Milwaukee Bucks

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Inviato da amalia 14/04/2009 @ 09:07

Tags : milwaukee bucks, nba, basket, sport

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Milwaukee Bucks

Milwaukee Bucks logo.png

I Milwaukee Bucks sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

I Bucks furono una squadra molto temibile negli anni '70, quando con Kareem Abdul-Jabbar e Oscar Robertson vinsero il loro primo ed unico titolo NBA, nel 1971.

Nella stagione 2004-05 i Bucks hanno mancato l'accesso ai play-off a causa di numerosi infortuni e una pessima difesa. Tuttavia, malgrado avessero solo il 6% di probabilità di avere una delle prime tre scelte ai draft, i Bucks hanno avuto la prima scelta assoluta per il 2005. L'hanno usata per selezionare Andrew Bogut dell'università dello Utah.

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NBA Playoffs 1971

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Gli NBA Playoffs 1971 si conclusero con la vittoria dei Milwaukee Bucks (campioni della Western conference) che sconfissero i campioni della Eastern Conference, i Baltimore Bullets.

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National Basketball Association

2008 NBA Playoffs Symposium in Taiwan the Champion Trophy.jpg

La National Basketball Association, comunemente nota come NBA, è la principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d'America e del Canada. Molti dei migliori cestisti del mondo giocano nella NBA e il livello complessivo della competizione è considerevolmente alto.

La lega fu fondata a New York, il 6 giugno 1946 come Basketball Association of America (BAA). La lega adottò il nome di National Basketball Association nell'autunno del 1949 dopo una fusione con la lega rivale National Basketball League. Il quartier generale della NBA si trova nella Olympic Tower al 645 della Fifth Avenue a New York. La NBA Entertainment e gli studi della NBA TV sono locati invece a Secaucus, New Jersey.

La NBA venne fondata a New York il 6 giugno 1946 con il nome di Basketball Association of America dai proprietari delle più grandi arene di sport degli Stati Uniti, come il Madison Square Garden di New York.

Prima della BAA erano già presenti negli Stati Uniti altre leghe professionistiche, come la American Basketball League (ABL) e la National Basketball League (NBL), ma la BAA fu la prima a cercare di avere squadre nelle più grandi città e arene del paese. Durante i suoi primi anni di vita, la qualità del gioco della BAA non era significatamente più alta di quella delle leghe rivali o delle squadre indipendenti come gli Harlem Globetrotters.

Il 1° novembre del 1946, i Toronto Huskies ospitarono i New York Knickerbockers, in quella che è considerata dalla NBA come la prima partita giocata nella storia della lega.

Nel 1948 i finalisti della ABL, i Baltimore Bullets entrarono nella BAA e vinsero il titolo del 1948, seguiti dai campioni della NBL del 1948 i Minneapolis Lakers, che vinsero il titolo BAA del 1949.

Il 3 agosto 1949, la BAA si accordò per fondersi con la NBL, adottando da allora il nome National Basketball Association, e portando il numero delle squadre a 17, localizzate in piccole e grandi città. Nel 1950 la NBA consolidata a 11 franchigie, tramite un processo che continuò fino al 1954, la lega arrivò alla sua dimensione minima con 8 squadre, le quali sono ancora tutt'oggi nella lega (i Knicks, Celtics, Warriors, Lakers, Royals/Kings, Pistons, Hawks, e Nationals/76ers).

Successivamente la lega vide anche trasferire le sue franchigie dalle piccola città in città più grandi. Gli Hawks si spostarono da "Tri-Cities" a Milwaukee e poi a St. Louis; i Royals da Rochester a Cincinnati, i Pistons da Fort Wayne a Detroit.

Oltre all'abbattimento delle barriere razziali con l'arrivo del giocatore americano-giapponese Wataru Misaka nella stagione 1947-48, quando giocò per i New York Knicks, il 1950 è riconosciuto come l'anno in cui la NBA attua l'integrazione razziale con l'introduzione nella lega di giocatori afro-americani in molte squadre, inclusi Chuck Cooper con i Boston Celtics, Nat "Sweetwater" Clifton con i New York Knicks, ed Earl Lloyd con i Washington Capitols. Oggi, più di cinquant'anni dopo, la NBA è formata da giocatori di differente origine etnica e culturale. Oltre l'80% dei giocatori della NBA oggi sono afro-americani.

Durante questo periodo, i Minneapolis Lakers, capitanati dal centro George Mikan, vinsero cinque campionati NBA e divennero la prima dinastia della lega. Per incoraggiare al tiro e a un gioco più dinamico la lega introdusse la regola dei 24 secondi per arrivare al tiro a canestro, nel 1954. Se la squadra non arrivava al tiro tentato nei 24 secondi per attaccare il canestro avversario, il gioco veniva fermato e la palla data alla squadra avversaria.

Nel 1956, il centro rookie Bill Russell arrivò ai Boston Celtics, i quali già avevano giocatori del calibro di Bob Cousy e il leggendario allenatore Arnold "Red" Auerbach, e andò alla guida della franchigia portandola a vincere undici titoli NBA in tredici stagioni. Il centro Wilt Chamberlain entrò nella lega nel 1959 e diventò la dominante star degli anni '60, segnando l'attualmente imbattuto record di punti in una sola partita (100) e di rimbalzi (55). La rivalità tra Russell e Chamberlain divenne una delle grandi rivalità individuali nella storia dello sport professionistico americano e mondiale.

Attraverso questo periodo la NBA continuò a rafforzarsi con lo spostamento dei Minneapolis Lakers a Los Angeles, i Philadelphia Warriors a San Francisco, e i Syracuse Nationals a Philadelphia, come anche con l'aggiunta della prima expansion team.

Nel 1967, la lega affrontò una nuova minaccia esterna con la formazione della American Basketball Association. Le due leghe entrarono in seria competizione. La NBA attirò a se la più importante star del college di quell'epoca, Kareem Abdul-Jabbar (precedentemente conosciuto come Lew Alcindor), che insieme a Oscar Robertson guidò i Milwaukee Bucks al titolo nel suo secondo anno nella lega, e che più tardi giocò con i Los Angeles Lakers vincendo altri cinque titoli NBA.

Comunque, il miglior realizzatore della NBA, Rick Barry andò a giocare nella ABA, come successe per altri quattro arbitri veterani - Norm Drucker, Earl Strom, John Vanak, e Joe Gushue.

L'American Basketball Association continuò a ingaggiare un numero di grandi talenti e star, incluso Julius Erving. La NBA si espanse molto durante questo periodo, con l'obiettivo di raggiungere i mercati delle grandi città. Dopo la stagione 1976, le due leghe raggiunsero un accordo che consisteva nel passaggio di quattro franchigie della ABA, i New York Nets (divenuti poi New Jersey Nets), i Denver Nuggets, gli Indiana Pacers ed i San Antonio Spurs, alla NBA, portando il numero totale delle squadre nella lega a quel tempo a 22.

Inoltre la lega introdusse l'innovativa regola della ABA della linea da tre punti, dal 1979. Quello stesso anno, i rookie Larry Bird e Earvin "Magic" Johnson arrivarono rispettivamente ai Boston Celtics e ai Los Angeles Lakers, iniziando un periodo di significativa crescita per la lega e per il gioco della pallacanestro stessa, senza tralasciare il nuovo crescente interesse per i fan nei confronti della NBA, negli U.S.A. e nel mondo. Bird guidò i Celtics a tre titoli, e Johnson i Lakers a cinque titoli.

Gli anni '80 furono per la NBA una decade di grande espansione anche oltre i confini degli Stati Uniti. I sui giocatori simbolo, come Bird, Johnson e Erving, sono conosciuti ormai in tutto il mondo.

Le squadre che si contesero i titoli in questi anni furono per lo più i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers, che diedero vita ad una delle rivalità più accese e storiche nella storia della NBA e della pallacanestro.

Ma un altro punto di svolta storico per la lega può essere considerato il Draft NBA del 1984, quando con la terza scelta assoluta i Chicago Bulls scelsero la guardia Michael Jordan, che dalla fine degli anni '80 e quasi tutti gli anni '90, rivoluzionò il gioco e l'idea stessa di star sportiva, diventando uomo simbolo della lega e uno dei migliori giocatori di tutti i tempi.

L'entrata nella lega dei Dallas Mavericks nel 1980, dei Miami Heat e degli Charlotte Hornets nel 1988, degli Orlando Magic e dei Minnesota Timberwolves nel 1989, portò il numero delle squadre a 27.

La globalizazione della lega inoltre aumentò negli anni '90. Il Dream Team del torneo olimpico di pallacanestro delle Olimpiadi di Barcellona 1992, la prima con giocatori professionisti NBA, includeva star del calibro di Michael Jordan, Larry Bird, e Magic Johnson.

Un crescente numero di giocatori NBA inoltre iniziarono ad arrivare da altri paesi. Inizialmente, alcuni di questi giocatori, come per esempio l'MVP del 1994 Hakeem Olajuwon della Nigeria, prima giocarono nella NCAA per crescere cestisticamente.

Gli anni '90 sono soprattutto gli anni della dinastia dei Chicago Bulls di Michael Jordan, Scottie Pippen e del coach Phil Jackson, che dal 1991 al 1998, vincono sei titoli NBA, divisi in due three-peat, diventando, per lo stile di gioco e l'altissimo numero di vittorie, una delle squadre, se non la squadra più forte di ogni tempo.

Nel 1995, il numero delle squadre arrivò a 29, con l'espansione della NBA in Canada, nacquero i Toronto Raptors e i Vancouver Grizzlies.

Nel 1996, la NBA creò una lega professionistica per donne, la Women's National Basketball Association.

Nel 1998, i proprietari NBA iniziarono un lockout che finì dopo 192 giorni il 18 gennaio 1999. Come risultato di questo lockout la stagione 1998-99 fu ridotta da 82 partite a 50.

Un numero sempre crescente dei migliori giocatori internazionali continua oggi ad arrivare a giocare nella NBA come per esempio il Rookie of the Year del 2002 e l'MVP del Mondiale 2006 Pau Gasol della Spagna, la prima scelta degli NBA Draft del 2002 Yao Ming della Cina, l'MVP del Mondiale 2002 di EuroBasket 2005 ed MVP della NBA nel 2007 Dirk Nowitzki della Germania, e l'MVP delle Olimpiadi di Atene 2004 Manu Ginobili dell'Argentina.

Dal 2000 solo due squadre si sono distinte dalle altre dividendosi sei titoli fino al 2007: i Los Angeles Lakers di Shaquille O'Neal e Kobe Bryant, campioni nel 2000, 2001 e 2002, e i San Antonio Spurs di Tim Duncan, nel 2003, 2005 e 2007.

Ad oggi la NBA è trasmessa in 212 nazioni in 42 lingue. Nel 2001 fu creata una lega minore, la National Basketball Development League, oggi chiamata NBA Development League (D-League), atta a far crescere giocatori.

Nel 2004, la NBA raggiunge il numero di 30 franchigie, con la nascita degli Charlotte Bobcats, e continua a evolvere come una delle più importanti e meglio organizzate leghe sportive professionistiche del mondo.

Nel 2006 avviene un fatto molto importante per il basket europeo. La prima scelta assoluta del 2006 NBA Draft è infatti Andrea Bargnani, cestista italiano scelto dai Toronto Raptors. Bargnani è stato il primo giocatore europeo scelto con il n.1 al draft.

La National Basketball Association fu fondata nel 1946, ed era composta da 11 squadre. Successivamente, ci furono espansioni, riduzioni, e rilocazioni fino ad arrivare alle 30 squadre attuali (29 delle quali statunitensi ed una canadese).

La lega attualmente divide le squadre in due conference, ognuna delle quali ha tre division, e ogni division ha cinque squadre. La corrente suddivisione è stata introdotta dalla stagione 2004-05.

Il sistema sportivo professionistico nord-americano è organicamente diverso da quello europeo e del resto del mondo: infatti le varie leghe professionistiche nord-americane, non solo la NBA, non appartengono ad alcuna federazione sportiva nazionale, ed il concetto di retrocessione in serie minori e di promozione in serie maggiori, non sono neanche vagamente contemplate. Le squadre della NBA sono chiamate con il termine franchigie, e sono sempre le stesse ogni stagione.

Le franchigie possono fallire o essere rilocate in altre città con mercati che la lega riconosce validi. Se una squadra si sposta da una città ad un'altra porta con sé tutta la sua storia: i titoli vinti, i numeri di maglia ritirati, il nome della franchigia, e quant'altro.

L'espansione della lega viene decisa dalla NBA Board of Governors, che è l'assemblea che prende tutte le decisioni riguardanti la lega. Per la scelta di una città come destinazione di una franchigia già esistente o di una nuova expantion team (aumento delle squadre), vengono presi in considerazione parametri come la posizione della città, il numero di abitanti, la grandezza dell'impianto sportivo, o se ci sono progetti per la costruzione di una nuova arena più moderna. Nel complesso la NBA calcola il valore del mercato di quella città e i benefici che una squadra potrebbe portare alla lega.

Un esempio riguarda l'ultima expantion team della lega nel 2004, con l'entrata degli Charlotte Bobcats. Infatti nonostante Charlotte avesse già avuto una franchigia fino al 2002, gli Charlotte Hornets, che il proprietario chiese di spostare a New Orleans, l'interessante progetto di un imprenditore di colore per la costruzione di una nuova moderna arena entro due anni, e la grande passione per la pallacanestro degli abitanti del North Carolina, spinsero la NBA a portare la 30ª franchigia a Charlotte nonostante il precedente tentativo con gli Hornets.

Il campionato NBA si suddivide in tre fasi che portano all'assegnazione del titolo di campioni NBA: la regular season, i playoff, e le finali.

La regular season della NBA inizia nella prima settimana del mese di novembre, dopo che le squadre hanno affrontato nel mese di ottobre il periodo detto di training camp. In questo periodo di tempo gli allenatori delle squadre possono valutare i rookie, preparare i giocatori alla rigorosa e lunga regular season, e scegliere la rosa dei 12 giocatori con cui iniziare a giocare, e i 3 giocatori da inserire nella lista degli inattivi. Inoltre le squadre hanno la possibilità di assegnare giocatori con meno di due anni di esperienza NBA alla propria squadra affiliata nella NBA Development League. Concluso il training camp, le squadre sostengono 7 partite di esibizione contro altre squadre della lega. Concluse anche le partite di pre-season, inizia finalmente il campionato.

Ognuna delle 30 squadre della NBA affronta nell'arco della stagione 4 volte una squadra delle propria division, 3 o 4 volte una squadra delle altre due division della propria conference, e 2 volte le restanti squadre dell'altra conference, per un totale diviso tra partite in casa e in trasferta di 82 partite.

A febbraio la lega celebra l'annuale NBA All-Star Game, evento che si sviluppa in un intero week-end (NBA All-Star Weekend). È questo uno dei più grandi eventi organizzati dalla lega durante la stagione regolare, ed è anche un'occasione per concedere una pausa ai giocatori che non partecipano all'evento e rappresenta per le dirigenze delle squadre l'ultima opportunità di scambiare giocatori sul mercato, visto che la scadenza per le contrattazioni viene fissata in genere subito dopo la fine dell'All-Star Weekend.

Alla fine del mese di aprile la stagione regolare finisce e cominciano le votazioni per i riconoscimenti annuali a giocatori, allenatori e general manager. Ma dopo una settimana di riposo cominciano i Playoff NBA, che decreteranno i due contendenti al titolo NBA.

I playoff della NBA iniziano a cavallo tra i mesi di aprile e maggio, e vedono scontrarsi le prime 8 squadre di ogni conference. In base alla posizione in classifica e quindi al record di vittorie e sconfitte nella regular season le squadre con il miglior record rispetto alle avversarie hanno il privilegio di disputare le prime due partite della serie in casa, come anche le successive ed eventuali gare dispari (gara 5 e gara 7) che possono essere le gare chiave per chiudere una serie al meglio delle sette (quattro successi per vincere la serie). Dalla stagione 2006-07, ai campioni di division e alla miglior seconda delle division, vengono assegnati i primi 4 posti in classifica nella conference e i restanti 4 sono stabiliti in base al record di vittorie e sconfitte a prescindere dalla posizione nelle division.

Al primo round la 1a classificata di ogni conference affronterà l'8a, la 2a la 7a, la 3a la 6a, e la 4a la 5a. Le vincenti delle serie accedono al secondo round, fino ad arrivare alle NBA Conference Finals, che decretano i campioni delle rispettive conference e le due squadre che si vedranno opposte alle NBA Finals per il titolo.

Le finali NBA sono l'evento conclusivo della stagione NBA giocata. I campioni della Eastern Conference, e della Western Conference, si affrontano in una serie finale sempre al meglio delle sette partite ma con un cambiamento nell'assegnazione delle gare in casa e in trasferta: infatti alle finali NBA la squadra che ha il miglior record disputerà in casa le prime due gare e le eventuali ultime due della serie (gara 6 e gara 7), a differenza con i playoff.

Alla fine della serie finale la squadra vincente è campione NBA, e le viene assegnato il Larry O'Brien Championship Trophy, il trofeo NBA.

Per quanto riguarda le regolamentazioni sulla scelta dei giocatori entranti nella lega, gli stipendi, e il mercato dei giocatori, la NBA ha regole molto ferree.

Il sistema sportivo americano è profondamente e radicalmente differente da ogni altro sistema sportivo del mondo. Questo poiché la crescita e lo sviluppo degli atleti di qualsiasi disciplina sportiva, negli Stati Uniti, viene affidata alle cure delle scuole superiori (high school), e delle università (college), e non ai settori giovanili delle squadre di categoria come avviene per esempio in Europa. Con questo sistema gli atleti una volta finita la scuola superiore o l'università, non hanno società di riferimento e quindi per entrare nelle più prestigiose leghe professionistiche nord-americane, devono iscriversi ai cosiddetti Draft.

La NBA annualmente organizza nell'ultima settimana di giugno, subito dopo la conclusione delle Finali NBA, gli NBA Draft, attraverso cui le squadre della lega possono scegliere i migliori prospetti della pallacanestro statunitense e mondiale.

Alcune settimane prima del Draft la NBA attraverso la Draft Lottery, stila la lista delle prime 14 squadre che avranno la precedenza nella scelta, e quindi la possibilità di accaparrarsi i migliori giocatori. Queste 14 squadre sono le escluse dai Playoff, e in base al record di vittorie e sconfitte, le peggiori squadre avranno più bussolotti nell'urna che sancisce l'ordine di scelta.

In questo modo le squadre che non brillano da tempo in campionato, possono avere l'opportunità di scegliere giocatori che potrebbero cambiare, in un'ottica di breve o lungo periodo, le sorti della franchigia.

Le restanti 16 squadre vengono aggiunte, in base alla classifica finale, a conclusione delle NBA Finals.

Il mercato dei giocatori della NBA si apre a luglio, quando le squadre possono solo scambiare giocatori con altre squadre, senza però far firmare contratti a giocatori cosiddetti free-agent, cioè giocatori che sono stati rilasciati dalla propria squadra o il cui contratto è scaduto, e sono quindi liberi di scegliere l'offerta delle squadra che vogliono.

La possibilità di firmare i free-agent, scatta in genere verso l'11 luglio. Ci sono due tipologie di free-agent: restricted-free-agent, che sono i giocatori che hanno ricevuto un'offerta dalla precedente squadra, e gli unrestricted-free-agent, che sono invece liberi da ogni vincolo con la precedente squadra.

Il mercato della NBA si chiude dopo la pausa per l'All-Star Game a febbraio, quando i roster delle squadre devono rimanere immutati fino alla conclusione della stagione.

Il Salary Cap (Tetto Salariale) è un sistema utilizzato negli USA, per regolamentare il giro di denaro nelle leghe professionistiche sportive, che decreta qual è l'ammontare di denaro totale che ogni franchigia può pagare per gli stipendi dei propri giocatori.

Nonostante in apparenza possa sembrare un concetto banale e semplice, il salary cap della NBA è estremamente complesso e contiene numerose regole complementari. Ad esempio la regola della Luxury Tax sancisce che le squadre che superano il tetto salariale di una certa somma di denaro, sono obbligate a pagare alla lega il corrispondente di questa somma, che verrà poi distribuito dalla lega alle squadre che non superano il salary cap.

Nel 2001, la NBA ha deciso di occuparsi di tutti quei giocatori che non riescono ad entrare attraverso la porta dei Draft, o che non trovano un posto nelle trenta franchigie del campionato, e di dar loro un'occasione per giocare a buon livello e di essere visti e seguiti dai dirigenti e manager delle franchigie NBA.

Così nel 2001 venne fondata la National Basketball Development League (NBDL), che dal 2005 in poi ha assunto il nome di NBA Development League (NBA D-League). Infatti ognuna delle dodici squadre che vi fanno parte, sono affiliate ad una o, nella maggior parte dei casi, a più franchigie NBA, che possono mettere sotto contratto i giocatori che si sono messi in luce; in essa si sperimentano anche nuove regole di gioco.

Già molti giocatori hanno fatto il grande passo, e raggiunto il sogno di giocare nella lega più seguita del mondo: la NBA.

Il 17 ottobre 2005 David Stern, commissario NBA, approvò un codice di abbigliamento obbligatorio per tutti i giocatori NBA e NBDL. Questo fu un atto degno di nota perché l'NBA divenne così la prima lega sportiva nord-americana che impose regole all'abbigliamento degli atleti.

Il codice decise che tutti i giocatori debbano vestire in modo elegante o comunque presentabile, quando vanno alla partite. Il codice bandisce diversi tipi di vestiti associabili alla cultura hip-hop.

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Kareem Abdul-Jabbar

File:Kareem Abdul Jabbar crop.jpg

Kareem Abdul-Jabbar (nato Ferdinand Lewis Alcindor Jr.; New York, 16 aprile 1947) è un ex cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, professionista nella NBA e oggi assistente allenatore dei Los Angeles Lakers.

Fu un grande interprete del ruolo del centro, grazie anche alla sua statura di 218 centimetri (o 7'2"). È tuttora il primo realizzatore nella storia dell'NBA. Diventò famoso in gioventù come Lew Alcindor, cambiando poi nome in seguito alla conversione all'Islam.

Lew Alcindor guidò la "Power Memorial Academy" di Harlem a tre titoli del campionato "New York City Catholic" di fila, e ad un record incredibile di 71 vittorie consecutive.

Dopo il grande successo riscontrato al liceo, Lew Alcindor passò all'università, scegliendo la UCLA ("University of California, Los Angeles"), per la quale giocò dal 1967 al 1969, squadra allenata dal leggendario allenatore John Wooden. Durante le tre stagioni che passò all'università, la squadra della UCLA perse solamente 2 partite.

Proprio durante il periodo del giovane Alcindor a UCLA, la NCAA varò - per limitarne lo strapotere fisico - una regola (in seguito abolita) oggi inimmaginabile per uno sport spettacolare come la pallacanestro, ovvero l'abolizione della schiacciata. Tale discutibile decisione, anziché sfavorire il gigante di Harlem, gli consentì di affinare soluzioni d'attacco come il famoso gancio cielo (che diventerà il suo marchio di fabbrica) e di ricorrere sistematicamente alla stoppata come arma difensiva.

In quegli anni subì un piccolo infortunio all'occhio sinistro, un lieve danno alla retina, che lo costrinse da quel momento in poi a giocare con degli occhiali protettivi.

Nel 1964, mentre era ancora all'università, Lew Alcindor si convertì all'Islam, assumendo il nuovo nome arabo Kareem Abdul-Jabbar nel 1971.

Nel 1969 fu la prima scelta nel draft della NBA. Dopo essersi laureato, Kareem Abdul-Jabbar passò a giocare con i Milwaukee Bucks dove vinse un titolo nella stagione 1970-71 insieme a Oscar Robertson e, dal 1975, con i Los Angeles Lakers, dove raggiunse la consacrazione grazie anche alla presenza in squadra di un giocatore fenomenale come Magic Johnson. A Los Angeles vinse altri 5 titoli. Nell'arco della sua carriera venne eletto 6 volte miglior giocatore dell'anno.

Abdul-Jabbar è stato molto famoso per un suo tiro particolare, il cosiddetto gancio cielo (sky hook), praticamente impossibile da difendere e stoppare, supportato da un'incredibile atleticità e forma fisica. Si ritirò nel 1989 dopo ben 20 stagioni.

Giocare con i Los Angeles Lakers consentì a Jabbar di provare a recitare: nel 1980 prese parte, nel ruolo di co-pilota nella parte di se stesso, al film comico L'aereo più pazzo del mondo (Airplane!), ai quali si aggiungono numerose apparizioni in TV e telefilm (tra cui L'Ombra dello Scorpione).

Nel 1972 ha iniziato a girare L'ultimo combattimento di Chen di Bruce Lee mai finito per la morte prematura del protagonista; il film poi è stato rimontato con le scene già girate e successivamente inserite anche nel documentario del 2001 Bruce Lee - La leggenda.

Nel 1994 ha prese parte ad una piccola parte del film The Mighty Ducks 2 nella parte di se stesso.

Ha partecipato ad una puntata dei telefilms Willy, il principe di Bel Air e Scrubs. Ha scritto anche un libro, divenuto un best-seller, "Brothers In Arms", la storia di un battaglione composto unicamente da afro-americani durante la guerra.

Compagno di squadra di Jabbar, ai tempi del liceo, lo scrittore Jim Carroll. Il quale lo cita nel suo libro autobiografico Jim entra nel campo da basket (The basketball diaries).

Durante la campagna per le primarie americane del Partito Democratico 2008, partecipa al video, "Yes We Can", ideato da William James Adams Jr. membro dei Black Eyed Peas, a favore del candidato Barack Obama.

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Boston Celtics

Boston Celtics logo.png

I Boston Celtics sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association. Sono inseriti nella Atlantic Division dell'Eastern Conference.

Hanno sede a Boston, nel Massachusetts. Sono di proprietà della Boston Basketball Partners LLC, un consorzio di investitori guidato dal magnate della finanza Wycliffe Grousbeck, che ha rilevato la società nel 2002 da Paul Gaston. Doc Rivers è l'allenatore e Danny Ainge, già nella franchigia come giocatore, il general manager. Fondati nel 1946, sono la sola squadra, oltre ai New York Knicks, ad aver sempre partecipato alla NBA. Hanno vinto per 17 volte il titolo NBA, e dal 1959 al 1966 sono riusciti nell'impresa di vincerne otto consecutivamente, record nella lega.

La squadra gioca le proprie partite casalinghe nel TD Banknorth Garden. I colori sociali sono il bianco e il verde, mentre il simbolo della squadra è un leprechaun.

All'origine del basket professionistico statunitense, con la fondazione nel 1925 della American Basketball League, Boston era rappresentata da due squadre: i Boston Whirlwinds (unica stagione 1934/35) e successivamente dai Boston Trojans (1934/35).

Il 6 giugno del 1946, undici proprietari delle più grandi arene di sport degli Stati Uniti e di squadre di hockey fondarono il primo nucleo della NBA chiamato inizialmente Basketball Association of America. Tra i fondatori della nuova lega era presente Walter Brown in qualità di proprietario dell'arena sportiva del Boston Garden. La legenda vuole che il nome della franchigia scaturi' da una conversazione tra Walter Brown ed il suo collaboratore Howie McHugh, con quest'ultimo che propose nomi come Whirlwinds, Unicorns o Olympics. Brown invece impose il nome Celtics collegandolo alla folta presenza di immigrati irlandesi che vivevano a Boston e nel ricordo di una squadra newyorkese che possedeva lo stesso nome (l'odierna franchigia, comunque, non ha alcuna relazione diretta con i New York Celtics/Brooklyn Celtics attiva nella ABL degli anni venti/trenta). La scelta del nome fu comunque legata anche a strategie di marketing: il fine ultimo era di accattivarsi subito le simpatie della cittadinanza e del pubblico bostoniano.

Attualmente, i Boston Celtics (insieme ai New York Knicks), sono l'unica squadra a far parte della NBA sin dalla sua fondazione e a non avere mai lasciato la città di origine.

Quando la NBA (che inizialmente si chiamava Basketball Association of America) giocava il suo primo campionato, nella stagione 1946-1947, i Celtics sono presenti al debutto con una squadra non molto competitiva. Il presidente Walter Brown, fondatore della franchigia, aveva messo insieme un gruppo di giocatori dal talento non eccelso, allenati da John "Honey" Russell, che non portarono grandi risultati nei primi anni di appartenenza nella lega. Il debutto avviene il 5 novembre al Boston Garden davanti a 4329 tifosi. I Celtics perdono la loro prima partita con i Chicago Stags per 57-55. Quella prima stagione si chiuse con un record di 22 vittorie e 38 sconfitte e una eliminazione ai playoff per 2-1 da parte dei Chicago Stags. Tra i pochi giocatori a mettersi in luce ne corso della stagione vi fu Connie Simmons. Nelle successive tre stagioni la squadra non raggiunse risultati di alto livello, con una sola apparizione ai playoff (eliminazione al primo turno) e record (rapporto vittorie sconfitte) che non consentirono di competere con le franchige più forti.

La squadra del Massachusetts non era ancora riuscita a fare il definitivo salto di qualità in modo da lottare con le migliori squadre per la conquista del titolo, perciò il proprietario della farchigia Walter Brown decise di puntare, a partire dalla stagione 1950, su un nuovo allenatore, Arnold "Red" Auerbach, che aveva fino a quel giorno allenato con alterne vicende i Washington Capitols e i Tri-Cities Blackhawks. Figlio di un ebreo russo scappato negli Stati Uniti lasciando la sua lavanderia di Minsk, Arnold "Red" Auerbach fu soprannominato Red (il Rosso) sia per il colore dei capelli che per il temperamento caratteriale abbastanza focoso.

A partire dalla stagione 1950-1951, con l'arrivo di Ed Macauley (dai St Louis Bombers) e di Bob Cousy (proveniente dal fallimento dei Chicago Stags), i Celtics riuscirono per la prima volta a chiudere il campionato con un record vincente (39-30), venendo pero' eliminata al primo turno dei playoff dai New York Knicks. L'abilità manageriale di Arnold "Red" Auerbach permise a Boston di ingaggiare per la stagione 1951-1952 Bill Sharman (acquistato dai Washington Capitols), di accrescere il potenziale di Bob Cousy, di raggiungere i primi posti nella Eastern Division e il conseguimento di discreti risultati nei playoff, con 5 partecipazioni consecutive e 3 finali di Division (tutte perse).

L'inizio della stagione 1956-1957 è contraddistinta da un importante scambio tra i Celtics e i St. Louis Hawks: Bill Russell, prima scelta nel draft di quell'anno, venne ceduto dai St. Louis Hawks ai Celtics in cambio di Ed Macauley e Cliff Hagan. A questo arrivo s'affianca quello di Tom Heinsohn che risulterà matricola dell'anno. La stagione si concluse con la conquista del primo titolo NBA nella storia della franchigia, sconfiggendo in finale i St. Louis Hawks di Bob Pettit dopo due tempi supplementari nella decisiva settima gara. Fu l'inizio del periodo noto come La Dinastia, dove i Celtics vinsero undici titoli in 13 anni.

Nella stagione seguente, la finale vide ancora contrapposti i Celtics contro i St. Louis Hawks, ma furono questi ultimi ad avere la meglio, sconfiggendo la squadra del Massachusetts in sei gare molto combattute, contraddistinte dall'infortunio del centro Bill Russell. Nelle successive otto stagioni, i Celtics segnarono il record, ancora imbattuto negli sport professionistici nord-americani, di otto titoli consecutivi. In questa striscia vincente, la franchigia incontrò per cinque volte in finale i Lakers, iniziando una delle rivalità più importanti nella storia della NBA. Nel 1964 Red Auerbach fa dei Celtics il primo team ad avere cinque afroamericani nel quintetto iniziale. Alla fine della stagione 1965-1966 lo storico coach si ritira, preferendo diventare general menager della squadra, e il suo posto viene preso da Bill Russell, primo allenatore afroamericano della NBA, con il ruolo di giocatore-allenatore. Questa lunga striscia vincente viene interrotta nella stagione 1966-1967, con la sconfitta nella finale di Eastern Division da parte dei Philadelphia 76ers di Wilt Chamberlain.

Nelle due stagioni seguenti (1967-1968 e 1968-1969) i Celtics tornarono a trionfare e a conquistare il titolo NBA, in entrambe le occasioni contro i Los Angeles Lakers: nella prima occasione la dispusta si concluse in sei gare, mentre nella seconda si è assisto a una delle finali più equilibrate nella storia della lega, conclusasi in sette gare e decisa negli ultimi secondi dell'ultima partita. A conferma di questo equilibrio il premio come miglior giocatore delle finali andò a Jerry West, facente parte dei Lakers (fino ad oggi nessun altro giocatore della squadra che ha perso le finali ha ricevuto il premio). Alla fine di questa stagione, Russell si ritirò, ponendo fine a quella che è stata la prima Dinastia della storia NBA.

Nell'annata 1969/70 con il ritiro dall'attività sportiva di Bill Russell, Tom Heinsohn divenne il capo-allenatore e la squadra attraversò una inevitabile crisi, dazio da pagare nell'attesa di un ricambio generazionale che ormai sembrava inevitabile. La stagione terminò con un record negativo di 34 vittorie e 48 sconfitte non permettendo ai Celtics di approdare ai playoffs, prima volta in venti anni.

Il 1970/71 è caratterizzato dall'arrivo dal draft di Dave Cowens come quarta scelta assoluta. La stagione viene contrassegnata da un record positivo di 44-38 che non permette per il secondo anno consecutivo ai Celtics di approdare ai playoffs. Dave Cowens, insieme a Geoff Petrie dei Portland Trail Blazers, ricevette il Premio NBA matricola dell'anno. Comunque la squadra era in visibile crescita e nella stagione seguente con un record positivo di 56-26, tornerà a vincere la Atlantic Division e raggiungere i playoffs. I Celtics superarono prima gli Atlanta Hawks in semifinale, per poi essere sconfitti nella finale di conference dai New York Knicks.

Nel 1972-73 i Celtics stabiliscono il nuovo record assoluto di vittorie nella stagione regolare di 68-14. Nei playoff sconfiggono gli Atlanta Hawks in 6 partite e raggiungono i New York Knicks in finale di Conference. Ancora una volta i Knicks sconfiggono i Celtics in gara sette al Boston Garden per 94-78. John "Honey" Russell, il primo allenatore dei Boston Celtics viene inserito nella Hall of Fame.

L'anno successivo, si conclude con un record nella stagione regolare di 56-26. Nei playoff sconfiggono di seguito i Buffalo Braves (in sei partite) e i New York Knicks (in cinque partite). In finale si trovarono di fronte i Milwaukee Bucks guidati da Kareem Abdul-Jabbar. Finale fu molto combattuta con i Celtics molto vicini al titolo dopo aver battuto i Milwaukee Bucks in gara 5. Un colpo di scena accadde in gara 6 al Boston Garden: Kareem Abdul-Jabbar portò le finali alla settima partita con un gancio a 3 secondi dal termine. La serie torna quindi a Milwaukee per la settima gara e i Celtics riuscirono a battere i Bucks per 102-87. John Havlicek fu eletto MVP della finale.

La nuova stagione nonostante la perdita del centro Dave Cowens per 2 mesi a causa di un infortunio, vide i Celtics vincere facilmente la Atlantic Division con un record di 60-22. Nei playoff vinsero rapidamente con gli Houston Rockets in 5 partite e raggiunsero la finale della Eastern Conference. Qui i Celtics vennero battuti dai Washington Bullets in 6 partite. Bill Russell viene inserito nella Basketball Hall of Fame.

Nella stagione 1975/76 i Celtics terminano al primo posto nella loro division con un record 54-28. Nei playoff avrebbero raggiunto le NBA Finals battendo i Buffalo Braves e i Cleveland Cavaliers in 6 partite. In finale contro i Phoenix Suns vinsero le prime due gare al Boston Garden. Tuttavia, i Celtics dovettero subirebbe la siccità del deserto dell'Arizona, perdendo le due gare a Phoenix. In gara 5 si arriva ai tempi supplementari con un punteggio finale di 128-126. L'ultima partita vede i Celtics prevalere per 87-80. La serie si conclude 4 a 2. Jo Jo White fu nominato MVP finale. Lam stagione 1976/77 si concluse con il secondo posto ed un record di 44-38. I Celtics raggiunsero i playoff battendo i San Antonio Spurs ma venendo eliminati dai Philadelphia 76ers in 7 partite.

Nel 1977-78 i Celtics attraversarono uno dei momenti più delicati della loro storia. Persero 23 partite su 34 quando coach Tom Heinsohn venne licenziato e sostituito da un altro ex giocatore bostoniano Tom "Satch" Sanders, confermando la tradizione che favorisce quasi sempre una soluzione interna. Sanders concluderà la stagione al terzo posto con un deludente record di 32-50, mancando l'accesso ai playoff. Quello di Sanders fu più che altro un interregno, visto che rimase solo per due "mezze" stagioni, lasciando la squadra a Dave Cowens durante il campionato 1978-79. La stagione si concluse con un record negativo di 29-53, e l'esperienza di Dave Cowens come giocatore-allenatore non convinse.

Così, per la prima volta dai tempi di Auerbach, Boston scelse un allenatore che non era cresciuto nella famiglia biancoverde, Bill Fitch. La stagione 1979-80 si presenta con Fitch che ebbe la fortuna di trovarsi fra le mani già al suo primo anno un certo Larry Bird proveniente dal NBA Draft del 1978. L'impatto fu immediato: la stagione regolare si concluse con un record di 61 vinte e 21 perse (da confrontare con il record dell'anno precedente). Nei playoff, dopo un 2 anni di assenza, i Celtics battono gli Houston Rockets in 4 partite. Tuttavia nel finale della Estern Conference verranno sconfitti dai Philadelphia 76ers in 5 partite. Larry Bird sarà premiato come la matricola dell'anno e Bill Fitch come allenatore dell'anno.

Al primo giro del draft del 1980 venne scelto Kevin McHale, nell'ambito di un giro di scambi con i Golden State Warriors che porterà a Boston anche Robert Parish. Kevin McHale, Robert Parish e Larry Bird formeranno, secondo molti, la più forte frontcourt (la linea formata dal centro e dalle due ali) della storia della NBA. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20, il migliore della NBA. Nei playoffs i Celtics non ebbero alcun problema a disfarsi dei Chicago Bulls in 4 partite. Nella finale di conference s'imposero sui Philadelphia 76ers sette gare, con tiro vincente di Larry Bird nei secondi finali. I Boston Celtics affrontarono in finale NBA gli Houston Rockets vincendo la serie per 4 a 2. Cedric Maxwell fu nominato MVP delle finali.

I Celtics confermano i progressi ottenuti vincendo la Atlantic Division per il terzo anno di fila con il migliore record della NBA: 63-19. Nei playoffs dopo aver sconfitto i Washington Bullets in 5 partite (4-1), vennero fermati in finale di Conference dai Philadelphia 76ers: 3 a 4. Con il passare del tempo i rapporti tra Bill Fitch ed i giocatori si deteriorarono e nella stagione 1982/83 i Celtics raggiunsero un record di 56-26. Nei playoffs sconfiggeranno gli Atlanta Hawks per 2 a 1, ma nella semifinale di Conference verranno sconfitti dai Milwaukee Bucks per 0 a 4.

I difficili rapporti tra i giocatori e Fitch portarono la società a sostituire quest'ultimo con K.C. Jones, ex playmaker della Celtic-Dynasty. Nella stagione 1983/84 i Celtics acquistarono dai Phoenix Suns Dennis Johnson. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20 e la prima posizione nella Eastern Conference, mentre Bird vinse il Premio NBA miglior giocatore dell'anno. Nei playoffs la squadra superò i Washington Bullets (3-1), i New York Knicks (4-3) e i Milwaukee Bucks in finale di Conference per 4 a 1. Le finali saranno un déjà vu: Celtics-Lakers. L'antica rivalità viene rinverdita dal duello Larry Bird-Magic Johnson, ma anche da quello fra Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar. La serie fu molto combattuta e mise a confronto lo Showtime dei Lakers contro il Celtics-Pride di Boston. Le finali si conclusero per 4 a 3 per i verdi.

La stagione 1984/85 sembra un preludio per rivedere il remake Celtics-Lakers in finale. Boston fece registrare nella stagione regolare un record di 63-19, e Bird vinse di nuovo il Premio per il miglior giocatore dell'anno. Nei playoff la squadra superò i Cleveland Cavaliers in 4 partite, i Detroit Pistons in 6. La finale della Eastern si disputarono contro i Philadelphia 76ers, a loro volta superati in 5 partite (4-1). La serie delle Finals iniziò positivamente con una vittoria netta chiamata successivamente il "Massacro del Memorial Day" (a Los Angeles, Boston vinse di 34 punti). Ma la serie prese in seguito una direzione diversa: i Lakers finalmente riuscirono a sconfiggere i Celtics nelle finali (prima volta dopo otto sconfitte consecutive) per 4 a 2.

Nella successiva stagione regolare la franchigia del Massachusetts raggiunse il record di 67 vittorie e 15 sconfitte; Bird conquistò ancora il premio come miglior giocatore dell'anno. Nei playoff i Celtics superarono i Chicago Bulls (3-0), gli Atlanta Hawks (4-1) e nelle finali di Conference i Milwaukee Bucks (4-0). Sorpresa nella Western Conference: gli Houston Rockets dell'ex Bill Fitch batterono nettamente i favoriti Los Angeles Lakers. La serie delle Finals si concluse per 4 a 2 in favore dei Boston Celtics.

La stagione successiva si aprì sotto i peggiori auspici: la seconda scelta del Draft 1986, Len Bias, selezionato dai Celtics, morì per un'overdose di cocaina. Nonostante ciò la squadra continuò ad essere tra le migliori, vincendo la Atlantic Division con un record di 59-23. Nei playoff sconfisse i Chicago Bulls (3-0), i Milwaukee Bucks (4-3) e nelle finali di Conference i Detroit Pistons (4-3). In finale ritrovò nuovamente i Los Angeles Lakers, e, come due anni prima, la serie si concluse 4 a 2 per i giallo-viola losangelini.

L'età dei giocatori (una media di oltre 30 anni) non fu un ostacolo per i Celtics che vinsero la Atlantic Division con un record di 57-25. Nei playoff superarono i New York Knicks in 4 partite (3-1) e con molta difficoltà gli Atlanta Hawks di Dominique Wilkins: 4 a 3. Nella finale di Eastern Conference s'imbatterono nei Detroit Pistons dei bad boys Isiah Thomas e Bill Laimbeer: la serie terminò in 6 partite, 4 a 2 per i "Pistoni".

Quando K.C. Jones decise di lasciare la panchina biancoverde e passare al front office, Auerbach optò per l'ennesima soluzione interna, promuovendo Jim Rodgers, fino a quel momento il vice di Jones. La stagione trascorse con l'importante assenza di Larry Bird (giocò solo 6 partite) ed i Celtics fecero registrare un record di 42 vittorie e 40 sconfitte (ottava ed ultima media valida per l'ingresso nei playoff di Eastern Conference). Al primo turno dei playoff furono facile preda dei Detroit Pistons: 0 a 3.

Con il ritorno di Larry Bird a tempo pieno, i Celtics raggiunsero un record nella stagione regolare di 52-30. Nei playoff i verdi si portarono subito sul 2-0 nella serie contro i New York Knicks. Tuttavia crollarono perdendo le rimanenti tre partite della serie compresa quella decisiva al Boston Garden. Jim Rodgers dopo la pesante sconfitta fu licenziato.

Il nuovo allenatore, dopo il rifiuto di Mike Krzyzewski, divenne Chris Ford, assistente ed ex giocatore bostoniano. I Celtics cercarono di cambiare pelle con Reggie Lewis e Brian Shaw diventando una squadra più veloce e da contropiede. La stagione regolare del 1990-91 si concluse con un record di 56-26. Nei playoff la squadra superò gli Indiana Pacers (3-2), ma venne fermata in semifinale di Conference ancora dai Detroit Pistons per 4 a 2.

Nonostante la prolungata assenza di Larry Bird e Kevin McHale per gran parte della stagione, i Celtics, sostenuti da Reggie Lewis, raggiunsero il record di 51-31 nella stagione regolare del 1991-92. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers (3-0), ma vennero eliminati in semifinale di Conference dai Cleveland Cavaliers, che vinsero la serie di sette partite per 4 a 3. A fine stagione Larry Bird annuncerà il proprio ritiro dopo la partecipazione ai Giochi olimpici di Barcellona 1992 con la squadra degli Stati Uniti, il Dream Team.

Con il ritiro di Larry Bird, i Celtics ebbero un inizio campionato traumatico: persero otto partite su dieci disputate. La stagione regolare si concluse comunque positivamente con un record di 48-34. Nei playoff vennero subito sconfitti dagli Charlotte Hornets per 3 a 1. Durante i playoff a Reggie Lewis, allora stella nascente, fu diagnosticato un battito cardiaco irregolare. Nonostante gli avvertimenti del medico Lewis continuò l'attività agonistica e mentre giocava una partita di allenamento ebbe un arresto cardiaco e morì. Aveva solo 27 anni. La tragica morte di Reggie Lewis ed il ritiro di Kevin McHale fanno si che i Celtics non raggiungano i playoff per la prima volta in 15 anni con un record negativo di 32-50. A fine stagione Robert Parish, diventato free agent, si trasferirà agli Charlotte Hornets e Dino Radja finisce secondo nella graduatoria d'assegnazione del premio NBA matricola dell'anno. La stagione regolare 1994/95 si concluse con un record di 35-47, permettendo comunque alla squadra di partecipare ai playoff. I Celtics verranno sconfitti dagli Orlando Magic per 3 a 1, che quell'anno raggiungeranno la finale.

Nel 1995 i Celtics cambiarono "casa" abbandonando lo storico Boston Garden per il nuovo TD Banknorth Garden, privo della magia del vecchio palazzo (fu comunque strasferito l'originale parquet a doghe incrociate). Chris Ford lascia la panchina a M.L. Carr anch'esso ex giocatore di Boston. La stagione si concluse con un record negativo di 33-49. Nel 1996 i Celtics festeggiarono il 50° anniversario dalla nascita (1946). La stagione non fu altrettanto "celebrativa". Il record fu di 15 vinte e 67 perse. La nota positiva fu la matricola Antoine Walker e l'ingaggio come allenatore di Rick Pitino per la stagione successiva.

Nel 1997 i Celtics scelgono al Draft NBA Chauncey Billups che però delude e a metà campionato verrà girato ai Toronto Raptors. Rick Pitino condusse la squadra ad un record di 36-46, fallendo per la terza volta l'accesso ai playoff. Larry Bird entra nella Basketball Hall of Fame. I Celtics continuarono la ricostruzione ottenendo dal Draft 1998 Paul Pierce. Tuttavia il cambiamento non portò effetti immediati: il record stagionale si fermò a 19-31 e i tifosi iniziarono a contestare il coach. La "cura-Pitino" continuò a non funzionare neanche l'anno successivo, attirandosi le critiche sempre più insistenti dei tifosi e dei mass media. Il record di quella stagione fu di 35 vittorie e 47 sconfitte. Kevin McHale viene inserito nella Basketball Hall of Fame.

L'inizio della stagione 2000/01 vide i Celtics con un record negativo di 12-22 causando le dimissioni di Rick Pitino che lasciò una squadra non certo vincente ma dal solido nucleo, al nuovo coach Jim O'Brien che portò la squadra ad un recod finale di 36-46.

O'Brien portò i Celtics nella stagione 2001/02 ad un record finalmente positivo di 49-33, garantendo il terzo posto nella Eastern Conference e l'accesso ai playoff. Qui Boston al primo turno superò i Philadelphia 76ers per 3-2 e i Detroit Pistons con un netto 4-1. La finale di Eastern Conference si giocò con i New Jersey Nets. La riscossa del nuovo "Celtic Pride" si fermò qui: 4-2 per i Nets, ma con la nota positiva della crescita dell'accoppiata Paul Pierce e Antoine Walker. Pierce e Walker spingono i Celtics al sesto posto e alla qualificazione ai playoff 2003 con un record di 44-38. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers per 4-2. Al secondo turno furono eliminati nuovamente dai New Jersey Nets per 4-0. Robert Parish viene inserito nella Basketball Hall of Fame. La stagione 2003/04 s'inaugura con la cessione ai Dallas Mavericks di Antoine Walker. Questa e altre scelte da parte di Danny Ainge, diventato General Manager dei Celtics, produsse attriti con l'allenatore Jim O'Brien, che sfociarono nelle dimissioni di quest'ultimo dopo la cessione di Ricky Davis. Ad allenare la squadra venne chiamato John Carroll. La stagione regolare terminò con un record di 36-46 che permise ai Celtics di arrivare ai playoff. Qui vennero sconfitti dagli Indiana Pacers per 4-0.

Nel 2004 arriva un nuovo coach, Doc Rivers, ed il campionato inizia con un mediocre 13-16 al passivo. A metà stagione avviene il ritorno di Antoine Walker dagli Atlanta Hawks, scambiato con Gary Payton. Gli effetti si vedranno subito: i Celtics vinceranno 10 delle loro 11 partite restanti, arrivando primi nella Atlantic Division dopo 13 anni di astinenza con un record di 45-37. Nei playoff, la spinta vincente si fermerà al cospetto degli Indiana Pacers: 4-3 il risultato finale. Il 2005/06 fu contrassegnato dalla cessione di Antoine Walker ai Miami Heat e dallo scambio con i Minnesota Timberwolves che portarono a Boston Wally Szczerbiak, Michael Olowokandi, Dwayne Jones e una prima scelta al draft. Questo cambiamento non portò risultati significativi e la stagione si concluse con un record di 33-49. Nell'ottobre 2006 muore il patriarca ed ideatore dei "grandi" Boston Celtics, Red Auerbach, all'età di 89 anni. La stagione regolare, segnata anche dalla prematura scomparsa del playmaker degli anni '80 Dennis Johnson, risultò altalenante per gli infortuni a Paul Pierce e si concluse con un record di 24-58.

Nella stagione 2007/08 i Boston Celtics fanno due grandi acquisti: Ray Allen e Kevin Garnett. Il General Manager Danny Ainge architetta infatti un ennesimo scambio: manda ai Seattle SuperSonics Delonte West, Wally Szczerbiak e Jeff Green per ottenere Ray Allen e Glen Davis. Con l'ex bostoniano Kevin McHale GM dei Minnesota Timberwolves pianifica il passaggio di Kevin Garnett in maglia biancoverde cedendo Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green, Theo Ratliff. Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce vengono annunciati nella pre-season come i "big three". La stagione regolare finisce con un record di 66-16 (la migliore della lega) e l'accesso ai playoff dove i Celtics superano Atlanta Hawks (4-3) e i Cleveland Cavaliers (4-3). Il 30 maggio 2008, vincendo per 4-2 la finale della Eastern Conference contro i Detroit Pistons, i Celtics raggiungono le NBA Finals 2008, in cui affrontano i Los Angeles Lakers.

Per i Celtics si tratta del ritorno alle finali NBA dopo ventuno anni di assenza. Si rinnova quindi il duello storico della NBA, le finali che furono scenari di battaglie tra Bill Russell, Elgin Baylor, Jerry West, Bob Cousy, Larry Bird, Earvin "Magic" Johnson, Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar oggi appartengono a Paul Pierce e Kobe Bryant. La finale NBA Celtics-Lakers mancava ormai dal 1987. Il 17 giugno 2008, i Boston Celtics vincono il loro diciassettesimo titolo NBA battendo i Lakers in gara 6 con il risultato di 131-92, che rappresenta la vittoria con più largo margine in una gara decisiva per il titolo. Il record precedente era il 129-96 stabilito da Boston sempre contro i Lakers, in gara 5 delle finali del 1965. Protagonisti assoluti di questo successo sono stati Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce nominato anche MVP delle finali.

Dura da tempo la rivalità tra i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers, al punto da essere considerata la più intensa della lega; le due squadre si sono affrontate 11 volte nelle Finali NBA, l'ultima nel 2008. Hanno vinto, in totale, 31 delle 62 stagioni NBA disputate. Negli anni '60 i Celtics hanno affrontato e sconfitto i Lakers 6 volte nelle finali NBA, nonostante l'impegno di Jerry West e Elgin Baylor. Questa rivalità è stata rinnovata negli anni '80, quando i Lakers e i Celtics hanno vinto 8 dei 9 titoli assegnati tra il 1980 e il 1988 (5 per i Lakers e 3 per i Celtics), e si sono incontrati nelle Finali 3 volte. La rivalità è andata raffreddandosi quando i Celtics sono scivolati nella fascia medio-bassa dell'NBA, cioè dalla metà degli anni '90, tornando accesa più che mai durante le finali del 2008.

Nella Eastern Conference, i Celtics sono da tempo contrapposti ai Philadelphia 76ers, guidati da Wilt Chamberlain negli anni '60, e da Julius Erving e Moses Malone negli anni '70 e '80. La rivalità tra Celtics e 76ers è stata segnata da intensi litigi tra Larry Bird e Julius Erving. Lo scontro più recente durante i playoff risale al 2002, quando si incontrarono Allen Iverson e Paul Pierce. Un'altra forte rivalità è nata negli anni '80 tra i Celtics e i Detroit Pistons. Le due franchigie si sono affrontante nei playoff 5 volte tra il 1985 e il 1991 e più di una volta ci sono state divergenze tra un giocatore dei Celtics e Bill Laimbeer, dei Pistons. Questa rivalità, come quella con i Lakers, si è affievolita negli anni '90, quando i Celtics hanno attraversato una fase di declino, anche se è tornata attuale quando le due squadre si sono scontrate nei Playoffs del 2002 e del 2008.

Altre forti rivalità sono con gli Atlanta Hawks, risalente alla fine degli anni '50, che ricomparse durante l'era di Larry Bird e Dominique Wilkins, e successivamente nei Playoff del 2008; con i Milwaukee Bucks durante la metà degli anni '80; con gli Indiana Pacers (1991–92 e 2003–05; entrambe coinvolsero Larry Bird come giocatore o come manager); con i New York Knicks (l'unica altra squadra a non essersi mai spostata in un'altra città e non aver mai cambiato nome). Inoltre, le partire con i San Antonio Spurs sono state combattute da quando è arrivato Tim Duncan nel draft del 1997. Da allora, gli Spurs hanno battuto Boston 18 volte di fila, e la striscia si è conclusa solo il 17 marzo 2007.

Individualmente, Paul Pierce ha avuto contrasti con LeBron James e Ron Artest. Durante le partite tra i Celtics e i Cavaliers, Pierce e James spesso combinano esplosività offensiva con un'intensa difesa.

I Boston Celtics sono la squadra più titolata della NBA: nel loro palmarès ci sono diciassette titoli assoluti, 20 titoli di Conference e 26 titoli di Division. Detengono il record per il maggior numero di successi consecutivi, otto, dal 1959 al 1966. È la squadra che ha annoverato tra le proprie fila il maggior numero di Hall of Famers, ben trentatrè, molti dei quali hanno ricevuto questo onore proprio per gli anni passati nella franchigia biancoverde.

Hanno ritirato ventuno numeri di maglia, più di ogni altra squadra sportiva professionistica nordamericana.

Il logo dei Boston Celtics raffigura un Leprechaun che rotea un pallone ed è stato in uso fin dai primi anni cinquanta anche se nel tempo ha subito numerose modifiche. È stato disegnato da Zang Auerbach, fratello del pluridecorato allenatore Red Auerbach. I Celtics hanno diversi loghi alternativi, il più popolare è quello con un trifoglio bianco (lo Shamrock, simbolo molto diffuso ma non ufficiale dell'Irlanda e di Boston) sovrastato dalla scritta Celtics racchiuso in un cerchio verde, usato a partire dalla stagione 1998–99. Questo logo è molto simile al primo in uso alla fine degli anni quaranta.

Le canotte sono state bianche in casa e verdi in trasferta sin dalla fondazione della squadra avvenuta nel 1946, e con l' eccezione di piccole modifiche sono rimaste inalterate nel corso degli anni. Dalla stagione 2005–06, sono state usate delle divise da traferta alternative con inserti neri anziché bianchi e la scritta "Boston" sulla parte anteriore della maglia. Nel 2005–06, è partita la tradizione che vede le canotte verdi con gli inserti dorati in occasione delle celebrazioni del giorno di San Patrizio.

Per la maggior parte della loro storia i Celtics hanno usato scarpe da ginnastica nere con l' eccezione dei primi anni ottanta quando erano colorate di verde. Dal 2003 hanno cominciato ad usare calzature bianche durante le partite casalinghe.

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Glenn Robinson

Glenn A. Robinson (Gary, 10 gennaio 1973) è un cestista statunitense. Nella NBA ha vestito le maglie dei Milwaukee Bucks, degli Atlanta Hawks e dei San Antonio Spurs.

Robinson si iscrisse alla Roosvelt High School di Gary ed essendo molto più alto e muscoloso dei suoi coetanei, l'allenatore lo faceva giocare da centro. Ben presto però Glenn capì di non avere un futuro come centro e cominciò a esercitarsi su palleggio, tiro da fuori e dribbling, ispirandosi a Scottie Pippen.

Terminato il liceo, Glenn ricevette delle offerte da diversi College, accettando quella di Purdue. Se in campo dominava, altrettanto non si poteva dire sui libri: per problemi scolastici fu costretto a saltare la prima stagione al College. La stagione successiva, 1992-93, Robinson registrò 24,1 punti 9,2 rimbalzi di media che gli valsero l'inserimento nel quintetto All America. La stagione 1993-94 venne giocata a livelli stratosferici: 30,3 punti, 10,9 rimbalzi in 31 gare disputate. Nel 1994 venne nominato giocatore dell'anno e inserito del Quintetto All America.

Nello stesso anno (1994) si dichiara per il Draft NBA, dove viene scelto dai Milwaukee Bucks con la prima scelta assoluta. Nel primo anno da professionista, 1994-95, accumulò statistiche importanti (21,9 punti e 6,4 rimbalzi) ma che non furono sufficienti a garantirgli in titolo di Rookie of the Year. Il trofeo finì nelle mani di Jason Kidd e Grant Hill. Il campionato successivo ottenne numeri simili (21,1 punti e 6,3 rimbalzi). Nella stagione 1997-98 un grave infortunio alla gamba sinistra lo constringe a giocare solo 56 partite.

Nell'agosto del 2002 viene spedito ad Atlanta in cambio di Toni Kukoc. Resta in Georgia per un anno. Nel 2004 viene acquistato da Philadelphia 76ers. A Philadelphia gioca solo 42 partite su 82, a causa dei continui infortuni, e viene ceduto ai New Orleans Hornets. Questi però lo tagliano subito. Riceve un' offerta dai San Antonio Spurs, coi quali disputa la stagione 2004-05. Il 30 giugno 2005 il contratto di Robinson scadette e San Antonio non fu mai realmente interessata a rinnovarglielo.

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Source : Wikipedia