Milazzo

3.4262114537434 (908)
Inviato da nono 12/04/2009 @ 07:20

Tags : milazzo, sicilia, italia

ultime notizie
Lombardo fa propaganda azzerando la giunta regionale - il Giornale
D'altronde non è così sorprendente che a raccogliere la bandiera più sudicia che lacera del milazzismo sia proprio Lombardo, che con Silvio Milazzo ha non poche cose in comune. Non ultima, ovviamente, l'ambizione del potere ottenuto (e mantenuto)...
MILAZZO, PAGAMENTO 4° MENSILITA' BONUS SOCIO-SANITARIO - Nebrodi e Dintorni
Milazzo, 26 mag 2009 - Disposto il pagamento della quarta mensilità del Bonus Socio Sanitario - Anno 2007 - a favore degli utenti del Distretto D27. Gli utenti interessati in tutto il Distretto sono n° 219 cui spettano €....
MILAZZO, REVOCATO INCARICO AL PROGETTISTA ORIGINARIO - Nebrodi e Dintorni
Milazzo, 26/5/09 - Con provvedimento della giunta municipale è stato revocato l'incarico al progettista del primo parcheggio di piazza 25 Aprile, bloccato ormai da diversi anni a seguito di un contenzioso per questioni tecniche....
GIORNALISTI E TOUR OPERATOR TEDESCHI IN VISITA A MILAZZO E ALLE ... - Nebrodi e Dintorni
MILAZZO, 25/05/2009 - Una cinquantina tra i più importanti buyer e giornalisti di prestigiose riviste del settore, provenienti dalla Germania, sono stati oggi a Milazzo per visitare la città. L'evento, promosso da un tour operator tedesco,...
A1F: Trogylos, l'U15 è campione di Sicilia - Tuttobasket.net
Guerri e Milazzo sono tornate in panchina per problemi di falli a un certo punto della partita, ma le altre non sono state da meno sul parquet tenendo testa alle difficoltà del momento con un grande carattere. Quando il Verga è poi passato a zona,...
Vittorio Sgarbi in visita a Milazzo - Tempo Stretto
Grande successo per la visita di Vittorio Sgarbi a Milazzo, in una giornata decisamente estiva, a tratti afosa. Il noto critico, candidato nelle liste del “Movimento per le Autonomie”, ha dedicato al centro mamertino lo spazio più ampio della sua tappa...
Il Minibasket Milazzo si laurea campione provinciale Esordienti - Messina Sportiva
Non conosce soste l'attività giovanile dell'ASD Il Minibasket Milazzo. Con la vittoria ottenuta sull'Alias di Barcellona per 62 a 54 gli atleti del sodalizio mamertino si laureano campioni provinciali nella categoria Esordienti e parteciperanno di...
MILAZZO, PIANO DI RISANAMENTO AMBIENTALE DELL'AREA DEL ... - Nebrodi e Dintorni
Milazzo, 25/5/09 - Sarà presentato entro metà del mese di giugno il Piano di risanamento ambientale dell'Area ad elevato rischio di crisi ambientale del Comprensorio del Mela che interessa i comuni di Milazzo, San Filippo del Mela, Pace del Mela,...
Che cos'è il Milazzismo (da Wikipedia) - Live Sicilia
Il termine prende il nome dall'operazione politica, nota come “operazione Milazzo”, avvenuta in Sicilia il 30 ottobre 1958 quando Silvio Milazzo della DC venne eletto presidente della Regione Siciliana con i voti, all'Assemblea regionale siciliana,...

Milazzo

Panorama di Milazzo

Milazzo (Milazzu in siciliano) è un comune di 32.650 abitanti in provincia di Messina.

Questa città offre il meglio di sé nella stagione balneare: la città, essendo posta su un golfo possiede due spiagge, una ciottolosa (a ponente) e una sabbiosa (a levante). È inoltre il punto di partenza per tutti i collegamenti con le Isole Eolie, attraverso un servizio di aliscafi e traghetti.

La presenza di insediamenti urbani nel territorio di Milazzo, lasciano presupporre che la presenza dell'uomo in questa porzione di Sicilia sia riconducibile al periodo neolitico.

Milazzo fu fondata dagli abitanti di Zancle (Ζάγκλης), l'odierna Messina, perché l'importanza della pólis risiedeva nella collocazione strategica sullo Stretto ed era serrata tra il mare e il monte: dunque ciò condizionava il suo sviluppo territoriale. Gli Zanclei fondarono una sub-colonia in una penisola e promontorio, tutto proteso verso l'arcipelago delle Isole Eolie: Mýlai (Μύλαι), chiamata dai Romani Mylae e, poi, dagli Arabi Melaz (ﺰﻠﻣ), quindi Milazzo.Secondo una teoria,inoltre pare che il nome di Milazzo derivi dal fatto che un tempo da quì passava il torrente Mela,così chiamato per le sue acque scure.

L'acropoli sorgeva sulla collina, dove oggi è situato il castello medioevale, il centro abitato ai piedi e lungo la collina, dove oggi si trova il Borgo Antico, il centro storico, e la necropoli sull'istmo che delimita il promontorio, dove c'è il centro abitato odierno.

Milazzo fu innanzitutto un importante centro mercantile e portuale dell'isola, soprattutto per la prossimità con le Isole Eolie e con i Fenicio-cartaginesi della zona occidentale della Sicilia. Infatti, durante la prima guerra punica fu combattuta la famosa battaglia navale (260 a.C.) che sbaragliò definitivamente i Cartaginesi e il loro predominio sul mare, guidata dal comandante Caio Duilio, e che fece dare al mar Tirreno l'appellativo di «Mare nostrum».

Cassio Dione narra che negli anni del triumvirato romano, le acque del promontorio di Milazzo furono teatro di una delle più sanguinose battaglie navali che posero di fronte la flotta di Sesto Pompeo, guidata da Democare, a quella appena varata a Porto Giulio (in prossimità di Napoli oggi conosciuto come Lago Patria) di Ottaviano Augusto, guidata da Marco Vipsiano Agrippa. A seguito della battaglia Augusto assegnò a Milazzo l'aquila romana, attuale simbolo della città, che riporta la scritta: «Aquila mari imposita Sexto Pompeio superato».

I primi, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), a insediarsi a Milazzo furono gli Arabi saraceni, provenienti dal sud della Sicilia e dal Nordafrica (Tunisia, Libia) nel VIII secolo, edificando ciò che sarà, in seguito, il primo nucleo del Castello, il Mastio, con la tipica decorazione a spina di pesce, la pietra lavica agli angoli e spigoli dei muri e delle aperture, e gli archi a ogiva delle porte, e all'interno con una piccola moschea: infatti ancora oggi è possibile vedere il mihrāb,la nicchia che indicava la direzione della Mecca.

Gli Arabi, inoltre, diedero per primi il simbolo di Milazzo, non l'aquila, attinta dal patrimonio romano, ma lo Scarabeo. Su un muro di cinta è disegnato in pietra lavica uno scarabeo, le cui ali sono occhi. Non si conosce con certezza il significato, ma si è supposto a una funzione mistico-religiosa (forse gli occhi di Dio) o a una funzione apotropaica, oppure a una sorta di calendario giornaliero; infatti, la penisola è perfettamente rivolta a Nord, mentre le ali-occhi sono rivolti uno perfettamente a Oriente e l'altro a Occidente, così da sembrare un "memento" delle fasi giornaliere. Molti scrittori arabi, anche posteriori, rimasero sempre incantati dalla bellezza del paesaggio. Il poeta, geografo, storico della corte di Ruggero II d'Altavilla, Idrisi o Eidrisi, scrisse in un reportage commissionatogli direttamente dal re, che «non esiste terra né paese più bello ed emozionante di Milazzo».

Milazzo fa parte del circuito dei Borghi Marinari, una associazione che ha lo scopo di favorire le capacità di internazionalizzazione della cultura dei comuni aderenti evidenziandone gli elementi di maggior pregio, il patrimonio naturale e storico-culturale e le tradizioni enogastronomiche promuovendone le opportunità turistiche sia presso gli addetti ai lavori che presso gli utenti finali.

È anche associata all'Associazione Nazionale Città del Vino. L'Associazione opera per la promozione e la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, storiche e turistiche dei territori del vino compresi nei Comuni che aderiscono, coadiuvandoli nel favorire il loro sviluppo economico e sociale.

La tradizione vuole che Giuseppe Garibaldi, durante la spedizione dei Mille, si sia seduto a mangiare pane e cipolle sulla scalinata della chiesa di Santa Maria Maggiore in fondo alla marina Garibaldi.

Durante la famosa battaglia di Milazzo tra Garibaldini e Borbonici svoltasi il 20 luglio 1860, un colpo di cannone, evidentemente calibrato male, sparato dai Borbonici dalla collina del castello, si infranse contro il muro di destra della chiesa di San Francesco di Paola lasciandola illesa. La palla di cannone è ancora incastonata in quel muro a testimonianza di quella epica giornata e ricordata da una breve lapide.

Nel 2008 ha ospitato l'arrivo della terza tappa del 91° Giro d'Italia, con vincitore Daniele Bennati.

Le origini del promintorio si possono far risalire a un milione e mezzo di anni fà,quando tra il Terziario e il Quaternario i movimenti tettonici portarono ad un'innalzamento di rocce sedimentarie e cristalline fra i 20 e i 70 metri s.l.m. . Su di esse si depositarono sabbie e sedimenti marini,durante un periodo interglaciale (430.000 anni fà)che rappresenta il piano tirreniano. Si formò quindi un'isola poco distante dalla terraferma.Successivamente grandi quantità di detriti e depositi alluvionali provenienti dai monti Peloretani la unirono alla Sicilia.

La flora milazzese è molto varia,poichè le numerose specie presenti appartengono ad ambienti naturali eterogeni.Le piante costituiscono un'importante chiave di lettura del territorio, modificato dall'uomo.I tipi di vegetazione che si riscontrano oggi a Milazzo rimagono comunque vari e ricchi di specie rare,I più significativi e caratterizzanti dell'area sono: macchia alta o macchia foresta;Macchia;Gariga;Steppa;vegetazione rupicola;vegetazione alofila;vegetazione ripale;Vegetazione degli ambienti umidi. La macchia alta non è altro che il risultato della degradazione della foresta mediterranea,un tempo presente anche a Milazzo e dominata dalla presenza di lecci,oggi sostituita dalla rovella(Quercus virgiliana). A Milazzo non si riscontano lecci spontanei. Nei piccoli lembi di macchia alta cescono specie ad alto fusto, come la roverella,l'olmo campestre e il bagolaro.Si trovano anche piante volubili e lianose come la salsapariglia nostrana e la robbia selvarica; sono presenti inoltre:il mirto,l'alantreno,il pero selvatico, il melo selvatico,il pruno selvatico e il biancospino comune. La macchia mediterranea milazzese è dominata dal lentisco,lerica arborea,la ginestra comune,il caprifoglio mediterraneo,l'asparago pungente,la rosa di S,Giovanni e l'edera. Nei luoghi più freschi crescono specie di felci come il polimpodio meridionale,l'asplenio adianto nero,l'asplenio obovato,l'asplenio maggiore,l'ornielloe ilviburnotino.In condizioni di aridità,la macchia è dominata dall'euforbia arborescente.Un pò ovunque, dove è andata distrutta la macchia cresce una forma di vegetazione cespugliosa detta gariga.Sono tipiche della Gariga piante cespugliose come lo sparzio villoso,l'artemisia arborescente,la timelea barbosa,il camedrio doppio,il the siciliano,l'asfodelo mediterraneo,la scilla marittima. Inoltre si trovano specie rare come la spina santa insulare,il sencione cinerario dell'Etna,il sencione cinerario del messinese,l'ofride verde-bruna panormitana,il giacinto siciliano..Quando la gariga subisce ulteriormente la degradazione si trasforma in steppa, la panta che maggiormente la rappresenta è il barboncino mediterraneo.Ad essa si associa la filigrana comune,la scalerina,la viperina azzurra,il finocchio comune,la firrastrina comune,l'opoponace comune,il balissico filiforme,specie rara.E alcuni cardi:carlina raggio d'oro,onopordo maggiore e masticogna laticifera.Sulle rupi cresconompiante come il cappero comune,la vedova delle scogliere,il ginestro delle scogliere,la finocchiella di boccone,il garofano rupicolo,l'issopo di cosentini,la barassica sicula etc...è da segnalare la palma nana. Numerose piante esotiche sonp riuscite ad introdursi nella rupe. La vegetazione alofila è rappresentata dalle piante che trovano il loro habitat negli ambienti salini delle scogliere e delle dune sabbiose.Oggi tra le piante più rappresentatove troviamo il ginestrino delle scogliere,la violaciocca selvatica,il papavero cornuto,il giglio di mare comune,la salsola,il poligono marittimo,il finocchio marino ecc...La gramigna allungata si trova sulla spiaggia di rinella.Espressione del degrado della duna è la gramigna rampicante.Nella zona industriale crescono pioppi neri,salici bianchi,tamerici,oleandri,giunchetto meridionale e cannuccia palustre.Lungo il torrente Mela crescono il salice rosso,l'ontano comune,il giunco foglioso etc... La vegetazione degli ambienti umidiè limitata alle piccole sorgenti di promontorio,e cresce quasi esclusivamente la canna domenstica,affiancato da piante come il rovo comune e la canna domestica.

Per quanto riguarda la fauna,gli animali estinti in sicilia sono l'orso bruno,il cervo e il capriolo,oltre al lupo e al grifone.Oggi a Milazzo l'ambiente naturale,di modeste dimensioni,è popolato da molte specie. Mammiferi Fra i mammiferi troviamo il coniglio,fra i più visibili;la donnola,il più piccolo dei carnivori.Fra gli insettivori ci sono il piccolo Mustiolo,la crocidurea rossiccia e la crocidura minore, frà i più grandi troviamo il riccio.I roditori fanno parte della sottofamiglia dei muridi e sono:ratto nero,ratto delle chiaviche,topolino delle case e topo selvatico. Cito, infine, il noto maiale nero selvatico denominato "Daniel", bazzicante le zone rurali della penisola del Capo. Qui infatti abbondano i mammiferi di piccola dimensione e i frutti atterrati dagli alberi, dei quali il porco nero già citato è assai ghiotto. Uccelli Il territorio è costituito da ambienti vari,nei quali alle volte trovano rifugio numerose specie di uccelli,come il falco pellegrino,il gheppio,la poiana e il falco pecchiaiolo,oltre all'assiolo la civetta e il barbagianni.Le specie legate all'ambiente marino sono il gabbiano comune e il gabbiano reale.Tre gli uccelli che si possono osservare lungo la costa ricordiamo:il cormorano,il maragone dal ciuffo e il martin pescatore.Sulle rupi nodificano il passero solitario e io piccione selvatico.Per quanto riguarda i corvidi su trovano il corvo imperiale.la taccola e la gazza.Gli uccelli acquatici migratori sono il tarabusinp,la gazzetta e l'airone cenario,mentre nelle zone antropizzate troviamo le passere serda e mattuguia,il merlo,l'upupa etc... Anfibi le specie più comuni di anfibi sono la raganella,il discoglosso dipinto,la rana dei fossi.Non è più presente invece il rospo comune. Rettili I due tipi di serpente che qui si trovano sono:il biacco,il serpente più comune e la biscia dal collare.Il rettile più comune è la lucertola campestre,inoltre si trova il ramarro.Le due specie di gechi sono:il geco verricoso e il geco comune.Inoltre appartenenti alla famiglia degli Scinchidi sono il gongillo e la luscengola.

Desidero dire che gli ultimi paragrafi(fauna,flora e cenni geologici)sono tratti e sintetizzati dal libro Milazzonatura, di Mario crisafulli e che tutti i termini del copyright sono stati rispettati.

Per la parte superiore



Battaglia di Milazzo (1860)

La città di Milazzo con la soprastante cittadella fortificata

La battaglia di Milazzo (1860) fu combattuta fra il 17 e il 24 luglio 1860, nei dintorni e nella città Milazzo, quando i Mille di Giuseppe Garibaldi, unitamente a nuovi combattenti che diedero corpo all'esercito meridionale, affrontarono e sconfissero i borbonici. Le forze impiegate nello scontro ammontavano a circa 10.000 uomini, dei quali oltre 6.000 erano i garibaldini.

La battaglia di Milazzo fu molto diversa da quella sostenuta a Calatafimi. Per la prima volta i garibaldini si misuravano con una formazione borbonica guidata da un comandante fermamente intenzionato a battersi e all'altezza della situazione.

Le forze borboniche, inviate da Messina a difendere la fortezza di Milazzo e la sua piccola guarnigione, erano composte da tre battaglioni di Cacciatori a piedi, uno squadrone di Cacciatori a cavallo ed una batteria di artiglieria da montagna, per un totale di 3.400 uomini, guidati dall'abile colonnello Ferdinando Beneventano del Bosco.

In questa occasione, però, anche lo schieramento garibaldino era temibile, forte delle 8.000 carabine a canna rigata e delle 400.000 cartucce inviate dal Piemonte. Inoltre, i garibaldini potevano contare sulla supremazia numerica, pur lamentando una totale assenza di reparti di cavalleria ed una iniziale inferiorità di artiglieria.

Dopo una serie di scaramucce preliminari, reciprocamente avviate nei giorni precedenti allo scopo di saggiare la consistenza delle forze avversarie, lo scontro decisivo si accese alle ore 6,30 del 20 luglio, al centro della piana che offre accesso alla piccola penisola ove sorge la città di Milazzo.

Garibaldi decise di attaccare lo schieramento borbonico, disposto su due linee, con una massiccia colonna centrale, preceduto da due attacchi laterali contemporanei, in modo da creare un utile diversivo. L'organizzazione e la sincronia dei movimenti fu piuttosto scoordinata e questo primo tentativo si tramutò in un vero disastro, nel quale i garibaldini furono respinti e riuscirono a stento nel contenere il contrattacco borbonico, subendo gravissime perdite.

Ma non erano certo gli uomini che mancavano a Garibaldi e, dopo una rapida riorganizzazione dei quadri, gli attacchi garibaldini si susseguirono per oltre sei ore, nelle quali gli schieramenti contrapposti dimostrarono una combattività eccezionale, galvanizzati dai due comandanti in capo che guidavano personalmente le azioni, entrambi continuamente presenti nella prima linea.

I due erano talmente vicini alla linea di combattimento che, in una celebre occasione, l'improvviso attacco di un drappello della cavalleria borbonica rischiò di travolgere lo stesso Garibaldi. Subito i garibaldini presenti si posero a difesa del comandante per dargli modo di mettersi al sicuro, ma egli si gettò nella mischia e, disarcionato, venne fortunosamente salvato dal provvido intervento di Missori.

Nel primo pomeriggio pomeriggio, dopo aver richiesto inutilmente l'invio di rinforzi dalla cittadella fortificata, dove la guarnigione borbonica di 1.400 uomini era asserragliata agli ordini del colonnello Raffaele Pironti, il quale si rifiutava di ricevere ordini data la maggiore anzianità di servizio, del Bosco decise di arretrare verso l'abitato, che offriva maggior protezione alla difesa.

Fu in quel frangente che pirocorvetta Tukory giunse nei pressi della costa occidentale. Si trattava di una moderna unità della marina borbonica, la "Veloce", che pochi giorni prima era stata consegnata alla marina Sarda, dal corrotto capitano Amilcare Aguissola, contattato e "convinto" al tradimento dall'ammiraglio Persano.

La corvetta, subito ceduta alle forze garibaldine e rinominata "Tukory", era armata con 10 potenti cannoni che, diretti personalmente da Garibaldi, presero a martellare incessantemente l'ala sinistra delle forze borboniche, impedendo ogni tentativo di contrattacco e costringendole a ritirarsi nella cittadella fortificata.

Il 21 luglio, in seguito all'incomprensibile convenzione voluta dal ministro della guerra napoletano Giuseppe Pianell, il maresciallo Tommaso de Clary ed il generale Giacomo Medici firmarono il patto per l'evacuazione delle truppe borboniche dalla Sicilia ed il 25 luglio anche i reparti guidati dai colonnelli Pironti e del Bosco si imbarcarono per Napoli, lasciando Milazzo in mano garibaldina.

Secondo Garibaldi, su circa 6.000 uomini impiegati, ci furono un migliaio tra morti e feriti, mentre Giuseppe Bandi stimò un totale di 650 perdite. In ogni caso, il contingente garibaldino pagò a Milazzo un prezzo altissimo e largamente superiore alle perdite avversarie che, secondo la testimonianza di don Giuseppe Bottà, cappellano militare dei Cacciatori Napoletani, si limitarono a 51 morti, 80 feriti e 25 prigionieri o dispersi, sul totale di 3.400 uomini impiegati in battaglia.

Per la parte superiore



Milazzo Genius

Milazzo Genius è una squadra di hockey in line della città di Milazzo in provincia di Messina, nata nel 1999. La squadra ha raggiunto in pochi anni il vertice con la partecipazione per tre anni consecutivi in serie A1. Nella stagione 2007-2008 la squadra affronta il campionato cadetto di serie A2.

Oltre al settore maschile la Polisportiva Genius partecipa al campionato nazionale femminile di hockey in Line.

La Polisportiva Genius organizza e promuove lo sport in generale. In un programma di divulgazione del Pattinaggio e dell'Hockey per Natale ha allestito una pista di ghiaccio al Paladiana di Milazzo, l'evento denominato "RINFRESCHIAMOCI LE IDEE", dal 7 dicembre 07 al 3 febbraio 08, con l'intenzione principale di far conoscere l'hockey, sia su ghiaccio che su pista e per avvicinare i giovani allo sport, creando all'interno del paladiana una serie di eventi socio-culturali che li coinvolgano.

La manifestazione, a causa di un disguido fra enti viene sospesa, ma grazie alla buona volontà di alcuni funzionari dell'assessorato alla regione e del sindaco di Milazzo, si riesce ad ottenere una concessione mirata che ha così permesso l'apertura dell'impianto di pattinaggio su ghiaccio. La risposta della cittadinanza e dell'hinterland miazzese non si è fatta attendere, facendo registrare fin dall'inizio un massiccio afflusso di pattinatori, curiosi e bambini.

Per la parte superiore



Castello di Milazzo

Castello aci.jpg

Il Castello di Milazzo si trova a Milazzo in provincia di Messina. La fortificazione sorta sulla sommità del borgo antico di Milazzo è di origine incerta, probabilmente araba. Sviluppato ed accresciuto in epoca normanna e sveva, oggi è stato dichiarato monumento nazionale. Nel 1608 sorse al suo interno la Cattedrale di Milazzo (oggi Cattedrale antica) ed il Palazzi de' Giurati.

L'area del Castello fu di sicuro frequentata in età neolitica, come dimostra la necropoli, e successivamente in epoca classica con l'acropoli dell'antica Mylai. Le prime notizie storiche si ebbero in età romana e poi bizantina con il Castrum. Il primo nucleo del castello - il Mastio o Donjon - fu però realizzato dagli arabi, e poi successivamente ampliato da normanni e svevi. Di sicuro vi lavorò Riccardo da Lentini, fedele architetto di Federico II. In tarda epoca sveva fu occupata da Corradino di Svevia. Durante la guerra del Vespro verrà espugnata da Carlo d'Angiò, riconquistata da Pietro d'Aragona e quindi di nuovo espugnata da Roberto d'Angiò.Sotto il regno aragonese di Alfonso il Magnanimo verrà aggiunta la cinta muraria. I torrioni a base tonda saranno aggiunti a partire dal 1523, durante la dominazione spagnola dell'imperatore Carlo V, ad opera del Viceré Ettore Pignatelli e del successore Lorenzo Suarez de Figueroa. Dell'importanza del castello nel XVI secolo ne sono testimonianza i vari ed importanti architetti che si succedettero alla direzione del cantiere: Antonio Ferramolino, Orazio del Nobile, Camillo Camilliani (per attribuzione e non certa) e Pietro Novelli. Dal XVIII secolo il castello perse la sua importanza strategica e sia per questo che per il borgo, iniziò una lunga decadenza interrotta solo negli ultimi decenni.

La visita può iniziare dalla salita del Castello, dove già a sinistra si incontra il Torrione S.Maria ed il Bastione della Fonderia prima cinta della struttura militare. A destra proseguono i bastioni dell'addizione spagnola (XVI secolo circa). Davanti si prospetta il portico che con un suggestivo corridoio conduce sia al piano del Duomo Antico che al Castello.

Il Duomo Antico sarebbe sorto a partire dai primi anni del XVII secolo, e consacrato nel 1616 su un progetto attribuito a Camillo Camilliani e comunque di scuola manieristica. L'imponente portale è di scuola rinascimentale. La chiesa, oggi sconsacrata, è stata sottoposta negli ultimi anni ad importanti interventi di restauro e dichiarata monumento nazionale. Essa contiene al suo interno alcune opere d'arte. Nello spiazzo antistante al Duomo Antico si affacciano i resti del Monastero di SS. Salvatore" (XIV secolo) confuso in genere col "Palazzo de' Giurati -che, secondo alcune fonti (Napoli e Perdichizzi, Planimertria dell'Archivio di Stato di Napoli)scrivono fronteggiasse la chiesa madre- mentre ad oggi non risultano essere tracce di ulteriori opere o strutture murarie che attestino la presenza di palazzetti nobiliari nelle adiacenze del monastero.

L'ingresso del Castello - con portale ogivale di chiara fattura sveva (XIII secolo) - è attualmente inserito nell'addizione muraria aragonese, formata da una serie di torrioni tondi (XIV secolo). Il torrione a pianta quadrangolare - il Mastio - è d'epoca araba o comunque realizzato da maestranze orientali in periodi immediatamente successivi. All'interno si apre una splendida sala detta del Parlamento perché qui nel 1295 si riunì il Parlamento Siciliano durante il Vespro. Essa è formata da una serie di archi e particolare è la presenza dei resti di un maestoso camino utilizzato in tempi passati per riscaldare l'ampia sala. Dal castello si gode di uno splendido panorama. Subito a nord dell'area del Castello è presente una necropoli del neolitico - età di Thapsos.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia