Montagna

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Inviato da david 06/04/2009 @ 00:07

Tags : montagna, trentino-alto adige, italia, tempo libero

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Montagna

Una catena montuosa

Una montagna è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un'area limitata. La sua altezza deve essere di almeno 600 metri ed il suo aspetto deve essere almeno parzialmente impervio.

In senso analogico si parla di montagna anche riferendosi ai rilievi che si incontrano sugli altri pianeti o sui loro satelliti.

La montagna è formata da un agglomerato di terra e roccia che si alza dalla superficie della Terra; essa può raggiungere anche quote molto elevate. Normalmente i monti sono uno vicino all'altro in modo da formare una catena montuosa. Non è facile vivere in zone montuose perché il clima, d'inverno, è molto freddo ed è facile trovare neve e ghiaccio. Durante l'estate i ghiacciai tendono a sciogliersi e ad erodere le rocce su cui poggiano. Gli animali tipici delle zone sono gli stambecchi, le marmotte e i camosci. La vegetazione è formata da genziane, larici, stelle alpine ed abeti.

I requisiti indicati (altezza di almeno 600 m ed aspetto almeno in parte inpervio) devono essere soddisfatti contemporaneamente. Infatti un'area della superficie terrestre posta al di sopra dei 600 m s.l.m., ma priva di asperità del terreno, viene definita altopiano e un rilievo che non raggiunge i 600 m di altezza può essere definito collina.

Un insieme di montagne vicine e collegate tra di loro prendono il nome di massiccio montuoso, di gruppo montuoso o di catena montuosa.

Non sempre però i nomi in uso corrispondono alle definizioni. Talvolta viene chiamato monte un rilievo la cui massima quota è inferiore ai 600 m, soprattutto se ripido e particolarmente sporgente dal territorio circostante: ne è un esempio il Monte Conero, promontorio nei pressi di Ancona. Altre volte si definiscono come colline dei rilievi superiori ai 600 m s.l.m., ma non particolarmente impervi, né visibilmente sporgenti dal terreno: ne sono un esempio le Langhe.

In relazione alla tradizionale tripartizione del territorio (montagna, collina e pianura), con il termine montagna si indica la parte di territorio posta al di sopra dei 600 m s.l.m., indipendentemente dall'estensione dell'area e dalla presenza di rilievi anche solo parzialmente impervi.

Infine si è soliti distinguere in bassa montagna ed alta montagna, indicando generalmente come quota di suddivisione i 1.500 m s.l.m.

Una montagna viene usualmente prodotta dal movimento delle placche litosferiche, sia per movimento orogenetico che per movimento epirogenetico. Le forze compressive, il sollevamento isostatico e l'intrusione di materiale igneo, forzano le rocce superficiali verso l'alto, creando una massa più elevata che nel territorio circostante. A seconda dell'altezza si ottiene una collina o, se più alta e ripida, una montagna. L'altezza assoluta di montagne e colline varia a seconda della topografia dell'area.

Le montagne più alte tendono a presentarsi in lunghi archi lineari, indicando attività e confini delle placche tettoniche. La creazione delle montagne tende ad avvenire in periodi di tempo definiti, detti orogenie. Due tipi di montagne vengono formati a seconda di come le rocce reagiscono alle forze tettoniche - per sollevamento o per ripiegamento.

Alcune montagne isolate vengono prodotte da vulcani, comprese alcune isole, apparentemente piccole, che raggiungono una notevole altezza rispetto al fondale oceanico (vedi Seamount).

Le montagne vengono create per sollevamento quando larghe zone vengono rotte da faglie che creano grandi dislocamenti verticali. I blocchi sollevati costituiscono le montagne. I blocchi che cadono da queste possono essere piccoli o formare estesi sistemi di fosse tettoniche. Questo tipo di paesaggio si può vedere in Africa orientale, sui Vosgi, nella valle del Reno e nella zona del Basin and Range nel Nord America occidentale.

Quando la roccia non si sfaglia si ripiega, simmetricamente o assimmetricamente. Le pieghe possono essere antiformi o sinformi. Nel ripiegamento asimmetrico possono esserci pieghe giacenti o rovesciate. Le montagne del Giura sono un esempio di ripiegamento. Con il passare del tempo, l'erosione può portare a un'inversione del rilievo, le rocce leggere, spinte più in alto vengono trascinate via e l'antiforma diventa più bassa della sinforma, che è composta da rocce più dure.

L'altezza di una montagna viene definita come la distanza verticale dalla vetta della stessa e fino a raggiungere il livello medio del mare. La più alta montagna della Terra è il Monte Everest, di 8.850 m s.l.m. secondo la misurazione fatta da satellite nel 2002; si trova nella più importante catena montuosa del pianeta, l'Himalaya che separa India, Nepal e Bhutan dalla Cina.

In alternativa alla definizione data si potrebbero utilizzare altre definizioni: partendo dal centro della terra oppure dalla base della montagna stessa. Infatti per via del rigonfiamento equatoriale le montagne che si trovano più vicine all'equatore hanno una maggior distanza dal centro della terra. Inoltre una montagna può ergersi da un fondale oceanico posto sotto il livello del mare.

In questo modo il Monte Chimborazo, in Ecuador, è 2.150 m più lontano dell'Everest rispetto al centro della Terra ma con 6.272 m non è nemmeno il picco più alto delle Ande. La montagna più alta delle Ande è infatti l'Aconcagua, con 6.962 metri, la cui vetta (secondo altre fonti) è anche il punto più lontano dal centro della Terra.

Inoltre il Mauna Loa risulta più alto dell'Everest se lo si misura a partire dalla sua base sul fondale oceanico ma non se si misura la sua vetta a partire dal livello del mare.

Infine parlando delle montagne extraterrestri la più alta montagna del sistema solare è il Monte Olimpo, che si trova su Marte, con circa 24.000 metri di altezza.

Per evidenziare l'importanza di una montagna viene anche introdotto il concetto di prominenza topografica. Questa definizione va a dire quanto una montagna sia isolata oppure quanto prevalga su quelle che ha nei suoi dintorni.

Alcune montagne sono molto difficili da scalare, e offrono viste spettacolari. Per questo alcune persone apprezzano l'attività dell'alpinismo. Le montagne sono anche il luogo dove si praticano alcuni sport invernali e meta di vacanze definite settimana bianca.

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Passo di montagna

Il Passo del Gran San Bernardo, ancora innevato a giugno, è stato per lungo tempo uno dei principali di passaggio delle Alpi.

Un Passo di montagna è un collegamento tra due località o valli attraverso una catena montuosa. Il collegamento può essere costituito da strada, da sentiero e, infine, da ferrovia.

Il Passo, propriamente detto, è il luogo di maggior altitudine che occorre raggiungere per poter scendere nel versante opposto. I passi di montagna si caratterizzano per aver un tracciato molto sinuoso con pendenze molto accentuate.

Poiché molte catene montuose nel mondo hanno sempre costituito delle formidabili barriere per il viaggiatore, i passi sono divenuti importanti sin dai tempi più antichi e hanno giocato un ruolo essenziale per il commercio, per la guerra e per le migrazioni.

In Topografia, un passo ha la forma generale di una sella di cavallo tra due montagne (l’altezza come funzione tra due coordinate di posizione è matematicamente il punto sella). I passi si trovano spesso proprio sopra la sorgente di un fiume, costituendo una sorta di ponte sopra le acque superiori di un fiume. I passi possono essere molto corti, consistendo in ripidi cammini verso la cima del passo, o possono essere vallate di molti chilometri il cui punto più alto può essere definito solo grazie alle indicazioni.

Le strade sono state per molto tempo costruite sopra a dei passi, e più di recente anche le linee ferroviarie. Alcuni passi ad alta altitudine possono avere dei tunnel sotto di essi per permettere lo scorrimento del traffico.

La cima del passo è di frequente l’unico terreno piatto dell’area, un alto punto di vista così che è spesso un sito preferito per le costruzioni. Per i paesi i cui confini sono costituiti da catene montuose, il passo è di solito parte del confine stesso e le attività in sito prevedono spesso dei controlli di confine o una stazione doganale e spesso anche una postazione militare. Per i passi con strade, è di solito d’uso avere dei segnali stradali con il nome del passo e la sua altitudine sopra il livello del mare.

Ci sono migliaia di passi famosi al mondo, come il Passo del Gran San Bernardo (2.473 m) nelle Alpi, il Passo Khyber (1.027 m) tra l’Afghanistan ed il Pakistan, e il Khardung La (5.359 m) in Kashmir, India. Il passo accessibile alle auto più alto del mondo è il poco conosciuto Semo La (5.565 m) nel Tibet.

Nel mondo del ciclismo i passi di montagna sono particolarmente importanti perché i ciclisti devono affrontare pendenze rilevanti e percorrerle nel minor tempo possibile. In prossimità dei passi montani viene posto il Gran Premio della Montagna che per i ciclisti del giro d'Italia corrisponde alla maglia verde. La lunghezze e la pendenza del passo determinano la difficoltà dello stesso per i corridori.

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Montagna pistoiese

Magazzino di stoccaggio del ghiaccio restaurato della Madonnina (Le Piastre), parte dell'Ecomuseo della Montagna pistoiese

La Montagna pistoiese è il territorio che comprende i comuni classificati come "montani" di, Abetone, Cutigliano, Marliana, Piteglio, Sambuca Pistoiese e San Marcello Pistoiese interamente montani, Pescia, Montale e Pistoia parzialmente montani. Questo territorio complessivamente si estende per 53.767 ettari, il 56% c.a. della superficie della Provincia di Pistoia (96.489 ettari) e con un numero di 28.059 abitanti, l'11% c.a. dell’intera popolazione provinciale (264.622 ab.). È presente la stazione ferroviaria in località Pracchia e San Mommè.

La Montagna pistoiese occupa un'estesa area a nord e nord-ovest di Pistoia, sulla dorsale sud dell'Appennino Tosco-Emiliano. Confina a Nord Ovest con la provincia di Modena ed a nord con quella di Bologna. La vette più alte risultano essere il Corno alle scale (1.945 m s.l.m.) e l'Alpe tre potenze che segnano rispettivamente il confine tra la provincia di Pistoia, la provincia di Bologna e la provincia di Modena il primo e provincia di Pistoia, provincia di Modena e provincia di Lucca il secondo. La parte nord è segnata dal crinale dell'Appennino, oltre il quale c'è l'Emilia-Romagna. A ridosso del crinale sono presenti il Lago Nero, il Lago Piatto ed il Lago Scaffaiolo, tutti di origine glaciale.

La Montagna pistoiese è attraversata dal fiume Reno, dalla Lima, l'Orsigna ed il Sestaione.

Il territorio presenta ampie zone forestali, cedue e di Conifere, nonché Selve di castagni domestici e sopra circa 1500 m s.l.m. pascoli e mirtillaie.

La montagna pistoiese è situata in una delle zone più fredde dell'Appennino settentrionale e probabilmente la più fredda della Toscana, quindi un clima continentale con marcati influssi montani.

L'inverno dura da novembre a marzo ed è freddo e nevoso a quote superiori ai 500-600 metri. La temperatura media nel mese più freddo è di circa 0°, mentre si porta intorno a -5 °C al Passo dell'Abetone (qui non sono rari i picchi al di sotto dei -15°/-20°). I mesi più freddi sono caratterizzate da frequenti gelate e minime abbondantemente sotto lo zero; talvolta la temperatura non sale oltre 0° per tutte le 24 ore. Al contrario, l'estate è abbastanza calda nelle ore diurne (massime anche intorno ai 30°), ma le notti sono piuttosto fresche (10-15°).

Le precipitazioni sono molto elevate, raggiungendo e superando localmente i 2000 mm annui; si mantengono comunque sempre al di sopra di 1300 mm e in inverno sono frequenti e abbondanti le nevicate che investono la montagna, generalmente tra la fine novembre e la metà di marzo, ma eccezionalmente anche tra la fine di ottobre ed aprile; la caduta media di neve annuale supera il metro intorno tra i 700 e gli 800 metri e si porta intorno ai 2 metri nei dintorni del valico dell'abetone.

La zona presenta un paesaggio montano, caratterizzato da boschi a bassofusto ed estese foreste di altofusto (10.000 ettari), quali la F. del Teso, F. dell'Orsigna, F. dell'Abetone e la F. di Acquerino-Collina, prevalentemente di faggio e carpino, cerro, castagno ed abete. Queste foreste sono ricche di acque potabili e di prodotti del sottobosco, quali mirtilli e funghi porcini. Tali Foreste costituiscono la testimonianza "storica" delle antiche "Foreste di Boscolungo", già Possessioni reali del Granducali di Toscana e sono caratterizzate dall'elevata qualità ambientale e dall'imponenza raggiunta dalla crescita delle specie vegetali sopra citate. La Montagna pistoiese complessivamente presenta una varietà di microambienti e di gradienti altitudinali, che indirettamente determinano microclimi favorevoli all'insediamento di molte specie vegetali, apportando un notevole contributo alla biodiversità della Toscana settentrionale..

La flora di questa zona ha richiamato più volte nella storia, l'attenzione di naturalisti e botanici. I primi studi sistematici su questo territorio risalgono ai secoli XVIII e XIX, in particolare nel 1773 dall'abate-botanico Fulgenzio Vitman, seguiti da quelli di Teodoro Caruel, (1860) e di Giuseppe Tigri (1868).

La fauna sul territorio è piuttosto variegata e comprende diverse specie, tra cui il Gheppio, la Poiana, l'Averla Maggiore, il Tordo Bottaccio, la Ghiandaia,e l'Aquila Reale fra gli uccelli; la Marmotta, il Capriolo, il Daino, il Cervo, la Volpe, il cinghiale, ]la Faina, la Martora, la Puzzola, la Donnola numerosi pipistrelli e il Lupo fra i mammiferi; il Tritone fra gli anfibi, solo per citarne alcune.

Il passato della Montagna pistoiese è caratterizzato dalla forte integrazione col territorio dei suoi abitanti, che hanno trovato fonte di sostentamento per secoli, sfruttando il freddo per la produzione del ghiaccio nelle ghiacciaie, l' energia idraulica per la lavorazione del ferro nelle ferriere, il legname presente in abbondanza, per la produzione del carbone di legna nelle carbonaie, oltre allo sfruttamento dei prodotti del sottobosco, lavorazione della pietra, agricoltura, pascolo, allevamento ovino, bovino e suino. Da sempre importante alimento di sussistenza, è stata la castagna, con la derivata farina di castagne, da qui l'appellativo di civiltà del castagno. Non era una vita spesso facile come documentano anche i canti della tradizione locale.

La Montagna pistoiese è posta sulla dorsale sud dell'Appennino Tosco-Emiliano, un confine naturale tra il nord della penisola italica ed il centro. Prima dell'avvento dei romani, generalmente a nord erano situati stanziamenti celtici, come ad esempio i Boi ed a sud gli Etruschi. Pur non avendo avuto insediamenti rilevanti di queste civiltà, fu certamente terra di scambi, di guerre e di non facile passaggio. Divenne provincia romana e dalla caduta dell' impero, passò in mano alla dominazione degli Ostrogoti e successivamente dei Longobardi. Successivamente con la suddivisione dell'Italia, questo territorio entrò a far parte del Granducato di Toscana, trovandosi come terra di confine fra quest'ultimo, il Ducato di Modena, il Ducato di Lucca e lo Stato della Chiesa.

Durate la seconda guerra mondiale, la Montagna pistoiese fu un punto cruciale, come passante della Linea Gotica, del movimento di Resistenza italiana. Sulle sue montagne agivano diverse brigate partigiane, fra cui quelle di Manrico Ducceschi, capo della XI Zona Patrioti, e di Silvano Fedi, che era alla guida delle Squadre franche della partigianeria pistoiese.

Nel corso della sua storia la Montagna pistoiese ha visto da parte dei suoi abitanti notevoli flussi migratori stagionali e non. La manodopera da questi abitanti era richiesta, in quanto ottimi carbonai, boscaioli e scalpellini. Da ricordare le migrazioni stagionali dei carbonari pistoiesi, di cui le più importanti avvennero verso Maremma, Corsica e Sardegna. Importante fu il fenomeno della transumanza sempre verso la Maremma. Vere e proprie migrazioni avvennero a cavallo di '800 e '900, principalmente verso Canada, Stati Uniti, Svizzera e Germania. Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi si e' assistito a un progressivo spopolamento dovuto al concentrarsi del lavoro nei centri urbani più grandi, come Pistoia, Prato e Firenze.

Campo Tizzoro era la sede centrale della maggiore fabbrica della Montagna pistoiese. Questo paese fu costruito a partire del 1910, per ospitare gli operai che vi lavoravano. La SMI (Società Metallurgica Italiana) fu fondata nel 1886. Nel 1899 il complesso industriale di Limestre, che ospitava le officine per la lavorazione del rame della Ferdinando Turri & C., venne acquistato dalla stessa S.M.I. (insieme a quello di Mammiano). Questa fabbrica che arrivò a dare lavoro a 2000 persone, è stata di notevole importanza strategica nelle due guerre mondiali, poiché produceva munizioni. Fu anche una delle maggiori industrie italiane, per quanto riguarda il settore della lavorazione dei laminati in bronzo, ottone ed Alluminio. Nel 1932 presso questa fabbrica per la prima volta in Italia, fu realizzata la colata semicontinua. Dopo la seconda guerra mondiale la S.M.I. ha continuato ad essere fino agli anni '80, il cuore dell'economia della Montagna pistoiese. In seguito, ha visto un progressivo declino, fino alla sua definitiva chiusura avvenuta nel 2006. Oggi gli impianti di Campo Tizzoro sono stati ristrutturati e messi in vendita per il rilancio dell'economia locale e quelli di Limestre adibiti ad ospitare il Dynamo Camp, un imponente struttura, prima in Italia, appositamente creata per bambini affetti da patologie gravi o croniche in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione.

È in atto un lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale da circa 20 anni, ad opera della varie amministrazioni locali. In particolare l'Ecomuseo della Montagna pistoiese e le foreste pistoiesi rappresentano il fulcro di questo patrimonio. Inoltre vi sono sparsi sul territorio vari siti di rilevanza storica.

Molti altri borghi medievali, come Cutigliano, San Marcello, Sambuca, Serra Pistoiese, Piteglio e Popiglio, o amene località in cui stare a contatto con le bellezze naturali, come l'Abetone, Maresca, Bardalone, Pontepetri e Lizzano.

L'Ecomuseo della Montagna pistoiese nasce nel 1990 col preciso intento di coordinare la gestione dei principali patrimoni culturali del territorio. Esso ha come sede centrale lo storico Palazzo Achilli di Gavinana ed è integrato nei comuni di Abetone, Cutigliano, Pistoia, Piteglio, Sambuca Pistoiese e San Marcello Pistoiese.

Questo ecomuseo risulta essere il primo esperimento di un sistema museale territoriale, preso ad esempio per le sue idee innovative da molte altre realtà italiane.

L'ecomuseo è composto da "sei itinerari all'aperto" (Comparto produttivo del ghiaccio della Madonnina a Le Piastre, il Mulino di Giamba e la Via del Carbone ad Orsigna, l'Orto Botanico Forestale dell'Abetone, l'Insediamento Altomedievale, nella Riserva Biogenetica dell’Acquerino e la Via Francesca della Sambuca) o in musei (Ferriera Sabatini a Pracchia e polo didattico del ferro di Pontepetri, il museo diocesano d'arte sacra a Popiglio, il Museo della Gente dell'appennino pistoiese a Rivoreta, il Centro naturalistico archeologico dell'Appennino pistoiese a Campo Tizzoro ed il Polo didattico della Pietra a Sambuca Pistoiese).

Una delibera della Regione Toscana del 2001, accorpa i complessi forestali dell'Abetone, Melo-Lizzano-Spignana, Maresca-Orsigna ed Acquerino-Collina, in un unico complesso denominato Foreste Pistoiesi.

Le Foreste pistoiesi hanno un'estensione di circa 10.000 ettari e sono situate nella fascia montana sottostante la dorsale appenninica che va dai 900 ai 1700 m s.l.m. circa. Queste sono particolarmente interessanti per le varietà di flora e di fauna, che accomuna i tratti tipici appenninici con qualche tratto alpino. Recente è la reintroduzione del Lupo europeo, ormai quasi estinto in questi territori, che sembra aver ritrovato la sua nicchia ecologica, grazie anche alla notevole quantità di ungulati ed il minor accanimento venatorio.

Queste foreste sono gran parte del patrimonio della Montagna pistoiese, sia perché in gran parte occupata da esse, sia perché da sempre fonte di sostentamento per le popolazioni locali.

Le foreste pistoiesi sono attraversate da sentieri segnati GEA e CAI e ospitano il rifugio alpino del Montanaro e di Porta Franca. Inoltre è molto frequente attraversandole, trovare i resti delle carbonaie, nelle varie piazze da carbone, che sono disseminate nei boschi di tutto il territorio, collegate da una fitta rete di sentieri (stradelli) non segnati, evidente testimonianza dello sfruttamento in passato del legname di queste foreste.

L'Osservatorio astronomico di Pian dei Termini è situato a 950 m s.l.m. a 5 km dal paese di Gavinana. Questo osservatorio è gestito dal Gruppo astrofili Montagna pistoiese. Esso è dotato di due cupole di osservazione con due telescopi newtoniani, rispettivamente di 40 e 60 cm di diametro. L'osservatorio è utilizzato a fini di ricerca e studio dalle università toscane. Grazie alla quasi totale assenza di inquinamento luminoso questo osservatorio si presta molto bene all'osservazione del cielo stellato.

All'interno della struttura è presente anche un laboratorio multimediale a fini didattici.

Si distingue il canto tradizionale vero e proprio, che solitamente è tramandato oralmente, talvolta improvvisato, ma comunque tipico e appartenente ad un determinato contesto storico, politico e sociale, dalla raccolta dei canti stessi e la successiva reinterpretazione, al di fuori di quel contesto specifico. La Montagna pistoiese ha un'antica tradizione di canti. Il primo a raccoglierli fu Niccolò Tommaseo (1832), dalla sola persona di Beatrice Bugelli. Giuseppe Tigri, raccolse e pubblicò nel 1856, 1860 e 1869, canti di questo territorio. Filippo Rossi-Cassiglioli, medico pistoiese, raccolse e pubblicò 26 libretti di maggi. Francesca Alexander pubblicò due volumi di canti nel 1885 e nel 1887, raccolti nella zona dell'Abetone. Il primo ad utilizzare un metodo d'indagine sistematico, per rigore filologico e documentario, fu Michele Barbi, di Taviano (Sambuca Pistoiese). Il lavoro del Barbi, complessivamente inedito è depositato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ricerche su questo territorio furono compiute negli anni '70 anche da Caterina Bueno. Complessivamente questi ricercatori esaltano la purezza, semplicità ed estetica di questa poesia.

Nel 1980 fu ripristinato il Cantar Maggio, come uso e costume sulla Montagna pistoiese e autori come Maurizio Geri e Riccardo Tesi, hanno lavorato sui questi canti della tradizione. Dal lavoro di Gargini in poi infatti, i Canti del Maggio si fanno nel tempo i più rappresentativi della Montagna pistoiese, in quanto più cantati. Questi canti rappresentano un'allegoria alla vita ed alla rinascita, che va oltre la stretta annunciazione della primavera.

Grazie principalmente al Collettivo Folcloristico Montano, nel 2003, prende vita il Festival del Maggio Itinerante, un festival che parafrasando il calendimaggio, in tutto il mese di Maggio porta gli stessi Canti del Maggio e gli altri canti della tradizione, davanti alle case e per le vie di molti paesi, riscuotendo sempre più successo e diventando fucina per l'apprendimento di canti e stili metrici per molti musicisti, anche non pistoiesi, nonché elemento unificatore e fonte d'identità della Montagna pistoiese stessa.

Sulla scia di questa tradizione nascono anche due festival musicali. Il primo, Sentieri acustici, diretto da Riccardo Tesi, prende come palcoscenico la world music, quindi un contesto internazionale, il secondo, il Montagna Folk Festival diretto da Maurizio Geri, sceglie il panorama della musica popolare e sue contaminazioni, della penisola italiana.

Lo sci in discesa è sicuramente lo sport più importante su questo territorio. Prima della seconda guerra mondiale, da questa zona provenivano diciotto dei 22 azzurri dello sci, a quel tempo allenati dal campione austriaco Leo Gasperl. Tra questi 18, vale la pena di ricordare Celina Seghi, Vittorio Chierroni e Zeno Colò, che nel periodo dal 1946 al 1955 dominarono per l'Italia il panorama internazionale dello sci, facendo guadagnare all'Abetone l'appellativo di Nido dei falchi. Gli impianti sciistici dell'Abetone, sono i più estesi dell'Appennino Tosco-Emiliano, per lunghezza totale delle piste e collegati a quelli vicini di Valdiluce, sono certamente i più grandi impianti sciistici di tutto l'Appennino. In questo paese si tiene il Pinocchio sugli sci una gara internazionale di Slalom speciale, che giunge nel 2008 alla venticinquesima edizione.

Sulla Montagna pistoiese, si tengono tutti anni competizioni automobilistiche, in particolare il Rally degli Abeti, il Rally città di Pistoia, valevoli per la coppa Italia quinta zona e la cronoscalata Limabetone, valevole per il Campionato Italiano Velocità Montagna. Da Bardalone proviene il pluricampione europeo ed italiano di corse in salita su prototipo e da Maresca il campione di rally Stefano Bizzarri.

La pesca sportiva è uno sport molto praticato, sia in torrente, che in laghi artificiali, grazie alla ricchezza di acque del territorio. Sono ben 7 i laghi artificiali attrezzati per questo sport, nelle località di Piazza, Le Piastre, La Lima, Passo della Collina ed Ospedaletto e sul territorio sono presenti tre associazioni di pesca. Nella torrente Lima, si svolgono spesso i campionati regionali ed italiani di pesca alla trota.

Infine il trekking è molto praticato, grazie agli innumerevoli sentieri segnati, i rifugi montani ed i bivacchi della, gestiti dal CAI ed altre associazioni di tutela e promozione dell'escursionismo in montagna, nazionali e non, come la GEA o l'APT (Appennino Pistoiese Trekking). Infatti il crinale che sovrasta tutta la Montagna pistoiese è un percorso molto ambito nell'ambiente, in quanto segna il confine tra centro e nord Italia ed è attraversato dal Sentiero Italia.

Inoltre sono presenti sul territorio pressoché in tutti i paesi, sagre della Castagna nel periodo autunnale e del neccio, come commemorazione di un passato nel quale la castagna era vitale e come vere e proprie sagre gastronomiche con prodotti tipici.

Prodotti gastronomici tipici della Montagna pistoiese sono, i necci, il castagnaccio, le frugiate (o caldarroste), molti piatti legati al fungo porcino, come la polenta le tagliatelle, o i funghi trifolati o arrosto, ad accompagnare una tagliata di manzo locale, l' Arista di maiale sott’olio, il pecorino a latte crudo della Montagna pistoiese, il formaggio Raviggiolo di pecora pistoiese, i Ravioli, i maccheroni, il berlingozzo, i cenci, sciroppi e confetture di mirtillo, mora, lampone, prugnolo, rosa canina e sambuco.

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Paolo Montagna

Paolo Montagna (Città di San Marino, 28 maggio 1976) è un calciatore sammarinese, attaccante.

È uno dei principali artefici delle storiche annate 1999 e 2000 dove la Cosmos riuscì a vincere tutti i trofei della piccola Republica, partendo dalla Coppa Titano passando poi per il Trofeo Federale e concludendo in con la conquista dello scudetto. Questi sono gli ultimi trofei ottentui dai giallo-verdi nella loro storia.

Egli è considerato la bandiera della Cosmos anche se in passato ha militato nella Juvenes/Dogana.

Ha fatto parte della Nazionale di calcio di San Marino e, con le sue 40 presenze, risulta essere uno dei giocatori sammarinesi più importanti di tutti i tempi.

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Source : Wikipedia