Molise

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Inviato da murphy 04/03/2009 @ 13:08

Tags : molise, italia

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Terremoto del Molise

Localizzazione dell'epicentro

Il terremoto del Molise è stato un sisma verificatosi tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2002, con epicentro situato tra i comuni di San Giuliano di Puglia, Bonefro, Castellino del Biferno e Provvidenti (CB).

La scossa più violenta, alle 11.32 del 31 ottobre, ha avuto una magnitudo di 5.4 gradi della scala Richter, con effetti corrispondenti all'X grado della scala Mercalli. Nel crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia, in occasione del terremoto, morirono 27 bambini e una maestra. Altre due persone morirono in circostanze diverse in occasione del terremoto. Circa 100 furono i feriti e 2.925 gli sfollati in provincia di Campobasso. Anche nella provincia di Foggia ci furono numerosi sfollati e una decina di comuni riportarono danni di rilievo ad edifici storici e abitazioni.

Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre erano già state avvertite tre scosse di terremoto, di cui la più forte alle ore 3.27 (magnitudo 3,5 della scala Richter, IV-V grado della scala Mercalli).

La scossa più forte si ebbe alle ore 11.32 di giovedì 31 ottobre 2002 nella zona del basso Molise, situata a nord-est della provincia di Campobasso e compresa tra i Monti Frentani e la valle del Fortore: ebbe una durata di 60 secondi e fu avvertita distintamente nell'intero Molise, nel Foggiano, in provincia di Chieti, e venne percepita fino nelle Marche, a Bari,Brindisi a Roma, a Potenza, a Napoli e Salerno, a Taranto.

A San Giuliano di Puglia, comune vicino all'epicentro (localizzato tra Campobasso, Larino e l'Appennino Dauno, in provincia di Foggia), durante la scossa il solaio di copertura di parte dell'edificio scolastico "Francesco Iovine" che comprendeva scuola materna, elementare e media crollo' sulla parte sottostante: sotto le macerie rimasero intrappolati 57 bambini, 8 insegnanti e 2 bidelli. Il crollo di parte della scuola Jovine fu l'unico durante il terremoto del 31 ottobre. Per questo crollo e' in corso un processo nel quale costruttori e amministratori sono accusati di aver violato tutte le regole che riguardano le costruzioni. Gli imputati si difendono sostenendo che fu il terremoto a far crollare parte dell'edificio - era una parte che aveva subito una sopraelevazione solo un paio di mesi prima - nonostante quello sia stato l'unico crollo in tutto il territorio toccato dal sisma.

Durante la stessa giornata si ebbero altre due scosse (V grado della scala Mercalli). La terra continuò a tremare anche nella mattinata del giorno successivo.

Alle 16.10 del 1 novembre si verificò una seconda forte scossa (magnitudo 5,5 della scala Richter, VI grado della scala Mercalli), con epicentro tra i comuni di Sant'Elia a Pianisi, Casacalenda e Colletorto, anch'essa della durata di circa 60 secondi e avvertita in tutta l'Italia centrale e meridionale. Seguì una seconda scossa meno intensa (magnitudo 4,1). Le nuove scosse provocarono il crollo di altri edifici, già danneggiati dal sisma del giorno precedente, tra i quali un campanile a Castellino del Biferno. Il viadotto della Trignina riportò seri danni. Furono evacuati diversi edifici pubblici ed ospedali, tra i quali il palazzetto dello sport di San Giuliano, dove era stata allestita la camera ardente per le vittime, e la prefettura di Campobasso, dalla quale venivano coordinate le operazioni di soccorso.

Una terza scossa, del sesto grado della scala Mercalli, si verificò alle 18.22, provocando danni alle abitazioni in particolare in alcuni comuni abruzzesi.

I soccorsi furono inizialmente prestati da volontari del posto, e quindi dai vigili del fuoco, giunti da tutta la regione e dalle regioni limitrofe. Ad essi si aggiunsero i volontari delle Misericordie, della Croce Rossa Italiana, i militari e i gruppi Agesci, per portare assistenza alle popolazioni vittime del sisma. Giunsero anche fondi e mezzi meccanici per agevolare le ricerche dei sopravvissuti tra le macerie, ma le operazioni di soccorso furono ostacolate dal ripetersi di altre scosse.

In occasione del sisma crollo' l'intero edificio che ospitava la scuola elementare di San Giuliano di Puglia, in via Giovanni XXIII. In quel momento nell'Istituto erano presenti quattro insegnanti, due bidelli e 58 bambini.

Per tutto il giorno si continuò a scavare: Vigili del Fuoco, volontari della Protezione Civile, persone del posto: anche a mano, a causa della difficoltà, ovvia, di adoperare con mezzi meccanici. Ancora la sera furono estratte persone vive dalle macerie. La mattina seguente i Vigili del Fuoco comunicarono di non sentire più voci provenire da sotto le macerie. Sotto la scuola "Francesco Jovine" si registrò il tributo di vite umane più pesante: 27 bambini ed un'insegnante morti. Diverse delle vittime si erano riparate sotto i banchi al momento del sisma, ma incontrarono ugualmente una morte atroce schiacciati dal tetto crollato. Un giovane alunno si salvò avendo puntato d'istinto una finestra e uscendone pochi secondi prima del crollo. La scuola elementare fu l'unico edificio a crollare del tutto a San Giuliano di Puglia, anche se altre due donne furono uccise dalla caduta di detriti e calcinacci.

Alla tragedia seguirono subito le polemiche: si denunciò la carenza di manutenzione e la cattiva qualità della costruzione, tra l'altro ristrutturata ed ampliata da poco. In seguito venne istituito un processo per determinare le responsabilità del crollo.

Il 13 luglio 2007, i sei indagati nel processo per le morti conseguite a quel crollo - costruttori e amministratori - sono stati assolti in primo grado. Il processo è stato trasmesso su RAI 3 dal programma Un giorno in pretura, nelle puntate del 01/11/08 e del 08/11/08. Il 15 gennaio e' cominciato il processo di appello; il 17 gennaio l'accusa ha chiesto in aula, a conclusione della requisitoria, condanne per tutti gli imputati, definendo errata la sentenza di primo grado.

A San Giuliano di Puglia e' stata costruita una nuova scuola, e in tutta Italia, a seguito di interventi legislativi rapidamente varati dopo questa tragedia che ha indignato tutto il Paese, si è proceduto a ridisegnare le mappe del rischio sismico e a definire quali edifici pubblici debbano essere sottoposti ad interventi di adeguamento alle norme di sicurezza antisismiche.

La tragica vicenda di San Giuliano di Puglia, con i suoi risvolti umani, mediatici e legislativi, è ricostruita in una inchiesta di Caterina Stagno e Silvia Tortora per "La Storia siamo noi" (Rai Edu) e successivamente anche dal programma Report di Rai Tre.

Dopo circa una settimana la Soprintendenza ai Beni culturali e la Protezione Civile poterono stilare una lista dei comuni che avevano riportato danni ad abitazioni ed edifici storici.

A ottobre 2007, un sito internet di Termoli, primonumero.it, denuncia la cattiva gestione da parte del presidente Iorio dell'enorme quantità di fondi arrivati (oltre che per il terremoto, anche per l'alluvione del 2003 che ha colpito duramente la città bassomolisana), in particolare essi sarebbero stati usati solo in minima parte per le zone del cratere, il resto per altri progetti, alcuni dei quali ben poco attinenti con l'emergenza. Molti media riprenderanno tale controversia.

A giugno 2008 è sorta una nuova discussione sulla fine dei fondi anticipata di sei mesi (fine giugno invece di fine dicembre) da parte di Giulio Tremonti, ministro dell'economia del governo Berlusconi 4, per finanziare l'abolizione dell'Imposta comunale sugli immobili sulla prima casa.

Il primo gennaio 2009 i 13 sindaci dei comuni molisani colpiti dal terremoto del 2002 con una lettera al Prefetto di Campobasso si sono dimessi insieme ai colleghi pugliesi di Casalnuovo Monterotaro e Pietramontecorvino. La motivazione è di protestare per il mancato varo in Parlamento di un provvedimento sulla questione dei tributi e contributi sospesi dopo il sisma di sei anni fa e di cui oggi il Governo chiede la restituzione .

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Abruzzi e Molise

Abruzzi e Molise è stata una delle regioni in cui era suddivisa l'Italia. La regione è scomparsa nel 1963, quando la provincia di Campobasso, corrispondente alla totalità dell'odierno Molise fu staccata dall'Abruzzo e dichiarata regione autonoma. È l'unico caso della storia dell'Italia repubblicana di formazione di una regione per distacco da un'altra.

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Molise Trasporti

La Molise Trasporti s.r.l. è un'azienda di trasporti extraurbani del Molise nata nel 1999 rilevando dalla ditta Cerella Lorenzo di Vasto (CH) l’autolinea Termoli-Roma.

Nel giugno del 2001 l'azienda ha poi rilevato dalla società S.C.Aut. le autolinee regionali Tufara-Campobasso e Macchia Valfortore-Campobasso, accumulando una percorrenza annua di circa 2 milioni di chilometri.

Nello stesso anno è stata attivata l’autolinea giornaliera Venafro-Orbassano (TO), favorendo gli spostamenti dal Molise al nord'Italia raggiungendo i principali centri di Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte.

Dal 2003, inoltre, è stata attivata una linea trisettimanale per Perugia, Siena e Firenze, ottenendo in esercizio tre milioni circa di autobus/chilometri annui.

L'azienda è costituita da un organico di 38 dipendenti, tutti esclusivamente molisani, che rivestono ogni tipo di qualifica, e dispone di 34 mezzi tra autobus e autoveicoli.

La società Molise Trasporti ha in progetto di portare a termine il prolungamento della ferrovia Foggia - Lucera (FG) a Campobasso grazie ad una fusione con le Ferrovie del Gargano in modo da accelerare gli spostamenti merci/passeggeri tra il capoluogo molisano e Foggia.

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Molise

Molise - Bandiera

Il Molise è una regione dell'Italia meridionale, con una popolazione che si aggira intorno ai 320.838 abitanti. Il capoluogo è Campobasso. Confina con l'Abruzzo, il Lazio, la Campania, la Puglia ed il Mar Adriatico. Dal 24 novembre 2005 la regione Molise ha anche una sede istituzionale a Bruxelles.

Il Molise è l'unica regione italiana nata dalla divisione di 2 regioni. Fu istituita nel 1963, per distacco dall'allora regione Abruzzi e Molise, diventando la ventesima regione d'Italia, dapprima con la sola provincia di Campobasso e dal 1970 anche con la provincia di Isernia. In realtà la Regione Abruzzi e Molise, come tutte le regioni a statuto ordinario, non era mai stata attivata e dunque le due regioni hanno cominciato a funzionare autonomamente dal 1970.

Storicamente il Molise si identifica con l'antico Sannio, dall'epoca del Regno di Napoli il territorio molisano era compreso in tre giustizierati diversi, il Contado del Molise, l'Abruzzo citeriore e la Capitanata. Nel 1963 la Provincia di Campobasso fu proclamata regione a sé stante, creando così un'ulteriore divisione di un territorio con caratteristiche secolari ben definite. Ma il nome Molise compare nell'alto medioevo per identificare una contea di appartenenza della famiglia normanna dei conti di Mulhouse.

La superficie della regione è divisa quasi equamente tra zone di montagna, il 55,3% del territorio, e zone collinari, del 44,7% del territorio. La zona montuosa si estende tra l'Appennino abruzzese e l'Appennino Sannita. I Monti della Meta (2241 m) formano il punto d'incontro della linea di confine tra il Molise, l'Abruzzo e il Lazio. Poi ci sono i Monti del Matese che corrono lungo il confine con la Campania e raggiungono i 2050 metri con il monte Miletto. A oriente, la zona del Subappennino (Monti dei Frentani) digrada verso il mare con colline poco ripide e dalle forme arrotondate. Il clima e di tipo semi-continentale, con inverni generalmente freddi ed estati calde. Sulla costa il clima è più gradevole, man mano che si procede verso l'interno l'inverno diventa via via più rigido e le temperature si abbassano notevolmente (Campobasso nel periodo invernale è una delle città più fredde d'Italia). Anche l'estate risulta più gradevole sulla costa dove spesso soffiano brezze che rendono più dolci i mesi caldi.

Per 38 km il Molise è bagnato dall'Adriatico. La costa è bassa e sabbiosa soprattutto per il promontorio di Termoli, al cui riparo è stato costruito un piccolo porto artificiale. Lungo le coste ci sono anche alcune fasce pianeggianti, larghe non più di qualche chilometro. La formazione di dune litoranee causava il ristagno delle acque dei torrenti con la conseguente formazione di paludi, da qualche tempo però eliminate con opere di bonifica.

I fiumi principali della regione sono il Trigno, il Biferno, che scende dal Matese e il Fortore, che sfocia nel territorio pugliese. Hanno tutti carattere torrentizio: con lo scioglimento delle nevi a primavera e con le piogge invernali si arricchiscono; d'estate invece inaridiscono e il loro greto si riduce drasticamente. Fa eccezione il Biferno che nasce da una sorgente nel paese di Boiano. Le sue sorgenti danno copiosissime acque tanto che si ritiene che se non sfruttate la portata del fiume sarebbe seconda al solo Po . Scorre in Molise anche l'alto corso del Volturno, che riceve le acque della piana d'Isernia e della piana di Venafro per poi entrare in Campania e sfociare nel Golfo di Gaeta. Le sorgenti forniscono acqua anche a Campania, Puglia e Abruzzo.

Nel Molise, oltre ad essere presente il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Mainarde), sono presenti vaste aree boschive, soprattutto nella Provincia di Isernia, che la rendono ricca di specie vegetali oltre che animali. Di notevole importanza sono le Oasi del WWF (Monte Mutria e Guardiaregia-Campochiaro), l'Oasi della LIPU di Casacalenda, il massiccio del Matese, la riserva di Collemeluccio con le sue estensioni di boschi di abete bianco, la riserva MAB di Montedimezzo, l'Orto Botanico di Capracotta.La fauna è caratterizzata dalla presenza dell'orso bruno marsicano, del camoscio, del cervo, del lupo, della volpe.

Nel 2006 i nati sono stati 2.461 (7,7‰), i morti 3.599 (11,2‰) con un incremento naturale di -1.138 unità rispetto al 2005 (-3,5‰). Le famiglie contano in media 2,6 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 320.074 abitanti si contavano 4.834 stranieri (1,5%).

Nel territorio molisano sono presenti alcune minoranze linguistiche, site tutte nella Provincia di Campobasso. Le principali sono quelle croate, parlate in particolare nei comuni di Montemitro, Acquaviva Collecroce e San Felice del Molise (uniche in Italia), e albanese, parlate soprattutto a Campomarino, Ururi, Portocannone e Montecilfone.

Quella molisana è una cucina molto varia.

Tra i prodotti più importanti vi sono le olive da cui si estrae un olio extravergine dal sapore soave consumato anche crudo su insalate e crostini. L'eccellente fattura del prodotto ha fatto guadagnare all'olio molisano, nel 2003, il riconoscimento DOP. Sempre a proposito dell'olio d'oliva, molti paesi fanno parte dell'associazione "Città dell'olio", con sede a Larino.

Il pane molisano conserva la sua antica manifattura produttiva e viene prodotto ancora in alcuni panifici con le patate (che, in Molisano si chiamano tapàn) e la sofficità che lo contraddistinguono.

Tanta importanza ha anche la pasta. Un tipo di pasta fresca tipico che prende il nome di Cavatelli (in Molisano, i cavatìjll) è ottenuto con una sfoglia senza uova. È prodotto in particolare nel paese di Trivento. Questi vengono conditi con sugo di pomodoro o verdure. Altrettanto conosciuti sono i Fusilli (i fusìll), preparati con lo stesso impasto, ma realizzati con un "fuso" da cui il nome. Dall'impasto vengono staccati dei dadini di pasta, avvolti intorno al fuso e poi sfilati.

Per ciò che riguarda i salumi, nel Molise vengono prodotti alcuni insaccati, come la Soppressata (a supressàt), il Capocollo o Capicollo (u cappecùol, di cap + cùol ) la Salsiccia e la Ventricina (a vendrečìn): famosa è quella di Montenero di Bisaccia, ma da tempo è in atto una disputa con l'Abruzzo per la paternità del salume).

Un preparato tipico del basso Molise, specialmente a San Martino in Pensilis, è la Pampanella, carne di maiale cotta al forno con alcune spezie e molto peperoncino rosso sia dolce che piccante. L'uso del tartufo (nero e bianco) viene fatto sempre più spesso in utta a regione, essendo ormai parecchio tempo che viene cavato dalla terra, specie nell'Alto Molise, grazie ai numerosi cavatori ed ai loro cani. Sempre di più le fiere che hanno come tema il tartufo ed il suo impiego in parecchie specialità culinarie. Fra i dolci sono tipiche le Cancelle, simili alle waffel tedesche ma con l'aggiunta di semini di finocchio, i Piccillati (i pečelàt), ravioli cotti al forno ripieni di amarena, e la Pigna (a pìnj), simile al panettone ma più leggere, tradizionalmente preparato per la Pasqua. I Caragnoli (i carànjele) e Rosacatarle o Rosacatarre (i rôsacatàrele), intinte nel miele, sono dolci tipici natalizi.

Tra i vini, si segnalano il Biferno, il Pentro e la Tintilia, che hanno avuto il riconoscimento DOC.

Dal 2006, è attiva la casa automobilistica DR Motor Company, con sede a Macchia d'Isernia. Mentre a Termoli è attiva dal 1972 la FIAT Powertrain, con una fabbrica dedita alla fabbricazione di motori e cambi, che ha influenzato notevolmente lo sviluppo economico e demografico della città adriatica, ed è considerata una delle più importanti fabbriche del gruppo per i volumi prodotti.

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Source : Wikipedia