Mobilità sostenibile

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Tags : mobilità sostenibile, ambiente, società

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Mobilità sostenibile

Il problema della mobilità urbana deve essere affrontato con urgenza: si valuta che gli ingorghi cittadini in Europa producano costi esterni pari allo 0,5% del Prodotto interno lordo.

In questi ultimi anni Comuni e Regioni stanno ponendo sempre più attenzione alle tematiche ambientali, anche per adempiere ad obblighi di legge (come la normativa sulla qualità dell’aria, DM 60/2002). Si cerca così di ampliare la gamma degli interventi messi in atto.

Tra gli interventi più efficaci ci sono innanzitutto il potenziamento del Trasporto pubblico locale (con corsie riservate e vie preferenziali, sistemi di integrazione tariffaria, strumenti per l'infomobilità), e l'adozione di adeguati strumenti di pianificazione (ad esempio il Piano Urbano della Mobilità).

Nel gennaio 2007 il Ministero dell'Ambiente ha coordinato la prima riunione del Tavolo Nazionale per la Mobilità Sostenibile, confermando che nella legge finanziaria del 2007 è stato inserito un fondo per la mobilità sostenibile di 90 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009.

A tali somme si aggiungono circa 200 milioni di euro l'anno per il triennio 2007-2009, dal fondo rotativo di Kyoto, ed altre somme derivanti dai fondi europei per ricerca e innovazione.

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Trasporto pubblico locale

Con l'espressione Trasporto Pubblico Locale (TPL) si intende l'insieme delle diverse modalità di trasporto pubblico (autobus, filobus, metropolitana, tram, treno, translohr) che, su scala urbana ed extraurbana, consentono l'esercizio del diritto alla mobilità dei cittadini su scala locale (urbana, provinciale e regionale).

Tra le iniziative a sostegno del Trasporto Pubblico Locale, oltre ai vari interventi intrapresi nell'ambito di iniziative collegate ad interventi di mobilità sostenibile (che ne favoriscono in generale l'uso), stanno diffondendosi numerosi esempi di sistemi tariffari integrati su scala provinciale o regionale, che favoriscono l'uso combinato di tutti i sistemi di trasporto (treno, metropolitana, autobus) presenti in un certo contesto territoriale (dall'ambito urbano a quello regionale) utilizzando un titolo di viaggio univoco.

In numerose realtà nazionali ed estere sono in uso moderni sistemi di bigliettazione elettronica, che consentono di utilizzare a bordo dei mezzi titoli elettronici registrati su smart card. Tali sistemi consentono di ottenere, pur a fronte di un forte investimento iniziale, numerosi vantaggi per gli utenti, per le aziende di trasporto e per gli enti locali coinvolti. Un esempio ne è il sistema di bigliettazione elettronica di Actv (Imob).

Al fine di incrementare l'utilizzo del mezzo pubblico nelle aree scarsamente popolate, siano esse quartieri periferici di città con difficile accesso, o piccoli paesi di vallata, alcune società che gestiscono il trasporto pubblico locale si stanno attrezzando con sistemi a chiamata. In questo caso l'utente, a volte previa iscrizione in una opportuna lista, può telefonare ad un centralino e prenotare il viaggio verso/da un determinato quartiere o paese di vallata, che partirà ad un'ora concordata tra centralino e utente da una fermata prefissata. Il costo in questo caso è solitamente analogo a quello del servizio tradizionale, o con una piccola maggiorazione. Il servizio è attivo ad esempio nella città di Sassari,Genova, nella Val Trebbia e nelle frazioni di Chioggia (Ca' Bianca, Cavanella, Isola Verde).

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Bari

Panorama di Bari

Bari (IPA: , Bàre in barese e Vare nell'antico dialetto barese ) è una città italiana con 321.747 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Puglia. È la seconda città del mezzogiorno continentale dopo Napoli, e nona in Italia per numero di abitanti. È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Tale privilegio ha reso Bari e la sua Basilica uno dei maggior centri prediletti dall'ortodossia in Italia.

La città è situata in un'area fortemente urbanizzata, che rappresenta uno dei più importanti e popolosi agglomerati urbani italiani: si tratta di un raggruppamento di centri con una popolazione complessiva di oltre 600.000 abitanti, inclusi in un raggio massimo di 15-20 km dal capoluogo e situati su strade di grande comunicazione, serviti da svincoli; questa rete urbana, con i vertici disposti a emiciclo, è avvantaggiata anche dalla conformazione del territorio comunale barese, simile a un grosso cuneo molto articolato, con base sul litorale.

L'area metropolitana di Bari conta circa 1 milione di abitanti e si estende su una superficie territoriale di 2.269,74 km² con una densità abitativa di 427 abitanti/km² (più del doppio della densità abitativa regionale).

Bari è un importante capolinea di traffici con l'Oriente e il suo porto, è il maggior scalo del Adriatico. La città ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'est europeo, consolidati grazie alla celebre rassegna della Fiera del Levante nata nel 1930 e più recentemente dalla sede del segretariato per il Corridoio trans-europeo 8.

Bari è sede di un'Università degli Studi, una delle più frequentate d'Italia, e del Politecnico di Bari, unico del centro-sud.

La città vanta un peculiare centro storico (la così detta Barivecchia) permeato di una storia millenaria, e un ampio quartiere ottocentesco dalla pianta ordinatamente a scacchiera (quartiere murattiano), che meglio interpreta la tradizione commerciale della città. Nel secondo dopoguerra, la città ha sofferto di un'urbanizzazione rapida e spesso incontrollata, cosicché la parte moderna del capoluogo, sviluppatasi al di là del quartiere murattiano, appare urbanisticamente confusa e molto meno regolare.

La città si affaccia sul Mar Adriatico per una lunghezza di 42 chilometri, fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud.

Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, la conca di Bari. Tuttavia, nella sua porzione centrale, si spinge per alcuni chilometri nell'entroterra e fino ai centri di Bitritto, Modugno e Bitonto, incontrando così i primi dolci pendii della Murgia barese.

La conformazione della città viene spesso descritta come un'aquila con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla quale è sorto il primo nucleo urbano, Bari vecchia.

La città di Bari è caratterizzata da un clima tipicamente mediterraneo con inverni miti ed estati calde, lunghe e molto spesso umide.

In quanto città di mare Bari, grazie all'azione mitigatrice dell'Adriatico da cui è bagnata, presenta un clima più tipicamente marittimo, con escursioni termiche stagionali meno spiccate.

Le precipitazioni piovose sono piuttosto scarse, risultando concentrate nei mesi invernali e tuttavia caratterizzate da un regime estremamente variabile.

Il 24 Luglio 2007 la colonnina di mercurio dell' aeroporto di Bari Palese registro' 46 gradi, una temperatura mai avutasi nel territorio cittadino.

Bari - nome greco Βαριον (Barion), nome latino Barium.

Non sono chiare le origini di Bari: dagli scavi nell'area della chiesa di San Pietro, nella città vecchia, sembra ipotizzabile l'esistenza di un originario insediamento dell'età del bronzo, appartenente al popolo dei Peucezi.

Entrata a far parte del dominio romano, nel III secolo a.C. come municipium, Barium si sviluppò in seguito alla costruzione della via Traiana.

Dal IV secolo fu sede episcopale e dopo la caduta dell'impero romano fu contesa tra Longobardi e Bizantini (l'attuale struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca, e si articola intorno alla corte del Catapano) che nel 669 con l'imperatore Costante II la saccheggiarono.

Successivamente fu in mano dei Berberi (dal 847 al 871 fu sede di un emirato) e quindi dei duchi di Benevento. Nel 875 tornò ai Bizantini che la crearono capitale del thema di Langobardia, comprendente l'Apulia e la Calabria.

Liberata, dopo sei mesi di assedio dai Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese) al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia.

Ultimo possedimento bizantino in Italia, nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071, e nel 1087 vi furono portate le spoglie di san Nicola di Myra. Tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza per le Crociate.

Nel 1098 nella cripta della nuova basilica di San Nicola, si riunì il famoso concilio presieduto da papa Urbano II, al quale intervennero oltre 180 vescovi riunitisi per discutere di problemi dogmatici inerenti ai rapporti tra la Chiesa Ortodossa e Chiesa Romana all'indomani dello scisma.

Distrutta da Guglielmo il Malo, tornò a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico II su preesistenti fortificazioni normanne.

Un lungo periodo di decadenza caratterizzò a Alduino de Candida, Maestro della Regia Corte e Giustiziere di Bari dall 1284, le dominazioni angioina, aragonese, e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l’ampliamento del porto ed un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell’entroterra, molto richiesti sui mercati esteri.

Il 25 aprile del 1813, con Gioacchino Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori delle mura medioevali ("borgo nuovo", o "borgo murattiano"), caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. La popolazione crebbe rapidamente dagli allora 18.000 abitanti ai 94.000 dell'inizio del XX secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e istituzioni pubbliche (Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e la casa editrice Laterza.

Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente", consacrato negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato dall'Unione Europea.

A metà del XX secolo la città si era espansa ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta.

La città, fatta metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est. Il 6 agosto 1991 sbarca nel porto la nave Vlora, carica di oltre ventimila Albanesi.

Alle porte del 2000 il centro storico viene ristrutturato e restituito a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia.

Bari e tutta la provincia vissero con particolare apprensione e forte incertezza gli anni che videro l'Italia prendere parte ad uno tra i peggiori disastri dell'umanità intera, la seconda guerra mondiale. Sono ancora presenti nella memoria dei più anziani baresi e di tutti coloro che vissero in prima persona quei momenti di forte ansia e timore che contraddistinguono ogni evento bellico. Il capoluogo pugliese, in quanto porto strategico come altre città quali Brindisi e Taranto - altro luogo privilegiato in quegli anni dagli eserciti susseguitisi nella penisola - dovette condividere una sempre costante inquietudine, accresciuta da spiacevoli e luttuosi eventi che segnarono profondamente tutta la cittadinanza. Qui di seguito sono riportate circostanze incresciose che è opportuno rilevare, di cui Bari fu, suo malgrado, protagonista impotente.

Nel corso della seconda guerra mondiale i porti di Bari, Brindisi e Taranto, come poc’anzi rilevato, erano considerati dalle forze alleate due fra i più attivi e strategicamente importanti di tutto il mezzogiorno italiano, anche per il cospicuo numero di mezzi e navi che i porti delle due città custodirono per tutta la durata del conflitto. Ambedue gli attracchi tuttavia furono teatro di diversi disastri navali e consuetudinari scenari bellici che, come spesso accade, penalizzarono soprattutto la popolazione locale. Bari visse due pesanti disastri navali, tra i quali il secondo fra i più disastrosi di tutta la guerra.

Il secondo colpì la città pugliese il 9 aprile 1945 alle 11.57, allorché il piroscafo americano Charles Henderson esplose a causa di un incidente con il carico di materiale bellico. Pesante fu il tributo in vite umane. I morti (accertati), fra gli abitanti del vicino borgo antico e gli scaricatori del porto, furono 175 con 142 dispersi. In totale 317 persone furono travolte e uccise dalla devastante deflagrazione. Più di 600 i feriti gravi, migliaia in modo lieve. Un centinaio le vittime tra gli alleati. Oltretutto l'esplosione che investì tutto il borgo antico, provocò pesanti danni alla Cattedrale, alla Basilica di San Nicola e alla Chiesa russa.

Ma disastro ancor più grave fu quello che patì Bari ancora prima, il 2 dicembre 1943, a pochi mesi dalla cacciata dei tedeschi da Bari e dalla battaglia in difesa del porto, il 9 settembre. Il porto di Bari in cui erano ormeggiate decine di navi alleate, subì un pesantissimo bombardamento aereo, organizzato dalla Luftwaffe, l'aeronautica militare tedesca. Alle 19.25 di quel giorno una vera pioggia di ordigni, sganciati da più di cento aerei, investì le navi del porto che si concentravano compatte presso il molo foraneo. Non una bomba mancò l'obbiettivo in virtù del forte assembramento di mezzi. Le navi affondate furono 17 di cui 4 inglesi, 3 norvegesi, 3 italiane e 2 polacche. Tra le navi affondate vi era l'inglese John Harvey carica di bombe all'iprite. Il numero di vittime non è mai stato accertato; i morti ammonterebbero a circa 500, mentre i feriti a 2000. Per la gravità delle consegueze, il disastro di Bari è conosciuto tra i più tragici bombardamenti navali della seconda guerra mondiale insieme all'attacco di Pearl Harbor, in cui le navi affondate furono parimenti 17, e l'attacco alla flotta italiana a Taranto del 1940.

Durante le operazioni belliche, in seguito all'armistizio di Cassibile stipulato l'8 settembre 1943, e precisamente nei giorni 28-29 gennaio 1944, si tenne a Bari (in quegli anni infatti la città era uno dei centri di maggiore attività politica nell'Italia occupata dagli Alleati), il congresso dei comitati provinciali di liberazione, che volle definire per i partiti antifascisti (escluso il PRI) le linee direttive comuni della futura azione politica nazionale: abdicazione di Vittorio Emanuele III e formazione di un governo che fosse espressione politica dei comitati di liberazione, dotato di pieni poteri al fine di intensificare lo sforzo bellico e di preparare la nuova Costituzione. La maggior parte di questi avvenimenti fu commentata e trasmessa da Radio Bari che dal settembre del 1943 era diventata la prima radio dell'Italia libera, anche se operava sotto il controllo degli Alleati.

Secondo il sito Comuni Italiani lo stemma risalirebbe al tempo delle crociate: l'argento che corrisponde in araldica al bianco simboleggerebbe la pura e candida fede, mentre il rosso rappresenterebbe il sangue versato in sua difesa.

Lo stemma del comune di Bari richiama,certamente,il legame che la città ha avuto in passato con la monarchia polacca in particolar modo con Bona Sforza. In passato lo stemma cittadino aveva visto la figura di un putto alato su una imbarcazione accompagnata da un delfino. Questa figura, detta anche Barion, risale alla emissione di monete in epoca antica.

Bari, nel corso degli ultimi due decenni, ha subito il fenomeno della deurbanizzazione a vantaggio dei comuni di cintura, tipico delle aree metropolitane italiane.

La popolazione residente nella provincia di Bari, pari a 1.599.378 unità (Dati ISTAT 31/12/2007), risulta aumentata rispetto al 1991. Nel comune capoluogo, con 322.012 unità, si concentra circa il 20,3% della popolazione della provincia. Tra i due censimenti la popolazione residente a Bari è calata circa del 7,2%, mentre nei comuni di prima e seconda corona si è registrato rispettivamente un incremento circa del 4,6% e circa del 5,4%.

Altri piccoli gruppi etnici sono costituiti da Bengalesi, Filippini, Etiopi, Greci, Marocchini e altri cittadini dell'Unione Europea.

Il dialetto barese è un idioma che si è costruito e modificato a seguito delle innumerevoli occupazioni di popolazioni straniere che per secoli la città ha vissuto e che hanno donato alla parlata barese peculiarità diverse ed un'inflessione per molti incomprensibile.

Dal punto di vista della filogenesi il dialetto barese ha avuto origine dalla comune lingua madre, il latino, da cui si sono sviluppati dapprima il siciliano, poi il napoletano; conseguentemente a tale evoluzione si è creato, sotto vari influssi, il tipico idioma barese.

Il barese viene parlato grosso modo in tutta la provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani, ove sono presenti alcune varianti come il barlettano e l'andriese. Al Nord ha zone di influenza nella provincia di Foggia, in cui tuttavia è parlato il dialetto foggiano. A Ovest la parlata del capoluogo pugliese si diffonde nella provincia di Matera, il cui dialetto non presenta evidentissime differenze con quello barese, mentre a sud il suo influsso raggiunge anche le parti più settentrionali della provincia di Brindisi e della provincia di Taranto.

Nella città hanno sede diverse strutture sanitarie pubbliche e private. Tre sono i grandi poli ospedalieri generali: il Policlinico Consorziale, sede della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi, il Presidio Ospedaliero Di Venere e il più recente Ospedale San Paolo. Le principali strutture specializzate sono invece l'Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII e l'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II", Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, specializzato nella cura oncologica. Un'altra struttura presente è l'Ospedale Militare.

L'attività culturale della città di Bari si sviluppa intorno alle massime sedi culturali della città stessa come l'Università degli studi di Bari, nella quale sovente si tengono dibattiti e manifestazione di carattere storico-artistico.

In campo musicale ricalcando una tradizione tuttora viva nella regione, attraverso concerti dell'annuale stagione lirica che si tengono presso i teatri Piccinni e Petruzzelli (quest'ultimo attualmente inagibile per restauro) si mantiene vivo l'impulso culturale.

Di più vasta portata, anche nei suoi riflessi sulla vita culturale della città, è l'attività editoriale, esplicantesi a livello nazionale, condotta dalle case editoriali come "Cacucci" e Laterza (Casa editrice Giuseppe Laterza & figli), che vantano una solida tradizione, Dedalo, De Donato e Palomar. Nella città ha sede oltretutto il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno ed altri settimanali e quotidiani di cultura.

Diverse sono le biblioteche che hanno sede nella pulsante città capoluogo pugliese. Oltre le varie migliaia di volumi che fanno del "Museo Storico" sede culturale non svalutabile, sono di particolare importanza la "Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti-Volpi", sita nella cittadella della cultura, ricca di una vasta raccolta bibliografica (circa 220.000 volumi, tra cui 65 incunabuli, 2500 codici e manoscritti, e circa 400 pergamene databili intorno al 1150).

Di un'ampia sezione archivistica, ricca di circa 100.000 fra carte e pergamene del IX secolo, è dotata la "Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi", che riveste particolare interesse anche per un'ampia raccolta specializzata (15.000 titoli) di opere relative alla storia della regione.

Diplomi e pergamene antiche conferiscono particolare importanza all'archivio della Basilica di San Nicola, ma di valore ancor maggiore è il rotulo pergamenaceo dell' Exultet, conservato nell'archivio della Cattedrale di San Sabino. Databile tra l'XI e il XIII secolo, l' Exultet raggiunge una lunghezza di ben 8,42 metri, minuziosamente abbellito da preziose miniature.

Bari ospita due università pubbliche (l'Università degli Studi di Bari e il Politecnico di Bari), e una privata, la LUM Jean Monnet - Libera Università Mediterranea.

L'Università degli Studi di Bari è la più importante università pugliese, nonché fra le più attrattive di tutto il Mezzogiorno italiano, in termini di bacino d'utenza. Fondata nel 1925, l'università conta 13 facoltà e oltre 60.000 iscritti. Ha sede nello storico Palazzo Ateneo in piazza Umberto I nel cuore del centro ottocentesco, oltre che in diverse altre strutture variamente dislocate nella città.

Nel 1990 per gemmazione dall'Università degli Studi, fu istituita la seconda sede universitaria barese, il Politecnico di Bari, che ha sede presso il campus universitario della città. Esso conta 11.000 iscritti e tre facoltà di Ingegneria e Architettura, due delle quali con sede a Bari.

Più recente è la storia della Libera Università Mediterranea, università privata il cui riconoscimento legale risale al 2000. Essa ha sede presso il centro direzionale Il Baricentro di Casamassima, a pochi chilometri da Bari.

È in via di costituzione il Polo Biotecnologico Regionale.

A Bari ha sede dal 1983 il Consorzio delle Università Mediterranee (CUM), al quale aderiscono oltre 160 Istituzioni Universitarie del bacino del Mar Mediterraneo.

Il "Museo Archeologico" di Bari fondato nel 1875 come Museo Provinciale è stato notevolmente ampliato nel tempo grazie a donazioni private e nuove scoperte archeologiche che hanno arricchito le bacheche dell'istituto. Esso infatti comprende la più completa raccolta di materiale archeologico pugliese, soprattutto ceramiche e bronzi. Il museo è fondamentale acché si abbia un completo quadro per la conoscenza della civiltà apula dal VII secolo al III secolo, dell'antica Daunia (attuale provincia di Foggia), sia della Messapia e anche della Peucezia (attuale provincia di Bari).

Il museo si trova all'interno dello storico e grandioso palazzo dell'Università, la quale si affaccia sull'ampia Piazza Umberto I. È attualmente chiuso e attende di essere trasferito in nuova sede (probabilmente l'ex monastero di Santa Scolastica).

La Pinacoteca Provinciale, sita nel palazzo della Provincia di Bari, si compone di opere databili dal XV secolo all'attuale, la cui paternità è attribuita ad artisti quali Tintoretto, Giovanni Bellini, Antonio Vivarini e Bartolomeo Vivarini, Paolo Veronese e pittori di scuola napoletana come Luca Giordano e numerosi ottocentisti italiani. La pinacoteca è intitolata al pittore rinascimentale Corrado Giaquinto, nativo di Molfetta. Il museo ospita inoltre un'importante raccolta (collezione Grieco) di opere dell'Ottocento e Novecento italiano, comprendente dipinti di macchiaioli toscani come Fattori, Lega, Signorini, Banti e di artisti come Morandi, De Chirico, Carrà, De Pisis, Campigli, Casorati, Mafai, Sironi. Sono presenti, inoltre, opere di Pellizza da Volpedo, De Nittis, Netti, Boldini e Toma. La pinacoteca ospita anche opere di autori contemporanei come Pino Pascali. È sede di mostre ed eventi culturali.

Bari ospita diversi giornali e reti radiotelevisive a carattere locale, ma conta anche sedi di testate a diffusione nazionale.

Tra le emittenti televisive, Bari è sede della redazione regionale per la Puglia della Rai e della redazione centrale del telegiornale del gruppo Telenorba, con sede a Conversano, che controlla le due emittenti TN7 (ex Telenorba) e TN8 (ex Teledue). La prima è, secondo l'Auditel, la televisione locale italiana con i più alti indici di ascolto. Bari è inoltre sede di altre emittenti televisive locali, quali Antenna Sud (collegata alla Gazzetta del Mezzogiorno), RTG Puglia, Tele Bari, Tele Puglia.

Diverse sono anche le emittenti radiofoniche con sede nella città.

Le testate giornalistiche più importanti sono il Corriere del Mezzogiorno, edizione pugliese del Corriere della Sera, l'edizione barese del quotidiano la Repubblica, la storica Gazzetta del Mezzogiorno ed il Quotidiano Puglia. Sono presenti altresì le redazioni cittadine dei quotidiani free press City, Leggo, E Polis, e le testate locali Quotidiano di Bari e Barisera, che viene distribuito a partire dal pomeriggio.

Eccetto il Margherita, questi teatri sono, assieme all'Auditorium Nino Rota, anch'esso chiuso da anni e in fase di restauro, i contenitori storici della città che vengono gestiti dalla Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari".

Il Teatro Petruzzelli nacque dall'esigenza della città di possedere un contenitore culturale degno di una città desiderosa di elevarsi al livello delle altre metropoli italiane. La passione di Bari per il teatro era nota, ma i luoghi di rappresentazione non erano sufficienti, oppure non raggiungevano quell'ideale di austerità che Bari meditava del suo teatro. Neppure il teatro comunale Piccinni, edificato nel 1854, soddisfaceva le necessità della città desiderosa di emergere sul piano artistico-culturale.

Il Comune, in possesso di un piazzale sul mare ("Largo della Marina"), atto ad ospitare concerti e rappresentazioni di strada, approvò la proposta di sfruttare lo slargo per adibirlo a luogo entro il quale edificare il teatro. Fra tanti, il progetto accolto dal comune fu quello presentato da due commercianti baresi, Onofrio ed Antonio Petruzzelli di origine triestina, i quali a loro volta fecero proprio quello di un loro cognato ingegnere, il barese Angelo Messeni. La proposta nel 1896 accolta, si concretizzò nel 1898, anno in cui iniziarono i lavori di edificazione.

La struttura, orgoglio della città e della Puglia intera, esordì la sera del 14 febbraio 1903, allorché si tenne la rappresentazione de "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer.

La notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro venne distrutto quasi interamente da un incendio doloso. L'ultima opera rappresentata fu la "Norma" di Vincenzo Bellini. Ironia della sorte, tale opera si chiude con la scena di un rogo. Attualmente si sono conclusi i lavori di ripristino del Teatro alla sua funzionalità; ciononostante, il teatro rimane chiuso per ragioni non chiare, né è noto quando sarà riaperto.

Il "Teatro Piccinni" è il più antico teatro della città di Bari. La struttura è in grado di contenere più di ottocento spettatori. Il teatro fu inaugurato il 30 maggio 1854 con la rappresentazione del "Poliuto" di Gaetano Donizetti. Un anno dopo, nel 1855 fu intitolato a "Niccolò Piccinni", in onore del famoso musicista barese oltremodo apprezzato nella città natale ed in Francia, paese in cui svolse la sua attività di compositore.

L’Auditorium Nino Rota, attualmente in ristrutturazione, è la più importante e prestigiosa sala d'ascolto della città di Bari (in essa si tengono anche conferenze e manifestazioni) sito in Via Cimmarrusti, nei pressi di via Brigata Divisione Bari. Dedicato al grande compositore milanese Nino Rota, l'auditorium è stato edificato negli anni sessanta, commissionato dall'Amministrazione Provinciale. Attualmente di proprietà dell'Università barese, rappresenta, assieme ai teatri Petruzzelli, Piccinni e Margherita uno dei contenitori storici della città di Bari, ed è gestito dalla Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari".

L’8 dicembre 1926 nasceva a Bari l’Accademia Polifonica Barese, fondata da Biagio Grimaldi (1897-1986) L’amore per la grande Musica e per la città di Bari, hanno rappresentato lo stimolo ad un continuo e tenace impegno per realizzare la grande aspirazione del fondatore: la grande Musica come strumento di crescita culturale e morale, l’esperienza artistica corale come mezzo per combattere il degrado dei valori etici nella società civile e riaffermare con forza la voglia di solidarietà, amicizia, pace, amore. La storia di questa idea si è quindi sviluppata parallelamente alle grandi vicende storiche, civili ed ecclesiastiche, che toccarono la città di Bari durante gli anni del Fascismo, della guerra e del dopoguerra, della rinascita e del boom economico in Italia; in ognuno di questi momenti storici l’idea ha conservato la sua identità, dando vita ad una grandiosa ed incessante attività artistica e culturale. Molti importanti compositori italiani del Novecento, Mascagni innanzi tutto, e a seguire Franco Casavola, Francesco B. Pratella, Lorenzo Perosi, Cesare Franco, G.B. Campodonico, Pasquale La Rotella, Umberto Giordano e altri ancora, testimoniarono la loro ammirazione verso il lavoro che Grimaldi svolgeva in sintonia con un altro illustre musicista barese, l’organista Donato Marrone, che di quell’impresa era l’anima intellettuale. I concerti della Polifonica conobbero una diffusione ampissima, attraverso le frequenze della Radio italiana e di Radio Bari che con regolarità li trasmettevano in tutto il mondo. Nei programmi era rappresentato il meglio della polifonia sacra e profana di tutti i tempi: Palestrina innanzi tutto, ma anche Beethoven (alla Polifonica si deve la prima esecuzione in Italia, nel 1930, al teatro Piccinni di Bari, della Fantasia per pianoforte, coro e orchestra di Beethoven), la scuola francese, la musica dei compositori pugliesi a partire da Niccolò Piccinni fino ai contemporanei Casavola, Sasso, Costa, e le melodie popolari baresi. Ancora oggi è incredibile il livello artistico che Grimaldi seppe raggiungere con un gruppo di cantori non professionisti, quasi tutti venivano da Bari vecchia e per la musica avevano una passione che Grimaldi seppe valorizzare. Alla morte del suo fondatore, avvenuta il 29 giugno 1986, l’Accademia divenne l’attuale Associazione Polifonica intitolata a Biagio Grimaldi, sotto la guida di Nicolò Candida, cui lo stesso Grimaldi aveva affidato negli ultimi anni la direzione di molti concerti. Successivamente altri direttori baresi si sono avvicendati sul podio: i maestri Andriani, Sivo, Scardicchio, Speranza, Monterisi, Campanale,Aymone. Gli 80 anni circa di vita associativa sono stati caratterizzati da una attività concertistica che, unita alla divulgazione della musica corale di ogni tempo, oltre a quei valori di spiritualità e socialità che furono sempre perseguiti dal fondatore Biagio Grimaldi, musicista apprezzato anche da illustri contemporanei. Pietro Mascagni fu molto onorato di accettare la prima Presidenza della Polifonica. Le stagioni concertistiche hanno avuto e, in particolare nel 2006, come obiettivo la celebrazione dell’80° anniversario della fondazione dalla fondazione, occasione per promuovere a Bari una serie di iniziative, concertistiche e documentarie, che hanno permesso di ripercorrere 80 anni di storia musicale in città. Dal 5 dicembre 2006 al 28 febbraio 2007 si è tenuta a Casa Piccinni, una mostra documentaria dal titolo “80 ANNI BIAGIO GRIMALDI E LA POLIFONICA BARESE 1926-2006”, seguita da un concerto alla Vallisa dove è stato eseguito in prima assoluta IL REQUIEM del maestro Grimaldi e L’ORATORIO DI NATALE DI SAINT SAENS. La mostra è stata curata da Fiorella Sassanelli, musicologa e critico musicale de La Repubblica di Bari, con la consulenza musicologica di Dinko Fabris, docente di Storia della Musica al Conservatorio Piccinni e all’Università di Potenza, ed è stata oggetto di ripresa televisiva da RAI 3. Nel mese di dicembre 2007, nella Cattedrale di Bari, il coro della Polifonica e l’orchestra del Collegium Musicum hanno eseguito il TE DEUM di Charpentier sotto la direzione del maestro Dino Marrone. Altro importante obiettivo raggiunto dalla Polifonica è stato quello di intensificare ancora di più l’impegno del coro nei riguardi dei cittadini più deboli e più bisognosi di aiuto, in particolare ai piccoli ricoverati nel reparto di Onco-Ematologia della Clinica Pediatrica, ai pazienti della Clinica Medica, agli anziani pensionati della Circoscrizione. Infatti dal 2006 ha ripreso l’educazione musicale-corale dei piccoli cantori delle varie circoscrizioni, mediante partecipazione alle iniziative dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bari dal titolo “L’Ospite Bambino” La Polifonica dispone di un archivio storico-musicale, riconosciuto nel 1998 dal Ministero dei Beni Culturali, di “notevole interesse storico” e, con la supervisione della Soprintendenza Archivistica per la Puglia, è stato possibile il riordino e la catalogazione. La consultazione è disponibile presso la sede stabile e/o sul sito internet http//:www.polifonicagrimaldi.it. La Direzione Artistica, è affidata al Maestro Sabino Manzo che, con la sua esperienza e formazione, infonde entusiasmo e impegno nella scelta e realizzazione di un significativo repertorio concertistico. Con il maestro Manzo, è stato possibile iniziare un processo di ulteriore raffinamento delle qualità artistiche del coro, con l’acquisizione di tecniche canore più consone. Al Maestro Biagio Grimaldi è dedicata una via e una scuola nella città di Bari. L’Associazione Polifonica Barese è iscritta agli albi della Regione Puglia e del Comune di Bari.

La cucina pugliese si basa sui tre prodotti agricoli principali della regione cioè il grano, l'olio e il vino. La cucina barese è arricchita, oltre che dai predetti ingredienti, anche da ortaggi e frutta in abbondanza nel territorio. Con la farina si cucinano l'ottimo pane pugliese e le paste alimentari casalinghe: orecchiette, recchietelle o strascinate, chiancarelle ossia orecchiette di grandezza varia, cavatelli, lagane, troccoli ossia fettuccine, fusilli ossia maccheroni arrotolati, tripoline e mignuicchi ossia gnocchetti di semola.

Con la pasta fatta in casa si preparano anche calzoni al forno con ripieno di cipolla, acciughe, capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese; pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e gli scagliozzi o sgagliozze ossia fette di polenta.

Condimenti sovrani sono l'olio e l'aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto e caponata), ceci, fave intere o schiacciate (con cicorie), cavoli, sedani, cardi e finocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio, o salati o con brodo di maiale.

I piatti di carne sono per lo più a base di agnello (tacche al forno, cottarello, involtini), di maiale (capocolli, salsicce varie soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione. Raffinatezza: i tordi in salsa conservati nel vino bianco.

Specialità: il riso al forno alla barese chiamato pure riso, patate e cozze nonché le linguine al sugo di seppia e le lumache alla barese ossia lumache, raccolte dal vicino promontorio della Murgia, cotte o lessate e condite in vario modo.

Bari, in quanto città di mare, è inoltre famosa per i numerosi e ottimi piatti di pesce: il dentice alle olive, l'orata alla San Nicola, le alici arracanate e i polipetti in casseruola.

Tra i dolciumi tipici di Bari ricordiamo le cartellate, le paste reali, le castagnedde, i sassanelli, la zeppola, il bocconotto, la scarcella e il callume ossia sanguinaccio dolce.

Tra i vini pregiati, di Bari e della provincia, ricordiamo: il Primitivo, il Castel del Monte, il Moscato di Trani, i bianchi della Valle d'Itria, l'Aleatico e varietà di Cerasuolo e di Sangiovese. Abbondante la produzione di vini da taglio tra cui il Barletta.

La Fiera del Levante è una delle principali fiere del bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del Comune, dell'Amministrazione Provinciale e della Camera del Commercio di Bari ed opera continuativamente da quell'anno. La prima edizione della Fiera del Levante si è svolta nel 1930. La rassegna ha continuato a svolgersi puntualmente a settembre di ogni anno, con la sola interruzione degli anni della seconda guerra mondiale dal 1940 al 1946.

Complessivamente gli espositori che partecipano annualmente alle manifestazioni sono cinquemila tra nazionali ed esteri. I visitatori ammontano a circa due milioni.

La rassegna storica, nonché la più nota al grande pubblico, è la fiera campionaria, la più grande d'Europa, che ha luogo ogni settembre, con oltre settecento mila visitatori e più di duemila espositori, in un'apposita vasta area, ampia circa 300 mila metri quadrati, situata a nord-ovest della città, in vicinanza della punta di San Cataldo, al limite occidentale del porto nuovo.

La fiera è inoltre volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente, di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole punto d'incontro.

Dal 7 al 9 maggio si svolge nel centro storico di Bari la festa del Patrono della città, San Nicola.

Già alla vigilia dell'inizio delle festività religiose affluiscono in città molti pellegrini devoti al Santo. Una delle usanze tradizionali è l'offerta del pane alla Basilica. A rievocare l'antico arrivo delle reliquie di San Nicola, la sera della vigilia si tiene un grande corteo storico.

Il giorno della festa si svolge la solenne processione in cui la statua del Santo viene portata fino al Molo San Nicola dove si tiene una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Bari; il Santo viene poi trasportato in mare da un corteo di imbarcazioni. Verso sera avviene il raduno delle imbarcazioni presso il molo in cui si saluta il ritorno del Santo nella basilica, attraverso una nuova sontuosa processione al termine della quale avviene lo scoppio dei fuochi pirotecnici.

Il giorno dopo, in seguito alla celebrazione eucaristica di saluto che si tiene in Piazza del Ferrarese, nella cripta della Basilica si prosegue ufficialmente al prelievo della santa manna (che i monaci benedettini trassero dalle ossa del santo) alla presenza dei fedeli e delle autorità religiose e civili.

Tutta la ritualità religiosa è immersa in una cornice profana di luci e abbellimenti di cui l'intera città è meticolosamente rivestita e di concerti bandistici; tutto quanto contribuisce a creare un'atmosfera alquanto suggestiva.

Il 10 maggio, ultimo giorno di festa, dopo la Santa Messa celebrata in Piazza del Ferrarese, la statua di San Nicola, solennemente trasportata in processione, è riposta all'interno della Basilica.

San Nicola è inoltre festeggiato a Bari anche il 6 dicembre, anniversario della sua morte. Quella del 6 dicembre è festa sentita in tutto il mondo cristiano occidentale e particolarmente nei paesi del nord Europa, Russia compresa. A tale proposito la città di Bari nel marzo 2007 è stata visitata dal presidente russo Vladimir Putin, il quale durante il meeting italo russo si è recato nella basilica di San Nicola per rendere omaggio alle reliquie del santo. In quell'occasione Putin definì Bari,secondo il sentimento religioso del popolo russo legato alla figura di San nicola,"la città più importante del mondo dopo Gerusalemme". Al momento in cui la chiesa russa è stata consegnata ai legittimi proprietari,ufficialmente nell'aprile del 2008,il primo cittadino della città Michele Emiliano ha donato la cittadinanza barese al primo ministro russo Vladimir Putin recandosi direttamente a Mosca. A tal fine,il nuovo presidente russo Dmitrij Anatol'evič Medvedev è tornato a Bari il 1 marzo del 2009 per poter riavere in proprio possesso l'edificio che rappresenta la Chiesa russa di Bari ,importante porta di oriente fra l'europa occidentale e quella orientale. Secondo alcuni analisti religiosi,in futuro,Bari potrebbe diventare l'anello di fusione perpetuo fra il mondo cattolico e quello ortodosso in seguito all'incontro fra papa Benedetto XVI e il patriarca di Mosca Kyrill.

Evento importante è la festa che avviene nella città vecchia il 6 dicembre. Nel pomeriggio la messa celebrata dall' Arcivescovo di Bari-Bitonto e la consegna delle chiavi della città al Santo. Prosegue una lunga processione, della statua di San Nicola, per le vie della città vecchia.

Una delle leggende più diffuse vuole che San Nicola, allorché era in vita, abbia consentito a tre fanciulle povere di sposarsi grazie ad un dono: tre sacchetti colmi di monete d'oro. Da allora egli è rappresentato, nella tradizionale iconografia, con tre palle d'oro in mano ed è tuttora venerato dalle ragazze che desiderano sposarsi. È ancora viva la tradizione per cui queste ragazze scrivono le proprie aspirazioni matrimoniali su bigliettini che sono poi inseriti nella teca di vetro che accoglie la statua del santo.

Nettissimo è il contrasto, che salta all'occhio del visitatore, tra la città vecchia e la città moderna, soprattutto dal punto di vista della struttura urbanistica.

La prima addensata sul promontorio tra il porto vecchio e il porto nuovo, ha il tipico impianto medioevale con vie tortuose e anguste. In essa si riassume tutta la storia di Bari, dalle origini come centro e porto dei Peucezi, poi come municipio romano, quindi importante capitale Bizantina e Normanna, quando tra l' XI e il XII secolo divenne uno dei principali porti d'imbarco per le spedizioni dei Crociati. In questa epoca sorsero i principali monumenti, in particolare la basilica di San Nicola e la Cattedrale. Sotto gli Svevi e Federico II venne ricostruito il castello, più tardi rafforzato e abbellito, per far da dimora delle duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza.

Il regno di Gioacchino Murat segna l'inizio, nel 1813, dell'espansione edilizia moderna realizzata grazie all'attuazione di un preciso piano regolatore che prevedeva la spartizione della città a mo' di scacchiera.

Negli ultimi decenni si sono aggiunti nuovi quartieri, particolarmente a sud e a ovest, in funzione dello sviluppo demografico e commerciale-industriale della città.

Il Comune di Bari è suddiviso dal 1979 in nove circoscrizioni territoriali dotate di un consiglio (con un numero di rappresentanti compreso fra 14 e 18) e di un presidente democraticamente eletto.

Tranne la circoscrizione Madonnella, tutte le altre sono nate dalla fusione di due o più quartieri e zone.

Con l'intento di favorire il decentramento amministrativo e dar vita alla città metropolitana, è allo studio la riorganizzazione del Comune in Municipi.

Antico centro marinaro, Bari ha sempre avuto una spiccata vocazione mercantile che l'ha resa - grazie anche alla sua favorevole posizione geografica - un importante centro di commerci, oggi il secondo del Mezzogiorno d'Italia. Proprio i commercianti hanno decretato la fortuna della città moderna: a loro è dovuta la costruzione dell'imponente edificio della Camera di Commercio, dello splendido teatro Petruzzelli e di molti dei principali edifici storici del centro murattiano. Nel 1987 la congestione del centro cittadino ha spinto un imprenditore locale, Giuseppe Degennaro, a costruire nei pressi della città un centro integrato direzionale e commerciale all'ingrosso: oggi il Baricentro, alle porte del comune di Casamassima, è ancora uno dei più grandi centri commerciali d'Europa.

I servizi costituiscono uno dei settori più vivaci dell'economia, con aziende come Getronics, EDS, Olivetti e IBM. Rimane tuttavia bassa la spesa per ricerca e sviluppo.

L'industria è da sempre trainante e si sviluppa nei comparti alimentare, chimico, petrolchimico, tessile, del legno e, soprattutto, meccanico. Nella meccanica operano aziende come Magneti Marelli, Bosch e Getrag: Bari ospita il principale distretto industriale tedesco in Italia. Alla fine degli anni ottanta nel centro Elasis fu sviluppato il noto sistema common rail, i cui diritti per l'industrializzazione furono ceduti nel 1994 dalla Fiat alla Bosch. L'area industriale si è progressivamente spostata all'esterno della città, ed è oggi ospitata fra i comuni di Bari e Modugno, con propaggini verso i comuni di Palo e Bitonto. L'avvio alla saturazione dell'area ha inoltre favorito, nell'ultimo decennio, la crescita del comparto industriale di Molfetta.

Ben sviluppata è anche l'agricoltura: vigneti, oliveti, mandorleti e frutteti sono le principali colture, a complemento delle quali sono sorti oleifici e stabilimenti enologici e conservieri. Attivissimo il commercio di prodotti agricoli, favorito dalla specializzazione delle colture (pomodori, carciofi, cetrioli, uva da tavola, pere, ciliegie e fichi), che determina una forte corrente di esportazione. Molto sviluppato è infine il commercio del pesce per il quale è atto un Mercato Ittico all'ingrosso.

Importantissima funzione all'incremento di tutte le attività commerciali ha la Fiera del Levante.

Nel 2003 la disoccupazione si è attestata sotto l'11%: un dato significativamente inferiore alla media del Mezzogiorno.

A garantire e promuovere lo sviluppo economico a Bari e nella provincia esiste nella città capoluogo la Camera del Commercio, un ente autonomo che svolge funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese promuovendo e curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali.

L'Ente è una istituzione aperta, vicina alle attività economiche del territorio di cui è portata a garantirne un'omogenea diffusione ed un altrettanto forte incremento, altresì fornendo l'appoggio di servizi concreti.

La presenza di un importante nodo stradale e autostradale nell’area metropolitana barese determina elevati livelli di congestionamento per la presenza di traffico turistico, cittadino e pendolare che s'intensifica soprattutto negli orari di punta e durante i week-end estivi in prossimità di tutte le principali arterie stradali. Per il decongestionamento del traffico è prevista la realizzazione del terminale dell’Asse Nord-Sud (asse di collegamento del porto alla tangenziale), dell’Asse Est-Ovest (dalla SP 236 a via Giulio Petroni) e il completamento della strada di scorrimento Terza Mediana Bis, una sorta di tangenziale interna. Il progetto dell’intera opera prevede la realizzazione del tratto di completamento della Terza Mediana Bis in quanto per alcuni tratti la strada è già stata realizzata, tra il termine dell'Autostrada A14 (lato Ovest) e Corso Trieste (lato Est).

L’asse viario di progetto dovrà assorbire e drenare una considerevole parte di traffico a differente provenienza e viabilità e precisamente: traffico extraurbano, riveniente dall’A14, dall’A16, dalla SS 16, dalla SS 379, dalla SS 613, dalla SS 100, dalla SP 231, dalla SS 96, dalla SP 236 e dalle ulteriori strade provinciali a Sud, dirette nella fascia urbana compresa fra la rete ferroviaria e la tangenziale; traffico di mobilità interna proveniente dalla fascia urbana compresa tra la rete ferroviaria e la tangenziale, comprendente quasi il 50% della residenza, oltre all’alta densità di insediamenti commerciali, produttivi e terziari esistenti; traffico di mobilità semi-interna a provenienza, per mediazione di un breve tratto della tangenziale, dall’Area Industriale e dal quartiere S.Paolo.

Bari è raggiungibile attraverso l'Autostrada A14 e l'Autostrada A16, che la collegano rispettivamente con Napoli e Bologna verso nord e con Taranto verso sud. Gli accessi avvengono ai caselli di Bari Nord, presso Modugno, e Bari Sud, presso Bitritto.

La Tangenziale di Bari (E55), che attraversa il territorio comunale da nord a sud e che si presenta in gran parte con 3 corsie per senso di marcia, serve sia il traffico di transito che di distribuzione. L’Anas investe ogni anno cifre notevoli per la manutenzione dell'arteria, che è fondamentale per i collegamenti con il porto.

A nord e a sud della città la SS 16 ha le caratteristiche di superstrada: essa si integra con la SS 379 e con la SS 613 raggiungendo Brindisi e Lecce e garantendo così al Salento un'ottima connessione con l'intero sistema autostradale. Inoltre, a nord di Bari sino a Cerignola costituisce una valida alternativa all'A14.

Da Bari si dipartono altre cinque arterie stradali con tratti di superstrada: la SS 100 in direzione Taranto, la SP 236 in direzione Bitritto-Matera, la SP 54 in direzione Modugno, la SS 96 in direzione Altamura-Potenza e la SP 231 in direzione Bitonto-Andria.

Nella periferia nord della città, al confine fra i quartieri Palese-Macchie e San Paolo, sorge il moderno aeroporto internazionale civile Karol Wojtyła, il cui nuovo terminal è stato inaugurato nel 2005.

Fra i principali d'Italia e soprattutto il più grande e importante della Puglia, lo scalo nel 2007 ha ospitato più di due milioni di passeggeri con un trend di crescita del traffico superiore al 20% annuo, ed è destinato ad accogliere quattro milioni di passeggeri entro il 2012. Diversi voli di linea, in parte gestiti da compagnie aeree low-cost, collegano Bari alle principali città europee, tra le quali Mosca.

Il Porto di Bari, collocato a Sud-Est dell'Italia è tradizionalmente considerato porta dell'Europa verso la penisola Balcanica ed il Medio Oriente, è uno scalo polivalente in grado di rispondere a tutte le esigenze operative. Fra i principali del mare Adriatico, il porto di Bari nel 2007 ha movimentato 1,8 milioni di passeggeri, dei quali circa 350.000 croceristi.

La città è dotata di una rete metropolitana che collega la stazione di Bari Centrale con il quartiere San Paolo (zona ospedale), alla periferia ovest della città, in 14 minuti.

La metropolitana è stata attivata al traffico passeggeri il 22 dicembre 2008, con l'apertura di quattro delle sei nuove stazioni del percorso (Tesoro, Cittadella, San Gabriele, S.Paolo Ospedale). Con la realizzazione del prolungamento (Cecilia e Regioni, attivo nel 2010), sarà consentito un cadenzamento di 5 minuti ed una portata oraria di 6.000 persone. Per la peculiarità del servizio ferroviario nel capoluogo pugliese, organizzato in sei linee ferroviarie che attraversano il territorio comunale e quattro diversi gestori, è possibile utilizzare la definizione di metropolitana di Bari in maniera estensiva, comprendendo l'intero sistema metropolitano ferroviario, in parte attivo e in parte in fase di completamento.

I collegamenti ferroviari sono assicurati inoltre dalle 18 stazioni attraversate quotidianamente da circa 300 treni. Nella Stazione di Bari Centrale, parte del circuito Grandi Stazioni, confluiscono oltre alle linee delle Ferrovie dello Stato (la storica Ferrovia Adriatica e la Bari-Taranto), le Ferrovie del Sud Est (linea Bari-Putignano-Salento), la "Ferrotranviaria - Ferrovie Bari Nord" (linea Bari-Barletta) e le Ferrovie Appulo Lucane (Bari-Matera), tutte in concessione.

Anche le ferrovie in concessione operano un ottimo servizio urbano e metropolitano nei tratti più prossimi alla città.

Negli anni novanta e in seguito con la "legge obiettivo" è stata progettata l'integrazione ferroviaria in un sistema metropolitano unico, con il finanziamento di tre linee ferroviarie metropolitane attualmente in costruzione. Le tre linee hanno origine in Bari Centrale e si sviluppano per 27 km complessivi in viadotto, trincea e galleria verso il comune di Bitritto, l'aeroporto e il quartiere San Paolo.

Nel 2008 inizierà la realizzazione del collegamento ferroviario (a doppio binario elettrificato) che collegherà la stazione di Bari Centrale all'Aeroporto. Il nuovo collegamento entrerà in funzione nel 2010.

Nei prossimi anni è inoltre previsto l'ammodernamento completo del nodo ferroviario anche per le linee esistenti, con l'interramento dei binari che attraversano la città e la liberazione delle sedi ferroviarie e dei passaggi a livello, con conseguente "ricucitura" urbanistica di quartieri oggi separati dalla linea ferroviaria principale.

È in fase di programmazione la realizzazione della linea ad alta capacità Bari-Napoli, inserita nel sistema AV/AC Italiano, che porterà i tempi di percorrenza a 110 minuti rispetto alle 4 ore attuali. Attualmente è in costruzione il tratto Foggia-Bari, mentre è in fase di progettazione il tratto Napoli-Foggia.

Nel marzo 2007 sono stati formalizzati gli accordi tra Ministero delle Infrastrutture, RFI S.p.A. e regioni coinvolte (Conferenza dei Servizi). L'opera riveste carattere fondamentale anche riguardo al Corridoio 8 TEN-T.

L'Interporto Regionale della Puglia è situato in una posizione strategica della città di Bari. È un importante centro logistico multimodale di scambi commerciali tra i paesi del bacino Mediterraneo e quelli del Nord-Europa. Oltre ad avere un vantaggio derivante dalla sua posizione geografica, l'Interporto è anche dotato di un considerevole sistema di infrastrutture di trasporto da poter utilizzare. Riduzione dei tempi di consegna e di carico/scarico rappresentano un fattore competitivo. Il terminal e i magazzini sono tutti collegati direttamente alle direttrici autostradali e ferroviarie. Breve è anche la distanza dal Porto di Bari, che offre collegamenti feeder e ferry con vari e importanti porti. In un'ottica di miglioramento continuo si stanno effettuando importanti investimenti in infrastrutture. L'Interporto garantisce alti livelli qualitativi dei servizi ed è operativo 24 ore al giorno.

La città dispone di una rete di 34 linee urbane, gestita dalla società AMTAB S.p.A.

L'amministrazione comunale di Bari ha deliberato l'avvio dei lavori per la ricostruzione della linea filoviaria Ceglie-Carbonara, per un importo di 3,6 milioni di euro. La linea, attualmente numerata “4”, è lunga circa 7,03 km; prima della sospensione del servizio filoviario nella città pugliese, avvenuta nel 1987, erano in servizio anche le linee la 4/, 8/ e 15, per un totale di 15,4 km.

Oltre al potenziamento, in parte già realizzato, del trasporto ferroviario metropolitano, numerosi interventi ulteriori di mobilità sostenibile sono stati avviati a Bari negli ultimi anni. Tra di essi si citano in particolare i servizi innovativi di park and ride e di bike sharing. È inoltre allo studio l'implementazione del sistema di car sharing.

Svariati sono gli edifici adibiti a scopi agonistici presenti nella città di Bari.

Lo Stadio San Nicola, di proprietà del Comune e dedicato al patrono della città, è il maggiore impianto sportivo di Bari ed è situato alla periferia sud-ovest, al quartiere Carbonara. Progettato dall'architetto Renzo Piano, fu costruito tra il 1987 e il 1990 per la quattordicesima edizione della Coppa del Mondo di Calcio "Italia 1990", della quale ospitò la finale per il terzo posto. Nel 1991 fu sede dell'ultima finale di Coppa dei Campioni propriamente detta. Oggi lo stadio è utilizzato per le partite casalinghe di calcio dell'A.S. Bari, e occasionalmente è stato impiegato per gare di atletica leggera, eventi religiosi o concerti di musica leggera.

Lo stadio (o arena) della Vittoria è l'impianto sportivo storico della città di Bari. Progettato nel 1930 ed inaugurato il 16 dicembre 1934 ai margini del quartiere fieristico, è rimasto la maggiore infrastruttura per lo sport della città fino alla costruzione dello Stadio San Nicola nel 1990. La fisionomia dell'impianto, originariamente simile a quella di altri stadi coevi, venne alterata nel 1972 con l'abbattimento della Torre Maratona, simbolo storico dello stadio.

Nell'estate del 1990 fu utilizzato per raccogliere gli oltre 20.000 profughi albanesi giunti in città in pochi giorni. Solo tra il 1996 e il 1997 la struttura venne ristrutturata per essere adibita principalmente a teatro e luogo di svolgimento di attività espositive e musicali. Sporadicamente viene però adoperata nell'originaria funzione di impianto sportivo. Dal luglio 2007 l'Arena della Vittoria ospita gli uffici del Coni regionale, provinciale e di diverse federazioni sportive oltre alla sede di medicina dello sport. Dallo stesso anno è sede delle partite casalinge della rifondata formazione del a.s.d. Liberty Bari che milita nel campionato regionale di Eccellenza.

A Bari hanno sede diverse squadre sportive, prima fra tutte l'"Associazione Sportiva Bari", nota come "A.S. Bari", la principale società calcistica di Bari, fondata il 15 gennaio 1908. L'attuale presidente della squadra è Vincenzo Matarrese, fratello del presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese.

L'A.S. Bari ha militato per 28 stagioni in Serie A, risultando così la prima formazione della Puglia e la seconda dell'Italia meridionale, dopo il Napoli, per numero di partecipazioni al massimo campionato italiano. Spesso è designata con l'appellativo di "squadra ascensore" per le frequenti discese e risalite dalle serie inferiori.

L'Associazione Sportiva Rugby Bari, nata nel 1980 dal lavoro di un piccolo gruppo di appassionati desiderosi di creare una squadra di rugby che rappresentasse la città di Bari, è una delle squadre più rappresentative dell'Italia meridionale, unica compagine pugliese che ha militato nel campionato nazionale di serie C1.

Lo stemma rappresentativo è costituito da un tigrotto con la divisa ufficiale della squadra, una maglia bianco-azzurra assieme a pantaloncini bianchi. Alle spalle del tigrotto un sole a raggi biancorossi ricorda i colori della città.

La ultracentenaria tradizione di voga a fini sportivi nasce alla fine del XIX secolo (6 novembre 1894) da una forte volontà di un dottore milanese, Igino Pampana, venuto a Bari in veste di Medico Provinciale, che dopo esser riuscito a raccogliere un centinaio di adesioni fonda un'associazione sportiva inizialmente chiamata Circolo Canottieri Sport.

La Bari Vogatori dal 1894 è annualmente impegnata in una manifestazione estiva di regate su lance storiche (Trofeo dell'Adriatico) dove partecipano molte marinerie storiche come Giovinazzo, Brindisi, Molfetta, Ortona, Pescara, Vasto.

Per la parte superiore



Mobility manager

Il Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998, ha introdotto la figura professionale del Mobility Manager. Gli enti pubblici con più di 300 dipendenti per "unità locale" e le imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti, devono individuare un responsabile della mobilità del personale.

Il Mobility Manager di azienda ha l'incarico di ottimizzare gli spostamenti sistematici dei dipendenti. Egli ha l'obiettivo di ridurre l'uso dell'auto privata adottando, tra l'altro, strumenti come il Piano spostamenti casa-lavoro (PSCL), con cui si favoriscono soluzioni di trasporto alternativo a ridotto impatto ambientale (car pooling, car sharing, bike sharing, trasporto a chiamata, navette, ecc.).

Dal 2000 la normativa nazionale ha introdotto il Mobility Manager di area, figura di supporto e coordinamento dei responsabili della mobilità aziendale, istituita presso l'Ufficio Tecnico del Traffico di ogni Comune (ad esclusione dei più piccoli). Egli è adibito a mantenere i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto locale, a promuovere le iniziative di mobilità di area, a monitorare gli effetti delle misure adottate e coordinare i PSCL delle aziende. Ogni azienda deve comunicare la nomina del Mobility Manager aziendale al Mobility Manager di area del Comune.

L'adozione dei Mobility Manager costituisce uno dei punti salienti delle azioni di Mobilità sostenibile.

Per la parte superiore



Bike sharing

Un parcheggio di biciclette in "sharing" a Lione.

Il bike sharing (traducibile come "condivisione della bicicletta") è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione dei Comuni che intendono ridurre i problemi derivanti dalla congestione stradale e il conseguente inquinamento.

Consiste nella messa a disposizione dei cittadini di una serie di biciclette di proprietà comunale, dislocate in diversi punti di parcheggio, che i cittadini (previa sottoscrizione di apposito abbonamento) possono utilizzare durante il giorno con il vincolo di consegnarle alla fine dell'utilizzo presso uno dei vari punti di raccolta.

Ad oggi il servizio è attivo in oltre 60 Comuni. Nel 2008 è stato costituito il "Club delle città per il Bike Sharing" . Fanno parte del Comitato Promotore le città di Alba, Andria, Bari, Bra, Cuneo, Gorizia, La Spezia, Parma, Pescara, Pinerolo, Prato, Roma, Savigliano, Savona, Sesto Fiorentino, Settimo Torinese, Terni, Treviso, Venaria Reale e la Provincia di Cremona.

Al momento in Italia si possono contare circa 3.500 biciclette a disposizione della cittadinanza e spesso tutte utilizzabili con la stessa chiave la quale una volta ottenuta rimane la propria. La chiave brevettata non è duplicabile pertanto tramite il codice interno è possibile sapere sempre chi ha in uso la bicicletta.

Altri sistemi prevedono l'utilizzo di una tessera elettronica e presto si vedranno anche in Italia il sistema francese e spagnolo (modalità di prelievo pressoché uguali).

Il sistema di prelievo elettronico costa più del doppio del sistema meccanico per cui spesso vengono utilizzati finanziamenti ministeriali oppure cessione degli spazi pubblicitari per circa 10 anni (in media).

Nel resto dell'Europa, tra le iniziative di questo tipo di maggior successo vi è il Vélib', la rete di bike sharing a Parigi.

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Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

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Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, noto con l'acronimo MATTM, è l'organo del Governo Italiano presposto all'attuazione della politica ambientale.

L'attuale ministro dell'Ambiente è l'On. Stefania Prestigiacomo (PDL).

Il Ministero dell'Ambiente fu istuito il 1° agosto 1986 dal Governo Craxi II, scorporandolo dal Ministero dei Beni Culturali. Con la Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999, assunse la denominazione di Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, accorpando alcune funzioni del Ministero dei Lavori Pubblici. La riforma entrò in vigore nel 2001 col Governo Berlusconi II. Nel 2006, col Governo Prodi II assunse l'attuale denominazione che conserva anche con il presente Governo Berlusconi IV, dal 2008.

Organo consultivo del Ministero è il Consiglio dell'Ambiente, ancora non costituito. Il Ministero dell'ambiente si avvale della collaborazione del Corpo Forestale dello Stato, dipendente dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Il Reparto Ambientale Marino, a livello periferico si avvale di tutti gli Uffici Marittimi territoriali, in stretto raccordo con le Capitanerie di Porto, dipendenti, tuttavia, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente venne fondato nel 1986 come Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, detto N.O.E. Il Comando era posto alle dipendenze funzionali del Ministero dell’Ambiente con compiti di vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni in materia ambientale. Con legge 23 marzo 2001 n. 93, il N.O.E. dei Carabinieri cambiò nome in Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, detto C.C.T.A. con una struttura organizzativa su base interprovinciale presente su tutto il territorio nazionale, sempre dipendenti funzionalmente dal ministro e gerarchicamente dalla Compagnia Carabinieri territorialmente competente.

L'elenco comprende i nomi dei Ministri dell'Ambiente sin dalla sua istituzione nel 1986 da parte del Governo Craxi II.

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Source : Wikipedia