Mele

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Inviato da gort 18/03/2009 @ 20:10

Tags : mele, liguria, italia

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Mele

Panorama di Mele

Mele (Mê in ligure) è un comune italiano di 2.707 abitanti della provincia di Genova in Liguria.

Il comune è collocato alle pendici dell'Appennino ligure nella val Leira, la sede comunale dista 21 chilometri da Genova. Il suo territorio è percorso da tre principali corsi d'acqua, il Gorsexio, il Ceresolo e l'Acquasanta, che assieme confluiscono verso sud, prendendo il nome di torrente Leira, sfociante poi lungo la costa di Voltri. L'altitudine del comune varia dai 35 ai 933 metri sul livello del mare.

Il territorio comunale ha fatto parte della Comunità Montana Argentea fino al 1° gennaio 2009 quando con legge regionale n° 24 del 4 luglio 2008 l'ente montano è stato soppresso e il territorio melese confluito nella nuova Comunità Montana Genova 3 a seguito del riordino delle comunità montane.

Negli anni novanta del XX secolo il ritrovamento di un cippo in pietra, risalente all'età romana, ha confermato che l'insediamento di Mele ebbe origine antiche e alcuni studiosi ritengono che il territorio comunale fosse un luogo di incontro delle popolazioni celtiche insediatesi nel nord'Italia.

Fin dal'epoca longobarda inoltre vi operavano i monaci celtici-irlandesi della potente Abbazia di San Colombano di Bobbio.

La prima documentazione ufficiale, relativa all'esistenza di un paese chiamato "Mele" o "Melle" o "Amele", risale alla fine del XII secolo quando il borgo fu sottoposto dapprima sotto la podesteria e in seguito nel capitaneato di Voltri nei confini della Repubblica di Genova.

L'autonomia fu ottenuta solo nel 1797, a seguito dell'invasione francese di Napoleone Bonaparte che nel nuovo sistema politico avviò lo scioglimento dei feudi liguri. Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della Repubblica Ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

La scritta in lingua latina Ex melle mihi nomen può essere tradotto in dal miele il mio nome.

Nella frazione di Acquasanta è presente il Museo della Carta in un'antica cartiera della val Leira risalente al 1756. Restaurato nel 1992 ed aperto al pubblico nel 1997 raccoglie testimonianze storiche sull'attività cartiera nel Genovesato e in Liguria.

L'economia del comune si basa principalmente sull'attività industriale (legno, carta, alimentare).

Il comune è, inoltre, meta per escursioni di trekking e di cicloturismo.

Mele è situata lungo la Strada Provinciale 456 del Turchino che collega Genova Voltri con Acqui Terme. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Genova Voltri sull'Autostrada A10 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione per coloro che provengono da Genova o da Savona, il casello di Masone sull'Autostrada A26 è invece l'uscita consigliata per chi proviene dalla Val Padana.

La stazione di Mele è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Genova-Ovada-Acqui Terme nel tratto compreso tra Genova e Ovada, nella frazione Fado basso che dista 3,7 Km dalla sede comunale. Tuttavia quella più utilizzata dai pendolari residenti nel comune di Mele è la stazione di Genova Voltri, sulla linea ferroviaria Ventimiglia-Genova nel tratto locale compreso tra Savona e Genova.

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L'albero delle mele

L'albero delle mele è il titolo italiano della serie TV The Facts of Life (trasmesso dalla NBC nel periodo 1979-1988), creata da Dick Clair e Jenna McMahon e prodotta dalla TAT Communications Company. La serie nasce come spin-off della serie Diff'rent Strokes (in Italia noto come Harlem contro Manhattan, poi Il mio amico Arnold o solo Arnold). In Italia vennero trasmesse solo le prime cinque stagioni da Canale 5, il primo network televisivo commerciale, quasi ininterrottamente nel periodo fra il 1983 e il 1986. Ancora oggi alcune puntate vengono mandate in onda, sporadicamente, da televisioni private locali.

L'albero delle mele è sicuramente classificabile come sit-com, ma come molte serie degli anni '80 accosta, alla comicità, delle situazioni e delle battute divertenti, pronunciate dai protagonisti e grossi momenti di drammaticità, volti a inviare un messaggio moralistico allo spettatore spesso molto giovane. Era tipico infatti di quegli anni voler trasmettere una sensazione morale al pubblico televisivo americano, puntando l'attenzione su tutti i gravi problemi della società moderna (ad esempio il divorzio, la droga, la morte, il razzismo), spesso con episodi tragici di grande impatto.

La signora Edna Garrett, governante della famiglia Drummond (protagonista della serie Il mio amico Arnold), accetta un incarico di governante e dietologa presso la Eastland School, un collegio femminile newyorkese che Kimberly Drummond frequenta. La scuola è diretta dal sig. Steven Bradley, un preside all'apparenza piuttosto severo, ma che in molte situazioni si rileva democratico e paterno nei confronti delle sue studentesse. La signora Garrett si trova spesso a dover risolvere i problemi di vita di sette giovani collegiali che la circondano, il loro rapporto con il mondo esterno, le difficoltà dovute alla crescita, i loro affetti e amori turbolenti.

Inizialmente sono presenti nella storia altre quattro studentesse (Sue Ann Weaver, Molly Parker, Cindy Webster e Nancy Olson). A causa del parziale insuccesso di pubblico avuto dalla prima stagione, gli autori rivisitarono completamente il soggetto, decidendo di eliminarle dal cast e riducendole a semplici spalle in alcuni episodi della seconda e della terza stagione.

Successivamente viene iscritta nella scuola Jo Polniaczek, una tipica ragazza di strada, proveniente dal Bronx, noto quartiere malfamato di New York. Jo, una specie di Fonzie in gonnella, si presenta al primo giorno di scuola in motocicletta, odia gli ambienti chic e le persone boriose e viziate, e per questo si scontra immediatamente con Blair Warner, di carattere diametralmente opposto. Per tentare di fare amicizia, la nuova allieva convince Blair, Natalie e Tootie a seguirle in un locale per soli adulti, tramite documenti di identità falsi. Le ragazze vengono però scoperte e arrestate. Per scongiurare la prevedibile espulsione dal collegio, le quattro ragazze accettano un compromesso, quello di aiutare la Signora Garrett nelle faccende di cucina della scuola. Questa punizione comporterà una rottura fra Jo e le altre, che porterà a continui litigi. Ci vorranno tempo e tante esperienze vissute insieme, perché Jo riesca a modificare il suo carattere e farsi accettare dalle compagne di scuola.

La storia evolve negli anni. Dopo un lungo periodo di studio, per Jo e Blair è tempo di diplomarsi. Le due giovani donne si iscrivono quindi all'università, ma anziché vivere insieme alle colleghe universitarie (con le quali avranno forti problemi di adattamento), decideranno di rimanere vicino alle due più giovani Natalie e Tootie, nonché alla Signora Garrett, quando quest'ultima deciderà di abbandonare il lavoro alla scuola per aprire un negozio di delicatezze alimentari, che sarà chiamato "Le delizie di Edna". Le avventure delle quattro ragazze continuano così in questo nuovo ambiente, e si concentreranno maggiormente sui loro problemi personali, piuttosto che su esperienze derivanti dall'ambiente scolastico.

Il finale, mai trasmesso in Italia, vede Blair Warner acquistare la Eastland School, che aveva rischiato di fallire per problemi economici. L'idea originale degli autori era, probabilmente, quella di proseguire con una nuova edizione della serie nell'ambientazione originale (il collegio), ma con nuovi personaggi.

La sigla originale The Facts Of Life fu interpretata da Charlotte Rae in più arrangiamenti nel corso delle varie stagioni.

Nelle prime tre stagioni, trasmesse la prima volta in Italia nel 1983, la sigla originale fu rimpiazzata da "Scarpe da tennis", una allegra canzonetta eseguita da Patrizia Zanetti e prodotta dall'etichetta discografica Five Records. Le repliche delle stesse stagioni furono mandate in onda circa un anno dopo, con una nuova sigla, il brano "Please Please" interpretato da Paul J. Qualley. In entrambe le edizioni, le immagini della sigla italiana furono prelevate dalla sigla che affiancava i primi tre episodi della prima stagione. Il titolo originale fu rimpiazzato dalla scritta verde "L'albero delle mele" su due righe, affiancata, a sinistra, da una mela verde.

Per la quarta stagione, andata in onda in Italia per la prima volta nella seconda metà del 1984, dopo due episodi trasmessi con la sigla originale, si è utilizzata la canzone "Amami... pensami" interpretata da Vanna Vani (già interprete della sigla italiana di Silver Spoons) e sovrapposta alle immagini originali.

Per la quinta stagione, trasmessa la prima volta nel 1985, è stata nuovamente riutilizzata la canzone "Please Please" di Paul J. Qualley, in modo analogo a quanto già fatto per le prime tre stagioni.

Nelle repliche successivamente trasmesse dalle TV locali fu reimpostata integralmente la sigla originale sia nella canzone che nelle immagini, tranne per la quinta stagione che mantiene come sigla finale in alcuni passaggi tv "Please Please".

Il titolo della serie italiana, completamente diverso da quello originale e all'apparenza non molto adatto ai contenuti, fu in realtà scelto sulla scia del successo del film-cult francese Il tempo delle mele e sull'identificazione della mela come simbolo della donna nell'età della crescita.

La traduzione e il doppiaggio furono realizzati secondo gli standard di qualità italiani.

La traduzione fu piuttosto fedele al testo originale. Nonostante ciò, nel doppiaggio delle prime due stagioni furono introdotte delle battute aggiuntive originali, di dubbio umorismo, in molti spazi in cui erano previste le risate del pubblico (come se fossero dei commenti fatti dai personaggi non inquadrati alle battute appena pronunciate). Nelle prime due stagioni, inoltre, furono introdotti alcuni brani strumentali di sottofondo a volume molto basso e non molto adatti al contesto. Solo nell'episodio 2x09 (Breaking Point), che narrava del suicidio di una delle studentesse, fu utilizzata una musica struggente che innalzava la drammacità dell'episodio rendendolo molto più commovente dell'episodio originale.

La qualità della traccia audio italiana in molti casi non è eccezionale, ma accettabile. In due episodi della 5° stagione si sente la traccia audio originale in sottofondo.

Kim Fields (Tootie Ramsey) fu doppiata dalla popolare Ilaria Stagni, che all'epoca aveva appena 16 anni. Oggi questa doppiatrice è famosa per dare la voce a Bart Simpson nella serie I Simpson e Amber Moore nella soap-opera Beautiful.

La prima doppiatrice di Mindy Cohn è stata la popolare attrice cinematografica Cinzia Bruno, sostituita a partire dalla seconda metà della terza stagione.

Lisa Whelchel fu doppiata da Monica Gravina.

Nancy Mc Keon fu doppiata da Claudia Balboni, oggi nota per prestare la voce (resa più infantile e immatura) a Darla nella soap-opera Beautiful.

Nel 2001 la Walt Disney Productions, in collaborazione con la ABC, produsse il film TV The Facts Of Life, Reunion. In questo film la signora Garrett decide di incontrarsi a Peekskill, per il giorno del ringraziamento, con Blair ora proprietaria di una catena di alberghi, Tootie (che si fa chiamare "Dorothy"), attrice di TV e teatro e Natalie. Quest'ultima approfitta dell'occasione per risolvere una tresca fra lei e due spasimanti. Si nota in questo film l'assenza di Jo, mentre vengono messe in evidenza due ragazzine, Jamie (la figlia di Jo, cresciuta a sua immagine e somiglianza) e Tisha, la figlia di Tootie che ne assume il cognome dopo la morte prematura del padre.

Il film è stato distribuito in Italia con il nome Quattro Amiche, Nuovi Amori, per il mercato home-video, in una edizione su VHS oggi introvabile. Solo successivamente è stato trasmesso in televisione, anche se raramente, su alcuni canali televisivi satellitari. L'ultima messa in onda televisiva risale al 2008, un sabato pomeriggio alle 16,30, su Raidue.

L'albero delle mele ha ispirato un film italiano del 1984, College, interpretato da Federica Moro (nella parte di Arianna, una ragazza molto simile a Blair Warner). Altre somiglianze rilevate in questo film riguardano l'apparizione di una ragazza che cammina sui pattini a rotelle (ricorda Tootie nella prima stagione della serie TV) e la presenza di una accademia militare accanto al collegio femminile.

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Il tempo delle mele

Il tempo delle mele (in originale La Boum, "La festa") è un film francese del 1980 diretto da Claude Pinoteau.

La pellicola, che ebbe uno straordinario successo di pubblico in tutto il mondo, vide il debutto cinematografico di Sophie Marceau, protagonista nel ruolo di una studentessa tredicenne.

Il film è ambientato a Parigi e il racconto si apre sul primo giorno di scuola di Victoire "Vic" Berreton, durante il quale vengono presentati al pubblico coloro che diventeranno i compagni di classe e i protagonisti di mille avventure quotidiane. La pellicola termina nel giorno del compimento del quattordicesimo anno di età della protagonista, per il quale viene finalmente organizzata la agognata "festa". Nel corso del film, Vic avrà modo di conoscere il primo grande amore, Mathieu, e di trepidare per le prime emozioni, le prime gelosie e i primi conflitti generazionali con i genitori François, dentista, e Françoise, illustratrice. Su tutto questo, si snodano le vicissitudini sentimentali dei genitori di Vic, basate sul tradimento reciproco, cui la protagonista risponde affidandosi alle attenzioni della bisnonna Poupette, arzilla ottantacinquenne prodiga di consigli e di cattivi esempi (e vera outsider del film). L'ultima scena, della durata di pochi secondi, vede Vic interessarsi già ad un nuovo amore: ciò sottolinea la fugace intensità - e la contemporanea fragilità - dei rapporti sentimentali nei primi anni dell'adolescenza.

Qualche giorno prima la chiusura delle audizioni, la produzione non aveva ancora scelto la protagonista principale. Nonostante i responsabili e lo stesso Claude Pinoteau avessero setacciato per mesi (nel vero senso della parola) i cortili delle scuole, i centri sportivi e le società di casting alla ricerca di una 'illuminazione', si presentò spontaneamente, accompagnata dal padre, Sophie Danièle Sylvie Maupu, che venne archiviata con il numero 42 di quella giornata. Il regista venne colpito sia dal fascino della ragazzina che dall'intensità del provino: nacque così artisticamente Sophie Marceau. Il progetto acquisì una protagonista importante, se non fondamentale, mentre il neonato decennio aveva già cristallizzato un'icona indimenticabile.

Il titolo uscì nelle sale francesi il 17 dicembre 1980. Inizialmente snobbato da pubblico e critica ed etichettato come "banale storiella per ragazzini", il film si trasformò rapidamente in un fenomeno popolare, cinematografico e internazionale, con oltre 4 milioni di spettatori in Francia e oltre 15 in tutta Europa, segnando fortemente l'immaginario collettivo di una generazione e diventando immediatamente icona dei neonati e disimpegnati anni Ottanta. Come tutti i grandi fenomeni popolari, il film diffuse consuetudini all'epoca semi-sconosciute come "il quarto d'ora all'americana", ovvero le ragazze che scelgono il ragazzo con cui ballare, la discoteca riservata all'uso dei pattini a rotelle, l'appuntamento con gli amici al McDonald's (all'epoca non presente in Italia).

Così come "La febbre del sabato sera" divenne sinonimo di Discomusic e di locali da ballo, contribuendo nel contempo alla diffusione del fenomeno, alla sua affermazione culturale e segnando profondamente i costumi della generazione nata all'inizio degli anni Sessanta, "Il tempo delle mele" ha caratterizzato la generazione nata a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, facendo sì che divenisse consuetudine organizzare festicciole pomeridiane tra gli studenti delle scuole medie e superiori, nelle quali oscurare le finestre, sorseggiare bibite, ballare, sudare e innamorarsi dei compagni di scuola, sognando e attendendo trepidanti il grande amore. Una tematica, questa, fortemente sottovalutata dagli adulti dell'epoca che, quasi 'spaventati' dalla popolarità del film e dalle manifestazioni pubbliche di fanatismo nei confronti dei protagonisti, avviarono profonde discussioni e intimi confronti sull'assenza di dialogo tra adolescenti e genitori, sul potenziale sentimentale dei ragazzini e sull'emancipazione sessuale degli adolescenti più giovani.

In realtà la Gaumont (casa di produzione francese che ha ottenuto con La Boum uno dei maggiori successi commerciali di sempre) ha intuito che esisteva un nuovo pubblico cui rivolgersi, sensibile e per certi versi già maturo nella percezione, assieme alle nuove tendenze culturali in atto tra i giovanissimi (totale disimpegno, maggiore dedizione al privato e meno al politico rispetto alla generazione precedente, emancipazione morale e culturale).

La protagonista Sophie Marceau, in particolare, divenne oggetto di vero e proprio culto da parte degli spettatori: durante la tournée italiana di promozione al film, nel 1981, si registrarono 25 feriti a Napoli e 1 a Roma causati dalla ressa (incredibilmente la pellicola ebbe maggiore successo in Italia rispetto alla madrepatria); a conferma di ciò si diffuse immediatamente, tra le ragazze, la moda di tagliare i capelli allo stesso modo di Sophie Marceau.

Certamente ha contribuito allo straordinario successo di pubblico (e al ricordo leggendario dei trenta-quarantenni di oggi) la colonna sonora del film, composta da Vladimir Cosma: il brano principale Reality, cantato da Richard Sanderson e tema portante della storia, è entrato a far parte della memoria indelebile di una generazione. La scena simbolo dell'adolescenza anni '80, infatti, è quella in cui Mathieu mette le cuffie del walkman a Vic improvvisamente, durante un ballo scatenato, per poter così danzare dolcemente abbracciato a lei sulle note diffuse del "mangianastri".

Due anni dopo, nel 1982, venne girato Il tempo delle mele 2 utilizzando il medesimo cast tecnico ed artistico. Venne aggiunto un unico personaggio protagonista, Philippe (Pierre Cosso).

In Italia circola anche un Il tempo delle mele 3 (tit. orig. L'etudiante, 'La studentessa', 1988), il cui titolo è in realtà una trovata commerciale della produzione italiana per veicolare una pellicola che nulla ha in comune con i primi due capitoli (a parte il regista, Claude Pinoteau, e la protagonista Sophie Marceau).

Al termine delle interviste ai protagonisti, incluse nel documentario presente quale extra nel DVD del 2003, molti personaggi (Sophie Marceau in testa) si sono resi disponibili ad interpretare un ipotetico terzo capitolo, che adatti all'attualità i ruoli e gli status personali ((Sophie Marceau, ad esempio, ha compiuto 41 anni il 17 novembre 2007).

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Museo Vito Mele

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Il Museum Vito Mele è stato inaugurato sabato 31 luglio a Santa Maria di Leuca ed è stato allestito nei locali adiacenti al Santuario e recentemente restaurati.

Questo museo è nato dall'intuizione e dalla ferma volontà dello scultore Vito Mele e del Rettore della Basilica Santuario di Santa Maria di Leuca, don Giuseppe Stendardo.

Tra le opere esposte sono presenti numerosi artisti di fama nazionale e internazionale: Alberto Ghinzani, Albino Reggiori, Aldo Calò, Alessandro Cavazzani, Alfredo Mazzotta, Alik Cavaliere, Angelo Biancini, Angelo Frattini, Angelo Grilli, Angelo Maineri, Anna Santinello, Antonio Miglietta, Antonio Pizzolante, Antonio Quattrini, Antonio Sodo, Armanda Verdirame, Armando Marrocco, Arnaldo Pomodoro, Auro Salvaneschi, Behrooz Daresh, Bianca Vedani, Bruno Gandola, Bruno Maggio, Carmelo Cappello, Carmelo Caroppo, Caroline Van Der Merwe, Cesare Riva, Dolores Previtali, Emilio Monti, Enrico Manfrini, Enzo Guaricci, Ermes Bellani, Ernesto Bazzaro, Eros Pellini, Eugenio Pellini, Ezechiele Leandro, Fernando Gigante, Filippo Scimeca, Floriano Bodini, Franco Carloni, Franco Cudazzo, Franco Zazzeri, Gaetano Martinez, Giancarlo Marchese, Giancarlo Sangregorio, Gianni Brusamolino, Gianni Bucher, Gino Masciarelli, Giò Pomodoro, Giorgio Galletti, Giorgio Scaini, Giovanni Blandino, Giovanni Campus, Giovanni Conservo, Giovanni Gurioli, Giovanni Scupola, Giovanni Tavani, Giuseppe Grandi, Giuseppe Piscopo, Giuseppe Scalvini, Giuseppe Siliberto, Guido Gremigni, Helen Ashbee, Helmut Dirnaichner, Iginio Iurilli, Ignazio Campagna, Ivo Soldini, Kengiro Azuma, Kyoji Nagatani, Lello Scorzelli, Leonardo Bistolfi, Loredana Palena, Luciano Castellano, Luciano Minguzzi, Luigi Bennati, Luigi Fulvi, Luigi Mauro Sances, Luigi Sergi, Marcello Gennari, Marcello Morandini, Marco Zanzottera, Mario Colonna, Mario Nava, Mauro Baldessari, Mauro Staccioli, Medardo Rosso, Michele Festa, Michele Zappino, Mirella Saluzzo, Nado Canuti, Narciso Cassino, Nino Cassani, Norman Mommens, Nunzio Quarto, Õki Izumi, Orazio Barbagallo, Oreste Quattrini, Paolo Francesco Ciaccheri, Paolo Schiavocampo, Pasquale Martini, Pierantonio Verga, Pietro Zegna, Pino Di Gennaro, Renzi e Lucia, Roberto Bricalli, Roberto Vecchione, Salvatore Cipolla, Salvatore Fiori, Salvatore Sava, Salvatore Spedicato, Sergio Alberti, Sergio Floriani, Silverio Riva, Stefano Soddu, Tullio Figini, Ugo Nespolo, Vezio Paoletti, Vincenzo Gemito, Vincenzo Vela, Vitaliano Marchini, Vito Mele, Vito Russo, Vittore Frattini, Yoshin Suijin Ogata.

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Source : Wikipedia