Montepulciano

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Inviato da amalia 02/04/2009 @ 09:13

Tags : montepulciano, toscana, italia

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Montepulciano

Panorama di Montepulciano

Montepulciano è un comune di 13.883 abitanti della provincia di Siena, posto a 605 metri sul livello del mare, a cavallo tra la Val di Chiana e la Val d'Orcia.

Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C..

Ha notorietà anche per la ricchezza di ottimi vigneti da dove si ricava il vino Nobile di Montepulciano DOCG.

Montepulciano è un composto di Monte e Policiano, Polciano o Pulciano, dal nome latino di persona Publicius con l'aggiunta del suffisso -anus che indica appartenenza.

Montepulciano deriva da Purth (si pronuncia Purz) dal termine etrusco che significa: comandante, dittatore, generale, condottiero. Da questo termine deriva anche il nome Porsenna, che non era il vero nome del famoso lucumone di Chiusi, ma lo divenne per antonomasia. Da Purth dunque purthna (il luogo di Porsenna), e da purthna pulthna, pulitina, pulitiana.

Il centro abitato ha caratteristiche di borgo medievale a forma di S ed è racchiuso entro tre cerchia di mura, costruite tutte verso il XIV secolo. Di origine etrusca e fondata, secondo la leggenda da Porsenna, Lucumone di Chiusi; alcuni documenti e reperti rinvenuti in Fortezza, ne fanno risalire l'esistenza già al IV secolo-III secolo a.C.. In epoca romana fu sede di un esercito posto a difesa delle strade consolari. Fu evangelizzata da San Donato, Vescovo di Arezzo nel IV secolo d.C..

Nel luogo dell’attuale Chiesa della Madonna di San Biagio, esisteva la Sancta Mater Ecclesia in Castello Pulliciano, così in un documento del 715 d.C. in epoca longobarda conobbe il suo primo sviluppo; infatti in alcuni atti notarili dell’Archivio dell’Abbazia del SS. Salvatore sull’Amiata, si trovano documenti tra i quali uno dell’806 d.C. ed i testimoni, tutti di Montepulciano, erano preti, chierici, un medico e un orafo, segno di un elevato livello civile e culturale.

Nel XII secolo, la Repubblica di Siena volendo sottomettere Montepulciano, libera e ricca, dette inizio ad una serie di guerre, che i Poliziani affrontarono con l’aiuto di Perugia e di Orvieto, ma più assiduamente e con esiti alterni, con l’appoggio di Firenze.

All'inizio del XIII secolo la vitalità della città, promossa dall'intrapendenza della borghesia mercantile, manifatturiera e agricola, prese ad attirare le mire di Firenze e Siena.

Il 1300 fu segnato da forti contese per il potere tra le famiglie maggiori; una relativa stabilità si ebbe sotto la Famiglia Del Pecora che, divisi al loro interno nell’appoggiare Firenze, Siena o Perugia, divennero Signori di Valiano e tiranni di Montepulciano.

Nel 1390 Montepulciano si alleò stabilmente con Firenze, cui premeva disporre di un caposaldo strategico a Sud di Siena.

Dagli inizi del 1400 a metà del 1500, Montepulciano ebbe il proprio periodo aureo, scandito da stabilità politica, prestigio culturale, fioritura artistica.

Il XV secolo fu l’epoca dell’umanista Bartolomeo Aragazzi, segretario apostolico di Papa Martino V e del grandissimo poeta Angelo Poliziano. Un’eccezionale fervore edilizio contrassegnò il XVI secolo: architetti quali Antonio da Sangallo il Vecchio, Jacopo Barozzi detto Vignola, Baldassarre Peruzzi, Ippolito Scalza eressero sontuose dimore patrizie, splendide chiese e diversi punti del centro urbano furono abbelliti.

In questo periodo visse il Cardinale Marcello Cervini, che sedette sul soglio pontificio per soli 28 giorni con il nome di Papa Marcello II.

Nel 1511, i Poliziani, conclusa la definitiva pace con i Fiorentini, incisero sulla porta e sull’architrave della sala del consiglio la seguente iscrizione: "Recuperatio Libertatis, A.D. 1511".

Dal 1559, con la sottomissione di Siena al principato mediceo, Montepulciano perse parte della rilevanza strategica e politica passata, ma mantenne il prestigio. Si stabilirono a Montepulciano storiche famiglie poliziane dei Nobili, Tarugi, Contucci, Bellarmino, Ricci, Cervini, Benci, Cini, Cocconi e numerose altre, che dettero grandi uomini alla Chiesa, alle lettere, alle arti e alle armi: un sommo pontefice, numerosi Cardinali, molte decine di Vescovi, Prelati insigni in grande numero, ed una grande quantità di uomini che furono eccellenti in molte discipline. Uno dei suoi figli più affezionati, il Cardinale Giovanni Ricci, nel 1561, ottenne da Papa Pio IV, con il consenso del Granduca, che Montepulciano fosse decorata della sede episcopale e del titolo della città. Montepulciano ottenne così l'elevazione a sede episcopale e si eseguì la successiva demolizione dell’antica pieve per costruire l’imponente Cattedrale 1594 su progetto di Ippolito Scalza e secondo i principi della Controriforma, della quale uno dei padri emeriti fu il poliziano cardinale Roberto Bellarmino.

Alla morte del cardinale Giovanni Ricci, il Granduca Ferdinando lasciò i Capitanati di Montepulciano e Pietrasanta al libero governo della Granduchessa Cristina di Lorena che vi rimasero fino alla sua morte, avvenuta nel 1636. La Granduchessa dette molto impulso alla costruzione della nuova Cattedrale, dove il Vescovo Antonio Cervini, nel 1680 celebrò per primo il Pontificale e fu consacrata nel 1712 dal Vescovo Francesco Maria Arrighi, che nel 1714 consacrò la Chiesa del Gesù .

Nel 1700 il Vescovo Cervini consacrò anche la Chiesa di Sant’Agnese e nel 1714 il Vescovo Angelo Maria Vantini, consacrò la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Nel XVIII secolo fiorì l’Accademia degli Intrigati, che, insieme all’attività letteraria, edificò nel 1793 un teatro, negli stanzoni del quattrocentesco Monte di Pietà, come aveva già fatto in precedenza in Via Collazzi ed in Palazzo Comunale.

La lunga stagione lorense segnò per Montepulciano l'inizio di una diffusa ripresa economica e sociale. La bonifica della Val di Chiana favorì la ricolonizzazione agricola del fertile fondovalle; la conseguente riorganizzazione del sistema viario facilitò i contatti commerciali. Con l’Unità d'Italia, Montepulciano s’impose come principale mercato agricolo dell’area, mentre le attività imprenditoriali slittarono verso il fondovalle, attratte dalla ferrovia (presente fin dal 1884) e dalla maggior facilità di collegamento con l’emergente nodo ferroviario di Chiusi.

L'immagine più frequente, è quella di un paesaggio ingentilito da una sapiente opera dell'uomo che si armonizza con l'ambiente naturale. L'urbanizzazione rurale coesiste con centri urbani traboccanti di memorie storiche e mirabili opere d'arte, il tutto incastonato in un paesaggio agricolo, spesso altamente specializzato. Il pensiero corre spontaneo alle dolci colline coperte d'ulivi e vigneti, alla Valdichiana, recuperata nuovamente dalle grandi opere di risanamento dei granducali. In quest'area di Toscana sud orientale, si amalgamano boschi di pini silvestri, lecci e castagni, con piani tufacei coltivati, ondulazioni argillose, pianure un tempo paludose. Un territorio eterogeneo, a bassa densità di popolazione, rimasto quasi isolato dagli influssi delle aree circostanti. Nel tempo ha elaborato la sua propria caratteristica rurale, oggi tanto apprezzata dal turista di passaggio, come da quello che, desideroso di un luogo dove riposare, sceglie questo Comune e quelli limitrofi, come meta finale. Una rapida analisi di questa area che pur trovandosi a metà strada tra Firenze e Roma, conferma una debolezza socio-economica. Mancano spesso notizie dell'evoluzione demografica sin dai tempi preistorici, gli etruschi ed i romani in seguito, lasciarono ben poche tracce su questa terra.

A Montepulciano, a partire dal 30 giugno 1916 entrò in funzione la tratta ferroviaria Montepulciano-Fontago, a scartamento ridotto che collegava Montepulciano con Fontago (oggi Montepulciano Stazione).

La linea fu dismessa definitivamente il 16 settembre 1927 e sostituita dai trasporti su gomma.

La Stazione di Montepulciano si trovava nel Piazzale Lo Sterro, oggi sede della Caserma dei Vigili del Fuoco.

La viticoltura a Montepulciano risale all’epoca etrusca, ma il primo documento scritto è del 789. La produzione di vini eccellenti sul Mons Politianus fu costante nel Medioevo è già alla metà del 300 la città emanò norme per regolarne commercio ed esportazione.

Alla metà del 1500 il Rosso Scelto di Montepulciano (così era chiamato) deliziò Papa Paolo III e nel 1685 il medico, naturalista e poeta Francesco Redi, nel suo divertente ditirambo Bacco in Toscana, lo celebrò come “la manna di Montepulciano”, concludendo entusiasta "Montepulciano d’ogni vino è Re!".

Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG dal 1980 è oggi tutelato da un Consorzio che riunisce tutte le cantine. Può essere prodotto solo nelle aree collinari entro i confini comunali da uve di Prugnolo gentile (80%), Canaiolo Nero (15%) e Mammolo (5%).

Deve avere un minimo di 12,5° alcolici e invecchiare in grandi botti di rovere per 24 mesi (dopo 30 mesi in legno e 6 in bottiglia, può chiamarsi Riserva).

Il suo carattere deciso, dal bouquet complesso, intenso e persistente, si esalta in abbinamento con selvaggina, carni rosse alla brace, arrosti importanti, formaggi stagionati.

Il Rosso di Montepulciano ha lo stesso uvaggio del Vino Nobile ma ammette anche altri vitigni autorizzati in zona (max 20% purché quelli a bacca bianca non superino il 10% e si escludano quelli aromatici tranne la Malvasia del Chianti).

Raggiunge in media 12,5° alcolici: il passaggio in legno è facoltativo e la vendita inizia da marzo successivo la vendemmia.

Di un bel rosso rubino si presenta intensamente vinoso e con sentori di frutta a bacca rossa, ha sapore asciutto, persistente e lievemente tannico ed è vino da tutto pasto.

Il Vin Santo di Montepulciano, eccellente vino da dessert ed è prodotto con Malvasia Bianca, Puncinculo e Trebbiano Toscano ed eventuali altri vitigni a bacca bianca autorizzati in provincia.

Le uve sono scelte con cura, fatte appassire in locali idonei e pigiate fra il 1° dicembre e il 15 gennaio: i 17° alcolici e 3 anni di invecchiamento come minimo gli donano un bouquet intenso, con sentori di frutta secca (La Riserva invecchia 5 anni). Con Prugnolo gentile e altri vitigni si ottiene la prestigiosa varietà Occhio di Pernice, dal colore ambrato o topazio che raggiunge i 18°.

Il Bravio delle Botti (trae le sue origini nel XIV secolo) è la sfida che si disputa ogni anno a Montepulciano tra le 8 Contrade di Montepulciano (Cagnano, Collazzi, Gracciano, Le Coste, Poggiolo, San Donato, Talosa, Voltaia), l'ultima domenica di agosto in onore del santo patrono, San Giovanni Decollato.

Originariamente il Bravio, così come il più noto Palio di Siena, era corso con i cavalli. In seguito, verso la fine del XVII secolo, venne soppresso per motivi di ordine pubblico.

La parola Bravio deriva dal volgare Bravium e si riferisce al premio assegnato alla Contrada vincitrice, consistente in un panno dipinto recante l'immagine del patrono della Città.

La corsa si svolge lungo le vie principali della città: due uomini detti "spingitori" (solitamente atleti, in molti casi maratoneti) spingono una botte del peso di 80 kg. per il percorso, lungo circa 1700 metri. La partenza è presso la Colonna del Marzocco, mentre l'arrivo è situato in Piazza Grande, sul sagrato del Duomo di Montepulciano.

Nel 1993 si è svolto oltre al Bravio normale, un Bravio speciale, dedicato a Telethon.

La mattina della festa, le Contrade si riuniscono in Piazza Grande per assistere all'estrazione dell'ordine di partenza e di sfilata. Alla partenza infatti le botti sono sistemate su due file (parallele) di quattro . Seguono la Sbandierata e la Marchiatura a fuoco delle Botti.

Alle ore 12 si svolge la Santa Messa, durante la quale il Vescovo impartisce la benedizione alle Contrade, agli spingitori e alle botti.

Dopo il pranzo in Contrada, verso le 15.30 comincia il Corteo Storico lungo le vie cittadine: un insieme di colori con personaggi in costume d'epoca, tamburini e sbandieratori.

Alle 19 sono i rintocchi della campana della torre del Palazzo Comunale a dare il via alla corsa. Inizia la gara tra l'entusiasmo di tutti i Poliziani che incoraggiano gli spingitori della propria Contrada lungo le faticose salite della città. Dopo la verifica, da parte dei giudici di gara, della regolarità della corsa, viene consegnato il Bravìo alla Contrada che per prima è arrivata sul sagrato del Duomo.

Iniziano poi grandi festeggiamenti nella Contrada vincitrice. Dopo la cena i contradaioli vittoriosi portano in corteo, sia nel centro storico che nelle altre Contrade, il Bravio appena vinto.

Bruscello deriva dal latino arboscello, broscello, bruscello.

Il Bruscello Poliziano si ripete ogni anno, a partire dal 1939 nel mese di agosto, sul Sagrato della Cattedrale, in Piazza Grande.

Il Bruscello, è una forma di teatro popolare e contadino, tipicamente toscano, recitato e cantato da attori non professionisti ed è una rappresentazione a volte epico-drammatica, a volte farsesca di episodi della vita di tutti i giorni, creati da immaginazioni popolari o da fatti realmente accaduti; della storia o della letteratura.

Il tema, che mescola canto e recita, varia di anno in anno, soggetti, testi e sceneggiatura si devono tutti alla creativa spontaneità dei bruscellanti, una compagnia che pratica questo genere per amor di tradizione e diletto.

Il Cantiere Internazionale d'Arte propone numerose manifestazioni culturali. Il cantiere è nato dalla collaborazione gratuita di grandi artisti che producono spettacoli con la partecipazione di numerosi abitanti.

Alla sua realizzazione si è aggiunta la responsabilità di continuare la lunga tradizione dell'Istituto di Musica, ora ramo didattico della Fondazione, nell'insegnamento degli strumenti musicali e del canto fino a proporre risultati individuali e collettivi di notevole impatto sullo sviluppo e sul progresso della cultura locale.

Il logo della Fondazione riproduce il profilo di Piazza Grande.

A Nottola, una piccola frazione a 5 km da Montepulciano sono presenti dal 2000-2001 gli Ospedali riuniti della Valdichiana, un "monoblocco ospedaliero" gestito dal Servizio sanitario della Toscana (USL 7 di Siena), nato dalla chiusura di sei ospedali più piccoli nei comuni di Chiusi, Torrita di Siena, Sinalunga, Chianciano Terme, Sarteano e Montepulciano.

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Montepulciano d'Abruzzo rosso

Montepulciano d'Abruzzo rosso

Il Montepulciano d'Abruzzo rosso è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo.

L'uva Montepulciano è presente in Abruzzo da tempo immemore, ma solamente dal XVII secolo si inizia a chiamare quest'uva con il nome attuale.

L'origine dell'uva sembra essere comune alle altre tipologie a bacca nera del meridione, tutte chiaramente derivanti dalla Grecia. Nei secoli rimarrà l'apprezzamento che ne ebbe il condottiero cartaginese Annibale, che tenne sotto scacco Roma per molti anni, rinvigorendo uomini e cavalli con il vino prodotto nel territorio degli Aprutzi. Da più di due secoli va avanti la disputa sulla paternita del nome "montepulciano", conteso tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano (SI). La confusione fu dovuta alla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche, e la capacità di produrre vini simili, anche se il montepulciano primutico (primaticcio o anche precoce) risultò essere il prugnolo gentile, clone del sangiovese grosso, quando invece l'uva degli Abruzzi era tardiva rispetto a quella toscana, dava vini decisamente più strutturati, longevi e carichi di profumi e colore. La confusione venne a crearsi nella Baronia di Carapelle, tenuta de'Medici in Abruzzo, areale nel quale vennero importate le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo. Il punto di partenza del Montepulciano attualmente coltivato in Abruzzo, dopo l'avvento della fillossera (Daktulosphaira vitifoliae), fu la zona di Torre de' Passeri, nell'apertura della Valle Peligna verso l'Adriatico.Si ha notizia di produzione e commercializzazione di "vino Montepulciano" fin dal 1821 nella vallata del Pescara (presumibilmente nella zona di Tocco da Casauria - Bolognano dove risiedeva la famiglia Guelfi). Tale affermazione è documentata da un rarissimo documento manoscritto di proprietà dell'arch. Tommaso Camplone di Pescara. Da diversi archivi risulta anche che alcuni cloni scampati alla devastazione della fine dell'800, vennero reperiti nella Marsica, su suoli nei quali la fillossera non riesce a diffondersi, situati probabilmente a Gioia dei Marsi, Aielli o San Pelino-Paterno. Attualmente le nuove tecniche viticole ed enologiche consentono di coltivare il Montepulciano ovunque, ma l'areale ottimale nel quale sembra acclimatarsi in maniera ideale è la Valle Peligna, tanto che ne cantò anche il poeta latino Ovidio "terra ferax Ceresis multoque feracor uvis" terra fertile cara a Cerere(dea del grano) e molto più fertile per l'uva". Dalla vendemmia 2003 alla sottozona "Colline Teramane" è stata concessa la DOCG. Con opportune modifiche al disciplinare di produzione nel 2005, ad altre aree, è stata concessa anche la menzione "Riserva"; alcune IGT sono passate a sottozone DOC, e probabilmente a breve verranno richieste altre DOCG per determinate sottozone.

Il Montepulciano giovane sopporta grigliate di carne suina e ovina. I vini più vecchi sono comunque preferibili con carni rosse, pezzature nobili di bovino o ovino. Ottimo il confronto con formaggi pecorini a stagionatura crescente di pari passo con l'invecchiamenteo del vino.

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Lago di Montepulciano

Il Lago di Montepulciano è un bacino lacustre della Val di Chiana senese, situato a valle rispetto all'omonima località, pochi chilometri a nord-ovest rispetto al Lago di Chiusi.

Il lago è formato dal Canale Maestro della Chiana che risulta esserne sia l'immissario che l'emissario; la sponda sud-orientale del Lago di Montepulciano segna il confine tra la Toscana e l'Umbria; a circa 15 km ad est del bacino lacustre, in territorio umbro, si trova il Lago Trasimeno.

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Source : Wikipedia