Morgan Stanley

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Tags : morgan stanley, banche e assicurazioni, economia

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Morgan Stanley

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Morgan Stanley è una banca d'affari, con sede a New York City.

Morgan Stanley fu fondata il 5 settembre 1935 da Henry S. Morgan e Harold Stanley. In quegli anni il Glass-Steagall Act impose a J. P. Morgan & Co. di scegliere quale tra le attività di banca commerciale e banca d'investimento continuare a svolgere e quale abbandonare. JPMorgan scelse di continuare ad operare come commercial bank perché ritenuta un'attività più remunerativa, così molti partner di JPMorgan confluirono nella nuova società: Morgan Stanley.

Nel dicembre 2007 il 10% della società è stato acquistato dal governo cinese tramite China Investment Corporation, la stessa società che ha acquistato il 10% del fondo americano di private equity Blackstone e il 3% della banca londinese Barclays.

Dal 22 settembre 2008, la Morgan Stanley è divenuta una holding bancaria con facoltà di raccogliere anche depositi a risparmio. Ciò ha comportato l’assoggettamento della holding alla supervisione della Federal Reserve Bank (FRB) e della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) con i conseguenti vantaggi rispettivamente: dell’accesso alla “finestra” della FRB per ottenere liquidità e dell’assicurazione sui depositi, fino al massimo consentito, da parte della FDIC.

Questo cambiamento è dovuto alla crisi finanziaria - originatasi negli ultimi mesi del 2007 a seguito dell’insolvenza dei mutui “subprime” (mutui concessi a clientela con scarso merito di credito) - che ha colpito le principali banche commerciali e d’investimento americane ed europee nel 2008.

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Crisi dei subprime

Comparazione tra FTSE100 e S&P-MIB da ottobre 2000 a ottobre 2003

La crisi dei subprime è una crisi finanziaria scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti e che ha avuto gravi conseguenze, ancora in evoluzione, sull'economia mondiale, in particolar modo nei paesi sviluppati, e per questo motivo viene considerata da molti la crisi economica peggiore dai tempi della grande depressione.

La crisi è iniziata approssimativamente nella seconda metà del 2006, quando cominciò a sgonfiarsi la bolla immobiliare statunitense e, contemporaneamente, molti possessori di mutui subprime divennero insolventi a causa del rialzo dei tassi di interesse.

I suoi effetti più pesanti si sono registrati tra febbraio e marzo 2007, e nel settembre - ottobre 2008, bimestre in cui scompaiono le banche d'affari più note: il 15 settembre 2008 Lehman Brothers fallisce invocando il chapter 11, il 22 settembre Goldman Sachs e Morgan Stanley diventano banche normali. Tutti gli indici borsistici mondiali flettono in maniera consistente, arrivando mediamente sui livelli della fine del XX secolo.

Gli osservatori della crisi hanno evocato precise responsabilità. Molti hanno sottolineato le pratiche predatorie dei prestatori subprime e la mancanza di una effettiva supervisione da parte delle autorità governative. Altri hanno accusato i mediatori creditizi di aver indirizzato i debitori verso prestiti che non potevano soddisfare, hanno accusato i periti di aver gonfiato artificialmente le valutazioni degli immobili, e hanno tacciato gli investitori di Wall Street di aver scommesso sui titoli che incorporavano mutui subprime senza aver verificato l'effettiva solvibilità dei prestiti sottostanti.

Il mutuo è un'opportunità di investimento che offre in generale un buon profilo rischio/rendimento per chi presta denaro, poiché ha rendimenti medio-alti, spesso non è soggetto a rischi legati ai tassi di interesse né al rapporto di cambio (che sono trasferiti direttamente al cliente). Il subprime è garantito da un'ipoteca su un bene, la casa, che è immobile, e non può essere sottratto ai creditori. Nonostante queste garanzie legali e del mercato, parte del sistema bancario è esposta a perdite, svalutazioni di asset e al rischio di fallimento.

I debitori sono stati naturalmente criticati per aver contratto mutui, pur ben consci di non poterli soddisfare. Al momento della forte crescita dei mutui, tuttavia, tassi di interesse ai minimi storici e stabilmente bassi da alcuni anni, lasciavano pensare che fossero convenienti mutui a tasso variabile. I contratti stessi non prevedevano espressamente un interesse massimo applicabile.

Molti rapporti sulla crisi evidenziano pure il ruolo della caduta dei prezzi degli immobili, iniziato nel 2005. Mentre i prezzi degli immobili crescevano, dal 2000 al 2005, i debitori che avevano difficoltà nell'adempiere ai pagamenti potevano sempre vendere le loro case oppure accedere più facilmente a nuovi finanziamenti. Ma, come i prezzi si sono raffreddati in molte parti della nazione americana, questa strategia non si è più resa disponibile per i mutuatari subprime.

Molti esperti hanno suggerito che la crisi potrebbe peggiorare rapidamente. Lou Ranieri ha avvertito il pubblico del futuro impatto della crisi dei subprime: "È solo l'inizio della tempesta Pensate cosa potrebbe succedere nel bel mezzo della crisi." Facendo eco a queste preoccupazioni, l'avvocato dei diritti dei consumatori Irv Ackelsberg ha predetto in una audizione al Congresso che potrebbero essere effettuati oltre 5 milioni di pignoramenti nei prossimi anni, ovvero nel momento in cui i bassi tassi fissi iniziali dei "mutui a tasso aggiustabile" verranno modificati nei ben più alti tassi variabili di cui si parlava in precedenza. Altri esperti hanno avvertito che la crisi potrebbe espandersi al settori dei cosiddetti mutui "Alternative-A" (Alt-A), che hanno tassi comunque migliori dei mutui subprime.

Alcuni economisti, compreso l'ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, temono che la crisi dei mutui subprime avrà forti impatti sul settore immobiliare e sull'intera economia USA. In tale scenario, il valore degli immobili potrebbe descrescere, facendo sentire i proprietari degli immobili meno ricchi e quindi contribuendo a un graduale declino della spesa, che indebolirebbe l'economia. È rilevante notare che il 50% del PIL americano negli ultimi anni è derivato dal settore edilizio, e che gli americani diffusamente utilizzano le carte di credito per l'acquisto di beni di consumo e che impegnano beni durevoli come la prima casa per finanziare crediti: in questo modo il prezzo degli immobili diventa una determinante del credito e dei consumi.

All'esplosione della crisi dei mutui subprime, ha fatto seguito la decisione di alcune banche di "congelare" le quote dei propri fondi di investimento, sospendendone la compravendita per impedirne un deprezzamento. In altri casi, i creditori hanno dichiarato le loro insolvenze e vi sono stati casi di fallimento, che hanno portato ad un calo dei titoli in Borsa generalizzato nei vari settori. Questo è riconducibile al ruolo del sistema creditizio per l'intera economia, al fatto che in varie Borse (come il MIBTEL) i titoli bancari sono quelli a massima capitalizzazione e più scambiati giornalmente, per cui un loro calo pesa molto sull'indice complessivo di Borsa, al fatto che l'insolvenza del creditore si ripercuote su tutti i suoi debitori, con la difficoltà di rinnovare prestiti in scadenza a tassi agevolati e a concedere dilazioni di pagamento, a molte industrie che hanno un debito che è un multiplo del loro capitale sociale.

Il calo di agosto delle borse americane, europee ed asiatiche ha indotto le banche centrali di tutto il mondo ad iniettare miliardi di liquidità per sostenere i corsi azionari della Borsa. Nell'area Euro si è verificato il più massiccio intervento nella storia della BCE, e si è parlato di un rischio di iperinflazione per i prossimi mesi a causa della moneta immessa in circolazione. I prestiti della Banca Centrale in un momento di vendite generalizzate servivano agli investitori a contenere le perdite o a realizzare un guadagno, impegnando sovente direttamente le banche centrali a comprare ciò che nessuno attore del sistema economico intende più acquistare, e di cui il mercato tende a disfarsi.

Il calo dei prezzi dovrebbe riportare gli immobili ai valori precedenti la bolla speculativa. Nel ventennio precedente, in diverse aree degli Stati Uniti, i prezzi degli immobili raddoppiavano in media ogni 5 anni, prestandosi a lucrose compravendite di breve periodo. La crescita dei prezzi non appariva giustificata da un reale aumento di valore degli immobili, dovuti ad esempio a interventi interni di ammodernamento oppure esterni di riqualificazione dei quartieri o per la costruzione di infrastrutture, investimenti incorporati in un premio di prezzo. Più che una crescita del valore reale delle case, in questo senso, si trattava di una crescita del valore di mercato, priva di fondamentali. La crescita dell'indebitamento di famiglie e imprese era spinta dalla stesso aumento dei prezzi: in altre parole solo una minima parte di chi richiedeva un mutuo necessitava di comprare un prima casa, molti si indebitavano per rivendere al doppio dopo 4-5 anni.

Altri economisti, come Edward Leamer dell'UCLA, dubitano che i prezzi delle case scenderanno così drammaticamente, in quanto la maggior parte dei proprietari immobiliari non sarà costretta a vendere. La loro previsione vede i prezzi delle case rimanere costanti o scendere leggermente per i prossimi 3 o 4 anni.

Mentre la crisi si è rivelata e sono cresciuti i timori su un suo peggioramento, alcuni senatori democratici (Charles Schumer, Robert Menendez, Sherrod Brown) hanno proposto che il governo USA fornisca fondi per aiutare i debitori subprime nei guai ed evitare che queste persone possano perdere la loro abitazione. Alcuni economisti criticano la proposta, affermando che potrebbe persino peggiorare le insolvenze o incoraggiare prestiti ancora più rischiosi. Fra le soluzioni per evitare un'emergenza abitativa vi sono l'avvio di un programma di edilizia popolare o una riforma delle legge sui pignoramenti, più vicina alle esigenze della popolazione e meno garantista nei confronti dei creditori.

Il continuo rialzo dei tassi di interesse ha indotto l'insolvenza di circa 2 milioni di famiglie americane, e ha spinto il Congresso all'estensione alle famiglie dell'istituto del fallimento, in precedenza concesso alle sole imprese. Una riduzione dei tassi di interesse ridurrebbe automaticamente la rata variabile di questi mutui, riportandola ai livelli precedenti la crisi e sostenibili per i redditi americani. Oltre a ridurre la percentuale di insolvenze, un abbassamento del tasso di sconto avrebbe anche l'effetto opposto di spingere alla concessione di nuovi mutui (e aggravare il numero di potenziali insolvenze in futuro). In questo senso, il tasso di interesse non è l'unica leva a disposizione delle banche centrali. Un aumento della riserva frazionaria oppure un esplicito divieto di concedere prestiti ad un tasso ribassato per ridurre le insolvenze pendenti sarebbero strumenti in grado di attenuare il problema.

Nella prima metà dell'Agosto 2007, le preoccupazioni su un possibile crollo dell'industria dei mutui subprime hanno causato una netta caduta degli indici di borsa Nasdaq e Dow Jones, con serie ripercussioni sui listini di tutto il mondo. Gli indici delle borse asiatiche ed europee hanno fatto registrare una serie di record negativi.

La situazione mutui è a rischio anche in altri Paesi. In Italia, il debito pro-capite supera i 30.000 euro l'anno e nel 2007, a fronte di 3.500.000 famiglie titolari di un mutuo, i casi di insolvenza superavano quota 500.000, con altrettante procedure avviate di pignoramento. In Europa manca una regolamentazione internazionale comune per la concessione dei mutui.

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Domenico Siniscalco

Domenico Siniscalco (Torino, 15 luglio 1954) è un economista italiano, ministro tecnico nel secondo e terzo Governo Berlusconi.

Ha studiato al Liceo Classico Alfieri, si è laureato in giurisprudenza all'Università di Torino, ha conseguito il PhD in economia all'Università di Cambridge.

Dal 1990 al 2006 è stato professore ordinario di Economia politica nell'Università di Torino. Ha insegnato anche alla LUISS, all'Università di Cagliari, alla Johns Hopkins University di Baltimora (USA) e all'Università Cattolica di Lovanio-CORE. Ha diretto una Fondazione, è stato consigliere di amministrazione di numerose società quotate come ENI e Telecom Italia. Ha scritto più di trenta pubblicazioni scientifiche su tematiche come le privatizzazioni, l'economia dell'ambiente e l'economia industriale su riviste internazionali e italiane. È stato editorialista de Il Sole 24 Ore.

Nominato direttore generale del Tesoro dal primo governo Berlusconi, dal 16 luglio 2004 è diventato ministro dell'Economia e Finanze nel Governo Berlusconi II succedendo al dimissionario Giulio Tremonti, pur mantenendo la carica di direttore generale fino alla primavera successiva. Confermato al ministero nel successivo Governo Berlusconi III, il 22 settembre 2005 si è però dimesso per non essere riuscito ad ottenerne l'appoggio del Governo alla sua richiesta di dimissioni del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, sia per le divergenze sulle scelte finanziarie da attuare.

Il 24 aprile 2006 è diventato managing director e vicepresidente di Morgan Stanley International. Il 1° dicembre 2007 ha assunto la carica di Country Head per l'Italia, sempre di Morgan Stanley.

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Acorn Computers

L'Acorn System 1, scheda superiore (commercializzata nel 1979).

Acorn Computers era una compagnia inglese con sede a Cambridge, Inghilterra, nata nel 1978. La compagnia produsse computer che divennero popolari soprattutto in Inghilterra. Tra questi, l'Acorn Electron, il BBC Micro e l'Acorn Archimedes. Il BBC Micro dominò il mercato dei computer nelle scuole negli anni '80 e inizi '90.

Nel 2000 la compagnia fu divisa in diverse aziende, anche se lasciò in eredità moltissimi progetti, quali lo sviluppo dei computer basati sui processori RISC. Alcune di queste aziende, come la ARM Holdings, sono tutt'oggi operative.

Il 25 luglio del 1961, Clive Sinclair fondò la Sinclair Radionics per vendere apparecchi elettronici, come le calcolatrici. Il fallimento dell'orologio da polso Black Watch e lo spostamento del mercato delle calcolatrici dai display a LEDs a quelli basati su LCD provocò un dissesto finanziario. Sinclair chiese supporto alla National Enterprise Board (NEB). Dopo aver ceduto il controllo della società alla NEB, Sinclair incoraggiò Chris Curry ad abbandonare la Sinclair Radionics e fondare la Science of Cambridge (SoC). Nel giugno 1978, la SoC commercializzò un microcomputer kit che Curry avrebbe voluto sviluppare ulteriormente. Durante lo sviluppo dell'MK14, Hermann Hauser, un amico di Curry, dopo una visita agli uffici della società si interessò particolarmente al progetto.

Curry e Hauser decisero di unire il loro interesse per i computer: il 5 dicembre 1978 fondarono la Cambridge Processor Unit Ltd (CPU). Presto la CPU ottenne un contratto di consulenza per sviluppare un controller di una slot machine per la Ace Coin Equipment (ACE). Inizialmente, il controller era basato su un microprocessore SC/MP, che venne poi sostituito dal 6502.

CPU finanziò lo sviluppo di un computer basato sul 6502. Questo sistema fu lanciato nel gennaio 1979 come il primo prodotto della Acorn Computer Ltd, una società fondata dalla CPU per ridurre i rischi economici.

In quel tempo, la CPU ed Andy Hopper fondarono la Orbis Ltd per commercializzare la scheda di rete Cambridge Ring, sulla quale Hopper aveva lavorato per la sua laurea di dottorato. La CPU successivamente inglobò la Orbis, in cambio di azioni per Hopper. Il ruolo di CPU cambiò gradualmente mentre la Acorn cresceva: la CPU era semplicemente la società capogruppo e la Acorn era responsabile dello sviluppo.

L'Acorn Microcomputer, più tardi ridenominato Acorn System 1, fu progettato da Sophie Wilson. Era un sistema semi-professionale dedicato all'ingegneria e all'uso in laboratorio, ma il suo prezzo era così basso, circa £80, da attirare i più seri appassionati. Era una macchina veramente piccola costruita su due schede, una con un display a LED, una tastiera, e una interfaccia a cassetta (la circuiteria a destra della tastiera), e l'altra che costituiva il resto del computer (inclusa la CPU). Praticamente tutti i segnali della CPU erano accessibili tramite un connettore Eurocard.

System 2 facilitò l'espansione del sistema ponendo la CPU del System 1 in un rack Eurocard da 19 pollici che consentiva numerose aggiunte opzionali. Il System 2 veniva di solito venduto con un controller per la tastiera, esterna, un'interfaccia a display testuale, e un sistema operativo a cassette con incluso un interprete BASIC.

Il System 3 aggiunse il supporto ai floppy disk mentre il System 4, incluso in un contenitore di maggiori dimensioni, montava un secondo drive. Il System 5 era in gran parte simile al System 4, ma si basava su di un più veloce 6502 a 2MHz.

Lo sviluppo del Sinclair ZX80 prese inizio alla Science of Cambridge nel maggio 1979. Probabilmente la conoscenza di ciò spinse Curry a concepire il progetto Atom per puntare il mercato consumer. Curry ed un altro progettista, Nick Toop, lavorarono a casa di Curry allo sviluppo di questa macchina. Fu in quel periodo che la Acorn Computers Ltd venne incorporata e Curry andò a lavorare alla Acorn a tempo pieno.

Fu Curry che volle puntare il mercato consumer; altre fazioni all'interno di Acorn, inclusi gli ingegneri, erano felici di essere fuori da quel mercato e consideravano un home computer un prodotto piuttosto frivolo per una compagnia che operava nel mercato degli strumenti di laboratorio. Per mantenere i costi bassi e non dare ai dubbiosi motivi per opporsi a l'Atom, Curry chiese al progettista industriale Allen Boothroyd di progettare un involucro che potesse anche funzionare come una tastiera esterna per i microcomputer. Le parti interne del System 3 furono posti all'interno della tastiera, creando un tipico allestimento per un home computer economico dei primi anni Ottanta, l'Acorn Atom, il quale ebbe un discreto successo.

Per facilitare lo sviluppo del software, una LAN proprietaria era stata installata a Market Hill. Fu deciso di includere questa, la Econet, nell'Atom, e al suo lancio ad una mostra di computer nel marzo 1980, fu fatta la dimostrazione di otto Atom con scheda di rete che permettevano di condividere file, di vedere gli schermi da remoto e di controllare le tastiere da remoto.

Con l'Atom sul mercato, Acorn poteva iniziare a pensare alla sua sostituzione. C'erano nuovi processori a 16-bit che uscivano sul mercato: in quale direzione si dovevano muovere? Dopo molte discussioni, Hauser suggerì il compromesso di una macchina migliorata basata sul 6502 con maggiori capacità di espansione: il Proton. Il personale tecnico della Acorn non aveva voluto fare l'Atom ed ora vedevano il Proton come la loro opportunità di "do it right".

Uno degli sviluppi proposti per il Proton fu il Tube, una interfaccia proprietaria che permetteva di aggiungere un secondo microprocessore. Questo compromesso avrebbe reso disponibile una macchina basata sul 6502 valida per il mercato di massa che avrebbe potuto espandersi con processori più sofisticati e costosi. Il Tube consentiva di allocare l'elaborazione sul secondo processore lasciando al 6502 il trattamento dei dati di input/output (I/O). In anni successivi il Tube avrebbe giocato un ruolo importante nello sviluppo del processore proprietario di Acorn.

All'inizio del 1980, il Further Education department della BBC concepì l'idea di un programma di educazione al computer, principalmente sulla scia di un documentario della BBC, The Mighty Micro, nel quale il Dr. Christopher Evans del UK National Physical Laboratory predisse l'avvento della rivoluzione del microcomputer. Fu un documentario molto convincente, al punto che ci furono domande poste al parlamento. A seguito di queste interrogazioni, il Department of Industry (DoI) si interessò al programma, come fece la BBC Enterprises, che vide l'opportunità di vendere una macchina abbinata alla serie. BBC Engineering ebbe la direttiva di definire le specifiche di un computer da abbinare alla serie.

Alla fine, sotto una certa pressione del DoI di scegliere un sistema britannico, la BBC scelse il NewBrain dei Newbury Laboratories. Questa scelta rivelò l'incidenza della pressione esercitata sul progetto di alfabetizzazione informatica della BBC che si riteneva indipendente – Newbury era di proprietà del National Enterprise Board, una agenzia governativa che operava in stretta collaborazione col DoI. La scelta fu anche in qualche modo ironica dato che il NewBrain nacque come un progetto di Sinclair Radionics, e fu la preferenza accordata da Sinclair al suo sviluppo piuttosto che al MK14 del Science Lab di Cambridge che indusse Curry a lasciare SoC per fondare CPU con Hauser. Il NEB spostò il NewBrain a Newbury dopo che Sinclair lasciò Radionics e andà al SoC.

Nel 1980 - 1982 lo UK Department of Education and Science (DES) aveva iniziato il Microelectronics Education Programme per introdurre concetti di microelaborazione e materiale educativo. Dal 1982 al 1986, il DoI allocò fondi per assistere organizzazioni educative locali in UK a fornire alle loro scuole una serie di computer, e il BBC Micro fu uno dei più popolari. In parallelo, il DES continuò a finanziare più materiali per i computer, come software e progetti di applicazioni computerizzate, oltre a formazione per gli insegnanti.

Sebbene il NewBrain fosse sotto pesante sviluppo da parte di Newbury, fu presto chiaro che non erano ancora pronti per avviarne la produzione ; – di certo non in tempo per il programma di alfabetizzazione, né tantomeno per la scadenza fissata dalla BBC. I programmi della BBC, che inizialmente dovevano andare in onda nell'autunno 1981, furono spostati alla primavera del 1982. Dopo che Curry e Sinclair ebbero scoperto le intenzioni della BBC, quest'ultima diede la possibilità ad altri roduttori di proporre le loro soluzioni. Rappresentanti della BBC fecero visita alla Acorn per avere una dimostrazione delle capacità del Proton. Poco dopo, il contratto per il programma di alfabetizzazione informatica fu stipulato con la Acorn, ed il Proton fu lanciato nei primi mesi del 1982 con il nome di BBC Micro. Nell'aprile 1984 Acorn vinse il Queen's Award for Technology per il BBC Micro. Con il riconoscimento si approvò in ispecial modo il design avanzato del BBC Micro, e l'Acorn fu encomiata "per lo sviluppo di un microcalcolatore con molte funzionalità innovative".

Nell'aprile 1982 Sinclair lanciò sul mercato lo ZX Spectrum. Curry parlò dell' Electron come il rivale dello ZX, prodotto da Acorn, con un prezzo inferiore alle 200 sterline. Sotto molti punti di vista una versione ridotta del BBC Micro, faceva uso di un componente ULA prodotto da Acorn per riprodurre la maggior parte delle sue funzionalità. Ma i problemi legati alla produzione dei componenti ULA portarono ad una riduzione delle risorse di costruzione, e l'Electron, sebbene lanciato nell'agosto 1983, non fu presente sul mercato nelle quantità sufficienti per sfruttare i ricavi delle vendite natalizie del 1983. L'Acorn rinviò la questione al 1984 e sottoscrisse nuovi contratti di fornitura per la produzione.

Le vendite del BBC Micro ebbero successo: i profitti passarono da 3000 sterline nel 1979 a 8,6 milioni nel 1983. Nel settembre del 1983, le azioni CPU furono liquidate e Acorn entrò nella borsa Unlisted Securities Market con il nome Acorn Computer Group plc, mentre Acorn Computers Ltd era la divisione dei computer. Con un prezzo minimo di 120 pence, il gruppo ebbe una capitalizzazione di 135 milioni di sterline. I fondatori della CPU, Herman Hauser e Chris Curry, divennero milionari: Hauser aveva 53,25 milioni di azioni (64 milioni di sterline) e Curry 43 milioni di azioni (51 milioni di sterline).

Dai tempi dell'Atom, Acorn stava cercando di cambiare processore: il primo computer a 16-bit, l'Acorn Communicator, fu sviluppato nel 1982 con processore 65816.

Il PC IBM fu lanciato nel 12 agosto 1981. Il successore del PC, l'XT (EXtended Technology) fu introdotto nel 1983. Il successo di questi computer e la nuova versione dello Z80, basato sul CP/M, trovarono un buon mercato. Iniziò lo sviluppo di una macchina da ufficio con la tecnologia esistente: la scheda madre del BBC Micro e il Tube furono usate per creare workstations basate sul CP/M, MS-DOS e Unix (Xenix).

Il progetto Acorn Business Computer (ABC) richiedeva la produzione di un quantitativo di processori secondari creati per lavorare sulla piattaforma BBC Micro. Durante lo sviluppo, Acorn doveva implementare il protocollo Tube su ciascuno dei processori selezionati, ma durante lo ricerca di un candidato, nel 1983, si accorsero che non era per nulla banale trovare un candidato che rimpiazzasse il 6502. Ad esempio, a causa di molte istruzioni non interrompibili che usavano più d'un ciclo di clock del processore per essere eseguite, i tempi di risposta alle interruzioni del Motorola 68000 erano troppo lunghi per poter gestire lo stesso protocollo di comunicazioneto che invece un host BBC Micro basato sul 6502 maneggiava senza difficoltà.

Lo sviluppo del modello National Semiconductor basato sul 32016 della famiglia ABC, venduto in seguito col nome Cambridge Workstation, mostrò a Sophie Wilson e Steve Furber l'importanza che nel progetto assumeva l'ampiezza di banda. Si vide anche chiaramente che un 6502 a 4 MHz aveva prestazioni molto superiori ad un 32016 a 8 MHz . Per di più, il sistema Apple Lisa aveva mostrato agli ingegneri dell'Acorn la necessità di sviluppare un ambiente a finestre – e questa non sembrava un'impresa facile con un sistema a 2-4 MHz basato sul 6502 impiegato per la parte grafica. La Acorn aveva bisogno di una nuova architettura.

L'Acorn testò tutti i processori disponibili e li trovò inadeguati. Dopo aver considerato l'uso di soluzioni già esistenti, agli sviluppatori era chiaro che Acorn doveva seriamente prendere in considerazione la creazione di un processore proprio. Gli ingegneri della compagnia sfogliarono gli articoli del progetto Berkeley RISC. Adesso avevano chiara la situazione: se una squadra di studenti neolaureati poteva creare un processore a 32-bit competitivo, allora alla Acorn non avrebbero avuto problemi a fare lo stesso. Una gita al Western Design Center, a Phoenix, rese chiaro a Furber e Wilson che non avrebbero avuto bisogno di grosse risorse o di centri avanzati di ricerca e sviluppo.

Sophie Wilson cominciò a sviluppare l' insieme di istruzioni, scrivendo una simulazione del processore in BBC Basic, facendola girare su una macchina BBC Micro con un 6502 come co-processore. I risultati convinsero gli ingegneri di essere sulla buona strada.

Prima di continuare, tuttavia, servivano più risorse. Ora toccava a Wilson di andare da Hauser per spiegargli cosa stavano mettendo in piedi. Data l'autorizzazione a procedere, fu messa insieme una piccola squadra per implementare il modello di Wilson in hardware.

Il progetto ufficiale Acorn RISC Machine cominciò nell'ottobre 1983. Come partner di produzione dei componenti basati sul silicio fu scelta la VLSI Technology, Inc, dal momento che avevano già avuto un contratto di fornitura con l'Acorn per ROM e alcuni chip personalizzati. La VLSI produsse il primo wafer di silicio dell'ARM il 26 aprile 1985; – funzionò al primo tentativo e fu battezzato ARM1. La sua prima applicazione pratica fu quella di co-processore su una BBC Micro, dove fu utilizzato per lo sviluppo di software di simulazione usato per finire il lavoro sui chip di supporto (VIDC, IOC, MEMC) e per rendere più veloci le operazioni del software CAD usato per lo sviluppo dell' ARM2.

Subito dopo, Wilson codificò il linguaggio BBC Basic nell' assembly ARM, e la competenza acquisita nella scrittura dell'insieme di istruzioni permise di rendere il codice molto potente. Questa caratteristica rese il BBC Basic scritto con ARM un ottimo test per qualunque emulatore ARM.

Era tale la segretezza del progetto ARM, che quando nel 1985 la Olivetti iniziò a negoziare per acquisire il controllo di buona parte di Acorp, non fu reso nota l'esistenza del team di sviluppo fino a che gli accordi non furono conclusi. Nel 1992 Acorn vinse ancora una volta il Queen's Award for Technology per lo sviluppo di ARM.

L'anno decisivo per la Acorn fu il 1984 – divenne pubblica proprio nel momento in cui si verificava il collasso del mercato degli home computer. Era lo stesso anno in cui l' Atari fu messa in vendita, la Apple rischiò il tracollo, mentre l'Acorn risolse il più grosso problema che aveva avuto da quando era stata fondata: i volumi di produzione.

L'Electron fu lanciato sul mercato nel 1983, ma i problemi di fornitura dei suoi componenti ULA fecero sì che la Acorn non riuscì a ottenere profitti durante il periodo di vendite natalizie del 1983 – una famosa compagnia pubblicitaria, attraverso spot televisivi, procurò 300.000 ordini, ma i fornitori malesi potevano fornire solo 30.000 macchine. L' apparentemente forte domanda di Electron si rivelò inconsistente: anziché aspettare, i genitori comprarono il Commodore 64 o lo ZX Spectrum come regali per i propri figli. Ferranti risolse i problemi di produzione, e nel 1984 i prodotti raggiunsero i volumi prospettati; tuttavia i contratti stipulati da Acorn con i propri fornitori non erano abbastanza flessibili da permettere una brusca riduzione dei volumi a causa della situazione imprevista nelle vendite, cosicché le scorte di Electron crebbero. La Acorn si trovava in grossi guai: a fine anno possedeva 250.000 Electron invenduti in giacenza, che erano stati tutti già pagati e che dovevano essere tenuti in magazzino, con spese aggiuntive.

La Acorn steva anche spendendo gran parte del proprio denaro per lo sviluppo: il BBC Master era in fase di sviluppo; il progetto ARM era tuttora in corso; l'&nbspAcorn Business Computer richiese molto lavoro me in definitiva si dimostrò un insuccesso, dato che solo la versione basata sul 32016 era stata venduta col nome di Cambridge Workstation; infine, ottenere l'approvazione federale per il BBC Micro per espandersi nel mercato degli Stati Uniti si rivelò un processo troppo lungo e costoso, e tutto sommato improduttivo – tutti i dispositivi di espansione che si intendeva mettere in vendita con il BBC Micro dovevano superare la fase di collaudo, e si dovevano ridurre le radiazioni emesse. Circa 20 milioni di sterline furono assorbiti dall'iniziativa statunitense, ma i BBC Micro modificati in versione NTSC vendettero poco o nulla. Tuttavia, apparirono una volta nella scuola di Supergirl, in particolare nel film del 1984 Supergirl: Il Film.

La situazione finanziaria costrinse la Acorn a cercare qualche compratore nel febbraio 1985. Dopo un breve periodo di negoziazioni, Curry e Hauser firmarono un accordo con la Olivetti, il 20 febbraio. L'azienda italiana ottenne il 49,3% della Acorn per 12 milioni di sterline, che coprì le perdite da 11 milioni negli ultimi sei mesi. Questo acquisto rivalutò la Acorn da 165 milioni di sterline a 190. Nel settembre del 1985, la Olivetti ottenne un controllo della Acorn del 79% delle azioni.

Il BBC Master venne lanciato nel febbraio 1986 ed ottenne un notevole successo. Tra il 1986 ed il 1989, vennero consegnati circa 200.000 sistemi, al costo di £499 l'uno, prevalentemente a scuole ed università britanniche. Vennero prodotte diverse versioni della macchina, come il Master 512, dotato di 512 KB di RAM ed un processore 80186 per renderlo compatibile con MS-DOS, ed il Master Turbo, dotato di un secondo processore 65C02.

Il primo uso commerciale dell' architettura ARM fu il ARM Development System, un processore secondario collegato con il sistema Tube per il sistema BBC Master che permetteva di realizzare applicazioni per il nuovo sistema. Venne messo in vendita a circa £4.000, contentente un processore, tre processori di supporto e 4MB di RAM, ed un set di strumenti di sviluppo con una versione sviluppata di BBC BASIC.

Il secondo prodotto basato su ARM fu l'Acorn Archimedes, un computer desktop, commercializzato alla metà del 1987. Divenne popolare particolarmente nel Regno Unito, in Australia ed in Irlanda. Particolarmente potente, poteva vantare caratteristiche e prestazioni notevolmente più avanzate di quelle offerte da sistemi concorrenti del tempo. Si dovette comunque scontrare con la piattaforma PC che già dominava il mercato. Vennero comunque sviluppati sistemi Archimedes successivi, incluso un portatile e nel 1994 venne lanciato il Risc PC, con integrato un processore StrongARM a 200MHz. Questo modello venne messo in commercio esclusivamente per scuole, specialisti ed appassionati.

La compagnia partner della Acorn, la VLSI, aveva il compito di trovare nuove applicazioni per la nuova CPU ARM. La Active Book sviluppò un palmare basato sulla CPU ARM.

Apple sviluppò un nuovo palmare, il Newton. La Apple e l'Acorn iniziarono a collaborare allo sviluppo dell'ARM, e fu deciso che questo doveva essere sviluppato da un'azienda separata. Il blocco del settore ricerca e sviluppo della Acorn che aveva sviluppato la CPU ARM formò le basi della ARM Ltd, nel novembre 1990. L'Acorn Group e la Apple Computer Inc avevano il 43% delle azioni ARM.

Nel 1994 fu fondata la Acorn Online Media per sfruttare il successo annunciato del video-on-demand (VOD), un sistema di televisione interattiva che avrebbe permesso ai suoi utenti di scegliere e guardare un contenuto video tramite la rete. Nel settembre 1994 la Acorn Online Media costituì la Cambridge Trial (esperimento Cambridge) di servizi di video-on-demand, insieme a Anglia Television, Cambridge Cable e Advanced Telecommunication Modules Ltd (ATML) – l'esperimento prevedeva la creazione di una rete ATM ad ampio raggio che avrebbe dovuto collegare le compagnie televisive alle case degli abbonati per offrire servizi come lo shopping da casa, corsi di formazione on-line, download di software su richiesta e il World Wide Web.

La rete ad ampio raggio (WAN, Wide Area Network) utilizzava una combinazione di fibra ottica e cavo coassiale, mentre gli switch (commutatori) erano montati nelle cabine della già esistente rete Cambridge Cable. La Olivetti Research Laboratory sviluppò la tecnologia usata nell'esperimento. Un server della ICL fornì il servizio attraverso switch ATM prodotti dalla ATML, un'altra compagnia creata da Hauser e Hopper. L'esperimento cominciò alla velocità di 2 Mbps verso le abitazioni, successivamente portati a 25 Mbps.

Gli abbonati utilizzavano le Acorn Online Media set-top boxes.

Per i primi sei mesi l'esperimento coinvolse 10 terminali VOD; nella seconda fase vennero aggiunte 100 abitazioni ed 8 scuole con più di 150 terminali nei propri laboratori. Molte altre organizzazioni entrarono gradualmente nell'esperimento, tra le quali la NatWest Bank, la BBC, la compagnia Post Office, Tesco e la autorità locale in materia di formazione.

La BBC Education sperimentò la ricezione dei programmi radio on-demand nelle scuole di primo grado, e fu creato un nuovo servizio educativo, Education Online, per diffondere materiale come i programmi televisivi Open University e software educativo.

La scuola Netherhall secondary school fu dotata di un server economico per operare da fornitore di servizi, seguita dopo breve tempo dalla Anglia Polytechnic University. Si sperava che la Online Media potesse distaccarsi come compagnia indipendente, ma il successo annunciato del video on-demand non si verificò mai.

Un programma della BBC2 fece un'intervista a Larry Ellison nell'ottobre 1995 annunciando un set-top box. Dopo le iniziali discussioni tra Oracle Corporation e Olivetti, Hauser e Acorn rilasciarono Bird alcune settimane dopo.

Ellison voleva fare un annuncio sul Network Computer nel febbraio 1996. Sophie Wilson fu messa a capo del progetto del Network Computer e per la metà di novembre una bozza del progetto era pronta. Dal gennaio 1996 il contratto tra Acorn e Oracle era stato stipulato. Nel febbraio 1996 fu fondata Acorn Network Computing. Nell' agosto 1996 lanciò l' Acorn Network Computer.

Il Network Computer doveva creare un nuovo settore del mercato nel quale l'Acorn Network Computing doveva giocare un ruolo importante. Uno dei due maggiori progetti era la creazione di un nuovo sistema operativo, Galileo e la creazione di un nuovo chipset StrongARM, il SA1500 / SA1501. La caratteristica principale di Galileo era la "garanzia di servizio" per ogni processo, nel quale le risorse (CPU, memoria, ecc.) necessarie ad eseguire le operazioni erano rese disponbiili. Il SA1500 aveva frequenze di clock più elevate rispetto alle altre CPU StrongARM e aveva anche un coprocessore orientato al multimedia (Attached Media Processor o AMP).

Le ultime speranze della Acorn di entrare nel mercato dei computer furono vane: i set-top boxes non ebbero successo, così come il Network Computer.

Tra il 1996 e il 1998, la Olivetti perse interesse nell'Acorn Group attraverso una serie di transazioni, perdendo 54 milioni di sterline. Acorn Risc Technologies diventò la divisione Workstation, che sarà chiusa nel 1998 quando la Acorn concluse la produzione di computer desktop, in favore dei set-top boxes.

L'ultimo computer, nome in codice Phoebe oppure Risc PC 2, era quasi completo prima dell'abbandono del progetto, e quindi mai fabbricato per la vendita al pubblico.

La ARM, nel frattempo, cambiò i propri assetti. Nel 1998, l'azienda fece un'opera pubblica d'acquisto (OPA) sotto il nome di ARM Holdings plc alla borsa di Londra e al Nasdaq.

Nel gennaio 1999, Acorn Group cambiò il nome da Acorn Computers Ltd a Element 14 Ltd. Da quel momento, il titolo della ARM crebbe ad un punto tale che il valore del capitale della Acorn Group plc valeva meno del 24% della ARM. Acorn Computers Group fu venduta il 1º giugno del 1999 alla Morgan Stanley Dean Witter Investments Limited.

Morgan Stanley vendette la divisione set-top-box alla Pace per 200.000 sterline; Pace ottenne il controllo di RISC OS. Il 26 luglio del 1999 un gruppo di manager della Acorn capeggiati da Stan Boland comprò la divisione DSP, Element 14, dalla MSDWI per 1,5 milioni di sterline.

La sussidiaria Alcatel produceva modem xDSL, oltre a circuiti integrati per modem. Element 14 continuò a sviluppare i suoi prodotti DSP finché non fu acquistata dalla Broadcom nel novembre 2000 per la cifra di 366 milioni di sterline (594 milioni di dollari).

Il sistema operativo sviluppato per Phoebe è RISC OS 4 - nome in codice Ursula, della RISCOS Ltd, ancora oggi in sviluppo.

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Lehman Brothers

Pete Peterson

Lehman Brothers Holdings Inc. (NYSE: LEH), fondata nel 1850, era una società attiva nei servizi finanziari a livello globale. La sua attività si concretizzava nell'investment banking, nell'equity e fixed-income sales, nelle ricerche di mercato e nel trading, nell'investment management, nel private equity e nel private banking. Era uno dei primari operatori del mercato dei titoli di stato statunitense. Tra le sue principali controllate Lehman Brothers Inc., Neuberger Berman Inc., Aurora Loan Services, Inc., SIB Mortgage Corporation, Lehman Brothers Bank, FSB, e il Gruppo Crossroads. Il quartier generale mondiale della società è sito a New York, e sedi secondarie locali si trovano a Londra e Tokyo, oltre a uffici locali situati in tutto il mondo.

Il 15 settembre 2008 la società ha annunciato l'intenzione di avvalersi del Chapter 11, la procedura di "fallimento pilotato" prevista dalla legge statunitense, annunciando debiti bancari per US$ 613 miliardi, debiti obbligazionari per US$ 155 miliardi e attività per un valore di US$ 639 miliardi. Quella annunciata è la più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. La società è ancora esistente, fino al completamento della procedura di bancarotta.

Nel 1844 il ventitreenne Henry Lehman, figlio di un mercante di bestiame, emigrato negli Stati Uniti da Rimpar, in Baviera, si stabilì a Montgomery, Alabama, dove aprì un negozio di prodotti tessili e di abbigliamento, "H. Lehman". Nel 1847 in seguito all'arrivo di Emanuel Lehman, il nome della società divenne "H. Lehman and Bro.". Con l'arrivo del loro fratello minore, Mayer Lehman, nel 1850, la società cambiò nuovamente il suo nome e venne fondata la "Lehman Brothers".

Negli Stati Uniti meridionali del 1850, il cotone era una delle colture più importanti. Facendo conto sull'alto valore di mercato del cotone, i tre fratelli cominciarono ad accettare abitudinariamente il cotone grezzo dai clienti come pagamento per la merce, iniziando così una seconda attività commerciale sul cotone. Entro pochi anni questo affare crebbe fino a diventare la parte più significativa della loro attività. In seguito alla morte di Henry per febbre gialla nel 1855, i fratelli rimasti continuarono a focalizzarsi sulla loro attività di intermediazione e commercio di materie prime.

Dal 1858 il centro per il commercio del cotone si spostò dal sud del paese a New York, dove avevano sede i rappresentanti dei produttori e le case di mediazione. Lehman aprì la sua prima succursale a New York nel distretto di Manhattan, al numero 119 di Liberty Street, e il trentadueenne Emanuel si trasferì lì per gestire l'ufficio. Nel 1862 a causa delle difficoltà conseguenti la guerra di secessione, la società si unì con un mercante di cotone di nome John Durr per dare vita alla Lehman, Durr & Co. Finita la guerra, la società partecipò al finanziamento della ricostruzione dell'Alabama. Il quartier generale della società venne alla fine spostato a New York, dove partecipò alla fondazione della Borsa del cotone nel 1870; Emanuel sedette nel Consiglio d'Amministrazione fino al 1884. La società partecipò inoltre al mercato emergente delle obbligazioni ferroviarie ed entrò nel mercato della consulenza finanziaria (financial advisory).

Lehman divenne membro della Borsa del caffè nel 1883 e della Borsa Valori di New York nel 1887. Nel 1899 sottoscrisse la sua prima offerta pubblica relativa alle azioni ordinarie e privilegiate della International Steam Pump Company.

Nonostante l'offerta della International Steam, il passaggio effettivo della società dalla contrattazione delle materie prime a casa d'emissione di titoli non si ebbe fino al 1906. In quell'anno, sotto la guida di Philip Lehman, la società si alleò con Goldman, Sachs & Co., per portare sul mercato la General Cigar Co., cui seguì poco dopo la Sears, Roebuck and Company. Durante i successivi vent'anni, quasi un centinaio di nuove emissioni furono sottoscritte da Lehman, molte volte insieme a Goldman Sachs. Tra queste c'erano: la F.W. Woolworth Company, la May Department Stores Company, la Gimbel Brothers, Inc., la R.H. Macy & Company, la The Studebaker Corporation, la B.F. Goodrich Co. e la Endicott Johnson Corporation.

In seguito al pensionamento di Philip Lehman nel 1925, suo figlio Robert prese il controllo. Sotto la guida di Robert Lehman la società resistette alla crisi finanziaria della grande depressione focalizzandosi sull'attività di venture capital mentre il mercato azionario si riprendeva. Dal 1928 la società si spostò nella sua famosa sede di One William Street.

Pur essendo la società tradizionalmente costituita unicamente da componenti della famiglia Lehman, nel 1924 John M. Hancock ne divenne il primo membro esterno alla famiglia, seguito da Monroe C. Gutman e Paul Mazur nel 1927.

Negli anni '30 del XX secolo, Lehman sottoscrisse l'offerta pubblica iniziale del primo produttore di televisori, la DuMont, e partecipò al finanziamento della Radio Corporation of America (RCA). Partecipò inoltre al finanziamento del settore in rapida crescita legato all'industria petrolifera, incluse le società Halliburton e Kerr-McGee.

Negli anni '50 del XX secolo, Lehman sottoscrisse l'IPO della Digital Equipment Corporation. A seguire organizzò l'acquisizione di Digital da parte di Compaq. Robert Lehman morì nel 1969, e, da quel momento, nessun altro membro della famiglia Lehman ha guidato la società. La morte di Robert lasciò un posto vacante nella società, il che, insieme a una difficile situazione economica, condusse a un brutto periodo per la società. Nel 1973, Peter G. Peterson, presidente e amministratore delegato della Bell & Howell Corporation, venne chiamato a guidare la società per salvarla.

Con la guida di Peterson in qualità di presidente e amministratore delegato, la società acquisì la Abraham & Co. nel 1975, e due anni più tardi si fuse con l'autorevole, ma litigiosa, Kuhn, Loeb & Co., per formare la Lehman Brothers, Kuhn, Loeb Inc., la quarta più grande banca d'affari del paese, dietro a Salomon Brothers, Goldman Sachs e First Boston. Peterson guidò la società da significative perdite operative a cinque anni consecutivi di profitti record con una tasso di rendimento del capitale tra i più alti nel settore dell'investment banking.

Nel tempo, le ostilità tra la divisione investment banking e la divisione trading (dalla quale proveniva la maggior parte dei profitti della società) spinsero Peterson a promuovere Lewis Glucksman, che già era presidente, direttore generale (COO) ed ex trader, alla carica di co-amministratore delegato nel maggio 1983. Glucksman introdusse una serie di cambiamenti che ebbero l'effetto di aumentare le tensioni, le quali, unite allo stile manageriale di Glucksman e all'andamento negativo dei mercati, sfociarono in una lotta di potere che estromise Peterson e rese Glucksman unico amministratore delegato.

Sconvolti ed esacerbati dalla lotta di potere, molti banchieri lasciarono la società. Steve Schwarzman, presidente del comitato per le fusioni e acquisizioni, ricordò in un'intervista rilasciata nel febbraio 2003 a Private Equity International che "Lehman Brothers aveva un ambiente interno estremamente competitivo, che alla fine diventò poco funzionale." La società soffrì questa disintegrazione, e Glucksman subì pressioni per vendere la società alla Shearson, una società di transazioni elettroniche del gruppo American Express, nel 1984, per la somma di US$ 360 milioni. L'11 maggio le società si unirono dando vita alla Shearson Lehman/American Express. Nel 1988 la Shearson Lehman/American Express e la E.F. Hutton & Co. si fusero nella Shearson Lehman Hutton Inc.

Nel 1993, sotto la guida dell'A.D. Harvey Golub, American Express intraprese la dismissione delle proprie divisioni bancaria e di intermediazione. Le attività di retail brokerage e di asset management furono vendute a Primerica e nel 1994 Lehman Brothers Kuhn Loeb venne scorporata con il nome di Lehman Brothers Holdings, Inc. mediante un'offerta pubblica iniziale.

Nonostante circolasse notizia che sarebbe stata nuovamente acquisita, Lehman si comportò abbastanza bene sotto la guida dell'A.D. Richard S. Fuld, Jr.. Nel 2001 la società acquisì i servizi per clienti private (private-client services, o "PCS") della Cowen & Co. e, più tardi, nel 2003, rientrò aggressivamente nel settore dell'asset management, dal quale era uscita nel 1989. Iniziando con US$ 2 miliardi di attività in gestione, la società acquisì il Gruppo Crossroads, la divisione reddito fisso (fixed-income) di Lincoln Capital Management e Neuberger Berman. Queste attività, insieme alla PCS e al private equity di Lehman, costituirono la Divisione Investment Management, che generava approssimativamente US$ 3,1 miliardi di ricavi netti e quasi US$ 800 milioni di utile ante imposte nel 2007. La società detiene attualmente oltre US$ 275 miliardi di attività in gestione. Complessivamente, a partire dall'offerta pubblica del 1994, la società ha visto crescere i ricavi netti di oltre il 600% da US$ 2,73 miliardi a US$ 19,2 miliardi e il personale di oltre il 230% da 8.500 a quasi 28.600 unità.

L'11 settembre 2001 Lehman occupava tre piani della torre nord del World Trade Center in cui perse la vita un dipendente. Il suo quartier generale globale, nel Three World Financial Center, è stato pesantemente danneggiato e reso inagibile dai detriti caduti, lasciando così senza posto oltre 6.500 dipendenti. La banca recuperò velocemente e ricostruì la sua presenza. La direzione trading si trasferì sull'altra sponda del fiume Hudson nei locali siti a Jersey City nel New Jersey, dove una sala di contrattazioni venne improvvisata e messa in linea in meno di 48 ore dagli attacchi. Quando il mercato azionario riaprì il 17 settembre 2001, le risorse di sales e trading di Lehman erano state ripristinate.

Nei mesi seguenti, la società distribuì le proprie attività operative in tutta l'area metropolitana di New York in oltre quaranta sedi temporanee. Nell'occasione, la divisione investment banking convertì le sale d'aspetto del primo piano, i ristoranti e tutte le 665 camere dell'hotel Sheraton di Manhattan in spazi per uffici. La banca sperimentò inoltre l'orario flessibile (al fine di condividere gli spazi degli uffici) e il telelavoro tramite VPN. Nell'ottobre 2001 Lehman acquistò un palazzo ad uso uffici di 32 piani (circa 97.500 mq) per la somma di US$ 700 milioni. Il palazzo, situato al numero 745 di Seventh Avenue, era stato recentemente costruito, e non ancora occupato, dalla rivale Morgan Stanley. Con il quartier generale mondiale di Morgan Stanley situato a soli due isolati di distanza, al numero 1585 di Broadway, sulla scia degli attacchi, la società stava rivalutando la propria pianificazione degli spazi che avrebbero posto oltre 10.000 dipendenti nell'area di Times Square. Lehman cominciò il trasferimento nel nuovo palazzo a gennaio e terminò a marzo 2002, un trasloco che migliorò significativamente il morale all'interno della società.

La società è stata criticata per non essere tornata ad occupare il suo precedente quartier generale a Manhattan. In seguito agli attentati, tra le principali società, solamente Deutsche Bank, Goldman Sachs e Merrill Lynch sono rimaste nel centro della città. Lehman, comunque, ha puntato al fatto di impegnarsi a rimanere a New York, tenuto conto che il nuovo quartier generale ha rappresentato una circostanza ideale, in cui la società aveva disperato bisogno di comprare e Morgan Stanley aveva disperato bisogno di vendere, che, quando il nuovo palazzo è stato acquistato, l'integrità strutturale del Three World Financial Center non era ancora stata approvata, e che, in ogni caso, la società non poteva attendere fino alla conclusione dei lavori di riparazione del Three World Financial Center, prevista per maggio 2002.

Dopo gli attentati, il management di Lehman pose ancora più enfasi sulla pianificazione della continuità operativa. Al contrario dei suoi rivali, la società era insolitamente concentrata per essere una tra le più grandi banche d'affari del mondo. Ad esempio, Morgan Stanley mantiene una struttura per le attività bancarie e di contrattazione (banking and trading) di 70.000 mq a Westchester County, New York. La sala contrattazioni di UBS è sita a Stamford, Connecticut. La divisione asset management di Merrill Lynch si trova a Plainsboro Township, New Jersey. A parte il suo quartier generale nel Three World Financial Center, Lehman manteneva le strutture operative e di backoffice a Jersey City, in uno spazio che la società intendeva lasciare libero prima dell'11 settembre. Tale spazio non solo è stato mantenuto, ma anche espanso, mediante la costruzione della struttura di backup trading. Inoltre, la rete di telecomunicazione apprestata nei giorni seguenti gli attacchi per permettere ai dipendenti di lavorare da casa, era stata ampliata e potenziata per l'utilizzo generale interno alla società.

Nel 2003 Lehman era una delle dieci società verso cui venne avviata simultaneamente una transazione da parte della Securities and Exchange Commission (SEC), del Procuratore Generale dello Stato di New York e di diverse altre autorità di regolamentazione, riguardo alla indebita influenza esercitata in ciascuna società nei confronti degli analisti che si occupano dell'attività di ricerca da parte delle divisioni societarie di investment banking. Nello specifico, le autorità di regolamentazione presumevano che le società avessero impropriamente collegato i compensi degli analisti ai ricavi delle loro attività di investment banking e che avessere promesso ai propri clienti la fornitura di ricerche positive capaci di muovere il mercato, in cambio di opportunità di sottoscrizione. La transazione, nota come “global settlement”, stabilì sanzioni finanziarie per complessivi US$ 1,4 miliardi, di cui US$ 80 milioni in capo a Lehman, oltre a imporre riforme strutturali, tra cui la completa separazione tra l'attività di investment banking e quella di ricerca, il divieto di stabilire compensi agli analisti collegati - direttamente o indirettamente - ai ricavi dell'attività di investment banking, nonché l'obbligo di fornire ai propri clienti ricerche gratuite e indipendenti realizzate da terzi.

Nell'agosto 2007 la società ha chiuso la sua banca dedicata ai prestiti subprime, BNC Mortgage, eliminando 1.200 posti di lavoro in 23 sedi e registrando una perdita dopo le imposte di US$ 25 milioni e una riduzione di US$ 27 milioni del goodwill. Lehman ha dichiarato che le scadenti condizioni del mercato nel settore di mutui "hanno reso necessaria una sostanziale riduzione delle risorse e dell'impegno nell'area dei prestiti subprime".

Nel 2008 Lehman ha affrontato una perdita senza precedenti per la persistente crisi dei mutui subprime. Tale perdita era apparentemente la conseguenza del mantenimento di ampie posizioni nel settore dei mutui subprime e di altri titoli a basso rating relativi alla cartolarizzazione di tali mutui; non è chiaro se Lehman l'abbia fatto perché semplicemente non è riuscita a vendere i titoli a basso rating in portafoglio, oppure a causa della decisione consapevole di mantenere tali posizioni. In ogni caso, vaste perdite si sono accumulate per tutto il 2008 sui titoli garantiti da mutui a basso rating. Nel secondo trimestre, Lehman ha registrato perdite per US$ 2,8 miliardi ed è stata obbligata a liquidare US$ 6 miliardi di attività. Nel solo primo semestre del 2008, le azioni di Lehman hanno perso il 73% del loro valore, mentre il mercato del credito continuava a frenare. Nell'agosto 2008, Lehman ha annunciato l'intenzione di ridurre del 6% la propria forza lavoro (1.500 persone) entro la data di presentazione dei risultati del terzo trimestre, a settembre. Già a Luglio 2008 si prospettava l'insolvenza dell'istituto. Il 22 agosto 2008 le azioni Lehman hanno chiuso con un progresso del 5% (16% nell'arco della settimana) grazie alle notizie secondo le quali la Korea Development Bank (controllata dallo stato) stava prendendo in considerazione l'acquisizione della banca. La maggior parte di questi guadagni sono stati velocemente erosi non appena si è avuta notizia che la Korea Development Bank stava "fronteggiando difficoltà per soddisfare le autorità regolatrici e per attrarre partners nell'operazione". Tutto è culminato il 9 settembre, quando le azioni sono affondate del 44,95% a US$ 7,79, dopo la notizia che la società statale sudcoreana ha posto le trattative in stand-by.

L'erosione della fiducia degli investitori è proseguita quando le azioni Lehman hanno perso violentemente metà del loro valore spingendo l'indice S&P 500 giù del 3,4% il 9 settembre. Il Dow Jones ha perso 300 punti lo stesso giorno per la preoccupazione degli investitori riguardo la solidità della banca. Il governo degli Stati Uniti non ha annunciato alcun piano di intervento a soccorso di crisi finanziarie che dovessero riguardare Lehman.

Il 10 settembre 2008 Lehman ha annunciato una perdita di US$ 3,9 miliardi e l'intenzione di liquidare una quota di maggioranza nelle loro attività di investment management, inclusa Neuberger Berman. L'azione scivolò del 7% quel giorno. Lehman, dopo aver inizialmente respinto ogni domanda riguardo la vendita della società, annunciò di essere in cerca di un acquirente e il prezzo delle azioni cadde di un ulteriore 40% l'11 settembre 2008.

Il 13 settembre 2008 Timothy F. Geithner, presidente della Federal Reserve Bank di New York, ha convocato una riunione sul futuro di Lehman, inclusa la possibilità di una liquidazione d'emergenza delle sue attività. In tale sede Lehman riferì che erano in corso trattative con Bank of America e Barclays per la possibile vendita della società. Il 14 settembre 2008 sul The New York Times veniva pubblicato che Barclays aveva posto fine alla sua offerta per l'acquisto di tutta o parte di Lehman e che l'operazione per salvare la banca dalla liquidazione era naufragata. I leader delle più grandi banche di Wall Street hanno continuato ad incontrarsi durante il giorno per prevenire il rapido fallimento della banca. Bank of America's rumored involvement also appeared to end as federal regulators resisted its request for government involvement in Lehman's sale. Sempre il 14 settembre 2008 il The New York Times riportava che Lehman si sarebbe avvalsa della protezione da bancarotta per la società capogruppo, Lehman Brothers Holdings, mantenendo le sue controllate solventi durante le procedure di bancarotta. Un gruppo di società di Wall Street si è accordato per fornire capitali e assistenza finanziaria per le liquidazioni ordinarie della banca e la Federal Reserve, a sua volta, ha acconsentito allo scambio degli assets di qualita' piu' bassa con prestiti ed altri aiuti da parte del governo. La bancarotta di Lehman rappresenterebbe il più grande fallimento di una investment bank da quando Drexel Burnham Lambert crollò tra le accuse di frode 18 anni prima. La International Swaps and Derivatives Association (ISDA) ha offerto una sessione straordinaria per domenica, 14 settembre 2008 per permettere agli operatori di mercato di fronteggiare le posizioni in vari derivati sulla base della bancarotta di Lehman in quella giornata. Sebbene la richiesta di bancarotta sia stata fatta oltre quella scadenza, molti operatori stanno onorando i contratti chiusi nella sessione speciale.

A New York, il 15 settembre 2008, poco prima dell'una del mattino, Lehman Brothers Holdings ha annunciato l'intenzione di avvalersi della protezione in caso di bancarotta di cui al Chapter 11, sebbene le proprie controllate continueranno ad operare normalmente. La Borsa Australiana (Australian Securities Exchange - ASX) ha comunque sospeso la controllata australiana di Lehman dalla partecipazione al mercato, dopo che la stanza di compensazione aveva chiuso tutti i contratti con la società.

Le azioni Lehman Brothers sono crollate dell'80% nella fase di pre-apertura alla Borsa di New York. Il 15 settembre 2008 l'indice Dow Jones ha chiuso in ribasso di 500 punti, realizzando la più grande caduta da quella che era seguita agli attacchi dell'11 settembre 2001. Le condizioni della sala contrattazioni di Lehman quel giorno apparivano pessime: un terzo della forza vendita era assente e quelli che c'erano avevano portato i loro curricula vitae, insieme a pizza, birra e tequila.

Nel Regno Unito, la banca d'affari è entrata in amministrazione controllata con PricewaterhouseCoopers designata come amministratore. Il 16 settembre 2008 la succursale giapponese, Lehman Brothers Japan Inc., e la sua controllante hanno presentato alla Corte del Distretto di Tokyo la richiesta per avvalersi della legge sulla riorganizzazione pilotata in caso di crisi aziendale.

Il fallimento di Lehman è il più grande nella storia delle bancarotte mondiali. Lehman ha superato infatti il crac di WorldCom, il gruppo telefonico che finì in amministrazione controllata nel 2002. Lehman ha un debito pari a circa 613 miliardi di dollari. Ora i 26.000 dipendenti perderanno probabilmente il posto di lavoro. Lehman in Europa conta su 6 mila dipendenti. Nelle sedi italiane i dipendenti sarebbero complessivamente 140, di cui 120 operativi su Milano e i restanti 20 su Roma .

Col sostegno del Codacons e l'expertise di Vittorio Sgarbi, durante la manifestazione di protesta per i recenti crack bancari di fronte alla Consob di Roma, la pensionata Vincenza Cavalluzzi - che ha perso i risparmi del marito morto investiti su consiglio della banca di fiducia in obbligazioni della Lehman Brothers - mette all'asta le proprie feci attraverso il sito web del Codacons. Sono inscatolate, proprio come quelle che furono di Pietro Manzoni, con tanto di etichetta stampata Merda di fallita Lehman e la certificazione scritta di Vittorio Sgarbi che si tratta di un'opera d'arte del valore di 15.000 €.

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Pirelli & C. Real Estate

Pirelli & C. Real Estate, abbreviata Pirelli RE, è una società immobiliare del Gruppo Pirelli. che gestisce fondi e società proprietari di immobili nei quali investe tramite quote di minoranza ed ai quali fornisce, così come ad altri clienti, servizi immobiliari, sia direttamente che tramite una rete di agenzie in franchising.

I portafogli gestiti e partecipati hanno raggiunto a fine 2006 i 14,5 Mld di Euro.

Agli inizi degli anni novanta, il management di IACI (Iniziative Agricole Commerciali Italiane) e di Vitruvio, società immobiliare del Gruppo Pirelli, riuniscono le attività immobiliari in un’unica società che prende il nome di Milano Centrale. Negli anni successivi entrano in Milano Centrale anche le attività immobiliari del Progetto Bicocca, nel contempo la società sviluppa attività di trading immobiliare e di servizi.

Nel 1997 a seguito della joint-venture con Morgan Stanley diventa protagonista di importanti acquisizioni di società immobiliari e di servizi.

Nel 2001 la società cambia nome da Milano Centrale in Pirelli & C. Real Estate.

Nel giugno 2002 la società viene quotata alla borsa valori di Milano.

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Source : Wikipedia