Manchester united

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Inviato da amalia 25/02/2009 @ 13:50

Tags : manchester united, inghilterra, squadre nazionali europee, calcio, sport

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Manchester United Football Club

Manchester United logo.png

Il Manchester United Football Club è una società calcistica inglese di Manchester. Disputa i suoi incontri interni all'Old Trafford (76.212 posti), situato nella contea metropolitana di Greater Manchester, e milita in Premier League.

È la squadra Campione d'Europa e del Mondo in carica, avendo vinto la UEFA Champions League 2007-2008 e la Coppa del Mondo per club FIFA 2008.

Fondata nel 1878, è una delle squadre più vincenti del calcio inglese, seconda alle spalle del Liverpool per numero di trofei vinti, ma squadra inglese più vincente negli ultimi due decenni, avendo conquistato 20 trofei dall'arrivo dell'allenatore Alex Ferguson, nel novembre 1986. A livello nazionale il club si è aggiudicato 17 campionati, 11 Coppe d'Inghilterra (record), 2 Coppe di Lega e 17 (di cui 5 condivise) Supercoppe d'Inghilterra (record). A livello continentale ha vinto 3 Coppa dei Campioni/Champions League, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea. A livello intercontinentale si è laureato Campione del mondo di club due volte: nel 1999, vincendo la Coppa Intercontinentale (primo e sinora unico club inglese ad ottenere questo risultato), e nel 2008.

È uno dei club calcistici con il maggior seguito di tifosi: circa 50 milioni di persone si dichiarano tifose dei Red Devils. Lo United è la quarta società più ricca al mondo ed è la squadra inglese che nelle 34 passate stagioni ha registrato l'affluenza media di spettatori più alta (ad eccezione delle stagioni 1987-88 e 1988-89). Il 31 marzo 2007 l'Old Trafford ha registrato il record di spettatori (76.098), valevole per tutta la Premier League, durante la sfida tra Manchester United e Blackburn Rovers.

Dal 1991 la società è una Public limited company (l'equivalente delle italiane Società per azioni). Precedentemente quotata al London Stock Exchange, nel 1998 ha subito un tentativo di scalata da parte del magnate della televisione Rupert Murdoch (bloccato dal Governo inglese). Durante gli anni novanta il flottante della società raggiunse il valore di un miliardo di sterline (1,5 miliardi di euro), rendendo così improbabile un cambio di gestione. Nonostante ciò, nel maggio del 2005 Malcolm Glazer portò a termine un'OPA ostile e delistò il titolo dal mercato borsistico.

Dal 1986 l'allenatore è lo scozzese Alex Ferguson. L'amministratore delegato è David Gill, mentre Martin Edwards, che ricoprì il ruolo per circa 20 anni prima di Gill, rimane presidente onorario a vita. Attualmente il capitano della squadra è Gary Neville, che ha ereditato la fascia dal partente Roy Keane il 16 novembre 2005.

I colori sociali sono maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni neri, mentre il simbolo ufficiale è un diavolo. Giocatori e tifosi sono soprannominati Red Devils (Diavoli Rossi).

Il Manchester United nacque con il nome di Newton Heath F.C. nel 1878 come squadra dei lavoratori della Lancashire and Yorkshire Railway (Ferrovia del Lancashire e Yorkshire). Dopo il fallimento del 1902, venne rifondata da J.H. Davies con il nome attuale.

Nel 1889 la squadre del Newton Heath entrò a far parte della Football Alliance, federazione parallela alla Football League nata l'anno precedente. Nel 1892 il secondo posto in campionato dietro il Nottingham Forest permise l'ammissione alla First Division della stagione successiva, in quanto le due federazioni si fusero dando vita a due divisioni.

Il 28 aprile 1902 fu fondato il Manchester United Football Club e i colori sociali furono mutati: dal bianco si passò al rosso.

Prima della Grande Guerra arrivarono i primi due titoli nazionali, nel 1908 e nel 1911. Subito dopo il primo successo la squadra si trasferì al campo dell'Old Trafford.

Lo stadio fu bombardato nel corso del secondo conflitto dall'aviazione tedesca, per cui la squadra dovette chiedere ospitalità ai concittadini del Manchester City fino al 1949.

La squadra arrivò poi nuovamente ai vertici negli anni Cinquanta, grazie all'apporto dell'allenatore Matt Busby e ai cosiddetti "Busby Babes", un gruppo di giovani giocatori di cui faceva parte anche Bobby Charlton. Il 6 febbraio 1958 si verificò il disastro aereo di Monaco di Baviera, nel quale persero la vita 8 giocatori e Busby e Charlton si salvarono per miracolo. Sul finire del decennio successivo la squadra, grazie al fenomenale trio d'attacco formato da Bobby Charlton, George Best e Denis Law, tornò a vincere il titolo nazionale e andò in crescendo fino a diventare la prima squadra inglese a vincere la Coppa dei Campioni nell'edizione del 1968, avversario il grande Benfica di Eusebio. Il Manchester United arrivò in finale battendo 1-0 il Real Madrid e rimontando da 3-1 a 3-3 nel ritorno al Bernabeu. In finale, allo Stadio Imperiale di Wembley a Londra, Bobby Charlton sbloccò il risultato, ma Graça pareggiò. Allo scadere, la parata-miracolo di Stepney su Eusebio salvò il Manchester dalla sconfitta. Nel primo tempo supplementare, gran gol del grande George Best che evitò l'uscita di Henrique e depositò nella rete incustodita. Poi Kidd e Charlton chiusero il conto. Quando alzò la Coppa, Charlton lo fece anche in nome dei ragazzi del '58.

Nel 1986 assunse la guida tecnica del Manchester lo scozzese Alex Ferguson, il quale, dopo alcuni anni di transizione, nel 1991 colse il primo successo aggiudicandosi la Coppa delle Coppe (vittoria per 2-1 contro il Barcellona), accompagnata in estate dalla Supercoppa europea, vinta a spese della Stella Rossa Belgrado. Intanto cominciava a formarsi l'ossatura della squadra che sarebbe stata protagonista degli anni '90, con l'acquisto, nell'estate 1991, del portiere danese Peter Schmeichel.

I ragazzi allenati da Ferguson giunsero secondi nel 1991-1992. Schmeichel rimase imbattuto per 17 giornate nell'annata dell'ingresso in pianta stabile di Ryan Giggs tra i punti fissi della formazione. Rinforzata con l'ingaggio dell'attaccante francese Éric Cantona, la squadra tornò a vincere il campionato nel 1992-1993, dopo ventisei anni. Da quel momento avrebbe stabilito per un decennio un predominio assoluto in Premier League, con otto successi nelle seguenti undici stagioni.

Nel 1993 arrivò l'irlandese Roy Keane, destinato a diventare una bandiera del Manchester United. Il 1993-1994 passò agli annali come la stagione del secondo double nella storia del club, in virtù del successo conseguito in campionato (il secondo consecutivo, non accadeva dal 1957) e nella FA Cup. Nell'annata seguente il Manchester rimase senza trofei, pur essendo stato in corsa per il titolo fino alla fine ed avendo raggiunto la finale di FA Cup. A gennaio 1995 era stato ingaggiato il centravanti Andy Cole, che esordì contro il Crystal Palace. In quella partita Cantona fu espulso per un fallo su un difensore avversario e, avviandosi verso gli spogliatoi, colpì con un calcio un tifoso avversario che lo aveva insultato dagli spalti. A seguito della vicenda al calciatore furono inflitti nove mesi di squalifica e una multa salata. Secondo molti l'assenza di Cantona fu tra le cause principali del calo di rendimento dello United.

L'epilogo amaro della stagione indusse Ferguson a ridisegnare l'organico in vista della stagione 1995-1996. Ceduti Paul Ince, Mark Hughes, e Andrei Kanchelskis, fecero il loro ingresso in prima squadra elementi del settore giovanile quali David Beckham e i fratelli Gary e Phil Neville, che si aggiunsero a Paul Scholes e Nicky Butt, i quali avevano già collezionato numerose presenze in campo nella stagione precedente. La scelta si rivelò azzeccata, così, grazie anche al ritorno di Cantona nell'ottobre 1995, il Manchester diventò la prima squadra inglese a conseguire il secondo double.

Steve Bruce, il capitano, se ne andò dopo nove anni nell'estate del 1996, lasciando il numero 7, vera e propria icona, a Beckham e la fascia a Cantona. Il francese guidò la compagine di Manchester alla conquista del quarto titolo in cinque anni nel 1996-1997, prima di ritirarsi a 30 anni dall'attività agonistica. Al suo posto fu ingaggiato Teddy Sheringham.

Al titolo del 1997 fece seguito il secondo posto del 1998 alle spalle del Arsenal.

L'apice del successo fu raggiunto nel 1999, anno che sarà ricordato come quello del treble, che consiste nella vittoria nella stessa stagione di campionato, coppa nazionale e Champions League.

Deciso a non ripetere il deludente finale di stagione precedente, Ferguson caldeggiò l'acquisto del difensore olandese Jaap Stam (ingaggiato per una cifra record per il club) e volle in squadra Dwight Yorke, attaccante dell'Aston Villa, oltre a Jesper Blomqvist del Parma. I nuovi si inserirono in un impianto di squadra già collaudato, capace di subire solo tre sconfitte durante tutto il campionato. La battaglia per il titolo fu, comunque, combattuta: il Manchester superò l'Arsenal in modo decisivo solo alla penultima giornata e all'ultimo turno vinse per 2-1 in rimonta sul campo del Tottenham Hotspur, proclamandosi campione per la quinta volta in sette anni. Sette giorni dopo la vittoria per 2-1 contro il Newcastle United consentì ai Red Devils di sollevare la FA Cup. Lo United fu la prima squadra inglese a centrare il double per la terza volta.

Il double sarebbe presto divenuto treble. In Champions il Manchester aveva impressionato tutti uscendo imbattuto da un girone con Barcellona e Bayern Monaco, eliminando poi due "grandi" italiane, Inter e Juventus. L'altra squadra finalista, il Bayern Monaco, pure in corsa per il proprio treble, passò in vantaggio quasi subito con un gol su punizione di Mario Basler. Il Bayern dominò per tutta la partita, pur non riuscendo a segnare il gol del meritato raddoppio. Aveva di fronte, infatti, il portiere Schmeichel, molto motivato in quella che sarebbe stata la sua ultima partita di sempre con i Red Devils. Dopo che l'arbitro Pierluigi Collina ebbe accordato tre minuti di recupero oltre il 90°, a seguito di un corner tutti i giocatori del Manchester si riversarono nell'area avversaria. Catturando un'affrettata respinta della difesa tedesca, Ryan Giggs dal limite calciò disperatamente il pallone verso la porta avversaria. A pochi metri dalla porta il subentrato Sheringham raccolse quello che sembrava un innocuo pallone e beffò il portiere Oliver Kahn con un tocco di destro. Con i giocatori tedeschi visibilmente scossi, il Manchester ottenne, un minuto dopo il pareggio, un altro calcio d'angolo: la battuta di Beckham spiovve in area, ove la difesa del Bayern si fece di nuovo sorprendere dal tocco sotto misura di Ole Gunnar Solskjær, servito da Sheringham. Questo repentino uno-due mise definitivamente al tappeto i tedeschi e consegnò agli inglesi la più insperata e straordinaria delle vittorie. Ai giocatori del Manchester non riuscì l'accoppiata con la Supercoppa europea, che fu vinta dalla Lazio. Pochi mesi dopo, però, a Tokyo, il Manchester vinse la Coppa Intercontinentale, battendo per 1-0 i brasiliani del Palmeiras.

Seguirono due altre affermazioni consecutive in campionato, nel 1999-2000 e nel 2000-2001. Nel 2001-2002 il club si classificò terzo, ma nel 2002-2003 mise in bacheca l'ottavo titolo in undici anni.

I due anni successivi videro un solo trionfo, nella FA Cup 2003-2004, e segnarono la ricostruzione della rosa, con innesti di giovani promettenti quali Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney e di calciatori di valore come Rio Ferdinand.

Nel 2005 abbandonò la squadra una colonna storica, Roy Keane, in una stagione negativa, caratterizzata dal mancato accesso agli ottavi di UEFA Champions League per la prima volta in più di un decennio. Il secondo posto in campionato e l'eliminazione dalla FA Cup contro il Liverpool parvero sancire la fine del ciclo di Ferguson. Nel 2006 il Manchester United vinse comunque la Coppa di Lega e alla fine dell'annata perse Ruud Van Nistelrooy, ceduto al Real Madrid.

Nella stagione 2006-2007 vinse con 6 punti di vantaggio sul Chelsea il titolo inglese, a quattro anni dall'ultimo titolo. La squadra sfiorò inoltre il quarto double della propria storia: i Red Devils, infatti, persero la finale di FA Cup per 1-0 contro il Chelsea. In Champions League fu il Milan, poi Campione d'Europa, a estromettere i diavoli rossi in semifinale.

La stagione 2007-2008 è stata una delle più feconde della storia del club. Dopo la vittioria della Supercoppa d'Inghilterra ai tiri di rigore contro il Chelsea, la squadra procede nel suo cammino in Champions League nel segno di un grande Cristiano Ronaldo, che nell'aprile 2008 raggiunge i 38 gol stagionali ed è eletto per la seconda volta consecutiva miglior giocatore della Premier League. Dopo aver vinto il proprio raggruppamento, i Red Devils eliminano Lione negli ottavi di finale, Roma nei quarti e Barcellona in semifinale, qualificandosi per la finale di Mosca. L'11 maggio il club si conferma Campione d'Inghilterra (decimo titolo in sedici stagioni dalla fondazione della Premier League) battendo il Wigan Athletic al JJB Stadium e beneficiando del pareggio del Bolton Wanderers all'ultimo minuto contro il Chelsea. Dieci giorni dopo si laurea Campione d'Europa per la terza volta dopo aver prevalso ai rigori ancora contro il Chelsea, allo Stadio Lužniki di Mosca. La finale europea ha visto Ryan Giggs superare il record di presenze con il Manchester precedentemente detenuto da Bobby Charlton.

Alla fine di agosto 2008 i diavoli rossi hanno perso per 1-2 contro lo Zenit San Pietroburgo nella partita valevole per l'assegnazione della Supercoppa europea, ma hanno poi conquistato la Supercoppa inglese ai danni del Portsmouth ai tiri di rigore (3-1 dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari). Nel dicembre seguente il club si è aggiudicato la Coppa del Mondo per club FIFA, sconfiggendo per 1-0 in finale la LDU Quito. Il 27 gennaio 2009, contro il West Bromwich Albion, il portiere del Manchester United Edwin van der Sar ha stabilito il nuovo primato di imbattibilità in Premier League (1032 minuti senza subire gol).

Lo stemma del Manchester United è stato modificato in diverse occasioni, anche se la base è rimasta la stessa. Il logo deriva dallo stemma cittadino e il diavolo trae origine dal soprannome della squadra: Red Devils (Diavoli Rossi), nomignolo adottato agli inizi degli anni '60 dopo che Matt Busby sentì chiamare così i componenti della squadra di rugby di Salford, caratterizzata dalle maglie rosse. A partire dalla fine degli anni '60 il diavolo iniziò a comparire sulle sciarpe, prima di essere incorporato nel logo ufficiale durante gli anni '70 assieme al tridente. Nel 1998 lo stemma perse la dicitura "Football Club", ma il cambiamento non fu ben accetto da alcuni sostenitori, che vissero questa novità come una scelta rivolta più al business.

Durante i primi anni della propria storia, quando il club si chiamava ancora Newton Heath, i colori sociali della prima maglia erano il giallo e il verde, tinte che vennero poi riprese nella divisa da trasferta durante i primi anni '90 del XX secolo.

Nel 1902, quando il club venne ripristinato dopo il fallimento con il nome di Manchester United, vennero modificati anche i colori sociali. Si scelse il rosso per la maglietta, il bianco per i pantaloncini e il nero per i calzettoni. I colori sono tutt'ora quelli ufficiali.

Un'eccezione ai classici colori sociali fu fatta nella finale di FA Cup del 1902 persa contro il Bristol City, quando la squadra si presentò indossando una maglietta bianca con una sottile linea rossa che evidenziava il colletto a V. Questa uniforme fu poi riproposta durante gli anni 20, prima che lo United tornasse a indossare le classiche divise rosse.

Solitamente le divise da trasferta sono bianche con pantaloncini neri e calzettoni neri, ma altre uniformi sono state proposte durante la storia del club: una divisa a strisce verticali bianche e blu usata in alcuni incontri nel periodo che va dal 1903 al 1916, una completamente nera nella stagione 1994 e 2003 e una blu con una sottile linea orizzontale color argento nel 2000. Una delle seconde divise più famose è quella completamente grigia usata dallo United dalla stagione '96, la divisa fu abbandonata perché considerata poco visibile dagli stessi giocatori: in un incontro che vedeva di fronte il Southampton F.C., all'intervallo il risultato era di 3-0 per i Saints di Southampton. Nel secondo tempo i diavoli rossi si presentarono con la terza divisa a strisce bianche e blu ma riuscirono a realizzare solo il gol della bandiera. Il risultato di 3-1 fu l'ultimo visto dalla divisa completamente grigia dello United.

Un'altra storica seconda divisa dei Red Devils si componeva di una maglietta reversibile, bianca con maniche nere e finiture color oro su un lato e viceversa sull'altro lato della maglia. La divisa, commemorativa per i 100 anni dal cambio di nome (da Newton Heath a Manchester United) fu l'ultima fornita dallo sponsor tecnico Umbro, prima che il club siglasse il nuovo accordo con la Nike.

La terza maglia dello United è tradizionalmente blu, in omaggio alla divisa indossata nella vittoria della Coppa dei Campioni del 1968. In passato sono state fatte alcune eccezioni, inclusa una versione giallo brillante indossata nei primi anni 70, la già menzionata divisa a strisce blu e bianche introdotta dal 1996 e che risultò essere la preferita dai tifosi oltre ad una bianca con due strisce orizzontali, una rossa ed una nera usata nel 2004. Lo United ha usato come terza maglia anche la classica divisa da allenamento, come l'uniforme completamente nera utilizzata nella stagione 1998-99 e una blu scura con lati marroni nel 2001 per le partite contro il Southampton e PSV Eindhoven.

Nella stagione scorsa, la divisa dello United era la classica rossa ma con due strisce dorate che scendevano lungo i lati della maglia. Le maniche hanno un bordo bianco e dello stesso colore sono gli sponsor, quello ufficiale: AIG e quello tecnico, la Nike. Le lettere MUFC sono riportate in color oro in basso a destra e lo stemma è sistemato su uno scudetto rosso sul lato sinistro del petto. La terza maglia è blu con le spalle e i bordi delle maniche di colore rosso, il swoosh della Nike è bianco e posto a destra del petto, mentre il logo AIG è bianco su sfondo rosso. Lo stemma è posto a destra della maglietta contornato di rosso.

Il 23 novembre 2005, la Vodafone ha concluso il quadriennale contratto da 36 milioni di sterline (pari a circa 55 milioni di euro) per la sponsorizzazione delle magliette del Manchester United. Il 6 aprile 2006, l'amministratore delegato David Gill ha annunciato il nuovo accordo quinquennale con la AIG, per un totale di 56,5 milioni di sterline (14,1 milioni di sterline l'anno, pari a 21 milioni di euro). Il contratto è il più alto mai siglato in Inghilterra e attualmente il più caro al mondo dopo la rinegoziazione dell'accordo da 22 milioni di euro l'anno tra la Tamoil e la Juventus.

Finora il club ha avuto solo tre sponsor principali sulle magliette: lo storico Sharp Electronics, presente dal 1982 al 2000, la Vodafone capace di siglare un contratto da 30 milioni di sterline (45 milioni di euro) per quattro anni e infine la già citata AIG.

Così come lo sponsor ufficiale, anche il fornitore tecnico è stato cambiato poche volte nella storia dello United. Il primo fu la Admiral, seguito dalla Adidas a metà anni 80 e dalla Umbro nel 1992. La Nike arrivò sulle magliette dei Red Devils siglando un contratto da 302,9 milioni di sterline (455 milioni di euro) per 13 anni. Inizialmente l'accordo prevedeva la possibilità di rescissione nel 2008 da parte della Nike, opzione inutilizzata e che anzi, vedrà allungare la partnership almeno fino al 2015.

Prima della seconda guerra mondiale pochi tifosi inglesi viaggiavano per seguire le partite fuori casa della propria squadra del cuore. I motivi erano diversi: costi, tempi e difficoltà logistiche nell'affrontare un viaggio che, vista la scarsa diffusione del mezzo a quattro ruote nei primi anni del XIX secolo, solo raramente veniva effettuato in auto. Le due squadre di Manchester, lo United e il City, giocavano in casa alternativamente di sabato ed era consuetudine, per i cittadini, seguire una volta una e una volta l'altra squadra della città. Dopo la guerra, però, si instaurò una forte rivalità tra i due ambienti e fu così che i tifosi si ritrovano a scegliere di seguire esclusivamente l'una o l'altra squadra.

Quando lo United vinse la Premiership del 1955-1956, lo fece con la più alta affluenza media di spettatori per le partite casalinghe del campionato, record fino ad allora detenuto stabilmente dal Newcastle United. Dopo il disastro aereo di Monaco del 1958, nuovi tifosi si unirono a quelli già presenti e iniziarono ad assistere alle partite dei Red Devils. Ciò provocò un repentino aumento del numero di tifosi del Manchester United ed è tutt'ora uno dei motivi per cui la squadra registra quasi ogni anno la più alta affluenza media di tifosi allo stadio.

Un'indagine del 2002 intitolata "Do you come from Manchester?" mostra come la maggior parte dei tifosi del Manchester City provenga dalla città di Manchester, mentre la maggior parte dei cittadini di Manchester sia tifoso dello United.

Sul finire degli anni '90 e all'inizio del nuovo millennio i tifosi del Manchester United cominciarono a temere la possibilità che il club venisse acquisito sul mercato borsistico. Il gruppo di tifosi IMUSA (Independent Manchester United Supporters' Association) furono estremamente attivi per opporsi al tentativo di takeover da parte di Rupert Murdoch nel 1998. Si formò un altro gruppo, il Shareholders United Against Murdoch (divenuto poi il Shareholders United e in seguito rinominato in Manchester United Supporters' Trust), per incoraggiare i tifosi dei Red Devils ad acquistare sul mercato azioni della società, così da avere un maggior potere contrattuale per dire la propria sui problemi dei tifosi quali il costo dei biglietti e la loro ripartizione e soprattutto per ridurre il rischio di possibili acquisizioni ostili. Nonostante l'impegno, non si poté fare molto per contrastare la scalata di Malcolm Glazer, dopo la quale alcuni tifosi si staccarono dalla propria squadra del cuore per fondare un nuovo club, lo United of Manchester.

Malgrado l'avversità verso i nuovi proprietari del Manchester United, l'affluenza media è continuata a crescere e gli eccellenti risultati sportivi del club hanno riacceso l'entusiasmo dei tifosi. Negli anni recenti è stato molto acceso il dibattito sulla mancanza di atmosfera per alcune partite all'Old Trafford, ma durante la stagione stagione 2006-2007 in diverse occasioni i tifosi hanno dimostrato la loro passione per lo United.

La più sentita rivalità è quella con il Liverpool, unico club inglese ad aver vinto più trofei dei diavoli rossi. La rivalità tra i due club è paragonabile al Derby d'Italia, per questo la sfida è conosciuta anche come Derby d'Inghilterra. I tifosi dello United chiamano in maniera dispregiativa i supporters del Liverpool con il termine Scousers.

Un'altra grande rivalità che i tifosi vivono è quella con i londinesi dell'Arsenal e ultimamente con il Chelsea.

Ovviamente il derby giocato con la concittadina del Manchester City è un'altra delle sfide di rilievo per i tifosi dello United. Soprattutto dopo l'acquisto dello United da parte dello statunitense Malcolm Glazer, i supporter del City cantano il coro "Usa, Usa, Usa" durante i derby cittadini, proprio per ricordare l'odiata proprietà ai rivali del Manchester United. Da menzionare anche il derby della stagione 2005-2006 perso dai Red Devils contro i concittadini per 3-1. Al suo terzo gol segnato, Robbie Fowler festeggiò con la mano aperta rivolta ai tifosi dello United: l'intento fu quello di ricordare la quinta Champions League vinta dal Liverpool (di cui Fowler è stato giocatore ed è tifoso): una doppia beffa per i seguaci del Manchester United, proprio per la forte rivalità che divide i Diavoli Rossi dai Reds di Liverpool e dai concittadini del City.

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Manchester United F.C. 1966-1967

Voce principale: Manchester United Football Club.

La pagina racchiude rosa e statistiche del Manchester United nella stagione 1966-67.

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David Beckham

Statua di cera raffigurante David Beckham con la maglia dell'Inghilterra al Madame Tussauds di Londra.

David Robert Joseph Beckham OBE (Londra, 2 maggio 1975) è un calciatore britannico, centrocampista del Milan e della Nazionale inglese.

Soprannominato Spice Boy o Becks, è giunto secondo nella classifica del Pallone d'oro 1999 e nella graduatoria del FIFA World Player 1999 e 2001, è uno dei calciatori più noti e affermati e una vera e propria icona del marketing. Inserito da Pelé nella FIFA 100, la classifica dei calciatori più forti di sempre, nel 2008 è stato quinto nella lista delle 100 celebrità più influenti stilata dalla rivista statunitense Forbes, mentre il TIME lo ha inserito nel "TIME 100 Heroes & Icons" dell'anno 2004.

Beckham è inoltre uno dei pochi calciatori inglesi ad aver giocato più di 100 partite con la maglia della propria Nazionale di cui è stato capitano in 59 occasioni: 58 partite dal 15 novembre 2000 al 2 luglio 2006 e l'amichevole contro Trinidad e Tobago del 1º giugno 2008.

Secondo quanto sostiene la rivista France Football David Beckham è il calciatore più ricco del mondo con 31 milioni di euro annui, di cui ben 25 derivano dagli sponsor. David Beckham è sposato con l'ex Spice Girls Victoria Adams, la coppia ha tre figli ed attualmente risiede a Beverly Hills, in California. Secondo stime ufficiali i Beckham posseggono un patrimonio di circa 125 milioni di sterline.

Nato nel sobborgo londinese di Leytonstone da David Edward Alan "Ted" Beckham (1948) e Sandra Georgina West (1949), David Beckham sin dai tempi della scuola ha fatto parte della selezione che difendeva i colori della contea dell'Essex. Suo padre era un tifoso appassionato del Manchester United e molto spesso andavano all'Old Trafford per seguire le partite casalinghe della loro squadra. Questa passione è stata trasmessa anche a David, nonostante il nonno fosse un grande tifoso del Tottenham. A metà degli anni ottanta è entrato nella scuola per giovani talenti di Bobby Charlton a Manchester e a nemmeno undici anni ha vinto un permesso per allenarsi un giorno intero con la cantera del Barcellona. Dopo aver fatto dei provini, con scarsi risultati, per il Leyton Orient, il Norwich City e il Tottenham, ha giocato nei Brimsdown Rovers, squadra allenata dal padre. Durante i due anni trascorsi coi Brimsdown Rovers è stato nominato giocatore Under-15 dell'anno 1990, incominciando ad attirare l'attenzione di molti club.

L'8 luglio 1991, a solo 16 anni, ha firmato un contratto come Youth Training Scheme col Manchester United. Sempre a 16 anni ha lasciato gli studi per dedicarsi completamente al calcio, visti i suoi scarsi risultati scolastici.

Ha fatto parte della squadra giovanile che ha vinto la FA Youth Cup nel 1992, segnando un gol nella finale di ritorno contro il Crystal Palace. Nello stesso anno ha esordito in prima squadra in League Cup il 23 settembre 1992 contro il Brighton & Hove, firmando il primo contratto professionale della sua carriera poco più tardi.

Il 7 dicembre 1994 ha fatto il suo esordio nelle coppe europee nell'ultima partita della fase a gironi di Champions League, vinta 4-0 contro il Galatasaray, nella quale ha segnato anche la seconda rete dei Red Devils al 27° minuto. La vittoria tuttavia non è stata sufficiente per qualificare la squadra ai quarti di finale a vantaggio di Göteborg e Barcellona.

Nel mese di marzo del 1995 è stato ceduto in prestito al Preston North End, squadra di terza divisione, dove ha giocato molto positivamente, segnando 2 gol in 5 partite, uno su punizione e l'altro direttamente da calcio d'angolo.

Tornato al Manchester United, ha esordito in Premier League il 2 aprile 1995, a 19 anni, contro il Leeds (0-0).

L'allenatore dello United Alex Ferguson aveva grande fiducia nei giocatori delle giovanili e quando Paul Ince, Mark Hughes e Andrej Kančelskis hanno lasciato il club alla fine della stagione 1994-1995, per sostituirli ha deciso, non senza polemiche, di portare in prima squadra i giovani invece di comprare altri giocatori. Le critiche sono aumentate dopo la sconfitta nella prima partita ufficiale della stagione contro l'Aston Villa, persa per 3-1, nella quale Beckham ha segnato l'unico gol del Manchester United. Invece in quella stagione i giovani si sono comportati bene, realizzando il double Premier League-FA Cup, con Beckham autore di 40 partite e 8 gol, tra cui quello che ha dato la vittoria al Manchester United in semifinale di FA Cup contro il Chelsea, oltre che l'assist su calcio d'angolo per il gol di Cantona in finale.

All'inizio della stagione 1996-1997, conclusa con la vittoria di un'altra Premier League, a Beckham è stata assegnata la maglia numero 10, mentre in quella seguente, dopo il ritiro di Cantona, ha indossato la numero 7, cedendo il 10 a Sheringham.

Nel 1999 con il Manchester United ha realizzato un treble, vincendo il campionato, la FA Cup e la Champions League, nella cui finale Beckham è stato autore dei due assist su calcio d'angolo per i gol con cui Sheringham e Solskjær hanno ribaltato il risultato contro il Bayern Monaco nei minuti di recupero (dai 0-1 a 2-1). Nel corso della stagione ha ricoperto più volte il ruolo di centrocampista centrale invece che di ala. Dopo aver perso la Supercoppa UEFA contro la Lazio, ha vinto la Coppa Intercontinentale contro il Palmeiras ed è arrivato secondo nella graduatoria 1999 del Pallone d'oro e del FIFA World Player, preceduto in entrambi i casi da Rivaldo.

Nel 2000 il rapporto fra l'allenatore della squadra Ferguson e Beckham ha iniziato a deteriorarsi a causa della crescente notorietà del giocatore che appariva sempre più spesso sulle copertine delle riviste. Beckham ha saltato un allenamento per badare al figlio Brooklyn che aveva una gastroenterite. Ma la sera stessa la moglie ha presenziato alla settimana della moda di Londra, facendo infuriare Ferguson, visto che se Victoria fosse rimasta accanto al figlio il marito si sarebbe potuto allenare. Come punizione Beckham è stato multato ed escluso dalla successiva partita contro il Leeds. Il conflitto è arrivato al culmine quando, nella stagione successiva quando, il 13 febbraio 2003, dopo aver perso una partita di FA Cup contro l'Arsenal, Ferguson negi spogliatoi ha calciato uno scarpino colpendo Beckham sopra l'occhio, causando una ferita che ha richiesto l'applicazione di due punti di sutura. L'incidente ha provocato un gran numero di voci su un imminente e quasi certo trasferimento del calciatore, con i bookmaker che accettavano scommesse su chi dei due avrebbe lasciato il club per primo.

Il 10 aprile 2002 Beckham si è fratturato il secondo metatarso del piede sinistro nella partita di Champions League contro il Deportivo La Coruña. La stampa inglese insinuò che Duscher aveva rotto il piede a Beckham deliberatamente, poiché Inghilterra e Argentina si sarebbero affrontate nel Mondiale di quell'anno, ma poi l'argentino si scusò per l'intervento. L'infortunio ha impedito a Beckham di giocare con il Manchester United per il resto della stagione, ma non di firmare un nuovo contratto triennale con il club a maggio dopo mesi di trattative, in particolare sui diritti d'immagine. Con questo contratto da 90.000 sterline alla settimana è diventato il calciatore più pagato al mondo in quel periodo.

In totale con i Red Devils in 12 anni Beckham ha vinto 6 campionati, 2 Coppe d'Inghilterra, 2 Community Shield, una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Per Beckham 265 match in Premier League con 62 gol e in totale 394 partite in cui ha realizzato 85 gol e un numero incalcolabile di assist.

Il 17 giugno 2003 Beckham ha accettato un contratto quadriennale da 6 milioni di euro col club spagnolo del Real Madrid, che ha versato 35 milioni di euro al Manchester United. La trattativa, molto laboriosa, si è conclusa all'inizio del mese di luglio nonostante l'iniziale tentativo dei rivali del Barcellona di accaparrarsi il giocatore dei Red Devils, rendendo Beckham il terzo inglese a vestire la maglia dei Galacticos dopo Laurie Cunningham e Steve McManaman. A Madrid ha scelto di indossare la maglia numero 23, poiché era lo stesso numero indossato dal cestista statunitense Michael Jordan, suo idolo nella pallacanestro.

Ha esordito in partite ufficiali con il Real Madrid il 24 agosto 2003 al Son Moix contro il Maiorca in Supercoppa di Spagna (sconfitta per 2-1), segnando il primo gol con le merengues al 73° minuto della partita di ritorno il 27 agosto, rete che ha fissato il risultato sul 3-0. Nella Liga ha invece esordito il 30 agosto 2003 al Bernabéu contro il Betis, segnando dopo solo 8 minuti la sua prima rete nel campionato spagnolo (2-1 il finale).

Nella prima stagione a livello di squadra è stata sotto le attese, dato il quarto posto in campionato, l'elimiazione ai quarti di Champios League con il Monaco e la sconfitta in Coppa del Re contro il Real Saragozza, unica vittoria la Supercoppa spagnola a inizio stagione. Beckham ha disputato più di 40 partite e segnato 7 gol, maggior numero di reti personali per l'inglese in una sola stagione con il Real Madrid, diventando immediatamente un beniamino dei tifosi. Ha realizzato anche il 600° gol del Real Madrid nella Coppa dei Campioni/Champions League il 27 novembre 2003 contro l'Olympique Marsiglia. Durante la stagione ha giocato più spesso come interno che come ala, avendo come compagni a centrocampo Zidane e Figo. In più, vista la mancanza di una prima punta forte di testa, gioco si sviluppava soprattutto attraverso tanti passaggi di prima e possesso palla, quindi ha dovuto fare a meno dei suoi celebri cross e adattarsi a giocare con triangolazioni e passaggi rasoterra.

Nel 2004-2005 e nel 2005-2006 il Real Madrid ha concluso il campionato al secondo posto dietro il Barcellona, con Beckham che è risultato il miglior assist-man della Liga nel 2006.

Nella stagione 2006-2007 il Real Madrid ha assunto come allenatore Fabio Capello, che ha optato per un gioco diverso. Beckham è stato impiegato come titolare all'inizio della stagione, ma poi gli è stato preferito Reyes come ala destra. Il 17 ottobre 2006, in occasione della partita di Champions League contro la Steaua Bucarest vinta dal Real Madrid per 4-1, ha raggiunto quota 100 presenze nella massima competizione europea per club, terzo di sempre in quel periodo e primo tra gli inglesi.

L'11 gennaio 2007 Beckham ha annunciato di aver firmato un contratto quinquennale per i Los Angeles Galaxy, valido a partire dal 1º luglio 2007. Il 13 gennaio Capello ha detto che, stante l'importante contratto firmato con un'altra squadra, Beckham si sarebbe allenato con il Real Madrid, ma non avrebbe più giocato partite ufficiali. Tuttavia l'allentore ha cambiato idea a febbraio, reintegrando il calciatore che ha segnato subito un gol nella prima partita disputata contro la Real Sociedad. Dopo essere tornato in squadra Beckham ha contribuito alla vittoria della Liga.

A fine stagione il Real Madrid ha annunciato di volere provare a convincere Beckham a rimanere a Madrid, senza però riuscirvi. Un mese dopo la fine dell'esperienza dell'inglese con il Real Madrid, la rivista Forbes ha scritto che Beckham è stato in parte responsabile dell'incremeno del 137% dei profitti dei Blancos, per un totale di 600 milioni di dollari durante i 4 anni di militanza di Beckham.

In complessivo nelle 4 stagioni al Real Madrid Beckham ha disputato 159 partite e realizzato 20 gol (principalmente su punizione) oltre che molti assist, vincendo una Liga (2006-2007) e una Supercoppa spagnola (2003).

Il contratto da 5,5 milioni di dollari annui di David Beckham con i Galaxy è entrato in vigore l'11 luglio 2007 ed è stato presentato ufficialmente, all'Home Depot Center, due giorni dopo. Ha scelto il numero 23 e ha spiegato che la scelta è stata anche, come già in precedenza al Real Madrid, un omaggio a Michael Jordan. La società ha anche annunciato che la vendita della sua maglia aveva toccato già quota 250.000 pezzi prima della presentazione.

Il 21 luglio 2007 ha debuttato con la sua nuova squadra, entrando in campo al 78° minuto dell'amichevole disputata dai Galaxy contro il Chelsea. Due settimane dopo, il 9 agosto 2007, è arrivato l'esordio in una gara ufficiale, nella partita contro il D.C. United.

Beckham è tornato in campo la settimana successiva, ancora una volta contro il D.C. United, nella semifinale della North American SuperLiga, disputata il 15 agosto 2007. In quella gara, è partito per la prima volta dall'inizio, ha ricevuto il primo cartellino giallo ed è stato per la prima volta il capitano della squadra. Ha poi segnato il suo primo gol con la nuova maglia e il primo assist, per la rete di Landon Donovan, che hanno garantito ai Galaxy la vittoria per 2 a 0 e quindi un posto in finale contro il Pachuca.

Proprio durante la finale contro il Pachuca, Beckham si è infortunato al ginocchio destro e una risonanza magnetica ha rilevato uno stiramento al legamento collaterale, che gli ha causato uno stop di sei settimane. È tornato in tempo per l'ultima gara stagionale, coi Galaxy non qualificati ai play-off. È entrato in campo come sostituto il 21 ottobre, nella sconfitta per 1-0 contro il Chicago Fire. Al termine della stagione, il bilancio è stato di 7 partite ufficiali giocate, un gol segnato e tre assist, di cui 5 partite e 2 assist in campionato.

Beckham si è allenato con l'Arsenal per tre settimane a partire dal 4 gennaio 2008, finché non è tornato ai Galaxy per la preparazione atletica con la squadra.

Ha segnato il primo gol in campionato nella stagione 2008 contro i San Jose Earthquakes, giocata il 3 aprile 2008, al 9° minuto di gioco.

Il 24 maggio 2008, i Los Angeles Galaxy hanno battuto per 3-1 i Kansas City Wizards, portandosi così al primo posto della Western Division. Durante la partita Beckham ha segnato un gol spettacolare da una distanza di circa 70 iarde (circa 65 metri), rete che ha ricordato quelle che aveva realizzato dodici anni prima contro il Wimbledon, a Selhurst Park.

Beckham ha iniziato ad allenarsi con i nuovi compagni il 30 dicembre 2008, data di inizio del ritiro invernale del Milan a Dubai, e il 6 gennaio 2009 ha debuttato con i rossoneri, disputando il primo tempo dell'amichevole contro l'Amburgo. Ha esordito in partite ufficiali l'11 gennaio 2009 in Roma-Milan 2-2, gara valida per la 18ª giornata di della Serie A 2008-2009, disputando una partita positiva. Il 25 gennaio 2009 ha realizzato il primo gol con il Milan al Dall'Ara contro il Bologna, segnando il gol del definitivo 1-4 per i rossoneri con uno destro sul primo palo su assist di Seedorf, ripetendosi tre giorni dopo a San Siro contro il Genoa con un gol su punizione. Il 1º febbraio 2009, nonostante il ritorno ai Los Angeles Galaxy previsto per il successivo 9 marzo, è stato inserito dalla società rossonera nella lista dei 25 giocatori per la Coppa UEFA 2008-2009. Ha esordito nelle competizioni UEFA con la maglia rossonera il 18 febbraio 2009 al Weserstadion contro il Werder Brema.

Beckham ha debuttato nella Nazionale inglese il 1º settembre 1996 nella partita di qualificazione ai Mondiali del 1998 a Chişinău contro la Moldavia.

Dopo aver disputato gran parte delle partite di qualificazione per ai Mondiali 1998, è stato inserito dal CT Glenn Hoddle tra i convocati per la fase finale in Francia. Tuttavia Hoddle lo ha accusato di non concentrarsi sul torneo e lo ha quindi escluso dalle prime due partite giocate dagli inglesi. È stato schierato in campo per la prima volta durante i mondiali nella partita contro la Colombia, vinta 2-0 dall'Inghilterra, nella quale Beckham he segnato al 29° minuto il gol del definitivo 2-0, primo con la maglia della Nazionale. Nei sedicesimi di finale il 30 giugno 1998 l'Inghilterra ha affrontato l'Argentina che, dopo il 2-2 maturato nei 120', ha eliminato gli inglesi ai rigori. Una concausa è stata l'espulsione rimediata al 47° minuto dallo stesso Beckham, colpevole di aver tirato un calcio all'argentino Diego Simeone quando quest'ultimo era a terra. Le critiche allo "Spice Boy" non hanno tardato ad arrivare, e le più pesanti chiedevano addirittura una sua uscita dalla Nazionale.

Beckham però non ha lasciato la Nazionale, venendo anche convocato da Kevin Keegan per gli Europei del 2000 in Belgio e Olanda, e i tifosi spesso lo hanno contestato. La contestazione più eclatante è avvenuta proprio durante Euro 2000, quando l'Inghilterra è stata sconfitta dal Portogallo per 3-2. Nonostante Beckham avesse propiziato con due assist i gol di Scholes e McManaman, durante tutta la partita alcuni supporter lo avevano continuamente provocato e insultato. Beckham ha reagito mostrando a quei tifosi il dito medio, suscitando diverse reazioni dai giornali inglesi che, oltre ad alcune critiche, hanno chiesto ai lettori di smettere di prendere di mira il calciatore.

Grazie a una sua punizione contro la Grecia che al 94° minuto di gioco ha fissato il risultato sul 2-2, l'Inghilterra è riuscita a qualificarsi al Mondiale 2002 in Corea del Sud e Giappone. Da giocatore da dileggiare Beckham è diventato quasi un eroe nazionale, tanto che è stato nominato dalla BBC "Sportivo dell'anno" 2001. Beckham è stato convocato per i Mondiali 2002 da Eriksson anche se non era in perfetta forma fisica, essendosi rotto qualche mese prima il piede per una scontro con Duscher del Deportivo La Coruña. Ha comunque disputato da titolare e capitano tutte le 5 partite dell'Inghilterra, segnando anche il rigore che ha determinato l'1-0 finale contro l'Argentina nel girone eliminatorio. Quell'anno però l'Inghilterra fu eliminata nei quarti di finale dopo la sconfitta per 2-1 contro il Brasile, futuro vincitore del torneo.

Beckham ha giocato tutte le partite del campionato europeo di calcio 2004 in Portogallo. Nella partita inaugurale contro la Francia, persa 2-1, ha sbagliato un calcio di rigore al 73° minuto sul punteggio di 1-0 per gli inglesi. Ai quarti di finale, l'Inghilterra è stata eliminata dalla formazione di casa. L'incontro è stato deciso ai tiri di rigore, con Beckham che ha calciato il proprio rigore, primo della serie, cercando l'incrocio dei pali ma mandando il pallone alto oltre la traversa.

Ai Mondiali del 2006 in Germania Beckham si è presentato ancora da capitano. Ha Giocato da titolare in tutte le partite: nella prima con il Paraguay ha propiziato con la sua punizione l'autorete di Gamarra. Nella seconda ha fornito l'assist per il gol dell'1-0 realizzato da Crouch contro Trinidad e Tobago. Dopo aver pareggiato contro la Svezia, è proprio un suo gol su punizione a piegare l'Ecuador negli ottavi (1-0), diventando il primo inglese a segnare in tre diverse edizioni dei Mondiali. Nei quarti, contro il Portogallo, è stato costretto ad uscire per infortunio nel secondo tempo e non ha potuto quindi prendere parte alla lotteria dei rigori, che ha premiato i lusitani col punteggio finale di 3-1, dopo che la partita si era conclusa sullo 0-0 ai supplementari.

Il nuovo CT McLaren ha scelto come capitano Terry, ma inizialmente non ha più convocato Beckham, che è tornato in Nazionale per l'amichevole del 26 maggio 2007 contro il Brasile, prima parita della Nazionale inglese nel nuovo Wembley, dove Beckham ha servito un assist su punizione proprio per Terry. Il 22 agosto 2007, scendendo in campo in amichevole contro la Germania, è diventato il primo calciatore di un club non europeo a giocare per la Nazionale inglese.

Successivamente è stato convocato per le altre amichevoli e le qualificazioni agli Europei 2008. Nell'ultima decisiva partita contro la Croazia, McClaren lo ha schierato solo dal secondo tempo, con l'Inghilterra che aveva già subito due gol: grazie al suo apporto l'Inghilterra è riuscita a pareggiare prima su rigore e poi con un gol di Crouch servito proprio da Beckham, ma la Croazia ha segnato un altro gol, condannando l'Inghilterra alla sconfitta e all'esclusione dalla fase finale.

Dopo la nomina di Fabio Capello come CT dell'Inghilterra Beckham è stato convocato per l'amichevole del 20 marzo 2008 contro la Francia, dove ha disputato la 100a partita con la Nazionale inglese, diventando il quinto giocatore inglese di sempre a raggiungere tale traguardo dopo Billy Wright, Bobby Charlton, Bobby Moore e Peter Shilton. Dopo la partita i compagni di squadra gli hanno regalto un iPod d'oro e prima della partita gli Stati Uniti del 28 maggio 2008 Bobby Charlton, idolo dell'inglese e soprattutto del padre, ha consegnato a Beckham una cappello d'oro in ricordo della 100a presenza in Nazionale, Il 1º giugno 2008, a sorpresa, ha nuovamente indossato la fascia di capitano nell'amichevole contro Trinidad e Tobago.

L'11 febbraio 2009, scendendo in campo nel secondo tempo dell'amichevole di Siviglia con la Spagna ha giocato la partita numero 108 in Nazionale, raggiungendo Bobby Moore al secondo posto nella classifica di presenze con la Nazionale inglese.

Nel 1997 Beckham ha iniziato a frequentare Victoria Adams, cantante inglese membro delle Spice Girls. La coppia ha suscitato grande interesse nei media, che li hanno ribattezzati "Posh and Becks". Beckham ha sposato la cantante nel castello di Luttrellstown, vicino a Dublino, il 4 luglio 1999, concedendo l'escusiva dell'evento alla rivista OK! per 1,5 milioni di euro, anche se altri giornali riuscirono comunque a realizzare delle foto. Il costo del matrimonio è stato stimato intorno agli 500.0000 sterline, 16° matrimonio più costoso secondo la classifica stilata da Forbes nel 2007.

I coniugi Beckham hanno tre figli: Brooklyn Joseph Beckham (Londra, 4 marzo 1999), Romeo James Beckham (Londra, 1º settembre 2002) e Cruz David Beckham (Madrid, 20 febbraio 2005). Sia Brooklyn che Romeo hanno avuto come padrino Elton John e come madrina Elizabeth Hurley.

Nel 1999 i Beckham hanno comprato la loro più celebre casa, il cosiddetto Beckingham Palace (gioco di parole tra Beckham e Buckingham Palace), vicino Londra, del valore stimato di 7 milioni di sterline. Nell'aprile del 2007, invece, a seguito dell'imminente trasferimento ai Los Angeles Galaxy, hanno acquistato una villa a Beverly Hills, vicino a quella di Tom Cruise e Katie Holmes, valutata 22 milioni di dollari.

La rete statunitense NBC ha trasmesso uno spettacolo televisivo sull'arrivo dei Beckham negli States, andato in onda 16 luglio 2007.

Beckham ha sostenuto l'UNICEF fin dai tempi del Manchester United e nel gennaio 2005 è diventato Goodwill Ambassador con particolare attenzione al programma Sports for Development ("Sport per lo sviluppo") e testimonial della campagna "Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS", per la quale si è recato in Sierra Leone dal 18 al 20 gennaio 2008.

Beckham è anche portavoce di Malaria No More, un'oganizzazione non profit di New York nata nel 2006 con lo scopo di debellare la malaria in Africa, e sostenitore di Help for Heroes, associazione nata per aiutare i feriti di ritorno dall'Iran e dall'Afghanistan.

È apparso anche in Sognando Beckham (Bend It Like Beckham, 2002), ma solo con immagini di archivio. Per interpretare Beckham e la moglie nel film il regista ha usato dei sosia, Andy Harmer e Gill Penny.

Nonostante il trasferimento a Los Angeles, Beckham non ha espresso interesse nel ruolo di attore, dicendo di essere troppo "rigido".

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Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo durante una partita nella stagione 2006-2007.

Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro (IPA: /kɾɨʃˈtiɐnu ʁuˈnaɫdu/; Funchal, 5 febbraio 1985) è un calciatore portoghese che gioca come centrocampista offensivo-ala nel Manchester United e nella Nazionale portoghese. Milita nel club inglese dal 2003. Con la Nazionale portoghese è stato vice-campione d'Europa a Euro 2004.

Tra i migliori calciatori oggi in circolazione, è stato tra i protagonisti, nel 2008, del triplo successo del Manchester United in UEFA Champions League, Premier League e Coppa del Mondo per club FIFA. Già secondo nella classifica del Pallone d'oro 2007, si è aggiudicato l'edizione del 2008, terzo portoghese di sempre a vincere questo premio. Ha vinto anche la Scarpa d'oro 2008 e il FIFA World Player.

Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro è nato nel 1985 da Maria Dolores dos Santos Aveiro e José Dinis Aveiro. Il nome è dovuto alla fede cristiana della madre, mentre il secondo nome, Ronaldo, fu scelto in onore di Ronald Reagan, attore preferito del padre e Presidente degli Stati Uniti a quell'epoca. Ha un fratello maggiore, Hugo (nato nel 1975), e due sorelle maggiori, Elma (nata nel 1974) e Liliana Cátia (nata a Madeira il 5 ottobre 1976). Liliana Cátia, cantante in Portogallo, ha lo pseudonimo di "Ronalda".

È dotato di un notevole talento e di grande velocità palla al piede. Nel suo bagaglio tecnico rientrano dribbling, finte, doppi passi, rapidi cambi di direzione e la cosiddetta rabona. È in grado di calciare con entrambi i piedi: giocatore polivalente, si definisce un'ala, ma può adattarsi anche ai ruoli di centrocampista offensivo, mezzapunta e, all'occorrenza, anche di centravanti. Ha un ottimo senso del gol e sa segnare sia di piede che di testa. Nel novero delle sue abilità rientrano anche i calci piazzati: è un buon rigorista e tiratore di punizioni.

Cresciuto calcisticamente nel Nacional (dove fa la trafila nelle giovanili), nel 1997 approda allo Sporting Lisbona, dove gioca per cinque anni mostrando da subito il talento e la classe, soprattutto in occasione degli europei Under-17. Esordisce con la squadra di Lisbona nel terzo turno preliminare di UEFA Champions League contro l’Inter, nella stagione 2002-2003. Nella sua unica stagione allo Sporting colleziona 25 presenze, partendo titolare in undici occasioni. Gérard Houllier, allenatore del Liverpool, lo nota e decide di farlo ingaggiare alla sua squadra, ma la giovane età e l'inesperienza del ragazzo inducono Houllier a lasciare Ronaldo allo Sporting a maturare.

Viene notato dal Manchester United in una partita amichevole tra Sporting Lisbona e Manchester United disputatasi nel luglio 2003. La squadra inglese perde l'incontro per 2-0 anche per merito del giovane talento portoghese, che diviene così un obiettivo di calciomercato del club. Il 13 agosto 2003 Cristiano Ronaldo si trasferisce al Manchester United per 12,24 milioni di sterline, diventando così il teenager più costoso nella storia del calcio inglese.

Sir Alex Ferguson, tecnico del Manchester, consegna a Cristiano Ronaldo la maglia numero 7, appartenuta fino alla stagione precedente a David Beckham. Per Ronaldo è lo stesso numero di Luís Figo, futuro compagno di squadra nel Portogallo. La maglia numero 7 è inoltre una maglia storicamente amata dai tifosi del Manchester, essendo stata quella di Beckham, George Best, Bryan Robson ed Éric Cantona.

Dopo aver pagato un periodo di adattamento al calcio inglese, Ronaldo si rende protagonista di una buona stagione d'esordio, collezionando 29 presenze e segnando anche il primo gol nella finale di Coppa d'Inghilterra.

Nella stagione 2004-2005, malgrado il Manchester concluda l'annata senza vincere alcun trofeo, è ancora tra i migliori giocatori della squadra.

Nella stagione 2005-2006 mette a segno 10 gol, l'ultimo dei quali nella finale di Carling Cup contro il Wigan Athletic vinta dai Red Devils. È quello l'unico trofeo conquistato dal Manchester United, eliminato nella prima fase della Champions League e giunto secondo nella Premiership.

Nel 2006-2007 si afferma definitivamente come uno dei migliori calciatori del mondo, trasformandosi da promessa a campione affermato. Batte il primato personale di gol in campionato il 24 febbraio 2007, realizzando la rete numero 17, il che fa di lui il detentore del record di gol segnati in una sola stagione da un centrocampista, con ancora alcune gare da giocare. Si rende autore di ottime prestazioni in campionato e in Champions League, siglando i suoi primi gol nella principale rassegna continentale nel trionfale 7-1 ai danni della Roma. In seguito, grazie ad un suo gol nella finale della Community Shield contro il Manchester City, vince il suo primo trofeo inglese, seguito dalla vittoria della Premier League 2006-2007.

L'annata seguente è quella dei grandi successi personali e di squadra. Con la doppietta contro il Bolton Wanderers nel recupero della Premier League 2007-2008, il portoghese supera George Best, che nella stagione 1967-1968 aveva messo a segno 33 gol tra coppe e campionato. Il record era rimasto imbattuto per 40 anni. Alla fine sarà capocannoniere della Premiership, con 31 gol in 34 partite (31 delle quali giocate da titolare), e della UEFA Champions League 2007-2008, con 8 gol in 11 partite, contribuendo in maniera decisiva alla conquista dell'accoppiata titolo inglese-Champions League da parte dei Red Devils. Nella finale di coppa, a Mosca contro il Chelsea, realizza il gol del momentaneo 1-0 e in seguito sbaglia il proprio tiro della serie di rigori. I 31 gol in Premier gli valgono comunque la Scarpa d'oro 2008, con 62 punti. Nell'agosto 2008, in occasione dei sorteggi dei gironi della UEFA Champions League a Montecarlo, è stato premiato come miglior giocatore e miglior attaccante della competizione nella stagione precedente.

Nell'estate 2008 la vicenda di calciomercato legata al suo eventuale trasferimento al Real Madrid, già da mesi sulle prime pagine, si arricchisce di un altro clamoroso episodio. Ronaldo annuncia, infatti, di voler lasciare il Manchester United per raggiungere la squadra di Madrid, sollevando una serie di polemiche e speculazioni e provocando le ire di Alex Ferguson. Il trasferimento non si concretizzerà anche grazie alla rinuncia dello stesso Ronaldo.

Il 2 dicembre 2008 viene nominato Pallone d'oro 2008. Alcuni giorni più tardi vince con la propria squadra la Coppa del Mondo per club FIFA 2008. Nella semifinale contro il Gamba Osaka (5-3 per il Manchester) segna il gol del momentaneo 2-0 e nella finale contro la LDU Quito fornisce a Wayne Rooney l'assist per il gol decisivo.

Nazionale Under-18 e Under-21 portoghese, Cristiano Ronaldo esordisce con la Nazionale maggiore nel 2003, entrando nel secondo tempo della gara vinta per 1-0 contro il Kazakistan. Guadagnatosi una maglia da titolare in vista del campionato d’Europa 2004, nella rassegna continentale impressiona positivamente per le ottime prestazioni e per le due reti messe a segno in sei partite, gol che hanno garantito al Portogallo un posto in finale e al giocatore l'inserimento nella "squadra ideale" del torneo. Ha preso parte, ancora nel 2004, ai Giochi Olimpici di Atene.

Nel 2006 ha partecipato ai Mondiali di Germania, nei quali il Portogallo si è piazzato quarto. Nel corso del torneo il giocatore ha calciato e segnato il tiro decisivo della serie di rigori, quello che ha eliminato l'Inghilterra nei quarti di finale.

Il 6 febbraio 2007, nell'amichevole di Londra contro il Brasile, gioca la sua prima partita da capitano, a soli 22 anni ed un giorno.

Nel 2008 ha disputato il Campionato europeo in Austria e Svizzera, segnando una rete. La sua Nazionale è stata eliminata ai quarti di finale dalla Germania.

Statistiche aggiornate al 21 dicembre 2008.

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Ruud van Nistelrooy

van Nistelrooy in azione con la maglia del Manchester United

Rutgerus Johannes Martinus van Nistelrooy detto Ruud e originariamente scritto van Nistelrooij (Oss, 1º luglio 1976) è un calciatore olandese, attaccante del Real Madrid e della Nazionale olandese.

È tra i migliori marcatori di sempre della storia della Champions League, insieme a Filippo Inzaghi, Raúl e Ševčenko, tutti ancora in attività.

Tra l'altro, è uno dei cinque calciatori che hanno segnato una quadripletta in una sola partita di Champions League: condivide il record con Marco van Basten, Andrij Ševčenko, Simone Inzaghi e Dado Pršo. Se si considera anche la Coppa dei Campioni, si aggiunge a questi nomi quello di Ferenc Puskás.

Nel marzo 2004 è stato inserito da Pelé nella speciale lista dei 125 migliori calciatori viventi, il FIFA 100.

Potente fisicamente e veloce, fortissimo in acrobazia e con un innato fiuto per il gol, van Nistelrooy è una prima punta completa che sa agire da finalizzatore, da contropiedista e da sponda per i compagni. È considerato un giocatore elegante e allo stesso tempo concreto. Ha anche un buon colpo di testa e una buona tecnica individuale.

I primi passi da professionista li mosse con la squadra di seconda divisione olandese del Den Bosch, dove restò fino al 1997, con 69 partite e 17 gol. In seguito passò al Heerenveen. Qui trascorse una buona stagione e cominciò a farsi notare (31 incontri e 13 gol). Nel 1998 fu acquistato per 6 milioni di euro dal PSV Eindhoven, una delle migliori squadre olandesi. Anche qui riuscì a segnare molte reti e a rendersi decisivo in numerose occasioni, divenendo ben presto il pezzo pregiato del club di Eindhoven, che grazie ai suoi 62 gol in 3 anni vinse 2 campionati e 2 Supercoppe d'Olanda.

Nel 2000 il PSV Eindhoven cedette il calciatore al Manchester United per 28 milioni di euro. Poco dopo la formalizzazione dell'accordo, però, il giocatore si ruppe i legamenti crociati durante un allenamento e il contratto fu annullato. Il trasferimento a Manchester avvenne l'anno successivo, dopo l'esito positivo delle visite mediche. Con lo United vinse la Premier League e la Supercoppa nel 2003, la Coppa d'Inghilterra nel 2004 e la Coppa di Lega nel 2006. Nel 2003 fu anche capocannoniere, come negli anni della Eredivisie, di cui era stato il miglior marcatore in due stagioni.

Con il Manchester arrivò per van Nistelrooy la consacrazione a talento di fama mondiale e un posto tra i più forti attaccanti del mondo. È stato il più veloce calciatore del Manchester a raggiungere quota 100 gol, dato che c'è riuscito solo in 2 stagioni e mezzo, con una media di circa un gol a partita. È stato anche più volte capocannoniere di Champions e nel 2003, la sua annata migliore (ha segnato 42 gol), si è classificato 6° nella classifica del Pallone d'Oro, vinto da Pavel Nedved.

Il 30 maggio 2005 espresse la volontà di lasciare la società per incomprensioni con l'allenatore Alex Ferguson. Ciononostante rimase un'altra stagione a Manchester, arrivando secondo nella classifica dei cannonieri, preceduto da Thierry Henry. In questa occasione, però, sorse un'altra polemica, visto che Ferguson tenne l'olandese in panchina per le ultime 7 partite, consentendo ad Henry di superarlo per numero di gol. L'esclusione dalla finale della Coppa di Lega inglese e le continue polemiche con l'allenatore scozzese lo portarono a chiedere alla società di essere messo sul mercato.

Il 27 luglio 2006 si trasferisce al Real Madrid per 31 milioni di euro. Va a segno con la nuova squadra già alla seconda giornata della Primera División spagnola, realizzando una tripletta. Alla fine della sua prima stagione in Spagna segna 25 reti, sfiorando la vittoria della Scarpa d'oro (conquistata da Francesco Totti, autore di una sola rete in più), complice anche l'infortunio subito nell'ultima partita contro il Maiorca, infortunio che non impedisce alla sua squadra, nonostante lo svantaggio iniziale, di vincere la partita per 3-1 e, in virtù del successo, di conquistare il titolo nazionale a scapito del Barcellona. Alla sua prima stagione nella capitale spagnola van Nistelrooy ha vinto, dunque, Liga e titolo di Pichichi. Ha inoltre eguagliato il primato di Hugo Sánchez, segnando in sette partite consecutive con il Real Madrid.

Il 9 gennaio 2008 firma il rinnovo del contratto, in scadenza il 30 giugno dello stesso anno, fino al 2010, con l'opzione di prolungamento annuale. Così facendo si lega, di fatto, a vita con il club madrileno. Infortunatosi a marzo 2008, torna in campo, dopo l'operazione alla caviglia, il 7 maggio 2008, nella partita contro il Barcellona, contro cui va a segno su calcio di rigore. Alla fine della stagione 2007-2008 i suoi gol sono 20 in 32 presenze.

Dopo aver segnato 7 gol in 10 presenze nella stagione 2008-2009, nel novembre 2008 si è infortunato al ginocchio destro e dovrà rimanere inattivo per 6-8 mesi.

In Nazionale esordì appena ventiduenne contro la Germania. Il primo gol con la nazionale lo segnò nel 1999 in un'amichevole contro il Marocco. Al Mondiale 1998 non venne convocato, e dovette saltare per infortunio anche gli Europei 2000, giocati in casa dall'Olanda. Quattro anni più tardi ha finalmente potuto partecipare ad una manifestazione continentale, gli Europei 2004, dando anche un buon contributo di gol alla sua squadra (4 in 5 partite). Dopo aver aiutato l'Olanda nelle qualificazioni Ruud è stato convocato per il Mondiale di Germania 2006, in cui ha segnato un gol, ma sorprendentemente non è stato messo in campo nell'ottavo di finale perso contro il Portogallo. L'ennesima panchina ha causato un vespaio di critiche all'allenatore van Basten, ritenuto il maggiore imputato del fallimento della spedizione degli Orange. Il 23 gennaio 2007 Ruud ha annunciato che non giocherà più con la sua Nazionale, ma il 25 maggio, dopo essersi sentito più volte al telefono con il C.T., è tornato sui propri passi.

È tra i 23 convocati della Nazionale olandese di Marco van Basten per Euro 2008, dove ha segnato un gol contro l'Italia e uno contro la Russia. Un mese dopo annuncia il suo addio alla Nazionale dichiarando di aver preso la scelta dopo aver studiato gli impegni con il Real Madrid e la selezione del suo paese ed aver concluso che sarebbe un impegno troppo gravoso per il suo fisico.

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Wayne Rooney

Wayne Rooney in azione con il Manchester Utd

Wayne Mark Rooney (Liverpool, 24 ottobre 1985) è un calciatore britannico che ricopre il ruolo di attaccante.

Formatosi nel calcio di strada, è dotato di notevole talento naturale, cui fa da contraltare un carattere talvolta bizzoso. Talento cristallino, esordì ad appena diciasette anni in Premier League. Fa parte della Nazionale inglese. Per la sua potenza, è anche soprannominato "hummer" Rooney, dal nome della famosa marca di automobili fuoristrada.

La prima stagione all'Everton (2002-2003) è ottima: da debuttante segna 6 gol in 33 partite, non partendo quasi mai da titolare. Il suo esordio con la maglia dell'Everton risale all'agosto 2002, nella partita contro il Tottenham Hotspur. Solo tre mesi prima aveva guidato la squadra juniores alla finale di FA Cup di categoria. Due mesi dopo l'esordio arriva il primo gol. Rooney lo segna con un tiro a girare da venti metri durante l'ultimo minuto della gara contro l'Arsenal, interrompendo così il record di 30 giornate senza sconfitte dei londinesi.

La sua seconda stagione con l'Everton è fatta di alti e bassi. Rooney, ormai titolare, deve aspettare fino a Natale per il primo gol, ma dopo essersi sbloccato contribuisce a una lunga striscia di risultati positivi. Alla fine colleziona 34 presenze e nove reti in campionato e negli ultimi giorni del mercato estivo passa al Manchester United per la cifra di 39 milioni di euro, firmando un contratto di sei anni.

Nonostante le grandi proteste dei tifosi dell'Everton che si sentivano traditi per il passaggio al Manchester, e quindi le violente contestazioni, Rooney si è riuscito a concentrare al meglio, e in una stagione poco fortunata del Manchester è stato una delle poche note positive. In 29 partite è andato a segno 11 volte, ma solo in 24 partite è partito titolare.

Finalmente col Manchester ha potuto giocare anche in Champions League, dove nelle 6 partite giocate ha segnato 3 gol, tutti nel suo debutto contro il Fenerbahçe.

Alla fine della stagione 2005-2006 in 36 presenze segna ben 16 volte in premier League, però solo un gol in champions League.

Il 30 aprile 2006 si frattura un piede nella partita contro il Chelsea mettendo a rischio la sua partecipazione al campionato del mondo 2006, salvo poi recuperare grazie a una repentina riabilitazione.

Nella stagione successiva Rooney contribuisce con 14 reti alla conquista del sedicesimo titolo inglese del Manchester United, il primo del giovane talento.

È il secondo più giovane debuttante con l'Inghilterra, ad appena 17 anni e 111 giorni nel febbraio 2003. Il primato è stato battuto qualche anno dopo da Theo Walcott.

Wayne ha subito dato prove molto convincenti, che hanno indotto l'ex tecnico della nazionale inglese Sven-Göran Eriksson a convocarlo ancora, e alla quarta convocazione ripaga il tecnico inglese con un gol, che costituisce un altro record. Infatti Rooney diventa il più giovane giocatore inglese ad avere segnato un gol in nazionale: abbassa la soglia del record a 17 anni e 317 giorni, in una partita di qualificazione agli europei contro la Macedonia.

Divenuto titolare, Rooney segna altri importanti gol nelle qualificazioni, e durante gli europei fa brillare la sua stella con due doppiette, contro la Svizzera e la Croazia, determinanti per il passaggio del turno.

Infortunatosi ai quarti di finale ad un ginocchio, l'Inghilterra perde contro il Portogallo ed esce dalla competizione europea. Il bottino di Wayne è quindi di 4 reti in altrettante partite.

Dopo l'infortunio patito in campionato contro il Chelsea, sembrava che Rooney non avrebbe partecipato al campionato del mondo 2006. Eriksson, invece, sceglie di convocarlo: Wayne compie un recupero lampo e si presenta in campo già nella seconda partita, contro Trinidad e Tobago, e sostituisce Michael Owen a metà del secondo tempo.

Il Mondiale di Rooney termina però, come quello dei Leoni, con una grossa amarezza: l'espulsione, contestata, nei quarti di finale contro il Portogallo, per aver calpestato i testicoli del giocatore portoghese Ricardo Carvalho. L'Inghilterra, in 10 uomini, resiste fino ai rigori, dove i lusitani si dimostrano più freddi e vincono 3-1.

Ha un tatuaggio con le parole "Just Enough Education to Perform", dal titolo dell'ononimo album della sua band preferita, gli Stereophonics; Coleen programmò un loro concerto all'accoglienza per il matrimonio.

Rooney risiede in un'imponente villa da 4,25 milioni di sterline nel villaggio di Prestbury, Cheshire, che è costruita dalla compagnia posseduta da Dawn Ward, la moglie dell'ex attaccante dello Sheffield United Ashley Ward.

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Source : Wikipedia