Mondadori

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Inviato da maria 12/03/2009 @ 02:08

Tags : mondadori, editoria, economia

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Arnoldo Mondadori Editore

La sede della Mondadori

La Arnoldo Mondadori Editore, meglio nota come Mondadori, è una casa editrice italiana.

Venne fondata nel 1907 a Ostiglia da Arnoldo Mondadori. Iniziò l'attività pubblicando il periodico Luce! Nel 1911 pubblicò il primo libro e iniziò la prima collana, La lampada. Divenne una società per azioni nel 1912. Durante la prima guerra mondiale pubblicò giornali destinati alle truppe al fronte fra cui La Tradotta. Nel 1919 la sede venne spostata a Milano. Dopo la prima guerra mondiale iniziò la pubblicazione di numerose collane di periodici fra cui, nel 1929, i Gialli Mondadori. Nel 1933, nonostante la politica autarchica, iniziò la pubblicazione della collana Medusa dedicata a opere di autori internazionali. È del 1935 l'accordo con Walt Disney che la portò a pubblicare in Italia tutto il materiale della Disney (nel 1988 la Disney diventerà autonoma e cesserà l'accordo).

Nel secondo dopoguerra iniziò la pubblicazione di altre importanti collane fra cui I libri del pavone e Il bosco.

Nel 1952 iniziò la pubblicazione de I romanzi di Urania, una collana di romanzi di fantascienza che viene ancora pubblicata ai giorni nostri e che ha contribuito in maniera sostanziale alla diffusione di questo genere letterario in Italia.

È invece del 1960 la creazione del Club degli Editori, primo esempio di organizzazione per la vendita di libri per corrispondenza.

Nel 1965 è la prima casa editrice a lanciare una collana di libri tascabili nelle edicole (gli Oscar Mondadori): un esperimento che avrà un enorme successo e che sarà imitato da molti editori.

Nel 1969 viene ridisegnato il logo. Il nuovo logo è una creazione di Bob Noorda. Alla fine degli anni '70 fa la sua breve comparsa un particolare tipo di stampa: il Bilibro Animato.

Nel 1976 grazie ad una joint venture con il Gruppo Espresso nascerà il quotidiano la Repubblica. Il Gruppo Espresso uscirà definitivamente dalla Mondadori nel 1991. La Mondadori entrerà inoltre nel 1981 nel mercato televisivo con la rete televisiva Rete quattro che però sarà ceduta dopo pochi anni alla Fininvest.

Nel 1981 una joint venture con la canadese Harlequin Enterprises porta alla nascita di Harlequin Mondadori che tratta esclusivamente narrativa femminile. Grazie a questo accordo viene pubblicata in Italia la collana Harmony.

Nel 2001, in seguito ad un accordo con Microsoft, viene creato il primo sito italiano per la vendita degli ebook (libri elettronici).

A cavallo fra gli anni '80 e '90, la Cir di De Benedetti e la Fininvest di Berlusconi erano opposte per la proprietà della Mondadori. Per dirimere la questione, si affidarono ad un arbitrato super partes; le due parti si impegnarono a rispettarne il giudizio. Il lodo arbitrale, depositato il 20 giugno 1990, dà ragione a De Benedetti. Berlusconi impugnò il lodo dinanzi alla Corte d'appello di Roma, che annullò il lodo. Nel 2007, la Cassazione stabilirà che questa sentenza era dovuta alla corruzione del giudice da parte di Cesare Previti.

Nel 1991 è entrata a far parte del gruppo Fininvest, attuale azionista di maggioranza (50,2%). L'azienda è guidata da Marina Berlusconi (presidente) e Maurizio Costa (vicepresidente e amministratore delegato). Sono consiglieri nel CDA : Pier Silvio Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Bruno Ermolli, Martina Mondadori, Roberto Poli, Mario Resca, Marco Spadaccini, Umberto Veronesi, Carlo Maria Vismara.

Nel gennaio del 2005 la Mondadori acquista l'emittente radiofonica Radio 101 One-O-One, tramite Monradio S.r.l., trasformandola in R101, insieme a questa radio, Mondadori ha acquistato anche il 10% della società Rock FM S.r.l..

Nell'agosto del 2006 ha ottenuto il controllo della filiale francese (Emap France) del gruppo editoriale inglese Emap plc. per 545 milioni di euro, rinominandola poi Mondadori France. La quota di mercato detenuta dalla società è stimata essere la terza per dimensione nel Paese.

Oltre a controllare alcune case editrici, pubblica alcuni libri insieme con la Rai Eri.

Il 13 luglio 2007, la II sezione penale della Corte di cassazione ha reso definitiva la condanna ad un anno e sei mesi per Cesare Previti, ed altri imputati, comminata in secondo grado. Questa sentenza stabilisce in modo definitivo che la sentenza del 14 gennaio del 1991 con cui la Corte di appello di Roma annullava il lodo arbitrale - che assegnava la maggioranza alla cordata che faceva riferimento all'ingegner Carlo De Benedetti - era frutto di corruzione.

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I Neri Mondadori

Il Neri Mondadori è una collana di narrativa pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore dal 1964 al 1966, pubblicata con cadenza mensile. Una curiosità: il primo numero della collana recava lo 0.

Nel 2001 la collana viene ripresentata, ad uscita irregolare e come supplemento al Giallo Mondadori.

Voce principale: Arnoldo Mondadori Editore.

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Mimma Mondadori

Mimma Mondadori (... – Milano, 14 febbraio 1991) è stata una mercante d'arte ed editrice italiana.

Figlia terzogenita di Arnoldo Mondadori, si occupò di una galleria di grafica a Milano fino alla morte del padre(8 giugno 1971); dal 1972 lavorò nell'azienda editoriale di famiglia. Nel 1978 fu la promotrice della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

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Il Giallo Mondadori Presenta

Collana "figlia" della serie Il Giallo Mondadori iniziata nell'agosto del 2007.

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Giorgio Mondadori

Giorgio Mondadori (Ostiglia, 1917 – Figline Valdarno, 10 gennaio 2009) è stato un editore italiano.

Nel 1976 partecipò alla fondazione del quotidiano la Repubblica, di cui fu per un brevissimo periodo co-editore insieme a Carlo Caracciolo. Fu Giorgio Mondadori a commissionare all'architetto brasiliano Oscar Niemeyer il complesso cinto da un grande lago che, dal 1975, è la sede del Gruppo Mondadori a Segrate. Alla fine degli anni '70 fondò la casa editrice Giorgio Mondadori che nel 1999 passo di proprietà all'imprenditore ed editore Umberto Cairo.

Giorgio Mondadori si è spento il 10 gennaio 2009 in una clinica privata di Figline Valdarno, nei dintorni di Firenze.

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Lodo Mondadori

Il Lodo Mondadori o Guerra di Segrate è stato un acerrimo scontro finanziario tra due dei più grandi imprenditori italiani dell'epoca, Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, è inoltre ricordato come uno dei principali processi che gettano ombre e vedono tra gli imputati il noto imprenditore e presidente del consiglio Silvio Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori, tra cui Cesare Previti.

A metà degli anni '80 Silvio Berlusconi acquisisce quote sempre più consistenti della Mondadori, rimanendo tuttavia un socio di minoranza. Nel 1988 acquista le azioni di Leonardo Mondadori e dichiara che da quel momento in poi prenderà un ruolo di primo piano nella gestione della società editoriale. Con l'acquisto delle azioni di Leonardo Mondadori ora la Arnoldo Mondadori Editore è in mano a 3 soggetti, la Fininvest di Silvio Berlusconi, la CIR di Carlo De Benedetti e la famiglia Formenton (gli eredi di Arnoldo Mondadori). Carlo De Benedetti non approva l'idea di Berlusconi di amministrare personalmente la società e corre ai ripari stipulando un'alleanza con la famiglia Formenton; in pratica De Benedetti riesce a convincere i Formenton a sostenerlo e a vendergli le azioni dell'azienda entro il 30 gennaio 1991.

Nel novembre 1989 la famiglia Formenton cambia radicalmente idea e si schiera dalla parte di Berlusconi, consentendo al magnate della Fininvest di insediarsi come nuovo presidente della compagnia il 25 gennaio 1990; De Benedetti protesta, forte dell'accordo scritto stabilito pochi mesi prima con i Formenton, ma i vari schieramenti non trovano un accordo soddisfacente per tutti e decidono quindi unanimemente di ricorrere ad un Lodo Arbitrale.

Viene quindi organizzato l'arbitrato; chiamato a decidere c'è un collegio di tre arbitri, scelti di comune accordo da De Benedetti, i Formenton e la Corte di Cassazione. Il 20 giugno 1990 si ha il primo inequivocabile verdetto: l'accordo tra De Benedetti e i Formenton è ancora valido a tutti gli effetti, le azioni Mondadori devono tornare alla CIR. Come conseguenza immediata di questo verdetto Silvio Berlusconi lascia la presidenza di Mondadori e i suoi dirigenti Fininvest lo imitano, venendo rimpiazzati da quelli dell'ingegner De Benedetti (Carlo Caracciolo, Antonio Coppi e Corrado Passera).

Berlusconi e i Formenton tuttavia non gettano la spugna, e impugnano il lodo arbitrale davanti alla Corte di Appello di Roma, la quale stabilisce che ad occuparsi del caso sarà la I sezione civile. La I sezione civile è presieduta da Arnaldo Valente e il giudice relatore è Vittorio Metta. Il 14 gennaio del 1991 si chiude la camera di consiglio e la sentenza viene depositata e resa pubblica il 24 gennaio, cioè 10 giorni dopo la chiusura della camera di consiglio. La sentenza annulla il precedente verdetto del lodo arbitrale e consegna nuovamente le azioni della Mondadori in mano alla Fininvest di Berlusconi .

Nonostante il successo giudiziario, le cose si complicano per Berlusconi quando i direttori e i dipendenti di alcuni giornali si ribellano al suo nuovo proprietario; nella vicenda interviene Giulio Andreotti che convoca le parti e le invita a trovare un accordo di transazione: è così che la Repubblica, L'Espresso e alcuni giornali periodici locali tornano alla CIR, mentre Panorama, Epoca e tutto il resto della Mondadori restano alla Fininvest, che riceve anche 365 miliardi di lire di conguaglio.

Nel 1995 in seguito ad alcune dichiarazioni di Stefania Ariosto, la magistratura cominciò ad indagare sulla genuinità della sentenza. Stefania Ariosto dichiarò che sia il giudice Valente che il giudice Metta erano amici intimi di Cesare Previti e frequentavano la sua casa, inoltre la Ariosto testimoniò di aver sentito Previti parlare di tangenti a giudici romani. Il pool di giudici milanesi si mise in moto e riuscì a rintracciare dei sospetti movimenti di denaro che andavano dalla Fininvest ai conti esteri degli avvocati Fininvest e da questi arrivarono al giudice Metta.

Previti parla di quei tre miliardi di lire definendoli come semplici servizi e prestazioni professionali che in qualità di avvocato di Finivest egli avrebbe svolto. Il giudice si difende asserendo di aver ricevuto una importante somma di denaro in eredità .

Nel corso degli anni alla vicenda Mondadori si è affiancata nel processo quella riguardante IMI-SIR.

Tutti assolti per la parte relativa alla Mondadori. La corte di cassazione nel 2006 ha tuttavia annullato il processo d'appello e ne ha ordinato il rifacimento.

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Oscar Mondadori

Gli Oscar Mondadori sono una collana italiana di libri tascabili. In particolare si tratta della prima collana tascabile italiana a esordire nelle edicole, il 27 aprile 1965, con Addio alle armi di Ernest Hemingway che fu stampato in 60.000 copie, tutte esaurite in quello stesso giorno. Il libro costava 350 lire (equivalenti a 3€ del 2006).

Il primo slogan degli Oscar, "libri-transistor", fu coniato forse dal poeta Vittorio Sereni, che lavorava alla collana insieme ad Alberto Mondadori. Il successo della collana (che appariva come "pubblicazione periodica", dunque soggetta agli sgravi fiscali concessi alla stampa) scatenò una vera e propria "corsa al tascabile" da parte degli editori concorrenti: le uscite si moltiplicarono, scatenando un'inflazione di titoli nelle edicole, che portò dopo un anno a una rapida contrazione delle vendite. Ma intanto gli Oscar si erano conquistati la posizione di leader del mercato: Un amore, di Dino Buzzati, vendette 400.000 copie ma il vero long-seller fu La ragazza di Bube di Carlo Cassola con 446.800 copie vendute in 6 anni.

Negli anni Settanta gli Oscar cambiano gradualmente aspetto: mutano il logo (assumendo quello attuale: la silhouette del Premio Oscar all'interno di una O); si differenziano in diverse collane (Oscar gialli, fantascienza, etc.), escono dall'ambito puramente letterario pubblicando manuali e anche fumetti (anche se all'inizio il formato standard non è proprio congeniale), mentre i classici vengono ristampati con paratesti critici di tutto rispetto, con lo scopo di conquistare il pubblico scolastico. A questa crescita quantitativa e qualitativa corrisponde una sensibile crescita del prezzo di copertina. Gradualmente, gli Oscar tornano dalle edicole alle librerie, e diventano una sorta di "casa editrice nella casa editrice". Oggi il catalogo degli Oscar conta più di 4000 titoli, ripartiti in 18 sottocollane. Nel frattempo (dieci anni fa) la Mondadori ha varato una nuova collana di tascabili a un prezzo più 'popolare': i Miti.

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Source : Wikipedia