Michael Douglas

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Inviato da david 11/04/2009 @ 16:07

Tags : michael douglas, attori e attrici, cinema, cultura

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Michael Douglas

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Michael Kirk Douglas (nato Michael Kirk Demsky) (New Brunswick, 25 settembre 1944) è un attore e produttore cinematografico statunitense. Michael Douglas è oggi considerato uno degli uomini più potenti di Hollywood.

Figlio dell'attrice britannica Diana Dill e del celebre attore Kirk Douglas, ha la recitazione nel sangue; i suoi genitori si separarono nel 1951 e Michael andò a vivere con sua madre e suo fratello Joel nel Connecticut, dovendosi accontentare di vedere suo padre durante le vacanze e al cinema. Laureatosi alla University of California in drammaturgia, si trasferì a New York per dedicarsi a tempo pieno alla recitazione. Dopo qualche comparsa fece il suo esordio con Hail, Hero! nel 1969, ma si fece conoscere soprattutto grazie al piccolo schermo con la serie Le strade di San Francisco. Nel 1975 produce Qualcuno volò sul nido del cuculo (sostituendo il padre Kirk) con il quale vincerà il Premio Oscar per il miglior film. Nel 1987 ottenne un Premio Oscar quale migliore attore protagonista per la sua interpretazione in Wall Street.

Nonostante il successo ormai raggiunto, Michael decise di dedicarsi soprattutto alla produzione fondando la Big Strick Productions ottenendo risultati importanti. Gli anni '90 sono caratterizzati dal punto di vista recitativo da film controversi, mentre intanto continuò il suo lavoro di produttore con L'uomo della pioggia di Coppola e Face/Off di John Woo.

Michael Douglas si è fatto notare non soltanto come attore ma anche per i suoi interventi a scopo umanitario: nel 1998 infatti il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan l'ha nominato messaggero di pace, un grandissimo attestato per l'attore che attraverso la "Michael Douglas Foundation" (organizzazione no-profit) si pone lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul disarmo nucleare, la pace fra i popoli, la tutela dei diritti umani e la salvaguardia dell'ecosistema.

Nel Documentario Un giorno a settembre la voce narrante è sovrapposta da quella di Marco Balzarotti.

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Michael Douglas Griffin

Michael Douglas Griffin, official photo portrait as NASA administrator.jpg

Michael Douglas Griffin (Aberdeen, 1 novembre 1949) è un fisico e ingegnere statunitense e attuale amministratore della NASA.

A capo della agenzia spaziale statunitense, Griffin supervisiona il futuro del volo spaziale, il destino del telescopio spaziale Hubble e il ruolo della NASA nei cambiamenti climatici della Terra. La mansione precedente all'interno della NASA era Amministratore Associato per l'Esplorazione. Quando venne nominato amministratore, Griffin stava lavorando al capo del Dipartimento Spaziale del Applied Physics Laboratory alla Johns Hopkins University a Laurel, in Maryland. La nomina di Griffin è stata associata ad un cambiamento significativo nella direzione dell'agenzia spaziale.

Nel 2004, parlando al Congresso, affermò: "per me l'obiettivo dominante del volo spaziale è l'insediamento umano nel sistema solare ed infine oltre ad esso. Non riesco a pensare ad uno scopo minore per giustificare la difficoltà dell'impresa, e uno scopo maggiore non è possibile". Inoltre appoggiò i lanci di grandi carichi, lo sviluppo di sistemi spaziali a propulsione nucleare, l'utilizzazione delle risorse in situ e il rapporto costo-efficacia dei trasporti di medie dimensioni in orbita bassa terrestre.

Il 28 settembre 2007 Griffin ha affermato che la NASA mira a mandare un uomo su Marte per l'anno 2037.

Griffin ha ricevuto critiche da organizzazioni come il gruppo life science dell'Ames Research Center della NASA per lo spostamento di risorse dalla scienza al volo spaziale. L'amministratore NASA aveva affermato che non avrebbe spostato neanche un centesimo delle risorse in favore del volo spaziale, ma meno di sei mesi dopo, nel febbraio 2006, la NASA pubblicò un budget che riduceva la ricerca spaziale di circa il 25%, e la sospensione a tempo indeterminato di missioni pianificate come la Jupiter Icy Moon Orbiter, il Terrestrial Planet Finder e lo SPace Interferometry Mission.

Anche i fondi per il programma nucleare spaziale Prometheus sono stati bloccati, anche se Griffin affermò di essere ansioso di continuare il progetto Prometheus dopo il completamento, maggiormente prioritario, della nuova navetta spaziale. Precedentemente, nel novembre 2005, i fondi per la life science research vennero tagliati dell'80%, spingendo i rappresentati di questo gruppo di ricerca a scrivere una lettera sarcastica all'amministratore per criticare questa decisione.

La Vision for Space Exploration, annunciata da Bush nel 2004, prevede che la NASA utilizzi lo Shuttle per terminare la costruzione della Stazione spaziale per la fine del 2010. Nel giugno 2006, a causa delle crescenti preoccupazioni per la sicurezza degli Shuttle dopo la tragedia del Columbia, venne fatto un solo volo e l'amministrazione richiese altri 18 voli Shuttle in quattro anni e mezzo.

Griffin approvò il lancio del Discovery a luglio 2006 per effettuare una seconda missione di ritorno al volo (STS-121), scavalcando Bryan O'Connor, Chief Safety and Mission Assurance Officer. Anche se O'Connor affermò che erano presenti ancora dei problemi non risolti che frammenti di schiuma isolante potessero staccarsi dal serbatoio esterno e danneggiare l'orbiter, Griffin stabilì che il rischio era accettabile, argomentando che era meglio verificare un cambiamento alla volta. Con quel volo la NASA stava verificando la rimozione di protuberanze aerodimaniche dai bracci per i cavi e l'alimentazione all'esterno del serbatoio esterno.

Illustri climatologi hanno commentato queste affermazioni come un segno di ignoranza. In particolare James Hansen del gruppo NASA sul cambiamento climatico ha affermato che i commenti di Griffin dimostrano "arroganza ed ignoranza", poiché milioni di persone saranno probabilmente colpite dal riscaldamento globale. Jerry Mahlman, uno scienziato del National Center for Atmospheric Research affermò che Griffin non aveva idea di cosa stava parlando, oppure è un "ideologo profondamente anti-riscaldamento globale".

In un meeting a porte chiuse del 4 giugno 2007 al Jet Propulsion Laboratory, Griffin affermò che "sfortunatamente, questo è un problema molto più politico che tecnico e sarebbe stato meglio per me starne fuori." "Tutti quello che posso fare e scusarmi con tutti voi... Sono spiacente di aver causato una tale polemica su questo." Tuttavia, Griffin non ritrattò le sue affermazioni precedenti.

La prima esperienza di Griffin fu la collaborazione all'APL nel progetto dei satelliti Delta 180 per la Strategic Defense Initiative Organization. Dopo aver lasciato l'APL nel 1986, divenne ingegnere capo e in seguito amministratore associato per l'esplorazione al quartier generale NASA.

Nel 1993 Griffin scrisse una lettera critica sul processo di revisione del progetto della Stazione Spaziale Internazionale. Negli anni successivi divenne presidente e chief operting officer di In-Q-Tel, una impresa non-profit fondata dalla CIA per identificare e investire in aziende che sviluppavano tecnologie d'avanguardia potenzialmente utili agli interessi di sicurezza nazionale. Griffin occupò ruoli predominanti nella Orbital Sciences Corporation e ruoli tecnici al Jet Propulsion Laboratory della NASA e al Computer Science Corporation.

L'11 marzo 2005, il Presidente George H.W. Bush annunciò la sua intenzione di nominare Griffin 11° amministratore della NASA e venne confermato dal Senato il 13 aprile 2005.

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Attrazione fatale

Attrazione fatale è un film del 1987 diretto da Adrian Lyne.

Dan Gallagher (Michael Douglas), avvocato newyorkese felicemente sposato con Beth (Anne Archer) e padre della piccola Ellen (Ellen Hamilton Latzen), un giorno conosce la collega di lavoro Alex (Glenn Close) insieme alla quale decide di trascorrere un pomeriggio e un'intensa notte mentre la moglie è in campagna in visita dalla madre. L'incontro erotico si protrae per due giorni solo su insistenza di Alex e al termine - nonostante la temperatura erotica sia stata altissima e ci sia stato anche uno scambio a livello umano - Dan decide di tornare alla sua vita. Alex compie la prima azione che fa presumere la presenza di problemi psichici, infatti si taglia le vene dei polsi manifestando la sua paura dell'abbandono e un comportamento autodistruttivo. Successivamente a tale evento, Dan rassicura Alex dicendole che le telefonerà per sapere come sta anche se tale evento l’ ha sconvolto e non vede l’ora di lasciarsi alle spalle questa storia. Di fatto scompare e Alex inizia a cercarlo continuamente telefonando sia a casa che in ufficio, anche ad ore impensabili. Sfinito dall’insistenza di Alex, per la quale si convince di provare una grande pena al fine di autogiustificare se stesso, Dan decide di incontrarla. In tale occasione la donna gli dichiara amore e gli rivela di aspettare un bambino da lui; questa notizia sconvolgente spinge Dan a proporle di abortire (offerta respinta tempestosamente) e a confidarsi con un amico per ricevere consigli su come affrontare la situazione. Da questo momento Alex si trasforma in persecutrice e riesce anche ad ottenere il nuovo numero di telefono casalingo di Dan presentandosi alla moglie e fingendosi interessata all’acquisto della casa messa in vendita: la moglie le porge il nuovo numero non immaginando chi avesse di fronte. Nei giorni seguenti Alex fa avere a Dan un nastro magnetico con un messaggio in cui assume un tono abbastanza pacato chiedendogli di assumersi le responsabilità di padre, dicendogli che pensa ai momenti di intimità passati insieme, rinnovandogli la dichiarazione d'amore ma contemporaneamente - con un cambio immediato nel tono - sibilando che lo odia, accusandolo di non essere in grado di amarla per una presunta misoginia. Si percepisce che la psiche della donna è caratterizzata da una oscillazione del giudizio tra polarità opposte tipico della personalità borderline, in cui il pensiero è bianco o nero a seconda dei mutamenti di umore. Mentre tutta la famiglia Gallagher era fuori casa - nel frattempo si sono trasferiti in campagna, chiaro simbolo della ricerca di pace da parte di Dan - Alex uccide il coniglio che Dan aveva regalato alla figlia e lo mette nella pentola accendendo i fornelli; la moglie entrando in casa scopre tutto e spaventata lancia un grido. Dan alla luce di quest’ ultimo fatto decide di raccontare tutto a Beth che, pur accusando il colpo, mostra da subito di voler conservare l'unità familiare. Alex decide di rapire la piccola Ellen portandola al luna park, la moglie accorgendosi che la bambina non è a scuola comprende immediatamente l’accaduto e mentre la cerca disperata provoca un incidente con l’auto. Dan, dopo essere andato a trovare la moglie in ospedale, si reca a casa di Alex e in una drammatica scena tenta di ucciderla o quantomeno di spaventarla in modo che la smetta di provocare male alla sua famiglia. L'interpretazione dei due attori è in questa occasione di grande livello, l'uno esprime il bisogno di una eliminazione catartica di colei che ormai percepisce solo come un mostruoso pericolo per la propria serenità, l'altra riesce a impersonare l'odio estremo e l'estremo amore provati nello stesso tempo, il bisogno di aiuto e il senso di solitudine. Alex rivela anche di non essere realmente incinta nè di Dan nè di altri. Alla fine di una lotta crudele ed esasperata i due si separano senza più alcuna possibilità di riconciliazione, specie per quanto riguarda Dan. Con un repentino passaggio la vicenda si conclude in casa di Dan, dove la moglie appena dimessa dall'ospedale viene sorpresa in bagno da Alex che armata di coltello la minaccia e volontariamente si procura una ferita alla coscia, manifestando così il desiderio di autoannientamento. Dan interviene cercando di affogarla (effetto "pulp" l'emersione dalla vasca di Alex, creduta ormai morta) ma sarà Beth a infliggerle il colpo finale - particolare rivelatore in questa storia di una denuncia della cultura maschilista che si nutre dell'appoggio delle donne stesse- con uno sparo di pistola. La camera inquadra significativamente la foto della "famiglia felice" sullo stipo dell'ingresso mentre i due sopravvissuti si riuniscono a scampato pericolo.

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La guerra dei Roses

La guerra dei Roses è un film di Danny DeVito del 1989, basato sul romanzo The War of the Roses di Warren Adler.

Il film narra la storia di una coppia apparentemente perfetta che dopo il matrimonio comincia a traballare. Andando avanti col tempo i piccoli battibecchi di ogni giorno si trasformano in liti furibonde fino alla decisione dei due di divorziare. In fase di divorzio però entrambi vogliono tenersi la splendida casa acquistata subito dopo il matrimonio e tale contesa li costringe a continuare a convivere sotto lo stesso tetto in quanto nessuno dei due vuole lasciare la casa all'altro. La convivenza è causa di liti sempre più furibonde che li porteranno a danneggiare la casa stessa e a morire.

Durante la promozione del film Michael Douglas e Danny DeVito sono comparsi in un talk show per sponsorizzare il loro nuovo lavoro. Durante le riprese il presentatore, Arsenio Hall, rivelò il finale del film, suscitando lo scandalo dei due ospiti.

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Vizio di famiglia

Vizio di famiglia è un film del 2003 diretto da Fred Schepisi che coinvolge tre generazioni della famiglia Douglas, ovvero Kirk Douglas, suo figlio Michael Douglas e il figlio di quest'ultimo Cameron Douglas.

La storia ruota attorno a tre generazioni di una famiglia newyorkese di successo, ciascuno con una serie di problemi in cui vengono evidenzati i delicati rapporti tra padre e figlio. Il patriarca Mitchell Gromberg affronta i suoi problemi di salute, dopo essere stato colpito da un ictus, il figlio Alex è un avvocato che lavora nella società fondata dal padre che cerca di affrontare nel migliore dei modi i suoi numerosi ruoli, marito, figlio e padre. Il figlio maggiore di Alex, Asher, prende poco sul serio gli studi e sembra non trovare una sua strada, l'unico della famiglia a dimostrare una certa maturità è Eli, il figlio minore di Alex, che nonostante la sua intelligenza vive con difficoltà il passaggio dalla pubertà all'adolescenza.

Kirk Douglas, come il suo personaggio nel film, fu realmente colpito da un ictus nel 1996. Come produttore del film, Michael Douglas ha espressamente voluto che la madre Diana Dill facesse parte del cast, inoltre per il ruolo di sua moglie nel film scelse Bernadette Peters, nonostante la scelta iniziale del regista fosse Sigourney Weaver.

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Delitto perfetto

Delitto perfetto è un film del 1998 diretto da Andrew Davis, remake de Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock con Grace Kelly e Ray Milland.

Il film racconta del ricco e potente Steven Taylor (Michael Douglas), magnate della finanza newyorkese, che ha un lussuoso appartamento ed è sposato con la bella Emily (Gwyneth Paltrow), giovane di ricca famiglia ed interprete multilingue alla sede dell'ONU.

Poco dopo, però, Steven scopre la relazione extraconiugale della moglie con l'affascinante David Shaw (Viggo Mortensen), pittore squattrinato e bohémien. Con la scusa di voler ammirare alcuni suoi quadri, Steven si reca da lui e gli dimostra di conoscere tutto del suo passato: David è in realtà Winston Lagrange, ladruncolo specializzato nel legarsi a vecchie e facoltose signore per impossessarsi dei loro averi, e che ha imparato a dipingere non a Berkley, come egli afferma, ma durante le lunghe detenzioni in carcere. Dato il suo passato, Steven ritiene che egli sia la persona adatta per attuare il piano che cova già da tempo: uccidere Emily per intascarne il sostanzioso patrimonio in qualità di erede. Steven, infatti, sta subendo gravi dissesti economici, che tiene nascosti alla moglie, e ritiene che eliminando quest'ultima risolverebbe tutti i suoi problemi, oltre a placare la folle gelosia che lo corrode.

David/Winston, anche se contrariato, accetta: Steven gli ha promesso un compenso di 400 mila dollari, di cui 100 mila anticipati. Ma la sera dell'omicidio, mentre Steven per crearsi un alibi va a giocare a poker al circolo ed Emily è sola in casa, David non ha il coraggio di uccidere la donna ed al posto suo manda un ex detenuto da lui conosciuto durante i suoi "soggiorni" nelle patrie galere. Le cose vanno però diversamente dal previsto: Emily, resistendo forsennatamente, riesce ad uccidere il suo aggressore e viene trovata dal rientrante Steven coperta di sangue ed in stato di shock.

Mentre il sospettoso detective Karaman (David Suchet) si occupa del caso, Steven ricontatta David, rifiutandogli i rimanenti trecentomila dollari del compenso poiché non ha portato a termine il "lavoro". Ma il giovane, furbescamente, ha registrato di nascosto l'accordo verbale con Steven, e adesso può ricattarlo a sua volta: o avrà il resto dei soldi, o consegnerà il nastro alla polizia. Dopo aver svelato la reale identità di David ad Emily che, in lacrime, lo abbraccia e gli chiede perdono promettendogli fedeltà, Steven consegna il denaro a David che, salutatolo, sale sul vagone letto di un treno in partenza. Ma nella toilette del compartimento stesso è nascosto Steven, che lo uccide e si riprende il denaro.

Contemporaneamente, Emily ha fatto delle ricerche per conto proprio e, oltre alla reale identità di David, ha scoperto anche le gravi lacune economiche del marito, connettendole ad alcuni episodi poco chiari avvenuti prima, durante e dopo il "delitto perfetto". Adirata, non può far altro che inveire contro il marito quando questi ritorna dalla stazione; Steven la aggredisce con l'intenzione di ucciderla, ma Emily gli spara con la pistola che porta per ordinanza.

Al sopravvenuto detective Karaman la giovane vedova racconterà tutta la storia.

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Source : Wikipedia