Massimo Cacciari

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Inviato da gort 25/02/2009 @ 20:15

Tags : massimo cacciari, politici, politica

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Massimo Cacciari

Massimo Cacciari, 2008 in Amalfi

Massimo Cacciari (Venezia, 5 giugno 1944) è un politico e accademico italiano, attuale sindaco di Venezia.

Frequenta il Liceo Classico Marco Polo di Venezia. Nel 1967 si laurea in filosofia all'Università di Padova con una tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant, sotto la guida del professor Dino Formaggio. Nel 1985 diviene professore universitario presso l'Istituto di Architettura di Venezia, con la cattedra di Estetica. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia, che hanno segnato il dibattito dagli anni Sessanta agli anni Ottanta (tra l'altro "Angelus Novus", “Contropiano”, "il Centauro").

Al centro della sua riflessione filosofica si colloca la crisi della razionalità moderna, che si è rivelata incapace di cogliere il senso ultimo del reale, abbandonando la ricerca dei fondamenti del conoscere. La sua visione muove dal concetto di "pensiero negativo", ravvisato nelle filosofie di Friedrich Nietzsche, di Martin Heidegger e di Ludwig Wittgenstein, per risalire ai suoi presupposti in alcuni aspetti della tradizione religiosa e del pensiero filosofico occidentali.

Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i quali meritano una particolare attenzione: Krisis (del 1976); Pensiero negativo e razionalizzazione; (1977), Dallo Steinhof (1980), Icone della legge (1985), L'angelo necessario (1986),Dell'inizio (1990), Della cosa ultima (2004). I volumi Icone della legge e L'angelo necessario presentano, inoltre, alcune pagine dedicate alla filosofia dell'icona e agli esiti del pensiero del mistico russo Pavel Aleksandrovič Florenskij.

Dopo aver aderito giovanissimo a Potere Operaio entrò nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo cariche apparentemente lontane dai suoi interessi filosofici: fu responsabile della Commissione Industria del PCI Veneto negli anni settanta, venne poi eletto alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983, fu membro della Commissione Industria della Camera.

Fu sindaco di Venezia dal 1993 al 2000, fra i principali sostenitori dei Democratici di Romano Prodi e si parlò di lui come un probabile leader dell'Ulivo. In preparazione delle elezioni regionali del 2000, aveva compreso che la sinistra per vincere in una regione tradizionalmente moderata avrebbe dovuto agganciare una parte dell'elettorato in fuga dalla ex DC, e fece alcuni significativi passi in tal senso, ma non riuscì a convincere fino in fondo l'elettorato autonomista.

La sua sconfitta alle Regionali del 2000, dove fu candidato per la presidenza della regione Veneto, fece tramontare l'ipotesi che potesse diventare il futuro leader dell'Ulivo. Cacciari ottenne in quella tornata il 38,2% dei voti, venendo sconfitto dal rappresentante del Polo per le Libertà Giancarlo Galan che ottenne il 54,9%: in qualità di "miglior perdente", il professore divenne comunque consigliere regionale.

Nel 2005, a sorpresa, annunciò la sua intenzione di ricandidarsi a sindaco di Venezia. I partiti di sinistra dell'Ulivo avevano però già raggiunto l'accordo per la candidatura unitaria del magistrato Felice Casson ma Cacciari dichiarò di voler andare avanti anche a costo di spaccare l'unità della coalizione, cosa che effettivamente successe: Cacciari venne sostenuto da UDEUR e Margherita, Casson ricevette invece l'appoggio di tutti gli altri partiti del centrosinistra.

Al primo turno Casson ebbe il 37,7% dei voti mentre Cacciari si fermò al 23,2%; sfruttando le divisioni presenti in maniera ancora più acuta nel centrodestra a Venezia, furono proprio i due rappresentanti dell'Ulivo ad andare al ballottaggio. A sorpresa Cacciari, seppur sostenuto da liste più deboli, riuscì a far leva sull'elettorato moderato e vinse la sfida con circa 200 voti di vantaggio sul suo competitore (50,5% contro 49,5%).

L'inattesa vittoria del politico-filosofo creò malumori all'interno della coalizione (Casson commentò il risultato esclamando: "Ha vinto Cacciari? Allora ha vinto la destra!") ed una particolare situazione nel consiglio comunale veneziano: la Margherita con il suo 13,4% di voti ebbe diritto a ben 26 seggi (mentre i DS, che ottennero il 21,2%, si dovettero accontentare di 6 seggi) e l'UDEUR nonostante un modesto 1,4% si accaparrò 2 seggi (a differenza di Rifondazione Comunista che con il 6,8% si aggiudicò un solo seggio).

Nel complesso, quindi, la coalizione Cacciari con il 14,8% dei suffragi prese 28 seggi mentre il raggruppamento Casson con il 41% risultò possessore di 9 seggi. Ciò ha permesso a Cacciari, iscritto alla Margherita di cui è esponente di punta in Veneto, di poter governare la città con una solida maggioranza consiliare.

In occasione delle elezioni regionali del 2005, delle elezioni politiche del 2006 e delle amministrative del 2007 ha cercato di porre l'accento sulla questione settentrionale.

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Meeting per l'amicizia fra i popoli

Il Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini, è un festival estivo di incontri, cultura, musica, sport, letteratura e spettacolo che trae la sua origine dal movimento di Comunione e Liberazione. Esso ha luogo dal 1980 ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto.

Il Meeting di Rimini, si svolge solitamente nell'ultima settimana di agosto nei padiglioni di Rimini fiera. È ispirato alla visione del mondo cattolica, frutto dell'iniziativa di persone e gruppi che vivono l'esperienza cristiana attraverso il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. A parte un piccolo nucleo di 7 persone che lavora a tempo pieno tutto l'anno alla sua preparazione, il grande festival riminese viene organizzato, allestito, gestito e poi smontato con il lavoro di volontari, in maggioranza studenti universitari.

1980. La pace e i diritti dell'uomo (23-31 agosto 1980). Dedicato al tema dei diritti dell'uomo, dà ampio spazio alla situazione nell'Unione Sovietica: prendono tra gli altri la parola i dissidenti russi Vladimir Bukovskij e Tatiana Goritcheva. Partecipa anche Giulio Andreotti (che tornerà ogni anno, con una sola eccezione nel 1992, fino all'attuale edizione.

1981. L'Europa dei popoli e delle culture (22-29 agosto 1981). Uno dei relatori è il giornalista Tadeusz Mazowiecki, che nel 1989 sarà premier del primo governo non comunista della Polonia. Partecipano anche Guido Bodrato, Roberto Formigoni (che tornerà con regolare frequenza), Emilio Colombo, Giovanni Spadolini, Vincenzo Scotti.

1982. Le risorse dell'uomo (21-29 agosto 1982). Giovanni Paolo II visita il Meeting e vi pronuncia uno tra i più importanti discorsi programmatici del suo pontificato. Partecipa inoltre ai lavori l'allora arcivescovo di Ravenna Ersilio Tonini, più tardi nominato cardinale. Interviene pure Julien Ries, studioso di antropologia del sacro ed erede culturale di Mircea Eliade: da allora parteciperà a tutte le successive edizioni dell'incontro riminese.

1983. Uomini scimmie robot (21-28 agosto 1983). Intervengono l'arcivescovo di Bologna Enrico Manfredini, il cardinale Camillo Ruini, don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione (che tornerà nel 1985 e nel 1993). Partecipano anche due intellettuali allora non ancora conosciuti fuori della cerchia degli addetti ai lavori: Nando Dalla Chiesa e Massimo Cacciari (il quale parteciperà al Meeting in molte altre occasioni). Fra i politici è presente Arnaldo Forlani.

1984. America americhe 1984: l'impossibile tolleranza? (25 agosto - 1 settembre 1984). Tra i relatori, Hans Urs von Balthasar, figura di primissimo piano della teologia del nostro tempo. La grande coreografa americana Martha Graham presenta al Meeting l'unico spettacolo italiano della sua tournée europea. Intervengono i politici Amintore Fanfani, Piero Bassetti, Paolo Emilio Taviani.

1985. La bestia Parsifal & Superman (24-31 agosto 1985). Dando la parola al ministro degli Esteri di Bonn, Hans Dietrich Genscher, si richiama l'attenzione sulla decisiva rilevanza delle relazioni italo-tedesche.

1986 Tamburi bit messaggi (23-30 agosto 1986). Il cardinale Jean-Marie Lustinger, arcivescovo di Parigi, parla sul tema: "Un fatto è la buona notizia". Fra i politici sono presenti Carlo Ripa di Meana, Boutros Boutros-Ghali, Elias Freij, Vincenzo La Russa, Antonio Gava.

1987. Creazione arte economia (22-29 agosto 1987). Mentre l'evento di maggior rilievo è certamente la visita di Madre Teresa di Calcutta, fa anche notizia l'archeologo italo-israeliano Emmanuel Anati che propone per la prima volta ad un grande pubblico le sue tesi su Har Karkom come autentico monte Sinai. Si svolge anche una veglia di preghiera presieduta dal cardinale Léon Suenens, già arcivescovo di Bruxelles, protagonista del Concilio Vaticano II e uno dei più autorevoli membri del movimento del Rinnovamento dello Spirito.

1988. Cercatori di infinito costruttori di storia (20-27 agosto 1988). Prende la parola lo scrittore Jean Guitton. Va in scena in anteprima mondiale, alla presenza degli autori, l'opera Maximilian Kolbe, musiche di Dominique Probst e libretto di Eugène Ionesco. Fra i politici si segnala la presenza di Gianni De Michelis, Giovanni Spadolini, Claudio Martelli, il verde Alexander Langer.

1989. Socrate, Sherlock Holmes, Don Giovanni. Approccio, investigazione e possesso della realtà: nel paradosso (20-27 agosto 1989). Torna il futuro cardinale Ersilio Tonini. Partecipano pure il cardinale Giacomo Biffi e mons. Paul Josef Cordes, allora vicepresidente del Pontificio Collegio per i Laici. La direzione del settimanale Il Sabato chiama ad un pubblico confronto quelli che definisce i suoi "padri" culturali, Augusto Del Noce e Giovanni Testori.

1990. L' ammiratore, Einstein, Thomas Becket (25 agosto - 01 settembre 1990). Interviene Lech Wałęsa, da pochi mesi presidente della Polonia. La relazione conclusiva è affidata al cardinale Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI.

1991. Antigone ritornata e il vecchio immigrato, tra gente di palazzo e nuovi distintivi (24-31 agosto 1991). Invitato malgrado resistenze da parte del governo italiano, il Dalai Lama ha la parola nella più grande assemblea che mai in Italia sia stata convocata per ascoltarlo.1991. Suscita grande impressione la testimonianza del cardinale Alexandru Todea, arcivescovo metropolita della Chiesa cattolica romena di rito orientale. Partecipano anche diversi alti prelati cattolici del Medioriente: il libanese Nasrallah Pierre Sfeir, patriarca di Antiochia dei Maroniti, Lufti Laham, vicario patriarcale di Gerusalemme dei Greci Melkiti cattolici, Andrè Bedoglouyan, vicario del patriarca di Cilicia degli Armeni, Sua Beatitudine Raphael I° Bidawid, patriarca di Babilonia dei Caldei. Con un intervento di Jose O'Callaghan, si affaccia inoltre il tema della prova archeologica della storicità dei Vangeli. Fra i politici, partecipano Francesco Cossiga, Fang Lin Zhi, Anatoly Afanasiev, Massimo D'Alema, Marco Boato.

1992. Il giallo, il nero, l' indio e il latino in cerca di americhe (22-29 agosto 1992). Intervengono il cardinale mons. Roger Etchegaray, Ignace de la Potterie, insigne biblista e docente del Pontificio Istituto Biblico di Roma e Guzman Carriquiry, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici. Fra i politici, Rosa Russo Iervolino, Ciriaco De Mita, Aldo Brandirali, Walter Veltroni e un ecologista militante allora poco conosciuto, Francesco Rutelli.

1993. Accade qualcosa da oriente (21-28 agosto 1993). Gli ospiti che fanno più notizia sono il cancelliere tedesco Helmut Kohl e il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro; Feisal Husseini, alto dirigente dell'OLP, lascia trapelare alcune anticipazioni sull'accordo israelo-palestinese che verrà annunciato al mondo qualche giorno dopo. Al Meeting partecipano anche il patriarca latino di Gerusalemme, mons. Michel Sabbah e il vescovo di Tunisi mons. Fouad Twal.

1994. E il popolo esiliato continuò il suo cammino (21-27 agosto 1994). Due relazioni, rispettivamente del papirologo Josè O'Callaghan e dello storico Carsten Peter Thiede, pongono al centro del Meeting la dimostrazione della storicità dei Vangeli e la scoperta dei rotoli di Qumran, mentre il massimo numero di presenze si registra alla conferenza di Margherita Guarducci, archeologa cui si deve il ritrovamento, nella Basilica di San Pietro in Roma, della tomba e delle reliquie attribuite dalla tradizione all'Apostolo. Tra i relatori dell'anno, anche il cardinale Carlo Maria Martini e il vescovo sudanese mons. Paride Taban. Fra i politici presenti: Alfredo Biondi, Irene Pivetti, Tiziana Maiolo, Massimo Cacciari, Francesco D'Onofrio, Antonio Guidi, Clemente Mastella.

1995. Mille anni sono come un turno di guardia nella notte (20-26 agosto 1995). Le prospettive dell'economia russa sono presentate al pubblico del Meeting da un ministro del governo di Mosca che pochi conoscono: Anatolij Chubais. Per la prima volta in Italia, è possibile ascoltare di persona Ernst Nolte. Una delle principali relazioni è affidata al cardinale Adrianus Simonis, primate d'Olanda. Fra le personalità politiche presenti, si ricordano Susanna Agnelli e Tiziano Treu.

1996. Si levò un vento impetuoso da est e, sicuri della loro guida, navigarono sino ai confini della terra (18-24 agosto 1996). Nell'ambito della grande mostra Dalla terra alle genti, vengono tra l'altro esposti per la prima volta al pubblico alcuni famosi frammenti dei papiri di Qumran. Cesare Romiti pronuncia un discorso premonitore di ampio respiro politico. David Rosen, rabbino di Gerusalemme, accetta di confrontarsi sulle prospettive del rapporto interreligioso. Al Meeting prendono la parola anche l'arcivescovo di Vienna Cristoph Schönborn, che sarà poi nominato cardinale e Kiko Argüello, uno degli iniziatori del Cammino Neocatecumenale.

1997. Lo Starets rispose: "Davvero, tutto è buono e splendido perché tutto è verità" (24-30 agosto 1997). Renato Ruggiero, direttore generale della WTO, indica le linee della futura politica della sua Organizzazione; il cardinale di Sarajevo Vinko Pulic offre un'autorevole testimonianza diretta sul dopoguerra in Bosnia. All'incontro conclusivo partecipa e prende la parola il cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato. Tra i politici: Luigi Berlinguer, Domenico Fisichella, Marco Boato, Emma Bonino, Lorenzo Strik Lievers, Lamberto Dini.

1998. La vita non è sogno (23-29 agosto 1998). Contro lo sciopero generale per l'occupazione, rivendicato al Meeting da Sergio D'Antoni, si esprime il commissario europeo Mario Monti. Intervengono molti prelati: Diarmuid Martin, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Jean-Louis Tauran, segretario per i rapporti con gli Stati, Carlo Caffarra, Stanislaw Rylko, Angelo Scola, rettore della Pontificia Università Lateranense, Ennio Antonelli, allora segretario generale della CEI. Fra i politici, sono presenti Janne Haaland Matlary, Ortensio Zecchino, Pier Luigi Bersani, Livia Turco, Nicola Mancino, i sindaci Gabriele Albertini, Enzo Bianco, Massimo Cacciari, i presidenti di Regione Piero Badaloni, Roberto Formigoni, Giancarlo Galan.

1999. L' ignoto genera paura, il Mistero genera stupore (22-28 agosto 1999). Il neopresidente algerino Abdelaziz Bouteflika presenta all'opinione pubblica occidentale il suo programma politico; il leader kosovaro Ibrahim Rugova incontra pubblicamente, per la prima volta dopo la guerra, un leader politico serbo; il vicepremier iracheno Tareq Aziz svela la posizione del suo governo a proposito del progettato viaggio del Papa in Iraq. Innocenzo Martinelli, vescovo di Tripoli e Fouad Twal, vescovo di Tunisi, raccontano la presenza della Chiesa cattolica nel mondo arabo; Crescenzio Sepe e Angelo Comastri anticipano le iniziative del Giubileo del 2000; sono presenti inoltre il teologo spagnolo Javier Prades, Lorenzo Albacete, Vicario Episcopale della Diocesi di New York, Giacomo Tantardini, Luigi Negri, Oreste Benzi, Attilio Nicora, Alessandro Maggiolini, Werenfried Van Straaten. Fra i politici, si segnalano Lamberto Dini, Romano Prodi, Giancarlo Galan. Il Meeting organizza inoltre una grande mostra dedicata a Gaetano Previati 1852-1920. Un protagonista del Simbolismo europeo, presso Palazzo Reale a Milano. Notevoli sono gli spettacoli presentati: Ennio Morricone dirige l'Orchestra Internazionale d'Italia in un concerto di musiche per il cinema: tra le soliste, Dulce Pontes; la Compagnia degli Scalpellini presenta La Rocca di T. S. Eliot, per la regia di Franco Palmieri; Krzysztof Zanussi presenta la serie di film televisivi Week end Stories.

2000. 2000 anni, un ideale senza fine (20-26 agosto 2000). Il Meeting segue, per pura coincidenza di date, il Giubileo dei giovani celebrato a Roma da Giovanni Paolo II. Una piccola mostra dedicata al Risorgimento, presentata al Meeting dalla cooperativa Il Cerchio, apre un dibattito sul revisionismo storico che si protrae per mesi, con toni durissimi, sulle prime pagine dei principali giornali italiani. Parla tra gli altri Joseph Zen Ze-Kiun, Vescovo Ausiliare di Hong Kong. Fra i politici, partecipano Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Sergio D'Antoni, Marco Minniti, Alfonso Pecoraro Scanio, Umberto Veronesi, Enzo Ghigo.

2001. Tutta la vita chiede l'eternità (19-25 agosto 2001). Il Meeting inizia all'indomani del G8 di Genova. Il ciclo di incontri promosso dalla Compagnia delle Opere "Sopra il G8. Opere alla prova" dà voce a testimoni che da anni lavorano nei Paesi in via di sviluppo: si parla di Sierra Leone, Brasile, Kazakhstan, Uganda, Balcani, Kenya, Perù. Sono otto i ministri presenti: Giulio Tremonti, Roberto Castelli, Maurizio Gasparri, Letizia Moratti, Girolamo Sirchia, Roberto Maroni, Rocco Buttiglione, Giuseppe Pisanu. Intervengono inoltre, tra gli altri, Mario Monti, Livia Turco, Pier Luigi Bersani, Giorgio Guazzaloca.

2002. Il sentimento delle cose, la contemplazione della bellezza (18-24 agosto 2002). Il Presidente del Senato Marcello Pera è chiamato a parlare al Meeting del "senso dello Stato". È un momento di grande emozione la testimonianza dell'arcivescovo di Bombay, Ivan Dias, sul tema "Bellezza e povertà". Al Meeting intervengono inoltre, tra gli altri, l'arcivescovo di Lubango Zacarias Kamwenho e il presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi Juliàn Herranz. Sono di altissimo livello gli interventi dei politici: Romano Prodi torna da Presidente della Commissione Europea, Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio. Sono sette i ministri presenti: oltre a Letizia Moratti partecipano Girolamo Sirchia, Maurizio Gasparri, Rocco Buttiglione, Giovanni Alemanno, Antonio Marzano, Altero Matteoli. Il Meeting organizza inoltra una grande mostra dal titolo Il Trecento Adriatico. Paolo Veneziano e la pittura tra Oriente e Occidente, a cura di Francesca Flores D'Arcais.

2003. C'è un uomo che vuole la vita e desidera giorni felici? (24-30 agosto 2003). Il Meeting si trasferisce dal Palacongressi al nuovo quartiere fieristico di Rimini. Il bilancio dell'edizione 2003 tocca il tetto delle 700.000 presenze. Inaugura l'edizione il Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Al riformismo sono dedicati due faccia a faccia molto attesi: quello tra Massimo D'Alema e Gianfranco Fini e quello tra Piero Fassino e Roberto Formigoni. Un'attenzione particolare alle emergenze internazionali negli incontri con il ministro degli Esteri Franco Frattini, il presidente del Parlamento Europeo Pat Cox, il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf, il vicepresidente dell'Uganda Gilbert Bukenya. In occasione dei 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II, Stanislaw Rylko, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, rende omaggio al Papa con una commossa testimonianza. Al Meeting intervengono inoltre Juan Luis Cipriani Thorne, arcivescovo di Lima, e Luciano Paulo Guerra, Rettore del Santuario di Fatima. Infine, La Sistina e Michelangelo. Storia e fortuna di un capolavoro è il titolo della mostra che il Meeting organizza in collaborazione con i Musei Vaticani.

2004. Il nostro progresso non consiste nel presumere di essere arrivati, ma nel tendere continuamente alla meta (22-28 agosto 2004). Di grande peso gli incontri internazionali: da quello tra i ministri degli Esteri di Israele e Palestina, Silvan Shalom e Nebeel Shaat, insieme al ministro italiano Franco Frattini, a quello dedicato all'Africa, con Samson Lukare Kwaje, portavoce del Movimento di liberazione del Sudan, Ahmed Abdel Rahman Mohmed, rappresentante del governo del Sudan, e John Baptist Odama, arcivescovo di Gulu. La stampa definisce "storica" la visita di Paola Bignardi, presidente di Azione Cattolica. Tra i politici si segnalano vari ministri e, tra gli altri, Gabriele Albertini, Pier Luigi Bersani, Marco Follini, Enrico Letta, Ermete Realacci, Walter Veltroni, Luca Volontè. Hanno partecipato inoltre a quest'edizione gli ex terroristi neri Francesca Mambro e Giusva Fioravanti e la ex brigatista Nadia Mantovani, suscitando forti critiche da parte del segretario dell'Associazione dei parenti delle vittime della Strage di Bologna, ma rappresentando un incontro unico con il confronto diretto tra terroristi "rossi" e "neri".

2005. La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini (21-27 agosto 2005). Il primo Meeting senza don Luigi Giussani, scomparso il 22 febbraio, vede l'intervento del sacerdote da lui scelto come guida del movimento di Comunione e Liberazione, Julián Carrón. C'è grande interesse per il dibattito sul riformismo, che vede protagonisti Roberto Formigoni e Francesco Rutelli. Intervengono anche autorevoli rappresentanti della cultura laica: Marcello Pera, Giuliano Ferrara, Giorgio Israel, Magdi Allam, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella. Si confrontano i ministri degli esteri di Afghanistan e Iraq, Abdullah Abdullah e Hoshyar Al Zebari, con il ministro italiano Gianfranco Fini. A questa edizione partecipa inoltre lo scrittore (Premio Internazionale Medaglia d'Oro al merito della Cultura Cattolica 2000) Eugenio Corti. Fra gli altri politici intervenuti si distinguono Josè Maria Aznar, Giuseppe Pisanu, e Giulio Tremonti. Non manca un omaggio a Giovanni Paolo II, nella commossa testimonianza di Mario Agnes, direttore dell'Osservatore Romano. La grande mostra realizzata in concomitanza al Meeting è dedicata a Costantino il Grande. La civiltà antica al bivio tra Occidente e Oriente. Il discorso di Marcello Pera che ha invitato l'Europa a difendersi dal cosiddetto meticciato ha suscitato forti critiche, tra cui quella di Gad Lerner che, in un articolo su Repubblica, si è dichiarato fiero di essere un "meticcio". Gli stessi organizzatori del Meeting, a riguardo, hanno espresso chiari distinguo rispetto alla posizione affermata da Pera.

2006 La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti (20-26 agosto 2006). Le principali personalità che hanno preso parte a questa edizione sono state: Franco Marini, Gabriele Amorth, Luigi Negri, Marcello Pera, Christoph Schönborn, Giuseppe Pisanu, Francesco Rutelli, Javier Martínez, Lorenzo Albacete, Giulio Andreotti, Clemente Mastella, Magdi Allam, Roberto Formigoni, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Mario Mauro, Tiziano Treu, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Luca Cordero di Montezemolo, Salvatore Cuffaro. Degna di nota è stata la serata nel corso della quale il cantautore cattolico più cantato del mondo, Claudio Chieffo, già malato di tumore, ha tenuto il suo ultimo concerto, dedicandolo a Luigi Giussani come Concerto per un amico.

2007 La verità è il destino per il quale siamo stati fatti (19-25 agosto 2007). Il Meeting si era appena aperto, quando arrivò la notizia della morte di Claudio Chieffo.

2008 O protagonisti, o nessuno (24-30 agosto 2008). Numerose le partecipazioni di esponenti politici tra cui: Sandro Bondi, Maurizio Sacconi, Franco Frattini, Gianni Alemanno, Roberto Formigoni, Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini, Roberto Calderoli, Maurizio Gasparri, Enrico Letta, Luca Volontè, Pier Luigi Bersani, Letizia Moratti ed Eugenia Roccella; gran parte di questi sono intervenuti sul tema della sussidarietà. Molti anche i giornalisti intervenuti: Mario Giordano, Antonio Polito, Giampaolo Pansa, Magdi Cristiano Allam e Mauro Mazza. Altri importanti personaggi intervenuti sul tema O protagonisti, o nessuno sono stati Marco Bersanelli e S. Ecc. Mons. Rino Fisichella. Particolare spazio in questa edizione del meeting di Rimini, hanno avuto le mostre, le più importanti sono state: Libertà va cercando, ch’ è sì cara. Vigilando redimere in cui è intervenuto Angelino Alfano, “Non muoio neanche se mi ammazzano”. L’avventura umana di Giovannino Guareschi e Vivere senza menzogna. Solženicyn.

2009 La conoscenza è sempre un avvenimento (23-29 agosto 2009).

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Italianieuropei

Italianieuropei è una fondazione di cultura politica di area riformista.

La fondazione nasce il 6 febbraio 1998 per volere di un gruppo di personalità legate alla politica, tra le quali il Presidente del Consiglio Massimo D'Alema.

Ben presto la fondazione si allarga anche a numerose personalità del mondo dell'impresa e della cultura (Gianni Agnelli, Vittorio Merloni, Carlo De Benedetti e Paolo Marzotto).

Nel 2001 nasce la rivista Italianieuropei, bimestrale edito dalla stessa fondazione che promuove la cultura riformista e affronta i principali temi della politica e dell'economia in chiave europeista.

Nel giugno 2008 la fondazione viene affiancata dall'associazione ReD - Riformisti e Democratici per dare una struttura territoriale alla fondazione stessa.

Il 4 novembre 2008 nasce RED TV, la rete televisiva satellitare edita dalla fondazione e dall'associazione ReD.

Solo in secondo tempo tra gli scopi della fondazione è nato quello della divulgazione, in particolare, della cultura riformista con la nascita della rivista omonima e della rete televisiva RED TV.

Fanno parte della fondazione, oltre al già citato Massimo D'Alema, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l'ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, l'ex Ministro Vincenzo Visco, il filosofo Massimo Cacciari e la giornalista Miriam Mafai.

I direttori della rivista sono Giuliano Amato e Massimo D'Alema. Il direttore responsabile è Massimo Bray.

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La Nuova Italia

La Casa Editrice La Nuova Italia fu fondata a Venezia nel 1926 da Giuseppe Maranini e dalla moglie Elda Bossi. Dopo una breve parentesi a Perugia si trasferì nel 1930, sotto la direzione di Ernesto Codignola, a Firenze. Nel capoluogo toscano ebbe sede, nel 1958, in piazza Indipendenza al numero 29.

Attualmente La Nuova Italia è un marchio della RCS Libri.

Alcuni titoli delle sue pubblicazioni furono: Il Ponte, rivista mensile di politica e letteratura, fondata da Piero Calamandrei ed altri intellettuali nell'aprile 1945 a Firenze, per studiare e approfondire il pensiero culturale, all'indomani della vicenda bellica italiana. Il Ponte fu diretto da Enzo Enriques Agnoletti e Corrado Tumiati, con Giuseppe Favati segretario di redazione. Piero Calamandrei scrisse per questa rivista alcuni articoli, negli anni dal 1945 al 1947.

De Il Ponte faceva parte la collana Quaderni del Ponte e alcuni titoli di essi furono: Diplomazia clandestina (1955) di Emilio Lussu; La libertà religiosa in Italia (1956) di Aldo Capitini, Cesare Magni, Lamberto Borghi, Giorgio Peyrot; Memorie partigiane (1957) di Nardo Dunchi; La guerra finisce la guerra continua (1957), di Maria Luigia Guaita; Lettere ad Ernesto (1958) di Elide Rossi; Ricordi dei fratelli Rosselli di Alessandro Levi; Gaetano Salvemini nel cinquantennio liberale di Enzo Tagliacozzo, saggio che espone la vita e il pensiero di Salvemini, storico, educatore, scrittore politico, uomo d'azione, fino all'avvento del fascismo; La Resistenza a Firenze(1961) di Carlo Francovich.

Scuola e città fu una rivista mensile di problemi educativi e di politica scolastica che ebbe come primo direttore Ernesto Codignola (1950) e successivamente Lamberto Borghi. La Rivista critica di storia della filosofia aveva una pubblicazione trimestrale, il suo comitato direttivo era formato da Mario Dal Pra, Eugenio Garin, Giulio Preti; la Rivista geografica italiana, trimestrale di studi geografici, era diretta da Roberto Almagià e Aldo Sestini, poi da Aldo Sestini, Bruno Nice e Giuseppe Barbieri; Tempi moderni dell'economia, della politica e della cultura, (1958), mensile, trattava argomenti di sociologia e di politica, sotto la direzione di Fabrizio Onofri; Cooperazione educativa, diretta da Giuseppe Tamagnini, si occupava del lavoro degli insegnanti; Il sedicesimo, bollettino bibliografico trimestrale delle Edizioni La Nuova Italia era inviato gratuitamente a chi ne avesse fatto richiesta. Altre riviste furono: Il Ponte+l'Astrolabio (quest'ultimo diretto da Ferruccio Parri); la Rivista storica del socialismo (1958), con direttore Luigi Cortesi.

La Casa Editrice pubblicò in lingua inglese Diogenes di Roger Caillois, che si occupava dei progressi raggiunti nel campo delle scienze umanistiche; Politica e mezzogiorno, sotto la direzione di Beniamino Finocchiaro dal 1973 al 1982; Angelus Novus (1964) a cura di Massimo Cacciari e Cesare De Michelis, riguardante i problemi di cultura letteraria; Archivio per l'antropologia e la etnologia di Alberto Marzi.

Edite da La Nuova Italia furono: Il pensiero classico, con il libro La comprensione del soggetto umano nell'antichità classica (1967), di Rodolfo Mondolfo, opera che studia i filosofi, i poeti e i moralisti greci e romani, le cui idee caratterizzarono il pensiero moderno; I pensatori del nostro tempo, comprendente Natura e condotta dell'uomo (1922) di John Dewey, che esamina i rapporti tra natura umana e ambiente sociale e Solone (1958) di Agostino Masaracchia, con un'analisi delle idee religiose, morali e politiche di Solone, insieme allo studio della sua personalità e della sua cultura letteraria ad Atene .

Nella collana Problemi di psicologia si trova L'esplorazione del carattere del fanciullo (1958) di Ernst Boesch; Giudizio e ragionamento nel bambino (1924), classico di psicologia di Jean Piaget, il libro Questiones de iuris subtilitatibus, a cura di Ginevra Zanetti, opera della scuola irneriana composta tra il 1125 e il 1137, inserita nella Biblioteca di studi Superiori n.XVI, Sezione Giuridica, testi medioevali a cura di Francesco Calasso .

Nel gennaio 1967 la casa editrice iniziò la pubblicazione della collana diretta da Franco Mollia Il Castoro, che mensilmente si occupava di uno scrittore italiano o straniero. Il primo titolo di questa collana fu Cassola di Rodolfo Macchioni Jodi, libro finito di stampare nella tipografia Giuntina in Firenze, nel febbraio 1967.

Dal 1974 al 1993 la casa editrice realizzò una collana di monografie dedicate a registi cinematografici chiamata Il Castoro Cinema.

Il Ponte, rivista mensile di politica e letteratura, Firenze, La Nuova Italia, novembre 1958 (Anno XIV, n.11).

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Spe salvi

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La Spe salvi è la seconda enciclica di papa Benedetto XVI, pubblicata il 30 novembre 2007, ricorrenza di sant'Andrea Apostolo.

La presentazione è stata curata dal pro-teologo emerito della casa pontificia cardinale Georges Cottier e dal cardinale Albert Vanhoye, professore emerito di esegesi del Nuovo Testamento al Pontificio Istituto Biblico.

Il 25 marzo 2008 la traduzione russa dell'Enciclica è stata presentata a Mosca presso il centro culturale "Pokrovskie Vorota" dall'arcivescovo cattolico di Mosca Paolo Pezzi e il prorettore ortodosso dell'Accademia Teologica e segretario della Commissione Sinodale del Patriarcato di Mosca Vladimir Shmalij, all'interno di una serie di iniziative ecumeniche di incontro tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa ortodossa russa.

La seconda enciclica di Benedetto XVI è suddivisa in 50 paragrafi, numerati all’interno di otto capitoli generali.

Nell’arco dei 50 paragrafi, il Pontefice spiega cosa è la Speranza Cristiana e come essa può salvare. Una speranza non individualista, ma comunitaria, come comunitaria è la vita Cristiana. Dopo un lungo viaggio, soprattutto nella storia moderna, in cui viene presentata una speranza centrata sull’uomo e sulle sue conquiste tecnologiche, il Papa stesso individua questa speranza come falsa. La vera Speranza, quella che salva è un dono della fede che viene fatto direttamente da Dio attraverso il Suo unico figlio Gesù. La ragione non può sovrastare, come sostenevano alcuni filosofi moderni ed alcune correnti ideologiche, la Spes. L’uomo non è in grado di salvarsi da solo senza un intervento che vada oltre sè stesso… senza una Speranza che superi le sue speranze terrene, poiché queste ultime sono tali che una volta raggiunte, sono già superate e non riescono a permeare di quella gioia che può venire solo dall’Eterno. Come detto, la Speranza Cristiana non è individualista, ma comunitaria. Questo discende direttamente dall’essere in comunione con Gesù ed attraverso di Lui con tutti i Fratelli. L’enciclica si conclude con la descrizione dei « Luoghi » di apprendimento e di esercizio della speranza.

Di seguito un breve riassunto dei singoli capitoli.

Dopo l’«introduzione» si apre il capitolo «La fede è speranza», di taglio scritturistico, con spazio anche per una figura quale santa Giuseppina Bakhita, esempio vivente della «speranza» cristiana.

Il capitolo seguente s’intitola «Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva»: qui sono citati san Gregorio Nazianzeno, San Tommaso d'Aquino e Lutero.

Nel capitolo «La vita eterna – che cos’è?», Benedetto XVI affronta il tema dell’aldilà, mentre nel successivo «La speranza cristiana è individualistica?» entrano in gioco teologi come Henri de Lubac o mistici come sant'Agostino d'Ippona, Bernardo di Chiaravalle e san Benedetto. Nel capitolo «La trasformazione della fede-speranza cristiana nel tempo moderno» Ratzinger illustra con estrema disinvoltura e chiarezza l'esperimento comunista in Russia; in questo capitolo Benedetto XVI offre inoltre dei riferimenti a Bacone, Kant, Engels, Marx sul rapporto fede-ragione.

Nel capitolo «La vera fisionomia della speranza cristiana» si citano poi Lenin, di nuovo Marx, Adorno, mentre in «Luoghi di apprendimento e di esercizio della speranza» si affrontano i temi della preghiera, della sofferenza e del giudizio finale, con riferimento tra gli altri al cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuán, al filosofo Max Horkheimer, a Dostoevskij e Platone. L’Enciclica si chiude con il capitolo «Maria, stella della speranza».

Antonio Socci considera la Spe Salvi come il documento che finalmente ridà alla speranza cristiana il posto che le spetta, senza confonderla con l'"ottimismo" che sembrava averla sostituita dopo il Concilio Vaticano II.

Non c'è capitolo in cui non vi sia il rinvio all'esperienza, a un nome e un cognome particolari che sono suggerimento di un metodo generale. Che non è quello di una religione come fatto privato. Ma quello di una vita, privata e pubblica, fuori dalla menzogna e dalla paura.

Secondo Amicone, questo è segno di una volontà da parte del Papa di farsi capire anche al mondo laico, usando anche "la lingua originale dei non addetti ai lavori".

Alcuni commentatori hanno visto nella Spe Salvi una decisa presa di posizione contro la ragione come unica guida dell'agire umano (si veda la critica dell'illuminismo e della scienza come unica fonte di verità), nonché un tentativo di portare la Chiesa in una posizione pre-conciliare.

Nel blog del noto sacerdote No-global don Vitaliano Della Sala si legge una dura e puntuale critica all'enciclica, sia per quanto riguarda la forma sia per i contenuti. In particolare, si afferma che: "A parte il linguaggio scoraggiante, l’ultima enciclica del Papa lascia perplessi per alcune affermazioni sul marxismo, sull’ateismo, sulla scienza moderna".

Massimo Cacciari ha notato come si tratti di una normale lezione sul concetto di speranza che si colloca in un contesto teologico e cristiano, senza confrontarsi con altri pensieri. Poco profonda sarebbe invece a suo giudizio l'analisi sul marxismo.

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Ponte della Costituzione

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Coordinate: 45°26′20″N 12°19′10″E / 45.43881389, 12.31947222 Il Ponte della Costituzione (in precedenza noto come Ponte di Calatrava o Quarto Ponte sul Canal Grande) è il nome ufficiale del ponte che attraversa il Canal Grande di Venezia fra Piazzale Roma e la Stazione Ferroviaria Venezia Santa Lucia.

Il ponte è stato aperto al traffico pedonale la notte dell'11 settembre 2008.

Fino al 1850, il Canal Grande era oltrepassato solamente dal ponte di Rialto: nel giro di dieci anni gli austriaci realizzarono due ponti in ferro, uno davanti alle Gallerie dell'Accademia e uno di fronte alla stazione ferroviaria, che tra il 1934 e il 1938 vennero sostituiti rispettivamente dal ponte provvisorio in legno all'Accademia e dal ponte degli Scalzi realizzato interamente in pietra d'Istria, entrambi su progetto dell'ingegnere Eugenio Miozzi (1889-1979), all'epoca a capo della Direzione Lavori e Servizi pubblici del Comune di Venezia.

Nel tempo, l'eccezionale sviluppo del turismo internazionale ha condotto spesso l'attenzione sul centro lagunare da parte dei più noti e famosi progettisti: si sono così interessati alla progettazione nella città lagunare (senza che alcunché sia mai andato in porto) Le Corbusier, Louis Kahn, Frank Lloyd Wright e più recentemente Alvaro Siza.

Nel 1997 il famoso architetto scultore ed ingegnere Santiago Calatrava regalò alla città di Venezia il progetto esecutivo per un quarto ponte sul Canal Grande di collegamento tra l'area di arrivo a Venezia (Piazzale Roma) e la zona della stazione di Santa Lucia. Calatrava è autore di altri ponti famosi, come ad esempio il Puente de la Mujer di Buenos Aires, il Puente del Alamillo sul Guadalquivir e l'Oberbaumbrücke di Berlino.

Il progetto mostra un ponte dalla forma arcuata con una campata di 81 metri, larghezza di 6 metri alla base e 9 al centro per un’altezza di 10 metri al culmine; la struttura è in acciaio, i pavimenti in vetro e pietra d’Istria. Anche i parapetti sono in vetro, con corrimano in bronzo.

Dopo anni di rinvii, dubbi sulla stabilità del ponte e polemiche sulla lievitazione dei costi, i lavori di posa in opera del ponte sono iniziati il 28 luglio 2007 con la posa dei due conci laterali e si sono conclusi l'11 agosto 2007 con la posa del concio centrale sui due sostegni provvisori dopo il suo trasporto lungo il Canal Grande nella notte tra il 7 e l'8 agosto.

In particolare si è trattato di trasportare il ponte – diviso in tre conci – via acqua da Marghera alla sede definitiva. Sono stati organizzati pertanto due trasporti distinti, uno per i due conci laterali e uno per il concio centrale. Partendo da Porto Marghera, hanno percorso il Canal della Giudecca e imboccato in Canal Grande a Punta della Dogana, per poi risalirlo fino al punto di posa. Per limitare i disagi dovuti alla chiusura del Canal Grande, entrambi i trasporti sono stati effettuati di notte.

Il primo trasporto, quello dei conci laterali, è avvenuto nella notte tra il 27 e 28 luglio 2007. I due conci, entrambi di dimensioni 15,1 x 7,9 x 1,5 m e di peso 85 t, sono stati collocati sul pontone "Susanna" di dimensioni 16 x 50 m, che ha percorso il Canal Grande in 2 ore e 10 minuti, arrivando nella zona di Piazzale Roma alle 2:05 del 28 luglio 2007, in anticipo rispetto alle previsioni grazie alle ottimali condizioni meteomarine.

La mattina del 28 luglio si è provveduto a porre in opera il concio laterale verso Piazzale Roma, mentre la mattina successiva è stato posizionato quello lato Ferrovia.

Nella notte tra il 7 e 8 agosto 2007 è avvenuto il trasporto del concio centrale, di dimensioni 55,2 x 9,05 x 3,7 m e peso 250 t, anch'esso trasportato sul pontone "Susanna". Il Canal Grande è stato percorso in circa 3 ore e un quarto, giungendo a destinazione intorno alle 3 dell'8 agosto 2007, con un anticipo di 3 ore e 30 minuti rispetto a quanto previsto. Particolarmente impegnativo e spettacolare è stato il passaggio del concio sotto il Ponte di Rialto.

La posa del concio centrale è avvenuta la mattina dell'11 agosto 2007: inizialmente è stata posizionata la chiatta e il concio sopra di essa è stato ruotato di 90 gradi; successivamente il concio è stato sollevato e calato dall'altro appoggiandolo, con notevole precisione, sui due supporti provvisori che già sostenevano i conci laterali. L'intera operazione è durata circa cinque ore: la conclusione, annunciata da tre suoni di sirena, è avvenuta alle ore 14:32.

Tra agosto e settembre si è saldato il concio centrale ai laterali, e, una volta completate le saldature, il 21 settembre si sono potuti allentare i tiranti e abbassare gli appoggi delle pile provvisorie, così da prendere in forza sulle spalle il ponte, controllando con martinetti l'entità del carico e con sensori eventuali cedimenti delle spalle. La prova di carico, avvenuta nel novembre del 2007, ha avuto esito positivo. Sono, infine, stati posti in opera i gradini (di vetro, tutti di forma trapezoidale e diversi uno dall'altro, che dovevano essere tagliati con precisione millimetrica) e i parapetti. Contemporaneamente sono stati avviati i lavori per la realizzazione dell'ovovia ausiliaria per il trasporto delle persone con problemi di deambulazione – che ha dovuto attendere l'omologazione del Ministero dei Trasporti – della quale si prevede il completamento entro la fine del 2008.

Il costo di tale opera si aggira intorno agli 11,3 milioni di euro, a cui va aggiunto il milione di euro per l'ovovia. La cifra finale supera enormemente i 7,3 milioni di euro previsti nella gara d'appalto. Inoltre, altri costi sono previsti per la manutenzione ed il controllo del ponte.

Per tutti questi motivi, dopo che anche la Corte dei Conti si era interessata della vicenda, nel febbraio 2008 ll procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ha disposto l'acquisizione della documentazione sulla gara d'appalto e dei progetti tecnici del ponte. L'azienda incaricata dell'esecuzione dei lavori è la rodigina "Cignoni", che si è avvalsa della collaborazione di professori universitari, quali l'ingegner Francesco Colleselli (dell'Università di Brescia) e l'ingegner Renato Vitaliani (dell'Università di Padova), e l'ingegner Giorgio Romaro (dell'Università di Padova) per il completamento delle strutture di acciaio e il montaggio. Il trasporto e la messa in opera dei conci è stato eseguito dalla ditta "Fagioli". Lavori di carpenteria metallica sono stati eseguiti dalla ditta Lorenzon, che ha aperto un aspro contenzioso con la Cignoni, come emerso anche durante i lavori di un'apposita commissione d'inchiesta istituita dal Consiglio Comunale.

Alla fine del mese di agosto del 2008 il sindaco Massimo Cacciari ha rinunciato all'inaugurazione ufficiale del ponte, inizialmente prevista in occasione della visita del 18 settembre 2008 del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che presenziava ad una manifestazione per il sessantesimo anniversario della Costituzione Italiana. Ciò è conseguenza delle annunciate manifestazioni di alcune parti politiche per il forte incremento dei costi e di alcune associazioni di disabili per il sussistere delle barriere architettoniche, che ne impediscono la fruizione a persone con disabilità motorie e visive, ipotizzando la violazione delle vigenti normative in materia che prevedono la possibilità di approvare e finanziare esclusivamente di progetti privi di barriere architettoniche.

In quell'occasione il sindaco ha proposto di chiamare l'opera dell'architetto spagnolo "Ponte della Costituzione" e di ribattezzare Piazzale Roma (toponimo assegnato in epoca fascista) con il nome dell'antifascista ed europeista Silvio Trentin, notando però le difficoltà conseguenti al mutamento di un nome fortemente radicato e conosciuto.

In precedenza il sindaco Massimo Cacciari aveva proposto in sede di Consiglio Comunale il nome di Ponte de la Zirada dato che il ponte si trova in corrispondenza della curva iniziale del Canal Grande, anticamente denominata zirada in dialetto veneziano (a poca distanza si trova infatti la chiesa di Sant'Andrea della Zirada, ora sconsacrata e completamente inglobata nel terminal automobilistico di Piazzale Roma). La proposta ricalca quella che era la volontà dell'Amministrazione Comunale negli anni trenta di chiamare il campo di fronte alla Stazione di Santa Lucia Campo de la Zirada, ma durante il periodo fascista si preferì dare un nome che richiamasse la centralità del potere, per cui prese il nome che tutti ormai conoscono, veneziani e turisti, di "Piazzale Roma". Dopo la posa in opera dei conci del ponte erano circolate altre ipotesi sul nome, tra cui Ponte delle Due Sante, in riferimento al nome delle due fondamenta unite dal ponte, quella di Santa Chiara e quella di Santa Lucia; Ponte Sabbadino, in onore del Proto che nel XVI secolo concepì l'idea di un nuovo ponte sul Canal Grande all'incirca nella stessa collocazione).

Il 4 settembre 2008 il sindaco Cacciari ha annunciato che, con decisione presa all'unanimità dalla giunta, il ponte si chiamerà "Ponte della Costituzione".

L'apertura del ponte è avvenuta alle ore 23:44 di giovedì 11 settembre 2008. Nella serata si è svolto un piccolo rinfresco con le maestranze del cantiere iniziato verso le ore 21, al quale hanno partecipato membri della giunta, il sindaco stesso e alcuni giornalisti.

In attesa del completamento dell'ovovia, la giunta comunale ha deliberato che fino a quando non sarà installato e messo in esercizio l'impianto che renderà accessibile il nuovo Ponte della Costituzione sul Canal Grande alle persone con ridotta capacità motoria, esse potranno usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico Actv sulla tratta Piazzale Roma - Ferrovia e viceversa.

Intanto il giorno 6 ottobre la FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) ha annunciato tramite comunicato stampa l'intenzione di adire le vie legali contro il Comune di Venezia per discriminazione, chiedendo l'eliminazione delle barriere architettoniche presenti sul ponte.

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Source : Wikipedia