Neurologia

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Tags : neurologia, medicina, salute

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Neurologia

La neurologia è quella branca della medicina che studia le patologie inerenti il SNC/Sistema Nervoso Centrale (cervello, cervelletto, tronco encefalico e midollo spinale); il Sistema Periferico Somatico (radici e gangli spinali, plessi e tronchi nervosi) ed il SNA/Sistema Nervoso Periferico Autonomo (gangli simpatici e parasimpatici, plessi extraviscerali ed intraviscerali).

Fino agli anni '70 in Italia la trattazione delle malattie del Sistema Nervoso includeva in un unico "corpus" sia le patologie della mente che le patologie "organiche", per cui la disciplina allora professata era definita "neuropsichiatria".

Anche in seguito alla riforma ispirata da Franco Basaglia, i due ambiti vennero articolati, scientificamente, clinicamente e didatticamente, in neurologia e psichiatria. In tutto il mondo i due ambiti di studio sono solitamente praticati separatamente, indipendentemente dall'esperienza italiana, soprattutto per l'enorme mole di dati e conoscenze che entrambi hanno accumulato negli ultimi 50 anni, e per cui risulta ormai difficile condensarli in un solo ciclo di insegnamento.

Le malattie del sistema nervoso vengono distinte sia in base all'anatomia che in base all'etiopatogenesi.

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Cervello

Disegno di un cervello di Andrea Vesalio (1543)

La parola cervello ha subìto nel corso della storia della medicina diverse variazioni semantiche, a cui non son corrisposti identici viraggi nel linguaggio comune. Ulteriore confusione è ingenerata anche dalla scarsa conoscenza dell'uso che della parola viene fatta nell'imperante letteratura scientifica anglosassone, nella quale, tra l'altro, si utilizzano abbondantemente anche i corrispettivi latini o greci.

Quindi, comunemente, per "cervello" si può intendere l'insieme delle parti del sistema nervoso centrale contenute nella scatola cranica, denominate più propriamente encefalo. Nella letteratura non scientifica viene tradotto erroneamente con l'inglese brain.

In campo scientifico la parola cervello invece indica l'insieme di telencefalo e diencefalo, in embriologia conosciuto anche come prosencefalo. In inglese viene chiamato forebrain, cerebrum o prosencephalon. L'encefalo, per contro, in inglese è detto brain o encephalon.

Il cervello-encefalo non risulta di interesse anatomico per gli antichi egizi, nonostante una già consolidata chirurgia della testa. Ciò può sembrare paradossale, ma era difatti considerata un'attività servile. Sappiamo di certo che l'asportazione dell'encefalo durante il trattamento di un cadavere, avveniva mediante uncini attraverso il naso, cosa che non dava alcun riscontro morfologico.

Il Papiro Chirurgico di Edwin Smith, risalente al XVII secolo a.C., contiene i primi riferimenti scritti relativi al cervello. La parola cervello appare otto volte in questo papiro che descrive i sintomi, la diagnosi e la prognosi di due pazienti, feriti alla testa, che presentavano una frattura composta del cranio.

Nel mondo greco, Ippocrate e altri filosofi come Platone identificavano nel cervello la sede del pensiero (encefalocentrismo). Aristotele riteneva ancora che fosse il cuore la sede dell’intelligenza, e vedeva il cervello come un meccanismo di raffreddamento del sangue, riscaldato dal corpo. Aristotele riteneva quindi che gli esseri umani fossero più razionali delle bestie in quanto possedevano un cervello più grande in grado di raffreddare meglio il loro sangue caldo.

Durante l’impero romano, l’anatomista Galeno, dissezionò numerosi cervelli di vari animali. Egli ci dice, nei suoi Procedimenti anatomici (cap. IX) che l'encefalo viene suddiviso dalle meningi in "cervello" (encephalon) o "cervello anteriore" e in "cervello posteriore" o enkranion o epikranion, cioè in cervello e cervelletto.

Attraverso l’osservazione delle differenze di struttura e sostanza fra cervello e cervelletto, concluse che il primo, essendo più tenero, dovesse essere il contenitore delle sensazioni, mentre il secondo, essendo più denso, dovesse controllare i muscoli. Nonostante i presupposti fossero sbagliati, le conclusioni di Galeno erano vicine alla realtà. Galeno, inoltre, scoprì che il cervello è cavo a causa della presenza di ventricoli che sono riempiti di un liquido (liquido cerebrospinale). Questa caratteristica del cervello, lo portò a ritenere valida la teoria, fino ad allora dominante, secondo la quale il cervello funzionava tramite il movimento e il bilanciamento di quattro fluidi (detti umori).

Riprendendo ipotesi più volte esposte, Cartesio teorizzò la divisione tra mente e corpo.

Thomas Willis nel 1664 edita il suo Cerebri anatome, che contiene la più dettagliata e completa descrizione del cervello comparsa fino allora. Tratta del circolo arterioso che da lui prenderà il nome. Contribuisce anche alla terminologia medica, coniando la parola neurologia per indicare la disciplina e il termine corpo striato per i gangli della base.

Franz Gall (1758-1828) e Johann Spurzheim (1776-1832) per primi dimostrano che la sostanza bianca è costituita da fibre nervose e postulano l'esistenza di differenti centri per le diverse funzioni del cervello. Sfortunatamente questa ipotesi viene inizialmente screditata da teorie puramente speculative, anche da parte degli stessi Gall e Spurzheim (come il "centro dell'amicizia", quello "dell'ambizione" e via dicendo). Da questi primi studi quindi si sviluppò la frenologia.

Per determinare la funzione di una specifica parte del cervello si ricorreva al metodo di ablazione sperimentale: in pratica si lesionava una regione del cervello e se ne osservavano le conseguenze. Uno dei primi ad usare questo metodo fu il fisiologo francese Marie Jean-Pierre Flourens che nel 1823 dimostrò che il cervelletto era davvero implicato nella coordinazione del movimento, come già intuito da Galeno.

Fu Pierre Paul Broca che descrisse il centro motorio del linguaggio (1861), mentre Karl Wernicke descrive un'area similare le cui lesioni comportano afasia sensoriale (1874). John Hughlings Jackson osserva pazienti epilettici ed elabora la teoria dell'esistenza all'interno del sistema nervoso centrale di gerarchie funzionali.

Nel 1929, lo psichiatra austriaco Hans Berger registrò il primo potenziale elettrico di un cervello in vivo. Questa tecnica, conosciuta come elettroencefalogramma o EEG, permette di misurare la corrente che scorre nella corteccia cerebrale durante l'eccitazione sinaptica dei dentriti e viene oggi utilizzata nella diagnosi di determinate condizioni neurologiche come le crisi epilettiche e per scopi di ricerca.

L'homunculus motorius e quello sensitivus sono di Penfield e Rasmussen, del 1957.

Nel 1994 Semir Zeki da inizio allo studio delle basi neurali della creatività e dell’apprezzamento estetico dell’arte. Nel 2001 fonda l’Istituto di Neuroestetica, con base a Berkeley, in California.

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Humberto Fernández Morán

Humberto Fernández Morán mentre lavora al microscopio elettronico dell'IVNIC nel decennio del 1950

Humberto Fernández Morán (Maracaibo, 18 febbraio 1924 – 17 marzo 1999) è stato un medico, inventore e politico venezuelano.

Humberto Fernández-Morán é stato un grande ricercatore nel campo della neurologia e della tecnologia applicata alla medicina, nato a Maracaibo in Venezuela.

È il fondatore dello "Instituto Venezolano para la Neurologia e Investigaciòn del Cerebro" (IVNIC in castigliano), che è stato il precursore dell'attuale "Instituto Venezolano para la Investigaciòn Cientifica" (IVIC). Ha studiato medicina nell'Università di Monaco di Baviera, dove si laurea con la Summa cum Laude nel 1944.

È stato uno dei pricipali sviluppatori del microscopio elettronico ed è stata la prima persona ad introdurre il concetto di crio-ultramicrotomia. È stato l'inventore dello "scalpello di diamante" e delle sue applicazioni per tagli davvero ultrasottili (spessori di centesimi e millesimi di mm) di tessuti biologici e metalli. Ha lavorato anche nel concetto della criomicroscopia elettronica, nell'utilizzo nei microscopi elettronici di lenti per elettroni superconduttive raffreddate dall'elio liquido, tra le altre cose. Il suo più alto contributo è stato l'aver proposto e sviluppato l'ultramicrotomo per il taglio di sezioni di materiale congelato da studiare nel microscopio elettronico a trasmissione.

Era il Ministro della Scienza negli anni 50, durante il regime nazional-populista di Marcos Perez Jimenez, e per questo, con l'avvento della democrazia presidenziale venne forzato ad abbandonare il Venezuela nel 1958. Ha lavorato alla NASA, in ricerche collegate al Programma Apollo ed ha insegnato in prestigiose università, come il MIT, l'University of Chicago e l' Università di Stoccolma.

Ha sposato una signora di nazionalità svedese, ed hanno avuto due figlie, Brígida e Verónica.

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Ion N. Petrovici

Ion N. Petrovici

Ion N. Petrovici (Ploieşti, Romania, 19 agosto 1929) neurologo, professore di Neurologia e Psichiatria all'Università di Colonia (Germania), direttore della Clinica Neurologica dell'Ospedale universitario Köln-Merheim dell'Università di Colonia. Ha descritto nel 1962 la Sindrome alterno asfigmo-piramidale.

Ion N. Petrovici è nato il 19 agosto 1929 a Ploieşti (Romania). Dopo l'esame di maturità al liceo classico di Ploieşti, ha iniziato nel 1947 lo studio di medicina all'Università di Bucarest, dove si è laureato nel 1953 con la tesi Le discopatie degenerative.

Si è specializzato fra 1956 e 1959 nella Clinica di Neurologia dell'Istituto di Ricerche Neurologiche dell'Accademia Romena e dell'Università di Bucarest, avendo come professori Arthur Kreindler e Vlad Voiculescu. Soprattutto Vlad Voiculescu è stato il suo mentore spirituale per tutto il suo sviluppo professionale e scientifico. In questo tempo aveva già cominciato a fare ricerche sulle malattie cerebro-vascolari (patogenesi e clinica delle trombosi dell'arteria carotide, l'ematoma intracerebrale spontaneo). Ion N. Petrovici è stato attestato come specialista in Neurologia nel 1959.

Nel 1964 comincia l'attività nel riparto di diagnosi preoperatoria della Clinica di Neurochirurgia dell'Università di Bucarest, sotto la direzione di Constantin Arseni. Assieme ad Arseni, publica nel 1965 la monografia Le malattie vascolari del cervello e del midollo spinale e nel 1966 è relatore principale al Congresso Nazionale di Neurologia di Bucarest sull'argomento Tumori del lobo temporale.

Nel 1969 si trasferisce in Germania, dove inizia il lavoro nella sezione clinica dell'Istituto Max Planck per Ricerche Neurologiche sotto la direzione di Klaus-Joachim Zülch.

Nel 1978, Ion Petrovici riceve dall'Università di Colonia la qualificazione di "libero docente" (venia legendi per neurologia) con la disertazione Specializzazione emisferica e trasferimento interemisferico dell'informazione nei pazienti con lesioni cerebrali focali. Nel 1983 diventa Professore di Neurologia e Psichiatria all'Università di Colonia.

Nel 1985 Ion N. Petrovici riceve l'incarico di Direttore della Clinica Neurologica dell'Ospedale Accademico Köln-Merheim dell'Università di Colonia.

L'attività scientifica di Ion N. Petrovici è diretta sui diversi argomenti, come le malattie cerebro-vascolari, la terapia dei tumori cerebrali maligni, la teoria della localizzazione corticale delle funzioni e - soprattutto - sui problemi speciali della Neuropsicologia (specializzazione emisferica, trasferimento interemisferico dell'informazione, l'emisfera cerebrale sinistra non-dominante ed il linguaggio, le agnosie visuo-spaziali).

I risultati dei suoi lavori scientifici sono stati oggetto di più di 200 articoli nelle riviste di specialità e di 14 contributi in varie monografie.

Ion N. Petrovici è socio di numerose società scientifiche, come: Deutsche Gesellschaft für Neurologie, Deutsche Gesellschaft für Neurophysiologie, Società Italiana di Neurologia, Società Italiana dei Neurologi Ospedalieri, Societatea Română de Neuroendocrinologie, New York Academy of Sciences, e Fellow of the Royal Society of Medicine.

È socio onorifico dell'Accademia Romena di Scienze Mediche e, nel 2003, riceve il Diploma di Merito Accademico dell'Accademia Romena per il suo "contributo allo sviluppo delle ricerche neurologiche e delle neuroscienze su piano mondiale" e la Medaglia Commemorativa "G.Marinescu".

Nel 1973 Ion N. Petrovici ha ricevuto il titolo di Dottore in Medicina e Chirurgia a l'Università di Roma.

Nel 1962, Ion N. Petrovici, assieme a Alexandru Fradis, descrive la Sindrome alterno asfigmo-piramidale: nel caso di ostruzione dell'arteria carotide, si osserva una asfigmia dei rami collaterali sul lato della ostruzione, concomitente ad una emiparesi contralaterale (Psychiatria et Neurologia-Basel, 1962, 144:137).

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Medicina

Raffigurazione di Ippocrate, il famoso medico greco

I più vecchi testi di medicina babilonese vengono datati verso il II millennio a.C. Il più famoso testo giunto fino ai nostri tempi è il diario diagnostico scritto dal medico Esagil-kin-apli di Borsippa, vissuto durante il regno di Adad-apla-iddina (1069-1046 a.C.).

Le prime informazioni mediche egizie sono contenute nel papiro, il mezzo di scrittura degli egizi, di Edwin Smith. datate circa nel 3000 a.C. . Vigeva già allora una legislazione sanitaria e un'arte medica progredita, ricca di strumenti chirurgici ed elenchi di piante con proprietà medicinali.

A quei tempi era comune indicare come origine delle malattie eventi superstiziosi o l'implicazione di demoni, come riportato nel papiro di Ebers (datato nel 1550 a.C. circa). anche se nello stesso papiro si descriveva quello che in seguito verrà denominato tumore.

Il primo medico greco conosciuto è stato Alcmaeone di Crotone, vissuto intorno al 700 a.C., egli è stato l'autore del primo lavoro di anatomia. Ippocrate ha creato la sua scuola medica nella città di Cos. I greci hanno avuto diverse influenze dall'Egitto soprattutto in campo farmacologico, tale influenza diventò molto più chiara quando si aprì una scuola di medicina greca in Alessandria. Nell'impero romano si assistevano alle prime specialità mediche quali l'urologia, l'oftalmologia ed altre, con il passare del tempo il popolo comprese che la cura dell'igiene preveniva la nascita di molte malattie perciò costruirono i vari acquedotti. I chirurghi romani avevano molti attrezzi per lavorare, fra i quali scalpelli, cateteri, gli estrattori delle frecce, ed altri, per curare il dolore usavano l' oppio e le scopolamine e per lavare le ferite usavano l'aceto.

Ma i grandi furono Ippocrate e Galeno di Pergamo, che importante ruolo ebbero non solo nell'anatomia e nella patologia, ma anche nella chirurgia.

Galeno, ha scritto più di 500 trattati sulla fisiologia, l'igiene, dietetica, patologia e farmacologia ed è accreditato come colui che scoprì l'esistenza del midollo spinale. Se Celso descrisse i quattro sintomi classici dell'infiammazione (rubor rossore, dolor dolore, calor calore, tumor gonfiore), Galeno ne osservò anche la limitazione funzionale (functio laesa). Notevole anche il trattato Procedimenti anatomici, basato sulla dissezione delle scimmie.

Il decadimento dell'Impero romano ha contribuito alla regressione delle pratiche mediche; sono stati i religiosi a tramandare il sapere dell'antica cultura consentendo così il risveglio della medicina, assieme alla scuola araba e a quella salernitana (1100 d.C.). Nacquero le prime Università mediche e nel 1300 d.C. la scuola bolognese aprì la prima scuola di anatomia.

La medicina ai tempi del medioevo era un insieme di idee antiche e di influenze spirituali, Claude Lévi-Strauss identificò questa mistura come un "complesso shamano".

Nel XIV secolo la medicina fu scossa da quella che in futuro verrà chiamata la morte nera, ovvero la peste bubbonica. Le teorie mediche prevalenti dell'epoca misero la loro attenzione sulle spiegazioni religiose piuttosto che scientifiche, ma ciò risultò del tutto inutile poiché circa un terzo della popolazione Europea venne sterminato.

Il divulgarsi della stampa (1500) diede un nuovo impulso alla ricerca scientifica e una dopo l'altra vennero scoperte ed approfondite la circolazione sanguigna e linfatica, i meccanismi del cuore, della respirazione e della contrazione muscolare.

Divennero sempre più stretti i rapporti tra medicina e le scienze naturali: grazie a questa interdisciplinarità i ricercatori fondarono l'anatomia patologica, la chimica organica e quella biologica, la fisiologia sperimentale.

Negli ultimi secoli grazie agli avanzamenti nella chimica e nelle tecniche ed attrezzature dei laboratori, ai miglioramenti nell'alimentazione e nell'igiene, il tasso di mortalità delle varie malattie è diminuito notevolmente, aumentando di conseguenza l'aspettativa di vita.

Molte scoperte importanti nel campo medico sono avvenute per caso come per esempio quelle di Gregor Mendel (1822-1884) che ha pubblicato nel 1865 i suoi libri sulle piante, dai quali si formarono e si diffusero le leggi di Mendel, che poi costituiranno la base della genetica classica; tutto questo ha consentito la scoperta della struttura del DNA avvenuta nel 1953. Altro caso emblematico fu quello di Alexander Fleming che nel 1928 constatò, alquanto meravigliato, la scomparsa di alcune colonie di stafilococco da una provetta grazie all'azione di una piccola muffa, verificando, in tal modo, il concetto di antagonismo batterico e di attività antibiotica fondamentali per debellare le malattie infettive.

La medicina, con la sua sperimentazione, spesso contrasta sia con la religione delle persone e la religione in cui essi credono e sia con i principi etico-morali dell'individuo. Nel 1930 parecchie pratiche mediche discutibili sono state introdotte compreso l' elettroshock e la lobotomia, e negli ultimi anni l'aborto e la clonazione sono stato oggetto di polemiche.

Esistono due tipologie in cui si racchiudono tutte le discipline mediche, la prima quelle chirurgiche, dove si effettuano anche operazioni sulla specialità e quelle non chirurgiche le altre dove non si procede ad alcun intervento.

Inoltre in campo medico si usano termini che potrebbero essere fraintesi, ad esempio in campo medico spesso si suddivide un evento in primario e secondario, ma per primario si intende un evento primitivo, ovvero originale e non derivato, mentre appunto se l'evento è derivato viene denominato secondario.

La farmacologia è il mezzo con cui i medici curano le malattie, la scienza che si occupa di studiare i farmaci.

Una cura non equivale alla guarigione in quanto esistono malattie croniche che anche trattate la loro guarigione non avviene mai.

Di recente anche i nuovi Medici di Famiglia per esercitare devono aver conseguito apposita "Specializzazione in Medicina Generale".

In Italia per diventare medici prima bisogna frequentare la facoltà di medicina e chirurgia, attualmente a numero chiuso, per cui per accedervi bisogna sostenere un esame di ammissione. Una volta laureati bisogna sostenere l'esame di abilitazione, successivamente ci si deve iscrivere presso l'albo provinciale dei medici. Durante il corso degli studi, oppure successivamente, il medico può scegliere in quale disciplina specializzarsi frequentando, dopo superamento dell'esame di ammissione, una scuola di specializzazione. Il giuramento di Ippocrate è il giuramento che medici ed odontoiatri prestano prima di iniziare la professione.

Lo stato in quanto tale deve garantire e tutelare ai cittadini la salute pubblica, ha un ruolo importantissimo per la medicina in Italia.

Lo stato ha previsto l'istituzione della tessera sanitaria per ogni persona, documento che quasi sostituisce il codice fiscale.

Il legislatore è intervenuto più volte creando leggi che coinvolgono direttamente o indirettamente la medicina, istituendo una serie di diritti, che proteggono i pazienti, ma anche di doveri a cui vanno soggetti i medici durante la loro attività, il cui rispetto rientra nella deontologia medica.

Menzione particolare per la legge sull'aborto che ha avuto un importante ruolo nella medicina italiana.

Moltissime sono le raffigurazioni artistiche che comprendono soprattutto dipinti pervenuti a noi nel corso della storia.

In molti film apparsi nei cinema si sono visti errori anche molto gravi per quanto riguarda la medicina.

Molti famosi scrittori nei loro romanzi hanno descritto gli eventi più importanti nel campo medico avvenuti nella storia come fece Alessandro Manzoni, con la descrizione della peste a Milano, ma altri si sono dedicati alla medicina vedendola dal punto di vista psicologico, come il malato immaginario di Molière.

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Source : Wikipedia