Microprocessori

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Inviato da amalia 26/02/2009 @ 01:17

Tags : microprocessori, componenti, hardware, computer, high tech

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Microprocessori Intel

Microprocessore Intel 80486 serie SX

Intel è il maggior produttore al mondo di microprocessori, con una quota di mercato che oscilla intorno all'80%.

Di seguito vengono elencati tutti i microprocessori progettati e rilasciati da Intel nel corso degli anni, a incominciare dai primi anni '70.

Tra parentesi sono indicati i nomi in codice delle varie generazioni che si sono susseguite, o che sono già in avanzato stato di sviluppo, ma che mantengono lo stesso nome commerciale. È da tenere presente, inoltre, che alcuni processori hanno lo stesso nome in codice perché poggiano le loro basi su un progetto comune.

Nel corso degli anni è accaduto che alcuni progetti relativi a futuri processori venissero improvvisamente sospesi oppure dopo alcuni annunci preliminari non se ne è più saputo nulla.

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Dataflow (microprocessori)

Dataflow è un tipo di architettura di microprocessori contrapposta alle architetture von Neumann ed Harvard appartenenti alla classe SISD; l'istruzione viene eseguita in serie da scalini in cui ogni unità di microelaborazione contiene una logica in grado di svolgere molto velocemente una singola operazione se attivata.

La struttura ricorda una catena di montaggio dove ogni operaio svolge una sola mansione, o la funzione di un ribosoma in cui la proteina in costruzione viene montata dalla sequenza scritta dall'RNA.

Il grande parallelismo interno della CPU di un processore dataflow, unito all'assenza di overhead, rende questa architettura molto più potente delle architetture SISD di pari velocità. La velocità è data dalla frequenza di clock moltiplicata per il numero di unità di microelaborazione.

L'assenza di compilatori e di un adeguato supporto commerciale ha determinato il fallimento industriale di questi processori intorno alla metà degli anni '80.

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PowerPC

Una delle prime versioni del PowerPC prodotto da IBM

PowerPC è un'architettura di microprocessori RISC creata nel 1991 dall'alleanza Apple-IBM-Motorola, conosciuta come AIM. PowerPC era il settore CPU della piattaforma dell'AIM, e ad oggi ne è l'unica parte che resta.

La storia dei processori PowerPC inizia con l'IBM 801 un prototipo di processore RISC progettato da John Cocke alla fine degli anni 70. 801 venne utilizzato da IBM in molte applicazioni embedded e fu la base del processore ROMP utilizzato nei computer IBM RT. Dopo l'insuccesso dell'IBM RT per via delle ridotte prestazioni IBM avviò il progetto America volto allo sviluppo del più rapido processore disponibile sul mercato. Il progetto portò allo sviluppo dell'architettura POWER utilizzata dai sistemi RISC System 6000 all'inizio degli anni 90.

Il primo processore POWER fu uno dei primi processori RISC ad alte prestazioni su più integrati. IBM decise che una versione su singolo chip era preferibile e quindi ne sviluppò una versione più semplice eliminando dal set di istruzioni alcune istruzioni POWER e sviluppò il processore RISC Single Chip per le macchine di fascia bassa dei server RS/6000. I manager IBM sapevano di avere un processore potenzialmente molto scalabile. Il processore poteva scalare dai server di fascia alta fino alle applicazioni embedded.

IBM contattò Apple con l'obiettivo di stringere un'alleanza per sviluppare una famiglia di processori su singolo chip basati su set di istruzioni POWER per personal computer. Apple contattò Motorola per coinvolgerla nello sviluppo dei processori. Motorola era un fornitore di lunga data di Apple, aveva esperienza nella produzione e nella gestione di processori prodotti in milioni di esemplari e inoltre Apple riteneva vantaggiosa la possibilità di avere un secondo fornitore di microprocessori. L'alleanza venne chiamata AIM dalle iniziali di Apple, IBM e Motorola.

Nel 1991 il PowerPC era solo uno dei componenti dell'alleanza tra le società. In quel periodo il mercato era dominato dalla Microsoft e Intel, tramite il sistema operativo Microsoft Windows e i processori 80386 e 80486. Intel inoltre stava sviluppando il Pentium che pur essendo compatibile con i predecessori forniva un notevole incremento di prestazioni. L'alleanza AIM mirava a rompere il monopolio Microsoft-Intel nel settore dei personal computer.

Per Motorola l'alleanza era un'ottima possibilità. L'alleanza permetteva alla società di poter utilizzare un'architettura RISC ad alte prestazioni e già testata investendo solo un modesto budget in ricerca. Inoltre l'alleanza permetteva a Motorola di mantenere un grosso cliente come Apple nel suo portafoglio clienti. Inoltre Motorola sperava di vendere a IBM le versioni a basso costo dei processori, ritenendo che IBM avrebbe trovato più conveniente comprare i processori da sé piuttosto che svilupparseli in proprio.

In quegli anni Motorola aveva già un proprio design RISC incarnato nel 88000 che non stava andando bene nel mercato. Una spesso citata ragione per il suo fallimento era la mancanza di compatibilità con la loro diffusa serie 68000, già usata su Amiga e Macintosh. Inoltre i processori 88000 erano arrivati in ritardo sul mercato rispetto ai processori MIPS e SPARC.

Tuttavia l'88000 era già in produzione e alcuni produttori come Data General avevano già sviluppato delle macchine basate sul processore. Inoltre la stessa Apple aveva sviluppato dei prototipi basati su 88000 e questo spinse IBM e Motorola a rendere il nuovo processore compatibile a livello di bus con il Motorola 88000 in modo da rendere veloce la conversione delle macchine basate su 88000 in macchine basate su PowerPC.

Il risultato dei requisiti portò allo sviluppo delle specifiche PowerPC (Performance Computing).

I primi processori basati sulle specifiche PowerPC ricevettero un'accoglienza molto calorosa da parte del mercato. Oltre a IBM e Apple anche il gruppo Motorola dedicato allo sviluppo di computer sviluppò sistemi basati su PowerPC. Microsoft portò Windows NT 4.51 su PowerPC, Sun Microsystems portò Solaris su PowerPC, IBM sviluppò una versione di AIX per PowerPC e pianificò una versione di OS/2 per i processori. Alla metà egli anni 90 i PowerPC erano i più potenti processori disponibili per personal computer.

Lo sviluppo delle nuove architetture su PowerPC comunque non ebbero il successo sperato. I clienti dei sistemi operativi Windows, OS/2 e Solaris vista la scarsità di software per PowerPC ignorarono la piattaforma. Le versioni di OS/2, Solaris e Windows NT vennero dismesse rapidamente e solo i Macintosh completarono la transizione sulle nuove macchine basate su PowerPC. Le prestazioni del PowerPC rispetto agli altri processori erano per Apple più importanti della mancanza di compatibilità con il passato.

Tuttavia il ridotto successo dell'alleanza (rispetto agli obiettivi iniziali) fece pensare a IBM e Motorola che era ora di riconsiderare le priorità. Motorola durante gli anni 90 aveva sviluppato i processori G3 e G4, mentre IBM aveva sviluppato i processori G5 nel 2003. Nel 2004 Motorola decise di dismettere la divisione dedicata alla produzione dei semiconduttori e creò la società Freescale Semiconductor mentre IBM vendette la propria divisione dedicata allo sviluppo dei personal computer a Lenovo e concentrò lo sviluppo dei processori PowerPC per applicazioni specializzate come il mercato delle console. IBM sviluppò i processori per le console Wii, PlayStation 3 e Xbox 360. Nel 2005 vista la situazione incerta dei processori per computer Apple decise di abbandonare lo sviluppo di macchine basate su PowerPC e strinse con Intel un'alleanza per utilizzare i suoi nuovi processori basati su architettura x86. Apple completò la transizione in meno di un anno e a metà del 2006 non aveva più macchine basate su PowerPC in catalogo.

Attualmente il futuro dei processori PowerPC sembra legato alle applicazioni embedded. Tuttavia l'architettura POWER è vitale e IBM ne continua lo sviluppo per le sue macchine di fascia alta. Bisogna ricordare che le macchine POWER comunque integrano un set di istruzioni PowerPC completo.

Le specifiche PowerPC ora sono gestite dell'organizzazione Power.org di cui IBM e Freescale sono membri. PowerPC, Cell e i processori POWER sono riuniti nell'architettura Power. Power.org dovrebbe rilasciare a breve un'ISA unificata combinando l'architettura POWER e PowerPC nelle nuove specifiche Power ISA v.2.03 e in una nuova piattaforma chiamata PAPR (Power Architecture Platform Reference).

La prima implementazione su singolo chip del design fu l'MCP601, un ibrido delle specifiche POWER1 e PowerPC, rilasciato nel 1992. Questo consentì l'utilizzo del chip da parte di IBM nelle sistemi già esistenti basati su POWER1, anche se portò a delle difficoltà nel passaggio alla seconda generazione di processori completamente basati sul design PowerPC. Apple continuò il lavoro su una nuova linea di computer Macintosh basata sul chip, e li lanciò come "Power Macintosh" basati sul 601 il 14 marzo 1994.

Anche IBM ebbe la sua linea completa di desktop basati su PowerPC costruita e pronta per essere venduta; sfortunatamente non avevano un sistema operativo pronto. IBM decise di riscrivere completamente OS/2 specificamente per il PowerPC. IBM impiegò 2 anni a riscrivere OS/2 per PowerPC ed allora fu troppo tardi. I desktop PowerPC non furono mai immessi sul mercato. Byte Magazine (Aprile 1994) scrisse un lungo articolo su Apple e i desktop IBM PowerPC.

Apple, che non aveva un OS basato su PowerPC, prese una strada diversa. Riscrisse solo i pezzi essenziali del sistema operativo e quindi scrisse un emulatore 680x0 che poteva eseguire le altre parti dell'OS e le applicazioni basate su 68000.

La seconda generazione del processore, che seguiva integralmente le specifiche PowerPC, incluse il 603 di fascia bassa e il 604 di fascia alta. Il 603 è noto per il suo basso costo e per i consumi molto ridotti. L'obiettivo di Motorola, infatti, era quello di usare il progetto 603 come modello di base di tutte le successive implementazioni dei chip PowerPC. Apple tentò di utilizzare il 603 nella serie di laptop PowerBook 5300 ma con scarsi risultati a causa delle ridotte dimensione (8 KB) della cache di primo livello del processore. L'emulatore 68K del sistema operativo non riusciva ad utilizzarla e ciò comportava una drastica riduzione delle prestazioni. Il problema fu risolto con la versione 603e del PowerPC che essendo dotata di una cache di primo livello di 16KB, ne consentiva l'utilizzo all'emulatore.

La prima implementazione a 64-bit del PowerPC fu il modello 620 nel 1997, ma ebbe uno scarso successo commerciale, in quanto a causa delle prestazione inferiori al 604 col software a 32-bit, non venne acquistato da Apple.

Nel 1993 ingegneri IBM a Burlington iniziarono lo sviluppo di una nuova versione di processore PowerPC con incluso il supporto del set di istruzioni x86. Lo sviluppo del processore venne svolto da IBM senza la collaborazione dell'alleanza AIM, il processore venne denominato all'interno di IBM PowerPC 615. Tuttavia seri dubbi sulle reali prestazioni del processore e sulla sua convenienza economica spinsero IBM a cancellare il progetto nel 1995 dopo che un numero limitato di processori erano stati prodotti. Tuttavia versioni contrastanti affermano che il processore impiegava 5 cicli di clock a commutare set di istruzioni, questo tempo sommato al tempo di riempimento delle pipeline rendeva il processore lento, inoltre sembra che uno scarso supporto di Microsoft abbia contribuito all'abbandono del progetto.

La prima implementazione a 64 bit fu il 620 un processore che non ebbe successo. Apple non lo acquisto dato che era un processore molto grande e quindi costoso mentre le prestazioni non erano molto elevate. IBM riutilizzò parte del progetto per il POWER3.

Nel 1997 IBM introdusse anche una famiglia di processori a 64-bit per server: la RS64. Pur derivata dalle specifiche PowerPC adottava tutta una serie di caratteristiche aggiuntive dedicate. Venne utilizzata, in quattro differenti generazioni, nei server della serie RS/6000 e AS/400 fino all'introduzione dell'architettura POWER4 nel 2001.

Nel 1998 IBM rilasciò l'architettura POWER3 a 64 bit destinato esclusivamente alla sua linea di server RS/6000 affiancando la serie RS64.

Alla fine del 2002 IBM introdusse il PowerPC 970. Si trattò del primo processore PowerPC a 64-bit destinato al mercato di consumo. Il 970 era basato sull'architettura multicore POWER4 di IBM adattata a singolo core . Il 970, per garantire ai sistemi Apple la retrocompatibilità, includeva una unità vettoriale (simile alle estensioni AltiVec nella serie Motorola 74xx) ed era stato modificato per eseguire codice a 32-bit in modo nativo.

Numericamente, il PowerPC è il più diffuso nei controllori delle auto. In questo ruolo, Motorola ha offerto un enorme numero di versioni costruite attorno al core 603 chiamate MPC5xx. A questo hanno aggiunto diverso hardware custom, per consentire l'I/O sul singolo chip.

I dispositivi di rete sono un altro settore dove i processori PowerPC sono stati utilizzati ampiamente. MSIL utilizzò in nucleo QUICC del MC68302 per sviluppare il PowerQUICC MPC860 e i MPC823/MPC823e. Tutte le varianti includono un gestore RISC separato chiamato CPM che gestisce le comunicazioni e riduce il lavoro della CPU. CPM accede in DMA alla memoria centrale. I processore successivo fu l'MPC8260 basato su core 603 e dotato di un nuovo CPM.

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Advanced Micro Devices

Il primo processore AMD, l'AMD C8080A

Advanced Micro Devices, Inc. (abbreviato AMD, titolo NYSE: AMD) è una multinazionale americana produttrice di semiconduttori con sede a Sunnyvale, California. È uno dei leader mondiali nella produzione di microprocessori per il mercato consumer, workstation e server, di chip grafici integrati e discreti dopo la fusione con ATI oltre che di chipset.

Si classifica seconda al mondo nella produzione di microprocessori con architettura x86 e chip grafici, posizionandosi dopo Intel nella produzione di chip con architettura x86, e dopo NVIDIA e seguito da Intel nella produzione di chip grafici.

La compagnia possiede anche il 21% di Spansion, un fornitore di chip di memoria flash e il 34% di The Foundry Company, abbreviata in TFC. Nel 2007, AMD si è classificata come undicesima produttrice mondiale di semiconduttori. Attualmente la produzione di chipset AMD è affidata a TSMC, la più importante fonderia taiwanese, mentre la produzione di chip grafici e CPU è in buona parte affidata a TFC. Inoltre AMD sembra intenzionata a delegare a TSMC anche la produzione di microprocessori con tecnologia SOI.

Il primo maggio 1969 Jerry Sanders e sette amici fondano la Advanced Micro Devices.

Nel 1975 lanciano sul mercato la prima memoria RAM marchiata AMD, la Am9102.

Inoltre lo stesso anno presentano AMD 8080, una variante dell'Intel 8080 che lancia l'azienda di Sunnyvale nel mondo dei microprocessori. In questo periodo AMD vede un aumento della produzione dei propri prodotti del 60% annuo.

Intorno al 1980 AMD si impone come uno dei principali competitori di Intel nel mercato dei processori x86-compatibili. Dal 1979 al 1981 il fatturato è più che raddoppiato.

Dal 1991 AMD riesce a rompere il monopolio della concorrenza nel panorama dei processori con l'Am386 e nel 1993 lancia la famiglia di processori Am486. Durante gli anni novanta parallelamente allo sviluppo dei processori si ha un forte sforzo dell'azienda nella ricerca e innovazione riguardo alle memorie. Dalle EPROM, alle EEPROM ed infine alle memorie Flash lo sforzo della compagnia è notevole in tutti i campi, fra cui la ricerca della continua miniaturizzazione dei componenti.

Verso la metà degli anni novanta AMD propone la serie di processori AMD K6, per poi passare al AMD K6-II e al AMD K6-III ed infine, nel 1999, all'Athlon. Grazie a questi prodotti la quota di mercato di AMD sale nettamente, e i suoi microprocessori diventano una alternativa reale a quelli di Intel. Nel 2000 AMD annuncia l'uscita dei propri processori per PC portatili AMD K6-II+ e AMD K6-III+ nonché, verso la fine dell'anno, del Chipset AMD-760 con supporto alle memorie DDR.

Nell'anno 2000 anticipando di poco Intel, con il processore Athlon rompe per prima l'incredibile (per quegli anni) soglia di 1 GHz di clock e, parallelamente, avvengono molti cambiamenti nell'ambito delle memorie Flash. Il lancio delle memorie 32-megabit Am29BDS323 e 64-megabit Am29BDS643 pone le basi per le future memorie Flash per cellulari e lettori MP3 portatili.

Nel 2001 la compagnia di Sunnyvale presenta i processori Athlon XP per quanto riguarda il segmento desktop del mercato, ed i processori Athlon MP per il segmento Server, con più di un processore per scheda madre. Durante il 2002 commercializza i primi processori con tecnologia costruttiva a 0,13 micron e, verso la fine dell'anno, apre l'AMD Developer Center, un canale diretto con i propri partner per accelerare la ricerca di software ed hardware a sostegno di AMD. Parallelamente durante questi due anni prosegue la ricerca in ambito memorie con la costruzione delle prime memorie Flash con tecnologia costruttiva a 0,17 micron, le prime memorie Flash x32 ad alta densità (128Mb NOR Flash memory device) e memorie a basso consumo come la "1,8-volt 64 Megabit Flash memory device" specificatamente creata per il mercato mobile.

Dal 2003 ad oggi AMD ha continuato ad investire in ricerca proponendo molte soluzioni sia in ambito processori sia in ambito memorie: fra i microprocessori annoveriamo l'AMD Opteron, CPU destinata ad ambito Server con supporto ai 64 Bit, l'Athlon 64 e l'Athlon 64 FX, CPU destinate ad ambito Desktop con supporto ai 64 Bit ed infine la CPU Sempron, destinata ad un ambito Desktop Entry-level. Nel 2004 AMD ha presentato le prime CPU Athlon 64 costruite con processo a 90 nm (0,09 micron).

Nel 2005 AMD ha presentato i processori Turion, destinati ad un ambito mobile visto il basso consumo di energia, ed i primi processori Dual-core: l'Opteron e l'Athlon 64 X2 che hanno dato un discreto vantaggio alla casa di Sunnyvale sulla concorrente Intel, i cui primi processori per server Xeon Dual-core sono usciti, affrettando i tempi previsti, solo a fine 2005 e non sono stati in grado di competere per quanto riguarda le prestazioni.

Nel 2006 AMD ha acquistato ATI Technologies spendendo 5.4 miliardi di dollari, per recuperare il capitale necessario all'investimento la società ha emesso obbligazioni convertibili per 2.2 miliardi di dollari.

Tutte le CPU di ultima generazione sono costruite con tecnologia a 90 nm e a 65 nm. Parallelamente alla costruzione di nuove CPU AMD continua la ricerca nelle memorie con l'uscita di modelli sempre più capienti e miniaturizzati, nonché dalle richieste di alimentazione sempre più esigue.

Il 19 novembre 2007 AMD ha presentato le nuove CPU Phenom costruite, sono le prime CPU quad-core native e sono basate sul core "Agena" derivante dal progetto K10 (poi rinominato come "stars core architecture"). Congiuntamente AMD ha presentato anche la piattaforma denominata "Spider" costituita da CPU Phenom, scheda madre con chipset AMD e Scheda video AMD Radeon della serie HD3800, questa piattaforma è la prima in assoluto ad essere costituita interamente con componenti della stessa azienda ed è il frutto dell'acquisizione da parte di AMD di ATI.

Nel novembre del 2007 l'8,1% della società viene acquisito da una società di Abu Dhabi.

Il 29 novembre 2007 ha inaugurato un nuovo centro di ricerca e sviluppo in India nella città di Bangalore. Il centro si occuperà dell'ottimizzazione dei processori a 45 nm.

Nel gennaio 2008 presentando i resoconti finanziari del 2007 mette a bilancio una svalutazione di 1,6 miliardi di dollari legata alla controllata ATI Technologies.

Nel 2008 AMD ha avuto difficoltà a tenere il passo nella competizione con Intel sul piano delle prestazioni nel settore desktop a causa dell'inferiorità prestazionale delle CPU Phenom il quale ha costretto la società a proporle nella sola fascia di medio e basso livello; nel comparto server ottenne risultati superiori alla controparte. Con il rilascio, a inizio 2009, delle CPU Phenom II il distacco prestazionale si è sostanzialmente annullato permettendo ad Amd di riproporre nuove soluzioni al top di gamma paragonabili al top delle CPU Intel.

Fu annunciata in aprile 2008 una riduzione del 10% del personale e il ritorno alla produzione in volumi del processore Barcelona sospesa poco dopo l'annuncio a causa di un bug. AMD successivamente, nonostante i problemi finanziari, ha presentato sul mercato una nuova piattaforma per notebook, nome in codice Puma, che si ripromette essere una novità assoluta in campo multimediale nel suddetto segmento dei notebook. Puma è costituita da una combine di 4 prodotti: un processore AMD Turion X2 Ultra o solo X2, una scheda madre basata sul chipset 780G, in grado di riprodurre flussi video Full HD 1920×1080 pixel in modo fluido e con solo l'utilizzo del chipset; una sottosezione video integrata basata sul chip HD3200, compatibile con le DirectX 10 e tre volte più veloce della soluzione Intel GMA X3100; come ultimo componente, una scheda di rete wireless certificata 802.11n prodotta da un partner commerciale di AMD. Sempre nel campo dei notebook AMD ha introdotto la tecnologia Xgp (External Graphic Platform), che permette di utilizzare una scheda video esterna che, con gli opportuni driver, può essere utilizzata come scheda video principale o come supplemento a quella integrata; la connessione avviene tramite un connettore proprietario in grado di garantire una banda di tipo PCI Express 2.0 8x.

Dal 18 luglio 2008 Dirk Meyer è nuovo CEO di AMD. Quest'ultimo ha dichiarato alla stampa l'intenzione di riorganizzare completamente l'asset dell'azienda, introducendo il cosiddetto Asset light che consisterebbe nella divisione dell'azienda in una parte, dedita alla progettazione e alla ricerca dei prodotti (CPU e chipset), e da un'altra dedita alla fabbricazione di tali prodotti. L'Asset Light dovrebbe essere introdotto verso la fine del 2008.

AMD ha proposto le prime CPU a 45 nm, nome in codice Deneb (le cpu Phenom II, appunto), presso il CES di Las Vegas, verso dicembre. Queste CPU sono inizialmente disponibili solo per socket AM2+, con il supporto a sola memoria DDR2, poi saranno rese avviabili anche per socket AM3 con supporto sia a memorie DDR2 che a DDR3.

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Intel

Processore Intel i960

La Intel Corporation è un'azienda multinazionale produttrice di semiconduttori (microprocessori, dispositivi di memoria, circuiti di supporto alle telecomunicazioni e alle applicazioni informatiche) con sede a Santa Clara, California. Fondata nel 1968, è leader nel suo segmento di mercato, ed è nota soprattutto per essere la prima produttrice mondiale di microprocessori.

Nel 1968 Robert Noyce e Gordon Moore lasciano la Fairchild Semiconductor e fondano la Intel. Il quarto dipendente fu Andrew "Andy" Grove, che diresse l'azienda dal suo arrivo negli anni Sessanta fino al suo pensionamento, avvenuto negli anni Novanta, facendola diventare una tra le più grandi multinazionali del mondo.

Intel all'inizio produceva componenti per memorie e, durante gli anni settanta, era divenuta leader nella produzione di memorie DRAM, SRAM e ROM. Da quando però nel 1971 Marcian Hoff, Federico Faggin, Stanley Mazor e Masatoshi Shima inventarono il primo microprocessore, l'Intel 4004, gradualmente fino agli anni ottanta la produzione si spostò verso quella dei microprocessori facendo diventare Intel una dei colossi in questo settore.

Nel 1983 toccò al presidente della società, Andy Grove, trasformare la produzione, abbandonando la costruzione di memorie per passare alla produzione di microprocessori. Lo stesso Andy Grove descrisse questa transizione nel libro Only the Paranoid Survive. Un elemento chiave di questo processo fu sicuramente l'8086 che nel 1982 viene scelto per i PC IBM alla condizione (imposta da IBM) di avere una seconda fonte di produzione. La seconda fonte sarà AMD, che con uno scambio di licenze diviene il secondo fornitore di processori 8088 e 8086 per i PC IBM. Il "problema" dei secondi fornitori sarà sempre presente fino all'avvento del Pentium.

Durante gli anni novanta la Intel Architecture Labs (IAL) fu la maggior responsabile delle innovazioni hardware dei personal computer, fra cui il bus PCI, il bus PCI Express, l'Universal Serial Bus (USB) e le prime architetture per server multiprocessori (SMP).

Il controllo totale del mercato dei processori x86 procurò all'Intel negli anni molte cause da parte dell'Antitrust. Attualmente Intel controlla l'85% del mercato dei processori 32-bit, unico suo avversario è la Advanced Micro Devices con cui Intel ha un accordo dal 1976: ognuna delle due major può usare le tecnologie brevettate dall'avversario senza dover richiederne il consenso.

Intel attualmente produce microprocessori, componenti di rete, chipset per motherboard (scheda madre), chip per schede video e molti altri circuiti integrati.

Nel settembre del 2007 la società ha acquisito Havok, sviluppatore noto in ambito software per lo sviluppo dell'omonimo motore fisico utilizzato in più di 150 videogiochi. Nell'ottobre dello stesso anno ha raggiunto un accordo extragiudizionario con Transmeta: la società accusava Intel di aver violato alcune suo proprietà intellettuali. Intel ha pagato 250 milioni di dollari per aver accesso non esclusivo a tutti i brevetti della società. Nel febbraio del 2008 la società è stata citata in giudizio dall'University of Wisconsin-Madison per aver violato il brevetto statunitense 5.781.752 nei processori Core 2.

Nel 2008 crea la Numonyx assieme ad STMicroelectronics e Francisco Partners.

Intel introdusse sul mercato i Pentium III, i primi processori dotati di una funzionalità capace di trasmettere in automatico un numero seriale, con ovvie ed immediate implicazioni sulla privacy. La notizia trapelò, suscitò enorme scalpore e persino un'indagine della Commissione Europea: Intel, poco dopo, uscì dall'impasse spiegando che sì, quella funzionalità sarebbe stata integrata ma disabilitata di default: per essere rintracciabili col seriale – questo il senso della ritrattazione Intel – bisognava volerlo e attivare quella funzionalità, poi abbandonata definitivamente.

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Source : Wikipedia