Mozambico

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Tags : mozambico, africa, esteri

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Mozambico

Mozambico - Bandiera

Il Mozambico è uno Stato dell'Africa Orientale. Ha una popolazione di 19.104.696 abitanti e una superficie di 801.590 km2. La capitale è Maputo.

Confina al nord con la Tanzania, il Malawi e lo Zambia, a est con il Canale di Mozambico (che lo divide dal Madagascar) a sud con il Sudafrica e a ovest con lo Zimbabwe e lo Swaziland.

I primi abitanti del Mozambico furono probabilmente i San (boscimani), soppiantati fra il I e il IV secolo da popolazioni bantu provenienti da nord. Gli Arabi fondarono sulle coste e sulle isole del Mozambico diversi sultanati, convertendo gran parte della popolazione locale all'Islam.

I portoghesi giunsero sulle coste del Mozambico alla fine del XV secolo, e nel secolo successivo costruirono numerosi insediamenti come basi di scalo e rifornimento per le navi sulla rotta delle Indie Orientali. L'amministrazione portoghese, comunque, mantenne un controllo piuttosto blando sul territorio, la cui amministrazione fu in gran parte affidata a privati di diverse nazionalità.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo della decolonizzazione, i gruppi indipendentisti del Mozambico si coalizzarono nel movimento armato FRELIMO (Fronte di Liberazione del Mozambico), che dopo dieci anni di guerriglia con il potere coloniale portò il paese all'indipendenza nel 1975. Sotto la presidenza di Samora Machel, leader del FRELIMO, il paese si allineò politicamente all'Unione Sovietica, dando luogo a un'economia socialista e appoggiando politicamente gli altri movimenti indipendentisti dell'area, come l'African National Congress sudafricano.

La collocazione politica del Mozambico costò al paese l'ostilità dei governi bianchi di Sudafrica e Rhodesia e persino degli Stati Uniti. Questi paesi furono fra i principali finanziatori del RENAMO, un movimento armato anti-comunista che negli anni ottanta trascinò il Mozambico in una guerra civile che ebbe conseguenze umane ed economiche disastrose.

Nel 1992 FRELIMO e RENAMO firmarono gli accordi di pace di Roma, definendo congiuntamente una nuova costituzione di stampo democratico. Nelle elezioni libere tenute negli anni successivi, il FRELIMO si confermò sempre primo partito dal Mozambico. Passata l'epoca della Guerra fredda, tuttavia, il FRELIMO ha ribaltato completamente la propria linea politica in senso decisamente liberale. In politica estera ha intessuto solide alleanze con Stati Uniti, Gran Bretagna e Portogallo. Nel 1995 il paese ha spontaneamente deciso di entrare nel Commonwealth. Il Mozambico è il primo paese non facente parte dell'Impero Britannico che accede a questa organizzazione. Nelle elezioni del 1994 Joaquim Chissano, al potere dal 1986, fu confermato Presidente con il 53% dei voti. Per l'assemblea costituente il Frelimo conquistò 129 deputati, la Renamo 112, e 9 rappresentati di tre partiti minori riuniti nell'Unione Democratica. Dalla formazione l'assemblea è riuscita a guadagnare maggiore indipendenza dall'esecutivo, raggiungendo nel 1999 il 53% della produzione legislativa. Nel 1996 il Mozambico ha contribuito a fondare a Lisbona la Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese, instaurando così un legame sempre più saldo con la propria madrepatria. Gli scambi economici, culturali e sociali col Portogallo hanno ricevuto un impulso straordinario. Dopo il ritiro del Presidente Chissano, avvenuto nel 2005, il nuovo Presidente Guebuza ha proseguito la politica del predecessore, opponendosi tra l'altro in modo netto alla politica razzistica del vicino Zimbabwe di Mugabe. I profughi bianchi fuggiti dallo Zimbabwe sono infatti stati per la maggior parte accolti in Mozambico. Guebuza ha concesso loro non solo la cittadinanza mozambicana, ma anche le tenute agricole da tempo abbandonate che sono situate nel sud del paese. Gli agricoltori bianchi rhodesiani sono diventati così cittadini mozambicani, mettendo a disposizione della loro nuova patria la propria esperienza professionale in campo agricolo.

Il Paese è diviso in due macro aree morfologicamente distinte: a Nord la regione degli altopiani, alti in media 600 metri, tagliati longitudinalmente dalla Rift Valley; qui vi si trovano anche massicci isolati, come il Monte Namuli (2419 m s.l.m.). La parte meridionale del paese è in maggioranza pianeggiante e solcata da numerosi fiumi, tra cui lo Zambesi. La costa, estesa per oltre 2400 Km, è in gran parte costituita da pianure alluvionali, che in alcuni punti volgono a palude procedendo verso l'interno.

Nella parte settentrionale del paese, al confine con il Malawi, si trova il lago Niassa che confluisce nel fiume Shire, un affluente dello Zambesi. I fiumi del Mozambico hanno un andamento da occidente, dove si trovano gli altipiani, ad oriente, verso l'oceano Indiano ed il canale di Mozambico. Il più lungo è lo Zambesi che scorre al centro del paese, il Limpopo, non distante dal confine con il Sud Africa, il Rovuma che invece corre lungo il confine con la Tanzania e il Save.

Il clima del Mozambico è di tipo tropicale. Le maggiori temperature si hanno in gennaio, quando sulla costa la media registrata va dai 27 °C della costa ai 21 °C delle zone interne più alte. La stagione che registra le minori precipitazioni va da aprile ad ottobre.

La popolazione del Mozambico ha superato nel 2007 i 20 milioni di abitanti, attestandosi intorno ai 21 milioni. Nel 2005 oltre il 60% di questi vivevano nelle zone rurali, mentre il restante 40% si era ormai urbanizzato. Il tasso di crescita della popolazione si attesta intorno all'1,8% annuo, mentre la speranza di vita media è di 41 anni tra la popolazione maschile e di 40 anni tra quella femminile.

La lingua ufficiale del paese è il portoghese, che ha rappresentato la lingua franca di un paese dove nessun ceppo linguistico aveva il sopravvento sugli altri. Molto diffuse sono comunque le lingue bantu e lo swahili.

Il Mozambico è una democrazia pluripartitica dall'emanazione della nuova costituzione del 1990, che ha sostituito quella del 1975 che prevedeva l'esistenza di un unico partito, il FRELIMO. L'esecutivo consta di presidente, primo ministro e consiglio dei ministri. Dal 1994 esiste una Assemblea Nazionale, composta di 250 deputati. Il suffragio è universale dai 18 anni di età. Il potere giudiziario è articolato in una Corte Suprema e tribunali provinciali, distrettuali e municipali. Lo Stato rimane comunque organizzato secondo un modello presidenziale - partitico ereditato dalla struttura dittatoriale sortita dalla guerra civile. Tuttavia grandi passi sono stati fatti per rimodernare decisamente la struttura politica del paese, non solo con l'introduzione della nuova costituzione, ma soprattutto con la modifica dei codici giuridici, che, cancellando il vecchio substrato marxista, introducono il principio inviolabile della proprietà privata, anche circa le tenute agricole.

Il Mozambico è suddiviso amministrativamente in 11 province (provincias), a loro volta suddivise in distretti. L'organizzazione attuale comprende 11 province; una di queste è costituita dalla sola capitale Maputo, che gode dello status speciale di città-provincia (cidade). Le 11 province sono suddivise in 128 distretti.

La città più popolosa del paese è la capitale Maputo, nell'estremo sud del Mozambico, che supera il milione di abitanti.

Beira, che si affaccia nel canale del Mozambico nell'Oceano Indiano. E' il capoluogo della provincia di Sofala e conta 400.000 abitanti (nel 1997). La città è collegata mediante un oleodotto di oltre 300 km a Mutare (Zimbabwe) ed è sede di industrie alimentari, tessili (cotone e iuta), del tabacco e del legno. Il suo porto serve anche come sbocco marittimo di gran parte del commercio estero di Zimbabwe e Malawi.

Nampula nella parte settentrionale del paese, capoluogo del distretto omonimo conta circa 230.000 abitanti (1999) ed è un importante nodo ferroviario per l'interno del Paese.

Quelimane (110.000 abitanti) capoluogo del distretto di Zambèzia, importante porto sull'estuario del fiume Cuacua è servita anche da un aeroporto. Nel 1498 vi sbarcò Vasco da Gama e nei secoli XVIII e XIX fu un notevole mercato degli schiavi.

Chimoio (100.000 abitanti ca.), un tempo chiamata Vila Pery, è un importante centro agricolo (cereali, tabacco e cotone) e dell'allevamento.

Tete (102.000 abitanti nel 1997) è il capoluogo del distretto omonimo ed è situata sulla riva destra del fiume Zambesi. Grosso centro minerario (carbone, uranio, amianto e oro) è servita da un aeroporto.

Xai Xai (108.000 abitanti) è il capoluogo del distretto di Gaza e si trova a ca. 130 km. dalla capitale Maputo presso la foce del fiume Limpopo. La città, un tempo chiamata Joao Belo, è un importante mercato agricolo (zucchero e sisal) con sviluppate industrie di trasformazione e possiede un aeroporto nazionale.

L'economia del paese, dal punto di vista occupazionale si basa essenzialmente sull'agricoltura che occupa circa l'83% della forza lavoro del paese, anche se contribuisce per meno di un quarto al PIL del Mozambico. Dal canto suo, l'industria, che fornisce lavoro a solo l'8% della forza lavoro, produce circa il 30% del PIL del paese.

Le colture commerciali più importanti sono quelle del cotone, del te e della canna da zucchero destinate all'esportazione. Al mercato interno sono invece destinate le colture della manioca, patate, mais, sorgo, riso e frumento. L'elevata esperienza professionale dei nuovi coloni bianchi che si sono stabiliti in Mozambico dopo le persecuzioni subite nello Zimbabwe promette un'imminente sviluppo del settore agricolo.

L'industria è poco sviluppata anche a causa della guerra civile. Si tratta per lo più di industria di trasformazione dei prodotti alimentari, fonderie ed acciaierie, raffinerie e industrie tessili.

Il paese presenta diversi fonti minerali, tra cui le miniere di carbone. Oltre il carbone le maggiori attività estrattive sono quelle del sale, bauxite e diamanti.

Il Mozambico dispone di una rete stradale di 64.808 km; di queste strade però, solo 5.378 km sono asfaltate. Alle strade si aggiungono 3.123 km di linee ferroviarie; la particolarità di queste è che si sviluppano attraverso 5 principali direttrici, dall'interno verso i porti sull'oceano, che non sono tra di loro comunicanti.

Il Mozambico non appartiene alle mete turistiche tradizionali africane. Oggi sta suscitando un interesse crescente soprattutto presso gli operatori legati all'ecoturismo, a causa della natura incontaminata di molte aree dell'entroterra e dei gruppi di isole nell'Oceano Indiano, come gli arcipelaghi di Bazaruto e di Quirimbas. Le strutture turistiche sono in generale piuttosto scarse e, nelle aree più selvagge, piuttosto esclusive.

La foresta copre circa un quarto della superficie del paese. Si tratta per lo più di una fitta foresta pluviale che segue i corsi dei fiumi. Gli altopiani sono invece più aridi e segnati dalla presenza di vaste savane.

La fauna del paese ha risentito pesantemente della guerra civile. Della sua savana sono originarie diverse specie animali, come la zebra, il rinoceronte, il bufalo e la giraffa.

La musica del Mozambico é una delle più importanti manifestazioni della cultura di questo paese. La musica tradizionale ha caratteristiche bantu accanto ad influenze arabe riscontrate principalmente nella zona nord e, in quanto tale, è normalmente suonata come musica di accompagnamento delle cerimonie sociali, principalmente come una forma di danza.

La musica commerciale affonda le proprie radici nella musica tradizionale, ma si discosta da questa a causa dell'utilizzo di rimi e tecnologie importate da culture differenti. Un tipo di musica commerciale molto conosciuto è la marrabenta, originaria del sud del paese che non si limita ad essere una musica ballabile ma, frequentemente, è caratteriazata da testi con contenuto di grande attualità sociale.

Uno degli scrittori più importanti del paese, conosciuto anche al di fuori dei confini nazionali, è Mia Couto.

Paulina Chiziane è la prima donna mozambicana ad aver pubblicato un libro come autrice (1990).

Lo sport più seguito è il calcio. La Nazionale Mozambicana è riuscita a qualificarsi a varie fasi finali della Coppa d'Africa.

Le tradizioni presentano una base tipicamente bantu, fusasi nel corso dei secoli con i costumi portoghesi.

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Storia del Mozambico

Africa (mappa di Ortelius)

Voce principale: Mozambico.

La storia del Mozambico è stata in gran parte segnata dalla colonizzazione portoghese. A causa della politica coloniale portoghese, il Mozambico ha ottenuto l'indipendenza al prezzo di una profonda recessione economica che tuttora contribuisce a collocare il paese fra i più poveri del mondo.

I primi abitanti del Mozambico furono probabilmente i San, un popolo di cacciatori-raccoglitori diffuso in gran parte dell'Africa del Sud. Fra il I e il IV secolo giunsero nella zona, in diverse ondate migratorie, popoli bantu provenienti dal nord dediti all'allevamento e alla lavorazione del ferro. Da allora fino all'epoca del Medioevo europeo, diversi regni bantu nacquero e prosperarono fra il Mozambico e lo Zimbabwe; fra questi si ricorda in particolare l'Impero di Monomotapa, a cui si attribuisce la costruzione della città di Grande Zimbabwe.

A partire dall'VIII secolo circa, gli Arabi iniziarono a colonizzare le coste e le isole del Mozambico, stabilendovi porti e insediamenti commerciali. Gran parte della popolazione locale abbracciò l'Islam, e l'intera regione fu a lungo sotto il controllo politico dei sultani. Uno dei porti più importanti dell'epoca era quello di Sofala, attraverso cui si commerciava l'oro proveniente dall'entroterra.

Vasco da Gama giunse sulle coste del Mozambico nel 1498. A partire dai decenni successivi, scalzando progressivamente gli Arabi, i Portoghesi crearono una serie di insediamenti nella regione, soprattutto come basi per il rifornimento delle navi in viaggio verso le Indie Orientali. Il nome "Moçambique" designò dapprima una piccola isola corallina all'imboccatura della baia di Mossuril, in cui i Portoghesi costruirono un forte (1510) e una cittadina (São Sebastião de Moçambique); in seguito, lo stesso nome venne a indicare tutto il sistema di colonie portoghesi sulla costa orientale dell'Africa.

Nel periodo fra il 1580 e il 1640, in cui la corona di Portogallo e quella di Spagna furono unificate, le colonie portoghesi in Africa conobbero un periodo di decadenza e abbandono. Anche in seguito, gli interessi coloniali del Portogallo furono dirottati principalmente verso il Brasile, e l'espansione in Mozambico ricevette pochissimi finanziamenti. Nel 1752 il Mozambico divenne formalmente colonia portoghese, ma il controllo di Lisbona sui possedimenti dell'Africa orientale era minimo; l'usufrutto della terra fu concesso a privati europei (non necessariamente portoghesi), ciascuno dei quali amministrava uno o più appezzamenti (prazos). In questo periodo, i porti in Mozambico vennero utilizzati estensivamente anche per il commercio degli schiavi.

Nel 1891, la corona portoghese concesse diritti sovrani sul Mozambico a una grande compagnia privata, la Companhia de Mocambique, che era controllata principalmente da magnati britannici. La compagnia sviluppò notevolmente la colonia, costruendo ferrovie e commerciando in manodopera e schiavi con le colonie britanniche, in particolare il Sudafrica.

Dopo la seconda guerra mondiale, la maggior parte delle grandi nazioni europee diede inizio a un processo di decolonizzazione, affrancando progressivamente le colonie africane dal potere coloniale. Il Portogallo, governato dal dittatore António de Oliveira Salazar, non seguì questa linea. Ulteriori coloni partirono dal Portogallo verso il Mozambico, dove la popolazione di origine europea arrivò nel 1975 a circa 250.000 persone.

La popolazione locale, tuttavia, era agitata da movimenti indipendentisti, gran parte dei quali confluirono, nel 1962, nel movimento armato Fronte per la liberazione del Mozambico (FRELIMO). A partire dal 1964, il FRELIMO diede inizio alla guerra di indipendenza. Il Portogallo stava già sostenendo un conflitto armato contro forze indipendentiste in Angola e Guinea-Bissau; l'insieme di questi conflitti viene detto Guerra coloniale portoghese.

Dopo 10 anni di combattimenti, e poco dopo il ritorno della democrazia in Portogallo con la Rivoluzione dei garofani, il FRELIMO prese la capitale (aprile 1974). I coloni portoghesi furono espulsi o fuggirono con propri mezzi, e il 25 giugno 1975 il Mozambico si autoproclamò indipendente. Samora Machel, leader del FRELIMO, fu il primo presidente; avrebbe mantenuto il potere fino al 1986.

Rispetto alle altre nazioni europee, il Portogallo ebbe una politica coloniale caratterizzata dallo scarso sviluppo dei territori d'oltremare. Questo fatto, combinato alla rapida fuga dei coloni portoghesi durante la guerra di indipendenza, lasciò il Mozambico in uno stato di crisi economica e totale mancanza di manodopera qualificata (secondo alcuni testi storici, nel giugno del 1975 si trovavano in Mozambico meno di cinque ingegneri). Il FRELIMO rispose a questa situazione e alla congiuntura della Guerra fredda allineandosi politicamente con l'Unione Sovietica e chiedendo supporto ai paesi del blocco comunista. Il Mozambico divenne un paese socialista, con un solo partito, appoggiato soprattutto dall'Unione Sovietica e da Cuba.

Dopo l'indipendenza, il Mozambico divenne un punto di riferimento per i movimenti indipendentisti e anti-apartheid dei vicini Sudafrica e Rhodesia. Questi paesi, con l'apporto anche degli Stati Uniti, finanziarono la costituzione in Mozambico di un esercito di liberazione anti-comunista detto RENAMO. Nei primi anni '80, il RENAMO iniziò una serie di attacchi contro le strutture del paese (inclusi ferrovie, scuole e ospedali), trascinando il Mozambico nella guerra civile.

Nel 1984, il Mozambico firmò col leader nazionalista sudafricano P. W. Botha l'Accordo di Nkomati, che prevedeva la cessazione delle ostilità in cambio dell'espulsione dal Mozambico dei membri in esilio del movimento anti-apartheid sudafricano African National Congress (ANC). Il Mozambico tenne fede all'accordo, ma il Sudafrica continuò a finanziare i ribelli. Nel 1986, Samora Machel morì in territorio sudafricano in un incidente aereo di cui molti attribuirono la responsabilità ai servizi segreti sudafricani. A Machel succedette Joaquim Chissano.

Nel 1990, il regime sudafricano dell'apartheid stava crollando, e aveva anche perso l'appoggio degli Stati Uniti. In questo mutato contesto, FRELIMO e RENAMO iniziarono a negoziare. A novembre venne stipulata una nuova costituzione, che decretava la nascita in Mozambico di una democrazia multipartitica. L'accordo fra le due organizzazioni fu ulteriormente sancito dagli Accordi di pace di Roma, stipulati con l'intermediazione diplomatica della Comunità di Sant'Egidio e delle Nazioni Unite. Gli accordi, siglati da Chissano e dal leader RENAMO Afonso Dhlakama, divennero operativi il 15 ottobre 1992. Le Nazioni Unite inviarono un contingente di pace (ONUMOZ) con lo scopo di sorvegliare la fase di transizione alla democrazia. Il passaggio fu completato in pochi anni, e nel 1995 l'ONUMOZ lasciò il paese.

Le elezioni si tennero nel 1994, e furono accettate come regolari ed eque dalla maggior parte dei partiti. Vinse il FRELIMO; il RENAMO emerse come principale partito di opposizione. La politica del FRELIMO dopo le elezioni segnò comunque un netto cambiamento di rotta rispetto al passato, e nel 1995 il Mozambico entrò nel Commonwealth (unico paese membro a non essere mai stato parte dell'Impero britannico). Diversi milioni di profughi iniziarono a rientrare nel paese.

Le elezioni successive (dicembre 1999) furono nuovamente vinte dal FRELIMO. Questa volta il RENAMO denunciò brogli elettorali, rivolgendosi alla Corte Suprema, che tuttavia sentenziò a favore della correttezza delle elezioni.

Nel 2001, Chissano dichiarò di non volersi presentare per la terza volta come candidato alla presidenza, criticando in modo non troppo velato il presidente dello Zambia Frederick Chiluba e quello dello Zimbabwe Robert Mugabe, entrambi rimasti al potere per diversi mandati. Alle elezioni del dicembre 2004 Armando Guebuza si presentò come candidato per il FRELIMO, vincendo le elezioni e diventando presidente il 2 febbraio 2005.

Il Mozambico odierno si trova ancora in una situazione economica estremamente critica, segnata dalla fuga di capitali esteri durante il periodo comunista e dai danni portati dalla guerra civile. Ulteriori danni sono stati portati dal ciclone che nel 2000 ha investito il paese, causando centinaia di morti. Gli aiuti economici provenienti dall'Europa, secondo alcuni osservatori, hanno contribuito a creare una situazione di dipendenza più che favorire l'imprenditoria locale. Inoltre, ci sono state in passato polemiche riguardanti il presunto dirottamento dei fondi internazionali da parte di funzionari corrotti del FRELIMO (un giornalista che indagava su questi temi, Carlos Cardoso, fu assassinato in circostanze misteriose). Gli unici settori dell'economia del Mozambico che a oggi appaiono stabilmente in crescita sono quelli legati al turismo; gli investimenti in questo settore provengono soprattutto dal Sudafrica e in parte dall'Asia. Tuttavia, gli introiti provenienti dalle attività turistiche non contribuiscono in modo significativo all'innalzamento del tenore di vita della popolazione. Paradigmatica in questo senso è la condizione di città come Beira, in cui strutture turistiche relativamente lussuose si trovano a pochi chilometri di distanza dalle enormi baraccopoli dove vive la maggior parte della popolazione locale.

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Trasporti in Mozambico

Questa voce raccoglie le principali tipologie di Trasporti in Mozambico.

In totale: 3.123 km di linee ferroviarie, non tutte comunicanti (dati 2005).

Non esistono sistemi di metropolitana in Mozambico.

Attualmente anche il servizio tranviario è assente in questa nazione.

Attualmente in tutta l'Africa non esistono filobus.

Nella capitale, Maputo, ed in altre zone abitate del Mozambico, operano aziende pubbliche e private che gestiscono i trasporti urbani, suburbani ed interurbani esercitati con autobus.

Il Mozambico dispone di 3.750 km di acque fluviali o lacustri navigabili.

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Source : Wikipedia