Maddaloni

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Inviato da david 27/04/2009 @ 16:07

Tags : maddaloni, campania, italia

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Maddaloni

Maddaloni - Stemma

Maddaloni è un comune di 38653 abitanti (dati ISTAT 2008) in provincia di Caserta, la cittadina è situata a sud-est del capoluogo, ai piedi del monte San Michele. È uno dei centri abitati più popolosi della provincia di Caserta dalla quale dista 5 km.

Il nome Maddaloni secondo gli studiosi non ha ancora una fonte certa ma le ipotesi più accreditate sono due. La prima ipotesi è che il nome sia ispirato alla Maddalena, assumendo che esso fosse tradotto in dialetto come Matalune. La seconda ipotesi è che il nome della città derivi da un nome longobardo: Matalo o Madalo. Un'ultima ipotesi vorrebbe che il nome derivi, dal medioevo, da "Mezza Luna", descrivendo così la forma che è andata assumendo l'espansione del centro abitato rispetto alla collina che sorge dietro di esso.

La città di Maddaloni è uno dei maggiori centri religiosi della Provincia di Caserta infatti in passato era chiamata "la città delle venti cupole", date le sue numerose chiese. Ciò testimonia che la stragrande maggioranza dei cittadini sia Cattolica, ma sono molto attive anche comunità di Testimoni di Geova e di Evangelici .

All'altezza di 427 m si trova questo magnifico Santuario che è anche uno dei luoghi più suggestivi della città ; secondo fonti accertate il santuario era presente già nel 1113 .

Una delle testimonianze del florido periodo maddalonese. Da citare sono le splendide opere che si trovano all'interno della Chiesa , ma le opere di maggior rilievo sono l'altare disegnato dall'architetto Luigi Vanvitelli e il campanile di scuola Vanvitelliana.

La più antica istituzione scolastica della provincia casertana , il Convitto nasce grazie a Giuseppe Bonaparte che emana una legge nel 1807 . La struttura trova residenza a Maddaloni nel soppresso monastero dei Conventuali . Tra i suoi allievi piu famosi è da citare Luigi Settembrini che frequentò l'istituto dal 1821 al 1827 .

Importante museo della provincia di Caserta, raccoglie per la maggior parte reperti dell'antica Calatia. Il museo ha una superficie utile di circa 650 mq distribuita su tre livelli e precisamente piano terra, primo e secondo piano. Il piano terra ha una funzione polivalente che varia dall'utilizzo dell'ambiente a sala per conferenze, proiezioni, laboratorio didattico e, all'occorrenza, anche come spazio espositivo per mostre.

E’ situato all’interno del Casino ducale dei “Carafa della Stadera”, masseria fortificata del XVI secolo, che fu una delle residenze principali di questa famiglia, il cui meraviglioso stemma domina la volta del portone d'entrata. La mostra riguarda tre temi principali: il territorio, la città e la necropoli. Nelle cinque sale del museo sono esposti numerosi e preziosi reperti utili a ricostruire la vita quotidiana che si svolgeva nell’antica città di Calatia a partire dall' VIII secolo a.C. Il percorso è autodidattico e studiato anche per persone disabili. Attualmente il cortile interno ospita una fedele ricostruzione di una domus che è stata oggetto di studio da parte della S.U.N. ed una mostra relativa alle fasi di scavo in essa condotte ed i vari reperti recuperati.

Una delle chiese più antiche di Maddaloni custodisce un meraviglioso santuario gotico con affreschi di scuola locale degli inizi del XV sec. Rappresentano un Cristo pantocratore, l'Annunciazione e la Crocifissione.

Un dedalo di viuzze in cui si respira un'aria d'altri tempi. Lontano dal traffico cittadino, gli stretti vicoli del Borgo dei Formali, inaccessibili alle autovetture, consentono di passeggiare serenamente in un contesto che conserva una forte impronta medievale, con scorci panoramici mozzafiato che affacciano sulla Terra di Lavoro, accompagnati dal canto di merli e cardellini o dalle grida dei ragazzini che spensierati giocano in strada. Degni di nota sono l'Antro di Matalo, cavità artificiale utilizzata in tempi remoti per l'estrazione della pietra calcarea, ed il Mulino Ducale, realizzato dal duca Domenico Marzio Carafa alla fine del seicento, con il suo acquedotto e le vasche di raccolta dell'acqua ed una architettura secentesca che lo ha reso soggetto a vincolo architettonico da parte del Ministero dei BB.CC.

La biblioteca comunale di Maddaloni fu istituita il 1° Marzo 1969. Il Patrimonio librario è di circa 17.000 volumi. Le testate giornalistiche sono 57 tra quotidiani e periodici. Nella sala convegni si svolgono molte attività culturali organizzate sia dalla biblioteca che da altri organismi.

La Clinica San Michele è una struttura attiva da 50 anni. La sua apertura fu voluta dal dott. Giuseppe Barletta.

Fondata nel 1947 da don Salvatore d'Angelo, oggi la gestione di tale struttura è affidata ai Legionari di Cristo. Il complesso è situato nell'antica residenza dei Duchi Carafa.

Importante piattaforma logistica e di stoccaggio a livello continentale, è il quinto interporto italiano per importanza su nove in totale.

Il territorio di Maddaloni è direttamente collegato con la Tangenziale di Caserta che attraversa tutto il capoluogo e il suo hinterland.

Nella stagione 2008/2009 la città ha una rappresentanza in C2 ovvero la Virtus Maddaloni.

Dalla stagione 2004-05 alla stagione 2006-07 ha avuto una squadra nel campionato di A1 donne di basket, il Kalati, giunta alle semifinali di FibaEurope Cup nel 2005-06, nella stessa stagione ha inoltre partecipato ai play-off scudetto uscendo ai quarti. Quintetto base della stagione dei record: Anna Zimerle (playmaker), 'Rosi' Sanchez (guardia), Anna Vicenzetto (ala piccola), Planette Pierson (ala grande), 'Mama' Dantas (pivot). Inoltre ha una squadra di basket maschile, l'Artus Maddaloni, che dalla stagione 2002/03 milita ininterrottamente in B2. Il sodalizio annovera tra le sue file atleti quali Davide Serino,Pablo Enrique Albertinazzi,Dario D'Orta,Di Lauro e il capitano Carlos Mainoldi.

La squadra locale è la A.S.D. Maddalonese. Dopo avere rischiato il fallimento verso la metà degli anni '90, ora la squadra è iscritta al campionato di Promozione. L'allenatore è Michele Ferraro, ex giocatore nella stessa squadra maddalonese.

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Valle di Maddaloni

Valle di Maddaloni è un comune di 2.556 abitanti della provincia di Caserta.

Nel comune di Valle di Maddaloni si trovano i Ponti della Valle, un Acquedotto Carolino costruito da Luigi Vanvitelli per portare l'acqua dalle fonti del Monte Taburno fino alla Reggia di Caserta.

Oggi sono riconosciuti tra il patrimonio dell'umanità UNESCO.

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Centro Diana Maddaloni

L'Associazione Sportiva Centro Diana Maddaloni è la principale società di pallacanestro femminile di Maddaloni (provincia di Caserta). Milita in Serie B d'Eccellenza, campionato in cui nel 2007-2008 ha raggiunto i play -off.

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Caserta

Panorama di Caserta

Caserta è una città di circa 80.000 abitanti (circa 120.000 l'area urbana e oltre 415.000 l'area metropolitana), capoluogo dell'omonima provincia della Campania e terzo capoluogo dopo Napoli e Salerno per numero di abitanti. Sorge nell'entroterra campano meglio specificata nella piana del Volturno ed è celebre in tutto il mondo per la maestosa Reggia costruita nel Settecento dall'architetto Luigi Vanvitelli.

Nella classifica dell'Ecosistema Urbano 2009 stilata da Legambiente, risulta al 37° posto su 103 capoluoghi d'Italia, prima per qualità della vita tra le città della Campania, distanzando le altre quattro province, e seconda in tutto il sud Italia dopo Cagliari.

Il comune comprende il capoluogo e ben 23 frazioni, tra cui San Leucio, famosa per la seta e per il già Real Belvedere, ed il Borgo medioevale di Casertavecchia col suo castello e il Duomo del 1100 di stile arabo-romanico. Ha un'importante area industriale che gravita intorno all'uscita autostradale di Caserta sud.

Il nome Caserta deriva dal latino Casa Irta, toponimo che viene fatto derivare dalla circostanza che l'antico centro urbano (l'attuale Casertavecchia) sorgeva, durante il medioevo e fino al XVIII secolo, in posizione elevata rispetto alla pianura circostante.

Caserta si trova ad un'altezza di 68 metri s.l.m. ed ha una superficie comunale di 56 km². Considerando solo il territorio del comune di Caserta, gli abitanti sono circa 80.000, ma tutta l'area "metropolitana" casertana comprende oltre 400.000 abitanti.

La città è posta nella pianura Campana alle falde dei primi rilievi subappenninici della Terra di lavoro, in una posizione strategica in quanto sull'asse della principale autostrada italiana, la A1, che congiunge Milano, Roma e Napoli.

Nella provincia di Caserta si trova la zona pianeggiante più estesa della regione e di ciò risente anche il clima.

La parte che va dalla costa sino ai primi monti che circondano il capoluogo, risente dei benefici influssi del mare, che si fanno sentire soprattutto in inverno con temperature miti e maggiore umidità (e conseguente clima moderatamente afoso nei mesi estivi). Durante la stagione estiva, invece, questa zona risulta una delle più calde della Campania, con temperature massime spesso superiori ai 30°e punte di 36°-38° anche in annate non eccezionalmente calde e nelle località di pianura (storica l'ondata di caldo dell'agosto 2007, con oltre 40°registrati presso la stazione meteorologica di Caserta, in questo caso però con un basso tasso di umidità dovuto ai venti di caduta).

L'inverno nella piana casertana nel complesso è mite (la stazione meteo di Caserta, situata nel centro cittadino, fa registrare circa 13° nella media delle temperature massime di gennaio), ma non sono da escludere periodi di freddo intenso (per citare qualche esempio recente, relativamente rigido risultò il bimestre dicembre 2001-gennaio 2002, con un breve episodio nevoso), con minime sporadicamente sotto lo zero anche nel capoluogo.

L'indice di nevosità è comunque uno dei più bassi d'Italia, assai più trascurabile che in città italiane situate alla medesima latitudine, come ad esempio Bari, peraltro meno piovose (il versante tirrenico si trova sottovento rispetto alle incursione di aria continentale da est rispetto al versante adriatico). L'unico episodio nevoso con accumulo in tempi recenti risale al dicembre 2007, ma si trattò di pochi centimetri, mentre per trovare accumuli più significativi bisogna risalire al biennio 1985-86.

Assai diverso rispetto alla costa ed alla pianura casertana è il microclima dell'area matesina. La zona interna della provincia è infatti caratterizzata da numerosi rilievi sia collinari che montuosi e spesso sono investiti dalle correnti fredde da Nord-Est apportatrici di forti diminuzioni della temperatura con nevicate in inverno. La zona del Matese è una delle più piovose e nevose della regione.

La città di Caserta ha origini antiche.

Il centro cittadino esisteva già in epoca longobarda e si era formato attorno ad una torre di avvistamento e di difesa oggi integrata nel palazzo della Prefettura, un tempo palazzo dei conti di Caserta e residenza reale (dopo la vendita dei beni dei conti a Carlo III di Spagna). Infatti l'attuale centro cittadino, situato intorno a piazza Vanvitelli, allora piazza del mercato, era chiamato Torre, proprio per la presenza della costruzione longobarda che si situa nell'angolo nord occidentale della stessa.

Quindi, nonostante la perfetta simmetria nelle strade, quasi a ripetere la struttura delle città romane e la concezione di città tipica dell'Illuminismo, l'attuale città di Caserta esisteva già da tempo ed era già sede comunale e sede di cattedra vescovile. Il nucleo cittadino, infatti, si era trasferito qui nel XVI secolo, in quello che era chiamato la Torre, spostandosi da Casertavecchia, dopo qualche secolo seguì l'esempio anche il vescovo, che prese dimora nel borgo di Falciano, in un edificio poi adibito a caserma (oggi noto come ex Caserma Sacchi).

La città era nota per il suo mercato e per il palazzo degli Acquaviva, conti di Caserta, che la ereditarono nel 1511 dai conti della Ratta e che avevano ampliato la torre con un edificio rinascimentale fortificato e con un giardino che aveva entusiasmato diversi viaggiatori del XVI e XVII secolo.

In epoca medioevale il centro di Caserta era l'attuale Casertavecchia, posta a 401 metri di altezza. Importante centro vescovile, con un Palazzo del Vescovo, un duomo con annesso campanile ed una cupola di stile siculo-arabo-romanico che si suppone fatta costruire intorno al 1100, mentre risale al 1200 circa la costruzione della Chiesa dell'Annunziata. Casertavecchia, con la costruzione della Reggia, perse sempre più importanza, in quanto si trasferirono nella città nuova la gran parte delle attività commerciali e da ultimo la sede vescovile, che trovò alloggio in una palazzo situato nell'attuale Corso Trieste.

Alla morte di Anna, ultima erede degli Acquaviva, il feudo passò nelle mani dei Caetani che, indebitatisi enormemente, furono costretti a vendere i possedimenti ai Borbone di Napoli. Questi, in particolare il suo Re Carlo III, pensarono di costruirvi la reggia borbonica, a partire dal 1750.

L'esigenza del Re di Napoli di costruirsi una nuova reggia aveva un triplice motivo. In primis il Re aveva la necessità di costruirsi una residenza che fosse più lontana dal mare rispetto al Palazzo Reale di Napoli, per mettersi in salvo in caso di attacco da parte della flotta francese. In secondo luogo, il Re coltivava da tempo il desiderio di costruirsi una residenza estiva per il riposo. Inoltre, come terza motivazione, era mosso da un impeto di orgoglio e infatti ordinò al Vanvitelli di costruirgli una residenza che per bellezza, imponenza e maestosità, fosse superiore a tutte le altre europee. Obiettivo questo che, a detta di molti, avrebbe poi raggiunto con la costruzione della Reggia di Caserta.

Il vecchio giardino degli Acquaviva (il cosiddetto "Bosco Vecchio") diventò il nucleo principale dell'attuale parco della Reggia, oggi uno dei più grandi parchi urbani del mondo con una lunghezza di 2,5 km. Un Parco pieno di fontane scenografiche, cascate, laghi, immensi prati, boschi fitti oggi a disposizione dei cittadini di Caserta che vi hanno accesso gratuito.

Sul finire del 1700 il Re Ferdinando IV fece costruire in località San Leucio una residenza reale con annessa una fabbrica adibita alla produzione della seta. Accanto al Palazzo del Belvedere, con sul retro un affascinante giardino all'italiana e con davanti la vista mozzafiato sulla piana di Caserta e sul Golfo di Napoli, il Re fece costruire i quartieri San Carlo e San Ferdinando, destinati agli operai della fabbrica della seta. Il Re emise anche un famoso editto nel quale in pratica sognava la costituzione ( da qui l'utopia ferdinandea) di una sorta di società perfetta, chiedendo ai cittadini di San Leucio l'abolizione di ogni forma di lusso e assoluta uguaglianza economica. Insomma una società che, nella mente del Re, doveva essere auto sufficiente, vivere producendo la pregiatissima seta che poi farà il giro del mondo e oggi riveste le pareti del Quirinale, della Casa Bianca e di Buckingham Palace.

Verso la fine dell'ottocento e l'inizio del ventesimo secolo, Caserta si presentava come un piccolo borgo concentrato per lo più intorno alla Reggia.

La via principale che vantava Caserta si chiamava Corso Campano, poi divenuto Corso Umberto I e che oggi si chiama Corso Trieste ed è la strada che collega il Monumento ai Caduti con Piazza Carlo III e dunque la Reggia. Lungo 1130 metri, era già allora ritenuto uno dei più bei corsi d'Italia, con bottiglierie importanti e negozi di primo ordine ed era ben illuminata da ottanta fanali a gambe.

Dalla seconda guerra mondiale Caserta esce a pezzi, dilaniata nel suo cuore antico e tutta da ricostruire. Tra gli anni sessanta ed ottanta un boom edilizio ha portato alla formazione dell'attuale città, molto più estesa, che poi ha continuato a crescere fino ai nostri giorni.

Sono così nati quartieri residenziali con buona qualità della vita grazie ad una edificazione di tipo estensivo (esempio ne è il Parco Gabriella, ancora oggi tra i quartieri migliori della città), ma al contempo c'è stata pure una edificazione intensiva con la nascita di zone eccessivamente abitate e con pochi spazi verdi (ne è un esempio la zona Ex 167 - Parco degli Aranci).

Nella città di Caserta è possibile individuare dodici quartieri principali che coprono gran parte del territorio cittadino.

Se stando alle statistiche nel Comune di Caserta risultano circa ottantamila abitanti, bisogna altresì dire che l'area metropolitana della città, costituita da un numero cospicuo di centri i cui abitanti per mille ragioni finiscono per gravitare sul capoluogo, conta oltre quattrocentomila abitanti facendo della zona di Caserta una delle più densamente popolate dell'intera regione Campania subito dopo l'area metropolitana di Napoli. L'area metropolitana di Caserta, oltre al comune capoluogo comprende i comuni di San Nicola la Strada, Casagiove, San Marco Evangelista, Marcianise, Casapulla, Recale, San Prisco, Curti, Santa Maria Capua Vetere, Maddaloni, Capua, San Tammaro, Castelmorrone, Portico di Caserta, San Felice a Cancello, Valle di Maddaloni. Tutti questi Comuni, molti dei quali oltre i trentamila abitanti, sono legati a Caserta senza soluzione di continuità. Inoltre, molti di essi non avendo nè istituti scolastici superiori nè una vera area commerciale di negozi, sono ancora più legati al centro di Caserta nel quale finiscono ogni giorno per confluire per ragioni lavorative, di studio o di svago.

L'idea che si è fatta spazio negli ultimi anni è quella di far conoscere una Caserta oltre la Reggia, ovvero una città che, a dispetto di quanto si possa pensare, ha oltre la sua straordinaria Reggia, un enorme patrimonio storico culturale da far conoscere. Un patrimonio nel quale rientrano a pieno tiolo il Belvedere di San Leucio (inserito con la Reggia nella lista dei monumenti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco), il Borgo Medioevale di Casertavecchia col suo Duomo del 1100 e il Castello della stessa epoca e poi ancora un numero consistente di Chiese e altri luoghi di rilevanza storico- culturale che necessitano solo di essere inseriti nei circuiti turistici. Anhce sotto l'aspetto museale, Caserta è uan città sempre più ricca. Basti pensare che dopo i consolidati Musei dell'Opera, Terre Motus, della Seta, negli ultimi anni hanno aperto i Musei delle Cere, d'Arte Contemporanea e Diocesano che hanno arricchito l'offerta turistica della città oltre il triangolo storico Reggia- Casertavecchia- San Leucio. Anche il circondario di Caserta è molto ricco in questo senso, basti pensare all'Anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere a soli 6 km da Caserta, per dimensioni secondo solo al Colosseo di Roma e al Museo Campano di Capua o ancora alla Basilica di San'Angelo in Formis o alla Reggia di Carditello. Il progetto al quale si lavoro da tempo, ma finora senza grossi risultati, riguarderebbe la creazione di un percorso turistico che includa tutti questi siti inducendo così i turisti a soggiornare di più nel casertano con notevole effetto benfico per alberghi, commercianti e ogni altra struttura ricettiva.

La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese. Il complesso del palazzo reale, con i suoi giardini lunghi circa 2,5 km, è uno dei più grandi d'Europa. All'interno del Parco della Reggia i casertani, che insieme agli abitanti dei comuni contigui di Casagiove e San Nicola la Strada hanno accesso gratuito, sono soliti praticare jogging o semplicemente pedalare in bicicletta, mezzo necessario per spostarsi all'interno dell'immenso parco. È possibile inoltre fittare biciclette e risciò all'interno del parco stesso oppure fare un gira in carrozzella. L'unica nota stonata nel maestoso complesso vanvitelliano è data dal fatto che spesso sale importanti del Palazzo sono chiuse ai visitatori ai quali viene negata anche la possibilità di visitare la Cappella Palatina e il Teatro di Corte per strane ragioni di ordine pubblico difficili da comprendere.

Sul lato ovest della reggia esiste la chiesa di San Francesco di Paola che fa parte di un complesso un tempo convento dei Frati Minimi, fondato nel 1605 da Andrea Matteo Acquaviva, oggi ospedale militare. Qui vi sostò papa Benedetto XIII nel 1727 e qui è sepolto Luigi Vanvitelli. In quest'ultimo caso, tuttavia, non è stabilito con certezza in quale parte della chiesa sia avvenuta la tumulazione.

L'utopia di Re Ferdinando di dar vita da una comunità autonoma (chiamata appunto Ferdinandopoli) lascia a Caserta il bellissimo Belvedere di San Leucio, i suoi appartamenti reali, il giardino all'italiana e l'annesso Museo della Seta, dove è possibile visitare i macchinari del settecento col quale si tesseva la seta diventata famosa in tutto il mondo tanto da arrivare ad arredare la Casa Bianca, Buckingham Palace e il Quirinale. Da dieci anni nei mesi di giugno e luglio si tiene presso il Teatro dei Serici del Belvedere il Leuciana Festival che in pochi anni è riuscito a catalizzare l'attenzione di migliaia di persone divenendo uno dei festival più prestigiosi della regione.

A 401 metri di altezza c'è l'antica Caserta, attuale Casertavecchia, un borgo interamente medioevale dal quale si ammira una vista mozzafiato dell'intera città dall'alto. Una passeggiata a Casertavecchia è come un tuffo nella storia. Di pregevole interesse sono il Duomo dedicato a San Michele Arcangelo (proprio come la cattedrale nella Caserta nuova) dell'XI secolo, la contigua Chiesa dell'Annunziata, e il Castello Medioevale con la Torre. Nel borgo a settembre si tiene da quasi 40 anni il Settembre al Borgo, manifestazione culturale di rilievo nazionale. Numerosi ristoranti e caffetterie attirano fiumane di turisti specialmente nei fine settimana di primavera ed estate.

Dopo la tappa obbligata al triangolo Reggia- San Leucio- Casertavecchia, il quarto grande polo d'attrazione turistica di Caserta è dato dalla visita al Complesso di Sant'Agostino e a tutto il centro storico dove sono presenti musei e chiese di notevole interesse artistico. Da visitare c'è il Complesso conventuale, costruito nel 1441, ad opera dei Padri Agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Comprende un Chiostro con annesso convento, la Chiesa di Sant'Agostino e il Museo delle Cere gestito da privati negli spazi del Convento( quest'ultimo è tuttavia in procinto di trasferirsi presso il Belvedere di San Leucio) Nel 175O Luigi Vanvitelli apportò alla Chiesa molte modifiche utilizzando parte dei materiali utilizzati nella costruzione della Reggia. La chiesa di S. Agostino è diventata poi la Parrocchia di S. Sebastiano in seguito all'incendio della chiesa del santo patrono della città. La chiesa è ad un'unica navata, con prònao e nicchie laterali non molto profonde. In una delle nicchie è esposta la statua di S. Sebastiano, opera in legno scolpita nel 1992 dallo scultore PauI Morder Doss di Ortisei in provincia di Bolzano. Caratteristiche sono le "gelosie" poste nel presbiterio e nelle parti laterali. La chiesa inoltre conserva opere di Giacinto Diano, di Domenico Mondo, di Bardellino e di Antonio Dominici. Da maggio il Complesso di Sant'Agostino, terminati i lavori di restyling, diventerà un vero e proprio Polo culturale e museale che comprenderà, oltre alla Chiesa, al Chiostro del 1440 anche il Museo Civico d'Arte Contemporanea di Caserta ( per ora ospitato in alcuni locali del Belvedere di San Leucio) completo di mediateca e biblioteca storica, il Museo delle feste e delle tradizioni, una sala espositiva, laboratori dedicati alla pittura, alla scultura e alla recitazione, e ancora una emeroteca, la Casa delle associazioni e l'Università della Terza età. In tal modo il Polo culturale e museale di Sant'Agostino, allocato in una delle strutture più antiche e centrali diventerà di fatto, insieme a tutto il centro storico di Caserta ( dove da visistare c'è il bel Duomo dedicato a San Michele Arcangelo con a fianco la notevole cappella di San Giovanni e il Museo diocesano con reperti del 1300), il quarto grande attrattore turistico della città, dopo la Reggia, il Belvedere di San Leucio e il Borgo Medioevale di Casertavecchia.

La Cappella Palatina si trova all'interno della Reggia di Caserta, anche se per accedervi non è necessario entrare negli appartamenti reali. Per formazione si ispira alla Cappella della Reggia di Versailles. Fu inaugurata nel Natale del 1784 nel corso della messa di mezzanotte celebrata in presenza del Re Ferdinando IV. La tribuna reale è decorata da semicolonne e ad essa ai accede tramite una scala a chiocciola. Nell'abside è posta una grande pittura di Giuseppe Bonito raffigurante l'Immacolata Concezione. La Cappella, specie nel periodo natalizio, diventa location per concerti di musica lirica e classica in genere. Spesso vi si tiene il Gran Concerto di Capodanno, quando lo stesso non è organizzato nel Teatro di Corte.

È situato nell'omonima piazza nella quale è presente anche un monumento alla Madonna, e riveste una importanza notevole per i casertani visto che Sant'Anna è la copatrona della città insieme a San Sebastiano. La chiesa, divenuta Santuario proprio per la venerazione di Sant'Anna, purtroppo fu in parte distrutta durante la seconda guerra mondiale. Resta la parte inziale di stile ottocentesco e una imponente facciata, mentre il resto della costruzione interna è in chiave moderna. A fine luglio per le vie della città, esattamente il giorno 26, si effettua una processione in onore della Santa, la cui statua si trova nel Santuario stesso.

È un Santuario risalente al 1500 circa con la facciata rifatta sul progetto del Vanvitelli sul finire del 1700. Si trova nella frazione di Centurano ed è noto per la devozione a Santa Lucia, la cui statua si trova nel Santuario stesso.

La Cattedrale di Casertavecchia è senza dubbio l'edificio religioso più bello e importante della città di Caserta. Esso si trova nel Borgo medioevale di Casertavecchia, oggi frazione di Caserta e fu fatto costruire a partire dal 1113 dal vescovo Rainulfo e terminato nel 1153. Esso rappresenta uno degli episodi più felici di architettura romanica campana giunti fino a noi e ha un altissimo valore artistico e storico per via dei diversi stili coi quali è stato edificato, ovvero lo stile siculo, quello normanno, quello arabo e infine quello romanico. La facciata a spioventi è caratterizzata da tre ampi portali che presentano sculture zoomorfe. Il prospetto meridionale è decorato con losanghe marmoree, mentre il lato opposto è caratterizzato da forme ellittiche. Tra il 1206 e il 1216 fu aggiunto il transetto a tre campate. Il tiburio è stata eretto circa un secolo dopo, nella metà del 1200 e presenta influssi siculo- musulmani che la accomunano alla Cattedrale di Salerno dello stesso periodo. L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina in cui le tre navate sono separate da 18 colonne di spoglio sovrastate da archi a tutto sesto. Si accede al transetto attraverso un arco a sesto acuto, la zona absidale si articola in tre absidi. Sull'altare è presente un crocifisso ligneo del 1500. Le colonne e i capitelli ionici, corinzi e compositi, tutti diversi l'uno dall'altro provengono da antichi edifici di età romana. Nella piccola Cappella trecentesca sono rimasti integri gli affreschi e in una nicchia nel muro perimetrale della chiesa la scultura policroma di Maria Santissima Regina. Tra la navata e il transetto è integro anche un affresco del 400 di influenza senese che rappresenta la Vergine col Bambino.

San Francesco di Paola si trova nelle vicinanze della reggia di Caserta (precisamente in via San Francesco, Casagiove) ed è ritenuta a ragione il luogo di sepoltura dell'architetto Luigi Vanvitelli, progettista della famosa Reggia di Caserta. La chiesa e il convento furono fondati nel1606 da parte dei Padri dell'ordine dei Minimi, grazie alla generosità del principe Andrea Matteo Acquaviva che concesse terreni e rendite. L'importanza del convento accrebbe in occasione della visita di Papa Benedetto XIII nell'anno 1729, il Pontefice soggiornò in quel luogo per due giorni. L'altro episodio che conferì notorietà al luogo in questione fu la sepoltura dell'insigne architetto nel 1773 ma solo nel 1879, grazie all'iniziativa del Presidente del Collegio degli Ingegneri, fu apposta una lapide che ricordasse l'evento. Dal 1813 al 1816 i locali del convento furono utilizzati come sede di Gendarmeria, nel 1821 Ferdinando I decise di utilizzarlo come ospedale per gli abitanti della vicina colonia di San Leucio, nel 1830 però il Re cedette completamente l'ospedale ai gendarmi. Nel 1835 quel luogo divenne sede dei Lancieri e di una fabbrica di scialli di lana, questa destinazione fu mantenuta sino al 1840. In quell'anno ci fu un nuovo ed ultimo riutilizzo, come Ospedale militare per conto del Ramo di Guerra.

Centro e cuore dell'Opera Salesiana di Caserta è la Chiesa intitolata al Cuore Immacolato di Maria, sita in via Don Bosco. La sua costruzione, come quella di tutta l'Opera, fu finanziata dalla signorina francese M.lle Marie Lassere. Questa voleva onorare la principessa Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, Re delle Due sicilie, alla quale era legata da affetto materno. Quest'opera la volle in favore dei giovani di Caserta, dove la Principessa era nata. La Chiesa fu inaugurata il 15 dicembre 1898 dal Vescovo di Caserta Mons. Gennaro Cosenza, alla presenza del Beato Michele Rua, successore di San giovanni Bosco. La Chiesa ha dignità di Santuario, in quanto aggregata alla Basilica Vaticana con decreto del 18 luglio 1922. Sull'altare maggiore è collocato l'imponente dipinto che Don Bosco commissionò al pittore Bonetti nel 1869 per il Santuario di Maria Ausiliatrice di Torino e poi donato a Caserta dal suo fedele Don Rua.

È una Abbazia benedettina di stile romanico situata ai peidi del Monte Virgo nel territorio di Piedimonte di Casolla, frazione di Caserta, dove gli abati praticavano l'attività di 'ora et labora'. Annessa vi è la Chiesa di San Pietro della stessa epoca. Negli ultimi anni la struttura è stata recuperata e vi si svolgono incontri culturali.

Risale al 1600 circa l'edificazione di un convento dei frati cappuccini in località Puccianiello, oggi altra frazione di Caserta. La costruzione si deve ad un principe Acquaviva e consisteva di 36 celle, una famosa biblioteca e un orto- giardino. Oggi resta la struttura in gran parte conservata anche se si è in attesa di un recupero dell'intero stabile per farne un centro culturale. Annessa la chiesetta dedicata a San Francesco d'Assisi.

L'attuale edificio della Cattedrale di San Michele Arcangelo si trova su di una precedente chiesa dedicata all'Annunziata, facente parte del convento del Carmine, nella attuale irregolare Piazza del Duomo.

La ristrutturazione si era resa necessaria in quanto la costruzione era stata invasa dall'ampliamento delle cappelle della vicina chiesa dell'Annunziata avvenuto nel corso del Settecento. La maggiore ristrutturazione risale al 1820 circa. Lo stile degli interni è puro barocco. La chiesa a tre navate è impreziosita dalla presenza di diverse tele del seicento.

Il progetto originiario si deve all'architetto Giovanni Patturelli, poi fu modificato da Pietro Bianchi ed inaugurata nel 1832. La facciata principale è caratterizzata da una ampia scalinata in pietra di Bellona e si articola in due ordini. Le due nicchie presenti nella parte alta della facciata ospitano le statute in gesso di San Michele Arcangelo a sinistra e San Sebastiano a destra. I tre portali di ingresso conducono ad una struttura a tre navate scandite da colonne. La copertura della navata principale è costituita da cassettoni decorati in stucco. Tra la navata e il transessto si trova l'opera di Luigi Taglialatela 'Trionfo di San Michele Arcangelo sul Demonio'. La fascia che corre sul colonnato della navata principale è decorata con affreschi che rappresentano gli Angeli, il Battesimo di Gesu, la Resurrezione e la Sacra Famiglia. Le navate laterali ospitano una serie di altari dedicati a San Francesco, al Sacro Cuore di Gesu, a San Giuseppe, a Sant'Anna (copatrona di Caserta), al Crocifisso. La zona dell'abside è invece affrescata con la Tavola dei dodici apostoli e alcuni episodi biblici.

Chiesa fatta costruire nel quartiere Vaccheria adiacente a San Leucio dal Re Ferdinando IV che attinse ai suoi fondi personali. I lavori iniziati nel 1803 dall'architetto Collecini, furono terminati due anni dopo, nel 1805 dall'architetto Patturelli a causa della morte del Collecini. La facciata è in stile neoclassico in tufo piperno con due campanili ai lati. Anche l'interno è in stile neoclassico, a croce latina e con tre altari di pregiatissimo marmo.

Tra le più antiche della città, è di notevole interesse per il pregevolissimo altare di marmo del 1770, tra i più belli della scuola vanvitelliana e costituito da marmi di Carrara e di origine africana. La Cappella si trova alla destra della Cattedrale di Caserta, sempre in Piazza Duomo.

Piccolo gioiello nel cuore di Caserta datato anno 1636, come si legge all'ingresso.La Chiesa ha anche un valore storico in quanto nelle sue adiacenze, il 1 ottobre 1860, vi fu uno scontro tra le forze borboniche ed i garibaldini.

Il complesso fu ampliato e trasformato nel corso dei secoli prima dai Conventuali (XVII secolo) e poi dai Carmelitani (XVIII secolo) fino a che soppresso nel decennio francese, fu incamerato nei beni della Reale Amministrazione del Sito di Caserta ed affidato ai padri Liguorini con Decreto Regio del 30 luglio 1823.

Chiesa situata nella popolosa frazione di Centurano, è una costruzione risalente al XII secolo, come riferisce la bolla di Papa Alessandro III del 1178. La facciata della chiesa è caratterizzata da un impagninato molto semplice, sul quale vi sono un grande portale in pietra chiara e un timpano trangolare con all'interno un bassorilievo in stucco oltre ad un finestrone sovrastante. La torre campanaria, che termina con una bifora, è suddivisa in tre registri. L'interno della chiesa è a navata unica con un pregevole paliotto e la mensa in marmo su colonnine.

Nella frazione di San Leucio si trova l'Arco Borbonico, da sempre la porta del Belvedere. Risale al 1600 circa quando era l'ingresso della proprietà feudale dei principi Acquaviva e questo testimonia di una preesistenza rispetto alla costruzione delle seterie realizzate nel settecento. L'Arco è alto 13 metri e largo 9, caratterizzato da un unico fornice, scandito dal bugnato rettangolare in travertino e sottolineato da due paraste. L'architrave è sormontato dallo stemma borbonico che troneggia con ai lati due leoni dello scultore Brunelli.

Si tratta di un Arco di Trionfo in marmo bianco fatto costruire in epoca fascista per celebrare gli eroi della prima guerra mondiale. Sulla cima dello stesso è presente una statua rappresentante la Libertà e la Vittoria. Dopo anni di trascuratezza, negli ultimi tempi è diventato un luogo di aggregazione e identificazione dei casertani. Si trova all'imbocco di Corso Trieste.

È una statua posta su di una base di pietra rappresentante l'Agricoltura, per secoli la principale attività di quella che una volta veniva chiamata la Campania Felix. Si trova in Piazza Gramsci davanti all'ingresso dei Giardini della Flora.

È la statua raffiguarante l'archiettetto Luigi Vanvitelli, progettista della Reggia di Caserta. Il Vanvitelli è raffigurato con la mano destra ad indicare il Palazzo Reale e con la sinistra a stringere i suoi progetti. È stata fatta costruire dallo scultore Onofrio Buccini ed inaugurata nel 1879. Si trova nella piazza omonima, una delle principali della città di Caserta.

È una scultura in pietra inaugurata pochi anni fa e realizzata dall'Inail proprio di fronte alla sede stessa in piazzale Maiorana ed è dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro. Un' opera dal valore simbolico molto forte in una zona d'Italia dove il lavoro nero è ancora molto diffuso.

A Caserta sono presenti diversi palazzi di notevole importanza architettonica e storica che coprono diverse epoche, dal 1500- 1600 circa fino al settecento ed ottocento, oltre alcune costruzioni in stile liberty.

Imponente costruzione risalente al 1500 circa dotata di 150 stanze. È stata la residenza ufficiale della nota famiglia di Principi Acquaviva, che poi la cedettero a Carlo di Borbone Re di Napoli. Durante la costruzione della Reggia di Caserta, la famiglia Reale di Napoli alloggiava in questo Palazzo, il cui giardino è oggi la parte più vecchia dell'immenso Parco della Reggia. Nel corso dei secoli ha subito radicali modifiche. Si trova in Piazza Vanvitelli e oggi ospita la Prefettura e la Questura di Caserta.

L'edificio è stato costruito nel 1775 su committenza del marchese Lorenzo Paternò per il figlio Vincenzo, Progettista l'architetto Gaetano Barba. È sito in via San Carlo, una delle strade più antiche del capoluogo e da poco è stato completamente ristutturato.

Il palazzo al Boschetto, di rilevante interesse storico-artistico, costituisce una rara e preziosa testimonianza della Caserta preborbonica. È sito in via Passionisti (ex Intendenti).

Fatto costruire dal borghese Raffaele Leonetti nel 1796, si trova in Piazza Vanvitelli, ex Piazza del Mercato. IL primo architettuto fu Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi. Poi l'opera fu completata dall'architetto Domenico Ferrara. La facciata principale è in stile neo- classico. L'ingresso al giardino è caratterizzato da due bei padiglioni cinesi.

Imponente costruzione sita nella centralissima Via Roma, è datata anno 1926 e costruita dall'ingegnere Luigi Fabricat. L'edificio, con prospetto simmetrico severo, è costriuto secondo lo stile in voga tra le due grandi guerre. L'ingresso è evidenziato da un ampio balcone che poggia su colonne binate.

La costruzione a ferro di cavallo e dotata di un lungo porticato in stile neo classico, si trova nell'attuale Piazza Matteotti, meglio conosciuta dai casertani come Piazza del Mercato. la struttura in origine è quella di una piazza chiusa con tre maestosi accessi sulla strada esterna.

Perfetto esempio di stile neo classsico con qualche vago richiamo al barocco. E' situato nella centralissima Piazza Vanvitelli e ospita la sede provinciale della Banca d'Italia. Il palazzo, dalla facciata che si sviluppa in lunghezza più che in altezza, ha un grande ingresso principale mentre la parte superiore si conclude in una forma triangolare all'interno della quale vi è un orologio.

Si tratta di un edificio situato nel tratto di Corso Trieste che collega Piazza Dante ai Giardini della Flora. Chiamato così perché la sua facciata presenta quattro colonne, due per ogni lato. La sua edificazione risale al 1700 circa ed ha una notevole importanza storica in quantro è stata la residenza dell'architetto Vanvitelli che in questo palazzo ha vissuto per oltre venti anni, dal 1752 al 1773, fino alla sua morte. Una lapide al'ingresso ricorda l'illustre ospite dello stabile.

È una villa di stile liberty, eclettica nella forma e particolare nella costruzione sita in via Napoli, nel centro città. È stata fatta edificare da un emigrante sul modello delle case coloniali sudamericane.

Edificato tra il 1754 e il 1755 per volontà di Carlo di Borbone, era destinato al ministro della segreteria d'azienda Leopoldo De Gregorio. Si trova nella frazione di Aldifreda. Il progetto è di Luigi Vanvitelli e prevede una piccola corte comunicante con un grazioso giardino. Venne poi trasformato da Carlo Vanvitelli in fabbrica di fiandre.

In Piazza Matteotti è presente una costruzione imponente denominata ex Casa del Fascio, costruita appunto in epoca fascista per ospitare gli uffici del regime e che dopo la fine del secondo conflitto mondiale è caduta in decadenza. È una struttura alta 23 metri con una torre centrale e due corpi ai lati della torre stessa. Da poco è stata conclusa l'opera di restyling della costruzione che oggi ospita al piano terra un ristorante, un centro di bellezza e un centro di design mentre ai piani superiori sono ospitati alcuni uffici privati.

La principale piazza di Caserta è Piazza Carlo III, intitolata al Re di Napoli che fece costruire la mestosa Reggia su progetto dell'architetto Vanvitelli.

La piazza, per dimensioni superiore a quella di Città del Vaticano e tra le più grandi d'Europa, è costituita da una immensa area verde che si trova davanti alla Reggia, con ai lati i due emicicli costruiti sempre dal re di Napoli per la servitù.

Proprio negli ultimi anni la piazza, che prima era intersecata da strade aperte alla circolazione veicolare, è stata sottoposta ad un lungo e certosino lavoro di restyling allo scopo di farla tornare al progetto del Vanvitelli.

C'è stata una risistemazione del verde, dell'impianto di illuminazione e la piantumazione di decine di arbusti e alberi e la piazza è stata completamente pedonalizzata. Agli inzi del 2009, con una solenne cerimonia, verrà inaugurata nella sua nuova veste che la rende più fruibile per i turisti e per i casertani stessi.

Al di sotto della piazza da diversi anni è attivo un parcheggio sotteraneo di 900 posti auto, ideale per i turisti che raggiungono il capoluogo con l'auto privata.

Un'altra delle principali e più antiche piazze di Caserta è l'attuale Piazza Matteotti, che per tutti i casertani è Piazza Mercato. Questo perché da sempre vi si svolge un mercato sia alimentare che d'abbigliamento aperto tutti i giorni.

A Natale del 2008 nella stessa piazza è stata inaugurata una struttura avveniristica adibita a mercato giornaliero composta da 54 box per attività commerciali che spaziano dall'alimentare, agli articoli per la casa e all'abbigliamento permettendo così al mercato che fino ad oggi si svolgeva nel piano sotterraneo, di spostarsi ad altezza di strada in un contesto molto più moderno. Al piano sotterraneo sarà invece inaugurato presto un parcheggio da 200 posti auto.

La scelta di investire in una nuova struttura del mercato ( che non ha nulla a che spartire con la fiera bisettimanale che si svolge in un'altra zona della città), è stata dettata proprio dalla volontà di lasciare alla piazza la sua storica vocazione di area commerciale, in una città che fa del commercio da sempre una delle sue principali fonti di introito.

È una delle principali piazze della Città, dove si trova il Palazzo Castropignano, sede del Comune di Caserta, il Palazzo Acquaviva che ospita gli uffici di Questura e Prefettura, e il Palazzo della Banca d'Italia. Sono presenti nella piazza anche librerie, negozi d'abbigliamento, caffetterie, chalet, alberghi e banche. È una piazza costituita per lo più da una grande villa comunale con al centro di essa un monumento a Luigi Vanvitelli e una grande fontana. Fino a due secoli fa era la piazza del Mercato, poi trasformata in giardino pubblico.

È una delle piazze più antiche di Caserta. Ha una forma simmetrica ed è costituita da quattro palazzi con bei porticati tutti uguali che ospitano un antico caffè e le sedi del Circolo Sociale e del Circolo Nazionale. In passato si è chiamata prima piazza dei Quattro Canti, in riferimento appunto ai quattro palazzi che la perimetrano e poi Piazza Margherita. Congiunge il primo tratto di Corso Trieste con gli ultimi trecento metri dello stesso, quelli che conducono prima a Piazza Gramsci, sede dei Giardini della Flora e poi a Piazza Carlo Terzo, ovvero davanti alla Reggia di Caserta.

Sono diversi e con un'offerta molto varia i musei di Caserta. A quelli storici che si trovano nella Reggia e nel Belvedere di San Leucio, negli ultimi anni se ne sono aggiunti altri, come il Museo delle Cere e quello d'Arte Contemporanea che hanno accresciuto l'offerta turistica della città, ormai non più limitabile solo al triangolo Reggia-San Leucio-Casertavecchia.

All'interno della Reggia la visita agli Appartamenti Reali è una tappa d'obbligo, perché ogni stanza della Reggia merita diversi minuti per essere visionata per quanto è ricca di particolari e dipinti enormi che spesso ricoprono intere pareti e inoltre alla fine del giro tra le stanze del Re, c'è la visita al Presepe Reale del settecento, con una riproduzione straordinaria della Natività.

All'interno della Reggia di pregevole importanza vi è poi il Museo dell'Opera, che raccoglie dipinti, testimonianze, suppellettili e tutto quanto ha riguardato la costruzione di una Reggia che ha pochi eguali nel mondo e che è da molti considerata, per imponenza e grandiosità, superiore a quella di Versailles.

Sempre all'interno degli appartamenti reali è presente il Museo Terrae Motus con una serie di opere d'arte moderna tra le quali una cinquantina del famosissimo Andy Warhol, uno dei maggiori autori mondiali in questo settore oltre ad opere di Joseph Beuys e Keith Haring.

Nella Pinacoteca Reale sono custodite varie opere di natura morta di autori olandesi e italiani. Inoltre sono presenti numerosi ritratti della famiglia dei Borbone. Un'intera sala è dedicata a Ferdinando IV e a sua moglie Maria Carolina ed inoltre si trovano diversi ritratti di Maria Cristina di Savoia di pregevole bellezza.

Nel Belvedere di San Leucio il Museo della Seta conserva gli antichi macchinari del settecento per la produzione della seta divenuta famosa in tutto il mondo. Un Museo in movimento visto che con quei macchinari, restaurati, si continua a tessere così come voleva la tradizione ferdinandea. L'Ingresso al Museo della Seta è inserito nel ticket per il Belvedere di San Leucio.

Nell'antico edificio del S.Agostino, a Caserta, nasce un moderno museo delle cere divenendo il terzo d'Italia dopo quello di Roma e di Milano. Il Museo si articola in tre sezioni. La prima, più ampia, è dedicata alla dinastia Borbone, da Carlo a Francesco II, con le rispettive consorti, senza trascurare l'architetto Luigi Vanvitelli e il ministro Bernardo Tanucci: questi fu apprezzato consigliere del re Carlo e del di lui figlio Ferdinando, mentre quegli fu l'artefice della "reggia" borbonica. La seconda richiama il mito e l'antica origine della nostra civiltà, dalla Sibilla cumana all'eruzione del Vesuvio. La terza proietta il visitatore nell'età moderna, presentando alcuni degli artefici e protagonisti della cultura campana, dalla letteratura all'arte, allo spettacolo. Troviamo, così, S. Di Giacomo, R.Viviani, E. De Filippo, Totò, V. De Sica, M.Troisi. Naturalmente i vari personaggi sono presentati in quadri scenograficamente armonizzati, con abiti appositamente confezionati dall'antica sartoria specializzata in costumi d'epoca e con stoffe pregiate tra cui le sete di S.Leucio. Il Museo delle Cere di Caserta è in procinto di trasferirsi proprio presso il Belvedere di San Leucio, sede ritenuta più idonea e legata alla collezione oltre che meno gravosa sotto l'aspetto economico.

La decisione di erigere il Museo Diocesano di Caserta è stata presa nel corso del 1996, quando la Conferenza Episcopale Italiana ne ha favorito l'istituzione attraverso finanziamenti provenienti dai fondi dell'otto per mille alla Chiesa cattolica. Come sede del Museo è stata individuata la chiesa del SS.mo Redentore, localizzata nel centro storico di Caserta, a poca distanza dalla Cattedrale, dal Palazzo Vescovile e dalla Reggia vanvitelliana. Il Museo Diocesano di Caserta documenta la tradizione artistico - religiosa del Casertano, anche se in esso non sono contenute tutte le migliori opere artistiche di cui è stata arricchita la Chiesa locale durante il suo cammino. Gli oggetti esposti sono in prevalenza paramenti sacri, arredi liturgici, dipinti, ex voto e sculture provenienti dalle varie chiese della diocesi, raccolti nei depositi della Curia dopo l'evento sismico del novembre 1980 per preservarli dall'incuria e tutelarli dai furti. Attualmente il Museo Diocesano conta circa duecento opere tra dipinti, sculture, apparati liturgici, reliquari ed ex voto, che coprono un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo. Tra i pezzi più antichi vanno collocati alcuni manufatti lapidei: reperti archeologici, frammenti scultorei dell'XI e XII secolo, lapidi del XV e del XVII secolo.

Nel Real Belvedere di San Leucio, all'interno della Filanda dei Cipressi, si trova il Museo d'Arte Contemporanea di Caserta che ha il riconoscimento di Museo di interesse regionale. Il Museo ospita le opere di una trentina di artisti che, partiti dalla provincia di Caserta, hanno poi conquistato successo e fama in tutta Italia e talvolta anche all'estero. Autori del calibro di Antonio De Core, Bruno Donzelli, Mafonso, Battista Marello, Gabriele Marino, Andrea Sparaco, Antonello Tagliafierro, Giovanni Tariello, le cui opere prima erano sparse e poco valorizzate e che ora è possibile ammirare tutte insieme. Per gli amanti dell'Arte Contemporanea in visita a Caserta, una tappa d'obbligo insieme a quella al Museo Terrae Motus. Da maggio prossimo il Museo troverà la sua definitiva collocazione in alcune sale del Complesso di Sant'Agostino, nel pieno centro storico di Caserta, dove ci sarà anche una mediateca e una biblioteca storica.

Il Museo Michelangelo di Caserta è stato aperto al pubblico nell'aprile del 2004 in occasione della sesta Settimana della Cultura grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza di Caserta e Benevento e l'Archivio di Stato di Caserta e ha da poco ottenuto il riconoscimento di 'Museo di interesse regionale'. Si trova all'interno dell'Istituto per Geometri di Caserta 'Buonarroti'. Il Museo offre in esposizione strumenti topografici dell'Ottocento e del Novecento, macchine di calcolo e modelli didattico- scientifici per la topografia costruiti tra la metà del 1700 e gli anni settanta del secolo scorso con particolare attenzione agli strumenti della scuola napoletana. Il Museo ha anche una sezione di mineralogia che comprende diverse centinaia di esemplari di rocce ( sedimentarie, metamorfiche, magmatiche ) e minerali e documenta i principali sistemi geologici della provincia di Caserta e del resto d'Italia. Il Museo ha il triplice obiettivo di conservare la memoria storica della città di Caserta, tutelare e valorizzare oggetti storici e testimoniare saperi materiali andati perduti (tecnologie e conoscenze).

Nella storica frazione di Casertavecchia, all'interno del Palazzo dei Vescovi, è aperto il Museo delle Feste e delle tradizioni popolari, che documenta la memoria storica del territorio casertano. A maggio prossimo ci sarà l'inaugurazione di un altro museo nella città di Caserta, il Museo del Mediterraneo, che sarà ospitato nel Belvedere di San Leucio e ospiterà opere di arte contemporanea di livello internazionale. Inoltre nel progetto del Macrico, l'immensa area nel centro della città posta alle spalle del Monumento ai Caduti, è prevista la nascita del Museo dell'Unità d'Italia, già finanziato dal Governo nazionale e dalla Regione Campania in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Esiste anche un Museo archeologico statale di Caserta.

L'aspetto attuale di Caserta è quello di una città moderna con un centro storico molto frequentato anche dagli abitanti della provincia e talvolta di fuori provincia per via dell'alta concentrazione di negozi per lo shopping.

In particolare in via Mazzini, considerata la strada più elegante del capoluogo, sono presenti marchi internazionali della moda che confermano la storica vocazione di Caserta ad essere una città commerciale. Le altre strade dello shopping sono Corso Trieste, via San Giovanni, via Alois, via San Carlo, via Vico, via Pollio, via Crispo. Una alternativa allo shopping in centro è poi fornita da numerosi centri commerciali che si trovano nella periferia della città.

Il problema è oggi quello di riuscire a trattenere di più i turisti che spesso restano in città solo per vedere la Reggia e trascurano di visitare luoghi altrettanto suggestivi e importanti come il Borgo Medioevale di Casertavecchia e il Reale Belvedere di San Leucio oltre le innumerevoli Chiese, Abbazie, Conventi e Palazzi, disseminati tra il centro e le numerose frazioni e molto spesso sconosciute ai turisti nonostante la loro notevole importanza storica e culturale.

Negli ultimi anni la città ha conosciuto una rapida crescita urbanistica e demografica che è proseguita parallelamente ad una riqualificazione di gran parte del centro anche se di contro è aumentata la presenza della microcriminalità. Oltre al nucleo cosiddetto di Caserta centro, fanno parte del capoluogo ben 23 frazioni, ognuna con una propria storia.

Inoltre negli ultimi dieci anni hanno aperto in città innumerevoli pub, caffetterie e pizzerie e locali di intrattenimento che hanno dato vita ad una movida che ha molto animato il centro, sia la zona più moderna che quella antica. In numerose strade della città sono presenti delle piste ciclabili ( la città in tal senso è al 47° posto in Italia su 103 capoluoghi di provincia secondo la classifica 2009 sull'Ecosistema urbano stilata da Legambiente) che tuttavia non sempre sono ben collegate tra loro.

Nonostante una crescita urbanistica talvolta senza regole, ad oggi Caserta ha l'aspetto di una città alla quale le aree verdi certo non le mancano (è tra le migliori venti città italiane per verde urbano fruibile secondo la classifica 2009 sull'Ecosistema Urbano stilata da Legambiente). Indubbiamente l'immenso Parco della Reggia, lungo 2,5 Km, fa la parte del leone e regala ai cittadini la possibilità di usufruire di una area verde paragonabile per dimensione solo ai parchi di Londra e probabilmente senza eguali in nessuna città italiana. Vicino al Parco della Reggia ci sono poi i Giardini della Flora, di dimensioni più ridotte ma sempre molto belli. L'Oasi di San Silvestro, divenuta area protetta del WWF, è poi un'autentica perla della città ed è situatata nella frazione di San Leucio. Un'altra area verde molto grande è quella di Piazza Carlo Terzo, davanti alla facciata principale della Reggia. Altre aree verdi e giardini sono disseminati per la città mentre la stragrande maggioranza delle strade del centro è dotata di alberi che danno a Caserta un aspetto gradevole e moderno.

La Reale Tenuta di S. Silvestro faceva parte, insieme a S. Leucio, al Parco Reale ed al Giardino all'Inglese delle "Reali Delizie" annesse alla Reggia di Caserta. Situata a nord del complesso monumentale, si estende sulle due colline contigue di Montemaiulo e Montebriano. L'area, di circa 76 ettari, venne scelta in quanto particolarmente idonea a creare una naturale scenografia alla cascata che anima, con le sue acque, le fontane del parco vanvitelliano. I territori che la compongono furono acquistati dopo il 1750 in momenti diversi e riuniti poi in un unico tenimento che venne delimitato con un muro perimetrale. La tenuta di S. Silvestro, così come gli altri siti reali, fu destinata ad attività agricole e venatorie sull'esempio delle nuove mode di vita agreste diffuse nelle altri corti europee. In questa area furono conservate, e in alcuni casi incrementate, le coltivazioni già esistenti come vigne, uliveti, frutteti, orti e giardini. Tra il 1797 e il 1801, in località "Parito" venne costruito, sotto la direzione del Collecini, già collaboratore di Luigi Vanvitelli, il Real Casino per dar ristoro al Re ed al suo seguito durante la caccia nei boschi vicini e per disporre di locali idonei alle diverse necessità dell'azienda agricola. Il 13 maggio 1922 la tenuta di S. Silvestro, che faceva parte dei beni immobili della Corona passò al Demanio dello Stato e fu consegnata al Ministero della Pubblica Istruzione. Nel dopoguerra, fino al 1970, il Real Casino ospitò una colonia antitracomatosa e nel 1983 l'intero Sito, gestito dall'Amministrazione provinciale, passa per competenza alla Soprintendenza ai Beni AA.AA.AA.SS. per le province di CE e BN. In quest'ultimo ventennio il Real Casino, che già in passato era stato sottoposto a varie trasformazioni e interventi di "abbellimento", ha subito continui atti vandalici; sono state rubate statue, divelti e trafugati marmi del caminetto, asportati parati, distrutti servizi, ecc.

Il 6 febbraio 1993 il WWF Italia, dopo un lungo periodo di collaborazione con la Soprintendenza per la salvaguardia del Sito, ha ottenuto dal Ministero per i Beni Culturali e dal Ministero delle Finanze la gestione del "Bosco di S. Silvestro" che è così diventato la prima "Oasi del WWF" della provincia di Caserta. Il 10 aprile 1994 l'Oasi è stata inaugurata ed il giorno successivo aperta al pubblico mediante visite guidate.

Dal 15 aprile il centro storico di Caserta si è trasformato in una grande area pedonale con zone a traffico limitato (ZTL) e aree pedonali vere e proprie. In questo modo la città si è adeguata a quelle che sono le politiche cittadine di molte altre grandi città italiane ed europee. In particolare è stato completamente pedonalizzato il Corso Trieste, arteria principale della città, che da sempre è la strada dello shopping a Caserta e che in pratica congiunge due luoghi simbolo della città, il Monumento ai Caduti e la Reggia. Alla chiusura al traffico di Corso Trieste vanno aggiunte quelle di Via Mazzini, altra strada dello shopping e delle altre traverse del centro storico che includono anche la Piazza del Duomo. Per facilitare gli spostamenti all'interno della grande area pedonale, ci saranno presto delle navette elettriche. La grande area pedonale che investe in pratica l'intero centro storico di Caserta, è sostenuta a livello infrastrutturale da due mega parcheggi che si trovano proprio alle due estremità opposte del Corso Trieste. In particolare il parcheggio sotto alla Piazza Carlo Terzo davanti alla Reggia coi suoi 900 posti e quello sotto il Monumento ai Caduti coi i suoi 500 posti. Altri 200 posti sono poi disponibili in Piazza Matteotti, anch'essa attigua alla grande area pedonale. Questa forte disponibilità di parcheggi ha lo scopo di incentivare i cittadini a camminare a piedi e a posare l'auto per attraversare il centro della città.

Il costruendo Aeroporto di Caserta-Grazzanise si trova nel comune di Grazzanise, ad una distanza dal capoluogo di provincia di circa 15-20 Km. Con questo aeroporto ci sarà una rivalutazione dell' intera area Casertana, con conseguenti effetti benefici per l'intera economia regionale. Ad ogni modo oggi gli abitanti di Caserta hanno la possibilità di usufruire dell'Areoporto di Napoli Capodichino che dista dal centro della città appena 20 km.

La stazione di Caserta, nonché una delle più importanti della Campania in quanto confluiscono in essa diverse linee a carattere nazionale; la stazione infatti si trova sulla linea Napoli - Cassino - Roma, ma da essa ha anche origine la linea per Foggia ed una sorta di raccordo che la unisce con la stazione di Aversa sulla linea Roma - Formia - Napoli. Fu inaugurata nel 1843 per agevolare il trasporto della famiglia Reale da Napoli a Caserta.

Il costruendo Policlinico di Caserta ( per la cui inaugurazione, a causa di alcuni ritardi, bisognerà attendere ancora un anno e mezzo), darà vita alla costruzione di una sorta di metropolitana urbana con la nascita di altre due stazioni che si aggiungeranno a quella centrale. La prima si troverà in località ex Saint Gobain, divenuta nuova area businnes del capoluogo visto che vi si sono trasferiti molti uffici, banche, sedi istituzionali, mentre la seconda stazione sorgerà proprio in prossimità del Policlinico in modo da consentire ai cittadini di raggiungere queste sedi senza far uso della macchina. Di contempo è previsto un servizio navette che collegherà la stazione al Policlinico.

Caserta è collegata alla rete autostradale nazionale tramite i caselli Caserta nord e Caserta sud della Autostrada A1 Milano-Napoli, e della Autostrada A30 Caserta-Salerno. Sia l'uscita di Caserta Nord che quella di Caserta Sud permettono poi l'immissione sulla Tangenziale di Caserta. Una alternativa alla Tangenziale per chi volesse raggiungere il centro della città è rappresentata dal Viale Carlo Terzo (per chi esce a Caserta Sud) oppure dalla Nazionale Appia (per chi esce a Caserta Nord) L'uscita autostradale di Caserta sud è inoltre la via migliore per raggiungere la città di Benevento e il suo hinterland.

La città e la sua area metropolitana sono serviti dalla Tangenziale di Caserta (SS 700 della Reggia di Caserta) che con i suoi circa 20 ( attualmente sono 17 ma il percorso originario che arriverà fino a Capua ne prevede oltre 20) chilometri (di cui 2 attraversano in sotterranea il parco della Reggia) collega Maddaloni a Capua.

La Tangenziale di Caserta (detta anche Variante di Caserta) è di proprietà dell'Anas e presenta nove uscite. La costruzione del Policlinico Universitario darà vita ad una nuova uscita che si chiamerà proprio Caserta- Policlinico e si troverà tra l'uscita di Tredici e quella di Caserta Saint Gobain, nuova area businnes del capoluogo.

Da diversi anni è invece molto carente il servizio di trasporto pubblico su gomma (ritardi nelle corse e scarsa copertura del territorio urbano), tanto che molti cittadini preferiscono usare sempre l'auto privata per spostarsi da una parte all'altra della città oppure si affidano a ditte private e questo riguarda specialmente gli studenti delle scuole superiori. Il servizio pubblico è comunque gestito dall'ACMS (Azienda Casertana Mobilità e Servizi) le cui quote sono ripartite tra Provincia di Caserta, Comune di Caserta, ed altri comuni dell'area casertana.

Da diversi anni la città di Caserta si è dotata di un sistema di parcheggi interrati all'avanguardia allo scopo di liberare il centro storico dalle auto. Sono così sorti dopo molti anni di lavoro diversi parcheggi a gestione pubblica o privata che, dislocati in punti strategici della città, hanno costituito un ottimo incentivo e hanno permesso anche l'istituzione del divieto di sosta nelle principali arterie cittadine come Corso Trieste e via Roma. Inoltre la creazione di aree di sosta lungo le altre strade con fasce di pagamento diversificate, ha permesso la scomparsa del fenomeno dei parcheggiatori abusivi almeno fino alle otto di sera, orario in cui la sosta non è più a pagamento e, specie fuori alle caffetterie e ai locali più frequentati, i parcheggiatori abusivi compaiono nuovamente.

Fanno parte del tessuto urbano anche molti popolosi rioni tra cui: Cappiello, Michelangelo, Paschi, Santa Rosalia, Tescione, Vanvitelli, Acquaviva, Falcone, Petrarelle, Primavera.

Se fino agli anni ottanta Caserta sembrava una città alquanto povera dal punto di vista culturale, oggi bisogna riconoscere che le cose sono cambiate e questo è testomoniato da una serie di eventi. L'istituzione della Università degli Studi a Caserta ha dato il via ad una crescita culturale che ha poi portato all'apertura vertiginosa di Teatri, librerie, centri culturali, cinema e alla nascita di rassegne come il Leuciana Festival che hanno dato lustro alla città. L'offerta culturale è cresciuta di pari passo con la domanda e questo fermento è tuttora molto vivo.

Caserta è sede di facoltà e di presidenza della Seconda Università degli Studi di Napoli o SUN che al 2008 conta circa ventottomila iscritti, come indicato nel sito stesso della Facoltà. | Nel 2005 sono cominciati i lavori per il nuovo policlinico di Caserta che ospiterà sia una struttura ospedaliera e sia una di ricerca universitaria dove potranno essere ospitati 1500 studenti delle varie facoltà universitarie, questa struttura dovrà integrarsi con il sistema urbano metropolitano, fungendo da volano dello sviluppo socio-economico del territorio. Il termine dei lavori è previsto per dicembre 2009.

Nella città di Caserta sono attualmente presenti le Facoltà di Psicologia (unica della Campania), Scienze Ambientali, Scienze Matematiche,( tutte e tre situate presso il Polo Scientifico di via Vivaldi nei pressi della stazione ferroviaria), Medicina ( per ora ospitata all'interno del Centro Direzionale di Caserta in frazione San Benedetto) e Studi Politici, cha ha sede nel prestigioso Belvedere di San Leucio. Dall'anno accademico 2009-2010 sarà attiva nella città di Caserta anche la Facoltà di Farmacia, ad oggi solo un corso di Laurea della Facoltà di Medicina.

A 6 km dal centro di Caserta, in località Santa Maria Capua Vetere, sono presenti le Facoltà di Giurisprudenza e Lettere, mentre a Capua c'è la Facoltà di Economia. Le altre due Facoltà di Ingegneria e Architettura si trovano ad Aversa, sempre in provincia di Caserta.

Da alcuni anni si dibatte della necessità di cambiare il nome della Università, visto che la grandissima parte delle sue facoltà è situata a Caserta e in comuni della provincia. Una delle ipotesi al vaglio sarebbe 'Università Terra di Lavoro' o semplicemente 'Università di Caserta'.

Ha sede all'interno del Centro Direzionale di Caserta in frazione San Benedetto.

Il Planetario di Caserta è completamente digitale, un cluster di sette computer permette la visione del cielo e dei pianeti in tempo reale e la rappresentazione in 3D degli oggetti e dell'universo, potendo operare su diverse dimensioni di scala. Le immagini sono proiettate su di uno schermo a cupola di sette metri di diametro che mima la volta celeste grazie a cinque proiettori, dotati di tecnologia DLP da 1400x1050 pixel, che lavorano in perfetta sincronia. Un impianto acustico con sistema 5.1 Dolby surrounding permette di far scorrere le immagini in un'atmosfera suggestiva creata con musica d'autore e narrazione dal vivo. La struttura può ospitare 41 visitatori nella sala circolare dotata di impianto di areazione forzata, su comode poltrone e prevede due postazioni per accogliere i portatori di handicap. Si trova in frazione Centurano zona Parco degli Aranci.

La Biblioteca comunale è stata inaugurata ed aperta al pubblico il 16 dicembre 2002. La natura e le finalità sono essenzialmente due: studio e ricerca.

In via Ceccano, in pieno centro cittadino c'è l'Auditorium Provinciale dove si svolgono incontri, dibattiti culturali, convegni, esibizioni teatrali e concerti di musica da sala.

Il Centro Direzionale di Caserta si trova nella frazione di San Benedetto ( zona Ferrarecce), a poche centinaia di metri dall'uscita Saint Gobain della Tangenziale di Caserta ed è un edificio moderno di 5 piani che si sviluppa molto in lunghezza.

Attualmente ospita la Facoltà di Medicina e Chirurgia, il Tribunale di Caserta e il Giudice di Pace, l'Università Popolare di Caserta, gli uffici dell'Inps e tanti altri uffici sia pubblici che privati.

È interessato da lavori di restyling che hanno lo scopo di rifarne le facciata e renderla più moderna.

Caserta è sede di Tribunale civile e penale (sezione distaccata di Santa Maria Capua Vetere) e degli uffici del Giudice di Pace, entrambi ospitati all'interno del Centro Direzionale in frazione San Benedetto. È in discussione in Parlamento la proposta di istituire nel capoluogo casertano la sede della Corte d'Appello e del Tribunale dei Minori in modo da poter affrontare meglio l'emergenza criminalità che attanaglia la provincia di Terra di Lavoro. Entro maggio dovrebbe inoltre avvenire il trasferimento degli uffici del Tribunale civile e penale oltre che la sede dell'Ordine degli avvocati nella nuova moderna struttura di via Leonardo mentre gli uffici del Giudice di Pace resteranno all'interno del Centro Direzionale in frazione San Benedetto.

A Caserta è presente la Brigata bersaglieri "Garibaldi" che è una delle Grandi Unità che la Forza Armata annovera fra le "Forze di Proiezione".

Nrgli ultimi dieci anni a Caserta si è assistito alla proliferazione di teatri e sale cinematografiche che sono andati a compensare il vuoto che c'era stato fino agli inzi degli anni novanta, quando le vecchie strutture chiuse non erano state rimpiazzate da altre impoverendo molto l'offerta culturale della città.

Oggi le cose sono cambiate e il cittadino casertano ha un ampio ventaglio di proposte. Sul fronte teatro, la prima struttura cittadina è il Teatro Comunale, situato nella centralissima via Mazzini. Si tratta di un teatro moderno dislocato su due piani con circa 500 posti. Vi si svolge la stagione pricipale della città con spettacoli di livello nazionale oltre ad una serie di rassegne di musica da sala e concerti di musica classica.

Altra struttura importante è il Teatro Don Bosco, di proprietà dei Salesiani di Caserta, un teatro di 400 posti tutto in marmo con una stagione nazionale grazie alla collaborazione con alcuni teatri di Roma.

Nella zona sud della città, precisamente nel rione Acquaviva, c'è il Teatro Izzo, vero e proprio Teatro di Quartiere, 350 posti per una stagione soprattutto basata su spettacoli comici ispirati alla commedia napoletana.

Nel quartiere Puccianiello vicino l'Ospedale Civile il Teatro Caserta Città di Pace offre il proprio palco e la propria platea di quasi 400 posti a tutte le compagnie amatoriali ma spesso vi si tengono anche spettacoli di livello nazionale.

A San Leucio nei locali di una vecchia fabbrica l'Officina Teatro, con una platea di cento posti circa, offre una stagione di teatro singolare e diversa dalle solite con una grande attenzione ai temi sociali che vengono spesso affrontati in commedie quasi di nicchia, riservate ad un pubblico particolare.

Senza dubbia la struttura più bella della città resta il Teatro di Corte all'interno della Reggia di Caserta, un piccolo gioiello risalente alla fine del 18° secolo con una capienza di 250 posti. Il Teatro, usato anche per ospitare convegni e incontri culturali, è utilizzato per una serie di rassegne principalmente di musica classica come il Natale alla Reggia con concerti del maestro De Simone e della Compagnia da Camera di Caserta e quella Scarlatti di Napoli.

La piccola sala del Centro Teatro Studi (C.T.S.) ospita gruppi di teatro amatoriali che coltivano il sogno di calcare i palchi più importanti d'Italia.

Finalità simile per la Bottega del Teatro, altra piccola sala teatrale del capoluogo situata nel quartiere Acquaviva, zona sud della città. Anche qui spazio all'avanspettacolo e al teatro comico con grande spazio per le compagnie amatoriali.

A queste strutture al chiuso bisogna aggiungere le due all'aperto che vengono allestite in occasione di particolari rassegne. Ci riferiamo al Teatro dei Serici, nel Belvedere di San Leucio, che ospita gli spettacoli del Leuciana Festival e al Teatro della Torre, all'interno dei resti del castello Medioevale di Casertavecchia, che ospita alcuni spettacoli del Settembre al Borgo.

Sul fronte cinema, il Duel Village in pieno centro con 6 sale, parcheggio e ristorante- pizzeria annessi, è una delle strutture più frequantate in città. Altre sale sono il Duel City nel centralissimo Corso Trieste e il Don Bosco. Nella periferia della città, precisamente all'altezza del casello di Caserta Sud, il Big maxi- cinema con le sue 19 sale e il Cinepolis con altre 11 sale, rappresentano un'ottima alternativa alle sale del centro città.

La zona della movida a Caserta, quella con la più alta concentrazione di locali, è Parco Gabriella, quartiere moderno del capoluogo. Nella zona, affollatissima specialmente il fine settimana, si contano una quarantina tra lounge- bar, pizzerie, caffetterie. Ma negli ultimi anni anche in altre zone della città hanno aperto innumerevoli locali in modo da diversificare l'offerta per i cittadini. Nel centro storico in particolare si sono registrate aperture in serie di clothes- bar, ovvero bar all'interno di negozi d'abbigliamento e tante altre caffetterie e locali di vario tipo che hanno animato strade in genere affollate solo negli orari diurni per via dello shopping. I locali e le strade di Caserta di sera sono affollati da migliaia di giovani che giungono da molti centri della provincia in cerca di svago. In città sono presenti poi numerosissimi pub, disco pub e discoteche vere e proprie che organizzano serate a tema o anche party universitari, molto diffusi visto che nel capoluogo insistono ben cinque facoltà e nella sua area metropolitana altre tre.

La cucina casertana è caratterizzata da piatti tradizionali come le salsicce di polmone, condite con i piccanti peperoncini locali. Molto buone sono le acciughe in vasetto, il casatiello dolce, i fagioli "alla carrettiera" e le zite ripiene. Tipica è anche la mozzarella di bufala, visto che la provincia di Caserta è la zona dove è presente il maggior numero di bufale d'Italia. Tra i dolci ci sono i panzarotti e tra i vini citiamo il Bianco d'Alife, il Conca Mondragone, il vino dei Campi Flegrei e il Pallagrello.

In attesa dalla inaugurazione del Policlinico, a Caserta ci sono un Ospedale Civile di rilievo nazionale e di alta specializzazione denominato 'Sant'Anna e San Sebastiano' in nome dei patroni della città, e altre cliniche private.

La città di Caserta, specie negli ultimi anni, ha visto la nascita nel suo territorio di diversi alberghi importanti che hanno aumentato di molto la capacità ricettiva del capoluogo e hanno permesso lo sviluppo anche di un turismo congressuale.

È presente già da molti anni una società di Scherma -La Giannone Caserta-dove si allenano ex-campioni olimpionici .

Sono presenti due società sportive di Baseball la FalchiCaserta e la Rennets B.C. militanti il campionato di Baseball di Serie C2 e le categorie giovanili.

Uno dei tanti sport che vengono praticati in città, la squadra più importante è l' A.S.D.Caserta Volley che milita in prima divisione.

La Casertana è la maggiore società calcistica della città, nonchè una delle più nobili ed antiche d'Italia,la sua fondazione infatti risale al lontano 1908. E' stata appena promossa in serie D, dopo alcune vicissitudini societarie che hanno costretto la città a disputare dei mortificanti tornei di Eccellenza Campana,proprio nell'anno del suo centenario. Nel Febbraio del 2007 ha conquistato la Coppa Italia regionale, battendo il Gragnano per 3 a 0 nella finale unica disputata allo stadio San Francesco di Nocera Inferiore. Nel suo glorioso passato,la Casertana vanta numerosissime presenze nel campionato di serie C, ha disputato per 2 volte il torneo di Serie B,ha collezionato numerose partecipazioni alla Coppa Italia di serie A e B, raggiungendo gli ottavi di finale nell'anno 86/87 dove fu eliminata per mano dall'Atalanta. La formazione Berretti è stata Campione d'Italia nella stagione 1966/1967. Il simbolo della società è il Falchetto, ed i suoi colori sociali sono il rosso ed il blù.

Caserta è tra le grandi della pallacanestro italiana, nonché l'unica squadra del sud a vincere lo scudetto nel 1990-91 con la Juvecaserta del presidente Giovanni Maggiò. Attualmente la squadra di pallacanestro, nata dalle ceneri della vecchia Juvecaserta e dai Falchetti Caserta, ha raggiunto la promozione in Lega A l'8 giugno 2008 a seguito della vittoria a Jesi nella finale dei Play-off, dopo alcuni anni di militanza nelle serie B2, B1 ed infine Legadue e dopo aver sfiorato più volte la promozione nella massima serie.

Di un certo rilievo sono anche le squadre di pallanuoto, l'Assonuoto Caserta e la Libertas Galati Maddaloni che militano nella serie C.

Per quanto riguarda il softball è presente la società sportiva DesCaserta una delle più forti compagini a livello nazionale, milita nel campionato di A1, femminile.

Il PalaMaggiò è il palasport principale della città di Caserta, fu costruito in tempi record, in soli 100 giorni e ha una capienza di circa settemila posti. È situato nei boschi di Castel Morrone, in località Pezza delle Noci, a circa 10 chilometri di distanza dalla città campana. Il PalaMaggiò ospita le partite interne della Juvecaserta, compagine cestistica già campione d'Italia (1990/91) e vincitrice della Coppa Italia (1987/88), attualmente militante nella massima serie col nome di Eldo Caserta. Il palazzetto è intitolato a Giovanni Maggiò, storico ex-presidente della squadra.

Il principale impianto di questo settore a Caserta, ospita le gare dell' Assonuoto Caserta e tante altre attività come corsi subacquei.

Lo Stadio Alberto Pinto è il maggiore impianto sportivo di Caserta, inaugurato nel 1936 ha una capienza di 12000 posti ed è situato ad est dal centro della città. Di proprietà del Comune, viene essenzialmente utilizzato per le partite di calcio casalinghe della Casertana, per l'atletica leggera e per concerti di musica leggera.

In frazione San Clemente si trova il moderno Stadio di Baseball, dove giocano alcune squadre iscritte al campionato di C2 come la Falchi Caserta e la Rennets B.C.. L'impianto è dotato di spogliatoio e spalti per spettatori. Contiguo è il Campo di Softball dove si esibisce la Des Caserta, compagine di softball femminile iscritta al campionato nazionale di A1.

È un palazzetto dello sport di proprietà del Comune di Caserta, usato dalle società minori per gare di basket e pallavolo. Si trova nella zona ex Saint Gobain, uno dei più moderni quartieri di Caserta. Ha una capienza di circa 1200 posti.

È una tensostruttura adibita per partite di calcetto, basket e pallavolo situata nella frazione di Tuoro a poche centinaia di metri dall'uscita Tuoro- Stadio della Tangenziale di Caserta.

Si tratta di un palazzetto adibito per partite di calcetto, basket e pallavolo dotato anche di palestra e piscina. Si trova in via Borsellino.

È stato il primo campo della JuveCaserta, che ora gioca al Palamaggiò. Si tratta di un palazzetto con capienza di circa 2000 posti che dopo anni di ristrutturazione è stato da poco riaperto e viene oggi usato per partite di basket e pallavolo. Si trova in Viale Medaglie d'Oro nei pressi dello stadio Pinto.

È un campo di calcio, anche questo in terra battuta, dotato di spogliatoi, impianto di illuminazione e parcheggio per auto. Vi gioca la squadra dell'Acquaviva Calcio, iscritta al campionato di seconda categoria e altre società di scuola calcio. Si trova proprio nel Quartiere Acquaviva, zona sud del capoluogo e tra le più densamente popolate.

Quattro campi di basket uno in serie all'altro nel centro di Caserta e ad accesso gratuito dove si allenano ogni giorno i piccoli cestisti di Caserta.

Una piscina al coperto di proprietà del Comune di Caserta sita in Corso Giannone, a due passi dalla centralissima Piazza Vanvitelli.

Una pista che gira intorno all'istituto per Geometri in una zona molto alberata e aperta del capoluogo e che è sempre molto frequentata in tutte le stagioni dell'anno. È dotata anche di area ginnastica.

A Caserta sono presenti una decina di centri sportivi dedicati al Calcio a 5, detto anche Calcetto, molto frequentati specie nel fine settimana. I centri sono privati e dotati di spogliatoio, impianto di illuminazione, punto ristoro e talvolta anche di campi al coperto.

Negli ultimi anni molti scrittori casertani o anche giornalisti- scrittori, hanno poi avuto successo a livello nazionale e talvolta internazionale facendo meritare a Caserta l'appellativo di città culla di scrittori dove non a caso negli ultimi anni è avvenuto un notevole incremento di librerie con l'apertura di marchi importanti come Feltrinelli, Mondadori, Giunti.

La città distratta di Antonio Pascale, nel cui libro è descritta in maniera attenta e singolare la città di Caserta, che tuttavia dall'anno di pubblicazione del libro ha subito profondi cambiamenti sia in senso positivo che negativo.

La realizzazione del progetto, che ingloba un'area di 33 ettari, cambierà totalmente il volto di Caserta, dal momento che si tratta di una zona centrale della città, a ridosso del Monumento ai Caduti, nei pressi dell'imbocco di Corso Trieste. L'abbattimento del muro di cinta che attualmente delimita l'area permetterà l'allargamento delle strade adiacenti. È prevista inoltre la presenza di parcheggi sotterranei e l'uso di navette elettriche per gli spostamenti del Parco dell'Unità d'Italia, che aspira a diventare l'alter ego del Parco della Reggia, regalando a Caserta un altro grande polmone verde e una serie di infrastrutture necessarie per una città capoluogo.

Secondo l'ultima classifica sull'Ecosistema Urbano 2009 stilata da Legambiente e pubblicata sul Sole 24 Ore, Caserta è al 37° posto in Italia per qualità della vita su 103 capoluoghi di provincia. In particolare Caserta risulta essere la prima della Campania distanzando di molto le altre quattro città capoluogo (Napoli 88°, Salerno 83°, Avellino 82° e Benevento 100°) e la seconda in tutto il sud Italia subito dopo Cagliari. Nell'indicatore 'verde urbano fruibile' risulta tra le prime 20 migliori città italiane mentre risulta al primo posto in assoluto per depurazione delle acque e superamento dei limiti d'ozono. Inoltre, superata e messa alle spalle la grave crisi dei rifiuti che ha coinvolto anche la città della Reggia, oggi Caserta ha avviato una raccolta differenziata porta a porta che punta ad arrivare nel giro di pochi mesi ad alte percentuali. Ad oggi la percentuale raggiunta, dopo poco più di tre mesi dall'inizio della differenziata, è del 51%, (dati ufficiali sul sito comune.caserta.it, senza dubbio una percentuale tra le più alte d'Italia in termini di raccolta differenziata.

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Acerra

Acerra - Stemma

Acerra è un comune di 54.133 abitanti della provincia di Napoli situato nella pianura campana.

È il secondo comune della provincia di Napoli per estensione territoriale (dopo Giugliano in Campania) escludendo il capoluogo; confina con la provincia di Caserta. È collegata direttamente all'autostrada A1, A30, A16 e A3 tramite l'Asse Mediano, quello di Supporto e la diramazione dell'Asse Mediano 162 Dir. Acerra - Centro Direzionale. Prossimamente inizieranno i lavori per l'uscita autostradale di Maddaloni (A30): anche questo svincolo servirà direttamente Acerra e la zona archeologica di Suessula con il costruendo parco naturalistico. Sul territorio comunale insistono due zone industriali: Acerra e Pomigliano d'Arco. Lo stabilimento dell'Alfa Romeo è ubicato per un terzo nel territorio comunale di Acerra, come si può evincere dalla piantina posta all'entrata del suddetto stabilimento automobilistico. La città è servita da due stazioni ferroviarie: quella di Trenitalia e quella della Circumvesuviana. Acerra è uno dei pochi comuni della Provincia di Napoli ad avere soluzioni di continuità con i comuni confinanti e la maggioranza del territorio non è urbanizzata, anche se, negli ultimi anni, sono stati costruiti edifici domestici. Pur avendo un'ubicazione felice, lo sviluppo del terziario avanzato non passa per Acerra; alcuni accusano le grandi catene della distribuzione di preferire altre aree già fortemente urbanizzate, a costo di compromettere la situazione viaria, per un mero interesse di parte.

La città, fra le più antiche della Campania,abitata sin dall'epoca preistorica, per la presenza di ricca vegetazione e fauna, e numerosi corsi d'acqua. In base a recenti ricerche archeologiche probabilmente fu fondata dagli Ausoni, in seguito fu chiamata dagli Osci Akeru (Acerrae è il nome latino), e fece più tardi parte della Dodecapoli etrusca della Campania. Nel 332 a.C. ricevette per prima nelle province romane la civitas sine suffragio, ossia la cittadinanza romana senza diritto di voto. Rimase fedele a Roma durante la seconda guerra punica e fu assediata nel 216 a.C. da Annibale che la distrusse parzialmente. Fu ricostruita nel 211 a.C.. Durante la guerra sociale fu nuovamente assediata da Papio Mutilo, ma fu difesa dal console Lucio Giulio Cesare. Divenne Municipium e nel 22 a.C. sotto l'Imperatore Augusto divenne colonia per i veterani.

Alcune iscrizioni pervenuteci attestano l'esistenza di culti e forse di templi dedicati a Iside, Serapide ed Eracle. La presenza di un anfiteatro era stata ipotizzata al di sotto del Castello, ma sotto le antiche scuderie si sono rinvenute tracce delle strutture di un teatro risalente al II secolo a.C..

Fu dominio longobardo, con la costruzione di un castello (826), poi distrutto da Bono, Duca di Napoli. Fu quindi saccheggiata dai Saraceni intorno all'881. In seguito divenne dominio normanno: il castello fu ricostruito e la città divenne contea normanna. Ad essa appartenevano molti casali tra cui quello di Pomigliano d'Arco, Marigliano, Mariglianella,Ottaviano, (fatti rientrare oggi nell'area Nolana) e Licignano (oggi frazione di Casalnuovo di Napoli). Tra i conti di Acerra occorre ricordare i Di Medania: di questa famiglia fu Sibilia, che sposò Tancredi Re di Napoli. Acerra è anche sede vescovile, istituita come tale proprio dai Normanni.

Sotto il dominio di Svevi, Angioini e Aragonesi ne furono feudatari Tommaso d'Aquino, gli Origlia, i Del Balzo Orsini e dal 1496 i De Cardenas, fino al 1812.

Essendo il territorio di Acerra frequentemente inondato dall'antico fiume Clanio e quindi poco salubre, la zona rimase quasi del tutto disabitata. A partire dal XVIII secolo una serie di imponenti bonifiche - come la costruzione di canali per il deflusso delle acque - ha migliorato la situazione anche dal punto di vista agricolo-economico, permettendo alla zona di diventare una tra le più fertili della Campania: a ciò si deve il notevole aumento della popolazione e la costruzione di nuovi quartieri. Non a caso i Borbone in località Calabricito vi fecero erigere un casino di caccia, poiché la limitrofa zona boscosa era ricca di selvaggina. La città fino al 1927 fece parte della provincia di Terra di Lavoro.

Secondo la tradizione, la città ha dato i natali alla famosissima maschera di Pulcinella, assurta dai Napoletani a loro simbolo. Nel Castello Baronale, ex Municipio, è presente uno tra i più ricchi Musei dedicati alla maschera di Pulcinella (Sito Ufficiale). Oltre le numerose testimonianze sulla vita e la storia dell'icona napoletana, il Museo si caratterizza per la sua multimedialità ed il coinvolgimento dei visitatori in rappresentazioni estemporanee con Pulcinella.

Altra storica tradizione è la rappresentazione della Passione di Cristo del venerdì santo, risale nella sua attuale configurazione a oltre cento anni fa, sebbene le sue origini siano molto più antiche, forse di epoca medioevale. La manifestazione si svolge con centinaia di figuranti con al seguito un coro di voci bianche e banda musicale, che intonano sempre la stessa melodia.

In qualche corte del centro storico si conserva ancora la tradizione di celebrare la morte di Carnevale. Il Martedì Grasso, al centro del cortile, viene sistemato un letto funebre su cui è disposto un fantoccio di stracci e paglia che rappresenta "Vecienzo Carnevale", morto, secondo la tradizione, per aver ingurgitato troppo in fretta una polpetta. Nel primo pomeriggio alcune donne si raccolgono intorno al "defunto" ed intonano antichissime litanie, vere eproprie lamentazioni funebri i cui testi assumono toni ironici e bizzarri: Oi Vecié, e ‘i si sapevo ca tu murive t’accerevo n'ata vallina. Uhé, gioia soia!

L'odierno comune comprende, oltre le frazioni di Gaudello e Pezzalunga, anche l'antichissima città distrutta di Suessula, che fa parte integrante del territorio comunale.

La zona occidentale è tra le più fertili della penisola italica, così come decantato dai poeti latini come Virgilio. La fertilità del suolo è dovuta alla sua origine da formazioni piroclastiche (dalle ceneri vulcaniche delle eruzioni) e alla presenza di acque sotterranee (falda acquifera poco profonda e sorgenti minerali). L'attività economica tradizionale è quella agricola (produzione di ortaggi, frutta, e soprattutto fagioli cannellini, cachi e patate precoci), anche se parte della popolazione è ormai impiegata nel terziario. Il Ptcp della provincia di Napoli la definisce zona industriale. Grandi speranze di un decollo economico erano nate quando la Montefibre vi aveva installato una fabbrica di fibre poliesteri che ha visto poi ridurre i livelli occupazionali.

Recentemente grandi polemiche sono nate in conseguenza della decisione di costruire ad Acerra un inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti, in prossimità dell'area archeologica di Suessula. L'insediamento di tale impianto aggrava infatti una situazione in alcune zone già fortemente compromessa a causa delle discariche abusive gestite dalla criminalità organizzata e non solo. Per cercare di contribuire alla soluzione del problema rifiuti nel gennaio 2008 è stato presentato a tal proposito un piano per la raccolta differenziata porta a porta nel comune, ma mai decollata.

Bisogna infatti ricordare che sul territorio insistono ben 2.000 aziende agricole, non tutta la campagna acerrana è inquinata. La superficie compromessa, a detta degli esperti, è di 6 Km quadrati a fronte dei 54 km quadrati complessivi del comune. Che incidono però, sull'intero territorio sia dal punto di vista ambientale che economico, i prodotti agricoli sono difficilmente collocabili, perché ritenuti a torto o a ragione inquinati. Secondo una recente ricerca medica, malattie gravi (quali il cancro) e altre patologie correlate, hanno un'incidenza tre volte maggiore nella zona compresa nel triangolo: Acerra, Marigliano, Nola, rispetto alla media europea.

D'azzurro, al giglio fiorentino d'argento, sormontato da una corona ducale, con una stella d'oro nel campo.

Decreto dell'8 dicembre 1951.

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Sant'Agata de' Goti

Panorama di Sant'Agata de' Goti

Sant'Agata de' Goti è una Città di 11.435 abitanti della Provincia di Benevento, a 35 km da Benevento e 25 km da Caserta.

Fa parte della Comunità Montana del Taburno.

La cittadella storica si erge su una propaggine tufacea tra il Martorano e il Riello, due affluenti del fiume Isclero, che formano uno spettacolare incrocio di profondissimi valloni, in era geologica epicentro di un violentissimo sisma; l' intera città si sviluppa alle falde del monte Maineto (556 m.), oltre il torrente Martorano.

La pianta della Città antica è a semicerchio e misura 1 Km in lunghezza, con diametro diretto da sud a nord.

Tutto il territorio comunale si distende alle falde del monte Taburno con un' escursione altimetrica di 1283 metri, con un minimo di 40 ed un massimo di 1323 metri: monte ricco di sorgenti ed infatti le fontane della Reggia di Caserta sono alimentate da acque estratte da questo territorio (sorgenti del Fizzo) e convogliate nell'acquedotto carolino, architettato da Luigi Vanvitelli, che attraversa per molta parte del suo percorso le colline prospicienti Sant'Agata.

E' territorio prevalentemente collinare.

Il clima è mediterraneo, quasi sempre mite, fresco nelle notti estive, e solo nei periodi di pieno inverno subisce infiltrazioni di venti rigidi provenienti dal nord-est; nei periodi in cui le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono forti si stratifica una coltre di nebbia densa e umida, favorita per lo più dall' Isclero; spesso è molto ventoso.

Gli storici concordano sull'ipotesi che l'attuale centro abitato di Sant'Agata de' Goti sorge sul luogo dove era ubicata l'antica città di Saticula che fu al centro degli episodi inerenti le guerre sannitiche. Questo villaggio venne citato da Tito Livio prima e da Virgilio poi nel testo dell'Eneide.

Durante le vicende inerenti la seconda guerra sannitica (315 a.C.) venne occupata dal dittatore Lucio Emilio ma il borgo resistette in assedio per due anni e fu presa solo grazie sll'intervento di Quinto Fabio Massimo. Successivamente restò fedele a Roma anche durante la seconda guerra punica.

L'attuale denominazione della città risale al VI secolo quando i Goti, a seguito della sconfitta ricevuta nella battaglia del Vesuvio del 553 d.C. vi si stabilirono. Successivamente fu oggetto della conquista dei longobardi e venne inglobata nel Ducato di Benevento. A seguito dell'alleanza con i bizantini venne assediata e conquistata da Ludovico II nell'886 mentre nel 1066 passò sotto il dominio dei normanni. Nel 1230 fu ceduta a Papa Gregorio IX per poi andare nelle mani dei Siginulfo e degli Artus. Nel 1400 divenne possedimento dei Della Ratta, nel 1528 degli Acquaviva e infine nel 1696 dei Carafa, conti di Cerreto Sannita che la tennero sino all'abolizione del feudalesimo avvenuta nel 1806.

Sede vescovile dal V secolo, nel 1763 ebbe come vescovo Sant'Alfonso Maria de' Liguori che vi rimase per tredici anni scrivendovi la maggior parte delle sue opere.

Nel 2004, assieme alla città di Cerreto Sannita, è stato l'unico comune della Campania ad essere insignito del marchio di qualità "Bandiera Arancione".

A Sant'Agata de' Goti ha sede un museo che raccoglie reperti artistici ed archeologici provenienti dall'intera Diocesi e che ha una sezione apposita dedicata ai luoghi dove visse Sant'Alfonso.

Il fiume Isclero scorre in un profondo vallone che in territorio santagatese si allarga a formare una valle edenica. Lungo questa piccola via d' acqua si andò formando fin dalla più remota antichità un sistema eco-economico integrato di produzione orticola intensa; di molitura delle granaglie in mulini ad acqua alimentati dal fiume; e inoltre di produzione di vasellame d' uso comune, la cui materia prima era fornita dall' argilla di Piana del Mondo. Gli antichi abitatori della valle dell' Isclero fondarono con sapienza e preveggenza una città evoluta, e ritenuta insigne ancora prima della fondazione di Roma. Di questa civiltà minore, ma non minima, restano le vestigie sparse un po' dapperttutto: i mulini diroccati e gli orti sparsi fra un macello abbandonato e un depuratore mal-funzionante, o piuttosto mai-funzionante, a insegna dell' insipienza dei moderni.

La campagna produce prevalentemente olio, vino,frutta (mele e ciliegie in special modo), ortaggi, cereali e legumi. Fra le specialità di frutta si coltiva la mela annurca, prodotto che nel 2006 ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione gegrafica protetta). Il frutto, piccolo e schiacciato, si caratterizza per le proprietà organolettiche: polpa bianca compatta, acidula e profumata. Era già conosciuta e apprezzata nell'antichità romana, e citata da Gaio Plinio Secondo noto come Plinio Il Vecchio che nel suo Naturalis Historia ne localizza l'origine nella zona di Pozzuoli; oggi la mela annurca viene coltivata in tutta la Regione Campania.

La città è raggiungibile dall' A1 all' uscita Caserta Sud in direzione della Statale Appia, e deviazione a Maddaloni sulla Statale 265 per i Ponti di Valle di Maddaloni, o anche proseguendo sull' Appia all' uscita di Arpaia o di Airola. E' raggiungibile anche dalla Fondo Valle dell' Isclero.

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Diomede III Carafa

Diomede III Carafa (Maddaloni, 1522 – Lecce, 1561) , della dinastia dei Carafa di Maddaloni, fu I Duca di Maddaloni e IV Conte di Cerreto Sannita.

Figlio di Tommaso e di Giovanna Caracciolo, fu nipote di Diomede II, cui successe in tutela nel 1536 essendo morto il padre in un duello nel 1523. Nel 1555 prese parte alla guerra di Siena essendo generale della fanteria assieme al vicerè di Toledo. Rimasto fedele a Filippo II nonostante Paolo IV Carafa, suo parente, si unì con l'avversario francese, nel 1558 ottenne come premio il titolo di duca di Maddaloni. Nel 1541 concesse gli Statuti ai cerretesi, tentando di porre fine alle diverse liti esistenti fra l'Universitas ed i feudatari.

Diomede III sposò Roberta Carafa figlia di Antonio principe di Stigliano e di Ippolita di Capua dalla quale però non ebbe figli. Alla sua morte nel 1561, mancando una discendenza diretta maschile, il vicerè del tempo, in nome di Filippo II di Spagna, prese possesso della contea. Nacque però una lite intentata dalla sorella di Diomede, Gerolama, moglie di Fabio Carafa del casato di Stigliano, per far succedere il loro figlio Marzio che, vinta la causa nel 1567, divenne Conte di Cerreto.

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