Max Biaggi

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Tags : max biaggi, motociclismo, motori, sport

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Max Biaggi

Max Biaggi in azione con la RC211V del Team Repsol Honda

Massimiliano "Max" Biaggi (Roma, 26 giugno 1971) è un motociclista italiano, 4 volte campione del mondo della classe 250. Risiede attualmente a Monte Carlo ed è soprannominato il Corsaro.

Anche se da bambino Biaggi era più interessato al calcio, iniziò la sua carriera nel mondo del motociclismo nella categoria della 125 cc nel 1989, a 18 anni, su consiglio di un amico. Un anno dopo divenne campione italiano nella categoria "Sport Production", con moto derivate strettamente dalla serie. Immediatamente dopo Biaggi si trasferì nella classe 250.

I risultati ottenuti da Biaggi nella classe 250 furono tra i migliori nella storia della categoria, con ben quattro titoli mondiali.

Nel 1991 divenne campione europeo alla guida di una Aprilia e nello stesso anno arrivò 27esimo nel campionato mondiale (disputando però solo quattro gare). Nel 1992 Biaggi partecipò al suo primo intero campionato mondiale della classe 250 cc nel Team Iberna Motoracing Aprilia dell'ex pilota Alex Valesi, arrivando quinto nella classifica finale e ottenendo la sua prima vittoria in un Gran Premio (a Kyalami, in Sudafrica).

La stagione seguente, Biaggi passò alla Honda classificandosi quarto, vincendo a Barcellona, nel Gran Premio di Catalogna. Nel 1994 tornò alla guida dell'Aprilia e cominciò a dominare il campionato del mondo della 250 cc (ottenne infatti i primi tre titoli consecutivi tra il 1994 e il 1996; nel 1997 tornò alla Honda nella squadra di Erv Kanemoto, conquistando il suo quarto titolo consecutivo). Il 1994 fu un anno per Max contraddistinto da buone gare alternate a grandi errori (cadde un paio di volte quando era in testa in solitario); ma fortunatamente per lui, lo stesso, anzi peggio per quanto riguarda le cadute, fece Loris Capirossi (che dovette rinunciare al titolo con una gara di anticipo); così Max si aggiudica il mondiale, con 22 punti di vantaggio su Tadayuki Okada (2°). Nel 1995 Max ha vita più semplice, ma non mancarono certo grandi duelli, tra lui, il debuttante Ralf Waldmann e il giapponese Tetsuya Harada, suoi più acerrimi rivali per quella stagione e per quelle a venire.

Il 1996 dovrebbe essere l'anno della consacrazione, data l'esperienza e il talento dimostrati in precedenza. E infatti la stagione inizia nel migliore dei modi per Biaggi: ottiene 5 vittorie nelle prime 6 gare, tanto da far sembrare già chiuso il campionato. Ma una serie di errori conditi da molta sfortuna, come la caduta in prova ad Assen, che lo costringe a fare 2 gare non al 100%, il contatto con Jacque a Zeltweg, e la caduta a Rio, e cosa da non dimenticare, la grande velocità e determinazione di Waldmann e della sua Honda, fanno si che il mondiale si decida all'ultima gara. Biaggi ad Eastern Creek (ultima gara della stagione) vince però da grande campione, e si porta a casa il mondiale con soli 6 punti di vantaggio.

In quell'anno Biaggi sfiorò il record di Agostini dei 22 podi consecutivi, ma proprio con la gara di Zwelteg, Max si fermò a quota 21. In più ottenne ben 9 vittorie: Shah Alam, Suzuka, Jerez, Mugello, Paul Ricard, Donington Park, Brno, Catalunya, Eastern Creek. Nel 1997, dopo il divorzio con l'Aprilia, Max approda alla Honda del team Kanemoto, dove trova come compagno di squadra il "solito" Waldmann: con lui ingaggia ancora grandi battaglie, e ancora una volta il mondiale si decide all'ultima gara, che Biaggi vince, insieme al titolo mondiale (vinto per soli 2 punti ancora su Waldmann).

Dopo questo trionfo, Biaggi passò al campionato mondiale della 500, lasciando la 250 apprezzato per il suo stile di guida efficace e pulito e per alcuni record tuttora imbattuti: unico pilota nella storia della 250 a vincere 4 mondiali consecutivi con due moto diverse (Aprilia e Honda), maggior numero di pole position e di podi nella 250.

Nonostante un esordio trionfale e un'ottima prima stagione, i suoi risultati complessivi nella classe 500 furono meno brillanti rispetto a quanto fatto in 250. Nella stagione agonistica 1998 Biaggi, rimasto alla Honda (sempre nel team privato di Erv Kanemoto), debuttò con successo vincendo il Gran Premio del Giappone disputato a Suzuka, essendo partito dalla pole position ed avendo effettuato il giro più veloce in gara, impresa riuscita oltre a lui, solo al finlandese Jarno Saarinen 25 anni prima. Nel corso della stagione vinse anche il Gran Premio della Repubblica Ceca, ma l'evento clou del campionato fu a Barcellona il 20 settembre 1998 durante il gran premio di Catalogna.

A 9 giri dal termine una caduta coinvolse la Yamaha del francese Bayle e la Honda dello Spagnolo Alex Criville, i commissari di gara esposero le bandiere gialle (indicanti divieto di sorpasso per ragioni di sicurezza) mentre Biaggi si contendeva con Alex Barros il comando della corsa. Nella zona dell'incidente Biaggi sorpassò il brasiliano che lo risorpassò immediatamente: entrambi furono sanzionati con uno stop and go (sosta forzata di dieci secondi presso i box senza poter apportare modifiche all'assetto della moto). Barros entrò ai box scontando la penalità e finendo poi la gara al 7° posto, Biaggi decise di non scontare la penalità e fu squalificato dalla gara che fu vinta dal suo diretto avversario, l'australiano Mick Doohan, che prima di quella gara era secondo nel mondiale proprio dietro a Biaggi. Biaggi e Barros fecero ricorso sostenendo che nel punto dove erano avvenuti i reciproci sorpassi fosse stato per loro impossibile vedere le bandiere gialle, ma la giuria internazionale respinse i ricorsi infliggendo a Biaggi un'ammenda di 5.000 franchi svizzeri (poco più di 6 milioni di lire).

Al termine della stagione Max, convinto che la Honda gli preferisse Doohan e Criville, abbandonò la casa giapponese per entrare a far parte del team Yamaha. Con la Yamaha arrivò quarto nel 1999, a 73 punti da Alex Criville che vinse il mondiale, e dietro a Kenny Roberts Junior e Tadayuki Okada, vincendo a Welkom.

Nel 2000 arrivò terzo, staccato di 88 punti da Kenny Roberts Junior che conquistò il titolo, e dietro al debuttante Valentino Rossi, (con una vittoria a Brno e una a Phillip Island). Nel 2001, invece, vinse 3 gare e giunse secondo dietro Valentino Rossi, staccato di 106 punti. Al termine di questa stagione la classe 500 fu sostituita dalla MotoGP, con moto 4 tempi dalla cilindrata di 990 cc.

Nel 2002, la stagione d'esordio della MotoGP, Biaggi vinse in Repubblica Ceca sulla pista di Brno (la sua preferita, dove ha ottenuto 8 vittorie) e in Malaysia, nel circuito di Sepang. La rivalità con alcuni altri colleghi italiani, Loris Capirossi e Valentino Rossi si accese, e quest'ultimo lo precedette di 140 punti nella classifica finale.

Convinto che la Yamaha non fosse competitiva, nel 2003 Biaggi tornò alla Honda, ma in un team satellite, che non godeva di tutti gli aggiornamenti tecnici apportati alle moto della casa madre. Con la scuderia di Sito Pons, nel 2003 arrivò terzo, dietro all'emergente Sete Gibernau, distaccato di 129 punti da Rossi.

Il 2004 sembra l'anno buono: va fortissimo nei test e nella prima metà stagione centra numerosi podi e una vittoria in Germania, che lo porta al secondo posto ad un solo punto da Rossi, passato dal 2004 alla Yamaha. Nelle gare successive però un dodicesimo posto a Donington dovuto a delle noie al cambio e 2 ritiri consecutivi all'Estoril e a Motegi lo allontanano dalla lotta per il titolo. Giungerà alla fine terzo ad 87 punti di distacco da Rossi, e dietro all'ormai solito Gibernau. Chiuse tra l'altro la stagione fratturandosi un piede in seguito a una caduta in un test sulla pista di Latina con una moto supermotard.

Nel 2005 passò al team Repsol HRC e poté così gareggiare con una moto Honda "ufficiale", ma disputò la sua peggior stagione in MotoGP arrivando soltanto quinto dietro a Rossi (distaccato di ben 194 punti), Melandri, Hayden e Edwards. Biaggi attribuì il risultati deludenti a «problemi interni di squadra». In seguito alle sue dichiarazioni i dirigenti Honda HRC decisero di non affidargli una moto ufficiale per il 2006 vietando al team di Sito Pons, con il quale Biaggi aveva già un precontratto, di includere Biaggi nel team stesso.

Il 15 settembre 2006 viene annunciato il suo ingaggio con la Suzuki per partecipare nel 2007 al mondiale Superbike con la GSX-R 1000 K7 del Team Alstare Suzuki Corona Extra che, pur essendo una struttura privata, è da anni il team di riferimento della Suzuki per la categoria, l'obiettivo di Biaggi è quello di diventare il primo campione del mondo italiano della categoria.

Il 24 febbraio 2007 fece il suo esordio nel GP del Qatar, vincendo la prima manche e piazzandosi 2° nella prova pomeridiana. Nei successivi gran premi salì diverse volte sul podio: in particolare, nella seconda manche del gran premio di Valencia, il 15 aprile, fu protagonista di un notevole recupero, risalendo dal dodicesimo al secondo posto, alle spalle di Toseland su Honda CBR1000RR. Sul circuito di Brno Biaggi è protagonista di 2 grandi manche nella quale non recupera punti dal leader Toseland ma scala di ben 2 posizioni. Nelle gare a seguire, Biaggi affronta circuiti mai visti prima, ottenendo discreti risultati. Max approda al round di casa sul circuito di Vallelunga ancora matematicamente in corsa per il mondiale essendo distanziato da Toseland di 53 punti e preceduto da Haga, con ancora 2 gare da disputare, 4 manche e 100 punti da assegnare.

Sulle due manche nel circuito che gli ha dato i natali motoristici, Biaggi si piazza 1° vincendo di autorità su Troy Bayliss e poi alle spalle dello stesso australiano nella seconda manche, approfittando in questo modo della giornata negativa del capolista accorciando a -29 su Toseland e scavalcando Haga, riaprendo il mondiale ad una sola gara dal termine. Termina la stagione al Gp di Francia con un sesto posto in gara 1 ed un secondo in gara 2, concludendo la sua prima annata nel mondiale superbike con un terzo posto nella classifica finale, risultando il miglior rookie del 2007 nel campionato delle moto derivate dalla serie.

Il 18 ottobre 2007 viene resa nota la notizia che la Suzuki non può rinnovare il contratto di Biaggi per la stagione 2008 perché dopo aver perso il suo sponsor principale, non ha più le possibilità economiche per pagare uno stipendio così alto. Il futuro di Biaggi è comunque nella Superbike.

Il 30 ottobre 2007 in un comunicato congiunto il Team Ducati GMB del manager-pilota Marco Borciani e Max Biaggi annunciano di aver trovato l'accordo per la stagione agonistica 2008, pertanto il pilota romano, svanita l'ipotesi ritorno in MotoGp con la Honda Gresini, continua la sua avventura nel mondiale Superbike con una Ducati 1098R versione clienti. Nel team italiano trova come compagno di squadra lo spagnolo Ruben Xaus.

L'8 gennaio 2008 sale per la prima volta sulla sua nuova moto sul circuito di Phillip Island in Australia in occasione dei test organizzati dalla Pirelli. Una settimana dopo, sempre sul circuito australiano, stabilisce il nuovo record della pista con 1'31"7 con pneumatici versione 2007, in quanto per regolamento le nuove gomme non possono essere usate da piloti dei team privati.

Il 23 febbraio 2008 in occasione del Gp del Qatar svoltosi sul Circuito di Losail, valido come primo round del mondiale Superbike 2008, esordisce con la bicilindrica Ducati 1098 del Team Sterilgarda Go Eleven partendo dalla prima fila grazie al terzo tempo ottenuto nella superpole del giorno precedente; in gara 1 dopo un entusiasmante duello finale con Troy Bayliss su Ducati 1098, termina in seconda posizione dopo essere arrivato lungo all'ultima curva.In gara 2 si posiziona in terza posizione preceduto dal duo spagnolo composto dal vincente Fonsi Nieto su Suzuki GSX-R 1000 e dal compagno di squadra Ruben Xaus con una moto identica al romano. Al termine di questo primo round si posiziona in seconda posizione nella classifica generale con 36 punti sopravanzato di sole 2 lunghezze da Bayliss.

Il 2 marzo 2008 in occasione del Gran Premio d'Australia svoltosi sul circuito di Phillip Island e valido come secondo round del Mondiale Superbike, si qualifica solo in sedicesima posizione in quanto il giorno precedente durante il giro di lancio della superpole la sua Ducati 1098 riporta la rottura della leva del cambio, accadimento che lo costringe a rientrare ai box senza segnare alcun tempo cronometrato. In gara 1, partendo cosi attardato in griglia si prodiga immediatamente in una rimonta che lo porta a soli 5 giri dalla fine al secondo posto distanziato di 1 secondo e mezzo dal leader della corsa Troy Bayliss, ma cade vanificando la risalita ma senza riportare alcun danno fisico. In gara 2 riprende, sulla falsa riga di quanto già fatto vedere in gara 1, la sua rincorsa al vertice ma al termine dell'ottava tornata quando stava attaccando Fonsi Nieto in fondo al rettilineo del traguardo per strappargli la seconda piazza, sbaglia la frenata, perde il controllo della sua Ducati, sfiorando anche lo spagnolo, e rovina a terra in una caduta tanto spettacolare quanto drammatica, infatti gli esami svolti nel post-gara indicano una frattura del radio del braccio sinistro con una prognosi di circa 20-30 giorni.

Riuscirà comunque a rientrare in tempo per disputare il gran premio successivo, il 6 aprile 2008 in Spagna sul circuito di Valencia, ma le condizioni fisiche non ottimali gli impediranno di dare il massimo in quella e nelle gare immediatamente successive. Fuori oramai dalla lotta per il titolo, Biaggi riuscirà comunque a togliersi qualche soddisfazione, soprattutto nella seconda parte del mondiale, dove, pur senza riuscire a vincere neanche una manche, otterrà il secondo posto a Misano in gara 2, un quarto e un terzo posto a Brno, due terzi posti raggiunti in gara 1 sia a Brands Hatch che a Donington e un secondo posto a Vallelunga in gara 1, sempre a Vallelunga, in gara 2, è stato protagonista di un altro spettacolare volo, dal quale è uscito illeso.

Chiude il campionato 2008 al settimo posto, risultando il migliore tra i privati.

Il 19 settembre 2008, sfumata la possibilità di salire sulla Ducati ufficiale, viene annunciato che correrà le prossime due stagioni ancora nel mondiale Superbike con la nuovissima Aprilia RSV4.

Nel 1999 provò la Ferrari F399 F1 sul Circuito di Fiorano, a Modena, di proprietà della casa di Maranello ottenendo un ottimo risultato (soli 5" in più della migliore prestazione ottenuta da Schumacher - dati non ufficiali).

Il 18 gennaio 2006, anno nel quale Biaggi non partecipò ad alcuna competizione ufficiale, provò durante una sessione di 3 giorni di test privati a Silverstone una Midland F1 con motore Toyota. Alcuni giornali diedero la notizia di un'offerta della scuderia russa come test-driver per il 2006, ma la cosa si rivelò esclusivamente una trovata promozionale..

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Loris Capirossi

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Loris Capirossi (Castel San Pietro Terme, 4 aprile 1973) è un motociclista italiano.

È alto 165 centimetri e pesa 58 chilogrammi.

Come molti piloti Loris si appassiona di moto in tenerissima età. Sale sulle prime moto da fuoristrada quando ha appena quattro anni, dimostrando subito talento e affinando l'arte della regolazione e preparazione del mezzo. È però la pista ad interessarlo veramente, e disputa la prima stagione di gare di velocità nel 1987, alla guida di una Honda NS125, arrivando sesto nel Campionato Italiano Sport Production. L'anno dopo arriva nono nel Campionato Italiano 125 GP in sella a una Mancini (industria) e nel 1989 si rivela un promettente talento con la Honda nel campionato Europeo 125cc. Si piazza al quarto posto assoluto, conquistando quattro gare in attesa del debutto sulla scena mondiale.

Nonostante la minore età, egli decise d'accordo con la famiglia di fare il grande passo nel motomondiale.

Esordì nel mondo del motociclismo professionistico nel 1990 nella classe 125 cc in sella ad una Honda del Team Pileri: incredibilmente vinse il mondiale all'esordio, ottenendo tre vittorie (Gran Bretagna, Ungheria e Australia) e 182 punti nella classifica generale. Fu il più giovane pilota di tutti i tempi a conquistare un titolo mondiale e ancora oggi detiene il record. L'anno dopo (stessa moto e stesso Team) vinse in maniera ancora più netta: 5 gran premi (Australia, Europa, Francia, Gran Bretagna e Malesia), 5 pole position e 200 punti nella classifica finale (secondo arrivò Fausto Gresini con 181 punti). A soli 18 anni, Capirossi poteva già fregiarsi di due titoli mondiali.

Nel 1992 passò alla classe 250 cc, sempre con la Honda, ma non ufficiale. I risultati in quell'annata non furono buoni e Capirossi dovette accontentarsi di soli 27 punti e la dodicesima posizione finale. L'anno seguente fu più competitivo anche grazie ad una moto ufficiale: arrivò primo in tre gare e perse il titolo all'ultima corsa per soli quattro punti (197 a 193) da Tetsuya Harada incappando in un fuori pista causato da una scelta errata dei pneumatici. Si classificò secondo in campionato. Nel 1994 si aggiudicò ben quattro corse ma niente poté fare contro lo strapotere che Max Biaggi aveva in quella categoria. Inoltre a poche gare dalla fine, quando sembrava ancora in lizza per il titolo, incappò in una grave caduta che gli procurò la frattura di un polso e condizionò pesantemente le ultime gare rimaste. Concluse l'anno in terza posizione. Nel 1995 decise di passare nella classe regina, la 500 cc sempre con una Honda.

In quell'anno ottenne solo un podio (in Catalogna) e nessun altro risultato di rilievo classificandosi alla fine sesto. Decise pertanto di aderire al progetto Yamaha, con cui vinse la sua prima gara nella 500 (in Australia nel 1996). Non riuscì però a essere mai in lizza per il titolo e di conseguenza scelse di "auto-degradarsi" tornando in 250.

Con la scuderia Aprilia arrivò sesto nel 1997, ma vinse il titolo l'anno successivo (grazia alle vittorie nel Gran Premio di Spagna e nel Gran Premio di Gran Bretagna) superando in classifica i compagni di squadra Valentino Rossi, all'epoca giovane promessa del motociclismo italiano e Tetsuya Harada, l'unico ancora in grado di portargli via la prima posizione; ma all'ultima curva dell'ultimo giro del Gran Premio decisivo, quello d'Argentina, Loris fece un'entrata decisa ad Harada, in quell'occasione più lento, incappando in un inevitabile contatto dalla quale l'italiano ebbe al meglio; Capirossi era così campione del mondo. Fu in seguito denunciato dal pilota giapponese che lo accusò di comportamento antisportivo in pista. In particolare, Harada sostenne che Capirossi fece di tutto per farlo cadere al fine di vincere il titolo mondiale. Con la stessa accusa l'Aprilia interruppe bruscamente il contratto che la legava a Loris anche per l'anno successivo. Inoltre l'Aprilia non diede a Capirossi nemmeno la cifra pattuita per l'ingaggio. La casa di Noale venne successivamente citata in causa e tutto si risolse con una lunga questione legale alla fine della quale il pilota italiano venne dichiarato innocente e non vennero presi provvedimenti nei suoi confronti, confermando la classifica finale che lo vedeva campione del mondo. L'Aprilia dovette inoltre riconoscergli una grossa cifra per chiudere la controversia (si parla di 2 miliardi delle vecchie lire racchiuse in un contratto insieme ad un ingaggio per una stagione in sella alla RS3 per la stagione 2003). Questo portò il pilota a gareggiare con la Honda della squadra Gresini nel 1999. Capirossi fu poi assolto e rimborsato dall'Aprilia nel 2004. Nel 1999 però la situazione si ribaltò: Rossi campione della 250 e Capirossi terzo con tre vittorie (Malesia, Olanda e San Marino).

Nel 2000 ritornò in 500 con la Honda del team Pons, stavolta stabilmente. In quell'anno vinse il Gran Premio d'Italia facendo incappare in clamorose scivolate sia Max Biaggi che Valentino Rossi che in qualsiasi maniera cercarono di vincere il Gran Premio di casa. Fu per lui una stagione discontinua condita solo da un settimo posto in classifica generale.

L'anno successivo invece, pur senza vincere nessuna tappa, lottò per la classifica finale arrivando terzo dietro Rossi e Biaggi. Fece piazza pulita di piazzamenti: quattro volte secondo e cinque volte terzo.

Con l'avvento della MotoGP e dei motori quattro tempi, Capirossi entrò in crisi perché la sua squadra non poté beneficiare delle nuove MotoGp a 4 tempi, rimanendo con i motori due tempi. Così si spiega la disastrosa annata 2002, in cui Capirossi arrivò solo ottavo in classifica generale, un brutto risultato mitigato solo in parte dalla soddisfazione di essere stato, grazie alle sue capacità, praticamente l'unico pilota in sella alle "vecchie" 500 2 tempi in grado di essere competitivo contro le nuove 1000 cc.

Deluso dal trattamento subito, decise di abbandonare la Honda per passare alla Ducati, squadra italiana in fase di sperimentazione: con essa esordì in Giappone con un strabiliante terzo posto. Arrivarono altri podi, ma vinse solo sul circuito di Catalogna, la pista di Barcellona dove fu il primo pilota italiano su moto italiana a vincere un GP dal 1976. Nel 2003 arrivò quarto nella classifica generale stupendo tutti nell'ambiente. Soprattutto la Ducati ottenne tantissimi complimenti per l'ottimo esordio in motoGP.

All'esaltante stagione del 2003, ne seguì nel 2004 una molto difficile, nella quale la Ducati ammise di aver compiuto diversi errori causa l'inesperienza. Non ci fù nessuna vittoria e il pilota romagnolo dovette accontentarsi della nona piazza finale.

Si presentò al via nel 2005 sempre con la Ducati la quale, nel frattempo, era passata a gomme Bridgestone, spiazzando tutti. Proprio questo cambiamento portò, all'inizio del campionato, risultati piuttosto deludenti. Da metà stagione in poi però i progressi della Bridgestone furono notevoli e permisero a Loris di conquistare due podi (GP Rep.Ceca, GP Italia) e di vincere poi il Gran Premio del Giappone e quello della Malesia. Un grave incidente accadutogli in Australia lo tenne fermo due gare e gli impedì di qualificarsi in classifica finale oltre il sesto posto.

Nel 2006 parte con grosse ambizioni e si aggiudica la prima gara della stagione a Jerez (Spagna) dominando in assoluto tutto l'evento dalle prove (primo) alla gara (primo per tutti i 27 giri della gara ed ottenendo il giro più veloce). Nella seconda prova quella del Gran Premio del Qatar arriva terzo. Durante la partenza del Gran Premio di Catalogna in un pauroso incidente, in cui sono stati coinvolti in modo grave anche Melandri e Gibernau, riporta vari infortuni ed è costretto ad accontentarsi di un 15esimo posto nella gara successiva ad Assen per i suoi problemi fisici. Nonostante questo il 20 agosto ha vinto sul circuito di Brno una gara spettacolare, dominando fin dalle prove. Stesso risultato in Giappone dove fa la pole position e domina la gara dalla partenza all'arrivo. Finisce il campionato in terza posizione, dietro Nicky Hayden e Valentino Rossi, precedendo di un solo punto Marco Melandri ma i pochi punti che lo separano dal campione iridato fan pensare che senza lo sfortunato incidente, provocato involontariamente da Sete Gibernau, probabilmente avrebbe trionfato.

Nel 2007 Capirossi affronta il suo quinto anno in Ducati, in sella alla nuova moto, la cui cilindrata è stata abbassata, per regolamento, a 800cc. Mentre il suo nuovo collega di squadra Casey Stoner fa incetta di vittorie, dimostrando un sorprendente adattamento e vincendo il titolo di campione del mondo, Loris incontra parecchie difficoltà e i risultati tardano a venire: al termine della stagione ha conquistato tre podi (Turchia, Germania, Australia) ed una sola vittoria in Giappone. Proprio in quest'ultima gara il suo compagno si laurea campione del mondo, ed assieme scriveranno una delle più belle pagine della storia del motociclismo Italiano. Al termine della stagione Capirossi sarà settimo in classifica.

Il 16 agosto 2007, dal Circuito di Brno, Capirossi ha annunciato ufficialmente il suo congedo a fine anno dalla Ducati, dopo aver trascorso 5 stagioni in sella alle moto della casa di Borgo Panigale. Per il 2008 passerà al team ufficiale Rizla+ Suzuki, con il quale ha firmato un contratto annuale con opzione per il secondo.

Durante i vari test pre-campionato l'imolese fatica a trovare il feeling con la nuova moto risultando quasi sempre più lento del giovane compagno di squadra Vermeulen. Anche in questa stagione è sfortunato e si rompe la clavicola. Torna però alla ribalta classificandosi terzo nel gp della Repubblica Ceca.

Il 31 agosto 2008 diventa il pilota con il maggior numero di granpremi disputati. Il record avviene marcando la 277 presenza nel granpremio di Misano Adriatico. Il precedente record apparteneva ad Alex Barros.

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Motomondiale 1996

La stagione 1996 è stata la quarantottesima del Motomondiale.

Michael Doohan e la sua Honda continuano a dominare la classe 500 vincendo 8 gare; il suo compagno di squadra della Repsol Honda Àlex Crivillé batte l'australiano in Austria e in Repubblica Ceca. Luca Cadalora con il Kanemoto Honda Team vince solo 2 gare per il terzo anno consecutivo. La Suzuki schierò Daryl Beattie che fu incapace di correre al meglio a causa dei tanti infortuni. Rientrò in Spagna e corse in due gare ma dopo il gran premio di Francia decise di concludere la sua carriera.

Loris Capirossi vinse la sua prima gara nella classe 500 quando Criville si toccò con il suo compagno di squadra della Honda, Doohan, nell'ultimo giro del gran premio d'Australia. Honda introdusse la NSR500V che fu messa a disposizione dei team privati.

Max Biaggi vinse il suo terzo titolo mondiale nella classe 250 con l'Aprilia mentre Haruchika Aoki si confermò campione nella classe 125.

In quest'annata si registrarono anche le prime vittorie di Norifumi Abe nella classe 500, Olivier Jacque in 250 e Valentino Rossi in 125.

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Motomondiale 1997

La stagione 1997 è stata la quarantanovesima del Motomondiale.

Quarto mondiale consecutivo per Michael Doohan e la Honda in 500: il pilota australiano riuscì a superare il record di vittorie in una stagione di Giacomo Agostini (dodici vittorie sulle quindici gare disputate). Suzuki e Yamaha non erano in grado di tornare ai livelli dei primi anni '90, mentre l'Aprilia decise di ritirarsi, nonostante il decimo posto di Doriano Romboni in classifica.

Nella classe 250, Max Biaggi si confermò iridato nonostante il cambio di moto (dalla Aprilia alla Honda), dovuto a incomprensioni con il team.

Nella ottavo di litro, schiacciante vittoria di Valentino Rossi, che distaccò il secondo Ueda di quasi cento punti.

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Motomondiale 2004

L'annata 2004 è stata la cinquantaseiesima stagione del motomondiale e le competizioni, iniziate con il Gran Premio del Sudafrica hanno coinvolto Classe 125, 250 e MotoGP.

Alla fine del Motomondiale 2003 la HRC e Valentino Rossi finirono la loro collaborazione e la HRC mandò una lettera a Rossi comunicandogli che in virtù del contratto stipulato non avrebbe potuto guidare motociclette di un altro costruttore prima del 31 dicembre. Il passaggio di Rossi alla Yamaha era una vera scommessa, visto che la Yamaha non vinceva un titolo mondiale da 10 anni. Rossi vinse la prima gara della stagione e alla fine fece suo il titolo iridato sciogliendo i dubbi a chi si domandava se per vincere era più importante il pilota o la moto. È stato il secondo pilota (dopo Eddie Lawson) a vincere due campionati consecutivi su 2 moto differenti (con la Honda nel 2003 e con Yamaha nel 2004).

Max Biaggi mise più volte in difficoltà Rossi a inizio stagione ma calò con l'andare della stagione. Sete Gibernau fu più continuo, ma si dovette arrendere a Phillip Island, quando Rossi vinse matematicamente il titolo mondiale. L'amicizia che storicamente legava i due piloti s'incrinò durante il campionato e venne definitivamente meno al GP del Qatar.

Nel GP d'Italia vennero disputati 17 giri prima che la gara venisse sospesa a causa della pioggia. Le regole prevedevano che la classifica della gara al momento dell'interruzione fosse solamente l'ordine in griglia al nuovo via, annullando di fatto tutti i distacchi. Nel 2005 questa regola venne cambiata e da allora la pioggia non ferma più una gara di MotoGP.

Il miglior esordiente fu Rubén Xaus.

Nella quarto di litro successo di Dani Pedrosa, alla sua prima stagione nella categoria, mentre in 125 trionfa Andrea Dovizioso.

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Valentino Rossi

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Valentino Rossi (Urbino, 16 febbraio 1979) è un motociclista italiano, otto volte campione del mondo nelle varie classi del Motomondiale.

Uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, è l'unico nella storia del motociclismo ad aver vinto il titolo mondiale in 4 classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MotoGP (5) (la classe che dal 2002 ha sostituito la 500), ed a vincere il titolo per due anni consecutivi della classe regina con due marche diverse (Honda e Yamaha), insieme all'americano Eddie Lawson. Detiene il record di podi consecutivi nella classe MotoGP (23): le ultime 6 gare del 2002, tutte le 16 gare del 2003, e la memorabile gara di Welkom nel 2004 (prima gara in sella alla Yamaha M1). È attualmente il pilota col maggior numero di successi in MotoGP.

Tra i soprannomi più noti si ricordano The Doctor, Rossifumi e Valentinik.

Nasce a Urbino il 16 febbraio 1979 e da piccolissimo si sposta a Tavullia, Rossi inizia a prendere confidenza con i motori fin da piccolo, mostrando subito il suo talento. Inizia da bambino coi kart grazie al padre Graziano, che corse nel motomondiale negli anni '70; passa poi molto velocemente alle più economiche minimoto, che al tempo non avevano ancora avuto lo sviluppo odierno e prende la prima licenza come pilota del Moto Club Cattolica, sodalizio pioniere delle gare di minimoto. Fa le sue prime esperienze e gare presso la pista Motorpark a Cattolica, la prima omologata FMI. A 13 anni prova per la prima volta la Aprilia Futura 125, ma il debutto nelle campionato Sport Production lo fa nel 1993 in sella alla Cagiva gestita da Claudio Lusuardi. Nel 1994 partecipa contemporaneamente ai campionati Sport Production e GP italiani, riuscendo a vincere il campionato delle derivate di serie ed a fare esperienza sui prototipi da GP. L'anno successivo vince il campionato italiano della classe 125, e si classifica terzo nell'europeo della stessa categoria. Da quando ha debuttato in 125 nel '96 Rossi non ha mai saltato una gara.

L'alba della stagione 1996 del motomondiale sancisce l'esordio nel campionato del mondo. Dopo alcune prestazioni di rilievo, ottiene la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca, a Brno, dopo aver conquistato anche la sua prima pole position. Nel 1997 passa dal team AGV al Team ufficiale Aprilia, ottiene il suo primo titolo mondiale in sella alla RS 125. Con 12 vittorie totali, Valentino passa alla 250.

A partire dal 1998 corre nella classe 250. Trascorre un anno di ambientamento all'interno del "mega team" Aprilia 250 che in quell'anno schiera ben 3 piloti: il campione mondiale a fine anno Loris Capirossi, il veloce ma sfortunato Tetsuya Harada e il giovane Valentino. Il cambio di cilindrata segna anche il cambio di capo team, passando da Mauro Noccioli a Rossano Brazzi. Vince gli ultimi quattro gran premi sfiorando il titolo. Nel 1999 si laurea campione del mondo della 250, dominando la stagione con 9 vittorie.

Il 2000 è l'anno del passaggio alla classe 500 e del cambio di scuderia. Firma, infatti, un contratto con la Honda. Il suo primo anno è costellato da vari errori di inesperienza, ciò nonostante vince due Gp ed è vicecampione del mondo, dietro a Kenny Roberts Junior. Ma nel 2001, ultima stagione prima della sostituzione di questa classe con la MotoGP, arriva il terzo titolo iridato. Sempre nel 2001, si cimenta nella prova più importante del Mondiale Endurance per le case giapponesi: la 8 ore di Suzuka, imponendosi assieme all'allora compagno di marca (e pilota ufficiale Superbike Honda) Colin Edwards.

L'introduzione della nuova classe, nella quale tutti i piloti sono "esordienti", non costituisce problemi per Rossi, che riesce a imporsi fin dalla prima edizione (2002,in sella alla perfetta RC211V a cinque cilindri,e a bissare il titolo iridato l'anno successivo (2003).

Nella stagione 2004 Rossi passa alla Yamaha; inizialmente la mossa solleva qualche perplessità perché la Yamaha è giudicata tecnicamente inferiore alla Honda, nell'arco della stagione precedente ha infatti ottenuto solo un terzo posto. Rossi raccoglie comunque la sfida e porta con sé nel nuovo team alcuni elementi chiave della vecchia squadra, come il capotecnico australiano Jeremy Burgess, con lui sin dalla prima stagione in Honda, nel 2000. Il risultato è una moto nettamente migliorata, con cui Rossi vince il motomondiale, a dodici anni di distanza dall'ultima vittoria di una moto Yamaha, pilotata dallo statunitense Wayne Rainey. Memorabili sono la prima gara di Welkom, in cui Rossi vince una stupenda battaglia contro Max Biaggi, dimostrando ancora una volta la superiorità dell'uomo nei confronti del mezzo meccanico, e mettendo a tacere le critiche rivolte nei suoi confronti, e quella di Phillip Island, nella quale Valentino vince il mondiale andando a prendersi la vittoria ai danni di Sete Gibernau.

Anche nel 2005 Rossi, contro le previsioni di molti, domina la competizione divenendo campione del mondo con quattro gare di anticipo, a Sepang, il 25 settembre. Soltanto i numeri possono descrivere la superiorità imbarazzante del duo pilota-mezzo rispetto alla concorrenza: 11 vittorie su 17 gare, 16 podi complessivi, 1 solo ritiro, 367 punti su 425.

Il 2 agosto dello stesso anno, Rossi firma il rinnovo contrattuale con la Yamaha per la stagione 2006, rifiutando l'offerta della Ducati e sconfessando le ipotesi giornalistiche di un suo possibile esordio in Formula 1 con la Scuderia Ferrari.

Nella stagione 2006 Rossi si classifica al secondo posto. Ottiene 5 vittorie, 6 in meno dell'anno precedente, principalmente a causa di due cadute (tamponato da Elias alla prima curva a Jerez), due rotture del motore (Le Mans e Laguna Seca) e un distaccamento del battistrada del pneumatico anteriore in Cina. A 6 gare dal termine del campionato Rossi si trova a 51 punti di distanza dal capoclassifica, ma inizia una rimonta che appassiona i tifosi, arrivando ad affrontare l'ultima gara in testa alla classifica con 8 punti di vantaggio. Nell'ultima gara, però, dopo una brutta partenza dalla Pole Position, cade nel tentativo di rimontare gli avversari ed arriva al 13° posto, perdendo il campionato, vinto da Nicky Hayden che viola l'imbattibilità quinquennale di Rossi.

Nel Motomondiale 2007 le sue prestazioni sono altalenanti: vince a Jerez, Mugello, Assen, Estoril (dove dedica la vittoria di quest'ultimo a Colin McRae, scomparso il giorno precedente); arriva secondo a Losail, Shanghai, Montmeló, ma decimo a Istanbul e sesto a Le Mans. Al termine del Gran Premio motociclistico di Olanda, Rossi è secondo a 21 punti da Casey Stoner che gareggia con una Ducati. Vince la gara del 30 giugno sul circuito di Assen (Olanda) rimontando dalla 11a posizione e superando nel finale proprio il suo principale rivale. Nel GP di Germania si ritira per una caduta in una curva. Nel Gran Premio degli Stati Uniti giunge quarto, distanziato di ben 30 secondi dal pilota della Ducati Casey Stoner. Nel GP del Giappone al termine di una gara rocambolesca a causa della pioggia si classifica in 13a posizione, permettendo a Casey Stoner (6°) di laurearsi campione del mondo per la prima volta. Nelle qualifiche dell'ultimo GP, a Valencia, il pesarese cade rovinosamente e si procura un trauma multiplo alla mano destra. L'aiuto della clinica mobile gli consente di partecipare comunque alla gara, dalla quale però si ritira per un guasto elettronico. Si classificherà al terzo posto finale, dietro a Stoner e Pedrosa. Durante quest'ultimo fine settimana avverrà la comunicazione ufficiale del suo passaggio alle gomme Bridgestone dopo tanti trionfi con Michelin.

Nel 2008 è ancora in sella alla Yamaha stavolta gommata Bridgestone. Rossi sceglie di cambiare fornitore dopo la grande delusione dell'anno precedente, quando le sue Michelin furono le principali responsabili di alcune sue sconfitte decisive. Nonostante la coraggiosa scelta del pesarese il mondiale non comincia sotto il segno di Valentino. Stoner, Pedrosa e il debuttante compagno di squadra Lorenzo si alternano, nelle prime tre gare, sul gradino pù alto del podio. Successivamente Rossi si impone in vetta al mondiale con tre vittorie consecutive nei gran premi di Cina, Francia ed Italia (fra queste tre è da ricordare quella numero 90 per Valentino, che gli permette di eguagliare Angel Nieto, e poi superarlo).

A Laguna Seca, l'undicesima prova del mondiale, Stoner conquista la quarta pole consecutiva. Tuttavia in gara la vittoria va a Rossi al termine di un duello memorabile che vede protagonisti proprio questi ultimi due. Casey e Valentino mettono in scena il più combattuto ed appassionante testa a testa della stagione, con sorpassi e controsorpassi continui (indimenticabile è il controsorpasso di Rossi effettuato al 3^ giro al "Corkscrew", in cui Valentino ha affrontato la seconda curva passando sulla terra). E' comunque un dritto di Stoner a nove giri dalla fine (il pilota cade nella ghiaia per poi rialzarsi) a decretare il definitivo successo di Valentino. Nel dopo gara, Stoner accusa Valentino di aver compiuto dei sorpassi e delle manovre "al limite", ma Valentino replica di aver solamente corso una gara di MotoGp nel pieno rispetto delle regole: nel successivo Gran Premio di Brno, Stoner si scuserà con Rossi dicendo che erano solo parole dette a caldo, chiudendo così ogni polemica.

Le due gare successive, a Brno nella Repubblica Ceca e a Misano, rappresentano il punto di svolta della stagione di Valentino: in entrambe, Casey Stoner cade e consegna la vittoria a Rossi che chiude da par suo.

Ad Indianapolis, dove il 14 settembre 2008 le moto gareggiano per la prima volta, Valentino riesce a conquistare pole e vittoria finale e a superare con 69 vittorie nella classe regina il record assoluto detenuto in precedenza da Agostini. La vittoria numero 70 arriva il 28 settembre a Motegi: il Dottore (con tre gare di anticipo) torna a laurearsi campione del mondo arrivando a 8 titoli iridati: 1 in 125, 1 in 250 e 6 tra 500 e MotoGP.

La settimana successiva, a Phillip Island, Valentino continua la sua serie di risultati positivi, giungendo 2° grazie ad una rimonta spettacolare dalla 12^ posizione in griglia, infilando una serie di sorpassi imbarazzanti e dimostrando ancora una volta il suo talento.

Nella successiva gara di Sepang, Rossi allunga la sua serie di risultati positivi, conquistando una ulteriore vittoria nei confronti di Pedrosa, e nell'ultima gara di Valencia, grazie ad un 3° posto, migliora ulteriormente il record di punti conquistati in una stagione, già appartenente a lui, di 6 punti, giungendo fino a 373 punti.

Durante la sua carriera Rossi ha avuto un'accesa rivalità, dai toni non sempre signorili, con un altro pilota italiano, Max Biaggi.

Il 3 agosto 2007 l’Ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate contesta a Rossi compensi non dichiarati per 58.950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004. Considerando Irpef, Irap e Iva, l’evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro. Il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi, per un totale complessivo di 112 milioni di euro. Per tutti e 5 gli anni in questione, Rossi avrebbe presentato una dichiarazione Irpef con un reddito inferiore a quello reale. Lo stesso avrebbe fatto per l’Irap e l’Iva del 2000, mentre per il quadriennio 2001-2004 non avrebbe presentato alcuna dichiarazione Irap e Iva. Il pilota si è difeso affermando di aver rispettato la legge e di aver pagato tutte le imposte dovute nel Regno Unito, dove risulta residente.

Nel febbraio del 2008 è stata resa nota la notizia che Rossi ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate patteggiando il pagamento di 19 milioni di dollari per il periodo 2000-2004 e 16 milioni per il periodo 2005-2006: trenta milioni legati ai guadagni del periodo e 4,8 milioni legati alla mancata dichiarazione.

Appassionato di automobilismo, Rossi ha gareggiato in una prova del campionato mondiale Rally WRC, nel 2002, a bordo di una Peugeot 206 WRC, in occasione del Rally d'Inghilterra senza però terminare la gara a causa di un'uscita di pista dopo poche curve. Da qualche anno partecipa anche al Monza Rally Show (di cui ha vinto l'edizione del 2006 e del 2007 su Ford Focus in coppia con Carlo Cassina, ed ha ottenuto un onorevole secondo posto nel 2008 tanto nel rally quanto nel Master Show, alle spalle rispettivamente di Dindo Capello e di Piero Longhi) ed al memorial Bettega del Motorshow di Bologna. Al secondo tentativo di partecipazione ad una prova del mondiale Rally WRC, è giunto 11° al rally di Nuova Zelanda disputato dal 17 al 19 novembre 2006 a bordo di una Subaru Impreza WRC. Nel dicembre del 2008 partecipa all'ultima prova del campionato, ossia il Rally del Galles, e a bordo di una Ford Focus riesce a concludere la gara 12°.

Disegni sui caschi usati da Rossi nelle varie stagioni.

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Source : Wikipedia