Natale

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Inviato da amalia 07/04/2009 @ 12:16

Tags : natale, tempo libero

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Natale

Albero di Natale

Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù, per i Cristiani figlio di Dio e della Vergine Maria. Cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle Chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano).

Il termine italiano Natale deriva dal latino Natalis che significa "natalizio, relativo alla nascita".

Nel calendario romano il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile) che commemorava la nascita dell'Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), anch'essa il 25 dicembre, introdotta da Aureliano nel 273 d.C., soppiantata progressivamente durante il III secolo dalla ricorrenza cristiana. Il Natale è anche chiamato Natale di Gesù o Natività del Signore e preceduto talvolta dall'aggettivo santissimo (talvolta abbreviato in Ss.).

Secondo il calendario liturgico cristiano è una solennità di livello pari all'Epifania, Ascensione e Pentecoste e inferiore alla Pasqua (la festività più importante in assoluto) e certamente la più popolarmente sentita, soprattutto a partire dagli ultimi due secoli, da quando cioè è diventata la festa in cui ci si scambia i regali e più si sta insieme in famiglia.

Il Natale, pur non essendo la principale festa cristiana in quanto essa è la Pasqua, è pur sempre quella più sentita a livello familiare e popolare e rappresenta la consapevolezza di essere chiamati a riconoscere nel Bambino di Betlemme il Figlio di Dio. Sul Natale in quanto Festa cristiana, sulle manifestazioni liturgiche, sulle tradizioni delle comunità cristiane e sulle ricorrenze , riti e abitudini di tutto il mondo sono state scritte decine e decine di poesie., racconti , canti popolari , filastrocche, ninne nanne e molto altro.

La festa del Natale è la celebrazione della nascita di Gesù. Secondo il Vangelo di Luca, egli nacque da Maria a Betlemme, dove lei e suo marito Giuseppe si recarono per partecipare al censimento della popolazione organizzato dai Romani.

Per i suoi discepoli la nascita o natività di Cristo è stata preceduta da diverse profezie secondo cui il messia sarebbe nato dalla casa di Davide per redimere il mondo dal peccato.

Nella Chiesa latina il giorno di Natale è caratterizzato da quattro messe: la vespertina della vigilia, ad noctem (cioè la messa della notte), in aurora, in die (nel giorno).

Come tutte le solennità, ha una durata maggiore rispetto agli altri giorni del calendario liturgico, infatti, le solennità si fanno iniziare ai vespri del giorno prima - se esso non ha la precedenza stabilita dalle apposite norme - facendo così saltare i vespri propri del giorno precedente.

Il tempo liturgico del Natale si conta a partire dai primi vespri del 24 dicembre, per terminare con la domenica del Battesimo di Gesù, mentre il periodo precedente al Natale comprende le quattro settimane d'Avvento.

In questa sezione si dà conto dei dati storici conosciuti sull'origine della festa del Natale.

Il Natale non è presente tra i primi elenchi di festività cristiane di Sant'Ireneo e Tertulliano ; Origene, probabilmente alludendo ai Natalitia imperiali dichiara che nelle scritture solo i peccatori, e non i santi, celebrano la loro nascita. Arnobio ridicolizza la celebrazione dei "compleanni" degli dei.

Le chiese cristiane celebravano piuttosto la festa dell'Epifania (dal greco ἐπιφάνεια (epiphàneja): manifestazione, comparsa, apparizione, nascita), che commemora la visita dei Re Magi a Gesù.

Il processo attraverso il quale il 25 dicembre divenne la ricorrenza della nascita di Gesù per tutta la cristianità, incominciò solo nel III secolo e durò fino al successivo e differì temporalmente secondo le diocesi.

Le prime evidenze di una celebrazione provengono da Alessandria d'Egitto, circa 200 d.C., quando Clemente di Alessandria disse che certi teologi egiziani, "molto curiosi", definirono non solo l'anno, ma anche il giorno della nascita di Gesù il 25 Pachon, corrispondente al 20 maggio del ventottesimo anno di Augusto ma fecero questo non perché ritenessero che il Cristo fosse nato quel giorno ma solo perché quel mese era il nono del loro calendario . Altri scelsero le date del 24 o 25 Pharmuthi (19 o 20 aprile).

Un testo del 243, De paschae computus, attribuito a Cipriano ma probabilmente apocrifo, dichiara che la nascita di Cristo fu il 28 marzo perché fu in quel giorno che il sole fu creato.

Clemente dichiara anche che i Balisilidiani celebravano l'Epifania e con essa, probabilmente, anche la nascita di Gesù, il 15 l'11 Tybi (10 o 6 gennaio).

In un qualche momento la doppia commemorazione di Epifania e Natività deve essere diventata comune, sia perché l'apparizione dei pastori era considerata una delle manifestazioni della gloria di Cristo, sia forse a causa di una discrepanza del vangelo di Luca 3,22 presente in vari codici, tra cui il codice Bezae, in cui le parole di Dio sono rese houios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se ("tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato") al posto di en soi eudokesa ("in te mi sono compiaciuto").

Abraham Ecchelensis (1600-1664) riferisce della presenza di un dies Nativitatis et Epiphaniae da una costituzione della chiesa di Alessandria al tempo del Concilio di Nicea.

Epifanio riferisce di una cerimonia dai tratti gnostici ad Alessandria in cui, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, un disco solare inquartato (oggi noto come "croce celtica") detto Korê era portato in processione attorno a una cripta, al canto Oggi a quest'ora Korê ha dato vita all'Eterno.

Giovanni Cassiano (360-435) scrive tra il 418 e il 427 che i monasteri egiziani ancora osservano gli antichi costumi.

Il 29 Choiak (25 dicembre) e 1 gennaio 433 Paolo di Emesa predica presso Cirillo di Alessandria, e i suoi sermoni mostrano che la celebrazione del Natale il mese di dicembre era già fermamente stabilita, e i calendari provano la sua permanenza; per cui la festa si era diffusa in Egitto tra il 427 e il 433.

A Cipro, alla fine del IV secolo, Epifanio dichiara contro gli Alogi che Cristo era nato il 6 gennaio ed era stato battezzato l'8 novembre.

Sant'Efrem il Siro (i cui inni si riferiscono all'Epifania e non al Natale) prova che la Mesopotamia ancora festeggiava la nascita tredici giorni dopo il solstizio d'inverno, ovvero il 6 gennaio.

Contemporaneamente in Armenia la data di dicembre era ignorata, e tuttora gli Armeni celebrano il Natale il 6 gennaio.

In Anatolia, i sermoni di san Gregorio di Nissa su San Basile (morto prima del 1 gennaio 379) e i due seguenti durante la festa di Santo Stefano, provano che nel 380 il Natale era già celebrato il 25 dicembre.

Nel V secolo Asterio di Amaseia e Sant'Anfilochio di Iconio, contemporanei di Basile e Gregorio, mostrano che nelle loro diocesi le feste dell'Epifania e del Natale erano separate .

Nel 385 Egeria scrive di essere rimasta profondamente impressionata dalla festa della Natività di Gerusalemme, che aveva aspetti prettamente natalizi; il vescovo si recava di notte a Betlemme, tornando a Gerusalemme il giorno della celebrazione. La presentazione di Gesù al tempio era celebrata quattordici giorni dopo. Ma questo calcolo inizia dal 6 gennaio, e la festa continuava per gli otto giorni dopo quella data ; successivamente menziona solo le due feste maggiori dell'Epifania e della Pasqua. Per cui il 25 dicembre nel 385 non era osservato a Gerusalemme.

Giovanni di Nikiu (circa nel 900) per convincere gli armeni a osservare la data del 25 dicembre fa notizia di una corrispondenza tra san Cirillo di Gerusalemme e papa Giulio I in cui Cirillo dichiara che il suo clero non può, nella singola festa della nascita e del battesimo, effettuare una doppia processione tra Betlemme e il Giordano e chiede a Giulio di stabilire la vera data della Natività dai documenti del censimento portati a Roma da Tito; Giulio stabilisce il 25 dicembre.

In un altro documento si riferisce che Giulio scrisse a Giovenale di Gerusalemme (circa 425-458), aggiungendo che Gregorio Nazianzeno a Costantinopoli era stato criticato per aver dimezzato le festività, ma Giulio morì nel 352 e la testimonianza di Egeria rende questi ultimi due documenti di origine dubbia.

San Girolamo, scrivendo nel 411, rimprovera ai palestinesi di mantenere la celebrazione della nascita di Cristo nella festa della Manifestazione.

Cosmas Indicopleustes suggerisce che anche alla metà del VI secolo la chiesa di Gerusalemme riteneva, basandosi sul passo evangelico di Luca, che il giorno del battesimo fosse il giorno della nascita di Gesù in quanto essere divino. La commemorazione di Davide e Giacomo l'Apostolo si svolgeva il 25 dicembre.

Il 25 dicembre 432 Paolo di Emesa pronunciava a Cirillo di Alessandria un discorso sul Natale.

Ad Antiochia, dopo una lunga resistenza, la festa del 25 dicembre venne accolta nel 386 grazie all'opera di san Giovanni Crisostomo.

Durante la festa di san Philogonius del 386 San Giovanni Crisostomo predicò un importante sermone: in reazione ad alcuni riti e feste ebraiche invitò la chiesa di Antiochia a celebrare la nascita di Cristo il 25 dicembre quando già parte della comunità la celebrava in quel giorno da almeno dieci anni; dichiarò che in occidente la festa era già celebrata e che egli desiderava introdurla, che questa era osservata dalla Tracia a Cadice e che la sua miracolosamente rapida diffusione era un segno della sua genuinità.

Per giustificare la decisione interpretò gli episodi evangelici dicendo che il sacerdote Zaccaria entrò nel Tempio ricevendo l'annuncio del concepimento di Giovanni Battista in settembre; il vangelo data quindi il concepimento di Gesù dopo sei mesi, ovvero in marzo, per cui la nascita sarebbe avvenuta in dicembre.

Infine il Crisostomo dichiarò di sapere che i rapporti del censimento della Sacra Famiglia erano ancora a Roma e quindi Roma doveva aver celebrato il Natale il 25 dicembre per un tempo abbastanza lungo da consentire al Crisostomo di riportare con certezza la tradizione romana. Il riferimento agli archivi romani è antico almeno quanto Giustino Martire e Tertulliano. Papa Giulio I, nella falsificazione cirillina citata in precedenza, afferma di aver calcolato la data basandosi su Flavio Giuseppe, sulla base della stessa considerazione non provata riguardante Zaccaria.

Nel 379/380 Gregorio Nazianzeno si fa iniziatore (in lingua greca: exarchos) presso la Chiesa di Costantinopoli della nuova festa, proposta in tre sue omelie predicate in tre giorni successivi nella cappella privata chiamata Anastasia; dopo il suo esilio nel 381, la festa scomparve.

Secondo Giovanni di Nikiu, Onorio, presente durante una delle sue visite, si accordò con Arcadio perché fosse osservata la festa nella stessa data di Roma. Kellner colloca questa visita nel 395; Baumstark tra il 398 e il 402; l'ultima data si basa su una lettera di Giacomo di Edessa citata da George di Beeltân, che dichiara che il Natale fu portato a Costantinopoli da Arcadio e Crisostomo dall'Italia dove secondo la tradizione si era tenuta fin dai tempi apostolici. Crisostomo fu vescovo tra il 398 e il 402, e quindi la festa sarebbe stata introdotta in questo periodo da Crisostomo vescovo allo stesso modo in cui era stata introdotta ad Antiochia da Crisostomo presbitero; però Lübeck prova che le evidenze su cui si basa la tesi di Baumstark non sono valide.

Più importante, ma solo poco meglio accreditata, è la tesi di Erbes' che la festa sia stata introdotta da Costantino I tra il 330 e il 335; esattamente nel 330 secondo l'opinione di alcuni storici , e probabilmente consigliato della madre Elena e dai vescovi del Concilio di Nicea .

Nella lista dei consoli sono indicati i giorni di nascita e di morte di Cristo e le date di ingresso a Roma e di martirio di San Pietro e Paolo.

Queste indicazioni però sembrano scorrette e possono essere delle successive aggiunte al testo, per cui anche se la Depositio Martyrum è datata al 336 è probabile che questa indicazione debba essere datata al 354, anche se la presenza in un calendario ufficiale lascia supporre che siano esistite delle celebrazioni popolari precedenti.

Sul finire del IV secolo la festività passò a Milano e per poi diffondersi nella altre diocesi del nord: Torino, Ravenna, ecc.

Sul fatto che il Natale venga festeggiato il 25 dicembre vi sono diverse ipotesi che possono essere raggruppate in due categorie: la prima che la data sia stata scelta in base a considerazioni simboliche interne al Cristianesimo, la seconda che sia derivata dall'influsso di festività celebrate in altre religioni praticate contemporaneamente al Cristianesimo di allora. Le due categorie di ipotesi possono coesistere.

Questo primo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come "interna" al Cristianesimo, senza apporti da altre religioni, derivante da ipotesi cristiane sulla data di nascita di Gesù.

Il secondo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come "esterna" al Cristianesimo, come un tentativo di assorbimento di culti precedenti al Cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste di altre religioni antiche.

Nel corso dell'ultimo secolo, con il progressivo secolarizzarsi dell'Occidente ed in particolar modo dell'Europa Settentrionale il Natale ha continuato a rappresentare un giorno di festa per i non-cristiani, assumendo significati diversi da quello religioso. Generalmente è vissuto come festa legata alla famiglia, ai regali e a Babbo Natale.

Lo stesso cambiamento dello spirito Natalizio lo si ritrova in quei Paesi dove i cristiani sono piccole minoranze, ma il Natale è stato importato come festa pubblica di tipo secolare-culturale. Tale è in India, Pakistan, Cina e Taiwan, Giappone e Malesia.

Christmas in Catholic Encyclopedia, (in inglese) Encyclopedia Press, 1917.

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Natale in crociera

Natale in crociera è il cinepanettone di Neri Parenti uscito nelle sale cinematografiche il 14 dicembre 2007.

Questa commedia rinnova il consueto appuntamento natalizio di Christian De Sica con il pubblico italiano. La pellicola è stata girata dal 16 agosto a metà ottobre 2007 a Roma, Santo Domingo e all'interno della nave da crociera Costa Serena.

Per il regista Neri Parenti non si tratta del primo film girato su una nave: nel 1987 diresse Scuola di ladri parte seconda, e proprio durante la produzione della pellicola nacque suo figlio.

Inoltre, nel 2002, Natale sul Nilo era ambientato per la maggior parte sulla nave su cui i protagonisti navigavano per il fiume egiziano: del cast di quel film però, in Natale in crociera ritroveremo solo Christian De Sica.

Tra gli sceneggiatori troviamo, come di consueto, Fausto Brizzi, ormai più conosciuto come regista dopo i due Notte prima degli esami.

Il film è uscito in 800 sale, distribuito da Filmauro.

Paolo Cioffa (Cristian De Sica), con l'avvicinarsi del Natale, è pronto a partire in viaggio con la sua amante Magda Venni (Aida Yespica), liberatosi della moglie Francesca (Nancy Brilli) e del figlio Federico in procinto di andare a sciare. Quando Federico si rompe braccia e gambe a causa di una caduta del motorino e suo cognato Felice Zanchi (Alessandro Siani) tenta il suicidio per essere stato mollato dalla fidanzata Margherita, l'impresa si rivela molto ma molto ardua. Paolo sfrutta però la situazione accompagnando il cognato depresso per una crociera ai Caraibi, invitando con lui la sua amante, senza menzionare a nessuno dei due la presenza dell'altro. Contemporaneamente Michela Bacci (Michelle Hunziker), un'amante degli animali che abita in una casa molto simile ad una foresta insieme ad una cinquantina di animali di tutti i tipi, si scontra con la sua auto, per evitare un cane, contro la cabina telefonica in cui sta telefonando Luigi Coppia (Fabio De Luigi), uno scrittore scapolo autore del libro "Single è bello" che riassume la sua filosofia di vita. I due s'incontreranno diverse volte scambiandosi volontariamente o involontariamente danni a vicenda, fino a quando si ritrovano sulla stessa nave in rotta per i Caraibi, essendo entrambi testimoni allo stesso matrimonio. Da queste due storie che non s'incrociano si sviluppa un film. Da una parte Paolo è sempre intento a non fare scoprire al cognato di essere con un'amante e all'amante di non essere da solo; dall'altra parte Michela e Luigi devono cercare di sopportarsi a vicenda per alcuni giorni, fino al matrimonio, scappando da alcuni poliziotti ai Caraibi a causa di un malinteso, dopo essersi perduti. Il doppio finale è amaro come al solito. Da una parte Michela e Luigi si ritrovano per sbaglio sposati e costretti a vivere per tutta la vita su un'isola deserta a causa di un naufragio. Dall'altra parte scoppia l'amore fra Magda e Felice che si sposano, mentre Francesca non scopre il tradimento di Paolo; sembra essere un lieto fine, fino a quando le due mogli tradiranno i rispettivi mariti davanti ai loro occhi.

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Bianco Natale (film 1954)

Bianco Natale è un film diretto dal regista Michael Curtiz.

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Finalmente Natale

Finalmente Natale è un film tv, diretto da Rossella Izzo, andato in onda mercoledi 19 dicembre 2007 alle ore 21.10 su Canale 5. È tratto dalla quasi omonima sitcom Finalmente soli.

Natale è ormai alle porte e Gigi (Gerry Scotti) e Alice (Maria Amelia Monti) si preparano per festeggiarlo insieme ai due figli Riccardo (Eugenio Battaglia) e Niki (Marta Gori Battezzato) e la nonna Wanda (Rosalina Neri). Ma Alice teme che il matrimonio con Gigi sia in pericolo perché sono entrambi caduti nella quotidianità di un rapporto coniugale. Per questo motivo, la coppia decide di partire per festeggiare in viaggio ma incontra non poche difficoltà.

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Concerto di Natale

Il Concerto di Natale, nato come Natale in Vaticano, è un evento musicale natalizio nato nel 1993 per riunire ogni anno diversi cantanti italiani e internazionali su invito della Chiesa di Roma. Il concerto si è tenuto per 13 anni nell'aula Paolo VI in Vaticano ed è stato trasmesso in televisione da Canale 5. Con il pontificato di Joseph Ratzinger, il concerto non è stato più considerato gradito, così dal 2006 l'evento è passato alle reti Rai ed ha avuto sede nel 2006 al Grimaldi Forum di Montecarlo e nel 2007 e 2008 al Teatro Filarmonico di Verona.

In particolare il Concerto di Natale 2008 è dedicato all'iniziativa solidale HAITICHIAMA, per sostenere la Fondazione Don Bosco Nel Mondo e i missionari salesiani ad HAITI, che lavorano per strappare dalla strada i ragazzi di Port au Prince ed altre città Haitiane. Nel 2007 il Concerto di Natale è stato dedicato a sostenere l'iniziativa solidale PRODARFUR, sempre a favore della Fondazione Don Bosco Nel Mondo e dei missionari salesiani ad El-Obeid nel Sudan, che si impegnano per dare una casa ai ragazzi in fuga dalla guerra del Darfur.

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Source : Wikipedia