Mogliano Veneto

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Inviato da maria 31/03/2009 @ 00:14

Tags : mogliano veneto, veneto, italia

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Mogliano Veneto

Mogliano Veneto - Stemma

Mogliano Veneto (in dialetto veneto locale Mojan /mo'jan/, in dialetto veneziano Mogian /mo'ʤan/) è un comune di 27.956 abitanti collocato all'estremità meridionale della provincia di Treviso.

Il territorio comunale si estende per 46,15 km² ed è posto all'estremità sud della provincia. A sud confina con il comune di Venezia, seguendo il corso del Dese; a nord confina con i comuni di Zero Branco, Preganziol e Casale sul Sile; ad ovest con quello di Scorzè; ad est con quelli di Quarto d'Altino e Marcon seguendo, per un tratto, il percorso dell'A27.

Il moglianese è del tutto pianeggiante e l'altitudine passa dai 2 ai 16 metri s.l.m.; la casa comunale si trova ad 8 m s.l. Il terreno è per lo più argilloso, il che ha permesso che le acque rimanessero in superficie creando una rete idrica piuttosto rilevante: fiume principale è lo Zero, che passa vicino al centro; a sud, presso Marocco scorre il Dese; da ricordare anche fossi e canali di scolo come il Pianton, la Fossa Storta, il Zermanson, la Peseggiana. Rilevante anche la presenza di falde acquifere.

Il territorio è classificato come zona sismica 3 a sismicità bassa e come zona climatica E.

Delle foreste che fino a qualche secolo fa ricoprivano buona parte del territorio non resta più nulla, se non qualche toponimo (Selve, Olme). La flora tipica è comunque ben presente nei campi abbandonati e lungo alcune siepi, usate in passato per dividere le proprietà agricole e talvolta così fitte da sembrare veri e propri boschetti.

Mogliano Veneto è in un'ottima posizione per quanto riguarda i trasporti e le vie di comunicazione: posta sulla Strada Statale 13 (Terraglio), praticamente a metà strada tra Mestre e Treviso, è servita di una stazione ferroviaria sulla linea Venezia-Udine e di numerose fermate sulle linee dell'ACTV e di altre aziende private; è nei pressi dell'autostrada A4 e A27 e non dista molto dall'aeroporto di Treviso e da quello di Venezia.

Nell'ambito del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale è prevista anche una nuova stazione a Marocco.

Nel territorio si trova il tratto iniziale del passante di Mestre.

Il nome della città sembra essere di origine romana: praedium Molianum doveva chiamarsi il complesso dei possedimenti di un certo Molius. È certo infatti che la zona appartenesse all'agro di Altino e come tale era intensamente coltivata. Segno della centuriazione è la disposizione di alcune delle attuali strade.

Un'altra ipotesi fa risalire il toponimo al veneto mojo cioè "umido", "aquitrinoso". Dopo le invasioni barbariche e, più tardi, degli Ungari il territorio, dove già vi sorgeva una pieve paleocristiana, fu infatti abbandonato a sé stesso. Nel 996 Rozone, vescovo di Treviso concesse all'abate Vitale la costruzione di un monastero benedettino perché la zona fosse bonificata e ripopolata. Il lavoro venne spronato anche dalle donazioni degli imperatori Ottone III e Enrico III. Inoltre, papa Vittore II confermò in seguitò le concessioni già fatte dal vescovo di Treviso.

Nel 1074, quando l'opera fu compiuta, i monaci furono sostituiti dalle monache, che resteranno nell'abbazia sino al Quattrocento.

Il Moglianese, posto tra i territori del comune di Treviso, del comune di Padova e della Serenissima fu spesso colpito duramente dalle lotte che li opponevano. Oltretutto, l'abitato era un passaggio obbligato per le truppe, vista la posizione lungo l'arteria del Terraglio: nel 1192 e nel 1234 i padovani incendiarono il monastero; nel 1255 le guerre di Ezzelino III da Romano devastarono il territorio; nel 1311 è la volta dei soldati imperiali di Enrico VII che bruciarono la chiesa. E la lista continua inesorabilmente sino al 1368, quando Treviso si sottomise definitivamente a Venezia, e con essa Mogliano.

Nel XIV secolo fu fondata la scuola dei Battuti, una confraternita laica di ispirazione cristiana che gestirà un ospedale per i bisognosi sino al 1806, quando le leggi napoleoniche sopprimeranno gli ordini monastici e le associazioni religiose.

Nel 1413 le monache lasciarono Mogliano e si trasferirono nel convento San Teonisto, entro la più sicura Treviso. Portarono con sé un inestimabile patrimonio, ma ne restò una buona parte nella parrocchia del paese. Nell'Ottocento, tuttavia, Napoleone ordinerà l'incameramento dei beni custoditi dai religiosi e, per negligenza o per la confusione del momento, andranno perduti.

Nel 1516, finite le guerre tra la Lega di Cambrai e Venezia, il paese attraversò un lungo periodo di pace. I patrizi veneziani volgevano ora i loro interessi verso la terraferma: fiorì l'agricoltura e furono innalzate le magnifiche ville tuttora esistenti.

Con la caduta di Venezia 1797, Mogliano passò dai Francesi agli Austriaci e viceversa, ma dal 1815 divenne definitivamente austriaca. Durante questo periodo Mogliano conobbe un sensibile sviluppo edilizio, in particolare lungo il Terraglio, nelle vie di comunicazione per raggiungere Venezia e per facilitare scambi con le città vicine. Gli attriti con l'amministrazione straniera comunque non mancarono, e nel paese il patriottismo fu sempre vivo, specie tra gli anni Quaranta e Cinquanta: testimonianza ne è la brutale esecuzione dei due moglianesi Luigi Vanin e Antonio Pilon.

Con la terza guerra d'indipendenza, il Comune di Mogliano diviene parte del Regno d'Italia. Venne rinominato "Mogliano Veneto" a seguito del Regio Decreto del 5 gennaio 1868 per distinguerlo dall'omonimo Mogliano situato nelle Marche.

Durante la prima guerra mondiale il paese non fu coinvolto direttamente nei combattimenti, ma le sue ville divennero sedi delle armate impegnate sul basso Piave e ospedali militari. La guerra lasciò un'eredità pesantissima a Mogliano: oltre al consistente numero di caduti, dilagavano in città disoccupazione, epidemie, povertà. La situazione tuttavia migliorò relativamente anche grazie allo sviluppo della coltivazione della pesca che, nel periodo tra le due guerre, divenne prodotto tipico del paese, rinomato a livello internazionale.

Anche la seconda guerra mondiale portò distruzione nella zona: numerosi furono i bombardamenti degli alleati, che colpivano le infrastrutture e le vie di comunicazione, e le retate fasciste, che arrestarono e deportarono numerosi moglianesi coinvolti nella resistenza.

Subito dopo il conflitto Mogliano si diede alla ricostruzione, il che portò ad un notevole sviluppo residenziale ed industriale.

In pratica, la popolazione dell'agglomerato formato dalla continuità di queste località abitate ammonta a 31.094 abitanti.

Mogliano è una città di recente sviluppo urbano e non conserva un prezioso centro storico, tuttavia può vantare di alcuni siti interessanti.

Il più pregevole esempio di architettura, sia civile che religiosa, è la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta con l'annessa abbazia. Sorge presso il centro, nel luogo dove già prima del 1000 si ergeva una pieve con fonte battesimale. L'attuale edificio, costruito cento anni più tardi, risente delle profonde ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli, in particolare di quelle del XVI e XVII sec. Gli interni risalgono per lo più alla fine del XVIII e all'inizio del XIX sec.; la facciata fu rifatta all'inizio del Novecento, mentre il campanile è uno dei pochi punti dell'edificio a non aver subito modifiche tanto profonde. All'interno, da ricordare le pale di Antonio Buratti, Giuseppe Boldini e Gian Carlo Bevilacqua e gli affreschi trecenteschi della sacrestia, rinvenuti solo nel 1992 e testimonianza del suo passato medievale. Dietro uno degli altari è sepolto il corpo di Santa Matronilla. Interessante l'organo Tamburini, del 1901, a trasmissione pneumatica.

L'abbazia fu fondata nel 997 e doveva essere un edificio molto vasto e articolato. Abbandonata dalle monache nel Quattrocento, cadde in rovina e solo nel 1889 quel poco che ne rimaneva (adbito nel frattempo ad osteria) veniva salvato dal senatore Guglielmo Berchet dichiarandolo "opera monumentale". Ad oggi resta il chiostro del 1184 con il porticato e l'annessa costruzione, attualmente sede di un centro parrocchiale e sociale. Di recente il Ministero dei Beni Culturali ha stanziato i fondi necessari ad un profondo restauro del monastero e della chiesa, volto soprattutto a recuperare gli elementi più antichi, spesso nascosti da interventi recenti e dall'incuria. Tra i progetti correlati, ci sarebbe anche l'istituzione di un museo. Più tarde dell'abbazia sono le due costruzioni poste su ciò che resta del brolo, ovvero degli orti e dei frutteti annessi al monastero prima e alla parrocchia poi. Essi rappresentano oggi il centro espositivo, appunto, del Brolo costituito da uno spazio espositivo, l'Urban Center, destinato alla memoria della città, e da una seconda area sede di importanti mostre periodiche.

Alcuni cenni merita la piazza dei Caduti, centro della vita pubblica del paese. Il complesso sorse negli anni venti per sostituire l'attuale piazza Duca d'Aosta, allora piazza Maggiore. Quest'ultima, dove avevano sede le principali istituzioni, era divenuta scomoda perché attraversata dal Terraglio, arteria che, con la diffusione delle automobili e dei tram, diveniva sempre più trafficata. La piazza fu costruita sullo spiazzo dove si svolgeva il mercato e fu attorniata dal municipio, opera dell'architetto Mario Fabris e dagli altri edifici porticati. Fu inaugurata il 4 luglio 1926 alla presenza del Duca d'Aosta, del ministro Giuseppe Volpi e del vescovo Andrea Giacinto Longhin. Inizialmente intitolata a Vittorio Emanuele III, mutò la denominazione con l'attuale durante gli anni della resistenza. Il municipio è un edificio dall'esterno sobrio, mentre gli interni, più decorati, seguono lo stile dell'art déco. Al centro della piazza si trova il monumento ai caduti, opera di Giuseppe Vasco Vian. Pochi decenni fa la porzione settentrionale della piazza fu rialzata, secondo un progetto molto discusso. Di recente le è stato restituito l'aspetto originale.

Come già accennato, dalla metà del Cinquecento i Veneziani volsero i loro interessi alla terraferma e anche la campagna di Mogliano fu abbellita di splendide ville venete. Ancor oggi, specie lungo il Terraglio, si possono apprezzare numerosi esempi del genere, quali: villa Coin (XVIII sec.), villa Bianchi-De Kunkler (XVII sec.), villa Stucky (edificio in stile centro-europeo, XIX sec.), villa Giustiniani-Palma (XVI-XVIII sec.), villa Pisani-Veronese-Maccatrozzo, villa Zenoni-Politeo, villa Trevisanato, villa Zanga (XVII sec.), villa Antonini (XVIII sec.), parco dell'ex villa Longobardi. Interessanti anche diversi esempi di archeologia industriale e alcuni vecchi mulini.

Altre sagre e manifestazioni presso le sezioni delle singole frazioni.

Lo stemma comunale, a forma di scudo sannitico moderno, è partito verticalmente e orizzontalmente in due partiti sovrastanti su due campiture. In alto a sinistra, il monte gobbato con la stella a otto punte rappresenta il simbolo dell'abbazia benedettina; ai piedi del monte, la campitura dorata ricorda la fertile campagna; nell'altro partito, in alto a destra, la cornucopia rimanda all'abbondanza dell'agricoltura: vi escono una spiga di frumento e delle pesche, le quali sino ad un cinquantennio fa erano uno dei prodotti tipici di questa zona; infine, in basso a destra, la campitura con le onde azzurre e dorate ricordano lo stretto rapporto che Mogliano ha sempre avuto colla città di Venezia. Lo stemma è stato concesso con un decreto del Presidente della Repubblica il 18 gennaio 1988 assieme al titolo di Città.

La più antica società sportiva ancora attiva nel territorio comunale e la principale squadra di calcio della città è la Pro Mogliano (fondata nel 1928), neopromossa in prima categoria nel 2008, ha militato in passato anche in serie C.

Un posto di notevole rilevanza nell'ambito sportivo moglianese è occupato dal Rugby, che con la squadra del San Marco Rugby Club (nata di recente dalla fusione del Lyons Mogliano e del Silea Rugby) partecipa al campionato di serie A nazionale. Lo storico Rugby Mogliano, ha disputato alcuni campionati dell'allora massima serie del rugby nazionale negli anni 80.

Un profilo rilevante ha da sempre nello sport moglianese la Polisportiva Mogliano. I migliori risultati della società sono stati raccolti nel volley con la partecipazione della squadra femminile alla serie A2 e quella della squadra maschile alla serie B1. Importanti anche l'atletica leggera e il basket.

L'economia è basata sulle piccole e medie industrie, soprattutto tessili, che sorgono a Bonisiolo (zona S.P.Z.) e a sud-ovest (zona artigianale). Importante anche l'artigianato e numerose sono le attività terziarie, grazie alla presenza di negozi, uffici, scuole. Anche l'agricoltura è fiorente, nonostante vasti spazi siano stati urbanizzati, e notevole è anche l'attività vivaistica. In passato Mogliano era anche nota per la presenza della centrale del latte "Bianchi", marchio acquisito ora dalla Granarolo. Nella Frazione Marocco ha la sua sede centrale la società assicurativa Assicurazioni Generali.

A Mogliano hanno sede nove scuole materne (di cui una a Marocco, una a Zerman e una a Campocroce), nove scuole elementari (di cui una a Marocco, una a Zerman e una a Campocroce), una scuola media (con una sede distaccata) e un Liceo Scientifico con sezioni di Classico e Sociopsicopedagogico. Dal 1882 è attivo anche il Collegio Salesiano Astori.

Di Mogliano sono le tre frazioni di Zerman e Bonisiolo (verso nord-est) e di Campocroce (verso nord-ovest). Si contano inoltre numerose località e toponimi; tra queste sono da ricordare il Mazzocco e Marocco, considerate ufficialmente località, ma comunque abbastanza popolose e importanti da essere citate con le precedenti negli atti ufficiali (come lo statuto comunale).

Mogliano Veneto è diviso in nove quartieri; di questi, cinque coincidono con le frazioni (comprese le due principali località).

Il 31 marzo 2008, venendo meno la maggioranza di centrosinistra in seguito alle dimissioni di cinque consiglieri, il sindaco è decaduto dall'ufficio e il comune commissariato (commissari Michele Campanaro e Raffaele Ricciardi). Le prossime elezioni politiche si svolgeranno nella primavera del 2009.

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Campocroce (Mogliano Veneto)

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Campocroce (in veneto locale Campocrose /kampo'croze/) è una frazione del comune di Mogliano Veneto e costituisce uno dei suoi nove quartieri. Dista dal capoluogo 6 km. Arteria principale è via Zero Branco (SP 65) che ne attraversa il centro.

Il toponimo, composto evidentemente dalle parole campo e croce, resta inspiegabile.

Nel 2001 il censimento ISTAT registrava a Campocroce 817 residenti. A questi vanno aggiunti gli abitanti delle altre località abitate dei dintorni, che sono Borgo Mestre (35), Bovo (60), Busa (30), Malcanton (52), Molino Campocroce (148), Strazzariole (49), senza tener conto delle case sparse. Nel 2003 il comune di Mogliano Veneto rilevava 1.611 nel territorio della frazione.

La parrocchiale, dedicata a San Teonisto, è stata restaurata nell'Ottocento ma ha origini antichissime, essendo una delle prime pievi dipendenti dal monastero di Mogliano (è citata già nel 1077); da ricordare la pala dell'altare maggiore, opera di Palma il Giovane, e l'affresco sul soffitto, realizzato nel XIX secolo dal veneziano Giambattista Canal; la facciata è del 1903; anche il campanile è recente, avendo sostituito l'originale nel 1848. Dipende dalla Diocesi di Treviso.

Numerose, come in tutta la campagna circostante, le ville venete: tra le altre, palazzo Tasca, villa Grazia (ove soggiornò Vittorio Emanuele III), villa Rigamonti, casa Calzavara, villa Motta-Cordova.

Interessante come esempio di archeologia industriale è la filanda Motta, costruita nel 1876 dal ingegner Pietro Motta e recentemente restaurata.

L'attività economica più rilevante è l'agricoltura. Dalla sua costruzione (1876) alla sua chiusura (fine anni quaranta) grande importanza ebbe la filanda Motta, uno dei maggiori centri dell'industria serica.

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Stazione di Mogliano Veneto

La stazione ferroviaria di Mogliano Veneto si trova al km 9+273 della linea Mestre-Udine e dista 19 km da Venezia.

Il fabbricato viaggiatori è sito nel pieno centro di Mogliano Veneto e serve oltre a questa città anche i paesi limitrofi.

Poiché rappresenta il modo più veloce e diretto di raggiungere Venezia e Treviso è assai frequentata da pendolari e studenti.

Dal punto di vista strettamente ferroviario quella di Mogliano Veneto è una stazione e non una semplice fermata.

L'impianto che è fornito di segnalamento di protezione e partenza, si presenta con due binari (dotati di pensiline) banalizzati (ossia bidirezionali) rispetto alle direzioni di marcia e che dispongono di doppia comunicazione da entrambi i lati, tuttavia il primo è normalmente utilizzato per i treni diretti verso Mestre e Venezia, mentre il secondo è normalmente utilizzato dai treni che vanno in direzione di Treviso e Udine, oppure Treviso e Calalzo o Belluno. Fino al 2005 esisteva un terzo binario di precedenza utilizzabile dai soli treni merci (e di cui oggi rimane solo la sede).

Normalmente non esiste un Dirigente Movimento presente sul posto e l'impianto è quindi telecomandato dal "DCO Pontebbana" di Mestre SCC, tuttavia l'impianto è presenziabile in caso di necessità.

La stazione venne costruita nel 1851 con l'apertura della prima sezione tra Mestre e Treviso della linea. Inizialmente essendo questa ferrovia a binario unico, l'impianto era dotato del solo binario di raddoppio per gli incroci e le precedenze (sul lato ovest del piazzale), mentre il fabbricato viaggiatori (che copiava i tipi in uso sulla rete francese) era dotato di cinque corpi, dei quali quelli alle estremità erano dotati del solo piano terra. Il numero dei binari di stazione venne portato a tre con il raddoppio della linea (quello di precedenza divenne il secondo, quello centrale) ed entro il 1926 anche il fabbricato viaggiatori venne ampliato e portato a un totale di sette corpi l'aggiunta di due ulteriori corpi laterali e la sopraelevazione di un piano dei precedenti corpi estremi.

Lo scalo merci originario dell'impianto è stato quasi totalmente sostituito a metà degli anni novanta con un parcheggio gestito da Metropark e con questa trasformazione è stato demolito anche il relativo magazzino merci. Questo ha comportato la cessazione dell'ultimo trasporto regolare per ferrovia che faceva capo a questa stazione, ossia un treno completo di lamiere in rotoli destinate ad un'azienda del circondario. Nel passato lo scalo aveva vissuto il suo momento di massimo traffico nel periodo nel quale Mogliano fu uno dei maggiori centri specializzati nella coltivazione delle pesche (che per questo motivo sono rapprensentate anche nello stemma comunale).

Sempre verso la metà degli anni novanta ache il fabbricato viaggiatori fu ristrutturato, ricavando un nuovo unico ampio ambiente che ospita atrio, sala d'attesa e biglietteria.

Grazie a un accordo tra Comune di Mogliano ed Ferrovie dello Stato alla fine degli anni novanta venne infine demolito e rimpiazzato il sottopassaggio originario della stazione che era di proprietà FS e risaliva agli anni settanta. Venne sostituito da un nuovo grande manufatto di costruzione e proprietà comunale che intendeva risolvere anche i problemi di collegamento tra il centro della città e il "Quartierie Ovest". Inspiegabilmente i progettisti "dimenticarono" un accesso per disabili per l'allora terzo binario (attualmente secondo binario), il quale venne realizzato urgentemente in seguito.

Nel 2007 sono infine stati rialzati (rispetto al piano dei binari) i marciapiedi di stazione, lavori collegati al Servizio Ferroviario Metropolitano Veneto. A causa del decentramento rispetto ai marciapiedi del sottopasso di stazione attualmente in uso, è prevista la costruzione di un ulteriore manufatto a nord del fabbricato viaggiatori.

Le Ferrovie dello Stato la classificano come silver, cioè come impianto medio per servizi metropolitani-regionali.

La stazione è stata di recente ristrutturata. In particolare, sono stati rialzati i marciapiedi per facilitare la salita e la discesa dai treni.

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Source : Wikipedia