Mezzogiorno

3.4758269720242 (786)
Inviato da nono 30/04/2009 @ 08:13

Tags : mezzogiorno, italia

ultime notizie
Napolitano, non distrarre fondi destinati al Sud - ANSA
Qui in Sicilia, ha detto Napolitano, trovo la conferma di un'impressione che ho ricavato in questi tre anni al Quirinale ogni volta che ho visitato le regioni del Mezzogiorno. "Credo - ha detto - che le forze politiche e parlamentari nazionali e anche...
Prima visione - il Giornale
E poi, insistendo che la vicenda di Ida Dalser (Giovanna Mezzogiorno) è strettamente connessa con Benito Mussolini (Filippo Timi), padre di suo figlio, Benito Albino (ancora Timi), non come privato, ma come politico, Bellocchio vuol far assurgere il...
SUD: SANZA (UDC), FONDI FAS ULTIMA FRONTIERA A DIFESA MEZZOGIORNO - Libero-News.it
(Adnkronos) - ''Condividiamo appieno le parole espresse in Sicilia dal Presidente Napolitano sulla necessita' inderogabile di destinare al Mezzogiorno le proprie risorse, non distraendole altrove''. Lo ha detto il segretario regionale pugliese...
Niente tasse a Mezzogiorno - Il Denaro
L'obiettivo è sovvertire uno stato di fatto che vede il Sud consumare molte più risorse pubbliche di quante ne riceva, uscire dalla marginalizzazione che ha caratterizzato il Mezzogiorno riducendolo spesso ad una realtà passiva che subisce le decisioni...
FIAT: CRACOLICI (PD), TERMINI E' QUESTIONE PRIORITARIA PER MEZZOGIORNO - Asca
(ASCA) - Palermo, 23 mag - ''La vicenda di Termini Imerese deve diventare una delle questioni prioritarie, non solo per la nostra isola, ma per l'intero Mezzogiorno. Serve un intervento deciso delle nostre istituzioni regionali, che devono avere la...
Politica e amministrazioni, la Marcegaglia boccia il Sud - Corriere della Sera
Poi, a pagina 34, il capitolo dal titolo: «Mezzogiorno, una questione civile». La presidente di Confindustria nella relazione annuale ha spalmato i temi «caldi» per il Sud in altri segmenti: quando ha affrontato il Federalismo fiscale giudicato - in...
Cinque idee per il Mezzogiorno in Europa - Caserta News
3) Rilancio del Programma "Erasmus per i Giovani Imprenditori", una chance sconosciuta ai più soprattutto nel nostro Mezzogiorno e che, in un mondo sempre più aperto, globalizzato e competitivo costituisce uno strumento straordinario attraverso il...
Società Geografica su Calabria - Tele Reggio Calabria
Corrette sono anche l'analisi e la soluzione che questa iniziativa propone: la Calabria ha bisogno dell'Italia per migliorarsi ed elevarsi, ma anche l'Italia non esiterebbe più senza Mezzogiorno e Calabria". Cersosimo ha introdotto la tavola rotonda...
CRISI: RIENZI (CODACONS), FALLIMENTO FAMIGLIE E 'SOLA CARD' - AGI - Agenzia Giornalistica Italia
In un'intervista all'AGI, Rienzi analizza la condizione attuale in Italia e nel Mezzogiorno, senza tralasciare l'impegno politico dell'associazione dei consumatori. Presidente Rienzi, il caro vita sta creando difficolta' a molte famiglie italiane;...
Bari, martedì Epifani a convegno su Mezzogiorno ed Europa - RassegnaOnline
"Mezzogiorno ed Europa: progettare il futuro": questo il tiolo delle due giornate di incontro su sviluppo del Mezzogiorno, qualità degli interventi di inclusione sociale e politiche europee promosso dalla Cgil a Bari per lunedì 25 e martedì 26 maggio....

Mezzogiorno

Mezzogiorno.svg

Il termine Mezzogiorno d'Italia definisce da un punto di vista geografico ma soprattutto economico e sociale il territorio che comprende la parte meridionale della Penisola italiana,cioè il territorio dell'ex Regno Delle Due Sicilie più la Sardegna (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) e delle isole maggiori (Sicilia e Sardegna).

Lo sviluppo di questa macroregione italiana è oggetto di studi da parte di Istituzioni specializzate come la Svimez con sede a Roma e l'Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno con sede a Napoli.

Secondo la classificazione statistica ufficiale NUTS (adottata dell'EUROSTAT e dell'ISTAT), l'Italia meridionale comprende le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

Secondo la medesima classificazione la Sicilia e la Sardegna appartengono all'Italia insulare.

Nell'uso comune il Mezzogiorno comprende i territori che appatenevano al Regno delle Due Sicilie, comprendendo nel suo territorio anche l'Abruzzo, che da un punto di vista strettamente geografico appartiene all'Italia centrale; e la Sardegna che, a livello culturale-linguistico ha una storia particolare e unica, ma per le sue caratteristiche economiche e naturalmente geografiche, è assimilabile alle altre regioni meridionali.

Durante il periodo fascista, parte dell'attuale Lazio (il circondario di Sora e quello di Gaeta) fu scorporata dalla ex provincia di Terra di Lavoro e quindi dal Mezzogiorno. Lo stesso accadde a territori abruzzesi come l'area di Amatrice, Cittaducale e Leonessa, assegnata al Lazio da Mussolini.

Attualmente alcuni comuni a sud di Roma, pur non considerati appartenenti al Mezzogiorno italiano in senso stretto, sfruttano alcuni sussidi della Cassa del Mezzogiorno. Ad esempio a Pomezia i mutui per le case sono agevolati, Latina gli incentivi per l'investimenti.

Il Mezzogiorno confina a nord-ovest con il Lazio, nord-est con le Marche e a sud con il mar Mediterraneo. Il suo territorio è prevalentemente collinare-montuoso, le pianure più estese sono: il Tavoliere delle Puglie (seconda pianura più estesa della penisola italiana), la Pianura salentina, la Piana di Metaponto, la Piana di Sibari e la Piana di S'Eufemia.

E' attraversato da nord a sud dagli Appennini, le vette più elevate sono il Gran Sasso d'Italia 2.912 m, Monte Amaro 2.793 m , Monte Miletto 2.050 m (Massiccio del Matese), il Monte Terminio 1.783 m ed il Monte Cervialto 1.809 m (Appennino campano), il monte Pollino 2.248 m, monte Dolcedorme 2.267 m, monte Papa 2.005 m, monte Alpi 2.000 m (Appennino lucano), monte Botte Donato 1.930 m (Appenino calabro), Aspromonte e Peloritani (App. Calabro inferiore); un massiccio oltre 1.900 m e l'altro oltre 1.200 m, il monte Cervati 1899 m e il monte Gelbison (o Sacro Monte di Novi Velia) i quali si trovano ambedue nel parco Nazionale del Cilento.

I mari che bagnano le regioni Meridionali sono Adriatico, Jonio, Tirreno.

Le città principali sono: Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Reggio Calabria .

Il clima è tipicamente mediterraneo sulle coste e continentale all'interno.

In seguito all'Unità d'Italia, le problematiche legate all'arretratezza socio-economica, causate dal processo unitario per l'espoliazione delle ricchezze del regno da parte dei Savoia a favore della parte settentrionale del paese, rispetto al Centro-Nord dell'ex Regno delle Due Sicilie diede origine, a partire dal 1870, alla famosa questione meridionale e ad una corrente di pensiero e ricerca storica detta meridionalismo.

Dopo il 1880, a seguito della crisi agraria che interessò il Mezzogiorno, si inasprì la povertà delle regioni meridionali, favorendo una massiccia emigrazione verso le Americhe.

Nel corso del Novecento le direttrici migratorie si spostarono verso l'Europa centrale e settentrionale (Francia, Germania, Svizzera e Belgio) e, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, verso l'Italia settentrionale (segnatamente Piemonte e Lombardia) quando la ricostruzione richiamò manodopera per il lavoro nelle fabbriche.

Tutti i governi che si sono succeduti nel corso del XX secolo si sono adoperati, spesso con scarsi risultati, con interventi speciali sulle aree interessate, al fine di diminuire lo squilibrio che a molti livelli lasciava il Mezzogiorno lontano dalle restanti regioni italiane, a partire dalla legge speciale per Napoli, voluta fortemente da Francesco Saverio Nitti.

Dopo l'avvento della Stato, dunque, venne istituito negli anni '50 un apposito ente statale che aveva funzioni di realizzare politiche incentivanti la produzione e sussidiarie delle economie locali: la Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ). L'attività di tale ente, cessata negli anni '90, è stata più volte oggetto di sospetti per una presunta gestione clientelare da parte della politica a partire dagli anni '70.

Di seguito si riporta l'elenco della popolazione residente nei 10 comuni con il maggior numero di abitanti del Mezzogiorno (inteso in termini statistici), aggiornati al 2008.

Disponibili dati anche delle dieci provincie più abitate del Mezzogiorno.

Per la parte superiore



La Gazzetta del Mezzogiorno

La Gazzetta del Mezzogiorno è uno dei più importanti quotidiani del Sud Italia, dove è appunto maggiormente diffuso. Con 565.000 lettori nel giorno medio la Gazzetta, come viene usualmente chiamata, può vantarsi come uno dei più diffusi giornali del Meridione e dell'Italia intera.

Il quotidiano è presente nelle edicole ogni mattina, con un'edizione ridotta il lunedì.

E' un quotidiano a caratterizzazione interregionale, profondamente radicato in Puglia e in Basilicata. È depositario e voce di una miriade di apporti locali e da oltre 120 anni costituisce il punto di riferimento delle classi dirigenti delle due regioni e di queste rappresenta un decisivo catalizzatore di idee e orientamenti sociali, culturali, economici e politici.

E' diffusa in un territorio ricco e variegato in cui insistono 389 comuni per una popolazione complessiva di 4.692.000 abitanti.

Le redazioni delle edizioni locali sono situate rispettivamente a Bari, Brindisi, Foggia Lecce, Matera, Barletta, Potenza, Taranto.

Il giornale viene fondato nel 1887 da Martino Cassano, già direttore del settimanale La Settimana edito a Bari. Lo scopo di Cassano era quello di colmare una grave lacuna presente nel panorama editoriale del capoluogo pugliese. Così nasce il Corriere delle Puglie che, con il passare degli anni, cercherà di accattivarsi lettori utilizzando anche espressioni dialettali ed aumentando il numero di colonne e quindi di articoli presenti nel giornale. Già negli ultimissimi anni dell'Ottocento il quotidiano comincia ad espandersi nell'ambito regionale aprendo una filiale a Lecce.

L'impulso definitivo che porterà il Corriere a diventare un quotidiano molto diffuso non solo a Bari viene dato da alcuni fatti tragici di cronaca come la condanna a morte di un uomo che aveva sterminato la sua intera famiglia. Inoltre l'inizio di una corrispondenza dal resto della provincia e dalla Basilicata porterà alla definitiva crescita di quello che oggi è La Gazzetta del Mezzogiorno.

L'11 settembre del 1887, Martino Cassano annuncia ai lettori del settimanale "La Settimana" che il suddetto giornale cambierà testata. Diverrà il "Corriere delle Puglie", il primo quotidiano della città di Bari, che ha come compito quello di colmare una profonda lacuna nell'editoria locale. Il nuovo giornale sin dal suo secondo anno di vita deve affrontare la feroce concorrenza di altri giornali che, spinti dal successo del quotidiano di Cassano, decidono di aprire nuove testate. Queste però chiudono dopo pochi anni, se non mesi, di attività. "Il Corriere delle Puglie" con il passare degli anni cresce e così cambia sede per spostarsi in un più adatto e grande edificio. Cassano decide anche di rendere il quotidiano più interessante ed accattivante aumentando il numero di colonne, da 4 a 5, e di iniziare corrispondenze dalla Basilicata e dal resto della Provincia. Il "Corriere" continua la sua opera di espansione soprattutto nell'ambito provinciale e così, nel 1890, apre una sede anche a Lecce. Tuttavia mandare avanti un giornale in una regione in cui l'analfabetismo nel 1905 raggiungeva punte del 70% era molto difficile. Ma nonostante ciò la testata va avanti e cresce. Anni dopo assume l'attuale nome de "La Gazzetta del Mezzogiorno" e si trasferisce più in là nell'attuale sede di Via Scipione l'Africano.

Per la parte superiore



Cassa del Mezzogiorno

La Cassa del Mezzogiorno è stata un ente pubblico italiano creato dal governo di Alcide De Gasperi per finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico del meridione d'Italia, allo scopo di colmare il divario con le regioni settentrionali.

Nata nel 1950 dalla mente del meridionalista Pasquale Saraceno, sulla base di esperienze similari avviate negli Stati Uniti, e alcuni suoi collaboratori quali Menichella, Giordano, Cenzato e Morandi, già fondatori della Svimez, subì una profonda modifica nel 1984, con l'istituzione dell'AgenSud, per cessare totalmente la sua attività solo nel 1992.

Nelle intenzioni del governo monocratico formato da esponenti della Democrazia cristiana, vi era anche il tentativo di rispondere all'offensiva del mondo contadino, il cui movimento era fortemente sostenuto dal Partito comunista italiano; il 29 ottobre del 1949 avvenne la strage di Melissa, in cui la polizia aprì il fuoco su una manifestazione di contadini uccidendo tre persone.

Dall'inizio dell'operatività, nel 1951, sino al 1992 (ultimi dati conosciuti) e sotto il nome sia di Cassa per il Mezzogiorno che AgenSud, ha elargito alle regioni meridionali un totale di 279.763 miliardi di lire, pari a circa 140 miliardi di euro. La spesa media annuale è stata di 3,2 miliardi di euro.

Il risultato della Cassa è stato discutibile per quanto riguarda l'utilizzo dei capitali pubblici, anche se bisogna considerare l'arretratezza del sud del paese nel 1950 rispetto al resto del paese in termini di risorse infrastrutturali e reddito pro capite. Fino agli anni '70 si sono realizzate opere importanti per il sud in particolare per le risorse idriche e viarie, successivamente la politicizzazione degli apparati ha comportato un degrado e una bassa qualità della spesa, compresi fenomeni diffusi di illegalità.

Nonostante quasi 50 anni di finanziamenti a fondo perduto e investimenti significativi, oggi il divario di ricchezza permane in termini di PIL pro capite e in termini di produttività. Il reddito pro capite è mediamente il doppio al Nord rispetto al Sud, e i tassi di disoccupazione così come il lavoro nero sono pari al doppio al Sud rispetto che al Nord.

Il fallimento parziale delle politiche assistenzialistiche tramite finanziamenti a pioggia non ha giovato al Mezzogiorno, né ha giovato l'abolizione improvvisa della Cassa per il Mezzogiorno, con l'avvento della nuova politica degli incentivi in chiave europea con il varo della legge 488 del 1992. La nuova legge infatti ha iniziato a funzionare solo nel 1996 determinando una situazione di generale crisi nel Sud che ha coinvolto imprese, enti locali e banche.

Una valutazione più approfondita degli investimenti nel Sud evidenzia che i fondi investiti in termini di quantità, pur in presenza di una legislazione speciale, sono stati inferiori agli investimenti pubblici realizzati in via ordinaria negli stessi anni nel Nord del paese. Questa constatazione tuttavia non vuole giustificare la bassa qualità della spesa nel Mezzogiorno e la responsabilità della classe politica e dirigenziale. L'obiettivo che si era posto la politica industriale nel 1950 solo in parte è stato raggiunto e questo pone dei dubbi sui paradigmi alla base dello sviluppo che si era ipotizzato. Il tentativo artificioso di impiantare la grande impresa a partecipazione pubblica e i finanziamenti alle imprese del Nord, non hanno innescato alcun circolo virtuoso nelle aree in cui sono state insediate, anzi hanno favorito la creazione nel Sud di un semplice mercato di sbocco per la produzione dell'industria dell'Italia settentrionale o l'acquisto di macchinari usati da altre imprese del nord.

Le nuove frontiere per lo sviluppo del Mezzogiorno, che sono oggetto anche della programmazione comunitaria 2007-2013, sono la qualità del capitale umano e il rafforzamento del capitale sociale.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia