Messina

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Messina

Panorama di Messina

Messina \me's:ina\ (Missina \mə's:ina\ in siciliano) è una città siciliana detta anche "porta della Sicilia" e anticamente Zancle e Messana. Sorge nei pressi dell'estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo Stretto che ne porta il nome.

Il comune conta 243.997 abitanti ed è la terza città di rango metropolitano della Sicilia. Messina è il tredicesimo comune d'Italia per numero di abitanti e la quinta città dell'Italia Meridionale (dopo Napoli, Palermo, Catania, Bari) e su di essa, e in misura minore sulla dirimpettaia Reggio Calabria, gravita la vasta regione siculo-calabra dello Stretto.

Ricostruita ex-novo dopo il catastrofico sisma e maremoto del 1908, e parzialmente rifatta a seguito dei bombardamenti anglo-americani della seconda guerra mondiale, la città presenta un impianto urbanistico regolare caratterizzato da vie ampie e rettilinee.

Con il suo porto, è scalo dei traghetti per il Continente, importante e storica sede universitaria, fondata nel 1548, (la seconda in Sicilia per anno di fondazione, dopo l'Università di Catania che risale al secolo precedente), importante centro della cantieristica navale e del crocerismo e frequentato centro turistico e balneare.

L'Area metropolitana di Messina, come delimitata con decreto del Presidente della Regione Siciliana del 10 agosto 1995, comprende 51 comuni per una superficie di 1.185 km², che in una ininterrotta conurbazione costiera di 135 chilometri vanno dalla piana di Milazzo alla baia di Taormina e Giardini-Naxos, includendo le Isole Eolie. Questa area, la quinta del Mezzogiorno e l'undicesima italiana, conta 479.404 abitanti, dei quali 66.539 risiedono nella fascia di gravitazione ionica e 166.542 in quella tirrenica.

Situata nell'angolo nord est della Sicilia, sulla sponda occidentale dello Stretto di Messina (Mar Ionio)— altitudine 3 m s.l.m. — ha superficie comunale di 211,73 km² e coordinate geografiche 38°11′32″N 15°33′23″E / 38.19222, 15.55639. Per estensione, Messina è la città siciliana più grande.

A circa 90 Km da Catania e circa 230 km da Palermo, stretta tra le coste ionica e tirrenica ed i monti Peloritani, si affaccia con il suo grande porto naturale (militare e commerciale), chiuso dalla penisoletta a forma di falce di San Raineri, di fronte a Villa San Giovanni e poco più a Nord rispetto a Reggio Calabria.

La città si sviluppa prevalentemente in senso longitudinale lungo la costa dello Stretto senza soluzione di continuità da Giampilieri Marina a Capo Peloro per 34 kilometri nella fascia jonica. La fascia tirrenica, di 24 km, si estende da Capo Peloro a Orto Liuzzo. L'area urbana centrale, che può essere racchiusa tra i torrenti Annunziata e San Filippo — oggi coperti dal piano stradale, — è lunga circa 12 km, con scarsa propensione verso ovest dovuta ai contrafforti collinari dei Peloritani, che impediscono lo sviluppo di un ampio reticolato urbano geometrico in detta direzione. L'estrema vicinanza dei monti conferisce alla parte occidentale della città una certa pendenza, superata con scalinate e attraversata dalla panoramica circonvallazione a monte. Sono presenti numerose "intrusioni urbane" verso l'interno collinare in corrispondenza delle brevi pianure dei torrenti, che tendono a inglobare come quartieri alcuni dei più antichi casali del territorio cittadino (i cosiddetti "Villaggi", che sono 48).

Messina è al centro di una zona agricola, con la produzione di agrumi (tra cui il limone Interdonato, l'arancio, il mandarino e il mandarancio o clementina), frutta, ortaggi e dei vini D.O.C. Faro e Mamertino. La città è sede universitaria dal 1548, dell'Arcidiocesi Protometropolitana di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela ed Archimandritato del Santissimo Salvatore e di un'antica Fiera Internazionale. Il porto è anche sede di un antico Arsenale militare e di cantieri navali civili (Rodriguez e Palumbo).

Secondo la classificazione dei climi di Köppen la città fa parte della fascia climatica Csa, un clima caldo e molto secco in estate e mite e piovoso nel semestre invernale. Detto anche clima mediterraneo, con escursioni termiche molto contenute in ogni stagione.

L'inverno, piuttosto breve, presenta rari episodi di freddo che in sparuti casi può portare anche la neve, se pur di breve durata e appena una spolverata, sulle coste. L' ultimo episodio nevoso risale all'inverno del 2009, preceduto dall'episodio dell'inverno 1999.

L'estate è moderatamente calda ma in genere poco afosa grazie a indici di umidità contenuti e ad una quasi costante brezza di mare che tende a contenere i valori massimi di temperatura; soltanto in presenza di venti meridionali (durante le maggiori ondate di calore) è possibile raggiungere i 40 °C, ma in questi casi i tassi di umidità precipitano anche solo il 15%.

Le precipitazioni sono consistenti e infatti Messina è, tra i comuni medio-grandi isolani, la città costiera più piovosa della Sicilia. Una media pluviometrica annuale di 893mm che pone la città dello stretto oltre le medie italiane. Le precipitazioni sono concentrate prevalentemente tra l'autunno e l'inverno ma nella stagione estiva non mancano alcuni temporali. Le abbondanti piogge messinesi derivano da diversi fattori e in particolare ai rilievi relativamente alti prossimi alla zona su cui sorge la città (in Sicilia i Nebrodi orientali e i Peloritani, in Calabria l'Aspromonte) che provocano frequenti fenomeni da stau e alla presenza di due mari, lo Ionio e il Tirreno, che creano frequenti condizioni favorevoli alle precipitazioni.

Messina venne fondata dai Greci (coloni Calcidesi provenienti dall'Isola di Eubea) intorno al 756 a.C., con il nome di Zancle. I Romani la conquistarono nel 264 a.C. e dopo la caduta dell'impero romano fu prima in possesso dei Bizantini e quindi degli Arabi. Nel 1060 venne conquistata dai Normanni.

Sotto i domini svevo angioino aragonese, Messina raggiunse grande prosperità, divenendo capitale del Regno di Sicilia assieme a Palermo (il Regno di Sicilia comprese per lunghi periodi anche tutta l'Italia meridionale) e, grazie al suo porto, uno tra i primissimi centri commerciali e tra le più grandi, fiorenti ed importanti città del mar Mediterraneo. Fu, per lunghi secoli, la città siciliana più ricca, seconda nel Mezzogiorno d'Italia solo a Napoli.

Nel 1674 si ribellò alla Spagna e ne subì successivamente la repressione. Fu toccata da un grave terremoto nel 1783. Entrò a far parte del Regno d'Italia dopo la spedizione dei Mille garibaldina del 1860. Nel 1908 subì le distruzioni di un altro terribile terremoto e ancora dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.Una pagina significativa dell'amicizia fra la nostra cittа ed il popolo russo и legata ad una vicenda tragica del nostro secolo: il terremoto del 1908, che ancor oggi costituisce la ferita piщ profonda della nostra Storia. Di quegli eventi tragici, va ricordato che i primi soccorritori giunti a Messina furono proprio i marinai della flotta imperiale russa, che si trovava nel porto di Augusta per delle esercitazioni. Appresa la notizia della terribile sciagura che aveva colpito la nostra cittа, l'Ammiraglio Livtinov salpo' nella nottata del 28/12/1908 ed arrivт a Messina la mattina del 29/12/1908. Lo spettacolo della cittа distrutta era sconvolgente: evitando relitti e detriti galleggianti, la flotta composta dalle due corazzate Slava e Cesarevic e dall'incrociatore Makarov (in seguito sarebbe giunto anche un altro incrociatore, il Bogatyr) riusci' ad attraccare nel porto, dove giа si era formata una folla di superstiti in cerca di aiuto. Le case erano interamente rase al suolo, ed anche dietro le facciate di qualche palazzo ancora in piedi, si trovavano solo macerie, mentre gli incendi divampavano un po' ovunque. Nella stessa giornata arrivo' anche la flotta britannica, che coordino' con i russi la propria opera di soccorso. La situazione era veramente terribile, se si pensa che Messina prima del terremoto aveva 150.000 abitanti e, seppure le cifre ufficiali hanno accertato 60.000 decessi, c'и chi ha calcolato che vi furono fino a 100.000 vittime!

Appena sbarcati, i russi dovettero fronteggiare l'emergenza: i superstiti, che erano stati sorpresi dalle scosse nel sonno, avevano bisogno di vestiti e di cibo, mentre ai feriti erano necessarie cure e medicinali, ma la prima esigenza era scavare sotto le macerie per trovare persone ancora in vita! I russi si adoperarono con grande eroismo in quest'opera di salvataggio, scavando anche con le sole mani sotto le macerie, incuranti della fatica e del pericolo che le continue scosse di assestamento minacciavano alla loro stessa vita. Soltanto nel primo giorno salvarono un centinaio di persone e trasportarono circa 500 feriti sulle navi. Secondo quanto recentemente dichiarato dal sismologo russo Andrej Niconov, l'eroismo dei marinai russi fu sottolineato da tutti i giornali europei (con eccezione forse di quelli tedeschi), all'indomani di un terremoto che aveva raggiunto il 10° grado e che trovava un solo precedente nella Storia europea nel terremoto di Lisbona del 1755.

Nei vari giorni che seguirono, i russi da soli salvarono dalle macerie circa 800 persone e, fin dal primo giorno, trasportarono i feriti negli ospedali facendo la spola con le cittа di Palermo, Siracusa e Napoli, prestando soccorso a piщ di 2.500 vittime del disastro. Oltre alle operazioni di soccorso, dovette essere fronteggiato anche il turpe fenomeno dello sciacallaggio: infatti sia le autoritа cittadine che la maggior parte delle forze dell'ordine erano scomparse, vittime del terremoto, e i soccorritori dovettero svolgere anche azioni di polizia. Man mano che i giorni passavano, giungevano gli interventi delle altre cittа italiane e delle flotte internazionali: poichи i primi soccorsi giunsero dal mare, vanno ricordati i marinai delle navi inglesi, francesi ed americane che si prodigarono nelle operazioni di salvataggio, ma un merito tutto particolare fu riconosciuto all'abnegazione ed all'eroico sacrificio dei marinai russi, tant'и che, giа nel primo consiglio comunale dopo il terremoto, i Messinesi deliberarono di erigere un monumento a quei primi salvatori. La solidarietа con Messina ando' oltre il primo e immediato soccorso: fu costituito un comitato Pietroburgo - Messina che invio' generi di prima necessitaа e raccolse fondi per la ricostruzione, lo stesso Zar dono 50.000 franchi. Anche lo scrittore M. Gorkij volle contribuire ,scrivendo un libro sul terremoto, i cui proventi furono donati alla cittа.

Il ricordo dell'aiuto ricevuto restт vivo nella nostra cittа: dopo la Rivoluzione d'Ottobre, il comandante Ponomarev dell'incrociatore Makarof, divenuto Ammiraglio, dovette fuggire dalla Russia bolscevica e giunse a Messina nel 1918, privo di mezzi di sostentamento ed in cittа fu subito organizzata una raccolta di fondi per aiutarlo tramite il giornale "La Gazzetta di Messina e delle Calabrie". Ed ancora nel 1920 il Principe russo Felix Iucunov, che organizzava aiuti nel Sud dell'Italia ai profughi dalla Russia sovietica, intrattenne stretti rapporti con molti messinesi. In tempi piщ recenti, nel 1978, a 70 anni dal terremoto, l'Amministrazione Comunale ha apposto nella facciata del Palazzo Municipale una lapide che ricorda le gesta eroiche dei primi soccorritori della nostra cittа nel 1908. Nello stesso anno in Russia venne emesso un francobollo commemorativo degli eventi del 1908. Cosм oggi, ripensando a quegli accadimenti lontani, possiamo immaginare che, se ancor adesso a Messina c'и chi guarda con attenzione e simpatia alla Russia , alla sua Storia ed alla sua Cultura, forse и proprio in quegli eventi del 1908 che possiamo trovare la radice di questo particolare legame.

La città ha raggiunto una soglia massima di 274.000 abitanti alla fine degli anni ottanta dopo di che, ha cominciato a perdere popolazione (1000 persone l'anno). Ciò avviene soprattutto a causa della cronica crisi occupazionale che attanaglia la città. Un secondo motivo è poi la fuoriuscita di quote di popolazione verso i comuni limitrofi che contano oltre 60.000 abitanti. La contrazione del censimento del 1911 fu dovuta al catastrofico terremoto del 1908; le vittime, in realtà, furono molte di più di quello che potrebbe apparire facendo una semplice sottrazione matematica fra i dati di quel censimento e quello precedente, perché la città, quasi interamente spopolata, venne poi ripopolata da gente proveniente da altre zone della Sicilia e della Calabria, attratta della ricostruzione e dai larghi vuoti apertisi negli impieghi pubblici e nel commercio. Ad oggi le famiglie messinesi "originali", che cioè abitavano la città da prima del 1908, sono pochissime.

La città di Messina ha ricevuto per la sua storia ben tre medaglie d'oro; inoltre, è stata la settima tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale".

Nel corso dei secoli vari eventi distruttivi, sia ad opera umana che naturali, hanno devastato la città, che oggi presenta un aspetto moderno, frutto soprattutto delle ultime ricostruzioni dopo il terremoto del 1908 ed i bombardamenti dal 1940 al 1943. Molte delle opere d'arte e degli edifici realizzati nei secoli sono andati perduti, ma la città conserva ancora esempi monumentali di assoluta rilevanza.

Il Cimitero monumentale è il secondo maggior cimitero d'Italia, dopo quello di Genova.

Il Museo Regionale di Messina, già "Museo Nazionale", passato alla Regione Siciliana in applicazione dell'autonomia isolana, fu concepito dopo il 1908 nei locali di un'antica filanda di seta, nella spianata di San Salvatore dei Greci (all'incrocio tra viale della Libertà e viale Annunziata) per accogliere quanto di artistico era stato possibile recuperare dalle macerie della città.

Le sezioni museali sono organizzate in modo da offrire, attraverso le testimonianze artistiche, un quadro cronologico della ricca storia culturale di Messina attraverso i secoli. Ospita, tra le opere più importanti, quelle dei numerosissimi artisti messinesi e poi Il Polittico di San Gregorio ed un'altra tavoletta bifronte di Antonello da Messina e due tele di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, la Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei Pastori.

Il Museo ospita inoltre una ricca mostra permanente degli argenti messinesi, a testimoniana delle straordinarie capacità artistiche degli argentieri messinesi.

È attualmente in corso il trasferimento nei moderni locali del nuovo Museo, adiacenti ai vecchi.

Raccoglie in una mostra permanente manoscritti, documenti, fotografie, pubblicazioni, onorificenze provenienti dall'Archivio Quasimodo, acquisito dalla Provincia regionale di Messina. La mostra, finalizzata ad esaltare gli aspetti fondamentali della vita e delle opere di Salvatore Quasimodo (che visse gran parte della sua vita nella città dello Stretto), si articola in nove sezioni dove sono esposte alcune opere significative del poeta ma anche del traduttore, del critico d'arte, del critico teatrale e perfino del librettista di opere musicali. A corredo dell'importante patrimonio artistico vi sono numerose fotografie, autografi ed illustrazioni. Si trova all'interno dei locali della Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea di via XXIV Maggio.

Aperta nel 1998, si trova presso la sede della Provincia Regionale di Messina (con ingresso da via XXIV Maggio) la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea nella quale sono esposte opere di noti artisti come Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Felice Casorati, Lucio Fontana, Giò Pomodoro, Liberman, Franco Angeli, Agostino Bonalumi, Mimmo Rotella, Corrado Cagli, Giuseppe Santomaso, Toti Scialoja, Hodkin, Mario Mafai, Alighiero Boetti.

Allestito nei locali della chiesa di San Giovanni di Malta, storica sede dell'ordine dei Cavalieri di Malta, custodisce numerosi esempi di arte sacra negli ambiti soprattutto dell'argenteria e dell'oreficeria (campi in cui Messina fu tra le principali città d'Italia in passato) e dei paramenti liturgici in seta, riccamente ricamati.

Il Tesoro del Duomo di Messina, custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, è una ricchissima raccolta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla Cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del Tesoro è la cosiddetta "Manta d'oro", preziosissimo rivestimento del quadro della Madonna della Lettera nelle grandi feste, tutta d'oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici; è opera dell'orafo fiorentino Innocenzo Mangani, che la eseguì nel 1668. Il Tesoro custodisce inoltre una ricchissima collezione di paramenti e oggetti sacri; anche qui spiccano i lavori di famosi orafi ed argentieri messinesi del passato.

Realizzato nei pressi del Santuario-Basilica di S. Antonio di Padova, nell'annesso Istituto dei Padri Rogazionisti, è stato realizzato su progetto dell'arch. Livio Lucà Trombetta e inaugurato nel 2000 da mons. Ignazio Cannavò, Arcivescovo emerito di Messina. Il museo riproduce, in scala 1/2, il quartiere "Avignone", il più malfamato della Messina preterremoto, luogo d'azione del messinese Sant'Annibale Maria Di Francia, canonizzato nel 2004. Il Museo custodisce anche oggetti provenienti dal quartiere, tutti i ricordi e le vesti del Santo.

Sito sul lato settentrionale della centrale "villa Mazzini", fu costruito verso la fine degli anni cinquanta dall'Istituto talassografico del CNR di Messina. L'acquario, successivamente passato alla proprietà comunale, oggi ospita in 22 vasche mediterranee ed 8 acquari che riproducono ambienti acquatici del mondo circa 100 specie ittiche. Vi è annesso un museo della fauna marina.

Il museo zoologico "Cambria", di pertinenza del Dipartimento di Biologia animale ed ecologia marina della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Ateneo messinese, è sito nei locali del dipartimento nel polo universitario di contrada Sperone, nella zona Nord della città. Di notevole interesse naturalistico, vi si possono ammirare ricche collezioni di vertebrati, insetti e molluschi, con particolare riferimento alla fauna dello Stretto di Messina.

Fondato nel 1638, è uno dei tre orti botanici siciliani.

Secondo una pia tradizione, San Paolo, nel corso delle sue peregrinazioni per il Mediterraneo alla volta di Roma per diffondere la Buona Novella, sarebbe approdato nell'anno 41 d. C. a Messina, città già allora molto fiorente dal punto di vista economico grazie al suo porto.

Qui egli, predicando la dottrina cristiana, avrebbe infiammato subito i cuori di molti messinesi e, tra essi, dei Senatori cittadini del tempo, i quali, saputo dall'Apostolo delle Genti dell'esistenza, a Gerusalemme, della Madre del Signore, decisero subito di recarvisi per chiedere la sua benedizione sulla Città.

La Madonna scrisse di suo pugno e consegnò agli ambasciatori messinesi una Lettera, in cui Ella benediceva la Città ed i suoi abitanti e si costituiva sua perpetua Protettrice. L'8 settembre del 42 d.C. la nave recò gli ambasciatori nella città dello Stretto con la Lettera di Maria, che la stessa Celeste mittente aveva arrotolato e legato con alcuni dei suoi capelli. Secondo una leggenda, Maria avrebbe scelto di essere la patrona dei messinesi e non il contrario. Questa tradizione ha contribuito molto a radicare nella città il culto mariano.

Da allora Messina divenne città mariana per eccellenza, vantando come credenziale l'essere stata scelta "direttamente dalla sua Patrona". Tale scelta sarebbe attestata da un'affermazione di Flavio Lucio Destro, del II secolo. Nel Duomo è custodita la reliquia del capello della Madonna, che viene portata in processione su un artistico vascelluzzo d'argento il giorno del Corpus Domini. La Città ha sperimentato innumerevoli volte nel corso della sua storia la valevole protezione di Maria.

Per qual cosa benediciamo voi, e la stessa Città, della quale Noi vogliamo essere perpetua Protettrice.

Messina celebra il 3 giugno di ogni anno la Madonna della Lettera, patrona della città e patrona principale dell'Arcidiocesi, con una partecipata processione del Vascelluzzo d'argento cesellato con la statuetta argentea della Madonna, modellata da Lio Gangeri nel 1902 e la reliquia del Capello di Maria contenuta in un prezioso ostensorio (la Lettera è andata perduta in uno dei tanti incendi che devastarono il Duomo nel corso della sua travagliata storia).

La festa più importante è, però, quella che si svolge a Mezzagosto di ogni anno: viene portata in processione da quasi duemila fedeli, vestiti di bianco ed a piedi scalzi, un'antica macchina votiva: la Vara, raffigurante le fasi dell'Assunzione della Vergine Maria al cielo. La processione richiama una folla di visitatori sempre crescente, che superano le 200.000 unità.

La Vara, alta circa 13,50 metri, poggia su grandi scivoli metallici e presenta numerose figurazioni in materiali diversi di angeli, le due grandi sfere rotanti del Sole e della Luna e, in cima, la statua del Cristo che, con una mano, sorregge Maria, in atto di portarla all'Empireo; i fedeli la trascinano tirando le lunghe gomene (230 m ciascuna, spessore 5 cm) che vi sono attaccate alla base lungo il selciato precedentemente bagnato del corso Garibaldi, da piazza Castronovo a via I Settembre e poi da via I Settembre, arteria storica della Città, fino a Piazza Duomo, dove la processione si conclude a sera.

La Vara è una macchina trionfale, costruita per la prima volta nel 1535, in onore dell'Imperatore Carlo V, in quell'anno in visita a Messina; la sua processione, sicuramente la più imponente delle feste di tutta la Sicilia, richiama a Messina, nel pomeriggio del 15 agosto, oltre centocinquantamila fedeli dalla Sicilia. In Calabria, a Palmi (RC) si svolge la Varia, festa uguale,(nata in seguito alla gratitudine della Città di Messina per l'aiuto prestato dai palmesi ai messinesi sfuggiti ad una pestilenza) con l'unica differenza che mentre a Messina i bambini sono stati sostituiti da puttini in cartapesta in seguito ad un grosso incidente, a Palmi invece viene mantenuta la tradizione delle creature animate.

Nei giorni precedenti il 15 agosto, le vie della città sono percorse dalla processione festante dei due Giganti e del Cammello, assieme a numerosi gruppi folkloristici. In particolare, le due colossali statue a cavallo raffigurano i leggendari fondatori della città, la messinese Mata ed il moro Grifone (detti "u giganti e a gigantissa").

Non si hanno notizie certe sull'origine di questi ultimi due apparati festivi, mentre il Cammello ricorda l'ingresso trionfale a Messina, all'inizio della conquista della Sicilia sottratta agli Arabi, del normanno Conte Ruggero d'Altavilla, che secondo la tradizione avvenne proprio a dorso di cammello.

Presso il quartiere fieristico si svolgono la grande campionaria internazionale (ogni anno, dal 1 al 15 agosto) e numerose altre manifestazioni fieristiche di settore nel corso dell'anno. La Fiera di Messina è la più antica del mondo: fu fondata il 2 aprile 1296 da Federico II d'Aragona il quale consentì che i messinesi, per quindici giorni l'anno, aprissero una fiera sgravata dagli obblighi tributari.

Il Venerdì Santo si snoda per le principali vie della città la processione delle Barette, risalente al 1610 e composta da undici gruppi statuari raffiguranti episodi della Passione di Cristo.

Il giorno della festa del Corpus Domini, dalla Cattedrale si snoda una lunga processione preceduta da fedeli incappucciati detti "Babaluci" e da tutte le associazioni, congregazioni ed arciconfraternite religiose della Città. Assieme all'ostensorio con il SS. Sacramento, portato sotto un ricco baldacchino in seta dall'Arcivescovo, viene portato a spalla il "Vascelluzzo", fercolo in argento cesellato adornato di piccoli drappi rossi e spighe di grano. L’opera è un ex voto fatto dai messinesi in segno di ringraziamento verso la Madonna della Lettera che, in occasione di varie carestie, miracolosamente fece giungere nel porto della città alcuni vascelli carichi di grano.

Per tutta l'estate, il cartellone Messinestate raccoglie centinaia di eventi culturali, musicali, teatrali su tutto il territorio cittadino, suddivisi in decine di rassegne tematiche. Al suo interno, Messinafest comprende i principali eventi di richiamo nazionale ed internazionale, in particolare concerti (che si svolgono solitamente presso lo Stadio San Filippo o a Piazza del Duomo). Messinafest raccoglie l'eredità del famoso Mezzagosto messinese, storica rassegna di spettacoli e manifestazioni di vario genere che ravvivano l'Agosto peloritano in prossimità delle grandi celebrazioni religiose e profane di Ferragosto. In agosto la città ospita anche il Galà Internazionale del Folklore, organizzato dall'Associazione "I Canterini Peloritani", che accoglie in città gruppi folkloristici provenienti da ogni parte del mondo con le loro esibizioni.

Il terziario è, storicamente, il "settore trainante" dell'economia cittadina. Ciò è dovuto in parte alla presenza del porto, che in passato era un'importante scalo d'esportazione per i prodotti locali (vino, seta, e, su tutto, i derivati agrumari e ancora oggi è un'importante scalo merci (in particolare, materie prime e materie lavorate da/per le industrie di trasformazione del territorio). Altissime sono le percentuali dei cittadini impiegati nei servizi, specie in quelli pubblici con istituzioni quali gli enti locali e l'università. Il settore commerciale è particolarmente vivo sia nelle zone del centro cittadino, specie nell'area del viale San Martino, frequentatissimo "centro commerciale naturale" della città, sia nella periferia sud lungo la Strada Statale 114.

Un capitolo a parte è invece il settore della cantieristica navale, vivo e presente nella zona falcata del porto cittadino (storica sede della Rodriquez, dove fu costruito il primo aliscafo al mondo e di altri grandi cantieri).

Il settore turistico si è sviluppato negli ultimi anni con la presenza annuale in città dei croceristi, risollevando Messina da una grave crisi nel settore dovuta alla vicinanza dei grandi poli di attrazione in Provincia di Taormina, di Milazzo e delle Isole Eolie (che fanno della provincia la seconda più visitata del Meridione d'Italia dopo Napoli e la prima in Sicilia). Nel 2008, si prevede che saranno 355 mila i croceristi che sbarcheranno al porto della città. A ciò va sommato almeno lo stesso numero di presenze non legate al crocerismo. È tuttavia da precisare che il crocerista è da definirsi "visitatore" e "non un turista "in quanto non risiede nella città per motivi di svago per almeno 24 ore.

Con le dovute distinzioni tra turisti e non turisti, le statistiche danno il settore turistico in netta crescita rispetto agli anni passati, soprattutto per quanto riguarda le presenze di turisti stranieri, attratti dalle bellezze artistiche (centro storico e monumenti, Museo Regionale con le famose opere di Antonello e Caravaggio) e da quelle naturalistiche (Capo Peloro, laghi di Ganzirri, monti Peloritani).

Particolarmente vivo il settore balneare, che registra un notevole interesse da parte di cittadini e turisti, in particolare per le coste della zona Nord, intorno a Capo Peloro(il punto più vicino alla costa calabrese, in cui sorge il famoso faro), che si affacciano sul Mar Ionio (e dunque sullo Stretto) e sul Mar Tirreno.Anche qui è necessaria una netta distinzione tra turisti ed i cittadini che risiedono fuori per motivi di lavoro e che ritornano in città per le vacanze estive, aumentando certamente i consumi, ma non potendo essere definiti turisti nel senso tecnico della parola.

La "riscoperta" turistica di Messina apre la via ad un possibile ma mai attuato sviluppo nel campo, soprattutto in considerazione dell'amplissima gamma di paesaggi che la stessa sola città può offrire: dal mare della zona portuale a Capo Peloro, alla città con i suoi storici monumenti, dalle riviere alle colline, costellate dai numerosi villaggi del Comune, fino alle vette dei monti Peloritani, che giungono proprio sopra la città ai 1127 m d'altezza di Antennammare o Dinnammare, sede di un famoso santuario mariano, da dove si gode un incomparabile panorama sulla città e sullo Stretto.

È già attivo il servizio di autobus turistici scoperti della City Sightseeing, già presente nelle principali località turistiche internazionali.

Messina, sede di Autorità portuale, possiede il più grande porto naturale attrezzato della Sicilia, utilizzato sia come porto commerciale che militare (nel porto ha sede uno storico arsenale militare) e che, con il movimento annuo di circa 10 milioni di passeggeri, è il primo porto italiano nel settore. È collegata al continente (e con essa l'intera Sicilia) con traghetti e aliscafi sia per Villa San Giovanni che per Reggio Calabria. Soprattutto i collegamenti con Villa San Giovanni permettono il trasporto dei convogli ferroviari, sia merci che passeggeri. Dal 7 ottobre 2001 è stata attivata la prima "autostrada del mare" con la nave Cartour del Gruppo Franza, che collega il molo Norimberga con il porto di Salerno. Una seconda nave, la Cartour Beta, è entrata in servizio sulla stessa linea nel maggio del 2006 ed una terza, Cartour Gamma, nel novembre. Dal novembre 2008 è attiva anche una linea per Civitavecchia.

Il porto di Messina è l'ottavo in Italia per attività crocieristica, con oltre 200.000 croceristi arrivati nel 2006, circa 300.000 nel 2007 e 355.000 nel 2008.

Da poco la città si è dotata di un secondo porto, costituito da due invasature per le navi traghetto che trasportano camion verso la Calabria. Il nuovo porto sorge nella periferia meridionale, nel sobborgo di Tremestieri, ed è agevolmente raggiungibile grazie al collegamento con lo svincolo Messina Sud - Tremestieri della tangenziale di Messina. Il nuovo porto mira ad assorbire la gran parte del traffico gommato pesante in attraversamento liberandone il centro cittadino. In progetto è anche il trasferimento nel nuovo approdo, opportunamente ampliato, delle Autostrade del Mare. Tuttavia, nonostante le ipotesi fatte finora, il problema dell' attraversamento urbano risulta ancora critico.

Messina è il più importante snodo ferroviario e stradale della Sicilia: sia con Palermo che con Catania è collegata dall'autostrada (Messina-Palermo e Messina-Catania) e dalla strada ferrata. Le stazioni ferroviarie principali sono quelle di Messina Centrale (seconda in Sicilia per traffico passeggeri) e Messina Marittima (per i collegamenti con la linea ferroviaria del continente). Le stazioni ferroviarie minori, che dal 2007 espletano servizio metropolitano, sono site tutte lungo la tratta Messina-Catania, e sono quelle di Contesse, Tremestieri, Galati Marina, Giampilieri Marina.

La tangenziale autostradale di Messina è parte della A20 per Palermo e attraversa il territorio urbano da sud alla zona centro-nord. Ci sono attualmente 5 svincoli: Tremestieri, San Filippo, Gazzi, Centro, Boccetta. Altri due sono in costruzione dal 1990 ma, frutto ed emblema della cattiva amministrazione messinese, non sono ancora terminati: Giostra e Annunziata. In futuro prossimo, poi, dovrebbe essere collegato lo svincolo di Annunziata con la Nuova Panoramica dello Stretto che è una grande arteria che raggiunge Ganzirri e Capo Peloro, attraverso due altri svincoli, Pace e Curcuraci, completando così l'infrastrutturazione autostradale di tutto il territorio comunale. Messina è sede del Consorzio per le Autostrade Siciliane.

La città dal 3 aprile 2003 è servita per circa 7,7 chilometri dello sviluppo longitudinale del centro urbano da una tramvia la cui costruzione era stata voluta dall'amministrazione Providenti alla metà degli anni novanta. Sono in servizio 15 vetture climatizzate del tipo Cityway da 131 posti fornite dalla Alstom ferroviaria. Le fermate sono 18: Bonino - Curvone Gazzi - Provinciale - Villa Dante - San Martino/Don Orione - San Martino/Trieste - San Martino/Camiciotti - Cairoli - Repubblica - Palazzo Reale - Municipio - Boccetta - Alighieri - Trapani - San Francesco - Brasile - Ringo - Annunziata (chiamata Museo). In fase di ultimazione è il capolinea sud che sarà collegato alle linee bus dirette al versante meridionale. I tempi attuali di passaggio sono di circa 10 - 15 minuti, a regime dovrebbero scendere a 4-5 minuti. Tutto il territorio comunale è collegato da 81 linee di autobus gestite, come il tram, dall'ATM (Azienda Trasporti Messina).

È in corso la costruzione ad opera di RFI e Comune di una metropolitana ferroviaria di superficie (Metroferrovia) di 16 kilometri che collegherà al centro della città i sobborghi della fascia costiera meridionale utilizzando i binari della linea Messina-Catania. Le stazioni saranno 11: Giampilieri - San Paolo - Ponte Schiavo - Ponte Santo Stefano - Galati - Mili Marina - Tremestieri - Contesse - Fiumara Gazzi - Santa Cecilia - Messina Centrale.

In fase progettuale è invece la realizzazione, per i sobborghi settentrionali che si spingono fino a Capo Peloro, di una metropolitana marittima a partire dalla stazione centrale.

Nel baseball il CUS Messina milita nel campionato nazionale di serie B e gioca nel diamante di contrada Conca d'Oro.

Nella pallacanestro Messina ha avuto con la Pallacanestro Messina una breve apparizione nella serie A, nella stagione 2003-04. Il campionato si è però concluso con una retrocessione e la società è stata costretta a chiudere per fallimento. Oggi l'Amatori Messina milita nel campionato nazionale di serie C1. In campo femminile, la Rescifina ha militato per diversi anni in serie A1, arrivando sino alle semifinali scudetto. Oggi milita in serie B.

Il calcio è lo sport più seguito a Messina: Il Messina ha disputato 5 campionati di Serie A, 32 di serie B, 23 di C, 9 di C2 e 5 di serie D. Dopo la mancata iscrizione al Campionato di Serie B 2008-09, attualmente milita nel girone I della Serie D e disputa le partite interne nello Stadio San Filippo.

Nell'hockey su pista il CUS Messina milita nella serie B e disputa le gare presso il polo sportivo dell'Annunziata.

Nell'hockey su prato il Cus Messina è stato promosso in serie A2 e disputa le gare presso il polo sportivo dell'Annunziata.

Nella pallamano Messina è rappresentata nei massimi campionati nazionali femminili dall'Handball Club Messana, che milita con la prima squadra in serie A1 e con la seconda in serie A2. A livello maschile la Pallamano Messina ha militato per un anno in serie A1, prima di iscriversi in serie B per problemi economici.

Nella pallanuoto maschile la Polisportiva Messina è stata promossa in A2, mentre in quella femminile la Waterpolo Fontalba Messina milita nel campionato di serie A1 femminile.

Nel rugby l'Amatori Messina Rugby ha disputato diversi campionati di B, sfiorando più volte la A2. Oggi milita nel campionato maschile nazionale di serie C. Il campo di gioco è situato a Sperone, nella zona nord della città. La squadra femminile, il CUS Messina, gioca nella massima serie.

Nel tennistavolo maschile il Club 99 è stato più volte campione d'Italia. Il CUS Messina mantiene una squadra maschile e una femminile, entrambe militano in serie A2.

L'ACI Messina organizza annualmente il Rally Internazionale di Messina, valido per il campionato nazionale. La corsa automobilistica si snoda su percorsi interamente asfaltati, per un totale di oltre 500 km, su strade della città e della provincia.

Messina, città del mito e tragico scenario del terremoto del 1908 che rase al suolo la città, è una delle più «gettonate» città del cinema siciliane.

Le specialità sono i piatti a base di pesce e frutti di mare: pesce spada, pesce stocco, cozze, costardelle, neonata e tonno. A base di carne, le braciole (taglio unico e diverso dal resto d'Italia) e il falsomagro. Dolce tipico messinese è la pignolata. Tipici anche i rustici (arancini, pitoni, mozzarelle e sfoglie) e la granita, dai gusti vari.

Per la parte superiore



Football Club Messina Peloro

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Il Football Club Messina Peloro è una società calcistica di Messina, che attualmente milita nel campionato di Serie D. La squadra disputa le partite interne nello Stadio San Filippo.

Fondata originariamente nel 1900 e rifondata più volte (l'ultima delle quali nel 1997), ottenne la prima promozione in Serie A negli anni sessanta. Retrocessa in Serie B dopo due anni, tornò in massima serie nel 2004. Il miglior piazzamento in massima divisione è il settimo posto raggiunto nella stagione 2004-2005. Nelle coppe il miglior piazzamento è la semifinale nella Coppa Italia Serie C e gli ottavi di finale della Coppa Italia. Nella sua storia ha disputato 5 campionati di Serie A.

Non è stata in grado di garantire l'iscrizione al campionato di Serie B per la stagione 2008-2009, venendone conseguentemente esclusa su delibera della FIGC.

A fine novembre 2008 il Tribunale di Messina ha dichiarato fallita la società, lasciando comunque la possibilità di concludere il campionato attuale; la società ha comunque fatto ricorso poiché ritiene di essere in grado di ristabilire le casse societarie a breve.

La prima squadra cittadina di football, fu fondata l'1 dicembre 1900 ad opera del messinese Alfredo Marangolo. Il primo allenatore e capitano della squadra fu F. L. Padgett che restò solo per un anno nel Messina. Il Messina a quei tempi giocava le sue partite interne al San Raineri.

La prima partita disputata dal Football Club Messina (che annoverava tra i suoi calciatori molti inglesi) risale all'aprile del 1901, fu il primo derby siciliano a Palermo e venne vinta dal Palermo per 3-2.

Nel 1904 il Messina si prese la rivincita sul Palermo vincendo il derby per 3-2.. Nel 1905 Messina e Palermo si affrontarono di nuovo nella finale della Whitaker Challenge Cup; il Messina vinse la partita per 3-2 e anche il suo primo trofeo. Nell'anno successivo il Messina bissò il successo dell'anno precedente battendo al San Raineri il Palermo per 2-1.

Dopo il terremoto del 1908 , il calcio a Messina riprese nel 1909, ad opera di Mister Barret che spese soldi di tasca propria per far rinascere l'attività calcistica a Messina.

Alla fine della I guerra mondiale venne fondata l' U.S. Messinese che partecipò alla Coppa Federale (una competizione cui partecipavano solo squadre siciliane) l'anno successivo.

Il club participò al campionato di Prima Divisione (allora la Massima Divisione) 1921-22 organizzato dalla C.C.I. classificandosi al 3° posto nel girone siciliano; questo fu il primo campionato di massima serie a cui parteciparono squadre siciliane. Nell'anno successivo la FIGC e la CCI si riunificarono.

Questa riunificazione coincise con la fusione di tutte le squadre messinesi in un'unica squadra. Infatti l' Umberto Messina si fuse con l' U.S. Messinese e il club cambio il suo nome in U.S. Messinese Umberto nell'Ottobre 1922. Il mese successivo la nuova squadra si fuse di nuovo, questa volta con il Messina Sporting Club; da questa unione nacque il Messina Football Club. Lo stadio in cui la squadra giocava le sue partite interne a quei tempi era lo Stadio "Enzo Geraci". Solo due anni dopo nel dicembre 1924 l'FC Messina si sciolse e i suoi calciatori entrarono a far parte dell' U.S. Messinese.

Nel 1925 il Messinese si qualificò per la prima volta alle semifinali interregionali Lega Sud grazie a una vittoria per 3-0 contro il Palermo, nel campionato siciliano del campionato di I Divisione 1924-25. Tuttavia nelle semifinali lega Sud arrivò ultima nel suo girone (dietro all' Alba Roma, Cavese e Liberty Bari) e non riuscì a vincere neanche una partita segnando solo due gol in sei partite.

Nella stagione successiva il Messina venne umiliata dal Palermo che lo sconfisse per 7-1, somma dei risultati nel campionato siciliano. Il Messina venne comunque ammessa alle semifinali ma con risultati simili a quelli dell'anno precedente. A seguito della riforma dei campionati del 1926 il Messina venne ammesso al campionato di Seconda Divisione.

Nella stagione 1929-30 Il Messina sfiorò la promozione in Serie B terminando il campionato al secondo posto dietro i rivali del Palermo; il Messina venne promosso in Serie B nel 1932.

Messina rimase in Serie B per sei stagioni sfiorando addirittura la promozione in Serie A nella stagione 1935-36. Retrocessa in Serie C nel 1938 l'AC Messina si ritirò dal campionato di Serie C nella stagione 1940-41.

L'attuale società venne fondata nel 1972. Il colore della prima maglia, biancoscudata, risale al 1929. Vennero donate dalla Difesa Marittima dodici maglie bianche da marinaio, alle quali vennero applicate colletto nero e scudetto della città. La seconda maglia è rossa con colletto giallo e rosso.

Nel 1947 a seguito della fusione tra due squadre messinesi, il Messina e il Giostra, nasce l'A.C.R. (Associazioni Calcio Riunite) Messina. Nella prima stagione disputata, 1947-1948 l'A.C.R. Messina chiuse al settimo posto con 37 punti nel girone T della serie C.

L'anno successivo 1948-1949 si classificò quarta con 40 punti nel girone D della nuova serie C. La stagione 1949-1950 arriva la promozione in serie B dopo uno spareggio con il Cosenza, per gli innumerevoli tentativi di corruzione da parte dei giocatori e dirigenti messinesi ripetuto 2 volte prima a Salerno e poi a Como, a Salerno sull'1-1 prima del reclamo cosentino e poi dopo moltissimi ricorsi a Como con una vittoria schiacciante del messina per 6-1 con i cosentini stanchi, decimati e amareggiati poiché si aspettavano la promozione a tavolino , il campionato si chiude con 51 punti realizzati.

L'ultimo anno dell'A.C.R. Messina è nel 1992/93 quando il A.C.R. Messina, salvatosi all'ultima giornata in serie C/1, non venne iscritto al campionato seguente dalla famiglia Massimino. Il gruppo Franza, attuale proprietario dell' F.C. Messina, sta cercando di ottenere dai figli di Massimino il glorioso titolo dell' A.C.R. Messina.

Al termine del campionato di Serie B 1962-1963, il Messina è primo in classifica e viene promosso in serie A. Il Messina esordisce in Serie A con una sconfitta, 3-1, contro la Sampdoria, la prima rete in serie A è segnata da Paolo Morelli. L'esordio casalingo avviene il 25 settembre, ed è subito vittorioso, il Messina batte 2-0 il Lanerossi Vicenza con una doppietta di Marcello Pagani. Il Messina a fine andata, reduce da sole due vittorie e undici sconfitte, occupa l'ultimo posto in classifica con soli otto punti.

Nel mercato di gennaio, per far fronte al brutto inizio di campionato, il Messina prende in prestito dal Milan il giovane peruviano Benitez. Il ragazzo si rivela l'arma vincente del Messina facendo deliziare il pubblico del Celeste con le sue giocate. Il Messina chiude la stagione con una salvezza all'ultima giornata grazie al pareggio per 0-0 contro il Modena, che condannò alla serie B i canarini. Il Messina nel girone di ritorno totalizza 7 vittorie (fra cui la più celebre fu al Celeste contro la Juventus, vittoria per uno a zero grazie ad un autogol bianconero), 6 pareggi e soltanto 4 sconfitte.

Il secondo anno, quello del 1964/65, culmina con una retrocessione al penultimo posto. A Mannocci era subentrato Tonino Colomban, ma soprattutto il ritorno a Milano di Benitez, non rimpiazzato dalla dirigenza giallorossa, che in quell'anno aveva creato una squadra con molti giovani ed esordienti, costa la retrocessione. Da allora il Messina ebbe una parabola discendente: dopo soli tre anni la retrocessione in Serie C, il ritorno in Serie B avverrà, nel 1985/86, dopo quasi venti anni di Serie C, con alla presidenza Salvatore Massimino ed in panchina Franco Scoglio.

Massimino diventò presidente dell'A.C.R. Messina nel 1984/85, quando la squadra l'anno prima aveva ottenuto una salvezza in serie C. In panchina sedeva Franco Scoglio e nella squadra c'erano futuri campioni come Schillaci, Caccia, Napoli e Catalano. L'anno comincia male con una sconfitta per 5-0 a Francavilla, ma i giallorossi proseguono il campionato divinamente, stazionando sempre nelle prime posizioni, e perdendo la promozione solo tramite alcuni scontri diretti. L'anno successivo è dominato dal Messina che viene promosso, dopo 18 anni dall'ultima apparizione, in serie B.

Alla vigilia della stagione 1986/87 l'ambiente giallorosso fu scosso in ritiro dalla squalifica, di cinque anni, di uno dei suoi uomini più rappresentativi ed amati: Franco Caccia. Il 1986/87 fu comunque un anno strepitoso per il Messina: la squadra, che per tutto il campionato era stata sempre in zona promozione, conquistò solo due pareggi nelle ultime cinque giornate, arrivando settima a tre punti dalla zona promozione. L'anno dopo il campionato si concluse a metà classifica (12. posto), e a fine anno Scoglio lasciò il Messina, sostituito da Zdenek Zeman.

Zeman portò la squadra all'ottavo posto, mentre l'anno successivo il Messina si classificò al 14esimo posto. Nel 1990/91, il Messina si posiziona al nono posto e nella stagione 1991/92 retrocede a causa di un finale sciagurato (3 pareggi e 4 sconfitte nelle ultime 7 partite). Salvatore Massimino era stato estromesso dalla presidenza dai figli nel 1991. Finisce qui un ciclo che ha visto il Messina ritrovare la Serie B e sfiorare anche la promozione in serie A. L'ultimo anno dell'A.C.R. Messina è nel 1992/93 in serie C1, chiuso al 12esimo posto. L'anno successivo non venne iscritto al campionato dalla famiglia Massimino.

Gli anni successivi alla non iscrizione al campionato di serie C1 vedono tre società contendersi il titolo di prima squadra cittadina.

L'A.C.R. non fallisce, ma si iscrive al campionato Promozione senza poter giocare allo stadio Celeste per la mancata concessione da parte delle istituzioni. Nella stagione 1993/94 gioca lo spareggio-salvezza col Falcone ma viene ripescato in Eccellenza (calcio), dove è ottavo nel 1994/95 e nel 1995/96, decimo nel 1996/97, settimo nel 1997/98; nel 1998/99 chiede la riassegnazione alla Prima Categoria. Dopo poche giornate disputate, la squadra si ritira dal campionato e la società sparisce definitivamente dal panorama calcistico.

Il successore "ufficiale" della vecchia A.C.R. nella stagione 1993/94 è l'A.S. Messina, società fondata nell'estate del 1993, che rileva il titolo sportivo per giocare nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo la non iscrizione alla serie C1 e gioca nello stesso stadio della vecchia squadra. Anche questa nuova squadra non riesce, tuttavia, a munirsi di un assetto societario stabile. Dopo un terzo posto e la disputa dei play-off scudetto nella prima stagione, l'A.S. Messina ottiene altri due terzi posti nel 1994/95 e nel 1995/96. Nel 1996/97 arriva ultima in campionato, retrocede e perde la concessione dello stadio Celeste. Al termine del campionato d'Eccellenza del 1997/98 retrocede nuovamente per poi sparire definitivamente nel 1998/99 con l'ultimo campionato in Promozione.

Nel frattempo una nuova squadra si affaccia nel panorama calcistico messinese. Nell'estate del 1994 il Villafranca Tirrena si fonde con il Tremestieri per dar vita a una nuova compagine: l'Unione Sportiva Peloro. Partendo dal campionato d'Eccellenza con la concessione dello stadio Celeste, la squadra riesce ad conquistare nel 1995/96 la promozione al Campionato Nazionale Dilettanti, ottenendo un incoraggiante sesto posto nel 1996/97. Nel luglio del 1997, la Peloro assume la denominazione di Football Club Messina Peloro e dà vita ad un progetto teso a riportare il calcio cittadino agli antichi fasti. La società diventa il successore "morale" dell'A.S. Messina, e da questo momento per Messina si intenderà il F.C. Messina Peloro.

Nel 1997/98 il Messina ottenne la promozione in Serie C2. L'anno successivo, guidato dall'allenatore Stefano Cuoghi, subentrato a Ruisi a metà campionato, ottenne il 2° posto in C2 e perse la finale dei play-off allo Stadio Via del Mare di Lecce contro il Benevento. Nella stagione 1999/2000 il club fu promosso in serie C1 come primo classificato in C2.

Nel 2000-2001 il Messina iniziò il campionato con in panchina Beruatto, prima che quest'ultimo fosse sostituito da Florimbi, il quale riuscì a condurre la squadra al vertice della classifica. Recuperati gli otto punti di distacco dal Palermo capolista, all'ultima giornata i peloritani, però, persero in trasferta contro l'Avellino nei minuti finali, sbagliando un calcio di rigore con Vittorio Torino. La sconfitta constrinse i messinesi a disputare i play-off. La finale dei play-off mise di fronte Messina e Catania. Il derby di andata, allo Stadio Cibali, terminò 1-1 con gol messinese di Francesco Marra, mentre quello di ritorno si chiuse con il successo dei giallorossi al Celeste per 1-0 con gol su rigore di Salvatore Sullo. Dopo 9 anni il Messina tornò in cadetteria.

Gli anni 2001/02 (nel quale il Messina arriva negli ottavi di Coppa Italia) e 2002/03 non hanno molte soddisfazioni per i tifosi messinesi, con la squadra che conquista la salvezza sempre a fine campionato (12. e 14. posto). Nell'estate del 2002 diventa presidente Pietro Franza che promette ai tifosi giallorossi una promozione in serie A entro tre anni, promessa rispettata in anticipo.

La stagione di Serie B 2003-2004 segna il ritorno nel massimo campionato italiano del Messina a distanza di 39 anni dall'ultima apparizione del club peloritano in Serie A.

Eppure in campionato i giallorossi partono male, racimolando soltanto quattro pareggi nelle prime sette partite. Dopo la sconfitta nel derby contro il Catania, Pietro Franza decide di esonerare l'allenatore Vincenzo Patania, sostituendolo con Bortolo Mutti. Il primo match di Mutti in panchina coincide con la prima vittoria della squadra: 1-0 ad Avellino. Da questo momento per il Messina è un susseguirsi di ottimi risultati (da ricordare, nel girone di andata, il pareggio contro l'Atalanta capolista a Bergamo per 2-2, in vantaggio fino al 94') e il girone di andata finisce con il Messina in piena zona promozione, al 4° posto. Durante il calcio-mercato di gennaio arrivano a Messina l'attaccante Roberto Sosa dall'Ascoli e il centrocampista Domenico Giampà dalla Ternana, elementi che durante il girone di ritorno si riveleranno assai preziosi. Dopo aver conquistato un solo punto nelle prime tre partite di ritorno, il Messina ingrana nuovamente la quinta e riesce ad essere promossa nella massima serie con una giornata d'anticipo. La vittoria decisiva arriva in coincidenza con l'ultima esibizione dei biancoscudati in gare ufficiali al Celeste (che chiuderà la sua ultima annata imbattuto). In quel giorno, il 5 giugno 2004, il Messina batte l'ormai retrocesso Como per 3-0 con una doppietta di Arturo Di Napoli e un gol di Alessandro Parisi. Nell'ultima giornata il Messina suggellò la promozione già ottenuta battendo il Torino per 3-1 in uno Stadio Delle Alpi vuoto.

Il Messina chiuse il campionato al 3° posto, preceduto da Palermo, Cagliari e a pari punti con il Livorno. Di Napoli fu capocannoniere della squadra (19 gol). Alcuni dei risultati più prestigiosi furono le vittorie in casa contro la Fiorentina per 3-0 e contro il Genoa per 4-0.

Dopo aver conquistato la promozione nella massima serie, il Messina si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con una squadra composta da molti degli artefici della promozione, tra cui Parisi, Di Napoli, Storari, Aronica. I nuovi acquisti sono il giapponese Yanagisawa, il brasiliano Rafael, Donati in prestito dal Milan, Zanchi, in prestito dalla Juventus, Nicola Amoruso, il serbo Iliev e il greco Eleftheropoulos. I tifosi sottoscrivono oltre 25.000 abbonamenti e l'entusiasmo contagia anche la provincia, dato che la Serie A torna a Messina dopo 40 anni.

Il Messina comincia il campionato alla grande. Dopo il pareggio in trasferta (0-0) contro il Parma, la squadra di Bortolo Mutti, davanti a 35.000 spettatori, batte per 4-3 la Roma al San Filippo con gol di Alessandro Parisi, Salvatore Sullo, Domenico Giampà e Riccardo Zampagna e poi alla terza giornata il Milan campione d'Italia per 2-1 a San Siro, con gol iniziale di Giuseppe Pancaro per i rossoneri e reti di Domenico Giampà e Riccardo Zampagna per i giallorossi siciliani. Alla fine della 5° giornata il Messina è secondo, due punti dietro alla Juventus capolista. Il turno seguente vede di fronte proprio Juventus e Messina al Delle Alpi e si conclude con la vittoria dei bianconeri per 2-1. A fine del girone di andata il Messina staziona a metà classifica, rendendosi protagonista di altri risultati importanti come la vittoria nel derby contro la Reggina (2-1) che sarà replicata al ritorno al Granillo con reti dei due acquisti di gennaio: Filippo Cristante e Gaetano D'Agostino.

Nel girone di ritorno, il Messina ha un andamento altalenante, positivo in casa e negativo in trasferta. Dopo la memorabile vittoria allo Stadio San Filippo contro l'Inter per 2-1 con gol di Arturo Di Napoli e Rafael, la squadra pensa seriamente alla qualificazione in Coppa UEFA, essendo settima e vicina al Palermo sesto in classifica. Per agganciare il sesto posto servirebbero due vittorie nelle ultime tre partite, ma il Messina perde nelle due trasferte contro Brescia e Atalanta per 2-1 e pareggia contro il Livorno per 1-1 al San Filippo, partita che, in ogni caso, si conclude con una grande festa finale). Giunta settima in classifica, guadagna l'accesso alla Coppa Intertoto, ma il club decide di rinunciarvi. Negli anni successivi il settimo posto in Serie A darà sempre accesso alla Coppa UEFA perché le finaliste di Coppa Italia sono solitamente già qualificate alle Coppe europee. Quell'anno fu finalista la Roma, che aveva concluso un pessimo campionato con soli tre punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Alla fine quello del Messina è un campionato memorabile, in cui la squadra totalizza più punti di compagini blasonate quali Roma, Lazio e Fiorentina, batte Milan, Inter e Roma e pareggia contro la Juventus. In totale sono 48 i punti conquistati.

Dopo aver mancato di poco la qualificazione nelle coppe europee grazie a un'annata molto positiva, il Messina conobbe un periodo di appannamento. La stagione 2005-2006 cominciò con l'iscrizione in extremis alla Serie A, dopo aver rischiato per metà dell'estate il fallimento. Ottenuto il suo posto in massima serie dopo aver vinto i ricorsi in giustizia amministrativa, il Messina perse l'opportunità di giocare la Coppa italia, nella quale sarebbe partita dagli ottavi di finale. Il campionato non iniziò benissimo, ma a gennaio la squadra si trovava comunque in zona salvezza. Il calciomercato non portò i rinforzi che i tifosi attendevano dalla società, così dopo l'illusoria vittoria di Empoli, il Messina iniziò una rapida discesa. Per rilanciarsi, il Messina aveva necessità di battere in casa l'Udinese nello scontro diretto e superarlo in classifica. Arrivò solo un pareggio e per arginare la caduta si cambiò la guida tecnica, chiamando Giampiero Ventura al posto di Bortolo Mutti. Il nuovo tecnico riuscì a collezionare soltanto una vittoria interna contro il già retrocesso Treviso e cinque sconfitte.

In estate, però, il Messina, in seguito agli sviluppi dello scandalo del calcio italiano, ottenne la riammissione in Serie A per la stagione 2006-2007 avanzando al 17° posto in classifica, in virtù della retrocessione della Juventus per illecito. La stagione 2006-2007 partì bene per il Messina. Guidato da Bruno Giordano, il club centrò la qualificazione agli ottavi di Coppa italia battendo in estate la Lazio. In campionato l'inizio fu clamoroso: in 4 partite i giallorossi conquistarono 8 punti e si proiettarono ai vertici della graduatoria. Da questo momento, tuttavia, il Messina non riuscì a ripetersi e cominciò a perdere posizioni. Nonostante le ottime prestazioni di Christian Riganò, la squadra totalizzò una preoccupante serie di sconfitte e una serie di traversie alla guida tecnica, con l'alternarsi di Alberto Cavasin, nuovamente Giordano e infine Bruno Bolchi. Quando mancavano due giornate alla fine del campionato il Messina retrocesse aritmeticamente e, all'ultima giornata, riuscirono nell'"impresa" di chiudere all'ultimo posto in classifica.

Il 2007-2008 si rivela un anno deludente. Dopo due anni pessimi, il pubblico è ovviamente calato. Il team peloritano fa una buona prima parte di torneo arrivando alle soglie della zona play-off, poi gioca un girone di ritorno sotto tono e finisce il torneo a centro classifica. I calciatori vennero pagati solo per la prima metà della stagione. A fine torneo, il presidente Pietro Franza annuncia che l'anno successivo farà una squadra per la promozione.

Ma l'estate del 2008 vede la situazione societaria divenire insostenibile per i debiti accumulati. Dopo aver rese note, attraverso un comunicato stampa, le loro intenzioni di dare il loro addio al calcio, la famiglia Franza, coadiuvata dalle istituzioni messinesi, si mette alla ricerca di nuovi acquirenti per la società in grado di garantirne l'iscrizione al campionato cadetto. Era però una battaglia persa in partenza, nessuno ovviamente si sarebbe accollato una società con 28 milioni di debiti. Il 14 luglio l'esclusione del club dalla serie B diventa ufficiale. L'alternativa era quella di vendere il parco giocatori, ricavandone parecchi milioni, e disputare il campionato con giovani e svincolati. La società, incredibilmente, paventando chissà quali reazioni della piazza, chiede l'iscrizione alla serie D, come se questo fosse un male minore per la città.

La società, per decisione del Consiglio Federale del 31 luglio 2008, è stata esclusa dai campionati professionistici nazionali. Grazie ad una determinazione della FIGC del 2 settembre 2008, la società è stata ammessa alla Serie D. Nei giorni seguenti, la famiglia Franza formalizza un accordo di massima con l'imprenditore messinese Niki Patti, che si impegna a rilevare la gestione tecnico-sportiva della squadra. Niki Patti, affida al suo legale di fiducia Ruggero Arena un mandato a termine che scadrà tra novanta giorni: l'obiettivo è coinvolgere altri imprenditori, disposti a rilevare attraverso la cessione del ramo d'azienda nella prossima estate il FC, depurato dagli attuali debiti, che graveranno invece soltanto sui Franza. Il 27 novembre 2008 il Tribunale di Messina dichiara fallito il FC Messina per gravi anomalie riscontrate dai magistrati nel bilancio del sodalizio di via Acireale.

La ricerca di nuovi campioni attraverso il settore giovanile, è stata poco utilizzata dalla dirigenza peloritana nella sua storia. Tuttavia, nonostante il poco interesse, negli ultimi anni, fra mille difficoltà, sono stati ottenuti risultati di rilievo. Nella stagione 2003/04 la primavera messinese raggiunse i quarti di finale del Torneo di Viareggio (eliminata dal Venezia). Nella stagione 2004/05 raggiunse per la prima volta nella sua storia la qualificazione agli spareggi play-off per la vittoria finale del titolo, giungendo 4° nel girone D, ma fu eliminata agli ottavi di finale dall'Empoli. Nella stagione 2007\08 invece, la Primavera è riuscita ad ottenere un prestigioso 3° posto nel "Torneo Wojtyla".

In 79 stagioni sportive disputate a livello nazionale dalle riforme della Carta di Viareggio del 1926, compresi 4 campionati nel Direttorio Meridionale (C) e 7 campionati di Serie C2. Tra il 1941 e il 1945 non vi fu attività ufficiale a causa della Seconda guerra mondiale.

Sono inseriti nella lista i calciatori non più tesserati con l'F.C Messina.

Sono inseriti nella lista i calciatori tesserati dall'introduzione del girone unico, al Messina manca solo un calciatore proveniente dall'Oceania per completare i cinque continenti. Con 4 calciatori (Herrera, Nanni, Pagani e Sosa) l'Argentina è la nazione che ha fornito più calciatori seguita con 3 dal Brasile (Amauri, Bondi e Rafael) e dalla Costa d'Avorio (Kouadio, Zoro e Bakayoko).

Il Messina, ad oggi, ha ritirato solamente la maglia 41 del capitano Sullo, trasferitosi nel gennaio 2007 ad Avellino. La dirigenza ha ritenuto così di dover onorare la carriera di Sasà Sullo e le sue grandi qualità morali. Sullo è anche cittadino onorario di Messina.

I giocatori che hanno giocato in nazionale italiana quando indossavano la maglia biancoscudata del Messina sono due: Parisi e Coppola con un totale complessivo di tre presenze. Parisi ha giocato un'ora della partita Italia-Finlandia (conclusasi 1-0 con goal di Miccoli) che si giocava al San Filippo di Messina nell'annata 2004/05, partendo da titolare. Coppola ha giocato due partite dell'Italia nel tour della nazionale in America, giocando contro la Serbia-Montenegro (solo metà del secondo tempo) e contro l'Ecuador (quasi tutta la partita).

Tutte le partite scritte con la posizione raggiunta nella Coppa Italia di serie A , C e D del Messina dal 1958 fino ad oggi .

1958-59 Il Messina viene eliminato al terzo turno dal Napoli per 5 a 0 dopo aver vinto il secondo turno per 1 a 0 contro la Reggina 1959-60 Eliminato al secondo turno dal Palermo per 1 a 0 dopo che al primo turno aveva battutto il Catanzaro per 1 a 0 1960-69 Eliminato al terzo turno dalla Fiorentina per 2 a 0 dopo che aveva battuto al secondo e al primo Catania(2-1) e Palermo(2-0) 1961-62 Eliminato al secondo turno dal Catania per 1 a 0 dopo che aveva battuto il Cosenza per 2 a 1 1962-63 Eliminato al secondo turno dal Bari per 2 a 0 dopo che aveva battuto il Napoli per 2 a 1 1963-64 Eliminato al primo turno dal Catanzaro per 3 a 1 1964-65 Eliminato al primo turno dal Napoli , 2 a 1 dopo i tempi supplementari 1965-66 Eliminato al primo turno dal Catanzaro per 2 a 0 1966-67 Eliminato al secondo turno dal Torino per 4 a 0 dopo che aveva battuto la Reggina al primo turno per 1 a 0 dopo i tempi supplementari 1967-68 Eliminato al primo turno dal Potenza per 3 a 2 1968-69 Non partecipa alla coppa italia perché retrocessa in serie C dove non veniva svolta nessuna coppa fino all'anno 1972-1973 1969-70 Non partecipa alla coppa italia perché retrocessa in serie C dove non veniva svolta nessuna coppa fino all'anno 1972-1973 1970-71 Non partecipa alla coppa italia perché retrocessa in serie C dove non veniva svolta nessuna coppa fino all'anno 1972-1973 1971-72 Non partecipa alla coppa italia perché retrocessa in serie C dove non veniva svolta nessuna coppa fino all'anno 1972-1973 1972-73 Nella coppa di serie C viene eliminato al girone qualificatorio , nel quale affronta il Crotone(0-0/0-1) , il Cosenza(3-4/3-1) e il Milazzo (0-2/0-0) 1973-74 Il Messina , appena retrocesso in serie D , non partecipa alla coppa dei dilettanti 1974-75 Eliminato agli ottavi di finale della coppa di serie C battuto dal Catania(1-1/0-3) . Precedentemente aveva affrontato nel girone qualificatorio la Nuova Igea(4-1/2-0) e Reggina(1-2/2-0) , e nei sedicesimi il Crotone(3-2/6-0) 1975-76 Eliminata nel girone qualificatorio della Coppa di serie C . Affronta Nuova Igea(2-1/1-2) e Reggina(2-1/1-0) 1976-77 Il Messina viene eliminato dalla coppa di serie C negli ottavi di finale dal Trapani(3-1/0-3) ,dopo che aveva affrontato nei gironi la Nuova Igea(1-0/1-0) e l'Acireale(2-0/1-1) , mentre nei sedicesimi il Cosenza(0-0/3-0) 1977-78 Eliminato nella Coppa di serie C dalla Reggina(1-0/0-1) nei sedicesimi . Nel girone qualificatorio aveva affrontato Siracusa(2-1/0-0) e il Catania(1-0/0-0) 1978-79 Il Messina , Ammesso alla serie C/2 non partecipa alla Coppa 1979-80 Eliminato dalla Coppa di serie C dal Siracusa(1-1/0-3) nei sedicesimi . Nel girone di qualificazione ha ffrontato il Catania(1-0/0-2) e la Nuova Igea(0-2/4-0) 1980-81 Il Messina non passa il girone eliminatorio della Coppa di serie C . Affronta il Siracusa(0-0/1-3) e la Nuova Igea(0-0/3-1) 1981-82 Il Messina viene eliminato nel girone eliminatorio della Coppa di serie C . Affronta il Modica(4-0/1-1) e il Siracusa(0-0/0-3) 1982-83 Eliminato nei sedicesimi della Coppa di serie C dall'Akragas(1-0(0-3) . Precedentemente aveva affrontato il Cosenza(2-1/1-1) nei trentaduesimi e la Reggina(2-0/2-0) , la Gioiese(1-1/4-0) e il Siracusa(1-0/0-0) nel girone eliminatorio 1983-84 Il Messina non passa il girone eliminatorio della Coppa di serie C . Affronta l'Alcamo(4-0/1-1) , la Reggina(1-1/0-1) e il Marsala(1-1/2-0) 1984-85 Eliminato al secondo turno della Coppa di serie C dalla Cavese ai calci di rigore(0-3/4-1,5-6d.c.r.) . Nel girone eliminatorio affronta il Siracusa(2-1/0-0) , la Reggina(0-0/1-0) e il Nissa(2-1/0-0) 1985-86 Eliminato nel secondo turno dal Torino(0-2/0-2) . Nel girone eliminatorio aveva affrontato la Roma(1-0) , il Campobasso(1-1) , il Bari(1-0) , l'Ascoli(1-1) e il Catanzaro(0-0) 1986-87 Eliminato nel girone eliminatorio . Ha affrontato il Brescia(0-1) , il Virescit(0-2) , il Palermo(1-0) , l'Atalanta(3-3) e il Genoa(2-1) 1987-88 Eliminato nel girone eliminatorio . Venivano dati tre punti a vittoria in tempo regolamentare e due se si finiva ai calci di rigore . Il Messina affronta il Cesena(0-1) , il Verona(0-2) , la Spal(3-1) , il Campobasso(1-0) e il Bologna(4-2d.c.r.) 1988-89 Eliminato al girone eliminatorio . Affronta il Milan(1-1) , la Lazio(3-4) , il Campobasso(3-1) , il Licata(2-3) e il Pescara(3-4) 1989-90 Eliminato al terzo turno che era un girone a tre squadre composto , oltre il Messina , dall'Atalanta(0-0) e dal Milan(0-6) . Precedentemente aveva affrontato il Torino(2-1) nel primo turno e il Cesena(4-1) nel secondo turno 1990-91 Eliminato al secondo turno dal Bari(0-0/0-0,3-5d.c.r.) . Nel primo turno aveva giocato contro l'Ancona(2-2/1-1) 1991-92 Eliminato al primo turno dal Palermo(1-0/0-3) 1992-93 Eliminato al primo turno dal Cesena per 2 a 0 a tavolino , cosi il Messina partecipa alla coppa di serie C dove viene eliminato ai sedicesimi dal Catania(1-3/1-2) 1993-94 Eliminato al terzo turno della coppa nazionale dilettanti . Affronta nei vari turni a girone il Castrovillari(1-0) , la Rosarnese(3-0) , l'Igea Virtus(2-0) , il Milazzo(0-0) , il Ragusa(1-19 e il Martinafranca(1-1) 1994-95 Eliminato agli ottavi della coppa nazionale dilettanti contro la Gioiese(0-2a tavolino/0-0). Nei precedenti turni aveva affrontato il Milazzo(3-1) , l'Igea Virtus(3-1) , il Gravina(5-0/2-1) e il Marsala(1-0/0-0) 1995-96 Eliminato dopo il primo turno della coppa nazionale dilettanti , Affrontando nel girone l'Igea Virtus(4-4) e il Milazzo(0-2) 1996-97 Eliminato al primo turno della Coppa nazionale dilettanti , ha affrontato nel girone l'Igea Virtus(0-3 a tavolino) e il Milazzo(1-2) 1997-98 Eliminato al primo turno della coppa nazionale dilettanti , ha affrontato nel girone il Locri(1-1) e il Milazzo(0-2) 1998-99 Eliminato alle semifinali della coppa di serie C dal Gualdo(1-0/0-2) . Precedentemente aveva affrontato il Catania(0-0/0-0,5-3d.c.r.) nei quarti , Cavese (3-3/0-0) negli ottavi , Foggia(3-1/4-0)nei sedicesimi e Acireale(1-1) , Crotone(1-1) , Catanzaro(4-0) e Castrovillari(3-0) nel girone eliminatorio 1999-00 Eliminato al primo turno della coppa di seri C . Ha affrontato Acireale(1-1) , Catanzaro(0-0) , Crotone(1-1) e Castrovillari(1-1) 2000-01 Eliminato al primo turno della coppa di serie C . Ha affrontato Gela(0-1) , Palermo(3-0) , Acireale(1-1) e Igea Virtus(2-1) 2001-02 Eliminato agli ottavi dal Parma(0-2/2-1) . Precedentemente aveva affrontato il Lecce(2-1/3-1)nei sedicesimi e il Pescara(3-0) , il Crotone(1-0) e il Vicenza(0-0) nel girone di qualificazione 2002-03 Eliminato nel girone di qualificazione , ha affrontato il Palermo(1-1) , la Reggina(0-0) e il Taranto(0-1 giocata però con la squadra primavera) 2003-04 Eliminato al girone qualificatorio . Affronta solo il Pescara(2-0) le altre partite non vengono giocate per lo sciopero di quasi tutte le società all'allargamento della serie B 2004-05 Eliminato nei sedicesimi dal Siena(0-1/1-1) . Precedentemente aveva affrontato nel girone eliminatorio il Bari(2-1) , l'Acireale(4-0) e il Crotone(1-0) 2005-06 Non disputa la coppa a seguito dei problemi finanziari 2006-07 Viene eliminato negli ottavi dall'Inter(0-1/0-4) . Nelle partite precedenti aveva giocato contro la Lazio(4-3d.t.s.)nel terzo turno , contro il Piacenza(2-0) nel secondo turno e contro la Sansovino(1-0)nel primo turno 2007-08 Eliminato al primo turno ai calci di rigore contro il Vicenza, Dopo che i primi 90 minuti e i supplementari erano finiti con il risultato di parità(2-2).

Il Messina in serie A non ha mai giocato con squadre della Basilicata, Umbria, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Molise e Valle D'Aosta.

Christian Riganò nel Campionato 2006/2007 con 19 reti.

Rahman Rezaei 36 presenze nel Campionato 2004/2005.

L' F.C. Messina vanta un grosso bacino di utenza. Il primo tifo organizzato nasce nel 1973 con la fondazione dei Fedelissimi. Gli altri gruppi ultras di Messina sono Gioventù Giallorossa 1980, NOCS 1983, Uragano Cep, Ultras 90, Lions 1997.

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Provincia di Messina

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La Provincia Regionale di Messina (Pruvincia di Missina in lingua siciliana) è una provincia della Sicilia di oltre 650 mila abitanti.

Situata all'estremità nordorientale dell'isola e affacciata a nord sul Mar Tirreno, ad est sullo Stretto di Messina, che la separa dal continente e sul Mar Ionio, confina ad ovest con la Provincia di Palermo, a sud con la Provincia di Enna e la Provincia di Catania.

Il territorio provinciale messinese è tra i più ricchi dell'isola, e ne fanno parte anche le Isole Eolie (Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano), tutte situate nel comune di Lipari tranne Salina.

Il territorio è attraversato da est a ovest, a partire dal capoluogo, dalle catene dei Monti Peloritani e dei Nebrodi. La divisione delle due catene, sulla linea Tirreno - Jonio, si trova all'altezza dei Comuni di Furnari, Mazzarrà Sant'Andrea, Novara di Sicilia e Francavilla di Sicilia.

La costa tirrenica è lunga 150 km: 24 all'interno del Comune di Messina e 126 da Villafranca Tirrena a Tusa, rispettivamente primo e ultimo Comune del Tirreno messinese.

La costa jonica è lunga 68 km: 34 all'interno del Comune di Messina e altrettanti da Scaletta Zanclea a Giardini Naxos, rispettivamente primo e ultimo Comune dello Jonio messinese.

Nella provincia di Messina si trovano le due linee ferroviarie più trafficate della regione: la Palermo-Messina e la Messina-Catania.

La linea verso Palermo viene inaugurata nel 1895 ma è ancora oggi a binario unico nella sua parte centrale, quindi con velocità di tracciato piuttosto bassa per buona parte del percorso. I tratti a doppio binario sono quelli che attraversano la città di Messina dalla stazione centrale a Rometta (15 km dove si raggiungono anche i 150 km/h) e il tratto che va da Pace del Mela a Patti (39 km dove si raggiungono velocità massime tra i 160 e i 180 km/h). Il doppio binario tra Rometta e Pace del Mela (9 km), fondamentale per collegare tutti i comuni da Patti a Messina, dovrebbe essere attivo nel 2009 con la nuova stazione di Torregrotta. Per il tratto Patti - Castelbuono (100 km), esiste solo uno studio di fattibilità e servirebbero 4 miliardi di euro. Il 15 settembre 2008 sono iniziati i lavori del primo lotto di raddoppio nel tratto tra Castelbuono e Termini Imerese (fine lavori prevista a dicembre 2011) a completamento del restante tratto fino a Palermo (40 km), già a doppio binario.

La linea fino a Catania venne inaugurata nel 1867; è a doppio binario solo nel tratto (in corso di adeguamento a metropolitana di superficie) tra le stazioni di Messina centrale e Messina Giampilieri (16 km con velocità massima 150 km/h). Il resto della parte jonica messinese della ferrovia, fino alla Stazione di Taormina-Giardini (35 km), è a binario unico. Ridiventa a doppio binario solo nel tratto, della provincia di Catania, da Fiumefreddo di Sicilia a Stazione di Catania Ognina (40 km).

Il nuovo tracciato ferroviario, tra Giampilieri e Fiumefreddo, si sviluppa sempre a monte del tracciato attuale, prevalentemente in galleria, in un ambito collinare tagliato da vallate che scendono verso il mare e vengono intercettate dalla nuova linea nei brevi tratti allo scoperto. Sono previste due nuove stazioni (Fiumefreddo e Sant'Alessio Siculo - Santa Teresa di Riva) e quattro nuove fermate (Alcantara, Taormina, Nizza di Sicilia - Alì Terme e Itala - Scaletta Zanclea), oltre ad un riassetto della stazione di Letojanni. L'intervento di raddoppio potrà essere realizzato in due fasi funzionali: Fiumefreddo - Letojanni e Taormina - Giampilieri. Le difficoltà maggiori si riscontrano nel tratto Santa Teresa di Riva - Alì Terme. In particolar modo, hanno sollevato problemi i comuni di Santa Teresa, Sant'Alessio Siculo e Nizza di Sicilia. Nella seduta del 27 maggio 2005 il CIPE ha approvato il progetto preliminare. Il costo dell’opera è di 1.970 milioni di euro totalmente finanziato da contratto di programma di RFI. A fine 2007 è stato presentato il progetto esecutivo ma la Regione tarda ancora nel convocare la conferenza dei servizi e così Rfi ha posticipato il finanziamento al 2011.

È in costruzione la metropolitana cittadina che in 16 km collegherà 11 stazioni: Giampilieri - San Paolo - Ponte Schiavo - Ponte Santo Stefano - Galati - Mili Marina - Tremestieri - Contesse - Fiumara Gazzi - Santa Cecilia - Centrale.

Il territorio provinciale è attraversato da due Autostrade.

Le due autostrade sono collegate dalla tangenziale di Messina con svincoli, da nord a sud, a Orto Liuzzo Villafranca, Annunziata*, Giostra*, Boccetta, Camaro Centro, Gazzi, San Filippo e Tremestieri.

Il territorio è prevalentemente montuoso, ad eccezione delle piane alluvionali alle foci dei corsi d'acqua. La pianura più estesa - la Piana di Milazzo - è nel territorio fra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, i due centri più popolosi della provincia (dopo il Capoluogo). La conurbazione del centro urbano del capoluogo, dei due centri suddetti e dei comuni dell'hinterland ionico e tirrenico forma un'area metropolitana che sfiora i 500.000 abitanti ed è una delle maggiori del Sud.

Le catene montuose dei Monti Peloritani (fino a 1300mt) e dei Monti Nebrodi o Caronie (fino a 1900mt), con l'omonimo Parco Regionale Naturale, rappresentano la continuazione naturale dell'Appennino continentale in territorio siciliano, e ricadono in parte nella macro-area della Sicilia centrale.

La popolazione, nel corso degli anni, si è concentrata prevalentemente sulla costa, abbandonando in buona parte i centri collinari e causando una grande espansione delle borgate marittime degli stessi, via via riconosciute come comuni autonomi dalla fine del secolo XIX in poi.

I principali corsi d'acqua sono il Fiume Alcantara (che segna il confine con la provincia di Catania) ed altri corsi d'acqua a regime torrentizio tra cui il fiume Timeto che attraversa i comuni di San Piero Patti, Librizzi e Patti. Il Fiume Pollina, ad ovest, è il limite di confine con la provincia di Palermo.

La provincia potrebbe perdere 10 comuni che hanno chiesto il passaggio alla provincia di Enna. Si tratta di sette comuni appartenenti al distretto di Cefalù (0921): Santo Stefano di Camastra, Tusa, Castel di Lucio, Pettineo, Motta d'Affermo, Mistretta, Reitano; uno appartenente al distretto di Enna (0935): Capizzi; e due appartenenti al distretto di Bronte (095): San Teodoro e Cesarò. I 10 comuni hanno una superficie di 572 km quadrati e contano circa 26mila abitanti.

Il clima della provincia di Messina è il più mite in assoluto della Sicilia ed anche il più piovoso. D'estate si sale raramente al di sopra dei 35 °C e d'inverno raramente al di sotto dei 10 °C. Nelle città costiere, in particolare in quelle vicine allo Stretto, la temperatura è mite di giorno ma la più elevata in Italia di notte. Questo comporta una temperatura accettabile d'inverno ma afosa d'estate. L'inverno è freddo nei paesi montani soprattutto nella zona interna nebroidea. In particolare, in provincia, si trova il Comune più alto della Sicilia, Floresta, a 1275 metri sul livello del mare.

È la provincia dell'isola con la più elevata vocazione turistica. Notissime località turistiche sono Taormina e le Isole Eolie che, assieme a Messina e a tutti gli altri centri della Provincia, la rendono, con circa 5 milioni di presenze turistiche annue, la prima in Sicilia e tra le primissime nel meridione d'Italia. In particolare, il porto di Messina accoglie oltre 300.000 croceristi l'anno. Degni di nota sono: le Gole dell'Alcantara sull'omonimo fiume al confine con la provincia di Catania, situate nel comune di Motta Camastra in località Fondaco Motta, tutelate da un Parco Fluviale; gli splendidi scenari naturalistici dei monti Peloritani e del Parco dei Nebrodi, ricchi di boschi; l'intero tracciato costiero, rinomato per la balneazione (Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Capo d'Orlando, Gioiosa Marea, Giardini Naxos); le aree archeologiche di Tindari (con il celebre teatro greco)e di Alesa Arconidea; la produzione ceramica di Santo Stefano di Camastra e Patti; i piccoli e medi centri storici (su tutti San Piero Patti, Montalbano Elicona, San Marco d'Alunzio e Novara di Sicilia); la ricca offerta museale; le grandi manifestazioni estive (Il festival di Taormina Arte, e le altre rassegne ospitate a Tindari, Villa Piccolo di Capo d'Orlando e Castroreale).

Qui di seguito sono indicati i parchi e le riserve marine, ricadenti nella provincia di Messina.

Nel 2006 è nato il comitato promotore per la costituzione del Parco dei Peloritani che ha avuto il via libera dalla Regione. I Comuni devono trovare l'accordo con la Regione per organizzare la riqualificazione dell'area ambientale, naturalista, sociale e umana. Il territorio si estende per 65 km da Capo Peloro ai Nebrodi e all'Alcantara, fino a Giardini Naxos.

Tra le province siciliane quella di Messina non vanta, a ragione della montuosità, grandi distretti agrumicoli come Catania, né viticoli come Trapani, o serricoli come Ragusa. Nelle valli che si addentrano tra le catene che affiancano il litorale si possono reperire, peraltro, tutte le colture tipiche dell'Isola, tanto arboricole quanto orticole. La Provincia vanta, peraltro, una serie di paesaggi agrari tra i più suggestivi della Sicilia, quali il mosaico dei vivai di Mazzarrà Sant'Andrea, gli agrumi di Barcellona Pozzo di Gotto, le aree pascolative dei Nebrodi, i noccioleti dei rilievi che si dirigono all'Etna, i piccoli vigneti piantati su candido suolo di pomice delle Lipari..

Zona Industriale Regionale (ZIR), nella zona Sud della città, con attività come molitura del grano, produzione di caffè, birra e generi alimentari, prefabbricati, mobili, ecc.

Polo per lo sviluppo artigianale di Larderìa, sempre nella zona meridionale della città. Vi trovano sede numerose attività artigianali di medie dimensioni, dalle produzioni di alta qualità (mobili, materiale prefabbricato e per l'edilizia...).

Un capitolo a parte è invece il settore della cantieristica navale, vivo e presente nella zona falcata del porto cittadino (storica sede della Rodriquez, dove fu costruito il primo aliscafo al mondo e di altri grandi cantieri).

In provincia, la sede più importante è la Raffineria Mediterranea di Milazzo. Cantieri navali anche a Giammoro, frazione di Pace del Mela. Qui trovano spazio anche le acciaierie. Un'importante centrale elettrica si trova a San Filippo del Mela, mentre altre aree industriali a Villafranca Tirrena, Torregrotta e Barcellona Pozzo di Gotto.

Il settore commerciale è vivo nella periferia sud di Messina con innumerevoli negozi nel tratto di strada statale 114 compreso tra Contesse e Tremestieri, zone entrambe facilmente raggiungibili dagli svincoli della tangenziale. Il Centro Commerciale Tremestieri (con 60 negozi, Euronics, Ipersi, Uci Cinemas di 11 sale, Spizzico-Autogrill), poi il centro Elva Expert, il Conbipel-Unieuro, il La Via Lattea con la galleria Contesse (25 negozi), il fast-food Mc Donald's.

In provincia, il settore è sviluppato nei centri di Barcellona Pozzo di Gotto, Taormina, Sant'Agata di Militello, Torregrotta e a Milazzo al Carrefour (32 negozi) e all'Ipercoop (21 negozi).

Di prossima apertura un nuovo centro commerciale a Patti (32 negozi).

A Messina stanno per sorgere altri 2 megacentri: un Auchan tra Zafferia e Tremestieri esteso su quasi 90.000 m² (una struttura centrale di 8.113 m², una seconda di 2.925, 8 medie strutture, 72 negozi di vicinato, ristorazione, parcheggi per 20.000 m² e verde per altri 7.000) e il "centro Maxim" a Maregrosso (12.600 m² commerciali, 9.500 direzionali, 11.000 di parcheggi).

Entro il 2010 a Messina aprirà poi il centro commerciale Ipercoop.

L'Università degli studi di Messina, fondata nel 1548 da S. Ignazio di Loyola come "primum ac prototypum collegium Societatis Jesu", ovvero primo Collegio al mondo della Società di Gesù, conta oggi oltre 40 mila iscritti.

L'attuale rettore è il prof. Francesco Tomasello. Tra i docenti più illustri della sua storia troviamo Giovanni Pascoli, Vittorio Emanuele Orlando, e tanti altri nomi di spicco della cultura nazionale e internazionale.

In Provincia ha sede a Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo,Patti e Taormina.

Nel capoluogo le sale cinematografiche sono 25.

In Provincia si trovano a Barcellona Pozzo di Gotto, Villafranca Tirrena, Milazzo, Patti - Gliaca di Piraino, Brolo, Capo d'Orlando e S.Agata sul lato tirrenico.

Ad Alì Terme, Letojanni, Taormina e Giardini Naxos dal lato jonico.

In provincia si parla il dialetto messinese, variante diversa da tutto il resto della Sicilia .

In alcuni centri permane l'uso degli idiomi gallo-italici: Acquedolci, Fondachelli-Fantina, Novara di Sicilia, San Fratello e San Piero Patti.

I comuni dell'area sud - ovest della provincia sono influenzati dalla parlata ennese.

Gli estremi della provincia ovest sono influenzati dalla cadenza palermitana, mentre quelli della provincia sud dalla cadenza catanese. In entrambi i casi, però, la parlata rimane messinese ed anzi va ad influenzare anche i comuni della parte nord della provincia di Catania (Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e Randazzo).

Il quotidiano più letto in provincia è la Gazzetta del Sud. A scrivere un'edizione sulla provincia di Messina sono anche il Giornale di Sicilia e La Sicilia. Messina è sede anche di un settimanale che ha diffusione regionale: Centonove, dal numero dei Comuni (108) della provincia, compreso il capoluogo più (1) il settimanale (= 109).

In Provincia di Messina esistono due emittenti televisive principali: Onda TV di Sant'Agata di Militello che è l'emittente con il maggior bacino d'utenza (il segnale copre tutta la fascia tirrenica da Palermo a Messina e quella Jonica fino a lambire Catania) e Tirreno SAT di Milazzo che possiede redazioni e studi anche a Sant'Agata Militello, Lipari e Catania.

Per quanto riguarda Messina, la tv più grande e longeva della città (è nata nel 1976) è Rtp Radio Televisione Peloritana che copre il segnale in città e in parte della provincia (fino a Gioiosa Marea sulla costa tirrenica, fino a Taormina su quella jonica). Altre Tv messinesi più piccole, che coprono solo il territorio della provincia limitrofo alla città di Messina sono TCF Telecineforum e Tremedia (ex Vip Tv). Altre emittenti locali della operanti nel territorio della provincia sono: Telemistretta di Mistretta, Antenna del Mediterraneo di Capo d'Orlando, Tele90 di Alì Terme e Teleisole di Lipari.

Nel passato sono esistite altre emittenti televisive che hanno fatto la storia della tv locale della provincia, tra esse ricordiamo Rete 6 di Patti, TeleNebrodi di San Piero Patti, Rete55 di Capo d'Orlando, Telenews di Barcellona P.G., Teletime di Messina.

Le radio in città e provincia sono numerosissime. Su tutte Radio Antenna dello Stretto e Radio Zenith in città; In provincia Radio Amore (Radio Lattemiele, Tam Tam Network) e Radio Tindari a Patti, RCL Radio Castell'Umberto, Radio Milazzo International, Radio Stereo S.Agata e Radio Splash.

Il Messina Calcio è stata la squadra di calcio più rappresentativa della provincia. Ha partecipato 5 volte ai campionati di massima divisione nazionale. Nel 2004 è stata promossa in serie A dopo 40 anni, ma dopo tre anni, è retrocessa nella serie cadetta. Il primo anno in massima serie ha richiamato molti appassionati da tutta la provincia e la squadra ne ha risentito di ciò, riuscendo a piazzarsi al settimo posto in classifica. Dopo tre anni consecutivi di A, la squadra ha disputato il campionato di serie B, classificandosi al 13esimo posto senza il supporto di molti tifosi che criticavano le scelte della società. Nell'estate del 2008, la famiglia Franza, proprietaria della società, ha iscritto la squadra nel campionato interregionale di serie D. In provincia l'Igea Virtus di Barcellona Pozzo di Gotto milita nel campionato di Lega Pro, l'ex serie C2. In Eccellenza militano il Camaro, il Villafranca, il Due Torri Piraino, l'Orlandina e il Milazzo.

Nella pallacanestro l'Orlandina Basket "Pierrel Capo d'Orlando" militava in serie A1 fino alla stagione 2007/08 dove è riuscita ad ottenere un ottimo piazzamento nei primi posti, ma a causa di alcuni problemi, è stata ingiustamente esclusa dalla Lega Basket assieme al Napoli. Il Patti milita in B1, mentre il Messina e Barcellona in C1. Tra le squadre minori della provincia, si trova la S.S. Peppino Cocuzza di San Filippo del Mela, dove la tradizione cestistica è molto antica.

Nella pallavolo il Brolo milita in B1, Messina in B2.

Nella pallamano l'Esperia Capo d'Orlando milita in A2.

Nella pallanuoto la Pol. Messina milita in A2.

Nel tennistavolo maschile, Messina è in serie A.

Nel calcio femminile l'Orlandia 97 di Capo d'Orlando milita in A2. Il Torregrotta militava in serie B fino alla stagione 2005/06 ma a causa di problemi sorti con l'ente Comune per la gestione dell'impianto sportivo la squadra non è stata più iscritta al campionato.

Nella pallacanestro femminile, la Rescifina Messina milita in serie B.

Nella pallavolo femminile, l'It Com Messina milita in B1.

Nella pallamano femminile, la Messana è nella massima serie.

Nella pallanuoto femminile, la Fontalba Messina in A1.

Nell'automobilismo la manifestazione attualmente più importante è l'autoslalom Torregrotta - Roccavaldina inserito nel Campionato Italiano Autoslalom.

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Stretto di Messina

Fig. 2: Batimetria dell’area idrologica dello Stretto di Messina

Lo Stretto di Messina (localmente detto u Strittu - lo Stretto) chiamato nell'antichità Stretto di Scilla e Cariddi, Stretto di Scilla e Fretum Siculum, in epoca tardo-medievale e moderna Faro di Messina, è un braccio di mare che collega il Mar Ionio con il Mar Tirreno e che, separando (sia pur marginalmente) le due città di Messina e Reggio Calabria con le rispettive aree urbane, separa la Sicilia dalla Calabria, dunque dall'Italia peninsulare e dal continente.

Nel tratto più stretto (a nord) è largo circa 3,2 km, ed è compreso tra le coordinate 38°00' - 38°20' Nord e 15°30' - 15°40' Est.

Lo Stretto di Messina, per gli aspetti morfologici, può essere rappresentato come un imbuto con la parte meno ampia verso nord, in corrispondenza della congiungente ideale Capo Peloro (Sicilia) - Torre Cavallo (Calabria); verso sud, invece, questo imbuto si apre gradualmente fino al traverso di Capo dell'Armi (Calabria). Il limite settentrionale è nettamente identificabile, mentre quello meridionale può avere un significato geografico (ad esempio la carta nautica n° 138 dell’Istituto Idrografico della Marina (I.I.M.) si ferma poco prima di Punta Pellaro in Calabria), o idrologico; quest’ultimo può essere considerato la linea ideale che congiunge Capo Taormina (Sicilia) con Capo d'Armi (Calabria). Come area idrologica, anche il confine settentrionale è ben più ampio di quello geografico e comprende l'area del Mar Tirreno compresa tra Capo Milazzo, l'arco delle Isole Eolie e le coste del Golfo di Gioia in Calabria (Figura 2).

Per quanto si riferisce al profilo sottomarino dello Stretto, esso può essere paragonato ad un monte, il cui culmine è la "sella" (lungo la congiungente Ganzirri-Punta Pezzo), i cui opposti versanti hanno pendenze decisamente differenti. Nel Mar Tirreno, infatti, il fondo marino degrada lentamente fino a raggiungere i 1.000 m nell’area di Milazzo e, per trovare la batimetrica dei 2.000 m, si deve oltrepassare l’Isola di Stromboli. Nella parte meridionale (Mare Ionio), invece, il pendio è molto ripido ed a pochi chilometri dalla "sella" è possibile registrare la profondità di 500 m tra le città di Messina e Reggio Calabria, oltrepassare ampiamente i 1.200 m poco più a Sud (Punta Pellaro), per raggiungere i 2.000 m al centro della congiungente ideale Capo Taormina - Capo d'Armi.

La minore ampiezza (3.150 metri nel punto più stretto) si riscontra lungo la congiungente Ganzirri-Punta Pezzo cui corrisponde a livello del fondo una "sella" sottomarina ove si riscontrano le minori profondità (80-120 m). In questo tratto i fondali marini (Fig. 4) presentano un solco mediano irregolare, con profondità massima di 115 m, che divide una zona occidentale (in prossimità di Ganzirri) caratterizzata da profonde incisioni, da quella orientale di Punta Pezzo, più profonda e pianeggiante (Fig. 18). Caratteristica del settore settentrionale dello Stretto è l'ampia Valle di Scilla, con una parte più profonda e ripida (circa 200 m). La valle comincia poi ad appiattirsi e ad essere meno acclive verso il Mar Tirreno dove prende il nome di Bacino di Palmi. Le pareti laterali della valle, profonde e scoscese, si elevano bruscamente conferendo alla sezione trasversale una forma ad "U". Un'ampia ed irregolare depressione, meno incisa (Valle di Messina), avente anch’essa sezione ad "U", si riscontra nella parte meridionale. A profondità superiori ai 500 m, la Valle di Messina si stringe divenendo più profonda e dando origine ad un ripido canyon sottomarino (Canyon di Messina) che si protende fino alla piana batiale dello Ionio.

Finalmente, a distanza di quasi un secolo dalle osservazioni di Ribaud, il particolare regime delle correnti dello Stretto fu studiato per la prima volta con grande dettaglio scientifico mediante la raccolta sistematica di dati mirati ad una conoscenza completa dei fenomeni, durante le campagne di studio della Nave Marsigli della Marina Militare, svolte durante gli anni 1922 e 1923 sotto la direzione del Prof. Vercelli (Fisico, Direttore dell’Istituto Geofisico di Trieste); furono indagate anche le caratteristiche fisico-chimiche di quelle acque grazie alle analisi condotte da Picotti (Chimico dello stesso Istituto). Dall’insieme dei risultati raccolti vennero costruite le "Tavole di Marea" dello Stretto, tuttora edite dall’Istituto Idrografico della Marina (I.I.M. Pubbl. n° 3133), dalla cui lettura è possibile conoscere le previsioni della corrente (velocità e direzione) in due punti (Punta Pezzo in Calabria e Ganzirri in Sicilia); è inoltre possibile calcolare, grazie a formule molto semplici, le previsioni di corrente in altri 9 punti. . Nel corso degli anni sono state effettuate periodiche verifiche di tali misure, con strumenti sempre più sofisticati, che hanno di fatto confermato l’ottimo lavoro svolto nel 1922-1923. Anche le ulteriori elaborazioni di Defant (1940) hanno contribuito all’aumento delle nostre conoscenze ed alla migliore comprensione dei fenomeni dinamici dello Stretto di Messina. Nel 1980, al fine di valutare la possibilità di uno sfruttamento delle correnti dello Stretto per la produzione di energia, è stata condotta dall’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste una campagna di misure su lungo periodo per conto dell’ENEL, con il posizionamento in 9 punti dello Stretto, nell’area di minore ampiezza compresa tra le congiungenti Ganzirri-Punta Pezzo e Capo Peloro-Scilla, di una serie di catene correntometriche con 3 moderni correntometri ciascuna, per un totale di 27 strumenti di misura operativi in situ per un periodo di 4-6 mesi. .

Lo Stretto di Messina è il punto di separazione tra due bacini (Ionio e Tirreno) contigui ma distinti fisiograficamente, aventi acque con caratteristiche fisico-chimiche ed oscillatorie diverse. Per tale ragione, correnti stazionarie e di marea, anche in funzione della particolare geomorfologia dell’intera area, determinano l’insorgenza di peculiari fenomeni idrodinamici. Per rappresentare in modo molto semplice quanto avviene nello Stretto si pensi che quando il Mar Tirreno presenta bassa marea al confine settentrionale del canale, il contiguo Mar Ionio si trova in fase di alta marea ed il contrario avviene al successivo cambio di marea. Il dislivello che si viene a creare (fino a 27 cm) determina che periodicamente le acque dell’uno e dell’altro bacino si riversino in quello contiguo. Più in particolare, in fase di "corrente scendente" (Nord-Sud) le acque tirreniche più leggere (a minore densità) scorrono sulle ioniche più pesanti (a maggiore densità) fino a che l’intera parte centrale dello Stretto è riempita da queste acque fluenti verso Sud. All’opposto, con il predominio della "corrente montante" (Sud-Nord), acque ioniche più pesanti interesseranno il centro del bacino affondando sulle acque tirreniche più leggere che, in precedenza, occupavano lo stretto per versarsi quindi nel Tirreno una volta oltrepassata la sella Ganzirri – Punta Pezzo dove si riscontra la minore profondità (80-120 m) e la minore ampiezza (3.150 m) dello stretto di Messina.

La "pendenza" che si viene così a creare fra le contigue superfici marine è in media di 1,7 cm per chilometro di distanza, con un massimo in corrispondenza della linea ideale di congiunzione fra Ganzirri in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria (Figure 4 e 5). L’incontro delle due masse d’acqua (ionica e tirrenica) determina l’insorgenza di una serie di fenomeni che sono ascrivibili all’instabilità dinamica che si viene a creare e che si disperde nelle ben note spettacolari manifestazioni di turbolenza; questi "disturbi" della corrente possono presentarsi con sviluppo in senso orizzontale (nel caso dei tagli e delle scale di mare) oppure verticale (nel caso di garofali, bastardi e macchie d’olio). Queste ultime portano in superficie, tra le reti di pesca e anche a riva creature inaspettate, tipiche delle zone più profonde, dette specie batipelagica, come l'ascia d'argento, pesce che si raccoglie molto spesso di notte.

Per il primo gruppo (Figure 6A e 6B) si tratta di fenomeni che producono vere e proprie onde (simili a quelle presenti negli estuari al cambio di marea) che si sviluppano quando, nel caso della montante, le acque più pesanti del Mar Ionio si precipitano contro le più leggere acque tirreniche in fase di recessione o quando, nel caso della scendente, le acque tirreniche scivolano rapidamente su quelle ioniche più pesanti, già presenti nello Stretto. Queste onde di discontinuità si svilupperanno in determinati punti (Ganzirri, Torre Faro e Punta Pezzo) estendendosi nella parte centrale, a volte ampliandosi ed intensificandosi per l’azione dei forti venti che spingono un tipo d’acqua su un altro. Per quanto concerne i fenomeni a sviluppo verticale si tratta di veri e propri gorghi formati dall'incontro di correnti opposte e favoriti dall'irregolarità del fondo. I principali gorghi comunque si formano in punti specifici. Con corrente montante si tratta dei mitologici Scilla e Cariddi: il primo si forma sulla costa calabra, e l'altro a sud di Capo Peloro (Figure 7Ae 7B). Un grosso garofalo formato invece dalla corrente scendente si forma periodicamente davanti Punta S. Raineri, all’imboccatura del porto di Messina.

Le correnti stazionarie a livello della sella sottomarina fluiscono verso sud dalla superficie a 30 m ed in senso inverso da questa profondità fino al fondo, con velocità che possono raggiungere, in particolari situazioni meteo-marine, anche i 50 cm/sec. La co-oscillazione delle masse d’acqua dello stretto con le maree dei mari adiacenti origina le correnti di marea che, con fase pressoché opposta e con uguale ampiezza, si sommano a quelle stazionarie prima descritte. Le velocità relative raggiungono, lungo la sezione corrispondente alla sella Ganzirri-Punta Pezzo, valori massimi di oltre 200 cm/s sia nel flusso verso nord (corrente montante), sia in quello verso sud (corrente scendente), interessando all’incirca con la stessa intensità la massa d’acqua nella sua interezza. Secondo le ultime pubblicazioni di Mosetti (1988 e 1995), la velocità di spostamento delle acque, in particolari momenti e grazie alla coincidenza di numerose componenti, può arrivare fino ad un massimo di 20 km/h (cfr. Tabella 1).

Tali notevoli velocità e gli enormi volumi d’acqua in gioco (oltre 750.000 m3 al secondo per una corrente di 200 cm/s secondo Tomasino, 1995), se rapportati ai mezzi di navigazione dei tempi omerici, indicano chiaramente perché lo Stretto venisse considerato abitato da mostri in grado di ingoiare le imbarcazioni o farle naufragare nel volgere di poco tempo.

La consistente energia delle correnti dello Stretto di Messina e l’enorme volume di acqua in transito, non potevano non destare interesse ai fini della produzione di energia elettrica pulita ed a basso costo. Così a partire dal 1980 vennero compiute misure in loco ed elaborati studi di fattibilità da parte di strutture dell’ENEL o ad esso collegate. Tale programma venne però abbandonato dopo una valutazione del rapporto costi/benefici per la posa in opera e per la gestione di turbine ubicate sul fondo dello Stretto.

A partire dalla metà degli anni 80, la Ponte di Archimede S.p.A. inizia ad interessarsi del problema con un diverso approccio (posizionamento in superficie su struttura galleggiante ed asse verticale) e con la collaborazione di una ditta specializzata in propulsori per la navigazione ad asse verticale (VOITH GmbH).

I primi esperimenti iniziano nel 1986, passano dal brevetto per la turbina idraulica ad asse verticale KOBOLD nel 1998, per giungere all’impianto pilota ENERMAR posto in attività nello Stretto nel marzo 2002 e collegato alla rete elettrica nazionale nel mese di marzo 2006 (Figure 8, 9, 10).

La piattaforma, ancorata 150 m al largo di Ganzirri (Sicilia), ha un diametro di 10 m, è dotata di elica a tre lame alta 5 m ed è in grado di erogare 100 kW con una velocità della corrente di 3 m/s. I risultati sperimentali indicano in circa 22.000 kWh l'energia utile estraibile annualmente. In questo sito, considerata l'area interessata dalle correnti, l'energia totale estraibile dallo Stretto di Messina sarebbe pari a 538 GWh .

In aree marine lontane dallo Stretto di Messina, il Mar Tirreno è mediamente più freddo e meno salato del Mare Ionio, mentre, lungo tutta la costa siciliana compresa tra Capo Taormina e Messina, i fenomeni di upwelling, portando in superficie acque di profondità, determinano che le acque ioniche presenti negli strati superficiali dello Stretto siano sensibilmente più fredde di quelle riscontrabili alla medesima quota in altre zone del Mar Ionio. Per le acque di superficie estive le temperature nello Stretto sono mediamente più basse di 4 - 10 °C. Delle masse d’acqua del Mar Mediterraneo (superficiali, levantine intermedie, profonde), e quindi del Mar Ionio e del Mar Tirreno, soltanto quelle superficiali e levantine intermedie sembrano entrare in gioco nello Stretto di Messina, come confermato dalle misure di salinità nell’arco di 24 ore effettuate davanti a Ganzirri (Figura 11).

Dall’esame di questi dati si può osservare che acque sottostanti la Levantine Intermediate Water (LIW) non raggiungono lo Stretto, infatti l’isoalina di 38,7 e sporadici valori di 38,8 indicano nella LIW il confine inferiore delle acque che possono rimontare dal Mar Ionio. È possibile affermare, inoltre, che dal Mar Tirreno provengono esclusivamente acque superficiali.

Secondo Defant (1940), solo metà dell’acqua ionica risalita nello Stretto passerebbe nel Mar Tirreno ove, in accordo ai dati di Vercelli e Picotti (1926), sarebbe condizionata nel suo movimento (orizzontale verso NW e verticale verso il fondo) sia dalla maggiore densità, rispetto a quella delle acque tirreniche, sia dalle stesse acque che da tale bacino fluiscono a sud parallelamente alla costa calabrese sia, infine, da un vortice stabile a rotazione ciclonica centrato a nord dell’ingresso settentrionale dello Stretto. Il transito nello Stretto di Messina delle diverse masse d’acqua, in funzione del regime di corrente, determina quindi l’incontro di acque tra di loro non immediatamente miscibili. Poiché solo una parte delle acque che si presentano sulla sella riesce a passare nel bacino contiguo e di queste una parte cospicua, perdendo velocità, staziona ai confini dello Stretto per ritornarvi nuovamente con il successivo flusso, è possibile riscontrare con frequenza corpi d’acqua che, cambiando bacino, vanno ad occupare quote diverse da quelle originarie in funzione di un nuovo equilibrio dinamico negli strati d’acqua del bacino ricevente. Questo continuo spostamento e lento mescolamento di acque è un fattore ulteriore di vivificazione dell’area dello Stretto di Messina. Infatti, i sali di azoto e fosforo trasportati negli strati superficiali dalle acque profonde ioniche non riescono ad essere utilizzati immediatamente dal fitoplancton nelle zone di grande turbolenza, mentre ciò può avvenire ai margini dello stretto, ove la velocità della corrente si riduce notevolmente.

Il modello semplificato risultante (Figura 12) può essere così riassunto: arricchimento nell’area della "sella"; massimo di clorofilla e produzione di sostanza organica qualche chilometro a sud (Punta Pellaro), degradazione e mineralizzazione della sostanza organica (prima prodotta a nord) nella parte più meridionale dello Stretto (Capo dell’Armi).

Le condizioni idrologiche dello Stretto di Messina sono straordinarie, e del tutto peculiari e speciali sono i popolamenti che esso ospita. Infatti, l’intenso idrodinamismo e le caratteristiche chimiche delle acque dello Stretto sono in grado di condizionare gli organismi che in esso vivono e, anzi, riescono ad influenzare l’intero assetto biologico dell’ambiente determinando uno straordinario ecosistema, unico nel Mar Mediterraneo per biocenosi ed abbondanza di specie; lo Stretto di Messina, quindi, costituisce un fondamentale serbatoio di biodiversità.

Le intense ed alterne correnti, la bassa temperatura e l’abbondanza di sali di azoto e fosforo trasportati in superficie dalle acque profonde determinano la disponibilità di una grande quantità di sostanza organica utilizzata sia dagli organismi pelagici sia, soprattutto, dai popolamenti bentonici costieri. Tutto ciò, insieme ai fenomeni associati, determina un vero e proprio riarrangiamento ecologico che nelle specie a prevalente distribuzione occidentale tende a simulare una condizione di tipo "atlantico". Infatti, numerose specie prettamente atlantiche, come ad esempio le laminarie (grandi alghe brune), pur se presenti in qualche altra zona del Mar Mediterraneo solo nello Stretto di Messina (Figura 13) riescono a formare comunità ben strutturate formando delle vere foreste sottomarine a riprova delle ottimali condizioni ambientali.

E’ importante segnalare a questo proposito che sia le laminarie di bassa profondità (Sacchoryza polyschides), sia i popolamenti profondi a Laminaria ochroleuca, e le comunità vegetali associate, sono strettamente dipendenti dalle caratteristiche fisiche e biologiche del substrato. Come è noto, infatti, per completare il loro ciclo vitale, questi organismi richiedono un substrato solido già colonizzato da rodoficee calcaree, in assenza delle quali l’insediamento non può avere luogo.

Lo Stretto di Messina, confine fra i due bacini occidentale ed orientale del Mar Mediterraneo, è un punto importante di osservazione dei flussi migratori delle specie che si trovano nei due bacini. In quest’area pervengono o transitano comunità planctoniche, anche di lontana origine sia orientale sia atlantica. Fra le specie bentoniche, di particolare rilevanza è la presenza di Pilumnus inermis (Figura 14), in precedenza considerato esclusivamente atlantico, che rappresenta una delle specie più rilevanti nell’associazione a Errina aspera (idrozoo), noto endemismo dello Stretto di Messina, su cui vive un Mollusco cipreide (Pedicularia sicula), riscontrabile a livello della sella (Figura 18) fra 80 e 110 m, ove sono presenti numerose altre specie fra cui l’ofiura Ophiactis balli ed i crostacei Parthenope expansa e Portunus pelagicus. Da segnalare ancora il dente di cane gigante (Pachylasma giganteum). Grande importanza biologica ed ecologica è anche da ascrivere alle già citate Laminariales dello Stretto (Sacchoryza polyschides e Laminaria ochroleuca). Infine, sembra doveroso evidenziare sia la presenza di Albunea carabus (Figura 15) e di cospicui insediamenti di Pinna nobilis (Figure 16 e 17) sia, per quanto si riferisce invece ai popolamenti vegetali, la presenza di Rodoficee calcaree e di vaste praterie di Posidonia oceanica (Figura 16), ampiamente distribuite per areale e per profondità. Degna di nota, sempre per gli organismi vegetali, è anche la presenza di Phyllariopsis brevipes, Phyllariopsis purpurascens, Desmarestia dresnayi, Desmarestia ligulata, Cryptopleura ramosa specie che sono da ritenersi di estrema importanza perché presenti solo in quest’area o in poche altre aree molto ristrette del Mar Mediterraneo.

Dal punto di vista faunistico lo Stretto di Messina è considerato da sempre il Paradiso degli Zoologi, per l’enorme biodiversità che lo caratterizza. Le specie di invertebrati bentonici sono quelle che destano maggiore interesse. Il fondale è arricchito da una grande varietà di forme e colori dovute all’abbondanza di celenterati (attinie, madrepore e coralli).

Un chiaro esempio sono le "foreste" di gorgonie gialle e rosse (Paramuricea clavata) dei fondali di Scilla (Figura 23). Queste, aderendo al substrato, creano un vero e proprio bosco, ambiente ideale ad ospitare numerose altre specie bentoniche.

Le specie ittiche sono ben rappresentate da cernie, saraghi, dentici, castagnole, ricciole ed in periodo invernale dagli splendidi Zeus faber conosciuti anche come pesce San Pietro (Figura 24).

Indubbiamente lo Stretto di Messina, trovandosi lungo una delle principali direttrici migratorie del Mar Mediterraneo, è un punto fondamentale di transito per la migrazione di numerose specie. Certamente le più conosciute e rilevanti, da un punto di vista economico ed ambientale, sono i grandi pelagici, cioè tonno (Thunnus thynnus), alalunga (Thunnus alalunga), palamita (Sarda sarda), aguglia imperiale (Tetrapturus belone) ed il pescespada (Xiphias gladius). Le caratteristiche idrodinamiche e la "ricchezza" dello Stretto determinano il transito in acque superficiali di questi pesci che possono essere catturati con le particolari barche chiamate feluche o passerelle, attive solo in questa parte del Mar Mediterraneo. Inoltre, solo nello Stretto, pur se con attrezzi diversi, è possibile catturare il tonno in tutto l’arco dell’anno e di tutte le classi d’età (dalle forme giovanili agli organismi adulti) perché sarebbe presente una popolazione stanziale che periodicamente si muove tra i due mari limitrofi: il Tirreno e lo Ionio. Da considerare ancora che lo Stretto di Messina è un punto di passaggio obbligato per le migrazioni dei cetacei, probabilmente il più importante nel Mar Mediterraneo in termini di diversità di specie. Degni di segnalazione, oltre a tutte le specie di delfini presenti in Mediterraneo, sono le balenottere e particolarmente i capodogli che attraversano lo Stretto per andare nell’area delle Isole Eolie probabilmente a fini riproduttivi. Infine, è da evidenziare la presenza di alcuni importanti selacei che migrano attraverso lo Stretto di Messina, quali Carcharodon carcharias (squalo bianco) ed Hexanchus griseus, conosciuto come squalo capopiatto (Figura 25).

Altra peculiarità dello Stretto di Messina è la presenza di una varia e numerosa fauna batipelagica (comunemente chiamata anche fauna abissale) che, trasportata in superficie dalla corrente proveniente da Sud (corrente montante), può essere facilmente catturata ancora in condizioni vitali nei punti di maggiore turbolenza (vortici o scale di marea), o trovata spiaggiata lungo la riva in particolari condizioni meteo-marine. Esempi classici da menzionare sono Chauliodus sloani (pesce vipera), Argyropelecus hemigymnus (pesce accetta o ascia d’argento) e Myctophum punctatum (pesce diavolo), rispettivamente Figg. 26-28.

Tali organismi batipelagici, che vivono in grandi quantità nelle profondità del Mar Mediterraneo (tra i 300 ed i 1.000 m ed anche oltre), pur non avendo alcun valore commerciale sono una fondamentale risorsa trofica per l'ecosistema marino in genere e per lo Stretto in particolare. Alcune specie non vengono trasportate in superficie dalle correnti in maniera totalmente passiva, ma effettuano ben definiti movimenti verticali, risalendo in superficie soprattutto durante la notte (migrazioni nictimerali).

La gran parte di questi pesci dall’aspetto mostruoso, in maggioranza dotata di particolari organi luminosi chiamati fotofori (Fig. 29), è facilmente reperibile nello Stretto.

La loro abbondante presenza, segnalata in ambito scientifico dall’ittiologo messinese Anastasio Cocco, richiamò a Messina tra la seconda metà del XIX secolo e l'inizio del XX secolo scienziati provenienti da tutta Europa che potevano trovare, in modo relativamente semplice, il materiale più vario ed abbondante per i loro studi. Krohn, per primo definì lo Stretto di Messina come il Paradiso degli zoologi. Per ricordare i più importanti tra questi Studiosi, furono presenti a Messina per svolgere ricerche di zoologia, anatomia ed embriologia il già ricordato Krohn, Ruppel, Muller, Claus, Kolliker, Gegenbaur, Keferstein, Metschnikoff, Hertwig, Foll, ed Anton Dohrn, che in quegli anni fondò la Stazione Zoologica di Napoli, ancora oggi prestigioso centro di ricerca di livello internazionale, a lui intitolato in anni recenti..

Lungo le coste siciliane dello Stretto (Figg. 30-33) è presente un biotopo costiero di notevole interesse, costituito da un complesso biocenotico che, per la sua particolare origine e struttura, non può passare inosservato (infatti rientra nei confini della Riserva Naturale Lagune di Capo Peloro). Si tratta di un tratto esteso di costa compreso tra Capo Peloro e S. Agata, interessato dalla presenza di una panchina rocciosa che, dalla linea di spiaggia, si porta fino ad alcuni metri di profondità (Fig. 34).

Questa formazione, interpretabile come una beach rock, si situa in una posizione di raccordo tra il piano mesolitorale e la frangia superiore dell’infralitorale. Tale struttura rappresenta l’unico substrato duro naturale per le comunità bentoniche all’interno di questa fascia batimetrica, lungo il versante siciliano dello Stretto.

Inoltre, per la sua particolare morfologia, per la distribuzione topografica, ed in funzione dei particolari condizionamenti determinati dal regime idrodinamico dello Stretto, la struttura ospita comunità bentoniche del tutto originali, rispetto a quanto noto per la generalità dei biotopi mediterranei affini. Oltre al suo rilevante interesse in termini di documentazione geologica (testimonianza di età tirreniana) e antropologica (anticamente utilizzata come cava per macine da mulino), la struttura è di grande importanza in quanto ospita estese formazioni a Vermetus, cioè un biotopo protetto a livello comunitario. Tali formazioni rappresentano inoltre un caso unico nel Mar Mediterraneo, in quanto ubicate sulla superficie del conglomerato, anziché disposte nella tipica formazione a trottoir.

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Le foto di Figura 1A e 1B sono concesse da Vincenzo Chirico.

Le foto di Figura 27, 28, 29 sono concesse da Francesco Costa.

Le due province che si affacciano sullo Stretto sono Messina e Reggio Calabria. Tempo fa era stato stipulato un protocollo d'intesa per istituire un'Area Metropolitana Integrata dello Stretto, ma il progetto non è andato in porto.

Lo stretto di Messina.

Vista del Capo Peloro e dello Stretto di Messina.

La Sicilia vista dalla periferia nord di Reggio.

La Calabria vista da Messina.

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