibilmente dentro, il PD alla costruzione di un "nuovo centrosinistra riformista". Nell'ottobre 2008 il gruppo abbandonò il PS per unirsi al PD, proponendo che l'intero partito lo seguisse. Aderì al PD anche Cinzia Dato, già ex-liberale di DL, mentre Spini decise di non lasciare il PS.

I Teodem sono una corrente di stampo democristiano e cristiano-sociale che rappresenta la "destra" del PD sul fronte dei temi etico-sociali. Del gruppo fanno parte cinque deputati (Luigi Bobba, Paola Binetti, Enzo Carra, Marco Calgaro e Donato Mosella) e sei senatori (Benedetto Adragna, Emanuela Baio Dossi, Egidio Banti, Cristina De Luca, Luigi Lusi e Antonino Papania), tutti molto vicini a Rutelli, loro mentore politico. Una settima senatrice, Dorina Bianchi, faceva parte del gruppo, ma lo ha lasciato prima di essere nominata capogruppo del partito in Commissione Sanità della Camera.

I Teodem si sono caratterizzati per un forte attivismo nel campo dei temi etici, a partire dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita, l'opposizione ai DICO e le dure critiche alle norme anti-omofobia incluse nel Trattato di Amsterdam. Ciò non significa che essi assumano posizioni conservatrici in tutti i campi: per esempio, aderiscono all'impostazione cristiano-sociale in campo economico.

Nel settembre 2008 alcuni teodem, guidati da Luigi Bobba e Paola Binetti, hanno dato vita all'associazione Persone e Reti (PeR), assieme ad alcuni cattolici rutelliani come Renzo Lusetti e con la "benedizione" di Rutelli.

I Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino sono entrati a far parte del Partito Democratico qualche mese prima delle elezioni politiche 2008, pur mantenendo in vita il loro partito d'origine.

Si distinguono per il loro attivismo nelle battaglie per la laicità, per la libertà di ricerca scientifica e di cura, per la legalizzazione delle droghe leggere, e per tutti i temi cari storicamente al Partito Radicale.

Sono presenti in parlamento con 6 deputati e 4 senatori, tutti iscritti ai gruppi parlamentari del PD (salvo il senatore Villari, iscritto al Gruppo Misto).

Per la parte superiore



Henry John Woodcock

Henry John Woodcock (Taunton, 1967) è un magistrato italiano, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Potenza.

È cresciuto a Napoli da madre campana e padre inglese.

Henry John Woodcock è nato a Taunton, nella contea di Somerset, in Inghilterra. Il papà George, discendente di una famiglia aristocratica inglese, insegnò lingue all'Accademia navale di Livorno. La mamma Gloria è italiana. Molti lo conoscono come "il pm inglese dall'accento napoletano". In Inghilterra ha vissuto pochissimo: quando aveva un anno i genitori si sono separati e la madre lo ha portato con sé a Napoli. Divenuto magistrato alla fine del 1996, è stato uditore a Napoli al fianco di due noti magistrati, Arcibaldo Miller e Paola Mastroberardino. Sua moglie è un giudice civile: ha prestato servizio a Lucera, in provincia di Foggia; oggi è a Torre Annunziata.

Woodcock è dal settembre 1999 magistrato presso la procura di Potenza da dove coopera con Luigi de Magistris.

Henry John Woodcock è titolare di numerose clamorose inchieste che hanno ottenuto grande visibilità presso i media nazionali.

Appena ricevuto l'incarico a Potenza, istruì un'inchiesta su Mario Campana, allora dirigente della Cancelleria del Tribunale Fallimentare della procura stessa, accusato di vendere in proprio gli immobili derivanti da fallimenti. Alla confessione dell'imputato seguì una condanna a 20 mesi e 25 mila euro di risarcimento .

L'anno successivo, nel 2000 lavorò ad un'inchiesta sulla Banca Mediterranea di Potenza, con l'accusa di falso in bilancio per aver emesso crediti inesigibili in favore della Icla, una società facente capo a Paolo Cirino Pomicino e già coinvolta in indagini su infiltrazioni di stampo camorristico. La legge 366 del 5 ottobre del 2001, varata dal governo Berlusconi, depenalizzò il reato. Woodcock nel maggio 2005 depositò un ricorso presso la Corte Costituzionale contro questo provvedimento, domanda tuttora in attesa di responso.

Nel 2000 si occupò anche di una inchiesta sulla dirigenza del Liceo Enrico Fermi di Potenza, che portò alla luce una associazione a delinquere formata da insegnanti e dirigenti d'istituto che aveva prodotto una "classe fantasma", inesistente e costruita falsificando registri e compiti in classe, al fine di aumentare i finanziamenti all'istituto ed evitarne la chiusura. Il processo si concluse con quattro patteggiamenti e dodici rinvii a giudizio. Nello stesso anno sostiene anche l'accusa in un processo verso due ragazzi accusati dell'omicidio di una insegnante, conclusosi con la condanna degli imputati.

Nell'ottobre dello stesso anno una sua inchiesta portò all'arresto del presidente della Commissione Tributaria Provinciale, Emanuele Casamassima. L'uomo, un ex magistrato della Corte di Cassazione, venne accusato di falso in scrittura privata.

Il 4 giugno del 2001, una sua inchiesta portò all'arresto del senatore Ds e sindaco di Castellaneta (TA), Rocco Loreto, accusato di calunnia e violenza privata nei confronti di un magistrato della Procura di Taranto. L'intervento del senato interruppe il processo, ma Woodcock ricorse alla Corte Costituzionale, sostenendo che le minacce e le calunnie non rientrino nella normale attività del senatore.

Nel 2002 ottenne visibilità precedendo di pochi giorni, con la sua inchiesta, un servizio televisivo della trasmissione TV "Le Iene" sull'acquisto di patenti di guida presso la Motorizzazione Civile di Potenza. Il processo è ancora in corso, ma alcuni imputati hanno già ammesso la colpevolezza e patteggiato la pena. Sempre nel 2002, ottiene due condanne per omicidio nei confronti degli assassini di un sessantasettenne.

Ancora nel 2002 lavorò sull'inchiesta delle "tangenti Inail", che vedeva alcuni dirigenti dell'istituto corrotti per favorire l'assegnazione di appalti a società compiacenti. L'inchiesta, nata per caso da una piccola indagine su un illecito amministrativo minore, si conclude con 20 arresti, di cui alcuni eccellenti come il direttore generale dell'INAIL Alberigo Ricciotti e la scoperta di una vasta rete di corruzione che coinvolgeva anche il gruppo Eni-Agip. Da qui partì l'inchiesta sulle "tangenti del petrolio", che portò ad altri 17 arresti, incluso quello di Carlo Fermiani, dirigente dell'Ente Nazionale Idrocarburi.

La rete di corruzione arrivò a coinvolgere a vario titolo, oltre ai fratelli De Sio, da cui era partita l'indagine, il banchiere Claudio Calza, Vito De Filippo (vicepresidente della giunta della Regione Basilicata), i deputati Angelo Sanza (Forza Italia) e Antonio Luongo (DS), il generale dei Carabinieri Stefano Orlando. L'iscrizione di quest'ultimo all'albo degli indagati, spinge il senatore a vita Francesco Cossiga a intervenire nel dibattito: l'ex-presidente, di cui Orlando fu responsabile alla sicurezza, si lanciò in una serie di grevi ironie e insulti al pool di magistrati che curavano l'inchiesta, tra cui Woodcock, Gerardina Romaniello e Giuseppe Galante.

Le accuse vennero tuttavia confermate il 13 giugno 2002 dal Tribunale del riesame, e solo 6 degli indagati (tra cui Orlando) furono rimessi in libertà o ebbero la pena convertita in interdizione dai pubblici uffici. L'inchiesta arrivò ai primi arresti nel tempo record di soli 12 mesi dall'apertura del fascicolo.

In tutto l'inchiesta nel dicembre del 2003 coinvolge 78 persone, tra cui numerosi personaggi dello spettacolo, del giornalismo, due ministri, politici e funzionari di ministeri, Comuni ed Enti pubblici, accusati di associazione per delinquere per la turbativa di appalti, estorsione, corruzione, millantato credito e favoreggiamento, oltre ad altri reati secondari.

Tuttavia il G.I.P. respinse completamente la richiesta di emissione di ordinanza di custodia cautelare avanzata da Woodcock, dichiarando la propria incompetenza territoriale e la mancanza dei requisiti richiesti dall'art 291 c.p.p. per le prosecuzione delle indagini da parte di giudice incompetente per territorio per quanto atteneva le imputazioni di associazione per delinquere e corruzione, e affermando la totale assenza di elementi indiziari per alcuni dei reati contestati . Una volta dichiarata l'incompetenza territoriale del Tribunale di Potenza, gli atti furono trasmessi al competente Tribunale di Roma che, anziché adottare i provvedimenti come sarebbe stato doveroso in caso di consistenza dell'accusa, archiviò l'inchiesta per impossibilità di sostenere l'accusa in giudizio, a norma dell'art. 125 delle disposizioni attuative del codice di procedura penale. Alcuni fascicoli, generati dal procedimento sopra riportato, furono stralciati e restano ancora aperti in alcune Procure; per alcuni degli imputati il Tribunale dei Ministri decretò la chiusura dell'inchiesta, mentre altri (tra cui il generale Orlando) sono scarcerati solo per assenza di necessità cautelari, e i processi continuano.

Alla luce del mancato accoglimento delle richieste accusatorie, la stampa si è poi accanita nel sostenere che le accuse erano destituite da ogni fondamento facendo una facile ironia sul fatto che Woodcok non fosse in grado di distinguere la conduttrice di Telecamere dai concorrenti del Grande Fratello. I sostenitori di Woodcock, invece, sottolineano che il suo intervento non sarebbe rimasto senza conseguenze: dal punto di vista della rilevanza economica dei fatti contestati, la questione di maggior rilievo riguardava i crediti verso lo Stato del Concordato Preventivo Federconsorzi, per un ammontare di 500 milioni di euro, rinvenienti da rimborso di crediti fiscali e dalla cessata gestione ammassi grano, che in parte erano stati ceduti e in parte stavano per essere ceduti ad un prezzo pari ad un decimo del loro valore nominale a note società specializzate in questo genere di operazioni. Ma anche in questo caso, la procedura relativa non è ancora conclusa, e i teoremi di Woodcock sono ancora lungi dal ricevere conferme, ancorché indirette.

Il 22 novembre del 2004 fu la volta dell'operazione "Iene 2", sui legami tra criminalità e politica nella gestione degli appalti in Basilicata. Accusa il deputato di Forza Italia Gianfranco Blasi di legami con il clan mafioso dei Martorano, legato a Ndrangheta e Camorra: il deputato avrebbe, secondo l'accusa, favorito aziende legate al gruppo in cambio di sostegno elettorale. 51 arresti, tra cui il presidente della Camera Penale della Basilicata Piervito Bardi, e nell'inchiesta compaiono i nomi dei deputati Antonio Luongo (DS, già coinvolto nell'inchiesta INAIL) e Antonio Potenza (Udeur), oltre che di un consigliere comunale di Forza Italia. Le accuse non reggono la prova del Tribunale del Riesame, e le richieste di Woodcock vengono respinte, nonostante il tribunale del riesame riconosca gravi indizi di reità in ordine ai delitti scopo dell'associazione mafiosa.

Il massiccio annullamento dei rinvii a giudizio di questo processo spinge il ministro Roberto Castelli a istruire un'indagine sull'operato del PM Woodcock, inchiesta che non ha riscontrato nessuna scorrettezza nell'operato del pool.

Il 6 maggio del 2006 nell'ambito dell'inchiesta "Somaliagate" Woodcock scopre una rete di truffatori che estorcevano denaro a imprenditori millantando rapporti con servizi segreti e organizzazioni internazionali. L'inchiesta ha portato la Polizia a 17 arresti, tra cui il faccendiere salernitano Massimo Pizza e il funzionario del SISDE Fausto Del Vecchio (in seguito allontanato dal servizio), quest'ultimo già oggetto di altre indagini tra cui il processo ad alcuni marocchini coinvolti per un falso attentato all'ambasciata americana a Roma. Pizza si dichiara agente dei servizi segreti, ed in effetti può dimostrare di aver partecipato ad una missione ufficiale in Somalia per la ricerca di contatti di Al Qaeda. Pizza rende una dichiarazione, in un verbale di 326 pagine, in cui afferma di aver organizzato un giro di truffe in complicità con leader locali dell'area africana e mediorientale e con lo stesso Del Vecchio. Risulta essere il consigliere di Hussein Mohammed Aidid, un signore della guerra somalo: l'incarico è confermato dalla presenza di un atto ufficiale firmato dal ministro Gianfranco Fini e datato 24 novembre 2004. Grazie a questo incarico conclude contratti con imprenditori italiani, per affari che poi non vengono conclusi, incassando alcuni milioni di euro in tangenti. Nell'ambito di un affare legato al traffico di armi, entra in contatto con Achille De Luca, consigliere di Vittorio Emanuele di Savoia. In seguito Pizza afferma di aver svolto dei lavori per Vittorio Emanuele, in particolare per la rimozione di materiale compromettente presente online tramite attacchi informatici .

Woodcock non considera Pizza un testimone attendibile, ma conduce ugualmente i dovuti approfondimenti sulle dichiarazioni: dalle parole di Pizza arriva a indagare, su Vittorio Emanuele, che viene sottoposto ad intercettazioni telefoniche.

Vittorio Emanuele e' stato indagato nel 2005 come risulta dal registro notizie di reato della procura della repubblica di Potenza, e' in seguito a quella indagine che Pizza viene iscritto nel regsitro degli indagati della stessa Procura. L'interrogatorio di Pizza avviene quando gia' Vittorio Emanuele e' indagato.

L'inchiesta, cominciata il 16 giugno 2006, arriva ai mass media quando Woodcock chiese ed ottenne l'arresto a Varenna di Vittorio Emanuele di Savoia con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, ed associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nell'ambito di attività legate al casinò di Campione d'Italia. L'indagine portò a coinvolgere 24 persone, di cui 13 vennero arrestate. Di queste, 7 finirono in carcere e 6 agli arresti domiciliari, tra cui il sindaco di Campione d'Italia Roberto Salmoiraghi e Salvatore Sottile, portavoce di Gianfranco Fini, Presidente di AN. Tra gli indagati anche Simeone II di Sassonia Coburgo Gotha, cugino e coetaneo di Vittorio Emanuele, ex premier della Bulgaria, accusato di istigazione alla corruzione di membri di stati esteri.

Nel frattempo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto notizie al Consiglio Superiore della Magistratura sul fascicolo personale di Woodcock.

Il 13 marzo 2007 i Pm della Procura di Como, a cui era stata affidata l'inchiesta per competenza territoriale, dopo aver ascoltato le intercettazioni integrali (compresi perciò gli "omissis"), hanno chiesto al gip l'archiviazione della posizione di Vittorio Emanuele di Savoia e di tutti gli altri indagati dai reati di "corruzione per i contratti di procacciamento clienti del casinò e di sfruttamento della prostituzione per il reclutamento di prostitute per i frequentatori della casa da gioco di Campione". Il 27 marzo il gip Pietro Martinelli ha accolto l'istanza di archiviazione, poiché per quanto relativo alle posizioni degli indagati "i fatti non hanno rilevanza penale".

All'inizio del dicembre 2006, viene alla luce una sua nuova inchiesta che occupa le prime pagine dei giornali: "Vallettopoli". Riguarda ricatti che avrebbero, a vario titolo, interessato manager, giornalisti, vallette e personale in genere del mondo dello spettacolo. L'inchiesta si incentra dapprima sui rapporti tra la soubrette Elisabetta Gregoraci e il portavoce di Gianfranco Fini Salvatore Sottile, per poi arrivare a coinvolgere anche il manager Lele Mora, il fotografo Fabrizio Corona e numerosi personaggi della televisione e della moda. La Gregoraci denuncerà qualche mese dopo di avere subito pressioni di varia natura da Woodcock, il quale, secondo gli stralci del verbale di interrogatorio sinora resi noti (apparsi anche sul sito del quotidiano la Repubblica), avrebbe insistito per farsi descrivere i particolari degli incontri sessuali tra la Gregoraci e Sottile. L'avvocato della soubrette, Fabio Lattanzi, ha chiesto che venga pubblicata la fonoregistrazione dell'interrogatorio.

L'inchiesta è tuttora in corso.

Il 18 marzo 2004 è stato avviato un procedimento disciplinare, promosso dal Ministro della giustizia Roberto Castelli; la commissione disciplinare del CSM ha concluso il provvedimento in fase istruttoria con il proscioglimento. Castelli lo ha impugnato davanti alla Cassazione che ha ribadito il proscioglimento di Woodcock ed ha condannato il ministro al pagamento delle spese processuali.

Nell'ambito della vicenda "Vip Gate", secondo questa impostazione, il suo castello accusatorio si rivelò inconsistente, al punto che lo stesso Giudice per le Indagini Preliminari si rifiutò di emettere un'ordinanza di custodia cautelare, nonostante lunghe indagini ed intercettazioni (a causa della propria incompetenza territoriale per taluni reati, e per carenza di indizi per altri), ed al punto che i Pubblici Ministeri del Tribunale territorialmente competente non solo non chiesero l'emissione di alcun ordine di cattura, ma anzi ne chiesero l'archiviazione. Nell'ambito di tale inchiesta - coinvolgente personaggi di primo piano - Woodcock sarebbe arrivato a chiedere l'arresto, tra gli altri, di Tony Renis, Flavio Briatore ed Anna la Rosa, conduttrice della trasmissione di cronaca parlamentare Telecamere.

La fine dell'inchiesta "Savoiagate" è per molti aspetti identica a quella della vicenda "Vip Gate", ed ha rivelato l'inconsistenza dell'ipotesi d'accusa formulata da Woodcock: inizialmente a Potenza (foro non territorialmente competente), questi iscrive nel registro degli indagati 24 persone, di cui ben 7 vengono sottoposte a custodia cautelare in carcere e 6 agli arresti domiciliari con la pesante accusa di associazione per delinquere, il tutto anche e soprattutto sulla base di trascrizioni di intercettazioni telefoniche - a detta della difesa degli indagati - non fedeli e non complete; successivamente, quando l'inchiesta raggiunge i Tribunali competenti per territorio, gli stessi Sostituti Procuratori di Como chiedono al Giudice per le indagini preliminari l'archiviazione di tutto perché "i fatti non sono penalmente rilevanti", ed il GIP accoglie la richiesta.

La frase "è un pazzo", pronunciata dall'ex-ministro delle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri, ha portato all'emissione di un rinvio a giudizio per diffamazione aggravato emesso a carico del politico.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia