Maria Sharapova

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Inviato da nono 06/04/2009 @ 09:13

Tags : maria sharapova, tenniste, tennis, sport

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Marija Jur'evna Šarapova

Maria Sharapova agli US Open del 2007

Marija Jur'evna Šarapova in russo: Мария Юрьевна Шарапова (Njagan', 19 aprile 1987) è una tennista e modella russa. Nata in Siberia, emigrò negli Stati Uniti all'età di otto anni per iniziare l'addestramento al tennis all'Accademia di Nick Bollettieri.

Sharapova è diventata la terza più giovane vincitrice di un titolo al torneo di Wimbledon (dopo Martina Hingis che però vinse nel doppio) sconfiggendo la campionessa in carica Serena Williams in due set (6-1, 6-4) il 3 luglio 2004. È anche la prima giocatrice russa ad aver vinto il singolare femminile a Wimbledon.

Spesso viene paragonata ad Anna Kurnikova, altra studentessa di Bollettieri, in termini di aspetto fisico, difatti Sharapova ha posato per numerosi servizi di moda, tuttavia la siberiana è stata in grado di aggiudicarsi tornei del Grande Slam e raggiungere la vetta della classifica WTA.

Maria Sharapova è la più ricca tra le tenniste ancora in attività, soprattutto grazie ai suoi contratti milionari come protagonista di campagne pubblicitarie per diverse multinazionali. La russa ha anche promosso e inaugurato, nell'estate del 2006, una Fondazione intitolata a suo nome, sul modello di quelle promosse da Agassi e Federer, per occuparsi principalmente di lotta alla povertà e aiuto all'infanzia.

Nonostante sia molto amata e ammirata dal pubblico, non gode di buona fama tra le altre giocatrici: frequenta raramente gli ambienti dove s'incontrano le sue colleghe e una delle poche tenniste della quale è notoriamente amica è la connazionale Maria Kirilenko. L'avversità nei suoi confronti è dovuta anche dalla sua abitudine di urlare ogni volta che in gioco colpisce la palla, infastidendo involontariamente le avversarie. Le sue urla, misurate, raggiungono i 102.2 decibel, più di quelle di una sirena della polizia.

Maria, all'età di 7 anni, viene portata negli Stati Uniti dal padre Jurij, per frequentare l'accademia di tennis di Nick Bollettieri a Bradenton, in Florida.

Nel 2000 partecipa al Torneo Avvenire di Milano, riservato ai tennisti under16. In finale è sconfitta dalla Peng.

Sempre in Florida, nell'aprile 2001, al torneo di Sarasota, avviene il debutto della Sharapova nel circuito ITF, perdendo al primo turno in 3 set contro la connazionale Karin Miller. Maria prosegue, durante il resto dell'anno, a competere nel circuito juniores, nel quale inizia a segnalarsi come la nuova promessa della rinomata accademia di Bollettieri.

Nel 2002 avviene invece il debutto nel circuito WTA, grazie alla wild card ottenuta a Indian Wells: grazie a un sorteggio benevolo che la oppone alla n. 302 del ranking, Brie Rippner, Maria, dopo aver perso di misura il primo set, prende coraggio e batte con autorevolezza la modesta avversaria. La russa si guadagna così l'onore di sfidare una leggenda, sebbene in declino, come Monica Seles da cui viene portata a scuola e a cui paga il tributo di emozione ed esperienza, incassando un sonoro 6-0, 6-2. L'esperienza sarà molto positiva in termini di personalità: Maria torna al circuito ITF e al successivo torneo di Gunma sbaraglia tutte le avversarie senza concedere alcun set, replicando l'identico copione ai successivi 2 tornei ITF a cui parteciperà, Vancouver (in cui concede 1 solo set in finale) e Peachtree.

La giovanissima russa ha già dimostrato di essere una vincente, il che le fa guadagnare una wild card per il suo secondo torneo WTA, il Japan Open a Tokyo, nella quale è sconfitta al primo turno in un match molto equilibrato dalla Gagliardi. Maria torna al circuito ITF, raggiungendo 2 finali negli ultimi 2 tornei dell'anno: con questi risultati chiude un anno positivo che la vede raggiungere il n.186 del ranking WTA.

Il 2003 si apre con il debutto in un torneo dello Slam, all'Australian Open, in cui supera le qualificazioni fermando però la sua corsa già al primo turno, contro la più esperta Koukalova, che la batte di misura 6-4, 7-6. Ottiene 2 wild card per Indian Wells e Miami, "sprecandole" entrambe con un'uscita al primo turno, così come esce al primo turno a Charleston dopo aver superato le qualificazioni: queste sconfitte contro avversarie tutt'altro che irresistibili fanno credere che Maria sia ancora acerba per il circuito maggiore. In accordo con il suo staff torna a partecipare a un torneo ITF: scelta perfetta, perché la vittoria nel torneo di Sea Island sarà il vero trampolino di lancio e fonte di nuova fiducia per Maria.

La russa affronta le qualificazioni del Roland Garros e le supera, mentre al primo turno si piega, su una superficie che ama poco, alla spagnola Serna, specialista del rosso. Decide di provare le qualificazioni al torneo di Birmingham, sull'erba, per prepararsi a Wimbledon: Maria dimostra di giocare molto bene su questa superficie, in cui può sfruttare appieno la propria aggressività e ottiene scalpi importanti, quali quello della Dechy al II turno e soprattutto di Elena Dementeva nei quarti, prima di arrendersi in 3 set alla Asagoe in semifinale. Questo risultato le vale un balzo in classifica di circa 30 posti e l'ingresso nella top 100, ma soprattutto l'accesso al tabellone di Wimbledon tramite una wild card.

Proprio a Wimbledon Maria trova il palcoscenico ideale in cui far vedere al grande pubblico il suo valore, infilando nei primi 3 turni una splendida cavalcata che la vede sconfiggere nettamente la Harkleroad, la Bovina e soprattutto la n.12 del seeding, Jelena Dokić, tutte in 2 set. Il quarto turno la vede di fronte a un'altra giovane russa in forte ascesa, Svetlana Kuznetsova, con la quale, dopo aver perso netto il primo set e vinto altrettanto nettamente il II, ingaggia un duello altalenante che si risolve a favore dell'avversaria con il punteggio di 7-5.

Maria guadagna altri punti in classifica e affronta la stagione americana, raggiungendo il terzo turno a Los Angeles contro la numero 2 del mondo, la belga Clijsters, da cui perde non senza però essersi tolta la soddisfazione di strapparle un set con il punteggio di 6-1. A Flushing Meadow esce già al II turno contro la francese Loit, ottiene i quarti a Shangai, nei quali impegna la Dementeva. Entra tra le top 50 e si presenta al Japan Open con la testa di serie n.5: Maria raggiunge la finale contro la modesta Kapros, ma a causa anche dell'emozione trascina il match sino al tie break del III set, in cui finalmente classe e tenuta atletica le permettono di aver la meglio dell'avversaria e aggiudicarsi il primo trofeo WTA.

Al torneo di Lussembergo esce in semifinale contro la Clijsters, perdendo nettamente 6-0, 6-3: Maria ancora non ha battuto una tennista appartenente alla top 10, ma si può consolare chiudendo un ottimo 2003 con la seconda vittoria, al torneo di Quebec City, accreditata della testa di serie n.2 incontra in finale la modesta Sequeros che, dopo aver perso il primo set per 6-2, si ritira. Questa ottima stagione le è valsa il premio di newcomer of the year da parte della WTA.

All’Australian Open del 2004, Maria non va oltre il III turno, in cui viene sconfitta in 3 set dalla connazionale Myskina, molto più esperta nel variare tatticamente la partita. Le due giocatrici si ritroveranno nel IV turno ad Indian Wells: anche questa volta la Myskina ha la meglio, ancor più nettamente, concedendo solo 3 game a Maria. Anche a Miami e Berlino il cammino di Maria si interrompe di fronte alle prime top ten riservatele dal tabellone, sottolineando l'immaturità della giovane russa per i traguardi più prestigiosi. A Roma, Maria sfata il tabù, battendo la n.10 Dementeva in 2 set, ma esce subito dopo per mano della Farina, giocatrice esperta e di grande sagacia tattica. Disputa un buon Roland Garros, raggiungendo i quarti, in cui viene nettamente battuta dall'esperta terraiola Paola Suarez. Finalmente arriva l'erba e Maria ritorna a Birmingham, dove migliora la semi del 2003, superando l'ostica mancina Schnyder e superando in finale un’altra teenager molto promettente, Tatiana Golovin.

Maria giunge a Wimbledon con i migliori auspici: se i primi 2 turni sono delle formalità, al terzo trova la Hantuchova, giocatrice di buon talento che pratica un gioco piuttosto simile al suo, ma la russa è capace di imporsi facilmente grazie a talento e carattere. Il IV turno è piuttosto faticoso contro la veterana Amy Frazier, superata per 6-4 7-5, ma ancor più duro è il turno successivo contro Ay Sugiyama, in cui Maria rischia seriamente l'eliminazione nel secondo set, prima di prendere il dominio del match grazie anche a un maggior vigore atletico.

Maria affronta la prova del fuoco delle semifinale contro la ex numero 1 Lindsay Davenport: l'americana sfrutta perfettamente esperienza e freschezza, unite alla "paura" di Maria, per conquistare agevolmente il I set, la russa nel II inizia ad avvalersi della sua condizione e sfruttare la sempre minor mobilità della Davenport che cerca disperatamente di non arrivare al III. Maria riesce a strappare il break decisivo e chiudere 7-5, per avviare un III set che dominerà fisicamente e che l'americana perderà tristemente per 6-1. In finale Maria trova Serena Williams, una Williams in tono minore rispetto alla giocatrice che aveva dominato il circuito per lo spazio di un anno. L'americana non regge assolutamente il gioco aggressivo di Maria, che imporrebbe ben altra mobilità rispetto alla pesantezza di Serena, che sfiancata sul piano atletico non può che trovare spuntata l'arma migliore, quella della potenza. Chiudendo con il punteggio di 6-1 6-4, Maria si aggiudica il primo Slam della carriera, diventa la prima russa a vincere Wimbledon, nonché la seconda più giovane vincitrice della storia del torneo.

La stagione sul cemento americano è avara di soddisfazioni: esce nei quarti a San Diego in 2 set per mano della Myskina, al III turno a Montreal contro la Zvonareva e sempre al terzo a Flushing Meadow, sconfitta in 3 set dall'esperta Mary Pierce. Anche a Pechino il cammino di Maria si interrompe di fronte alla prima avversaria di spessore, la Kuznetsova, in semifinale, mentre l'agevole tabellone (l'avversaria classificata meglio è la Stosur, n.81) di Seoul le permette di aggiungere un nuovo torneo al suo palmares, a cui può aggiungere il Japan Open la settimana successiva, anch'esso povero di tenniste di valore. Maria è a caccia di punti, per quella che sarebbe un'insperata partecipazione al Master di fine stagione: la qualificazione le giunge grazie alla finale di Zurigo, raggiunta dopo la vittoria sulla Dementeva, ma persa contro la Molik.

Al WTA Championship, Maria è in un girone abbordabile: perde infatti il match più duro contro la Mauresmo, pur impegnando a fondo la ex numero n.1, ottiene una vittoria importante e netta contro la Kuznetsova, per giocarsi il match decisivo contro la Zvonareva (n. 11 del ranking e qualificata solo grazie a numerosi ritiri), battuta 7-5 6-4. In semifinale l'attende la sua bestia nera, la connazionale Anastasia Myskina, che si aggiudica agevolmente il primo set 6-2, per poi vedere la partita cambiare repentinamente: forse per condizionamento esterno o troppa fiducia, per l'assalto veemente di una Sharapova che non aveva nulla da perdere e che impiegava tutte le doti da fighter che iniziavano ad esser riconosciute all'interno del circuito, il match si chiude a favore di Maria che si aggiudica i restanti set con un duplice 6-2.

La sorte aiuta la Sharapova anche in finale: opposta a Serena Williams, nel III set, in svantaggio 4-0, l'avversaria s'infortuna e prosegue la partita per sportività e sperando che la Sharapova butti il match, ma così non sarà e Maria si aggiudicherà il titolo con il punteggio di 4-6, 6-2, 6-4. La russa chiude questa straordinaria stagione salendo al n.4 del ranking e aggiudicandosi i premi di giocatrice più migliorata e di giocatrice dell'anno. Bisogna dire che Maria durante il corso dell'anno non ha ancora dimostrato di essere una campionessa, ma di averne le potenzialità: è stata fortunata, ma la sua bravura consiste nell'aver saputo sfruttare ogni minima opportunità e nell'aver mostrato un'attitudine da vincente.

Maria si presenta all'Australian Open come una delle favorite: supera nei quarti la Kuznetsova, rimontando un set di vantaggio per incontrare in semifinale Serena Williams. Il match è intensissimo: freschezza ed agilità consentono alla russa di aggiudicarsi agevolmente per 6-2 il primo set, mentre nel secondo l'americana inizia a carburare e rispondere colpo su colpo, vincendo 7-5; infine il III, conclusosi 8-6 in favore di Serena, ha visto la russa sciupare ben 3 match point.

La russa si rifà aggiudicandosi il Tier I di Tokyo, in finale sulla Davenport, chiudendo al tie break del III e subito dopo conquistando anche il torneo di Doha. Si presenta a Indian Wells come numero 3 del ranking, imbattendosi in semifinale nuovamente contro la Davenport, numero 1 della classifica, nemmeno troppo distante da Maria: la russa, questa volta rimedia una lezione pesantissima dall'americana, che, più riposata, si prende una rivincita d'orgoglio con un doppio 6-0. Maria elabora la sconfitta e a Miami, pur non vincendo, esibisce una buona prova di forza, sconfiggendo nei quarti la rientrante Henin, in semifinale Venus Williams, cedendo solo in finale a una Clijsters rientrante e più agguerrita che mai, tenendole comunque testa nel II set.

La terra non le riserva grosse soddisfazioni: a Roma soffre il gioco mancino della Schnyder in semifinale, mentre a Parigi s'imbatte nei quarti in una Justine Henin decisamente in forma e a suo agio sui quella superficie, al contrario di Maria, mai in partita e sconfitta 6-4 6-2. Sull'erba, in preparazione a Wimbledon, si aggiudica nuovamente il torneo di Birmingham, sconfiggendo la Jankovic in finale, mentre a Londra giunge da detentrice del titolo e con il ranking n.2 della classifica. Maria giunge in semifinale contro Venus Williams senza aver perso un set, dopo aver superato tra le altre la Petrova nei quarti: la giocatrice americana, torna ed esibirsi sui livelli a lei più consoni, con un tennis atletico e raffinato allo stesso tempo.

Maria lotta nel primo set, perso al tie break, mentre nel secondo, probabilmente sconfortata psicologicamente, resta in balia dell'avversaria, comunque molto brava nel controllare il match e sempre più ispirata, chiudendo il II con 6-1. In finale contro Venus era arrivata la Davenport, che si infortuna alla schiena: costretta al riposo la numero 1 non può difendere il trono e così, il 22 agosto la russa diventa numero 1 del ranking. Il regno dura solo una settimana, perché la Davenport, di ritorno, si aggiudica New Haven, tornando numero 1.

Allo U.S. Open Maria giunge in semifinale, contro la Clijsters, che durante tutta l'estate aveva espresso il miglior tennis del circuito: la russa riesce ad evitare la sconfitta nel II set aggiudicandosi il tie break, ma nel III esce tutta la determinazione, la classe e il gioco di Kim, che con una splendida difesa e la consueta aggressività mette la russa alle corde chiudendo con 6-3.

Ad ogni modo, Maria torna numero 1 del ranking, ma i pessimi risultati collezionati nel resto dell'anno, la conducono al WTA Championship con il numero 3 del ranking, dopo solo 6 settimane di regno. La russa si qualifica per le semifinali, in cui incontra la Mauresmo, che finalmente si esprime con sicurezza, sfoggiando tutto il notevole talento: se il primo set resta nell'incertezza e si chiude solo al tie break in favore della francese, nel secondo Amelie alza ulteriormente il livello del gioco, variandolo mirabilmente, sfruttando il magnifico rovescio e mantenendo lucidità e controllo si aggiudica il match per 7-6 6-3. Maria chiude l’anno al numero 4 del ranking e senza aver centrato nemmeno una finale dello slam.

La stagione della russa inizia all'Australian Open, in cui giunge in semifinale senza aver perso in set, pur affrontando match equilibrati contro la Hantuchova negli ottavie in particolari contro la Petrova nei quarti. Maria affronta in semifinale la Henin partendo bene ed aggiudicandosi il primo set 6-4, nel II subisce il veemente ritorno della belga che pareggia il conto con un netto 6-1, mentre nel III la partita si fa più equilibrata, anche se, nonostante la ben nota grinta della russa, non è sufficiente rispetto alla classe cristallina e alla concentrazione di Justine che chiude 6-4. La Sharapova giunge a Tokyo ma esce nettamente in semi-finale contro Martina Hingis, mostrando una condizione deficitaria per tenere testa alle sapienti geometrie della svizzera, che la elimina con un pesante 6-3 6-1 giocando un tennis efervescente e ricco di inventiva che Maria non riesce a contrastare. Maria si prende un'immediata rivincita su Martina nei quarti di Dubai con una vittoria piuttosto facile per 6-3 6-4, in cui si sbarazza in 3 set della Davenport in semifinale, grazie alla netta superiorità atletica e si guadagna la rivincita in finale contro la Henin, che la sconfigge comunque in 2 set, rimarcando la sua superiorità.

La russa ha modo di rifarsi a Indian Wells, in cui supera nuovamente in scioltezza la Hingis e altrettanto facilmente in finale la connazionale Dementeva, prosegue poi il buon momento di forma al Tier I di Miami, arrivando un po' stanca in finale contro la Kuznetsova, nella quale subisce l'abilità sul veloce della connazionale ed è sconfitta in 2 set. Maria si presenta al Roland Garros senza aver giocato alcun torneo sul rosso e non in perfetta forma: questo, unito alla tradizionale avversione per questa superficie, la portano ad uscire al primo match impegnativo nel quarto turno contro la Safina.

A Wimbledon la Sharapova arriva in un periodo di forma non eccelso: è in seria difficoltà già nel quarto turno di fronte a Flavia Pennetta, mentre nei quarti vince agevolmente un match, contro la solita Dementeva, che sarà più ricordato per l'invasione di uno streaker in un derby tra 2 delle bellezze più celebrate del circuito. In semifinale Maria affronta la Mauresmo: in un match ben giocato da ambo le parti, ha la meglio la completezza della francese, finalmente capace di esprimersi ai consoni alti livelli in uno slam, che chiude 6-3, 3-6, 6-2.

La Sharapova torna in campo sul cemento americano mostrando subito di aver trovato un'ottima condizione: ottiene la vittoria a San Diego, dominando la Clijsters nei momenti chiave di un match molto equilibrato, a Los Angeles perde un po' inaspettatamente, complici caldo e stanchezza, in semifinale contro la Dementeva. Maria arriva a New York in forma devastante: supera la Mauresmo in 3 set in semifinale, ma aggiudicandosi primo e terzo con il punteggio di 6-0 e mostrando enorme facilità di gioco, giusta concentrazione e perfetta tenuta atletica. In finale affronta Justine Henin: il match è equilibrato, ma questa volta Maria può sfoggiare uno stato di forma eccellente e ancor più convinzione del solito, che la porta a giocare punti decisivi con coraggio e lucidità per chiudere con un duplice 6-4 che le vale il II slam in carriera. La russa, sempre in eccellente condizione atletica, è molto carica e cerca di accumulare punti per chiudere la stagione al numero 1 del ranking: si aggiudica il torneo di Zurigo in finale sulla Hantuchova e il torneo di Linz sulla Petrova.

Maria giunge ai Master di fine anno con la II posizione e la possibilità di chiudere la stagione al numero 1, occupato dalla detentrice del titolo, Amelie Mauresmo, ma insidiato anche dalla numero 3, la belga Henin. Maria fa pensare che l'obiettivo sia ampiamente alla sua portata nel round robin, dove infila 3 vittorie schiaccianti contro la Dementeva, la Clijsters e la Kuznetsova. In semifinale si trova di fronte, in una terribile rivincita di Flushing Meadow valevole anche per la posizione n.1, la Henin: inspiegabilmente la russa stenta ad esprimersi sui livelli offerti nella II parte della stagione, cedendo nettamente il primo set per 6-2. Nel secondo Maria torna in partita con tutta la sua grinta, ma la Henin è un osso duro e può mostrare la consueta classe straordinaria e la freddezza per chiudere il match al tie break del II. La sconfitta non le permette di salire sul gradino più alto del ranking, ma di rimanere al n.2, scavalcata proprio da Justine Henin.

La stagione della russa comincia all'Australian Open, dove nel primo turno deve affrontare sul centrale la francese Camille Pin che batte dopo una maratona terminata 9-7 al terzo. Più agevoli i turni successivi,anche se con qualche difficoltà.Dopo aver superato in semifinale la belga Kim Clijsters Maria raggiunge la sua terza finale in uno Slam dove affronterà la statunitense Serena Williams.La partita si rivela essere una cavalcata trionfale per la tennista americana che travolge la russa con un secco 6-1 6-2.

Grazie,però, alla finale conquistata e alla mancata partecipazione della Henin, Maria torna ad issarsi sul gradino più alto del ranking Wta, posizione che occupò nel 2005 per 7 settimane. Al torneo di Tokyo, dopo aver superato la Schiavone e la Sugyama, Maria è costretta al ritiro contro la Ivanovic a causa di un infortunio muscolare.

Ad Indian Wells, dove Maria è chiamata a difendere il titolo uscente e la prima posizione del ranking, si presenta in una condizione fisica e psicologica deficitaria: supera con una certa fatica giocatrici nettamente inferiori quali Michaella Kraijcek e Nathalie Dechy, per poi dover affrontare nel IV turno Vera Zvonareva. Nonostante la Sharapova sia andata a servire per il match sul 6-4 5-4 ha perso la parita 6-1 al terzo cedendo così la prima posizione (che ha occupato precisamente per 14 settimane) a Justine Henin.

A Key Biscayne, per il Tier I di Miami, Maria deve affrontare un tabellone molto impegnativo: al terzo turno incontra Venus Williams, rimonta un set e poi ingaggia una dura battaglia che la vedeva in svantaggio nel 3° set, chiudendo la pratica per 2-6 6-2 7-5. Al quarto turno affronta Serena Williams che più che dominarla sul campo la domina mentalmente, memore della dura sconfitta rimediata in finale a Melbourne, Maria non entra mai in partita e subisce un imbarazzante 6-1 6-1.

Maria a causa di un problema muscolare alla spalla è costretta a saltare buona parte della stagione sul rosso, rientrando solamente al torneo di Istanbul come preparazione a Parigi. In Turchia la russa non è ancora brillante: supera con fatica nei quarti la nuova grande promessa, la Radwanska, per poi cedere in semifinale 6-2 6-4 da Aravane Rezai.

La Sharapova giunge al Roland Garros in condizioni non ancora ottimali e su una superficie che le è poco congeniale, tuttavia disputa un buon torneo caratterizzato dall'epica vittoria per 9-7 al III set del quarto turno contro la Schnyder, dove in più occasioni si salva dalla sconfitta con la consueta tenacia. Nei quarti si impone grazie agli straordinari mezzi atletici sulla connazionale Chakvetadze, per poi rimediare una sonora sconfitta in semifinale dall'emergente Ivanovic. La russa torna in campo a Birmingham dove raggiunge la finale in cui è superata dalla sempre più convincente Jankovic in un III tiratissimo set che si chiude 7-5 per la serba. Al successivo torneo di Wimbledon la Sharapova è nuovamente vittima di una Williams, questa volta Venus, con il punteggio di 6-1 6-3. L'ennesima netta sconfitta contro una Williams fa circolare voci su una supremazia più mentale che tennistica da parte delle 2 sorelle sulla tennista russa.

Maria ha l'occasione di rifarsi al Tier I di San Diego dove infila convincenti vittorie contro la Golovin, la Mirza e la Chakvetadze, per poi chiudere la finale contro la Schnyder con un secco 6-0 al III che le permette di aggiudicarsi nuovamente un trofeo dopo il digiuno che durava dall'Us Open. Il periodo positivo si interrompe subito: al successivo torneo di Los Angeles, in cui Maria è accreditata della testa di serie n.1, durante la fase di riscaldamento prima della semifinale contro Nadia Petrova subisce uno stiramento che la costringe a dare forfait e mettere in dubbio la partecipazione al prossimo Us Open.

La russa parteciperà comunque all'ultimo slam dell'anno, rimediando, tuttavia, una sconfitta al III turno per mano della giovane e talentuosa Radwanska. In seguito Maria darà forfait a molti tornei, riuscendo comunque a qualificarsi per il Championship di fine anno,dove grazie ad una ritrovata fiducia e soprattutto ad una spalla finalmente a posto, raggiunge la finale in cui sarà sconfitta dopo quasi 3 ore di gioco dalla numero 1 del mondo, la belga Justine Henin.

L'anno nuovo inizia nel miglior modo possibile. Dopo essersi lasciata alle spalle l'infortunio che l'aveva tormentata per tutto il 2007, Maria centra un altro obiettivo prezioso: il terzo Slam della carriera. Il tutto avviene a Melbourne agli Australian Open. Nel corso del torneo ottiene vittorie molto prestigiose: batte infatti una rediviva Lindsay Davenport, le serbe Jelena Jankovic e in finale Ana Ivanovic, ma il capolavoro lo compie battendo la n.1 del mondo Justine Henin (imbattuta da 32 partite). Il 2008 vede Maria per la prima volta indossare la maglia della Russia: infatti ha fatto il suo esordio in Fed Cup nel primo turno contro l' Israele,vincendo le 2 partite giocate. Il 24 febbraio vince il torneo Qatar Total Open a Doha (Qatar) sconfiggendo in finale la connazionale Vera Zvonareva per 61 26 60. La russa, ancora inbattuta nel 2008, arriva al II tier I (Indian Wells, che vinse nel 2006 su Elena Dementieva) dell'anno con il favore dei pronostici. Dopo un inizio non del tutto convincente Masha arriva nei quarti di finale dove sconfigge per 7-6 6-1 la detentrice del titolo e fresca semifinalista agli Australian Open Daniela Hantuchova. La strada verso il III titolo stagionale sembra ormai spianata quando in semifinale viene sorpresa dalla connazionale Svetlana Kuznetsova, che non vinceva contro la bella siberiana dalla finale di Miami 2006. Dopo questo inaspettato risultato, che comunque migliora il suo risultato del 2007, Maria annuncia che non giocherà il torneo di Miami dal quale lo scorso anno è stata malamente eliminata dalla futura vincitrice del titolo Serena Williams. La siberiana si ripresenta sul campo al torneo di Amelia Island dove inizia nel migliore dei modi la stagione sulla terra vincendo in finale contro la emergente slovacca Dominika Cibulkova con il punteggio di 7-6 6-3. Nel primo set la battaglia si protrae fino al tie break dove Maria vince grazie alla sua proverbiale resistenza fisica e psicologica, mentre nel secondo set la musica cambia totalmente e la Sharapova si limita a controllare l'avversaria che lentamente si arrende. Per Maria si tratta del primo titolo sulla terra. Agli Internazionali di Roma, la siberiana si ritira poche ore prima della semifinale, che l'avrebbe opposta alla serba Jankovic, per dei problemi muscolari ad un polpaccio. Maria torna comunque numero uno del tennis grazie al ritiro della belga Justine Henin, dominatrice del tennis femminile prima dell'addio alle competizioni. Al Roland Garros, perde agli ottavi per mano della connazionale Dinara Safina e cede il primo posto della classfica alla serba Ana Ivanovic, dopo che quest'ultima conquista il suo primo titolo dello Slam battendo in finale la responsabile della disfatta di Maria, ovvero la Safina. A Wimbledon 2008, la Sharapova viene clamorosamente eliminata al secondo turno dalla connazionale Alla Kudryavtseva per 6-2 6-4. In seguito partecipa all'Open del Canada dove vince il suo primo turno contro la polacca Domachowska per 7-5 5-7 6-2. Maria poi annuncia il ritiro dal torneo per un problema alla spalla. A causa di ciò salta le Olimpiadi, gli US Open e tutto il resto della stagione.

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Justine Henin

Justine Henin (Liegi, 1º giugno 1982) è una ex tennista belga.

Justine è nata a Liegi, in Vallonia, la regione francofona del Belgio. All'epoca del suo matrimonio con Pierre-Yves Hardenne, avvenuto il 16 novembre 2002 e scioltosi nel gennaio 2007, il suo nome ufficiale era Justine Henin-Hardenne. Si è ritirata dalle competizioni mentre era ancora numero uno al mondo.

Il padre si chiama José Henin. Sua madre, Françoise Rosière, era una insegnante di storia e francese. Morì quando Justine aveva 12 anni. Justine ha due sorelle: Sarah e Florence e un fratello: David. è considerata da molti una delle tenniste più forti degli ultimi anni.

La Henin fa la sua prima apparizione nel circuito ITF nel novembre 1996, partecipando al torneo di Maiorca, nel quale giunge sino al 2° turno. Nel 1997, nel mese di Luglio, a Le Touquet, batte in finale Camilla Kremer,e si aggiudica il primo torneo ITF alla terza partecipazione ad uno di questi tornei. Ad Agosto vince un altro torneo ITF a Koksijde, in Belgio, superando in finale Noelia Serra.

Ma è nel 1998 che la Henin dà sfoggio di una buona continuità di risultati: a Dicembre vince l'ITF di Gelos, in Cina, superando Aurelie Vedy in finale; a maggio bissa a Grenelefe, in Buenos Aires, battendo Sebastian Aiello. Ad un'estate poco brillante fa seguito la finale a dicembre ottenuta all'ITF di Joue-Les-Tours, in cui perde da Amanda Hopmans, ma a novembre torna prontamente alla vittoria nell'ITF di Ramat Hasharon trionfando su Patricia Wartusch.

Durante quest'anno avviene il passaggio al professionismo della giocatrice belga. A marzo affronta il torneo ITF di Reims partendo dalle qualificazioni arrivando sino alla finale in cui affronta la connazionale Kim Clijsters, altra grande promessa, per batterla con un doppio 6-4. Questo successo le vale la convocazione per la Fed Cup nella sfida tra Belgio e Olanda: la Henin ottiene 2 vittorie nel singolare. Partecipa poi all'ITF di Atene, in cui raggiunge la semifinale. Grazie ad una wild card Justine debutta nel circuito WTA al torneo di Anversa, dove vince a sorpresa il torneo battendo in finale la Pitkowski, allora n.35 del ranking.

Galvanizzata dal primo trofeo, la belga affronta le qualificazioni del Roland Garros, superandole fermandosi al 2° turno contro la n.2 del ranking Lindsay Davenport. Per via di qualche problema fisico i suoi impegni estivi sono ridotti. Si presenta agli US Open dove viene eliminata al primo turno dall'astro nascente francese Amelie Mauresmo per 6-1 6-4. In seguito Justine raggiunge i quarti nel torneo WTA del Lussemburgo, le semifinali all'ITF di Poitiers, e di nuovo i quarti nel WTA di Quebec City.

A inizio stagione, partendo dalle qualificazioni, la belga raggiunge i quarti nel torneo di Hobart, perdendo da Chanda Rubin, mentre all'Australian Open esce al II turno contro la n.1 del ranking WTA, Martina Hingis che la sconfigge con un duplice 6-3. Qualche guaio fisico la costringono a uno stop di alcuni mesi, prima del rientro sull'erba non molto fortunato, in particolare a Wimbledon in cui deve scontrarsi già al 1° turno contro Arantxa Sanchez a cui strappa comunque un set.

Raggiunge in seguito i quarti al torneo di Palermo e soprattutto si aggiudica il torneo Itf di casa, a Liegi. Si qualifica per il torneo di New Haven, uscendo al II turno contro Amanda Coetzer. Disputa un buon US Open, battendo la Kournikova al 3° turno 6-4 7-6, per poi farsi strapazzare dalla n.2 del ranking Lindsay Davenport 6-0 6-4. Ciò nonostante il 4° turno le vale l'ingresso nelle top 50.

L'anno nuovo si apre con il piede giusto per la belga. In Australia infila una doppietta: prima si aggiudica il torneo di Goald Coast, battendo in finale l'italiana Silvia Farina, poi quello di Canberra superando la Testud. Agli Australian Open si ferma al quarto turno per mano della n.4 del ranking Monica Seles che ha la meglio per 4-6 6-4 6-4, in un match equilibratissimo che rivela pienamente l'enorme potenziale della belga.

Justine colleziona poi due eliminazioni al terzo turno sul cemento americano: a Indian Wells esce per mano di quella che sarà la sua grande rivale, la connazionale Kim Clijsters che la batte 1-6 6-4 6-3, mentre a Miami è Tathiana Garbin a infliggerle un netto 6-3 6-1. La stagione sulla terra è molto buona: centra le semifinali all'Estoril, perdendo a sorpresa dalla Montolio, ad Amburgo esce nei quarti dopo un match combattuto con Amanda Coetzer. Ma i risultati migliori sono al Tier I di Berlino e al Roland Garros. In Germania elimina al terzo turno la n.2 del ranking Venus Williams per 6-1 6-4, ritirandosi in semifinale contro Jennifer Capriati. A Parigi giunge da n.16 del ranking e raggiunge le semifinali, dove ritrova Kim Clijsters che le infligge una nuova pesante sconfitta per 2-6 7-5 6-3. Grazie alle semi la belga fa per la prima volta il suo ingresso nella top ten del ranking, piazzandosi al n.9.

Ancor più ricca di soddisfazioni è la stagione sull'erba, in cui a 'S-Hertogenbosch si prende una piccola rivincita sulla Clijsters superandola in finale 6-4 3-6 6-3. Poi a Wimbledon disputa un torneo di valore assoluto: arrivando in semifinale e sconfiggendovi la n.4 del ranking, Jennifer Capriati per 2-6 6-4 6-2. In finale incontra l'americana Venus Williams, le strappa il primo set, ma si arrende alla distanza per 1-6 6-3 6-0.

Raggiunge i quarti sia nel Tier I di Toronto, sconfitta da Monica Seles, che nel torneo di New Haven, dove perde ancora per mano di Venus Williams in 3 set. Allo US Open la sua corsa si interrompe al quarto turno dove è battuta da Serena Williams. Raggiunge in seguito la finale del torneo delle Hawaii, dove è costretta a ritirarsi contro la Testud. A Filderstadt giunge in finale dove si arrebde al termine di un bell'incontro a Lindsay Davenport per 7-5 6-4.

Justine si qualifica per il Championship di fine anno, in cui raggiunge i quarti battuta da Serena Williams. Chiude la stagione al settimo posto della classifica mondiale.

Il 2002 si apre con la sconfitta in finale contro Venus Williams, a Gold Coast. La settimana successiva a Sydney perde nei quarti l'ennesimo duello contro la connazionale Clijsters, così come all'Australian Open, ancora ai quarti, sempre contro Kim. Justine arriva in finale al torneo di Anversa, in cui rinnova la sfida contro Venus perdendo in tre set.

Sul cemento americano ottiene risultati modesti: 3° turno a Indian Wells, dove esce per mano della Hantuchova e un'uscita al primo turno a Miami per mano della Smashnova. La belga ha modo di rifarsi subito, raggiungendo la finale sulla terra verde di Amelia Island, ancora sconfitta 7-6 al terzo da Venus Williams. In Fed Cup ottiene due brillanti vittorie contro le australiane Molik e Stosur. Sulla terra di Berlino la Henin sconfigge prima in semifinale la n.2 del seeding, l'americana Capriati e poi in finale Serena Williams. Berlino è il primo torneo Tier I conquistato dalla belga.

Galvanizzata da questa vittoria, la belga raggiunge la finale di Roma dove, dopo aver battuto la Kim Clijsters in semifinale, perde da Serena Williams. Questi risultati consentono a Justine di issarsi sino al n.5 del ranking Wta. La belga si presenta a Parigi non in buona salute e va fuori al primo turno contro l'ungherese Kapros, n.179 del ranking.

Tornata in salute, a Wimbledon la belga dà l'ennesima dimostrazione delle sue potenzialità eliminando Elena Dementieva e Monica Seles nei quarti, arrendendosi infine nuovamente di fronte a Venus Williams in semifinale.

Sul cemento americano la belga ottiene un quarto a Montréal, sconfitta dalla Capriati e un quarto turno allo US Open, in cui esce per mano di Daniela Hantuchova al tie break del terzo set. A Lipsia Justine si prende la rivincita contro la slovacca nei quarti, ma in semifinale incappa in un'altra sconfitta contro una delle Williams, questa volta Serena. Seguono una semifinale a Zurigo e soprattutto la vittoria nel torneo di Linz, in cui supera in finale Alexandra Stevenson.

La belga si qualifica ai Championship Wta di fine anno, battendo la Dementieva al primo turno e perdendo al 2° dalla connazionale Clijsters.

Il 7 giugno 2003 vinse il suo primo torneo del Grande Slam, l'Open di Francia, sconfiggendo la connazionale Kim Clijsters. Il 7 settembre dello stesso anno vince anche il secondo torneo dello Slam l'US Open, sempre contro la Clijsters. In quell'occasione raggiunse la finale dopo aver sconfitto solo 18 ore prima in semifinale, Jennifer Capriati, in un incontro durato 3 ore e 3 minuti.

Il 19 ottobre 2003 raggiunse il primo posto della classifica della WTA, scalzando Kim Clijsters, posizione che mantenne, unica nella storia, per solo una settimana, tuttavia riprese possesso del numero 1 il 10 novembre 2003 (restando consecutivamente al primo posto per 45 settimane) e quindi nominata Campionessa del mondo del singolare femminile dalla International Tennis Federation per il 2003.

Per la stagione 2004 si allenò in Florida con Pat Etcheberry, che in passato aveva aiutato altri giocatori di fama internazionale quali Pete Sampras, Andre Agassi, Jim Courier e Jennifer Capriati. Il 31 gennaio 2004 Justine vinse il suo terzo Grande Slam agli Australian Open. Nel corso della finale si trovò a sconfiggere ancora una volta la connazionale Kim Clijsters, mostrando una sempre maggior confidenza sul campo.

Il 20 maggio 2004, era testa di serie numero 1 per l'Open di Francia che aveva vinto l'anno prima. Comunque, ancora afflitta da un'infezione virale contratta pochi mesi prima, perse al secondo turno da Tathiana Garbin, all'epoca numero 86 della classifica WTA. Justine decise di ritirarsi dai tornei successivi di Rosmalen e Wimbledon, ma riscese in campo in agosto per vincere la medaglia d'oro alle Olimpiadi estive di Atene 2004, dove sconfisse in due set la francese Amélie Mauresmo. Sull'onda dell'entusiasmo e spinta dall'essere campionessa in carica, la Henin partecipa allo US Open, dove, tuttavia, non riesce ad andare oltre un modesto quarto turno, nel quale è eliminata in modo netto da Nadia Petrova.

La belga decide di proseguire la convalescenza senza scendere in campo, scivolando al numero 8 della classifica WTA e saltando anche il Master di fine anno. La belga vuole approfittare di questo periodo per dedicarsi anche a specifiche sedute atletiche e allenamenti, ma a Dicembre, in uno di questi, si infortuna al ginocchio e deve rimandare il suo rientro.

Justine fa il suo rientro a fine marzo 2005, a Miami, in cui dimostra di non essere ancora in palla, ottenendo la qualificazione ai quarti, nei quali è eliminata da Maria Sharapova. Al torneo di Charleston, sulla terra battuta, supera in finale la Dementieva. A Varsavia, dopo aver prevalso sulla Schnyder e la Ivanovic, conquista la finale contro la Kuznetsova. Nel Tier I di Berlino, si prende una secca rivincita sulla Sharapova nei quarti, e superando la Petrova in finale, aggiunge un nuovo trofeo sul rosso che la indica come principale favorita per il prossimo Roland Garros. Ruolo confermato dalla netta vittoria in finale contro Mary Pierce che le vale il secondo titolo a Parigi ed il quarto slam in assoluto.

Delude a Wimbledon, eliminata al primo turno dalla Danilidou. Torna a giocare nel torneo di Toronto, perdendo in finale dalla Clijsters. La Henin si presenta a Flushing Meadow senza i favori dei pronostici, uscendo al quarto turno contro la Pierce alla quale concede una piacevole vendetta. Chiude la stagione al sesto posto del ranking WTA.

Nel 2006 la Henin si presentò a Sydney, in cui sconfisse la rientrante Martina Hingis al primo turno, in semifinale la Kuznetsova ed in finale la Schiavone, per 4-6, 7-5, 7-5. All'Australian Open la Henin sconfisse la testa di serie n.1, Lindsay Davenport, nei quarti, mentre superò la Sharapova in 3 set nella semifinale. Contro Amélie Mauresmo in finale, mentre era sotto 6-1, 2-0, la Henin si ritirò dal match a causa di asseriti problemi intestinali. Molti giudicarono il suo ritiro pretestuoso e motivato dal netto predominio della Mauresmo nel corso del match. La Henin fu molto criticata, dato che dopo il match contro la Sharapova, aveva detto di essere al top della forma e che stava giocando il miglior tennis della sua carriera. Con questo gesto la Henin sarà la prima donna a ritirarsi da una finale dello Slam nell'era Open.

In seguito vinse a Dubai contro la Sharapova, vincendo 7-5, 6-2. Dopo questa vittoria seguirono diversi risultati deludenti: a Indian Wells perse la semi contro Elena Dementieva 2-6, 7-5, 7-5 ed uscì al secondo turno a Miami contro la Shaughnessy 7-5, 6-4. A Charleston perse in semi contro Patty Schnyder 2-6, 6-3, 6-2. A Berlino non riuscì a difendere il titolo: batté la Mauresmo in semifinale, ma perse in finale dalla Petrova.

Al Roland Garros invece superò nettamente la Cljisters 6-3, 6-2 in semi e batté la Kuznetsova in finale 6-4, 6-4, conquistando il terzo trofeo parigino senza perdere nemmeno un set. A Eastbourne, la Henin vinse la finale contro Anastasia Myskina 4-6, 6-1, 7-6(5). A Wimbledon sconfisse la Cljisters in semifinale 6-4, 7-6(4), In finale, contro la Mauresmo, si aggiudicò il primo set, ma la giocatrice francese innalzò il livello del proprio gioco e si aggiudicò il match 2-6, 6-3, 6-4 grazie ad uno splendido tennis.

Saltò i tornei di San Diego e Montreal per infortunio, ma partecipò a quello di New Haven che si aggiudicò sconfiggendo la Davenport. Allo U.S. Open batté nuovamente l'americana nei quarti, rischiò in semifinale l'eliminazione contro la sorpresa Jelena Jankovic, ma approdò in finale dove affrontò la Sharapova che la batté per 6-4, 6-4.

La belga s'infortunò alla gamba e fu costretta a dare forfait ai tornei successivi, accelerando la preparazione per rientrare in finale alla Fed Cup, contro l'Italia: assente la Cljisters, la Henin riuscì a trascinare il Belgio al doppio decisivo battendo la Schiavone e la Pennetta nei singolari, ma perdendo la sfida decisiva contro la Schiavone e la Vinci in coppia con la Flipkens. Justine si presentò al WTA Tour Championships in lizza per chiudere l'anno al numero 1. Dopo aver perso con la Mauresmo nel round robin, la Henin batté la francese in finale per 6-4 6-3. Con questo successo la belga chiuse l'anno al numero 1 del ranking WTA.

Il 2007 tennistico, ma non solo, inizia nel peggiore dei modi per Justine: ad inizio anno la belga annuncia di non poter partecipare ad alcun torneo australiano, Open compreso, perché impegnata nel tentativo di risolvere problemi familiari (divorzio). Questa decisione le farà perdere la testa della classifica WTA al termine dell'Australian Open in favore della Sharapova: posizione che Justine stava ricoprendo da 10 settimane consecutive e che la portavano a un totale di 56 settimane nel calcolo complessivo su tutta la sua carriera.

La belga fa il suo esordio all'Open Gaz de France, mostrando di essere ancora arrugginita e uscendo in semifinale contro la Safarova. La belga disputa in seguito il torneo di Dubai, in cui arriva in finale dove batte Amelie Mauresmo 6-4 7-5. La Henin dimostra di essere in un ottimo stato di forma anche al torneo di Doha: in finale Justine si impone nettamente in 2 set sulla Kuznetsova, aggiudicandosi il trentesimo trofeo della carriera e avvicinandosi sensibilmente alla Sharapova nel ranking Wta.

La belga decide di non partecipare al torneo di Indian Wells, tuttavia grazie alla precoce eliminazione da quel torneo della numero n.1 del ranking, Maria Sharapova, torna in testa alla classifica Wta, portando a 58 settimane complessive la sua permanenza al vertice del ranking, che le permette di salire al VII posto nella graduatoria delle giocatrici calcolata in base alle settimane di permanenza al vertice.

Al Tier I di Miami la Henin rischia l'eliminazione al III turno contro la Razzano, ma arriva in finale dove incontra Serena Williams. Il match ha un andamento insolito: la Williams lamentando dolori ad un ginocchio perde il primo set 6-0, ma nei due set successivi gioca al meglio, annulla due match points per la belga, e si impone per 0-6 7-5 6-3. La belga ha modo di rifarsi prontamente sulla terra di Varsavia, battendo Alona Bondarenko in finale 6-1 6-3. La settimana successiva la Henin disputa il Tier I di Berlino, ed è costretta dalla pioggia a giocare il match di semifinale contro la Kuznetsova dopo aver concluso in mattinata quello contro la Jankovic: perde contro la russa 6-4 5-7 6-4.

La belga si ricarica e può così disputare uno splendido Roland Garros nel quale si prende una terribile rivincita nei quarti su Serena Williams, sconfitta 6-4 6-3, piega nuovamente la Jankovic in semifinale con un doppio 6-2, infine corona uno splendido torneo giocato su livelli eccelsi e nel quale non ha mai ceduto un set, battendo in finale la serba Ana Ivanovic per 6-1 6-2 in poco più di un'ora.

La Henin continua nella serie positiva vincendo sulla Mauresmo in finale sull'erba di Eastbourne. Giunge a Wimbledon con il ruolo di favorita numero 1, ma deve rimandare il sogno di imporsi nell'unico slam che le manca vendendo battuta in semifinale dalla sorprendente francese Marion Bartoli per 1-6 7-5 6-1.

Ad Agosto vince il Tier I di Toronto in finale sulla Jankovic ed a settembre conquista senza troppe esitazioni il suo secondo US Open, battendo nei quarti Serena Williams in due set, poi in semifinale l'altra sorella Williams. In finale affronta Svetlana Kuznetsova superandola senza troppi problemi per 6-1 6-3.

Il 7 ottobre vince il Porsche Tennis Grand Prix a Stoccarda vincendo in finale contro la francese Tatiana Golovin 2-6 6-2 6-1. Due settimane dopo Justine si ripete al torneo di Zurigo, Zürich Open tier I, sconfiggendo ancora una volta la Golovin in due set: 6-4 6-4. L'11 novembre, la belga n. 1 del mondo vince il Masters Wta di Madrid battendo Maria Sharapova 5-7 7-5 6-3, dopo una maratona di 3h25', concludendo la sua migliore stagione in carriera con 10 titoli ed entrando nel 2008 con una striscia di 25 vittorie consecutive. Chiude la stagione con ampio margine al primo posto della classifica Wta.

L'11 gennaio vince il torneo Medibank International a Sydney battendo in finale la russa Kuznetsova 4-6 6-2 6-4. All'Australian Open il suo torneo termina nei quarti contro la Sharapova dalla quale è sconfitta nettamente per 6-4 6-0.

Il 17 febbraio si aggiudica il torneo di Anversa, battendo in finale l'italiana Karin Knapp 6-3 6-3. Questo fu il suo ultimo successo in quanto la tennista belga si è ritirata dal tennis professionistico il 14 maggio 2008, lasciando comunque il circuito da n°1 del mondo.

Il 14 maggio 2008 dichiara di ritirarsi dal tennis per fare altro nella vita.

A Justine Henin è intitolato l'asteroide 11948 Justinehénin.

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Jelena Janković

Jelena Janković

Jelena Janković (Serba Cirillico: Јелена Јанковић) (Belgrado, 28 febbraio 1985) è una tennista serba.

Jelena Janković è nata a Belgrado nella Yugoslavia, ora Serbia. E' la terzogenita di Veselin e Snežana Janković, entrambi economisti. I suoi due fratelli maggiori si chiamano Marko e Stefan. I primi contatti con il tennis di Jelena avvennero al club di tennis della "Crvena Zvezda".

A 12 anni entrò a far parte della prestigiosa accademia tennistica di Nick Bollettieri e sotto la sua guida vinse l'edizione juniores degli Australian Open 2001.

Jelena seguì inizialmente le orme dei propri genitori studiando economia alla Megatrend University di Belgrado; in seguito alla scelta di tentare la carriera professionistica del tennis ha scelto di sospendere a tempo indeterminato i suoi studi, senza tuttavia rinunciarvi definitivamente.

La tennista serba debutta nel circuito professionistico nel 2000, partecipando alle qualificazioni del torneo di Filadelfia, uscendo al primo round. Nel 2001, grazie ad una wild card, accede per la prima volta al tabellone di un torneo WTA, a Indian Wells, dove conquista la sua prima vittoria nel circuito pro, prima di essere eliminata al secondo turno da Silvia Farina Elia. Il 2002 è un anno di pratica per la giovane serba che alterna tornei minori alle qualificazioni dei tornei WTA: tra di essi spiccano i quarti al torneo di Stanford, nel quale cede a Kim Clijsters in due set, dopo aver seriamente impegnato la belga nel primo. Il 2003 la vede proseguire l'apprendistato e la scalata della classifica: partecipa al suo primo torneo del Grande Slam, all'Australian Open, uscendo al secondo turno contro Amanda Coetzer. L'annata trascorre giocando molti tornei ITF, finché non si aggiudica il primo ITF ad Ottobre, a Dubai, vittoria che le permette di entrare nella top 100 della classifica WTA.

Il 2004 si apre con un'importante vittoria al primo turno dell'Australian Open contro la top ten Elena Dementieva, battuta nettamente 6-1, 6-4, tuttavia la corsa della serba è breve, perché si ferma al turno successivo contro Jill Craybas. A maggio la Jankovic si aggiudica il primo titolo WTA a Budapest, battendo in finale Martina Sucha 7-6, 6-3. La serba prosegue l'annata ottenendo discreti risultati, ma le prestazioni migliori arrivano nel finale di stagione: a Filderstadt, partendo dalle qualificazioni, raggiunge i quarti dopo aver sconfitto Nadia Petrova e Daniela Hantuchova, arrendendosi a Lindsay Davenport; mentre a Linz, dopo aver sconfitto Patty Schnyder e Vera Zvonareva, si arrende in semifinale ad Amelie Mauresmo. Questi risultati le permettono di raggiungere la ventottesima posizione del ranking.

Il 2005 conferma i progressi dell'annata precedente. A Dubai la Jankovic sconfigge Serena Williams 6-0 4-3 rit. in semifinale, per arrendersi a Lindsay Davenport 6-4, 3-6, 6-4 in finale. Al torneo di Berlino raggiunge la semifinale, in cui viene battuta da Nadia Petrova 6-4, 6-7, 6-3. Sull'erba del torneo di Birmingham perde in finale dalla specialista Maria Sharapova. A Ottobre raggiunge la finale a Seoul, perdendo contro la giovanissima Nicole Vaidisova 7-5, 6-3, risultato che la porta al n. 17 della classifica.

Il 2006 comincia in modo disastroso per Jelena, che perde 10 match di fila. Ottiene la prima vittoria a Roma, dove raggiunge i quarti, perdendo da Venus Williams. Risolti alcuni problemi fisici la serba inizia a recuperare brillantezza, raggiungendo le semifinali a Strasburgo, in cui si ritira al secondo set contro Nicole Vaidišová. Al Roland Garros esce al terzo turno per mano della numero uno, Amélie Mauresmo, per 6-3 6-3. A Wimbledon, al terzo turno riesce a battere la campionessa in carica, Venus Williams, perdendo al turno successivo da Anastasia Myskina 6-4, 7-6. Sul cemento di Los Angeles, Jelena sconfigge tra le altre Sania Mirza, Ana Ivanovic e Serena Williams, perdendo in finale da Elena Dementieva. Questo risultato le infonde fiducia per lo U.S. Open, in cui batte Nicole Vaidisova nel terzo round, elimina Svetlana Kuznetsova nel quarto e si prende una terribile rivincita su Elena Dementieva, annicchilita 6-2 6-1 nei quarti. In semifinale, contro la favorita Justine Henin perde 4-6 6-4 6-0, dopo aver condotto 6-4 4-2, con una palla per il 5-2, non regge la tensione dopo un battibecco con il giudice di sedia per una chiamata sul suo servizio e da qui non sarà più in grado di opporsi alla belga. Al torneo di Pechino sconfigge Nadia Petrova nei quarti ed esce in semifinale contro Amelie Mauresmo 6-1, 3-6, 7-6. Jelena bissa le semifinali la settimana successiva al torneo del Canton, quando in svantaggio 7-5 2-0 è costretta a ritirarsi contro Anna Chakvetadze. A ottobre Jelena raggiunge la dodicesima posizione nel ranking. La tennista serba chiude l'annata positiva raggiungendo i quarti nei tornei di Stoccarda (eliminata dalla Kuznetsova), Linz (battuta dalla Vaidisova) e Quebec City (ritiratasi contro la Poutchkova).

Jelena inizia il 2007 con il piede giusto: al torneo di Auckland, dove è accreditata della testa di serie n.1, raggiunge la finale, in cui sfida la russa Zvonareva. Il match è molto intenso: nel primo set la serba salva 2 set point, il secondo set viene aggiudicato dalla russa, grazie a un break nell'undicesimo game, infine nel terzo prevalgono definitivamente classe e tenacia della Jankovic, chiudendo in 2 h e 45 m. per 7-6 (9) 5-7 6-3. Positivo anche il torneo di Sydney, in cui supera la Hingis, la Stosur e la Mauresmo, trovandosi di fronta la Vaidisova in semifinale: Jelena, grazie a un gran gioco dal fondo tiene in scacco la ceca, aggiudicandosi un match molto equilibrato. In finale affronta Kim Clijsters: la serba conquista un break al nono gioco e chiude il primo set 6-4; il secondo set, altrettanto equilibrato, offre a Jelena 2 match point sul 5-4 e servizio che la belga annulla da vera campionessa. Perse queste occasioni, la serba si demoralizza: nel tie brak del II set commette 3 doppi falli, mentre nel III set finisce sotto 0-4, prova a rientrare in partita d'orgoglio recuperando qualche game, ma finisce 4-6, 7-6(1), 6-4. Jelena dimostra comunque di esser in un buon periodo di forma e di poter ambire a risultati di spessore. La serba disputa un discreto Australian Open, anche se la sconfitta al quarto turno contro una Serena Williams appesantita e non ancora rodata dopo il suo rientro, dimostra più evidenti limiti psicologici e una sudditanza psicologica più che tecnica e atletica, come evidenziato da un fin troppo severo 6-3 6-2 con cui Serena si è sbarazzata di Jelena. La serba è anche vittima della sfortuna però, nel corso della semifinale del torneo di Dubai, mentre era in svantaggio 5-2 contro la Mauresmo, a causa di una brusca torsione della caviglia si procura una distorsione che le impedisce di correre e proseguire il match. A Doha è comunque in grado di giocare il torneo di Doha, dove si issa fino in semifinale contro Justine Henin: si aggiudica il primo set al tie break, cede il II nettamente, ma impegna severamente nel III la campionessa belga, perdendolo 6-4. Con questo risultato la serba continua a mostrare sensibili progressi e raggiunge il suo best ranking: il n.9. Ad Indian Wells la Jankovic disputa un torneo al di sotto delle sue attese, uscendo agli ottavi di finale contro la cinese Na Li, avversaria molto tosta e solida ma che per una Jankovic che aveva mostrato sensibili segnali di miglioramento era un'avversaria alla sua portata. Altrettanto sottotono il Tier I di Miami, in cui nel terzo turno affronta Mara Santangelo, vanificando 2 match point nel II set, quando ha servito sul 5-2, per farsi poi rimontare dall'italiana, sempre più padrona del campo che chiude 2-6 7-6 6-4. Ad Amelia Island la serba è sconfitta nelle semifinali dalla connazionale Ivanovic. Al Tier I di Chraleston Jelena ha modo di rifarsi: al III turno si prende una netta rivincita sulla Santangelo, in semifinale ottine una vittoria sofferta contro Venus Williams in rimonta di un set e ottenuta solo al tie break del III. Galvanizzata dalla vittoria contro una delle più forti tenniste della storia, la Jankovic in finale annichilisce Dinara Safina con un doppio 6-2, aggiudicandosi il primo torneo tier I della sua carriera. A Varsavia il suo cammino si arresta in semifinale contro la n.1 del ranking, la belga Henin, con il punteggio di 7-5 2-6 6-4, dimostrando che ormai il suo livello di gioco è molto vicino a quello delle migliori. Questo risultato le vale il suo nuovo best ranking, il n.6. La serba ha rinnovato la sfida con la belga anche al Tier I di Berlino, questa volta ai quarti e a causa delle interruzioni dovute alla pioggia, il match è stato più volte sopseso e splamato su 2 giornate. Nel terzo set decisivo Jelena, pur conducendo 4-0 subisce un'incredibile rimonta della belga, che seppur più provata atleticamente dimostra di esser mentalmente più solida, mentra la Jankovic sembra pagare una sorta di complesso nei confronti della numero 1 del ranking. I quarti, assieme al ritiro della Clijsters, consentono alla serba di scalare un'altra posizione del ranking, raggiungendo il n.5 e tra l'altro di ottenere la testa della Wta Race per l'assegnazione degli 8 posti per giocare il Championship di fine anno. Jelena si prende un pronto riscatto al Tier I di Roma, dove sconfigge Alona Bondarenko, la Dementieva, la Schnyder in semifinale concedendole solo 4 game, per poi confrontarsi contro la Kuznetsova per il titolo. Il match è equilibrato solo nel I set, terminato 7-5 in favore della serba, che nel II viaggia sull'onda dell'entusiasmo, affiancando a un tennis muscolare colpi profondi e e buona tattica chiudendo in scioltezza 6-1. Anche a Parigi prosegue l'ascesa della tennista serba che ottiene alcune importanti vittorie contro avversarie temibili: al terzo turno supera Venus Williams, sulla quale prevale in particolare grazie alla maggiore tenuta atletica che le consente di chiudere il III set con il punteggio di 6-1, successivamente sconfigge Marion Bartoli e la Vaidisova nei quarti. In semifinale affronta la sua bestia nera, Justine Henin, su cui non riesce a prevalere per l'ennesima volta a causa del match perfetto giocato dalla belga che mantenendo le aspettative della grande favorita spazza via Jelena con un duplice 6-2. Grazie ai punti della semifinale la serba balza al III posto del ranking e prosegue la corsa verso la vetta. La Jankovic si prende una pronta rivincita sull'erba di Birmingham dove supera in una combattuta finale Maria Sharapova, mentre sempre sull'erba, a s'Hertogenbosch sfodera un'altra grande prestazione contro la Safina in semifinale, per poi arrendersi in finale a un'altra grande emergente, Anna Chakvetadze. A Wimbledon la serba supera al terzo turno in un difficile match Lucie Safarova, per essere poi sorprendentemente battuta al turno successivo da Marion Bartoli che la sorprende con un tennis votato all'attacco, mettendo in crisi le doti da maratoneta e l'abilità difensiva di Jelena che le consentono di adattarsi meglio ad altre superfici. Il rientro nel Tier I di San Diego è deludente: la Jankovic esce al III turno per mano della talentuosa ma discontinua Maria Kirilenko perdendo 7-5 il III set. A Los Angeles invece la serba supera soffrendo i quarti contro la Azarenka, per poi affrontare in semifinale il derby contro la Ivanovic: il match è molto intenso e vede prevalere nel primo set Jelena che dal II in poi inizia a diventare più fallosa e a subire l'handicap della differenza di efficacia tra i rispettivi servizi. perdendo così il match col punteggio di 4-6 6-3 7-5. Al Tier I di Toronto la serba giunge in finale, nella quale incontra la Henin sua bestia nera, dopo aver superato la Golovin. L'incontro è molto equilibrato nonostante la belga s'imponga in due set e conferma la buona attitudine di Jelena per le superfici veloci, sulle quali la distanza dalla numero 1 è meno sensibile. Allo Us Open un sorteggio non particolarmente fortunato la vede affrontare nei quarti la campionessa in carica di Wimbledon, Venus Williams, che sta ritrovando il suo tennis migliore. La serba si aggiudica il I set per 6-4, il II è tutto per la reazione d'orgoglio di Venus che costringe alle corde la serba per 6-1, sfruttando il servizio decisamente più efficace. Nel III torna l'equilibrio, ma la superiorità atletica e l'attitudine vincente dell'afroamericana faranno la differenza sino al tie break risoltosi 7-4 per la Williams. La stagione di Jelena, complice la stanchezza, va in calando: perde nei quarti a Bali per mano della rientrante Davenport, dalla quale si vendica a Pechino in semifinale, per poi soccombere dall'astro nascente Agnes Szavay. A Stoccarda perde nuovamente in semifinale dalla Henin, infine nel Campionship di Madrid rimedia tre sconfitte nel round robin.

L'inizio di stagione della giocatrice serba è caratterizzato da alcuni infortuni e da una piccola operazione che rallentano inevitabilmente la preparazione per lo Slam australiano.Il 2008 della Jankovic inizia dal torneo di Sydney, nel quale è sconfitta nei quarti dalla ceca Nicole Vaidisova. All'Australian Open dà vita a una sfida intensa al I turno contro la giovane grande promessa Tamira Paszek che si risolve 12-10 al III set, dopo che la serba riesce a salvare alcuni match point.Jelena incontra nuove difficoltà al III turno contro la Razzano che la trascina al III set, mentre supera con autorità la campionessa uscente Serena Williams nei quarti. In semifinale, anche a causa di problemi alla schiena, è sconfitta nettamente da una Maria Sharapova in forma strepitosa che le concede solo 4 games aggiudicandosi il match per 6-3 6-1. Successivamente al torneo di Doha è sconfitta ai quarti in 2 set dalla cinese Li. Dopo le semifinali a Dubai ed Indian Wells, raggiunge la sua prima finale della stagione a Miami, dove perde da Serena Williams per 6-1 5-7 6-3. Sulla terra battuta si ferma ai quarti a Charleston e Berlino per poi vincere il torneo di Roma per il secondo anno consecutivo: sconfitta in finale la giovanissima francese Alizé Cornet per 6-2 6-2.Jelena si presenta al Roland Garros in condizioni fisiche non ottimali,nonostante ciò riesce ad approdare alle semifinali,in un derby tutto serbo con la Ivanovic.Il match offre un tennis splendido,da un lato la devastante potenza della Ivanovic,dall'altro le brillanti doti difensive della Jankovic.Nonostante sia stata per ben 2 volte avanti di un break nel set decisivo non riesce a prevalere sulla sua avversaria.Il match si conclude cn il punteggio di 6-4 3-6 6-4 per la Ivanovic.Insieme alla prima finale in uno slam per Jelena sfuma anche la possibilità di diventare la nuova numero 1 mondiale.Sull'erba di Wimbledon,superfice non particolarmente amata da Jelena,soffre al turzo turno contro la danese Wozniacki procurandosi inoltre un piccolo infortunio al ginocchio destro che condizionerà il suo match di ottavi contro la veterana Tanasugarn,perso da Jelena con il punteggio di 6-3 6-2. Al torneo di Los Angeles Jelena è la testa di serie numero 1 e vincendo il torneo avrebbe la possibilità di diventare la diciottesima numero uno mondiale, superando la Ivanovic, da quando esiste la classifica computerizzata.La corsa della serba tuttavia è interrotta dalla Safina (futura vincitrice del torneo) in semifinale. Dopo aver battuto la Petrova nei quarti in 2 set,la Jankovic non riesce a ripetersi con l'altra giocatrice russa, perdendo il match con il punteggio di 7-6 6-1 .Malgrado ciò il divario che la separa in classifica dalla Ivanovic comincia ad assottigliarsi.Sul cemento di Montreal Jelena manca un'altra grande occasione.Avendo la Ivanovic perso agli ottavi,raggiungendo la finale diventerebbe lei la prima giocatrice del ranking.Dopo aver impressionato per la facilità con cui si è sbarazzata delle sue avversarie al secondo e al terzo turno,perde inaspettatamente nei quarti contro la slovacca Cibulkova,7-5 6-2,sprecando un vantaggio di 5 a 1 nel primo set. Nonostante la sconfitta l'11 agosto 2008 Jelena diventa comunque la 18a giocatrice a raggiungere la prima posizione mondiale.Tuttavia la leadership della Jankovic dura appena una settimana,già il 18 agosto è scavalcata dalla Ivanovic che si riprende il trono.L'avventura di Jelena a Pechino,per il torneo olimpico,si interrompe nei quarti di finale.La serba,non in perfette condizioni fisiche a causa di un problema al polpaccio,viene battuta in 3 set con il punteggio di 6-2 5-7 6-3 dalla giocatrice più in forma del momento,la russa Safina(che conquisterà poi la medaglià d'argento).Dopo una settimana di pausa hanno inizio gli US Open,la Jankovic è la testa di serie numero 2.La giocatrice serba supera la prima settimana non impressionando,al primo turno sconfigge agevolmente una wild card americana,al secondo fatica per 2 ore e 44 minuti contro la svedese Ardvisson,al terzo supera in 2 set,7-5 7-5,la cinese Zheng,negli ottavi la giovanissima danese Wozniacki,3-6 6-2 6-1. Nei quarti ritrova il suo tennis migliore e mette fine alla corsa dell'austriaca Bammer,arrampicatasi sino ai quarti con un netto 6-1 6-4. In semifinale sconfigge in due set la campionessa olimpica Dementieva, e affronta Serena Williams nella sua prima finale di un torneo del grande slam, venendo sconfitta in due combattuti set. Al torneo di Tokyo Jelena non fa molta strada: accreditata della prima testa di serie dopo aver battuto la Pennetta al secondo turno perde nei quarti in tre set combattutissimi contro la russa Kuznetsova. Si prende la rivincita la settimana successiva a Pechino, dove supera in finale proprio la Kuznetsova con un eloquente 6-3 6-2. Una settimana dopo si aggiudica anche il torneo Tier II di Stoccarda superando Venus Williams in tre set in semifinale e Nadia Petrova in due set nella finale. Con il successo in Germania Jelena si riprende il primo posto del ranking mondiale, confermandolo una settimana dopo con il netto successo nel Tier I di Mosca (il terzo successo consecutivo dopo Pechino e Stoccarda). Nel successivo torneo di Zurigo è eliminata negli ottavi di finale da Flavia Pennetta mettendo fine ad una striscia di 13 successi consecutivi. Il suo ultimo torneo stagionale saranno i Wta Championships. Qualsiasi sarà il suo risultato al Master,Jelena Jankovic sarà in assoluto (sia maschile che femminile) la prima serba a terminare l'anno al n. 1. Jelena è nel girone bianco insieme alla Ivanovic e alle russe Kuznetsova e Zvonareva. Nel primo match, opposta alla Ivanovic, Jelena vince con il punteggio di 6-3 6-4. Contro la Kuznetsova si impone in 2 set nonostante un dolore alla schiena. Nell'ultimo match di round robin la giocatrice serba si fa sorprendere dalla Zvonareva,perdendo il match in 3 set, 2-6 6-3 6-4, sconfitta che comunque non mette in discussione l'accesso in semifinale, dove viene definitivamente eliminata da Venus Williams, 6-2 2-6 6-3.Termina la stagione ma le soddisfazioni per la giocatrice serba non finiscono.La ITF conferisce a Jelena il titolo di campionessa mondiale 2008 e il comitato olimpico serbo la nomina,insieme al nuotatore Cavic,miglior atleta dell'anno.

Il 2009 tennistico della Jankovic ha inizio con il torneo di esibizione di Hong Kong, dove la giocatrice serba è costretta al ritiro, fermata da un'intossicazione alimentare, in seguito al match d'esordio contra la statunitense Venus Williams perso con il punteggio di 6-2 6-2. L' Australian open, primo Slam dell'anno, è alle porte e Jelena (numero 1 del seeding) è intenzionata a recuperare nel più breve tempo possibile la migliore forma per sfatare il tabù che non l'ha mai vista vincere un torneo di tale importanza. Il match di primo turno la vede opposta all'austriaca Meusburger,che viene liquidata in poco più di un'ora con un netto 6-1 6-3. Facili vittorie anche nel secondo e nel terzo turno,contro la Flipkens e la veterana Ai Sugiyama. La n.1 del mondo,negli ottavi,viene sorprendentemente battuta dalla francese Marion Bartoli con il netto punteggio di 6-1 6-4 e, a causa della sua prematura eliminazione nello slam australiano, è costretta a cedere la corona di regina a Serena Williams. Al torneo di Parigi perde in semifinale contro una rinata Mauresmo e a Dubai perde inaspettatamente negli ottavi. A fermarla, questa volta, è l'estone Kaia Kanepi.Continua il momento negativo per la tennista serba,al tier 1 di Indian Wells,dove difende la semifinale raggiunta il precedente anno,perde in 2 set al secondo turno contro la giovane Pavlyuchenkova,6-4 6-4.Delusione cocente anche al torneo di Miami,Jelena cade al secondo turno in 2 set per mano dell'argentina Dulko dopo essere stata avanti in entrambi i set sul 5-2.

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Serena Williams

Serena Jameka Williams (Saginaw, 26 settembre 1981) è una tennista statunitense, attuale numero 1 del ranking WTA. È la sorella minore di Venus Williams.

Entrata nel 1997 nel circuito professionistico, diede inizio alla scalata del ranking mondiale battendo al torneo di Chicago Mary Pierce e Monica Seles, allora entrambe classificate tra le prime migliori dieci tenniste del mondo. Attestatasi tra le prime trenta della classifica, nel 1999 vinse il suo primo titolo del Grande Slam, gli Open degli Stati Uniti, battendo in finale la numero uno mondiale Martina Hingis dopo aver battuto in precedenza Lindsay Davenport e Monica Seles, divenendo la seconda tennista di origine afroamericana ad aggiudicarsi il titolo statunitense dopo quello vinto da Althea Gibson nel 1958. In coppia con la sorella Venus conquistò in quello stesso anno il torneo di doppio agli Open di Francia.

Nelle stagioni successive primeggiò, sempre in coppia con la sorella, nei tornei di doppio a Wimbledon (2000), alle Olimpiadi di Sydney (sempre del 2000) e agli Open d'Australia (2001). Nel 2002, grazie alle vittorie nel singolo agli Open di Francia, a Wimbledon e agli Open degli Stati Uniti (tornei nei quali ha battuto in finale la sorella Venus Williams), Serena Williams ha raggiunto per la prima volta la testa della classifica mondiale, confermandosi ai massimi livelli anche l'anno successivo con la conquista degli Open d'Australia e di Wimbledon, nonostante questi successi, Serena viene scalzata dalla vetta del ranking dalla belga Clijsters, dopo 57 settimane di dominio, a causa di numerosi infortuni che le impediscono di giocare l'ultima parte della stagione.

Il 2004 fu un'annata abbastanza negativa per lei: non vinse nessun torneo importante e dovette accontentarsi di due trofei minori (disputati rispettivamente a Miami e in Cina), il suo miglior risultato nello Slam fu a Wimbledon, dove a sorpresa venne battuta in finale dalla russa Sharapova. Si occupò sempre più spesso di moda facendo la modella (ha posato anche per il numero speciale della rivista Sports Illustrated), e creando una sua linea di abiti sportivi (non tollerati dagli arbitri che spesso la costringono a cambiare guardaroba).

L'anno successivo vinse gli Australian Open battendo in finale Lindsay Davenport. Fu però un fuoco di paglia, nel corso del 2005 non vinse nessun'altro torneo ed a fine anno uscì dalle prime 10 del ranking. Il 2006 fu nettamente l'anno peggiore della sua carriera, gli infortuni le impedirono, di fatto di giocare ed addirittura uscì dalle prime 100 del ranking.

Il 2007 ha segnato la sua resurrezione: ha vinto nuovamente l'Australian Open, battendo in finale Maria Sharapova ed è tornata stabilmente tra le prime 10 del ranking. Nel 2008 ha perso la finale di Wimbledon contro la sorella maggiore Venus. Ai Giochi della XXIX Olimpiade ha vinto la sua seconda medaglia d'oro olimpica, vincendo nuovamente il doppio in coppia con la sorella Venus. Il 7 settembre 2008 ha vinto il suo terzo US Open contro la tennista serba Jelena Jankovic, grazie a questo successo la Williams è tornata in vetta al ranking mondiale, dopo cinque anni di assenza. Dopo essere scesa in seconda posizione, grazie alla straordinaria vittoria su Dinara Safina agli Australian Open 2009 è tornata numero 1 del mondo.

Per sua stessa ammissione è testimone di Geova.

Tutti i titoli di doppio tranne quello conquistato a Lipsia nel 2002 sono stati vinti in coppia con Venus Williams.

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Ana Ivanović

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Ana Ivanović in serbo Ана Ивановић (Belgrado, 6 novembre 1987) è una tennista serba.

Ha iniziato a giocare a tennis all'età di cinque anni, dopo aver visto la tv, chiese ai genitori di esser portata alla scuola di tennis e le fu regalata una piccola racchetta. Suo idolo era la tennista serba (poi statunitense) Monica Seles.

Cresciuta nella Jugoslavia delle guerre degli anni '90, la sua formazione tennistica ha dovuto affrontare difficoltà tra cui i bombardamenti della NATO nel 1999, per evitare i quali era costretta ad allenarsi al mattino presto, o la mancanza di strutture invernali, superata, come lei stessa ha raccontato in un'intervista, giocando in una piscina abbandonata riempita di terra. La volontà di emergere di Ana Ivanovic è testimoniata dal racconto di Martina Navrátilová che ha rivelato quando Ana, perso il suo primo torneo, pianse per 4 ore nello spogliatoio per il timore che il suo manager finanziatore l'avrebbe abbandonata giudicandola non abbastanza brava da diventare una professionista.

Dotata di un potente servizio (a circa 190 km/h), predilige i colpi da fondo campo, con i quali spesso chiude i punti grazie alle sue accelerazioni, soprattutto di diritto, sua arma vincente, ma è comunque capace di giocare sia a rete sia con palle corte.

Dal 2007 Ana Ivanovic è Ambasciatrice Ufficiale della Serbia per l'UNICEF.

Esordisce come professionista nel 2003 ma conquista le prime luci della ribalta raggiungendo la finale juniores di Wimbledon nel 2004, nella quale fu sconfitta da Kateryna Bondarenko.

Fa il suo debutto nel main draw di un torneo del circuito professionistico nell'Ottobre 2004 quando trascina Venus Williams a due tiebreaks 7-6(11) 7-6(6) nel secondo turno del torneo di Zurigo. La settimana successiva arriva sino ai quarti del torneo del Lussemburgo. Il 2004 si chiude per la giovane serba con un balzo di 608 posizioni nel ranking WTA, entrando, a 17 anni, nelle prime 100 del mondo (n.ro 97).

Il 2005 è un anno di crescita per la giovane tennista serba: partendo dalle qualificazioni si aggiudica il primo titolo WTA a Canberra. Ottiene i quarti di finale al Tier I di Miami, arrendendosi ad Amelie Mauresmo, sulla quale si vendica nel Roland Garros dove elimina in tre sets la francese al terzo turno, venendo poi battuta ai quarti da Nadia Petrova. Verso la fine dell'anno centra due semifinali ai tornei di Zurigo e Linz, uscendo in entrambi i casi per mano di Patty Schnyder. A fine 2005 è la n.ro 16 del mondo.

Il 2006 è una stagione di alti e bassi per Ana, che prosegue la scalata verso la top ten della classifica, senza tuttavia riuscire ad ottenere una costanza di risultati, a causa anche di qualche problema fisico. Ottiene i quarti di finale ad Indian Wells, delude al Roland Garros, dove esce al terzo turno da una Anastasia Myskina ben lontana dalla brillante giocatrice del 2004, esce al quarto turno di Wimbledon sconfitta da Amelie Mauresmo. Sul cemento nordamericano ottiene il primo torneo Tier I, a Montreal, annientando in finale la favorita Martina Hingis. Non si conferma allo US Open a causa di un sorteggio sfortunato che la oppone a Serena Williams già al terzo turno. La stagione prosegue modestamente, a causa anche di qualche problema fisico alla spalla, per il quale subisce un piccolo intervento. A fine anno Ana è comunque al n.ro 14 del ranking WTA.

Nella prima parte del 2007 l'incostanza del tennis della giovane tennista serba pare minacciarne il rendimento. Al torneo di Gold Coast, in Australia, Ana esce ai quarti contro un'altra bella speranza del tennis femminile, Shahar Peer, dopo tre intensi set 5-7, 6-4, 6-4. A Sydney la serba supera la Petrova che, a causa di disturbi allo stomaco, si ritira in svantaggio 6-4 4-2, per poi affrontare nei quarti la Vaidisova. In questo match la serba è dominata dalla maggiore mobilità della ceca, abilissima nelle prime fasi del gioco, servizio e ribattuta, finendo per essere sconfitta 6-4 6-2 e dando l'idea di esser sempre in balia dell'avversaria. Ana disputa uno Australian Open al di sotto delle aspettative: nel terzo turno affronta la russa Vera Zvonareva, giocatrice di buona caratura che sta tornando gradualmente ai suoi livelli migliori, che nel match contro la serba la domina dall'inizio alla fine con estrema facilità e velocità, vincendo la partita col risultato di 6-1 e 6-2 e scatenando delicati interrogativi sulla maturità della serba. Ana si riscatta disputando un buon torneo al Tier I di Tokyo, in cui supera nei quarti la connazionale Janković recuperando un set, poi in semifinale affronta la Sharapova che accusa qualche problema fisico, finendo per ritirarsi sul 6-1 0-1 in favore della serba. In finale Ana spreca una buona occasione: ingaggia un duello serrato contro la Hingis fino al 4-4 del primo set, poi smarrisce completamente il suo gioco e infila molti errori, facendosi catturare dalle geometrie della svizzera che si aggiudica il match 6-4 6-2. Ana ottiene i quarti al torneo di Anversa, dove però subisce una pesante sconfitta per mano della padrona di casa, Kim Clijsters che le concede la miseria di soli 3 giochi in una partita che non ha mai avuto storia. Appare deludente anche il torneo di Indian Wells, in cui Ana esce ai quarti per mano di una giocatrice sulla carta a lei decisamente inferiore, Sybille Bammer: se nel primo set regna l'equilibrio che Ana riesce a spezzare solo nel tie break, ma nel secondo accusa un grande passaggio a vuoto che la porta a perdere anche il terzo set vincendo solo 3 game. Appare ancor più inaspettata la sconfitta al II turno contro una giocatrice in forte ascesa, Yaroslava Shvedova, la n.84 del ranking wta, capace di prevalere sulla serba 7-5 6-4. Ad Amelia Island la serba disputa un buon torneo, caratterizzato dalla vittoria contro la connazionale Janković ai quarti, in cui dopo il primo equilibrato set, terminato 7-5, Ana fa valere la sua potenza aggiudicandosi il secondo per 6-3. In semifinale affronta Tatiana Golovin che si presenta in un ottimo stato di forma: le due giovani promesse disputano un match intenso ed equilibrato che si risolverà soltanto nel terzo set con un 6-4 a favore della francese. Al Tier I di Charleston la sua corsa si interrompe invece al terzo turno contro Vera Zvonareva che si aggiudica nettamente il match con un doppio 6-3. La serba in Europa disputa un buon torneo nel Tier I di Berlino: al terzo turno supera Alona Bondarenko che si ritira sotto di un set e 5-0 nel secondo, mentre nei quarti ha la meglio contro Patty Schnyder 6-4 al terzo in un match molto equilibrato nel quale si distingue per la buona concentrazione. In semifinale la serba è assistita dalla buona sorte: la Vakulenko è costratta al ritiro sul 4-3 del primo set; pertanto Ana giunge in finale fresca, soprattutto con un netto vantaggio rispetto alla Kuznetsova che nella stessa mattinata ha dovuto concludere il match di semifinale contro la Henin. La finale è caratterizzata da questo handicap: la russa si aggiudica il primo per poi calare inevitabilmente, ma la partita resta aperta anche a causa di una distorsione subita da Ana che pareggia il secondo set nel frattempo. Nel terzo set la serba fatica un po' e vanifica un vantaggio di 5-3 per poi chiudere al tie break. Questo secondo trofeo in un Tier I le consente di fare un grande balzo nel ranking ed entrare per la prima volta nella top ten, piazzandosi al n.8. Al Roland Garros conferma i recenti progressi battendo nei quarti la Kuznetsova, grazie anche ad un buon avvio e mantenendo la lucidità anche nel terzo set, in cui doma il ritorno della giocatrice più esperta. Successivamente in semifinale sconfigge Maria Sharapova con un netto 6-2, 6-1. Ana raggiunge la finale di Parigi contro la numero 1, Justine Henin, ma non riesce ad entrare in partita e permette alla belga di conquistare una facile vittoria (6-1, 6-2). Questo risultato le consente di salire ancora e posizionarsi al sesto posto del ranking WTA, ed al terzo del Race for Championship. In giugno partecipa al torneo di Wimbledon, dove elimina prima la Petrova (n.ro 11 nel WTA) negli ottavi e poi la Vaidisova (n.ro 14 nel WTA). Il match comincia bene per la Vaidisova, che vince il primo set 6-4, ma nel secondo set c'è il ritorno di Ana, che vince 6-2. Il terzo set è simile al primo, e la Vaidisova sul 5-3 ha 3 opportunità di chiudere l'incontro. Ma Ana annulla i 3 match points, vince il game, il set (7-5) ed il match. Ana si qualifica, quindi, per la prima volta ad una semifinale del torneo inglese, dove incontra una Venus Williams in forma che vincerà il torneo. La statunitense conduce un primo set con padronanza del campo, mentre la serba inizia il match con titubanza, perde di fila i primi 4 games e quando entra in partita è troppo tardi, il primo set termina 6-2 per la Williams. Nel secondo set la serba cresce, tuttavia per qualche errore di troppo, forse anche favorito da un infortunio al ginocchio destro, finisce per perdere il secondo set 6-4 e la semifinale. Il lunedì successivo, 9 luglio 2007, Ana Ivanovic è la n.ro 5 del ranking WTA.

Dopo un infortunio al ginocchio destro, procuratosi al torneo di Wimbledon e che l'ha tenuta ferma per due settimane, la Ivanovic rientra nelle competizioni internazionali partecipando al torneo di Los Angeles. Con scioltezza raggiunge la semifinale, nella quale batte la connazionale Janković (4-6 6-3 7-5), ed in finale sconfigge con agilità (7-5 6-4) la n. 9 del ranking WTA Petrova, vincendo il 4 titolo in carriera. Grazie a quest'ultimo successo, il 13 agosto la ancora teenager Ana raggiunge la posizione n.4 del ranking WTA. Dopo una settimana, al torneo di Toronto non riesce a mantenere la Roger Cup vinta l'anno precedente, uscendo addirittura al secondo turno per opera della 169 del mondo, la cinese Zi Yan (6-3, 6-1). A seguire partecipa agli US Open dove batte la giapponese Nakamura (6-1, 6-1), la Rezai (6-3, 6-1), e la Dushevina (6-1, 6-3), fino ad approdare al quarto turno (ottavi di finale) dove perde (6-4, 6-2) da Venus Williams, battuta a sua volta in semifinale dalla numero 1, Justine Henin. Malgrado il buon risultato agli US Open, dove non era mai giunta prima così avanti, scende nel ranking di due posizioni, il 10 settembre raggiungendo la numero 6. A fine settembre vince il quinto titolo della sua carriera, il terzo dell'anno, il Fortis di Lussemburgo (Tier II). La serba batte prima la Kremer (7-5 6-4), poi ai quarti (6-1 6-2) in meno di un'ora la francese Golovin (n.19 del WTA), in semifinale supera (6-4 6-2) la russa Zvonareva (n. 24 del WTA) ed infine vince una combattuta finale con la slovacca Hantuchova (n. 10 del WTA). Dopo aver perso il primo set 6-3, arrivata 3-0 al secondo, vince 6 dei successivi 7 giochi e chiude il secondo set 6-4 in suo favore; quindi cresce ulteriormente nel terzo set chiudendolo in suo favore 6-4: punteggio finale 3-6, 6-4, 6-4. Quest'ultimo successo vale alla giovane serba la posizione numero 5 del ranking WTA. In seguito partecipa ai tornei di Stoccarda e di Zurigo senza molta fortuna e conclude l'anno con la semifinale a Madrid nel torneo finale in cui partecipano le migliori otto giocatrici (infortuni a parte) di una speciale classifica. Alla fine dell'anno occupa la posizione numero 4 nella classifica WTA.

L'anno comincia bene per Ana, al torneo di Sydney arriva in semifinale dove é battuta dalla numero 1 Justine Henin. Sempre a gennaio, partecipa agli Australian Open, dove per la prima volta supera i quarti battendo per 7-6 6-4 Venus Williams, sei volte vincitrice di un torneo di Grande Slam e con la quale aveva già perso nei precedenti quattro incontri senza mai vincere un set. In semifinale affronta Daniela Hantuchova (gli scontri diretti sono a favore della Ivanovic, 2-1, che ha vinto le ultime due). Riesce a raggiungere la finale del torneo superando la slovacca in una partita difficile, decisa al terzo set, ma perde anche questa seconda finale di un slam, venendo sconfitta dalla Sharapova in due set (7-5 6-3). Dopo aver perso la finale, si ritrova al secondo posto nella classifica WTA ovvero la sua migliore posizione nella sua carriera. Dopo il ritiro al terzo turno, per infortunio, al torneo di Doha (Qatar)e l'eliminazione in tre set dal torneo di Dubai per mano della russa Elena Dementieva, in marzo la serba si aggiudica il torneo di Indian Wells, sconfiggendo in semifinale la n.3 del ranking mondiale Jelena Janković e in finale Svetlana Kuznetsova. A Maggio disputa gli "Internazionali d'Italia" a Roma e dopo essere stata qualificata di diritto al Secondo Turno esce subito di scena per mano della bulgara Tsvetana Pironkova. La Ivanovic non disputa un bellissimo incontro: deconcentrata ed imprecisa perde il primo set 4-6, alcuni sprazzi del suo tennis migliore le consentono di vincere a fatica il secondo 7-5 ma nel terzo e decisivo set Ana continua a sbagliare, non riesce ad entrare in partita e la Pironkova chiude l'incontro per 6-2. Poco prima degli Internazionali di Francia la belga Justine Henin annuncia il suo ritiro dal tennis e Ana Ivanovic torna ad essere la n.ro 2 del ranking WTA dietro a Maria Sharapova. Dopo circa 3 settimane, al Roland Garros Ana supera in semifinale la connazionale Jankovic 6-4 3-6 6-4, conquistando la sua seconda finale consecutiva, e con i punti acquisiti, insieme alle eliminazioni subite dalla Kuznetsova e dalla Sharapova, a soli 20 anni è la prima serba e la settima più giovane tennista a diventare la numero 1 del ranking WTA. La conferma che la posizione raggiunta sia meritata arriva dopo due giorni, quando Ana si aggiudica il Roland Garros, suo primo titolo del Grande Slam, battendo in finale Dinara Safina per 6-4 6-3. Dopo l'exploit di Parigi, Ana si reca a Wimbledon dove e' pronosticata come una delle favorite, in considerazione della recente conquista del Roland Garros e della semifinale ottenuta l'anno precedente. Vinto brillantemente (6-1 6-2) il primo turno con la De Los Rios, supera il secondo turno contro la Dechy grazie ad un net fortunoso che la salva miracolosamente in un match point contro nel secondo set, concludendo infine il match in una maratona di oltre 3 ore con il punteggio 6-7 7-6 10-8. Ma non ci sono miracoli al terzo turno dove Ana, come era accaduto a Roma, si smarrisce completamente in un insieme di colpi fuori misura o a rete, regalando la vittoria alla cinese Zheng, n. 133 del WTA, con il punteggio finale di 6-1 6-4, in una delle sue piu' brutte partite. Dopo tornei, ai quali è uscita ai primi turni, a Zurigo raggiunge la semifinale, perdendo poi dalla Williams, che vincerà il torneo. Una settimana dopo la semifinale persa a Zurigo, arriva a Linz, dove conquista il torneo battendo in finale in 50 minuti la russa Zvonareva per 6-2 6-1.

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