Minnesota Timberwolves

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Inviato da nono 10/03/2009 @ 10:11

Tags : minnesota timberwolves, nba, basket, sport

ultime notizie
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Oggi è sposata con Marko Jaric che gioca in Nba, Minnesota Timberwolves, ma tra i suoi flirt registra anche il cestista italiano Marco Belinelli. TENNISTE IN CLASSIFICA - Solo quarantaseiesima Nicole Scherzinger, legata al campione del mondo di Formula...
Wolves fall 1 spot to 6th in lottery - USA Today
By Jon Krawczynski, AP Sports Writer MINNEAPOLIS — The Minnesota Timberwolves don't have a top basketball executive or a coach at the moment. They also don't have any luck when it comes to the NBA lottery. Then again, that is no different from any...
It's official: the Minnesota Timberwolves have #6 pick. - Canis Hoopus
by KGMN on May 19, 2009 8:35 PM CDT 0 comments He can be a very dominant PG. He can create his own shot. He has a good 3-point shot. He has great confidence. He has great hands- meaning he can play good defense and get steals....
Minnesota Timberwolves hope Kevin Love brings them lottery luck - The Canadian Press
The Minnesota Timberwolves are still looking for someone to run their front office. How about Kevin Love? "It's a possibility. I've been told I'm wise beyond my years, so maybe that'll be my next job," Love joked Friday....
Another day, another job candidate says no to Minnesota Timberwolves - Pioneer Press
(Photo by Joe Murphy/NBAE/Getty Images) So much for those reports that the Minnesota Timberwolves would hire Portland Trail Blazers assistant general manager Tom Penn as their new head of basketball operations before Tuesday's draft lottery....
Bing Bing Bing Bing! The Results Are In. - Bleacher Report
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Everyone gathering in 3A, however, had to wait for a reaction, as the Clippers, along with the Phoenix Suns and Minnesota Timberwolves, didn't have a representative in the room. So, there was no loudly whispered "Yes!", no clandestine fist pump,...

Minnesota Timberwolves

Minnesota Timberwolves logo.png

I Minnesota Timberwolves sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico mondiale, la National Basketball Association.

Nel 1995 i Timberwolves scelgono Kevin Garnett che, grazie a un nuovo coach, rivoluziona la squadra insieme a Christian Laettner e Tom Gugliotta. Inoltre i T-Wolves troveranno una nuova stella nello scambio con i Milwaukee Bucks di Stephon Marbury, la quarta scelta assoluta. Gugliotta e Garnett sono i primi giocatori dei Timberwolves ad essere scelti nell'NBA All-Star Game e sempre loro riusciranno a far giungere la franchigia ai playoffs per la prima volta nella sua storia (eliminati dagli Houston Rockets in poco tempo).

Nel 1997 Garnett e Marbury (insieme più di 35 punti a partita) conducono la squadra per la seconda volta di seguito ai playoff, ottenendo contro i Supersonics il loro primo successo nella postseason (saranno eliminati in 5 partite).

Nel 1999 viene scelto Wally Szczerbiak che sarà il terzo miglior marcatore della squadra e aiuterà i T-Wolves a raggiungere ancora una volta i playoffs, eliminati al primo turno dai Portland Trail Blazers.

Ma è la stagione 2002-2003 a sembrare favorevole per i Wolves: Kevin Garnett gioca la sua migliore stagione finendo secondo nella classifica MVP con 23 punti di media e più di 13 rimbalzi. Giungendo terzi in classifica generali e con il vantaggio del campo, nei playoffs affrontano i Los Angeles Lakers, uscendone sconfitti in sette gare: per la settima volta di seguito i Minnesota uscivano al primo turno dei playoffs.

Nell'anno successivo due scambi clamorosi portano a Minnesota Ervin Johnson, Sam Cassell e la combattiva guardia Latrell Sprewell. Nella stessa stagione i T-Wolves disputano la migliore stagione fino ad ora, finendo in testa alla Western Conference e sconfiggendo nei playoffs Denver e Sacramento, prima di perdere contro i Lakers la finale di conference; unica consolazione, il premio MVP per Kevin Garnett. Nella stagione 2004/05 i T-wolves non riescono a qualificarsi per i playoff e giungono soltanto noni nella West Conference.

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Draft NBA 2002

Il Draft NBA 2002 si è svolto il 26 giugno 2002 al Madison Square Garden di New York.

I Chicago Bulls ed i Golden State Warriors avevano entrambi il 22,5 percento di probabilità di scegliere per primi, ma gli Houston Rockets, con l' 8,9 percento, vinsero la lotteria del 19 maggio. I Bulls ed i Warriors scelsero rispettivamente per secondi e per terzi. Per la violazione del salary cap nella stagione 2000-01, i Minnesota Timberwolves saltarono il primo turno di scelte.

Yao Ming è stato il primo giocatore internazionale senza esperienza di basket statunitense ad essere chiamato alla prima scelta assoluta. Il draft del 2002 ha avuto il record di giocatori internazionali chiamati, ben 17 di cui sei al primo giro. Al termine della stagione Amare Stoudemire è stato eletto Rookie of the Year. Nel 2005, Yao ha stabilito il record di voti ricevuti per l'All-Star Game con ben 2.558.278 preferenze ricevute. Luis Scola non ha giocato in NBA fino alla stagione 2007-08.

Dopo una promettente stagione da rookie, la seconda scelta Jay Williams, in seguito ad un brutto incidente stradale in moto in cui ha rischiato la vita, ha compromesso la sua carriera per le brutte fratture riportate.

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National Basketball Association

2008 NBA Playoffs Symposium in Taiwan the Champion Trophy.jpg

La National Basketball Association, comunemente nota come NBA, è la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d'America e del Canada. Molti dei migliori cestisti del mondo giocano nella NBA e il livello complessivo della competizione è considerevolmente alto.

La lega fu fondata a New York, il 6 giugno 1946 come Basketball Association of America (BAA). La lega adottò il nome di National Basketball Association nell'autunno del 1949 dopo una fusione con la lega rivale National Basketball League. Il quartier generale della NBA si trova nella Olympic Tower al 645 della Fifth Avenue a New York. La NBA Entertainment e gli studi della NBA TV sono locati invece a Secaucus, New Jersey.

La NBA venne fondata a New York il 6 giugno 1946 con il nome di Basketball Association of America dai proprietari delle più grandi arene di sport degli Stati Uniti, come il Madison Square Garden di New York.

Prima della BAA erano già presenti negli Stati Uniti altre leghe professionistiche, come la American Basketball League (ABL) e la National Basketball League (NBL), ma la BAA fu la prima a cercare di avere squadre nelle più grandi città e arene del paese. Durante i suoi primi anni di vita, la qualità del gioco della BAA non era significatamente più alta di quella delle leghe rivali o delle squadre indipendenti come gli Harlem Globetrotters.

Il 1° novembre del 1946, i Toronto Huskies ospitarono i New York Knickerbockers, in quella che è considerata dalla NBA come la prima partita giocata nella storia della lega.

Nel 1948 i finalisti della ABL, i Baltimore Bullets entrarono nella BAA e vinsero il titolo del 1948, seguiti dai campioni della NBL del 1948 i Minneapolis Lakers, che vinsero il titolo BAA del 1949.

Il 3 agosto 1949, la BAA si accordò per fondersi con la NBL, adottando da allora il nome National Basketball Association, e portando il numero delle squadre a 17, localizzate in piccole e grandi città. Nel 1950 la NBA consolidata a 11 franchigie, tramite un processo che continuò fino al 1954, la lega arrivò alla sua dimensione minima con 8 squadre, le quali sono ancora tutt'oggi nella lega (i Knicks, Celtics, Warriors, Lakers, Royals/Kings, Pistons, Hawks, e Nationals/76ers).

Successivamente la lega vide anche trasferire le sue franchigie dalle piccola città in città più grandi. Gli Hawks si spostarono da "Tri-Cities" a Milwaukee e poi a St. Louis; i Royals da Rochester a Cincinnati, i Pistons da Fort Wayne a Detroit.

Oltre all'abbattimento delle barriere razziali con l'arrivo del giocatore americano-giapponese Wataru Misaka nella stagione 1947-48, quando giocò per i New York Knicks, il 1950 è riconosciuto come l'anno in cui la NBA attua l'integrazione razziale con l'introduzione nella lega di giocatori afro-americani in molte squadre, inclusi Chuck Cooper con i Boston Celtics, Nat "Sweetwater" Clifton con i New York Knicks, ed Earl Lloyd con i Washington Capitols. Oggi, più di cinquant'anni dopo, la NBA è formata da giocatori di differente origine etnica e culturale. Oltre l'80% dei giocatori della NBA oggi sono afro-americani.

Durante questo periodo, i Minneapolis Lakers, capitanati dal centro George Mikan, vinsero cinque campionati NBA e divennero la prima dinastia della lega. Per incoraggiare al tiro e a un gioco più dinamico la lega introdusse la regola dei 24 secondi per arrivare al tiro a canestro, nel 1954. Se la squadra non arrivava al tiro tentato nei 24 secondi per attaccare il canestro avversario, il gioco veniva fermato e la palla data alla squadra avversaria.

Nel 1956, il centro rookie Bill Russell arrivò ai Boston Celtics, i quali già avevano giocatori del calibro di Bob Cousy e il leggendario allenatore Arnold "Red" Auerbach, e andò alla guida della franchigia portandola a vincere undici titoli NBA in tredici stagioni. Il centro Wilt Chamberlain entrò nella lega nel 1959 e diventò la dominante star degli anni '60, segnando l'attualmente imbattuto record di punti in una sola partita (100) e di rimbalzi (55). La rivalità tra Russell e Chamberlain divenne una delle grandi rivalità individuali nella storia dello sport professionistico americano e mondiale.

Attraverso questo periodo la NBA continuò a rafforzarsi con lo spostamento dei Minneapolis Lakers a Los Angeles, i Philadelphia Warriors a San Francisco, e i Syracuse Nationals a Philadelphia, come anche con l'aggiunta della prima expansion team.

Nel 1967, la lega affrontò una nuova minaccia esterna con la formazione della American Basketball Association. Le due leghe entrarono in seria competizione. La NBA attirò a se la più importante star del college di quell'epoca, Kareem Abdul-Jabbar (precedentemente conosciuto come Lew Alcindor), che insieme a Oscar Robertson guidò i Milwaukee Bucks al titolo nel suo secondo anno nella lega, e che più tardi giocò con i Los Angeles Lakers vincendo altri cinque titoli NBA.

Comunque, il miglior realizzatore della NBA, Rick Barry andò a giocare nella ABA, come successe per altri quattro arbitri veterani - Norm Drucker, Earl Strom, John Vanak, e Joe Gushue.

L'American Basketball Association continuò a firmare un numero di grandi talenti e star, incluso Julius Erving. La NBA si espanse molto durante questo periodo, con l'obiettivo di raggiungere i mercati delle grandi città. Dopo la stagione 1976, le due leghe raggiunsero un accordo che consisteva nel passaggio di quattro franchigie della ABA, i New York Nets (divenuti poi New Jersey Nets), i Denver Nuggets, gli Indiana Pacers ed i San Antonio Spurs, alla NBA, portando il numero totale delle squadre nella lega a quel tempo a 22.

Inoltre la lega introdusse l'innovativa regola della ABA della linea da tre punti, dal 1979. Quello stesso anno, i rookie Larry Bird e Earvin "Magic" Johnson arrivarono rispettivamente ai Boston Celtics e ai Los Angeles Lakers, iniziando un periodo di significante crescita per la lega e per il gioco della pallacanestro stesso, senza tralasciare il nuovo crescente interesse per i fan nei confronti della NBA, nel paese e nel mondo. Bird guidò i Celtics a tre titoli, e Johnson i Lakers a cinque titoli.

Gli anni '80 furono per la NBA una decade di grande espansione anche oltre i confini degli Stati Uniti. I sui giocatori simbolo, come Bird, Johnson e Erving, sono conosciuti ormai in tutto il mondo.

Le squadre che si contenderanno i titoli di questi anni saranno per lo più i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers, che daranno vita ad una delle rivalità più accese e storiche nella storia della NBA e della pallacanestro.

Ma un altro punto di svolta storico per la lega può essere considerato il Draft NBA del 1984, quando con la terza scelta assoluta i Chicago Bulls scelsero la guardia Michael Jordan, che dalla fine degli anni '80 e quasi tutti gli anni '90, rivoluzionò il gioco e l'idea stessa di star sportiva, diventando uomo simbolo della lega e uno dei migliori giocatori di tutti i tempi.

L'entrata nella lega dei Dallas Mavericks nel 1980, dei Miami Heat e degli Charlotte Hornets nel 1988, degli Orlando Magic e dei Minnesota Timberwolves nel 1989, portò il numero delle squadre a 27.

La globalizazione della lega inoltre aumentò negli anni '90. Il Dream Team del torneo olimpico di pallacanestro delle Olimpiadi di Barcellona 1992, la prima con giocatori professionisti NBA, includeva star del calibro di Michael Jordan, Larry Bird, e Magic Johnson.

Un crescente numero di giocatori NBA inoltre iniziarono ad arrivare da altri paesi. Inizialmente, alcuni di questi giocatori, come per esempio l'MVP del 1994 Hakeem Olajuwon della Nigeria, prima giocarono nella NCAA per crescere cestisticamente.

Gli anni '90 sono soprattutto gli anni della dinastia dei Chicago Bulls di Michael Jordan, Scottie Pippen e del coach Phil Jackson, che dal 1991 al 1998, vincono sei titoli NBA, divisi in due three-peat, diventando, per lo stile di gioco e l'altissimo numero di vittorie, una delle squadre, se non la squadra più forte di ogni tempo.

Nel 1995, il numero delle squadre arrivò a 29, con l'espansione della NBA in Canada, nacquero i Toronto Raptors e i Vancouver Grizzlies.

Nel 1996, la NBA creò una lega professionistica per donne, la Women's National Basketball Association.

Nel 1998, i proprietari NBA iniziarono un lockout che finì dopo 192 giorni il 18 gennaio 1999. Come risultato di questo lockout la stagione 1998-99 fu ridotta da 82 partite a 50.

Un numero sempre crescente dei migliori giocatori internazionali continua oggi ad arrivare a giocare nella NBA come per esempio il Rookie of the Year del 2002 e l'MVP del Mondiale 2006 Pau Gasol della Spagna, la prima scelta degli NBA Draft del 2002 Yao Ming della Cina, l'MVP del Mondiale 2002 di EuroBasket 2005 ed MVP della NBA nel 2007 Dirk Nowitzki della Germania, e l'MVP delle Olimpiadi di Atene 2004 Manu Ginobili dell'Argentina.

Dal 2000 solo due squadre si sono distinte dalle altre dividendosi sei titoli fino al 2007: i Los Angeles Lakers di Shaquille O'Neal e Kobe Bryant, campioni nel 2000, 2001 e 2002, e i San Antonio Spurs di Tim Duncan, nel 2003, 2005 e 2007.

Ad oggi la NBA è trasmessa in 212 nazioni in 42 lingue. Nel 2001 fu creata una lega minore, la National Basketball Development League, oggi chiamata NBA Development League (D-League), atta a far crescere giocatori.

Nel 2004, la NBA raggiunge il numero di 30 franchigie, con la nascita degli Charlotte Bobcats, e continua a evolvere come una delle più importanti e meglio organizzate leghe sportive professionistiche del mondo.

Nel 2006 avviene un fatto molto importante per il basket europeo. La prima scelta assoluta del 2006 NBA Draft è infatti Andrea Bargnani, cestista italiano scelto dai Toronto Raptors. Bargnani è stato il primo giocatore europeo scelto con il n.1 al draft.

La National Basketball Association fu fondata nel 1946, ed era composta da 11 squadre. Successivamente, ci furono espansioni, riduzioni, e rilocazioni fino ad arrivare alle 30 squadre attuali (29 delle quali statunitensi ed una canadese).

La lega attualmente divide le squadre in due conference, ognuna delle quali ha tre division, e ogni division ha cinque squadre. La corrente suddivisione è stata introdotta dalla stagione 2004-05.

Il sistema sportivo professionistico nord-americano è organicamente diverso da quello europeo e del resto del mondo: infatti le varie leghe professionistiche nord-americane, non solo la NBA, non appartengono ad alcuna federazione sportiva nazionale, ed il concetto di retrocessione in serie minori e di promozione in serie maggiori, non sono neanche vagamente contemplate. Le squadre della NBA sono chiamate con il termine franchigie, e sono sempre le stesse ogni stagione.

Le franchigie possono fallire o essere rilocate in altre città con mercati che la lega riconosce validi. Se una squadra si sposta da una città ad un'altra porta con sé tutta la sua storia: i titoli vinti, i numeri di maglia ritirati, il nome della franchigia, e quant'altro.

L'espansione della lega viene decisa dalla NBA Board of Governors, che è l'assemblea che prende tutte le decisioni riguardanti la lega. Per la scelta di una città come destinazione di una franchigia già esistente o di una nuova expantion team (aumento delle squadre), vengono presi in considerazione parametri come la posizione della città, il numero di abitanti, la grandezza dell'impianto sportivo, o se ci sono progetti per la costruzione di una nuova arena più moderna. Nel complesso la NBA calcola il valore del mercato di quella città e i benefici che una squadra potrebbe portare alla lega.

Un esempio riguarda l'ultima expantion team della lega nel 2004, con l'entrata degli Charlotte Bobcats. Infatti nonostante Charlotte avesse già avuto una franchigia fino al 2002, gli Charlotte Hornets, che il proprietario chiese di spostare a New Orleans, l'interessante progetto di un imprenditore di colore per la costruzione di una nuova moderna arena entro due anni, e la grande passione per la pallacanestro degli abitanti del North Carolina, spinsero la NBA a portare la 30ª franchigia a Charlotte nonostante il precedente tentativo con gli Hornets.

Il campionato NBA si suddivide in tre fasi che portano all'assegnazione del titolo di campioni NBA: la regular season, i playoff, e le finali.

La regular season della NBA inizia nella prima settimana del mese di novembre, dopo che le squadre hanno affrontato nel mese di ottobre il periodo detto di training camp. In questo periodo di tempo gli allenatori delle squadre possono valutare i rookie, preparare i giocatori alla rigorosa e lunga regular season, e scegliere la rosa dei 12 giocatori con cui iniziare a giocare, e i 3 giocatori da inserire nella lista degli inattivi. Inoltre le squadre hanno la possibilità di assegnare giocatori con meno di due anni di esperienza NBA alla propria squadra affiliata nella NBA Development League. Concluso il training camp, le squadre sostengono 7 partite di esibizione contro altre squadre della lega. Concluse anche le partite di pre-season, inizia finalmente il campionato.

Ognuna delle 30 squadre della NBA affronta nell'arco della stagione 4 volte una squadra delle propria division, 3 o 4 volte una squadra delle altre due division della propria conference, e 2 volte le restanti squadre dell'altra conference, per un totale diviso tra partite in casa e in trasferta di 82 partite.

A febbraio la lega celebra l'annuale NBA All-Star Game, evento che si sviluppa in un intero week-end (NBA All-Star Weekend). È questo uno dei più grandi eventi organizzati dalla lega durante la stagione regolare, ed è anche un'occasione per concedere una pausa ai giocatori che non partecipano all'evento e rappresenta per le dirigenze delle squadre l'ultima opportunità di scambiare giocatori sul mercato, visto che la scadenza per le contrattazioni viene fissata in genere subito dopo la fine dell'All-Star Weekend.

Alla fine del mese di aprile la stagione regolare finisce e cominciano le votazioni per i riconoscimenti annuali a giocatori, allenatori e general manager. Ma dopo una settimana di riposo cominciano i Playoff NBA, che decreteranno i due contendenti al titolo NBA.

I playoff della NBA iniziano a cavallo tra i mesi di aprile e maggio, e vedono scontrarsi le prime 8 squadre di ogni conference. In base alla posizione in classifica e quindi al record di vittorie e sconfitte nella regular season le squadre con il miglior record rispetto alle avversarie hanno il privilegio di disputare le prime due partite della serie in casa, come anche le successive ed eventuali gare dispari (gara 5 e gara 7) che possono essere le gare chiave per chiudere una serie al meglio delle sette (quattro successi per vincere la serie). Dalla stagione 2006-07, ai campioni di division e alla miglior seconda delle division, vengono assegnati i primi 4 posti in classifica nella conference e i restanti 4 sono stabiliti in base al record di vittorie e sconfitte a prescindere dalla posizione nelle division.

Al primo round la 1a classificata di ogni conference affronterà l'8a, la 2a la 7a, la 3a la 6a, e la 4a la 5a. Le vincenti delle serie accedono al secondo round, fino ad arrivare alle NBA Conference Finals, che decretano i campioni delle rispettive conference e le due squadre che si vedranno opposte alle NBA Finals per il titolo.

Le finali NBA sono l'evento conclusivo della stagione NBA giocata. I campioni della Eastern Conference, e della Western Conference, si affrontano in una serie finale sempre al meglio delle sette partite ma con un cambiamento nell'assegnazione delle gare in casa e in trasferta: infatti alle finali NBA la squadra che ha il miglior record disputerà in casa le prime due gare e le eventuali ultime due della serie (gara 6 e gara 7), a differenza con i playoff.

Alla fine della serie finale la squadra vincente è campione NBA, e le viene assegnato il Larry O'Brien Championship Trophy, il trofeo NBA.

Per quanto riguarda le regolamentazioni sulla scelta dei giocatori entranti nella lega, gli stipendi, e il mercato dei giocatori, la NBA ha regole molto ferree.

Il sistema sportivo americano è profondamente e radicalmente differente da ogni altro sistema sportivo del mondo. Questo poiché la crescita e lo sviluppo degli atleti di qualsiasi disciplina sportiva, negli Stati Uniti, viene affidata alle cure delle scuole superiori (high school), e delle università (college), e non ai settori giovanili delle squadre di categoria come avviene per esempio in Europa. Con questo sistema gli atleti una volta finita la scuola superiore o l'università, non hanno società di riferimento e quindi per entrare nelle più prestigiose leghe professionistiche nord-americane, devono iscriversi ai cosiddetti Draft.

La NBA annualmente organizza nell'ultima settimana di giugno, subito dopo la conclusione delle Finali NBA, gli NBA Draft, attraverso cui le squadre della lega possono scegliere i migliori prospetti della pallacanestro statunitense e mondiale.

Alcune settimane prima del Draft la NBA attraverso la Draft Lottery, stila la lista delle prime 14 squadre che avranno la precedenza nella scelta, e quindi la possibilità di accaparrarsi i migliori giocatori. Queste 14 squadre sono le escluse dai Playoff, e in base al record di vittorie e sconfitte, le peggiori squadre avranno più bussolotti nell'urna che sancisce l'ordine di scelta.

In questo modo le squadre che non brillano da tempo in campionato, possono avere l'opportunità di scegliere giocatori che potrebbero cambiare, in un'ottica di breve o lungo periodo, le sorti della franchigia.

Le restanti 16 squadre vengono aggiunte, in base alla classifica finale, a conclusione delle NBA Finals.

Il mercato dei giocatori della NBA si apre a luglio, quando le squadre possono solo scambiare giocatori con altre squadre, senza però far firmare contratti a giocatori cosiddetti free-agent, cioè giocatori che sono stati rilasciati dalla propria squadra o il cui contratto è scaduto, e sono quindi liberi di scegliere l'offerta delle squadra che vogliono.

La possibilità di firmare i free-agent, scatta in genere verso l'11 luglio. Ci sono due tipologie di free-agent: restricted-free-agent, che sono i giocatori che hanno ricevuto un'offerta dalla precedente squadra, e gli unrestricted-free-agent, che sono invece liberi da ogni vincolo con la precedente squadra.

Il mercato della NBA si chiude dopo la pausa per l'All-Star Game a febbraio, quando i roster delle squadre devono rimanere immutati fino alla conclusione della stagione.

Il Salary Cap (Tetto Salariale) è un sistema utilizzato negli USA, per regolamentare il giro di denaro nelle leghe professionistiche sportive, che decreta qual è l'ammontare di denaro totale che ogni franchigia può pagare per gli stipendi dei propri giocatori.

Nonostante in apparenza possa sembrare un concetto banale e semplice, il salary cap della NBA è estremamente complesso e contiene numerose regole complementari. Ad esempio la regola della Luxury Tax sancisce che le squadre che superano il tetto salariale di una certa somma di denaro, sono obbligate a pagare alla lega il corrispondente di questa somma, che verrà poi distribuito dalla lega alle squadre che non superano il salary cap.

Nel 2001, la NBA ha deciso di occuparsi di tutti quei giocatori che non riescono ad entrare attraverso la porta dei Draft, o che non trovano un posto nelle trenta franchigie del campionato, e di dar loro un'occasione per giocare a buon livello e di essere visti e seguiti dai dirigenti e manager delle franchigie NBA.

Così nel 2001 venne fondata la National Basketball Development League (NBDL), che dal 2005 in poi ha assunto il nome di NBA Development League (NBA D-League). Infatti ognuna delle dodici squadre che vi fanno parte, sono affiliate ad una o, nella maggior parte dei casi, a più franchigie NBA, che possono mettere sotto contratto i giocatori che si sono messi in luce; in essa si sperimentano anche nuove regole di gioco.

Già molti giocatori hanno fatto il grande passo, e raggiunto il sogno di giocare nella lega più seguita del mondo: la NBA.

Il 17 ottobre 2005 David Stern, commissario NBA, approvò un codice di abbigliamento obbligatorio per tutti i giocatori NBA e NBDL. Questo fu un atto degno di nota perché l'NBA divenne così la prima lega sportiva nord-americana che impose regole all'abbigliamento degli atleti.

Il codice decise che tutti i giocatori debbano vestire in modo elegante o comunque presentabile, quando vanno alla partite. Il codice bandisce diversi tipi di vestiti associabili alla cultura hip-hop.

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Stephon Marbury

Stephon Xavier Marbury (Brooklyn, 20 febbraio 1977) è un cestista statunitense, che milita in NBA con i Boston Celtics.

Proveniente dal ghetto di Coney Island e soprannominato Starbury, è stato considerato fin dall'adolescenza come una promessa per il futuro di New York, ed alla high school ed al college veniva visto come un possibile campione NBA.

Dopo un ottimo primo anno al college, giocando per la squadra del Georgia Tech, partecipò nel 1996 al Draft NBA. Fu scelto dai Milwaukee Bucks nel primo turno (quarta scelta assoluta) del draft, e poi scambiato con i Minnesota Timberwolves per Ray Allen e una futura scelta nel primo round del draft successivo.

Nella sua prima stagione NBA, Marbury segnò in media 15,8 punti e 7,8 assists a partita, e fu scelto nel 1997 per giocare nella squadra dei rookie all'NBA All-Star Game. Nel corso della sua carriera, Marbury ha giocato per i Minnesota Timberwolves, i New Jersey Nets, i Phoenix Suns, i New York Knicks e per i Boston Celtics.

Marbury è stato NBA All-Star nel 2001 e nel 2003. Conosciuto per la sua velocità, l'abilità nel palleggio e i canestri da sotto, è il secondo giocatore nella storia della NBA ad aver registrato almeno 20 punti e 8 assist in media a partita (Oscar Robertson è il primo, con 25,7 punti e 9,5 assist a partita). Tuttavia, a volte è stato definito un giocatore egoista per sua tendenza a preferire il tiro piuttosto che il passaggio ai compagni, e molte delle squadre in cui ha giocato non hanno ottenuto risultati stupefacenti. Tuttavia, con lo scambio che lo ha portato nella su città natale, New York, sperava di cambiare questa sfortunata successione. La speranza era che Marbury potesse condurre i Knicks verso l'era post-Patrick Ewing, e che la squadra potesse tornare di nuovo tra le squadre più forti della lega. In realtà così non è stato, e dopo anni di risultati insoddisfacenti tra Marbury e la società si è creata una frattura, divenuta insanabile dopo l'arrivo del nuovo head coach dei Knicks Mike D'Antoni. D'Antoni in questa stagione non ha mai fatto scendere in campo Marbury, affidando il ruolo di play titolare al neo-acquisto Chris Duhon, e nell'unica occasione in cui l'allenatore a chiesto a Stephon di subentrare a partita in corso ha ottenuto un netto rifiuto. La situazione si è aggravata ulteriormente fino a quando, dopo aver cercato di inserire Marbury in ogni possibile scambio di mercato, i Knicks in data 24 febbraio 2009 decidevano di tagliare il giocatore. Tre giorni dopo Marbury raggiungeva un accordo per giocare nei Boston Celtics, intravedendo la possibilità di vincere finalmente un campionato NBA con una delle squadre favorite e attualmente detentrice del titolo. In questa prospettiva (e a differenza di quanto accaduto negli ultimi tempi ai Knicks), Stephon ha accettato di partire dalla panchina: sarà il cambio di Rajon Rondo, il playmaker titolare.

Marbury ha giocato anche nel Dream Team IV alle Olimpiadi del 2004, divenendo così un membro della squadra degli Stati Uniti che per la prima volta (dall'apertura ai professionisti avvenuta a Barcellona 1992) è tornata a casa senza l'oro, ma solo con una medaglia di bronzo.

Marbury inoltre si è fatto promotore – a suo dire ricordando quando da ragazzo non poteva permettersi di acquistare scarpe da basket di marca – di una linea di abbigliamento sportivo, venduto con marchio Starbury, con l'obiettivo di dare la possibilità anche ai meno abienti di avere un paio di scarpe di alta qualità. I modelli di scarpe da basket Starbury (non venduti in Italia) sono stati nel tempo prezzati sul mercato statunitense 9,95 o 14,95 USD e secondo Marbury hanno prestazioni comparabili a quelle di scarpe di marca che costano tra i 100 e i 200 USD. Le Starbury sono state indossate da Marbury a partire dalla stagione 2006-2007 e successivamente adottate anche da Ben Wallace, che ha avuto una propria linea dedicata.

Negli anni passati a New Jersey, Marbury in un'occasione ha indossato un paio di scarpe con la scritta "all alone number 33" (numero 33, tutto solo) non proprio un segno di fiducia nelle potenzialità dei compagni. Il suo carattere egoista e superbo è stato nel corso della sua carriera motivo di litigi con allenatori e compagni tanto da fargli acquisire la fama di sfascia-spogliatoio.

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Source : Wikipedia