Madonna

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Inviato da maria 03/03/2009 @ 07:14

Tags : madonna, pop rock, musica, cultura

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Madonna del Rosario

Madonna del Rosario, autore ignoto del 1740, Chiesa San Giuseppe Catenanuova (En)

Quella della Madonna del Rosario è una delle tradizionali raffigurazioni nelle quali la Chiesa cattolica venera Maria: la Vergine è rappresentata con indosso una veste azzurra e una corona del Rosario tra le mani.

L'origine della Madonna del Rosario è stata attribuita all'apparizione di Maria a San Domenico nel 1208 a Prouille.

La Chiesa cattolica celebra la festa della Madonna del Rosario il 7 ottobre di ogni anno. Questa festa fu istituita con il nome di "Madonna della Vittoria" dal papa Pio V a perenne ricordo della battaglia di Lepanto, svoltasi appunto il 7 ottobre del 1571, nella quale la flotta della "Lega Santa" (formata da Spagna, Repubblica di Venezia e Stato della Chiesa) sconfisse quella dell'Impero Ottomano.

Il successore, papa Gregorio XIII la trasformò in festa della "Madonna del Rosario": i cristiani attribuirono il merito della vittoria alla protezione di Maria, che avevano invocato recitando il Rosario prima della battaglia.

Nella basilica di Pompei – città la cui patrona è proprio la Madonna del Rosario – si conserva una tela attribuita alla scuola di Luca Giordano, di non eccelso valore artistico e restaurata, ma di notevolissimo valore spirituale poiché oggetto di culto molto intenso e diffuso, con pellegrinaggi che si concentrano durante le due suppliche, l'8 maggio e la prima domenica di ottobre. Il noto Santuario è metà di oltre 4 milioni di pellegrini l'anno che giungono a Pompei per venerare la Madonna del Rosario. Sia il Santo Padre Giovanni Paolo II, sia il Santo Padre Benedetto XVI si sono recati a Pompei per dimostrare il loro affetto e il loro amore verso la Madonna del Rosario.

Tra le altre tradizionali raffigurazioni di Maria si possono citare la Madonna Addolorata e la Madonna col Bambino (a volte come Madonna del latte, in atto di allattare Gesù). Vi sono poi raffigurazioni ispirate a celebri apparizioni di Maria, come la Madonna di Lourdes e la Madonna di Guadalupe.

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Madonna (Munch)

Madonna è una famosa opera dell'espressionista norvegese Edvard Munch. Munch ne dipinse cinque versioni tra il 1894 e 1895, in olio su tela. Uno di questi ha dimensioni di 91 x 70.5 cm.

Una versione appartiene al Munch Museum di Oslo, mentre un'altra ad un privato, Nelson Blitz.

La figura nel dipinto sembra giovane ed è rappresentata sensuale (ma non in senso erotico) per mezzo della sua posa espressiva. Allunga il braccio portandolo dietro di lei ed inarcando la schiena. I suoi occhi sono chiusi, esprimendo modestia. Nella prima versione del quadro Munch racchiude la figura entro una cornice rossa, con spermatozoi che si muovono verso un feto.

Il 22 agosto 2004, Madonna, insieme ad una versione de l'urlo venne rubato dal Munch Museum da ladri mascherati da pompieri. Entrambi i dipinti furono ritrovati il 31 agosto 2006, in condizioni tutto sommato buone e meglio di ciò che ci si aspettava: l'unico danno significativo fu un buco di 2,5 cm, il quale fu comunque riparato in poco tempo.

Entrambi i dipinti furono ritrovati dalla polizia di Oslo il 31 agosto 2006. Il giorno successivo, il direttore del Munch Museum, Ingebjørg Ydstie, ha affermato che i dipinti sono stati ritrovati in condizioni migliori di quanto si pensava e i danni subiti dalle opere, incluso un buco di 2.5 cm nella Madonna, possono essere riparati.

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Madonna col Bambino

Duccio di Buoninsegna, Maestà

La Madonna col Bambino è un soggetto tradizionale dell'arte sacra cristiana. Le opere ispirate a questo soggetto raffigurano la Vergine Maria con Gesù bambino, solitamente tenuto in braccio. A volte Maria è raffigurata nell'atto di allattare Gesù, in questo caso si parla di Madonna del latte.

Spesso a Maria e Gesù sono affiancati altri personaggi, come san Giuseppe (in questo caso si parla di Sacra famiglia), san Giovanni Battista (ritratto anch'egli bambino, essendo quasi coetaneo di Gesù), altri parenti di Maria quali santa Elisabetta o sant'Anna, oppure altri santi scelti per varie ragioni, ad esempio i patroni dei committenti dell'opera o della città che la ospita.

Tra le altre tradizionali raffigurazioni di Maria si possono citare la Madonna del Rosario e la Madonna Addolorata. Vi sono poi raffigurazioni ispirate a celebri apparizioni di Maria, come la Madonna di Lourdes e la Madonna di Guadalupe.

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Madonna Nera

Statua della Madonna del Soccorso (San Severo)

Una Madonna Nera è una rappresentazione (statua o quadro) della Vergine Maria, eventualmente accompagnata dal Bambino Gesù, il cui volto ha un colorito scuro, se non proprio nero. Le “madonne nere” sono molto diffuse. Ci sono diverse centinaia di madonne nere in luoghi pubblici di culto in Italia, Francia, Spagna e in molte altre nazioni.

Molte di queste madonne sono estremamente famose, come la Madonna di Loreto (presso Ancona), quella di Częstochowa in Polonia o la Virgen de Candelaria di Tenerife, patrona delle Canarie. Molti santuari di madonne nere, però, sono repliche di culti più antichi e famosi. Nel Meridione, ad esempio, sono molto diffuse le icone di Santa Maria di Costantinopoli; in tutto il mondo, poi, vi sono santuari della Madonna di Loreto, ecc. Il numero dei culti originari è quindi più ridotto.

Negli altri casi il valore simbolico dei loro volti neri resta sconosciuto per i più e misterioso anche per gli esperti, lasciando spazio a diverse ipotesi. Solo in rari casi l'indagine scientifica sul simulacro fornisce indicazioni utili: nel corso dei secoli, infatti, molte immagini sono state ridipinte più volte, alterate radicalmente nel corso di restauri o addirittura totalmente rimpiazzate o per il loro deperimento o per la perdita totale a causa di incendi, alluvioni o furti. Il culto, in genere, sembra essere molto più antico della documentazione a noi pervenuta, costringendo lo storico a cercare di fornire una valutazione critica del possibile contenuto di verità presente in resoconti leggendari.

Qualunque ne sia stata la valenza simbolica, la finalità evangelica o la giustificazione teologica, la diffusione in occidente di immagini di madonne nere è molto antica ed è spesso associata a legami con l’Oriente. Secondo la leggenda Sant'Eusebio di Vercelli, primo vescovo del Piemonte, esiliato in Cappadocia per le persecuzioni ariane, avrebbe portato in Italia (345) tre madonne nere (statue), tuttora venerate rispettivamente nei santuari di Oropa e di Crea, in Piemonte e nella cattedrale di Cagliari (quella di Crea, come altre madonne nere, si è però rivelata originariamente bianca dopo essere stata sottoposta a restauri). Molte icone bizantine, inoltre, hanno il volto scuro: dal 438 la più importante icona di Costantinopoli era la Odighitria, una madonna scura di cui erano state portate copie anche in Occidente. Molte altre icone bizantine furono portate in Italia durante il predominio dell'iconoclastia.

In realtà la diffusione delle madonne nere sembra essersi fatta particolarmente intensa all’epoca delle crociate, sia perché diversi crociati portarono in patria icone orientali, sia per l'azione di alcuni ordini religiosi (carmelitani e francescani in primis) molto attivi anche in Terrasanta e Siria, sia perché il culto di madonne scure venne diffuso in occidente dagli ordini cavallereschi, soprattutto da quello dei templari, che disponevano di proprie chiese nelle principali città europee. I templari e gli altri ordini cavallereschi erano legati alla figura di San Bernardo di Chiaravalle, che predicò la seconda crociata. San Bernardo scrisse un commento al Cantico dei Cantici, in cui la sposa nigra sed formosa, principale personaggio del libro, è considerata una delle figure femminili dell’Antico Testamento che possono essere interpretate come profezie della Vergine. Il colore scuro di alcune statue potrebbe essere stato scelto per identificare la Madonna con la donna del Cantico dei Cantici (vv. 5 e 6: “bruciata dal sole”, “scura come le tende dei beduini”). La predicazione di San Bernardo, quindi, potrebbe essere una delle cause della diffusione delle madonne nere.

Un altro importante indizio è il fatto che molte madonne nere sono attribuite a san Luca (ciò vale sia per la famosa Odighitria sia per quelle di Częstochowa, Oropa e Crea, sopracitate, sia per altre, che sono a Roma, Madrid, Malta, Frisinga (Baviera), Bologna, Bari, ecc.). Dato che sembra improbabile che l'evangelista, oltre che medico, sia stato pittore e scultore, questo riferimento a san Luca, utilizzato consistentemente in molti paesi diversi è oggi interpretato come un possibile riferimento ad alcune parole del vangelo secondo Luca, pronunciate da Simeone in occasione della presentazione al Tempio. Egli preannuncia la Passione, dicendo: “Quanto a te, Maria, il dolore ti colpirà come colpisce una spada” (Luca, 2, 35). Il volto nero delle "madonne di San Luca" indica simbolicamente che sono "madonne addolorate". Alternativamente l'attribuzione all'evangelista può essere stato un modo di rivendicare l'antichità dell'immagine e la sua fedeltà (cfr. iconografia cristiana (origini)). Nessuna delle attribuzioni a san Luca è storicamente o artisticamente attendibile.

Già nell’antichità alcune dee, come Cerere/Demetra (dal greco “ghe-mater”, cioè madre-terra) e Iside, potevano essere rappresentate con il volto scuro. L'immagine di Iside, addolorata per la tragica morte di Osiride e spesso ritratta con il grembo il figlio Horus, ha più di un motivo di sovrapposizione con il culto mariano. Anche Cerere era addolorata per la perdita di Proserpina. Il colore nero, inoltre, è quello della terra fertile, simboleggiata dalle dee. L'iconografia, quindi, della madonna nera avrebbe le sue lontane radici secondo Stephen Benko nell'antichissimo culto della Grande Madre. In alcuni santuari l'inizio del culto è attribuito al ritrovamento di una statua della madonna nera: potrebbe trattarsi (se il racconto è credibile) del ritrovamento di una statua di Iside, il cui culto si diffuse in tutto l'impero romano.

Il culto delle madonne nere, se queste ipotesi sono vere, sarebbe un esempio della politica di inculturazione, seguita dalla Chiesa cattolica e teorizzata esplicitamente in una lettera di papa Gregorio Magno nel 601, ma già applicata in precedenza.

Il culto della madonna nera ha avuto una grande diffusione a seguito di due eventi fortuiti, due naufragi che fecero approdare rispettivamente a Cagliari e a Tenerife una statua della madonna nera. Nacque così a Cagliari il culto di Santa Maria di Bonaria, che divenne patrona di tutte le navi spagnole (la Sardegna era allora catalana). Da lei prese nome anche la città di Buenos Aires, capitale dell'Argentina. A Tenerife invece la statua sarebbe stata adorata dai pagani Guanci e favorì la loro conversione al Cristianesimo. La Virgen de Candelaria divenne patrona delle Canarie, oltre che di Tenerife, ultimo porto prima della traversata atlantica, e ciò favorì la nascita di santuari analoghi (ad esempio quello di Copacabana) in tutta l'America Latina.

Monique Scheer ha posto l'attenzione sull'importanza e sul significato attribuito al colore nero della Madonna in diverse epoche con particolare riferimento alla Germania. Prima della controriforma il colore delle immagini sembra non essere neppure percepito come rilevante né dai fedeli né dai teologi. Ciò ridurrebbe la significatività delle diverse teorie, che mettono in risalto un eventuale significato esoterico collegando la pratica religiosa con riti templari/catari (cfr. Ean Begg) o con una forma di sopravvivenza del culto della Grande Madre (cfr. Stephen Benko). La controriforma, invece, ha valorizzato il colore nero come segno dell'antichità del culto mariano, in opposizione alle obiezioni protestanti. Solo verso la fine dell'Ottocento il nero è stato percepito come un attributo razziale e perciò fonte di disturbo (nasce allora il negazionismo, anche da parte di teologi, cioè l'attribuzione del colore solo a fattori fisici, che avrebbero alterato il colore originario delle immagini). In precedenza il fatto che la Madonna potesse avere un colorito scuro (così come scuro è il volto di Gesù sulla Veronica) non costituiva problema o veniva facilmente interpretato, ricordandone il significato simbolico. In un'importante predica del 1729, citata da Monique Scheer, si ricorda: «Chi non sa che il colore nero è sempre stato considerato una metafora, segno di tristezza, dolore e orrore?». L'atteggiamento dei fedeli, invece, era forse quello esemplificato da una curiosa lettera di Karl Marx alla moglie nel 1856: «Per quanto brutto sia il tuo ritratto, mi serve per il migliore degli scopi ed ora capisco perfino come mai le madonne nere, i più offensivi ritratti della divina madre, possano trovare una venerazione indistruttibile e perfino più veneratori di quanti ne hanno i bei ritratti».

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Source : Wikipedia