Mouse

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Inviato da amalia 25/02/2009 @ 18:09

Tags : mouse, ventole e accessori vari, hardware, computer, high tech

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Mouse Playstation

Mouse e confezione originali

Il mouse Playstation è una periferica per Sony Playstation 1.

È un mouse in tutto e per tutto identico a quello di un computer (anzi, viste le nuove tecnologie ottiche ad infrarossi anche oramai obsoleto), dotato di cavo, 2 tasti e una sfera sottostante.

Assieme al mouse veniva regalato anche il mousepad (o tappettino).

È stato forse più un tentativo di rendere la Playstation simile al computer, quando in realtà chi giocava con la Playstation lo faceva per le prestazioni maggiori e per la bellezza dei suoi giochi.

Si trova ancora in qualche negozio di retrogaming sui 25 euro circa, anche se oramai, visto lo scarso successo e l'obsolescenza tecnica, sta diventando un cimelio da museo.

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Apple Mighty Mouse

Mighty Mouse

Il Mighty Mouse (nome in codice: 'Houdini') è il primo mouse a più pulsanti prodotto e venduto dalla Apple Computer. Fu annunciato e venduto per la prima volta il 2 agosto 2005. Prima del Mighty Mouse, la Apple vendeva soltanto mouse con un singolo pulsante, a partire dall'Apple Lisa 22 anni fa. (Al lancio del Mighty Mouse, la Apple incominciò ad includere il Mighty Mouse con la revisione dell'iMac dell'12 ottobre 2005. I computer Power Macintosh non furono venduti con il Mighty Mouse fino al 19 ottobre 2005.) L'introduzione del nuovo mouse fu otto settimane dopo l'annuncio del passaggio ai processori Intel da parte della Apple. Il nome del mouse è usato sotto licenza della Viacom, proprietaria della serie di cartoni Mighty Mouse, sebbene questa probabilmente sia soltanto una precauzione, siccome essi non sono prodotti simili.

La superficie del Mighty Mouse è bianca opaca, a differenza di quella trasparente del precedente Apple Pro Mouse ed ha un logo apple impresso. Il mouse USB possiede una pallina scorrevole che permette all'utente di navigare in tutte le direzioni, diversamente dalle comuni rotelline che scorrono soltanto in due direzioni. I bottoni ai lati permettono di lanciare applicazioni oppure di eseguire funzioni proprie del software Apple, come Dashboard ed Exposé. Questi due bottoni non sono usabili separatamente; la Apple spiega che devono essere premuti contemporaneamente. Come i precedenti mouse prodotti dalla Apple, il Mighty Mouse rileva il movimento del mouse otticamente.

In questo mouse i due bottoni (sinistro e destro) sono racchiusi nella stessa copertura di plastica. L'utente preme con due dita per ottenere un click dal tasto sinistro, e poi rimuove il dito sinistro per ottenere un click dal tasto destro. Di default, Mac OS X è configurato in modo da non riconoscere un click destro, per non confondere i principianti.

Il mouse è compatibile anche con i PC equipaggiati con Microsoft Windows senza driver addizionali (driver addizionali non sono per ora disponibili). Però alcune funzionalità (come lo scorrimento orizzontale) non sono disponibili.

Viene prodotto un modello da collegare tramite porta USB ed uno senza fili, che utilizza tecnologia Bluetooth.

Dal 12 ottobre 2005, il Mighty Mouse viene venduto con gli iMac G5, e dal 19 ottobre 2005, anche con i Power Mac G5.

La sfera dello scrolling nel gergo degli utenti italiani viene chiamata, per una vaga rassomiglianza di forma con la parte erettile della vagina, "clitopalla".

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Mouse

Schema di un tipico mouse a rotella.

Il mouse è un dispositivo in grado di inviare un input ad un computer in modo tale che ad un suo movimento ne corrisponda uno analogo di un indicatore sullo schermo detto cursore. È inoltre dotato di uno o più tasti ai quali possono essere assegnate varie funzioni.

Esistono due possibili spiegazioni riguardo l'etimologia del nome. La più comune è la parola mouse (ovvero topo) in relazione alla somiglianza del dispositivo con il roditore. La seconda spiega la parola come un acronimo che, a seconda delle versioni, può essere Manually Operated User Selection Equipment oppure Machine Operator's Unique Spotting Equipment.

Questo sistema, pur avendo il pregio di essere economico, ha lo svantaggio di sporcarsi molto facilmente con l'utilizzo. La polvere tende a incastrarsi nelle rotelle che rilevano il movimento rendendo l'utilizzo problematico e impreciso.

Per pulire un mouse meccanico è sufficiente sfilare la sfera, solitamente sbloccando una ghiera, e ripulire le rotelle interne con una pinzetta o un bastoncino cotonato leggermente imbevuto di alcol mentre la sfera è consigliabile lavarla con acqua e sapone.

I primi mouse ottici utilizzavano un LED e un trasduttore ottico-elettrico (fotodiodo) per rilevare il movimento relativo alla superficie d'appoggio. Questi mouse potevano essere utilizzati solo su una speciale superficie metallica con una rete di sottili linee blu e grigie.

Successivamente i mouse ottici poterono incorporare chip per l'elaborazione dell'immagine, in modo da poter essere utilizzati su un maggior numero di superfici comuni. Questo permise il diffondersi di massa del dispositivo.

Rispetto ai mouse tradizionali la struttura interna del mouse è quindi molto semplificata, infatti al posto della pallina, delle ghiere e dei sensori che captano i movimenti lungo i due assi di movimento, ci sono solamente un chip, un sensore ottico e un LED di illuminazione. Il processore di un mouse ottico è naturalmente molto più complesso di quello presente in un mouse tradizionale, a causa del lavoro di elaborazione molto più complesso. Comunque un dispositivo a stato solido, per quanto complesso, è in generale molto più affidabile di un organo meccanico. Inoltre la totale mancanza di aperture dove si possono infiltrare sporco e polvere permette una vita media del mouse di gran lunga superiore a quelli tradizionali, senza alcun bisogno di manutenzione.

Un altro vantaggio è la possibilità di essere utilizzati su superfici lisce, su cui la sfera di un mouse tradizionale slitterebbe. Per sua natura il mouse ottico è infatti in grado di funzionare con qualunque inclinazione, anche capovolto. Per contro non è in grado di funzionare su un vetro o su superfici prive di almeno una minima trama ottica.

L'unico problema può essere dato dall'utilizzo su una superficie riflettente. Poiché il LED illumina il piano d'appoggio e il sensore acquisisce l'immagine, qualsiasi materiale riflettente inganna l'acquisizione dell'immagine e quindi la rilevazione precisa del movimento.

I mouse laser, invece, sono essenzialmente mouse ottici che utilizzano un laser al posto di un LED per l'illuminazione del piano d'appoggio. Come conseguenza si ha una maggiore risoluzione nell'acquisizione dell'immagine, che si traduce in migliore precisione e sensibilità di movimento.

Guardare direttamente il LED o il laser di un mouse può causare danni alla retina. Durante il normale utilizzo il laser o il LED sono puntati verso la superficie d'appoggio e coperti dal mouse stesso, quindi i rischi sono nulli e legati esclusivamente a un utilizzo improprio.

Il collegamento via cavo esiste fin dai primi mouse e sopravvive ancora oggi perché semplice, economico ed esente da rilevanti svantaggi. Il cavo inizia dalla parte anteriore del mouse e termina con un connettore per l'inserimento nel dispositivo.

Mouse tradizionali avevano un connettore seriale mentre i mouse Apple avevano un connettore ADB, entrambe tipologie non più utilizzate. Attualmente i connettori sono di tipo PS/2 oppure USB.

Il nome del connettore din a 6 pin deriva dalla serie di computer IBM Personal System/2, introdotta da IBM nel 1987. Lo stesso connettore viene utilizzato anche nelle tastiere PS/2.

Un mouse PS/2 è inoltre in grado di comprendere diversi comandi per l'inizializzazione e il controllo, per cambiare modalità di funzionamento e per cambiare la risoluzione dei vettori di movimento.

Un mouse senza filo (wireless) è collegato al dispositivo tramite un piccolo ricevitore, con il quale comunica attraverso onde radio o raggi infrarossi o via Bluetooth.

La mancanza di un cavo e quindi di un legame fisico con il computer è un indiscutibile vantaggio in caso di ambienti di lavoro affollati o in caso di utilizzo con computer portatili.

Tuttavia esistono alcuni contro, come la necessità di alimentare separatamente la base di ricarica, possibili interferenze con il segnale radio e l'eventualità che l'utente si dimentichi di appoggiare il mouse sulla base di ricarica a computer spento ottenendo così un mouse non funzionante fino a ricarica effettuata. Per ovviare a questo inconveniente alcuni mouse dotati di pile sostituibili sono provvisti di un interruttore sul lato inferiore per poterli spegnere durante l'inattività.

Lo scarso peso degli svantaggi ha permesso una buona diffusione dei mouse senza filo.

I pulsanti sui mouse sono utilizzati per attivare determinate funzioni, alcune delle quali sono oramai diventate parte di uno standard de facto, come la singola pressione (click) per la selezione o due rapide pressioni (doppio-click) per l'esecuzione. Più in generale la pressione di un pulsante del mouse permette di interagire con l'oggetto software dell'interfaccia grafica puntato dal cursore sullo schermo. Il tipo di interazione dipende sia dal pulsante premuto che dal software utilizzato.

Generalmente i software e i sistemi operativi permettono la piena configurazione e personalizzazione dei tasti.

Al contrario di ciò che è successo alle tecnologie per la rilevazione del movimento, i pulsanti del mouse non hanno subìto particolari innovazioni, a meno di qualche cambiamento nella forma per motivi di design, Ergonomia e nel numero dei pulsanti.

Prendendo come riferimento l'immagine del mouse a fianco, i vari pulsanti sono i basilari pulsante sinistro (1) e destro (2), la rotella di scorrimento (3) che è possibile premere come pulsante centrale ed eventuali pulsanti laterali (4) attivabili con il pollice o l'anulare.

Mentre i pulsanti sinistro, destro e centrale sono presenti fin dai primi mouse, la rotella di scorrimento ha avuto ampia diffusione di pari passo con il diffondersi di Internet e del World Wide Web perché permette di scorrere i contenuti dei siti con più facilità rispetto all'uso della classica barra di scorrimento delle finestre.

Nonostante sia possibile personalizzare il comportamento del mouse, con il tempo si è creata un'implicita semantica gestuale associata agli utilizzi più comuni. Gli sviluppatori di software in generale cercano di rispettare questi significati per permettere all'utente un utilizzo coerente e intuitivo del software attraverso il mouse.

Una breve pressione di un pulsante con immediato rilascio è detta clic o fare clic o, dall'inglese, click.

Un clic con il tasto sinistro (nei mouse a due pulsanti) serve tipicamente a selezionare un oggetto come un'icona o un comando da un menu, mentre un clic con il tasto destro richiama un menu contestuale.

Un clic con il tasto centrale, o l'equivalente pressione della rotella di scorrimento, non ha un significato comune ben definito, ma dipende dal contesto e dall'applicativo. In Mozilla Firefox per esempio, permette di consultare un collegamento direttamente in una nuova scheda, mentre in Internet Explorer una prima pressione lega lo scorrimento della pagina direttamente al movimento del mouse, mentre la seconda termina la funzionalità.

I tasti addizionali a volte sono utilizzati nella consultazione di ipertesti replicando il comportamento dei pulsanti Avanti e Indietro dell'interfaccia grafica, ma in linea di massima la loro configurazione è lasciata alle necessità e al gusto dell'utente.

Due clic in rapida successione a mouse fermo sono detti doppio clic. Nonostante sia possibile eseguire un doppio clic con qualsiasi pulsante del mouse, l'utilizzo preponderante, se non esclusivo, riguarda il tasto sinistro. Nell'ambito dei sistemi Microsoft Windows esiste solo il doppio clic con il tasto di sinistra.

Tutti e tre adattano il concetto di esecuzione all'oggetto coinvolto.

L'associazione doppio clic-esecuzione non è però universale: KDE per esempio esegue con un singolo clic e per selezionare un'icona è necessaria un'operazione di trascinamento.

Non tutti gli elementi di un'interfaccia grafica sono suscettibili a un doppio clic. I menu e i pulsanti tipicamente rispondono ai singoli clic e interpretano un doppio clic come due clic distinti.

È utilizzato in alcuni elabratori di testo (anche in Microsoft Word) per selezionare l'intero paragrafo.

Premere un pulsante e muovere il mouse tenendo il pulsante premuto è detto trascinare. Se non è esplicitamente specificato quale sia il pulsante in questione, si intende quello sinistro.

Il drag & drop (letteralmente trascina e lascia) è il trascinamento applicato a un oggetto, spesso utilizzato per un'operazione di spostamento. Effettuare un drag & drop è simile all'afferrare qualcosa, trasportarlo e poi appoggiarlo. Applicato alle interfacce grafiche viene usato per spostare o copiare file e directory dentro un'altra directory o per spostare finestre trascinandole per la barra del titolo. L'utilizzo negli applicativi è molto vario, ma comunque coerente con l'idea di base di movimento.

Alcuni programmi permettono un utilizzo più avanzato del mouse con le cosiddette mouse gestures ovvero una serie di movimenti e di pressioni che vengono interpretati come comandi di vario genere, permettendo teoricamente un'infinita gamma di comandi via mouse.

La prima gesture fu introdotta dalla Apple e fu il trascinamento (drag), che ebbe così successo che oggi è uno dei requisiti base di un'interfaccia grafica. Nessun'altra gesture ha mai avuto la stessa sorte e sono rimaste relegate nei confini dei rispettivi applicativi di appartenenza.

Programmi che utilizzano gesture sono i browser Opera e Firefox, quest'ultimo mediante un'estensione, mentre programmi come Sensiva e StrokeIt (per Microsoft Windows) permettono di utilizzare le gesture in ogni applicazione. Per quanto riguarda l'ambiente *nix, KDE supporta le gesture dalla versione 3.2.

Alcuni videogiochi che fanno uso di gesture sono Black & White, Myth e Darwinia.

L'ideatore di questo supporto tecnologico si chiama Douglas Engelbart, nato nel 1925, che con mille problemi e difficoltà assieme a diciassette colleghi creò l'Augmentation Research Center. Nacque così il progetto dell'NLS: computer come estensioni delle capacità cognitive e di comunicare.

Il 21 giugno 1967 ottenne il brevetto per il suo indicatore di posizione X-Y per display: il mouse.

Durante la Joint Computer Conference al Convention Center di San Francisco, nel 1968, si svolse la dimostrazione pubblica del progetto al cospetto di oltre mille esperti. È possibile osservare le immagini dell'evento che pose le basi di tutto quello che è l'utilizzo odierno del pc.

L'idea di Engelbart era quella di migliorare il modo di lavorare delle persone. Utilizzare ipertesti, wordprocessor, tastiera e mouse e finestre, comunicazione a distanza, telelavoro, etc. Se oggi si utilizzano il mouse e l'ipertesto, lo si deve a Douglas.

Alcuni anni dopo Steve Jobs (della Apple Computer), vedendo una dimostrazione alla Xerox dell'uso del mouse, ebbe l'idea che verrà sviluppata poi nel primo computer con mouse, Lisa, e dopo sul Macintosh, ed ancor oggi in tutti i pc.

Ancora nel 2002, a 75 anni, la creatività e l'entusiasmo di Engelbart, dopo quella scoperta, non si sono fermati. Nelle sue parole, di una modernità sconcertante, c'è il suo successivo progetto.

Così nasce il Bootstrap Institute ed il suo progetto.

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Mouse gesture

In informatica, le mouse gesture sono un metodo per impartire ordini al programma più velocemente, attraverso semplici gesti del mouse (clic o movimenti); allo scopo di velocizzare il richiamo delle funzioni più comuni o di facilitare l'utilizzo del computer a persone con difficoltà di accesso o digitazione sulla tastiera.

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Mouse Apple

Mouse Lisa / Macintosh

Apple è stata la compagnia che per prima ha reso nota al grande pubblico l'interfaccia grafica e un componente indispensabile di un'interfaccia grafica è il dispositivo di puntamento. Nel corso degli anni sono stati sperimentate molte tipologie di dispositivi di puntamento, ma attualmente il dispositivo di puntamento più efficace e comodo rimane il mouse. Apple ha prodotto diversi modelli di mouse per i suoi computer, seguendo le evoluzioni tecnologiche e del design.

Apple è stata la prima grande compagnia di computer a credere nelle interfacce grafiche e nei nuovi dispositivi di puntamento come il mouse. Questo è stato il primo mouse prodotto da Apple. Come dice il nome era progettato per il computer Lisa e venne utilizzato anche per i primi Macintosh. Il mouse è di tipo meccanico e il connettore è proprietario. Il mouse venne presentato nel 1983 con l'Apple Lisa. Quando fu presentato il Macintosh, venne mantenuto lo stesso mouse, dato che il Lisa non vendeva particolarmente bene e quindi conveniva cercare di ridurre i costi mantenendo i componenti per quanto possibile uguali. Venne ritirato dal mercato nel 1987.

Con l'aumento delle capacità grafiche dei computer della serie Apple II, la società decise di dotare anche questi di un mouse per potersi avvantaggiare della sua comodità di utilizzo. Da notare che comunque i computer non venivano ancora forniti di un sistema operativo di tipo grafico e quindi l'utilizzo e la gestione del mouse era a carico dei singoli programmatori. Questo mouse era dedicato al computer Apple IIc e dal punto di vista meccanico era identico al mouse utilizzato dai computer Macintosh. L'unica differenza era data da un diverso connettore.

Apple nel 1987 presenta l'Apple IIgs. Questo computer, oltre a possedere interessanti capacità audio e grafiche, era dotato anche di un bus, utilizzato per collegare le periferiche di input. Questo bus si chiamava Apple Desktop Bus (ADB) ed è stato per i computer Macintosh lo standard per 15 anni. Questo mouse, oltre a avere una forma diversa, meno spigolosa del precedente, era dotato di un connettore per lo standard ADB. Il mouse era di tipo meccanico e venne ritirato dal mercato nel 1993, quando Apple presentò il suo successore.

Questo mouse era una versione riveduta e corretta del primo mouse dotato di connessione ADB. Venne presentato nel gennaio del 1993 e esteticamente le linee erano state rese ancora più morbide rispetto al precedente modello. Esiste anche in una versione nera, dato che alcuni computer come il Macintosh TV erano neri e quindi un mouse bianco avrebbe stonato. Il mouse era di tipo meccanico.

Questo mouse venne presentato nell'agosto del 1998 assieme al computer iMac. Il mouse abbandona il connettore ADB per passare al moderno connettore USB. L'USB consente di collegare il mouse anche a computer acceso, senza bisogno di riavviare il sistema per far riconoscere la periferica. Il mouse era di tipo meccanico. La forma era una versione ulteriormente arrotondata dal precedente mouse, che adesso era tondo e realizzato con la stessa plastica traslucida del computer. La peculiare forma del mouse attirò molte critiche, dato che molti utenti consideravano il mouse troppo piccolo per essere utilizzato agevolmente. Per la forma circolare e le piccole dimensioni in Italia fu soprannominato "il pastiglione" oppure il disco da hockey.

Viste le continue lamentele degli utenti, nel luglio del 2000 Apple sostituì il mouse iMac con un mouse dalle linee più tradizionali. Il mouse era nero e dotato di un involucro trasparente che lo avvolgeva. Era dotato di connessione USB ed era il primo mouse di tipo ottico prodotto da Apple.

Questo mouse venne presentato nel maggio del 2003 ed era praticamente identico al procedente modello, tranne che per il colore bianco.

Questo mouse è stato presentato nel settembre del 2003 ed è il primo mouse senza fili prodotto da Apple. Al posto del classico filo per collegare il mouse al computer, questo mouse utilizza un collegamento Bluetooth. Questo consente una maggior libertà di utilizzo all'utente, ma nel contempo costringe all'utilizzo di batterie per alimentare il mouse. Il mouse utilizza due normali batterie AA le la sua autonomia è stimata in alcuni mesi di normale utilizzo. L'utilizzo della tecnologia BlueTooth consente un raggio di azione di 10 metri dal computer, ma impone la necessità di un ricevitore BlueTooth installato nel computer. Questo ricevitore venne incororato in quasi tutti i modelli di computer e portatili prodotti da Apple.

Questo mouse è stato presentato il 2 agosto 2005 ed è il primo mouse Apple non monotasto. Il mouse ha 4 sensori che riconoscono il tocco, dunque ha le funzionalità di un mouse a quattro tasti senza possederne nessuno. Inoltre ha una piccola sfera che si può ruotare in tutte le direzioni che ha le funzionalità della rotella dei mouse normali, con la possibilità di andare oltre che in orizzontale e verticale, anche in qualunque altra direzione.

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Source : Wikipedia