Meningite

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Inviato da nono 22/03/2009 @ 05:08

Tags : meningite, malattie, salute

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Meningite

La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l'encefalo, principalmente pia madre ed aracnoide, e del liquido cerebro-spinale (liquor). La causa può essere infettiva (batteri, virus, miceti, parassiti) o anche un agente chimico o fisico. È possibile anche che una risposta flogistica meningea venga in risposta ad una invasione da parte di neoplasie o nel corso di malattie autoimmuni.

Si riconosce la meningite acuta e la meningite cronica: è definita acuta se il quadro clinico si completa nell'arco di ore o giorni, mentre è cronica quella con sintomatologia che si protrae per settimane o mesi. La mortalità varia chiaramente in rapporto all'agente infettante e in generale la forma virale è più benigna, mentre quella batterica ha mortalità significativamente maggiore.

Oltre a mettere a rischio la vita, la meningite può causare gravi sequele neurologiche: la forma da Haemophilus influenzae tipo B ha mortalità molto bassa ma causa deficit intellettivi in oltre il 30% dei bambini colpiti, mentre la meningite pneumococcica, gravata da alto tasso di letalità, solo raramente lascia esiti nei sopravvissuti.

Possono poi essere presenti crisi convulsive generalizzate, deficit di nervi cranici e raramente segni di lesione piramidale.

Un paziente con meningite è estremamente sofferente, iperestesico ed a volte assume a letto la posizione a "cane di fucile", in decubito laterale con ginocchia flesse e capo iperesteso.

Chiaramente poi ci sono i segni della malattia di base, batterica o virale, di cui la meningite può essere una complicanza: nella forma meningococcica si associa un quadro di setticemia, con alterazioni della coagulazione, petecchie, emorragie; la forma da Haemophilus influenzae fa spesso seguito a otite purulenta; nelle forme croniche spesso sono più rilevanti i segni di ipertensione endocranica.

Nell'anziano il tutto è spesso molto sfumato: febbre scarsa, così come i segni meningei, mentre può essere importante l'alterazione di coscienza.

La forma virale è la più lieve, facilmente curabile da 7 a 10 giorni circa, causata da patogeni virali. Per avere la meningite virale bisogna avere i linfociti al di sopra della media, le proteine leggermente alte e il glucosio è a livelli normali. I sintomi sono forti giramenti di testa, febbre alta, rigidità del collo e vomito improvviso indipendentemente dal cibo assunto. Non è necessario il ricovero ospedaliero, e il paziente viene curato con degli analgesici, degli antipiretici e viene tenuto in luoghi preferibilmente poco illuminati.

La meningite batterica si presenta con il livello del glucosio ridotto al di sotto di 40mg/dl, mentre le proteine aumentano oltre 80-100mg/dl. Per accertare la presenza di patogeni di natura batterica si analizzano i campioni di liquor con la colorazione di Gram, la probabilità di trovare i microrganismi dipende dalla concentrazione batterica nel liquor: nel 70-85%, dei casi di pazienti malati, l'esito è positivo. La cura è diversa per ogni tipo di meningite, la terapia più comune è quella antibiotica. La durata del trattamento può variare da 7 giorni a 3 settimane, ma certi casi possono richiedere tempi più lunghi.

Come per tutte le malattie il primo passo per la diagnosi è sospettarla, ed in questo il quadro clinico e l'anamnesi hanno ruolo centrale.

L'esame cardine della diagnostica è l'analisi del liquor, con analisi citochimica e colturale. Fondamentale in presenza di edema della papilla o segni di lato eseguire una TAC o RM del cranio per escludere una lesione spazio-occupante, nel qual caso eseguire la rachicentesi è controindicato. Il malato presenta anche una febbre elevata.

Come già detto, i pazienti anziani, con recente terapia antibiotica, immunodepressi o altrimenti defedati, possono avere quadri liquorali anche molto diversi. L'esame del liquor consente di impostare una terapia iniziale e l'esito della coltura batterica fornisce poi l'indicazione per una terapia più mirata, se disponibile.

Per quanto riguarda la meningite batterica, la terapia più adeguata risulta essere quella antibiotica. È molto importante anche sottoporre a profilassi tutte le persone che sono state a stretto contatto col malato, visto che la meningite è una patologia alquanto contagiosa e pericolosa.

Per quanto riguarda la meningite virale, gli agenti più frequenti sono herpes virus ed enterovirus. La meningite di origine fungina si manifesta invece soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria, come per esempio i malati di Aids, e può rappresentare comunque un pericolo per la vita.

Le meningiti acute da protozoi sono sostenute principalmente da Naeglaeria fowleri, Toxoplasma gondii e Trypanosoma brucei. Tuttavia, questi agenti eziologici sono responsabili di quadri altamente pleomorfi a carico del sistema nervoso; le meningiti, infatti, risultano essere provocate dalla diffusione di un quadro più grave di encefalite. Come per queste patologie, i protozoi sono agenti insoliti di meningite; l'importanza è tuttavia giustificata dalla presenza di malattie gravi nei soggetti immunocompromessi.

I principali agenti eziologici sono: Escherichia coli K1, Streptococcus agalactiae, Listeria monocytogenes. E. coli K1 si ritrova comunemente nelle vie genitali delle gestanti; il passaggio del feto nel canale del parto infetto può predisporre il neonato alla malattia, caratterizzata da batteriemia e gravissima meningite. S. agalactiae è il responsabile della malattia ad esordio precoce ed ad esordio tardivo del neonato; la prima è un quadro caratteristico di malattia sistemica subito dopo il parto (massimo 5 giorni). La seconda può manifestarsi da 1 a 8 settimane dalla nascita. Entrambe le malattie si manifestano con sepsi, polmonite e meningite gravi. Il 20% delle donne è portatore di S. agalactiae al termine del parto, con una possibilità di trasmettere il batterio al feto nel 60% dei casi; tuttavia, la malattia è clinicamente evidenziabile nel 0.5% - 1% dei casi. La diagnosi precoce è molto importante: in caso di isolamento pre parto, occorre sottoporre la donna ad una terapia preventiva a base di penicillina o eritromicina.

Neisseria meningitidis (meningococco) è invece l'agente eziologico di meningiti dell'infanzia, con una frequenza massima al 6° anno di età. Sul fronte della lotta al meningococco, sono attualmente disponibili vaccini polisaccaridici contro i sierogruppi A, C, Y e W 135, che però forniscono una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2 anni. Non esistono ancora vaccini per prevenire le meningiti da meningococco sierogruppo B ma ci sono vaccini “coniugati” contro il gruppo C, efficaci già nel primo anno di vita, che inducono una protezione persistente. In alcuni paesi a elevata incidenza è stata introdotta la vaccinazione per tutti i nuovi nati.

Nei neonati alcuni dei sintomi sopra elencati non sono molto evidenti. Invece, può esserci un pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di sopra della norma, e scarso appetito. A volte si nota l'ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente.

La letalità della malattia è molto elevata in soggetti molto giovani e molto anziani. Nei neonati mediamente il valore si aggira attorno al 20-30% dei casi di meningite batterica. Già durante l'adolescenza la mortalità scende drasticamente al 2% per poi crescere nuovamente al 19-37% negli adulti. Il rischio di morte però non è solamente influenzato dall'età del soggetto, ma anche dalla natura del patogeno e dalla durata in cui questo è stato presente nel liquor. Ad esempio l'H. influenza e il meningococco hanno una prognosi migliore rispetto agli Streptococchi di tipo B, batteri gram-negativi e allo S. pneumoniae. Negli adulti, la meningite da meningococco ha una minor mortalità (3–7%) della meningite da pneumococco. Nei bambini numerosi possono essere le disabilità a carico del sistema nervoso dovute all'infezione. Epilessia, sordità e disturbi dell'apprendimento irreversibili sono riportati su circa il 15% dei soggetti colpiti sopravvissuti. Negli adulti la prognosi è positiva nel 66% dei casi in cui si registra assenza o disturbi di lieve entità; la sordità viene riportata nel 14% dei casi, i disturbi cognitivi nel 10%.

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Meningite brucellare

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La Meningite brucellare è una forma di meningite batterica con la presenza di liquor limpido.

I sintomi e i segni clinici comprendono febbre, cefalea, paresi, afasia, convulsioni.

Durante la brucellosi, una malattia infettiva provocata dalle brucelle vi possono essere delle complicanze, che insorgono durante il manifestarsi del morbo, a livello neurologico la più comune di tutte è la meningite.

Il liquor oltre ad apparire limpido è iperteso dimostrando nel contempo sia una elevata proteinorrachia che una diminuzione del glucosio.

Il trattamento è mirato alla cura della brucellosi.

La prognosi è incerta, ma spesso non buona.

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Meningite pneumococcica

Immagine autoptica di encefalo con evidenti depositi di pus dovuto alla presenza di Pneumococco della meningite. La pinza scosta la Dura madre per consentire di visualizzare l'infezione sottostante

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Per Meningite pneumococcica, in campo medico, si intende una una malattia infettiva, ovvero una forma di infiammazione delle meningi (le membrane che rivestono il Sistema Nervoso Centrale) potenzialmente letale, causata da Streptococcus pneumoniae.

Dopo l'infezione da meningococco tale forma è una delle più comuni, soprattutto negli adulti. La modalità di trasmissione avviene per via respiratoria, può anche non manifestarsi in forma clinica, ma il portatore sano può propagarla alle altre persone.

Costituiscono fattori di rischio la presenza di mieloma multiplo e l' anemia a cellule falciformi.

Tale meningite può essere causata per diffusione di focolai esistenti nell'organismo da tante malattie, come otite, mastoidite, sinusite. Inoltre può essere causata da fratture craniche inapparenti, se una persona ha subito tali fratture deve prestare attenzione, poiché la malattia può manifestarsi anche a distanza di numerosi anni dall'evento.

Si manifesta in maniera improvvisa con numerosi sintomi come febbre e letargia. Nel corso della sua progressione appaiono blocchi della circolazione del liquor.

Dopo aver isolato e individuato l’agente eziologico inizia la terapia che consiste nella somministrazione di teicoplanina, di vancomicina e anche di meropenem. La profilassi antibiotica di chi è stato in contatto con un caso non è necessaria, a differnza della forma meningococcica.

La prognosi è infausta fino al 50% dei casi, la tempestività dell'intervento non porta obbligatoriamente benefici.

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Meningite stafilococcica

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Per Meningite stafilococcica in campo medico, si intende una forma di meningite con caratteristica presenza di liquor torbido.

Costituiscono fattori di rischio la presenza in passato di altre forme di meningiti o di ascessi cerebrali e l’attuale manifestazione di endocardite infettiva.

Ogni tipo di meningite è causata da più agenti patogeni, in quella stafilococcica si possono annoverare fra essi il S. aureus o S. epidermidis. L’infezione può essere causata direttamente da traumi cranici o da interventi chirurgici, e indirettamente come conseguenza dell’osteomielite o anche dell’ascesso cerebrale.

Dopo aver isolato e individuato l’agente eziologico inizia la terapia che consiste nella somministrazione di teicoplanina o della vancomicina.

La prognosi è nefasta, si registrano casi di morte delle persone infette per un totale del 30% dei casi.

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Source : Wikipedia