Mezza maratona

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Inviato da maria 04/05/2009 @ 02:09

Tags : mezza maratona, fondo, atletica, sport

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Mezza maratona

La mezza maratona è una gara podistica sulla distanza di 21,097 chilometri. Si tratta di una gara molto popolare tra atleti amatoriali, in quanto si svolge su una distanza sufficientemente lunga da rappresentare un ostacolo fisico significativo, senza però raggiungere le estreme difficoltà di una maratona. La gara si svolge usualmente su strada e la maggior parte delle grandi città europee ne ospita una.

Il record mondiale maschile è di 58:33, stabilito da Samuel Wanjiru del Kenya il 17 marzo 2007 a L'Aia, Olanda.

Il record mondiale femminile è di 1:06:25, stabilito da Kiplagat Lornah, neerlandese di origini keniote il 14 ottobre 2007 a Udine, Italia.

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Fondo (atletica)

Comprende le discipline che vanno dai 5000m in su: i 10000m, la mezza maratona (21,097)e la maratona (42,195).

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Atletica leggera ai XVI Giochi del Mediterraneo

Voce principale: XVI Giochi del Mediterraneo.

Le gare di Atletica leggera ai XVI Giochi del Mediterraneo si svolgeranno allo Stadio Adriatico di Pescara, completamente rinnovato con l'occasione della manifestazione sportiva.

Si disputeranno 44 competizioni in altrettante specialità dell'atletica leggera. Per ogni Nazione saranno ammessi due atleti per ogni specialità, con eccezione della mezza maratona e della marcia in cui gareggeranno 3 atleti per squadra nazionale, e 1 staffetta.

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Maratona (sport)

La ventinovesima edizione della Maratona del corpo dei Marines (31 ottobre 2004, Washington D.C)

La maratona è una gara di corsa sulla distanza di 42,195 km.

Il termine viene usato impropriamente, in senso più ampio, per indicare un qualsiasi evento atletico e non (ad es. "maratona televisiva") che richieda grande resistenza.

Gare correlate sono la mezza maratona (21,097 km) oppure l'ultramaratona, con distanze superiori ai 42,195 km.

La distanza della maratona non venne subito standardizzata e fino alla maratona olimpica del 1924 essa ebbe diverse variazioni, comprese tra i 40 e i 42,75 chilometri. Nei primi anni la distanza della maratona era di circa 40 km, cioè la distanza tra Maratona ed Atene.

La maratona olimpica del 1908, svolta a Londra, doveva originariamente partire dal Castello di Windsor e finire allo Stadio Olimpico, con un percorso di 26 miglia esatte (pari a circa 41.843 metri) a cui gli organizzatori aggiunsero 385 yarde (ossia circa 352 metri), in modo da porre la linea di arrivo davanti al palco reale. La distanza risultante fu in tal modo di 42.195 metri; tale distanza dopo le successive edizioni dei giochi del 1912 a Stoccolma e del 1920 ad Anversa, venne ufficialmente adottata nel 1921 dalla Federazione mondiale di atletica e divenne ufficiale a partire dai successivi Giochi di Parigi del 1924.

L'idea di organizzare la gara venne a Michel Bréal, che voleva inserire l'evento nel programma della prima Olimpiade moderna, svoltasi ad Atene nel 1896. La maratona era la gara più attesa dei primi Giochi Olimpici e intendeva essere la rievocazione sportiva di un evento epico: la corsa di Filippide (o Fidippide, secondo le fonti) dalla città di Maratona all'Acropoli di Atene per annunciare la vittoria sui persiani nel 490 a.C. La maratona olimpica avrebbe seguito un percorso analogo, dal ponte di Maratona allo stadio Panathinaikon di Atene, per un totale di 40 km (la lunghezza ufficiale di 42,195 km per la maratona come detto fu stabilita solo nel 1921).

Questa idea venne fortemente appoggiata da Pierre de Coubertin, il fondatore dei moderni Giochi Olimpici, così come dai greci. Questi ultimi organizzarono una gara di selezione per la maratona olimpica, che venne vinta da Charilaos Vasilakos con il tempo di 3 ore e 18 minuti. Spiridon Louis giunse quinto in questa gara, ma vinse quella olimpica con il tempo di 2 ore, 58 minuti e 50 secondi, comprensivi di una pausa per bere un bicchiere di vino in un'osteria lungo il tragitto. La gara si svolse il 10 aprile 1896.

La gara olimpica della maratona ha spesso conosciuto momenti drammatici o altamente significativi. È rimasta celebre la gara del 1908, quando l'italiano Dorando Pietri giunse primo in prossimità del traguardo ma collassò a terra poco prima di raggiungere la linea di arrivo. Sostenuto da un giudice, venne successivamente squalificato, lasciando così la vittoria all'americano Hayes.

La gara del 1912, in occasione dei successivi giochi di Stoccolma, fu addirittura più drammatica: a causa del forte caldo, inusuale per la Svezia, nonché per la proibizione assoluta di fornire, come invece si fa oggi, beveraggi e docce ai concorrenti, molti di loro ebbero malori ed addirittura il portoghese Francisco Lazaro morì in seguito alla disidratazione ed al colpo di calore; legato a questa maratona c'è anche uno degli episodi più curiosi dell'intera storia della disciplina, quello del giapponese Shizo Kanakuri e del suo "straordinario" tempo finale di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 23 secondi! L'atleta nipponico, accreditato della migliore prestazione mondiale di 2 ore 32 minuti e 45 secondi, era fra i favoriti (la gara sarà vinta con un tempo di oltre quattro minuti superiore); al 30° chilometro però il caldo e l'arsura, uniti all'invito di uno spettatore perché si rinfrescasse con una bibita all'interno della sua casa, fecero sì che succedesse l'irreparabile: Shizo Kanakuri si sedette nel soggiorno dell'ospitale casa svedese e si addormentò; si svegliò dopo molte ore e, per la vergogna, non si fece trovare (tornerà in patria con mezzi di fortuna): fu praticamente dato per disperso dagli organizzatori ed il suo nome non figurò fra gli arrivati, né fra i ritirati. Fu "ritrovato" da un giornalista svedese nel 1962 in occasione del cinquantenario dei giochi di Stoccolma e, cinque anni dopo, gli fu data la staordinaria possibilità di riprendere la "sua" maratona olimpica da dove l'aveva interrotta e di concluderla, finalmente, col tempo che si è detto!

Restando ai campioni giapponesi, celebre rimane la vittoria di Son Kee-chung nelle Olimpiadi di Berlino del 1936. Son correva per il Giappone ma era in realtà coreano, dato che a quell'epoca la sua patria era occupata dall'Impero nipponico. In quell'occasione un altro coreano (Nam Sung-young) giunse al terzo posto. Son Kee-chung sarebbe stato, 52 anni dopo in occasione dei giochi della XXIV Olimpiade di Seoul, il tedoforo che avrebbe portato la fiaccola all'interno dello stadio olimpico.

Le Olimpiadi di Roma nel 1960 furono invece vinte dall'etiope Abebe Bikila, precursore di un'imbattile schiera di fondisti africani, che percorse i 42,195 chilometri in mezzo alle antichità di Roma a piedi scalzi. Bikila si ripeté nel 1964 a Tokyo, uno dei pochi maratoneti a vincere due volte la distanza, ma stavolta usò le scarpette. L'altro fu Waldemar Cierpinski, Germania Est, nel 1976 e nel 1980.

Drammatica anche la maratona olimpica di Atene del 2004, che riprese gran parte del tracciato di 108 anni prima. Il brasiliano Vanderlei Da Lima in testa da circa metà gara, inseguito dall'italiano Stefano Baldini (che poi vinse), mentre aveva ancora un buon vantaggio anche se inesorabilmente in diminuizione, Da Lima venne spintonato da Neil Horan (il folle che 1 anno prima aveva disturbato il Gran Premio di F1 a Silverstone), perdendo così preziosi secondi e finendo terzo in classifica dopo Baldini e l'americano Keflezighi.

La maratona femminile si corre ai Giochi olimpici dal 1984, quando vinse l'americana Benoit. Accanto alle grandi competizioni internazionali (Olimpiadi, campionati mondiali ed europei), la maratona vive le sue prove più emozionanti nelle prove su strada, che si tengono a Boston (la più antica al mondo dopo quella di Atene, dato che si tiene dal 1897), a New York (considerata la più bella al mondo per l'incredibile partecipazione popolare e la maggiore per il numero di atleti all'arrivo, 37.954 nel 2006), a Londra (velocissima, terza maratona mondiale dopo New York e Chicago con 32.974 arrivati), a Berlino (percorso velocissimo, sede dell'attuale record del mondo). Roma è la principale maratona italiana con 10.034 arrivati nel 2006 (15° al mondo) seguita da quella di Firenze (6.285 arrivati nell'edizione 2007).

Il movimento della maratona è in crescita in tutto il mondo e si sta ampliando anche a paesi poco interessati dalla pratica atletica (come il sudest asiatico) o dalle condizioni meteo proibitive (Maratona dell'Antartide, Maratona delle Sabbie nel deserto tunisino).

I record del mondo nella maratona sono riconosciuti ufficialmente dalla IAAF solo dal 1º gennaio 2004; in precedenza si parlava invece di "miglior prestazione mondiale". Affinché un record possa essere omologato il tracciato deve rispettare gli standard stabiliti dalla stessa IAAF. La misurazione e la omologazione del percorso avviene ad opera di Misuratori Ufficiali. Questi effettuano la misura rispettando "THE MEASUREMENT OF ROAD RACE COURSES" edito nel 2004 dalla INTERNATIONAL ASSOCIATION OF ATHLETICS FEDERATIONS (IAAF). In caso di record del mondo (e/o continentale, e/o nazionale) la misura viene ripetuta a conferma della distanza corsa che non deve essere inferiore a quella ufficiale. Normalmente i tempi migliori vengono ottenuti su tracciati relativamente pianeggianti, posti vicino al livello del mare, con condizioni climatiche fresche e con l'aiuto delle cosiddette "lepri" che impostano subito il ritmo della gara.

Il record del mondo della maratona maschile è di 2 ore 3 minuti e 59 secondi, stabilito nella Maratona di Berlino da Haile Gebrselassie, il 28 settembre 2008, un tempo inferiore di 21 minuti e 40 secondi rispetto al 1947. Il record del mondo femminile appartiene a Paula Radcliffe, che lo stabilito nella Maratona di Londra il 13 aprile 2003, col tempo di 2 ore 15 minuti e 25 secondi. In Italia l'attuale record è stato stabilito da Stefano Baldini a Londra il 23 aprile 2006 con 2.07'22". Quello femminile appartiene a Maura Viceconte che l'ha stabilito a Vienna il 21 maggio 2000 con 2.23'47".

Fin dalla fondazione dei moderni Giochi olimpici, è diventata tradizione che la maratona maschile sia l'ultimo evento del programma di atletica leggera, con l'arrivo posto all'interno dello stadio olimpico. Spesso viene disputata a poche ore dalla cerimonia di chiusura.

Questa tradizione è stata sostituita da una molto più antica in occasione delle Olimpiadi del 2004, quando il percorso da Maratona ad Atene terminò allo Stadio Panathinaiko, dove si svolsero le Olimpiadi del 1896.

Completare una maratona è spesso considerato come uno sforzo supremo, ma molti allenatori ritengono che sia alla portata di chiunque sia disposto a dedicare tempo e impegno per la preparazione. Va comunque ricordato che si tratta di un'attività che logora profondamente il fisico umano (geneticamente non predisposto per questo tipo di sforzi) e che può determinare pesanti ripercussioni a livello di salute: uno studio dell'American Journal of Cardiology (2001;88:35-40) ha suggerito che il rischio di un infarto al miocardio aumenta di almeno il doppio, rispetto alla media, per un soggetto che pratichi abitualmente questa disciplina.

I carboidrati che una persona assimila con il cibo vengono convertiti dal fegato e dai muscoli in glicogeno che viene immagazzinato. Il glicogeno brucia rapidamente rendendo disponibile energia. I corridori possono immagazzinare circa 2.000 kcal di glicogeno nei loro corpi, sufficienti per circa 32 km di corsa. Molti corridori indicano che la corsa diventa notevolmente più difficoltosa a questo punto. Con il passare del tempo aumenta il consumo di acidi grassi per la produzione di energia mentre il glicogeno si esaurisce progressivamente, si formano i corpi chetonici e si inizia a modificare il PH del sangue con tendenza all'acidità, questo comporta un più rapido affaticamento del lavoro muscolare. Quando questo accade il corridore sperimenta un profondo disagio fisico. Questo fenomeno viene detto bonking o sbattere contro il muro. Uno degli scopi dell'allenamento per la maratona, secondo molti allenatori, è di massimizzare il contemporaneo sfruttamento del glicogeno (diponibile in quantità limitata ma facilmente accessibile) insieme ai grassi (largamente presenti, ma di difficile accesso), in modo da ritardare l'esaurimento delle scorte di glicogeno oltre il fatidico chilometro 32. Utilissimi per questo scopo (lo sviluppo della potenza lipidica) sono le lunghissime sedute di allenamento oltre i 20km, che possono arrivare fino a 36-38Km. Alcuni allenatori propongono di correrli nella condizione di "scarico di carboidrati" e cioè senza aver assunto carboidrati nelle ultime ore. Oppure di effettuare il pomeriggio prima un allenamento di scarico carboidrati, la sera cenare senza assumere carboidrati e la mattina seguente a digiuno un lunghissimo sui 28/30 km. Altri sconsigliano gli sforzi a vuoto di glicogeno senza la presenza di un supervisore esperto.

Per molti corridori, la maratona è la gara simbolo, l'obiettivo da raggiungere. Molti allenatori ritengono che l'elemento più importante dell'allenamento per la maratona sia la corsa per lunghe distanze. Normalmente gli amatori cercano di raggiungere un massimo di 30/32 km in una sola volta, e di circa 65 km a settimana, quando si allenano per la maratona. Maratoneti più esperti possono correre per distanze superiori, e percorrere più chilometri in una settimana.

Un buon programma di allenamento dura cinque o sei mesi, con un graduale incremento della distanza percorsa ogni settimana.

Durante l'allenamento per la maratona, è importante dare al proprio fisico un adeguato tempo di recupero. Se si sente fatica o dolore, si deve riposare per due giorni e lasciare che il corpo si riprenda.

Nelle due o tre settimane che precedono la maratona, i corridori normalmente riducono il loro allenamento settimanale (di solito del 50%-75% rispetto alla distanza di punta) e si prendono almeno due giorni di riposo completo per recuperare dagli sforzi compiuti. Molti maratoneti aumentano l'assunzione di carboidrati nella settimana precedente la maratona, per permettere all'organismo di incamerare più glicogeno. In ogni caso, questa assunzione va effettuata con regolarità durante la settimana, perché un'eccessiva quantità di carboidrati provoca una reazione insulinica che invece di immagazzinarli come glicogeno li trasforma in grassi.

Immediatamente prima della gara, molti corridori si astengono dal mangiare cibo solido per evitare problemi digestivi. Si assicurano di essere pienamente idratati e si scaricano prima della partenza. Molte maratone dispongono di bagni lungo il tracciato, ma soprattutto in quelle più affollate le code possono essere lunghe. Un leggero stretching prima della gara aiuta a mantenere i muscoli caldi.

Un buon consiglio è di non usare mai il giorno della maratona abbigliamento, scarpe ed alimenti non provati prima durante gli allenamenti più lunghi. Coprirsi i capezzoli con cerotti tipo "leukopor" o della vasellina, spalmata anche a ridosso dell'inguine può aiutare ad evitare arrossamenti e sanguinamenti, e per pruriti forti usare vagisil crema funziona.

Gli allenatori raccomandano di provare a mantenere un ritmo il più possiblie costante quando si corre una maratona. Alcuni allenatori consigliano, ai maratoneti non professionisti, un paio di minuti al passo verso gli ultimi ristori. Acqua e integratori salini distribuiti lungo il percorso devono essere assunti regolarmente. Dei gel a base di carboidrati sono anch'essi un buon sistema per ottenere più energia, ma questi devono essere diluiti con acqua, altrimenti possono causare nausea e vomito.

Di solito esiste un tempo limite di circa sei ore, dopo il quale il percorso viene riaperto al traffico normale, anche se le maratone più importanti tengono aperto il tracciato più a lungo. Per i corridori amatoriali tempi sotto le quattro ore sono considerati buoni. Avere un obiettivo di tempo aiuta a mantenere un ritmo costante.

È normale provare dolori muscolari dopo la maratona. La maggior parte dei corridori impiega una settimana per riprendersi dagli sforzi della gara. Assumere amminoacidi a catena ramificata dopo la competizione e 60' minuti prima può accelerare il recupero.

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Tegla Loroupe

Tegla Loroupe (Chepkite, 9 maggio 1973) è un'atleta keniota, specializzata sulle lunghe distanze. Si allena a Detmold, in Germania. È anche molto impegnata nel sociale, con un fondazione che porta il suo nome e che si occupa della promozione della pace e dello sviluppo socio-economico nella regione dei grandi laghi (Kenia, ma anche Uganda, Sudan, Etiopia, Somalia).

Tegla Loroupe è di etnia pokot; è cresciuta nel suo villaggio con altri 24 fratelli (il padre aveva 5 mogli). Ha passato l'infanzia a lavorare i campi e a badare ai fratelli più piccoli, finché - all'età di 7 anni - non cominciò la scuola. Ogni giorno doveva affrontare a piedi nudi 10 chilometri ad andare e altrettanti a tornare. E proprio a scuola cominciò a gareggiare, raccogliendo molti successi sui 1500 e sugli 800 m piani, anche contro atlete più grandi di lei.

Decise così di intraprendere la carriera di atleta, supportata in questo soltanto dalla madre e dalla sorella maggiore. Neppure la federazione keniota sembrava credere in lei, ritenendola troppo minuta (1,53 m di altezza). Tuttavia, dopo che nel 1988 ebbe vinto una prestigiosa gara di corsa campestre nel suo paese, fu invitata a partecipare ai suoi primi campionati mondiali giovanili, dove concluse al 28° posto.

I record detenuti dalla Loroupe sono molti. È stata la prima donna africana a vincere la maratona di New York (1994) e la prima keniota a stabilire il miglior tempo al mondo (ancora non si parlava di record del mondo su quella distanza, riconosciuto dalla IAAF solo dal 2004) nella maratona (l'ultima a Berlino nel 1999, con 2h 20' 43'').

Oggi il record stabilito a Berlino è stato battuto, ma la Loroupe detiene ancora i record sui 20.000, 25.000 e 30.000 metri e il record dell'ora (18.340 m) .

Il suo primo successo fu la medaglia di bronzo ai campionati del mondo di atletica leggera 1993 a Stoccarda nella mezza maratona. La prima vittoria importante fu - come ricordato - la vittoria a New York l'anno successivo, e bissata poi nel 1995. In quello stesso anno vince il suo primoo bronzo ai mondiali, sui 10000 m, bissato poi nel 1999 a Siviglia.

Ha vinto, sulla stessa distanza l'oro ai Goodwill Games 1994 e 1998.

Nel 1994, 1995 e 1996 vince la BOclassic gara sui 5 km che si svolge il 31 dicembre a Bolzano.

Nel 1997 centra due importanti vittorie: la prima vittoria alla maratona di Rotterdam (cui seguiranno le vittorie nel 1998 e nel 1999) e la prima vittoria ai mondiali di mezza maratona (bissati nel 1998). Grazie anche a questi successi raggiunge la vetta della classifica IAAF.

Il 1999 è un altro anno magico, nella maratona (di nuovo Rotterdam e Berlino, cui si aggiunge il secondo posto ad Osaka), ma anche in pista, con la medaglia di bronzo nei 10000 m nei mondiali di Siviglia. Si riconferma in vetta alla classifica IAAF.

Nel 2000 vince le maratone di Roma e di Londra, e stabilisce il record sui 20 km (a Borgholzhausen, in Germania, 1h 05' 26''.60), ma la partecipazione alle Olimpiadi di Sidney non è altrettanto fruttuosa: a causa di una intossicazione da cibo avariato la notte prima della gara non è andata oltre la 13a piazza nella maratona e la 5a nei 10000. Gli strascichi di questo incidente, ed altri problemi fisici, si protrarranno per tutto il 2001, impedendole di esprimersi al meglio.

Torna ad una vittoria importante nel 2002, alla maratona di Losanna. In quello stesso anno stabilì anche il record sui 25000 m (1h 27' 05''.90 a Mergenskirchen).

Al 2003 risalgono invece il record sui 30 km (1h 45' 50''.00 a Warstein) e la vittoria alla maratona di Colonia.

Nel 2004 vince la maratona di Lipsia.

Nel 2006 è arrivata seconda alla maratona di Venezia e ha vinto la mezza maratona di Hong Kong.

A partire dal 2003, Tegla Loroupe ha promosso una serie di corse (le Peace Races) per la promozione della pace nella regione dei grandi laghi, sotto l'egida della Tegla Loroupe Peace Foundation (TLPF). Le corse ora sono 4: Uganda Peace Race, Southern Sudan Peace Race, Kapenguria Peace Race e Tana-River Peace Race.

La TLPF è un'organizzazione benefica che si occupa dello sviluppo socio-economico della zona racchiusa tra il corno d'Africa e la regione dei Grandi Laghi.

Il principale scopo della Fondazione è sostenere e favorire iniziative che promuovano risoluzioni di conflitti, pace e iniziative atte a ridurre la povertà, che aumentino i mezzi di sussistenza e la capacità di recupero delle persone povere afflitte dalla vulnerabilità nei conflitti e contese civili nella regione.

La fondazione ha cominciato la costruzione di un complesso denominato Tegla Loroupe Peace Academy, a Kapenguria in Kenia. Nelle intenzioni dei promotori sarà una scuola modello, che offrirà l'accesso alla scolarizzazione ai bambini abbandonati o resi ofrani dalla guerra e dall'AIDS, ma anche un'istituzione che favorisca la pace e lo sviluppo pacifico dei paesi coinvolti dai progetti.

Tegla Loroupe è ambasciatrice UNICEF e ambasciatrice ONU per lo sport.

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Dieudonné Disi

Dieudonné Disi (Ntyazo-Butarg, 24 novembre 1980) è un atleta ruandese.

Le sue specialità sono le gare di mezzofondo e quelle su campo. Il suo debutto professionistico fu al mondiale di mezza maratona di Veracruz del 2000. Si classificò solo 69°, ma arrivando al traguardo fu il primo atleta ruandese dopo la guerra civile del 1994 a portare a termine una gara. Due anni dopo prese parte al mondiale di corsa campestre di Dublino e fu il primo ruandese in assoluto a partecipare a quest'evento dopo il genocidio. Tuttavia terminò ancora molto indietro. Nel 2003 a Losanna nella stessa specialità divenne il primo atleta della storia del Ruanda a chiudere una gara d'atletica nei primi 30. Nel frattempo aveva iniziato a gareggiare su pista; ad Atene 2004 fu il primo ruandese ad approdare in una finale olimpica, nei 10000. Finì 17° ma la qualificazione in finale lo segnalò come una nuova promessa, possibile pretendente alle medaglie per Pechino 2008. Ai mondiali di Helsinki del 2005 fece lo stesso risultato segnando il primato personale, 27:53.51. A Fukuoka, nel 2006, ai mondiali di corsa campestre riuscì anche a rimanere in testa per qualche centinaio di metri, finendo però poi nelle retrovie.

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Haile Gebrselassie

Immagine:Haile_amsterdam2005.2.jpg

Haile Gebrselassie (Asella, 18 aprile 1973) è un atleta etiope, mezzofondista. Detiene attualmente il record mondiale dei 20.000 m e della maratona. Detiene inoltre il record dell'ora, stabilito a Ostrava (Repubblica ceca). Finora ha stabilito 26 record mondiali e vinto 4 Campionati del mondo e 2 ori olimpici. È considerato uno dei più grandi fondisti della storia.

Gebrselassie si fece notare in campo internazionale nel 1992 quando vinse l'oro nei 5.000 m e nei 10.000 m nel Campionato Mondiale Juniores d'Atletica leggera a Seul e l'argento al Mondiale di Cross Country, nella gara riservata ai giovani.

L'anno seguente Gebrselassie vinse il primo dei suoi (finora) quattro ori mondiali nei 10.000 m. Nel 1993 corse anche i 5.000 m piazzandosi secondo dietro Ismael Kirui.

Nel 1994 vinse un bronzo al Mondiale di Cross Country. Sempre nel '94 abbatté il suo primo record correndo i 5.000 m in 12'56"96, superando di due secondi il precedente primato di Said Aouita.

Nel 1995 Gebrselassie corse i 10.000 m in 26'43"53 a Hengelo (Olanda) abbassando il record del mondo di ben 9 secondi. Quella stessa estate a Zurigo (Svizzera) corse i 5.000 m in 12'44"39, abbassando di addirittura 10.91 secondi il precedente record, stabilito da Moses Kiptanui pochi mesi prima. Questo record fu premiato con il titolo di 'Performance dell'anno' dalla rivista Track and Field News.

Con questa prestazione Gebrselassie mise apparentemente il record dei 5.000 m fuori dalla portata di altri atleti, ma l'anno successivo Daniel Komen dimostrò il contrario. Sempre a Zurigo, un esausto Gebrselassie, sofferente per una vescica rimediata nel duro tracciato di Atlanta (dove vinse l'oro olimpico nei 10.000 m nel 1996), non riuscì a rispondere al giro di 58 secondi segnato da Daniel Komen che a 5 giri dalla fine prese il largo ma che non riuscì a battere il record di poco, finendo in 12'45"09.

Nel 1997, Gebrselassie si prese la rivincita nello stesso meeting. Fresco del suo terzo oro mondiale nei 10.000 m., batté Komen il 13 agosto coprendo i 200 metri finali in 26,8 secondi, abbattendo il suo precedente record (con il tempo di 12'41"86). Komen però riusci a conquistare il tanto desiderato record appena nove giorni dopo fermando il cronometro a 12'39"74.

L'anno successivo, il 1998, vide Gebrselassie abbassare il record mondiale indoor dei 2.000 m e 3.000 m e riprendersi i record dei 5.000 m e 10.000 m, guadagnando un ingente jackpot per aver vinto tutte le gare della Golden League cui aveva preso parte in quell'estate. Nel giugno 1998 stabilì il nuovo record del mondo nei 10.000 m con 26'22”75, abbattendo il precedente di Paul Tergat.

Appena 13 giorni dopo rubò il record dei 5.000 m di Komen a Helsinki (Finlandia). L'apripista croato Branko Zorko prese il ritmo troppo lentamente, correndo 1000 metri in 2'33”91 cedendo dopo un miglio. Million Wolde e Assefa Mexgebu portarono Gebrselassie a percorrere i primi 2000 metri in 5'05”62. I suoi apripista però non potevano mantenere quel ritmo e Gebrselassie fu costretto a percorrere gli ultimi 6 giri da solo. Dopo 3000 metri aveva un tempo di 7'38”93, tanto che i commentatori inglesi annunciarono che era impossibile che potesse insidiare il record. A 4 giri dalla fine (8'40”00) Gebrselassie aveva bisogno di percorrere l'ultimo miglio in meno di 4 minuti per battere il record del mondo. Nel giro finale, seppur dolorante, Gebrselassie decollò, percorrendo 400 metri in 56”77 secondi e segnando il nuovo record del mondo (12'39”36).

Nel 1999 Gebrselassie interpretò se stesso nel film Endurance, film che racconta la sua vittoria nei 10.000 m ai Giochi Olimpici di Atlanta. In pista, invece, vinse il 1.500/3.000 metri doppio ai campionati mondiali indoor, difese il suo titolo mondiale nei 10.000 m outdoor, e rimase imbattuto in tutte le gare cui prese parte (corse su distanze da 1.500 m a 10.000 m).

Nel 2000 vinse di nuovo tutte le gare cui partecipò, classificandosi ancora primo nel ranking mondiale dei 5.000 m e 10.000 m. Alle Olimpiadi di Sidney diventò il terzo uomo nella storia a difendere un titolo olimpico dei 10.000 m (dopo Emil Zátopek e Lasse Virén). La vittoria di stretta misura sul keniota Paul Tergat, venne dopo uno scoppiettante finale, con i 26,4 secondi negli ultimi 200m di quest'ultimo e uno strepitoso 25,4 di Gebrselassie. Il margine di vittoria fu di 0,09 secondi (margine più stretto addirittura di quello dei 100 m piani).

Nel 2001 Gebrselassie vinse la mezza maratona ai Campionati del mondo di mezza maratona IAAF e il bronzo nei 10.000 m ai Mondiali di atletica.

Il 30 agosto 2003 fu eletto membro della Commissione Atleti della IAAF. Anche nel 2003, ai Campionati del mondo a Parigi, Gebrselassie corse una delle gare di 10.000 m più memorabili della storia vincendo un argento dietro il suo connazionale e pupillo Kenenisa Bekele. La seconda metà della finale fu corsa in uno straordinario 12'57”24 (12'57”2 per Bekele, 12'58”8 per Gebrselassie). Secondo la Federazione “non solo furono gli ultimi 5.000 metri più veloci di sempre a un campionato del mondo durante la gara dei 10.000 m (il record precedente era di 13'12”12 stabilito ad Atlanta), ma furono i 5.000 metri più veloci in assoluto per quanto riguardava la gara stessa dei 5.000 m, il cui record apparteneva a Salah Hissou (Siviglia '99).” (Questo fin quando il record dei 5.000 m non fu battuto una settimana dopo al Campionato Mondiale Track & Field, dove i tre medagliati, tra i quali lo stesso Bekele, corsero in un tempo inferiore a quello della gara di Parigi).

Durante le Olimpiadi di Atene nel 2004, Gebrselassie tentò di diventare il primo uomo a vincere tre ori olimpici consecutivi nella disciplina dei 10.000 m. Non riuscì a compiere l'impresa, finendo quinto. La gara fu vinta da Bekele che abbatté pure i precedenti record di Gebrselassie nei 5.000 m e 10.000 m. Poco prima i giochi di Atene, Gebrselassie fu impossilitato ad allenarsi per 3 settimane a causa di un'infiammazione al tendine d'Achille. Questo infortunio fu abbastanza grave che non avrebbe potuto completare lo stesso l'allenamento, ma non si allenò più a causa della notevole pressione da parte dei tifosi Etiopi che del dolore. L'aver perso questo periodo di allenamento probabilmente gli costò la medaglia.

Da quando ha lasciato la pista, dopo le Olimpiadi del 2004, Gebrselassie si è concentrato sulle gare su strada e sulla maratona. Nelle maratone che ha corso sono incluse quelle di Londra 2002 (3° posto dietro a Khannouchi e Tergat), Amsterdam 2005 (1° posto), Londra 2006, Berlino 2006 (1° posto), Fukuoka 2006 (1° posto), Londra 2007 e Berlino 2007 e 2008 (1° posto e record del mondo in entrambe le occasioni).

Nel 2005 Gebrselassie fu imbattuto in tutte le gare su strada cui prese parte. Tra le imprese maggiori di quell'anno sono da ricordare la vittoria alla Maratona di Amsterdam (la più veloce dell'anno con 2.06'20”) e il record del mondo nelle 10 miglia a Tilburg in Olanda. (Il tempo non ufficiale al passaggio dei 15000 metri fu addirittura 7 secondi sotto il record del mondo dei 15.000 m).

Gebrselassie cominciò il 2006 positivamente battendo il record mondiale della mezza-maratona di 21 secondi, fermandosi sul tempo di 58'55”. Abbatté questo record, il suo primo record in suolo americano, correndo la seconda metà della maratona Arizona Rock 'n' Roll. Durante la gara abbatté anche il record di Paul Tergat nei 20.000 m. Il 2006 vide inoltre un'altra sua vittoria quando infranse il record nei 25 km superando il precedente di 68 secondi (1.11'37”). Questa gara fu organizzata in modo che Gebrselassie e altri sei corridori corressero 5 km prima di passare per la linea iniziale della gara dei 20 km a Alphen, in Olanda. Il record però non fu riconosciuto dalla IAAF. Il 23 aprile 2006 finì 9° alla Maratona di Londra con un tempo di 2.09'05” (la gara fu vinta dal keniota Felix Limo, che corse in 2.06'30”). Gebrselassie parlò di quel 9° posto definendola la “peggior gara della mia carriera”. In ogni caso, il 24 settembre tornò a vincere alla Maratona di Berlino, segnando il tempo più veloce dell'anno, 2.05'56”. Questa vittoria fu seguita da quella alla Maratona di Fukuoka (Giappone) in 2.06'52”. Il tempo effettuato a Berlino lo fece diventare il quinto uomo della storia a correre la maratona in meno di 2.06'.

A Londra il 22 aprile 2007 Gebrselassie sfidò il vincitore della Maratona di Londra 2006 Felix Limo, il vincitore della Maratona di Londra 2005 Martin Lel, il campione olimpico in carica Stefano Baldini, il vincitore della Maratona di New York 2006 Marilson Gomes dos Santos e l'allora detentore del record della maratona Paul Tergat in quella che sarebbe stata una gara eccitante, secondo gli organizzatori. Gebrselassie comunque si arrese al miglio 18, accusando difficoltà nel respirare che si scoprì essere un'allergia a un polline presente nell'aria. Questo permise al vincitore del 2005, Martin Lel, di tornare a casa con un'altra vittoria dopo un finale scoppiettante.

Un mese più tardi Gebrselassie fece un sorprendente ritorno in pista quando corse i 10.000 m a Hengelo (Olanda) in 26'52”81 finendo 5°. Il tempo stabilito da Gebrselassie fu notevole, nonostante sia stata l'ottava volta in cui è sceso sotto i 27 minuti (più di ogni altro nella storia): infatti con questo tempo è l'unico uomo oltre i 30 anni ad essere sceso sotto i 27 minuti nei 10.000 m. Inoltre ciò che più sorprende è il riuscire a correre a questi ritmi per 12 anni (dal 1995 al 2007).

Il 27 giugno 2007 lanciò l'attacco al record dell'ora a Ostrava in Repubblica Ceca. Riuscì a stabilire questo record, percorrendo 21.285 metri, superando il precedente di 21.101 metri, di Arturo Barrios. Inoltre Gebrselassie corse 50 giri (20.000 m) in 56'25”97, un altro record del mondo, battendo il precedente sempre di Barrios. Questi due furono il 23esimo e il 24esimo record di Gebrselassie.

Gebrselassie fece il suo debutto a New York quando vinse la Mezza-Maratona di New York il 5 agosto 2007 battendo il precedente record della gara di 2 minuti. Inoltre c'è un particolare curioso per quanto riguarda la mezza-maratona: ha vinto tutte e 8 le gare di questa disciplina cui ha preso parte.

Il 30 settembre 2007 Gebrselassie vinse la Maratona di Berlino in 2.04'26”, stabilendo il nuovo record del mondo sotto di 29 secondi rispetto al precedente di Paul Tergat. Alla fine della gara lo stesso Gebrselassie si scusò al telefono con l'amico-rivale per aver superato il suo record. Il 28 settembre 2008 stabilisce il suo ennesimo record del mondo, portando a termine la Maratona di Berlino con il tempo di 2.03'59", migliorando di ben 27 secondi il record precedente da lui stesso detenuto.

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